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Sisma, dieci anni dopo. Castelli: "Ricostruzione atto di giustizia verso le comunità, il riferimento è il Friuli"

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Dieci anni non bastano per colmare il dolore, ma sono un tempo sufficiente per misurare la forza di chi ha deciso di non arrendersi. Alle 3.36 del 24 agosto 2016 la terra tremò e il Centro Italia sprofondò nell'incubo: 299 vittime, paesi rasati al suolo e un’intera comunità ferita al cuore. A un decennio da quella notte, Amatrice, Accumoli, Arquata e tutti i borghi del cratere ricordano chi non c’è più, ma guarda avanti. Nel più grande cantiere d’Europa, la ricostruzione ha finalmente ingranato la marcia giusta, trasformandosi in una storia di riscatto e dignità.

I numeri del Rapporto 2026 raccontano una svolta concreta, ma ancora molta strada c'é da percorrere. "Quasi il 98 per cento delle opere pubbliche programmate è stato sbloccato e oltre 14 mila cantieri privati sono già stati completati", spiega il commissario sisma Guido Castelli. "Le gru dominano ancora il paesaggio, ma oggi restituiscono case sicure, scuole moderne come l'istituto Betti di Camerino e il Divini di San Severino, ed edifici simbolici della nostra identità spirituale, primo tra tutti la Basilica di San Benedetto a Norcia".

Ma la sfida vera, come sottolinea il commissario straordinario non è stata soltanto posare mattoni, bensì "ricucire il tessuto sociale ed economico di un territorio che rischiava lo spopolamento definitivo. Attraverso i fondi dedicati e la strategia di riparazione economica, l'Appennino centrale sta difendendo con le unghie il diritto a restare. I dati confermano una ripartenza reale: l'occupazione cresce a ritmi superiori alla media nazionale, mentre la percentuale di giovani che non studiano e non lavorano è crollata, toccando ad Ascoli e Macerata valori tra i più bassi d'Italia".

"Il punto di riferimento resta lo storico modello del Friuli del 1976, ma con la consapevolezza di dover gestire un territorio vastissimo diviso tra quattro regioni. A metà strada da quel traguardo, la rinascita procede a passo spedito. Ogni cantiere che chiude, ogni famiglia che rientra a casa e ogni attività che riapre i battenti rappresentano la vittoria della speranza sulla tragedia, l'omaggio più bello a chi ha perso la vita in quella terribile notte di fine estate".

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