Il ristorante Sandwich time di via Einaudi, a Civitanova, ha montato, nel parcheggio di fronte al locale, una colonnina per il rifornimento di veicoli alimentati a corrente elettrica. Un'innovazione pressoché unica nelle Marche, che il sindaco Tommaso Claudio Corvatta ha voluto conoscere meglio, incontrando i titolari del locale. La colonnina è utilizzabile gratuitamente per i clienti dell'attività; il ristorante si è dotato di un'auto ed uno scooter ad alimentazione elettrica, forniti dalla Adriatica Autonoleggi. Il “distributore” è collegato all'impianto fotovoltaico di Sandwich time, quindi pienamente autonomo a livello energetico.
Ad illustrare il progetto al primo cittadino sono stati i titolari Marco Paniccià ed Andrea De Carolis, insieme a Mirko Calcinari di Adriatica autonoleggi. “Chi possiede auto elettriche può fermarsi da noi ed utilizzare gratuitamente la colonnina per il rifornimento – spiegano i ristoratori – E' un ulteriore passo avanti in un progetto di sostenibilità ambientale e attenzione alla salute che abbiamo sposato da tempo, investendo su prodotti biologici, energie rinnovabili, materiali biodegrabali e compostabili in natura. E' una filosofia ad impatto zero nella quale crediamo molto”. Corvatta ha espresso tutto il suo apprezzamento per l'iniziativa. “Credo che la direzione intrapresa da Sandwich time sia encomiabile, investire sulle energie pulite con questa convinzione è un esempio che ci dovrebbe inorgoglire come civitanovesi, perché sono davvero pochissime le realtà ad essersi dotate di attrezzature del genere. Sono sempre stato particolarmente sensibile su queste tematiche, tanto da essere seriamente tentato di acquistare un'auto elettrica. Mi fa quindi molto piacere che degli imprenditori della nostra città siano un punto di riferimento in materia di riduzione dell'impatto ambientale”.
I paesi del Centro Italia feriti dal terremoto rivivono nelle uova di Pasqua artigianali realizzate da pasticceri di Visso e Tolentino.
La strada principale di Amatrice sormontata dal campanile, la Rocca di Arquata del Tronto, Castelluccio di Norcia con sotto la fioritura, il castello di Caldarola, Tolentino, Visso e San Severino: alcuni scorci non esistono più, ma sono dipinti, belli come prima, su un uovo alto 1,20 metri, esposto nella pasticceria 'Mimosa' di Tolentino e creato dal titolare Roberto Cantolacqua, l'unico appartenente nella provincia di Macerata all'Accademia dei Maestri Pasticceri d'Italia. L'uovo è stato dipinto con colori alimentari da Marisa Rocci. E' invece un uovo-scultura dedicato a Visso quello creato da due giovani pasticceri Francesco Flammini e Stefano Rullo. E' stato realizzato a Tolentino, ma su iniziativa di un imprenditore è è ora esposto nella gioielleria Vhernier a Milano (ANSA).
Sono stati giorni di particolare apprensione quelli passati per gli abitanti di Santa Maria Apparente, dopo il diffondersi in paese della notizia del ricovero in ospedale a Firenze di lunedì scorso per Don Emilio Rocchi, parroco della frazione.
La notizia, data dai familiari nel primo pomeriggio, ha creato molta apprensione in paese e la parrocchia ha organizzato per la sera stessa una veglia di preghiera al Santuario che ha visto la chiesetta gremita.
Col passare dei giorni sembra l'allarme iniziale stia pian piano rientrando tanto che mercoledì una familiare ha scritto sulla pagina Facebook della parrocchia di miglioramenti sensibili e della gioia di Don Emilio nell'aver visto le foto di tanta gente in preghiera per lui. Continua la signora Orietta: "Sono sicura che da quella veglia qualcosa sia cambiato".
Questa mattina c'è stato un nuovo messaggio da parte della famiglia dal tono rassicurante: "Le sue condizioni sono in continuo miglioramento. In questi giorni ha iniziato a mangiare un pochino, vi saluta tutti e vi ringrazia per le vostre continue preghiere".
Ci associamo alla famiglia ed ai parrocchiani nell'augurare a Don Emilio una pronta guarigione
A Civitanova un venerdì santo con spiagge affollate e trattori al lavoro. Un venerdì santo che ha visto le spiagge di Civitanova prese d'assalto in mattinata. Con una temperatura da maggio inoltrato, sono stati tantissimi infatti quelli che si sono presentati in spiaggia, chi per una passeggiata, magari con l'amico a quattro zampe e chi per prendere la prima tintarella.
Diversi stabilimenti hanno iniziato a mettere fuori i primi lettini e sono stati in molti ad approfittarne. Complici le vacanze pasquali, molte delle persone presenti questa mattina erano ragazzi che hanno animato la spiaggia con qualche calcio ad un pallone e le prima partite a beach volley. Qualcuno preso dall'euforia di questa bella giornata non ha fatto però i conti con gli operatori che stavano pulendo la spiaggia e quando il trattore si è avvicinato un po' troppo, ha capito che in quel punto era meglio non mettersi, prendendo armi è bagagli e spostandosi di qualche metro. Siamo certi che viene svolto tutto nel rispetto delle regole e non c'è nessun pericolo ma non sarebbe il caso di chiudere temporaneamente i tratti di spiaggia dove si sta lavorando con i mezzi pesanti, per una sicurezza assoluta?
Nell'entroterra o sulla costa, gli oltre 4 mila sfollati del terremoto nelle Marche non rinunceranno alla Pasqua. Si stanno organizzando per il pranzo di domenica, che faranno nei 340 fra camping e hotel in cui sono ospitati, e che alcuni dovranno comunque lasciare a breve per far posto ai turisti. Per quanto possibile, cercheranno di riunirsi con amici e familiari sparpagliati nelle varie strutture ricettive, a volte anche a molti chilometri di distanza l'una dell'altra. E c'è anche chi farà una Pasqua open air: in un'area camper 'fai da te' di Castelsantangelo sul Nera (Macerata) verrà arrostito un agnello donato da un allevatore del posto: 12 le persone che festeggeranno insieme.
Sconvolta la geografia dei luoghi sacri: sono 150 su 188 le chiese inagibili della Diocesi di Macerata; le 460 chiese di Camerino e dintorni sono quasi tutte crollate o chiuse. Come a Natale, le celebrazioni liturgiche si terranno nelle tensostrutture o nelle poche cappelle superstiti (ANSA).
E’ stato consegnato nella mani del vice Sindaco di Ussita, Massimo Valentini, l’assegno di ulteriori 745 euro donato dall’Associazione Commercianti di Porto Potenza Picena frutto dell’iniziativa di solidarietà nei confronti delle popolazioni terremotate. L’Asso-commercianti rivierasca aveva, infatti, deciso di non installare le luminarie natalizie sostituendole con degli alberi di Natale con i quali sono state addobbate le vie del centro. Alberi che, passate le festività, sono stati resi ad un’azienda internazionale in cambio di un buono acquisti pari a 970 euro, subito commutati in arredi ufficio per il Comune di Ussita. Nei giorni scorsi si è tenuto l’incontro presso il Municipio di Potenza Picena con la consegna ufficiale delle somme. Alla sobria ma significativa cerimonia erano presenti il Sindaco di Potenza Picena Francesco Acquaroli, l’Assessore Paolo Scocco, il Capogruppo Consiliare Giulio Casciotti e il Consigliere Comunale Antonello Rosali. La delegazione dei Commercianti portopotentini era composta da Anna Grandinetti, Enrico Giorgetti, Beatrice Domenella, Giorgio Carpineti ed Attilio Minoliti.
Il Centro Turistico Giovanile “Vallesina” di Jesi ha ufficialmente avviato la raccolta fondi a favore del progetto “La Valigetta Viaggiante” destinato ad aiutare la ricostruzione del cinema San Paolo di San Severino Marche, luogo di aggregazione e centro sociale della comunità settempedana pesantemente distrutto dal terremoto.
L’iniziativa consiste in una raccolta fondi che sarà promossa in occasione di eventi e manifestazioni di grande rilievo che avvengono non solo nella città di Jesi ma in tutto il territorio regionale. E’ per questo che il Ctg ha pensato alle “valigette viaggianti”, ovvero semplici valigie che serviranno per sostenere la giusta causa ma anche per informare sull’iniziativa. In Vallesina si è già tenuto in primo appuntamento al ristorante la Lanterna da Ciro, a San Marcello, durante la rassegna: “Ascolto…storie, profumi e sapori”. Poi si prosegue a Villa Musone durante la rappresentazione della Passione di Cristo e, a maggio, durante le giornate del Palio di San Floriano che, tra i gruppi ospiti di questa edizione, prevede anche la partecipazione di una delegazione del gruppo di rievocazione storica di San Severino Marche.
Il progetto è sostenuto dall’Amministrazione comunale di San Severino Marche d’intesa con il Comune di Jesi ed è stato ufficializzato presso la Pinacoteca civica di Jesi dinnanzi ai rappresentanti delle due associazioni: il direttivo e il presidente del Ctg Vallesina, Maurizio Gualdoni, affiancato dal vice presidente nazionale, Loris Ascani, insieme al sindaco di Jesi, Massimo Bacci, e all’assessore alla Cultura, Luca Butini. Alla presentazione dell’evento hanno preso parte anche il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, e l’assessore comunale al Bilancio, Tarcisio Antognozzi, oltre a una rappresentanza del cinema San Paolo, nella persona del direttore Alberto Vignati, che ha preso parte anche all’iniziativa ospitata nei giorni scorsi a San Marcello.
Sono stati i cantierati nei giorni scorsi i lavori per la ristrutturazione della palazzina della Delegazione Comunale di via Regina Margherita a Porto Potenza Picena. La ditta Clementoni di Potenza Picena, vincitrice del bando di appalto, ha delimitato e messo in sicurezza l’area di cantiere. Intervento propedeutico all’avvio dei lavori divisi in due stralci, per complessivi 130 mila euro riguardanti opere di restauro e di risanamento conservativo. “Si tratta di una prima fase di interventi volti a migliorare sia la fruibilità al cittadino che a ridare dignità alla struttura stessa – ha riferito l’Assessore ai Lavori Pubblici, Luisa Isidori – quella che ospita gli uffici della delegazione comunale è, infatti, una delle palazzine storiche del Porto, costruita agli inizi del secolo scorso che, tra l’altro, ha ospitato fino alle fine degli anni ’60 le scuole elementari e successivamente, per almeno 15 anni, alcune classi dell’Istituto Professionale”.
Tutti in Vespa nel segno della solidarietà nei confronti della popolazione settempedana colpita dal terremoto. Il “Vespaio” di Gorgonzola, club di appassionati della due ruote di casa Piaggio, nato nel 2010 e cresciuto negli anni fino ad arrivare a contare oltre 200 soci.
ha dato vita all’ottavo raduno di “Vespe al gorgonzola” nel corso del quale sono stati raccolti fondi a favore di chi, a causa del sisma, è rimasto senza un tetto. Il tema del raduno era “Flower power”. L’occasione è servita per vendere delle collane floreali ai partecipanti al Vespa raduno. Il ricavato è stato inviato dal presidente del club, Luca d’Agostino, al sindaco del Comune di San Severino Marche, Rosa Piermattei, con un bonifico sull’apposito conto corrente aperto dopo l’emergenza terremoto.
Sembrava che la primavera fosse entrata definitivamente e che le gelide temperature avessero lasciato queste terre. Purtroppo le previsione di oggi smentiscono la tendenza del clima gradevole di questi giorni. Secondo i principali centri di calcolo si è configurata una saccatura ciclonica colma di aria fredda che sta scendendo su tutta la penisola.
Sulle Marche gli effetti di questo passaggio dureranno un paio di giorni, ma ci sarà un calo significativo delle temperature, che raggiungeranno la minima di -6/-5 gradi in quota a 1300 metri. Con il calo di temperatura si avranno venti tesi e precipitazioni, anche sotto forma di rovesci temporaleschi, e il probabile ritorno della neve sui rilievi montani. Le precipitazioni si intensificheranno nelle giornate di martedì 18 e mercoledì 19.
In particolare per le festività di Pasqua saranno possibili nel pomeriggio-sera di sabato e nella giornata di domenica rovesci temporaleschi intermittenti a tratti anche di moderata entità, ma intervallati da pause asciutte con parziali schiarite. Tuttavia il clima continuerà a mantenersi decisamente mite seppur con un lieve calo dei valori massimi, specie sulle zone interne.
Nel lunedì di Pasquetta la mattina il tempo sarà stabile, soprattutto lungo la costa, mentre nel pomeriggio si addenseranno le nubi con il rischio di qualche acquazzone.
Al via la ristrutturazione post sisma dell'ex ospedale / poliambulatorio di Sarnano. È stato firmato ieri il protocollo d'intesa tra l'ASUR Area Vasta 3 ed il Comune di Sarnano che prevede la ristrutturazione post sisma dell'edificio dell'ex ospedale di Sarnano, sede del poliambulatorio, danneggiato e reso inagibile a seguito del sisma del 30 ottobre 2016. L'immobile era stato oggetto di sopralluogo congiunto lo scorso 4 aprile, alla presenza, per il Comune di Sarnano, del Sindaco Avv. Franco Ceregioli e del Consigliere delegato alla sanità Dott. Paolo Maria Del Giudice, e, per l'ASUR Area Vasta 3, della Dott.ssa Donella Pezzola, del Dott. Alberto Carelli e del Geom. Paolo Pesci, ed in quella sede erano stati individuati e concordati gli interventi da effettuare sulla struttura. I lavori, che consisteranno nella completa ristrutturazione del piano terra e nella messa in sicurezza del piano primo, avranno inizio entro la prima decade del mese di maggio e termineranno entro il 30 luglio 2017.
Una volta ultimati i lavori, il piano terra tornerà ad ospitare i servizi ambulatoriali presenti prima del sisma: cardiologia, odontoiatria, dermatologia, otorinolaringoiatria, ginecologia, fisiatria, psichiatria, pediatria, medicina generale, A.D.I., punto prelievi, riabilitazione, continuità assistenziale (guardia medica notturna e festiva). La struttura verrà inoltre fornita di ecografo e di holter pressorio e cardiaco, oltre ad essere messo a disposizione della popolazione un apparecchio radiologico portatile per esami domiciliari su appuntamento. In occasione della sottoscrizione del protocollo il Direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni ed il Sindaco di Sarnano Franco Ceregioli hanno anche discusso del futuro utilizzo del piano primo della struttura, ipotizzando, una volta reperiti i necessari fondi per la predisposizione degli spazi idonei, la realizzazione della Casa della Salute di tipo A.
Il Sindaco Franco Ceregioli: “Purtroppo il sisma, danneggiando l'ex ospedale, ci aveva privato di servizi sanitari molto importanti per il nostro territorio, costringendo i tanti fruitori della struttura a spostarsi presso altri luoghi, così aggravando la già pesante situazione di disagio di tanti nostri concittadini. Non appena i tecnici della Protezione Civile hanno effettuato la verifica sull'immobile, dichiarandone una parte iuagibile (ma conseguentemente precludendone l'intera fruibilità), l'Amministrazione Comunale si è subito attivata per fare in modo che l'ASUR intervenisse per le necessarie riparazioni e devo dare atto della immediata e grandissima disponibilità manifestata dal Direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni, che ha subito dato impulso a tutto quanto necessario per fare in modo che in brevissimo tempo la struttura possa ritornare alla sua funzionalità. Questo segnale di vicinanza da parte dell'ASUR è quanto mai importante soprattutto per il momento storico che stiamo vivendo: la ripresa post sisma passa attraverso il recupero della normalità che purtroppo in tanti ambiti abbiamo perso e l'avvio dei lavori di riparazione dell'ex ospedale di Sarnano rappresenta un altro passaggio importante di questo percorso che sarà inevitabilmente lungo, ma che dobbiamo percorrere con grande impegno e fiducia”.
Nelle Marche sono state liquidate somme per 81 milioni di euro per il terremoto, grazie alla disponibilità dei trasferimenti dallo Stato per 51,2 milioni di euro e ai 30 milioni anticipati dalla Regione. Il punto della situazione è stato fatto dalla Regione, in occasione della presentazione a sindaci e presidenti di Provincia dell'ordinanza sulla ricostruzione pesante privata.
Secondo i dati della Regione Marche, sono 4.328 gli sfollati del terremoto ospitati nelle 340 strutture ricettive registrate nelle Marche. Di queste, 324 hanno presentato rendicontazione per un totale di 32,4 milioni di euro. Le strutture che sono state già pagate sono 278, per un totale di 20,6 milioni di euro, mentre 46 sono in attesa di liquidazione.
Ricevono invece il contributo di autonoma sistemazione (Cas) 26.196 persone per un importo rendicontato e già interamente saldato di 34,3 milioni di euro. (Ansa)
Sono iniziati da giorni i lavori di pulizia della spiaggia cittadina. La sporcizia depositata dalle mareggiate e' stata rimossa e il litorale si presenta bonificato e fruibile per le festività pasquali, pronto ad accogliere, meteo permettendo, i civitanovesi e i turisti che trascorrano il week end in città godendosi soprattutto il litorale. L'intervento sul litorale proseguirà anche dopo Pasqua con la pulizia dei sottopassi e dei fossi e inizieranno le attività di livellamento delle spiagge libere. A giugno andrà a regime la pulizia quotidiana del litorale, dei bagni, dei sottopassi e la svuotatura dei cestini, operazione questa che viene effettuata dal Cosmari.
In questi giorni il Comune ha provveduto anche ad effettuare lavori di pulizia del centro con un intervento che ha interessato soprattutto corso Umberto, dove sono state utilizzate anche idropulitrici su pavimentazione, aiuole, panchine, cestini per la raccolta dei rifiuti. "Le operazioni di pulizia che hanno interessato il centro e il lungomare - dice l'assessore al turismo Giulio Silenzi - ci permettono di arrivare all'appuntamento con le festività pasquali con una Civitanova in grado di accogliere nel modo migliore tutte le persone che resteranno in città e tutte quelle che la sceglieranno per trascorrere questi giorni di vacanza. Quest'anno oltretutto Civitanova può presentarsi a questo appuntamento con il fiore all'occhiello dell'apertura dell'Arco sul mare, un'area interamente pedonale dove potersi rilassare, far giocare i bambini in tranquillità e godere della bellezza del mare".
Finalmente anche a Treia è arrivata l'Auser. La costituzione della locale sezione tematica di Promozione Sociale si è tenuta la sera del 10 aprile sorso, in via Lanzi n. 18, cioè nei locali che ospiteranno questa Associazione. L’Auser treiese è nata, si può dire, da un’dea di Lorenzo Luccioni fatta propria da Paolo D'Arpini che si è molto adoperato per portare a compimento l’iniziativa. Con l’atto costitutivo del circolo è stato eletto anche il Consiglio Direttivo: Paolo D'Arpini, Luccioni Lorenzo, Danizeta Da Silva, Massimo Medei e Caterina Regazzi. Sono stati nominati Revisori dei Conti: Alberto Meriggi, Lauretta Mattiacci e Adriano Spoletini. Quindi il Direttivo ha eletto la Presidenza: Paolo D’Arpini Presidente, Luccioni Lorenzo Vice Presidente e Danizeta Da Silva Segretario.
Alla seduta era presente il Presidente dell'Auser Provinciale di Macerata, Antonio Marcucci, che ha fatto, per così dire, da “notaio” e garante, presentando lo Statuto dell’Associazione e l'atto costitutivo della sezione treiese. Il presidente Provinciale ha poi chiarito quali sono le finalità e gli obiettivi dell’Auser, evidenziando anche i benefici e le potenzialità d’intervento dell’Auser a favore della cittadinanza di Treia. Marcucci ha sottolineato con particolare calore il fatto che l’Auser è un'organizzazione di Volontariato e Promozione Sociale, a sostegno dei più deboli (gli anziani, i malati, i disabili) e di chiunque abbia necessità di una protezione sociale. Ricordiamo che tra le attività previste dell'Auser ci sono quelle dal trasporto sociale, l’organizzazione di corsi di vario genere: cultura, ginnastica, yoga, cultura, orti sociali, cucito e ricamo; è prevista anche l'organizzazione di gite, soggiorni di villeggiatura etc. Insomma tutte attività socialmente utili, che sono di aiuto a chi ne ha bisogno, nei modi e nei tempi possibili, da concordare tra gli aderenti ed idonee anche a perseguire uno dei fini dell’Auser, che è quello dell’invecchiamento attivo. E’ auspicabile - ha concluso Marcucci - la collaborazione e l'eventuale convenzione su specifici temi con enti quale il Comune di riferimento e altre associazioni locali.
L'inaugurazione ufficiale e l’apertura al pubblico della sede Auser di Treia avverrà alle ore 11 del 22 aprile prossimo. La data è stata scelta volutamente, poiché quel giorno si celebra la “Giornata mondiale per la Terra”. Le attività associative, invece, inizieranno il giorno successivo, 23 aprile, al mattino, con una passeggiata erboristica, lungo le mura di Treia, organizzata in collaborazione con il locale Circolo vegetariano VV.TT. (info. 0733/216293). La mattina del successivo 25 aprile, invece, si terrà un corso gratuito di ceramica neolitica nell'androne di Via Lanzi 20 (prenotazioni 0733/216293).
Il primo cittadino di Camerino, Gianluca Pasqui, è stato nominato coordinatore dei Sindaci del cratere dei Comuni delle quattro Regioni interessate dal terremoto dei mesi scorsi.
La prestigiosa nomina, che di fatto pone Pasqui nella gerarchia della gestione post sisma subito dopo il commissario straordinario Vasco Errani e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, è stata ufficializzata oggi dal presidente dell'Anci Antonio Decaro. "Ringraziandoti per la collaborazione" scrive Decaro a Pasqui "ti prego di voler tenere informata l'associazione e di coordinare le tue attività con il delegato politico Bruno Valentini, sindaco di Siena, e con la struttura organizzativa competente per materia che rimarranno responsabili di tutti gli aspetti tecnici e operativi di ogni attività".
La nomina a coordinatore dei Sindaci delle quattro Regioni è stata accolta con grande soddisfazione e senso di responsabilità da Gianluca Pasqui che ha voluto ringraziare Antonio Decaro "prima di tutto per essere sempre stato vicino ai Comuni colpiti dalla tragedia del sisma e poi per la fiducia che ha voluto riporre nella mia persona che cercherò di ricambiare lavorando con determinazione e lealtà al fianco di tutti gli altri sindaci del cratere.
Un grazie lo rivolgo anche a Marcello Fiori, presidente nazionale degli Enti Locali, per non aver mai fatto mancare la sua competente vicinanza alle zone terremotate e per aver creduto in Gianluca Pasqui. Farò di tutto per svolgere nel miglior modo possibile l'incarico che mi è stato assegnato".
Il “Modello Ussita” nasce dalla collaborazione del Comune colpito dal sisma di ottobre e dall’Università di Macerata con l’appoggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che proprio in occasione della visita al paese ha sottolineato l’importanza di questa proposta per un futuro possibile per le aree terremotate.
Per comprendere meglio cosa questa proposta, finalizzata alla creazione di un territorio a fiscalità privilegiata nei Comuni colpiti dagli eventi sismici, è necessario fare un passo indietro nel tempo fino al terremoto de L’Aquila. Anche in quel caso ci fu un “Modello L’Aquila” con l’istituzione di zone franche, però non funzionò, “Poiché, come spiega il professor Giuseppe Rivetti, docente di diritto tributario presso l’Università di Macerata, che ha lavorato alle linee guida del Modello Ussita “le zone franche non sono la risposta adeguata alle esigenze di sviluppo della popolazione; esse si fondano sull’esistenza originaria dei soli soggetti residenti o meglio delle sole aziende del luogo”. Ciò significa che il precedente modello ha posto dei limiti invalicabili e quello che doveva essere un privilegio per chi ha subito danni è divenuto un miraggio nel deserto.
In questo momento “Manca la visione di un futuro, cioè la capacità di immaginare il futuro dopo il terremoto” continua con la sua analisi il professor Rivetti “in questo momento è una ricorsa continua ai provvedimenti, come se fossero la soluzione”; in realtà se non fosse per il caos legislativo creato, i provvedimenti giuridici dovrebbero risolvere le problematiche, ma, purtroppo, in questo momento, essi sono il labirinto nel quale cittadini e tecnici si perdono nella speranza di capire come e cosa fare e con quali tempistiche.
La novità del modello creato da Unimc è quello di creare agevolazioni fiscali non solo per i residenti, come a L’Aquila, ma anche a tutti quei soggetti economici interessati a investire sul territorio del cosiddetto cratere; in questo modo si andrebbe a sopperire alla carenza dei fondi pubblici, la proposta non prevede spesa per lo Stato ma un risparmio “la riduzione di imposta” spiega Rinaldi “ è inferiore alla spesa pubblica che dovrebbe essere impiegata per la ricostruzione”. Per comprendere meglio di cosa si sta parlando il docente di diritto tributario fa un esempio molto esplicativo “Un allevatore di Ussita piuttosto che di Castelsantangelo sul Nera deve ricostruire le sue stalle costa tot allo Stato, se, come prevede il Modello, ad investire sulla ricostruzione è un allevatore della Maremma che in cambio viene detassato dallo Stato tutti ci guadagnano. Anche se l’Agenzia delle Entrate non prende soldi dall’allevatore toscano le imposte sono minori della spesa”.
Questo è un modello che non riguarda solo le imprese ma anche le famiglie, infatti è prevista una restituzione del cento per cento delle spese per la messa in sicurezza degli immobili, con la restituzione di quanto speso in breve tempo. Si vuol agire, quindi, non solo sulla ricostruzione ma anche sulla prevenzione e per fare ciò basterebbe modificare una legge già esistente che però riconosce solo una restituzione parziale della spesa e in un tempo non ragionevolmente lungo. Una modifica ad una norma senza entrare in contrasto con l’Unione Europea .
Proprio riguardo all’UE Rinaldi fa un’altra interessante riflessione: “La nostra proposta è in armonia con la tradizione giuridica del nostro Paese e non è in contrasto con quella europea. Comunque, in questo momento storico, è necessario applicare le misure giuste, bisogna far valere le necessità piuttosto che il diritto europeo. È una questione di priorità”
In questo momento il Modello Ussita è all’attenzione del Consiglio dei Ministri, sarebbe dunque auspicabile che i parlamentari e i politici tutti del nostro territorio spingano e facciano pressione perché esso non rimanga fermo sul tavolo. La crisi politica dei primi di dicembre non ha sicuramente aiutato l’iter della proposta, ma si spera che l’intelligenza politica dia le giuste priorità. Tutto il territorio colpito dal sisma, non solo quello maceratese, necessita di risposte: è troppo tempo che sta aspettando. Sta crescendo il malcontento e sembra come se la ricostruzione possa cadere in prescrizione, ed è per questo che è ancora più importante l’azione della politica locale per fare pressione sulla questione.
“Personalmente” conclude il professore “ritengo che l’Università di Macerata, sulla base di quella che è la sua terza missione (dopo ricerca e didattica) debba interessarsi al destino del proprio territorio. Potrà, ad esmpio, essere artefice di incontri tematici finalizzati alla soluzione di queste problematiche, per questo appare utile programmare conferenze che coinvolgono tutti i protagonisti istituzionali per una riflessione costruttiva sulle molte criticità ancora da risolvere”.
Dureranno al massimo trenta giorni le operazioni di abbattimento: dopo la consegna dei lavori effettuata lunedì scorso da parte della Provincia di Macerata è iniziata, nella notte di mercoledì, la demolizione dell'ITIS di San Severino Marche.
“Si è cominciato – spiega il Presidente Pettinari - con l'abbattimento della parte più vicina alla ferrovia ed in questa prima fase i lavori vengono svolti di notte quando non transitano i treni per garantire la massima sicurezza sulle rotaie. E' un accordo preso – aggiunge – con le FS e, in base a quanto previsto nell'appalto, il lavoro in notturna che viene effettuato dalle 22.00 alle 5.00 del mattino, durerà circa sette giorni.”
Le operazioni di abbattimento verranno interrotte quest'oggi solo per le festività pasquali e riprenderanno nella notte di martedì prossimo.
Ultimata la prima fase che riguarda la demolizione notturna, si andrà speditamente avanti con i restanti lavori; l'intera fase di abbattimento della scuola non dovrà superare i trenta giorni così come è stato previsto nell'appalto vinto dalla ditta Torelli Dottori spa di Cupramontana che si occuperà anche dello smaltimento delle macerie presso una discarica dell'anconetano.
Finestre sempre chiuse, balconi e davanzali ricoperti di escrementi e piume di piccioni: uno spettacolo indecoroso. E pericoloso. Nella sede dell'Inps di Macerata in via Dante Alighieri, i piccioni la fanno da padrone e negli ultimi tempi, la situazione è diventata insostenibile e per certi versi pericolosa. Si perché come spiegano gli infettivologi gli escementi di piccioni portano infezioni da criptococco, un fungo che nelle persone con difese immunitarie basse, può provocare polmoniti ed encefaliti, anche fatali.
Quello che si vede lungo i davanzali, balconi e le aree esterne dell'Inps è un vero tappeto di guano. Comprensibile come quindi lo sdegno e la preoccupazione delle tante persone che quotidianamente si trovano a dover frequentare quei locali. Con la speranza che presto qualcuno faccia qualcosa per cambiare una situazione indecente e indecorosa.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera che i genitori dei bambini dell'asilo nido di Porto Potenza hanno inoltrato all'Amministrazione al fine di chiedere un incontro per parlare della gestione futura dell'asilo.
“I genitori dei bambini che frequentano l’asilo nido comunale di Porto Potenza Picena hanno chiesto tempestivamente un incontro con il Sindaco e l’Assessore dei servizi sociali al fine di conoscere il futuro della gestione della struttura sia nell’immediato che a lungo temine.
Durante il precedente incontro, svoltosi nel mese di dicembre 2016, l’amministrazione comunale ha esposto l’ipotesi di esternalizzare il servizio dal prossimo anno scolastico ed ha proposto un successivo momento di confronto da effettuarsi entro la fine del mese di gennaio 2017; di cui a tutt’oggi non è pervenuta nessuna convocazione.
L’incontro si ritiene necessario anche al fine di valutare la bontà della scelta dell’estarnalizzazione alla luce dell’ottimo servizio offerto attualmente dalla struttura comunale e di permettere alle famiglie di poter decidere riguardo l’iscrizione dei propri figli nel prossimo anno scolastico”.
A Civitanova è attivo dal 2014 un gruppo Facebook per il Controllo del Vicinato. Siamo andati a parlare con Domenico Bevilacqua che è uno degli amministratori.
In verità il gruppo Facebook non è il Controllo del Vicinato in senso stretto ma un gruppo informativo e, quando necessario, di diffusione di avvisi. L'ho aperto insieme a Stefano Petrelli, a supporto delle attività, quando abbiamo cominciato questa avventura qui a Civitanova.
Come nasce il controllo del vicinato?
Il Controllo del Vicinato (Neighbourhood Watch) nasce negli Stati Uniti negli anni ‘60/’70 e sbarca in Gran Bretagna nel 1982 nella città di Mollington, nei pressi Liverpool. Da allora il Programma si è largamente diffuso in tutta la Gran Bretagna e, lentamente, in quasi tutti i Paesi dell’Europa continentale, inclusi alcuni Paesi dell’Europa dell’Est. Si stima che, ad oggi, in tutto il mondo siano più di dieci milioni le famiglie che hanno aderito a questo Programma. In Italia cominciano a formarsi i primi gruppi e ad apparire i primi cartelli gialli nel 2008, a Caronno Pertusella in provincia di Varese. Seguono a ruota Rodano e Parabiago in provincia di Milano, Levata-Curtatone in provincia di Mantova e in molte altre città medio-piccole. L’elenco completo dei Comuni che hanno aderito all’iniziativa è disponibile nel sito web dell’Associazione: www.controllodelvicinato.it Nel luglio del 2013 viene fondata a Saronno l’Associazione Controllo del Vicinato, composta da volontari impegnati direttamente come Coordinatori di gruppi già esistenti o impegnati a costituirne altri in altre città. Il Programma ha visto una crescita lenta ma costante, soprattutto attraverso il passaparola tra sindaci. Ad oggi sono circa 320 i Comuni, che a diversi stadi di maturazione e organizzazione, lo hanno implementato.
Come si è formato a Civitanova? Qui a Civitanova, insieme a Stefano Petrelli, alla fine del 2014 stavo pensando a cosa poter fare per rafforzare i legami di comunità quando è stato presentato nel Comune di Camporotondo di Fiastrone questo progetto. Abbiamo allora contattato l’Associazione Controllo del Vicinato, ci siamo iscritti ed abbiamo portato questa idea all’amministrazione comunale, chiedendone il supporto. Abbiamo anche presentato l’iniziativa ai partiti e movimenti, alle associazioni della Consulta dei Servizi Sociali ed alle parrocchie cattolico-romane, affinché fosse chiara la natura civica e super-partes della stessa. Poi, abbiamo tenuto dei gazebo informativi in Corso Umberto I e, il 19 settembre 2015, il dottor Francesco Caccetta, co-vicepresidente dell’Associazione, nonché criminologo, è venuto a Civitanova per la presentazione del progetto alla cittadinanza. In tutta onestà, il primo a parlare di Controllo del Vicinato a Civitanova è stato l’allora Capitano (oggi Maggiore) Enzo Marinelli, Comandante della Compagnia Carabinieri di Civitanova.
Lei è un comune cittadino oppure ha qualche ruolo amministrativo o fa parte in qualche modo delle forze dell’ordine?
Sono un comune cittadino che si è posto una domanda: voglio essere lasciato solo a morire nell’indifferenza? E si è dato una risposta: No. Quindi, ho trovato, come soluzione a molti problemi benché non a tutti, il Controllo del Vicinato che, peraltro, avevo incontrato durante i miei anni passati nel Regno Unito.
Ci spiega brevemente in cosa consiste il controllo del vicinato?
Innanzitutto, occorre dire che il Programma del Controllo del Vicinato è gratuito, non comporta alcuna spesa né l’adesione all’Associazione. Secondariamente, si compone di tre parti. La riduzione delle vulnerabilità:Il Programma prevede, infatti, l’individuazione delle vulnerabilità strutturali, ambientali e comportamentali che rappresentano sempre delle opportunità per gli autori di furti nelle case e di truffe. Organizzarsi tra vicini:Il Programma prevede l’auto-organizzazione tra vicini per controllare l’area intorno alle proprie abitazioni e gli spazi pubblici più prossimi. L’attività dei gruppi di Controllo del Vicinato è segnalata da appositi cartelli che hanno lo scopo di comunicare a chiunque passi nella zona interessata al controllo che la sua presenza non passerà inosservata e che il vicinato è attento e consapevole di ciò che avviene all’interno della propria area. Partecipare ad un gruppo di Controllo del Vicinato non fa correre alcun rischio, non richiede alcun atto di eroismo né alcuna attività di pattugliamento. I residenti continuano a svolgere le proprie attività, ma con una diversa consapevolezza del proprio ambiente. Dove il Programma del Controllo del Vicinato è attivo, i molti occhi dei residenti sugli spazi pubblici e privati rappresentano un deterrente contro i furti nelle case e un disincentivo per altri comportamenti illegali (graffiti, scippi, truffe, vandalismi, ecc.). La collaborazione e la fiducia tra vicini sono fondamentali perché s’instauri un clima di sicurezza che sarà percepito da tutti i residenti (anche da chi non partecipa al Programma) e particolarmente dalle fasce più vulnerabili, come anziani e persone sole. Il senso di vicinanza, unito alla certezza che i nostri vicini non resteranno chiusi in casa di fronte ad un’emergenza, trasmette un forte senso di appartenenza e di sicurezza e rafforza i legami tra i membri della comunità.
Collaborare con le Forze dell’Ordine: Anche le Forze dell’Ordine beneficeranno dei risultati di questo Programma. Un dialogo continuo e sensibile tra esse ed i residenti produrrà una migliore qualità delle segnalazioni da parte di questi ultimi e, in definitiva, dei loro interventi. Per partecipare al Programma occorre, innanzitutto, costituire un gruppo di Controllo del Vicinato. Costituire un gruppo di Controllo del Vicinato è relativamente semplice. È sufficiente incontrarsi tra vicini e decidere di costituirsi in gruppo. Non sarà necessaria alcuna richiesta, alcuna autorizzazione ed alcuna spesa da sostenere. Per formalizzare la costituzione del gruppo, l’Associazione mette a disposizione dei moduli (scaricabili dal nostro sito web) con i quali è possibile costituire un gruppo, creare una catena telefonica e raccogliere dati statistici sui furti avvenuti nella propria area. Una volta costituito il gruppo, è necessario registrarlo nel sito dell’Associazione per ricevere gratuitamente supporto, informazioni, documentazione e formazione. Il censimento dei gruppi permette, inoltre, all’Associazione di valutare la diffusione del Programma a livello nazionale. La formazione viene fornita dall’Associazione Controllo del Vicinato, per mezzo di alcuni manuali e di persona dal Dottor Francesco Caccetta, criminologo e co-vicepresidente dell’Associazione.
A Civitanova Marche, la collaborazione con le Forze dell’Ordine ci consente di averla anche da essee dalla Polizia Locale.
Abbiamo visto che avete organizzato e state organizzando incontri nelle varie zone della città. Come risponde la popolazione?
Per la seconda volta, abbiamo organizzato un ciclo di incontri nei sette quartieri storici di Civitanova. Il primo ciclo si era focalizzato sulla spiegazione del programma alla cittadinanza. Questo secondo ciclo, invece, ha avuto un scopo ben diverso. Si è trattato, infatti, di incontri pubblici con le Forze dell’Ordine e la Polizia Locale, dal titolo: SICUREZZA RESIDENZIALE, come Difendersi da Truffe e Furti - Il Controllo del Vicinato: collaborazione tra Cittadini e Forze dell’Ordine per la Promozione della Sicurezza Urbana. La risposta dei quartieri è stata molto variegata. In alcuni quartieri, come Fontespina, Maranello e Civitanova Alta, la partecipazione è stata soddisfacente e la cittadinanza ha potuto ascoltare dalla viva voce del Dirigente del Commissariato Polizia di Stato di Civitanova, Dottor Ciro De Luca, e del Comandante della Compagnia Carabinieri di Civitanova, Maggiore Enzo Marinelli, utili consigli su come difendersi da furti e truffe.
In altri quartieri, come Santa Maria Apparente ed il Centro, la partecipazione è stata scarsa, se non nulla. Devo ammettere che è incomprensibile questo scarso interesse quando, invece, la verve polemica di certuni è sempre ben attiva e la collaborazione delle Forze dell’Ordine, e delle istituzioni più in generale, è totale ed entusiastica. Per il quartiere Centro, poi, che il quartiere dove si verifica la maggioranza dei reati commessi a Civitanova, la partecipazione è stata nulla e questo travalica la mia comprensione.
Ci sono delle zone sotto Controllo del Vicinato? Siete già operativi in qualche quartiere?
In questo momento, sono attivi a Civitanova tredici gruppi di Controllo del Vicinato, otto tra Fontespina e Maranello, tre a San Marone, uno a Risorgimento ed uno a Civitanova Alta, nessuno in Centro ed a Santa Maria Apparente.
Spero che, dopo le elezioni, chi ancora non ha compreso che il Controllo del Vicinato è un efficace strumento sia di prevenzione contro la criminalità, che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini e la cooperazione con le forze dell’ordine al fine di ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone e il senso di insicurezza; sia per ricreare rapporti di collaborazione tra i vicini, promuovere la coesione sociale, stimolare l’aiuto reciproco, non consentire più che qualcuno sia lasciato solo nell’indifferenza, in poche parole, per creare una comunità più umana; e che fare Controllo del Vicinato significa promuovere la sicurezza urbana attraverso la solidarietà tra i cittadini; riesca a comprenderlo.
Avete qualche dato sull’incidenza del Controllo del Vicinato nella repressione di episodi criminali? Si ottengono risultati concreti?
I dati nazionali parlano di circa il 60% di furti in meno nelle zone in cui è attivo il Controllo del Vicinato. Per Civitanova, i dati ufficiali parlano di un calo dell’8% dei reati e del 30% dei furti in appartamento, specialmente nelle zone dove è attivo. E questi dati si riferiscono a quando c’erano solo 70 famiglie coinvolte, oggi siamo arrivati al doppio.