Nel dibattito politico legato ai nuovi equilibri della Giunta comunale, uno degli aspetti meno immediati riguarda le conseguenze istituzionali che si producono quando un consigliere comunale viene nominato assessore e, successivamente, eventualmente estromesso dall’esecutivo.
Il tema è tornato di attualità anche a Macerata, dove la nuova consiliatura del sindaco Sandro Parcaroli è stata segnata da tensioni già dal primo Consiglio comunale del 29 giugno, nel quale non è riuscita per più votazioni l’elezione del presidente dell’assise, a causa di frizioni interne alla maggioranza.
La disciplina inerente questa casistica è contenuta nell’articolo 64 del Testo unico degli enti locali (TUEL, ndr), che regola il rapporto tra Giunta e Consiglio comunale nei Comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti. La norma stabilisce che la carica di assessore è incompatibile con quella di consigliere comunale e che, nel momento in cui un consigliere accetta la nomina in giunta, cessa automaticamente dalla carica consiliare, lasciando il proprio posto al primo dei non eletti della stessa lista, secondo il meccanismo della surroga previsto dall’ordinamento.
Il punto centrale riguarda ciò che accade nel caso in cui l’assessore venga successivamente revocato o coinvolto in un rimpasto di Giunta. La normativa vigente non prevede alcun rientro automatico in Consiglio comunale, perché la cessazione dalla carica consiliare avviene al momento dell’accettazione dell’incarico in giunta ed è definitiva. Il seggio, una volta attribuito al surrogante, resta a quest’ultimo fino a una nuova eventuale vacanza determinata secondo le ordinarie regole elettorali.
Questo significa che, anche in caso di uscita dall’esecutivo, l’ex assessore non torna automaticamente a sedere in Consiglio comunale. Il sistema è quindi costruito su una separazione netta tra ruolo esecutivo e ruolo consiliare, che produce effetti stabili sulla composizione dell’assemblea elettiva.
Un esempio concreto di questo meccanismo si sta verificando a Macerata con la composizione della nuova amministrazione, nella quale Maria Oriana Piccioni, nominata assessore, ha lasciato il seggio consiliare a Paolo Pesci, terzo dei non eletti della sua lista. ora che verrà estromessa dalla giunta a favore di Deborah Pantana, la normativa non consentirebbe il ritorno automatico della stessa Piccioni in Consiglio comunale, poiché il seggio è ormai attribuito al consigliere subentrato.
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