Nonna Maxxing: i giovani vogliono vivere come le nostre nonne (e noi lo facevamo già)
La settimana scorsa una ragazza di vent'anni mi mostra il telefono orgogliosa. "Barbara, hai visto questo trend? Si chiama Nonna Maxxing, sto cercando di adottarlo". Guardo il video su TikTok: una ragazza impasta la pasta a mano, poi fa una passeggiata lenta nel quartiere, poi cucina il ragù per tre ore, poi chiama la nonna al telefono. E racconta tutto come se fosse una rivoluzione.
Io la guardo e penso a mia madre, penso alle donne della mia generazione, e non riesco a trattenere un sorriso.
Benvenuti nel Nonna Maxxing! Il trend del 2026 che ha conquistato TikTok e Instagram, dove milioni di ragazzi della Gen Z hanno deciso che il segreto della felicità è vivere esattamente come le nonne italiane di una volta: lentamente, con le mani in pasta, in mezzo alla gente, senza fretta e senza ansia. Il termine nasce dalla combinazione di "nonna" e "maxxing", che in gergo web significa ottimizzare qualcosa al massimo. Ottimizzare la vita come farebbe una nonna. Ci vuole coraggio, a dirlo nel 2026.
Il paradosso è bellissimo. Una generazione cresciuta con lo smartphone in mano, con TikTok che cambia video ogni quindici secondi, con l'ansia da performance costante e il confronto sociale continuo, ha guardato al passato e ha detto: voglio vivere come mia nonna. Voglio cucinare il pane, fare passeggiate lente, stare con la famiglia, impicciarmi degli affari di tutti. Senza notifiche, senza algoritmi e senza l'ossessione di dover mostrare tutto.
Forbes ne ha parlato a marzo, il Guardian ha titolato "La Gen Z si rivolta alle nonne per vivere fino a 100 anni", citando l'Italia come una delle Blue Zone del mondo, quei luoghi dove le persone vivono più a lungo grazie alla dieta mediterranea, ai legami familiari forti e a uno stile di vita lento e radicato nella comunità. La nonna italiana, con il suo ragù che bolle per ore, la sua camminata mattutina, la sua capacità di stare presente senza un telefono in mano, è diventata un'icona globale di benessere.
E lo so cosa stai pensando, lo sto pensando anch'io: noi lo facevamo già. Non lo chiamavamo Nonna Maxxing, non ci facevamo i video su TikTok, non lo hashtaggavamo su Instagram. Lo facevamo e basta, perché era la normalità. Cucinare era cucinare, non content creation. Passeggiare era passeggiare, non un atto di resistenza digitale. Stare con la famiglia era ovvio, non una scelta di vita rivoluzionaria da documentare.
Ma ecco il punto che mi ha fatto riflettere: se i giovani oggi devono trasformare queste cose in un trend per darsi il permesso di farle, significa che qualcosa si è rotto nel mezzo. Significa che la vita digitale ha reso così normale la velocità, la performance e la connessione continua, che tornare alla lentezza richiede uno sforzo consapevole.
E la nonna boomer? Quella vera, quella di oggi? Be', quella è impegnata. Ha il pilates alle dieci, la conferenza in biblioteca alle tre, il cappuccino con le amiche, il volontariato, il corso di public speaking. La nonna che aspetta a casa con la crostata fumante è un'icona poetica, non sempre una realtà. In fondo il Nonna Maxxing ci dice una cosa semplice: siamo stanchi. Stanchi di scrollare, di correre, di perfor¬mare, di essere sempre connessi e sempre disponibili. E la risposta che abbiamo trovato non è la tecnologia del futuro, ma la saggezza del passato. Non l'app che ci salva, ma il ragù che bolle sul fuoco.
Noi, che quelle nonne le abbiamo avute davvero, sappiamo che avevano ragione. Ci mancava solo un trend su TikTok per ricordarcelo.

nubi sparse (MC)
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