Aggiornato alle: 16:04 Lunedì, 24 Agosto 2026 nubi sparse (MC)
Politica Provincia Macerata

Caccia, il Consiglio di Stato dà ragione alle Marche. Bugaro: "Sentenza storica sui calendari venatori"

caccia_consiglio_stato_bugaro

Il Consiglio di Stato si è pronunciato nel merito sul calendario venatorio 2025/2026 della Regione Marche, riconoscendo, secondo quanto riferito dall'assessore regionale alla Caccia Giacomo Bugaro, la legittimità delle scelte adottate dalla Regione sulla chiusura della stagione venatoria per beccaccia e turdidi, tra cui tordo bottaccio, tordo sassello e cesena.

Una decisione che Bugaro definisce "storica", destinata a poter rappresentare un precedente significativo anche per le altre Regioni italiane nella definizione dei calendari venatori.

La vicenda era nata dal ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste contro il calendario approvato dalle Marche. Il TAR Marche aveva successivamente disposto l'anticipazione al 10 gennaio 2026 della chiusura della caccia alle specie interessate. Contro quella decisione la Federazione Italiana della Caccia e Federcaccia Marche avevano presentato appello al Consiglio di Stato, con la Regione Marche costituita in giudizio a sostegno delle proprie scelte.

Già lo scorso gennaio il Consiglio di Stato aveva accolto l'istanza cautelare, sospendendo gli effetti della sentenza del TAR e consentendo il ripristino delle date originariamente previste dal calendario regionale. Ora è arrivata la pronuncia definitiva sul merito della controversia.

Secondo l'assessore Bugaro, uno degli aspetti centrali della sentenza riguarda il ruolo del parere ISPRA. "Il primo punto fondamentale – sottolinea – è il riconoscimento del fatto che il parere ISPRA non ha natura vincolante. Le Regioni possono discostarsene quando la propria decisione sia adeguatamente motivata e sostenuta da elementi tecnico-scientifici idonei. È esattamente ciò che le Marche avevano fatto".

La pronuncia, sempre secondo la Regione, assume particolare rilievo anche per quanto riguarda i Key Concepts, i documenti utilizzati come riferimento per individuare i periodi della migrazione prenuziale delle diverse specie.

Il Consiglio di Stato avrebbe infatti riconosciuto la possibilità di valutare tali indicazioni alla luce di dati scientifici più aggiornati e specifici, che devono essere presi in considerazione nell'istruttoria relativa alle decisioni regionali.

"Le decisioni sulla gestione faunistica devono fondarsi sulla scienza e sull'esame complessivo dei dati disponibili", sostiene Bugaro, secondo il quale non è possibile trasformare "un singolo parere tecnico o un documento di riferimento in un vincolo automatico e insuperabile".

Altro elemento sottolineato dall'assessore regionale è il riferimento al Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale, organismo ricostituito per volontà del ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.

"Il Consiglio di Stato riconosce l'autorevolezza scientifica del Comitato nazionale e la rilevanza del suo parere nell'istruttoria che conduce alla formazione dei calendari venatori regionali", afferma Bugaro.

Nel caso delle Marche, il Comitato aveva espresso parere favorevole alle scelte contenute nel calendario regionale. Bugaro precisa però che la pronuncia non mette in discussione il ruolo dell'ISPRA: "Non significa, naturalmente, mettere in discussione il ruolo dell'ISPRA. Significa qualcosa di molto diverso e molto più importante: la scienza si confronta con la scienza e le decisioni devono essere assunte valutando tutti gli elementi scientifici disponibili".

Secondo l'assessore, le Regioni mantengono quindi la propria responsabilità decisionale, potendo adottare scelte differenti rispetto alle indicazioni dell'ISPRA quando queste siano sostenute da un'istruttoria completa, adeguatamente motivata e fondata su elementi tecnico-scientifici.

Bugaro rivendica infine la scelta della Regione di proseguire il contenzioso dopo la decisione del TAR: "Quando il TAR impose la chiusura al 10 gennaio decidemmo di non limitarci a prendere atto di quella decisione, ma di difendere fino in fondo le ragioni della Regione Marche e dei cacciatori marchigiani, perché eravamo convinti della solidità scientifica e giuridica del nostro calendario".

"Questa – conclude Bugaro – non è una vittoria contro qualcuno, ma una vittoria del diritto, dell'equilibrio istituzionale e di una gestione della fauna fondata su dati scientifici reali e aggiornati".

 

Picchio News
Il giornale tra la gente per la gente.
Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.
Registration Login
Sign in with social account
or
Lost your Password?
Registration Login
Registration
Comuni