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Trump vuole la Groenlandia: Draghi mette in guardia dai nemici della UE

Trump vuole la Groenlandia: Draghi mette in guardia dai nemici della UE

La Groenlandia è parte della Danimarca: con queste parole semplicissime, inconfutabili e di buon senso, Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, prende posizione sulla controversa questione della Groenlandia. Come è noto, Donald Trump, il presidente della civiltà del dollaro, già da tempo ha deciso di mettere le mani sulla Groenlandia e di annetterla agli Stati Uniti d’America:”la Groenlandia ci serve”, così ha dichiarato Trump, candidamente facendo ammissione dello jus sive potentia.

Per parte sua, l’Unione Europea si trova decisamente spiazzata: in quanto colonia senza dignità al traino di Washington, è naturalmente indotta ad accettare cadavericamente le decisioni del padrone a stelle e strisce; ma questa volta, per la prima volta, si tratterebbe di una aggressione militare imperialistica statunitense contro la stessa Europa. Non per caso, Francia e Germania hanno già mandato le loro truppe in Groenlandia.

Il paradosso della situazione sta nel fatto che Trump, che sulla carta dovrebbe essere amico dell’Europa, le sta di fatto dichiarando guerra, laddove Putin, che sulla carta dovrebbe essere il principale nemico dell’Europa, ne prende almeno teoricamente le difese ricordando l’ovvio, ovvero che la Groenlandia è parte della Danimarca.

Ci hanno raccontato per mesi che la Russia voleva invadere l’Europa e poi l’invasione arriva invece da Washington, che i media occidentali hanno sempre celebrato come il baluardo della Libertà, della democrazia e dei diritti. Forse adesso le cose diverranno più chiare a tutti: Il nemico è e resta Washington, non certo Mosca.

Gli euroinomani di Bruxelles stentano a prenderne coscienza ma in ogni caso hanno già cambiato indirizzo, dato che hanno ammesso recentemente l’esigenza di dialogare con quel Putin che fino al giorno prima era considerato il nemico irriducibile con il quale era d’uopo guerreggiare.

Intanto così ha dichiarato Draghi: “l’Europa non ha mai avuto così tanti nemici, sia interni, sia esterni”. Queste le recenti dichiarazioni dell’unto dai mercati, l’euroinomane delle brume di Bruxelles, l’uomo nato per comandare senza mai dover essere votato da qualcuno.

Secondo l’ex Goldman Sachs ed ex BCE, l’Unione Europea si trova a un tornante storico della propria esistenza, vivendo un momento di crisi senza precedenti per via dei troppi
nemici
che le si parano dinanzi o che vivono al suo interno: tanti nemici, poco onore; così bisognerebbe forse dire in relazione alla tecnocrazia repressiva e depressiva di Bruxelles, tempio vuoto che santifica il turbocapitale sans frontières.

Per quel che ci riguarda, ci corre l’obbligo di far notare all’euroinomane di Bruxelles che il principale nemico dell’Europa è la stessa Unione Europea, culmine del neoliberismo e della distruzione preordinata dei diritti sociali dei popoli europei.

Per quel che riguarda i nemici esterni, va detto che, a rigore, l’Unione Europea ha fatto di tutto per crearseli: prendiamo il caso della Russia di Putin, un tempo amica dell’Europa, fino a
quando l’Europa stessa non decise scelleratamente di interrompere le relazioni e di assumere una ridicola postura bellica, fingendo però che fosse quest’ultima a cercare il conflitto.

E che dire, poi, di Donald Trump e dell’America, ora pronti a occupare la Groenlandia? Non erano i nostri amici e preziosi alleati? In verità, Washington non è mai stata amica e alleata dell’Europa, essendo da sempre invece dominatrice dell’Europa intesa e trattata come colonia e come serva sciocca della civiltà del dollaro.

Come non mi stanco di ripetere a tambur battente, il nostro nemico oggi non è a Mosca o a Pechino, ma a Bruxelles e a Washington. Non va dimenticato. Se vuoi, nel prossimo passaggio posso ridurre o aumentare l’intensità dei grassetti (più neutri o più polemici) a seconda della piattaforma di pubblicazione.

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