Provincia Macerata

Civitanovese, Marinelli resta alla guida: fiducia confermata nonostante l’ultimo posto in classifica

Civitanovese, Marinelli resta alla guida: fiducia confermata nonostante l’ultimo posto in classifica

La Civitanovese scivola all’ultimo posto in classifica e il clima torna a farsi pesante. La sconfitta interna contro il Tolentino (LEGGI QUI) pesa sia sul morale sia sulla graduatoria e riporta alla mente scenari che i tifosi speravano di lasciarsi alle spalle dopo il blitz esterno di Matelica. Come se non bastasse, la prossima trasferta di Urbania si preannuncia complicata: saranno infatti assenti per squalifica i titolari D’Ancora e Lorenzoni, oltre al tecnico Daniele Marinelli, tutti fermati dopo la gara contro i cremisi. Il ko di domenica ha acceso il dibattito anche sul futuro dell’allenatore, finito nel mirino di una parte della tifoseria, soprattutto sui social. In casa rossoblù la dirigenza ha avviato alcune riflessioni, ma al momento non sembrano profilarsi ribaltoni immediati: salvo sorprese, Marinelli resterà alla guida della squadra almeno fino al prossimo impegno di campionato. A rafforzare questa linea sarebbe stato anche il sostegno del gruppo squadra, che – attraverso alcuni elementi più rappresentativi – avrebbe confermato la propria fiducia nel tecnico. L’impegno, fin qui, non è mai mancato, così come non sono mancati gli interventi sul mercato. Quello che continua a non arrivare è però il cambio di passo auspicato, soprattutto in termini di risultati. Intanto è ufficiale la separazione con il difensore centrale Matias Cahais, mentre la società resta attiva sul mercato alla ricerca di rinforzi utili per il rush finale della stagione. Resta ora da capire se dalle difficoltà potrà nascere una reazione concreta già dalle prossime uscite. Il tempo per raddrizzare la stagione c’è, ma serviranno risposte immediate dal campo e scelte lucide fuori. La Civitanovese è chiamata a invertire la rotta in fretta, perché la classifica non concede più margini di errore. (Foto Civitanovese Calcio)

27/01/2026 12:39
San Severino, "Generazioni di felicità": gli scout salutano una storia lunga 50 anni

San Severino, "Generazioni di felicità": gli scout salutano una storia lunga 50 anni

Un traguardo storico che diventa occasione di riflessione collettiva. Nel contesto delle celebrazioni per il cinquantesimo anno di attività, il gruppo scout Agesci "San Severino 1" e la comunità MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani) invitano la cittadinanza a un evento di grande spessore educativo. Venerdì prossimo (30 gennaio), alle ore 21, il teatro Italia ospiterà l’incontro dal titolo "Generazioni di felicità". L’iniziativa, patrocinata dal Comune, si propone di esplorare le potenzialità del metodo scout come strumento pedagogico intramontabile, capace di parlare a giovani e adulti. Per l'occasione, interverranno due relatori di assoluto rilievo nel panorama scoutistico nazionale e internazionale: Gualtiero Zanolini, già membro del Comitato Mondiale dello Scoutismo, affronterà il tema “Perché lo scoutismo è educativo?”, analizzando come il contatto con la natura, il servizio e la vita di gruppo contribuiscano alla formazione di cittadini consapevoli mentre Luca Lanari, referente nazionale per la formazione Masci, interverrà sul tema: "Perché essere scout anche da adulti?", esplorando il senso di appartenenza e le emozioni di chi sceglie di continuare a vivere i valori della Promessa anche nell'età adulta. Per l’occasione gli scout del gruppo “san Severino 1” condivideranno con famiglie, educatori e cittadini la bellezza di un percorso che da mezzo secolo aiuta tanti giovani settempedani a diventare 'buoni cittadini', con uno sguardo rivolto al futuro". L'ingresso è libero e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

27/01/2026 12:38
Michele Cesari presenta a Civitanova il suo libro "Che cos'è l'amore?"

Michele Cesari presenta a Civitanova il suo libro "Che cos'è l'amore?"

Sabato 31 gennaio, a partire dalle ore 18, presso il ristorante La Locanda Sul Mare di Civitanova (Lungomare Nord) si terrà la presentazione del libro “Che cos’è l’amore?” di Michele Cesari, in un incontro che unisce parole, pensiero e convivialità. Un contesto ideale per un’opera che esplora l’amore nelle sue molteplici sfaccettature: forza vitale, ferita, legame e rinascita, intrecciando poesia e riflessione filosofica. Durante la presentazione, l’autore accompagnerà il pubblico in un viaggio emotivo e culturale attraverso i versi e i temi del libro, aprendo uno spazio di ascolto e confronto sul sentimento più universale e necessario dell’esistenza. All’inizio dell’evento porteranno il loro saluto il sindaco Fabrizio Ciarapica e il consigliere comunale Gianluca Crocetti. L’iniziativa è realizzata con il patrocinio dell'amministrazione comunale. A conclusione dell’incontro, gli ospiti potranno degustare le prelibatezze preparate dallo chef del ristorante, in un momento di convivialità che coinvolgerà mente, cuore e gusto, accompagnati dalla musica di Ezio Mancini. Un appuntamento che promette di essere più di una semplice presentazione: un incontro tra parole, emozioni e sapori, in riva al mare.

27/01/2026 12:30
Open days sanitari, Calcinaro: "Quasi 400 prestazioni nell’ultimo weekend per ridurre le liste d'attesa"

Open days sanitari, Calcinaro: "Quasi 400 prestazioni nell’ultimo weekend per ridurre le liste d'attesa"

È partito lo scorso fine settimana il ciclo degli open days sanitari, un’iniziativa che prevede 24 weekend di visite ed esami con l’obiettivo di ridurre le liste d’attesa nel sistema sanitario pubblico marchigiano. Un percorso non risolutivo, ma concreto, che punta ad agire subito su una delle criticità più avvertite dai cittadini. Alll’avvio dell’iniziativa una settimana fa, l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro sui social ha sottolineato il valore dell’impegno messo in campo negli ospedali marchigiani. "In tanti ospedali in questo weekend si è lavorato per il recupero delle liste d'attesa: qui c'è gente che ci prova a risolvere, sarà sufficiente? Assolutamente no. Ma i passi si fanno", ha scritto Calcinaro, evidenziando come l’operazione serva anche a "far capire la differenza tra chi prova a fare e chi chiacchiera". Arrivano poi i commenti a questo secondo weekend di visite. L’assessore ha voluto ringraziare in modo particolare il personale medico e sanitario che ha aderito agli open days, mettendosi a disposizione nei fine settimana per garantire ulteriori prestazioni. "Ci tengo veramente a ringraziare il personale medico e sanitario che in molti ospedali delle Marche si sta mettendo a disposizione per recuperare visite dalle liste di attesa", ha commentato, ricordando allo stesso tempo che il percorso "non è risolutivo per questa tematica ma è un segno importante che il sistema pubblico vuole dare". Calcinaro non ha però nascosto una nota critica nei confronti di chi, pur avendo confermato l’appuntamento, non si è presentato: "Un po' meno ringrazio quegli utenti che poi non si sono presentati". Nel bilancio dell’ultimo fine settimana, l’assessore ha parlato di quasi quattrocento prestazioni erogate tra sabato e domenica negli ospedali di Inrca, Pesaro, Senigallia, Urbino, Fano, Jesi, Fabriano, Ascoli Piceno, Fermo e San Benedetto del Tronto. "Non è risolutivo ovviamente, ma è un segnale forte e duraturo di volontà di tanto personale medico e sanitario di fare passi in avanti sul tema delle liste di attesa", ha ribadito Calcinaro, chiudendo con un ringraziamento a tutti coloro che stanno contribuendo a rendere possibile l’iniziativa.

27/01/2026 12:00
Maceratese, dominio senza premio: col Sora come in Cagliari-Juve. Ruani: "Azzeriamo e ripartiamo"

Maceratese, dominio senza premio: col Sora come in Cagliari-Juve. Ruani: "Azzeriamo e ripartiamo"

La sconfitta interna della Maceratese contro il Sora (LEGGI QUI) è una di quelle partite che fanno discutere, dividono, lasciano l’amaro in bocca e pongono interrogativi che vanno oltre il semplice risultato. Per trovare un paragone recente con il grande calcio, quanto visto all’Helvia Recina ricorda da vicino il ko della Juventus a Cagliari di qualche settimana fa: dominio territoriale, 80% di possesso palla, 21 tiri verso la porta e una sconfitta per 1-0 sull’unica conclusione in porta dei sardi. Numeri alla mano, la fotografia del match è impietosa: il Sora ha calciato tre volte verso la porta difesa da Gagliardini, trovando due reti. La Maceratese, al contrario, ha prodotto 21 tiri complessivi, nove dei quali nello specchio, costruendo almeno sei o sette palle gol nitide, ma raccogliendo soltanto un gol. Spesso le statistiche non raccontano tutta la verità di una partita, ma in questo caso aiutano a descrivere un pomeriggio in cui la sorte e la concretezza sotto porta non sono state alleate dei biancorossi. Dello stesso avviso Edoardo Ruani, capitano in pectore della Rata, intervenuto durante LuneDiretta, la trasmissione dedicata alla Serie D in onda su Tv Centro Marche: «Serviva un po’ più di lucidità e concretezza sotto porta. La prestazione c’è stata, le occasioni pure, ma non le abbiamo sfruttate a differenza loro, che con due occasioni hanno segnato due gol. Quindi bravi loro». Il momento non è semplice anche dal punto di vista dei risultati: un solo punto conquistato nelle ultime quattro partite. Ma Ruani invita a guardare il quadro complessivo con maggiore equilibrio: «Anche nel girone di andata abbiamo vissuto momenti di difficoltà come questo, ma siamo rimasti uniti e aggrappati alla stessa idea. Le prestazioni c’erano e i risultati no, poi alla lunga siamo usciti. Credo che continuando così ci riprenderemo senza problemi». Archiviata la sfida con il Sora, la Maceratese riprenderà questo pomeriggio gli allenamenti in vista della trasferta di domenica contro la Sammaurese, gara che assume ora un peso ancora più rilevante. Non solo perché si tratta di una squadra impegnata nella lotta per non retrocedere, ma anche per il momento della stagione. I romagnoli, penultimi con 14 punti, sono però in ripresa, avendo collezionato due vittorie e due pareggi in questo avvio di 2026. I biancorossi dovranno inoltre fare a meno di De Angelis, pedina importante nello scacchiere di Possanzini, fermato per un turno per somma di ammonizioni. Ruani suona la carica: «Sappiamo che è una partita importantissima. Azzeriamo la sconfitta di domenica e ripartiamo, consapevoli che sarà una gara da non sottovalutare. Anche loro avranno grandi motivazioni, giocano in casa su un campo difficile e sono in ripresa. Sarà dura, ma possiamo farcela». Tornando alla gara con il Sora, il centrocampista biancorosso ha stretto i denti per essere in campo nonostante i quattro punti di sutura alla gamba rimediati nella precedente trasferta di Fossombrone: «Il mister ha fiducia in me e spero di ricambiarla. Sapevo che c’era bisogno visto che era una partita importante e ho fatto di tutto per esserci. Peccato per il risultato». Inevitabile, infine, il tema dell’allenatore. Dopo il ko con il Sora, mister Possanzini è finito sul banco degli imputati, ma Ruani difende senza esitazioni il proprio tecnico: «In campo andiamo noi. Gli errori sui gol presi e quelli non fatti sono stati nostri. Il mister ci chiede cose difficili ma che sono nelle nostre corde. Le abbiamo fatte bene lo scorso anno e anche quest’anno. Con un po’ più di concentrazione e concretezza, al 99% l’avremmo portata a casa. La colpa è più nostra che del mister». Ed è qui che il discorso si allarga, andando oltre Macerata e la Serie D. In un periodo in cui, soprattutto in Serie A, si discute ossessivamente di risultati e prestazioni, di “vincere giocando male” o “perdere giocando bene”, del calcio di Fabregas contrapposto a quello di Allegri, la Maceratese offre uno spunto di riflessione. Le prestazioni, quando sono costanti, non sono mai casuali: indicano un percorso. La Rata è una neopromossa, costruita con molti giovani, chiamata a crescere e a imparare anche da giornate come questa. I risultati vanno ritrovati, senza dubbio, ma il campo sta dicendo che la strada intrapresa ha una sua logica. Nel calcio, alla lunga, chi costruisce prima o poi raccoglie: alla Maceratese il compito di trasformare le buone prestazioni in punti, senza perdere fiducia nel percorso intrapreso.  (Foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)

27/01/2026 12:00
Tolentino, la prorompente comicità di Barbara Foria arriva al Politeama

Tolentino, la prorompente comicità di Barbara Foria arriva al Politeama

Barbara Foria, attrice napoletana e Woman in Red D.O.P (Pura Denominazione di Origine Partenopea), porta a teatro il diario di una ragazza speciale, ma non unica. Domenica 1° febbraio alle ore 18.00 va in scena al Politeama Franco Moschini Basta un filo di rossetto, one woman show sulla donna 3.0. In questo spettacolo Barbara Foria raccoglie le riflessioni di una cinquantenne pronta a darsi un peso nella società e a fare un bilancio della propria vita, che anche se drammatico “è sempre meglio della bilancia e di darsi un peso”. Coco Chanel diceva: «Se siete tristi, se avete un problema d’amore, truccatevi, mettetevi il rossetto rosso e attaccate». Così il rossetto diventa simbolo di potere, libertà, allegria e sensualità, un alleato per sentirsi più belle, sicure, pronte a brillare e a lasciare il segno. Basta scegliere la nuance giusta, abbinarla all’occasione, allo stato d’animo ma soprattutto agli sbalzi di umore e di ormoni di una donna di mezza età, quasi sull’orlo di una crisi di nervi, per dare alle giornate un colore diverso. È grazie al rossetto che Barbara Foria vede il mondo meno grigio e più colorato, portando sul palco esilaranti storie di vita vissuta, con tutte le nevrosi e contraddizioni dei nostri tempi. Che sia rosso, rosa, viola, nude o marrone, che lo si usi per baciare, mangiare, sorridere, urlare o scrivere sullo specchio del bagno, tutte dovrebbero indossare il proprio rossetto preferito ogni mattina e andare alla conquista del mondo. Barbara Foria è un’artista poliedrica, tra i volti più amati del panorama nazionale. Protagonista di numerose trasmissioni televisive dedicate alla comicità, è anche regina dei teatri italiani della risata. Ha preso parte a diversi programmi per Rai, La7 e Comedy Central, tra cui Tintoria Show, Pirati, Assolo Comicità in tour e Cuore al centro della coppia. È stata uno dei volti di Rai 4 e inviata di spicco dell’irriverente magazine Sugo di Gregorio Paolini. A teatro ha lavorato per anni al fianco di Rosalia Porcaro nello spettacolo Sessosenzacuore.com, per la regia di Serena Dandini. Il grande successo arriva con il suo primo One Woman Show Sto matrimonio non sa… d’affare!, scritto con Luciano Melchionna e diretto da Marco Simeoli. Nel 2012 entra nel cast di Colorado, conquistando il pubblico con monologhi irriverenti che la consacrano come “la beniamina delle donne”, “la donna in rosso” e “girl power”. Nonostante i numerosi impegni televisivi, non ha mai abbandonato il teatro, portando in scena spettacoli come Il piacere è tutto mio!, Gli uomini preferiscono le tonte, Love Cost, A qualcuno piace in saldo! fino ai più recenti Volevo una cena romantica… e l’ho pagata io! ed Euforia, entrambi con la regia di Claudio Insegno. Durante la 75ª edizione del Festival di Sanremo è stata inviata speciale de “La Vita in Diretta”. Biglietti: 30 euro + prevendita, in vendita al Botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e da tre ore prima di ogni spettacolo, oppure online su www.politeama.org/biglietti. La stagione artistica del Politeama è organizzata con il patrocinio del Comune di Tolentino e con il contributo di Estra Prometeo, Zurich Antinori Assifin e Gruppo Medico Fisiomed. Il prossimo appuntamento sarà domenica 15 marzo con Massimo Ghini in Noi Giuda, spettacolo scritto da Angelo Longoni.

27/01/2026 11:30
"La salute mentale non è un tabù": il sogno di Ilaria Gazzella diventa un musical grazie alle sorelle

"La salute mentale non è un tabù": il sogno di Ilaria Gazzella diventa un musical grazie alle sorelle

Ilaria Gazzella nel 2021 scese in piazza a Macerata per sensibilizzare le persone sul tema della salute mentale (qui la nostra intervista); a distanza di cinque anni dalla sua scomparsa le sue sorelle portano avanti il suo messaggio Sabato 31 gennaio al Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio debutterà, a cura dell’associazione +Artisti APS, il musical "Blu Mare", riduzione teatrale del racconto omonimo, scritto dalla maceratese Giuseppina Gazzella, e dedicato ad Ilaria, che nel 2021 scelse di lasciare un mondo di cui non si sentiva più parte. Qualche tempo prima aveva gridato il suo appello inginocchiandosi in piazza a Macerata, esponendo un cartello con scritto "la salute mentale non è un tabù". Una presa di posizione netta, che era l’inizio di un progetto che Ilaria avrebbe voluto realizzare, pur non avendone le forze. Dalla sua idea sono nati due progetti distinti, ma collegati, portati avanti dalle sue sorelle, Giuseppina e Ylenia: oltre a “Blu Mare” infatti, esiste il progetto MalaMente, ideato da Ylenia Gazzella, con il supporto attivo e fondamentale del CTR di Macerata. Tante sono già le iniziative realizzate attraverso MalaMente, con flashmob in diverse città, collaborazioni con associazioni e con l’Università degli Studi di Macerata. Ora queste due realtà si intrecciano, per creare un legame ancora più forte con quello che era il desiderio di Ilaria.  "Blu Mare" racconta quello che c’è dietro ad una diagnosi, la solitudine che può portare alla sofferenza mentale e come delle dinamiche familiari e relazionali sbagliate possano portare una persona a perdersi. La malattia mentale è spesso invisibile, e per questo ancora più difficile da far comprendere; molti malati e le loro famiglie la vivono con vergogna, o peggio, non la riconoscono. "Blu Mare" vuole sollevare il velo sulle tante dinamiche che possono colpire la mente, in particolare delle persone più sensibili, più fragili. L’appuntamento è quindi per sabato 31 gennaio, alle ore 21:15, al Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio. I biglietti sono in prevendita su vivaticket.com o presso la biglietteria del teatro, aperta il martedì e il venerdì dalle 17 alle 19, o il giorno stesso dello spettacolo dalle ore 19.  

27/01/2026 11:28
Monte San Martino-Milano unite nell'arte, più di 53mila visitatori il polittico dei Crivelli. Pompei: "Così i borghi ripartono dalla cultura"

Monte San Martino-Milano unite nell'arte, più di 53mila visitatori il polittico dei Crivelli. Pompei: "Così i borghi ripartono dalla cultura"

Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo la mostra dedicata al Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli, ospitata tra dicembre e gennaio nella Sala Alessi di Palazzo Marino, nel cuore di Milano. In 41 giorni di apertura sono stati registrati oltre 53mila visitatori, un dato significativo che conferma il forte interesse suscitato da uno dei capolavori più importanti della pittura italiana del Quattrocento, raramente concesso in prestito. L’esposizione rientrava nel programma dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026 e ha rappresentato una vetrina di assoluto rilievo sia per l’opera sia per il borgo marchigiano da cui proviene. Il Polittico, datato intorno al 1490, è una monumentale “macchina” pittorica alta circa tre metri e larga oltre due, composta da dieci tavole e da una predella raffigurante Cristo benedicente tra i dodici apostoli, con al centro la Vergine con il Bambino. L’opera colpisce per la ricchezza dei dettagli, le raffinate dorature e l’intensa espressività delle figure, ed è considerata dagli studiosi un caso quasi unico, poiché ritenuta l’unica realizzazione attribuibile congiuntamente ai due fratelli Crivelli, pittori veneziani attivi nelle Marche nella seconda metà del Quattrocento. Prima della mostra milanese, il Polittico era stato spostato da Monte San Martino solo in rarissime occasioni, e non usciva dal territorio nazionale dal 1961. Soddisfazione e orgoglio emergono dalle parole del sindaco di Monte San Martino, Matteo Pompei, che ha definito l’intera operazione «esemplare dal punto di vista dell’organizzazione», frutto di un lavoro di coordinamento durato un anno e che ha coinvolto Curia di Fermo, Arcidiocesi, Comune di Monte San Martino, Soprintendenza delle Marche, Regione Marche, Comune di Milano, Civita Mostre e Musei, Rinascente e Intesa Sanpaolo. «Tutti hanno lavorato per un unico intento – ha spiegato – e i numeri ci dicono che il riscontro è stato straordinario, soprattutto considerando che Crivelli è forse più noto ai critici che al grande pubblico». Per il sindaco, la mostra è stata «una vetrina unica, non solo per l’opera ma anche per il borgo», e un esempio concreto di come i piccoli centri possano ripartire puntando su un turismo culturale di qualità. Particolarmente toccante, per Pompei, è stato il momento in cui, alla vigilia della chiusura, una parte significativa della comunità di Monte San Martino si è recata a Milano per visitare la mostra. «È stato commovente – ha raccontato – vedere persone dai tre mesi agli ottant’anni arrivare a Milano e trovare il nome di Monte San Martino sulla facciata di Palazzo Marino, a due passi dal Duomo». Un’immagine simbolica che sintetizza il senso profondo dell’iniziativa e il dialogo tra realtà apparentemente lontane. A sottolinearne il valore è stato anche Giampiero Feliciotti, presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri, che ha definito l’iniziativa «un’occasione per Milano di connettersi alle radici profonde dell’arte e della spiritualità del centro Italia, valorizzando il patrimonio culturale nazionale in un luogo simbolico come Palazzo Marino». La mostra ha confermato così il ruolo dell’arte come ponte tra territori, capace di raccontare storie e identità che attraversano i secoli e uniscono il Paese, concetto ribadito anche dal sindaco Pompei: "È bello vedere due realtà diametralmente opposte come Milano e Monte San Martino unirsi attraverso l’arte" Con la chiusura dell’esposizione milanese, il Polittico sarà ora sottoposto a un accurato intervento di restauro e successivamente verrà collocato nella Pinacoteca civica di Monte San Martino, insieme alle altre opere del patrimonio comunale. La scelta è legata alla necessità di un riadeguamento post-sisma della chiesa di San Martino Vescovo, sua sede originaria. Questo passaggio offrirà una nuova occasione per ammirare l’opera in una mostra di carattere temporaneo, nel periodo necessario ai lavori di recupero dell’edificio sacro, rafforzando ulteriormente il legame tra il capolavoro dei Crivelli e il territorio che lo custodisce.

27/01/2026 11:00
Penna San Giovanni: il Teatro Comunale fa ancora sold-out. Gaia De Laurentiis incanta il borgo

Penna San Giovanni: il Teatro Comunale fa ancora sold-out. Gaia De Laurentiis incanta il borgo

Grande successo per il secondo appuntamento della Stagione Teatrale 25/26. Il Sindaco Stefano Burocchi e il Sottosegretario Silvia Luconi celebrano la rinascita culturale del Teatro Comunale di Penna San Giovanni dopo il restauro. Seconda serata e secondo tutto esaurito per la stagione teatrale di Penna San Giovanni. Dopo l’apertura con Ugo Dighero, ieri sera il pubblico ha riempito di nuovo il Teatro Comunale per "Una giornata qualunque", confermando che il borgo ha voglia di teatro. In scena Gaia De Laurentiis nei panni di Giulia, una donna fragile e piena di insicurezze che ha saputo strappare risate e riflessioni. Insieme a lei lo straordinario regista Stefano Artissunch e il figlio Lorenzo: a soli 21 anni, talento e naturalezza sul palco che non sono passati inosservati. È stata una serata dinamica, fatta di ritmi giusti e una scenografia coinvolgente che ha accompagnato il pubblico dall'inizio alla fine. Ma la serata non si è chiusa col sipario: attori e spettatori si sono ritrovati subito dopo lo spettacolo per scambiarsi sorrisi, impressioni e complimenti, rafforzando quel legame diretto tra teatro e comunità. Oltre al Sindaco Stefano Burocchi e al Direttore Artistico Carlo Vitale, che hanno omaggiato tutta la produzione Synergie Teatrali con Danila Celani, in platea era presente anche Silvia Luconi, Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale. Originaria di Tolentino ma molto legata a Penna San Giovanni, Luconi ha espresso il piacere di rivedere il teatro attivo e ristrutturato: un luogo che smette di essere solo un edificio per tornare a essere, con gioia, il centro della comunità, attraverso progetti culturali concreti e ambiziosi come questa stagione. Si torna a teatro sabato 7 febbraio per una serata dedicata alla grande musica d’autore.

27/01/2026 11:00
"Qui vivo e ho cresciuto i miei figli: la sanità territoriale sta morendo": il medico Massaccesi scrive ad Acquaroli

"Qui vivo e ho cresciuto i miei figli: la sanità territoriale sta morendo": il medico Massaccesi scrive ad Acquaroli

“Sono un medico di medicina generale, un medico del territorio: un territorio dove vivo, dove ho cresciuto i miei figli”. Inizia così la lettera aperta che Daniele Massaccesi, medico di famiglia a Recanati, ha inviato al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, all’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, al direttore generale dell’Ast 3 di Macerata Alessandro Marini, al sindaco di Recanati Emanuele Pepa e all’assessore comunale alla Sanità Maurizio Paoletti, per richiamare l’attenzione sulle crescenti difficoltà del Servizio sanitario nazionale, in particolare sul fronte della medicina territoriale. Una riflessione che nasce da un’esperienza lunga decenni: “Dopo decenni di attività professionale, sento il bisogno di condividere una riflessione su ciò che è diventato oggi il Servizio sanitario nazionale e sulle difficoltà sempre più evidenti che esso sta affrontando”. Difficoltà che, sottolinea il medico, non sono più episodiche: “Le criticità che i cittadini incontrano nell’accesso alle cure e alle prestazioni sanitarie pubbliche sono ormai sotto gli occhi di tutti”. Tra i fattori che mettono maggiormente sotto pressione il sistema c’è l’invecchiamento della popolazione. “La vita media si è allungata grazie ai progressi della medicina, ma proprio per questo aumenta la richiesta di assistenza sanitaria”, osserva Massaccesi, evidenziando come i servizi disponibili “faticano a stare al passo con le necessità crescenti”. Uno dei nodi più critici riguarda i Pronto Soccorso, descritti come “costantemente affollati”. “I colleghi che vi lavorano affrontano turni estenuanti e un sovraccarico continuo – scrive – tanto che molti, dopo anni di resistenza, rinunciano all’incarico”. Una situazione che, secondo il medico, è aggravata dal progressivo ridimensionamento del ruolo del medico di medicina generale. “Fino a qualche anno fa la medicina generale poteva fornire un supporto più diretto – ricorda – era possibile accedere rapidamente agli specialisti ed effettuare esami urgenti come elettrocardiogrammi, ecografie, Tac o risonanze magnetiche. Oggi tutto questo è diventato estremamente difficile”. Anche le richieste contrassegnate come urgenti comportano spesso tempi incompatibili con una diagnosi tempestiva: “Tre giorni, per un elettrocardiogramma o un’ecografia urgente, possono essere un tempo troppo lungo”. Massaccesi evidenzia come il medico di famiglia non possa più “ricoverare direttamente i pazienti”, dovendo far transitare ogni percorso attraverso il Pronto Soccorso. “Dopo quarant’anni di professione credo che l’esperienza clinica mi consenta almeno di formulare un’ipotesi diagnostica – scrive – ma senza la possibilità di accedere rapidamente agli esami necessari sono costretto a inviare il paziente in un Pronto Soccorso già sovraccarico. Questo non sempre è a vantaggio del paziente”. Il medico respinge anche l’idea che i medici di base abusino delle richieste urgenti: “L’urgenza è una responsabilità professionale precisa: il medico risponde personalmente delle proprie decisioni”. E aggiunge: “Se vi sono abusi, esistono strumenti per controllarli. Ma l’urgenza, quando è reale, deve essere riconosciuta come tale”. Nella lettera viene richiamata anche la progressiva riduzione dei servizi sul territorio, con “attività specialistiche limitate” e una radiologia che può contare su “un solo medico e per mezza giornata”, mentre nei festivi la copertura è affidata alla telemedicina. Da qui la domanda diretta: “È davvero impossibile migliorare questa situazione?”. Tra le proposte avanzate, la rivalutazione del medico di medicina generale come medico di primo intervento territoriale. “Una richiesta di ricovero del medico di famiglia dovrebbe avere lo stesso valore di quella proveniente da un punto di primo intervento ospedaliero”, sottolinea Massaccesi, precisando che “non si tratterebbe di costi aggiuntivi significativi, ma di riconoscere pienamente il ruolo del medico di famiglia”. Ampio spazio è dedicato anche all’assistenza domiciliare, che a Recanati “funziona ed è una risorsa preziosa”, ma che andrebbe potenziata. “La vera emergenza non nasce solo in Pronto Soccorso: nasce anche nelle case delle persone”, scrive il medico, ricordando come “la stessa malattia abbia un peso diverso se colpisce un giovane o un anziano fragile che vive solo”.   “Ogni volta che ho dovuto proporre un ricovero, non ho mai incontrato un paziente felice di essere ospedalizzato”, conclude Massaccesi. “Tutti chiedono, se possibile, di restare nella propria casa”. Da qui l’appello finale: rafforzare la medicina territoriale e l’integrazione tra ospedale e medico di famiglia significa “investire davvero nella sanità del futuro”.

27/01/2026 10:50
Francesco Pazzelli, una vita dietro la sedia del barbiere: 64 anni di storia di Caldarola

Francesco Pazzelli, una vita dietro la sedia del barbiere: 64 anni di storia di Caldarola

Dopo 64 anni di lavoro, di racconti davanti allo specchio, di generazioni cresciute su quella sedia, Francesco Pazzelli posa le forbici e va in pensione. Si chiude così una pagina di storia di Caldarola, un punto di riferimento che ha attraversato decenni di cambiamenti, nel mestiere e nella vita del paese. Pazzelli ha iniziato giovanissimo: era il 1958 quando muoveva i primi passi come apprendista a Caldarola, nella bottega del barbiere Manlio Ravaglioli. Quattro anni dopo, nel 1962, apre la sua prima barbieria in via Roma e nel 1969, alla cessazione dell’attività del suo maestro, si trasferisce in piazza Vittorio Emanuele, sotto il loggiato di Palazzo Pallotta: un luogo diventato simbolo, dove per anni si sono incrociate storie e generazioni intere. Professionista curioso e sempre attento all’evoluzione del mestiere, Pazzelli ha frequentato l’Anam, l’Accademia Nazionale di Acconciatura Maschile, conseguendo il diploma. Nel 1980 è diventato maestro acconciatore maschile e nel 1984 ha ottenuto l’attestato di riqualificazione professionale. Ha partecipato a numerosi concorsi di acconciatura maschile e a festival di moda e colore, sia a livello provinciale che regionale, portando passione e competenza anche fuori dai confini caldarolesi. Nel 2013 è arrivato un importante riconoscimento: la medaglia d’oro della Camera di Commercio di Macerata, premio a una carriera fatta di grande dedizione. La sua storia professionale si intreccia però inevitabilmente con quella di Caldarola, segnata anche da eventi difficili. Il terremoto del 1997 lo costringe a lasciare temporaneamente lo storico negozio sotto le logge e a trasferirsi lungo viale Umberto I. Ma l’11 novembre 2001 riesce a tornare a casa, sotto il loggiato di Palazzo Pallotta. Un ritorno che sembrava definitivo, fino al nuovo sisma del 2016, che lo obbliga a trasferirsi ancora, questa volta in via Martiri di Montalto, nella zona industriale, sede dalla quale oggi arriva la pensione. Ora Francesco Pazzelli lascia il testimone al futuro, e lo fa con serenità e soddisfazione: l’attività, infatti, sarà rilevata da un giovane. Una notizia che lo rende particolarmente felice, perché il mestiere del barbiere non è solo un lavoro storico: la barbieria è prima di tutto un luogo di incontro, di vita quotidiana. L’augurio è che chi verrà dopo di lui sappia portare avanti questa attività con la stessa passione di Pazzelli, continuando a raccontare, tra un taglio e l’altro, la storia di Caldarola e delle sue generazioni.

27/01/2026 10:40
Mattatoio, Parcaroli ha cercato di spiegare ma ha mostrato nervosismo: parte l'inchiesta

Mattatoio, Parcaroli ha cercato di spiegare ma ha mostrato nervosismo: parte l'inchiesta

Certo non ha la forza di Oscar Lugi Scalfaro quando a reti unificate disse agli italiani: "Non ci sto" per allontanare da sé i sospetti di tangenti dal Sisde, però Sandro Parcaroli ci prova a fare l’altezzoso. Che abbia convinto i consiglieri dato anche il silenzio tombale della sua maggioranza – a parte una difesa d’ufficio del capogruppo di FdI Pierfancesco Castiglioni che ha ringraziato il Sindaco per aver salvato il mattatoio pure guardandosi bene dall’entrare nel merito – è tutto da dimostrare. Di certo ha snobbato il Consiglio Comunale per almeno metà della seduta – quasi tutta incentrata su interrogazioni sull’Apm - evitando di rispondere a domande che lo riguardavano con Stefania Monteverde di Macerata Bene Comune che giustamente se ne è lamentata. Chissà se il Sindaco ha passato un paio d’ore a imparare a memoria la lezioncina che ha cercato di fare ai consiglieri così come a lui l’hanno fatta i consiglieri legali. Che pure hanno sbagliato un paio di passaggi. Ieri in municipio era il giorno del "Mattatoio day" e siccome la faccenda è ingarbugliata assai era stato chiesto ai gruppi di maggioranza di passare in mattinata dai legali del Sindaco o del Comune – non è dato sapere – per prendere istruzioni. Com’è giusto che sia nessuno c’è andato così il Sindaco – che è stato costretto da una richiesta del gruppo Pd con Andrea Perticarari in testa a riferire all’assemblea - ha affrontato l’uditorio di petto ripetendo però né più né meno ciò che aveva fatto sapere nei giorni scorsi con diversi comunicati. Sarà un po’ più complicato quando dovrà affrontare la commissione d’inchiesta consiliare chiesta da Andrea Perticarari (Pd) che ha steso al tappeto Parcaroli. Bisogna però riassumere i fatti. Tutto parte da quando il Sindaco il 13 dicembre annuncia che vuole salvare il mattatoio. Per la verità già a fine marzo aveva convinto Ilario Marcolini – il più consistente allevatore per numero di capi di razza Marchigiana in provincia di Macerata – a farsi carico delle attività del CoZoMa annunciando anche contributi regionali (ed in effetti centomila euro sono arrivati). Ma a fine novembre Marcolini alza le mani. Così Parcaroli annuncia che parteciperà all’asta – bandita dal 20 di ottobre - come Comune per ripigliarsi il Co ZoMa che i realtà è in affitto dal CeMaCo società in liquidazione dal 2015 di cui però il Comune di Macerata è maggiore azionista con il 68% del capitale. Per partecipare all’asta il Sindaco fa approvare il 15 dicembre con la sola astensione di Alberto Cicarè, Strada Comune, che ieri ha rivendicato questa sua posizione, una delibera d’urgenza del Consiglio comunale con cui si fa una variazione di bilancio per 526 mila euro coperti da un mutuo da accendere finalizzato a prendere parte all’asta giudiziaria per il CoZoMa. Il 2 gennaio Sandro Parcaroli fa convocare un’assemblea dell’APM (il Comune è socio al 99% dell’azienda) da tenersi il 12 gennaio con all’ordine del giorno la distribuzione straordinaria ai soci della quota di riserva sul bilancio 2024 di Apm per avere i soldi necessari a coprire l’asta. Il 9 gennaio però riceve in Comune Ilario Marcolini e decide di non partecipare più all’asta lasciando via libera all’imprenditore che si aggiudica il lotto per 390 mila euro con uno sconto del 25% come da legge, essendo stato l‘unico partecipante e proponente un’offerta grazie alla rinuncia del Comune. Giova ricordare che la prima stima era di 3,5 milioni di euro. Questi i fatti suoi quali il Sindaco è stato chiamato a dare una spiegazione. E i fatti lui li ha più o meno così ripercorsi specificando alcune cose che viste dall’esterno non gli fanno fare una gran bella figura. Ha ribadito: "Avrei riferito spontaneamente al Consiglio senza che mi fosse chiesto. Ho agito per il meglio e sapevo che i tempi erano stretti. La mia volontà era di salvare il mattatoio e questo risultato lo abbiamo ottenuto, le illazioni mi offendono perché il mio comportamento è stato trasparente. La situazione è precipitata a novembre allora mi sono detto che toccava al Comune salvare il mattatoio. Io lo sapevo che non c’erano i tempi tecnici per attivare il mutuo, ma confidavo su una proroga dell’asta". "In fin dei conti ci si poteva anche concedere -ha aggiunto -. Così ho fatto la variazione di bilancio che abbiamo votato il 15 e il 17 dicembre e ho chiesto alla curatrice la proroga dell’asta. Non ho attivato i fondi dell’APM perché l’azienda mi ha spiegato che sarebbe andata in gravissima difficoltà. Non ho voluto partecipare all’asta anticipando solo il 20% dell’importo perché se poi non mi avessero concesso il mutuo avrei creato un danno erariale al Comune. Tutto qua, comunque ora il mattatoio andrà avanti e con i legali stiamo già studiando un ricorso per sospendere la vendita, faremo istanza di sospensiva".  Non siamo ai livelli del “che ne sapio io” sfoggiato quando gli fu chiesto conto dei contributi per la festa di (alcuni) commercianti (leggi qui), ma poco ci manca. A quel punto ha preso la parola Andrea Perticarari: “Non voglio qui discutere della sua buona o mala fede, semmai ci saranno altre autorità deputate a stabilirlo e le dirò che le parlo da avvocato, neppure da consigliere del Pd. Lei ha mostrato un’abissale incompetenza. La richiesta di rinvio dell’asta la doveva presentare al Giudice, non alla curatrice dell’asta: questa è una cosa che s’impara al primo anno di giurisprudenza". "E comunque l’asta era stata pubblicata il 30 ottobre se lei voleva intervenire aveva tutto il tempo - ha proseguito Perticarari -. Ma lei ci ha detto qualcosa di ancora più raccapricciante invocando il fatto che non c’erano i tempi tecnici per attivare il mutuo: lei ci sta dicendo che il Comune di Macerata non ha 105 mila euro per presentarsi all’incanto e che nei quasi cento giorni successivi non avrebbe trovato come accendere un mutuo? Lei si è ritirato dall’asta e ora ci sta dicendo che fa un’istanza di sospensiva e a che titolo se non ha neppure partecipato e per impedire l’attribuzione allo stesso soggetto che lei ha incontrato prima dell’incanto? Lei ha fatto convocare l’assemblea dell’Apm e poi non si è neppure presentato. Lei non ha chiarito nulla, ha portato in giro il Consiglio Comunale e l’Apm. Le anticipo che chiederò una commissione d’indagine speciale del Consiglio". Un intervento di fatto definitivo. Ma a rincarare la dose, almeno sotto un certo aspetto, è intervenuto Alberto Cicarè che dopo aver ricordato la sua astensione dalla famosa delibera del 15 dicembre l’ha pure motivata: “Non ritenevo e non ritengo che si dovesse agire d’impulso per partecipare ad un’ asta che deriva dai beni del CeMaCo che è ancora di proprietà del Comune senza un piano organico. Le ricordo però che a marzo quando lei ha coinvolto Ilario Marcolini nel CoMaZo lo ringraziò e fu lei a dire che Marcolini avrebbe partecipato all’asta quando si sarebbe tenuta; signor Sindaco la sua ricostruzione è quanto meno confusa”. Stefania Monteverde attacca e dice: “Sette Comuni hanno scritto per dirle di trovare il modo di salvare il CoMaZo, lei aveva avviato anche come presidente della Provincia un’interlocuzione con questi Comuni?”. Come si sa Parcaroli non tiene i tempi lunghi del dibattito e comincia irridere. Lo rimprovera (giustamente) la Monteverde: “Sindaco lei già si è sottratto a una mia interrogazione, sia più rispettoso: lei ci ha chiesto di votare una delibera nell’interesse comune e oggi vediamo i risultati".  Pacatissimo, ma dritto al punto va Giordano Ripa – peraltro sinora l’unico ad aver ufficializzato una sua candidatura a Sindaco – che dai banchi del gruppo misto dice: “Non spetta a me decidere se lei ha agito in buona o malafede, ma sa Sindaco, ho il brutto vizio d’informarmi. E risulta che per partecipare all’asta per il Comune era sufficiente avere a disposizione la cifra, diciamo massimo 150 mila euro, per depositare la cauzione. Dopo e solo dopo, come previsto dalla legge, avrebbe dovuto accendere il mutuo per pagare l’intero importo. Dunque ciò che lei ci ha detto del tempo tecnico che mancava non regge. Delle due l'una: o lei non conosce le procedure oppure ha scelto arbitrariamente di non partecipare all’asta senza tornare in Consiglio anzi ignorando il volere del Consiglio come già le è successo altre volte".  Maurizio Del Gobbo, che all’inizio di seduta ha comunicato di aver lasciato il gruppo Pd per confluire nel misto, ha provato la strada del tutto è bene quel che finisce bene e ripercorrendo al storia – accidentata - del CoMaZo  ha sottolineato: "Non vuol dire che se ora il mattatoio è di un privato non possa continuare la sua attività nell’interesse di tutti". A quel punto Roberto Spedaletti, Movimento Cinque stelle, non si è tenuto più: "Lei ci ha detto Sindaco che l’emendamento che abbiamo votato al bilancio di previsione per consentire l’accensione del muto per partecipare all’asta del mattatoio era di massimo interesse pubblico e strategico e allora perché non ha partecipato all’asta e perché ha ricevuto Marcolini prima dell’asta? Di cosa avete parlato?". Con fare sprezzante Sandro Parcaroli ha interrotto e ha ringhiato: "Di vacche!". Di rimando Spedaletti: “Sindaco non faccia lo spiritoso: non avete parlato di vacche, ma alla commissione d’inchiesta lo dovrà dire”. E’ scattato così il soccorso di Fratelli d’Italia perché dalla maggioranza non un fiato a sostegno del Sindaco, tanto meno dai banchi della Lega che è il partito del Sindaco. E allora Pierfrancesco Castiglioni capogruppo di FdI, si è lanciato in una perorazione troppo enfatica per non apparire come un dovere d’ufficio. "La sinistra ha sperperato soldi in continuazione dentro il CeMaCo e  il CoMaZo; quei Comuni di cui parlava la Monteverde sono quelli che si ritirarono lasciando la Provincia e il Comune di Macerata da soli a gestire una struttura che divenne improvvisamente elefantiaca e anti-economica. Il Sindaco ha dimostrato di voler salvare il mattatoio e il risultato è stato raggiunto. Devo solo dire che in base all’articolo 118 quarto comma della Costituzione il Sindaco ha favorito l’autonoma iniziativa di un cittadino a vantaggio dell’interesse pubblico. L’obiettivo finale di salvare il CeMaCo è stato raggiunto". Eccesso di zelo? A giudizio di David Miliozzi (Macerata Insieme) le cose non sono andate proprio così: “Consigliere Castiglioni, un po’ di onestà intellettuale. Il Sindaco non ha salvato alcunché, Marcolini si è comprato il CoMaZo  e ora può farne ciò che vuole. Il Sindaco ci ha dimostrato che come Consiglio comunale, e non è la prima volta, contiamo molto poco: l’assemblea ha adottato un indirizzo e in poche ore è stata smentita da un Sindaco che ha anche sbagliato indirizzo dove depositare la richiesta di rinvio dell’asta; l’ha mandata all’incaricata anziché al giudice. Evocare colpe passate non è di buon gusto. Mi auguro che un giorno avremo il museo Dante Ferretti che voi non volete e non per questo sarete rimproverati in eterno”. Questo è solo il primo tempo. Sandro Parcaroli era molto scuro in volto: ha capito che la commissione d’inchiesta si farà ed è una scocciatura perché tra un paio di giorni voleva andare a Roma per farsi dare l’investitura alla candidatura bis. Forse partirà per Zanzibar senza avere, come avrebbe detto Lorenzo de’Medici sovrano lui sì illuminato, “del doman certezza”.

27/01/2026 10:10
Schianto all'alba in A14: auto contro furgone, un ferito trasportato in eliambulanza a Torrette

Schianto all'alba in A14: auto contro furgone, un ferito trasportato in eliambulanza a Torrette

Mattinata di soccorsi e pesanti disagi lungo il tratto maceratese dell’autostrada A14. Poco dopo le 7:15 di oggi, all'altezza del territorio di Civitanova Marche, si è verificato un violento scontro tra un’autovettura e un furgone a noleggio che procedevano in direzione sud. L’impatto è stato particolarmente violento: l’auto ha centrato con la parte frontale la fiancata del furgone, distruggendo completamente il cofano e accartocciando il lato destro del mezzo commerciale, che si è letteralmente aperto a seguito della collisione. Ad avere la peggio è stato l'uomo al volante della vettura. I soccorsi si sono attivati immediatamente. I sanitari del 118, giunti sul posto con un'ambulanza della Croce Rossa, hanno prestato le prime cure all'automobilista, rimasto cosciente ma in stato di choc e con forti dolori alla schiena, al collo e alla gamba destra. Data la dinamica dell'incidente, è stato predisposto il trasferimento d'urgenza: l'uomo è stato accompagnato dall'ambulanza fino alla piazzola d’emergenza nei pressi del centro commerciale Cuore Adriatico, dove nel frattempo è atterrata l’eliambulanza Icaro per il successivo trasporto in codice rosso all'ospedale regionale di Torrette. Sul luogo del sinistro sono intervenuti i vigili del fuoco dei distaccamenti di Civitanova Marche e Osimo, che hanno lavorato per la messa in sicurezza dei mezzi e della carreggiata, facilitando le operazioni di soccorso. Presente anche la polizia autostradale per i rilievi necessari a ricostruire l'esatta dinamica dello scontro. L’incidente ha paralizzato il traffico in direzione sud durante l'ora di punta: la viabilità è stata temporaneamente interrotta per consentire la rimozione dei detriti e dei veicoli incidentati, con le code che hanno raggiunto i due chilometri di lunghezza. La situazione è tornata alla normalità solo dopo le ore 9:00.

27/01/2026 10:00
Porto Recanati sotto shock: addio a Ludovico Del Duca, strappato alla vita a soli 29 anni

Porto Recanati sotto shock: addio a Ludovico Del Duca, strappato alla vita a soli 29 anni

Porto Recanati si stringe nel dolore per la scomparsa di Ludovico Del Duca, una vita spezzata a soli 29 anni da un male spietato che non gli ha lasciato scampo. Il giovane impiegato si è spento intorno alle 19 di oggi all'ospedale di Torrette di Ancona, dove era ricoverato a seguito del precipitare di una situazione clinica apparsa critica già nelle ultime ore. Per Ludovico, il destino è stato terribilmente rapido: la diagnosi di una grave malattia era arrivata soltanto un mese fa. In pochissime settimane, quel male lo ha strappato all’affetto della mamma Caterina, del papà Franco e del fratello maggiore Marco, lasciando un vuoto incolmabile in una famiglia già profondamente stimata in tutta la comunità.  Questa perdita colpisce una città già duramente provata da un’altra tragedia avvenuta appena 24 ore prima. Ieri sera, infatti, un malore improvviso dopo cena ha portato via Diego Ruspantini, 47 anni, ex portiere molto conosciuto nel panorama calcistico provinciale per i suoi trascorsi in Serie D con la Monturanese e in Eccellenza. Due lutti ravvicinati che uniscono nel cordoglio l'intera cittadinanza, attonita di fronte a un destino che, in un solo giorno, ha spento due giovani vite. 

26/01/2026 22:30
Ascensori a Macerata, scontro in aula. Cherubini (M5S): "L'assessora Piccioni nega la realtà, diritti calpestati"

Ascensori a Macerata, scontro in aula. Cherubini (M5S): "L'assessora Piccioni nega la realtà, diritti calpestati"

Non si placa la polemica sulla gestione degli ascensori e sul rapporto tra il comune di Macerata e la sua partecipata APM. Nonostante i recenti annunci di investimenti per nuovi impianti, il fronte politico si infiamma a causa della trasparenza sui controlli e della reale situazione dei disservizi. Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Roberto Cherubini, insieme a Strada Comune, ha espresso un giudizio durissimo sulla risposta ricevuta in aula dall'assessora al bilancio e alle società partecipate, Laura Piccioni, accusandola di voler "svuotare di senso il ruolo istituzionale". Secondo Cherubini, l'amministrazione avrebbe eluso richieste precise su documenti che il Comune ha l'obbligo di verificare per contratto. "Di fronte a un’interrogazione puntuale, dettagliata e fondata su obblighi contrattuali precisi, l'assessora Piccioni ha scelto la strada peggiore: non rispondere", attacca il consigliere. Il nodo riguarda la documentazione tecnica e gestionale che l'APM dovrebbe fornire all'Ente: "L’interrogazione presentata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle e Strada Comune non chiedeva opinioni, ma risultanze su documenti formali obbligatori: il Piano degli investimenti previsto dal contratto APM; i report economico–gestionali e tecnico–qualitativi; i dati sui fuori servizio degli ascensori; gli atti di vigilanza e controllo del Comune. Tutti obblighi di cui chiedere giustificativi perché previsti dal contratto di servizio. Tutti ignorati nella risposta dell'assessora Piccioni". A suscitare particolare indignazione nelle opposizioni è stata la ricostruzione dello stato degli impianti fatta dall'assessorato. Cherubini definisce grave la "negazione della realtà" riguardo ai guasti degli ultimi anni: "Piccioni ha affermato che non ci sarebbero state, dal 2020 ad oggi, segnalazioni di disservizi e problematiche relativi all’impiantistica presente nei parcheggi gestiti da Apm. Un’affermazione che stride clamorosamente con le segnalazioni dei cittadini, con gli articoli di stampa, con le comunicazioni informali degli stessi assessori di maggioranza e con l’esperienza quotidiana di chi quei parcheggi li usa davvero". Per il Movimento 5 Stelle, non si tratta solo di un problema tecnico, ma di un danno alle categorie più deboli: "Qui non siamo di fronte a una semplice inefficienza amministrativa. Siamo davanti a una rimozione strumentale del problema, che colpisce direttamente le persone più fragili: anziani, disabili, famiglie con passeggini, cittadini che per accedere al centro storico dipendono dagli ascensori pubblici. Negare i disservizi significa negare un diritto". L'affondo finale riguarda la funzione stessa dell'assessorato alle partecipate e la capacità del Comune di vigilare sull'operato della società di servizi. "La domanda allora è semplice: il Comune di Macerata controlla davvero APM o ha smesso di farlo? Perché se degli adempimenti obbligatori non si ha traccia, siamo davanti a gravi inadempienze. Se viceversa si sono onorati impegni contrattuali con le modalità previste ma di questi non vi è formale traccia, siamo davanti a un problema di chiara mancanza di trasparenza democratica". Cherubini conclude ribadendo che la responsabilità è politica e amministrativa: "I cittadini non chiedono miracoli. Chiedono ascensori funzionanti, informazioni affidabili, rispetto dei contratti e verità. Rispondere 'desumete' non è solo insufficiente. È irrispettoso. Ed è il segno di un’Amministrazione che, davanti ai problemi reali, preferisce voltarsi dall’altra parte".

26/01/2026 19:00
Urbisaglia, l'incanto del Carnevale: l'8 febbraio torna la festa delle "Antiche Rovine" tra inclusione e allegria

Urbisaglia, l'incanto del Carnevale: l'8 febbraio torna la festa delle "Antiche Rovine" tra inclusione e allegria

Nel cuore dell'inverno, quando il borgo sembra cullato dal silenzio della storia, Urbisaglia si prepara a sprigionare un’energia vibrante e inaspettata. Domenica 8 febbraio segna il ritorno del "Carnevale delle Antiche Rovine", una seconda edizione che promette di essere molto più di una semplice sfilata: un vero e proprio rito di rinascita collettiva, dove il tempo si ferma per lasciare spazio alla meraviglia. Il viaggio dell'allegria inizierà alle 14:30 in un luogo dall'alto valore simbolico, Piazza Minerva. Qui, all'ombra della Casa di Riposo locale, la festa troverà la sua ispirazione più autentica. Partire dinanzi a questa struttura significa abbracciare le radici e gli anziani del borgo, rendendoli testimoni e protagonisti di un Carnevale che non esclude nessuno. È un segnale forte di una festa capace di unire la saggezza del passato alla spensieratezza del futuro. Mentre il corteo di circa venti carri e gruppi mascherati - provenienti da Urbisaglia, Colmurano, Loro Piceno e Ripe San Ginesio - inizierà a colorare le strade, l'atmosfera si farà elettrica. La creatività delle scuole e delle associazioni locali esploderà in un mosaico di maschere artigianali che sfileranno fino a raggiungere Piazza Garibaldi, dove dalle 14:00 saranno attivi stand di street food e beverage. Tra il mistero di un presentatore a sorpresa e il ritmo di Dj Lenny, la piazza si trasformerà in un palcoscenico dove l'attesa per la premiazione finale si mescolerà alla voglia di ballare. L’evento nasce dall’intraprendenza di Tiziano Scagnoli del Ristorante "Le Tre Spighe Pizza & Co." e dall’operosità dell’Associazione "Urbisaglia 62010". Lo stesso Scagnoli sottolinea il valore dell’iniziativa: "Dopo 14 anni, Urbisaglia per me è diventata casa. Il Carnevale nasce dal desiderio di restituire energia e senso di appartenenza a questo borgo. Partiremo davanti alla Casa di Riposo per onorare il passato: è un passo concreto per far crescere il paese guardando al futuro con responsabilità e inclusività". Una visione condivisa dall'Associazione Urbisaglia 62010, che definisce l'evento come "uno spazio d’incontro autentico costruito con scuole, famiglie e associazioni per rimettere in circolo relazioni attraverso i colori". A dare un senso profondo a questa giornata è il primo cittadino, Riccardo Natalini, che lancia un invito che suona come un manifesto di libertà: "Chi rinuncia a giocare, chi resta chiuso nella propria rigidità, perde l’occasione d’oro di rasserenarsi davvero. In un’epoca che ci vuole sempre seri e produttivi, il Carnevale è l'unico spazio in cui possiamo abbassare le difese e ritrovare quella leggerezza che ci salva l'anima. Chi non partecipa rimane ancorato alle proprie preoccupazioni; chi sceglie di sognare con noi impara di nuovo a respirare".

26/01/2026 18:20
Hockey indoor, Potenza Picena sul tetto d’Italia nella categoria Ragazzi

Hockey indoor, Potenza Picena sul tetto d’Italia nella categoria Ragazzi

Storico successo per l’Hockey Potenza Picena, che si laurea campione d’Italia Indoor 2025/26 nella categoria Ragazzi al termine delle finali nazionali disputate il 24 e 25 gennaio a Castello d’Agogna. Il titolo è arrivato al termine di una finale emozionante e combattutissima contro la Scuola Hockey Inder Singh di Bra. Dopo il 3-3 maturato nei tempi regolamentari, la sfida si è decisa ai rigori, dove i marchigiani sono stati impeccabili: decisive le reti di Romoli e Fermanelli, che hanno fissato il punteggio sul 5-4 finale, regalando il tricolore al sodalizio potentino. Nel corso del torneo entrambe le squadre avevano dimostrato grande solidità, chiudendo a punteggio pieno la fase a gironi del sabato e conquistando poi la finale grazie alle vittorie nelle semifinali della domenica mattina. Nella finale per il terzo posto, successo del Riva, che ha superato l’Adige per 4-2, conquistando la medaglia di bronzo. Quinto posto per il PGS Don Bosco, mentre l’HC Savona ha chiuso al sesto posto nazionale. Per l’Hockey Potenza Picena si tratta di una conferma ai massimi livelli giovanili: il club marchigiano aveva infatti già conquistato il titolo Under 16 Maschile nella scorsa stagione, a testimonianza di un progetto sportivo solido e vincente.

26/01/2026 17:15
Trodica, corto muso e sogni di gloria. Buratti: "Queste sono le vittorie che mi piacciono"

Trodica, corto muso e sogni di gloria. Buratti: "Queste sono le vittorie che mi piacciono"

Un Trodica solido, maturo e spietato quanto basta continua la sua rincorsa al vertice. Al “San Francesco” i biancocelesti superano 1-0 il Montegranaro grazie al sigillo del “condor” Cognini e accorciano a -2 sulla capolista Fermana, fermata sull’1-1 dall’Osimana al Diana. Dopo lo 0-0 nello scontro diretto della scorsa giornata, la corsa al primo posto si fa sempre più avvincente. È un turno che ridisegna la parte alta della classifica: Fermana resta in testa a quota 35, ma Trodica e K Sport Montecchio Gallo si portano a ridosso, entrambe a 33 punti. Proprio il Montecchio lancia un segnale fortissimo travolgendo 6-0 l’Urbino in trasferta. Decisivo contro il Montegranaro il ritorno al gol di Luca Cognini, autore di una prova di grande spessore, in una partita interpretata dal Trodica con intensità e ferocia nel primo tempo e con intelligenza nella ripresa. Ancora una volta, a fare la differenza è stata la compattezza di squadra e una fase difensiva impeccabile, capace di blindare la porta per il settimo risultato utile consecutivo. Soddisfatto ma con i piedi ben piantati a terra mister Roberto Buratti nel post gara: «Oggi era importante vincere. Gli altri risultati? Noi dobbiamo fare il nostro cammino. Faccio i complimenti ai ragazzi, su tutti a Tardini: un 2008 alla seconda partita ha giocato da veterano servendo anche un assist. Sono contentissimo per il ritorno al gol di Cognini, che ha fatto una grossa partita, così come tutti gli altri. Hanno interpretato la gara come volevo: mentalità e ferocia nel primo tempo, gestione nella ripresa». Il tecnico biancoceleste sottolinea la crescita del gruppo: «Stiamo diventando squadra e abbiamo imparato a soffrire. Questo è il girone di ritorno: vittorie di misura soffrendo tutti insieme. La difesa non ha subito gol e queste sono le vittorie che mi piacciono». Nonostante le assenze, la rosa risponde presente: «Ho la fortuna di avere quattro centrali difensivi che sono quattro titolari. L’assenza di Passalacqua non si è sentita perché Tomassini ha fatto una partita da 7,5. Domenica mancherà Ciaramitaro, ma abbiamo una rosa lunghissima. Devo essere bravo io a gestirla». Infine, lo sguardo è già rivolto ai prossimi impegni: «La strada è quella giusta, ma non abbiamo fatto assolutamente nulla. Ci aspetta una partita difficilissima a Tolentino e poi lo scontro diretto col Montecchio. Ce la godiamo, ma subito testa al Tolentino: all’andata abbiamo perso in casa. Massima umiltà, lavoro e speriamo di toglierci parecchie soddisfazioni». Il Trodica ha scelto di investire in maniera significativa sul mercato, costruendo una squadra ambiziosa e profonda. Un investimento importante, che sta producendo risultati concreti sul campo. Essere in corsa ai vertici da neopromossa resta qualcosa di tutt’altro che scontato e riuscire a vincere il campionato sarebbe, al di là di tutto, una grande impresa. Per questo l’ambiente continua a muoversi tra equilibrio e ambizione. La squadra pensa al lavoro quotidiano, mentre sugli spalti le Teste Matte vogliono continuare a sognare. (Foto Marcello Valentini)

26/01/2026 17:00
Tolentino, lavori al Palazzo Comunale: si ferma l'orologio della Torre civica

Tolentino, lavori al Palazzo Comunale: si ferma l'orologio della Torre civica

Il simbolo di Tolentino si ferma per lavori di riqualificazione. Proseguono in questi giorni le operazioni di allestimento del cantiere per la ristrutturazione del Palazzo comunale. Nell’ambito degli interventi programmati, martedì 27 e mercoledì 28 gennaio verrà spostata la centralina che regola il funzionamento dell’orologio della torre civica di piazza della Libertà, come comunicato in una nota del Comune. Durante le due giornate necessarie al trasferimento dell’apparecchiatura all’interno della torre, l’orologio potrà registrare temporanei arresti o malfunzionamenti. Al termine delle operazioni tecniche, il sistema sarà nuovamente regolato e tutti i quadranti torneranno a funzionare regolarmente.   L’Amministrazione comunale si scusa per gli eventuali disagi arrecati alla cittadinanza, precisando che si tratta di interventi necessari e funzionali ai lavori di riqualificazione dell’edificio comunale, finalizzati a garantire maggiore sicurezza e tutela di uno dei luoghi simbolo della città.

26/01/2026 16:38
Macerata, polentata all'Associazione Idea88: quando stare insieme è la ricetta migliore (FOTO)

Macerata, polentata all'Associazione Idea88: quando stare insieme è la ricetta migliore (FOTO)

Sabato 24 gennaio, l’Associazione Idea88, a Macerata, ha dato vita alla tradizionale polentata che ogni anno richiama moltissimi soci. Un appuntamento che rende le domeniche più vivaci e conviviali. Un evento che ormai è diventato un appuntamento fisso, capace di animare le domeniche e rafforzare il senso di comunità. La presidente Gabriella Menghi, insieme al suo affiatato staff, lavora instancabilmente per rendere ogni iniziativa un momento speciale. "Facciamo di tutto per rendere più gradevoli e movimentate le domeniche dei nostri soci", spiega, e i risultati si vedono nella partecipazione entusiasta e nell'energia che si respira ad ogni appuntamento. Il menù succulento ha deliziato i presenti, mentre l’atmosfera conviviale ha fatto il resto: si è riso e scherzato, esattamente come deve essere in una vera famiglia allargata. Anche la redazione di Picchio News ha fatto incursione in questo divertente scenario, testimoniando dal vivo la vitalità di un’Associazione che non conosce pause e che continua a essere punto di riferimento per la terza età maceratese.  

26/01/2026 16:30
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