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San Ginesio, errori sui dati dei contagiati. L'ira di Ciabocco: "più poteri ai sindaci del territorio"

San Ginesio, errori sui dati dei contagiati. L'ira di Ciabocco: "più poteri ai sindaci del territorio"

La situazione attuale vede, nel territorio comunale di San Ginesio, 62 persone positive al Covid-19 di cui una ricoverata in ospedale e 64 persone in isolamento domiciliare fiduciario. Continua a correre senza sosta l’impennata dei casi di positività che vede il paese dell'entroterra maceratese come uno dei comuni più colpiti della provincia da questa seconda ondata epidemica che sta causando non poche difficoltà. Oltre alle continue segnalazioni il primo cittadino Giuliano Ciabocco, è anche costretto a fare i conti con dei disagi amministrativi legati ai ritardi nelle comunicazioni ufficiali dei numeri del contagi che stanno ad oggi avendo delle ripercussioni negative sul fronte della gestione dell'emergenza, ma soprattutto per quella inerente ai pazienti. “Il problema è che mancano aggiornamenti, non dico in tempo reale, ma sufficientemente celeri per prendere dei provvedimenti di conseguenza – spiega il Sindaco - . Non so da chi sia gestito il sistema, ma è un fatto che oggi non fornisce dei dati  giusti e veritieri. In questo momento mi risultano presenti come positivi nel comune, delle persone che sono già uscite dalla quarantena in quanto hanno superato i test di controllo tant'è che sono già tornate al lavoro – e aggiunge -  non mi risultano invece tutti quei ragazzi delle varie scuole che sono stati oggetto di tampone e che alla preside sono stati segnalati come positivi. Tutto questo ci fa vivere in una situazione di precarietà". “Per quanto riguarda il discorso delle aperture e chiusure delle scuole - dichiara Ciabocco - ho lamentato questa situazione la settimana scorsa, in quanto l'Asur aveva preso la decisione di chiudere le Primarie di Passo San Ginesio all’una di notte di sabato scorso senza aver nemmeno contattato me come autorità Sanitaria Locale - prosegue - successivamente con l’Asur e ci sono stati poi dei passaggi con relative scuse, ma non servono perchè in questo momento è necessario semplicemente remare tutti verso la stessa direzione e soprattutto avere coordinamento tra i vari enti". "Avevo scritto all’Asur affinché prima della riapertura facessero i tamponi a tutti i ragazzi, docenti e non che erano interessati dalla chiusura e di essere aggiornato -  spiega sconsolato - purtroppo nemmeno questa volta hanno avuto tempo di telefonarmi, ma l'hanno poi fatto di domenica alle 21 comunicandomi che avrebbero riaperto le scuole. Questa mancanza è un passaggio istituzionale, necessario per poter poi affrontare una situazione delicata come quella che abbiamo noi a San Ginesio". "Stiamo parlando di un crescendo costante e continuo di numeri - osserva il primo cittadino - siamo arrivati a 62 ma non ho neanche la certezza di quello che comunico perché questi dati secondo me non rispecchiano quella che è la realtà e di questa situazione penso ne siano a conoscenza anche gli altri sindaci". Una difficoltà oggettiva alla quale si sono aggiunte quelle derivanti dalle limitazioni imposte dell'ultimo Dpcm del Governo: "Credo che chi prende queste decisioni dovrebbe prima ascoltare un minimo la voce dei sindaci,  almeno per sentire e comprendere quello che succede nei vari territori - sottolinea Giuliano Ciabocco - . Abbiamo avuto un terremoto da dover sopportare e in questo momento, considerando che a fatica stanno ripartendo i cantieri, se si inizia a chiudere quella trattoria o ristorantino, dopo averlo costretto ad adottare tutte le varie e giuste precauzioni sanitarie , non solo si crea un danno a loro a livello economico, ma anche all'intera comunità in quanto non credo sia giusto la sera a mandare via con un piatto di pasta d’asporto le persone che stanno da noi a lavorare nei cantieri - incalza -.  Stiamo attraversando dei giorni delicatissimi e data la situazione oggi parleremo con il Prefetto e con tutti gli organi competenti per poter intervenire in maniera concreta di concerto con le forze dell'ordine". "Se ci siamo assestati su numeri di per se' importanti e non riceviamo aggiornamenti diventa un problema perché, parliamoci chiaro, se risultano positivi 40 ragazzi andiamo sopra i 100 e quindi non è più una situazione dove c'è tanto da scherzarci sopra - osserva il Sindaco di San Ginesio - . Capisco perfettamente il lavoro che sta portando avanti l’Asur e comprendo tutte le difficoltà del caso. Non c'è solamente San Ginesio come Comune, e questo è fuori dubbio,  però bisogna anche individuare quelle zone dove il focolaio sta uscendo e per farlo sono necessari dati certi in modo che chi di dovere, sindaco in primis, possa intervenire in maniera efficace e repentina".  "L’assurdo è che ci siamo trovati in questa situazione delicata a fronte di un percorso che era già noto - precisa -.  Ricordiamoci che alla fine di giugno tutti dicevano che se ne sarebbe riparlato ad ottobre in quanto la prima ondata era passata. Che cosa è stato fatto da parte del governo? - si domanda il primo cittadino -. Buoni vacanze, monopattini, banchi con le rotelle. Credo che si stia navigando un po’ a vista. Adesso si sta spingendo molto sul discorso della scuola da casa ma quest'estate allora perché non si è spinto altrettanto per portare la banda larga nei comuni dove non c'è? Ora parliamo di lavoro agile ma per chi? Per chi non lavora o per chi invece ha bisogno di interfacciarsi con le persone degli uffici?" Continua a chiedersi Ciabocco. "Dal mio punto di vista le città di riferimento del Governo, sulle quali si basa per effettuare le sue scelte sono metropoli come Milano, Torino o Roma - dichiara -.  Al di là di questo penso che dovrebbero lasciare quel briciolo di libertà ai sindaci dei territori in quanto non sono degli scriteriati ma tengono senza dubbio al benessere e alla salute dei propri cittadini quindi credo che possano benissimo prendere quelle decisioni che ritengono più opportune - ed infine annuncia - a tal proprosito ho disposto la convocazione straordinaria e permanente della giunta comunale fino al 15 novembre, salvo aggiornamenti".            

27/10/2020 17:27
Macerata, Centrale.eat si scaglia contro il Dpcm. Aldo Zeppilli: "Il nostro lavoro non è l'asporto"

Macerata, Centrale.eat si scaglia contro il Dpcm. Aldo Zeppilli: "Il nostro lavoro non è l'asporto"

Ufficialmente non è stato chiamato “lockdown” ma per molti esercenti o semplici dipendenti di ristoranti, bar e palestre, le nuove misure contenute nell’ultimo Dpcm rappresentano un forte pugno nelle stomaco. Il nuovo orario di chiusura stabilito alle 18, che sarà in vigore fino al 24 novembre, non va giù alle attività dei servizi di ristorazione e le piazze di tutta Italia di queste ultime sere, piene di manifestanti, lo dimostrano. Oltre a questo, il testo di legge prevede che il consumo all'interno dei locali sia consentito per un massimo di quattro persone per tavolo e resta ammessa senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri ospiti. Regole e limitazioni che rappresentano ulteriore benzina sul fuoco per chi è proprietario di una di queste attività commerciali, in quanto si sommano alle perdite già accumulate durante lo stop totale dei 3 mesi del lockdown. All’inizio di queste settimana molti commercianti maceratesi si sono trovati a fare i conti con le nuove norme. Come ad esempio Aldo Zeppilli, titolare del Bar Centrale, Centrale.it e Centrale Plus: tre attività incastonate nel cuore di Macerata e che dal mattino alla sera si occupano di ristorazione a 360°; proprio uno dei settori più duramente colpiti dal Dpcm.  “Premetto che cercheremo di essere, anche in questa occasione, i numeri uno nel servizio a domicilio – esordisce Zeppilli –. Da quando abbiamo aperto, siamo sempre stati in grado di reinventarci e cercare le soluzioni migliori contestualmente al momento storico vissuto, come ad esempio la crisi del 2008, il sisma, i casi Pamela e Traini. Nonostante le difficoltà abbiamo sempre cercato di dare il meglio anche perché lavoro insieme ad uno staff validissimo, capace quando serve di stringere i denti”. Le ultime misure però suonano come note “stonate” soprattutto per chi, come Zeppilli, è reduce da un ancora recente lockdown: “Oggi non possiamo pensare di reinventarci in silenzio – esclama - dobbiamo capire che le regole imposte dal nuovo Dpcm sono una vera presa in giro in quanto emesse da gente che ha palesemente dimostrato di non avere per nulla il controllo della situazione – e poi spiega - Come categoria abbiamo compreso le limitazioni dettate all’inizio dell’emergenza in quanto era una situazione inaspettata, perciò siamo rimasti chiusi in silenzio, ma oggi non possiamo  più permetterci di essere remissivi”. Proprio i ristoranti sono stati “additati” come luogo più rischioso per la diffusione del Covid-19:  “Credo sia una corbelleria pensare che un ristorante di Macerata all’orario di cena possa essere potenzialmente più pericoloso di un centro commerciale la domenica  o di una stazione della metropolitana di Milano – sentenzia Zeppilli - Attività come la nostra doveva avere dei protocolli ben condivisi da maggio e lo Stato, congiuntamente a capigruppo e Regione, avevano l’obbligo di disporre di misure anti-contagio già studiate e condivise”. Un punto di vista comprensibile soprattutto per chi in questi mesi ha prestato una particolare attenzione nell’ottemperare alle norme dei protocolli sanitari: ”Queste regole presenti sul nuovo dpcm dovevano essere rese note da prima, considerando che già ci eravamo attrezzati per rispettare le precedenti –osserva il titolare dei tre esercizi commerciali – e non comunicate una domenica sera a seguito di un decreto firmato nella notte tra le proteste anche delle istituzioni”. “Se una coppia vuole fare un matrimonio da me, ipotizziamo di 50 persone, io a gennaio per un matrimonio in programma ad agosto mi attrezzo per fronteggiare ogni tipo di clima – porta come esempio Zeppilli - non posso di certo dir loro di non sposarsi nel caso piova all’ultimo momento. Ecco a cosa servono i protocolli specifici soprattutto se si tratta di una situazione prevedibile come quella che stiamo vivendo”. Non solo bar ma anche palestre e piscine sono state costrette alla chiusura forzata. “Il mio discorso vale anche per loro– dice - personalmente sono stato a fare un terapia in una struttura maceratese e posso dire che dentro ho travato un ambiente più pulito di una sala operatoria ed è inconcepibile che ora debba chiudere se consideriamo tutti i soldi che i proprietari hanno speso per garantire la sanificazione”. Tanti dubbi che non trovano risposte e che invece di dissiparsi si addensano ogni giono che passa: “Come si fa inoltre a sancire che il pranzo sia più pericoloso di una cena? Come fanno il locali che lavorano solo in orario serale? – si domanda Zeppilli– sono regolamenti discriminanti e noi non possiamo più tollerare una situazione del genere. Inoltre non posso accettare che diversi mie colleghi si siano rassegnati a fare l’asporto perché il nostro lavoro consiste in tutt’altro – tuona - se dobbiamo chiudere come a marzo possiamo pure farlo ma devono esserci dei dati scientifici e certi che provano che i nuovi contagi avvengano nei ristoranti in determinati orari altrimenti è inaccettabile”. “E’ chiaro che in questo momento farò di necessità virtù e mi dedicherò all’asporto – conclude il titolare delle tre attività di Piazza della Libertà - lo faccio anche perché la città ha bisogno di un punto di riferimento che offre dei servizi anche in momenti di disagio ma questo non significa che sono rassegnato a dire che le regole dell’ultimo Dpcm siano giuste –e sottolinea - non deve passare minimamente questo messaggio perché l’asporto non è il nostro lavoro e mi aspettavo che il Governo fosse pronto a gestire questa situazione”.  

27/10/2020 13:48
Covid-19, la settimana "nera" delle Marche: l'andamento del virus nell'analisi dell'ingegner Petro

Covid-19, la settimana "nera" delle Marche: l'andamento del virus nell'analisi dell'ingegner Petro

Cari lettori, bentrovati al consueto appuntamento settimanale con il racconto dell'epidemia. Purtroppo la nostra regione questa settimana, dopo il Trentino, è stata in assoluto la peggiore con un pauroso aumento del 130% circa di contagi e ricoveri, numeri che ci iniziano a portare ben lontano dalla posizione di isola felice che avevamo ad agosto. In compenso si inizia ad intravedere un piccolo rallentamento della corsa dei contagi a livello nazionale. Questo dato non è certo dovuto all'ultimo Dpcm, di cui vedremo i primi effetti solo la prossima settimana, ma probabilmente un misto fra le chiusure effettuate da De Luca e Fontana. Nel grafico degli indici vediamo una lieve conferma che forse qualcosa stia cambiando. Abbiamo contagi e terapie intensive che stanno rallentando mentre i decessi hanno avuto un forte rialzo a seguito ovviamente di quello pauroso dei contagi della scorsa settimana. Parliamo a questo punto di numeri, un famoso virologo ha affermato in tv che i sintomatici sono solo il 5%. Mi chiedo come questi signori possano fare il loro mestiere e come si permettano di andare sui media nazionali dicendo simili baggianate che tendono solo ad alimentare comportamenti scorretti e le bizzarre idee negazioniste. Il 5% sono il numero di positivi ricoverati con sintomi, generalmente quindi in condizioni gravi che richiedono un'assistenza ospedaliera e di questi oltre il 10% è in terapia intensiva. Se guardiamo la nostra regione oltre il 25% dei ricoverati (dunque circa un 1.3% dei positivi) è in condizioni critiche, ovvero in terapia intensiva o sub intensiva. Nei ricoveri rispetto ai positivi notiamo una leggera flessione mentre, in proporzione, aumentano i ricoveri gravi. Questo segnale è contraddittorio e le motivazioni possono essere due: la prima è che sono cominciate più dimissioni dagli ospedali, la seconda (e purtroppo ce lo fa sospettare il recente servizio della trasmissione Report) riguarda le strutture sanitarie che iniziano ad essere al collasso, con pazienti che vengono tenuti ore in isolamento nelle ambulanze.La settimana nera della nostra regione ci fa precipitare in classifica al settimo posto ma con una grossa tendenza al peggioramento. Lo screening nizia a soffrire moltissimo con il 20% di positivi sulle nuove diagnosi, ma vediamo regioni come Liguria e Valle d’Aosta che sono al 40 - 50% (praticamente le stesse percentuali di marzo). Buffo come regioni dove i contagi sono parecchio elevati come il Trentino e la Valle d'Aosta siano quelle che spingano di più per ottenere deroghe e poter fare più aperture, potremo definirlo un simposio di incoscienza.Signori la situazione non è grave. Le misure prese dal governo sono, da un lato tardive e dall'altro forse troppo leggere per la gravità della situazione e del trend che se continua così non lascia che 3 settimane prima di ricadere nella situazione di marzo. Non sarei sorpreso se il governo entro questo fine settimana, o entro il prossimo, predisponga chiusure ancora più stringenti.Chiudo con una nota di speranza: si sta osservando come uno dei vaccini in via di sperimentazione abbia una forte risposta immunitaria nei soggetti anziani, forse potrebbe essere la svolta e per Natale dovrebbero arrivare le prime 2 o 3 milioni di dosi, stando alle dichiarazioni che si possono raccogliere.  

27/10/2020 12:57
Sisma, il sindaco Piermattei: "Le pratiche passino all'ordinanza 100, percorso più veloce"

Sisma, il sindaco Piermattei: "Le pratiche passino all'ordinanza 100, percorso più veloce"

Recependo le indicazioni dell’ufficio del Commissario straordinario del Governo alla ricostruzione sisma 2016, Giovanni Legnini, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, a quattro anni dal sisma che ha provocato profonde ferite anche nel vastissimo territorio comunale, lancia un appello a cittadini e tecnici. “Chi ha già presentato domanda con la vecchia procedura, secondo quanto stabilito dall’articolo 6 dell’Ordinanza 107, dovrà integrarla – spiega il primo cittadino - con la certificazione della conformità urbanistica dell’intervento e della congruità del contributo concedibile, utilizzando il modulo pubblicato sul sito del Commissario. Gli Usr invieranno ai professionisti la proposta di adesione alla procedura semplificata dell’Ordinanza 100, con la richiesta di motivare l’eventuale rifiuto e comunicarlo anche ai proprietari committenti. I tecnici avranno due mesi di tempo per esercitare l’opzione dal momento del ricevimento della proposta Usr, ma possono aderire anche di loro iniziativa accedendo alla pratica già depositata sulla piattaforma Mude”. L’adesione alla nuova procedura comporta anche l’applicazione delle nuove tariffe professionali sull’equo compenso per i tecnici incaricati dei progetti, introdotte dal decreto legge 104/2020, convertito con legge 126/2020, e disciplinate con l’Ordinanza 108. I maggiori compensi non potranno in nessun caso determinare un aumento dell’eventuale spesa in accollo a carico dei proprietari o dei committenti, salvo il loro esplicito consenso. Resta sempre possibile per i proprietari committenti e i loro tecnici ritirare le vecchie richieste di contributo e ripresentarle secondo le procedure dell’Ordinanza 100 come nuove pratiche, facendo tuttavia salva la documentazione già acquisita dagli Uffici Speciali. Per evitare accolli di spesa a carico dei cittadini, qualora il contributo per la ricostruzione non copra tutti gli interventi previsti, l’ufficio del Commissario ricorda inoltre che è possibile utilizzare il superbonus al 110%. L’Ordinanza 108 prevede la possibilità di sommare al contributo per la ricostruzione le detrazioni fiscali per gli interventi di rafforzamento statico previste dal sismabonus al 110%, mentre la legge 126/2020 disciplina la cumulabilità del contributo con le detrazioni ecobonus 110%, relative al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici.

27/10/2020 12:14
"L'odissea di una famiglia civitanovese per avere un tampone": la denuncia dell'assessore Carassai

"L'odissea di una famiglia civitanovese per avere un tampone": la denuncia dell'assessore Carassai

"Prevenzione, tracciamento dell'epidemia derivante dal Covid-19 o pressapochismo e superficialità?" È quanto si domanda l'assessore del comune di Civitanova Marche Ermanno Carassai a seguito delle testimonianze personalmente raccolte da numerose famiglie della città.  Testimonianze in cui si mettono in luce "situazioni alquanto imbarazzanti che destano molta preoccupazione". "Per non rimanere nel vago - sottolinea Carassai -, ritengo necessario esplicitare le recenti vicissitudini di una famiglia civitanovese, ma presumo che molti altri casi che non sono venuti a galla si siano verificati nella nostra città". L'assessore, nel raccontare la vicenda, precisa che si tratta di una famiglia composta da quattro persone, con bimbi piccoli che frequentano la scuola dell'infanzia. Al ritorno a casa dalla scuola, una delle bimbe ha evidenziato mal di gola e alcune linee di febbre. I genitori hanno quindi avvertito il medico curante che ha provveduto a segnalare la situazione al servizio competente. Il giorno successivo, anche il fratello e la mamma hanno accusato alcuni sintomi, pertanto i genitori hanno provveduto nuovamente a contattare il servizio preposto per segnalare le situazione, chiedendo un tampone possibilmente urgente. Nel frattempo, tutti i componenti del nucleo familiare si sono messi immediatamente in isolamento preventivo, allertando il dirigente scolastico. "La risposta ottenuta da parte dell'ufficio sanitario preposto è stata che, prima di dieci giorni vista la mole di lavoro a cui il personale era sottoposto, non sarebbe stato possibile procedere in tal senso - racconta Carassai -. Trascorsi oltre 10 giorni, senza aver ottenuto comunicazione in merito dal settore pubblico, con grave difficoltà ed inoltre a pagamento da azienda privata, i genitori sono riusciti ad ottenere un tampone nel luogo di residenza e, dopo tre giorni, è arrivata la notizia che la bambina è risultata positiva, mentre gli altri conviventi sono negativi. Il referto che è stato comunicato immediatamente a tutto al servizio competente e ai referenti della scuola. Ad oggi tutto tace mentre l'odissea e l'incertezza sul da farsi continua". "A questo punto, credo sia opportuno chiedersi che cosa significhi parlare di prevenzione - sottolinea l'Assessore -, come mai in otto mesi non siano stati organizzati i servizi di controllo, nonostante tutti prospettavano la ripresa del contagio nel periodo autunnale ed invernale. Di fronte a tale situazione di non prevenzione, credo che coloro che avevano la responsabilità di attivare i servizi necessari per non far diffondere i contagi e non l'hanno fatto si dovrebbero vergognare, visto che è palese che il servizio non è ancora a disposizione di tutta la cittadinanza". "E' comprensibile il disagio degli operatori e di chi organizza i protocolli - chiosa Ermanno Carassai -, ma credo che una risposta certa ed un controllo per evitare il diffondersi dell'epidemia siano indispensabili".    

27/10/2020 12:00
Caldarola, il sindaco Giuseppetti: "Dalla Regione arrivano dati Covid errati e in ritardo"

Caldarola, il sindaco Giuseppetti: "Dalla Regione arrivano dati Covid errati e in ritardo"

L’impennata dei casi Covid nei comuni della provincia di Macerata sta causando non pochi disagi anche dal punto di vista amministrativo. Il sindaco di Caldarola, Luca Maria Giuseppetti, si trova ad affrontare in questi giorni non solo diversi casi segnalati nel suo territorio comunale ma soprattutto ritardi nelle comunicazioni ufficiali che non possono che avere ripercussioni negative, sia sul fronte del propagarsi dei contagi che dal punto di vista gestionale dei pazienti. “Come sindaco ho la responsabilità sanitaria del mio territorio, una volta segnalato un caso positivo al Covid devo attivare la Protezione Civile per l’assistenza domiciliare con la consegna dei beni di prima necessità e il Cosmari per lo smaltimento dei rifiuti - sottolinea Giuseppetti -, ma se dalla data del campione positivo comunicato dall’Asur al paziente passano giorni, anche 3 o 4, finché la Regione lo comunica ai miei uffici, sono facilmente comprensibili le conseguenze negative che ne derivano". "Dagli uffici regionali preposti ricevo Report giornalieri che puntualmente sono differenti dalla realtà - denuncia il sindaco -. Siamo una piccola comunità e tra i pazienti che ce lo comunicano direttamente e i medici di base che segnalano i nuovi positivi abbiamo una situazione ufficiosa costantemente aggiornata ma altrettanto discostante dai dati ufficiali". "Mi chiedo cosa succede tra gli uffici Asur e quelli Regionali, perché questi dati così differenti? L’esempio pratico più recente - aggiunge Giuseppetti - riguarda 2 cittadini risultati positivi al Covid-19 dal 16 ottobre, ma secondo il Report della Regione Marche fino a ieri in isolamento fiduciario, oggi addirittura non risultano nemmeno più nella lista. Risulta invece ancora positiva una cittadina che, dopo la quarantena, ha fatto 2 tamponi, entrambi negativi ed è anche ritornata al lavoro".  "Come possiamo svolgere un’attività ottimale con queste comunicazioni non veritiere? Abbiamo già più volte comunicato queste abissali discrepanze all’Asur e anche telefonato in Regione per chiarimenti ed una maggiore puntualità nelle comunicazioni ufficiali, ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta” conclude Giuseppetti.  

27/10/2020 11:43
Coronavirus Marche, 380 nuovi casi: 109 in provincia di Macerata

Coronavirus Marche, 380 nuovi casi: 109 in provincia di Macerata

Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 2705 tamponi: 1528 nel percorso nuove diagnosi e 1177 nel percorso guariti.  I positivi sono 380 nel percorso nuove diagnosi: 109 in provincia di Macerata, 133 in provincia di Ancona, 28 in provincia di Pesaro Urbino, 23 in provincia di Fermo, 64 in provincia di Ascoli Piceno e 23 fuori regione.  Questi casi comprendono soggetti sintomatici (45 casi rilevati), contatti in setting domestico (91 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (99 casi rilevati), 7 casi registrati nel setting lavorativo, contatti in ambiente di vita/divertimento (14 casi rilevati), 3 casi rilevati nel setting assistenziale, contatti in setting scolastico/formativo (12 casi) e 5 casi riscontrati nello screening realizzato in ambito sanitario. Di 104 casi si stanno effettuando le indagini epidemiologiche. Si registra un'ulteriore crescita rispetto alla giornata di ieri nel rapporto percentuale tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati rilevati: dal 23,19% di ieri al 24,86% di oggi.  Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale a 12.058 su un totale di 179.841 campioni testati. Aumentano i ricoverati nelle strutture sanitarie regionali: sono 278 (+25 rispetto a ieri), in aumento di due unità anche il numero dei pazienti in terapia intensiva (28 contro i 26 di ieri). Nel Maceratese sono accolti 35 pazienti: 24 all'ospedale di Macerata (18 nel reparto malattie infettive e 6 in semi intensiva) e 3 pazienti al pronto soccorso di Civitanova Marche e 8 al Covid Hospital.  eADVDi seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio sanitario regionale:

27/10/2020 10:26
Covid-19, Civitanova supera i 100 casi: oltre 50 positivi a Tolentino e San Ginesio

Covid-19, Civitanova supera i 100 casi: oltre 50 positivi a Tolentino e San Ginesio

Sono stati numerosi gli aggiornamenti forniti nelle ultime 24 ore dalle amministrazioni comunali in merito all'evoluzione del contagio da coronavirus in provincia di Macerata.  Il Sindaco Giuseppe Pezzanesi, informando sulla situazione Covid-19 a Tolentino, ha comunicato come - nel territorio comunale - si registrino 57 positivi (+4 rispetto al precedente aggiornamento) e 71 persone in isolamento domiciliare (due in meno rispetto al precedente aggiornamento).  Numeri in continua crescita sono quelli di Civitanova Marche dove attualmente vi sono, nel complesso, 107 contagiati e 128 soggetti in quarantena.  A Pollenza sono 15 le persone positive al Coronavirus (+1 rispetto al precedente aggiornamento), mentre sono 25 quelle in isolamento domiciliare. Sale di tre unità il numero di contagiati nel comune di Cingoli, da 16 a 19, con 31 persone poste in quarantena. Nuovo Incremento anche a Porto Recanati (da 18 a 19 casi), dove si hanno 54 persone in isolamento domiciliare e a Urbisaglia (11 casi positivi e 24 persone in isolamento domiciliare preventivo).  A Sarnano sono emerse 4 nuove positività tra le persone che si trovavano già in condizione di isolamento domiciliare portando il computo complessivo nel comune a 43 casi.  Numeri migliori si hanno a Castelraimondo dove restano 2 i contagi registrati. A San Ginesio aumentano di due unità i contagiati (da 52 a 54), mentre sono 64 i soggetti posti in isolamento domiciliare. A Petriolo, invece, i dati sono stabili (7 le persone in isolamento "fino alla definizione del caso", tra cui positivi e pazienti in osservazione).   

26/10/2020 20:27
Macerata, ristoratori e baristi tra speranze e lacrime: "Punteremo su asporto e consegne"

Macerata, ristoratori e baristi tra speranze e lacrime: "Punteremo su asporto e consegne"

Ore 17:45 di un lunedì qualunque, ma non come tutti gli altri, nel centro storico di Macerata. È il primo giorno in cui entrano in vigore le nuove misure anti Covid presenti nel dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. È già tempo di sanificare e riporre sedute e tavoli all'interno dei locali, per poi - se non si prevede di offrire un servizio da asporto - abbassare le serrande, alle 18 in punto.  Questo il rituale a cui, non senza un pizzico di amarezza, si sono dovuti sottoporre tutti i gestori di ristoranti, bar e pizzerie di Macerata.  "Vorrei far capire alle persone che i locali non chiudono del tutto e che ci sono molte attività che si sono adattate con l'asporto - precisa uno dei proprietari della 'Pizzeria del Corso' -, molti questo non lo hanno capito. I locali che non fanno ristorazione sono comunque aperti secondo il loro normale orario e le persone, anche se meno, escono lo stesso. Per questo motivo molte attività che possono sfruttare l'asporto o la consegna a domicilio, baseranno il loro lavoro su questo anche perchè dopo le 18 si può entrare in piazza con la macchina quindi i clienti possono venire a ritirare direttamente in pizzeria il loro ordine". "Questo ovviamente non riguarda solo me o la mia attività - precisa il commerciante -, ma molti locali. Per quanto riguarda la chiusura invece teniamo duro e cerchiamo di fare i bravi, speriando che non ci facciano chiudere ulteriormente e che questa sia la soluzione definitiva. Capisco però che, per i pub o la ristorazione, che lavorano prevalentemente la sera, sia una mazzata. La mia paura è che la gente non ha capito che sull'asporto si lavora", conclude il commerciante. La proprietaria del bar "Caffè del Corso" era quasi in lacrime mentre rispondeva alle nostre domande e questo perchè, non essendoci persone negli uffici nè ragazzi in giro e non potendo sfruttare il servizio di consegna a domicilio o asporto, il suo lavoro ha subito una diminuzione drastica. "Mi fa impressione perchè mi sembra un po' esagerata come misura - ha precisato l'esercente -, per me sta peggiorando tutto, oggi non è una giornata dimezzata ma peggio. In questa maniera secondo me non si lavora, posso reggere 1 o 2 settimane al massimo 3, ma poi dovrò chiudere. Non posso stare qui seduta a non fare niente. Oggi è stato un disastro e non pensavo così tanto. Mi scoraggia parecchio questa situazione, l'orario delle 19 o le 20 è quello più frenetico e fa paura vedere la situazione che evolve in questa maniera". Più ottimisti invece sono Lucia e Marco Guzzini, proprietari del ristorante "Di Gusto", i ragazzi si erano già preparati all'eventualità della chiusura anticipata e nel corso del primo lockdown si erano ben organizzati con l'asporto. "Da domani per tutti i giorni effettueremo questo servizio in maniera potenziata sia per il pranzo che per la cena - sottolinea Marco Guzzini -. Rimane ovviamente il servizio a pranzo al ristorante e, con i servizi a domicilio per la cena, possiamo raggiungere tutte quelle persone che in questi giorni ci hanno contattato". "Noi siamo ristoratori e se riusciremo, con il nostro servizio, a portare un minimo di serenità con un piatto di sushi o una pizza abbiamo fatto il nostro lavoro - precisa Marco Guzzini -. Poi la partita si sposta negli ospedali e facciamo il tifo per i medici, gli infermieri e tutto il personale impegnato in prima linea. Cerchiamo di dare un segnale di ottimismo perchè questo è il nostro lavoro". La co-proprietaria Lucia Guzzini afferma in conclusione che "questo discorso non esclude la preoccupazione e la consapevolezza che si tratta di nuovo di un periodo difficile e complesso ma cerchiamo di guardarla con una prospettiva ottimistica e speriamo che tutto vada per il meglio".

26/10/2020 19:50
Nuovo Dpcm, Guzzini tuona: "Una presa in giro chiudere alle 18, dal Governo misure senza un perché"

Nuovo Dpcm, Guzzini tuona: "Una presa in giro chiudere alle 18, dal Governo misure senza un perché"

"In un momento di grande difficoltà come quello attuale, c'è bisogno di essere uniti. L'emergenza che stiamo vivendo non è solo sanitaria, ma anche economica. Ho avuto un colloquio con il presidente della Confindustria nazionale Carlo Bonomi, che mi ha confermato come non si riesca ad avere dialogo con i nostri politici". Così il presidente Confindustria Macerata Domenico Guzzini constata con amarezza come le nuove misure restrittive anti Covid contenute nel dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella notte di sabato, siano state attuate senza un confronto preventivo con il mondo delle associazioni.  "Tutti abbiamo atteso, con un'ansia alimentata dai continui rinvii, l'ennesima conferenza stampa del nostro premier, ormai divenuta un'abitudine nei fine settimana. Tutti siamo oramai assillati dalla paura - dichiara Guzzini -, nessuno di noi sa cosa succederà in futuro e questo modo di fare del presidente del Consiglio non aiuta. Vi do solo un dato. Nella serata di sabato un ristoratore, con il quale ho parlato oggi, aveva prenotati 90 posti nel suo locale, dopo questo continuo tam tam di notizie sul nuovo dpcm, in 60 hanno cancellato la prenotazione. La gente ha paura".  "I gestori dei ristoranti e dei bar hanno investito dei soldi per mettere in sicurezza i loro locali, e ora si trovano a dover fare un passo indietro - aggiunge il presidente di Confindustria Macerata -. Chiudere alle 18:00 è una presa in giro, il grosso degli incassi per i bar avviene durante l'happy hour, mentre per i ristoranti a cena. Così si rischia di mettere in ginocchio la classe media, che sta diventando sempre più povera. La maggior parte dei locali sono a gestione familiare, quindi non si hanno redditi diversi da quelli derivanti dalla propria attività commerciale".  "Quando non c'è lavoro e non si ha una retribuzione, c'è malcontento e si va in piazza. Le cosiddette misure di ristoro vanno prese subito altrimenti le attività, senza incassi, dovranno mandar via i loro dipendenti. Ricordo come 12mila lavoratori debbano ancora ricevere la cassa integrazione da maggio" sottolinea il presidente di Confindustria. "Cosa accadrà a questa povera gente? Si tratta di misure prese senza un perché. È tutta colpa dei ristoranti se ci troviamo a far fronte a una seconda ondata del coronavirus?" si domanda Guzzini, rincarando la dose e ricordando come "quando la situazione era sotto controllo, in estate, si sarebbe dovuto attuare una serie di servizi per mettere in sicurezza il Paese. Non è stato fatto. La responsabilità è della politica, sia a livello nazionale che locale".  Le stime parlano di un calo del 12% del Pil a seguito delle misure contenute nel nuovo dpcm: "L'Italia arretrerà ulteriormente - dice Guzzini -. La perdita sarà di circa un milione di posti di lavoro e di 20 miliardi di euro. I soldi del Mes andrebbero presi quanto prima, visto che sono soldi a tasso zero e che serviranno anche per la nostra sanità. Al Governo dico: prima li prenderete, meglio è per il Paese".  Il timore del presidente di Confindustria Macerata si espande anche allo scenario natalizio: "Chi avrà voglia di prenotare quest'anno? Il comparto turistico è bloccato. Chi acquisterà scarpe e abiti senza cerimonie, congressi ed eventi? C'è troppo terrorismo in tv, su ogni canale si parla sempre del Covid".  Guzzini annuncia come Confindustria creerà una task force per essere vicina ai propri soci, "preoccupati e disorientati": "Garantiremo assistenza per eventuali problemi sanitari - annuncia Guzzini -. Vorremmo test rapidi e vaccini anti-influenzali per i nostri imprenditori e collaboratori, ma ciò non è ancora possibile. Forse lo sarà a fine novembre/inizio dicembre. C'è stato un errore di valutazione del precedente governatore delle Marche nel prenotare, a febbraio scorso, il numero di vaccini anti-influenzali nella nostra regione".  Confindustria Macerata garantirà ai propri soci anche un supporto per quanto riguarda le tematiche della digitalizzazione e dell'internazionalizzazione. Saranno messi a disposizione nuovi strumenti e piattaforme.  "Compriamo Made in Italy, aiutiamoci" è l'appello finale lanciato dal presidente Domenico Guzzini.  "Il problema di fondo - ha chiosato il direttore di Confindustria Macerata Gianni Niccolò - è legato alle prospettive dell'economia a livello generale. Si sta bloccando un sistema che contava su una boccata di ossigeno a fine anno. Il settore della moda è in grande sofferenza. Allestiremo show virtuali per supplire all'assenza di fiere, ma il momento è critico. Bisogna pianificare ora la promozione futura, altrimenti perderemo anche la prossima stagione".   

26/10/2020 18:20
Camerino, al via i lavori per il nuovo manto stradale del cimitero: stanziati 18mila euro

Camerino, al via i lavori per il nuovo manto stradale del cimitero: stanziati 18mila euro

Proseguono i lavori di sistemazione delle strade, in diversi luoghi della città, a Camerino. In particolare, nei giorni scorsi la Giunta ha deliberato di effettuare lavori urgenti sul manto stradale del cimitero cittadino in via Col di Bove. Oltre ad asfaltare la strada gli operai sono stati impegnati in alcuni interventi all'interno del cimitero nonché a una pulizia generale degli spazi. Tutto per una spesa complessiva di 18mila euro. Lavori di sistemazione in corso anche nei cimiteri delle frazioni da parte degli operai comunali, seppure con tutte le difficoltà determinate dall'emergenza sanitaria: "Potrebbe sembrare scontato - spiega l'assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli - ma in un momento come questo anche piccoli interventi, che però sono determinanti per i cittadini, diventano meno semplici da gestire e programmare. Devo ringraziare gli operai comunali che dimostrano sempre grande disponibilità e attaccamento al lavoro".

26/10/2020 16:53
Monte San Giusto, "camere gratis per tornare a cena": la provocazione di un albergatore

Monte San Giusto, "camere gratis per tornare a cena": la provocazione di un albergatore

Non è stato definito in maniera ufficiale "coprifuoco" l'ultimo Dpcm firmato dal Premier Giuseppe Conte ma per alcuni settori, le nuove misure anti-contagio, ptrebbero risultare un ulteriore colpo da quasi k.o. , dopo la chiusura forzata di inzio anno causa lockdown. Rimangono le 'solite' norme da seguire a cui si vanno ad aggiungere la pesante mannaie della chiusura alle 18 che tanto sta facendo discutere esercenti ed associazioni di categoria. Niente più cene quindi se non negli alberghi dove ci si può sedere al tavolo di sera solo nel caso si abbia prenotata una camera nella struttura. Nasce da questa 'clausuola' l'idea di Simone Iualè, titolare dell'Hotel 'La Rosa dei Venti di Monte San Giusto', di affittare gratuitamente le sue stanze ai clienti in modo da poterli avere a cena, aggirando di fatto, le regole dattate nel nuovo decreto. "È chiaramente una provocazione - esclama il titolare visibilmente contrariato - io sono il primo che rispetta la legge, ma vorrei far capire l'assurdità della situazione perchè siamo al limite della sopportazione: non si può fare di tutta l'erba un fascio. Il problema non sono i ristoranti, i bar, le gelaterie, le palestre, i cinema, o la piscina. I contagi nascono nei tram, nelle metropolitane e quant'altro. Girano foto scandalose di persone in giro negli orari di punta: basta andare a Civitanova al mattino, quando ci sono gli scambi intercomunali degli autobus - aggiunge - Le cose da fare sono altre e io da albergatore non mi metto la corda al collo: prima i distanziamenti e la diminuzione di oltre il 50% dei posti disponibili ai tavoli. Successivamente colazioni a scaglioni per evitare assembramenti in sala togliendo il buffet, senza dimenticare tutti gli altri investimenti fatti a nostre spese dei quali ancora non abbiamo percepito nemmeno un eurso". Nulla di tutto questo è avvenuto". "Non c'è stato alcun rimborso per prodotti per la sanificazione, almeno per quanto mi riguarda me - sentezia Iualè  - Siamo davvero esasperati e mi farò portavoce da qui in poi, di tutte le categorie colpite da queste restrizioni, anche con l'aiuto delle associazioni di categoria che mi supporteranno con le quali ancora mi devo confrontare. Questa 'trappola' di tirar fuori i decreti la domenica sera con attuazione immediata dal Lunedì seguente, non ti dà modo neanche di organizzarti per alzare la voce - incalza - Tutti dobbiamo essere succubi di questa situazione". "Ho profondo rispetto per chi in questo periodo ha avuto morti e contagi, ma noi tutti abbiamo il diritto di lavorare. Non esistono lavori utili e meno ; ogni lavoro è indispensabile per chi di quel lavoro vive. - sottolinea l'albergatore - Non cerco notorietà, ma qualcuno deve iniziare ad alzare la testa, per evitare di arrivare all'esasperazione finale in quanto a fine mese ci vogliono fior di soldi per mandare avanti le nostre attività. Ci hanno fatto indebitare ancora di più facendoci contrarre prestiti con le banche per poi farne cosa? Per avere di nuovo la stessa situazione? Dove sono stati da maggio fino ad oggi? - domanda - Nel periodo di giugno, luglio, agosto ci hanno tenuto all'oscuro dei contagi,  ci hanno fatto credere che il virus fosse sparito, ci hanno fatto rilassare, ci hanno fatto andare al mare: stabilimenti balneari e  discoteche sono rimansti aperti per tutta la stagione." Conclude indignato:  "Adessso regalano bonus vacanza, bonus monopattini, insomma siamo tornati punto a capo con una sanità insufficente. Per non parlare del fatto che questa semi chiusura, di rimbalzo, va a colpire anche altri segmenti commerciali - e precisa - io ad esempio sono attivo anche nel settore dell' abbigliamento e sto notando che da 15 giorni a questa parte il settore si è fermato perchè se la gente alle 18 sa che deve rincasare, perchè dovrebbe comprarsi pantaloni, giacche, maglie cravatte?". "Ma l'esecutivo a tutte queste domande non ha ancora fornito delle risposte".

26/10/2020 15:46
Tolentino, degrado ed inciviltà in Piazza Vaccaj: la protesta del "Quartiere Centro Storico" (FOTO)

Tolentino, degrado ed inciviltà in Piazza Vaccaj: la protesta del "Quartiere Centro Storico" (FOTO)

“Quello che presentiamo con il solo ausilio d’immagini e rilievi fotografici, è lo ‘spettacolo’ che i residenti, la zona possono trovare e vedere ogni mattina in Piazza Teatro Vaccaj, uno scenario che ha colpito e colpisce anche i turisti che visitano la città, si trovano di fronte sporcizia, degrado e abbandono”. è quanto reso noto dai componenti del Consiglio di Quartiere Centro Storico di Tolentino. “Una situazione alla quale se non si prendono provvedimenti certi, puntuali ed efficaci porterà a un inesorabile declino dell’habitat, della sicurezza e dell’igiene, che i cittadini non meritano – spiegano nel comunicato - In merito all’argomento possiamo dire che abbiamo iniziato il nostro percorso e dettato le nostre segnalazioni già negli anni: 2015,2016, 2017, aprile 2018, marzo 2019 e  agosto 2020 ma il nostro viaggio prosegue, così come le nostre preoccupazioni. Con la presente segnalazione, non vogliamo spendere parole, ma facciamo parlare le immagini, che sono state raccolte in diversi periodi e negli ultimi anni – e aggiungono - Parcheggio selvaggio di motorini e delle auto in modo scorretto e di pericolo alla viabilità sia pedonale sia viaria; Notevole rumorosità con atteggiamenti maleducati, e arroganti da parte dei frequentatori; Atteggiamenti provocatori con parole offensive nei confronti dei pedoni che attraversano Via F. Filelfo e Piazza Teatro Vaccaj; Atteggiamenti offensivi e con fare minaccioso nei confronti degli stessi proprietari dell’esercizio di ristoro “Bar Marsili” a loro richiesta di un comportamento più rispettoso e civile; Abbandono di cartacce, contenitori, bottiglie vuote, mozziconi, e altro genere; Presenza di macchie d’olio da motore, causa di degrado, oltre allo sfaldamento e frantumazione della pavimentazione. “Si ha la sensazione di abbandonato - lamentano i residenti e gli operatori commerciali presenti nell’area antistante alla piazza. - La nostra impressione è che l’amministrazione pur sensibile alle nostre segnalazioni non ha ancora preso provvedimenti efficaci e risolutori del problema, quindi chiediamo maggiore presenza e attenzione, la piazza come abbiamo detto ospita uno dei monumenti più importanti per la città, della città e della sua storia recente e futura – e concludono - Per esperienza possiamo dire che se non si arriva a un compromesso, per la vivibilità e frequentazione civile della piazza ci troveremo sempre in uno stato di degrado igienico, di sicurezza e di abbandono e ci chiediamo “perché a Tolentino si trattano così gioielli cittadini?”    

26/10/2020 13:51
Peste suina africana, Carloni: "Subito piano strategico per il contenimento dei cinghiali"

Peste suina africana, Carloni: "Subito piano strategico per il contenimento dei cinghiali"

Non c’è tempo da perdere, occorre un’azione immediata e corale, tra il livello statale e regionale, per contrastare la diffusione della Peste suina africana (Psa) attraverso un piano di contenimento dei cinghiali”. È quanto chiesto dal vicepresidente Mirco Carloni, assessore all’Agricoltura, nell’ambito della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni. Le autonomie regionali hanno sollecitato un confronto preventivo alla ministra Teresa Bellanova, prima dell’approvazione, in Consiglio dei ministri, di un decreto legge per prevenire la propagazione della Psa. “Una bozza è già circolata, per cui chiediamo di essere ascoltati e coinvolti nella fase di costruzione del provvedimento, al fine di difendere gli allevatori suinicoli dei vari territori – afferma Carloni – È necessario intervenire con immediatezza con un’azione efficace, attraverso l’adozione di un piano strategico di contenimento dei cinghiali. La peste africana colpisce suini domestici e selvatici, con livelli di mortalità al cento per cento. Dobbiamo ridurre i rischi sanitari e il relativo impatto economico che l’epidemia potrebbe arrecare all’intero settore suinicolo regionale e nazionale”. Le Regioni chiedono, pertanto, “misure di prevenzione e monitoraggio della malattia virale, con un’attività di ispezione e controllo igienico sanitario sugli esemplari di cinghiali, coordinate a livello nazionale, ma con una gestione regionale”. La Psa è presente in tre continenti, compresa l’Europa (ultimo focolaio del 2020 si è sviluppato l’8 settembre in Germania) e minaccia di diffondersi ulteriormente. L’impatto sta cambiando i flussi commerciali legati non solo allo scambio di suini vivi, carni e prodotti derivati, ma anche ai mangimi. Uno dei principali problemi da affrontare, per contrastare la diffusione della peste suina africana, è rappresentato dall’eccessiva e incontrollata proliferazione dei cinghiali.  

26/10/2020 11:33
San Severino,  assegnazione alloggi di edilizia popolare: pubblicato il bando

San Severino, assegnazione alloggi di edilizia popolare: pubblicato il bando

Il Comune di San Severino Marche ha pubblicato un bando per la formazione di una graduatoria per aspiranti all’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il bando è rivolto a coloro che hanno bisogno di un alloggio di dimensioni idonee alle esigenze del proprio nucleo familiare ad un canone di locazione inferiore a quello di mercato. Possono presentare domanda tutti coloro che si trovano nelle seguenti condizioni: essere cittadini italiani o di uno Stato aderente all’Unione Europea o titolari di permesso di soggiorno, risiedere o prestare attività lavorativa nell’ambito del territorio della Regione Marche da almeno cinque anni consecutivi, avere la residenza o prestare attività lavorativa nel Comune di San Severino Marche, non essere titolari di una quota superiore al 50% del diritto di proprietà o altro diritto reale di godimento su una abitazione ovunque ubicata. Il nucleo familiare richiedente deve avere un reddito, calcolato secondo i criteri stabiliti dalla vigente normativa con Isee in corso di validità non superiore a 11.768,00 euro o, per le famiglie monopersonali, a 14.121,60 euro. Tra i requisiti rientra anche il non aver mai avuto precedenti assegnazioni in proprietà o con patto di futura vendita di un alloggio realizzato con contributi pubblici o finanziamenti agevolati in qualunque forma concessi da parte dello Stato o da enti pubblici, salvo che l’alloggio non sia più utilizzabile o sia perito senza aver dato luogo ad indennizzo o risarcimento del danno. La domanda deve essere fatta in bollo da 16 euro utilizzando esclusivamente l’apposito modulo. Alla domanda devono essere allegati, tra gli altri eventualmente da presentare per l’assegnazione di ulteriori particolari punteggi, i seguenti documenti: copia documento di riconoscimento del richiedente, copia attestato Isee in corso di validità, contratto di affitto debitamente registrato. L’ufficio Servizio Servizi alla Persona è a disposizione per assistere gli interessati nella compilazione della domanda previa prenotazione telefonica di appuntamento al numero 0733/641306, al fine di evitare assembramenti e il rispetto delle vigenti norme Covid-19. Le domande vanno presentate al Comune entro il 10 dicembre 2020, nell’ordine  tramite Pec all’indirizzo protocollo.comune.sanseverinomarche@pec.it, tramite lettera raccomandata a Comune di San Severino Marche, P.zza del Popolo 45 – 62027 San Severino Marche, o consegna a mano presso l’ufficio Protocollo del Comune tutti i giorni dalle ore 08 alle ore 13 mediante deposito nell’apposita cassetta metallica posta all’esterno del medesimo ufficio. Ulteriori info all’ufficio Servizi Sociali telefono 0733/641305 oppure 0733/641306.  

26/10/2020 11:14
Coronavirus Marche, 238 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore: 2 i decessi

Coronavirus Marche, 238 nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore: 2 i decessi

Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1061 tamponi: 1026 nel percorso nuove diagnosi e 35 nel percorso guariti. I positivi sono 238 nel percorso nuove diagnosi: 25 in provincia di Macerata, 150 in provincia di Ancona, 19 in provincia di Pesaro Urbino, 15 in provincia di Fermo, 18 in provincia di Ascoli Piceno e 11 fuori regione. Questi casi comprendono soggetti sintomatici (29 casi rilevati), contatti in setting domestico (75 casi rilevati), 5 rientri dall'estero (Perù e Bangladesh), contatti stretti di casi positivi (56 casi rilevati), 10 casi registrati nel setting lavorativo, contatti in ambiente di vita/divertimento (8 casi rilevati), 6 casi rilevati nel setting assistenziale, contatti in setting scolastico/formativo (12 casi) e 2 casi riscontrati nello screening realizzato in ambito sanitario. Di 35 casi si stanno effettuando le indagini epidemiologiche. Dopo il nuovo picco di nuovi positivi registrato nella giornata di ieri (leggi l'articolo), si registra una decrescita rispetto nel rapporto tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi. Nelle ultime 24 ore, difatti, sono stati processati 1026 tamponi. Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale a 11.678 su un totale di 178.313 campioni testati. Aumentano i ricoverati nelle strutture sanitarie regionali: sono 253 (+26 rispetto a ieri), resta invariato il numero dei pazienti in terapia intensiva (26). Nel Maceratese sono accolti 26 pazienti: 19 all'ospedale di Macerata (15 nel reparto malattie infettive e 4 in semi intensiva) e 7 pazienti al pronto soccorso di Civitanova Marche. Inoltre, il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore presso l'ospedale di Fermo si è verificato il decesso di un signore di 67 anni residente ad Ascoli Piceno e di un signore di 85 anni residente ad Appignano del Tronto (Ascoli Piceno). Entrambi presentavano patologie pregresse. Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio sanitario regionale:  

26/10/2020 10:17
Marche, l'assessore Latini attacca il nuovo Dpcm: "stop a sport e cultura è una mannaia del Governo"

Marche, l'assessore Latini attacca il nuovo Dpcm: "stop a sport e cultura è una mannaia del Governo"

"La chiusura di teatri, cinema, palestre e piscine è una scelta politica discriminatoria di settori che hanno investito tantissimo, in termini economici e di organizzazione interna, per lavorare in assoluta osservanza delle norme anti contagio. Condivido la protesta del mondo dello spettacolo e dello sport per le disposizioni di chiusura contenute nell'ultimo Dpcm. Il Governo non ha affatto tenuto conto delle forti perplessità che ieri, in Conferenza Stato-Regioni, i presidenti hanno espresso in merito a queste chiusure 'di settore'". Così in una nota l'assessore regionale a Cultura e Sport delle Marche Giorgia Latini. "I cinema e i teatri, come ho avuto modo di verificare personalmente alla prima della stagione lirica a Jesi pochi giorni fa - aggiunge -, sono luoghi sicuri, dove distanziamenti e sanificazioni sono adottati alla lettera e i dati lo dimostrano: se solo un contagio si è verificato in 4 mesi di attività per un totale di 2.800 spettacoli monitorati da Agis, è evidente che il rischio per chi ha frequentato teatri e cinema è stato pari a zero. Il mondo dello spettacolo e quello dello sport - sottolinea l'assessore - hanno accettato, con grande senso di responsabilità, il sacrificio economico del taglio delle presenze e degli accessi, ma in cambio hanno ricevuto quella che sembra una punizione indiscriminata e discriminatoria. Il governo non ha tenuto in nessun conto neppure l'altissimo valore sociale che il mondo dello spettacolo e dello sport ha in sé, calando la mannaia della chiusura totale senza una valutazione approfondita delle conseguenze che questa comporterà non solo dal punto di vista economico a breve termine, ma anche gli effetti sul lungo termine sulla nostra società e sulle eccellenze della nostra cultura e dello sport che significa anche salute, del corpo e della mente". (Fonte: ANSA)

26/10/2020 10:03
Nuovo Dpcm - con lo stop delle 18, ristoratori del cratere al palo: "se ne poteva fare a meno"

Nuovo Dpcm - con lo stop delle 18, ristoratori del cratere al palo: "se ne poteva fare a meno"

"La chiusura dei ristoranti alle ore 18 è un altro provvedimento che ci metterà in ginocchio - così, Sonia Fiorelli, ristoratrice di Visso, uno dei Comuni del cratere sismico marchigiano, commenta l'ultimo dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per contenere la diffusione del Covid 19 - Dopo tutte le precauzioni adottate, penso che se ne poteva fare a meno di questa decisione, senza contare che noi stiamo ancora vivendo le conseguenze del post sisma", aggiunge Fiorelli. Il nuovo decreto viene preso con maggiore filosofia da Umberto Conversano, altro ristoratore della cittadina marchigiana a ridosso dell'Appennino: "Che crea delle difficoltà non ci sono dubbi, ma almeno speriamo che serva a contenere il virus". Chi parla con la voce della rassegnazione è Daniele Valentini, giovane albergatore e ristoratore di Castelsantangelo sul Nera: "Ci adegueremo come abbiamo fatto finora, non abbiamo alternative". (Fonte: ANSA)  

26/10/2020 09:30
Recanati, aumentano i contagi: altre tre classi delle superiori in quarantena

Recanati, aumentano i contagi: altre tre classi delle superiori in quarantena

 "Da domani saranno in quarantena due ulteriori classi all'ITIS Mattei e una al Liceo Classico per la presenza di casi di alunni risultati positivi al tampone". Lo rende noto il sindaco di Recanati, Antonio Bravi, che fa il punto sulla situazione Covid nella città Leopardiana. "Anche nel nostro territorio - spiega il primo cittadino - si rileva la tendenza alla crescita dei contagi benché , per fortuna, ad un ritmo più lento rispetto alla maggior parte del territorio nazionale. Questo deve costituire un motivo in più per il rispetto scrupoloso delle regole di comportamento ormai consuete e delle nuove disposizioni restrittive in vigore per il prossimo mese. L'aggiornamento odierno evidenzia 18 soggetti positivi al Covid-19 e 41 persone in isolamento preventivo".

25/10/2020 21:07
Macerata, focolaio Covid a Villa Cozza: salgono a 50 i contagiati

Macerata, focolaio Covid a Villa Cozza: salgono a 50 i contagiati

Salgono a 50 i casi positivi al Covid-19 nella Casa di Riposo Villa Cozza a Macerata. Sono arrivati gli esiti dei 19 tamponi rimasti in sospeso che hanno dato esito positivo: 50 gli ospiti che hanno contratto il virus, 45 i test risultati, invece, negativi.  Il direttore dell'Ircr di Macerata, Francesco Proglio, è al lavoro con tutto il personale per far fronte alla situazione.   

25/10/2020 19:20
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