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Cronaca Civitanova Marche

Omicidio Marco Pennesi, svolta nella notte: la compagna 33enne in arresto

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Svolta lampo nelle indagini sul drammatico omicidio di Marco Pennesi consumatosi ieri sera in un appartamento di via Matteotti 272, a Civitanova Marche. La Polizia di Stato ha infatti sottoposto a fermo di indiziato di delitto la compagna della vittima, una donna di 33 anni con a carico numerosi precedenti di polizia.

La trentatreenne, nel corso dell'interrogatorio davanti al pubblico ministero, ha ammesso di aver colpito l'uomo al culmine di un violento scontro domestico. È stata trasferita nel carcere di Villa Fastiggi di Pesaro.

A perdere la vita è stato Marco Pennesi, 62 anni, pluripregiudicato residente nello stabile, il cui corpo è stato rinvenuto privo di vita all'interno dell'abitazione con profonde ferite, presumibilmente, inferte da un'arma da taglio.

L'allarme è scattato intorno alle 18:35 di ieri, quando i sanitari del 118 hanno allertato il Commissariato di Pubblica Sicurezza segnalando la presenza di un cadavere nell'appartamento. Giunti sul posto, gli agenti si sono trovati davanti a una scena raccapricciante, con evidenti tracce di sangue sparse nell'edificio e all'interno della residenza dell'uomo. All'interno della casa si trovava anche la trentatreenne, in evidente stato confusionale.

Addosso alla donna gli investigatori hanno rinvenuto e immediatamente sequestrato un coltello ancora intriso di presunta sostanza ematica, compatibile con i tagli inferti sul corpo del sessantaduenne. Sul posto è intervenuto un massiccio dispiegamento di forze, tra cui il personale della Squadra Mobile della Questura di Macerata e gli specialisti della Polizia Scientifica di Civitanova, Macerata e Ancona per i rilievi planimetrici, successivamente raggiunti dal medico legale e dal sostituto procuratore della Repubblica di Macerata.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti attraverso le testimonianze raccolte dai vicini di casa, l'indagata si sarebbe trovata nell'abitazione già dal primo pomeriggio. Diversi testimoni hanno riferito di aver udito pesanti e ripetute liti nelle ore precedenti il delitto. La coppia era nota nel quartiere per i frequenti e accesi contrasti, spesso esasperati dall'abuso di alcol e sostanze stupefacenti.

Assistita dal proprio difensore legale, la compagna ha asserito che la violenta lite sarebbe scaturita dagli atteggiamenti prevaricatori dell'uomo e da pregressi episodi di violenza da lei subiti. Al termine del confronto, fatto salvo il principio di presunta innocenza fino a sentenza irrevocabile, il pubblico ministero Enrico Riccioni ha firmato il decreto di fermo e la donna è stata trasferita in carcere.

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