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Maceratese, dominio senza premio: col Sora come in Cagliari-Juve. Ruani: "Azzeriamo e ripartiamo"

Maceratese, dominio senza premio: col Sora come in Cagliari-Juve. Ruani: "Azzeriamo e ripartiamo"

La sconfitta interna della Maceratese contro il Sora (LEGGI QUI) è una di quelle partite che fanno discutere, dividono, lasciano l’amaro in bocca e pongono interrogativi che vanno oltre il semplice risultato. Per trovare un paragone recente con il grande calcio, quanto visto all’Helvia Recina ricorda da vicino il ko della Juventus a Cagliari di qualche settimana fa: dominio territoriale, 80% di possesso palla, 21 tiri verso la porta e una sconfitta per 1-0 sull’unica conclusione in porta dei sardi.

Numeri alla mano, la fotografia del match è impietosa: il Sora ha calciato tre volte verso la porta difesa da Gagliardini, trovando due reti. La Maceratese, al contrario, ha prodotto 21 tiri complessivi, nove dei quali nello specchio, costruendo almeno sei o sette palle gol nitide, ma raccogliendo soltanto un gol. Spesso le statistiche non raccontano tutta la verità di una partita, ma in questo caso aiutano a descrivere un pomeriggio in cui la sorte e la concretezza sotto porta non sono state alleate dei biancorossi.

Dello stesso avviso Edoardo Ruani, capitano in pectore della Rata, intervenuto durante LuneDiretta, la trasmissione dedicata alla Serie D in onda su Tv Centro Marche: «Serviva un po’ più di lucidità e concretezza sotto porta. La prestazione c’è stata, le occasioni pure, ma non le abbiamo sfruttate a differenza loro, che con due occasioni hanno segnato due gol. Quindi bravi loro».

Il momento non è semplice anche dal punto di vista dei risultati: un solo punto conquistato nelle ultime quattro partite. Ma Ruani invita a guardare il quadro complessivo con maggiore equilibrio: «Anche nel girone di andata abbiamo vissuto momenti di difficoltà come questo, ma siamo rimasti uniti e aggrappati alla stessa idea. Le prestazioni c’erano e i risultati no, poi alla lunga siamo usciti. Credo che continuando così ci riprenderemo senza problemi».

Archiviata la sfida con il Sora, la Maceratese riprenderà questo pomeriggio gli allenamenti in vista della trasferta di domenica contro la Sammaurese, gara che assume ora un peso ancora più rilevante. Non solo perché si tratta di una squadra impegnata nella lotta per non retrocedere, ma anche per il momento della stagione. I romagnoli, penultimi con 14 punti, sono però in ripresa, avendo collezionato due vittorie e due pareggi in questo avvio di 2026. I biancorossi dovranno inoltre fare a meno di De Angelis, pedina importante nello scacchiere di Possanzini, fermato per un turno per somma di ammonizioni. Ruani suona la carica: «Sappiamo che è una partita importantissima. Azzeriamo la sconfitta di domenica e ripartiamo, consapevoli che sarà una gara da non sottovalutare. Anche loro avranno grandi motivazioni, giocano in casa su un campo difficile e sono in ripresa. Sarà dura, ma possiamo farcela».

Tornando alla gara con il Sora, il centrocampista biancorosso ha stretto i denti per essere in campo nonostante i quattro punti di sutura alla gamba rimediati nella precedente trasferta di Fossombrone: «Il mister ha fiducia in me e spero di ricambiarla. Sapevo che c’era bisogno visto che era una partita importante e ho fatto di tutto per esserci. Peccato per il risultato».

Inevitabile, infine, il tema dell’allenatore. Dopo il ko con il Sora, mister Possanzini è finito sul banco degli imputati, ma Ruani difende senza esitazioni il proprio tecnico: «In campo andiamo noi. Gli errori sui gol presi e quelli non fatti sono stati nostri. Il mister ci chiede cose difficili ma che sono nelle nostre corde. Le abbiamo fatte bene lo scorso anno e anche quest’anno. Con un po’ più di concentrazione e concretezza, al 99% l’avremmo portata a casa. La colpa è più nostra che del mister».

Ed è qui che il discorso si allarga, andando oltre Macerata e la Serie D. In un periodo in cui, soprattutto in Serie A, si discute ossessivamente di risultati e prestazioni, di “vincere giocando male” o “perdere giocando bene”, del calcio di Fabregas contrapposto a quello di Allegri, la Maceratese offre uno spunto di riflessione. Le prestazioni, quando sono costanti, non sono mai casuali: indicano un percorso. La Rata è una neopromossa, costruita con molti giovani, chiamata a crescere e a imparare anche da giornate come questa. I risultati vanno ritrovati, senza dubbio, ma il campo sta dicendo che la strada intrapresa ha una sua logica. Nel calcio, alla lunga, chi costruisce prima o poi raccoglie: alla Maceratese il compito di trasformare le buone prestazioni in punti, senza perdere fiducia nel percorso intrapreso. 

(Foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)

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