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Attualità San Severino Marche

Dieci anni dal sisma, San Severino guarda avanti: “La ricostruzione avanza, ora dobbiamo correre” (FOTO e VIDEO)

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Dieci anni dopo il terremoto, San Severino Marche guarda alla ricostruzione con la consapevolezza di aver fatto passi importanti, ma anche con la certezza che la strada da percorrere sia ancora lunga. Il Comune è stato tra i primi del cratere a demolire e rimuovere le macerie, un'accelerazione che ha consentito di avviare prima alcune delle opere necessarie per restituire alla città edifici e servizi.

A fare il punto è il sindaco Rosa Piermattei, che parte dai numeri per raccontare lo stato della ricostruzione privata: sono 1.208 gli edifici dichiarati inagibili, 1.008 le pratiche presentate, 782 quelle finanziate e 547 gli edifici tornati agibili. Un bilancio che, a dieci anni dal sisma, restituisce l'immagine di una città che ha compiuto passi avanti significativi, pur essendo ancora lontana dalla conclusione del percorso.

«Siamo ancora molto lontani, ma allo stesso tempo siamo abbastanza contenti del risultato raggiunto», spiega Piermattei. Nel frattempo, infatti, San Severino ha visto la conclusione di importanti interventi pubblici, tra cui la ricostruzione di una scuola e dell'Itis Divini, uno dei simboli della ripartenza della città. «San Severino sta cambiando volto», sottolinea il sindaco.

Il percorso, però, non è stato lineare. La burocrazia ha rallentato la ricostruzione, mentre la pandemia ha imposto uno stop durato quasi tre anni. Poi sono arrivati gli effetti delle guerre e l'aumento dei costi delle materie prime, in particolare di ferro e legno, costringendo a rivedere diversi interventi e i relativi quadri economici.

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Sul fronte delle opere pubbliche, il Comune ha già completato alcuni dei primi interventi riconosciuti e sta lavorando al secondo stralcio, per oltre 40 milioni di euro. Tra gli interventi più importanti c'è la casa di riposo, con un costo superiore ai 13 milioni e arrivato a circa 15 milioni, ma sono diversi i cantieri e i progetti che stanno entrando nella fase operativa.

È partita la palazzina Scuriatti, mentre sono prossimi all'avvio gli interventi sull'ex cinema Italia, il primo stralcio delle Sette Cannelle e l'asilo nido. Nei prossimi mesi dovrebbero inoltre iniziare i lavori per la ricostruzione di una scuola. A questi si aggiungono gli interventi sui cimiteri, diversi dei quali sono stati riconosciuti nell'ambito della ricostruzione.

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Ma dietro numeri, cantieri e pratiche ci sono soprattutto le persone. E dopo dieci anni il fattore tempo pesa sempre di più. «Le persone di questa comunità sono anziane e hanno difficoltà, vogliono ritornare nelle proprie abitazioni», sottolinea Piermattei. Da qui l'auspicio che l'accelerazione registrata negli ultimi due anni possa proseguire, permettendo ai cittadini di tornare a una vita normale e, soprattutto, consentendo alla comunità di iniziare a ragionare sul futuro.

Perché la ricostruzione, secondo il sindaco, non può limitarsi alla restituzione degli edifici danneggiati. La vera sfida è ripopolare i territori del cratere. San Severino ha un territorio di 194 chilometri quadrati, il più esteso della provincia di Macerata e il terzo a livello regionale. Un'estensione che rende ancora più importante garantire collegamenti, servizi e attrattività.

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Tra le questioni considerate decisive c'è quella dell'intervalliva, opera attesa per migliorare i collegamenti della città. «Speriamo che stia andando avanti al Ministero e si possa realizzare», dice Piermattei, spiegando come la mancanza di un collegamento adeguato rischi di penalizzare ulteriormente San Severino.

C'è poi il tema dell'ospedale, un altro presidio che il Comune considera fondamentale per il futuro della comunità. «Stiamo cercando di far capire l'importanza di avere un presidio ospedaliero proprio qui a San Severino, ma che funzioni al 100%», afferma il sindaco.

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A raccontare concretamente come sia cambiata la vita dopo il sisma è anche il villaggio Campagnano, dove sono state realizzate 103 Soluzioni abitative di emergenza. «Non abbiamo avuto nessun tipo di problematica in questi dieci anni e sono tutte occupate», spiega Piermattei. Una parte delle SAE è utilizzata dall'Arma dei carabinieri, che ha dovuto lasciare la propria sede danneggiata dal terremoto, mentre altre ospitano famiglie che stanno ancora aspettando di poter rientrare nelle loro abitazioni.

Il tempo, però, ha trasformato anche il rapporto con queste strutture. Alcune vengono utilizzate, attraverso un bando, per dare una soluzione abitativa a famiglie che ne hanno necessità.

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A dieci anni dal terremoto, quindi, San Severino si trova davanti a un bivio: completare la ricostruzione e contemporaneamente costruire le condizioni per un nuovo futuro demografico ed economico.

«Come comunità colpita dal sisma abbiamo bisogno sempre di essere positivi, guardare avanti, ma soprattutto dobbiamo andare e camminare molto più veloce», conclude Piermattei. Un appello rivolto alla burocrazia e alle istituzioni, non soltanto per San Severino ma per tutti i Comuni del cratere: «Dobbiamo far sì che ritornino alla loro vita e si possa pensare a un futuro».

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Francesco Silla
Sono nato a Fermo il 15 agosto 1997. Giornalista pubblicista dal 2024, dal 2019 scrivo di cinema collaborando con riviste del settore come NPC Magazine e N3rdcore.it. Al cinema associo la mia passione per il ciclismo, la politica e la musica. Dal 2022 scrivo per Cronache Fermane. Da luglio 2024 collaboro con Picchio News, dove mi occupo di politica, cronaca locale e realizzo video dedicati alla provincia di Macerata, ai suoi eventi e alle questioni del territorio.
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