Potenza Picena
Potenza Picena, si getta in mare per farla finita: giovane salvato in extremis dai Carabinieri
Attimi di forte tensione nel pomeriggio di ieri sul lungomare Marinai d’Italia a Porto Potenza Picena, dove un giovane è stato tratto in salvo dopo essersi immerso in mare con intenzioni suicidarie. La scena non è passata inosservata ad alcuni passanti che, notando il ragazzo dirigersi rapidamente verso la scogliera, hanno immediatamente compreso la situazione e allertato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione locale, i Vigili del Fuoco e una motovedetta della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche, dando avvio a un’operazione coordinata di ricerca e assistenza. Il giovane, un 25enne originario della provincia di Ancona, dopo essersi immerso in acqua ha raggiunto gli scogli, dove si è arrampicato nonostante i tentativi di dissuasione. Il comandante della Stazione dei Carabinieri, il maresciallo maggiore Alessio Alberigo, insieme al carabiniere scelto Emanuele Cirilli, ha raggiunto il ragazzo a bordo di un pattino di salvataggio di uno stabilimento balneare della zona. Vista la situazione in rapida evoluzione e la mancanza di collaborazione da parte del giovane, il maresciallo si è successivamente tuffato in mare, riuscendo a raggiungerlo sugli scogli. Dopo aver instaurato un dialogo e conquistato la sua fiducia, il militare è riuscito a farlo desistere dal gesto, mettendolo in sicurezza e accompagnandolo a riva, dove è stato affidato alle cure del personale sanitario del 118.
Potenza Picena - Violento impatto all’incrocio, auto e furgone nel fossato: quattro feriti
Incidente stradale nelle prime ore della mattinata di oggi, 11 aprile, lungo la strada Regina, nel territorio comunale di Potenza Picena. Intorno alle 7.30, per cause ancora in fase di accertamento, un furgone e una Fiat Freemont si sono scontrati all’altezza di un incrocio. L’impatto è stato particolarmente violento: entrambi i mezzi sono finiti fuori strada, terminando la corsa nel fossato che costeggia la carreggiata. Immediato l’intervento dei soccorsi, allertati da alcuni automobilisti di passaggio. Sul posto sono giunti i sanitari del 118 e i vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova Marche, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area e a prestare assistenza ai coinvolti. Il bilancio è di sette persone rimaste coinvolte nell’incidente: tre sono state curate sul posto, mentre quattro feriti sono stati successivamente trasferiti al pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova Marche per ulteriori accertamenti. Sono in corso i rilievi della polizia stradale per chiarire l’esatta dinamica dello scontro.
Lupo e uomo, come gestire la convivenza: a Porto Potenza un incontro con i massimi esperti
La presenza del lupo nel territorio marchigiano è diventata ormai una realtà quotidiana. Dalle zone montane alle colline, fino ai margini dei centri abitati, gli avvistamenti si sono fatti sempre più frequenti, portando con sé interrogativi sulla sicurezza, preoccupazioni per il settore zootecnico e la necessità di fare chiarezza su un tema spesso distorto da una narrazione parziale. Per rispondere a queste esigenze, l'associazione Salviamo il Futuro Odv ha organizzato per domani, sabato 11 aprile alle ore 17:00, un incontro pubblico e gratuito presso il Palazzo Comunale Conestabile della Staffa (Viale Regina Margherita 60), dal titolo "Lupo e Uomo: come gestire la convivenza". L'iniziativa, realizzata con il contributo della città di Potenza Picena, vedrà il confronto tra due figure di spicco nel panorama scientifico e istituzionale. Sul palco salirà Ciro Manente, naturalista abruzzese e fondatore di Popoli & Lupi, che vanta quarant'anni di esperienza nello studio del lupo italico e nel ruolo di ambasciatore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Insieme a lui interverrà il tenente colonnello Simone Di Donato, comandante del Nipaaf dei Carabinieri di Macerata, che offrirà il punto di vista delle forze dell'ordine sulla gestione dei protocolli di segnalazione e sulla normativa vigente in materia di fauna selvatica. Il dibattito entrerà nel merito delle abitudini del predatore, con un focus particolare sui cosiddetti "lupi confidenti". Si tratta di quegli esemplari che, a causa di abitudini umane scorrette come l'abbandono di resti alimentari o l'avvicinamento volontario, perdono la loro naturale diffidenza verso l'uomo, creando situazioni di potenziale pericolo. Durante l'incontro verranno illustrate le buone pratiche di prevenzione necessarie per una convivenza sicura, dalla gestione degli animali domestici durante la notte alle corrette modalità di comportamento in caso di avvistamento ravvicinato. L'obiettivo dell'evento è promuovere una cultura del rispetto reciproco, ricordando che il lupo è una specie protetta essenziale per l'equilibrio degli ecosistemi, ma la cui presenza richiede comportamenti consapevoli da parte della cittadinanza. La serata, moderata dal presidente di Salviamo il Futuro Odv, Luigi Romagnoli, si aprirà con i saluti istituzionali della sindaca di Potenza Picena, Noemi Tartabini. L'ingresso è libero e aperto a tutti gli interessati che desiderano approfondire un tema cruciale per l'identità rurale e urbana del nostro territorio.
Golf paralimpico, Battilocchio entra nell’Edga: è il primo marchigiano
Una notizia storica per lo sport paralimpico marchigiano arriva da Loreto. A soli 19 anni, Luca Battilocchio ha conquistato l’ammissione all’European Disabled Golf Association, aprendo ufficialmente le porte alle competizioni del circuito europeo e mondiale. Si tratta del primo giocatore agonista delle Marche a raggiungere questo traguardo, un risultato che rappresenta una pietra miliare per l’intero movimento golfistico paralimpico regionale e che può diventare un modello per tanti altri atleti con disabilità. Il percorso di Battilocchio affonda le radici nel 2016, quando iniziň ad avvicinarsi al golf sotto la guida di Michele Emili, vicepresidente della Santo Stefano Sport, realtà da anni impegnata nella promozione dello sport paralimpico. Negli ultimi tempi, alla sua crescita tecnica ha contribuito anche il maestro federale Alessio Artino, consolidando un team preparato e affiatato. Fondamentale anche il ruolo del Conero Golf Club, campo dove Luca si allena e cresce sportivamente. La struttura è diventata negli anni un punto di riferimento per il golf paralimpico, grazie anche ai corsi gratuiti sostenuti dal Garante regionale dei diritti della persona e dall’Associazione Italiana Rotariani Golfisti. Grande la soddisfazione di Emili: “Si tratta del coronamento agonistico di anni di lavoro. Luca disputerà la sua prima gara ufficiale del circuito europeo a fine maggio e lo farà proprio in casa, al Conero Golf, in occasione dell’Open d’Italia ProAbili”. Un appuntamento di prestigio, sostenuto dalla Regione Marche e dalla Federazione Italiana Golf, che vedrà Battilocchio debuttare davanti al pubblico marchigiano il 30 e 31 maggio. Emili ha voluto anche ricordare le radici di questo percorso: “Il primo progetto pilota di golf paralimpico in Italia nacque proprio nelle Marche nel 1997, a Civitanova. Oggi raccogliamo i frutti di quasi trent’anni di lavoro”. Soddisfazione anche da parte del delegato regionale della Federgolf, Riccardo Galassi, che ha sottolineato come il risultato rappresenti una conferma della qualità del lavoro svolto sul territorio e un segnale incoraggiante per il futuro.
Cosmari, Morgoni attacca: “Rischio collasso e 30 milioni di debiti, silenzio assordante della destra"
“Sul tema della gestione dei rifiuti in provincia di Macerata assistiamo a un silenzio assordante da parte della destra, a fronte dei numerosi interventi di amministratori ed esponenti del centrosinistra”. L’ex senatore Mario Morgoni interviene con parole dure su una situazione che definisce “ormai a un punto di non ritorno”, indicando responsabilità precise: “Sono totalmente in capo alla destra, sia a quella che governa organismi e istituzioni del territorio sia a quella che guida con un monocolore il Cosmari”. “Al netto degli aumenti della Tari, che nel triennio sfioreranno il 30%, dell’assenza di politiche ambientali e di progetti per la riduzione dei rifiuti, di una raccolta differenziata stagnante e in calo, e dell’abbandono di progetti strategici come quelli per il trattamento dei pannolini e della frazione organica – prosegue Morgoni – la destra aveva due compiti chiari”. “Il primo: individuare un nuovo sito di discarica, potendo contare da tempo su una graduatoria fornita dall’Università Politecnica delle Marche. Il secondo: definire un accordo con il Comune di Cingoli per una nuova vasca che consentisse di gestire la fase transitoria”. “Entrambi questi obiettivi sono stati clamorosamente falliti. Non è stato individuato il nuovo sito e questo ha impedito anche l’avvio di una trattativa con Cingoli, che giustamente pone come condizione la scelta preventiva del sito definitivo”. Lo scenario, secondo l’ex parlamentare, resta critico anche nelle ipotesi più ottimistiche: “Se anche entro l’estate si individuasse il sito, si aprisse una trattativa e si completasse l’iter autorizzativo, la nuova vasca non sarebbe disponibile prima della fine del 2028. E già così il conto sarebbe pesantissimo”. “I maggiori costi per il conferimento dei rifiuti fuori provincia – nel 2026 a Corinaldo e dal 2027 a Pesaro – rappresenteranno un salasso per i cittadini e porteranno i crediti del Cosmari verso i Comuni fino a 30 milioni di euro. Una vera mina vagante per i bilanci”. Morgoni non esclude scenari ancora più gravi: “Se dovesse proseguire questo immobilismo, ci si dovrebbe chiedere se dipenda da inettitudine o da una volontà precisa di indebolire e svendere la più importante azienda pubblica della provincia”. “Il risultato, in ogni caso, sarebbe catastrofico: la fine del Cosmari, un futuro incerto per centinaia di lavoratori e un danno gravissimo per i cittadini”. Infine, l’affondo politico: “Gli esponenti della destra, a partire dal presidente della Regione Francesco Acquaroli, non possono pensare di cavarsela individuando un capro espiatorio nel presidente del Cosmari”. Da qui l’appello conclusivo: “È una situazione inaccettabile. Serve una mobilitazione delle comunità locali, dei sindacati e degli ambientalisti per difendere un patrimonio pubblico e pretendere serietà, trasparenza e responsabilità da chi ha il dovere di decidere”.
Gabriele Quattrini, orgoglio marchigiano del baseball mondiale, ricevuto ad Ancona dal Coni
ANCONA – Un riconoscimento di prestigio per lo sport marchigiano: i massimi dirigenti regionali hanno ricevuto ad Ancona il nazionale di baseball Gabriele Quattrini, reduce dal prestigioso World Baseball Classic negli Stati Uniti, dove la nostra Nazionale ha battuto squadre di livello mondiale come Usa e Portorico, concludendo al quarto posto assoluto. Originario di Potenza Picena, Quattrini, lanciatorе azzurro, è cresciuto nel club Le Pantere di Potenza Picena ed è attualmente in forza alla Hotsand Angels Macerata, società guidata dal presidente Andrea Graziani. Oltre ai successi oltreoceano, Quattrini ha contribuito anche al secondo posto assoluto agli Europei in Olanda, distinguendosi per la velocità dei suoi lanci, che raggiungono i 150 km orari, confermando il suo talento tra i migliori del panorama europeo. Alla cerimonia presso il CONI Marche, il presidente Fabio Luna e i vicepresidenti Marco Porcarelli e Giovanni Battista Torresi hanno espresso il loro compiacimento per le brillanti prestazioni dell’atleta, simbolo di eccellenza sportiva per l’intera regione. Presenti anche Maria Grazia Gatto e Daniele Senigagliesi, rappresentanti del club d’origine di Quattrini, Le Pantere. Quattrini ha anche fatto un salto anche al Picchio Podcast (qui la sua intervista), portando la sua esperienza e la testimonianza diretta delle competizioni internazionali, con un focus sull’impegno, la passione e la crescita dello sport marchigiano a livello globale.
Nuovo casello A14 a Potenza Picena: al via il tavolo tecnico. Cantieri previsti per il 2027
Si è compiuto questa mattina a Potenza Picena un passo decisivo per la realizzazione del nuovo casello autostradale della Valpotenza sulla A14. L'incontro ha visto la partecipazione del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana, dell’assessore alle Infrastrutture Francesco Baldelli e dei rappresentanti istituzionali della provincia di Macerata e dei comuni di Potenza Picena, Montelupone, Recanati, Porto Recanati e Macerata. Il vertice ha sancito l'avvio ufficiale del tavolo tecnico, strumento necessario per entrare nella fase operativa di un’opera attesa dal territorio da oltre quarant’anni. Il nuovo svincolo sorgerà tra le stazioni di Loreto-Porto Recanati e Civitanova Marche e si collegherà direttamente alla SP 576 Helvia Recina tramite rampe dedicate e una nuova rotatoria. Secondo il cronoprogramma illustrato da Autostrade per l’Italia, l’iter autorizzativo e il progetto esecutivo si concluderanno all'inizio del prossimo anno, mentre l’avvio effettivo dei cantieri è previsto per il secondo trimestre del 2027. L'infrastruttura è stata progettata con un approccio sostenibile per decongestionare il traffico urbano, spostando i mezzi pesanti sulla rete autostradale e potenziando la sicurezza stradale. Il presidente Francesco Acquaroli ha definito l'opera come un'opportunità storica capace di cambiare il destino di un intero distretto produttivo, rendendo la valle nuovamente competitiva e attrattiva per gli investimenti. Anche l’assessore Francesco Baldelli ha rimarcato come il casello sia il tassello finale di un piano di interventi più ampio, che include l'ammodernamento della Strada Regina e i collegamenti tra Sforzacosta, Macerata e Villa Potenza, per i quali la Regione ha investito oltre 50 milioni di euro.
A 146 all’ora contro le stelle MLB, Quattrini racconta il sogno azzurro: "Esperienza indimenticabile" (FOTO e VIDEO)
Dalle Marche ai diamanti americani, fino a una delle pagine più belle del baseball italiano. È il viaggio di Gabriele Quattrini, protagonista con la nazionale azzurra al World Baseball Classic e ospite del Picchio Podcast, dove ha raccontato emozioni, sacrifici e retroscena di un’esperienza unica. Reduce dagli Stati Uniti, il lanciatore marchigiano è già tornato alla quotidianità con la Hotsand Macerata Angels: “Non c’è stato troppo tempo per fermarsi, tra un paio di settimane si ricomincia. Siamo subito tornati in campo ad allenarci”. Ma il pensiero torna inevitabilmente alla cavalcata azzurra, segnata da una vittoria storica contro gli Stati Uniti. "quelli che il baseball lo hanno inventato": “Un’emozione grandissima, un risultato che non era mai successo. Siamo partiti subito forte, poi è stato un chiudersi al riccio e difendere. Da 8-0 sono arrivati fino all’8-6, quindi anche un po’ di paura c’è stata, ma ce l’abbiamo fatta”. Una partita vissuta anche sotto la pressione di un pubblico imponente: “Giocare davanti a 30-35 mila persone, quasi tutte contro, è qualcosa di completamente diverso. Sono molto chiassosi, ti mettono pressione, ma siamo riusciti a reggere”. Tra i ricordi più intensi del torneo, Quattrini ne indica due in particolare: “Sicuramente l’ultimo out contro il Messico, fatto a un giocatore di Major League, Arozarena. Quello rimarrà sempre nella mia mente”. E poi un’altra giocata simbolica: “Anche l’unico strikeout che ho fatto a un altro giocatore MLB, Jazz Chisholm degli Yankees. Quelle sono soddisfazioni che ti porti dietro per tutta la vita”. Un’esperienza che si misura anche nei numeri: “Il mio lancio più veloce? Di recente ho toccato le 92 miglia, che sono circa 146 chilometri orari. In Major League la media è più alta, si arriva anche oltre i 160, ma già così è una bella velocità”. Quattrini è cresciuto a Potenza Picena, dove il baseball è una tradizione di famiglia: “Mio fratello maggiore è stato tra i fondatori della società. Siamo 3 fratelli e abbiamo giocato tutti a baseball È sempre stata una passione”. Un percorso costruito passo dopo passo: “Il baseball non ha mai smesso di essere una passione. Essendo uno sport minore, senza passione difficilmente vai avanti. Poi arrivano anche le soddisfazioni e magari diventa un piccolo lavoro, ma alla base resta sempre quello”. Cresciuto anche con il fascino del baseball americano, Quattrini conferma quanto quell’immaginario sia reale: “Quello che si vede nei film rispecchia la realtà. In America trovi campi ovunque, come da noi i campetti da calcio. È proprio una cultura”. E aggiunge: “Io ho fatto il percorso inverso: prima ho giocato e poi ho cercato i film sul baseball per ritrovare quella passione anche lì”. L’Italia si è presentata al torneo da outsider, ma con grande consapevolezza: “Sapevamo di essere una squadra competitiva, giovane, con talento e nulla da perdere. Questo ci ha permesso di giocare con aggressività”. Determinante anche lo spirito di gruppo: “In dieci giorni si è creato un legame fortissimo. Anche con gesti semplici, magari stereotipati come il caffè o il modo di salutarci, ma che hanno fatto squadra”. Un aspetto che ha inciso anche sulle prestazioni: “Questa unità ha avuto un impatto molto forte, sia sul singolo che sul gruppo”. Un percorso che ha acceso i riflettori anche su uno sport ancora di nicchia in Italia: “Speriamo di aver acceso un po’ i riflettori sul baseball. Quando arrivano risultati così, l’attenzione cresce, ma sta a noi e al movimento essere bravi a mantenerla e non farla spegnere subito”. Il confronto con il livello della Major League resta impegnativo: “C’è ancora tanta strada da fare, diciamo che in mezzo c’è un bel mare. Però siamo sulla strada giusta per avvicinarci”. E sul sogno americano: “Io ormai ho quasi 30 anni, forse sono un po’ fuori età per certi percorsi, ma finché non smetto ci spero sempre. La mia carriera mi ha insegnato che chi la dura la vince”. Ora l’attenzione torna al campionato, con un obiettivo chiaro: portare la Hotsand Macerata Angels ancora più in alto. Dopo due semifinali scudetto consecutive, il traguardo è la finale: “Siamo lì da anni, ci manca l’ultimo passo. La squadra c’è, ci stiamo lavorando”. Guardando avanti, resta anche il sogno della nazionale: “Il prossimo Classic sarà nel 2029, farò di tutto per esserci. Finché non smetto, ci spero sempre”. In chiusura, un messaggio ai più giovani: “Non bisogna avere fretta. Il baseball è uno sport tecnico, le soddisfazioni arrivano nel tempo, ma quando arrivano sono grandissime. Provatelo, poi magari ve ne innamorate”. E dalla provincia marchigiana ai grandi stadi americani, la storia di Gabriele Quattrini dimostra che anche da qui si può arrivare lontano.
Roi Group inaugura la nuova sede a Milano: “Uno spazio per guidare il cambiamento”
MILANO – Un nuovo spazio pensato per connettere persone, idee e competenze. ROI Group ha inaugurato ieri la sua nuova sede milanese in via Vincenzo Monti 47, segnando un ulteriore passo nel percorso di crescita e consolidamento del gruppo. Gli uffici, che si aggiungono agli spazi già operativi tra Milano e Macerata per oltre 700 metri quadrati complessivi, sono stati progettati per coniugare rappresentatività, funzionalità e tecnologie avanzate. L’obiettivo è offrire un ambiente moderno e dinamico, capace di favorire l’incontro tra partner, clienti e collaboratori, rispecchiando al tempo stesso l’identità e la visione strategica dell’azienda. L’apertura si inserisce nel più ampio percorso di rebranding avviato nel 2025, che ha portato all’unificazione delle diverse anime aziendali sotto un unico marchio, con l’intento di rafforzare una visione B2B integrata e coerente. “Nei momenti decisivi – ha spiegato Marcello Mancini, presidente e CEO del gruppo – servono lucidità e capacità di interpretare il contesto. Negli ultimi anni siamo cresciuti rapidamente, così come le nostre Business Unit. Questo nuovo spazio rappresenta un punto di riferimento: un luogo in cui il pensiero si traduce in direzione, la competenza in azione e la visione in impatto concreto”. Oggi ROI Group opera attraverso un modello integrato che punta a costruire cultura manageriale, generare connessioni e trasformare idee in risultati. Quattro le Business Unit che compongono l’offerta: ROI Grandi Eventi, dedicata ai grandi appuntamenti e ai temi del management internazionale; ROI Edizioni, focalizzata sulla produzione editoriale; ROI Speaker+, che valorizza un network di esperti e professionisti; e ROI Comunicazione, l’area più recente, specializzata in identità, posizionamento e strategie di comunicazione. Con la nuova sede milanese, il gruppo rafforza la propria presenza in uno dei principali hub economici italiani, consolidando la capacità di mettere a sistema eventi, contenuti e competenze per supportare leader e organizzazioni nelle sfide del cambiamento.
Variante Statale 16 a Porto Potenza: firmata la convenzione da 38 milioni
È stata siglata oggi in Regione la convenzione tra Anas, Regione Marche e Comune di Potenza Picena per la realizzazione della variante alla strada statale 16 "Adriatica". L'accordo, firmato dal governatore Francesco Acquaroli, dall'ad di Anas Claudio Andrea Gemme e dalla sindaca Noemi Tartabini, dà ufficialmente il via all'iter per un'opera attesa da decenni. L'intervento ha un costo complessivo stimato di 38,8 milioni di euro. Per quanto riguarda il piano finanziario, la Regione Marche si è impegnata a versare 11 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), suddivisi in quote annuali tra il 2026 e il 2031. Per la quota restante di 27,8 milioni di euro, Anas proporrà al Ministero delle Infrastrutture l’inserimento dell’opera nel primo contratto di programma disponibile. Anas gestirà interamente le fasi di progettazione, appalto e realizzazione dei lavori, prendendo in carico la manutenzione della nuova strada, mentre il comune di Porto Potenza Picena acquisirà il tracciato attuale che verrà declassificato a via locale. L'obiettivo principale della variante è sottrarre il traffico pesante e di attraversamento dal cuore di Porto Potenza Picena, il cui centro abitato oggi è letteralmente diviso in due dalla Statale 16. La sindaca Noemi Tartabini ha sottolineato come l'esigenza di intervenire sia ormai "improrogabile per garantire vivibilità e sicurezza ai pedoni, specialmente nei periodi estivi quando l'aumento delle presenze rende il rischio di incidenti estremamente elevato". Il presidente Francesco Acquaroli ha inserito questo intervento in una "visione più ampia di riqualificazione infrastrutturale delle Marche", citando cantieri strategici come la "galleria della Guinza, il raddoppio della SS16 ad Ancona e la bretella di Via Einaudi a Civitanova". Anche l’ad di Anas, Claudio Andrea Gemme, ha rimarcato l'impegno dell'ente nella regione "con investimenti totali per oltre 6 miliardi di euro", evidenziando come opere locali di questo tipo abbiano un "impatto profondo sulla vita quotidiana dei residenti". Il prossimo passo sarà l'avvio dello studio di fattibilità tecnico-economica, a cui seguirà un confronto diretto con la cittadinanza e gli operatori commerciali del territorio.
Torna il Presepe Pasquale di Umberto Marotti a Potenza Picena
Porto Potenza Picena si prepara ad accogliere, per il sedicesimo anno consecutivo, il Presepe Pasquale del Maestro Umberto Marotti, l'esposizione artigianale che ogni Quaresima trasforma la Sala delle Esposizioni della Pro Loco, in Piazza Stazione, in un autentico percorso spirituale e artistico dedicato alla Passione di Cristo. Il Presepe Pasquale di Marotti percorre l'intera esistenza di Gesù fino agli ultimi giorni terreni, dispiegandosi in una ventina di diorami sapientemente allestiti che conducono il visitatore attraverso le scene più significative della Settimana Santa: dall'ingresso a Gerusalemme fino alla Morte e alla Resurrezione. L'opera è meccanizzata con effetti sonori e visivi computerizzati, il che la rende ancora più suggestiva e capace di restituire movimento e vita alle scene evangeliche. Non si tratta di una semplice esposizione, ma di un vero e proprio percorso meditativo, pensato per invitare alla riflessione sul significato profondo della sofferenza, del sacrificio e della speranza nella Resurrezione. Umberto Marotti, artista portopotentino verace e da tempo noto cultore dell'arte presepiale, vincitore di premi nazionali ed internazionali, ha dedicato decenni della sua vita a questa forma espressiva radicata nella tradizione cristiana popolare:“Il mio obiettivo – ha detto Marotti – è portare avanti, con questa esposizione, una missione che va oltre l'artigianato: mantenere viva la memoria dei racconti evangelici legati alla Pasqua, in un'epoca in cui le tradizioni rischiano di smarrirsi nel tempo. Quest’anno, per la prima volta in quasi mezzo secolo, non c’è più la mia colonna maestra, mia moglie Lucia, alla cui memoria vorrei dedicare questo lavoro”. L'opera, unica nel suo genere nel panorama marchigiano, rappresenta ormai un appuntamento fisso e atteso dalla comunità locale e dai visitatori della costa maceratese, un segno tangibile di come devozione religiosa e maestria artigianale possano fondersi in un'opera di autentico valore culturale. Sarà visitabile da domenica 29 marzo fino al 26 aprile, con orario continuato dalle ore 16 alle ore 19 nei giorni feriali, e dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 15 alle ore 19 nei giorni festivi.Ingresso libero.
Porto Potenza si tinge di verde all’O’Connell Irish Pub per San Patrizio: "Qui la vera atmosfera irlandese" (FOTO e VIDEO)
POTENZA PICENA – Per una settimana, la costa maceratese cambia volto e si tinge di verde. Non è un gioco di luci né un effetto speciale: è lo spirito di San Patrizio che soffia fino all’Adriatico, trasformando l’O’Connel Irish Pub in un autentico frammento d’Irlanda. Nel giorno dei festeggiamenti per il santo patrono, siamo stati qui con le nostre telecamere e fotocamere per raccontare e catturare l’atmosfera. Entrare nel locale è come varcare una porta invisibile: fuori Porto Potenza, dentro Dublino. Legno caldo, luci soffuse, il vociare allegro di chi brinda e ride. Un’atmosfera che, come spiegano i protagonisti del locale, richiama uno stile di vita ben preciso: “Gli irlandesi sembrano essere tutti amici e sono tutti felici, dalla mattina alla sera. Il pub irlandese racchiude proprio questo stile di vita”. Un legame che non è solo evocativo ma anche reale: Potenza Picena è gemellata con Templemore, cittadina irlandese, un ponte culturale che rafforza ancora di più questa immersione nell’isola di smeraldo. A raccontare il cuore del progetto è Simone, titolare dell’O’Connel Irish Pub – oltre che della Locanda del Tavolo Matto – affiancato da Michele, responsabile del locale. “Per festeggiare San Patrizio, da lunedì fino a domenica tutte le sere abbiamo questo appuntamento con l’Irlanda – spiega Simone – dove tutti i giorni si potrà trovare la musica folk tipica irlandese, per concludere domenica con un tributo agli U2, la storica rock band dublinese”. La settimana musicale infatti si è aperta con Martin Warren e ha vissuto uno dei momenti più partecipati proprio nella serata di San Patrizio, animata dai Fraticelt. Il viaggio prosegue poi con i Be Folk, Jonfen e The Shamrock Tree, fino al weekend con i Runark il sabato e il gran finale di domenica con gli U2 Experience. “Se è possibile venite tutti vestiti di verde per stare anche voi nell’atmosfera irlandese”, aggiunge Simone, sottolineando lo spirito partecipativo dell’iniziativa. Sette giorni consecutivi di musica, brindisi e festa, fino a domenica, per vivere Porto Potenza come se fosse Dublino. A entrare nel dettaglio dell’offerta gastronomica invece è Michele, responsabile del locale. “Il più famoso di tutti probabilmente è il Guinness Stew – spiega – lo stufato di manzo, viene cotto all’interno della birra 4-5 ore, rimane una carne molto tenera e particolare. Consiglio a tutti di assaggiarla”. Accanto ai grandi classici come Fish and Chips e Cottage Pie, spazio anche a una proposta speciale pensata per la settimana: “Abbiamo proposto una nuova ricetta, che è il Limerick Ham, un taglio di prosciutto con una riduzione all’arancia, molto buono, da assaggiare”. Deliziosi anche i dolci, in particolare l'Irishmisù: un tiramisù cremoso con l'aggiunta del Bayles, il famoso liquore irlandese a base di whiskey e crema di latte. È ancora Simone a ripercorrere la nascita del locale, inaugurato circa un anno fa proprio nel giorno del suo compleanno. “Qui sorgeva un ristorante pizzeria storico, la Taverna Tre Corone, che conoscono tutte le persone della zona – racconta –. Dopo tanti anni i proprietari hanno deciso di cedere e, vista la conformazione del locale, che era tutto di legno, si prestava molto a questa tipologia”. Una scelta maturata anche grazie all’esperienza diretta: “Siamo andati qualche volta in Irlanda, prima di aprire e anche dopo, per cercare di prendere al meglio l’atmosfera irlandese, di cui ci siamo follemente innamorati”. E i risultati sono già evidenti: “Neanche un anno è passato e siamo molto soddisfatti, cercheremo di fare sempre di più”. Il nome del pub non è casuale e richiama una figura simbolo della storia irlandese. “Come fosse il nostro Garibaldi”, spiegano dal locale, riferendosi a Daniel O’Connell, politico e avvocato noto come “Il Liberatore”, protagonista dell’emancipazione dei cattolici irlandesi nel 1829 e punto di riferimento del nazionalismo non violento. A completare l’esperienza è l’offerta brassicola, raccontata da Lorenzo, esperto di birre del locale. “Tutte le birre esposte sono irlandesi – spiega – bassa gradazione alcolica, poco frizzanti, perché agli irlandesi piace bere tanto”. Dalla Guinness Stout, “la più famosa, quella che si conosce in tutto il mondo”, alle varianti più aromatiche, fino alla curiosità della settimana: “Questa è la birra verde, una simil lager un po’ più amarognola”. Il racconto si chiude con una filosofia che va oltre il semplice locale. “La cosa che ci piace di più dell'Irlanda, oltre ai paesaggi, sono le persone”, spiegano Simone e il suo staff. Ed è proprio questo spirito che oggi rivive a Porto Potenza. Le porte sono aperte ogni giorno: “Vi aspettiamo qui all’O’Connel Irish Pub”. Il resto lo fa l’atmosfera. E una pinta alzata al momento giusto. Sláinte.
Colpo da 21mila euro in un market a Potenza Picena, nei guai il proprietario dell’auto usata per la fuga
Potenza Picena – Si chiude una prima fase delle indagini sul furto aggravato messo a segno lo scorso agosto ai danni di un supermercato locale. I militari della Stazione dei Carabinieri di Potenza Picena hanno denunciato a piede libero un 49enne originario di Pavia, già detenuto presso la casa circondariale lombarda, con l’accusa di favoreggiamento personale. I fatti risalgono alla mattinata del 18 agosto 2025, quando alcuni malviventi, approfittando dell’orario di apertura, si sono introdotti negli uffici dell’esercizio commerciale agendo con rapidità e precisione. Dopo aver individuato le chiavi della cassaforte, nascoste all’interno di una cassettiera, sono riusciti ad asportare circa 21mila euro in contanti, per poi fuggire a bordo di un’auto. Determinante per le indagini è stata l’analisi dei filmati dei sistemi di videosorveglianza, sia pubblici che privati, che ha consentito di individuare il veicolo utilizzato per la fuga, già descritto nei dettagli dalla vittima. L’auto è risultata intestata al 49enne pavese. Convocato dai militari per fornire chiarimenti, l’uomo avrebbe però reso dichiarazioni ritenute non veritiere, nel tentativo di sviare le indagini e favorire gli autori del furto. Nonostante ciò, il lavoro degli investigatori ha permesso di ricostruire il quadro e contestargli il reato di favoreggiamento. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, proseguono per risalire ai complici e agli esecutori materiali del colpo.
Dalle Marche alla corsa agli Oscar, Giulia Grandinetti: "Come regista vorrei far sentire le persone meno sole" (VIDEO)
Nel corso della conversazione emerge una visione molto chiara del cinema: non come evasione, ma come uno strumento per interrogare il presente. Per Giulia Grandinetti i film più importanti sono quelli capaci di aiutare a orientarsi nel mondo e a non sentirsi soli. Una riflessione che arriva proprio alla vigilia della notte più importante per il cinema mondiale. Tra poche ore, infatti, gli occhi dell’industria cinematografica saranno puntati sulla cerimonia degli Academy Awards, gli Oscar. Un appuntamento che quest’anno ha sfiorato da vicino anche il percorso della regista originaria di Potenza Picena, che abbiamo ospitato nel Picchio Podcast, il format di Picchio News dedicato alle figure più interessanti del territorio che hanno saputo affermarsi anche oltre i confini locali. Negli ultimi anni il suo nome ha iniziato a circolare nei festival internazionali grazie ai suoi cortometraggi e in particolare a Majonezë, film che ha attraversato il circuito mondiale entrando nella corsa agli Oscar grazie alla vittoria in festival qualificanti, tra cui quello di Los Angeles. Ma dietro ai riconoscimenti c’è soprattutto una visione del cinema molto precisa: non tanto un traguardo, quanto un processo. La storia di Giulia Grandinetti parte da una realtà piccola, quella di Potenza Picena. Un contesto lontano dai grandi centri cinematografici, ma proprio per questo fertile per l’immaginazione. «Da bambina passavo molto tempo a inventare giochi e storie con gli altri», racconta. «Sono cresciuta in un’epoca in cui non eravamo ancora sommersi dalla tecnologia e quella noia diventava quasi una necessità creativa». Il primo contatto con il linguaggio delle immagini arriva presto, grazie al padre, appassionato di fotografia. A tredici anni le affida una videocamera di casa: da quel momento inizia a esplorare il mondo attraverso l’obiettivo. Non c’è però un momento preciso in cui decide di diventare regista. Piuttosto, un lungo atto di fiducia nel processo creativo. «Non ho mai creduto al risultato finale – spiega – ma alla necessità di provare. È stato un atto di fede nel processo. Ho avuto anche tanti fallimenti, ma sono stati fondamentali». Curiosamente, una delle caratteristiche più singolari del suo percorso è proprio l’assenza iniziale di una formazione cinematografica tradizionale. «Sono cresciuta senza cinema», ammette. «Nel mio paese non c’era un cinema facilmente raggiungibile, quindi ho visto soprattutto film in televisione. Quando sono arrivata a Roma a diciotto anni per studiare recitazione mi sono accorta di avere enormi lacune». I suoi coetanei citavano autori, correnti e film. Lei invece non aveva mai sentito nominare giganti come Fellini, Pasolini o Kubrick. «All’inizio mi sono sentita in difetto, poi ho capito che era anche una grande opportunità: potevo scoprire tutto da zero mentre iniziavo a fare i primi passi in questo mondo». Tra i pochi riferimenti dell’infanzia c’era Steven Spielberg, scoperto anche grazie alla serie Dawson's Creek, dove il protagonista Dawson Leery sognava di diventare regista. Per Grandinetti il cinema non è mai un gesto puramente autobiografico. I film nascono piuttosto come strumenti per mettere sul tavolo domande collettive. «Cerco sempre di non parlare direttamente di me», spiega. «Mi interessa mettere al centro qualcosa che riguarda tutti e che possa far sentire le persone meno sole». Questo approccio si riflette anche nel suo modo di vivere il lavoro di regista: una continua attenzione ai dettagli. «Nella vita ho molti difetti», scherza, «ma quando faccio regia quei difetti diventano qualità. La mia pignoleria, per esempio, sul set diventa una risorsa». Molti dei suoi lavori hanno esplorato universi distopici. Ma oggi, osservando il mondo contemporaneo, la regista ammette di sentirsi in una fase diversa. «Negli ultimi anni ho la sensazione che non ci sia più bisogno di inventare la distopia: la stiamo vivendo», riflette. Una riflessione maturata anche attraverso la lettura del sociologo Zygmunt Bauman, autore del concetto di “retrotopia”, la nostalgia per un passato percepito come più stabile rispetto a un futuro incerto. Da qui nasce una posizione sempre più esigente nei confronti del cinema. «Oggi sento il bisogno che i film si assumano una responsabilità rispetto al tempo che stiamo vivendo. Non importa il budget o la dimensione del progetto: conta la domanda che il film pone al mondo». Il cortometraggio Majonezë è stato il progetto che più di tutti ha portato la regista marchigiana sulla scena internazionale. La partecipazione alla corsa agli Oscar è arrivata grazie alla vittoria in festival qualificanti, tra cui l’AFI Fest di Los Angeles. Da lì è partita una campagna di promozione durata circa un mese e mezzo tra New York, Los Angeles, Parigi e Londra. «Non abbiamo pensato agli Oscar come obiettivo finale», racconta. «La cosa importante era continuare a far vedere il film». Negli Stati Uniti l’opera ha sorpreso molti spettatori per la sua natura europea e per il modo in cui è stata realizzata con mezzi limitati ma grande inventiva. «Lì sono rimasti colpiti anche dal retroscena della produzione. Noi europei spesso dobbiamo essere creativi perché abbiamo meno risorse». Il vero premio, però, non sono state le candidature o i riconoscimenti. «La cosa più bella è stata incontrare artisti con carriere straordinarie e poter parlare con loro del film. Anche solo prendere un caffè insieme e ascoltare le loro storie». Tra gli incontri più sorprendenti del viaggio americano c’è quello con Oliver Stone, regista premio Oscar e autore di film come Platoon e JFK. Durante una cena tra amici, Stone – che aveva visto il corto – ha improvvisamente proposto un brindisi dedicato proprio a Majonezë. «Mi ha detto che trovava il film estremamente depresso e mi ha chiesto se fossi depressa anche io», racconta sorridendo. «Ma il fatto che un regista di quella statura si sia fermato a fare un brindisi per una regista emergente è stato incredibile». Per Grandinetti momenti come questo dimostrano una cosa semplice: i grandi artisti restano profondamente umani. «Credo che abbiano bisogno di rimanere in contatto con il mondo reale. Altrimenti come potrebbero continuare a fare film che parlano del mondo?». Dopo una trilogia di cortometraggi, la regista sta lavorando al suo primo lungometraggio, un progetto che porta avanti da diversi anni. La domanda centrale è tanto "semplice" quanto universale: che cos’è l’amore? «È un film che mi ha già insegnato moltissimo anche prima di essere girato», racconta. «Spero di realizzarlo presto». Nel cinema, del resto, il tempo ha ritmi molto diversi: tra scrittura, produzione, riprese e distribuzione possono passare anni. «È una sorta di condanna», scherza, «ma fa parte del processo». Prima di chiudere, Grandinetti torna a parlare del territorio da cui tutto è iniziato. Le Marche negli ultimi anni stanno diventando sempre più un set cinematografico. Ma per la regista il vero valore non sta solo nei paesaggi. «Quando si sceglie un luogo per un film bisogna sentire che ha a che fare con la storia che si sta raccontando», spiega. Secondo lei la regione custodisce un elemento ancora poco esplorato: una dimensione quasi mistica. «Le Marche hanno un’energia particolare che spesso viene raccontata solo come cartolina. In realtà c’è molto di più da indagare». E forse è proprio qui che si misura il senso del percorso di Giulia Grandinetti. Non nei premi, nei festival o nella corsa agli Oscar che ha accompagnato Majonezë, ma nella domanda che continua a inseguire attraverso il cinema: che cosa può ancora dirci un film sul mondo che stiamo vivendo? Per la regista marchigiana il cinema non è una fuga dalla realtà, ma uno spazio in cui provare a rimettere ordine dentro un tempo confuso. Un luogo dove porre domande, accendere discussioni, creare incontri. Anche scomodi. È forse questo il paradosso più affascinante del suo percorso: partire da una piccola città delle Marche, senza una vera educazione cinematografica alle spalle, e arrivare a dialogare con alcuni dei protagonisti del cinema mondiale. Ma senza perdere quella stessa curiosità con cui, a tredici anni, prendeva in mano per la prima volta una videocamera per provare a raccontare una storia. Perché alla fine, più che la carriera o il successo, ciò che sembra muovere davvero il suo lavoro è un’altra urgenza: continuare a cercare immagini e storie capaci di restituire un senso al presente. Anche quando quel senso, come accade spesso nel cinema migliore, non arriva come una risposta ma come una domanda che resta aperta.
Dalle "Pantere" di Potenza Picena ai quarti di finale mondiali: la favola di Gabriele Quattrini
Il World Baseball Classic 2026 parla anche marchigiano grazie a Gabriele Quattrini, protagonista con la nazionale italiana in un torneo che sta regalando emozioni e risultati storici. Il giocatore, cresciuto sportivamente nelle Marche e oggi in forza alla Hotsand Macerata Angels, ha chiuso in campo la sfida contro il Messico che ha consegnato agli azzurri l’accesso ai quarti di finale della competizione mondiale in corso negli Stati Uniti. Un momento speciale per il baseball italiano e in particolare per il movimento marchigiano, che vede uno dei suoi talenti calcare il palcoscenico internazionale più importante. Per Quattrini si tratta di una vetrina straordinaria e di un riconoscimento al percorso costruito negli anni tra passione, sacrifici e crescita sportiva. Nato e cresciuto nel baseball marchigiano, il giocatore ha mosso i primi passi con le Pantere di Potenza Picena prima di arrivare alla Hotsand Macerata Angels e guadagnarsi la convocazione nella nazionale italiana. Oggi il suo nome è legato a una delle imprese più belle del torneo, con l’Italia capace di conquistare un posto tra le migliori otto squadre del mondo. Gli azzurri hanno infatti chiuso il girone al primo posto, un risultato che alla vigilia sembrava quasi un sogno. La nazionale guidata da Francisco Cervelli ha superato il Messico con un netto 9-1, una vittoria sorprendente sia per il punteggio sia per la superiorità mostrata in campo. Un successo che ha permesso all’Italia di qualificarsi ai quarti di finale senza fare calcoli, cancellando anche le voci e le ipotesi di possibili combinazioni di risultato che circolavano nelle ore precedenti alla partita. L'italia dei Paisà, chiamati così per i numerosi italo-americani in squadra, ha visto grande protagonista della serata è stato il capitano Vinnie Pasquantino, autore di una prestazione destinata a entrare nella storia del torneo. Il successo contro il Messico è arrivato dopo un’altra impresa nel torneo, quella contro gli Stati Uniti, battuti 8-6 a Houston in una partita che ha dimostrato come l’Italia possa competere alla pari con le grandi potenze del baseball mondiale. La vittoria contro gli americani ha rappresentato uno dei segnali più importanti della crescita del movimento azzurro. Non era la prima volta che l’Italia batteva gli Stati Uniti, ma non era mai successo contro una selezione composta interamente da giocatori professionisti della Major League Baseball. Gli azzurri sono arrivati addirittura sul punteggio di 8-0, grazie ai lanci di Michael Lorenzen e ai fuoricampo di Kyle Teel, Sam Antonacci e Jac Caglianone, resistendo poi al tentativo di rimonta della squadra statunitense. Un percorso che conferma il momento positivo del baseball italiano, già evidenziato dall’argento conquistato agli Europei dello scorso anno, e che oggi trova nel World Baseball Classic una vetrina globale. In questo scenario anche la presenza di Gabriele Quattrini assume un significato particolare per il territorio marchigiano, che vede uno dei suoi atleti partecipare da protagonista a una competizione mondiale. Dalle Marche agli Stati Uniti, il viaggio sportivo di Quattrini rappresenta un motivo di orgoglio per la sua città e per tutto il movimento locale. Un sentimento espresso anche dalla sindaca di Potenza Picena, Noemi Tartabini, che ha voluto dedicare un messaggio al giocatore e alla nazionale italiana. “Dalle Pantere di Potenza Picena al palcoscenico del mondo: il nostro concittadino Gabriele Quattrini è in questi giorni protagonista, con la nazionale italiana, del World Baseball Classic 2026 in corso negli Stati Uniti. Lo stesso team che nel 2025 si è aggiudicato la medaglia d’argento all’Europeo. Il giocatore, attualmente in forza nella Hotsand Macerata Angels, ha chiuso questa notte in campo il match contro il Messico, la cui vittoria è valsa per l’Italia l’accesso ai quarti di finale. Appuntamento per sabato 14 alle ore 20 contro Porto Rico. Orgogliosi di aver visto nascere e crescere sportivamente Gabriele tra le fila del nostro baseball cittadino, gli auguriamo tantissima fortuna per questa avventura e per tutte quelle che verranno”. Adesso lo sguardo è già rivolto alla prossima sfida decisiva. Sabato sera l’Italia affronterà Porto Rico nei quarti di finale, con l’obiettivo di continuare a sognare e di scrivere un’altra pagina storica del baseball azzurro. E tra i protagonisti di questa avventura c’è anche Gabriele Quattrini, simbolo di un talento marchigiano capace di arrivare fino al palcoscenico mondiale.

cielo sereno (MC)



