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Macerata, assistenza scolastica ai disabili. Contigiani attacca il Comune: "Fa il gioco delle tre carte"

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MACERATA – «Con il bando sull’assistenza scolastica alla disabilità a Macerata, l’Amministrazione fa il gioco delle tre carte: scarica i tagli sui lavoratori e impoverisce il servizio per gli studenti». È un attacco diretto quello di Ninfa Contigiani, consigliera comunale del Partito democratico, che interviene sul nuovo capitolato d’appalto per l’assistenza all’autonomia scolastica, dopo la formale diffida presentata da USB Lavoro Privato al Comune.

 Contigiani, che è anche docente dell’Università di Macerata impegnata nella formazione degli operatori del sociale, chiede all’Amministrazione di fermare l’iter e aprire immediatamente un confronto con le rappresentanze dei lavoratori.

 «Non si può fare cassa e cercare il risparmio sui diritti degli alunni con disabilità e sulla pelle degli educatori», sostiene la consigliera dem, secondo la quale «il Comune di Macerata dovrebbe sospendere il bando e aprire subito un tavolo di confronto».

 Nel mirino ci sono soprattutto le condizioni previste dal nuovo capitolato. «La diffida del sindacato solleva questioni di straordinaria gravità che toccano sia la dignità del lavoro sia la qualità dei servizi dedicati ai soggetti più fragili della nostra comunità», afferma Contigiani.

 Tra le criticità indicate dalla consigliera ci sono «il sotto-inquadramento delle figure educative, la mancata attribuzione di un livello contrattuale coerente con la complessità del ruolo, il trasferimento del rischio economico sui lavoratori in caso di assenza dell’alunno e clausole di tutela occupazionale deboli».

 Per Contigiani, si tratta di «scelte che vanno nella direzione opposta a quella di un welfare moderno e credibile».

 La consigliera richiama anche la propria esperienza accademica e il lavoro svolto nella formazione degli operatori sociali. «Nella mia esperienza di docente, insieme a tanti colleghi dei corsi professionalizzati per il lavoro sociale, ci spendiamo per valorizzare le competenze e l'importanza della relazione umana tra operatore e assistito», spiega. Da qui, aggiunge, la contraddizione che vede nella scelta dell’Amministrazione di «svalutare proprio questa specificità».

 Il nodo, secondo Contigiani, non riguarda soltanto le condizioni contrattuali degli educatori, ma rischia di avere ricadute dirette sulla qualità dell’assistenza. «Un welfare pubblico non può prescindere dalla tutela dei suoi lavoratori», sottolinea. E avverte: «Far finta di non sapere che la precarietà di chi educa mina la qualità dell'assistenza significa fare il “gioco delle tre carte”: si vende l'idea di offrire un servizio e si pompa comunicativamente la crescita dei numeri, ma nei fatti se ne scarica il costo e la fatica sulle spalle degli operatori, tenendoli legati a condizioni precarie».

 Un sistema che, secondo la consigliera, rischierebbe di produrre conseguenze anche sul piano sociale. «Tutto questo rischia di diventare un sistema e non ce lo possiamo permettere mentre il bisogno sociale cresce sempre più», afferma, collegando la questione anche alla condizione occupazionale delle donne. «Aggraverebbe anche la forbice di differenza salariale e di garanzie lavorative del lavoro femminile da quello maschile, perché sappiamo tutti che sono ambiti professionali a fortissima femminilizzazione».

 Contigiani guarda quindi alle conseguenze di lungo periodo. «Mi sento di mettere in guardia dalle conseguenze a lungo termine sul tessuto sociale della nostra città», dice. E pone una domanda all’Amministrazione: «A conti fatti, quanto può resistere un sistema in cui l’ente pubblico si disinteressa della qualità del lavoro che usa per dare i suoi servizi nascondendosi dietro gli appalti con i contratti privatistici?».

 La consigliera teme che le difficoltà degli operatori possano alla fine ripercuotersi sull’intero sistema di welfare: «Quanto tempo passerà prima che il boomerang torni indietro, reimmettendo quegli stessi lavoratori e le loro famiglie nel circuito del bisogno sociale?».

 Al centro resta però la continuità educativa degli studenti con disabilità. «La continuità educativa e la stabilità delle figure di riferimento sono elementi fondamentali per il benessere degli alunni con disabilità e delle loro famiglie: frammentare questo lavoro significa impoverire moltissimo il servizio», sostiene Contigiani.

 Infine, l’appello diretto al sindaco. «È inaccettabile che il Comune proceda in direzione ostinata e contraria, rifiutando da mesi ogni dialogo con le rappresentanze dei lavoratori», afferma la consigliera Pd. La richiesta è netta: «Fermi l'iter del capitolato e convochi immediatamente un tavolo di confronto con le parti sociali».

 

«La tutela del lavoro e il benessere degli studenti con disabilità devono tornare al centro dell'agenda pubblica con investimenti reali, non solo a parole», conclude Contigiani.ChatGPT ha

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