Macerata

Nidi nelle scuole, la replica di Federcaccia Macerata: "Da ambientalisti solo critiche ideologiche"

Nidi nelle scuole, la replica di Federcaccia Macerata: "Da ambientalisti solo critiche ideologiche"

La Federcaccia provinciale di Macerata interviene con una nota ufficiale in merito alle perplessità espresse dalle sigle ambientaliste ed animaliste (Lipu, Lav, Wwf, Enpa e Oipa) sull'installazione di nidi artificiali e sui percorsi di educazione ambientale avviati in alcune scuole primarie del territorio. Il direttivo venatorio risponde fermamente, sottolineando come «le critiche rivolte ai cacciatori dimostrano ancora una volta una visione ideologica, non un confronto sui fatti». Secondo l'associazione dei cacciatori maceratesi, sostenere che il mondo venatorio non possa occuparsi di divulgazione ambientale significa ignorare il percorso di formatione obbligatorio intrapreso dagli iscritti, che comprende lo studio approfondito della fauna, degli habitat, della normativa e della gestione territoriale, oltre alle collaborazioni scientifiche attive con università, istituti di ricerca come l'ispra ed enti pubblici in materia di censimenti, monitoraggi e ripristino ambientale. La nota evidenzia come l'azione nelle scuole debba essere valutata esclusivamente per la qualità dei contenuti e dei risultati effettivi, «non in base a un pregiudizio verso chi la svolge», aggiungendo che il mondo venatorio è dotato di tecnici formati che fondano il proprio operato su dati concreti e dimostrano con i fatti l'attuazione della gestione di habitat e fauna sul territorio con il proprio impegno e a proprie spese, come nel caso del mantenimento delle zone umide. Federcaccia risponde puntualmente anche ai rilievi tecnici avanzati sulle cassette-nido posizionate nei plessi scolastici: «Rimandiamo al mittente anche la critica rivolta alle caratteristiche delle cassette, ed invitiamo lo stesso ad appurare le caratteristiche stesse delle cassette installate negli istituti scolastici». Infine, l'associazione interviene sul dibattito legislativo relativo alla riforma della legge 157/92, precisando che il confronto istituzionale dovrebbe fondarsi sulla lettura oggettiva dei testi di legge e su argomentazioni tecniche e scientifiche, anziché alimentarsi di slogan propagandistici, in quanto «la tutela della biodiversità si costruisce con dati, monitoraggi e gestione concreta del territorio, non con etichette o contrapposizioni».

29/06/2026 16:00
Softball A1, Macerata divide la posta con Caronno: una vittoria per parte nella 13ª giornata

Softball A1, Macerata divide la posta con Caronno: una vittoria per parte nella 13ª giornata

MACERATA – Finisce con un successo per parte il doppio confronto tra Ares Safety Macerata e Rheavendors Caronno, valido per la tredicesima giornata del campionato di Serie A1 di softball. Le due gare, concluse con i punteggi di 2-0 e 3-7, hanno raccontato due partite molto diverse tra loro, consentendo alle marchigiane di conquistare un pareggio comunque prezioso per la classifica. Gara 1: difesa perfetta e colpi decisivi Nel primo incontro Macerata costruisce il successo grazie a una prestazione solida in difesa e alla capacità di sfruttare le occasioni offensive. Dopo tre inning senza particolari emozioni, è il triplo di Carter, nella parte bassa del quarto, a permettere a Farley di segnare il punto del vantaggio. L'Ares Safety continua a controllare il match con una difesa attenta e trova il raddoppio al sesto inning: Carter conquista la base su ball e viene poi spinta a casa dal singolo di Tittarelli. Nel settimo e ultimo attacco Caronno prova a riaprire la partita, ma la difesa maceratese chiude ogni spazio con un decisivo doppio gioco e la successiva eliminazione al volo che vale il definitivo 2-0. Gara 2: la rimonta di Caronno Copione completamente diverso nella seconda sfida. Dopo il debutto in pedana di Pruetting, sono le lombarde a partire forte, anche se Macerata riesce inizialmente a ribaltare il punteggio. Le ospiti passano avanti al terzo inning, ma l'Ares risponde immediatamente con i due punti battuti a casa da Farley e la successiva segnatura del momentaneo 3-1. La svolta arriva nella quarta ripresa, quando Sarah Edwards firma il fuoricampo da tre punti che ribalta completamente l'incontro, portando Caronno sul 4-3. Le lombarde allungano poi nelle riprese successive, approfittando anche di alcune disattenzioni difensive delle padrone di casa, fino al definitivo 7-3. Nel corso della giornata non sono mancate le proteste da parte della formazione maceratese, che ha contestato alcune decisioni arbitrali ritenute determinanti in due episodi chiave della seconda partita. Contestazioni che, tuttavia, non hanno intaccato il clima di sportività tra le due squadre, nel segno del tradizionale spirito di fair play che caratterizza il softball. Classifica Il pareggio permette all'Ares Safety di muovere la classifica e di allungare sulla Bertazzoni Collecchio, sconfitta due volte dalla Lacomes New Bollate. In vetta restano Quick Mill Bollate, sempre più leader, davanti a Italposa Forlì, mentre la lotta per i playoff resta apertissima.

29/06/2026 11:00
Macerata e Weiden sempre più vicine: la neonata associazione Kune vola alla Burger Fest

Macerata e Weiden sempre più vicine: la neonata associazione Kune vola alla Burger Fest

Prima trasferta ufficiale oltre i confini nazionali per l'associazione maceratese Kune, il nuovo sodalizio nato con l'obiettivo strategico di rilanciare e consolidare i rapporti di cooperazione e amicizia istituzionale tra il capoluogo e le sue storiche città gemellate: Weiden in der Oberpfalz (Germania), Issy-les-Moulineaux (Francia) e Floriana (Malta). In occasione della tradizionale Burger Fest, una delegazione del gruppo guidata dal presidente Luciano Frattani e composta dai soci Lamberto Bergamini, Ulderico Orazi, Gianluca Puliti, Pierluigi Tordini e Lorenzo Tordini ha raggiunto la cittadina della Baviera. La missione istituzionale ha permesso alla delegazione marchigiana di avere un confronto bilaterale con il neoeletto sindaco della città tedesca, Benjamin Zeitler. Nel corso del colloquio, svoltosi all'insegna del dialogo e della programmazione, le parti hanno confermato il valore storico del gemellaggio, tracciando le linee guida per promuovere futuri scambi culturali, economici e sociali capaci di coinvolgere le rispettive cittadinanze, le associazioni locali e i giovani dei due territori, potenziando la rete di cooperazione europea. "La nascita di Kune – ha sottolineato il presidente Luciano Frattani – risponde proprio all'esigenza di dare nuovo impulso alle relazioni costruite negli anni tra Macerata e le città gemellate. L'incontro con il sindaco Zeitler rappresenta un segnale positivo e l'inizio di un percorso che auspichiamo possa tradursi in nuove opportunità di collaborazione". Nei prossimi mesi il sodalizio proseguirà la propria attività programmando nuovi tavoli di lavoro e iniziative mirate a rinsaldare i contatti con le amministrazioni di Weiden, Issy-les-Moulineaux e Floriana.

28/06/2026 15:10
Sciapichetti ricorda Adriano Ciaffi: “Con lui scompare la politica vera e popolare”

Sciapichetti ricorda Adriano Ciaffi: “Con lui scompare la politica vera e popolare”

    “È stato protagonista assoluto della crescita economica della nostra regione. Uomo intelligente e generoso, esempio di cattolico democratico e di bella politica. Per me scompare l’amico di sempre, il punto di riferimento assoluto per tante battaglie. Con lui scompare la politica vera, autentica, popolare, esempio per intere generazioni”. Con queste parole Angelo Sciapichetti ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Adriano Ciaffi. Nel suo messaggio, Sciapichetti ha voluto ricordare non solo la figura istituzionale, ma anche il valore umano e politico di Ciaffi, sottolineandone il ruolo centrale nella storia amministrativa e politica delle Marche e del Paese. Adriano Ciaffi, avvocato e dirigente politico, è stato esponente della Democrazia Cristiana, del Partito Popolare e della Margherita, fino a partecipare al percorso costituente del Partito Democratico. Eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1968, fu tra i promotori della riforma agraria che portò alla trasformazione della mezzadria. Tra il 1975 e il 1978 guidò la Regione Marche come Presidente, in una fase politica caratterizzata da un’esperienza di governo innovativa, con l’appoggio esterno del Partito Comunista. Successivamente ricoprì il ruolo di Assessore al Bilancio regionale dal 1978 al 1983, contribuendo all’avvio delle prime politiche strutturate della Regione, in particolare in ambito sanitario. Rieletto alla Camera nel 1983, fu Sottosegretario di Stato agli Interni nei governi Craxi I, Craxi II e Fanfani VI. Dal 1988 al 1992 ricoprì l’incarico di vicepresidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, assumendone poi la presidenza nella legislatura successiva. Terminata l’esperienza parlamentare, tornò alla professione forense e continuò a impegnarsi nella vita pubblica locale come consigliere comunale, mantenendo un ruolo attivo nella sua comunità fino agli ultimi anni.        

28/06/2026 14:00
Telefoni roventi nella destra: l’ira di Acquaroli su Poletti

Telefoni roventi nella destra: l’ira di Acquaroli su Poletti

Cantava  Domenico Modugno negli anni del boom, quando a Macerata si faceva lo struscio, i negozi erano pieni e brillavano invece delle lucette le insegne della Upim, “piange il telefono perché non voi votà, anche se dico Parca so già che non risponderà”. Eh già: partenza in salita per la giunta della protervia leghista con un lunedì da alte tensioni in consiglio comunale. I cellulari sono roventi; il riscaldamento climatico c’entra poco perché i maggiorenti dei partiti che si sono fatti promotori di un governo cittadino a trazione leghista che esclude il centro e i cattolici stanno inseguendo quelli che in epoca di prima Repubblica si chiamavano peones, ma che guardando al secondo esecutivo Parcaroli sono dei consiglieri con titoli assai superiori di quelli di alcuni neo-assessori, certamente superiori alla coppia dei “consigliori” del Sindaco. Nelle telefonate si passa dalle minacce alle blandizie, ma tutti hanno capito che una promessa di Sandro Parcaroli dura come un gatto in tangenziale. Perciò a conti fatti al Centrodestra mancano da 6 a 8 voti per far eleggere Francesco Luciani presidente del Consiglio Comunale. Il suo bis è stato messo in discussione della composizione della giunta che ha indispettito Macerata Unica (leggi Deborah Pantana) e Unione di Centro e scontentato moltissimi consiglieri di Fratelli d’Italia (lì si annida il maggior numero di franchi tiratori annunciati) di Forza Italia, ma si sa che anche un paio di consiglieri della Lega sarebbero pronti a impallinare Luciani. I massimi strateghi della Sandropolitik (Mauro Lucentini e il consiglier di minoranza di Appignano) non hanno fatto i conti con i subentranti in consiglio! Dunque a conti fatti a Luciani mancano almeno tre voti da Fratelli d’Italia, due voti da Forza Italia, uno o due dalla Lega e i due delle liste del Centrodestra che pure hanno vinto le elezioni, ma sono state escluse dall’esecutivo. Domani alla prima seduta del Consiglio comunale gli assessori (che non votano per il presidente del Consiglio tranne il Sindaco) arriveranno con il pallottoliere, il pubblico con i pop corn. Del resto per alcuni cabalisti il 17 non è un numero fortunatissimo. Si starà a vedere. Ma come conseguenza di questa giunta annunciata di destra destra non c’è solo il voto su Luciani, ci sono ripercussioni che vanno ben al di là del perimetro del Consiglio comunale e investono direttamente la Regione e la Curia. Oltre ad avere un riflesso politico importante che dimostra come i cosiddetti “registi” della politica locale abbiano la vista assai corta. Se si pigliano a riferimento i sondaggi nazionali emerge prepotente la considerazione che sacrificare il Centro (soprattutto con un Roberto Vannacci rampante) per la destra è sconfitta sicura, ma guardando ai risultati elettorali di Macerata si scopre che Sandro Parcaroli disubbidendo alla giusta indicazione di Francesco Acquaroli che raccomandava un esecutivo composto da 3 di Fdi, 2 della Lega, 2 di FI e un assessore ciascuno dei partiti di centro ha dato vita a una giunta di minoranza. I tre partiti rappresentati in giunta assommano infatti al 38,6% dei voti raccolti nelle scorse comunali, il campo di Centrosinistra vale il 41,7% in senso stretto, l’area anti-Parcaroli assommando Sigona, Orioli e Ripa sale al 49,8%. Quelli che Parcaroli ha lasciato fuori dalla porta (Udc 2,99% e Popolari 1,6) sono quelli che lo hanno fatto vincere e che se in Consiglio comunale si mettono di traverso aggregando attorno a sé tutto il dissenso non lo faranno governare. Di questo il Sindaco è stato avvertito direttamente da una telefonata di Maurizio Lupi, segretario nazionale di Noi moderati, rispetto a cui pare il primo cittadino abbia fatto spallucce. Vedremo domani quali saranno le conseguenze. Che invece già ci sono e pesanti in Regione e in Curia. Da quel che trapela Francesco Acquaroli – si parla di un’animata discussione una settimana fa ai 50 anni di Eurosuole tra lui e Mauro Lucentini: sarebbero volate parole grosse – è talmente scontento che starebbe pensando di mandare a casa Renato Poletti, il suo capo di gabinetto arrivato in sostituzione di Fabio Pistarelli che, sostengono le malelingue, contempla questo spettacolo dei politici maceratesi dilettanti allo sbaraglio con malcelata soddisfazione. Poletti – nonostante il cognome non è parente del fu cardinale grande tessitore di vicende curiali all’ombra di papa Paolo VI, ma spesso tirato in ballo anche per il caso di Emanuela Orlandi visto che fu lui ad autorizzare la sepoltura del capo della banda della Magliana De Pedis nella cattedrale di Sant’Apollinare – ha mancato l’appuntamento proprio con la curia di Macerata. Secondo Acquaroli non è stato capace di tenere a freno le aspirazioni di don Gianluca Merlini che avrebbe dirottato tantissimi voti sulla Lega contro le opinioni del medesimo vescovo. Su Merlini ci sono adesso voci di possibile trasferimento ad altro incarico in atra diocesi, ma nessuno sa la verità sul destino del mago delle preferenze Merlini. Una cosa è sicura nella Fondazione Bandini che è servita a Poletti per scalare l’ufficio in Regione l’esclusione dei centristi cattolici dalla giunta è stata vissuta come uno schiaffo e tutto il volontariato cattolico è in subbuglio. Ma sul (forse) capo di gabinetto della Regione c’è un altro appunto. Si sa che Francesca D’Alessandro che ha stracciato tutti in fatto di preferenze, segno evidente che gli elettori ne hanno riconosciuto la capacità e la dedizione, voleva l’assessorato alla cultura oltreché l’incarico di vicesindaco che si è conquistata per meriti. Ebbene pare che Poletti nella trattativa con Merlini – sono tornati i tempi del Papa re quando il legato pontificio decideva i destini della città da piazza Strambi e sembra che questo il vescovo a Merlini non sia disposto a perdonarlo  - piuttosto che portare avanti le indicazioni ricevute da Francesco Acquaroli abbia tutelato le indicazioni ricevute da Katiuscia Cassetta (non si è ripresentata per evitare il giudizio degli elettori) di nominare Lorella Benedetti assessora alla cultura per stoppare proprio la D’Alessandro con la quale la Cassetta non ha mai avuto rapporti idilliaci. Poletti che nel curriculum si vanta di avere ottimi rapporti col Vaticano sarebbe stato sensibilizzato a prestare attenzione alle istanze della Cassetta proprio da ambienti curiali. La Benedetti assicurerebbe una totale continuità con le scelte della fu assessora preferita da Parcaroli e si vocifera infatti che nonostante la sua assoluta fedeltà a Fratelli d’Italia l’esattora (questo è il nomignolo che hanno già dato alla neo responsabile dalla cultura perché proviene dall’Agenzia delle Entrate) sia il quarto assessore d’influenza leghista. Ebbene questa manovra potrebbe costare il gabinetto regionale a Poletti. Si apre invece la partita del gabinetto comunale che è il piano B. Qualora infatti Luciani non passasse – anche per evitare un inevitabile scontro in Regione col potentissimo assessore Paolo Calcinaro promotore della lista dove l’ex presidente del Consiglio comunale si è presentato – gli si dovrebbe offrire un assessorato e l’unico che potrebbe cederlo è Giuseppe Romano che però il sindaco è obbligato a compensare lautamente. Con Romano Parcaroli le promesse deve rispettarle! Per il titolare del negozio di camicie si era già prospettata l’ipotesi di fargli fare il city manager, ma purtroppo questo signore non ha i titoli. Così verrebbe messo nel gabinetto del Sindaco con emolumento congruo. Staremo a vedere se domani in Consiglio comunale i “franchi” tireranno lo scarico! LEGGI ANCHE: LA SMENTITA DI KATIUSCIA CASSETTA: "NESSUNA PRESSIONE SULLA GIUNTA"

28/06/2026 12:30
Addio ad Adriano Ciaffi, protagonista della politica marchigiana per oltre mezzo secolo

Addio ad Adriano Ciaffi, protagonista della politica marchigiana per oltre mezzo secolo

Si è spento nella notte, alle 3, all'ospedale di Macerata, Adriano Ciaffi. Aveva 90 anni ed è stato uno dei protagonisti della politica marchigiana degli ultimi cinquant'anni, figura di riferimento soprattutto per la città di Macerata. Avvocato, titolare di uno storico studio in corso Cavour, Ciaffi ha continuato a seguire con attenzione la vita pubblica cittadina anche negli ultimi anni. Nonostante l'età, infatti, era spesso presente nei momenti più significativi della politica locale, mantenendo vivo il legame con il territorio che ha rappresentato per gran parte della sua carriera istituzionale. Il suo percorso nelle istituzioni è stato particolarmente ricco. È stato presidente della Regione Marche dal 1975 al 1978, sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno e presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati. Ha inoltre ricoperto il ruolo di parlamentare per cinque legislature, consolidando nel tempo il proprio peso politico a livello nazionale. Il nome di Adriano Ciaffi resta legato anche a due importanti riforme che hanno segnato la storia degli enti locali italiani. Il suo contributo è infatti associato alla legge 142 del 1990, che ha riformato l'ordinamento delle autonomie locali, e alla legge 81 del 1993, che ha introdotto l'elezione diretta del sindaco, cambiando profondamente il sistema amministrativo del Paese. Esponente dell'area popolare e del cattolicesimo democratico, Ciaffi aveva compiuto 90 anni lo scorso 14 maggio. Nato nel 1936, nella sua Macerata era conosciuto semplicemente come "l'onorevole" Ciaffi, appellativo che ne testimoniava il prestigio e il ruolo ricoperto nel panorama politico locale e nazionale. "Se ne va un protagonista della politica italiana del ‘900, uomo di governo e rappresentante delle Marche nelle istituzioni nazionali, già Presidente della Regione nel 1975 agli albori di un Ente nato appena cinque anni prima. Credeva nel rafforzamento dei governi locali, come dimostrano le due leggi che portano il suo nome: sulle autonomie locali e sull’elezione diretta del Sindaco e del presidente della provincia". Questo il ricordo dell'assessore regionale, Francesco Baldelli. "Uomo della teoria della ‘regione diffusa’, la comunità delle tante ‘città-regione’, anello di congiunzione tra la ricostruzione firmata da Enrico Mattei e il modello disegnato da Giorgio Fuà. Ciaffi ha svolto un ruolo di primo piano nel traghettare le Marche da una regione agricola ad una postindustriale. Già negli Anni ’60 aveva compreso la necessità di uno sviluppo equilibrato delle Marche, tra costa ed entroterra, proprio in un periodo in cui si accendeva il dibattito sulla Pedemontana. Il modello infrastrutturale che oggi stiamo realizzando, un modello che da una conformazione a ‘pettine’ passa ad una ‘a maglia’, è in parte debitore di quelle teorie di sviluppo e di uomini politici che avevano a cuore il riscatto economico e sociale di una regione storicamente arretrata proprio attraverso le infrastrutture", conclude Baldelli.

28/06/2026 10:20
Macerata, frontale tra due auto in via Acque Salate: due feriti trasportati in ospedale

Macerata, frontale tra due auto in via Acque Salate: due feriti trasportati in ospedale

Paura nella serata di oggi in via Acque Salate, a Macerata, lungo la strada che conduce verso Sambucheto di Montecassiano, dove intorno alle 19:20 si è verificato un incidente stradale. Per cause ancora in fase di accertamento, un'Audi e una Renault si sono scontrate frontalmente. La Renault è finita fuori dalla carreggiata. Entrambi i conducenti sono rimasti feriti nell'impatto. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure ai due conducenti prima di trasferirli all'ospedale di Macerata per gli accertamenti del caso. Presenti anche i vigili del fuoco, che hanno provveduto alla messa in sicurezza dell'area e dei mezzi incidentati, e gli agenti della polizia locale, impegnati nei rilievi per ricostruire l'esatta dinamica dello scontro. (notizia in aggiornamento) +++ Aggiornamento+++ I due coinvolti sono un ragazzo e una ragazza, attualmente non sembrerebbero in gravi condizioni.

27/06/2026 19:50
Macerata, le ex maturande del Magistrale San Giuseppe si ritrovano dopo 52 anni

Macerata, le ex maturande del Magistrale San Giuseppe si ritrovano dopo 52 anni

MACERATA – Una giornata all’insegna dei ricordi, dell’amicizia e della condivisione ha riunito le ex maturande dell’anno 1974 dell’Istituto Magistrale San Giuseppe di Macerata. Le protagoniste dell’incontro si sono ritrovate al ristorante di pesce “Km 25” di Macerata, per celebrare un doppio traguardo: i 52 anni dall’esame di maturità e, per molte di loro, anche il raggiungimento dei 70 anni di età. L’appuntamento è stato l’occasione per ripercorrere insieme gli anni trascorsi tra i banchi di scuola, tra episodi divertenti e momenti più impegnativi del percorso scolastico. Un vero e proprio viaggio nella memoria che ha riportato alla luce amicizie mai dimenticate e il piacere di ritrovarsi dopo tanti anni. Alla reunion hanno partecipato anche diverse ex alunne arrivate da fuori provincia e, in alcuni casi, da altre regioni, che hanno voluto prendere parte a questo speciale momento di festa e condivisione. Non è mancato il tradizionale taglio della torta, immortalato in una foto di gruppo, simbolo di una giornata vissuta tra sorrisi, emozioni e affetto reciproco. Il saluto finale è stato accompagnato da un auspicio condiviso da tutte: «Arrivederci al prossimo incontro! Speriamo di essere ancora di più». (Nella foto con la torta compaiono, da sinistra, Micozzi Loredana, Nardi Dhera, Borghini Stefania, Conti Stefania (seduta), Gaudenzi Teresa, Zavaglini Daniela, Mazzolini Miriana, Bastianelli Stefania, Tamagnini Floriana, Meschini Daniela, Tombesi Franca, Ciccarelli Carla, Frattani Letizia e Carloni Manuela)

27/06/2026 18:00
PD, Ricotta confermato capogruppo: Perticarari guiderà il gruppo a metà mandato

PD, Ricotta confermato capogruppo: Perticarari guiderà il gruppo a metà mandato

  MACERATA – Nell’ottica della valorizzazione delle risorse interne, dell’unità d’intenti e della trasparenza nelle scelte, il gruppo consiliare del Partito Democratico ha definito una linea organizzativa basata sulla continuità e, al tempo stesso, sul rinnovamento della propria classe dirigente. La decisione prevede la conferma di Narciso Ricotta nel ruolo di capogruppo, con un successivo avvicendamento a metà mandato, quando la guida passerà ad Andrea Perticarari. Si tratta di un passaggio definito dal gruppo come strategico e generazionale, volto a consolidare la nuova classe dirigente attraverso la collaborazione tra l’esperienza delle figure storiche e il contributo dei consiglieri più recenti. Il gruppo consiliare del Partito Democratico ribadisce inoltre l’impegno a svolgere un’opposizione costruttiva e attenta alle esigenze della città, non limitata ai soli lavori d’aula, ma aperta anche alle istanze che emergono dal territorio. «Nella piena consapevolezza e volontà di dover essere una forza politica trainante, competente ma anche innovativa, ci prepariamo fin da ora con trasparenza al nostro ruolo di opposizione per poi essere pronti ad amministrare la città», conclude la nota del gruppo consiliare.  

27/06/2026 17:20
Rotary Club Macerata "Matteo Ricci", passaggio di consegne: Francesca Accorsi è la nuova presidente

Rotary Club Macerata "Matteo Ricci", passaggio di consegne: Francesca Accorsi è la nuova presidente

Si è svolta la tradizionale cerimonia del passaggio delle consegne del Rotary Club Macerata "Matteo Ricci", appuntamento che ha segnato la conclusione dell'anno rotariano 2025/2026 e l'avvio del nuovo mandato. Alla serata hanno partecipato l'assistente del governatore Giorgio Piergiacomi, insieme ai soci, ai familiari e agli amici del Club. Nel corso della conviviale il presidente uscente Tobia Sardellini ha ripercorso le principali attività svolte durante l'anno, ringraziando il Consiglio Direttivo per la collaborazione e sottolineando l'orgoglio di aver guidato il Club. Tra i progetti più significativi ricordati figurano la serata in vigna a sostegno della Onlus La Goccia, il 5° Torneo di Padel e Tennis a favore della Fondazione Anffas, il Premio "Silvia Rossi", giunto alla quinta edizione e assegnato a Veronica Berti Bocelli della Fondazione Andrea Bocelli, oltre al progetto "Rivelazioni sotto il loggiato", che ha portato al restauro di due preziose tele sei-settecentesche rinvenute nella Collegiata di Santa Maria Assunta di San Ginesio. Sardellini ha inoltre ricordato il progetto di prevenzione sanitaria nelle scuole, la conferenza di geopolitica con Dario Fabbri, la partecipazione a un Global Grant destinato a un'iniziativa solidale in Etiopia, il percorso formativo "Pillole di Rotary" e l'ingresso di tre nuovi soci. Al termine del suo intervento ha consegnato attestati di benemerenza e insegne ai componenti del Consiglio direttivo. Nel corso della serata sono stati conferiti anche due prestigiosi riconoscimenti Paul Harris Fellow, la massima onorificenza della Rotary Foundation. Il presidente uscente ha consegnato il riconoscimento al segretario Renzo Tartuferi, mentre l'Assistente del Governatore Giorgio Piergiacomi ha attribuito lo stesso riconoscimento a Tobia Sardellini, per l'impegno profuso durante il suo mandato. Momento centrale della serata è stato il passaggio del collare alla nuova presidente, la psicologa Francesca Accorsi, che guiderà il club nell'anno rotariano 2026/2027. Visibilmente emozionata, Accorsi ha ringraziato il suo predecessore per il lavoro svolto e ha presentato il nuovo Consiglio direttivo, paragonandolo a un gruppo di "argonauti", pronti ad affrontare insieme le sfide del nuovo anno rotariano. La sua presidenza sarà ispirata al motto "Creare un impatto duraturo", con l'obiettivo di proseguire e rafforzare l'impegno del Rotary a favore della comunità. Il nuovo Consiglio Direttivo è composto da Francesca Accorsi (presidente), Tobia Sardellini (past president), Paolo Piccardoni (presidente eletto), Gianni Giuli (segretario), Andrea Cirilli (tesoriere), Graziano Grelloni (prefetto), Guido Grandinetti (comunicatore) e dai consiglieri Luana Capparuccini, Giorgio Caraffa, Massimiliano Fraticelli, Lucia Isolani, Sabrina Morresi e Laura Ricci.  

27/06/2026 16:45
Giornata del Laureato UniMC, 130 ex studenti celebrano 25 e 50 anni dalla laurea (Video)

Giornata del Laureato UniMC, 130 ex studenti celebrano 25 e 50 anni dalla laurea (Video)

C’è chi ha attraversato confini, anni, carriere e Paesi per rientrare nella città in cui tutto è cominciato. La tradizionale Giornata del Laureato dell’Università di Macerata e dell’Associazione laureati ateneo maceratese (Alam) ha richiamato quasi 130 laureate e laureati di 25 e 50 anni fa, in un grande abbraccio collettivo tra l’Università e la sua comunità più ampia: quella di chi qui si è formato e continua, con il proprio percorso, a portare nel mondo il nome di UniMC. La manifestazione ha concluso i Graduation Day, che tra giovedì e venerdì hanno portato in piazza Vittorio Veneto oltre 600 laureati e laureate di oggi e di ieri. Tra le storie simbolo c’è quella di Despoina Pappa, arrivata dalla Grecia per celebrare i 25 anni dalla laurea in Giurisprudenza e oggi avvocato. “Questa non è una semplice cerimonia: è un ritorno”, ha ricordato il rettore John McCourt. “Bentornati nella vostra Università. Bentornati nella vostra casa UniMC”. Il rettore ha sottolineato il valore dell’università pubblica, “accessibile a tutte e a tutti”, e il ruolo delle scienze umane e sociali di fronte alle grandi sfide del presente: transizione digitale, intelligenza artificiale, sostenibilità, nuove disuguaglianze, trasformazioni del lavoro e fragilità democratiche. A fare gli onori di casa anche Daniela Gasparrini, presidente dell’Alam, che ha richiamato la missione dell’associazione, nata nel 1994 per mantenere vivo il rapporto tra l’Università e i suoi laureati. “Questa giornata è soprattutto un’occasione per ritrovare il senso di appartenenza alla comunità universitaria”, ha ricordato, evidenziando come negli anni della formazione non si acquisiscano soltanto conoscenze e competenze, ma si costruiscano amicizie, relazioni e consapevolezze che accompagnano tutta la vita. La cerimonia ha visto anche il conferimento dei riconoscimenti a quattro figure che raccontano, da prospettive diverse, la forza di una formazione capace di generare responsabilità, cultura e servizio. Tra i premiati come “Laureata dell’Anno”, l’Alam ha indicato Sofia Cingolani, laureata con lode in Storia e Conservazione dei Beni Culturali e successivamente dottore di ricerca a Macerata. Archeologa, direttrice dei Musei Archeologici Statali di Ascoli Piceno, Cingoli e Urbisaglia e del Parco archeologico di Urbs Salvia, rappresenta un percorso in cui ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale diventano responsabilità pubblica e servizio al territorio. Il riconoscimento di “Laureato dell’Anno” è andato anche all’avvocato Andrea Ballestrazzi, del Foro di Modena, che ha affiancato alla professione un intenso cammino umanistico a UniMC, conseguendo la laurea con lode in Filosofia e la laurea magistrale in Scienze Filosofiche. Il suo percorso, proseguito fino al dottorato sui temi della responsabilità, della solidarietà e dell’azione civile per il bene comune, si intreccia con l’impegno nell’organizzazione di volontariato “Ho Avuto Sete”, attiva in Africa e in Italia nei settori dell’acqua, della salute, dell’educazione e dell’inclusione sociale. Un altro premio “Laureato dell’Anno” è stato conferito ad Alessandro Aureli, laureato magistrale in Scienze della Politica a UniMC dopo la formazione alla Bocconi. La sua esperienza imprenditoriale in Aureli Mario Società Agricolaè stata valorizzata per la capacità di coniugare competenze manageriali, sensibilità umanistica e sostenibilità. Il premio “Oscar Olivelli”, istituito in memoria del giurista maceratese, è stato infine attribuito all’avvocato Gianfranco Borgani, laureato in Giurisprudenza a Macerata, che al rigore dell’attività forense ha affiancato un intenso impegno culturale per la riscoperta e la valorizzazione dell’eredità di Giuseppe Tucci, tra i maggiori orientalisti del Novecento. “Questa sera non celebriamo soltanto ciò che siete stati per l’Ateneo, ma ciò che continuate a essere: una parte viva della nostra storia, della nostra reputazione e del nostro futuro”, ha concluso il rettore.

27/06/2026 16:30
Quarant'anni dopo il primo campionato: emozionante reunion dei Brothers Macerata

Quarant'anni dopo il primo campionato: emozionante reunion dei Brothers Macerata

POTENZA PICENA – Quarantadue anni dalla fondazione della squadra e quarant'anni dal primo campionato disputato. Un traguardo speciale che ha riportato insieme i protagonisti di una delle prime esperienze di football americano nel Maceratese. I Brothers Macerata, formazione nata dagli Yankee Macerata, si sono ritrovati per una serata all'insegna dell'amicizia e dei ricordi al ristorante Maramao di Potenza Picena. Un'occasione per riabbracciarsi dopo tanti anni, ripercorrendo le emozioni vissute sui campi da gioco e ricordando un periodo che ha segnato la nascita e la crescita del football americano nel territorio. Nel corso degli anni le loro strade si sono divise: c'è chi è diventato sindaco, chi avvocato, chi imprenditore, ma il legame costruito grazie allo sport è rimasto immutato. Tutti hanno accolto con entusiasmo l'invito alla reunion, condividendo aneddoti, fotografie e ricordi di una stagione che ha lasciato un segno nella storia sportiva locale. La serata si è trasformata in una vera e propria festa della memoria, durante la quale i protagonisti hanno celebrato non solo i risultati ottenuti sul campo, ma soprattutto i valori di amicizia, spirito di squadra e appartenenza che, a distanza di oltre quattro decenni, continuano a unirli.

27/06/2026 15:30
Pollenza, frontale tra furgoni: strada chiusa e due feriti. Interviene l'eliambulanza

Pollenza, frontale tra furgoni: strada chiusa e due feriti. Interviene l'eliambulanza

POLLENZA – I Vigili del Fuoco sono intervenuti alle ore 12:30 lungo la strada statale Piane di Chienti, al chilometro 80, per un incidente stradale che ha coinvolto due furgoni. Sul posto è intervenuta la squadra del comando di Macerata, che ha provveduto all’estrazione dei conducenti dai rispettivi mezzi utilizzando attrezzature oleodinamiche. I feriti sono stati successivamente affidati alle cure del personale sanitario del 118, che ha richiesto l’intervento dell’eliambulanza. Nel sinistro sono rimaste ferite due persone: una è stata trasportata in elisoccorso all’ospedale Torrette di Ancona, mentre l’altra è stata inizialmente trasferita al Pronto Soccorso di Macerata e successivamente indirizzata anch’essa all’ospedale Torrette di Ancona per ulteriori accertamenti. La strada è stata temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni per consentire le operazioni di soccorso e messa in sicurezza. Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri, impegnati nei rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.

27/06/2026 14:24
"Chiamare sicurezza una legge è una manipolazione dell’opinione pubblica”: confronto sui decreti a Macerata

"Chiamare sicurezza una legge è una manipolazione dell’opinione pubblica”: confronto sui decreti a Macerata

MACERATA – “Decreti sicurezza, sicurezza per chi e da chi?” È la domanda al centro del dibattito pubblico svoltosi ieri sera alle 18 al Bar Ginetta, in largo Affede, nel centro storico di Macerata. L’incontro, promosso da ANPI ed Emergency, è stato introdotto da Chiara Bonotti per l’Anpi e da Giovanna Ciarlantini per Emergency. Numerosi cittadini hanno partecipato ascoltando gli interventi delle avvocate Lucrezia Boari, vicepresidente provinciale Anpi, e Roberta Sforza, dell’Associazione Avvocato di Strada. Il confronto si è aperto con una riflessione sul significato dei cosiddetti “decreti sicurezza”, varati dal Governo tra il 2023 e il 2026. Secondo quanto emerso nel dibattito, il termine “sicurezza” rappresenterebbe già una scelta politica e comunicativa. In questo contesto è stata richiamata una riflessione critica:“Chiamare ‘Sicurezza’ una legge è già una manipolazione dell’opinione pubblica: chi vorrebbe mai il pericolo o l’insicurezza?” È stata inoltre posta la questione su chi siano i destinatari delle misure e quali fenomeni vengano effettivamente affrontati.Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come i diversi “pacchetti sicurezza” non contengano, secondo i relatori, interventi strutturali su povertà, disagio sociale, abitativo e giovanile, a fronte di un’attenzione prevalentemente rivolta all’ordine pubblico. Da qui la domanda centrale rivolta ai presenti: se tali provvedimenti siano realmente efficaci nel contrasto alla criminalità e alle criticità sociali, oppure se rappresentino soprattutto uno strumento di comunicazione politica. Il dibattito si è poi ampliato al tema della progressiva compressione dei diritti costituzionali, spesso giustificata in nome della sicurezza o dell’emergenza, a fronte – è stato osservato – della disponibilità di risorse in altri ambiti, come quello delle spese militari. Ampio spazio è stato dedicato al tema della sanità pubblica. Giovanna Ciarlantini (Emergency) ha richiamato l’articolo 32 della Costituzione, sottolineando le difficoltà crescenti del sistema sanitario nazionale. “L’articolo 32 afferma che la salute è un diritto fondamentale dell’individuo, ma liste d’attesa interminabili e carenza di personale fanno sì che chi può si rivolga al privato e chi non può rinunci a curarsi”, è stato evidenziato nel corso dell’intervento. Emergency ha ricordato anche la propria presenza in Italia, accanto all’attività internazionale, in risposta all’aumento delle richieste di assistenza da parte di cittadini in difficoltà. Un altro focus ha riguardato le politiche migratorie, con riferimento ai decreti Piantedosi e Cutro, indicati come misure che renderebbero più complesso il soccorso in mare e ridurrebbero gli strumenti di accoglienza e integrazione. In questo contesto è stata ribadita una posizione sintetizzata nello slogan emerso durante il dibattito:“La sicurezza passa solo attraverso l’integrazione, non con l’emarginazione.” Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del diritto di manifestare. Le relatrici hanno evidenziato come la questione riguardi potenzialmente tutti i cittadini, anche al di fuori delle appartenenze politiche. È stato sottolineato il tema dell’equilibrio tra tutela dell’ordine pubblico e diritti costituzionali, soprattutto in relazione a nuove forme di protesta e alle possibili conseguenze normative. In chiusura, Lucrezia Boari ha evidenziato il rischio di una progressiva marginalizzazione di categorie sociali già fragili e una riduzione degli spazi di espressione del dissenso. L’incontro si è concluso con un richiamo condiviso al valore della Costituzione e dei diritti fondamentali. La riflessione finale ha sottolineato come la tutela dei diritti non riguardi solo singole categorie, ma l’intera collettività: la riduzione dei diritti di alcuni può tradursi in una fragilità complessiva del sistema democratico.

27/06/2026 12:16
Polizia di Stato, esercitazione anti-crisi a Macerata: simulato un sequestro con ostaggi

Polizia di Stato, esercitazione anti-crisi a Macerata: simulato un sequestro con ostaggi

Un'esercitazione ad alta intensità operativa per affinare le tecniche di gestione delle situazioni più complesse e verificare l'efficacia delle procedure d'intervento. È quella che nei giorni scorsi ha visto protagonista la Squadra di Negoziazione della Questura di Macerata, impegnata in una simulazione organizzata nell'ambito del programma di addestramento promosso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Lo scenario, ricostruito in un ambiente controllato, ha simulato una lite familiare degenerata all'interno di un ipotetico ufficio dei servizi sociali. Un uomo, dopo aver raggiunto la moglie e la figlia, si è barricato nei locali trattenendo come ostaggi la coniuge, la bambina e un'assistente sociale. L'obiettivo dell'attività addestrativa è stato quello di mettere alla prova la capacità di risposta degli operatori, verificando i tempi di intervento e le procedure operative, con particolare attenzione alle tecniche di negoziazione e de-escalation, privilegiando una soluzione della crisi senza ricorrere all'uso della forza. L'esercitazione ha coinvolto i Negoziatori operativi della Polizia di Stato, affiancati dalla Squadra di supporto e dalla S.I.C. (Squadra Interventi Critici), composta da personale del Reparto Prevenzione Crimine Umbria-Marche e delle U.O.P.I. (Unità Operative di Primo Intervento), pronte a intervenire qualora la situazione simulata fosse evoluta in uno scenario di maggiore rischio. Presenti anche osservatori della Direzione Centrale Anticrimine del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e psicologi della Polizia di Stato, chiamati a valutare le diverse fasi dell'intervento e a contribuire all'analisi delle procedure adottate. Dopo un briefing tattico iniziale, alle operazioni hanno preso parte, oltre ai negoziatori, anche gli operatori dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (Squadra Volanti), della Squadra Mobile, della DIGOS, della Polizia Scientifica, dell'Ufficio Sanitario, del Centro Operativo Territoriale della Questura di Macerata e del Numero Unico di Emergenza 112. L'iniziativa rientra in un più ampio progetto del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che prevede esercitazioni periodiche finalizzate a consolidare il coordinamento tra le diverse articolazioni della Polizia di Stato, migliorare la preparazione degli operatori e garantire una risposta sempre più efficace nella gestione delle emergenze ad elevata criticità.

27/06/2026 11:16
Volley A2, colpo internazionale per Macerata: Karil Dadash Adeh chiude il roster della Fisiomed

Volley A2, colpo internazionale per Macerata: Karil Dadash Adeh chiude il roster della Fisiomed

La Banca Macerata Fisiomed completa il proprio roster per la stagione di Serie A2 Credem Banca con un innesto di assoluto valore: Karil Dadash Adeh è ufficialmente un nuovo giocatore biancorosso. Un ultimo tassello, non certo per importanza, che va a chiudere una squadra costruita con attenzione, equilibrio e ambizione. Opposto assiro di oltre due metri, Dadash Adeh porta in dote potenza, talento offensivo e un bagaglio internazionale già significativo. Cresciuto nei principali club del volley iraniano – tra cui Paykan Teheran, Shahrdari Urmia e Saipa – si è messo in luce fin da giovane, arrivando anche alla Nazionale juniores iraniana e venendo selezionato tra i migliori prospetti del campionato. Dopo una stagione nella Super League iraniana, il suo percorso lo ha portato in Europa con il Chaumont VB 52 in Francia, esperienza maturata a soli 19 anni. Successivamente ha scelto di proseguire parallelamente carriera sportiva e studi, prima negli Stati Uniti e poi in Canada, dove ha vestito la maglia della University of Manitoba, uno dei programmi universitari più prestigiosi del Paese, dove nel 2024 ha chiuso la stagione come miglior battitore. Un percorso costruito passo dopo passo, che ha formato un atleta competitivo e determinato: un opposto dal gioco aggressivo e dall’elevato impatto in attacco e al servizio, ma allo stesso tempo una persona fortemente legata ai propri valori. «A volte le persone fraintendono la mia intensità per il mio modo di stare in campo, ma fuori dal taraflex sono umile e molto socievole!». Dopo diverse offerte provenienti dall’Europa orientale, Dadash Adeh ha scelto Macerata: "Venire in Italia è una grande opportunità per me. Conosco la lega da anni e ho già lavorato con coach Giannini ai tempi di un’esperienza di allenamento con la Lube Civitanova. Conosco anche alcuni dei ragazzi: credo che possiamo competere ad alto livello in questa stagione". Particolarmente significativo anche il reparto opposti, che si presenta come uno dei più interessanti della categoria: da una parte la potenza internazionale di Dadash Adeh, che vestirà la maglia numero 7, dall’altra il talento e il fiuto realizzativo del bomber veneto Novello. Una coppia di altissimo livello, capace di garantire qualità, profondità e soluzioni offensive. Un pensiero, infine, anche per i tifosi biancorossi: "Sono entusiasta di iniziare questa nuova avventura. Non vedo l’ora di incontrare tutti i tifosi e dare il massimo per questo club". Con il suo arrivo, i biancorossi si presentano al via della stagione con una rosa completa in ogni reparto, frutto di un lavoro mirato e coerente con la visione tecnica dello staff. Karil Dadash Adeh chiude ufficialmente la costruzione della squadra 2026/2027.

26/06/2026 19:17
Nemo profeta in patria, tranne Ruani: la '10' della Maceratese resta sulle spalle di un "pistacoppo vero"

Nemo profeta in patria, tranne Ruani: la '10' della Maceratese resta sulle spalle di un "pistacoppo vero"

La S.S. Maceratese ha annunciato ufficialmente il primo tassello di continuità in vista del campionato 2026/2027, definendo la prima riconferma ufficiale della rosa dello scorso anno nel proprio reparto di metà campo. Il club biancorosso ha, infatti, raggiunto l'accordo per il rinnovo contrattuale con il centrocampista Edoardo Ruani. Per il calciatore classe 2003 si tratterà della quarta annata consecutiva con la maglia della 'Rata', a conferma del forte legame con la squadra della sua città natale. "Un pistacoppo vero, pronto a continuare a dare tutto per i colori della sua città - si legge nella nota del club biancorosso -. Dinamicità, attaccamento alla maglia e qualità in mezzo al campo fanno di Edoardo una conferma importante per il nuovo corso biancorosso e motivo di soddisfazione per tutta la società".  (Credit foto: Francesco Tartari) 

26/06/2026 19:00
Nuova Giunta, Parcaroli ha già le sue spine. Civici e Moderati. "Noi soci, non servitori"

Nuova Giunta, Parcaroli ha già le sue spine. Civici e Moderati. "Noi soci, non servitori"

Si aprono i primi fronti politici all'interno della coalizione di centrodestra all'indomani della composizione della nuova giunta guidata dal sindaco riconfermato Sandro Parcaroli. Attravento una nota congiunta a firma di Matteo Pompei (Civici Marche) e Maika Gabellieri (Noi Moderati), le componenti centriste della maggioranza hanno preso ufficialmente posizione contro la propria esclusione dall'esecutivo cittadino, che ha visto il mancato inserimento della rappresentante Deborah Pantana. "L'area moderata, civica e centrista che ha contribuito alla rielezione di Sandro Parcaroli prende atto della composizione della nuova giunta - esordisce la nota -: una squadra dalla quale resta esclusa ogni nostra rappresentanza, pur essendo noi a pieno titolo parte della coalizione di maggioranza. È un fatto politico, e come tale va detto con chiarezza. Non per polemica, ma perché chi ci ha votato ha diritto a una parola netta". I firmatari del testo rivendicano il peso specifico dei consensi ottenuti dalla lista Macerata Unica alla luce del serrato verdetto delle urne, ricordando come il primo turno si sia deciso per una manciata di schede, con Parcaroli fermatosi al 49,96%. "Noi Moderati e i Civici Marche, uniti nella lista Macerata Unica, hanno portato alla coalizione un apporto di voti determinante, ottenendo l'elezione di un proprio rappresentante in consiglio comunale (Pantana per l'appunto, ndr). Abbiamo vinto insieme agli altri, con tutti e da pari: non dietro nessuno. Per questo respingiamo, con fermezza e senza acrimonia, l'idea che l'area moderata possa essere trattata come un'opzione: un elemento accessorio da includere o escludere secondo convenienza, un alleato buono per raccogliere consensi ma non per sedere ai tavoli che contano. Chi concorre a una vittoria con pari dignità non è un servitore della coalizione: ne è socio". L'esclusione dai posti di comando della giunta, secondo quanto evidenziato dai rappresentanti civici e centristi, aprirà una fase di attenta osservazione sulle dinamiche interne della maggioranza. "Una scelta come quella maturata in questi giorni non è priva di conseguenze politiche - avvertono Pompei e Gabellieri -, e noi la registriamo per quello che è. La lealtà che abbiamo sempre garantito non è un automatismo né una sottomissione: si fonda sul rispetto reciproco e sul riconoscimento dei ruoli. Lo diciamo senza alzare la voce, certi che chi deve comprendere comprenderà". Nonostante il mancato accordo sulla squadra di governo, i due esponenti politici confermano il presidio sul territorio e l'attività istituzionale sui banchi dell'assise civica maceratese. "Rappresentiamo una sensibilità precisa - moderata, civica, fatta di dialogo e concretezza - che è la voce di tanti cittadini che chiedono di essere rappresentati e che in altri spazi politici non si riconoscono. Quella voce è radicata nei territori, nei quartieri e nelle frazioni di Macerata, e lì continueremo a lavorare ogni giorno: in consiglio comunale, attraverso i nostri eletti, e fuori dal consiglio, accanto alle persone. Speriamo che la nuova amministrazione sappia governare bene, nell'interesse della città. Noi faremo la nostra parte con la responsabilità di sempre, ma anche con la piena consapevolezza del nostro valore e del nostro peso. Perché l'area moderata c'è, e intende farsi sentire: nei fatti, non solo nei ringraziamenti della sera della vittoria".

26/06/2026 18:30
Parcaroli si gioca la maggioranza e perde gli equilibri con Regione e Curia

Parcaroli si gioca la maggioranza e perde gli equilibri con Regione e Curia

MACERATA - Per commentare il “parto” della giunta di Macerata si dovrebbero scomodare categorie della politica che vanno da Machiavelli a Winston Churchill, ma il livello della campagna elettorale e quello di alcuni assessori incaricati consiglia di rifugiarsi nel nazional popolare. Va detto però che appena scattata la foto dell’esecutivo cittadino è già sfocata e lunedì si capirà perché. Ci sono due canzonette che, adattate alla civitas Mariae, si prestano. La prima intonata, tra gli altri, da Lando Fiorini fa più o meno così: il “Parcarolo va contro corrente e quando canta l’eco s’arisente”; l’altra portata al successo da Alan Sorrenti ha questo motivetto: “Noi siamo figli della luce, figli della luce che ti porta i voti”. Solo che queste due canzonette rischiano di essere la colonna sonora di una giunta destinata a morire nella culla. Per due peccati originali che Esopo, guardando alla Lega, spiegherebbe con la favola del bue e della rana che per invidia della bestia si gonfiò tanto da scoppiare e, guardando al sindaco, col corvo e la volpe: l’uccello, sentendosi adulato, finisce per dare il suo pezzo di formaggio in pasto alla volpe. Dette così le cose forse anche qualche neo-assessore le capisce. Partiamo dall’eco che s’arisente. È quello del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: un signore dai modi felpati soprattutto in politica. Pare che al varo di questa giunta le urla si sentissero dal Passetto. Lui si era raccomandato che la formula fosse 3, 2, 2, 1, 1 (tre assessori a Fratelli d’Italia, due alla Lega e Forza Italia, uno ciascuno alle due formazioni di centro e cattoliche). Acquaroli è ben consapevole che farà fatica a spiegare ai suoi di Fratelli d’Italia perché, avendo vinto le elezioni in Regione e, anche se con qualche patema, a Macerata subisce un k.o. tecnico dalla Lega. In più Acquaroli ha già enormi problemi a Civitanova Marche e a San Benedetto dove il suo partito è di fatto solo un portatore di voti, ma non ha adeguati posti di responsabilità. Il presidente della Regione guarda lungo: verso le politiche, e sa che la giunta Parcaroli, composta com’è composta, darà durissimi contraccolpi. Sicuramente Acquaroli esce sconfitto dalla partita di Macerata e si vocifera che Mauro Lucentini – commissario ad acta della Lega – vada in giro vantandosene e destinando al Presidente epiteti non proprio da alleato. Questo è il difetto della Lega che si è fatta rana. Perché intanto Acquaroli ha rinfoderato l’idea di allargare la giunta regionale a otto assessori. Significa che Renzo Marinelli resta consigliere, che Filippo Saltamartini non rientra nell’assise regionale e che Giorgia Latini, segretario regionale della Lega, tra un anno, se vuole tornare in Parlamento, dovrà sudare le sette camicie. Evidentemente a Lucentini deve sfuggire il detto che la vendetta è un piatto che si gusta freddo. Ma una finestra sulle politiche l’ha aperta anche il sindaco Parcaroli: vedremo come. Tra gli sconfitti di questa giunta ci sono sicuramente quattro figure storiche della destra: Pierfrancesco Castiglioni, che resta consigliere semplice e forse viene retrocesso anche da capogruppo di FdI; Simone Livi, che azzoppato in Regione non riemerge neppure a Macerata; Andrea Blarasin, scontentato su tutti i fronti; e soprattutto Massimo Belvederesi, il segretario provinciale di Macerata, che deve spiegare il flop di Civitanova Marche e perché ha ceduto a Macerata alle pretese della Lega. Dunque la giunta Parcaroli parte con Francesco Acquaroli che la guarda in cagnesco e con Fratelli d’Italia largamente insoddisfatti. C’è l’altra canzonetta. Non è un mistero che don Gianluca Merlini abbia dirottato centinaia di voti sulla Lega. Lui è il “padre” dei cosiddetti “figli della luce” che in realtà sono ragazze e che a Macerata la vulgata popolare ha già ribattezzato come le “sottanone”. Pare che abbia cercato di arginare i “comunisti” facendo votare i leghisti. Ma non era previsto che Deborah Pantana e Marco Caldarelli fossero sfrattati. Pare che il vescovo, che pure ufficialmente si è tenuto lontanissimo dalla disputa elettorale, non abbia gradito e che con molta probabilità don Merlini sia destinato a breve ad altro incarico in un’altra diocesi. Sin qui le conseguenze meno visibili: Sandro Parcaroli con la sua giunta si è giocato in un colpo solo l’appoggio della Regione e la benevolenza della Chiesa. Ma lui ha la sindrome del corvo e non si accorge che c’è una volpe, anzi ci sono molte volpi, in attesa che lui apra il becco per fargli cadere il formaggio. È sufficiente aspettare lunedì quando il consiglio comunale dovrà votare il nuovo presidente dell’assemblea. L’accordo di maggioranza dice che deve toccare di nuovo a Francesco Luciani, stavolta eletto nei “Maceratesi per Parcaroli” dopo aver lasciato la Lega. A Luciani servono almeno 17 voti che, sulla carta, il centrodestra ha avendo la coalizione incassato il premio di maggioranza che la porta a venti consiglieri. Ma con la giunta appena formata Sandro Parcaroli è riuscito a fare ciò di cui quasi nessuno è stato capace: perdere il consenso ancora prima di insediarsi. Deborah Pantana ha già annunciato che farà opposizione, Marco Caldarelli ha avuto le mani libere dall’Udc che c’è rimasta malissimo dall’esclusione. Da venti consiglieri di maggioranza siamo già a diciotto.   In Forza Italia ci sono due scontenti (con la nomina degli assessori entrano in consiglio alcuni non eletti e la “Lega rana” di questo non ha tenuto conto) e altri due stanno in Fratelli d’Italia. Se va così, e l’opposizione vota compatta contro, Luciani non va oltre i 14 voti. E a quel punto lui pretenderà un posto in giunta. Chi è disposto Sandro Parcaroli a sacrificare? Teoricamente a farsi da parte dovrebbe essere Giuseppe Romano che, avendo già accettato la delega, si deve dimettere da consigliere. Ma se esce dalla giunta si trova con un pugno di mosche in mano. E cosa questo significhi come conseguenza Sandro Parcaroli lo sa fin troppo bene. Se Luciani non passa, chi assicura a questa giunta di avere i voti per andare avanti quando ci saranno da approvare atti esiziali come il bilancio? Il Consiglio comunale sarà trasformato in un suk dove si mercanteggiano i voti? Sono considerazioni che, a tutta prima, la Lega pigliatutto (seguendo il manuale Cencelli si è portata a casa 6 posti su 10 avendo solo il 12% dei voti: ha retto grazie all’apparentamento con i commercianti e con gli elettricisti di “mago” Merlini) pare non aver fatto. C’è il serio rischio che la famosa anatra zoppa di cui si vociferava in caso di vittoria di Gianluca Tittarelli sia la compagna di Sandro Parcaroli. Che però due conti se li deve essere fatti. A lui serve constatare che non ha la maggioranza, ma deve evitare di farsi sfiduciare, altrimenti con la politica ha chiuso, per dimettersi e poi presentarsi da vittima sacrificale a Matteo Salvini (ammesso che il capo attuale della Lega regga un anno) e chiedere la candidatura blindata al Senato fregando sia Giorgia Latini che Filippo Saltamartini. Perciò si stanno già stampando le nuove schede elettorali per Macerata. Ma è ipotesi remota; molto più prossima è la possibilità che a Parcaroli si ponga un dilemma che fu di Enrico di Navarra: se Luciani vuole il posto da assessore, fare il sindaco val bene un saluto (a) romano? PS - Queste cose succedono se uno per consigliere politico si sceglie chi per due volte ha cercato di fare il Sindaco in un paese di 4 mila abitanti e al massimo ha raccolto il 23% dei voti. La politica è una scienza: la furbizia non basta.

26/06/2026 13:00
Centro storico e identità, Avs attacca la proposta regionale: “Non si salva vietando il kebab”

Centro storico e identità, Avs attacca la proposta regionale: “Non si salva vietando il kebab”

Si infiamma il dibattito politico attorno alla proposta di legge regionale sull’identità dei centri storici, sostenuta dal presidente Francesco Acquaroli e avallata anche dal sindaco di Macerata Sandro Parcaroli. A intervenire criticamente è Patrizia Sagretti, esponente di  Alleanza Verdi Sinistra, che definisce l’impostazione del provvedimento una “scorciatoia ideologica” incapace di affrontare i reali problemi delle città. Secondo la posizione espressa da Sagretti, la tutela dell’identità culturale dei centri storici non può essere confusa con forme di “protezionismo gastronomico”, né risolversi attraverso limitazioni alle attività commerciali etniche. “Eliminare un’insegna o un tipo di offerta culinaria non restituirà vita ai corsi principali delle città”, si osserva nella nota. L'esponente di Avs sottolinea come il declino dei centri storici sia legato a fattori strutturali, tra cui scelte urbanistiche, dinamiche demografiche e politiche abitative. Nel caso di Macerata, vengono richiamati alcuni elementi critici: difficoltà legate ai parcheggi per i residenti, inefficienze della Ztl, crisi del commercio tradizionale, progressivo spopolamento del centro e pressione sugli affitti, soprattutto per studenti universitari. Viene inoltre criticata la gestione degli spazi pubblici e delle politiche urbane, con riferimento a piazza della Libertà e alla percezione di un centro sempre meno vissuto e attrattivo. Per Avs, la rigenerazione dei centri storici passa invece da interventi strutturali: maggiore accessibilità, politiche abitative per studenti e famiglie, sostegno al commercio di prossimità, pedonalizzazioni mirate e potenziamento della mobilità sostenibile. L’obiettivo, si sottolinea, dovrebbe essere quello di “riportare vita” nei centri urbani piuttosto che introdurre restrizioni simboliche. Nel richiamare una celebre frase di Nilde Iotti, il movimento ribadisce che “la tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco”, identificando nel tessuto sociale e nei cittadini la vera identità dei centri storici. “La sfida – conclude Sagretti– è conservare ciò che rende vivi i centri urbani, non irrigidirli in modelli statici che rischiano di accelerarne il declino”.

26/06/2026 12:00
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