di Picchio News

Sisma, saranno potenziati i vigili del fuoco a Visso e Camerino: presidi confermati per tutto il 2026

Sisma, saranno potenziati i vigili del fuoco a Visso e Camerino: presidi confermati per tutto il 2026

La presenza dello Stato nelle aree ferite dal sisma del 2016 non arretra. È ufficiale la proroga per tutto il 2026 dei presìdi straordinari dei vigili del fuoco ad Amatrice e Arquata del Tronto, una decisione ratificata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. La notizia, tuttavia, porta con sé un ulteriore potenziamento che riguarda da vicino l'entroterra maceratese: i distaccamenti permanenti di Visso, Camerino e Norcia saranno ulteriormente rinforzati per supportare le delicate operazioni di demolizione, messa in sicurezza e assistenza alla popolazione. La proroga nasce dalla consapevolezza che, nonostante i passi avanti della ricostruzione, il territorio dell’Appennino centrale rimane fragile. I "caschi rossi" continueranno a operare in stretta sinergia con la Protezione Civile, garantendo non solo la sicurezza tecnica dei cantieri, ma anche un presidio fondamentale contro il rischio idrogeologico e la tutela del vasto patrimonio boschivo dell'area. "La continuità e il potenziamento dei presìdi rappresenta una scelta di responsabilità e di attenzione concreta verso territori ancora fragili - ha dichiarato il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, ringraziando il personale del Corpo per la dedizione mostrata in questi anni difficili -. Garantire tempestività di intervento significa accompagnare con serietà il percorso di ricostruzione". Sulla stessa linea il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, che ha sottolineato come la collaborazione tra Governo, Ministero dell'Interno e Protezione Civile sia la chiave per non lasciare soli i borghi dell'Appennino. "Viene ribadita la sinergia volta a garantire la piena operatività di strutture indispensabili - ha spiegato Castelli -. La presenza dei Vigili del Fuoco è particolarmente importante in queste zone, caratterizzate da fenomeni idrogeologici che vanno monitorati e governati costantemente. Questi presìdi simboleggiano la vicinanza dello Stato alle nostre comunità".

03/02/2026 10:40
La Maceratese piange Alberto Prenna, è scomparsa a 85 anni la "roccia biancorossa"

La Maceratese piange Alberto Prenna, è scomparsa a 85 anni la "roccia biancorossa"

Macerata - Si è spento all’età di 85 anni Alberto Prenna, storica bandiera della Maceratese. Classe 1940, difensore possente soprannominato "la roccia ", è ricordato dai tifosi biancorossi come esempio di forza, lealtà e attaccamento alla maglia. Il suo legame con la Rata è iniziato nel 1957 e, dopo esperienze in altre piazze importanti, su tutte la Fiorentina, è proseguito dal 1965 al 1973, anni in cui è stato protagonista di stagioni indimenticabili, di campionati vinti e, come ricordato nella nota di cordoglio della società, "delle partite più belle e prestigiose della storia biancorossa contro grandi squadre del calcio italiano". In quegli anni la Maceratese battagliava infatti contro squadre come Genoa, Ascoli e Perugia, vivendo con quest'ultima un duello serrato per l'approdo in Serie B. Molto conosciuto e stimato in città, Prenna ha saputo conciliare con dedizione la sua attività di carrozziere con quella di calciatore, interpretando il ruolo di uomo-squadra dentro e fuori dal campo e guadagnandosi l’ammirazione dei tifosi e il rispetto dei compagni più giovani, ai quali fu sempre di esempio. Dopo il ritiro dal calcio giocato, ha continuato il suo percorso nella Maceratese come allenatore, guidando la prima squadra e lavorando nel settore giovanile. Negli ultimi anni la sua salute aveva risentito di una malattia che lo aveva messo alla prova, ma non aveva mai affievolito il suo legame con i colori biancorossi. Tra le sue ultime apparizioni pubbliche, resta nel cuore dei tifosi quella di settembre 2022, quando partecipò con orgoglio alla sfilata delle vecchie glorie allo stadio Helvia Recina prima della gara inaugurale del campionato, salutato da applausi e affetto dai presenti.  Prenna è scomparso nel reparto di Geriatria dell'ospedale di Macerata. Lascia la moglie Silvana Gironella e il figlio Simone.  Con la scomparsa di Prenna se ne va non solo un grande giocatore, ma un uomo che ha incarnato lo spirito e i valori della Maceratese. La nota della società biancorossa:  "La S.S. Maceratese saluta con profonda commozione Alberto Prenna, scomparso a 85 anni. Storica roccia biancorossa, soprannome guadagnato sul campo per il suo modo di giocare: combattivo, generoso, mai domo, esempio di carattere e attaccamento alla maglia. Ha vestito i colori della Rata nel 1957 e poi dal 1965 al 1973, anni in cui è stato protagonista di stagioni indimenticabili e di campionati vinti, vivendo con la Maceratese alcune delle partite più belle e delle vittorie più prestigiose contro grandi squadre del calcio italiano. Dopo il campo, ha continuato il suo percorso in biancorosso dalla panchina, prima nel settore giovanile e poi in prima squadra, rispondendo sempre presente quando c’era bisogno. Con Alberto Prenna se ne va un uomo che ha incarnato a pieno lo spirito biancorosso. Alla sua famiglia l’abbraccio commosso di tutta la Maceratese. Ciao Roccia, questi colori non ti dimenticheranno mai".    I funerali di Alberto Prenna si terranno mercoledì mattina alle ore 9:00 presso la Chiesa di Santa Croce. Tutta la Maceratese si stringe attorno alla famiglia in questo momento di profondo dolore, ricordando con affetto e gratitudine l’immenso contributo di Alberto, storico simbolo biancorosso.  

03/02/2026 10:25
Civitanova, non solo multe: hashish, targhe false e documenti clonati. Il bilancio della polizia locale

Civitanova, non solo multe: hashish, targhe false e documenti clonati. Il bilancio della polizia locale

Non chiamateli solo "vigili". L'attività della polizia locale di Civitanova Marche si conferma un presidio multidisciplinare che va ben oltre il controllo della sosta, spaziando dalla polizia giudiziaria alla tutela ambientale e del consumatore. Le ultime operazioni condotte sul campo raccontano di un territorio monitorato con "acume investigativo", portando alla luce dinamiche di illegalità spesso nascoste tra le pieghe della quotidianità. Uno degli interventi più significativi ha interessato il cuore del borgo marinaro. Durante un servizio serale, l'attenzione degli agenti si è concentrata su un gruppo di giovanissimi che si intrattenevano in una zona appartata. Sebbene nei loro confronti non siano scattati provvedimenti immediati, l’ispezione accurata dell’area circostante ha permesso di rinvenire sette grammi di hashish già suddivisi in dosi e pronti per lo spaccio. Sono ora in corso accertamenti per risalire a chi abbia abbandonato la sostanza all'arrivo delle divise. Spostandosi nella zona nord della città, il monitoraggio stradale ha portato al sequestro di un veicolo: l'occhio esperto del personale ha infatti smascherato una targa contraffatta, priva del sigillo di Stato. Per il proprietario è scattato il deferimento per falsificazione, mentre l'auto è stata sequestrata in vista della confisca definitiva. Particolarmente rilevante è il contrasto ai nuovi trend della falsificazione documentale. Gli agenti hanno intercettato due casi di Carte d'Identità Elettroniche (CIE) manomesse attraverso l'asportazione del microchip. Il primo caso riguarda un cittadino algerino che ha esibito un documento apparentemente rilasciato da un Comune del Fermano; il secondo ha visto protagonista un civitanovese che, durante un normale controllo stradale, ha consegnato un documento rilasciato proprio dal Comune di Civitanova, ma privo della componente elettronica. In entrambi i casi, i documenti sono stati sequestrati e i soggetti denunciati. A fare il punto sulla sicurezza è il comandante della polizia locale, Cristian Lupidi: "I risultati ottenuti sono il frutto diretto di una presenza costante e vigile sul territorio. Essere fra la gente con concentrazione e abnegazione è l'unico modo per intercettare anche le anomalie meno evidenti. La nostra missione non è solo presidiare, ma osservare con professionalità ogni dettaglio, perché la sicurezza della comunità si costruisce con l'attenzione quotidiana". 

03/02/2026 10:00
San Severino in lutto: addio ad Alberto Pancalletti, storico presidente dell'Avis

San Severino in lutto: addio ad Alberto Pancalletti, storico presidente dell'Avis

La comunità di San Severino Marche si stringe nel dolore per la scomparsa di Alberto Pancalletti, figura di spicco dell’associazionismo locale e instancabile promotore della cultura del dono. Nato nel 1938, Pancalletti avrebbe compiuto 88 anni il prossimo 12 febbraio. Pensionato dopo una lunga carriera professionale presso Banca Marche, Alberto Pancalletti ha legato indissolubilmente il suo nome alla sezione Avis settempedana, che ha guidato con passione e lungimiranza per ben ventiquattro anni, dal 1984 al 2008, restandone poi presidente emerito. Il suo impegno civile non si era esaurito con l'Avis. Era stato membro stimato del Consiglio di amministrazione dell’azienda dei servizi alla persona che gestisce la Casa di riposo "Lazzarelli", dove aveva portato la sua esperienza e la sua innata sensibilità verso il prossimo. Lascia la moglie Anna Evangelisti e il figlio Michele, insieme a un vuoto profondo in tutti coloro che ne hanno conosciuto l’integrità e lo spirito di servizio. Il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha voluto esprimere il cordoglio dell’intera cittadinanza: "Con la scomparsa di Alberto Pancalletti perdiamo un pilastro della nostra comunità. Alberto è stato l'esempio vivente di cosa significhi dedicarsi agli altri con discrezione e costanza. Sotto la sua lunga presidenza l'Avis è cresciuta, diventando una realtà fondamentale per la nostra città e formando intere generazioni di donatori. Il suo impegno nel CdA della 'Lazzarelli' e la sua presenza attiva nella vita sociale hanno sempre avuto un unico comune denominatore: l'amore per San Severino Marche e per i settempedani. A nome di tutta l'amministrazione e della città, mi stringo al dolore della moglie Anna e del figlio Michele in questo momento di profonda tristezza”. Ad abbracciare un carissimo amico, la famiglia e chi insieme a lui ha aiutato nell’opera quotidiana all’interno della Casa di riposo “Lazzarelli” anche la presidente Teresa Traversi che ricorda Alberto come “una persona squisita, sempre pronta ad aiutare. Una persona che non si tirava mai indietro di fronte al bisogno e alla sofferenza degli altri”. La camera ardente sarà allestita a partire dalle ore 11 di oggi, martedì 3 febbraio, presso la sala del commiato "Il Tempio degli Angeli" in via D'Alessandro. I funerali si svolgeranno domani pomeriggio, mercoledì 4 febbraio, alle ore 15:30 nella chiesa di San Domenico.  

03/02/2026 09:40
Sarnano, Irene si fa tentare dal "Dottore" e vince 80mila euro ad "Affari Tuoi": nel suo pacco iniziale c'erano i 300mila

Sarnano, Irene si fa tentare dal "Dottore" e vince 80mila euro ad "Affari Tuoi": nel suo pacco iniziale c'erano i 300mila

Dopo un’attesa durata ben 33 puntate passate a fare il tifo per i colleghi, è arrivato finalmente il turno di Irene Polucci, farmacista di Sarnano, protagonista della puntata di questa sera di Affari Tuoi, il celebre "gioco dei pacchi" di Rai 1 condotto da Stefano De Martino. Accompagnata dalla sorella Giulia, Irene ha vissuto una scalata entusiasmante, caratterizzata da una serie di chiamate fortunate che hanno rapidamente sfoltito il tabellone dei pacchi blu. La partita è entrata subito nel vivo con una situazione invidiabile: ancora in gioco quasi tutti i premi più alti, inclusi i 75mila, i 100mila e il ricchissimo premio da 300mila euro.  Il "Dottore" ha provato più volte a tentare la concorrente sarnanese, mettendo sul piatto prima un’offerta da 40mila euro e successivamente una da 30mila. Irene e Giulia, spinte da un tabellone ancora molto favorevole, hanno però deciso di rischiare, rispedendo le proposte al mittente e proseguendo la corsa verso i premi più prestigiosi. La svolta cruciale è avvenuta a quattro pacchi dal termine. Con tre premi rossi e uno solo blu ancora in gioco, il Dottore ha proposto il cambio pacco ricorrendo alla scelta delle carte. Irene ha deciso di fidarsi dell'istinto e ha scambiato il suo pacco numero 1 (data di nascita del nonno) con il numero 14, legato alla figura della madre. La fortuna sembrava sorriderle: Irene è approdata alla fase finale con una certezza assoluta, quella di avere tra le mani una vincita importante. Sul tabellone restavano solo due opzioni: 10mila euro o il colpo della vita da 300mila euro.  Davanti all'ultima, pesantissima offerta del Dottore da 80mila euro, la tensione è diventata insostenibile. Irene, tormentata dal dubbio e convinta che i 300mila euro fossero rimasti nel pacco del nonno (quello inizialmente assegnatole), ha scelto la via della prudenza, accettando l'offerta sicura. La certezza è arrivata pochi istanti dopo, durante l'apertura del pacco numero 1 davanti alle telecamere, quello che teneva tra le mani a inizio puntata. Il pacco conteneva proprio il premio massimo di 300mila euro. Una conclusione, quindi, dolcissima per la farmacista sarnanese che torna a casa con una cifra importante, sebbene abbia visto sfumare per un soffio il sogno del "colpaccio" storico.  

02/02/2026 21:50
Morrovalle, tre gol di fila a 54 anni. Giovanni Torresi eterno: "Nessuna ricetta, solo passione"

Morrovalle, tre gol di fila a 54 anni. Giovanni Torresi eterno: "Nessuna ricetta, solo passione"

Non capita tutti i giorni di vedere un difensore segnare tre gol consecutivi in stagione, soprattutto se la carta d'identità dice 1972. Solo la Terza Categoria sa regalare storie simili. Giovanni Torresi, 54 anni il prossimo aprile, infatti ci è riuscito. L’ultimo, venerdì sera, al 94esimo minuto, ha regalato al Morrovalle la vittoria sul campo del San Ginesio, mantenendo la squadra a un solo punto dalla capolista Sforzacosta nel girone E di Terza Categoria. «Non ci sono ricette — racconta Torresi —. La passione è ciò che mi fa andare in campo, sempre con voglia e determinazione. Poi fisicamente sto ancora bene». Dei 3 gol di fila, quello al 94esimo ha un sapore speciale: «È stato strepitoso. L’emozione era diversa, non mi era mai successo di segnare così all’ultimo minuto», ammette.  Grazie al suo gol il Morrovalle è ora a -1 dalla capolista Sforzacosta, e la lotta per il campionato entra nel vivo. «Siamo lì con Sforzacosta, speriamo che alla fine ne veniamo fuori noi — dice Torresi —. Sono due anni di fila che ci proviamo: l’anno scorso siamo arrivati secondi, quest’anno vogliamo fare il passo in più e arrivare primi». La sua storia al Morrovalle è lunga e speciale: questa è la tredicesima stagione che veste la maglia della squadra. «Sono tanti anni che gioco qui. Prima ho girato un po’ per la provincia: Appignano, Montecassiano, Macerata... ma negli ultimi anni sono sempre rimasto qui, dove faccio anche parte della dirigenza». Da oltre vent’anni in campo, Torresi ha visto il Morrovalle passare dall’Eccellenza alla Prima Categoria, ed è oggi l’unico superstite di quella generazione storica. «Sono rimasto l’unico a Morrovalle a giocare a calcio di quelli di una volta», racconta con orgoglio. Nonostante l’età, Torresi gestisce ancora alla perfezione il fisico: «Mi alleno con la squadra due volte a settimana, ma mi gestisco quando serve. Devo arrivare bene al sabato per giocare le partite». E se capita la palla giusta davanti alla porta… tre gol consecutivi dimostrano che non sbaglia mai. "Sono pur sempre un difensore. Non è che sono lì per fare gol, però se capita la palla giusta… difficilmente sbaglio». Oltre a segnare, Torresi è un punto di riferimento per i più giovani: «Siamo un bel gruppo — dice — e cerco di insegnare ai più giovani tutto quello che è stato insegnato a me». E il futuro personale? Giovanni non si pone limiti: «Il prossimo obiettivo? Fare il quarto gol consecutivo», conclude sorridendo, pronto a continuare a stupire in campo anche a 54 anni, anzi, precisa subito, «53, 54 ad aprile».

02/02/2026 20:00
Nasconde l'eroina tra le radici degli alberi: arrestato dopo una fuga tra i rovi e la Statale

Nasconde l'eroina tra le radici degli alberi: arrestato dopo una fuga tra i rovi e la Statale

Credeva di aver trovato il nascondiglio perfetto nella boscaglia di via del Carmine ad Ancona, tra le radici di un albero, ma ad attenderlo ha trovato i carabinieri della Tenenza di Falconara. È finita con un arresto movimentato la domenica pomeriggio di un 33enne di origine tunisina, residente a Falconara, incastrato dai militari in borghese durante un servizio mirato al contrasto dello spaccio. L’uomo, che si muoveva in sella a una bicicletta elettrica, è stato pedinato dai carabinieri fino a un anfratto isolato. Una volta giunto sul posto, il 33enne ha recuperato un barattolo di vetro nascosto tra la vegetazione, contenente 65 grammi di eroina già suddivisa in 26 dosi pronte per la vendita. Quando i militari sono usciti allo scoperto intimandogli l’alt, è scattata la fuga disperata: il giovane ha lanciato via la droga e si è lanciato tra i rovi, attraversando pericolosamente la Statale 16 Adriatica nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Una volta raggiunto, l'uomo ha tentato un’ultima resistenza colpendo i polsi degli operanti per divincolarsi, ma è stato prontamente ammanettato e condotto in caserma. L'attività è proseguita nell'abitazione dove l'uomo risiede con la moglie. Qui i militari hanno rinvenuto circa 600 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività illecita, occultati in parte all'interno di una scatola di medicinali e in parte nel portafoglio del giovane. Questa mattina, presso il tribunale di Ancona, si è tenuta l'udienza di convalida. Difeso dall'avvocato Sonia Pernini, il 33enne ha ammesso la proprietà dello stupefacente destinato allo spaccio, giustificando la fuga con il timore di non aver riconosciuto gli agenti, essendo questi in abiti civili. Il giudice ha convalidato l'arresto disponendo la misura dell'obbligo di dimora a Falconara. Il profilo dell'uomo è quello di un recidivo: si tratta infatti del terzo arresto negli ultimi sei mesi. Irregolare sul territorio nazionale e in attesa di definire le pratiche per il permesso di soggiorno, era già finito in manette due volte per resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di droga.

02/02/2026 19:40
Tolentino-Trodica, Buratti: "Sarà battaglia fino alla fine". Corradini: "I ragazzi hanno dato tutto"

Tolentino-Trodica, Buratti: "Sarà battaglia fino alla fine". Corradini: "I ragazzi hanno dato tutto"

Il Tolentino si conferma bestia nera del Trodica e, al Della Vittoria, conquista tre punti pesantissimi che rilanciano le proprie ambizioni. Il 2-0 finale, firmato da Lovotti e Rotondo, matura in una gara combattuta, condizionata dal terreno pesante e decisa dagli episodi (leggi qui).  Un risultato che pesa non solo per il valore dell’avversario, ma anche per le conseguenze in classifica. Con questa sconfitta il Trodica perde terreno dalla vetta: la Fermana, travolgendo 4-0 la Jesina, allunga a +5, mentre il Montecchio, vittorioso di misura sul Fabriano, sale a +3. Un allungo che complica il cammino biancoceleste, pur senza chiudere definitivamente i giochi. La partita si snoda tutta sugli episodi. Il Trodica ha l’occasione di sbloccarla dal dischetto, ma il rigore fallito diventa lo spartiacque del match: pochi istanti dopo arriva infatti il vantaggio del Tolentino, che indirizza definitivamente l’incontro. Nel post-gara Roberto Buratti analizza la sconfitta con grande lucidità, senza nascondere i meriti degli avversari: “Sconfitta inaspettata fino ad un certo punto, visto che quest’anno sono 14 volte che perdo col Tolentino. Scherzi a parte, il Tolentino ci ha creduto più di noi. È stata una partita episodica: su un campo del genere chi sblocca il risultato poi rischia di portare a casa i tre punti. Abbiamo avuto la possibilità di farlo noi su rigore, ma i rigori si possono anche sbagliare”. Il rammarico principale resta però legato al gol subito immediatamente dopo: “La cosa clamorosa è il gol che abbiamo preso subito dopo, a difesa schierata su uno schema che conoscevamo benissimo. Loro hanno avuto più fame, noi poca reazione. Gli episodi sono andati a favore loro, ma sicuramente ci hanno creduto e quindi hanno vinto meritatamente”. Nonostante lo stop e il distacco aumentato dalle prime posizioni, il tecnico del Trodica non perde fiducia e guarda avanti con determinazione: “Venivamo da sette risultati utili consecutivi e spero che questa sconfitta ci faccia bene, visto che all’andata dopo il ko col Tolentino siamo andati a vincere a Montecchio. Speriamo che sia di buon auspicio per queste ultime dieci partite in cui adesso possiamo sbagliare ben poco. Sarà una battaglia a tre fino alla fine e io credo ancora nella vittoria finale, anche se dobbiamo cambiare passo perché davanti corrono veloci.” Dall’altra parte, soddisfatto Paolo Corradini, che sottolinea il valore della prova dei suoi e la capacità di adattarsi a una gara sporca e di sacrificio: “Vittoria fondamentale che conferma quella di domenica scorsa. L’avevamo preparata in questo modo: con sofferenza e qualche giocata sporca. Abbiamo concesso poco a una squadra che sta lassù meritatamente". Infine l’elogio alla squadra: “Faccio i complimenti ai ragazzi che hanno dato tutto in campo: queste sono le partite del Tolentino”.   Per il Tolentino è una vittoria che vale doppio, per classifica e consapevolezza. Per il Trodica uno stop che fa male, ma che non spegne le ambizioni: la corsa al vertice resta aperta, anche se da qui in avanti servirà un cambio di passo deciso.

02/02/2026 18:50
Ricostruzione e viabilità, summit a San Severino: presenti il vescovo Massara e il commissario Castelli

Ricostruzione e viabilità, summit a San Severino: presenti il vescovo Massara e il commissario Castelli

Si è svolto nella sede municipale del comune di San Severino Marche un vertice istituzionale di primo piano per fare il punto sul cronoprogramma della ricostruzione post-terremoto e affrontare alcune delle principali criticità infrastrutturali che ancora interessano il territorio settempedano. All'incontro hanno partecipato il sindaco Rosa Piermattei, il Commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli e l'arcivescovo di Camerino-San Severino monsignor Francesco Massara, affiancati da uno staff di tecnici specializzati. Il summit ha permesso di esaminare nel dettaglio la situazione di diversi edifici gravemente danneggiati dal sisma, con un focus sugli immobili di proprietà dell'Arcidiocesi e delle Fondazioni locali di cui il Comune è parte integrante. Si tratta di strutture vitali per l'identità sociale e culturale della città, per le quali il Commissario Castelli ha confermato la massima disponibilità nel supportare gli enti proprietari, garantendo un’accelerazione delle procedure amministrative per restituire questi spazi alla collettività nel minor tempo possibile. Un altro tema centrale del vertice ha riguardato la viabilità strategica del territorio, con un’analisi approfondita del progetto relativo al ponte di via Merloni. L’infrastruttura è stata ufficialmente inserita nel quarto Piano stralcio Anas per il ripristino delle vie di comunicazione colpite dal terremoto. Durante il confronto è stato inoltre fornito un aggiornamento tecnico sull’intervento di recupero del ponte dell’Intagliata, ribadendo la volontà comune di procedere verso le fasi operative. Il sindaco Rosa Piermattei ha espresso gratitudine per la proficuità del confronto, ricordando che San Severino presenta ancora ferite aperte che necessitano di risposte certe e che solo una stretta sinergia tra le istituzioni può sbloccare i cantieri fermi da troppo tempo. Sulla stessa linea il Commissario Castelli, che ha definito il lavoro di squadra con l'amministrazione e la Diocesi come un impegno costante volto a tradurre la disponibilità in fatti concreti, assicurando l’impegno della struttura commissariale nella semplificazione burocratica e nel reperimento delle risorse necessarie.

02/02/2026 18:10
Unicam, inaugurata la nuova sala pesi e presentato il nuovo corso in Scienze Motorie

Unicam, inaugurata la nuova sala pesi e presentato il nuovo corso in Scienze Motorie

Si è svolta questa mattina, presso gli impianti sportivi universitari del Cus Camerino in località Le Calvie, l’inaugurazione della nuova sala pesi all’interno del Palazzetto "Drago-Gentili", uno spazio moderno e attrezzato che arricchisce ulteriormente le infrastrutture sportive dell’Università di Camerino e rafforza il ruolo dello sport come leva di benessere, inclusione e crescita personale. All’evento sono intervenuti il rettore Università di Camerino Graziano Leoni, il commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il direttore generale Andrea Braschi, il presidente del CUS Camerino Stefano Belardinelli, il delegato UNICAM al benessere fisico e allo sport Filippo Maggi, il direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Gianni Sagratini, insieme a studenti e studentesse dell’Ateneo, tra cui Giuseppe La Sala, responsabile della sala pesi, e Walter Ciotti, atleta dual career. L’intervento rientra tra le azioni sostenute dal programma Next Appennino, nell’ambito delle misure per l’inclusione sociale, la cooperazione e il terzo settore. L’inaugurazione ha rappresentato anche l’occasione per presentare il nuovo corso di laurea triennale in “Scienze delle Attività Motorie e Sportive”, che sarà attivato dalla Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della salute di Unicam, rafforzando l’offerta formativa dell’Ateneo in un settore strategico per la salute, la prevenzione e la qualità della vita. “Con la nuova sala pesi e con l’avvio del corso di laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive – ha dichiarato il rettore Graziano Leoni – UNICAM compie un passo importante nel rafforzare il legame tra infrastrutture, didattica e benessere. Investire nello sport significa investire nella salute delle persone, nella formazione di professionisti qualificati e in un’idea di università sempre più attenta alla qualità della vita della propria comunità e del territorio”.    

02/02/2026 17:50
Muccia, 223mila euro per salvare Massaprofoglio: due nuove trincee drenanti per fermare il dissesto

Muccia, 223mila euro per salvare Massaprofoglio: due nuove trincee drenanti per fermare il dissesto

La ricostruzione di Massaprofoglio, piccola frazione di Muccia segnata dal sisma del 2016/2017 e da una lunga storia di dissesti idrogeologici, compie un passo decisivo. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha infatti approvato il documento di indirizzo alla progettazione relativo all’intervento che mira a ripristinare la sicurezza dell’area attraverso l’abbattimento della falda acquifera, elemento chiave nell’equilibrio del versante. Il via libera dà sostanza al finanziamento di circa 223.400 euro assegnato dal commissario straordinario Guido Castelli. Per Massaprofoglio si tratta di un passaggio atteso. L’abitato sorge infatti su un versante interessato da dissesti complessi, già censiti come frana a pericolosità P2 e rischio R3. "Per gli abitanti questo atto non è solo un atto amministrativo - spiega il commissario Castelli -. È il segnale che la ricostruzione può finalmente procedere verso la fase concreta, dopo verifiche, approfondimenti e attese dovute alla complessità del dissesto. Il via libera al Dip non risolve da solo tutti i problemi, ma rappresenta la soglia necessaria affinché il Pua possa arrivare alla sua approvazione definitiva e il paese possa avvicinarsi a un futuro in cui tornare a vivere in sicurezza non sia più un progetto sulla carta, ma una prospettiva reale. Ringrazio l’ottimo lavoro svolto dall’Usr e dalla Regione guidata dal presidente Acquaroli". A confermare la criticità del sistema è stato un lungo percorso di indagini: prima gli studi storici avviati dopo il sisma del 1997, poi le campagne geognostiche e i monitoraggi  realizzati tra il 1999 e il 2009, infine gli approfondimenti condotti dal 2023 al 2025 sotto il coordinamento del Settore Soggetto Attuatore e Ordinanze Speciali dell’Usr Marche. Tali analisi hanno evidenziato che oltre la metà dei dreni sub-orizzontali non è più funzionante e che le condizioni della falda richiedono un nuovo intervento mirato. Il nodo principale rimane l’instabilità del terreno, aggravata dalla dinamica della falda che, in occasione delle piogge, mostra oscillazioni rapide e condizioni non compatibili con la futura ricostruzione delle abitazioni. Gli studi più recenti hanno confermato che l’unico modo per garantire la stabilità del versante è un’opera che riporti efficienza al sistema drenante, non più recuperabile nei suoi elementi originari. Da qui è nata la scelta progettuale oggi approvata: la realizzazione di due trincee drenanti profonde circa 3,5 metri, per una lunghezza complessiva di 400 metri. Il Dip stabilisce le linee tecniche e operative che guideranno i progettisti verso il progetto di fattibilità tecnico-economica e, successivamente, verso il progetto esecutivo. Si tratta di un documento sostanzioso, che ricostruisce l’intera evoluzione del dissesto, individua i vincoli paesaggistici e idrogeologici, definisce i criteri di progettazione e prescrive anche l’attivazione di un monitoraggio piezometrico stagionale per affinare i parametri dell’intervento.

02/02/2026 17:30
Porto Recanati, ruba un iPhone 16 Pro e tenta la fuga: rintracciato dai Carabinieri

Porto Recanati, ruba un iPhone 16 Pro e tenta la fuga: rintracciato dai Carabinieri

Si è conclusa con una denuncia in stato di libertà l'attività d'indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Potenza Picena a seguito di una rapina consumata nel cuore di Porto Recanati. Protagonista della vicenda un 35enne di nazionalità pakistana, residente in provincia di Torino ma di fatto domiciliato nella città rivierasca. Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo ha aggredito in strada un connazionale di 30 anni con l'obiettivo di sottrargli lo smartphone, un iPhone 16 Pro. Dopo aver strappato il dispositivo dalle mani della vittima, il 35enne si è dato a una precipitosa fuga tra le vie del centro cittadino. L’allarme è scattato immediatamente, permettendo ai Carabinieri di avviare le ricerche nelle zone limitrofe. Il presunto autore della rapina è stato rintracciato poco dopo in una via poco distante dal luogo dell’aggressione. Una volta fermato, i militari hanno recuperato il telefono, provvedendo alla sua immediata restituzione al legittimo proprietario. Nonostante la violenza dell’episodio, la vittima non ha riportato lesioni gravi e ha scelto di non ricorrere a cure mediche presso le strutture ospedaliere. Per il 35enne è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica per il reato di rapina.

02/02/2026 17:25
Civitanova, notte di follia e violenza in via Marinetti: giovane pestato e rapinato. Arrestato un 18enne

Civitanova, notte di follia e violenza in via Marinetti: giovane pestato e rapinato. Arrestato un 18enne

Una notte di violenza brutale quella andata in scena sabato scorso nelle zone della movida civitanovese. Un gruppo di ragazzi è finito nel mirino di tre rapinatori che, armati di coltello e con una ferocia inaudita, hanno aggredito e derubato i giovani nel parcheggio di un locale notturno. Il bilancio è di un arresto in flagranza di reato, mentre prosegue la caccia ai due complici riusciti a dileguarsi. L’allarme è scattato intorno alle 3:30 in via Marinetti. Gli agenti del Commissariato e della Questura, impegnati nei controlli interforze contro la "malamovida" coordinati dal Prefetto e dal Questore di Macerata, si sono trovati di fronte a una scena cruenta: un giovane con il volto sanguinante e visibilmente sotto shock. Secondo la ricostruzione, il "branco" - composto da tre persone - avrebbe colpito le vittime non solo con calci e pugni, ma utilizzando persino un cavo di ricarica per cellulari come una frusta. Uno degli aggressori brandiva inoltre un coltello per intimidire i presenti. Alla vista delle sirene, i tre malviventi si sono dati alla fuga a piedi tra le vie limitrofe. Due sono riusciti a far perdere le proprie tracce, ma il terzo è stato intercettato e bloccato da una pattuglia della Guardia di Finanza. Il giovane, un cittadino di origini bosniache appena maggiorenne e senza fissa dimora, aveva ancora tracce di sangue fresco sulle mani e abrasioni compatibili con il pestaggio. Nel suo marsupio i militari hanno rinvenuto tre cellulari, denaro e il cavo USB sporco di sangue, utilizzato poco prima per colpire le vittime. Il ragazzo, già noto alle forze dell'ordine nonostante la giovanissima età e destinatario di un avviso orale del Questore emesso lo scorso anno, è stato condotto al Commissariato. Qui la vittima, dopo le cure al pronto soccorso, lo ha riconosciuto senza ombra di dubbio. Data la gravità dei fatti e i numerosi precedenti per reati analoghi, per il 18enne si sono aperte le porte del carcere di Montacuto, dove resta a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa del giudizio di convalida e del processo per direttissima. Le indagini ora proseguono serrate per identificare gli altri due responsabili che hanno partecipato alla violenta rapina.

02/02/2026 17:10
Fuga all’alt dei Carabinieri: denunciato un 26enne a Tolentino, aveva la patente sospesa

Fuga all’alt dei Carabinieri: denunciato un 26enne a Tolentino, aveva la patente sospesa

Momenti di tensione nel tardo pomeriggio di ieri a Tolentino, dove i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno fermato un’autovettura con quattro giovani a bordo al termine di un inseguimento per le vie cittadine. L’intervento è scattato dopo che i militari avevano notato un veicolo parcheggiato in modo sospetto nei pressi di un’intersezione stradale. All’interno dell’auto si trovavano quattro uomini e i Carabinieri stavano procedendo a un controllo preventivo, finalizzato a contrastare possibili reati predatori. Alla vista della pattuglia, però, il conducente ha improvvisamente avviato il mezzo dandosi alla fuga ad alta velocità. Ne è nato un inseguimento, durante il quale i militari hanno attivato dispositivi luminosi e acustici, fino a quando l’autovettura è stata bloccata poco dopo dall’autoradio. I Carabinieri hanno identificato i quattro occupanti: un 26enne, un 22enne e due 20enni, tutti residenti a Tolentino e già noti alle forze dell’ordine. Sia i giovani sia il veicolo sono stati sottoposti a perquisizione. Dagli accertamenti è emerso che l’auto era regolarmente assicurata e di proprietà del 26enne, il quale però si trovava alla guida senza patente, sospesa per mancanza dei requisiti psicofisici. Gli esami con etilometro e i test preliminari per l’assunzione di sostanze stupefacenti hanno dato esito negativo. Considerata la condotta tenuta durante la fuga, il conducente è stato deferito all’autorità giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale in relazione alla condotta di guida. Il veicolo è stato inoltre sottoposto a fermo amministrativo.      

02/02/2026 16:34
Dalla Maceratese al Parma: il tolentinate 16enne Fabio Lorenzi firma per il club ducale

Dalla Maceratese al Parma: il tolentinate 16enne Fabio Lorenzi firma per il club ducale

La S.S. Maceratese ha annunciato il trasferimento del centrocampista classe 2009 Fabio Lorenzi al Parma Calcio 1913, con la formula del prestito oneroso con diritto di riscatto. Originario di Tolentino, Lorenzi era arrivato in estate alla Maceratese dalle giovanili dell'Empoli. Con la maglia biancorossa aveva fatto il suo esordio in Serie D nel match esterno col Termoli, collezionando 3 presenze ufficiali con la prima squadra. Il giovane centrocampista si è inoltre messo in luce con la Rappresentativa Nazionale Dilettanti Under 17, confermando il suo talento e la capacità di distinguersi anche a livello nazionale. “Ringrazio tutta la società per l’opportunità che mi è stata data – ha dichiarato Lorenzi – Un grazie speciale al mister, allo staff e ai miei compagni di squadra per avermi aiutato a crescere giorno dopo giorno e per avermi permesso di raggiungere questo importante traguardo.” La società del presidente Crocioni ha voluto sottolineare come il trasferimento rappresenti un motivo di grande orgoglio, in linea con la politica di valorizzazione dei giovani talenti locali. “Ringraziamo Fabio per l’impegno profuso e gli auguriamo le migliori fortune per questa nuova avventura professionale”, si legge nella nota ufficiale.   Per Lorenzi, questa nuova esperienza rappresenta un passaggio importante in un club di primissimo livello del calcio italiano, dove avrà l’opportunità di crescere ulteriormente e confrontarsi con un contesto altamente competitivo. (Foto Francesco Tartari | S.S. Maceratese)  

02/02/2026 16:30
Ciclovia Adriatica, il ponte sul Chienti prende forma: posati i primi maxi-conci

Ciclovia Adriatica, il ponte sul Chienti prende forma: posati i primi maxi-conci

Il collegamento tanto atteso tra le sponde del Chienti è finalmente diventato visibile. È iniziato ufficialmente questa mattina il montaggio dei primi due conci metallici del nuovo ponte ciclopedonale che unirà Civitanova Marche e Porto Sant’Elpidio. Si tratta di due colossi d'acciaio, ciascuno lungo 23 metri e dal peso di 43 tonnellate, che rappresentano il cuore pulsante di un’opera destinata a cambiare il volto della mobilità dolce nel litorale fermano-maceratese. Il ponte, una volta ultimato, avrà una lunghezza complessiva di 175 metri e una larghezza di cinque. La struttura poggia su pile già edificate, fatta eccezione per quella centrale nell’alveo del fiume, la cui realizzazione è subordinata all’abbassamento del livello dell’acqua. Complessivamente i conci metallici saranno otto: sette sono già pronti per la posa, mentre l'ultimo è attualmente in fase di produzione. Per design e tecnica costruttiva, l’opera sarà la "gemella" del ponte già realizzato sul fiume Cesano, al confine tra le province di Ancona e Pesaro Urbino. Al momento della posa era presente un folto schieramento di autorità regionali e locali. In prima fila l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli, accompagnato dal sindaco di Porto Sant'Elpidio Massimiliano Ciarpella, il vice Andrea Balestrieri e gli assessori civitanovesi Roberta Belletti e Maria Laura Bracalente. Presenti anche la senatrice Elena Leonardi e i consiglieri regionali Putzu, Marcozzi, Borroni e Marinelli. "Parliamo di un’infrastruttura spettacolare, un vero fattore di sviluppo per l’economia e il turismo della nostra regione - ha dichiarato entusiasta l'assessore Baldelli durante il sopralluogo -. È un’opera iconica della Ciclovia Adriatica, inserita nel Piano Marche 2043. Questo ponte permetterà di percorrere il litorale senza interruzioni e in piena sicurezza, offrendo una vista mozzafiato sul mare". Un dettaglio non trascurabile riguarda l'economia del territorio: "Tutte le aziende impiegate nella costruzione sono marchigiane", ha sottolineato Baldelli, definendo la competenza delle maestranze locali "un motivo di vanto". L'investimento complessivo è di 4,5 milioni di euro. Se il cronoprogramma verrà rispettato, i turisti e i cittadini potranno attraversare il Chienti a piedi o in bici già entro l'inizio della prossima estate.

02/02/2026 16:18
Motocross, Fabio Santecchia domina la 85cc: doppio titolo regionale Fim e Uisp e ora vola verso la 125

Motocross, Fabio Santecchia domina la 85cc: doppio titolo regionale Fim e Uisp e ora vola verso la 125

Tolentino celebra il suo giovane talento del motocross. Fabio Santecchia ha chiuso la stagione agonistica con un trionfo nella categoria 85cc, vincendo sia il campionato regionale FIM sia quello UISP. Il giovane crossista tolentinate ha dominato tutte le gare della stagione, salendo sempre sul podio e confermandosi come il pilota da battere nella sua categoria. Le premiazioni finali hanno avuto luogo a Fermignano per le gare Uisp e ad Ancona per il campionato Fim, momenti in cui Fabio ha ricevuto riconoscimenti per la sua costanza e determinazione. La soddisfazione è grande non solo per lui, ma anche per la sua famiglia e per tutti gli sponsor che lo hanno sostenuto lungo la stagione. Con la stagione 85cc ormai archiviata, Fabio è pronto a fare il passo successivo: il passaggio alla categoria 125cc, dove si confronterà con altri giovani centauri provenienti da tutta la regione Marche. Il sindaco Mauro Sclavi e il vicesindaco e assessore allo Sport Alessia Pupo hanno espresso i loro complimenti al giovane pilota: “Fabio Santecchia si conferma ai vertici degli sport motoristici giovanili, dominando da anni la scena del motocross regionale e continuando a vincere campionati di categoria. Siamo orgogliosi dei suoi successi e della dedizione con cui rappresenta Tolentino.

02/02/2026 16:00
L'arte come ringraziamento: un paziente dona un dipinto alla Medicina Interna di Macerata

L'arte come ringraziamento: un paziente dona un dipinto alla Medicina Interna di Macerata

Un ringraziamento che passa attraverso i colori e le pennellate, trasformando l'esperienza del ricovero in un messaggio di gratitudine. Daniele Teobaldelli, cittadino maceratese, ha voluto omaggiare il reparto di medicina interna dell'ospedale di Macerata donando un'opera realizzata proprio durante la sua degenza.  Il gesto nasce dal desiderio di riconoscere l’impegno e la professionalità dimostrati dall'equipe sanitaria durante il periodo di cura. "Ogni forma ed ogni colore rappresenta uno di voi", ha dichiarato Teobaldelli al momento della consegna, dedicando il lavoro a medici e infermieri che lo hanno assistito con costanza. L'opera non è solo un dono, ma la testimonianza di come il tempo trascorso in ospedale possa essere vissuto in modo attivo e creativo. Il valore del gesto è stato sottolineato dal dottor Roberto Catalini, primario dell'unità operativa di medicina interna, che ha evidenziato i benefici psicologici dell'attività artistica in contesti clinici: "Si potrebbe parlare in questo caso di paint therapy. Attraverso la pittura e l'espressione creativa, il paziente ha trovato il modo di ridurre lo stress connesso al ricovero e migliorare il proprio stato d'animo. Dipingere è uno strumento per liberare la mente e lasciar fluire pensieri ed emozioni".  Il primario, a nome di tutto il reparto, ha espresso profonda gratitudine per il pensiero ricevuto: "Ringraziamo Daniele per il bel dono e per la dedica. Questo riconoscimento ci sprona a proseguire nel nostro lavoro con il massimo impegno e serietà, con l'obiettivo di offrire ai pazienti standard di cura sempre più elevati". L'iniziativa ricorda quanto la componente umana e il benessere psicologico siano parte integrante del percorso di guarigione, rendendo l'ospedale non solo un luogo di cure mediche, ma anche di vicinanza e ascolto.

02/02/2026 15:30
Il "re dell'oboe" arriva a Macerata: Albrecht Mayer al Lauro Rossi

Il "re dell'oboe" arriva a Macerata: Albrecht Mayer al Lauro Rossi

Un gradito ritorno per la FORM. Dopo il successo dello scorso anno con il concerto di chiusura della stagione sinfonica 2025, torna in Italia nella doppia veste di solista e direttore Albrecht Mayer, oboe solista dei Berliner Philharmoniker. Mayer è un gigante del firmamento musicale; il suo talento, la tecnica impeccabile e un approccio emotivo alla musica lo hanno reso un punto di riferimento mondiale per gli oboisti contemporanei. Appuntamento il 6 febbraio, alle ore 21, al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Il pubblico potrà apprezzare la ricchezza, il pathos, la grazia di Johann Sebastian Bach espresse dal suono incantevole dell’oboe d’amore unite al dinamismo, all’ironia, alla verve ritmica del sinfonismo di Ludwig van Beethoven.  Il programma inizia con due opere riarrangiate per oboe d’amore e orchestra d’archi. La prima è la meravigliosa Corale-preludio "Ich ruf zu dir, Herr Jesu Christ" BWV 639, originariamente composta per organo. Mayer, in questa versione dell’opera di Bach, mette in luce il timbro caldo e melanconico dell’oboe d'amore, che si intreccia con le trame delicate degli archi. La seconda è Erbarme Dich, mein Gott, dalla Matthäus-Passion BWV 244, la celebre aria del pentimento di Pietro che fa parte di questo capolavoro del compositore barocco, probabilmente l’opera più amata e celebrata. La parte di programma dedicata al compositore della Turingia si completa con il Concerto per oboe d’amore e orchestra in la magg. BWV 1055, considerato uno dei brani più vicini alle matrici italiane del concerto barocco e che lascia l’ascoltatore affascinato per la perfetta architettura sulla quale è costruito.   Il concerto prosegue con la Sinfonia n. 8 in fa magg., Op. 93 di Beethoven, la più breve fra quelle da lui scritte. Influenzata da un inaspettato ritorno del musicista ai modi haydniani e mozartiani, è un’opera che mostra la sua maturità artistica per la preziosità della fattura strumentale e per la novità di taluni seducenti sviluppi del gioco armonico, a cui si aggiungono una leggerezza scherzosa e un misuratissimo gusto ritmico.  

02/02/2026 15:00
San Severino Marche, mezzo secolo di scoutismo: una festa che diventa riflessione

San Severino Marche, mezzo secolo di scoutismo: una festa che diventa riflessione

Un traguardo storico che profuma di condivisione e impegno civile. Il Gruppo Scout Agesci San Severino Marche 1 e la comunità del Masci Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani hanno celebrato il loro 50esimo anno di scoutismo settempedano con un intenso incontro dal titolo "Generazioni di felicità", ospitato al teatro Italia, trasformando una ricorrenza associativa in un momento di profonda riflessione collettiva per tutta la città. L’incontro ha ripercorso le tappe di un cammino iniziato nel 1975-1976, quando lo scoutismo cattolico mosse i primi passi nella città di San Severino Marche grazie alla visione di figure indimenticabili. Durante la serata, la memoria è andata ai fondatori, in particolare a don Aldo Romagnoli, Marta Bellomarì e Delio Stortini, anime storiche del movimento il cui esempio continua a guidare i giovani scout di oggi. Presente in prima fila, a testimoniare un legame mai interrotto, Andrea Stortini, figlio dei due fondatori e da sempre legato al mondo degli scout. Per approfondire il senso pedagogico e sociale dello scoutismo, sono intervenuti due relatori con esperienze di lungo corso come Gualtiero Zanolini, già membro del Comitato mondiale dello scoutismo, che ha portato il suo contributo illustrando perché lo scoutismo è educativo, e Luca Lanari, referente nazionale per la formazione Masci, che ha sottolineato il valore dello scoutismo come proposta di senso anche nella vita adulta, anche attraverso servizio continuo alla società. All’evento ha preso parte il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha espresso parole di grande ammirazione per la realtà scout settempedana: “Cinquant'anni non sono solo un numero ma rappresentano migliaia di chilometri percorsi lungo i sentieri della nostra terra, centinaia di notti passate sotto le stelle e, soprattutto, una 'generazione di felicità' che ha saputo crescere, formarsi e mettersi al servizio degli altri. Voi rappresentate quella San Severino Marche che non si ferma, che guarda al futuro con responsabilità e che mette al centro il valore del bene comune. Lo scoutismo è una palestra di vita: insegnate ai nostri giovani l’importanza della condivisione e del rispetto per la natura. L'augurio è che possiate continuare a lasciare il mondo un po' migliore di come lo avete trovato, con lo zaino in spalla e il sorriso di chi sa che la vera gioia sta nel donarsi agli altri” – ha sottolineato il primo cittadino a margine dell’incontro. Il Gruppo San Severino 1 con le sue innumerevoli attività che spaziano dai campi estivi al supporto nelle emergenze (come dimostrato durante i tragici eventi sismici), si conferma una delle realtà educative più solide della provincia. Il titolo dell'evento, "Generazioni di Felicità", ha sintetizzato perfettamente il passaggio del testimone valoriale tra padri e figli che, da mezzo secolo, scelgono di indossare il fazzolettone per servire la propria comunità.      

02/02/2026 14:00
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