Le serate estive sotto le stelle e abbracciati dalla storia, dall'architettura mediavale e dai paesaggi mozzafiato delle Marche continuano.
Domenica 30 agosto, alle ore 21, il castello di Pitino, una delle fortificazioni medievali più affascinanti e strategicamente rilevanti dell'area maceratese, apre le porte per una suggestiva visita guidata.
Situato su una collina a circa 600 metri di altitudine tra San Severino Marche e Treia, il castello di Pitino vanta origini antichissime: l'area era già abitata in epoca picena, come testimoniato dai ricchi reperti archeologici rinvenuti nelle necropoli circostanti.
Riedificato nel XIII secolo come avamposto difensivo a guardia della valle del fiume Potenza, il castello conserva tuttora l'imponente torre maestra alta circa 23 metri, ampi tratti di cortine murarie con torrioni rompitratta, l'antica porta d'accesso e suggestivi edifici sacri incastonati all'interno del perimetro murario. Dalla sua posizione panoramica si gode una vista a 360 gradi che spazia dai monti Sibillini fino al mare Adriatico e al monte Conero.
La visita sarà condotta da Paola Pistoni, guida turistica abilitata della Regione Marche e del Ministero del Turismo, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta delle vicende storiche, dei segreti architettonici e dei dettagli del sito.
Per la visita è raccomandabile indossare calzature sportive adeguate a percorsi sterrati e si consiglia di portare con sè una piccola torcia per la camminata notturna.
La visita sarà effettuata al raggiungimento di un numero minimo di 20 persone. Info e prenotazioni obbligatorie.
La frazione di Cesolo si prepara a celebrare quattro giornate di tradizione, devozione religiosa, gastronomia locale e intrattenimento. Dal 27 al 30 agosto prende il via la 106esima Festa di Santa Margherita, abbinata alla 43esima Sagra della Ceca, evento organizzato dalla Pro Cesolo con il patrocinio del Comune.
La ricorrenza dedicata a Santa Margherita prevede un articolato calendario liturgico promosso dalla comunità locale: giovedì 27 agosto visita e comunione ai malati in mattinata. Alle 20:30 si terrà la solenne processione con l'urna di Santa Margherita, seguita dalla Santa Messa.
Venerdì 28 agosto, alle 17, Santa Messa e sante confessioni in chiesa. Sabato 29 agosto, alle 17, adorazione eucaristica e a seguire Santa Messa. Infine domenica 30 agosto Santa Messa con benedizione della santa reliquia sia alle 11 sia alle 17.
La sagra valorizza la tradizione culinaria del territorio proponendo la classica "ceca", tipica focaccia o pasta fritta locale, affiancata da stand con arrosticini, cucina di pesce e cena speciale con asado argentino. Tutti gli stand saranno provvisti di pagamento Pos.
Venerdì 28 agosto alle ore 19 apertura stand gastronomici, con arrosticini, ceche e cucina di pesce. Asporto su prenotazione entro le 12, con ritiro entro le 19. Sempre dalle ore 19 evento Chill con Recidivi, Simoncini & Pugnotti, Emiliano Effe e cena su prenotazione con asado argentino. Alle ore 21 via alla serata danzante con l'orchestra Gianni e Roberto sulla nuova pista da ballo in acciaio.
Sabato 29 agosto, dalle ore 17:30, area bambini e animazione con Pimpi Pampi. Alle 18:30 dimostrazione di tiro alla fune, categoria 460 kg, in collaborazione con R.S. Edilizia e con FIGeST Federazione Italiana Giochi e Sport Tradizionali. Alle 18:30 apertura degli stand gastronomici. Dalle ore 21 Chill presenta Pianeta Liga, tribute band di Ligabue, e a seguire dj set firmato Multiradio.
Domenica 30 agosto, alle ore 16:30, motogiro organizzato in collaborazione con Wolf Motorsports. Alle 17:30 apertura degli stand gastronomici e area bambini con animazione Pimpi Pampi. Dalle 18 serata danzante con l'orchestra Marakaibo sulla pista in acciaio.
Contatti e prenotazioni per l'asporto di venerdì 28 agosto al numero 339 3246183. Per la cena con asado del 28 agosto, prenotazioni entro il 26 agosto al numero 334 8780322.
Il 36° posto di Civitanova nella classifica nazionale dell’Indice di vitalità delle città medie è «un risultato di cui essere orgogliosi», ma non può diventare una medaglia da appuntarsi sul petto. A sostenerlo è Maika Gabellieri, esponente di Noi Moderati ed ex assessore della prima amministrazione Ciarapica, che interviene sul dato emerso dalla ricerca della Fondazione B.Live, rilanciata dall’inserto Affari & Finanza di Repubblica.
Lo studio ha messo a confronto 260 città italiane tra 30mila e 100mila abitanti. Civitanova ha ottenuto un punteggio di 70,1, risultando prima città delle Marche, davanti a Fano, Pesaro, San Benedetto del Tronto e Ancona.
«È un risultato di cui essere orgogliosi. Ma va letto per quello che è, non per quello che fa comodo», sottolinea Gabellieri.
Secondo l’ex assessore, infatti, l'indice «non è una pagella dell'amministrazione comunale». «Non misura le scelte di una giunta, né premia chi siede a Palazzo Sforza. Misura un potenziale», afferma, richiamando lo stesso concetto di «potenziale dormiente» utilizzato dalla ricerca.
E proprio dai numeri, sostiene Gabellieri, emerge la vera origine del primato civitanovese. «Se poi si guardano i numeri di Civitanova, si capisce a chi va intestato quel primato. Non al reddito: il reddito medio, 21.862 euro, è addirittura sotto la media regionale».
Il dato più significativo sarebbe invece quello legato all'imprenditorialità: «Il 10,6% delle dichiarazioni fiscali, il valore più alto tra tutte le città marchigiane, e una demografia ancora giovane». Da qui la sua lettura: «Quel 36° posto lo hanno costruito i nostri imprenditori, i nostri artigiani, i professionisti dei più diversi settori, il distretto calzaturiero che questa città ha edificato in sessant’anni di lavoro. Lo ha costruito chi ogni mattina alza la saracinesca, non chi taglia un nastro».
Per Gabellieri, dunque, il dato dovrebbe essere utilizzato come punto di partenza per una riflessione sulle politiche future, non come strumento di autocelebrazione. E porta l'esempio di Alba, arrivata settima nella stessa classifica.
«La politica ha fatto una cosa semplice e adulta: ha portato lo studio in Consiglio comunale, ha convocato la Fondazione per un approfondimento, ha deciso di condividere i dati con tutta l’assemblea e di usarli per costruire le politiche di sviluppo future», racconta.
Un metodo che, secondo Gabellieri, dovrebbe essere seguito anche a Civitanova. «Il mio interesse non è “mettere il cappello” su questo risultato», è il principio che richiama.
La critica all'Amministrazione è quindi netta: «A Civitanova, invece, quel dato è stato trasformato in autocelebrazione anziché in un piano di lavoro: la prova, si è detto, del “lavoro serio di questi anni”».
Gabellieri parla di «un riflesso di un metodo che conosciamo bene» e cita in particolare il settore turistico: «Tanta comunicazione e poca strategia, tanta vetrina e poca sostanza». Il riferimento è a «fuochi d’artificio, tagli di nastro, qualche fotografia sui social», che a suo giudizio sono «utili all’immagine, incapaci di costruire economia, presenze e futuro».
Per l'esponente di Noi Moderati, il potenziale di Civitanova non è certo una scoperta recente. «La posizione geografica di Civitanova, il suo tessuto imprenditoriale, le sue infrastrutture — il porto turistico, un lungomare che ha riconquistato la Bandiera Blu, un borgo come Civitanova Alta, un tessuto vivo di eventi e cultura — raccontano un potenziale enorme».
Un potenziale che, però, deve essere trasformato in una strategia. «Il potenziale, per definizione, è dormiente: se non lo si lavora, se non lo si predispone, non esplode», sostiene Gabellieri, che indica nel turismo una delle principali direttrici di sviluppo.
«La strada per attivarlo ha un nome preciso: turismo. Non il turismo degli eventi-spot, ma il turismo come asse strategico di sviluppo», afferma.
Ma per l'ex assessore il turismo non può essere affrontato isolatamente. «Ha bisogno della Cultura e dello Sport per riempire i mesi vuoti e destagionalizzare i flussi; dell’Università e della Progettazione europea per portare competenze e intercettare i fondi che trasformano le idee in opere».
E ancora: «Serve un dialogo permanente con Urbanistica, Lavori Pubblici e Ambiente, perché una destinazione la si disegna prima nel piano regolatore, la si rende raggiungibile con le infrastrutture, e la si costruisce a partire dal mare, dalle spiagge e dal verde che sono il nostro primo prodotto».
Gabellieri richiama anche la programmazione regionale. «È esattamente ciò che chiede anche la Regione: il Piano turistico 2026-2028 punta su destination management e destagionalizzazione, e indica come criticità proprio la frammentazione dell’offerta e la stagionalità».
Da qui l'appello: «Una città che è prima nelle Marche per vitalità economica dovrebbe essere in testa a questa sfida, non alla rincorsa».
Il dato della classifica, dunque, secondo Gabellieri dovrebbe rappresentare «la miglior notizia possibile», ma anche «una base di partenza, non un traguardo».
«Un’amministrazione seria, davanti a quella fotografia, non si appunta una medaglia: si rimbocca le maniche e chiede, di quel potenziale, che cosa ne facciamo. Da quale strada lo si fa esplodere».
L'intervento si chiude con una critica politica alla maggioranza. «Un’amministrazione seria non disperde le sue energie dietro ai litigi di potere, alle spartizioni interne, alle fughe dall’aula e ai regolamenti di conti tra chi dovrebbe governare insieme».
E aggiunge: «Ogni giornata spesa a contarsi i voti dentro la maggioranza è una giornata sottratta al futuro della città».
Infine, la conclusione: «Chi legge ogni dato soltanto come un merito proprio, e intanto lascia che la città resti ostaggio delle proprie divisioni, ha già smesso di lavorare. Chi legge quel dato come un compito, invece, ha appena cominciato».
«E questa città, il suo potenziale, se lo merita fino in fondo», conclude Gabellieri.
I militari della Stazione di Porto Potenza Picena hanno arrestato un 45enne italiano, residente in zona e già noto alle forze dell’ordine, in esecuzione di un ordine di carcerazione.
Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Ancona – Ufficio Esecuzioni Penali e riguarda una condanna per la violazione reiterata degli obblighi di assistenza familiare, commessa nel 2018 in provincia di Ancona.
L’uomo dovrà scontare una pena di tre mesi di reclusione.
I carabinieri hanno dato esecuzione al provvedimento e, una volta completate le formalità previste, hanno accompagnato il 45enne alla Casa circondariale di Fermo, dove è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha emesso l’ordine.
L’arresto rientra nell’attività di controllo del territorio portata avanti dai militari della Compagnia di Civitanova Marche.
Riflettori puntati sulla bellezza e sul talento delle giovani concorrenti. Giovedì 27 agosto Civitanova ospiterà la finale regionale di Miss Marche 2026, appuntamento che torna in città confermando il legame ormai consolidato tra la manifestazione e il territorio.
La serata si svolgerà nell’area portuale, al parcheggio del Mercato Ittico, con inizio alle 21.30. L’ingresso sarà libero e il programma promette una serata all’insegna dello spettacolo, con ospiti e sorprese.
A contendersi il titolo di Miss Marche 2026 saranno le ragazze che hanno superato le selezioni provinciali e conquistato i titoli regionali che consentono l’accesso alle pre-finali nazionali del concorso.
Sarà la giuria a valutare le concorrenti e a decretare, fase dopo fase, le ragazze che accederanno ai turni successivi fino alla proclamazione della nuova Miss Marche.
Un appuntamento che richiama ogni anno il pubblico civitanovese e che rappresenta anche una vetrina per le giovani protagoniste del concorso, pronte a giocarsi l'accesso alle fasi nazionali.
A condurre la serata saranno Marco Zingaretti e Asia Campanelli, Miss Marche in carica, che accompagneranno il pubblico attraverso le diverse fasi della competizione.
L'appuntamento è dunque fissato per giovedì 27 agosto alle 21.30 al Mercato Ittico di Civitanova. Per assistere alla finale regionale l'ingresso è gratuito.
MACERATA – «Con il bando sull’assistenza scolastica alla disabilità a Macerata, l’Amministrazione fa il gioco delle tre carte: scarica i tagli sui lavoratori e impoverisce il servizio per gli studenti». È un attacco diretto quello di Ninfa Contigiani, consigliera comunale del Partito democratico, che interviene sul nuovo capitolato d’appalto per l’assistenza all’autonomia scolastica, dopo la formale diffida presentata da USB Lavoro Privato al Comune.
Contigiani, che è anche docente dell’Università di Macerata impegnata nella formazione degli operatori del sociale, chiede all’Amministrazione di fermare l’iter e aprire immediatamente un confronto con le rappresentanze dei lavoratori.
«Non si può fare cassa e cercare il risparmio sui diritti degli alunni con disabilità e sulla pelle degli educatori», sostiene la consigliera dem, secondo la quale «il Comune di Macerata dovrebbe sospendere il bando e aprire subito un tavolo di confronto».
Nel mirino ci sono soprattutto le condizioni previste dal nuovo capitolato. «La diffida del sindacato solleva questioni di straordinaria gravità che toccano sia la dignità del lavoro sia la qualità dei servizi dedicati ai soggetti più fragili della nostra comunità», afferma Contigiani.
Tra le criticità indicate dalla consigliera ci sono «il sotto-inquadramento delle figure educative, la mancata attribuzione di un livello contrattuale coerente con la complessità del ruolo, il trasferimento del rischio economico sui lavoratori in caso di assenza dell’alunno e clausole di tutela occupazionale deboli».
Per Contigiani, si tratta di «scelte che vanno nella direzione opposta a quella di un welfare moderno e credibile».
La consigliera richiama anche la propria esperienza accademica e il lavoro svolto nella formazione degli operatori sociali. «Nella mia esperienza di docente, insieme a tanti colleghi dei corsi professionalizzati per il lavoro sociale, ci spendiamo per valorizzare le competenze e l'importanza della relazione umana tra operatore e assistito», spiega. Da qui, aggiunge, la contraddizione che vede nella scelta dell’Amministrazione di «svalutare proprio questa specificità».
Il nodo, secondo Contigiani, non riguarda soltanto le condizioni contrattuali degli educatori, ma rischia di avere ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza. «Un welfare pubblico non può prescindere dalla tutela dei suoi lavoratori», sottolinea. E avverte: «Far finta di non sapere che la precarietà di chi educa mina la qualità dell'assistenza significa fare il “gioco delle tre carte”: si vende l'idea di offrire un servizio e si pompa comunicativamente la crescita dei numeri, ma nei fatti se ne scarica il costo e la fatica sulle spalle degli operatori, tenendoli legati a condizioni precarie».
Un sistema che, secondo la consigliera, rischierebbe di produrre conseguenze anche sul piano sociale. «Tutto questo rischia di diventare un sistema e non ce lo possiamo permettere mentre il bisogno sociale cresce sempre più», afferma, collegando la questione anche alla condizione occupazionale delle donne. «Aggraverebbe anche la forbice di differenza salariale e di garanzie lavorative del lavoro femminile da quello maschile, perché sappiamo tutti che sono ambiti professionali a fortissima femminilizzazione».
Contigiani guarda quindi alle conseguenze di lungo periodo. «Mi sento di mettere in guardia dalle conseguenze a lungo termine sul tessuto sociale della nostra città», dice. E pone una domanda all’Amministrazione: «A conti fatti, quanto può resistere un sistema in cui l’ente pubblico si disinteressa della qualità del lavoro che usa per dare i suoi servizi nascondendosi dietro gli appalti con i contratti privatistici?».
La consigliera teme che le difficoltà degli operatori possano alla fine ripercuotersi sull’intero sistema di welfare: «Quanto tempo passerà prima che il boomerang torni indietro, reimmettendo quegli stessi lavoratori e le loro famiglie nel circuito del bisogno sociale?».
Al centro resta però la continuità educativa degli studenti con disabilità. «La continuità educativa e la stabilità delle figure di riferimento sono elementi fondamentali per il benessere degli alunni con disabilità e delle loro famiglie: frammentare questo lavoro significa impoverire moltissimo il servizio», sostiene Contigiani.
Infine, l’appello diretto al sindaco. «È inaccettabile che il Comune proceda in direzione ostinata e contraria, rifiutando da mesi ogni dialogo con le rappresentanze dei lavoratori», afferma la consigliera Pd. La richiesta è netta: «Fermi l'iter del capitolato e convochi immediatamente un tavolo di confronto con le parti sociali».
«La tutela del lavoro e il benessere degli studenti con disabilità devono tornare al centro dell'agenda pubblica con investimenti reali, non solo a parole», conclude Contigiani.ChatGPT ha
L’Università di Macerata e l'intero mondo accademico piangono la scomparsa di Pietro Rescigno, figura di primissimo piano della giurisprudenza italiana del Novecento e maestro riconosciuto del diritto civile. Il suo straordinario percorso accademico prese il via proprio nell'Ateneo marchigiano, segnando l'inizio di una stagione intellettuale che avrebbe ridefinito il dibattito giuridico nazionale.
Era il 1954 quando un giovanissimo Rescigno, appena venticinquenne, vinceva il concorso per la cattedra di Diritto civile prendendo servizio a Macerata. In soli quattro anni di insegnamento, fino al 1958, il docente riuscì a lasciare un segno indelebile negli studenti e nei colleghi, avviando quelle riflessioni sui soggetti collettivi e sul ruolo del diritto privato in una società pluralista che lo avrebbero poi reso celebre.
Nonostante una carriera luminosa che lo ha portato ai vertici della cultura giuridica, il legame con la città delle Marche non si è mai spezzato. Un filo rosso riemerso con forza il 21 maggio 2008, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Teoria e tecniche della normazione giuridica. Tornato in quella stessa Aula Magna dove nel 1954 aveva pronunciato il discorso di apertura dell'anno accademico, il giurista ricordò con commozione gli esordi: «Macerata ha conservato per me un valore preziosissimo e inestimabile», affermò, evidenziando come l'Ateneo avesse saputo preservare nel tempo «l'attitudine al dialogo e allo scambio della piccola comunità di allora».
Con la scomparsa di Pietro Rescigno si chiude una pagina fondamentale della storia del diritto italiano, ma resta viva l'eredità scientifica e umana di un maestro che a Macerata trovò il primo terreno fertile per il suo pensiero.
Il rettore John McCourt, a nome dell’intera comunità universitaria, si unisce al cordoglio del mondo accademico e giuridico, ricordando con gratitudine uno studioso insigne e un maestro profondamente legato alla storia dell’Ateneo.
Incidente sul lavoro nel tardo pomeriggio a Santa Maria in Selva di Treia, dove un operaio è rimasto ferito mentre era impegnato nelle operazioni di lavaggio di un camion.
L’allarme è scattato intorno alle 17.30 all’interno di una ditta di via Arno. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli operatori intervenuti, l’uomo si trovava sul mezzo ed era intento a lavare il cassone quando, per cause che dovranno essere accertate, avrebbe perso l’equilibrio e sarebbe scivolato.
Nella caduta l’operaio ha battuto la testa. Immediata la richiesta di soccorso e l’intervento del personale sanitario del 118.
Considerata la dinamica dell’incidente e le condizioni dell’uomo, è stato disposto il trasferimento all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, effettuato con l’eliambulanza.
Sul posto, oltre ai soccorritori, sono intervenuti anche gli operatori dello Spasal dell’Ast di Macerata, che hanno avviato gli accertamenti di competenza per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e verificare il rispetto delle condizioni di sicurezza.
Saranno ora gli accertamenti a chiarire l’esatta sequenza dei fatti e le cause che hanno portato alla caduta dell’operaio.
USSITA - Il 24 agosto 2016 è una data che ha segnato per sempre la memoria delle comunità dell’Appennino marchigiano. Dieci anni dopo quella prima, devastante scossa, il ricordo del terremoto resta profondamente legato ai luoghi e alle persone che hanno vissuto la vita dei Monti Sibillini prima del sisma.
A Frontignano di Ussita, nel piazzale antistante la Domus Laetitiae, a circa 1.300 metri di quota, il decennale del terremoto è diventato anche l’occasione per un incontro carico di emozioni. Qui si sono ritrovati spontaneamente alcuni ex dipendenti della storica struttura ricettiva, tornati davanti a quello che per molti di loro è stato molto più di un semplice luogo di lavoro.
Un appuntamento nato dalla volontà di condividere ricordi, riannodare i fili di un passato comune e rendere omaggio a un’esperienza professionale e umana che ha accompagnato per anni la vita di tante persone.
Per chi ci ha lavorato, la Domus Laetitiae rappresentava una vera e propria comunità. «Vivevamo la Domus Laetitiae h24», raccontano gli ex dipendenti, ricordando giornate che iniziavano con la colazione dei gruppi e terminavano soltanto a tarda sera.
La struttura era un punto di riferimento per famiglie, escursionisti, gruppi parrocchiali, giovani in ritiro e comitive in vacanza studio, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico. D'estate come d'inverno, con le attività legate agli impianti di Frontignano, la Domus era in grado di accogliere contemporaneamente numerosi gruppi, diventando uno dei principali punti di riferimento dell'ospitalità in quota.
Tra quelle mura sono passate generazioni di giovani e famiglie, in un ambiente che gli ex lavoratori ricordano come caratterizzato da accoglienza, spirito di gruppo e familiarità.
A guidare la struttura per oltre 25 anni sono stati gestori che, secondo il ricordo degli ex dipendenti, hanno saputo trasmettere allo staff professionalità, attenzione verso gli ospiti e capacità di affrontare quotidianamente le difficoltà di un'attività ricettiva in montagna.
«È grazie a tutto lo staff e alla dedizione vissuta stagione dopo stagione – spiegano gli ex lavoratori – che la struttura è arrivata a essere un vero e proprio fiore all'occhiello e un punto di riferimento turistico per l'intero Parco dei Monti Sibillini».
Un patrimonio fatto non soltanto di numeri e presenze turistiche, ma soprattutto di relazioni umane e di ricordi che, a distanza di dieci anni dal sisma, rimangono ancora fortemente presenti.
Proprio il confronto tra il passato e il presente ha reso particolarmente intenso il ritrovo di Frontignano.
La Domus Laetitiae, gravemente danneggiata dal terremoto, appare oggi segnata dal tempo e dall'abbandono. Per chi ha trascorso lì anni della propria vita, assistere al degrado della struttura significa confrontarsi con una delle immagini più dolorose della ricostruzione ancora incompiuta.
«Vederla così degradata e abbandonata è un vero e proprio colpo al cuore», raccontano gli ex dipendenti. «È un colpo al cuore di chi questa struttura l'ha vissuta veramente, lavorandoci e abitandoci h24 e dedicandovi anni di cura ed entusiasmo».
Il decennale del sisma diventa così anche un'occasione per riportare l'attenzione su uno dei luoghi simbolo di Frontignano e sul futuro di una struttura che per decenni ha rappresentato un importante presidio turistico e sociale della montagna.
Dalla giornata di memoria arriva quindi anche un appello rivolto al futuro e alle istituzioni impegnate nella ricostruzione.
«Ci auspichiamo con tutto il cuore che la Domus Laetitiae possa risorgere presto», concludono gli ex dipendenti. «Questo territorio ha bisogno di ritrovare i suoi luoghi simbolici. Restituire una prospettiva di futuro a questa struttura significa dare un segnale concreto di rinascita a Frontignano, a Ussita e a tutte le comunità dei Monti Sibillini».
A dieci anni dal terremoto, il ritrovo degli ex lavoratori ha così trasformato un luogo segnato dalle ferite del sisma in uno spazio di memoria e, soprattutto, di speranza. Perché dietro le mura della Domus Laetitiae non ci sono soltanto anni di storia alberghiera: ci sono persone, famiglie, generazioni e una parte importante della vita di Frontignano.
Sono aperte fino al 3 settembre le iscrizioni alla Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani" dell'Università di Camerino, un percorso rivolto a studentesse e studenti meritevoli e motivati che vogliono affiancare al normale corso di laurea un'esperienza formativa di alto livello.
La Scuola, diretta dalla professoressa Loredana Cappellacci, propone un programma interdisciplinare finalizzato allo sviluppo di competenze trasversali, spirito critico, capacità di leadership e apertura al dialogo tra diversi ambiti del sapere.
Il percorso prevede attività formative aggiuntive, seminari, laboratori e occasioni di confronto con docenti, ricercatori e professionisti. Al termine degli studi, il diploma rilasciato dalla Scuola è equiparato a quello conseguito al termine di un master universitario di secondo livello.
Le parole del rettore Leoni
"La Scuola di Studi Superiori 'Carlo Urbani' rappresenta una delle eccellenze del nostro Ateneo sulla quale abbiamo sempre investito", ha sottolineato il rettore Graziano Leoni, definendola "una importante opportunità che offriamo alle nostre studentesse ed ai nostri studenti migliori".
Il rettore ha evidenziato in particolare il valore dell'interdisciplinarietà tra le aree scientifiche, giuridiche e sanitarie, che permette agli studenti di confrontarsi e apprendere attraverso un percorso parallelo a quello universitario.
Tra le opportunità offerte figurano anche mobilità internazionale, stage all'estero e un supporto personalizzato per accompagnare gli studenti nelle scelte legate alla propria carriera accademica e professionale.
Due percorsi di studio
Attiva dal 2010, la Scuola di Studi Superiori "C. Urbani" rappresenta uno dei percorsi con cui Unicam punta a valorizzare il talento degli studenti universitari e accompagnarli verso un percorso di alta formazione.
La Scuola è articolata in due percorsi.
Il primo è quello delle Scienze Sperimentali e Sociali, rivolto a chi sceglie i corsi di studio delle Scuole di Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze e Tecnologie.
Il secondo è quello delle Scienze della Salute, dedicato agli studenti iscritti ai corsi delle Scuole di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute e di Bioscienze e Medicina Veterinaria.
Esonero dalle tasse, borsa e alloggio gratuito
Per gli studenti ammessi sono previsti importanti benefici. Oltre all'esonero dalle tasse universitarie, la Scuola garantisce una borsa di studio di 1.400 euro, l'alloggio gratuito presso il campus universitario e la presenza di un docente tutor.
Per il prossimo anno accademico saranno disponibili 18 posti.
Le candidature potranno essere presentate fino al 3 settembre 2026. Il bando completo e tutte le informazioni relative alle modalità di ammissione sono disponibili sul sito della Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani" di Unicam.
La Civitanovese Calcio è stata protagonista del pomeriggio di Rai Radio 2, dove i giovani calciatori rossoblù hanno raccontato lo sport, l'importanza dell'aggregazione e il legame con la propria città.
La società è stata ospite della trasmissione "Il pomeriggio di Radio2", condotta in studio da Camilla Ferranti e Pippo Lorusso. A raccogliere le testimonianze dei giocatori è stato l'inviato Ivan Cardia, che ha dato spazio ai ragazzi della prima squadra per raccontare la loro esperienza dentro e fuori dal campo.
In diretta sono intervenuti David Pagliarini, Tommaso Di Giminiani, Diego Beruschi, Matteo Ercoli, Lorenzo Forconesi e Lorenzo Paoletti, tutti giovani della prima squadra allenata da mister Claudio Labriola e, soprattutto, nati e cresciuti a Civitanova Marche.
Attraverso le loro parole, i calciatori hanno raccontato il significato dello sport come strumento di aggregazione e condivisione, soffermandosi anche sul rapporto con la città e sull'importanza di rappresentarla attraverso la maglia rossoblù.
A portare in trasmissione il saluto della società è stato Fabio Piola, stadium manager della Civitanovese, che ha trasmesso anche il messaggio del patron Francesco Borrelli.
"Siamo felici ed onorati di aver avuto una realtà come quella di Rai Radio 2 all'interno del nostro Polisportivo Comunale", ha spiegato Piola. "Poter permettere ai nostri ragazzi di raccontare cosa sia per loro il mondo del calcio, ma soprattutto i valori e la bellezza di una realtà come Civitanova è motivo d'orgoglio".
Piola ha quindi portato i ringraziamenti del presidente a Ivan Cardia, Camilla Ferranti e Pippo Lorusso, sottolineando l'importanza dello spazio concesso ai giovani della Civitanovese. "Siamo i primi a credere in quanto certi valori, legati anche alla società odierna, siano importanti e fondamentali", ha aggiunto lo stadium manager, evidenziando la precisa scelta della società di puntare sulla componente locale e sui giovani.
Una filosofia che, secondo Piola, emerge anche dalle scelte compiute dalla dirigenza: "La scelta societaria è stata ben chiara, dalla nomina di un DS del posto come Mauro Chiodini, fino ad uno spogliatoio che trasuda gioventù e civitanovesità".
Archiviata la giornata dedicata a Rai Radio 2, la Civitanovese torna intanto a concentrarsi sul campo. Oggi riprende l'attività sportiva della formazione rossoblù, in vista del primo appuntamento ufficiale della stagione. L'esordio è fissato per domenica pomeriggio alle 16.30, quando la Civitanovese sarà impegnata allo "Scarfiotti" di Potenza Picena per la gara di Coppa Italia di categoria.
Un primo test ufficiale per la squadra di Claudio Labriola, pronta a iniziare la nuova stagione dopo una preparazione che ha visto protagonista anche il gruppo di giovani calciatori civitanovesi.
È stato accolto questa mattina in Municipio a Matelica Diego Ricci, il giovane concittadino che ha appena completato il percorso di formazione ed è entrato ufficialmente in servizio come vigile del fuoco.
A riceverlo è stato il sindaco Denis Cingolani, che ha voluto congratularsi personalmente con il giovane matelicese per il traguardo raggiunto e per la scelta di intraprendere una professione al servizio della comunità.
Il percorso di Ricci è iniziato nel luglio 2024, quando ha presentato la propria candidatura al concorso pubblico per entrare nel Corpo nazionale dei vigili del fuoco. "Dopo una prova preselettiva di teoria, una prova motorio-attitudinale e le visite mediche, il 27 ottobre 2025 sono entrato a far parte del 102º corso allievi vigili del fuoco", racconta Ricci.
Il percorso si è concluso con la cerimonia di giuramento del 29 luglio 2026, momento che ha sancito l'ingresso ufficiale nel Corpo.
La formazione ha previsto un articolato percorso teorico e pratico. Il corso è stato strutturato in sei mesi di addestramento presso le Scuole Centrali Antincendi di Roma e la Scuola di Formazione Operativa di Montelibretti, seguiti da tre mesi di applicazione pratica presso il comando di residenza.
Durante il periodo formativo, Ricci ha affrontato diversi corsi dedicati alla preparazione e all'utilizzo delle attrezzature necessarie per intervenire nelle differenti situazioni di emergenza. Tra le specializzazioni e le attività affrontate figurano NBCR, antincendio aeroportuale, TPSS, Costruzioni e Dissesti, USAR, ATP, SAF e TAS.
Un percorso intenso, pensato per fornire ai nuovi vigili del fuoco le competenze necessarie ad affrontare interventi complessi e situazioni di emergenza con professionalità e preparazione. Al termine della formazione, per Diego Ricci è quindi iniziata la nuova esperienza professionale al servizio del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Il sindaco Denis Cingolani ha espresso le proprie congratulazioni al giovane matelicese per il risultato raggiunto.
"Mi complimento con Diego Ricci per lo splendido risultato raggiunto e per aver scelto una carriera al servizio degli altri e del bene comune. Tanti auguri per il cammino che hai intrapreso!", ha dichiarato il primo cittadino.
Un violento nubifragio si è abbattuto nella tarda mattinata sul territorio di Tolentino, provocando diversi disagi e danni in città e nelle aree esterne. La grande quantità di pioggia caduta in pochi minuti ha messo sotto pressione la rete di smaltimento delle acque, causando allagamenti, problemi alla viabilità e alcuni smottamenti.
Tra le zone maggiormente interessate dagli allagamenti figura il Ponte di Mancinella, dove l’acqua ha raggiunto la sede stradale. Problemi anche nel sottopasso ferroviario nella zona compresa tra via Vittorio Veneto, via King e corso della Repubblica e all’incrocio della rotatoria Avis, tra via Nazionale e via Repubblica.
Particolarmente intensa la situazione in via Filzi, dove la potenza dell’acqua ha provocato il distacco e il sollevamento di alcune caditoie, a causa dell’enorme quantità di pioggia riversatasi sulla strada in un arco di tempo molto breve.
Il maltempo ha interessato anche la viabilità nelle zone periferiche e nelle campagne. Diverse strade esterne hanno riportato danni a causa degli scoli e dei ruscellamenti provocati dalla grande quantità di acqua che si è riversata sulle sedi stradali non asfaltate.
Non sono mancati episodi legati alla caduta di rami. In zona Pianciano, una quercia è caduta all’interno di una proprietà privata, senza creare problemi alla circolazione.
Un smottamento si è inoltre verificato lungo la strada di Santa Lucia, rendendo necessario l’intervento per mettere in sicurezza la zona e ripristinare le condizioni di transitabilità.
Di fronte alle diverse criticità si sono immediatamente attivati gli operai del Servizio Manutenzione del Comune di Tolentino e gli agenti della Polizia Locale, impegnati nei sopralluoghi e negli interventi necessari per affrontare le conseguenze del nubifragio.
Allagati anche i locali della chiesa nel rione Settempeda
Il nubifragio ha provocato disagi anche nella chiesa del rione Settempeda a San Severino Marche, dove si sono allagati i locali tecnici e quelli che ospitano le caldaie. L’acqua ha interessato anche gli spazi dove erano presenti tavoli e sedie, rendendo necessario un intervento per liberare i locali e verificare le condizioni degli ambienti.
A intervenire sono stati anche i volontari del Gruppo comunale di Protezione civile impegnati nelle operazioni di emergenza. I volontari sono entrati in azione intorno alle 14, proseguendo le attività fino alle 17, per far fronte alle conseguenze del nubifragio e contribuire al ripristino delle condizioni di sicurezza.
Chiusa la statale 256 Muccese tra Matelica e Cerreto d’Esi
Le conseguenze del maltempo interessano anche la viabilità extraurbana del territorio macera
tese. La strada statale 256 “Muccese” è stata temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni nel tratto compreso tra Matelica e Cerreto d’Esi, a causa di una colata di fango e detriti che ha invaso la carreggiata dopo le forti piogge.
Il traffico viene deviato sulla viabilità alternativa, con indicazioni predisposte sul posto. Il personale Anas è intervenuto per rimuovere il materiale e ripristinare la transitabilità nel più breve tempo possibile.
Anas (Gruppo FS) invita gli automobilisti alla massima prudenza e ricorda la campagna di sicurezza stradale “Quando sei alla guida tutto può aspettare!” – “Guida e Basta!”.
Divieto di utilizzare apparecchiature a fiamma libera o in grado di produrre scintille, stop alla vendita per asporto di bevande in vetro o alluminio e importanti modifiche alla viabilità. Sono le principali disposizioni adottate dal Comune di Macerata in vista delle celebrazioni di San Giuliano e della Fiera patronale del 30 e 31 agosto.
I primi provvedimenti scatteranno già nei prossimi giorni, mentre le principali limitazioni alla circolazione entreranno in vigore dalle ore 10:00 del 30 agosto e resteranno attive fino alla conclusione delle operazioni di pulizia, prevista indicativamente per le ore 3:00 del 1° settembre.
Fiamme libere vietate: multe fino a 5mila euro
Particolare attenzione è stata riservata alle disposizioni sulla sicurezza e sull'incolumità pubblica. L'ordinanza vieta l'utilizzo di apparecchiature a fiamma libera o comunque in grado di produrre scintille. Il divieto sarà in vigore nel centro storico, all'interno delle mura urbiche, dalle 18 del 28 agosto alle 6 del 29 agosto e dalle 18 del 29 agosto alle 6 del 30 agosto.
Dalle 12 del 30 agosto alle 6 del 1° settembre, il divieto sarà esteso all'intera area interessata dalla Fiera di San Giuliano, comprendente viale Puccinotti, viale Trieste, piazza Nazario Sauro, piazza Mazzini, piazza Cesare Battisti, corso Matteotti, piazza Annessione, via Garibaldi, piazza Garibaldi, corso Cavour, l'inizio della discesa di via dei Giardini e le relative traverse.
Previsto inoltre il divieto, per gli esercizi e le attività di commercio e somministrazione, di vendere per asporto bevande contenute in bottiglie o contenitori di vetro o alluminio. La disposizione non riguarda la somministrazione al tavolo, anche all'aperto.
Anche i partecipanti alle manifestazioni non potranno detenere bevande contenute in contenitori di vetro o alluminio. Le sanzioni sono particolarmente pesanti: il mancato rispetto dei divieti relativi alla vendita per asporto e all'utilizzo di apparecchiature a fiamma libera comporta una multa da 500 a 5.000 euro. Per chi viene trovato in possesso di bevande in contenitori di vetro o alluminio la sanzione va invece da 25 a 500 euro.
Le modifiche alla viabilità
In occasione della Fiera saranno numerose le strade interessate da divieti di transito, sensi di marcia modificati e sbarramenti. Dalle 10 del 30 agosto sarà interdetto il transito, salvo le categorie autorizzate, in alcune delle principali vie interessate dalla manifestazione, tra cui viale Puccinotti, viale Trieste, via Caduti di Nassiriya, via Pannelli, corso Cavour, piazza Garibaldi e l'area dei Giardini Diaz.
Limitazioni specifiche riguarderanno anche l'accesso al centro storico da via Zara, all'altezza dell'intersezione con via Armaroli. In base alle fasce orarie previste potranno transitare polizia e mezzi di soccorso, taxi, residenti, persone con disabilità, veicoli autorizzati e mezzi degli operatori della Fiera.
In caso di necessità, le limitazioni potranno essere estese anche all'imbocco di Rampa Zara. Per garantire la gestione dei flussi di traffico e mantenere libere le vie di emergenza, saranno inoltre interessate da modifiche temporanee via Padre Matteo Ricci, Piaggia della Biblioteca, via Ciccarelli, piazza Mazzini, Porta Convitto e via Armaroli.
I percorsi alternativi
Il Comune ha predisposto anche una serie di percorsi alternativi per il traffico diretto verso la stazione ferroviaria, l'ospedale e i quartieri Cairoli e Pace. Tra le strade individuate figurano via Trento, piazza della Vittoria, via Roma e via Issy Les Moulineaux, con ulteriori collegamenti possibili attraverso via Cioci, via Cadorna, via Mugnoz, via Mameli, via Piave e viale Don Bosco oppure via Mattei, via San Francesco e via Braccialarghe.
La Polizia Locale potrà comunque introdurre ulteriori modifiche o restrizioni qualora fossero necessarie per motivi di sicurezza, ordine pubblico o in presenza di un consistente afflusso di persone.
Attenzione ai divieti di sosta
I divieti di sosta con rimozione forzata scatteranno dalle 8 del 30 agosto e resteranno in vigore fino alle 3 del 1° settembre in numerose aree del centro e della zona fieristica. Tra le aree interessate ci sono piazza Mazzini, piazza Cesare Battisti, via Gramsci, corso Matteotti, via Tommaso Lauri, via Garibaldi, piazza Annessione, viale Trieste, piazza Nazario Sauro, corso Cavour, piazza Garibaldi, Giardini Diaz e via Morbiducci.
Divieti specifici riguarderanno anche le aree destinate al mercatino Coldiretti e CNA, in corso della Repubblica e piazza Vittorio Veneto, oltre alle altre zone interessate dagli allestimenti e dagli spazi fieristici.
Le agevolazioni per i residenti
Sono previste agevolazioni per i residenti della zona A e A+Park. Dalle 7 del 30 agosto alle 9 del 1° settembre, i veicoli muniti di permesso residenti zona A e A+Park potranno sostare gratuitamente nelle aree di sosta a pagamento gestite da APM che non siano interessate dai divieti temporanei.
L'agevolazione comprenderà anche le aree in struttura e gli stalli riservati ai residenti delle altre zone, oltre al tratto di viale Leopardi riservato ai residenti, da Rampa Zara fino all'ultimo attraversamento pedonale.
I residenti del centro storico titolari di aree private ma privi del permesso di sosta zona A potranno richiedere ad APM un apposito permesso per usufruire delle stesse agevolazioni.
I primi provvedimenti già dal 26 agosto
Le modifiche inizieranno già mercoledì 26 agosto. Dalle 15 sarà istituito il divieto di sosta con rimozione forzata su tutta piazza della Libertà, fino alle 15 del 1° settembre, per consentire il montaggio e lo smontaggio del palco e delle attrezzature.
Dal 28 agosto arriveranno inoltre modifiche alla circolazione e alla sosta in via Don Minzoni e via Zara, con l'attivazione del varco elettronico della Ztl di via Don Minzoni nella serata del 28 agosto.
Il Comune invita cittadini e visitatori a prestare attenzione alla segnaletica temporanea, a non lasciare i veicoli nelle aree interessate dai divieti e, quando possibile, a utilizzare i parcheggi esterni al centro e i percorsi alternativi.
È inoltre prevista la sospensione del rilascio dei permessi temporanei per la ZTL dalle 12 del 30 agosto alle 6 del 1° settembre. Entro le 17 del 30 agosto, tutti i veicoli degli operatori commerciali dovranno essere rimossi dalle aree interessate dalla fiera e trasferiti nei parcheggi autorizzati, fatta eccezione per i mezzi degli operatori assegnatari di posteggio secondo quanto previsto dall'ordinanza.
Doria: "Rispettare segnaletica e divieti"
"Tutte le disposizioni adottate sia per la viabilità che per la sicurezza servono a garantire il regolare svolgimento della fiera come avvenuto negli ultimi anni", spiega il comandante della polizia locale, Danilo Doria.
L'obiettivo, aggiunge, è permettere a tutti i cittadini di vivere la manifestazione "in assoluta tranquillità", anche grazie alla presenza degli operatori della Polizia Locale e delle associazioni di viabilità e Protezione Civile.
"Ci sarà un margine di tolleranza ma resta la raccomandazione a rispettare la segnaletica e i divieti predisposti al fine di evitare le sanzioni che è il nostro obiettivo ultimo", sottolinea Doria. Il comandante ha inoltre evidenziato l'ampliamento delle aree di parcheggio, anche in risposta alle richieste dei residenti del centro storico, con una zona che va da Rampa Zara lungo viale Leopardi fino ai Cancelli.
La nuova palestra di via Metauro a Piediripa si prepara ad aprire le porte alle associazioni sportive. Questa mattina è stato consegnato al Comune di Macerata un defibrillatore DAE donato da Fisiomed, dispositivo che completa la dotazione necessaria per rendere pienamente operativo l'impianto.
A consegnare il dispositivo direttamente al sindaco Sandro Parcaroli è stato l'amministratore delegato di Fisiomed, Enrico Falistocco. Alla cerimonia erano presenti anche la vicesindaca Francesca D'Alessandro, l'assessore allo Sport Riccardo Sacchi, l'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori e l'assessore ai Servizi Amministrativi Pierfrancesco Tasso.
Presenti inoltre Simone Ciattaglia, dirigente del Servizio Welfare, Cultura e Risorse Umane, e Tristano Luchetti, dirigente del Servizio Tecnico del Comune di Macerata.
"Grazie di cuore a Fisiomed – ha commentato il sindaco Parcaroli –. Una realtà sempre presente non solo per lo sport ma per tutte le iniziative che si svolgono in città. Con questa donazione mettiamo a punto la dotazione della palestra che da ora potrà entrare in funzione a tutti gli effetti".
Da settembre spazio alle associazioni sportive
Il defibrillatore va a completare la strumentazione prevista dalla normativa per gli impianti sportivi. La palestra di Piediripa sarà gestita direttamente dal Comune e gli spazi verranno assegnati alle associazioni sportive su base oraria, attraverso una procedura attualmente in fase di ultimazione.
L'obiettivo è permettere l'avvio delle attività a partire da settembre, con la struttura pronta ad accogliere diverse realtà sportive del territorio, tra cui l'Asd Macerata Scherma e le associazioni di arti marziali.
"Con l'espletamento della procedura di assegnazione degli orari – spiega l'assessore allo Sport Riccardo Sacchi – da settembre la palestra sarà a disposizione delle attività delle associazioni sportive, tra cui l'Asd Macerata Scherma e le associazioni di arti marziali". "Grazie al gruppo Fisiomed per questo fondamentale strumento che ci consente di aprire l'impianto in tutta sicurezza", aggiunge Sacchi.
Fisiomed: "Uno strumento imprescindibile per chi fa sport"
La donazione rappresenta anche un ulteriore segnale di vicinanza di Fisiomed alla città di Macerata. L'amministratore delegato Enrico Falistocco ha ricordato il legame della struttura sanitaria con il territorio, sottolineando come proprio nella vicina Sforzacosta sia nata la prima delle attuali undici sedi del gruppo.
"A due passi da qui, nella vicina Sforzacosta, è sorta la prima delle nostre attuali undici sedi e pertanto è con ancor più piacere essere intervenuti in favore del Comune di Macerata con questa donazione", ha spiegato Falistocco.
Il DAE rappresenta infatti uno strumento fondamentale per intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiocircolatorio, aumentando le possibilità di soccorrere la persona colpita e di limitare il rischio di danni irreversibili agli organi vitali.
"Uno strumento imprescindibile, tanto più per chi vuol fare sport", ha concluso l'ad di Fisiomed, sottolineando l'importanza della presenza del dispositivo all'interno della nuova struttura di Piediripa.
Una nuova opera in ceramica per Porta Vittorio Emanuele II. È questo l'obiettivo di "CeramicAppignano – Convivium", il nuovo concorso internazionale promosso dal comune di Appignano nell'ambito del progetto eco-museale MUDAPP – Museo Diffuso di Appignano.
Appignano, tra le 60 città italiane della ceramica e tra le cinque della Regione Marche, invita artisti, ceramisti e designer italiani e internazionali a progettare un'opera d'arte contemporanea destinata a uno dei luoghi più significativi del borgo storico: la parete interna della Porta Vittorio Emanuele II.
Il tema scelto per questa prima edizione è "Intramoenia – Extramoenia", una riflessione sul rapporto tra appartenenza e libertà, identità e apertura, protezione e scoperta. La porta diventa così non soltanto un elemento architettonico, ma una vera e propria soglia fisica e simbolica tra ciò che è noto e ciò che ancora deve essere esplorato.
"Con CeramicAppignano – Convivium vogliamo dare un nuovo spazio ad una tradizione profondamente radicata nella storia della nostra comunità", spiega il sindaco Mariano Calamita. "La ceramica appignanese, l'arte antica dei nostri 'coccià', è un patrimonio vivo, capace di dialogare con la contemporaneità e di proiettare il nostro territorio verso il futuro".
Secondo il primo cittadino, la nuova opera andrà ad arricchire l'itinerario museale urbano a cielo aperto già presente ad Appignano, contribuendo a raccontare l'identità del paese attraverso gli scorci del centro storico.
"La Porta Vittorio Emanuele II diventerà una soglia ancora più forte e riconoscibile, un luogo in cui la storia di Appignano incontra la creatività degli artisti di oggi e si offre allo sguardo di cittadini e visitatori", aggiunge Calamita.
Un'opera tra tradizione e contemporaneità
La nuova realizzazione dovrà essere prevalentemente in ceramica e svilupparsi su una superficie di circa 280 x 400 centimetri, coprendone almeno il 75%. Il progetto dovrà inoltre essere concepito in forma modulare, attraverso più lastre o elementi distinti, così da garantire sicurezza, stabilità, durata nel tempo e facilità di installazione.
"La scelta del tema Intramoenia – Extramoenia ci permette di raccontare Appignano attraverso una metafora universale", sottolinea l'assessora alla Cultura Lucia Santanatoglia. "La porta è il luogo in cui identità e apertura non si contrappongono, ma si incontrano. Chiediamo agli artisti di interpretare questa soglia con libertà e originalità, costruendo un'opera capace di dialogare con il borgo, con la sua storia ceramica e con la comunità", aggiunge.
Per l'amministrazione, il concorso rappresenta inoltre un'occasione per portare l'arte contemporanea nello spazio pubblico e nella vita quotidiana dei cittadini. Anche il vicesindaco e assessore al Turismo Stefano Montecchiarini evidenzia il valore dell'iniziativa sul piano turistico. "Il concorso valorizza l'arte ceramica come una delle principali attrattive turistiche di Appignano", afferma.
La nuova opera, collocata in un luogo simbolico e di passaggio come Porta Vittorio Emanuele II, sarà infatti parte dell'itinerario museale del borgo e potrà diventare un ulteriore punto di riferimento per cittadini e visitatori interessati a conoscere storia, tradizioni, enogastronomia e patrimonio artistico del territorio.
Come partecipare al concorso
La partecipazione è aperta, singolarmente o in gruppo, ad artisti, ceramisti e designer italiani e internazionali che abbiano compiuto 18 anni entro la scadenza del bando. Ogni partecipante potrà presentare una sola candidatura e i progetti dovranno essere inediti e non essere stati precedentemente presentati in concorsi, premi o esposizioni pubbliche nazionali o internazionali.
La candidatura è gratuita e dovrà essere presentata online attraverso il form pubblicato sul sito del Comune di Appignano entro le ore 12.30 del 14 settembre 2026.
Alla domanda dovranno essere allegati tre fotografie del modello in scala, realizzato nelle misure di 35 x 50 centimetri e ripreso da diversi punti di vista, oltre a una scheda descrittiva del progetto, una breve didascalia con misure, tecniche, materiali e motivazione artistica e un curriculum sintetico dell'autore o del gruppo, della lunghezza massima di 1.000 battute.
La giuria selezionerà fino a un massimo di 20 idee progettuali. Gli artisti selezionati dovranno quindi realizzare e consegnare un modellino tridimensionale in scala 1:8, prevalentemente in ceramica, entro le ore 12 del 16 ottobre 2026.
I modellini saranno esposti durante LEGUMINARIA, la tradizionale manifestazione popolare ed enogastronomica di Appignano che unisce i piatti della tradizione contadina all'antica arte della ceramica, in programma dal 16 al 18 ottobre 2026.
La premiazione si terrà sabato 17 ottobre. Al primo classificato sarà assegnato un premio di 5.000 euro e l'artista vincitore dovrà realizzare l'opera entro sei mesi dalla comunicazione dell'esito.
Durante la mostra sarà inoltre il pubblico a poter esprimere la propria preferenza attraverso una votazione popolare. L'artista più votato dai visitatori avrà la possibilità di allestire gratuitamente una mostra personale nell'ambito dell'edizione 2027 di Leguminaria.
Un progetto che punta dunque a unire la tradizione ceramica di Appignano con la creatività contemporanea, trasformando una delle porte storiche del borgo in un nuovo elemento del percorso artistico e culturale del paese.
Pieve Torina si aggiudica il bando “Sport e Periferie” e compie un nuovo passo nel percorso di ricostruzione e rilancio del territorio dopo il sisma. Il progetto per la realizzazione del nuovo campo di calcio, della pista di atletica e delle strutture dedicate alla ginnastica ha infatti ottenuto i pareri favorevoli del Coni e della Fidal, aprendo la strada alla realizzazione di un altro importante tassello del polo sportivo comunale.
L’intervento nasce con l’obiettivo di rafforzare la qualità dei servizi e, soprattutto, di ricostruire quei legami sociali che il terremoto ha profondamente indebolito. Il nuovo impianto andrà a completare un’area destinata a diventare un vero e proprio punto di riferimento per lo sport, il tempo libero e la socialità.
«Nel dopo sisma l’indebolimento dei legami sociali che ha colpito le nostre comunità ci ha spinto a progettare iniziative volte a migliorare la qualità della vita e il benessere dei cittadini», sottolinea il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci. «In quest’ottica si colloca la realizzazione del nuovo campo di calcio con la pista d’atletica e le strutture per la ginnastica, a completamento del polo che include la piscina, il palazzetto dello sport, il nuovo ristorante, i campi di padel, da tennis e da calcetto e il centro benessere».
Per l’amministrazione comunale, dunque, lo sport rappresenta molto più della realizzazione di nuove strutture. È uno strumento di inclusione, aggregazione e promozione del benessere, oltre che un elemento strategico per rendere il paese sempre più attrattivo per famiglie e giovani.
«In questo percorso di rinascita lo sport rappresenta un pilastro essenziale per l’inclusione sociale, la salute delle comunità e la valorizzazione del territorio», prosegue Gentilucci. «Stiamo ricostruendo una realtà urbana a misura di famiglie e giovani e l’investimento in strutture sportive è una delle risposte più concrete ed efficaci per il rilancio e il futuro di Pieve Torina».
Il nuovo campo di calcio e la pista di atletica si inseriscono così in una visione più ampia della ricostruzione, che punta a restituire alla comunità non soltanto edifici e servizi, ma anche occasioni di incontro e spazi capaci di favorire una nuova socialità. Un progetto che guarda quindi oltre la ricostruzione materiale e che individua nello sport uno dei motori della rinascita di Pieve Torina.
Doppio innesto giovane per l'Aurora Treia, che guarda al futuro e ufficializza l'arrivo di Alessandro Satta e Andrea Capriotti in vista della stagione sportiva 2026-2027. Entrambi classe 2008, i due giocatori rappresentano profili interessanti sui quali la società biancorossa punta per ampliare e far crescere la rosa a disposizione dello staff tecnico.
Satta è un terzino di prospettiva, cresciuto nel settore giovanile del Monteruscello. Nel luglio 2024 è arrivato il passaggio al calcio professionistico con l'approdo alla Casertana, dove è stato inserito nell'organico dell'Under 17.
Un percorso che gli ha permesso di confrontarsi con un ambiente di livello professionistico e che ora proseguirà con la nuova esperienza all'Aurora Treia. "Sono molto contento di essere entrato a far parte di questo ambizioso progetto", ha dichiarato Satta. "Sin da subito ho notato la professionalità e la serietà che ci sono dietro alla società e ne sono rimasto colpito".
Il giovane terzino ha poi raccontato le prime impressioni sul nuovo gruppo: "Ho trovato un gruppo forte e coeso con il quale sono entusiasta di lavorare. Sono pronto a scendere in campo per dare il massimo e raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati".
Capriotti arriva dal Monturano
Per il reparto offensivo, invece, l'Aurora Treia ha puntato su Andrea Capriotti, anche lui classe 2008. L'attaccante ha mosso i primi passi alla Spes Valdaso, prima di trasferirsi all'Invictus Rapagnano-Grottazzolina, dove ha avuto modo di mettersi in evidenza per qualità tecniche e margini di miglioramento.
Nella stagione 2025-2026 ha vestito la maglia del Monturano, realizzando quattro reti nel campionato di Promozione. Il passaggio all'Aurora Treia rappresenta per Capriotti una nuova occasione di crescita, in un contesto più competitivo nel quale continuare il proprio percorso di formazione e maturazione calcistica.
"Sono contentissimo di intraprendere questa avventura all'interno di una società molto importante", le parole del nuovo attaccante biancorosso. "Questa per me sarà un'occasione di crescita molto speciale".
Capriotti ha quindi rivolto il pensiero alla nuova maglia e all'ambiente treiese: "Sono pronto a dare il meglio per questa nuova maglia, per il paese ed i tifosi che sono molto appassionati e soprattutto per le tante persone che stanno credendo in me".
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distanze. Loro Piceno e Sankt Nikolai im Sausal hanno celebrato domenica 23 agosto il 40° anniversario del gemellaggio che unisce le due comunità dal 1986, rinnovando un rapporto che nel corso dei decenni è diventato sempre più profondo.
La giornata si è aperta con la musica del corpo bandistico di Loro Piceno, prima del saluto del sindaco Robertino Paoloni alla delegazione austriaca guidata dal primo cittadino di Sankt Nikolai im Sausal, Gerhard Hartinger, e a tutti i presenti.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ad Andrea Guidassoni e Mauro Taccari, che hanno curato la traduzione durante la giornata, favorendo il dialogo e la partecipazione tra le due comunità.
Un gemellaggio nato da una storia d'amore
Nel suo intervento, il sindaco Paoloni ha ripercorso le origini del gemellaggio, nato da una vicenda profondamente umana. Durante la Seconda guerra mondiale, il lorese Rinaldo Tirabasso trovò accoglienza nelle campagne austriache nei pressi di Sankt Nikolai, dove conobbe Anna, la donna che sarebbe diventata la sua compagna di vita.
Una storia personale diventata nel tempo il punto di partenza di un rapporto tra due comunità.
"Il gemellaggio non è nato per interessi economici o turistici, ma è nato grazie a quello di più importante che il genere umano possa avere: l'amore", ha sottolineato Paoloni.
Un pensiero è stato rivolto anche ai due sindaci che nel 1986 sottoscrissero il primo Patto di Gemellaggio, Mario Verdicchio ed Erwin Aistleitener, entrambi scomparsi, oltre a tutte le persone che nel corso degli anni hanno contribuito a mantenere vivo il rapporto.
Tra i momenti ricordati dal primo cittadino anche la vicinanza della comunità austriaca dopo il terremoto del 2016, quando il legame tra Loro Piceno e Sankt Nikolai si è manifestato concretamente nel momento della difficoltà.
"Il vero valore di un'amicizia non si misura soltanto nei momenti di festa, ma anche nei momenti di difficoltà", ha ricordato Paoloni.
Il rinnovo del Patto di Gemellaggio
Parole condivise dal sindaco Gerhard Hartinger, che ha sottolineato il valore di un'amicizia costruita attraverso quarant'anni di incontri, rapporti personali e momenti condivisi. Il primo cittadino austriaco ha evidenziato anche la necessità di trasmettere questo legame alle nuove generazioni, invitando la comunità di Loro Piceno a Sankt Nikolai im Sausal il prossimo anno per un nuovo momento di incontro.
A portare la propria testimonianza sono stati anche gli ex sindaci di Loro Piceno Claudio Tedeschi, Daniele Piatti e Ilenia Catalini, che hanno ricordato gli anni trascorsi a stretto contatto con la comunità austriaca e il proprio impegno nella gestione del gemellaggio.
Il momento più solenne della giornata è stato il rinnovo del Patto di Gemellaggio, sottoscritto nuovamente dai due sindaci. Quarant'anni dopo quella prima firma, le due comunità si sono ritrovate fianco a fianco per confermare un legame che il tempo non ha indebolito, ma reso ancora più forte.
Particolarmente significativo il gesto di Robertino Paoloni, che per l'occasione ha ritrovato e indossato la fascia originale appartenuta a Mario Verdicchio, il sindaco che nel 1986 firmò il primo patto. Un simbolico filo conduttore tra quella giornata di quarant'anni fa e la celebrazione di oggi.
A suggellare il rinnovo sono stati lo scambio delle targhe commemorative, la donazione di uno stendardo realizzato dai bambini di Sankt Nikolai e la fotografia ufficiale delle due delegazioni.
Una storia iniziata nel 1986 che, dunque, non si chiude, ma apre un nuovo capitolo con lo sguardo già rivolto al traguardo dei cinquant'anni.
La giornata è proseguita con il corteo verso la chiesa, accompagnato dalla banda, per la celebrazione della Santa Messa. A seguire, il pranzo conviviale ha riunito ancora una volta italiani e austriaci in un clima di festa e amicizia.
Tra scambio di doni, musica, canti e balli, gli amici di Sankt Nikolai hanno coinvolto i presenti trasformando il momento conviviale in una vera festa condivisa.
"Quarant'anni sono oggi una storia da raccontare. Cinquant'anni saranno una storia da costruire insieme", ha concluso Paoloni.
Un falso operatore del servizio di gestione dei pagamenti digitali è riuscito a convincere una donna a consegnargli le credenziali del conto corrente, facendo poi sparire 1.660 euro. È quanto emerso al termine di un'indagine condotta dai carabinieri della stazione di Caldarola, che hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata un 54enne di origini napoletane, disoccupato e già noto alle forze dell'ordine.
L'uomo è ritenuto responsabile, secondo gli accertamenti, di una truffa aggravata attraverso la tecnica del vishing, una forma di phishing realizzata tramite telefonate. L'indagine è partita dalla denuncia presentata da una 35enne residente a Serrapetrona, contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe spacciato per un operatore del servizio di gestione dei pagamenti digitali di Nexi.
Il presunto truffatore avrebbe raccontato alla donna che sul suo conto era stata registrata una transazione fraudolenta da 4.990 euro, in realtà mai autorizzata. Con il pretesto di doverla annullare, sarebbe riuscito a convincere la vittima a fornire le credenziali di accesso al conto corrente.
Solo successivamente la donna si sarebbe accorta del raggiro: dal suo conto era stata infatti prelevata indebitamente la somma complessiva di 1.660 euro. A quel punto sono scattate le indagini dei carabinieri di Caldarola. I militari hanno analizzato il traffico telefonico e ricostruito i flussi finanziari legati alla movimentazione del denaro, riuscendo così a risalire al presunto autore della truffa.
Gli accertamenti avrebbero inoltre permesso di verificare che il 54enne risultava essere anche l'intestatario della scheda telefonica utilizzata per contattare e raggirare la vittima. Al termine dell'attività investigativa, l'uomo è stato quindi denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Macerata. La sua posizione resta ora al vaglio dell'autorità giudiziaria.