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CBF Balducci Macerata, Beatrice Gardini convocata ai Giochi del Mediterraneo con l'Italia

CBF Balducci Macerata, Beatrice Gardini convocata ai Giochi del Mediterraneo con l'Italia

Beatrice Gardini vestirà nuovamente la maglia azzurra. La schiacciatrice della CBF Balducci HR Macerata è stata ufficialmente convocata dal commissario tecnico Carlo Parisi con la Nazionale Seniores B femminile per i Giochi del Mediterraneo 2026, in programma in Puglia. La giocatrice arancionera, assente giustificata al raduno della formazione guidata da coach Lionetti (leggi qui), è stata inserita nella lista delle 13 atlete selezionate per la prestigiosa manifestazione internazionale. La convocazione arriva al termine del percorso di preparazione svolto nelle ultime settimane con la Nazionale B, tra collegiali e test match. La Federazione Italiana Pallavolo ha ufficializzato la rosa scelta da Parisi per la competizione. Un'altra esperienza in azzurro per Gardini Per Beatrice Gardini si tratta di un nuovo importante appuntamento con la Nazionale dopo un percorso già ricco di successi. La schiacciatrice ha conquistato in carriera la medaglia d'oro al Mondiale Under 20 e quella all'Europeo Under 22, manifestazione nella quale è stata anche nominata MVP. Un anno fa, inoltre, Gardini ha contribuito alla vittoria dell'Italia ai Giochi Mondiali Universitari, aggiungendo un altro prestigioso risultato al proprio percorso internazionale. Terminata l'avventura ai Giochi del Mediterraneo, la schiacciatrice si unirà al gruppo della CBF Balducci HR Macerata, che ha già iniziato la preparazione in vista della nuova stagione. Il programma dell'Italia Il torneo di pallavolo dei Giochi del Mediterraneo prenderà il via giovedì 20 agosto. L'Italia B femminile esordirà alle 18 al PalaVentura di Lecce contro la Bosnia ed Erzegovina. La Nazionale si trasferirà poi a Taranto per completare la fase iniziale. Il secondo appuntamento è fissato per lunedì 24 agosto alle 17, contro l'Egitto, al PalaMazzola. Ultimo incontro del girone mercoledì 26 agosto alle 20, sempre al PalaMazzola, contro la Serbia. L'obiettivo delle azzurre sarà conquistare l'accesso alle semifinali, in programma sabato 29 agosto. Il giorno successivo, domenica 30 agosto, sono previste le finali per l'assegnazione delle medaglie. I Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 si svolgeranno dal 21 agosto al 3 settembre e vedranno impegnati 498 atleti italiani in 29 discipline.

18/08/2026 17:10
Segui Picchio News direttamente dal tuo smartphone: arriva la nuova app

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Picchio News diventa ancora più diretto e veloce da seguire grazie alla sua nuova app, pensata per portare tutte le notizie del territorio direttamente sullo smartphone. Con l'app di Picchio News sarà possibile consultare gli articoli in modo semplice e immediato, ma anche seguire servizi video e reportage fotografici, per avere un accesso ancora più completo ai contenuti della testata. Uno strumento pensato per chi vuole rimanere aggiornato sulle principali notizie, senza perdere tempo e con tutti i contenuti a portata di mano. L’app permette infatti di vivere l’informazione di Picchio News in maniera più rapida e diretta, direttamente dal proprio dispositivo mobile, senza passare per social o motori di ricerca. La nuova app di Picchio News è disponibile sia per dispositivi iOS che Android e può essere scaricata gratuitamente dagli store ufficiali. Per chi utilizza iPhone e iPad è disponibile sull’App Store: scarica l'app Picchio News per iOS. Per gli smartphone e tablet Android è invece possibile scaricarla dal Google Play Store: scarica l'app Picchio News per Android. Picchio News è ora ancora più vicino ai suoi lettori, con un nuovo strumento per seguire notizie, video e immagini in qualsiasi momento e direttamente dal proprio smartphone.

18/08/2026 17:00
"Ufficio del sindaco riservato a Pasqui. Forza Italia chiarisca e Calamita dica da che parte sta"

"Ufficio del sindaco riservato a Pasqui. Forza Italia chiarisca e Calamita dica da che parte sta"

"In politica le alleanze si misurano nella correttezza dei comportamenti. Quanto accaduto ad Appignano pone una questione che Forza Italia non può liquidare come ordinaria collaborazione istituzionale". È quanto afferma Luca Buldorini, consigliere comunale di minoranza e capogruppo di "Tutti Insieme", intervenendo sulla vicenda relativa all'utilizzo dell'ufficio del sindaco da parte del presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui. Al centro della contestazione c'è il percorso che ha portato la Giunta Calamita ad approvare, il 30 luglio, una convenzione che riserva l'utilizzo dei locali comunali al "solo presidente dell'Assemblea legislativa regionale". Buldorini ricostruisce la vicenda partendo dal parere tecnico favorevole del 23 luglio, che riguardava una proposta diversa: l'utilizzo dei locali "da parte dei consiglieri regionali", senza una destinazione esclusiva. "Il 30 luglio la Giunta Calamita ha approvato qualcosa di sostanzialmente diverso. Il riferimento a tutti i consiglieri è scomparso e l'Ufficio del Sindaco è stato riservato al solo Presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, segretario provinciale di Forza Italia", sostiene il capogruppo. Secondo Buldorini, dunque, "non è cambiata una formula burocratica: è cambiato il beneficiario politico". Da qui le domande rivolte all'amministrazione: "Chi ha chiesto questa trasformazione? Perché una possibilità generale è stata personalizzata? La modifica è stata sottoposta a un nuovo vaglio tecnico oppure il parere del 23 luglio è rimasto associato a un oggetto differente?". Il ruolo del vicesindaco Montecchiarini Nel comunicato, Buldorini pone l'attenzione anche sulla posizione del vicesindaco Stefano Montecchiarini, esponente di Forza Italia e collaboratore dell'Ufficio di Presidenza regionale. "Alla votazione unanime ha partecipato anche il vicesindaco Stefano Montecchiarini, esponente di Forza Italia e collaboratore dell'Ufficio di Presidenza regionale, con un rapporto retribuito per circa 40.000 euro lordi annui", afferma il consigliere. Secondo Buldorini, questa situazione avrebbe richiesto "trasparenza e astensione, almeno per opportunità istituzionale". "Le coalizioni richiedono reciprocità" Il capogruppo di "Tutti Insieme" allarga quindi la questione ai rapporti politici all'interno del centrodestra: "Le coalizioni richiedono reciprocità, confronto e pari dignità. Non si può pretendere lealtà dagli alleati e contemporaneamente coltivare iniziative territoriali unilaterali", sostiene Buldorini. Da qui la richiesta di chiarimenti ai tre principali protagonisti della vicenda: "Pasqui spieghi perché sia stato individuato come unico beneficiario. Montecchiarini chiarisca il proprio ruolo. Calamita dica se abbia cambiato collocazione politica o stia costruendo un asse trasversale funzionale a nuove ambizioni personali". Buldorini richiama inoltre le precedenti scelte politiche dell'amministrazione comunale di Appignano, ricordando che alle elezioni regionali aveva sostenuto Matteo Ricci e che, alle successive elezioni provinciali, si era schierata contro il candidato presidente del centrodestra Alessandro Gentilucci. "È incomprensibile che Forza Italia consolidi oggi un rapporto privilegiato con chi ha sostenuto e votato contro la nostra coalizione", afferma il consigliere. "L'Ufficio del Sindaco sia disponibile a tutti i consiglieri regionali" La proposta di Buldorini è quindi quella di estendere l'utilizzo dell'Ufficio del Sindaco a tutti i consiglieri regionali, alle medesime condizioni previste dalla convenzione. "Non basterà rispondere che la convenzione serve ad avvicinare la Regione ai cittadini. Se questa è davvero la finalità, l'Ufficio del Sindaco venga reso disponibile, alle stesse condizioni, a tutti i consiglieri regionali, come prevedeva la proposta sottoposta al parere tecnico", sostiene. E conclude: "La Regione non coincide con il suo Presidente del Consiglio Regionale. Se non esiste alcuna esclusiva politica, Calamita e Pasqui accettino questa soluzione. Diversamente, spieghino perché un'opportunità prevista per tutti sia diventata un privilegio riservato a uno solo".

18/08/2026 15:40
Recanati, parte il cantiere della nuova rotatoria: lavori al via il 24 agosto

Recanati, parte il cantiere della nuova rotatoria: lavori al via il 24 agosto

RECANATI – Dopo anni di attesa, prende finalmente il via la realizzazione della nuova rotatoria tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro. Il cantiere sarà aperto lunedì 24 agosto e, secondo il cronoprogramma, dovrebbe concludersi nell’arco di circa tre settimane, con l’obiettivo di completare l’intervento prima dell’avvio del nuovo anno scolastico. L’opera, programmata da tempo e dal valore complessivo di 202mila euro, con un finanziamento parziale della Regione Marche, non era ancora entrata nella fase esecutiva. L’Amministrazione comunale ha scelto di concentrare i lavori nell’ultima parte dell’estate, approfittando di un periodo caratterizzato da una minore pressione sul traffico cittadino e cercando così di limitare i disagi per residenti, automobilisti e attività della zona. «È un intervento che Recanati attende da anni e veder partire finalmente il cantiere è certamente una buona notizia – sottolinea l’assessore ai Lavori Pubblici Roberto Bartomeoli –. Allo stesso tempo siamo consapevoli che ogni lavoro sulla viabilità comporta inevitabilmente qualche disagio. Per questo abbiamo lavorato sulla programmazione affinché la fase di cantiere si concentrasse in queste ultime settimane d’estate e si concludesse prima della ripresa delle scuole e del ritorno a pieno regime delle attività cittadine». Durante i lavori l’accessibilità alla zona sarà comunque garantita, seppur con alcune modifiche alla circolazione. Viale Aldo Moro potrà contare su un ulteriore accesso, mentre lungo via Nazario Sauro il traffico sarà regolato in base all’avanzamento del cantiere, ricorrendo, quando necessario, al senso unico alternato con semaforo o con l’ausilio di movieri. Nel dettaglio, a partire da lunedì 24 agosto sarà temporaneamente interdetta la circolazione veicolare e pedonale all’uscita nord-est di viale Aldo Moro, nel tratto compreso tra l’intersezione con via Mattutini e la traversa senza sbocco situata a monte della scuola secondaria M. L. Patrizi. In corrispondenza dell’intersezione tra via Nazario Sauro e viale Aldo Moro sarà invece istituito il senso unico alternato, secondo le esigenze del cantiere e l’avanzamento delle lavorazioni. La circolazione sarà regolata da movieri oppure da un impianto semaforico. Limitazioni ridotte al minimo anche per i pedoni. Nel passaggio di collegamento tra via Mattutini e viale Nazario Sauro, infatti, il transito pedonale sarà vietato solamente nel caso in cui le esigenze del cantiere lo rendano strettamente necessario. «Abbiamo cercato di conciliare due esigenze: far partire senza ulteriori rinvii un’opera attesa da tempo e tutelare il più possibile la quotidianità dei cittadini – conclude Bartomeoli –. Le modifiche alla circolazione saranno temporanee e gestite in modo da mantenere la zona accessibile. Chiediamo qualche settimana di attenzione e collaborazione, necessaria per consegnare alla città un intervento destinato a migliorare in maniera permanente la viabilità e la sicurezza di questo punto di Recanati». Il cantiere dovrebbe dunque concludersi prima della riapertura delle scuole, così da evitare che la fase più delicata dei lavori coincida con il ritorno a pieno regime del traffico cittadino.

18/08/2026 15:10
Mattatoio di Villa Potenza, Parcaroli: "Facile fare allarmismo, il Comune sta sostenendo gli allevatori"

Mattatoio di Villa Potenza, Parcaroli: "Facile fare allarmismo, il Comune sta sostenendo gli allevatori"

"Facile fare allarmismo e demagogia sulla questione mattatoio, più difficile è assumersi responsabilità, come sta facendo l'amministrazione comunale, per sostenere nei fatti gli allevatori maceratesi". Il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli interviene così nel dibattito sulla chiusura temporanea del mattatoio comunale di Villa Potenza, dopo lo stop al servizio di macellazione comunicato dal Cozoma e diventato effettivo con la ripresa delle attività dopo la pausa di Ferragosto. "Spesi 400mila euro per acquistare il mattatoio" "Il comune di Macerata nel maggio scorso ha partecipato all'asta bandita dal giudice delegato del Tribunale di Macerata e si è aggiudicato il lotto comprendente il mattatoio e un'area adiacente dando seguito alla delibera di Consiglio comunale", spiega il sindaco. Per l'acquisto, sottolinea Parcaroli, sono stati spesi 400mila euro. A questi si aggiunge il finanziamento comunale di 25mila euro già destinato al Cozoma per evitare la chiusura del servizio. Il sindaco precisa, però, che il mattatoio non è ancora formalmente passato nella proprietà comunale, poiché sono ancora necessari i tempi tecnici per la registrazione dell'atto. Nel frattempo, l'amministrazione ha avviato le attività preparatorie in vista del passaggio definitivo: "Il Comune, nella consapevolezza che l'attuale gestione non è economicamente più sostenibile e ben ricordando le gestioni fallimentari dei decenni scorsi che sono all'origine del dissesto finale, ha messo in campo una serie di iniziative per trovarsi pronto al momento del passaggio formale di proprietà", afferma Parcaroli. Sopralluoghi e nuovo avviso per la gestione Tra le iniziative citate dal sindaco c'è un sopralluogo effettuato dai tecnici comunali, finalizzato a verificare lo stato degli impianti e individuare i primi interventi necessari. Successivamente è stato pubblicato un avviso all'Albo pretorio per verificare l'interesse degli operatori alla gestione del mattatoio, prevedendo un incentivo di 75mila euro per l'avviamento. Secondo Parcaroli, l'interesse non sarebbe mancato: "Sono stati diversi gli imprenditori che hanno chiesto notizie e dunque è possibile che questo si traduca in risposte positive all'avviso pubblico", afferma il sindaco. La scelta del futuro gestore, aggiunge, avverrà attraverso una procedura ad evidenza pubblica, nell'ottica della trasparenza e con l'obiettivo di individuare una soluzione sostenibile nel lungo periodo. "La gestione ha bisogno di numeri e concretezza economica" Il sindaco respinge quindi le letture più allarmistiche sulla situazione del mattatoio e rivendica il lavoro svolto dall'amministrazione: "Il Comune, anche per il mattatoio, segue la strada della trasparenza e dunque il ricorso a una procedura ad evidenza pubblica per la scelta del gestore mettendo in campo tutte le azioni possibili per incentivare soluzioni a vantaggio degli allevatori maceratesi", sottolinea Parcaroli. Il primo cittadino torna poi sul tema del dibattito pubblico: "Libero poi ognuno di continuare a fare allarmismo e demagogia: sarebbe però più utile partecipare agli incontri dando collaborazione concreta". Secondo Parcaroli, infatti, il futuro della struttura dipenderà soprattutto dalla sostenibilità economica della gestione: "La gestione di un mattatoio ha bisogno di numeri e di concretezza economica". "L'amministrazione sta facendo la sua parte con trasparenza e con azioni concrete", conclude il sindaco. La replica arriva mentre il servizio di macellazione resta temporaneamente sospeso e la procedura per individuare il nuovo gestore è in corso. Sullo sfondo rimane quindi la necessità di garantire la continuità di un servizio considerato strategico per la filiera zootecnica del territorio maceratese.

18/08/2026 13:00
San Severino, l'urna di San Pacifico trasferita a San Domenico: ultimata la traslazione

San Severino, l'urna di San Pacifico trasferita a San Domenico: ultimata la traslazione

Le spoglie mortali di San Pacifico sono state trasferite nella chiesa di San Domenico, nel cuore di San Severino Marche, in vista dell'imminente apertura dei cantieri per la ricostruzione post-terremoto del complesso del santuario. I lavori interesseranno infatti la struttura francescana e prevedono anche l'abbattimento dell'ex dormitorio. La delicata operazione di trasferimento dell'urna si è svolta nella mattinata alla presenza del padre guardiano del Convento, fra Luciano Genga, e del sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, considerato che la chiesa di San Domenico è di proprietà comunale. San Domenico diventa il nuovo punto di riferimento Per tutta la durata dei lavori di restauro e messa in sicurezza del santuario, la chiesa di San Domenico sarà il principale luogo di riferimento per le funzioni e gli appuntamenti liturgici che normalmente si svolgono nella struttura francescana. Qui saranno ospitate le celebrazioni quotidiane, le iniziative pastorali e culturali organizzate dalla comunità dei Frati Minori e anche i festeggiamenti solenni di settembre dedicati a San Pacifico, compatrono della città. Per celebrare questo passaggio particolarmente significativo per la comunità settempedana, è stata organizzata una celebrazione solenne domenica 23 agosto alle 18:30, nella chiesa di San Domenico. Al termine della funzione religiosa è previsto anche un buffet conviviale aperto a tutta la cittadinanza. San Pacifico torna simbolicamente nel cuore della città Il trasferimento assume anche un forte valore simbolico. San Pacifico torna infatti nei luoghi in cui nacque e trascorse parte della sua vita religiosa, prima della morte avvenuta il 24 settembre 1721, all'età di 68 anni. Al secolo Carlo Antonio Divini, San Pacifico nacque a San Severino Marche il 1° marzo 1653 da Antonio Maria Divini e Mariangela Bruni. Rimasto orfano ancora bambino, fu affidato allo zio materno, arcidiacono della cattedrale, e crebbe in un ambiente caratterizzato da austerità e raccoglimento. A soli 17 anni entrò tra i Frati Minori nel convento di Forano, assumendo il nome di fra Pacifico, mentre a 25 anni venne ordinato sacerdote. Predicatore e uomo di fede San Pacifico dedicò gran parte della propria vita alla predicazione, alla filosofia, all'apostolato e alla confessione, operando in diverse località delle Marche. La sua vita fu segnata anche da importanti sofferenze fisiche: una dolorosa piaga alla gamba, la sordità e infine la cecità. Nonostante le difficoltà, visse le proprie condizioni con serenità e spirito di penitenza, trovando nella contemplazione e nella preghiera il proprio sostegno. La sua fama si diffuse in tutta la regione anche per le doti profetiche che gli venivano attribuite, tra cui la previsione del devastante terremoto del 1703, oltre che per numerosi prodigi e guarigioni riconosciuti alla sua intercessione. Fu inoltre padre guardiano della comunità di Santa Maria delle Grazie. San Pacifico venne beatificato da Papa Pio VI nel 1786 e proclamato santo da Papa Gregorio XVI nel 1839. Ancora oggi rappresenta per la comunità settempedana un riferimento centrale per la fede, l'identità e la memoria storica della città.

18/08/2026 12:50
Apiro, Terranostra fa il pieno: quasi 2mila al Galà del folclore

Apiro, Terranostra fa il pieno: quasi 2mila al Galà del folclore

Solo venti biglietti rimasti invenduti su duemila posti disponibili raccontano meglio di qualsiasi numero il successo della 53ª edizione del Festival internazionale del folclore "Terranostra", che ha raggiunto il suo momento più atteso con il tradizionale Galà del folclore. Una serata da tutto esaurito, organizzata come sempre dal Comune e dall’Associazione Urbanitas, che ha portato sul palco dell’ex pista di pattinaggio i gruppi provenienti da Argentina, Colombia, Francia, Isola di Pasqua, Serbia e Ucraina, insieme al gruppo di casa dell’Urbanitas. Musica, danze, costumi e tradizioni hanno trasformato ancora una volta Apiro in un palcoscenico internazionale, regalando al pubblico una serata all’insegna dell’incontro tra culture. Gli spettacoli sono stati accompagnati da lunghi applausi, a conferma dell’apprezzamento per la qualità delle esibizioni. A chiudere il Galà, come da tradizione, sono stati i fuochi d’artificio offerti dal professor Rodolfo Panatta. Il successo non si è però limitato alla serata conclusiva. Anche la tradizionale Festa paesana, che precede il Galà, ha portato una grande partecipazione nel centro storico di Apiro. I gruppi internazionali hanno animato strade e piazze con colori, musiche, danze e costumi, accompagnando il pubblico in un viaggio tra culture e tradizioni lontane. A rendere l’esperienza ancora più coinvolgente sono stati gli assaggi delle specialità gastronomiche dei diversi Paesi. Il festival si è concluso il giorno di Ferragosto, con il tradizionale momento dei saluti, la sfilata e lo scambio dei doni tra i gruppi e le autorità. Tra i protagonisti anche il Minigruppo Urbanitas, formato dai bambini e dai ragazzi di Apiro, elemento particolarmente significativo per la continuità della tradizione folkloristica locale. Il gruppo è nato proprio con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni usi, musiche e balli della tradizione, raccogliendo il testimone di un’attività che l’Urbanitas porta avanti da decenni. I giovani componenti avevano già conquistato il pubblico durante la serata inaugurale. Tra i momenti più intensi della manifestazione c’è stato anche quello dedicato alla Compagnia Artistica "Danzar" di Cali, arrivata ad Apiro dalla Colombia mentre il Paese affrontava le conseguenze del devastante terremoto di magnitudo 7,4 che il 10 agosto ha colpito la parte occidentale del territorio, causando gravissimi danni anche a Cali. Nonostante la preoccupazione per quanto stava accadendo in patria, gli artisti colombiani hanno continuato a rispettare il programma del festival, esibendosi con professionalità, energia e entusiasmo. Un impegno che è stato particolarmente apprezzato dagli organizzatori e dal pubblico, che ha espresso vicinanza e affetto al gruppo in un momento così difficile. È proprio nell’incontro tra popoli e culture che si trova, secondo gli organizzatori, il significato più profondo di "Terranostra": non soltanto una rassegna di musica e danze popolari, ma uno spazio capace di accorciare le distanze e trasformare le differenze in occasione di condivisione. «Siamo forti grazie all'impegno di tutti - spiegano gli organizzatori -. Anche il più piccolo supporto è fondamentale per far sì che tutto si svolga nel migliore dei modi e l'evento abbia sempre più un’eco positiva». La 53ª edizione si chiude così con un bilancio di grande partecipazione e con uno sguardo già rivolto alla prossima estate. «Le tradizioni sono diverse, ma la festa può essere una sola», è il messaggio con cui “Terranostra” dà appuntamento alla prossima edizione.

18/08/2026 12:10
Università di Camerino, immatricolazioni in crescita del 20%: "Confermata la qualità della nostra offerta"

Università di Camerino, immatricolazioni in crescita del 20%: "Confermata la qualità della nostra offerta"

Le immatricolazioni all'Università di Camerino crescono di circa il 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È il dato registrato dall'Ateneo nelle prime settimane di iscrizione al nuovo anno accademico 2026/2027, un andamento che Unicam accoglie con soddisfazione, pur trattandosi ancora di numeri provvisori: le iscrizioni resteranno infatti aperte fino al 6 novembre. Il dato arriva dopo la conferma degli ottimi risultati ottenuti dall'Ateneo nelle classifiche Censis, che hanno visto Unicam al primo posto assoluto tra gli Atenei statali italiani e, per il 23° anno consecutivo, al vertice tra le università di pari dimensioni. "Siamo davvero soddisfatti di questo andamento", sottolinea il rettore di Unicam Graziano Leoni, secondo cui la crescita delle immatricolazioni conferma "la qualità della nostra offerta formativa e didattica e dei servizi che mettiamo a disposizione delle nostre studentesse e dei nostri studenti". Nuovi corsi e investimenti nelle strutture Per il rettore, alla base del risultato ci sono anche le strategie messe in campo dall'Ateneo per mantenere elevato il livello dell'offerta formativa e dei servizi. Per l'anno accademico 2026/2027, Unicam ha infatti ampliato la propria proposta con diversi nuovi corsi di laurea. Tra questi c'è la triennale in "Scienze delle Attività Motorie e Sportive", che formerà il chinesiologo di base e potrà contare sugli impianti sportivi del CUS Camerino come una sorta di laboratorio a cielo aperto. Debutta inoltre la laurea magistrale in "Biotecnologie per le Scienze Mediche e Veterinarie", pensata per mettere in dialogo medicina umana e medicina animale. Nell'ambito del progetto EduNext sono stati inoltre attivati i corsi in "Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell'Unione Europea" e "Informazione Scientifica sul Farmaco", erogati prevalentemente a distanza. L'Ateneo ha inoltre investito sulle strutture didattiche e laboratoriali, con l'obiettivo di renderle sempre più efficienti e innovative, e ha sostenuto il progetto dello Studentato diffuso, che consente di mettere a disposizione degli studenti numerosi alloggi. Confermato anche il nuovo accesso a Medicina Veterinaria Prosegue anche la nuova modalità di accesso al corso di Medicina Veterinaria, basata sul semestre aperto universitario in sostituzione del tradizionale test di ingresso. Il percorso è attivo presso la sede di Matelica. L'Università di Camerino sottolinea inoltre la possibilità di offrire corsi affini di alta qualità agli studenti che sceglieranno percorsi alternativi nell'ambito della formazione veterinaria e delle discipline collegate. "Gli studenti sono al centro della nostra mission" "Sono le strategie che l'Ateneo sta mettendo in campo per mantenere sempre alto il livello sia dell'offerta didattica sia dei servizi", spiega Leoni, ricordando come Unicam abbia attivato nuovi corsi, investito nelle strutture e sostenuto il progetto abitativo dedicato agli studenti. "Le studentesse e gli studenti sono da sempre al centro della nostra mission e delle nostre azioni strategiche: rappresentano l'anima pulsante dell'Ateneo", conclude il rettore. Per il nuovo anno accademico, Unicam mette a disposizione l'offerta formativa delle cinque Scuole di Ateneo: Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie. A queste si aggiunge il percorso di eccellenza della Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani". Le iscrizioni rimarranno aperte fino al 6 novembre, mentre sul sito dell'Ateneo sono disponibili tutte le informazioni sui corsi, sulle modalità di immatricolazione, sulle agevolazioni e sugli appuntamenti di orientamento estivo.

18/08/2026 11:50
Potenza Picena, fino a 10mila euro per chi acquista un locale e apre una nuova attività in centro storico

Potenza Picena, fino a 10mila euro per chi acquista un locale e apre una nuova attività in centro storico

Fino a 10mila euro di contributo per chi acquista un immobile nel centro storico di Potenza Picena e vi avvia una nuova attività commerciale o professionale. È la nuova misura introdotta dall'amministrazione comunale nell'ambito del progetto "Galleria Naturale", pensato per sostenere gli investimenti e favorire il rilancio del cuore storico della città. La nuova linea di intervento si aggiunge al contributo già previsto per l'affitto dei locali, ampliando così gli strumenti a disposizione di chi sceglie di investire nel centro storico. Il contributo per l'acquisto può arrivare a un massimo di 10mila euro, pari al 40% del costo complessivo dell'immobile, secondo le modalità e i requisiti stabiliti dall'avviso pubblico recentemente pubblicato dal Comune. I requisiti per ottenere il contributo Tra le condizioni previste dal bando c'è l'obbligo di avviare la nuova attività entro sei mesi dalla sottoscrizione e registrazione del contratto di compravendita. Chi beneficia dell'agevolazione dovrà inoltre impegnarsi a mantenere l'attività all'interno del locale acquistato per almeno tre anni. La misura punta quindi non soltanto a incentivare l'acquisto di immobili, ma soprattutto a favorire nuovi insediamenti commerciali e professionali, contribuendo a rendere più vivo e attrattivo il centro storico di Potenza Picena. Un nuovo tassello del progetto "Galleria Naturale" Con il nuovo contributo, il progetto Galleria Naturale amplia il ventaglio di opportunità rivolte alle attività economiche. L'obiettivo dell'amministrazione è sostenere chi decide di investire in modo strutturale nel centro storico, affiancando gli incentivi alle locazioni con un sostegno diretto all'acquisto degli immobili. "Con l'introduzione del contributo per l'acquisto dei locali ampliamo concretamente le opportunità offerte dal progetto Galleria Naturale - sottolinea l'amministrazione comunale -. Dopo il sostegno alle locazioni, mettiamo a disposizione un ulteriore strumento rivolto a chi sceglie di investire in maniera strutturale nel nostro centro storico, acquistando un immobile e avviando una nuova attività".   

18/08/2026 11:10
Maltempo nelle Marche, 153 interventi dei vigili del fuoco: 90 nel Maceratese

Maltempo nelle Marche, 153 interventi dei vigili del fuoco: 90 nel Maceratese

Sono 153 gli interventi effettuati dai Vigili del fuoco dal pomeriggio di ieri per fronteggiare i danni provocati dall’ondata di maltempo che ha interessato il territorio regionale. La situazione più critica si è registrata in provincia di Macerata, dove i Vigili del fuoco hanno effettuato complessivamente 90 interventi. Un numero nettamente superiore rispetto alle altre province marchigiane, a conferma dell’intensità con cui il maltempo ha colpito il territorio maceratese. In provincia di Ancona gli interventi sono stati 30, mentre ad Ascoli Piceno sono state effettuate 20 operazioni. Seguono la provincia di Fermo, con 10 interventi, e quella di Pesaro Urbino, dove le squadre dei Vigili del fuoco sono intervenute in 3 occasioni. Nel complesso, dunque, sono 153 gli interventi effettuati dal pomeriggio di ieri per affrontare le conseguenze dell’ondata di maltempo che ha interessato diverse aree delle Marche.

18/08/2026 11:00
Conto svuotato con i bonifici istantanei: 39enne di Corridonia raggirato per 48mila euro, tre nei guai

Conto svuotato con i bonifici istantanei: 39enne di Corridonia raggirato per 48mila euro, tre nei guai

Una frode informatica da 47.870 euro ai danni di un 39enne di Corridonia è stata scoperta dai carabinieri della locale Stazione, che al termine di un'articolata attività investigativa hanno denunciato in stato di libertà tre persone, tutte già note alle forze dell'ordine. Si tratta di un 30enne residente nella provincia di Caserta, un 24enne napoletano e un 51enne di origine albanese residente nel Veronese, ritenuti responsabili, allo stato delle indagini, del reato di frode informatica. La falsa verifica e il controllo dell'home banking L'indagine è partita dalla denuncia presentata ai primi di luglio dalla vittima, che sarebbe stata ingannata attraverso una falsa procedura di verifica dell'identità. Il 39enne, convinto di dover confermare i propri dati, si è collegato al servizio di home banking della propria banca, inserendo le informazioni personali richieste. L'operazione, anziché servire a verificare l'identità, avrebbe consentito ai malintenzionati di generare abusivamente nuove credenziali di accesso. Attraverso un intervento illecito sui dati del sistema, i responsabili sarebbero quindi riusciti a prendere il controllo dell'applicazione bancaria e a disporre diversi bonifici istantanei. Sei bonifici per quasi 48mila euro Il denaro sottratto ammonta complessivamente a 47.870 euro, prelevati da due distinti conti correnti intestati alla vittima insieme, rispettivamente, alla madre e alla convivente, entrambi presso la stessa banca. Nel dettaglio, è stato disposto un primo bonifico da 25mila euro verso un IBAN. A questo si sono aggiunti tre bonifici per complessivi 14.880 euro indirizzati verso un secondo conto corrente e altri due trasferimenti per un totale di 7.990 euro verso un terzo IBAN. Un'operazione articolata che ha richiesto ai carabinieri una ricostruzione dettagliata dei movimenti finanziari. I Carabinieri ricostruiscono i flussi di denaro Gli investigatori della Stazione di Corridonia hanno infatti seguito i flussi finanziari e i movimenti del denaro, riuscendo a risalire alla titolarità dei tre conti correnti sui quali erano confluite le somme. Gli accertamenti hanno permesso di stabilire che tutti e tre i conti di destinazione erano stati attivati dai tre soggetti oggi indagati, consentendo così agli investigatori di ricostruire la presunta frode e di formalizzare le denunce all'Autorità Giudiziaria. I tre sono stati quindi deferiti in stato di libertà per il reato di frode informatica.

18/08/2026 10:50
Montecassiano - Blocca il carroattrezzi, pretende l'auto caricata e fugge col cellulare del soccorritore: 23enne denunciato

Montecassiano - Blocca il carroattrezzi, pretende l'auto caricata e fugge col cellulare del soccorritore: 23enne denunciato

Ha bloccato un carroattrezzi lungo la strada, minacciato il conducente e tentato di impossessarsi dell'auto trasportata, per poi fuggire con il cellulare del soccorritore. È quanto contestato a un 23enne tunisino, residente a Macerata e regolare sul territorio nazionale, denunciato dai carabinieri della Stazione di Montecassiano al termine di un'articolata attività d'indagine. I fatti risalgono alla mattina del 12 agosto, quando la centrale operativa ha inviato i militari di Montecassiano e l'Aliquota Radiomobile in soccorso di un 66enne, dipendente di una ditta di soccorso stradale. L'uomo aveva appena caricato sul carroattrezzi un'autovettura rimasta in panne, quando è stato improvvisamente affiancato e bloccato dall'indagato, che si trovava a bordo della propria automobile. Le chiavi del carroattrezzi e il tentativo di prendere l'auto Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il 23enne sarebbe sceso dal proprio veicolo con un atteggiamento minaccioso, riuscendo a sfilare le chiavi dal quadro del carroattrezzi. Successivamente avrebbe preteso anche le chiavi della vettura trasportata, sostenendo falsamente di esserne il proprietario. Il giovane è quindi salito a bordo dell'auto in panne, tentando senza successo di metterla in moto. Di fronte alla situazione, il soccorritore ha contattato telefonicamente il reale proprietario del veicolo per chiarire la vicenda. Ma proprio durante la conversazione si è verificato il secondo episodio. Gli prende il cellulare e fugge verso Osimo L'indagato, chiedendo di parlare direttamente con il proprietario della macchina, si sarebbe impossessato con destrezza del cellulare del 66enne, per poi risalire sulla propria auto e allontanarsi a forte velocità. Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno portato i carabinieri fino a Osimo, dove i militari della locale Stazione sono riusciti a rintracciare il 23enne e a recuperare lo smartphone, successivamente sottoposto a sequestro. Le successive verifiche hanno permesso di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto. In particolare, i carabinieri hanno analizzato le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e raccolto le testimonianze delle persone presenti. Al termine dell'attività investigativa, il giovane è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata, ritenuto responsabile, allo stato delle indagini, dei reati di tentata rapina e furto aggravato.

18/08/2026 10:30
"Pian dell'Elmo dopo Ferragosto è una discarica a cielo aperto: uno spettacolo che mi ha rattristata"

"Pian dell'Elmo dopo Ferragosto è una discarica a cielo aperto: uno spettacolo che mi ha rattristata"

Sacchi di rifiuti, bottiglie, mozziconi e oggetti abbandonati nell'area picnic e nei dintorni dei boschi di Pian dell'Elmo, nel territorio di Apiro. È la situazione documentata il 17 agosto da una visitatrice che ha deciso di segnalare alla nostra redazione le condizioni in cui si è trovata davanti l'area attrezzata dopo il lungo weekend di Ferragosto. La segnalazione è accompagnata da alcune fotografie che mostrano rifiuti disseminati nell'area (vedi copertina, ndr), nonostante la presenza di numerosi cassonetti destinati alla raccolta. "A Pian dell'Elmo è presente un'area attrezzata per i picnic e, dopo il lungo weekend di Ferragosto, la situazione che mi sono trovata davanti era davvero imbarazzante: immondizia ovunque, sacchi di rifiuti abbandonati, bottiglie, mozziconi di sigaretta e oggetti di ogni genere disseminati nell'area", racconta la lettrice. La donna precisa di non poter stabilire quando e da chi siano stati lasciati i rifiuti, ma sottolinea come la situazione riscontrata il 17 agosto sia arrivata al termine di alcuni giorni caratterizzati da un forte afflusso di persone. "La montagna richiede rispetto" La visitatrice, appassionata di montagna e frequentatrice abituale anche degli ambienti di alta quota, lega quanto osservato a una riflessione più ampia sul rapporto tra turismo e natura. "Negli ultimi anni ho purtroppo visto aumentare sempre di più il numero di persone che frequentano la montagna e gli ambienti naturali senza avere la minima consapevolezza del rispetto che questi luoghi richiedono", racconta. La sua intenzione era trascorrere una giornata lontano dai percorsi di alta montagna, scegliendo una passeggiata in un luogo immerso nella natura. L'impatto con l'area di Pian dell'Elmo, però, è stato ben diverso da quello che si aspettava: "Avevo deciso di concedermi una giornata lontano dall'alta montagna, scegliendo una passeggiata tranquilla in un luogo immerso nella natura e che immaginavo bello e pacifico. Invece mi sono trovata davanti a uno spettacolo che mi ha profondamente rattristata". Secondo la lettrice, il problema non riguarda soltanto la presenza materiale dei rifiuti, ma soprattutto il comportamento che ne è alla base: "Il problema non sono soltanto i rifiuti. È la mentalità che c'è dietro: l'idea che si possa lasciare qualsiasi cosa a terra perché 'tanto qualcuno pulirà', come se i luoghi naturali fossero di nessuno e come se le proprie azioni non avessero conseguenze". "I cassonetti ci sono, non è una questione di fare grandi sforzi" Uno degli aspetti che ha colpito maggiormente la visitatrice è la presenza di numerosi contenitori per i rifiuti lungo l'area. "E in questo caso la cosa è ancora più difficile da comprendere, perché l'area è piena di cassonetti. Ne avrò contati decine durante la mia passeggiata", sottolinea. La segnalazione evidenzia quindi come, almeno secondo quanto osservato dalla visitatrice, non mancassero i punti di raccolta. Anche qualora alcuni contenitori fossero risultati pieni durante i giorni di maggiore affluenza, la lettrice ritiene che sarebbe stato comunque possibile evitare di disseminare i rifiuti nell'area e nel bosco: "Non si tratta quindi nemmeno di dover fare un grande sforzo per portare i propri rifiuti con sé: i contenitori sono presenti e facilmente raggiungibili". Da qui l'appello a un maggiore senso di responsabilità da parte di chi frequenta questi luoghi: chi porta qualcosa in un ambiente naturale dovrebbe essere altrettanto attento a riportarlo indietro o a smaltirlo correttamente. "Anche chi gestisce l'area deve intervenire" La responsabilità, secondo la visitatrice, non ricadrebbe però esclusivamente sui comportamenti individuali. La segnalazione chiama in causa anche la gestione dell'area, soprattutto in occasione di periodi caratterizzati da un'affluenza prevedibilmente elevata. "Ma credo che ci sia anche una seconda responsabilità, quella di chi ha in gestione l'area. In occasione di un periodo come Ferragosto, con un afflusso di visitatori ampiamente prevedibile, sarebbe stato ragionevole prevedere maggiori controlli e una verifica puntuale delle condizioni dell'area nei giorni successivi alla maggiore affluenza", afferma. L'obiettivo, precisa, non sarebbe quello di sostituire il senso civico dei visitatori, ma di affiancarlo con controlli e interventi tempestivi, soprattutto nei momenti in cui la pressione turistica aumenta: "Non è sufficiente confidare nel senso civico delle persone quando è evidente che, in alcuni casi, questo senso civico viene completamente a mancare. La tutela di un luogo naturale passa anche dalla capacità di prevenire, controllare e intervenire tempestivamente". La segnalazione si conclude con un auspicio: che quanto documentato possa contribuire a richiamare l'attenzione sulla necessità di tutelare Pian dell'Elmo, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso. "Trovo particolarmente triste che un luogo di media montagna così bello possa trasformarsi, proprio nei giorni di maggiore affluenza, in una discarica a cielo aperto", conclude la visitatrice, ribadendo che "la montagna e gli ambienti naturali non sono parchi giochi privati" ma ecosistemi fragili che richiedono responsabilità da parte di tutti.

18/08/2026 10:20
Siccità e caldo, agricoltura marchigiana in sofferenza: "Servono nuovi bacini e più acqua da accumulare"

Siccità e caldo, agricoltura marchigiana in sofferenza: "Servono nuovi bacini e più acqua da accumulare"

Il caldo prolungato e la scarsità di piogge stanno mettendo sotto pressione l'agricoltura marchigiana, con le maggiori criticità concentrate nelle aree non servite dalle reti irrigue. A lanciare l'allarme è la Cia Marche, che segnala i primi danni su diverse colture e riserve idriche sempre più sotto pressione. La situazione più delicata viene segnalata nel Pesarese, dove le temperature elevate stanno compromettendo diverse produzioni. "Con temperature che non scendono praticamente mai sotto i 30 gradi, abbiamo colture che sviluppano le foglie ma non i frutti e verdure che marciscono direttamente nei campi", spiega Sabina Pesci, presidente Cia Pesaro-Urbino. A preoccupare è soprattutto la disponibilità d'acqua: pozzi e invasi sono ai minimi e l'evaporazione, favorita dalle alte temperature, riduce ulteriormente le riserve. Secondo Pesci, potrebbe mancare fino al 50% dell'acqua necessaria. Molti pozzi sono già in forte difficoltà o completamente esauriti, con conseguenze soprattutto per frutta e verdura, ma anche per ulivi e girasoli. Sotto osservazione anche le semine e i trapianti destinati alle produzioni autunnali e invernali. Ancona, situazione sotto controllo ma attenzione alla vite Più articolato il quadro nell'Anconetano, dove al momento la situazione viene considerata sotto controllo. "Il sistema principale di Gorgovivo non mostra particolari problemi, mentre le criticità riguardano soprattutto le sorgenti di Val di Castro", spiega Franco Gianangeli, presidente Cia Ancona. Le maggiori difficoltà si registrano anche in questo caso nelle aree collinari e dell'entroterra, meno servite dalle reti idriche rispetto alla pianura. Particolare attenzione viene riservata alla vite: lo stress idrico può infatti rallentare la maturazione dell'uva, ridurre dimensioni degli acini e rese e aumentare il rischio di scottature. Macerata, Fermo e Ascoli: reggono le aree irrigate Nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno la situazione, per il momento, appare più stabile nelle zone servite dai consorzi di bonifica. Le difficoltà maggiori riguardano invece le campagne prive di rete irrigua e di altre fonti di approvvigionamento. "La diga di Gerosa al momento ha retto, ma se le alte temperature dovessero prolungarsi bisognerà capire se le riserve saranno sufficienti fino alla fine della stagione irrigua", sottolinea Matteo Carboni, presidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata. Tra le colture più esposte c'è l'olivo, per il quale vengono già segnalati i primi fenomeni di cascola, con la conseguente perdita prematura dei frutti. Taddei: "La situazione è a macchia di leopardo" A tracciare il quadro complessivo è il presidente di Cia Marche Alessandro Taddei, secondo cui la situazione varia sensibilmente da territorio a territorio. "La situazione è a macchia di leopardo. I problemi maggiori riguardano le zone non servite dai consorzi di bonifica, ma stiamo cominciando ad arrivare al limite anche con i laghetti aziendali e i bacini di soccorso", evidenzia Taddei. In alcune aree, i girasoli sono completamente bruciati, mentre per altre colture sarà necessario attendere i raccolti per quantificare con maggiore precisione le perdite. Prime indicazioni arrivano anche dalla vendemmia, partita in alcune zone con un anticipo stimato tra i 10 e i 15 giorni. "Al momento non sembrano emergere difficoltà particolarmente gravi e le prime stime indicano un calo nell'ordine del 10-20%, ma è ancora presto per un bilancio definitivo", precisa Taddei. "Servono nuovi bacini idrici" Per Cia Marche, però, la gestione dell'acqua non può essere affrontata soltanto come un'emergenza legata alla stagione estiva. Il problema, secondo l'associazione, è diventato strutturale. "Quella che una volta era un'eccezione, oggi sta diventando una consuetudine", afferma Taddei, chiedendo alla Regione di favorire la realizzazione di nuovi bacini idrici, anche aziendali e di piccole dimensioni, e di intervenire sugli invasi già esistenti per aumentarne la capacità di accumulo durante l'inverno. Un altro punto riguarda la necessità di semplificare le procedure. "Dobbiamo mettere le aziende nelle condizioni di raccogliere l'acqua quando c'è per poterla utilizzare nei periodi in cui serve", conclude il presidente di Cia Marche.

18/08/2026 09:40
Cinghiali, da problema a risorsa: nel Maceratese nasce una nuova filiera della selvaggina

Cinghiali, da problema a risorsa: nel Maceratese nasce una nuova filiera della selvaggina

Il cinghiale da problema a risorsa per il territorio: è questo l'obiettivo dell'accordo sottoscritto nel Maceratese tra Coldiretti, le associazioni agricole, gli Ambiti Territoriali di Caccia Macerata 1 e Macerata 2 e Urca Marche, l'associazione ambientale che gestisce il Centro di Lavorazione della Selvaggina di Caccamo. Un'intesa definita innovativa, la prima di questo genere nelle Marche, che punta a cambiare l'approccio alla gestione del cinghiale. Non più soltanto una specie da contenere per limitare i danni alle coltivazioni, ma una risorsa economica, ambientale e alimentare da inserire in una filiera controllata e tracciata. L'obiettivo è aumentare la disponibilità di carne di selvaggina locale destinata ad agriturismi e ristorazione, garantendo contemporaneamente la sicurezza sanitaria delle carni e un maggiore controllo della popolazione selvatica. Un patto tra agricoltori, cacciatori e ambientalisti "Per costruire una convivenza equilibrata tra fauna selvatica e agricoltura occorre cambiare prospettiva", sottolinea David Donninelli, direttore di Coldiretti Macerata. Secondo Donninelli, il cinghiale può rappresentare un'opportunità per tutti gli attori coinvolti: per gli agricoltori, attraverso una gestione più efficace della popolazione e la conseguente riduzione dei danni; per i cacciatori, ai quali viene riconosciuto un valore economico per i capi conferiti; per agriturismi e consumatori, che potranno contare su una carne locale, sicura e tracciata. L'accordo si inserisce in un percorso avviato nelle Marche già nel 2023, con l'apertura del Centro di Lavorazione della Selvaggina di Caccamo gestito da Urca, associazione attiva anche nel centro sosta del Parco del Conero, in provincia di Ancona. La nuova impostazione punta quindi a superare la semplice logica del risarcimento dei danni causati dalla fauna selvatica, privilegiando la prevenzione attraverso maggiori catture e la costruzione di una filiera controllata. Nel Maceratese coinvolti circa 300 cinghiali all'anno L'intesa sottoscritta nel 2026 prevede un meccanismo operativo preciso. Ogni squadra di caccia al cinghiale degli Atc MC1 e MC2 dovrà puntare a conferire, durante ogni stagione venatoria, almeno cinque capi al Centro di Caccamo, con un peso eviscerato non inferiore a 50 chili. Nel complesso, la nuova filiera potrebbe arrivare a coinvolgere circa 300 animali ogni anno. Il cacciatore assume così un ruolo centrale non soltanto nella gestione della fauna selvatica, ma anche nella legalità delle operazioni e nella salubrità delle carni. Agricoltori, Ambiti Territoriali di Caccia, ambientalisti, cacciatori e mondo della ristorazione vengono inseriti all'interno di un unico progetto territoriale. Le associazioni agricole promuoveranno infatti l'utilizzo delle carni di selvaggina locale presso agriturismi e imprese, mentre Urca sosterrà l'adesione dei cacciatori, la formazione e la valorizzazione della filiera. "Il cinghiale può diventare una risorsa" Donninelli ha rivolto un ringraziamento ai presidenti degli ATC, Leonardo Romiti e Pio Chiaramoni, e ai rispettivi comitati per il sostegno al progetto. "Questo accordo pone le fondamenta di una nuova visione della caccia e della gestione faunistico-venatoria: il cinghiale da problema può diventare una risorsa del territorio", conclude il direttore di Coldiretti Macerata. L'obiettivo finale è quindi creare valore economico e occupazionale, contribuire alla tutela delle coltivazioni e, allo stesso tempo, offrire a consumatori e ristoratori una carne locale controllata e tracciata, trasformando la gestione del cinghiale in una filiera strutturata.

18/08/2026 09:40
Eccellenza, l'Aurora Treia non si ferma e vara la linea verde: ufficiali tre under

Eccellenza, l'Aurora Treia non si ferma e vara la linea verde: ufficiali tre under

L'Aurora Treia continua a costruire la squadra in vista della stagione sportiva 2026-2027. La società biancorossa ha ufficializzato la permanenza dell'attaccante Ameth Seye e, contestualmente, l'arrivo di due giovani innesti: il difensore Mario Petraglia, classe 2008, e l'attaccante ceco Albert Smetana, anche lui del 2008. Seye ancora in biancorosso Ameth Seye continuerà a vestire la maglia dell'Aurora Treia dopo una stagione che lo ha visto protagonista sia nel settore giovanile sia con la prima squadra. L'attaccante si è messo in evidenza con la Juniores Regionale, conquistando il titolo di capocannoniere nelle ultime due edizioni del Memorial Carlini-Orselli. Un rendimento confermato anche dal titolo di capocannoniere del Campionato Regionale Juniores 2024-2025, chiuso da Seye con ben 33 reti. Nella scorsa stagione è arrivato anche il debutto in prima squadra, con il giovane attaccante che ha contribuito alla conquista del campionato di Promozione e della Coppa di categoria. Velocità, attacco della profondità e senso del gol sono le caratteristiche che hanno permesso a Seye di ritagliarsi uno spazio importante nel progetto biancorosso. "Sono felice di continuare insieme all'Aurora Treia perché questa società sta portando avanti un progetto molto importante. Mi auguro che questa stagione sia ricca di soddisfazioni per tutti e che ci siano tante occasioni di crescita", ha dichiarato l'attaccante. Petraglia, esperienza e fisicità in difesa Tra i nuovi volti c'è Mario Petraglia, difensore classe 2008 proveniente dal Roma City, dove ha completato l'intero percorso nel settore giovanile arrivando fino alla prima squadra. Il giovane centrale ha inoltre ricevuto una convocazione nella Rappresentativa Nazionale Under 19 della LND, un riconoscimento significativo nel suo percorso di crescita. Fisicità e senso della posizione sono le principali qualità di Petraglia, chiamato ora a mettere le proprie caratteristiche al servizio dell'Aurora Treia. "Ringrazio l'Aurora Treia per questa grande opportunità. Ho 18 anni e tanta voglia di crescere ancora, forte anche del campionato di Eccellenza Lazio disputato la passata stagione", ha spiegato il nuovo difensore. "Ho sposato il progetto di questa società e arrivo qui con grandissimi stimoli e la determinazione di aiutare la squadra a raggiungere i traguardi che merita", ha aggiunto Petraglia, che ha concluso ringraziando la società per l'accoglienza e promettendo il massimo impegno sul campo. Dalla Repubblica Ceca arriva Smetana L'altro volto nuovo è Albert Smetana, attaccante classe 2008 originario della Repubblica Ceca. Il giovane calciatore ha mosso i primi passi nel prestigioso settore giovanile dello FC Slovan Liberec, militando nelle categorie Under 15, Under 17 e Under 19. Un percorso che gli ha permesso di maturare esperienza nel calcio giovanile ceco e che ora lo porta in Italia per il passaggio al calcio dei grandi. Smetana mette a disposizione del tecnico velocità, fisicità, inventiva e una mentalità internazionale. "Ho scelto di venire all'Aurora Treia perché ho deciso di passare dal calcio giovanile a quello dei grandi. Penso che Treia sia un'ottima scelta per iniziare la mia carriera professionistica", ha raccontato il giovane attaccante. Smetana ha poi sottolineato il primo impatto con il nuovo ambiente: "In questi giorni ho trovato una squadra fantastica e un gruppo molto unito. Sono stato accolto molto bene dai miei nuovi compagni e penso che abbiamo una squadra di grande qualità". Per la nuova stagione, l'obiettivo è chiaro: "Voglio essere un membro importante dell'undici titolare e aiutare il gruppo con i miei goal ed assist. Un altro obiettivo che vogliamo portare a termine è quello di vincere il Campionato". Con Seye confermato e gli innesti di Petraglia e Smetana, l'Aurora Treia aggiunge così tre giovani profili al proprio progetto, puntando sulla valorizzazione dei talenti e su un gruppo capace di affrontare la nuova stagione con ambizione.

18/08/2026 09:30
Fiastra, due 21enni romani sorpresi dal temporale: interviene il Soccorso Alpino

Fiastra, due 21enni romani sorpresi dal temporale: interviene il Soccorso Alpino

Due 21enni romani sono rimasti bloccati nel pomeriggio in località Fonte della Trocca, nel territorio comunale di Fiastra, a causa di un forte temporale che ha interessato la zona. Per recuperarli è intervenuto il Soccorso Alpino e Speleologico Marche, che ha riportato i due giovani in sicurezza. L'intervento è scattato nel pomeriggio, quando il peggioramento delle condizioni meteorologiche ha reso difficoltoso il rientro dei due escursionisti, che si trovavano nella zona di Casale Piscini. Sono state attivate due squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Marche, che hanno raggiunto i ragazzi e provveduto al loro recupero, accompagnandoli in sicurezza fuori dalla zona interessata dal maltempo. Alle operazioni hanno preso parte anche i Vigili del Fuoco, fornendo supporto alle attività di soccorso. I due giovani, entrambi di 21 anni e provenienti da Roma, sono stati così recuperati senza conseguenze e hanno potuto fare rientro in sicurezza.

17/08/2026 18:00
Cingoli, è morto Ivo Batocco: addio al pittore marchigiano dell'umanità e della speranza

Cingoli, è morto Ivo Batocco: addio al pittore marchigiano dell'umanità e della speranza

È morto nella mattina di oggi Ivo Batocco, pittore marchigiano originario di Cingoli. Aveva 82 anni. Per oltre mezzo secolo ha attraversato la figurazione e la ricerca materica mettendo al centro della propria produzione artistica l'uomo, la fragilità, la memoria e l'aspirazione alla libertà. Nato a Cingoli il 3 maggio 1944, Batocco trascorse l'infanzia e la prima giovinezza a Santa Maria Nuova. Gli anni della formazione nei conventi dei Frati Cappuccini di Jesi e Fermo contribuirono a plasmare profondamente il suo modo di guardare il mondo, alimentando una sensibilità vicina alla tradizione francescana che sarebbe rimasta una delle cifre della sua pittura. Da Cingoli a Cattolica, fino al ritorno nelle Marche Un passaggio fondamentale nella sua vita fu il lungo periodo trascorso a Cattolica, dove dal 1975 costruì la propria esperienza professionale e artistica. Nel 1994 fece poi ritorno a Cingoli, mantenendo sempre un legame profondo con la propria terra d'origine. Nel corso della sua carriera si distinse anche come ritrattista di particolare sensibilità. Nel 2000 ebbe l'opportunità di consegnare personalmente a Giovanni Paolo II un ritratto del Pontefice, opera che rimase conservata fino alla morte del Papa nell'appartamento papale del Palazzo Apostolico Vaticano. Le sue opere sono oggi presenti in numerose istituzioni e collezioni pubbliche italiane e internazionali, dall'Ambasciata d'Italia in Lussemburgo all'Abbaye de Neumünster, dalle pinacoteche di Bertrange e Hesperange alla Curia Generale dei Frati Minori di Roma. Numerose sue opere sono inoltre conservate in chiese francescane e nel Palazzo Comunale di Cingoli. Il legame con il Lussemburgo e il ciclo sull'emigrazione Particolarmente intenso fu il rapporto con il Lussemburgo, dove la sua produzione artistica ottenne nel tempo un importante riconoscimento. Nel 1995 gli venne conferita la cittadinanza onoraria di Hesperange. Negli ultimi decenni Batocco aveva concentrato la propria ricerca su temi di grande attualità e profondamente legati alla condizione umana, dalla povertà all'emigrazione, fino alle questioni ambientali. Tra i suoi lavori più significativi il ciclo dedicato all'emigrazione italiana, esposto in sedi museali di San Marino, Grenoble, Lussemburgo, Roma e Assisi. Un percorso che arrivò a suscitare anche l'interesse del Museo Nazionale dell'Immigrazione di Ellis Island, a New York. La sua pittura è stata descritta come attraversata da "un'insopprimibile esigenza di libertà mista ad una dose di ribellione a stento trattenuta", una tensione che raccontava anche la sua personalità e il suo bisogno di esprimersi attraverso l'arte. L'ultimo saluto a Cingoli Con la scomparsa di Ivo Batocco, le Marche perdono un artista profondamente legato alla propria terra, capace di trasformare le proprie radici in un linguaggio riconoscibile e universale. Una pittura dedicata all'uomo, alla memoria e alla sofferenza, ma soprattutto alla speranza, che rappresenta uno dei lasciti più importanti della sua lunga attività artistica. La camera ardente sarà allestita a partire dalle ore 12 di martedì 18 agosto nell'atelier dell'artista a Cingoli. I funerali si terranno mercoledì 19 agosto alle ore 16:30 nella chiesa di Collina di Santa Maria Nuova.

17/08/2026 17:50
Mattatoio di Villa Potenza, il cancello torna a chiudersi: "A data da destinarsi" (VIDEO)

Mattatoio di Villa Potenza, il cancello torna a chiudersi: "A data da destinarsi" (VIDEO)

Un cancello chiuso e un cartello appeso alle inferriate: "Chiusura temporanea a data da destinarsi". È questa la situazione che gli allevatori si sono trovati davanti questa mattina, al ritorno dalla pausa di Ferragosto, al mattatoio di Villa Potenza. Il Cozoma, che gestisce la struttura, ha infatti comunicato la sospensione del servizio di macellazione dal 12 agosto. Lo stop diventa però effettivo proprio con la ripresa delle attività dopo la pausa ferragostana. Una nuova battuta d’arresto per una struttura che da mesi attraversa una fase delicata. Già ad aprile il Comune di Macerata era intervenuto con un contributo straordinario di 25mila euro al Cozoma, con l’obiettivo di garantire la continuità del servizio e scongiurare la chiusura. L’intervento era stato pensato come una soluzione temporanea, in attesa di definire il futuro del mattatoio. Nel frattempo, il Comune ha acquisito la struttura e ha avviato il percorso per individuare un nuovo gestore. Nei giorni scorsi è stato pubblicato l’avviso per una concessione di almeno sei anni, con l’obbligo per il futuro concessionario di presentare un progetto di gestione e di realizzare interventi per l’efficientamento energetico e gestionale dell’impianto. Sul piatto c’è anche un contributo una tantum di 75mila euro per l’aggiudicatario. A questo si aggiunge un contributo regionale di 100mila euro previsto a sostegno della macellazione locale e della gestione del mattatoio. Il nodo, però, sono i tempi. L’avviso prevede 40 giorni per presentare le manifestazioni di interesse, con la procedura che quindi si protrarrà almeno fino a settembre. Nel frattempo il servizio resta sospeso. E per gli allevatori del Maceratese il problema è concreto. La chiusura significa dover individuare strutture alternative per la macellazione, con possibili maggiori spostamenti e costi e ripercussioni sull’intera filiera locale. Lo stesso Comune, in occasione dello stanziamento di aprile, aveva sottolineato il rischio di un impatto negativo sul settore zootecnico del territorio. Il Cozoma, dopo aver continuato a garantire il servizio nonostante le difficoltà degli ultimi mesi, ha quindi nuovamente fermato le attività. Ora l’attenzione è tutta sul nuovo bando. L’obiettivo dell’amministrazione è trovare un gestore che possa garantire la continuità del servizio e dare finalmente una prospettiva stabile al mattatoio. Intanto, però, a Villa Potenza resta quel cancello chiuso e quella scritta: “A data da destinarsi”.

17/08/2026 17:30
Sanità privata, Calcinaro replica alle polemiche: "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più"

Sanità privata, Calcinaro replica alle polemiche: "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più"

"Cerco di spiegarlo anche con un video perché evidentemente per qualcuno che fa solo polemica leggere è troppo pesante". Paolo Calcinaro interviene così, con un video pubblicato sui social, per rispondere alle polemiche nate attorno alla modifica dell’accordo tra Regione Marche, AIOP e le strutture private accreditate. Al centro della questione ci sono quasi 3,3 milioni di euro nel biennio 2026-2027: 795mila euro per il 2026 e 2.437.886 euro per il 2027. Secondo la Regione, non si tratta di nuove risorse per la sanità privata, ma di fondi già disponibili che vengono riconvertiti dalla mobilità attiva alle prestazioni per i cittadini marchigiani. Ed è proprio questo il punto che Calcinaro vuole chiarire. "Da anni, da decenni, da giunte di destra, di sinistra, di centro c’è una convenzione con alcune realtà private marchigiane", spiega l’assessore, ricordando il ruolo delle strutture private nel supportare il sistema pubblico nelle operazioni chirurgiche, nei ricoveri e nelle visite ed esami legati alle liste d’attesa. Secondo Calcinaro, una parte del budget era destinata ai pazienti provenienti da fuori regione. La scelta fatta ora è quella di spostare quelle risorse sui residenti. "Abbiamo semplicemente cambiato questo budget - sostiene - portandolo dalle prestazioni ai fuori Regione a prestazioni ai cittadini marchigiani senza un euro di più”. Le risorse saranno indirizzate in particolare alla diagnostica per immagini, come risonanze, ecografie e mammografie, e alla chirurgia ambulatoriale, con particolare attenzione alla cataratta. L’obiettivo dichiarato è ridurre le liste d’attesa e, allo stesso tempo, limitare la cosiddetta mobilità passiva, cioè il ricorso dei marchigiani a prestazioni sanitarie fuori regione. "Cosicché invece di aumentare la mobilità attiva si va anche ad abbassare la mobilità passiva", ribadisce Calcinaro nel video. L’assessore respinge, quindi, la lettura secondo cui l’operazione rappresenterebbe un incremento delle risorse destinate alla sanità privata. "Più prestazioni per i marchigiani senza un euro in più alla sanità privata", è la sintesi della sua posizione. E alla fine arriva anche la stoccata a chi ha criticato il provvedimento: "Si vuole continuare solamente a fare polemica e mettere in evidenza titoli errati per fare solamente cagnara".

17/08/2026 17:10
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