Mentre a Macerata resta ancora riserbo sui nomi in campo per la presidenza della Provincia, con quello del sindaco di Pieve Torina Alessandro Gentilucci sempre più quotato, ad Ancona il quadro politico appare ormai in via di definizione. Nel centrosinistra si va verso la ricandidatura del presidente uscente Daniele Carnevali, mentre il centrodestra ha individuato in Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano ed esponente della Lega, il profilo su cui costruire la sfida.
La convergenza sul nome di Paolorossi è emersa nel corso della riunione del centrodestra che si è svolta a Numana, alla quale hanno preso parte i rappresentanti provinciali dei partiti della coalizione: Carlo Ciccoli per Fratelli d’Italia, Elena Campagnolo per la Lega, Gianluca Tombolini per Forza Italia, Sergio Solari per Civici Marche e Graziano Stacchiotti per “I Marchigiani”. Dopo aver valutato diverse ipotesi, la scelta si è orientata sul primo cittadino filottranese, una candidatura sostenuta con convinzione dalla Lega e condivisa da Fratelli d’Italia, Civici Marche e I Marchigiani. Più fredda la posizione di Forza Italia, che ha preferito rinviare la decisione al tavolo regionale, dove potrebbe aprirsi un confronto su equilibri e candidature anche in altre Province.
Paolorossi si presenta alla sfida forte di un consenso personale significativo. Alle ultime elezioni regionali ha raccolto 3.540 preferenze, risultando il candidato più votato della Lega nelle Marche, un dato che ne rafforza il peso politico all’interno della coalizione e che lo accredita come figura competitiva per la guida della Provincia.
Sui propri canali social, il sindaco di Filottrano ha affidato una riflessione personale che ripercorre il suo percorso politico e chiarisce il senso della possibile candidatura alla presidenza della Provincia. «Non sono passati nemmeno due anni da quel primo aprile che ha segnato un cambiamento profondo nella mia vita – scrive Paolorossi –. Mai avrei pensato di dedicarmi con tanta determinazione al bene degli altri. Eppure proprio quel giorno ho deciso di scendere in campo, candidandomi a sindaco con il supporto di poche persone, in molti casi anche scettiche. C’era chi diceva che sarei durato poco, chi era convinto che avrei mollato dopo poche settimane. Oggi – prosegue – stiamo andando spediti verso due anni di amministrazione, due anni in cui ogni giorno ci metto la faccia insieme a una squadra che ha dimostrato sul campo il proprio valore. Nel frattempo ho valutato anche la candidatura al Consiglio regionale: grazie al sostegno della Lega e all’intervento del generale Vannacci mi sono candidato e sono risultato il più votato della Lega nelle Marche. L’ingresso in Consiglio non è avvenuto solo per una questione numerica, non certo per mancanza di consenso: non mancò il coraggio, mancò la fortuna».
Un’esperienza che, sottolinea Paolorossi, ha rafforzato la sua idea di politica: «Ho capito definitivamente che il mio modo di fare politica è la presenza. Per me guidare la Provincia non significherebbe stare chiuso in un ufficio, ma essere sul territorio, girare i 47 Comuni, ascoltare e lavorare con sindaci e amministratori. Non farsi vedere solo sotto elezioni, ma esserci sempre».
Infine il ringraziamento alla coalizione e la sintesi del suo approccio: «Ringrazio i rappresentanti provinciali dei partiti che hanno sostenuto il mio nome. Non cerco incarichi, cerco risultati. La Provincia ha bisogno di chi gira i Comuni, non di chi gira i palazzi. Io sono questo, e chi mi vota sa esattamente cosa aspettarsi».
Le elezioni per il presidente della Provincia sono in programma il 15 marzo e il tempo a disposizione è poco. Il centrodestra accelera dunque sulla candidatura di Paolorossi, chiamato ora a misurarsi con una sfida che potrebbe rappresentare un nuovo passaggio chiave nel suo percorso politico.
L’Università di Camerino conferma il proprio ruolo di eccellenza scientifica anche nel contesto dei grandi eventi sportivi internazionali. È ufficiale, infatti, che Massimiliano Fazzini, docente climatologo e nivologo di UNICAM, svolgerà la mansione di scientific advisor per le competizioni di snowboard che si svolgeranno a Livigno e per le gare paralimpiche in programma a Cortina d'Ampezzo, nell’ambito dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano–Cortina, in calendario tra il 6 febbraio e il 15 marzo.
Un incarico di assoluto prestigio che riconosce il valore scientifico e l’esperienza pluridecennale del professor Fazzini nel campo della meteorologia e della nivologia applicate agli sport invernali. La sua carriera internazionale prende avvio già ai Mondiali di Sci Nordico di Fiemme 2002, dove ha operato come rilevatore nivometeorologico, per poi proseguire come osservatore meteo durante i Giochi Olimpici di Torino 2006 e come previsore ai Mondiali di Sci Nordico di Fiemme 2012.
Di particolare rilievo anche il ruolo di meteorologo nivologo di pista svolto ai Mondiali di Sci Alpino di Cortina 2021, oltre alla collaborazione continuativa con l’organizzazione delle tappe di Coppa del Mondo di sci e snowboard a Cortina, attiva dal 2014. Si aggiungono inoltre l’esperienza come previsore meteo ai Mondiali Juniores di Roccaraso 2013, la partecipazione alle Universiadi Invernali di Tarvisio 2003 e la stretta collaborazione con la FIS avviata a partire dal 2020.
"La nomina del professor Fazzini rappresenta un importante riconoscimento per l’Università di Camerino e testimonia come le competenze scientifiche sviluppate in ambito accademico possano contribuire in modo determinante alla sicurezza, alla sostenibilità e alla qualità organizzativa dei grandi eventi sportivi internazionali",scrive l'ateneo in una nota.
C’è una grande notizia per gli amanti della musica rock e per il territorio maceratese: dopo il sold out di Bologna, i Jethro Tull, leggendaria band del rock progressivo guidata dall’inconfondibile Ian Anderson, hanno annunciato la prosecuzione del Curiosity Tour anche nel 2026. E tra le tappe italiane spicca Porto Recanati. L’appuntamento è fissato per mercoledì 8 luglio 2026, nella suggestiva cornice dell’Arena Beniamino Gigli, con inizio concerto alle ore 21:00. Un evento di caratura internazionale che porterà sulla costa marchigiana una delle formazioni più iconiche della storia del rock.
I biglietti saranno disponibili dalle ore 12:00 di martedì 3 febbraio, sul circuito TicketOne, e l’attesa è già altissima dopo il tutto esaurito registrato nelle prime date annunciate. Il tour prende il nome da “Curious Ruminant”, il nuovo album dei Jethro Tull: nove tracce che attraversano diverse atmosfere musicali, con durate che vanno dai due minuti e mezzo ai quasi diciassette, eseguite dall’intera band. Sul palco, accanto a Ian Anderson, saliranno Andrew Giddings, James Duncan, David Goodier, John O’Hara, Scott Hammond e il chitarrista Jack Clark, al debutto discografico con il gruppo.
Sarà una notte d’estate speciale, con il mare a due passi e una band che ha scritto pagine indelebili della storia della musica mondiale. Un’occasione unica non solo per i fan storici, ma anche per le nuove generazioni, di vivere dal vivo l’energia e la raffinatezza di un progetto artistico che continua a rinnovarsi senza perdere la propria identità.
L'Arena Gigli si prepara così ad accogliere un’icona globale del rock, confermandosi ancora una volta come palcoscenico capace di attrarre grandi eventi e pubblico da tutta Italia.
San Severino Marche si prepara a vivere il Carnevale 2026 con due appuntamenti all’insegna del divertimento, della musica e della fantasia, pensati per coinvolgere grandi e piccini. Le iniziative, patrocinate dal Comune di San Severino Marche e organizzate dalla Pro Loco, animeranno la città con eventi di qualità e momenti di aggregazione.
Il primo evento è in programma giovedì 12 febbraio presso il Circolo Acli, con il tradizionale “Giovedì Grasso dei Bambini”, una giornata interamente dedicata ai più piccoli. Il pomeriggio sarà arricchito da spettacoli di giocoleria e magia con Iryna e il Principe d’Argento, capaci di coinvolgere e stupire il giovane pubblico. A seguire, spazio alla musica e all’animazione con un dj set che permetterà ai bambini di ballare e divertirsi in maschera. Non mancherà una merenda per tutti i partecipanti, offerta dalla Pro Loco di San Severino Marche.
I festeggiamenti proseguiranno domenica 15 febbraio, a partire dalle ore 15, con l’atteso evento “Una Piazza in Maschera”. La suggestiva piazza del Popolo si trasformerà in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto, animato da un ricco programma di intrattenimento. In calendario l’esibizione di danza moderna a cura di Studiodanza91, con le coreografie dell’insegnante Alessandra Granata, oltre a musica e animazione firmate DM Show Services e Mas Flow.
Durante il pomeriggio saranno presenti anche uno spazio giochi dedicato ai bambini, palloncini e il tradizionale zucchero filato di Lino, per rendere l’atmosfera ancora più festosa. Momento clou della giornata sarà la premiazione delle maschere, che vedrà assegnati i riconoscimenti al gruppo più numeroso, alla maschera più originale e alla maschera più giovanne.
Esattamente un secolo fa, il 4 febbraio 1926, Tolentino viveva uno dei momenti più emozionanti della sua storia religiosa e civile grazie al ritrovamento dei resti mortali di San Nicola. Mercoledì prossimo, la Basilica dedicata al Santo Taumaturgo diventerà il cuore delle celebrazioni per il Centenario di quel rinvenimento, proponendo un programma che unisce fede, cronaca dell'epoca e rigore storico.
Il racconto di quella scoperta inizia il 31 gennaio 1926 quando, seguendo le tracce di studi effettuati già a metà Ottocento, iniziarono gli scavi all'interno del Cappellone, sotto l'arca del Mellini. Dopo giorni di lavoro tra cunicoli sotterranei, proprio il 4 febbraio emerse il sepolcro centrale che custodiva le reliquie del Santo insieme ad alcune monete antiche. Fu un evento vissuto allora con estrema solennità, alla presenza delle massime autorità come il Cardinale Giovanni Tacci e il sindaco di allora, Paolo Giacconi.
Le celebrazioni ufficiali si apriranno alle ore 17:00 con i saluti istituzionali del sindaco Mauro Sclavi, del priore della comunità agostiniana Padre Massimo Giustozzo e del vicario provinciale Padre Pasquale Cormio. Il pomeriggio entrerà poi nel vivo con due interventi di grande rilievo documentale moderati da Luca Romagnoli. Laura Mocchegiani presenterà un focus sul prezioso verbale del ritrovamento redatto all'epoca dal Segretario comunale, mentre Padre Marziano Rondina illustrerà il contesto storico di cento anni fa, analizzando la cronaca dei fatti e i progetti architettonici nati in seguito a quella scoperta.
A coronare la giornata sarà la solenne Celebrazione Eucaristica, prevista per le ore 18:30, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi. Il centenario non rappresenta solo un esercizio di memoria, ma un modo per riaffermare il legame indissolubile tra la comunità di Tolentino e il suo protettore. Quel 4 febbraio 1926 non fu infatti una semplice scoperta archeologica, ma la restituzione di un simbolo di speranza che ancora oggi richiama migliaia di pellegrini da ogni parte del mondo.
La Polizia di Stato ha commemorato oggi la scomparsa dell’Ispettore Gianluca Angelozzi e dell’assistente capo Leonardo Caucci, entrambi in servizio presso la Squadra Mobile di Macerata e deceduti in servizio nel 1997.
La cerimonia si è svolta alle ore 11.00 nella Sala Riunioni della Caserma “Pasquale Paola”, dove è stata celebrata una funzione religiosa officiata dal cappellano della Polizia di Stato don Adam Baranki. Alla commemorazione hanno preso parte il vicario del questore Marcello Pedrotti, il prefetto Giovanni Signer, il presidente dell’A.N.P.S. – Sezione di Macerata Giorgio Iacobone, numerosi soci dell’associazione, il personale della questura di Macerata in servizio e in quiescenza, nonché i familiari dei poliziotti ricordati.
Presenti la signora Laura, madre di Leonardo Caucci, e Marco Angelozzi, fratello di Gianluca. Un momento di profonda commozione e raccoglimento che ha testimoniato ancora una volta il forte legame che unisce la comunità della Polizia di Stato.
Nel suo intervento, il vicario del questore ha ricordato il sacrificio dei due colleghi caduti in servizio nel giorno del XXIX anniversario, sottolineando il valore della memoria e la coesione della “famiglia” della Polizia di Stato, che continua a dimostrarsi unita nel rendere omaggio a chi ha perso la vita nell’adempimento del proprio dovere.
La cerimonia si è conclusa con la deposizione di due mazzi di fiori, consegnati dal prefetto e dal vicario del questore ai familiari di Gianluca Angelozzi e Leonardo Caucci, in segno di rispetto e gratitudine.
Un maestoso bagliore d’oro e colori ritrovati è tornato a illuminare la chiesa di San Domenico, a San Severino Marche. Dopo mesi di assenza, la splendida pala d’altare di Bernardino di Mariotto da Perugia, raffigurante la “Madonna col Bambino in Gloria e i Santi Severino, Caterina da Siena, Domenico, Ansano e Giovannino”, ha fatto finalmente ritorno a casa.
L'opera, un imponente olio su tavola di inizio Cinquecento (alto quasi tre metri), era stata prelevata nel dicembre 2023. Il suo recupero è stato possibile grazie alla ventesima edizione di "Restituzioni", il prestigioso programma di salvaguardia del patrimonio nazionale promosso da Intesa Sanpaolo, che ha selezionato il capolavoro settempedano tra i tesori da sottrarre all'usura del tempo.
Affidato alle mani esperte di Giacomo Maranesi (titolare della MarLeg di Fermo), il restauro ha restituito piena leggibilità ai dettagli e alle preziose dorature del maestro perugino. Bernardino di Mariotto, figura chiave del Rinascimento tra Umbria e Marche, ha lasciato in questa tavola una delle sue testimonianze più significative, che per secoli ha impreziosito l’altare centrale della chiesa di San Domenico.
Le operazioni di rientro, gestite dalla ditta specializzata Arterìa di Milano con il supporto tecnico degli operai comunali, sono state supervisionate da Pierluigi Moriconi, storico dell’arte della Soprintendenza delle Marche.
"Il ritorno di quest’opera non è solo un evento culturale, ma un segno di rinascita per la nostra comunità - ha dichiarato con emozione l’assessore alla Cultura, Vanna Bianconi, presente allo svelamento della pala -. Vedere questo capolavoro di nuovo tra le mura di San Domenico ci riempie di orgoglio. Un ringraziamento va a chi ha permesso questo miracolo e ai tecnici che hanno lavorato con una cura quasi devozionale".
In attesa dei futuri lavori di recupero che interesseranno l’intero edificio sacro - ancora segnato dalle ferite del sisma - la pala è stata posizionata provvisoriamente dietro l'altare. Qui resterà visibile a fedeli e visitatori, offrendo a tutti la possibilità di ammirare da vicino uno dei tesori più preziosi del patrimonio artistico di San Severino Marche.
Macerata – Una nuova vita per il cuore storico di Macerata: l’Università di Macerata ha inaugurato oggi i rinnovati spazi della Segreteria Studenti, ricavati nell’ex sede della Banca d’Italia di corso Matteotti 37. La cerimonia è stata presieduta dal rettore Unimc John McCourt, alla presenza del sindaco Sandro Parcaroli e del vescovo Mons. Nazzareno Marconi. Hanno partecipato anche il direttore generale dell’Ateneo Domenico Panetta, membri della giunta comunale, funzionari universitari e i tecnici che hanno diretto i lavori.
Il complesso architettonico che oggi ospita gli spazi universitari nasce dall’unione di tre palazzi storici, costruiti tra il XVI e il XVII secolo: Palazzo Mozzi Marchetti-Ferri, Palazzo Rotelli-Lazzarini e Palazzo Silvestri. Dal 1865 fino ai primi anni del XXI secolo, gli edifici hanno ospitato la Banca d’Italia, che li ha progressivamente acquistati e collegati, trasformandoli in un unico organismo funzionale. La compresenza di stili Rinascimentale, Manierista e Neoclassico rende il complesso uno dei più significativi esempi di architettura storica maceratese.
Il Palazzo Mozzi Marchetti-Ferri, noto come Palazzo dei Diamanti, è celebre per la spettacolare facciata in bugnato a punta di diamante, ispirata al celebre edificio ferrarese. Palazzo Rotelli-Lazzarini rappresenta l’anima manierista del complesso, con grandi portali e finestroni decorati tipici del gusto raffinato della seconda metà del Cinquecento. Palazzo Silvestri, l’edificio più recente, ha costituito il fulcro dell’attività bancaria fino all’inizio del XXI secolo, quando la Banca d’Italia ha acquisito e collegato i palazzi confinanti.
Dopo la benedizione del vescovo e il tradizionale taglio del nastro, il rettore John McCourt ha guidato la scoperta dei nuovi interni. «Un sogno che si realizza – ha dichiarato –. Sono passati quasi tre anni da quando abbiamo cominciato a pensare di acquistare questi tre palazzi e oggi apriamo il primo pezzo, l’ex sportello della banca, che diventa lo sportello unico per gli studenti. Questo sarà il punto di riferimento dove ogni studente, italiano o internazionale, potrà gestire tutta la sua carriera universitaria».
McCourt ha sottolineato come l’apertura della nuova sede rappresenti un importante «biglietto da visita» per l’università e per la città, anticipando che entro un anno sarà inaugurata anche una parte dedicata al residence per gli studenti della scuola superiore Leopardi. «Guardiamo al futuro con fiducia – ha aggiunto –: questo investimento è un atto di fiducia verso la città e verso i giovani».
L’inaugurazione coincide con l’apertura del 736° anno accademico, il cui tema è «Conoscenza che crea valore». Il rettore ha spiegato: «Viviamo in un’economia della conoscenza e dobbiamo comprendere il valore che un’università può dare a un territorio investendo nella conoscenza. Le aziende investono dove trovano laureati preparati e l’economia si costruisce su alto livello di competenze».
Quest’anno McCourt assume anche il ruolo di presidente del CRUM (Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Marchigiane). «È il momento di fare rete – ha affermato –. Calo demografico e risorse limitate richiedono collaborazione tra università, imprese e enti del territorio. Gli ecosistemi di ricerca e didattica si costruiscono insieme, anche a livello europeo, attraverso reti come ERUA».
L’ospite d’onore dell’anno accademico sarà John Van Reenen, economista di fama internazionale e professore alla London School of Economics, che offrirà una riflessione sul ruolo della conoscenza e delle università in un contesto globale instabile, tra trasformazioni tecnologiche e sfide democratiche.
«Il mio messaggio agli studenti – ha concluso il rettore – è di seguire i propri sogni. L’acquisizione di questo palazzo è stato un sogno che siamo riusciti a realizzare con responsabilità e impegno. Accogliamo gli studenti per accompagnarli nei passi fondamentali verso il loro futuro».
La giornata proseguirà nel pomeriggio con il corteo accademico, che partirà alle 14:45 dalla sede della Banca d’Italia, e la cerimonia ufficiale, dalle 15:00 alle 17:00 circa.
Il talento dei giovani maceratesi conquista la scena nazionale. Gli studenti della classe 3G dell’ITE “A. Gentili” (indirizzo RIM – Global Marketing) hanno centrato un obiettivo di prestigio, classificandosi al quarto posto assoluto nel concorso nazionale #convieneSaperlo (anche a scuola) per l’anno scolastico 2025-2026.
L’iniziativa, promossa dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), punta a formare consumatori consapevoli, capaci di orientarsi tra i rischi degli acquisti online e le pratiche commerciali scorrette.
Sotto la guida della professoressa di Diritto, Paola Formica, i ragazzi hanno affrontato un percorso didattico innovativo fatto di lezioni interattive e simulazioni digitali. Decisiva, per il piazzamento del gruppo, è stata la performance di Vittorio Longhi, che ha trascinato la classe durante la gara online dello scorso 28 gennaio, dove il Gentili ha primeggiato tra centinaia di scuole italiane.
Questo successo permette ora alla 3G di accedere alla finalissima in programma il 25 marzo 2026 a Roma, nella prestigiosa cornice dell’Auditorium Parco della Musica "Ennio Morricone", dove si contenderanno il titolo con le migliori cinque scuole d'Italia.
Il progetto si inserisce in una visione formativa moderna che caratterizza l’istituto maceratese. Non si studia solo il marketing tradizionale, ma ci si spinge verso le nuove frontiere del digitale, del social media marketing e del metaverso, senza mai dimenticare l'etica e il rispetto del Codice del Consumo. Temi attualissimi come l’e-commerce e le regole sui "baby influencer" sono diventati pane quotidiano per questi studenti, trasformando l'Educazione Civica in una competenza pratica e spendibile.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla Dirigente Scolastica, Alessandra Gattari, e da tutto il corpo docente. Per l’ITE Gentili, questo traguardo rappresenta la conferma di un’offerta formativa d’eccellenza che sa connettere i banchi di scuola con le dinamiche reali del mercato globale.
Comunque vada la finale di marzo, i ragazzi della 3G hanno già dimostrato di essere pronti a muoversi con responsabilità e competenza in un mondo sempre più complesso. Macerata farà il tifo per loro.
Ponteggi manomessi e lavoratori esposti al rischio di cadute nel vuoto. È lo scenario allarmante scoperto dai carabinieri della Compagnia di Tolentino nel corso di un servizio coordinato di controllo del territorio, svolto insieme al personale specializzato del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Macerata.
Le verifiche si sono concentrate su un cantiere edile situato nel cuore del comune tolentinate. Al termine dell’ispezione, i militari hanno denunciato a piede libero un uomo di 50 anni, di origini napoletane ma residente nel Teramano, amministratore unico della società che stava operando nel sito. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo, in qualità di datore di lavoro, avrebbe divelto alcune tavole del ponteggio, modificandone la struttura originale e rendendolo estremamente pericoloso.
Le alterazioni avrebbero creato una situazione di grave rischio per gli operai, che si sono ritrovati a lavorare in assenza dei prescritti dispositivi di sicurezza contro le cadute dall'alto. Di fronte a tali violazioni della normativa su salute e sicurezza, è scattato l’immediato provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Oltre al blocco del cantiere, sono state elevate ammende per un importo totale di 10.000 euro. I controlli dell'Arma proseguiranno serrati anche nei prossimi giorni per garantire la tutela dell'incolumità dei lavoratori nel settore edile.
Sempre sul fronte del controllo del territorio provinciale, i carabinieri della stazione di Porto Recanati hanno eseguito un ordine di carcerazione nei confronti di un 27enne di nazionalità pakistana. L’uomo, che si trovava in regime di detenzione domiciliare, si è visto revocare la misura alternativa dall'Ufficio di Sorveglianza di Macerata.
Il giovane deve scontare una pena residua di 40 giorni di reclusione per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, commessi a Porto Recanati tra il 2020 e il 2021. Dopo le formalità di rito, il 27enne è stato trasferito presso la Casa di Reclusione di Fermo a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Dal cuore dell’Adriatico a uno dei palcoscenici culturali più prestigiosi d’Europa. Civitanova Marche vola a Malta in occasione delle celebrazioni per il 60° anniversario dell’introduzione del Metodo Cecchetti, una ricorrenza che fa riferimento all’arrivo e alla diffusione del metodo sull’isola grazie all’opera della signora Tanyia Bajona, presente all’inaugurazione, che lo introdusse a Malta dopo averlo conosciuto e studiato a Londra. In altri Paesi, il Metodo Cecchetti viene insegnato e tramandato da un periodo ancora più lungo, a conferma della sua ampia diffusione internazionale.
Nell’ambito delle celebrazioni maltesi, è stata allestita una mostra nella prestigiosa cornice del Teatru Manoel, uno dei teatri più antichi e autorevoli d’Europa, sede nazionale e patrimonio UNESCO. Civitanova Marche ha contribuito alla realizzazione dell’esposizione mettendo a disposizione il materiale fotografico storico dedicato al maestro Enrico Cecchetti, raccolto dalla compianta prof.ssa Livia Brillarelli e oggi patrimonio del Comune.
"Essere a Malta – ha dichiarato il sindaco Fabrizio Ciarapica, presente all’inaugurazione – significa portare Civitanova Marche nel cuore della grande storia della danza internazionale. Il Metodo Cecchetti affonda le sue radici nella nostra città, ma continua a parlare al mondo, formando generazioni di danzatori e insegnanti. Condividere questo patrimonio con un pubblico internazionale e con le più autorevoli insegnanti del Metodo Cecchetti, provenienti da tutto il mondo, significa valorizzare un percorso educativo e artistico che nasce a Civitanova e continua a essere riconosciuto e tramandato nel tempo”.
Le immagini raccontano la figura e l’eredità del maestro Enrico Cecchetti e costituiscono un patrimonio culturale di grande valore. "Un ringraziamento particolare alla sig.ra Johane Casabene, direttrice del Johane Casabene Dance Conservatoire, dove il Metodo Cecchetti viene insegnato e tramandato da oltre trent’anni con passione, competenza e profondo rispetto per la sua storia - ha aggiunto il sindaco - e un grazie al musicista civitanovese Andrea Foresi, che mi ha accompagnato nella trasferta e ha curato i collegamenti con le realtà della danza di Malta, contribuendo in modo determinante alla costruzione e al successo del progetto culturale".
Il Metodo Cecchetti ha formato alcune delle figure più leggendarie della storia della danza, tra cui Anna Pavlova, Vaslav Nijinskij, Marie Rambert, Ninette de Valois e Serge Lifar, protagonisti della nascita di istituzioni di riferimento mondiale come la Royal Ballet School, l’Opéra di Parigi, il New York City Ballet e la Rambert School.
Quando la solidarietà chiama, Tolentino risponde con la forza di una rete capace di unire l'intero territorio. Si è rinnovato nei giorni scorsi il tradizionale appuntamento con la “Cena fraterna”, l’evento promosso dal coordinamento della Rete di associazioni di Tolentino Città per la Fraternità. Una serata che ha trasformato la convivialità in un gesto concreto di aiuto, registrando il "tutto esaurito" presso il ristorante Bellini.
L’obiettivo dell’edizione 2026 è stato il sostegno al progetto di animazione culturale “Un’età per stare insieme”, curato dall’Auser Circolo Il Girasole presieduto da Isa Vitaliani De Bellis. I fondi raccolti saranno destinati ad arricchire le giornate degli ospiti dell’Asp Civica Assistenza di Tolentino, garantendo momenti di svago, socialità e vicinanza a chi vive nella struttura cittadina.
La serata ha ribadito la capacità delle associazioni di "camminare insieme": una schiera composta da Admo, Avis, Cri, Aido, Scout, Legambiente e molte altre sigle (ben 19 in totale), che da anni rappresentano un punto di riferimento insostituibile per la comunità.
L’impegno di Tolentino non è passato inosservato fuori dai confini provinciali: la città ha infatti ricevuto nel 2025 la menzione speciale del Premio Chiara Lubich per la fraternità, a coronamento di un percorso iniziato nel 2009.
Alla cena, condotta da Carla Passacantando, hanno partecipato numerosi rappresentanti istituzionali a testimonianza del forte legame tra Comune e Terzo Settore. Tra i presenti il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, il collega di Caldarola Giuseppe Fabbroni, il presidente del consiglio comunale Alessandro Massi e il presidente dell’Unione Montana Monti Azzurri Giampiero Feliciotti. Hanno preso parte all'evento anche Stefano Cardinali, presidente nazionale di Città per la Fraternità, e il coordinatore Silvio Minnetti, insieme all'ex sindaco Luciano Ruffini.
L’atmosfera è stata allietata dalle note dei musicisti Francesco Bartolozzi e Gigi Vasconcellli e dalla voce della cantante Marta Morroto. Un successo reso possibile anche grazie alla generosità dei partner locali, dall'Unione Montana a Pasta di Camerino e Annavini di Caldarola. Ogni anno, la "Cena fraterna" cambia obiettivo: dopo aver sostenuto il Gruppo Alzheimer e l'acquisto di buoni pasto per le scuole nelle scorse edizioni, quest'anno la luce è stata puntata sulla terza età, confermando che a Tolentino nessuno viene lasciato indietro.
Parte dal cuore della provincia di Macerata una battaglia legale che promette di avere risonanza nazionale, mirata a tutelare chi si trova schiacciato da procedure esecutive e pignoramenti avviati dalle cosiddette società di recupero crediti. L’azione, nata dalla collaborazione tra l’associazione Tutela Impresa di Civitanova e la collaboratrice Loredana Bonfigli di Tolentino, ha portato alla presentazione di un esposto dettagliato presso la Guardia di Finanza di Conegliano Veneto.
Al centro della segnalazione c'è un'anomalia che ha destato forti sospetti: circa trecento società cessionarie di crediti risultano avere tutte la medesima sede legale a Conegliano Veneto, precisamente in via Vittorio Alfieri 1. Un "condominio" di società che gestiscono migliaia di posizioni debitorie in tutta Italia, ma sulla cui trasparenza si chiede ora di fare luce.
Il problema sollevato riguarda la legittimità delle richieste di pagamento. Molti cittadini maceratesi hanno ricevuto atti di precetto o pignoramenti da società che dichiarano di aver acquistato crediti bancari deteriorati (i cosiddetti NPL). Tuttavia, analizzando le carte, emerge spesso che il credito è passato attraverso una giungla di cessioni tra diversi soggetti, senza che venga fornita la prova documentale definitiva della reale titolarità del credito.
In sostanza, se la società che batte cassa non dimostra in modo inoppugnabile di avere il diritto di riscuotere quella somma, l'azione esecutiva è nulla.
"L’obiettivo della nostra iniziativa - spiegano i promotori - è dimostrare che il debitore ha il diritto di opporsi a procedure che rischiano di portare persino alla perdita dell'abitazione, qualora manchino prove adeguate della legittimazione alla riscossione". L'analisi dei decreti ingiuntivi e degli atti di pignoramento ha rivelato gravi irregolarità procedurali che, se sollevate correttamente davanti a un giudice, possono portare alla sospensione immediata delle richieste avanzate.
Questa azione non vuole essere una difesa dell'insolvenza, ma una pretesa di legalità: le procedure esecutive devono seguire regole ferree e trasparenti. La denuncia alle Fiamme Gialle venete rappresenta solo il primo passo di una strategia volta a garantire una protezione reale a famiglie e imprese sottoposte a pressioni considerate illegittime. L'Associazione Tutela Impresa e Loredana Bonfigli restano a disposizione per fornire informazioni gratuite a chiunque si trovi in difficoltà con procedure esecutive sospette.
Carne senza carta d'identità, sporcizia e violazioni delle norme igieniche. È il pesante bilancio di una vasta operazione condotta nel mese di gennaio dai Carabinieri del NAS di Ancona, che hanno setacciato macellerie e laboratori di lavorazione carni in tutta la regione. Un’offensiva necessaria per garantire la sicurezza alimentare, che non ha risparmiato la provincia di Macerata, dove i controlli hanno portato al sequestro di diverse decine di chili di prodotti.
Nel territorio provinciale, i militari del NAS hanno ispezionato cinque esercizi pubblici. Sebbene la situazione locale non abbia toccato i picchi di gravità riscontrati in altre zone delle Marche, le irregolarità non sono mancate. In una delle attività controllate, i carabinieri hanno rilevato diverse inadeguatezze igieniche insieme a violazioni sulle norme di tracciabilità, procedendo al sequestro di dieci chilogrammi di salumi.
In una seconda macelleria del Maceratese, l’ispezione ha portato al blocco di altri 25 chili di prodotti carnei lavorati, anch'essi risultati privi della documentazione necessaria a stabilirne l’origine. In totale, nella nostra provincia, sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare di 3.000 euro.
A livello regionale, il quadro complessivo appare ancora più preoccupante. Su 31 esercizi controllati, ben 17 sono risultati non conformi, con il sequestro totale di 355 chilogrammi di carne e multe per 37.000 euro.
Le situazioni più critiche sono state accertate nella provincia di Pesaro Urbino, dove l'AST ha disposto la chiusura di due laboratori per gravi carenze igieniche: in una struttura è stata perfino accertata la presenza di escrementi di roditori. Ad Ancona, in una singola macelleria del centro, sono stati invece rinvenuti e sequestrati cento chili di carne non tracciata, mentre ad Ascoli Piceno il sequestro ha riguardato ben due quintali di merce. Anche nel Fermano è stato sanzionato un laboratorio per la mancanza di igiene e l'assenza di tracciabilità.
L'operazione dei NAS, nata nell'ambito di una campagna nazionale, punta a colpire chi ignora il Regolamento Europeo sulla sicurezza alimentare. La mancanza di tracciabilità impedisce infatti di ricostruire la filiera del prodotto, mettendo a rischio la salute dei consumatori in caso di contaminazioni. I controlli dei carabinieri continueranno anche nelle prossime settimane per garantire che sulle tavole dei marchigiani arrivino solo prodotti sicuri e certificati.
Il mondo dell’agricoltura corre veloce e la scuola maceratese risponde con una svolta epocale. Sabato scorso, presso l’IIS "Garibaldi-Bramante-Pannaggi", la dirigente Antonella Canova ha svelato il futuro della formazione tecnica locale: il nuovo percorso quadriennale della filiera Tecnologico-Professionale 4+2.
Si tratta di una novità assoluta per il panorama educativo del capoluogo, essendo l’Istituto Agrario l’unica scuola di Macerata ad aver attivato questo iter sperimentale e professionalizzante. L'obiettivo è ambizioso: permettere agli studenti di ottenere il diploma tecnico agrario in soli quattro anni, risparmiando un anno rispetto al percorso tradizionale, ma con una preparazione ancora più mirata alle professioni del futuro.
Il cuore del progetto risiede nel nuovo indirizzo denominato Agrotech 5.0, un nome che evoca immediatamente la fusione tra la tradizione agricola del territorio e le più avanzate tecnologie digitali. Come illustrato durante la presentazione, il percorso è pensato per formare esperti in agricoltura di precisione, capaci di gestire le nuove sfide della sostenibilità e dell’automazione nel settore primario.
Terminati i quattro anni, gli studenti si troveranno davanti a un bivio di alta qualità. Potranno scegliere di proseguire il segmento formativo per altri due anni presso l’ITS Smart Academy di Porto Sant’Elpidio, ottenendo una specializzazione tecnica d’avanguardia, oppure accedere direttamente a qualsiasi facoltà universitaria, forti di un diploma equiparato a quello quinquennale.
Il professor Mario Andrenacci, coordinatore didattico dell’ITS, ha rimarcato l'importanza di questo "ponte" formativo, che garantisce competenze immediatamente spendibili in un mercato che richiede figure sempre più tecniche e preparate. L’IIS Garibaldi, forte di una tradizione d’eccellenza che affonda le radici nella storia della città, si pone così alla ribalta nazionale della sperimentazione didattica.
Per le famiglie interessate a conoscere i dettagli del piano di studi e le modalità di iscrizione, l'istituto ha messo a disposizione il portale web ufficiale e i contatti della segreteria didattica.
Mattinata difficile per la viabilità lungo la strada provinciale 10. Intorno alle ore 9:15, un furgone cassonato di una ditta specializzata in impianti elettrici è rimasto coinvolto in un incidente mentre procedeva in direzione Montecosaro. Per cause ancora in corso di accertamento da parte delle forze dell'ordine, il conducente ha perso il controllo del veicolo che, dopo aver urtato violentemente la scarpata laterale, si è ribaltato su un fianco.
L’impatto è stato violento, tanto da causare lo sfondamento del parabrezza e il blocco totale del transito in entrambi i sensi di marcia. Immediata la macchina dei soccorsi: sul posto sono intervenute le ambulanze del 118 e della Croce Verde. Mentre il passeggero è riuscito ad abbandonare l’abitacolo autonomamente, per estrarre l’autista è stato fondamentale l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Civitanova Marche.
I due operai sono stati trasportati al pronto soccorso dell'ospedale di Civitanova Marche per tutti gli accertamenti del caso. Fortunatamente, dalle prime informazioni raccolte, non si trovano in gravi condizioni.
Pesanti le ripercussioni sul traffico locale: gli agenti della polizia locale si sono occupati di gestire la viabilità e deviare le auto su percorsi alternativi, mentre i carabinieri hanno effettuato i rilievi necessari a ricostruire la dinamica dell'urto. La strada è stata riaperta solo dopo che un carro attrezzi ha provveduto a rimuovere l'ingombrante mezzo e a liberare le carreggiate.
Saper intervenire con lucidità in caso di emergenza non è solo una competenza tecnica, ma un vero e proprio atto di civismo. Lo hanno imparato ieri, lunedì 2 febbraio, circa 90 studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado "Luigi Pirandello" (I.C. Via Regina Elena), protagonisti di una mattinata intensa dedicata alle manovre salvavita.
L'iniziativa, denominata "Cuori battenti", è stata curata dal Centro di Formazione SoccorriAmo (realtà di IRComunità) con l'obiettivo di trasformare i giovanissimi in "sentinelle della vita", capaci di attivare correttamente la catena del soccorso e utilizzare i defibrillatori (BLSD).
La dirigente scolastica, Rita Fazio, ha accolto con entusiasmo il progetto, sottolineando come l'istituto debba essere il luogo centrale per formare cittadini consapevoli e pronti a giocare un ruolo attivo nella società. Un concetto ribadito anche dall’assessorato ai Servizi Educativi e Formativi del Comune di Civitanova Marche, che ha sostenuto con forza l'evento.
"Favorire la cultura della prevenzione significa educare i giovani alla preziosità della vita altrui - ha dichiarato l’assessore Barbara Capponi, presente alla giornata di formazione -. Saper intervenire in sicurezza, conoscendo anche i fattori di rischio per il soccorritore, permette di essere pronti a manovre semplici ma decisive. Complimenti all’Isc Regina Elena e agli istruttori che hanno saputo coinvolgere i ragazzi con competenza e leggerezza".
Il mass training ha visto gli studenti cimentarsi in prove pratiche, guidati dagli istruttori di SoccorriAmo, che hanno fornito gli strumenti necessari per affrontare un'emergenza con competenza e senza panico. La riuscita dell’evento è stata possibile grazie al lavoro di squadra tra il corpo docente e il personale non docente del plesso "Pirandello", che ha curato i complessi aspetti logistici di un’attività così articolata.
La regione Marche apre le porte a una nuova stagione di cittadinanza attiva e formazione per le giovani generazioni. È stato infatti pubblicato il bando per la selezione di 392 operatori volontari da impiegare nei progetti di Servizio Civile Regionale per l'annualità 2026. L'iniziativa, sostenuta da una dotazione finanziaria che supera i 2,6 milioni di euro nell'ambito della programmazione europea PR FSE+ 2021/2027, punta a offrire un'opportunità concreta di crescita personale e professionale ai ragazzi del territorio.
I giovani selezionati saranno impegnati per un periodo di dodici mesi, con un orario settimanale di 25 ore distribuite su quattro o sei giorni a seconda del progetto scelto. Per l'attività svolta verrà riconosciuto un assegno mensile di 519,47 euro, comprensivo di copertura assicurativa e di un percorso formativo specifico volto a certificare le competenze acquisite durante l'anno di servizio.
L'assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, Tiziano Consoli, ha sottolineato come questo bando rappresenti un pilastro fondamentale nelle politiche giovanili della giunta regionale. Secondo l'assessore, l'esperienza non va intesa soltanto come un atto di solidarietà verso la comunità, ma come una vera e propria tappa formativa capace di arricchire il bagaglio dei partecipanti con abilità immediatamente spendibili nel mercato del lavoro marchigiano.
Per poter accedere alla selezione è necessario avere un'età compresa tra i 18 e i 28 anni e risultare residenti o domiciliati nelle Marche. Tra i requisiti fondamentali figurano la cittadinanza italiana, comunitaria o il regolare permesso di soggiorno, lo stato di disoccupazione o inattività e l'assenza di condanne penali. La procedura di candidatura è interamente digitale e deve essere effettuata attraverso la piattaforma Siform2, utilizzando le proprie credenziali SPID, CIE o CNS, entro il termine ultimo del 27 febbraio 2026.
Ogni candidato potrà presentare una sola domanda per un unico progetto tra quelli approvati e pubblicati sul portale istituzionale. Una volta chiusi i termini, gli enti ospitanti daranno il via alle selezioni ufficiali, che prevedono una valutazione accurata dei titoli e un colloquio conoscitivo per individuare i profili più idonei. Per consultare l'elenco completo delle posizioni aperte e approfondire i dettagli dei singoli progetti, è possibile visitare il sito ufficiale del Servizio Civile regionale.
Un simbolo che si fa memoria e impegno quotidiano. Domani, mercoledì 4 febbraio, la comunità di Passo Treia si arricchirà di un nuovo segno distintivo: una panchina rossa. Non un semplice elemento di arredo urbano, ma un monito contro la violenza sulle donne e un omaggio a chi ha dedicato la vita al sostegno del prossimo.
La panchina, che verrà posizionata strategicamente presso la fermata dell’autobus utilizzata ogni giorno dagli studenti delle medie, porterà una targa in memoria di Angela Dea. Figura indimenticata del territorio, Angela è stata un punto di riferimento per tante donne, promuovendo accoglienza e solidarietà, un’eredità oggi raccolta e portata avanti da Luca Doria e Irene.
«È sempre difficile dire qualcosa di non retorico su questi temi», ammette con franchezza l’assessore al sociale Camilla Palmieri. «I dati ISTAT sono impietosi: 1700 donne uccise negli ultimi dieci anni e pochissime denunce. Eppure, inaugurare questa panchina ha senso perché il nome di Angela Dea muove qualcosa dentro di noi. Questo rosso diventerà un sentimento capace di resistere all’indifferenza solo se sapremo agganciarlo al nostro sentire comune».
La scelta del luogo non è affatto casuale. Collocare la panchina dove i ragazzi attendono il bus significa parlare direttamente alle nuove generazioni. «Ogni spazio pubblico è spazio di responsabilità collettiva», prosegue l’assessore. «Ai ragazzi dobbiamo consegnare il messaggio che la violenza non è inevitabile, né normale. Diventa invisibile solo se scegliamo di non guardarla».
L'iniziativa di domani non è un evento isolato, ma corona un percorso che il Comune di Treia porta avanti con determinazione. Negli ultimi mesi, la città ha ospitato momenti di riflessione profonda, come l’incontro a teatro con la sociolinguista Vera Gheno e l’evento multidisciplinare “Adesso Yoga”, focalizzato sulla cura e sulla prevenzione.
La presenza dello Stato nelle aree ferite dal sisma del 2016 non arretra. È ufficiale la proroga per tutto il 2026 dei presìdi straordinari dei vigili del fuoco ad Amatrice e Arquata del Tronto, una decisione ratificata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. La notizia, tuttavia, porta con sé un ulteriore potenziamento che riguarda da vicino l'entroterra maceratese: i distaccamenti permanenti di Visso, Camerino e Norcia saranno ulteriormente rinforzati per supportare le delicate operazioni di demolizione, messa in sicurezza e assistenza alla popolazione.
La proroga nasce dalla consapevolezza che, nonostante i passi avanti della ricostruzione, il territorio dell’Appennino centrale rimane fragile. I "caschi rossi" continueranno a operare in stretta sinergia con la Protezione Civile, garantendo non solo la sicurezza tecnica dei cantieri, ma anche un presidio fondamentale contro il rischio idrogeologico e la tutela del vasto patrimonio boschivo dell'area.
"La continuità e il potenziamento dei presìdi rappresenta una scelta di responsabilità e di attenzione concreta verso territori ancora fragili - ha dichiarato il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco, ringraziando il personale del Corpo per la dedizione mostrata in questi anni difficili -. Garantire tempestività di intervento significa accompagnare con serietà il percorso di ricostruzione".
Sulla stessa linea il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, che ha sottolineato come la collaborazione tra Governo, Ministero dell'Interno e Protezione Civile sia la chiave per non lasciare soli i borghi dell'Appennino.
"Viene ribadita la sinergia volta a garantire la piena operatività di strutture indispensabili - ha spiegato Castelli -. La presenza dei Vigili del Fuoco è particolarmente importante in queste zone, caratterizzate da fenomeni idrogeologici che vanno monitorati e governati costantemente. Questi presìdi simboleggiano la vicinanza dello Stato alle nostre comunità".