Ha rischiato di pagare 150 euro per recuperare un’auto che, in realtà, non era mai stata rimossa. È stato sventato così un tentativo di truffa ai danni di un 57enne di Civitanova Marche, che si era rivolto alla Polizia Locale dopo aver ricevuto una telefonata da un presunto operatore di soccorso stradale. Nelle ultime settimane, inoltre, gli agenti hanno scoperto tre carte d’identità elettroniche manomesse, con il microchip asportato.
La prima vicenda è avvenuta questa mattina, quando il 57enne si è presentato al Comando di via Marinetti. Non trovando la propria auto nel luogo in cui pensava di averla parcheggiata, l'uomo aveva ipotizzato una rimozione forzata e aveva cercato online il numero di un servizio di soccorso stradale.
Contattato telefonicamente, un soggetto che si presentava come appartenente al circuito nazionale del settore gli aveva confermato che il veicolo era stato portato via dalla propria ditta, asserendo che l’intervento fosse stato disposto dalla Polizia Locale. Per riavere l’auto, il presunto carroattrezzi chiedeva 150 euro, da versare attraverso un codice QR.
La richiesta ha però insospettito il 57enne, soprattutto per la necessità di effettuare il pagamento anticipatamente, per l'impossibilità di utilizzare il contante e per il riferimento a un intervento della Polizia Locale che non risultava agli atti. L'uomo ha quindi deciso di rivolgersi direttamente agli agenti.
Il Comando ha disposto un servizio in abiti civili per verificare la situazione, accertando che l’auto non si trovava nel luogo indicato come deposito. Su indicazione degli agenti, il 57enne ha quindi chiesto al presunto soccorritore una fotografia del veicolo prima di concordare il ritiro.
A quel punto, però, l'interlocutore ha iniziato a fornire risposte sempre più vaghe ed evasive, arrivando anche ad assumere un tono sgarbato e offensivo. Il quadro è apparso ancora più chiaro quando a telefonare direttamente al presunto truffatore è stato il comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche, Cristian Lupidi, che si è qualificato come tale. Da quel momento l'uomo ha smesso di rispondere alle chiamate, rendendosi irreperibile.
La vicenda sembrava destinata a trasformarsi in una denuncia per il furto aggravato dell’auto e degli effetti personali custoditi al suo interno. Pochi minuti dopo, però, è arrivata la svolta: il veicolo è stato ritrovato sul lungomare di Civitanova Marche da un amico del 57enne.
Resta comunque configurato, a carico dell'interlocutore telefonico al momento non identificato, il tentativo di truffa, ai sensi degli articoli 56 e 640 del Codice Penale. Il Comando ha raccolto la denuncia-querela della persona offesa e informerà l'Autorità Giudiziaria per gli ulteriori accertamenti.
Parallelamente, la Polizia Locale ha portato avanti un secondo filone di attività, distinto dal tentativo di truffa. Durante alcuni controlli documentali effettuati negli uffici nei mesi di luglio e agosto, gli agenti hanno individuato tre persone, un 29enne, un minorenne e una 42enne, tutti residenti a Civitanova Marche, in possesso di carte d’identità elettroniche alterate.
In tutti e tre i casi è stata rilevata l’asportazione del microchip elettronico dalla carta d’identità, elemento che ha portato al sequestro dei documenti e alle relative denunce a piede libero per falsificazione di documento. Per il minorenne gli atti sono stati trasmessi alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Ancona, mentre per gli altri due casi procede la Procura ordinaria.
"Nell'arco delle ultime settimane il nostro personale ha gestito un tentativo di truffa online e tre casi di documenti manomessi", ha dichiarato il dirigente superiore Cristian Lupidi, comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche. "Nel primo caso, la collaborazione del cittadino, che ha segnalato tempestivamente l'anomalia rivolgendosi ai nostri uffici, ha permesso di ricostruire la dinamica del raggiro prima che si concretizzasse alcun danno economico".
"Nel secondo filone, i controlli documentali in ufficio hanno consentito di intercettare tre carte d'identità elettroniche con il microchip asportato, casi che vengono individuati solo con un'attenzione specifica alla verifica dell'autenticità del documento, non riscontrabile a semplice vista. Due ambiti di intervento diversi, dal contrasto alle frodi ai controlli sui documenti d'identità, che richiedono entrambi presidio costante sul territorio", ha concluso Lupidi.
"Un plauso alla nostra Polizia Locale per aver sventato il tentativo di truffa ai danni di un concittadino e per il costante lavoro di controllo del territorio - le parole del sindaco Fabrizio Ciarapica -. L'attenzione e la prontezza dimostrate dagli agenti confermano, ancora una volta, come la legalità sia un impegno quotidiano e, come Amministrazione, continueremo a sostenere ogni iniziativa che miri a proteggere la sicurezza e la serenità della nostra città".
CIVITANOVA MARCHE – Due persone sono state trasportate in ospedale in seguito a un incidente avvenuto intorno alle 19 nei pressi della rotonda di San Marone, a Civitanova Marche, all'intersezione tra la Statale 16 e la Provinciale 485.
A bordo dello scooter si trovavano un uomo di 78 anni e una donna di 71 anni, entrambi soccorsi dal personale del 118 e dall'automedica. Dopo le prime cure prestate sul posto, i due sono stati trasferiti all'ospedale di Civitanova Marche per gli accertamenti del caso. Le loro condizioni, fortunatamente, non destano particolare preoccupazione.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Locale e quelli del Commissariato di Polizia, impegnati nei rilievi necessari a ricostruire l'esatta dinamica del sinistro e nella gestione della viabilità.
L'incidente ha infatti provocato rallentamenti al traffico nella zona della rotonda di San Marone durante le operazioni di soccorso e di messa in sicurezza dell'area.
(Foto di repertorio)
Il Montefano piazza un altro colpo da 90 sul mercato e continua a costruire una rosa di primissimo livello in vista del prossimo campionato di Eccellenza Marche. Il club viola ufficializza l'arrivo di Lorenzo Capezzani, centrocampista classe 1996 reduce da importanti esperienze tra Serie D ed Eccellenza.
Nato a Macerata, Capezzani ha mosso i primi passi nel calcio giovanile nel vivaio del Parma, prima di approdare tra i professionisti con la Spal. Successivamente ha costruito una lunga e solida carriera nel calcio dilettantistico, diventando per diverse stagioni uno dei punti di riferimento del Tolentino, sia in Serie D sia in Eccellenza.
Nel corso della sua esperienza nella quarta serie nazionale ha vestito anche maglie prestigiose del girone F come Recanatese, Alma Juventus Fano e Vigor Senigallia, prima di fare ritorno al Tolentino nelle ultime due stagioni. Nel complesso sono oltre 150 le presenze collezionate da Capezzani in Serie D, un bagaglio di esperienza che ora sarà a disposizione del tecnico Lorenzo Bilò.
Dal punto di vista tattico, il Montefano si assicura un giocatore completo e duttile, capace di abbinare qualità tecniche e visione di gioco a una spiccata propensione agli inserimenti e alla finalizzazione. Destro naturale, Capezzani può agire da play centrale, mezzala o trequartista, offrendo diverse soluzioni alla mediana viola.
Non mancano inoltre le qualità balistiche, con il centrocampista che rappresenta una risorsa anche sui calci piazzati. L'arrivo di Capezzani conferma le ambizioni del Montefano, protagonista di una campagna acquisti che, colpo dopo colpo, sta consegnando a mister Bilò una rosa profonda e ricca di elementi di esperienza e qualità.
L'accoppiata Spagna-Capezzani, in particolare, rappresenta un segnale importante delle intenzioni della società, che si candida a essere una delle squadre più attrezzate del prossimo campionato di Eccellenza Marche.
(Credit foto: SSD Montefano Calcio)
Scontro tra un furgoncino e un ciclomotore nel pomeriggio di oggi, intorno alle 18:40, nel territorio comunale di Macerata. Per cause ancora in corso di accertamento da parte delle autorità, un Volkswagen Caddy e una Vespa si sono urtati in contrada Cervare, all’altezza di un incrocio.
Ad avere la peggio è stato l'uomo alla guida del ciclomotore che, a seguito dell'impatto, è stato sbalzato dalla sella finendo sull'asfalto. Scattati immediatamente i soccorsi, sul posto sono giunti i sanitari del 118. Gli operatori dell'emergenza hanno prestato le prime cure all'uomo sul posto e, dopo averlo stabilizzato e imbarellato, lo hanno trasportato in ospedale per gli accertamenti e le cure del caso.
Per gestire la viabilità e completare i rilievi scientifici utili a ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente sono intervenuti gli agenti della polizia locale di Macerata.
Colori, creatività e tanta passione hanno accompagnato il 54° Festival del Vino Cotto, conclusosi domenica scorsa a Loro Piceno dopo aver richiamato numerosi visitatori nelle vie e nelle piazze del paese. A rendere ancora più suggestivo il centro storico sono stati anche gli allestimenti realizzati grazie all'impegno di tante donne della comunità.
L'amministrazione comunale ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le donne che, nel corso degli anni, hanno messo a disposizione tempo, passione e capacità manuali per contribuire alla cura e alla bellezza del paese.
Un pensiero particolare è rivolto alle donne che hanno dato vita all'esperienza delle "Uncinettare", nata con l'obiettivo di portare l'arte dell'uncinetto negli spazi del paese. Nel tempo, il gruppo ha realizzato numerose decorazioni diventate parte degli allestimenti delle feste e delle ricorrenze di Loro Piceno: dagli alberelli di Natale alle vie decorate, passando per il grande albero impreziosito da rose, il presepe e, durante il precedente Festival del Vino Cotto, le caratteristiche ghirlande ispirate al tema della vigna.
Un patrimonio di creatività e manualità che nel 2026 ha trovato nuova energia con la nascita del gruppo "Mi Filo di Te", costituito nel febbraio scorso come spazio di socializzazione e condivisione dedicato al lavoro a ferri e all'uncinetto.
Ogni lunedì, negli spazi di BiblioLoro, si incontrano bambine, nonne, mamme, donne esperte e persone che si sono avvicinate per la prima volta all'uncinetto. Un'esperienza che in appena sei mesi è diventata soprattutto un momento di condivisione e socialità, mettendo insieme generazioni ed esperienze differenti.
Proprio da questi incontri è nato l'allestimento che ha caratterizzato il 54° Festival del Vino Cotto: grandi mandala all'uncinetto sospesi sopra le vie del centro storico, capaci di catturare l'attenzione di cittadini e visitatori.
Grandi e coloratissimi "centrini della nonna", i mandala racchiudono anche un significato simbolico che va oltre il semplice valore estetico. In diverse culture rappresentano unità, energia, armonia e viaggio spirituale. Un'immagine che ben si lega all'esperienza vissuta dalle donne di Loro Piceno: tante mani, storie ed esperienze differenti che si incontrano per creare qualcosa di unico e metterlo a disposizione dell'intera comunità.
Il progetto è stato possibile grazie alla collaborazione delle tante donne coinvolte, al sostegno dell'amministrazione comunale di Loro Piceno e alla collaborazione di BiblioLoro e dell'Associazione C.U.L.T.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche al gruppo delle signore del centro storico, che da anni contribuisce con costanza alla cura e alla valorizzazione del paese, occupandosi dell'allestimento delle vetrine durante le festività e mantenendole curate anche nel resto dell'anno.
Dietro ai colori, ai fiori, alle decorazioni, alle vetrine e ai tanti lavori che accompagnano chi passeggia per le vie di Loro Piceno ci sono dunque tempo donato, creatività, manualità e soprattutto amore per il proprio paese.
Un patrimonio che, sottolinea il sindaco Robertino Paoloni, non si esaurisce nella bellezza delle decorazioni realizzate, ma trova il suo valore più profondo nella capacità di trasformare talento e passione in qualcosa che appartiene a tutta la comunità.
Un ospite speciale per celebrare la 27ª edizione di Artemigrante, il Festival di Circo Contemporaneo e Teatro di Strada che torna nel centro storico di Macerata dal 3 al 6 settembre. Tra gli appuntamenti più attesi della manifestazione ci sarà anche Cristina D’Avena, protagonista di una serata dedicata alla musica e alle sue canzoni più conosciute. L’appuntamento è fissato per venerdì 4 settembre in piazza della Libertà.
La presenza dell’artista rappresenta una delle novità della nuova edizione del festival, che da anni porta nelle piazze del centro maceratese circo contemporaneo, teatro di strada, musica, giocoleria, magia e spettacoli. Artemigrante è nato a Macerata nel 2000 e nel corso degli anni è diventato uno degli appuntamenti dedicati alle arti di strada più riconoscibili del territorio.
La serata del 4 settembre sarà dunque l’occasione per cantare insieme a Cristina D’Avena alcune delle canzoni che hanno accompagnato diverse generazioni. Ad affiancarla ci sarà Marco Cecchetti con il suo dj-set, in un appuntamento pensato per coinvolgere il pubblico e aggiungere un momento musicale particolarmente atteso al programma di Artemigrante.
Il festival animerà per quattro giornate le piazze e le vie del centro storico di Macerata, con gli spettacoli distribuiti in diversi luoghi della città. La manifestazione punta ancora una volta a mettere in dialogo le arti performative e gli spazi urbani, trasformando il centro storico in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Aveva trovato rifugio in un vano sottoscala del parcheggio interrato del Retail Park, dove aveva allestito un bivacco di fortuna. È quanto scoperto nella giornata di oggi dagli agenti della polizia locale di Tolentino, intervenuti dopo una segnalazione arrivata dal personale dell'area commerciale.
Durante il sopralluogo, gli operatori hanno individuato un 34enne di nazionalità indiana, privo di documenti. L'uomo è stato accompagnato presso la locale stazione dei carabinieri per gli accertamenti finalizzati alla sua identificazione.
Dai controlli è emerso che il 34enne, identificato con le iniziali P.S.S., era già stato identificato e fotosegnalato lo scorso giugno dal nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri di Tolentino. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che l'uomo era privo di un valido permesso di soggiorno e risultava destinatario di un ordine del Questore di Macerata che gli vietava di fare ritorno nel territorio del comune di Tolentino per la durata di un anno.
Alla luce della violazione del provvedimento dell'autorità di pubblica sicurezza e delle ulteriori irregolarità riscontrate in materia di immigrazione, la polizia locale ha proceduto alla denuncia dell'uomo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, per le violazioni penalmente rilevanti previste dal Testo Unico sull'Immigrazione.
Terminate le formalità di rito presso il Comando di Polizia Locale, il 34enne è stato accompagnato fuori dal territorio comunale di Tolentino, dando esecuzione al provvedimento disposto nei suoi confronti.
Il sindaco Mauro Sclavi ha ringraziato il comandante Andrea Isidori e gli agenti della polizia locale per il lavoro svolto: "Grazie alla positiva quanto silenziosa operatività del Corpo – ha dichiarato Sclavi – oltre alle verifiche della viabilità e del superamento della velocità, assicurano controlli nei cantieri, nei luoghi ritenuti sensibili e sul rispetto del regolamento del conferimento dei rifiuti".
Anche Macerata si prepara alla mobilitazione nazionale contro la riforma della legge sulla caccia e sulla tutela della fauna selvatica. Sabato 29 agosto, alle 18.30, in piazza Mazzini, è in programma un presidio promosso da Salviamo il futuro odv, nell'ambito dell'iniziativa che nel fine settimana coinvolgerà tredici città italiane.
L'appuntamento arriva alla vigilia della pre-apertura della stagione venatoria in diverse regioni e nasce dalla contestazione al disegno di legge sulla caccia, già S.1552 e ora C.2984, che prevede modifiche alla legge 157 del 1992 sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio.
Il testo è stato approvato dal Senato lo scorso 23 giugno, con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astensioni, e si trova ora all'esame della Camera.
La mobilitazione è stata promossa a livello nazionale da realtà antispeciste, ambientaliste e vegane, che intendono portare all'attenzione dell'opinione pubblica non soltanto la riforma della normativa sulla caccia, ma anche il tema più ampio del rapporto tra attività umane, animali e ambiente.
Lo slogan scelto per le manifestazioni è “Nessun bersaglio”, accompagnato dalla richiesta di fermare il Ddl Caccia e di superare quello che i promotori definiscono un modello basato sull'uccisione degli animali come strumento ordinario di gestione della fauna.
Secondo le realtà che hanno aderito alla mobilitazione, il provvedimento rappresenterebbe la conferma di un modello nel quale l'abbattimento viene considerato una delle principali risposte ai conflitti tra fauna selvatica e attività umane.
I promotori sostengono invece la necessità di puntare maggiormente su prevenzione, tutela degli habitat, riduzione dei conflitti e salvaguardia degli ecosistemi.
La protesta viene inoltre inserita in una riflessione più ampia che collega la questione animale alla crisi climatica, alla devastazione ambientale, al riarmo e alle diverse forme di oppressione.
«Contestiamo un modello che continua a presentare l'uccisione come risposta ordinaria ai conflitti tra attività umane e fauna selvatica», afferma Barbara Balsamo, della Rete ecosocialista romana e tra le organizzatrici del presidio di Roma. «Gli animali non sono numeri da amministrare o bersagli da mettere a disposizione: sono individui».
Il nodo dei danni alla fauna
A sostegno della propria posizione, i promotori richiamano anche alcuni recenti studi scientifici internazionali. Tra gli esempi citati c'è una ricerca pubblicata nel 2026 sulla rivista Biological Conservation, coordinata da Frédéric Jiguet, relativa agli interventi di controllo effettuati in Francia su volpi, mustelidi e alcune specie di uccelli.
Secondo quanto riportato dagli organizzatori, lo studio non avrebbe evidenziato una relazione diretta tra l'intensità degli abbattimenti e la riduzione dei danni dichiarati.
Viene inoltre citato uno studio del 2026 dedicato alla gestione dei cinghiali in Italia, che richiama la complessità dei fattori che influenzano le dinamiche delle popolazioni, tra cui struttura per età e sesso, disponibilità di cibo, habitat, clima e presenza dei predatori.
Per i promotori della mobilitazione, questi elementi dimostrerebbero la necessità di affrontare il problema con una visione più ampia, evitando di considerare l'abbattimento come una risposta automatica.
L'appuntamento di Macerata
Il presidio maceratese si svolgerà dunque sabato 29 agosto alle 18.30 in piazza Mazzini.
L'iniziativa rientra nella mobilitazione nazionale del 29 e 30 agosto, alla quale hanno aderito associazioni, collettivi e realtà impegnate sui temi dell'antispecismo, della tutela ambientale e della giustizia climatica.
L'obiettivo dichiarato è quello di portare nel dibattito pubblico una domanda sul futuro del rapporto tra uomo, fauna e territorio: continuare a considerare gli animali come una risorsa da controllare oppure costruire modelli di convivenza fondati sulla prevenzione e sulla tutela degli ecosistemi.
A Macerata, la risposta dei promotori arriverà sabato pomeriggio, con lo slogan scelto per la mobilitazione: “Nessun bersaglio”
Inizierà il 28 agosto, per concludersi il 27 settembre, la quarta edizione della Festa dell'Unità itinerante della provincia di Macerata, organizzata dal Partito Democratico. La manifestazione toccherà quattordici tappe in tredici comuni del territorio, con un programma che alternerà talk di approfondimento, momenti di convivialità, presentazioni di libri e musica.
La Festa dell'Unità punta a coinvolgere circoli e comuni in un'ottica di sostenibilità economica, contando sui contributi che sostengono i circoli organizzatori, primo fra tutti quello del 2x1000.
Al centro della presentazione dei programmi dei singoli comuni la volontà è quella di dare spazio alla comunità. Il responsabile dei circoli Pd Raffaele Consalvi ha sottolineato l'importanza del momento, in vista delle elezioni politiche del prossimo anno e delle amministrative in diversi comuni della provincia: le feste rappresentano un segnale di apertura verso il territorio. La volontà espressa è quella di lavorare alla costruzione di un'ampia coalizione progressista, sia a livello locale che nazionale.
L'approccio scelto è quello di partire dai problemi concreti, come l'esclusione dei comuni montani, la sanità e la questione dei rifiuti nella provincia di Macerata, cercando in primis soluzioni piuttosto che colpevoli, con l'obiettivo di costruire una visione collettiva e orientata al futuro, ripartendo dal basso e dai contenuti, attraverso l'ascolto di cittadini e amministratori del territorio.
Un ulteriore tema che verrà portato al centro degli incontri, con la presenza dei Giovani Democratici, è quello dei giovani che scelgono di restare nel territorio marchigiano e le sfide che questi ultimi devono affrontare: partendo dal punto di vista economico, culturale e delle opportunità lavorative per arrivare ad interrogarsi su come la modernità può confrontarsi con il mondo del lavoro attuale, non sempre al passo con quello del progresso tecnologico.
A dieci anni dal terremoto che ha colpito il Centro Italia, il tema della ricostruzione torna al centro del confronto al Meeting di Rimini, dove è intervenuto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli insieme al ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, al commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016 Guido Castelli e all’amministratore delegato dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Antonella Baldino.
Il confronto è stato dedicato al passaggio dall’emergenza alla ricostruzione e dalla ricostruzione alla rinascita delle comunità. Nel suo intervento, Acquaroli ha sottolineato come il completamento degli interventi edilizi non possa rappresentare da solo il traguardo del percorso, indicando nella ripresa economica e sociale dei territori uno degli obiettivi principali.
"Certamente – ha sottolineato il presidente, rispondendo alle domande del moderatore – non basterà il completamento dei cantieri per ritrovare la normalità. Dobbiamo considerare terminata la ricostruzione quando quelle comunità avranno ritrovato la normalità economica, la normalità sociale e anche la capacità di poter elaborare quello che sarà il loro futuro".
Secondo Acquaroli, il sisma ha colpito territori che già prima del 2016 erano interessati da spopolamento e carenza di infrastrutture strategiche. La ricostruzione viene quindi indicata come un'opportunità per intervenire anche su questi elementi e rafforzare la capacità delle comunità di guardare al futuro.
Tra gli aspetti richiamati dal presidente ci sono paesaggio, gastronomia, artigianato, cultura, spiritualità e borghi, considerati elementi distintivi dell'Appennino marchigiano e potenziali leve per rendere i territori più attrattivi.
"Questi territori hanno una forza enorme, ma spesso non ne sono consapevoli. La vera sfida è far comprendere la loro importanza, la loro bellezza e la loro forza", ha spiegato Acquaroli, indicando anche il ruolo della Regione nel coordinare e accompagnare i processi di sviluppo e nell'individuare nuove prospettive per le aree colpite dal sisma.
In questa direzione si inserisce anche la scelta di investire, attraverso la programmazione europea, sulla valorizzazione dei borghi e della loro autenticità. Un approccio che, secondo il presidente, può rappresentare un elemento di competitività in un contesto sempre più globalizzato.
"Se diventiamo tutti uguali, non c’è un motivo per raggiungere un luogo che è identico a un altro. Un territorio diventa attrattivo se riesce a puntare sull’autenticità".
La strategia indicata non riguarda esclusivamente il settore turistico, ma anche la possibilità di trattenere i giovani, sostenere l'imprenditorialità e creare nuove opportunità nei settori della gastronomia, dell'artigianato e dell'innovazione, valorizzando al tempo stesso la qualità della vita offerta dai territori dell'Appennino.
"C’è un mondo da scoprire e qualcosa di enorme che va condiviso – ha detto il presidente – perché la forza delle comunità e l’autenticità dei luoghi possano diventare elementi di attrazione e sviluppo".
Nel corso dell'intervento, Acquaroli ha inoltre richiamato il percorso della ricostruzione materiale nel cratere, ringraziando il commissario Guido Castelli e il Governo Meloni per il lavoro svolto e sottolineando il ruolo della volontà politica e istituzionale nel sostenere gli obiettivi indicati dalle comunità e dai sindaci.
"Quando noi troveremo la possibilità di parlare del futuro – ha insistito Acquaroli – mettendo completamente alle spalle tutto quello che è stata la dinamica dovuta al sisma, potremo dire di aver ritrovato la normalità".
Un passaggio specifico è stato dedicato ai giovani, considerati uno degli elementi centrali della prospettiva futura dei territori colpiti. Acquaroli ha ricordato sia chi ha lasciato le aree del cratere sia chi, proprio durante l'emergenza, ha scelto di restare e investire sul territorio: "Rappresentano una delle ragioni per cui la ricostruzione non può fermarsi alla dimensione edilizia. Ci sono giovani che se ne sono andati, ma attenzione: ci sono giovani che nel sisma, nella difficoltà, nell’emergenza si sono innamorati di questi territori e lì hanno deciso di investire".
In conclusione, il presidente ha indicato nella capacità delle istituzioni di accompagnare le comunità oltre l'emergenza uno degli elementi centrali del percorso: "Il ruolo delle istituzioni è questo: cercare di essere vicino all’emergenza, ma progettare il futuro, la normalità, la competitività e la capacità di recuperare quell’orgoglio di essere marchigiani, di vivere nell’Appennino e di poter tramandare alle generazioni future questo patrimonio".
Un sms che annuncia un presunto accredito sul conto, poi la telefonata di un falso operatore bancario e infine quella, ancora più credibile, di un finto funzionario della Questura. È bastato questo per convincere una pensionata di 70 anni di Chiaravalle a consegnare le proprie credenziali bancarie ai truffatori.
Nel giro di pochi minuti dal conto della donna sono stati disposti due bonifici da 49mila euro ciascuno, per un totale di 98mila euro.
La vittima si è resa conto di essere stata raggirata e il 15 agosto ha denunciato l'accaduto ai Carabinieri della Stazione di Chiaravalle. I militari si sono immediatamente messi al lavoro per ricostruire i movimenti del denaro e, soprattutto, per tentare di bloccare i trasferimenti.
L'intervento ha permesso di fermare il secondo bonifico prima che la somma potesse essere incassata. Gli accertamenti sui flussi finanziari hanno poi consentito ai Carabinieri di individuare il conto sul quale era stata trasferita la prima tranche da 49mila euro.
Il conto risultava intestato a un 35enne residente fuori regione, già noto alle forze dell'ordine. A quel punto i militari hanno interessato l'autorità giudiziaria di Ancona, che ha disposto il sequestro preventivo del conto corrente. Un provvedimento che ha permesso di recuperare anche la prima somma trasferita.
La cifra complessiva di 98mila euro sarà quindi restituita alla pensionata, evitando che il raggiro si trasformasse in una perdita definitiva. Il 35enne dovrà ora rispondere dell'accusa di truffa.
L'episodio torna a mettere in guardia soprattutto le persone anziane sui rischi delle frodi telefoniche e bancarie, sempre più spesso costruite attraverso una sequenza di contatti studiata per apparire credibile. In questo caso, la combinazione tra sms, falso operatore bancario e finto appartenente alle forze dell'ordine è servita a convincere la vittima a fornire informazioni riservate.
Un meccanismo che può svilupparsi in pochissimo tempo e che rende fondamentale, davanti a richieste di credenziali, codici o trasferimenti di denaro, interrompere la comunicazione e contattare direttamente la propria banca attraverso i canali ufficiali, senza seguire le indicazioni ricevute durante la telefonata.
L’Università di Camerino continua a orientare le future studentesse e i futuri studenti anche durante l’estate. Prosegue infatti fino al 4 settembre l’iniziativa “Porte aperte in Unicam – estate 2026”, promossa nelle sedi di Camerino, Ascoli Piceno, Matelica e San Benedetto del Tronto per aiutare ragazze, ragazzi e famiglie a conoscere da vicino l’Ateneo e a raccogliere tutte le informazioni necessarie per scegliere il proprio percorso universitario.
Attraverso il calendario disponibile sul portale dedicato all’orientamento è possibile prenotare un appuntamento con docenti e tutor e approfondire i corsi di laurea attivati da Unicam, la didattica, i servizi, le borse di studio e le agevolazioni, oltre a strutture, alloggi, attività culturali ed extracurriculari e competenze trasversali.
Il tour guidato del 1° settembre
Tra gli appuntamenti in programma spicca “Tour in UNICAM: visita guidata con i tutor”, previsto martedì 1° settembre nella sede di Camerino. Dalle 9 alle 13, i tutor per l’orientamento accompagneranno future matricole, genitori e accompagnatori alla scoperta degli spazi e delle strutture dell’Università.
Durante la mattinata sarà possibile visitare aule, laboratori didattici, biblioteche, strutture universitarie, alloggi e impianti sportivi del CUS, entrando così direttamente nell’atmosfera della vita universitaria. I tutor racconteranno inoltre, sulla base della propria esperienza, le opportunità offerte dall’Ateneo.
Il percorso toccherà il Polo di Bioscienze, il Polo di Geologia, il ChIP – Chemistry Interdisciplinary Project, i Poli di Matematica, Fisica e Informatica, il Polo Sant’Agostino, l’Orto Botanico, il Polo di Giurisprudenza, gli alloggi universitari e gli impianti sportivi del CUS.
La mattinata si concluderà alla Rocca dei Borgia con un aperitivo di saluto. Nel corso della visita sarà inoltre possibile incontrare docenti, tecnici e personale amministrativo e, per chi lo desidera, proseguire il tour anche nel pomeriggio per approfondire i corsi di studio di maggiore interesse.
La partecipazione al tour è gratuita, ma è necessaria la prenotazione entro giovedì 27 agosto.
Le parole del rettore Leoni
“Anche grazie a queste iniziative – ha sottolineato il rettore Unicam Graziano Leoni – vogliamo illustrare al meglio l’offerta formativa del nostro Ateneo, un Ateneo vivo e vivace che le studentesse e gli studenti continuano a scegliere con grande entusiasmo”.
Leoni ha quindi evidenziato il costante aggiornamento dell’offerta formativa, con l’obiettivo di fornire alle laureate e ai laureati competenze adeguate per essere competitivi e favorire un proficuo inserimento nel mondo del lavoro.
Per partecipare agli appuntamenti e conoscere nel dettaglio le modalità di prenotazione è possibile consultare il portale di orientamento di Unicam.
Tutte le informazioni e il calendario degli appuntamenti
«Di terra. Di acqua. Di fuoco. Di questo sono fatte le mie opere. E di una passione che mi abita da sempre e che si accende quando guardo la materia grezza che ho davanti. Vi sono, come intrappolate, figure che mi ingegno a liberare. Fin da bambino non faccio che questo: prendo un po'; di materiale e gli do forma, che si tratti di un blocco di pietra, un’asse di legno, un pugno di argilla o una noce di cera».
Sergio Baldoni è uno scultore, o come preferisce definirsi lui - un artigiano della materia - che si dedica alla lavorazione artigianale e artistica di materiali quali argilla, pietra, marmo, legno, bronzo.
E proprio "Materia e Pensiero” è il titolo della mostra di sculture che, con il patrocinio del Comune di Corridonia, sarà inaugurata sabato 29 agosto alle ore 18:30 presso le sale espositive di Villa Fermani. La personale, che raccoglie una parte della produzione di Baldoni, sarà aperta al pubblico dal 30 agosto al 6 settembre, tutti i giorni dalle ore 18.00 alle ore 23.00.
«È gratificante constatare a ogni nuova occasione – commenta il Sindaco Giuliana Giampaoli - il gradimento per il programma espositivo avviato a Villa Fermani. L’interesse e l’entusiasmo mostrato dagli artisti e il grande riscontro di pubblico stanno facendo di questo luogo restituito alla città un vero punto di riferimento non solo ricreativo ma anche culturale. Da sabato ospiteremo Sergio Baldoni e le sue opere, sculture che abiteranno le due sale al piano terra della Villa, realizzando un legame ideale con le opere presenti nel Parco».
«Siamo orgogliosi di aprire le porte di Villa Fermani ai talenti del nostro territorio, questa dimora deve essere sempre di più non solo un monumento da ammirare, ma un luogo vivo capace di generare valore culturale, sostenere gli artisti che rappresentano l'anima visiva della nostra terra e avvicinare i cittadini all'arte, soprattutto quelli meno abituati. L’obbiettivo dell’assessorato è di offrire alla comunità e ai visitatori uno spazio di incontro con l'arte di qualità, celebrando nei vari eventi la maestria di pittori, scultori e fotografi della zona che hanno già conquistato il pubblico e la critica. Abbiamo già in programma altre due mostre con cui chiuderemo gli eventi alla villa Fermani, per poi inaugurare la chiesa di San Francesco, che vorremmo usare stabilmente come spazio espositivo ed auditorium, con la straordinaria Mostra su San Francesco a cui stiamo lavorando da oltre un anno» ha aggiunto l'Assessore alla Cultura Massimo Cesca.
MACERATA – Il passaggio dalla scuola superiore all’Università rappresenta una nuova fase della vita, fatta di entusiasmo ma anche di interrogativi per studenti e famiglie. Per chi sceglie l’Università di Macerata c’è però un'opportunità ulteriore: accedere alla Scuola di Studi Superiori “G. Leopardi”, un percorso di alta formazione che si affianca al normale corso di laurea.
Il bando di ammissione per l'anno accademico 2026/2027 è ancora aperto. C'è tempo fino al 2 settembre per presentare la propria candidatura.
La Scuola permette di seguire il proprio percorso universitario arricchendolo con una formazione interdisciplinare, innovativa e internazionale. Nei cinque anni previsti, gli allievi partecipano a seminari, attività di alta formazione e iniziative in Italia e all'estero, anche attraverso la collaborazione con altre Scuole universitarie appartenenti alle reti nazionali.
Al termine del percorso quinquennale viene conseguito un diploma equiparato a un master universitario di II livello, che rappresenta un ulteriore elemento qualificante nel curriculum degli studenti.
Un percorso senza costi per gli allievi
Tra gli aspetti più interessanti della Scuola ci sono anche le agevolazioni economiche. Gli allievi possono beneficiare della gratuità delle tasse universitarie, della residenza e della mensa, oltre a contributi destinati ai viaggi e ai periodi di studio all'estero.
Non si tratta soltanto di un sostegno economico. La Scuola mette infatti a disposizione anche un tutor dedicato, accompagnando gli studenti nel percorso di crescita accademica e personale.
L'obiettivo è creare una vera comunità di studio e ricerca, nella quale i giovani possano sviluppare autonomia, competenze e capacità di confronto senza rinunciare al corso di laurea scelto.
Una rete nazionale e internazionale
Entrare nella Scuola Leopardi significa inoltre accedere a una più ampia rete di esperienze. La struttura di Unimc fa parte della Rete ASSI, che riunisce dieci Scuole Superiori di Ateneo italiane e promuove attività condivise di alta formazione, progetti e percorsi innovativi.
La Scuola partecipa inoltre alla Rete EFC – Educating Future Citizen, progetto finanziato dal PNRR che coinvolge Scuole di Studi Superiori Universitarie interne agli Atenei e Scuole autonome.
Attraverso questa rete vengono proposte attività di orientamento, formazione avanzata e mentoring, con particolare attenzione all'innovazione, all'internazionalizzazione e alle competenze necessarie per affrontare un mondo in continua trasformazione.
Candidature fino al 2 settembre
Per chi fosse interessato, il tempo per presentare la candidatura è ormai agli sgoccioli. La scadenza del bando per l'anno accademico 2026/2027 è fissata al 2 settembre.
Per agevolare la partecipazione alle prove di ammissione, la Scuola sostiene inoltre le spese di viaggio, vitto e alloggio degli aspiranti allievi.
«Invitiamo tutte le studentesse e tutti gli studenti che desiderano vivere un’esperienza formativa di alto livello, interdisciplinare e internazionale a presentare la propria candidatura. Sarà un investimento prezioso per il loro futuro accademico e professionale», sottolinea la direttrice della Scuola.
Tutti i requisiti, le modalità di partecipazione e le informazioni sul bando sono disponibili sul sito della Scuola di Studi Superiori “G. Leopardi” dell’Università di Macerata.
In vista delle celebrazioni di San Giuliano, il comune di Macerata rafforza il coordinamento tra gli operatori impegnati nella gestione della sicurezza e dell’emergenza. Questa mattina, al Comando della Polizia Locale, si è svolta una riunione operativa dedicata alla verifica delle misure previste per la festa patronale.
All’incontro hanno preso parte l’assessore alla sicurezza Paolo Renna, il comandante della polizia locale Danilo Doria, l’ingegnere Paolo Margione, responsabile del piano di sicurezza dell’evento, i vigili del fuoco, gli operatori della polizia locale e i rappresentanti delle associazioni che saranno impegnate nelle attività di assistenza antincendio, safety, protezione civile e supporto alla viabilità.
Il briefing ha permesso di fare il punto sull'organizzazione prevista dal piano di sicurezza e di condividere con tutti i soggetti coinvolti le modalità operative e le procedure da adottare durante le celebrazioni. L'obiettivo è garantire un intervento coordinato in caso di necessità e assicurare il regolare svolgimento delle iniziative.
La riunione rappresenta una prassi ormai consolidata nella gestione della festa patronale: il confronto tra gli operatori viene infatti effettuato ogni anno sia prima sia dopo l'evento, così da verificare l'efficacia delle procedure e individuare eventuali aspetti da migliorare.
"Ogni anno prima e dopo l’evento facciamo una riunione operativa con gli operatori coinvolti nella gestione della sicurezza e dell’emergenza – commenta l’assessore Paolo Renna -. Una prassi che ci ha consentito di migliorare negli anni l’applicazione e la gestione del piano di sicurezza e limitare sempre di più i disagi alla cittadinanza".
Il coordinamento tra polizia locale, vigili del fuoco, protezionecCivile, associazioni e gli altri operatori coinvolti sarà dunque centrale per garantire che le celebrazioni di San Giuliano si svolgano in condizioni di sicurezza, con una costante attenzione alla gestione dell'emergenza e alla viabilità.
Nella giornata di ieri è stata presentata al porto di Ancona la nuova boa oceanografica del Conero, che permetterà di rilevare in tempo reale parametri ambientali e meteorologici.
È “Dory” il nome scelto per lo strumento, e strizza l’occhio alla simpatica pesciolina del film d’animazione “Alla ricerca di Nemo”, la quale dimenticava immediatamente tutto.
A differenza sua, però, quella posizionata nell'area antistante la baia di Portonovo è pronta a ricordare e immagazzinare una grande quantità di dati e informazioni: è in grado di registrare dati ad intervalli di venti minuti, ottenendo parametri come velocità, raffica e direzione del vento, temperatura e umidità dell’aria, pressione atmosferica, ma anche temperatura dell’acqua, conducibilità, salinità e densità, ossigeno disciolto, clorofilla, torbidità, velocità e direzione delle correnti, altezza e direzione delle onde.
Inoltre, a supporto di ciò, il sistema consentirà di reperire periodicamente foto e video della zona interessata, per poter agire in maniera repentina nel caso di anomalie impreviste e condizioni di stress della biodiversità marina.
Situata ad una profondità di circa 12 metri, alle coordinate Latitudine 43,567830° N e Longitudine 13,599020° E, la boa rappresenta la possibilità concreta di studiare in maniera continuativa gli ecosistemi della costa e la loro evoluzione.
Anche i cittadini potranno consultare in autonomia i dati tramite un sito dedicato, permettendo così alla comunità di essere maggiormente a conoscenza dello stato di salute e dei cambiamenti che interessano le acque costiere e chi le abita.
Lo strumento è stato messo a disposizione dall’Università Politecnica delle Marche, collaborando con l’Istituto Zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche e con il CNR IRBIM e si inserisce all’interno delle azioni del “Tavolo tecnico per la salvaguardia del Mosciolo selvatico”, per la promozione della tutela e della valorizzazione del mitilo locale.
L’ estate che ha innalzato la temperatura di tutti i mari, compreso l’Adriatico, ricorda che la lotta al cambiamento climatico e la possibilità di agire tempestivamente passano soprattutto per l’analisi di dati continui ed integrati, che possono essere reperiti in tempo reali e successivamente confrontati.
Dal campo di calcio di Sarnano del 1944 al grande schermo. La storia della partita disputata in paese, nella primavera di quell'anno, tra le truppe tedesche di stanza sul territorio e un gruppo di giovani del luogo diventa un film e ora è alla ricerca dei suoi protagonisti e delle sue comparse.
La seconda tappa del casting per “Italia Germania ’44” è in programma venerdì 28 agosto, dalle 15 alle 19, alla Sala Congressi M. Gentili di via Benedetto Costa a Sarnano. Dopo l'appuntamento di Sassoferrato dello scorso 24 agosto, la produzione torna dunque nel territorio marchigiano in vista delle riprese, previste a partire da settembre in diverse località delle province di Macerata e Ancona.
Il lungometraggio, liberamente ispirato alla vicenda realmente accaduta durante la guerra, è scritto e diretto da Andrea Antolini, Diego Morresi e Alessandro Tarabelli ed è prodotto da Stella Polare Films, Sydonia Production e Subwaylab.
Il progetto ha ottenuto i contributi selettivi della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, nell'ambito dell'articolo 26 della legge 220/2016, ed è tra i vincitori del bando audiovisivi della Regione Marche – PR-FESR 2021-2027, promosso e gestito dalla Fondazione Marche Cultura e Marche Film Commission.
A sostenere il progetto ci sono inoltre i Comuni di Sarnano e San Ginesio e l'Unione Montana dei Monti Azzurri, mentre i Comuni di Jesi e Sassoferrato collaborano alla realizzazione del film.
Il casting
La produzione è ora alla ricerca di generici e figurazioni speciali. Per partecipare alla selezione è necessario iscriversi preventivamente attraverso il modulo online, indicando anche l'orario nel quale si intende presentarsi al casting.
Il modulo è disponibile attraverso i canali social di Subwaylab (@subwaylab) e Marche Film Commission (@marchefilmcommission), oltre che nella sezione Casting del sito della Film Commission Marche.
Ai candidati vengono richiesti i principali dati personali, tra cui nome, cognome, data e luogo di nascita, città di residenza, numero di telefono e indirizzo email. È inoltre necessario allegare da una a tre fotografie, preferibilmente un primo piano e una figura intera. Facoltativamente è possibile inserire anche il link a un video caricato su YouTube o Vimeo.
La selezione è aperta anche ai minori, che dovranno però presentarsi accompagnati da un genitore o da un adulto responsabile.
L'appuntamento di Sarnano rappresenta quindi una nuova occasione per entrare, anche solo come comparsa, nella realizzazione di un film che riporta sul grande schermo una vicenda particolare della storia locale, intrecciando calcio, guerra e vita quotidiana nell'Italia del 1944.
Le riprese partiranno a settembre e coinvolgeranno diverse località marchigiane, trasformando luoghi e paesaggi del territorio in parte integrante della storia raccontata da “Italia Germania ’44”.
Viaggiava a bordo di una bici a pedalata assistita, ma senza pedalare e a una velocità ben superiore a quella consentita. Alla guida del mezzo, fermato dalla Polizia Locale di Civitanova, c'era un ragazzo di appena 13 anni.
Il controllo è scattato nella notte tra il 24 e il 25 agosto, poco dopo la mezzanotte, nell'ambito di un servizio serale di controllo del territorio svolto in abiti civili. Il servizio, disposto dal comandante della Polizia Locale Cristian Lupidi, era stato potenziato proprio per individuare situazioni che potevano sfuggire ai controlli ordinari effettuati con le pattuglie con i colori d'istituto.
Gli agenti hanno notato il giovane mentre percorreva il centro abitato a velocità sostenuta. A destare l'attenzione è stato soprattutto il fatto che il ragazzo procedesse in più occasioni senza pedalare, sfruttando la propulsione elettrica del mezzo.
Dal contachilometri del veicolo di servizio è emerso inoltre che la bici superava la velocità di 6 chilometri orari, limite previsto per la sola propulsione elettrica senza pedalata.
Il mezzo era già stato notato in precedenti occasioni, ma era sempre riuscito a dileguarsi quando comparivano le pattuglie della Polizia Locale con i colori di istituto. Questa volta, invece, l'utilizzo di un'auto in borghese ha permesso agli agenti di intervenire. Il velocipede è stato fermato in via Castellara.
Alla guida è stato identificato il 13enne e il mezzo è stato sottoposto a sequestro. Gli accertamenti tecnici sono poi proseguiti nella mattinata di oggi alla Motorizzazione Civile di Macerata, dove è stata rilevata una velocità massima di 31 chilometri orari.
Un dato che ha portato a una diversa qualificazione del veicolo. Secondo la normativa, infatti, una bici a pedalata assistita deve rispettare determinati requisiti per conservare lo status di velocipede: l'assistenza elettrica deve interrompersi al superamento dei 25 km/h, la potenza nominale continua massima non deve superare i 250 watt e la propulsione senza pedalata è consentita soltanto entro i 6 km/h.
In presenza di caratteristiche diverse, il mezzo viene invece considerato, ai fini della circolazione stradale, un ciclomotore e deve quindi rispettare tutti gli obblighi previsti per questa categoria.
Nel caso specifico, alla luce degli accertamenti effettuati, sono state contestate diverse violazioni del Codice della strada.
Tra queste, l'articolo 116, relativo alla guida senza patente, con una sanzione prevista di 5.100 euro e il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi; l'articolo 193, relativo alla circolazione senza assicurazione, con una sanzione di circa 900 euro e il sequestro finalizzato alla confisca; e l'articolo 115, relativo alla mancanza dell'età minima richiesta per la guida dei ciclomotori, con una sanzione di 87 euro e il fermo amministrativo per 30 giorni.
Contestata anche la violazione dell'articolo 97 del Codice della strada, per la circolazione di un mezzo considerato di fatto un ciclomotore ma privo del prescritto certificato di circolazione. In questo caso la sanzione prevista va da 158 a 635 euro, con l'importo che sarà determinato dalla Prefettura, oltre al sequestro finalizzato alla confisca.
Considerata la minore età del conducente, i verbali sono stati contestati al genitore esercente la sorveglianza, come previsto dalla normativa. Al termine degli accertamenti, il ragazzo è stato riaffidato al genitore.
È stato colto da un malore mentre camminava lungo la battigia, con i piedi immersi nell’acqua. Si è accasciato sulla spiaggia e, nonostante i lunghi tentativi di rianimazione, per un uomo di circa 80 anni non c’è stato nulla da fare.
La tragedia si è consumata nella mattinata sul litorale sud di Porto Sant’Elpidio, nel tratto di spiaggia libera accanto allo chalet Togo.
Secondo le prime testimonianze raccolte sul posto, l’anziano stava passeggiando tranquillamente in riva al mare quando ha accusato un improvviso malore ed è caduto a terra. Immediato l’allarme lanciato da chi si trovava nei paraggi.
A prestare i primi soccorsi sono stati il bagnino di salvataggio e alcuni presenti, che hanno subito allertato il 118. In pochi minuti sono arrivati sul posto l’automedica, un’ambulanza della Croce Verde di Porto Sant’Elpidio e una pattuglia della Guardia Costiera di Porto San Giorgio.
I sanitari hanno iniziato immediatamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare, proseguendo per diversi minuti nel tentativo di salvare l’uomo.
Purtroppo, però, ogni tentativo si è rivelato vano. Il cuore dell’anziano non ha ripreso a battere e i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
La notizia ha suscitato sgomento tra le persone presenti sul litorale, dove la scena si è consumata sotto gli occhi dei bagnanti.
Dal successo di un festival alla costruzione di una vera e propria destinazione territoriale. È questa la sfida al centro della giornata di sabato 29 agosto, una delle più significative dell'edizione 2026 del Ginesio Fest, che alle 10, nella Chiesa dei Santi Tommaso e Barnaba, ospiterà il forum “Dal Festival alla Destinazione. Forum di idee per costruire l’identità del Borgo degli Attori”.
L'iniziativa nasce con l'obiettivo di aprire una riflessione sul futuro di San Ginesio e sulle possibilità di trasformare l'esperienza maturata dal festival in un progetto più ampio, capace di produrre valore culturale, turistico e sociale durante tutto l'anno.
Una giornata che metterà a confronto esperienze diverse di sviluppo dei piccoli comuni, con particolare attenzione a identità, turismo lento, cultura, infrastrutture e partecipazione delle comunità.
Tra gli appuntamenti più attesi ci sarà la presentazione della guida “I Cammini della Rinascita. Tesori nascosti dell'Appennino centrale”, promossa dalla Struttura del commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016. Protagonista sarà il senatore Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione, che dialogherà con il giornalista e conduttore televisivo Marco Carrara.
Al centro del confronto il ruolo dei cammini e del turismo lento nella valorizzazione del patrimonio diffuso e nel rilancio delle comunità dell'Appennino centrale colpite dal sisma. Una prospettiva che punta a collegare infrastrutture, identità locali, comunità e nuove forme di attrattività.
In questo percorso San Ginesio viene indicato come una delle esperienze più significative del cratere. Il borgo ha infatti investito negli ultimi anni sulla cultura, sulla valorizzazione del patrimonio e sulla costruzione di una visione condivisa di sviluppo, fino a diventare un caso osservato anche al di fuori del territorio regionale.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Giuliano Ciabocco, la mattinata proseguirà con l'intervento di Giacomo Andreani, founder e CEO di Expirit, sul tema “I piccoli comuni e l’arte del posizionamento”.
L'intervento affronterà una delle questioni centrali per molti borghi italiani: come diventare riconoscibili senza perdere autenticità, costruendo una narrazione capace di valorizzare risorse culturali e identità locali e trasformarle in opportunità per residenti, imprese e visitatori.
Il cuore del forum sarà quindi la tavola rotonda “Paesi che hanno scelto di essere unici”, che metterà a confronto due esperienze territoriali differenti ma accomunate dalla scelta di puntare su una forte identità.
Per Peccioli interverrà Massimiliano Colombi, sociologo, coordinatore scientifico della Fondazione B.Live e coautore del volume Energie Micropolitane. Da Peccioli risonanze per l'Italia. Il suo contributo consentirà di approfondire il percorso del comune toscano, diventato un riferimento nazionale nel campo dell'innovazione territoriale, attraverso i temi della governance e delle relazioni sociali.
Dall'altra parte ci sarà Francesco Mastrandrea, sindaco di Forenza, impegnato nel progetto del “Borgo dei Mosaici”, che punta sull'arte pubblica e sulla rigenerazione urbana per rafforzare identità e attrattività.
Il confronto, moderato da Andrea Agazzani, responsabile dell'Area Destination di Expirit, non si concentrerà soltanto sui risultati ottenuti, ma anche sulle difficoltà e sulle sfide che i piccoli comuni devono affrontare quando scelgono di costruire la propria unicità.
Dal confronto nazionale si passerà quindi alla realtà di San Ginesio con la restituzione del laboratorio partecipativo “Il Borgo degli Attori visto dai bambini”, curato da Elena Santilli. Saranno proprio i più giovani, attraverso idee e suggestioni raccolte durante il percorso, a proporre la loro visione sul futuro del paese e sul significato che il progetto del Borgo degli Attori potrebbe assumere per le nuove generazioni.
La mattinata si concluderà con il dialogo “Il Borgo degli Attori: da intuizione culturale a progetto di destinazione”, che vedrà protagonisti Isabella Parrucci, ideatrice e fondatrice del Ginesio Fest, e Giacomo Andreani.
L'obiettivo sarà capire come il patrimonio di relazioni, reputazione e progettualità costruito dal festival possa trasformarsi nella base di un percorso più ampio, coinvolgendo cittadini, operatori economici e istituzioni nella costruzione di una destinazione riconoscibile e condivisa.
La presenza di Guido Castelli e il confronto tra esperienze nazionali e realtà locali danno al forum una dimensione che va oltre il singolo appuntamento culturale. San Ginesio diventa così, almeno per una giornata, un laboratorio sul futuro delle aree interne italiane, interrogandosi su come i piccoli borghi possano trasformare cultura, identità e patrimonio in strumenti concreti di rinascita.
La sfida, in fondo, è tutta nel titolo dell'incontro: passare dal festival alla destinazione, facendo della cultura non soltanto un appuntamento da calendario, ma uno degli strumenti attraverso cui costruire sviluppo e futuro per la comunità.