Un gradito ritorno a casa per rinforzare il reparto offensivo in vista della stagione agonistica 2026/27. La Maceratese ha comunicato ufficialmente di aver acquisito le prestazioni sportive del calciatore Federico Pierluigi, che tornerà così a vestire la maglia biancorossa. Per l'attaccante, un classe 2006 nato e cresciuto proprio a Macerata, si tratta di una firma dal sapore speciale: dopo aver mosso i primi passi nel settore giovanile della Rata ed essersi distinto nel vivaio, il suo percorso di crescita lo ha portato a entrare nel giro delle rappresentative nazionali giovanili e a esordire in prima squadra nel campionato di Eccellenza a soli 15 anni, collezionando ben 13 presenze.
Successivamente il giovane calciatore è approdato alla Vis Pesaro, dove ha disputato un campionato nella formazione Primavera affacciandosi al contempo nel gruppo della prima squadra, prima di trasferirsi nel 2024 al Catanzaro. In terra calabrese Pierluigi ha giocato due stagioni da protagonista, contribuendo alla conquista del campionato Primavera 3 e della Supercoppa Primavera a suon di gol e prestazioni di livello.
Giocatore moderno capace di ricoprire tutti i ruoli sul fronte d'attacco, il neo acquisto biancorosso ha espresso tutta la sua soddisfazione per la chiusura della trattativa: "Prima di tutto ringrazio la società per questa nuova possibilità che mi ha dato. Non vedevo l’ora di indossare di nuovo i colori della mia città. Torno con grande entusiasmo e voglia di mettermi in gioco, pronto a dare tutto me stesso per raggiungere gli obiettivi della squadra".
(Credit foto: Francesco Tartari)
Perde il controllo dell'auto a causa di una disattenzione e fa letteralmente "strike" di veicoli in sosta. È quanto avvenuto nel pomeriggio di oggi, intorno alle ore 16:30, lungo viale Martiri della Libertà a Macerata, teatro di un singolare sinistro stradale.
Un uomo di 68 anni, mentre si trovava al volante della propria Bmw Serie 3, ha improvvisamente perso il controllo del mezzo a causa di una momentanea distrazione, andando a impattare violentemente contro tre vetture che si trovavano regolarmente parcheggiate nei posti auto lungo la carreggiata.
Nonostante la carambola e i danni materiali causati ai mezzi, l'automobilista è rimasto completamente illeso e, non avendo riportato traumi, non ha reso necessario l'intervento sul posto dei sanitari del 118 o dei mezzi di soccorso. Per eseguire i rilievi di rito e gestire la viabilità nel tratto stradale interessato sono tempestivamente intervenuti tre agenti della polizia locale.
Sottoposto nell'immediatezza ai controlli di legge da parte degli agenti, il 68enne è risultato negativo al test dell'etilometro e ha escluso l'ipotesi di un malore improvviso, confermando come l'incidente sia stato originato esclusivamente da una fatale sbadataggine.
Di fronte a ritmi quotidiani sempre più serrati, chi si concede una pausa davanti allo schermo pretende un'esperienza densa, priva di fasi di stallo o di passaggi ripetitivi. L'ottimizzazione dei momenti di relax ha spinto l'industria del software verso soluzioni decisamente più snelle e verticali.
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Le piattaforme di gioco non offrono più soltanto esperienze casuali, ma progettano percorsi più illuminati per ridurre le attese e agevolare il prolungamento: l'evoluzione dei dispositivi tascabili, la diffusione capillare della rete e la facilità di effettuare pagamenti hanno reso questa trasformazione più rapida del previsto. In questo sistema, il Buy Bonus non rappresenta più una meccanica aggiuntiva, ma è diventato un elemento essenziale per la creazione del divertimento, che forse ci permette di comprendere in modo diverso il rapporto tra giocatore, tempo e godimento nell'intrattenimento digitale.
Buy Bonus: accesso immediato e funzionalità più coinvolgenti
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Questo cambiamento nel comportamento dei consumatori riflette in pieno le attuali tendenze del commercio digitale, dove la velocità di accesso ai contenuti, la sicurezza e la personalizzazione sono le principali caratteristiche che conferiscono valore aggiunto ad un prodotto o a un servizio.
"Ben vengano le testimonianze di chi fa l’esperienza del carcere, anche quelle di Gianni Alemanno, nel momento in cui queste possano arrivare più facilmente di quanto non arrivino le denunce sulle condizioni delle carceri", ma "ci si domanda come sia possibile essere così cinici da vampirizzare le sofferenze di coloro con i quali si è condiviso un tratto della propria esistenza".
Così Alleanza Verdi e Sinistra Macerata interviene sulla presenza nel capoluogo di provincia dell’ex sindaco di Roma e già ministro Gianni Alemanno, ospite di uno degli appuntamenti della rassegna Macerata Racconta.
Secondo Avs Macerata, il rischio è che il tema delle carceri venga utilizzato in chiave politica o comunicativa, allontanandosi dalla necessità di affrontare le criticità strutturali evidenziate da anni da associazioni e osservatori indipendenti.
Il gruppo locale richiama inoltre il Rapporto Antigone sulle condizioni di detenzione, che descrive un quadro segnato da sovraffollamento, difficoltà organizzative e criticità diffuse negli istituti penitenziari italiani.
«Il tema carcerario richiede interventi concreti e responsabilità istituzionale – conclude Avs Macerata – e non può essere ridotto a terreno di propaganda o a operazioni di ritorno sulla scena politica».
L’Università di Macerata amplia la propria offerta formativa con un nuovo percorso dedicato a chi aspira alla carriera diplomatica. Per il prossimo anno accademico, il Dipartimento di Giurisprudenza attiverà la prima edizione del Corso di perfezionamento in “Preparazione al concorso per la carriera diplomatica”, pensato per supportare la preparazione al concorso per Segretario di Legazione presso il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Il corso prevede 225 ore di attività didattica e il conseguimento di 45 crediti formativi universitari (CFU). La formazione si svolgerà principalmente online, con 215 ore in modalità sincrona su piattaforma Teams e 10 ore in presenza presso l’ateneo maceratese. Le lezioni inizieranno il 26 ottobre e proseguiranno fino ad aprile 2027, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria 16.30-19.
Il programma copre le principali aree richieste dal concorso diplomatico, includendo diritto internazionale ed europeo, economia politica e internazionale, storia delle relazioni internazionali, diritto pubblico e privato, contabilità di Stato, diritto consolare e lingue per le relazioni internazionali.
«Con questo corso intendiamo accompagnare gli allievi e le allieve all’acquisizione delle competenze metodologiche e delle conoscenze necessarie per affrontare una carriera di respiro internazionale, con un approccio interdisciplinare», spiegano i direttori del corso Gianluca Contaldi e Francesca Spigarelli, sottolineando l’obiettivo di sviluppare capacità di analisi critica e comprensione dei fenomeni globali.
Il percorso è rivolto a candidati in possesso dei requisiti per l’accesso al concorso diplomatico, in particolare laurea magistrale o titolo equipollente. Oltre alla preparazione per la carriera diplomatica, il corso mira a fornire competenze utili anche in ambiti come organizzazioni internazionali, istituzioni europee, organismi multilaterali, centri di ricerca, consulenza strategica e cooperazione internazionale.
Le domande di iscrizione dovranno essere presentate entro il 30 settembre. Il corso prevede un massimo di 200 posti e sarà attivato al raggiungimento di almeno 20 iscritti. È prevista inoltre una riduzione della quota per neo dottori di ricerca e neo laureati Unimc.
È ancora Beatrice Stagnaro a salire sul gradino più alto del podio ai Campionati Italiani Allievi. La lanciatrice dell’Atletica Avis Macerata, classe 2009, ha conquistato la medaglia d’oro ai Campionati Italiani Individuali U18 disputati a Grosseto, confermandosi tra le migliori specialiste nazionali del lancio del disco.
La giovane atleta maceratese ha vinto con un miglior lancio di 45.17 metri, al termine di una serie di sei tentativi che ha incluso tre misure oltre i 45 metri. Alle sue spalle, staccate di oltre due metri, si sono classificate Matilde Cecati (Sisport Torino) e Maia Minardi (Atletica 85 Faenza).
Stagnaro si presenta come capofila nazionale stagionale della specialità U18 grazie al 48.24 metri ottenuto al Brixia Next Gen lo scorso maggio, misura che rappresenta anche il record regionale di categoria. Con questo nuovo successo sale a quattro titoli italiani vinti nelle categorie giovanili, a cui si aggiungono un argento conquistato a marzo ai Campionati Giovanili e un bronzo nel 2023 tra le Cadette.
Il percorso della giovane lanciatrice prosegue ora verso nuovi obiettivi: domenica prossima sarà impegnata a Caorle nei Campionati Italiani U20, categoria superiore nella quale figura comunque con la seconda miglior misura di accredito.
Il lavoro della Stagnaro continua sotto la guida del tecnico ascolano Nazzareno Di Marco e del padre Michele Stagnaro, in attesa dell’eventuale convocazione per l’appuntamento più prestigioso della stagione, i Campionati Europei U18 in programma a Rieti dal 16 al 19 luglio. Un traguardo che, se raggiunto, rappresenterebbe il coronamento di un percorso costruito tra allenamenti e sacrifici quotidiani tra Macerata e Ascoli Piceno, conciliando sport e impegni scolastici.
Accanto al successo della Stagnaro, buone prove anche per altre atlete dell’Atletica Avis Macerata impegnate ai Campionati Italiani. Nel lancio del martello, Vittoria Quattrini chiude al decimo posto con 48.33 metri, mentre Gaia Bracalenti termina in venticinquesima posizione con 43.83 metri, entrambe a poca distanza dai rispettivi primati personali. Gara meno brillante invece per Gloria Mendola, impegnata nei 400 ostacoli, chiusi al sesto posto in batteria con un tempo al di sotto delle sue potenzialità.
Ora l’attenzione si sposta su Caorle, dove nel prossimo fine settimana sono in programma i Campionati Italiani U20 che vedranno nuovamente protagonisti diversi atleti dell’Atletica Avis Macerata.
"La nuova consiliatura di Macerata parte nel peggiore dei modi”. È la valutazione del co-portavoce comunale di Alleanza Verdi e Sinistra, Andrea Maurilli, che interviene dopo la prima seduta del Consiglio comunale, culminata con il fallimento della riconferma di Francesco Luciani come presidente dell'assise e il rinvio dei lavori per la mancanza del numero legale.
Il rappresentante di AVS parla di “frizioni interne alla coalizione”, con particolare riferimento agli equilibri politici tra le liste che hanno sostenuto la vittoria elettorale. “Alla prima votazione la maggioranza implode – afferma – e si registrano evidenti contrasti nella gestione dei rapporti tra le forze politiche”.
Maurilli sottolinea inoltre come, nelle tre votazioni svolte, si siano verificati momenti di stallo e difficoltà nel garantire il numero legale, sia nella seduta di ieri che in quella odierna, interpretati dall’opposizione come segnale di instabilità politica.
“Il ricorso a tattiche dilatorie o all’assenza del numero legale – aggiunge – non è un modo serio di affrontare le responsabilità di governo della città”. Da AVS arriva infine un giudizio critico sull’avvio dell’amministrazione: “Macerata non merita uno spettacolo di questo tipo. È evidente una gestione fondata su equilibri fragili e su dinamiche interne che rischiano di pesare sull’azione amministrativa”.
La città di Macerata continua a rendere omaggio ad Adriano Ciaffi, mentre nella sala consiliare del Palazzo Comunale prosegue il via vai di cittadini, amministratori ed esponenti delle istituzioni arrivati per un ultimo saluto. Una giornata di raccoglimento che precede i funerali, in programma domani, mercoledì 1 luglio, e che sta riportando alla memoria il lungo percorso umano e politico di una delle figure più autorevoli della storia recente del territorio.
Tra le testimonianze di queste ore c'è anche quella dell'ex funzionario delle Nazioni Unite Andrea Angeli, che ha voluto ricordare Ciaffi soffermandosi soprattutto sulla sua costante presenza nella vita pubblica, sulla capacità di rappresentare un punto di riferimento per più generazioni e sullo sguardo che ha sempre mantenuto anche verso le questioni internazionali.
«Quello che colpisce e che ricorderemo sempre di Adriano Ciaffi è stato l'impegno civile e politico fino all'ultimo giorno, fino a 90 anni. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a politici che vedono l'incarico con una parentesi e poi lasciano e tornano le occupazioni. Adriano Ciaffi è sempre stato presente fino a pochi giorni prima della sua scomparsa.
Quello è un ricordo che non dimenticheremo mai di Adriano Ciaffi. È stato sempre lui, fino alla fine si è speso, non si è mai tirato indietro. È stato un punto di riferimento per tante generazioni di politici della zona e non solo.
Io mi ricordo quanta stima aveva, ad esempio, Francesco Rutelli quando Adriano Ciaffi era il sottosegretario all'Interno, quando fu autore della legge per le autonomie. Era una figura che sicuramente mancherà. È sempre stato molto vicino anche alle questioni internazionali.
Io ricordo la sua profonda amicizia con Giorgio Pagnanelli. Erano pressoché coetanei e non ha fatto mai mancare la solidarietà, l'attenzione per le tematiche internazionali, pur avendo le sue radici e il fuoco della sua attività politica all'interno dei confini nazionali. È veramente una grande perdita.
Era l'ultimo dei grandi politici della provincia. Non possiamo non ricordare Rodolfo Zambroni, Franco Foschi, Domenico Valori. È una generazione che non c'è più e che ci manca».
I funerali di Adriano Ciaffi saranno celebrati domani, mercoledì 1 luglio.
Riceviamo e pubblichiamo la formale richiesta di smentita e rettifica inviata dall'avvocato Paolo Giustozzi per conto della dottoressa Katiuscia Cassetta in merito alle indiscrezioni politiche pubblicate dalla nostra testata nell'articolo dal titolo "Telefoni roventi". Attraverso la nota del proprio legale, la sig.ra Katiuscia Cassetta nega recisamente di aver mai esercitato pressioni, dirette o indirette, in ordine alla nomina dell'assessora alla cultura Lorella Benedetti o di altri componenti della giunta comunale.
Contestualmente, la dott.ssa Katiuscia Cassetta nega con altrettanta fermezza qualsiasi coinvolgimento di "ambienti curiali" a sostegno di sue presunte "istanze" politiche o personali volte ad arrestare le aspettative della dott.ssa D'Alessandro, precisando che non esiste alcun fondamento oggettivo alle affermazioni circa manovre di potere di cui sia resa protagonista.
Infine, nella medesima nota si specifica che la scelta di non ripresentare la propria candidatura è dipesa esclusivamente da valutazioni personali della dott.ssa Cassetta, legate ad esigenze di vita e di salute. Tale decisione non può essere pertanto ridotta, senza prova alcuna, alla volontà di "evitare il giudizio degli elettori" dai quali, al contrario, l'ex amministratrice riceve quotidiane manifestazioni di stima e apprezzamento per il lavoro svolto nel corso del proprio mandato quale assessore alla cultura.
Il sodalizio umano e professionale tra due grandi protagonisti della cultura italiana del Novecento diventa il fulcro di un importante evento espositivo itinerante che prenderà il via proprio dalle Marche. È stata presentata presso la sede della regione Marche la mostra-progetto "Dante Ferretti – Bellezza imperfetta, io e Pasolini", che verrà inaugurata il prossimo 3 agosto a Gradara, dove rimarrà aperta al pubblico fino al 13 settembre.
L'esposizione raccoglie i bozzetti scenografici originali, alcuni dei quali del tutto inediti, firmati dal tre volte premio Oscar maceratese, mettendoli a confronto con i fotogrammi e le sequenze delle pellicole attraverso un sistema di multivisione immersiva. Tra i pezzi più rari in mostra spicca anche un ritratto della madre di Pasolini, Susanna Colussi, dipinto dallo stesso regista e donato a Ferretti, che lo ha conservato fino a oggi.
La kermesse, che gode del patrocinio di numerose istituzioni tra cui la Fondazione Marche Cultura, il comune di Gradara, il comune di Napoli e il centro studi Pier Paolo Pasolini, ripercorre una collaborazione iniziata con il ruolo di aiuto scenografo nel "Vangelo secondo Matteo" e culminata con la firma delle scenografie di capolavori come "Medea" e "Salò o le 120 giornate di Sodoma".
Alla conferenza stampa di lancio hanno preso parte i vertici istituzionali e il comitato organizzativo, a partire da Francesca Pantaloni, assessore al bilancio della regione Marche, che ha sottolineato la valenza territoriale dell'iniziativa: "È una mostra importantissima che dà grande lustro e visibilità alle Marche offrendo uno straordinario percorso di valorizzazione culturale in un’ottica fortemente innovativa. Il tema centrale del progetto, la bellezza imperfetta, ci invita a una riflessione profonda: l’arte ci ricorda che la vera bellezza risiede proprio nell'imperfezione e, soprattutto, nell'autenticità".
Profonda la commozione espressa dallo stesso scenografo premio Oscar Dante Ferretti, che ha voluto ricordare le sue radici e il suo mentore: "Ringrazio principalmente due persone nella mia vita: Gesù Cristo e Pier Paolo Pasolini. Un accostamento forse azzardato, ma che sento talmente vero. Pier Paolo è stato il mio primo grande maestro: ricordarlo significa ricordare la mia giovinezza e l’inizio della mia carriera".
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco di Gradara Filippo Gasperi, il quale ha evidenziato come la sua comunità sia onorata di ospitare un progetto di tale spessore artistico: "Gradara ha un legame antico e molto forte con il cinema, con l’immaginario, con il racconto visivo: un legame che intendiamo continuare a valorizzare perché rappresenta per noi un asse strategico di crescita".
Il curatore della mostra David Miliozzi ha definito l'appuntamento come un evento unico e necessario, ricordando che Ferretti è stato celebrato da registi del calibro di Martin Scorsese e Leonardo di Caprio come lo scenografo più emblematico della sua epoca. L'orizzonte del progetto culturale è comunque a lungo raggio, come spiegato da Carmine Caracciolo, organizzatore della mostra e amministratore di C&C insurance service: "La mostra dopo Gradara andrà a Roma presso una sede istituzionale della regione Lazio, per poi proseguire nel 2027 per Napoli, fino a raggiungere Pordenone e Casarsa della Delizia. Stiamo inoltre progettando la realizzazione dell'evento anche a Bruxelles".
Per quanti vorranno visitare l'allestimento a Gradara, gli orari di apertura prevedono l'accesso da lunedì a giovedì dalle 18:00 alle 23:30, mentre da venerdì a domenica lo spazio sarà fruibile anche la mattina dalle 10:00 alle 13:00, oltre alla consueta apertura serale.
Si è conclusa con l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari la pericolosa fuga notturna di uno studente 21enne residente a Corridonia, protagonista di un inseguimento stradale protrattosi per circa 6 chilometri tra i territori comunali di Corridonia e Macerata.
L'episodio è iniziato quando una pattuglia della sezione radiomobile dei carabinieri, impegnata in un servizio di controllo del territorio, ha intercettato un'autovettura che procedeva a velocità sostenuta e con una condotta di guida irregolare. I militari hanno seguito il mezzo fino a via Bramante a Macerata dove, azionando i dispositivi luminosi, hanno intimato l'alt al conducente.
Il giovane, dopo aver inizialmente accennato la manovra di accostamento, ha improvvisamente accelerato a fondo per sottrarsi alle verifiche. L'inseguimento si è concluso in contrada Valleverde, dove il 21enne ha perso il controllo del veicolo a causa della velocità eccessiva, uscendo di strada e precipitando nella scarpata adiacente alla carreggiata.
Nonostante la dinamica del sinistro, il ragazzo – che si trovava da solo a bordo – è rimasto illeso e ha rifiutato l'assistenza medica dei sanitari del 118. Sottoposto ai successivi accertamenti etilometrici da parte dei carabinieri, lo studente è risultato positivo all'alcoltest con un tasso di 1,27 g/l (quasi triplo rispetto al limite di legge), valore di rilevanza penale ulteriormente aggravato dalla sua condizione di neopatentato e dall'orario notturno in cui si sono svolti i fatti.
I militari dell'arma hanno quindi proceduto all'arresto in flagranza di reato per le contestazioni di fuga pericolosa all'alt e guida in stato di ebbrezza con le relative aggravanti stradali. Per il giovane è scattato l'immediato ritiro della patente, mentre l'autovettura (risultata di proprietà della madre) è stata rimossa dal soccorso stradale Aci. Informato della vicenda, il pubblico ministero di turno ha disposto il trasferimento del conducente presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.
Appare quasi blasfemo che nella stessa sala dove lunedì si è consumato uno degli episodi più espliciti di sciatteria istituzionale e protervia politica che Macerata abbia mai conosciuto si renda oggi l’estremo saluto all’onorevole Adriano Ciaffi: un gigante della politica, l’uomo che ha traghettato le macerie della Dc verso un nuovo orizzonte, che ha immaginato – criticabile o meno che fosse – una Macerata futura impegnandosi perché la costruzione si facesse; certo con logica di “parte”, ma mai con perseguimento di proprio interesse.
Ancor più "offensivo" della sua memoria è constatare che Adriano Ciaffi è l’artefice della riforma che ha portato all’elezione diretta del sindaco e che va incontro all’estremo saluto a 48 ore dalla presa d’atto da parte della città di non avere un sindaco, bensì un uomo che è eterodiretto, incapace di proporre alcunché al cospetto dell’invadenza di figure che nulla c’entrano con i destini della città e che perseguono un proprio interesse di bottega.
Per tutto il tempo del calvario del centrodestra che si è consumato lunedì pomeriggio al centro dei banchi della giunta non c’era un sindaco, ma il cartonato di Sandro Parcaroli con lo sguardo perso, a un tratto confortato dalle “pie donne” Francesca D’Alessandro e Barbara Antolini, in cerca di un cenno di assenso da parte dei suoi due “guardiani”: Mauro Lucentini il commissario ad acta della Lega e il consigliere di minoranza di Appignano, Luca Buldorini.
È un ritratto che molto somiglia all’indimenticabile pagina di Alessandro Manzoni quando Don Abbondio incontra i Bravi che lo ammoniscono: "il signor curato è un uomo che sa il viver del mondo; e noi siam galantuomini, che non vogliam fargli del male, purché abbia giudizio. Signor curato, l’illustrissimo signor don Rodrigo nostro padrone la riverisce caramente". Non stiamo certo qui a indagare se esista un don Rodrigo, ma di certo s’addice alla bisogna la “sentenza” manzoniana su don Abbondio: "Il coraggio se uno non ce l’ha mica se lo può dare".
Il cartonato di Parcaroli lunedì non ha guardato in faccia nessun consigliere, non è stato in grado di far sentire il peso personale. Di fronte ai continui colpi che lui e la sua presunta maggioranza ricevevano avrebbe potuto ben dire ritiriamo la candidatura di Francesco Luciani – tra l’altro mandato allo sbaraglio, convien dire, senza troppo rispetto – oppure rivediamo la giunta, o ancora fermi tutti io ci metto la faccia: o votate Lucentini o si va tutti a casa. Niente! Nascosto, mesto, cereo in volto.
A confermare che lui è stato messo lì per curare gli interessi di qualcun altro e che ha dei vincoli che molto somigliano a quelli del “curato” (e un po’ di curia qui c’entra): ai quali non si può sottrarre. Per la verità dal coté curiale – il mago delle preferenze Merlini e forse il capo di gabinetto Poletti – dopo che si è appalesato il ballottaggio si è tentata una ricopertura a sinistra con il via libera a Romano Mari, ma si sa com’è andata e oggi l’incertezza regna sovrana.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia Pierfrancesco Castiglioni ha improvvisato uno show da urlatore per nascondere la pena di quello spettacolo, ma sa benissimo che lui e buona parte della dirigenza locale di Fratelli d’Italia porta il peso di questo indecoroso spettacolo. Ciò che più è stato sorprendente è che a nessuna delle comparse di questa tragicommedia è venuto fatto di pensare: ma quelli che ci hanno votato si aspettavano questo? E qui si devono avanzare altre considerazioni che aprono scenari a dir poco inquietanti per la città.
Si era scritto nei giorni andati che la giunta varata sotto dettatura dei “bravi” era una giunta di minoranza dove inspiegabilmente spuntano figure eccentriche e che aveva tagliato fuori due partiti di centro e cattolici che sono stati indispensabili alla vittoria del centrodestra. Qui si è manifestata la protervia della Lega. Non solo, in questo clima di esondante tracotanza anche altri parti hanno fatto errori nell’indicare o escludere i propri componenti della giunta.
E questo ha portato all’esito ridicolmente funesto per il centrodestra lunedì in consiglio comunale dove c’è stato anche un episodio di assoluta gravità e di cui il segretario generale si è reso corresponsabile. L’assessore in pectore ai lavori pubblici, Andrea Marchiori, avrebbe imposto ai cinque consiglieri della sua lista di scrivere sulle schede "Lucentini presidente" perché non si potesse dubitare della loro fedeltà alla linea. In una votazione a scrutinio segreto questa è una chiara indicazione vietata dai regolamenti comunali, ma anche dalla legge (perdoni onorevole Ciaffi, ma davvero non sanno quello che fanno) e tuttavia il segretario ha dato buone, inutilmente, quelle schede.
Tralasciamo – per carità di patria - di narrare la sceneggiata consiliare e veniamo agli interrogativi che pressano. Che succederà domani? Insisteranno col proporre Francesco Luciani, eletto nella lista emanazione di Paolo Calcinaro e questo è particolare non trascurabile, o cercheranno altro nome magari con un accordo? Si sa che si sono incontrati quelli di Fratelli d’Italia e nonostante le perorazioni di Pierfrancesco Castiglioni che ha alternato blandizie e minacce l’incertezza sul voto resta. La ragione c’è.
Si sa che Francesco Acquaroli sarebbe pronto a scaricare Sandro Parcaroli. Le motivazioni sono tre. La prima è l’assoluta inconsistenza del sindaco cartonato appalesatasi in tutta la sua evidenza lunedì; la seconda è che il prossimo anno ci sono le politiche e Acquaroli come esponente di punta di FdI ha bisogno di una vera coesione del centrodestra; sa perfettamente che questa Lega che ha cercato di arraffare tutto a Macerata non è la Lega che correrà, sa che ha bisogno come il pane dell’appoggio dei cattolici, sa infine che non può permettersi una lite in regione con Calcinaro.
L’ordine di Arianna Meloni è uno solo: vincere le politiche per governare a Roma. E, detto tra noi, palazzo Chigi val bene un Parcaroli che non ha invece capito, o forse non è in condizioni di praticarlo, che una giunta val bene un saluto (a) romano. Peraltro Acquaroli che vuole assolutamente prendere le distanze da questa Lega del maceratese ha i mezzi per farlo. Basta che allarghi la giunta regionale per far entrare come assessore Renzo Marinelli e coloro i quali tengono al guinzaglio Parcaroli vengono messi all’angolo.
Ma c’è la terza motivazione che pesa e conta più di tutte. Se Sandro Parcaroli è eterodiretto la giunta si trova in balia di interessi esterni e finisce che a governare la città non è più la politica, ma un comitato d’affari. Di questo il presidente ha gran timore senza contare che per come si sono messe le cose è evidente che questa giunta avrebbe vita difficilissima su ogni provvedimento. C’è poi il mistero del perché Sandro Parcaroli si sia tenuto per sé la delega all’urbanistica.
Una interpretazione che è giunta fino a palazzo Raffaello è che Parcaroli avrebbe promesso all’ingegnere capo Tristano Luchetti – che non a caso prima delle elezioni è stato riconfermato nell’incarico per un triennio – il ritorno a Macerata della dottoressa Francesca Pallotta (ora in forza al comune di Recanati) come dirigente dei lavori pubblici in modo da dare totale spazio al medesimo Luchetti sul settore urbanistico.
Ora che il Pnrr si è esaurito – e ci saranno delle sorprese non liete in bilancio per il comune di Macerata – l’urbanistica, settore che lo stesso Luchetti ha più volte detto di preferire, torna centrale anche perché ci sono nuove zone di espansione, nuovi terreni sui quali immaginare progetti. In campagna elettorale Parcaroli ha continuato a promettere "Macerata deve crescere" e chi meglio dell’ingegner Luchetti per farla crescere?
Per tutte queste ragioni – oltreché per le acque agitate nel rapporto con la curia e il mondo cattolico circostanza che certo non fa piacere al presidente della regione – Francesco Acquaroli avrebbe detto ad alcuni dei suoi: Parcaroli si può scaricare. Ecco perché Pierfrancesco Castiglioni, che non deve essere stato avvertito del cambio di linea, si danna con relativo scarso costrutto. Pare che Francesco Acquaroli – che ha parecchie gatte da pelare anche a Civitanova Marche e a San Benedetto – abbia aggiunto: va scaricato in fretta perché poi ci sono le politiche.
È del pari evidente che se giovedì (la seduta di oggi del Consiglio sarà rinviata in rispetto della memoria di Adriano Ciaffi, ndr) Francesco Luciani non riuscisse a passare la crisi di maggioranza sarebbe insanabile e Acquaroli dovrebbe convincere Parcaroli a farsi da parte per evitare contraccolpi in regione. Insomma si profila un braccio di ferro durissimo tra i “protettori” del sindaco cartonato e i vertici regionali testimoniato dai telefoni roventi di tutti i consiglieri sottoposti a fortissime pressioni. Nelle prossime 48 ore si verificherà se le cose stanno così. Nel frattempo Macerata assiste, piange e rimpiange Adriano Ciaffi.
Un incendio si è sviluppato nella mattinata di oggi a Macerata, all'interno di un edificio finanziario situato in via Pannelli, rendendo necessario il tempestivo intervento dei soccorritori. L'allarme è scattato quando un termoconvettore posizionato all'interno di un ufficio ha preso fuoco per cause ancora in corso di accertamento, sprigionando fumo all'interno dei locali.
In via del tutto precauzionale e per garantire l'incolumità dei presenti, i responsabili della struttura hanno immediatamente disposto l'evacuazione dell'intero stabile, facendo confluire all'esterno il personale e gli utenti che si trovavano nella struttura.
Sul posto è giunta la squadra dei vigili del fuoco del Comando di macerata, che ha provveduto a estinguere rapidamente le fiamme prima che potessero propagarsi ad altri arredi. Una volta completate le operazioni di spegnimento, gli operatori hanno avviato la ventilazione meccanica dei locali per eliminare i fumi residui, eseguendo contemporaneamente i necessari sopralluoghi per verificare la stabilità strutturale e la salubrità degli ambienti prima del rientro del personale.
Al termine delle attività, i tecnici hanno confermato che non si segnalano persone coinvolte o intossicate dal fumo.
Può la felicità trasformarsi in una vera e propria materia scolastica? La risposta è sì, ed è esattamente quanto sperimentato con successo al convitto nazionale "Giacomo Leopardi" di Macerata. Nel corso dell'anno scolastico, gli alunni e le alunne della classe quinta della scuola primaria hanno preso parte all'innovativo progetto interdisciplinare denominato "Bhutan, Gross National Happiness. Felicità Interna Lorda… a scuola".
Si è trattato di un percorso didattico d'avanguardia che ha visto convergere materie come italiano, geografia, tecnologia, religione ed educazione civica, guidando i giovanissimi studenti alla scoperta di un modo alternativo di concepire il benessere e la qualità della vita. L'iniziativa ha preso le mosse dall'analisi del Bhutan, il piccolo Stato himalayano celebre a livello globale per aver sostituito il tradizionale PIL con l'indice di Felicità Interna Lorda (Gross National Happiness) quale reale indicatore della salute e della serenità della popolazione.
Partendo da questo singolare modello macroeconomico, i bambini hanno approfondito tematiche cruciali legate alle relazioni umane, alla sostenibilità ambientale, alla partecipazione e alla cittadinanza attiva.
Il percorso si è sviluppato sul campo attraverso letture mirate, la visione di documentari, momenti di dibattito in aula e attività di gruppo, arricchendosi notevolmente grazie alla testimonianza diretta del viaggiatore Nicola Blasetti, il quale ha condiviso con la classe la propria esperienza in Bhutan offrendo uno sguardo autentico su tradizioni e valori locali.
Oltre all'indubbio valore etico, il progetto ha consentito lo sviluppo di importanti competenze trasversali, tra cui la capacità di selezionare le informazioni, argomentare nel rispetto delle opinioni altrui e utilizzare in modo consapevole le tecnologie digitali per la raccolta dei dati.
Dimostrando una profonda maturità ed ecologica consapevolezza, gli studenti hanno compreso che l'economia può essere orientata al benessere collettivo e hanno tradotto questa teoria in una proposta pratica e solidale per il proprio istituto: la donazione dei grembiuli utilizzati dagli alunni uscenti delle quinte alle future classi terze, un gesto concreto volto a ridurre gli sprechi e a promuovere il riuso.
L'esperienza si è infine conclusa con un partecipato momento di condivisione con le famiglie, durante il quale i bambini hanno illustrato i risultati raggiunti. A esprimere grande soddisfazione per l'alto profilo formativo dell'iniziativa è il rettore e dirigente scolastico del convitto "Leopardi", Alessandra Gattari: "Questo progetto racchiude l'essenza della nostra missione educativa. Vedere bambini e bambine accostarsi a concetti complessi come la Felicità Interna Lorda e tradurli spontaneamente in un gesto concreto di solidarietà e riuso, come il dono dei propri grembiuli, ci dimostra che la scuola può davvero fare la differenza. Hanno capito che la felicità non è un fatto puramente individuale, ma un valore collettivo da coltivare ogni giorno attraverso la responsabilità, il rispetto e la cura reciproca. È questo il tipo di cittadinanza attiva che vogliamo stimolare nei nostri ragazzi".
La città di Macerata si stringe nel ricordo e nel cordoglio per la scomparsa di Adriano Ciaffi, figura di primissimo piano della storia politica, istituzionale e culturale delle Marche, spentosi all'età di 90 anni. Per consentire a cittadini, amici e rappresentanti delle istituzioni di tributargli l'ultimo saluto, la camera ardente è stata allestita a partire da questa mattina all'interno del Palazzo Comunale in piazza della Libertà, dove resterà aperta per le visite dalle ore 10:00 alle ore 21:00.
Un omaggio doveroso a un uomo che ha incarnato una stagione nobilissima della Democrazia Cristiana e che si è ricongiunto idealmente a figure storiche del territorio come Elio Ballesi (unico precedente di una camera ardente allestita in Comune), già sindaco di Macerata per due mandati oltre che senatore della repubblica. Le esequie ufficiali si terranno invece domani mattina, con i funerali che saranno celebrati nella chiesa di Santa Croce.
Accanto al cordoglio del mondo politico, si leva in queste ore anche la voce del panorama culturale locale, da sempre sostenuto con passione dall'avvocato e parlamentare maceratese. Riceviamo e pubblichiamo integralmente il toccante e dettagliato ricordo espresso da Alberto Meriggi, presidente del centro studi storici maceratesi, associazione di cui Ciaffi era socio storico e attento sostenitore.
Il ricordo di Alberto Meriggi (Presidente del Centro Studi Storici Maceratesi)
"A nome mio personale, del Consiglio direttivo e di tutti i soci del Centro Studi Storici Maceratesi, associazione che ho l’onore di presiedere, desidero esprimere alla famiglia Ciaffi le più sentite condoglianze per la perdita del carissimo Adriano, da sempre socio e attento sostenitore dell’importanza della cultura e della storia dei nostri territori. Adriano Ciaffi ha sempre guardato con attenzione e con passione a coloro che si dedicavano a preservare la storia locale e, con il loro lavoro di ricerca, studio e pubblicazioni, a renderla conoscenza per tutti.
Desidero ringraziarlo anche per aver sempre sostenuto l’impegno del Centro Studi Storici Maceratesi rivolto alla tutela, alla valorizzazione e alla custodia della memoria, delle tradizioni e delle identità delle nostre comunità, piccole e grandi. Oggi resta il vuoto per la sua assenza, ma rimane la gratitudine per ciò che ha saputo donare con solidarietà, vicinanza e sostegno materiale, al volontariato locale impegnato nel difficile servizio per la crescita e promozione della cultura.
Ma sul piano strettamente personale non posso trascurare l’On. Adriano Ciaffi, uomo delle istituzioni e dell’impegno politico. Lo conobbi quando negli anni Sessanta del secolo passato le sue idee e le sue battaglie per la trasformazione della mezzadria in affitto e per un miglioramento delle condizioni dei mezzadri e dei lavoratori della terra fecero profonda presa sui sentimenti di mio padre, mezzadro a Chiesanuova di Treia e suo grande amico.
L’entusiasmo di mio padre e dei tanti giovani contadini di quegli anni, per quelle idee di miglioramento delle loro condizioni di vita, ebbero effetti anche su di me, poco più che adolescente, ma che ben presto mi coinvolsero al punto da convincermi a seguire la militanza politica di Adriano Ciaffi; rimasi incuriosito e interessato soprattutto da quel suo percorso che procedeva sul binario della politica intesa come servizio, umanità, dialogo e confronto e, soprattutto, rispetto delle persone di qualunque ceto sociale. Nella mia zona io e mio padre, più che democristiani, cominciammo ad essere considerati semplicemente "ciaffiani", e non ci dispiaceva.
Quando poi la vita mi immerse nel mondo della cultura e della ricerca storica, con all’inizio una particolare attenzione anche alla rivisitazione delle pagine più importanti della storia di Treia, la mia città, molto amata anche da Ciaffi, trovai in lui un entusiasta sostenitore di quel mio primo impegno nel mondo della cultura.
Quando nei primi anni Ottanta fondammo e avviammo a Treia un Centro Culturale Polivalente - una associazione che, fra l’altro, fece conoscere nella cittadina il nome, oggi prestigioso, di Dolores Prato - per rendere più suggestiva la cerimonia dell’inaugurazione di quel Centro Polivalente, Ciaffi portò a Treia il giornalista Nuccio Fava, allora direttore del TG1. Né mancò la sua vicinanza come socio e militante quando, alla fine degli anni Ottanta, si riuscì a ridar vita, sempre a Treia, alla prestigiosa Accademia Georgica.
Sempre convinto sostenitore dell’impegno del Centro Studi Storici Maceratesi fin dai tempi della sua fondazione, nel 1965, e vicino ai fondatori, Dante Cecchi, Pio Cartechini ed Aldo Adversi, ne ha sempre seguito con interesse le varie attività, considerandole di grande valore per la cultura del territorio.
Desidero sottolineare con soddisfazione che fin dall’inizio della mia presidenza nel Centro Studi sono state frequenti le sue telefonate dopo qualche evento a cui aveva partecipato, per congratularsi per la riuscita e per l’interesse suscitato dal tema trattato, conversazioni che chiudeva sempre con incitamenti e incoraggiamenti a proseguire su quella difficile ma preziosa strada.
Conosceva bene la storia di Macerata di ogni epoca, ma nelle conversazioni spesso amava ritornare alle vicende belliche che interessarono il Maceratese e le Marche durante la seconda guerra mondiale e spesso, in privato, amava soffermarsi su quanto accadde nella zona di San Lorenzo di Treia dove la famiglia aveva una abitazione. Sono certo che Adriano Ciaffi continuerà a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto e apprezzato per la sua umanità, la sua umiltà, il suo legame per la nostra terra, per la politica come servizio e per la passione per la cultura e la storia. È stato di certo una delle figure più emblematiche della miglior gioventù maceratese e marchigiana del secondo dopoguerra. Ci mancherà!".
L'immaginario fiabesco si trasforma in una mappa per l'esplorazione interiore e la ricerca di sé nel nuovo appuntamento culturale inserito nel cartellone di Macerata Racconta. Domani, mercoledì 1° luglio alle ore 18:00, la cornice dell'auditorium San Rocco ospiterà l'incontro dal titolo “Dimore favolose, specchi di attrazioni”, promosso dalle Eum (edizioni università di macerata).
Al centro del dibattito ci sarà la presentazione del volume intitolato "In questa casa c’è un segreto. Lettura junghiana di dimore fiabesche", scritto da Matilde Morrone Mozzi. Insieme all'autrice interverranno all'evento Arianna Fermani, docente che ha curato la postfazione del libro, e Simona Antolini, presidente della casa editrice universitaria. L'opera poggia le proprie basi scientifiche e narrative sui temi e i motivi della psicologia del profondo di Carl Gustav Jung, rivisitandoli attraverso il patrimonio delle favole tradizionali.
Nel testo, le casupole o le magioni in cui l'eroe si imbatte nel suo vagare all'interno del bosco non vengono interpretate come semplici luoghi geografici, bensì come potenti rappresentazioni simboliche e punti di sosta decisivi per la trasformazione del sé e del proprio progetto di vita.
La lezione delle fiabe viene così analizzata sotto un duplice punto di vista, spingendo il lettore a interrogarsi su se stesso in un originale itinerario interiore. L'evento rappresenta uno dei momenti di approfondimento del festival letterario che, da oggi fino al 5 luglio, animerà il centro storico cittadino con incontri, reading e dialoghi dedicati al mondo dei libri e delle idee.
Nel bel mezzo del terremoto politico che ha investito la neonata Giunta del Parcaroli bis e contrassegnato la prima seduta del Consiglio comunale di Macerata, culminata con il fallimento della riconferma di Francesco Luciani come presidente dell'assise e il rinvio dei lavori per la mancanza del numero legale, la minoranza già alza i toni.
A farsi portavoce del profondo dissenso tra i banchi dell'opposizione è il consigliere comunale del Partito Democratico Andrea Perticarari, già protagonista in aula durante le convulse fasi della quarta votazione per aver sollevato una mozione d'ordine contro alcune schede contestate.
Attraverso un durissimo intervento affidato ai propri canali social a pochissimi minuti dalla fine della seduta, l'esponente dem ha stigmatizzato l'atteggiamento della coalizione di centrodestra: "Dopo la mancata elezione del presidente del Consiglio da parte della maggioranza che addirittura abbandona l’aula facendo mancare il numero legale la faccio semplice perché il resto sono chiacchiere e giochetti politici che non interessano alle persone. Io da sindaco mi sarei dimesso, anche solo per dignità, ma si vede che ormai la politica non ha più nemmeno quella sull’altare del potere".
A fare eco alle dichiarazioni del consigliere, anche una nota del gruppo del Pd di Macerata: "La maggioranza ha provato a rinviare la seduta contro il regolamento e successivamente ha fatto mancare il numero legale già alla prima seduta. Ciò perché sono stati incapaci di dirimere i disaccordi interni riguardo alla proposta del nome da indicare per la Presidenza del Consiglio".
"L'ingovernabilità è generata dalle scelte del Sindaco che si è fatto imporre dalla lista della Lega le nomine della Giunta, creando da subito frizioni e rancori profondi. Si denota quindi fin dal primo giorno sia incapacità di governare che una pericolosa e inaccettabile torsione delle Istituzioni ad esigenze di parte. Il tutto a spese dei cittadini nella inevitabile ripetizione delle sedute consiliari", conclude la nota del Pd di Macerata.
Una partenza in salita che si trasforma in un lunedì di altissima tensione e sancisce un iniziale, clamoroso passo falso all'interno della neonata Giunta del Parcaroli bis. Al primo appuntamento della massima assise cittadina il centrodestra fallisce l'obiettivo principale, ovvero la riconferma di Francesco Luciani alla presidenza del Consiglio comunale, finendo sotto il fuoco incrociato dei franchi tiratori e decretando lo scioglimento della seduta per mancanza del numero legale.
Il verdetto dell'aula certifica nei fatti il forte malumore che serpeggiava alla vigilia all'interno delle anime escluse dall'esecutivo cittadino a trazione leghista e fortemente spostato a destra, una composizione che ha indispettito le liste di centro e cattoliche come "Macerata Unica" e "L'Unione di Centro", scontentando al contempo frange di Forza Italia e Fratelli d'Italia.
Il pomeriggio in aula è stato caratterizzato da continui colpi di scena: al termine del terzo scrutinio, andato a vuoto in quanto Luciani non ha raggiunto il quorum nonostante fosse necessaria soltanto la maggioranza assoluta dei votanti (a differenza delle prime due in cui servivano i 2/3 dei consiglieri eletti), la seduta è stata improvvisamente sospesa per presunti "motivi tecnici" in quanto "terminate le schede cartacee di voto".
Dopo anche la terza votazione infruttuosa, il clima si è surriscaldato prima del quarto scrutinio quando la consigliera Deborah Pantana di "Macerata Unica" ha proposto una mozione di sospensione per aggiornare i lavori a giovedì; la richiesta è stata tuttavia dichiarata inammissibile dal segretario comunale dopo minuti di accesa bagarre.
Al momento dello spoglio decisivo della quarta votazione è emerso il caos delle preferenze: il candidato Francesco Luciani si è fermato a quota 16 voti (sotto il quorum richiesto di 17), nonostante il segretario abbia convalidato ben cinque schede recanti la dicitura "Luciani Presidente" e una indicante "Luciani D." (pur chiamandosi l'esponente Francesco), scatenando la dura reazione del consigliere d'opposizione del Partito Democratico Andrea Perticarari, il quale ha sollevato una mozione d'ordine: "Sono stati ritenuti validi e legittimi i voti 'Luciani Presidente' e 'Luciani D'. Spero - ha dichiarato rivolgendosi al segretario comunale - che questo non sia un precedente anche per le prossime volte e che vengano considerati validi solo i voti senza segni di riconoscimento"
Constatata la mancanza di sicurezza sui numeri, la maggioranza ha optato per la strategia dell'abbandono dell'aula per congelare il voto (già assenti sin da inizio seduta Silvano Iommi e Laura Laviano, quest'ultima per malattia): la prima e la seconda chiamata della quinta votazione sono andate deserte per assenza di numero legale, fino all'epilogo finale della terza chiamata che ha registrato appena 14 presenti, costringendo al rinvio ufficiale del consiglio comunale a domani alle ore 15:00. Il tutto quando l'orologio segna quasi le 18:45, dopo ore dall'inizio del lavori.
Si apre così una faglia politica che investe direttamente anche i palazzi regionali. Il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli aveva infatti raccomandato un esecutivo inclusivo per i centristi e il fallimento odierno potrebbe accelerare la rimozione del capo di gabinetto regionale Renato Poletti, accusato di non aver saputo gestire le trattative territoriali e i rapporti con la curia maceratese (come avevamo scritto ieri), dove l'esclusione dell'area cattolica è stata vissuta come uno schiaffo che ha messo in subbuglio l'intero mondo del volontariato. Con i franchi tiratori che hanno ufficialmente aperto le ostilità, la tenuta della maggioranza di Parcaroli si sposta ora sulle prossime ventiquattro ore di trattative.
MACERATA – L'Università di Macerata entra a far parte di un ristretto gruppo di atenei italiani grazie a un nuovo accordo strategico con IBC – Italy Bureau of Certification, organismo accreditato per la certificazione delle competenze professionali. Il Dipartimento di Economia e Diritto è infatti una delle sole cinque università italiane – e l'unica nelle Marche – ad aver sottoscritto una partnership dedicata alla formazione e alla certificazione delle figure professionali legate al commercio internazionale.
L'intesa, entrata in vigore l'8 maggio scorso, punta a rafforzare il collegamento tra il mondo accademico e quello del lavoro, offrendo agli studenti un percorso altamente qualificante per diventare export-import manager (Exim), professionisti specializzati nell'internazionalizzazione delle imprese, nella gestione delle attività di import-export e nello sviluppo commerciale sui mercati esteri.
L'aspetto più innovativo dell'accordo riguarda proprio il percorso formativo. A differenza di quanto avviene nella maggior parte degli atenei, dove la preparazione alla certificazione richiede master o corsi post-laurea a pagamento, gli studenti di UniMC potranno prepararsi direttamente durante il normale corso di studi, senza sostenere costi aggiuntivi.
Dopo aver verificato i programmi didattici, IBC ha infatti riconosciuto la piena conformità degli insegnamenti agli standard richiesti per la certificazione, consentendo il riconoscimento diretto degli esami già sostenuti.
Il percorso coinvolge il curriculum in "Economia e commercio internazionale" del corso di laurea triennale in Economia e Management e prosegue con gli insegnamenti della laurea magistrale in Management e Marketing Internazionale, offrendo una preparazione completa che permetterà agli studenti di accedere all'esame di certificazione con condizioni economiche agevolate e senza dover frequentare ulteriori corsi.
«Questo accordo rappresenta una straordinaria opportunità per i nostri iscritti – afferma la direttrice del Dipartimento di Economia e Diritto, Elena Cedrola –. Abbiamo costruito un percorso formativo continuo che valorizza chi sceglie di completare gli studi a Macerata. La qualità della nostra didattica è stata riconosciuta come pienamente allineata agli standard europei, trasformando il normale percorso universitario in un vero e proprio passaporto professionale, immediatamente spendibile nel mercato internazionale».
La convenzione non si limiterà alla certificazione delle competenze. L'accordo prevede infatti lo sviluppo di attività formative congiunte, progetti condivisi e iniziative rivolte agli studenti, con l'obiettivo di favorire un contatto diretto con il mondo imprenditoriale e accompagnare i laureati verso un più rapido inserimento nel mercato del lavoro.
Per l'Università di Macerata il referente della convenzione è Elena Cedrola, mentre per Italy Bureau of Certification il coordinamento è affidato a Fausto Vuolo.
La Federcaccia provinciale di Macerata interviene con una nota ufficiale in merito alle perplessità espresse dalle sigle ambientaliste ed animaliste (Lipu, Lav, Wwf, Enpa e Oipa) sull'installazione di nidi artificiali e sui percorsi di educazione ambientale avviati in alcune scuole primarie del territorio. Il direttivo venatorio risponde fermamente, sottolineando come «le critiche rivolte ai cacciatori dimostrano ancora una volta una visione ideologica, non un confronto sui fatti».
Secondo l'associazione dei cacciatori maceratesi, sostenere che il mondo venatorio non possa occuparsi di divulgazione ambientale significa ignorare il percorso di formatione obbligatorio intrapreso dagli iscritti, che comprende lo studio approfondito della fauna, degli habitat, della normativa e della gestione territoriale, oltre alle collaborazioni scientifiche attive con università, istituti di ricerca come l'ispra ed enti pubblici in materia di censimenti, monitoraggi e ripristino ambientale.
La nota evidenzia come l'azione nelle scuole debba essere valutata esclusivamente per la qualità dei contenuti e dei risultati effettivi, «non in base a un pregiudizio verso chi la svolge», aggiungendo che il mondo venatorio è dotato di tecnici formati che fondano il proprio operato su dati concreti e dimostrano con i fatti l'attuazione della gestione di habitat e fauna sul territorio con il proprio impegno e a proprie spese, come nel caso del mantenimento delle zone umide.
Federcaccia risponde puntualmente anche ai rilievi tecnici avanzati sulle cassette-nido posizionate nei plessi scolastici: «Rimandiamo al mittente anche la critica rivolta alle caratteristiche delle cassette, ed invitiamo lo stesso ad appurare le caratteristiche stesse delle cassette installate negli istituti scolastici». Infine, l'associazione interviene sul dibattito legislativo relativo alla riforma della legge 157/92, precisando che il confronto istituzionale dovrebbe fondarsi sulla lettura oggettiva dei testi di legge e su argomentazioni tecniche e scientifiche, anziché alimentarsi di slogan propagandistici, in quanto «la tutela della biodiversità si costruisce con dati, monitoraggi e gestione concreta del territorio, non con etichette o contrapposizioni».