Dieci anni dal sisma: a che punto è la ricostruzione nel Maceratese tra cantieri aperti e il nodo del 31 dicembre
Dieci anni. È il tempo trascorso da quella notte del 24 agosto 2016, quando alle 3:36 una scossa di magnitudo 6.0 colpì il Centro Italia. Dieci anni durante i quali il terremoto ha cambiato il volto di paesi e città, svuotato abitazioni, chiuso scuole e attività e aperto migliaia di cantieri.
Il decennale arriva però con un'altra data già cerchiata sul calendario: 31 dicembre 2026.
Entro quella giornata sono fissate la scadenza dello stato di emergenza e della gestione straordinaria commissariale del sisma 2016. La fine di questa fase non coinciderà con la fine della ricostruzione, che proseguirà attraverso gli strumenti ordinari e le risorse già previste.
A dieci anni dalla prima scossa, dunque, la domanda è una: a che punto è davvero la ricostruzione?
La risposta parte dalla geografia. La provincia di Macerata è il territorio marchigiano che concentra la quota più consistente della ricostruzione. La mappa dei comuni del cratere racconta un'area vasta dell'entroterra coinvolta dal sisma: da Camerino a Visso, da Ussita a Pieve Torina, passando per San Ginesio, Tolentino e San Severino Marche.

Non un singolo paese da ricostruire, ma un territorio intero da rimettere in piedi.
A fotografare la situazione è il Rapporto sulla ricostruzione 2026 del Commissario straordinario Guido Castelli, che mette in fila quasi dieci anni di pratiche, cantieri e risorse.
Nel Maceratese 5,74 miliardi per la ricostruzione privata. Al 31 maggio 2026, nelle Marche sono state presentate 20.429 richieste di contributo per la ricostruzione privata. Di queste, 14.844 sono state approvate, per un importo richiesto di circa 11,79 miliardi di euro.
I contributi concessi hanno superato gli 8,76 miliardi, mentre le somme liquidate hanno oltrepassato i 5,72 miliardi.
Il Maceratese concentra da solo la parte più consistente di questo quadro: 12.955 richieste, di cui 9.281 approvate. I contributi concessi superano i 5,74 miliardi di euro, mentre quelli già liquidati ammontano a oltre 3,61 miliardi.
Numeri che fotografano il peso della provincia nella ricostruzione marchigiana: più della metà delle richieste presentate nelle Marche arriva dal Maceratese.
23.361 cantieri, 14.968 conclusi. Le pratiche diventano cantieri. Nell'intero cratere del sisma 2016 sono 23.361 gli interventi autorizzati. Di questi, 14.968 sono già conclusi, pari a oltre il 64%. Restano quindi 8.393 cantieri ancora in corso.
La macchina della ricostruzione ha accelerato: nell'ultimo anno sono stati conclusi 2.231 cantieri in più rispetto al Rapporto 2025.
Ma proprio nella parte ancora aperta si concentra la maggiore complessità. Le domande relative agli edifici con danni gravi rappresentano oltre il 56% del totale, con una particolare concentrazione nei 44 comuni maggiormente colpiti.
Il terremoto si misura anche attraverso chi non è ancora tornato a casa. Nel 2026 i nuclei familiari ancora assistiti nel cratere sono 8.759, quasi il 40% in meno rispetto al 2022, quando erano 14.211.
Anche qui Macerata presenta il dato più alto tra le province marchigiane. Tra marzo 2025 e marzo 2026 i nuclei ancora assistiti sono passati da 4.298 a 3.770: 528 in meno, ma ancora migliaia di famiglie dentro il lungo percorso del post-sisma.
Nelle Marche sono 1.872 gli interventi pubblici programmati, distribuiti in 157 comuni, per oltre 2,51 miliardi di euro. Anche in questo caso Macerata è in testa: 1.048 interventi, per oltre 1,46 miliardi di euro.
Nel complesso del cratere gli interventi pubblici programmati salgono a 3.667, per un valore superiore a 4,85 miliardi.
Ed è qui che torna la data del decennale. 31 dicembre 2026.
Quel giorno termineranno lo stato di emergenza e la gestione straordinaria commissariale. Ma con 8.393 cantieri ancora in corso nell'intero cratere, è evidente che non potrà essere considerato il giorno della fine della ricostruzione.
Sarà piuttosto il passaggio da una fase straordinaria a una nuova stagione, nella quale il lavoro iniziato dopo quelle scosse dovrà continuare.
Dieci anni dopo, il bilancio è quindi fatto di cantieri conclusi e lavori ancora aperti, miliardi già concessi e risorse ancora da utilizzare, famiglie rientrate e altre ancora in attesa.
Per il Maceratese, il decennale non è soltanto una ricorrenza. È una fotografia a metà strada: abbastanza lontana dal 2016 per misurare ciò che è stato fatto, ma ancora troppo vicina al 31 dicembre 2026 per poter parlare di una ricostruzione conclusa.
Post collegati
Recanati, al via i lavori per la nuova rotatoria di via Nazario Sauro: "Termine previsto di tre settimane"

nubi sparse (MC)
Stampa
PDF
