Aggiornato alle: 14:03 Sabato, 18 Luglio 2026 cielo sereno (MC)
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Gli aristo-influencer, ovvero il lusso che non urla più

aristo-influencer

C'è stata un'epoca, nemmeno troppo lontana, in cui l'influencer perfetta era quella che ti sbatteva in faccia tutto quello che aveva. La borsa firmata con il logo grande come un'insegna, l'auto sportiva parcheggiata davanti all'hotel a cinque stelle, il polso carico di orologi, la vacanza da diecimila euro. Era il lusso che gridava, quello che aveva bisogno di essere visto, fotografato, ostentato, perché altrimenti non esisteva. E noi lì a guardare, un po' affascinati e un po' infastiditi, con quella sensazione strana di assistere a qualcosa che aveva a che fare più con l'insicurezza che con l'eleganza.

Poi, piano piano, qualcosa è cambiato. E oggi il fenomeno più interessante che Vogue Business sta analizzando è esattamente l'opposto di tutto questo: l'ascesa degli aristo-influencer, creator che raccontano uno stile di vita fatto di eleganza discreta, dimore storiche, tradizioni di famiglia e un lusso che si vede proprio perché non si mostra. Niente loghi appariscenti, niente ostentazione, niente urla. Una camicia di lino perfetta, una casa antica con i mobili ereditati dalla nonna, una tazza di tè in un giardino inglese, colori neutri, gesti misurati. È il trionfo di quello che ormai tutti chiamano lusso silenzioso.

La cosa che trovo affascinante, è che dietro questo cambiamento estetico si nasconde un cambiamento culturale molto più profondo. Perché quando la gente inizia a preferire l'eleganza discreta all'ostentazione, sta dicendo qualcosa di importante su di sé e sul momento che stiamo vivendo. Sta dicendo che è stanca. Stanca di anni di consumismo sfrenato, di haul in cui gli influencer mostravano sacchetti su sacchetti di roba comprata, di trend che sparivano prima ancora di togliere il cartellino. Sta dicendo che vuole tornare a qualcosa di vero, di duraturo, di autentico. E che il vero lusso, quello che conta davvero, non è avere l'ultima borsa alla moda, ma avere il gusto di scegliere una cosa bella e tenerla per sempre.

C'è una frase di Coco Chanel che riassume tutto questo meglio di qualsiasi analisi di tendenza, e dice più o meno che il vero lusso non si nota, si riconosce. Ed è esattamente il principio su cui si fonda tutto questo movimento. Il capo di quiet luxury non ha il logo, non ha la scritta, non ha niente che lo renda immediatamente identificabile a chi non capisce. Ha però un tessuto meraviglioso, un taglio perfetto, una cura nei dettagli che solo chi se ne intende sa cogliere.

E qui, per me, sta la parte più interessante e anche un po' ironica di tutta la faccenda. Perché il quiet luxury, il lusso che non vuole essere notato, che rifiuta l'ostentazione, che predica la discrezione, è diventato comunque un trend su TikTok con miliardi di visualizzazioni. In altre parole, abbiamo trasformato anche la discrezione in un contenuto, anche il non-mostrarsi in un modo per mostrarsi. Gli aristo-influencer che raccontano le loro giornate nelle dimore di campagna, con i loro maglioni di cashmere color cammello e le loro tazze di porcellana, stanno pur sempre facendo la stessa cosa che facevano gli influencer di prima: si stanno mettendo in scena. Solo che lo fanno con più garbo, con più eleganza, con un'estetica che sussurra invece di urlare. Ma sempre di messa in scena si tratta.

Non lo dico per criticare, sia chiaro, perché personalmente questa tendenza mi piace moltissimo e la trovo un enorme passo avanti rispetto alla volgarità ostentata degli anni scorsi. Preferisco mille volte un feed pieno di eleganza discreta che uno pieno di logo firmati e macchine di lusso.

La verità, credo, è che questo trend ci racconta un desiderio profondo e sincero, quello di autenticità, di qualità, di raffinatezza vera, in un'epoca che ci ha stancati con l'eccesso e il rumore. È lo stesso desiderio che vediamo emergere ovunque, nella voglia di rallentare, di tornare alle cose fatte bene, di dare valore a ciò che dura invece che a ciò che passa. E questa, al di là delle pose e dei meccanismi social, è una tendenza bellissima, perché ci ricorda una cosa che le nostre nonne sapevano benissimo e che noi avevamo dimenticato: che l'eleganza vera non ha bisogno di gridare, che la classe non si compra ma si coltiva, e che le cose più belle sono spesso quelle che sussurrano.

 

E se anche gli aristo-influencer, in fondo, un pochino ci marciano, poco importa. Almeno ci stanno riportando verso il bello. E il bello, quello vero, vale sempre la pena.

 

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