"Noi non vogliamo i ristori, vogliamo lavorare. Un intero comparto del divertimento è in ginocchio". Questo è quanto ci confidano i titolari della sala da ballo "Ciao Ciao", del pub "Temple" e dalla sala giochi "Royal Slot", a Colbuccaro di Corridonia.
Attività che, nel corso di un normale fine-settimana autunnale, avrebbero attirato circa 1700-1800 persone, generando un flusso di clientela che avrebbe favorito anche gli esercizi commerciali limitrofi.
Si sono voluti radunare, proprio davanti alle loro attività, Giancarlo Toni, titolare della sala giochi "Royal Slot" e i fratelli Enrico e Paolo Raffaeli, titolari del celebre dancing "Ciao Ciao" che vanta 36 anni di storia oltre che del pub "Temple" (aperto dal 1998).
Insieme hanno dato sfogo al loro malcontento per le misure anti-contagio contenute nel nuovo dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
A parlare per primo è Francesco Toni, che oltre alla sala giochi di Colbuccaro, ha in gestione altre tre sale nella provincia di Macerata: una nel capoluogo (in via Roma), una a Montecassiano e una a Porto Recanati. Toni aveva riaperto le sue attività nel mese di giugno, dopo tre mesi e mezzo di lockdown forzato ed ora è stato costretto di nuovo ad abbassare le saracinesche. "Ho fatto investimenti, formato personale e ora vedo svanire e andare in fumo i sacrifici di una vita" racconta in maniera accorata.
Le sue attività, prima del coronavirus, contavano 14 dipendenti. "Sarò costretto a rinunciare a quattro di loro, vista la riduzione degli orari e l'equivalente aumento di tasse" afferma con rammarico, ammettendo di stare anche pensando alla chiusura definitiva di due delle quattro sale slot che ha in gestione: quella di Macerata e quella di Porto Recanati.
A rimanere aperte sarebbero soltanto le sale di Montecassiano e quella che ha alle sue spalle mentre ci confida i suoi patemi, la "Royal Slot" di Colbuccaro. Una scelta sulla quale pesa molto anche "la concorrenza sleale del gioco online".
"Di certo, - prosegue - nelle nostre sale non c'era alcuna problematica legata agli assembramenti. Al massimo, all'interno dei miei esercizi, contemporaneamente potevano trovarsi 20 persone. Non di più. Ho investito molto per le sanificazioni dei locali, per garantire ai miei clienti l'igienizzante e la misurazione della temperatura all'ingresso, per ripensare i miei spazi ottemperando al distanziamento previsto per legge tra una macchina e l'altra, anche rinunciando alla sala biliardo. E ora mi ritrovo con in mano un pugno di mosche".
Una situazione in cui si rispecchiano appieno anche i fratelli Raffaeli, che dal 24 febbraio hanno dovuto chiudere il celebre "Ciao Ciao" e che ora sono stati costretti anche alla serrata del pub "Temple", visto che si tratta di un'attività di ristorazione aperta soltanto la sera.
"Ci devono dire quanti infettati ci sono stati all'interno dei ristoranti - osservano -. Da quando abbiamo riaperto, ovvero dal 28 agosto, abbiamo rispettato in maniera rigida tutte le indicazioni presenti nei dpcm tanto che dai 250 posti originari del nostro ristorante/pizzeria abbiamo effettuato una riduzione sino a 140 tavoli. Sono disposizioni fatte senza un perché da politici che non riescono a capire cosa significhi portare avanti attività di questo tipo".
Nel complesso, i fratelli Raffaeli, hanno 23 dipendenti nella sala da ballo e 10 nel loro pub (8 fissi più due dipendenti a chiamata per i fine settimana). Un numero cospicuo, che - giocoforza - dovrà essere ridotto: "Due nostri lavoratori sono ancora in attesa della cassa integrazione. Non gli è stato dato un euro" confidano amaramente.
La situazione è critica e si è anche dovuto fare i conti con le disdette di numerose prenotazioni: "Il caso più eclatante lo abbiamo avuto lo scorso 8 marzo, festa della Donna. Di 230 donne prenotate, ne sono arrivate soltanto 13. Il dispiacere più grande è dover buttare le nostre dispense di cibo, soltanto in una mattinata abbiamo cestinato 600-700 euro di alimenti".
Per quanto riguarda il 'Ciao Ciao'," la prospettiva più vicina per la riapertura è quella di ottobre/novembre del 2021. "Abbiamo anche pensato di riconsegnare le licenze, dobbiamo ammetterlo, ma per ora resistiamo". E speriamo ancora per molto, aggiungiamo noi.
La Provincia di Macerata sta progettando in queste settimane gli interventi sulle strade provinciali da effettuare nel 2021. Tre milioni e mezzo di euro con cui verranno realizzati tredici lavori, previsti nel bilancio dell’Ente per l’anno 2021, e finanziati con le risorse messe a disposizione dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) per la sicurezza delle strade.
Tra questi tredici interventi, l’Amministrazione provinciale ha già approvato il progetto esecutivo per l’asfaltatura della provinciale 43, “Entoggese”, strada di collegamento del comprensorio Urbisaglia-Tolentino-Abbadia di Fiastra, che attraversa il centro abitato di Urbisaglia e la collega con Tolentino.
Il lavoro, dell’importo complessivo di 300 mila euro, consiste nel rifacimento del manto stradale in più punti e nel ripristino della corretta quota della pavimentazione stradale.
“Abbiamo previsto di intervenire sui tratti più danneggiati - ha affermato il Presidente della Provincia, Antonio Pettinari -; con l’approvazione del progetto, avviamo subito l’iter procedurale per essere in grado di intervenire il prima possibile, in primavera. Da sottolineare che, a questi tredici interventi già programmati andranno poi aggiunti i lavori che eseguiamo con risorse proprie dell’Ente, quelli sui ponti e quelli legati alla viabilità nelle zone terremotate che coinvolgono l’ANAS”.
Nella giornata di oggi si è tenuto in videoconferenza, un incontro di coordinamento del FAMI Challenge 2.0; progetto, a valere sul Fondo Asilo Migrazione e Integrazione, che vede la Prefettura di Macerata come ente capofila e si pone come obiettivo quello di migliorare infrastrutturazione, assetto e funzionalità dei servizi pubblici del territorio per i cittadini dei Paesi Terzi, in un percorso di rafforzamento della cooperazione istituzionale tra i soggetti coinvolti.
Alla riunione hanno partecipato tutti i partner di Progetto: le Università di Macerata e Camerino, il Comune di Porto Recanati e On the Road Società Cooperativa Sociale (capofila di un’ATS insieme alla Cooperativa Sociale COOSS Marche, Marche Servizi Soc. Coop, e CoNNGI – Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane).
In apertura di incontro, il Prefetto Ferdani ha sottolineato come le specificità del Comune di Porto Recanati e dell’Hotel House, rappresentano ad oggi uno dei principali temi di interesse e di attenzione della Prefettura, che oltre al coordinamento delle Forze dell’Ordine nelle attività di controllo del territorio e di lotta alla criminalità, grazie alle progettualità FAMI, ha inteso affrontare la situazione relativa al condominio Hotel House con un approccio di tipo strategico in grado di far fronte alla complessità dei problemi di carattere sociale, giuridico e di sicurezza che interessano il condominio Hotel House e che determinano inevitabilmente ricadute sul piano dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Un’azione comune, quella messa in atto con il Progetto “Challenge 2.0” che consentirà di supportare l’attività dell’amministrazione giudiziaria del condominio, affiancandola con professionalità universitarie specialistiche e multidisciplinari per affrontare l’estrema complessità delle situazioni riscontrabili, al fine di promuovere la formulazione di politiche ed interventi in grado di valorizzare il potenziale delle nuove generazioni e di definire strategie e strumenti per monitorare e valutare lo stato dell’edificio nelle sue componenti strutturali ed ambientali.
Dopo un breve saluto introduttivo da parte di tutti i soggetti intervenuti sono stati illustrati i principali risultati ottenuti con il precedente progetto FAMI Challenge, le principali attività in essere all’interno del RE-START di titolarità del Comune di Porto Recanati e del Challenge 2.0, ed infine sono state sintetizzate le azioni che verranno intraprese nelle prossime settimane.
Il Prefetto, a margine dell’incontro ha espresso soddisfazione per l’attività svolta e ha sottolineato l’esigenza di monitorare costantemente l’andamento del progetto, attraverso l’organizzazione di tavoli di condivisione operativi mensili tra tutti i partner coinvolti.
Ciò al fine di far procedere parallelamente le attività, le esperienze e le risorse progettuali, con gli interventi e le necessità espresse dal territorio, anche in relazione all’evoluzione dell’Emergenza da Covid-19.
Il Presidente della Provincia Antonio Pettinari ha ricevuto questa mattina in sede il nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Macerata, il Tenente Colonnello Nicola Candido, entrato in servizio nelle scorse settimane.
Pettinari ha presentato le caratteristiche del territorio provinciale con tutte le sue peculiarità, poi il discorso si è concentrato su due criticità rilevanti per la provincia. La prima è la ricostruzione post terremoto: a 4 anni dal sisma, il cui triste anniversario cade in questi giorni con le scosse del 26 e del 30 ottobre, la ripresa e il rilancio delle comunità colpite appaiono ancora un miraggio. La ricostruzione va troppo a rilento e le situazioni di disagio sono evidenti.
Altra questione è l’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese e che va ad aggravare ulteriormente un territorio già ferito dal sisma e quindi in difficoltà. Dopo la buona estate che, di fatto, ha portato numerosi turisti e avventori a visitare l’entroterra provinciale e che così hanno animato i Comuni del cratere, ora si sta prospettando un nuovo scenario di isolamento. “Nell’esprimere la gratitudine e l’apprezzamento per il lavoro capillare svolto in tutta la nostra comunità - ha concluso il presidente - confermo la disponibilità e la collaborazione dell’Amministrazione provinciale a sostegno delle Forze dell’Ordine”.
Il Comune di Montefano ha inteso ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale per impedire la localizzazione della discarica sul proprio territorio.
Questa iniziativa giudiziale si aggiunge all’ incarico già conferito dal Comune di Montefano al Dottor Buongarzone, consulente nella Valutazione dell’Impatto Ambientale, il quale nel Consiglio Comunale aperto del 17 Settembre aveva condiviso con i cittadini l’ essenziale principio che il contributo di tutti: “è importante al fine di preparare e presentare una relazione tecnica dettagliata, credibile e strutturata nel miglior modo possibile affinchè sia realmente utile ad allontanare la possibilità della localizzazione di una discarica nel territorio montefanese”.
L’ iniziativa giudiziale è finalizzata a criticare, sotto vari aspetti, i criteri di individuazione dei siti idonei per la localizzazione di un nuovo impianto di gestione dei rifiuti affermati nelle decisioni dell’Assemblea Territoriale d’Ambito ATO 3.
In particolare, col ricorso il Comune ha inteso rimarcare sia l’assenza della VAS - Valutazione Ambientale Strategica, sia le carenze degli studi approvati dall’Assemblea Territoriale d’Ambito ATO 3, in ordine alle aree individuate nel territorio comunale.
Gli approfondimenti richiesti dal Comune consentono, a parere dell’Amministrazione, di escludere dal novero dei siti idonei le aree localizzate nel proprio territorio.Il ricorso, al di là della sua valenza giudiziale, contiene anche invito all’ ATA 3 di riesaminare le posizioni espresse, alla luce dei rilievi esposti nell’atto. L’ Amministrazione confida che l’invito venga correttamente raccolto e venga eseguito approfondito riesame.
Ed è proprio in questa ottica che il sindaco Angela Barbieri dichiara “Non smetto di insistere nel proteggere il nostro territorio sin dall’inizio di questa situazione, ho contrapposto con forza il mio parere in tutte le sedi e auspico una riflessione più attenta sulla situazione da parte di chi deve decidere. Contemporaneamente chiedo ancora alla cittadinanza tutta di fare fronte comune in questa contingenza che è, e deve essere, occasione di coesione e di collaborazione”.
“Oggi in Giunta - interviene il sindaco Sandro Parcaroli - abbiamo deciso in merito alla revisione della Ztl nel centro storico della città che, in settimana, sarà riaperta dalle 6 alla mezzanotte per dare respiro ai commercianti in seguito alle disposizioni del nuovo Dpcm.
In concomitanza saranno anche ricavati dei parcheggi per la sosta in piazza della Libertà. L’invito che rivolgo a tutti i cittadini è di osservare nel rigoroso rispetto le norme dei protocolli anti-contagio e le novità introdotte dal Decreto firmato dal Presidente del Consiglio.
Allo stesso tempo – prosegue Parcaroli - auspico che ognuno di noi, in questo difficile momento, faccia la propria parte; acquistiamo quindi nei nostri negozi, nelle botteghe artigiane, in quelle che da sempre sono le eccellenze della nostra città. Siamo noi i primi a dover dare sostegno alle attività commerciali cittadine. Voglio parlare anche ai commercianti che invito, in un momento per loro di estremo sacrificio, a non perdere mai il sorriso, la voglia di guardare avanti riservando ad ogni loro singolo cliente un’accoglienza all’insegna della cortesia sempre nel rigoroso rispetto della norme anti contagio.
Abbiamo inoltre convocato per oggi il COC (Centro Operativo Comunale) per organizzare al meglio il servizio di sostegno alla popolazione non autosufficiente o che è in isolamento e che necessita di aiuto per le esigenze quotidiane, avvalendoci del prezioso apporto della Protezione Civile e delle associazioni cittadine . L’evolversi dei contagi che, nella sua serietà, al momento in Città, è sotto controllo e viene costantemente monitorato.
In questi giorni l’Amministrazione è anche al lavoro in merito al tema del Natale. Sicurezza, associazionismo e fantasia. Sono queste le parole d’ordine che contraddistingueranno le festività natalizie di quest’anno, ancora purtroppo segnato dall’emergenza sanitaria in atto.
La situazione è molto delicata. Sarà quindi necessario mantenere uno sguardo attento verso il reale senza però perdere l’incanto e la fantasia, elementi irrinunciabili del periodo natalizio. In questo periodo, in cui molti di noi vivono situazioni difficili e di preoccupazione, auspichiamo che la magia del Natale possa, quanto meno, aiutarci a guardare con speranza al futuro e a riscoprirci una forte e coesa comunità capace di resistere al distanziamento imposto dal diffondersi dell’epidemia.
Abbiamo deciso - conclude il sindaco - di coinvolgere le associazioni della città nella progettazione del Natale e offriremo un calendario di qualità senza dimenticare la sicurezza e i protocolli anti-contagio.”
Lutto nel mondo del giornalismo: si è spento all'età di 74 anni Pino Scaccia, storico inviato della Rai ed ex capo redattore dei servizi speciali del Tg1.
Il giornalista era ricoverato all'ospedale San Camillo di Roma e le sue condizioni si sono aggravate a seguito delle complicazioni dovute all’infezione da Covid-19.
Pino Scaccia, pseudonimo di Giuseppe Scaccianoce, ha seguito numerosi avvenimenti: dalla prima guerra del Golfo al conflitto serbo croato, dalla disgregazione dell’ex Unione Sovietica e della ex Jugoslavia ,fino alla crisi in Afghanistan, oltre al difficile dopoguerra in Iraq fino alla rivolta in Libia. Ha realizzato, inoltre, numerosi reportage in tutto il mondo, è stato il primo reporter occidentale ad entrare nella centrale di Černobyl’ dopo il disastro, a scoprire per primo i resti di Che Guevara in Bolivia e a mostrare le immagini fino a quel momento segrete dell’Area 51 nel deserto del Nevada.
Sul fronte di guerra slavo, Pino Scaccia ha conosciuto il fotoreporter Guido Picchio che conserva un commosso ricordo di lui. "È stato un compagno di mille battaglie, sono profondamente addolorato".
La redazione di Picchio News, a nome del collega e amico Guido Picchio, si unisce al cordoglio della famiglia.
Tavole apparecchiate ai piedi del monumento ai Caduti di Ancona e operatori di settore tutti a terra, ciascuno con in mano un cartello rappresentativo, "come a terra sono le attività".
Si è svolto in maniera pacifica e ordinata il flash mob indetto oggi dalla Fipe Confcommercio Marche al Passetto di Ancona, una location rimasta segreta fino a poco prima dell'inizio per evitare infiltrazioni di frange estremiste. La tromba con il suono del silenzio ha aperto la manifestazione, che si è chiusa con l'inno di Mameli. Cinquanta tra baristi, cuochi, pasticceri, operatori di discoteche, sommelier, si sono seduti lungo le scale del monumento. "È una iniziativa per dimostrare in maniera rispettosa e silenziosa - ha detto Massimiliano Polacco, direttore Confcommercio Marche - cosa sta accadendo alle attività, colpite nel profondo e nella dignità".
"Siamo a terra moralmente e fisicamente" ha osservato Moreno Cedroni, chef stellato in rappresentanza della Fipe. "Nei pubblici esercizi delle Marche - ha aggiunto - 14mila donne e 10mila uomini, tante famiglie. Siamo a terra ma non ci arrendiamo. Noi vogliamo lavorare. Chiudere alle 18 è una mazzata per il servizio serale".
(Fonte: ANSA)
Il Comune di San Severino Marche ricorda che la Legge 120/2020 ha stabilito che le agevolazioni sulle bollette delle utenze domestiche per gli edifici dichiarati inagibili, “possono essere ulteriormente prorogate, oltre il termine del 31 dicembre 2020, per i titolari di utenze che entro il 31 ottobre 2020 dichiarino, ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 con trasmissione agli uffici dell'Agenzia delle entrate e dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale territorialmente competenti, l'inagibilità del fabbricato, casa di abitazione, studio professionale o azienda o la permanenza dello stato di inagibilità già dichiarato”.
Questa è una delle scadenze su cui in questi giorni ha posto l’attenzione anche il Commissario straordinario del Governo alla Ricostruzione sisma 2016, avvocato onorevole Giovanni Legnini.
Tra le principali novità normative anche la scadenza, fissata al 30 novembre 2020, delle domande per i danni lievi. Il Commissario ha ricordato, inoltre, anche la possibilità di aderire all'Ordinanza 100 per ricorrere alle procedure semplificate e la possibilità di richiedere il superbonus edilizio.
'Oltre al danno la beffa', questa è la sintesi delle dichiarazioni di diversi commercianti che ieri sera, dopo le 18, si sono visti piombare alle porte dei propri locali gli uomini della Polizia Locale.
L'ultimo Dpcm impone la chiusura delle serrande di bar e ristoranti alle 18, i quali possono più consentire la consumazione in loco ma solo i servizi di asporto e di consegne a domicilio. Nonostante l'ennesimo colpo subito e le difficoltà del caso, tutti hanno cercato di adattarsi a queste nuove norme ma, secondo quanto riportato da alcini proprietari delle attività commerciali ciò non è bastato.
Uno dei due titolari della "Pizzeria del Corso", ha affermato: "Nonostante offriamo solo il servizio di asporto come previsto dalle norme - ha spiegato - ieri sera poco dopo le 18 nel mio locale sono arrivati gli agenti della Polizia Locale che mi hanno intimato di chiudere la porta e abbassare la serranda per evitare di creare assembramenti. A loro detta, la clientela dovrebbe scegliere da fuori il locale cosa ordinare per portar via e solo attraverso le serrande il commerciante può poi consegnare l’ordine e ricevere il pagamento".
Una diffida da parte delle Forze dell'Ordine che ha fortemente indispettito l'esercente: "Nelle linee guida che sono state comunicate non esiste una specifica di questo tipo - ha sottolineato - in mattinata ho chiamato Confesercenti segnalando l’episodio della sera prima e anche loro si sono stupiti del fatto tant'è che ci hanno tranquillizzato chiarendo che secondo il Dpcm, dalle 18 in poi, è possibile far entrare una persona alla volta per il servizio di asporto e consegne a domicilio".
Controlli a tappeto che non hanno risparmiato nemmeno il titolare di Cantrale.eat, Centrale Plus e Bar Centrale, tre esercizi di ristorazione situati in Piazza della Libertà: “Il cliente dopo le 18 entra, sceglie quello che vuole e se ne va portandosi via il suo ordine - queste le sue parole -, anche perché se non entra nel locale non sa neanche quello che 'ho in vetrina' . Non ci siano né leggi né Dpcm che impediscono di tenere la porta aperta per consentire il servizio d’asporto - ha tuonato- di conseguenza, ho subito comunicato al mio staff di non chiudere per alcun motivo. Oggi ho chiesto informazioni alla Confesercenti che mi hanno confermato che non esiste alcuna regola che imponga questa limitazione, è solamente necessario, come già sapevamo, attenersi alle linee guida ricevute e comportarsi di conseguenza".
Torna agibile un’altra abitazione nel Comune di San Severino Marche a quattro anni dalle scosse di terremoto del 2016. A seguito di lavori di riparazione del danno sismico con rafforzamento localizzato della struttura, il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, ha firmato la revoca dell’Ordinanza con la quale aveva a suo tempo dichiarato non utilizzabile un edificio sito in via Ponte Sant’Antonio.
Per le opere di ricostruzione l’Usr ha riconosciuto alla proprietà un contributo pubblico di 70mila euro circa.
"Gli ultimi provvedimenti legislativi e le ordinanze successive del Commissario Straordinario alla ricostruzione hanno sicuramente dato una diversa prospettiva all’azione di sburicratizzazione delle pratiche del terremoto, anche se a oggi non c'e' ancora una velocizzazione della ricostruzione nel suo insieme. I ritardi più evidenti sono quelli delle opere pubbliche, specialmente nelle zone dell’epicentro sismico. Ma ricordare a quattro anni dalla 'grande botta' che ha devastato alcune zone del maceratese e' un obbligo morale e sociale per tenere alta l'attenzione delle istituzioni". Così, Maria Teresa Nori segretario di Federcontribuenti Marche ricorda il sisma che ha colpito i comuni del maceratese e in particolare quelli dell'Alto Nera il 30 ottobre del 2016.
"La maggior parte della popolazione si era già spostata dopo il 26 ottobre (quando il terremoto era tornato a farsi sentire con magnitudo 5.9) - ricorda Maria Teresa Nori - per questo non ci furono vittime, ma i crolli furono innumerevoli e i danni difficilmente quantificabili. La scossa distruttiva era il prolungamento della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016 che aveva raso al suolo Amatrice e i borghi circostanti, causando 300 vittime. Non bisogna allentare l'attenzione e come Federcontribuenti siamo a disposizione dei cittadini per facilitare il dialogo con le istituzioni locali e con l'Ufficio Speciale Ricostruzione. Questi territori devono continuare a vivere - conclude - contro il rischio dello spopolamento. Vediamo comunque la luce in fondo al tunnel della ricostruzione, una luce di speranza".
l Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 3046 tamponi: 1731 nel percorso nuove diagnosi e 1315 nel percorso guariti.
I positivi sono 351 nel percorso nuove diagnosi: 70 in provincia di Macerata, 125 in provincia di Ancona, 44 in provincia di Pesaro Urbino, 52 in provincia di Fermo, 41 in provincia di Ascoli Piceno e 19 fuori regione.
Questi casi comprendono soggetti sintomatici (44 casi rilevati), contatti in setting domestico (105 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (102 casi rilevati), 5 casi registrati nel setting lavorativo, contatti in ambiente di vita/divertimento (9 casi rilevati), 4 casi rilevati nel setting assistenziale, contatti in setting scolastico/formativo (12 casi), 4 casi riscontrati nello screening realizzato in ambito sanitario e 1 rientro dal Bangladesh.
Di 65 casi si stanno effettuando le indagini epidemiologiche.
Si registra una leggere decrescita rispetto alla giornata di ieri nel rapporto percentuale tra il numero di tamponi processati nel percorso nuove diagnosi e il numero di contagiati rilevati: dal 24,86% al 20,27% di oggi.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale a 12.409 su un totale di 181.572 campioni testati. Aumentano i ricoverati nelle strutture sanitarie regionali: sono 282 (+4 rispetto a ieri), in aumento di quattro unità anche il numero dei pazienti in terapia intensiva (32 contro i 28 di ieri).
Nel Maceratese sono accolti 31 pazienti: 20 all'ospedale di Macerata (18 nel reparto malattie infettive), 2 pazienti al pronto soccorso di Civitanova Marche e 11 al Covid Hospital di cui 2 in terapia intesiva.
Nelle ultime 24 ore presso l'ospedale di San Benedetto del Tronto si è verificato il decesso di una signora di 85 anni residente ad Ascoli Piceno che presentava patologie pregresse.
Di seguito i dati resi noti dal Servizio Sanità della Regione Marche:
Caso Covid alla Casa di Riposo di Loro Piceno: tamponi a tappeto
"Alla casa di riposo di Loro Piceno è risultato positivo al coronavirus un ospite. Poiché la struttura è la stessa della nostra casa di riposo, ieri mattina, dopo aver informato le famiglie, sono stati effettuati tamponi ai nostri ospiti e anche al personale sanitario. La situazione è strettamente monitorata: l’Amministrazione Comunale è in stretto contatto con gli organi sanitari di Igiene Pubblica, le Autorità preposte al controllo e i medici di base. Attendiamo a breve gli esiti". Questa la comunicazione ufficiale della sindaca di Mogliano Cecilia Cesetti.
La casa di Riposo è delocalizzata a Maestà di Urbisaglia, “sono scattate tutte le procedure di controllo, ha fatto sapere il sindaco Robertino Paoloni. L'uomo, risultato positivo al coronavirus, è in buone condizioni”.
Si è tenuta questo pomeriggio in Piazza XX Settembre a Civitanova Marche una protesta pacifica, nata dalla rabbia delle categorie di lavoratori duramente colpite dall'ultimo Dpcm, e accomunate dal desiderio di riprendere il prima possibile a vivere una vita normale. Tutti i lavoratori che hanno preso la parola hanno rivendicato il diritto al lavoro e alla dignità della persona: non si sentono rappresentati da questo governo, accusato di violare principi costituzionali e reo di averli portati a fare investimenti ingenti e mettersi a norma in vista della riapertura, per poi dover chiudere nuovamente le proprie attività.
Nella profonda consapevolezza delle conseguenze e dei rischi che ne deriverebbero, i manifestanti hanno chiesto al sindaco Ciarapica, presente in piazza, di compiere "un atto di coraggio": emanare delle delibere di giunta atte a disapplicare il Dpcm. È stata avviata una raccolta firme insieme ai comitati, alle associazioni, ai cittadini liberi, alle rappresentanze delle partite iva, patrocinata da un'associazione consumatori di livello nazionale, per dare sostanza e sostegno al documento di richiesta in autotutela che prelude ad un'eventuale diffida alle autorità competenti per chiedere l'immediata riapertura. I lavoratori chiedono di poter tornare ad esercitare le loro attività senza limiti di orario, alcuni lanciando provocazioni come quella di "staccare le casse dopo le 18", altri promettendo di rimanere aperti fino a mezzanotte questo finesettimana. Gli esponenti del mondo della ristorazione lamentano di avere dei dipendenti in cassa integrazione da maggio, quelli del teatro di essere stati sempre tenuti chiusi nonostante le precauzioni adottate, quelli dello sport di essere stati declassati a categorie di serie b. "Dobbiamo smettere di pagare le tasse" urlano indignati. "Questa manifestazione, concludono, sarà la prima di una lunga serie. Noi non ci fermiamo finchè non verremo ascoltati e questo venerdì torneremo a protestare e a raccogliere altre testimonianze".
Si è svolta nel pomeriggio di oggi, in modalità da remoto, una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica cui hanno preso parte, oltre i vertici delle Forze dell’Ordine, il Presidente della Provincia, il direttore dell’Asur regionale, i Sindaci dei comuni di Macerata, Civitanova Marche, Recanati, Tolentino, Camerino, San Ginesio, i Rettori dell’Università di Macerata e Camerino, il direttore dell’Ufficio Scolastico provinciale, nonché il presidente dell’ordine dei Medici per un ulteriore punto di situazione sulle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 alla luce del nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020 entrato in vigore a far data dallo scorso 26 ottobre, che ha fissato ulteriori limitazioni volte a contenere la diffusione del virus.
Durante l’incontro è stato fatto un aggiornamento sull’andamento della curva epidemiologica in provincia ed è stata esaminata la situazione relativa alla casa di riposo Villa Cozza a Macerata, struttura che accoglie attualmente al suo interno 50 pazienti positiviAl riguardo il dirigente dell’Asur Marche, dopo aver fatto un quadro generale della situazione epidemiologica e delle strutture sanitarie attive, ha fin da subito rappresentato la massima disponibilità dell’azienda sanitaria a far fronte alla situazione relativa alla RSA.In questo sono state attivate le unità USCA che sono state inviate nella struttura per monitorare le condizioni degli ospiti della casa di riposo, grazie anche all’intesa intercorsa con il rappresentante della delle Forze armate.
Sono poi state esaminate dal tavolo le nuove misure introdotte con il D.p.c.m. del 24 ottobre 2020, limitazioni sulle quali il Prefetto, d’intesa con i Sindaci, ha sensibilizzato nuovamente le Forze di Polizia che con l’ausilio delle polizie municipali e provinciali dovranno assicurare il rispetto delle nuove prescrizioni.“Sempre alta, ha ribadito il Prefetto, deve essere l’attività di controllo davanti agli istituti scolastici per evitare assembramenti e per verificare che i ragazzi facciano uso dei dispositivi di protezione individuale e rispettino il distanziamento fisico all’ingresso e all’uscita dalla scuola, nonché la vigilanza in tutte quelle zone in prossimità delle scuole, che in ragione della presenza di fermate di mezzi pubblici possano determinare assembramenti”.
Sono state anche analizzte le problematiche illustrate dai sindaci presenti, tra queste la richiesta di interdizione di alcune aree a rischio assembramento.Nel ringraziare i soggetti intervenuti per la collaborazione dimostrata e d’intesa con questi, il Prefetto ha voluto lanciare un appello "al senso di responsabilità della comunità maceratese, chiedendo uno sforzo a tutti i cittadini, anche nell’ambito familiare, nell’osservanza delle misure precauzionali del distanziamento, a tutela soprattutto delle persone anziane e più fragili, per prevenire l’incremento dei contagi e tornare il prima possibile alla normalità, oltre che per alleggerire lo sforzo enorme a cui sono sottoposti strutture e operatori sanitari".
Via libera del Consiglio dei Ministri all'atteso decreto ristori in favore delle categorie più colpite dall'ultimo Dpcm.
"Abbiamo appena varato il decreto ristori, che vale complessivamente oltre 5 miliardi che saranno usati per dare risorse immediate a beneficio delle categorie" penalizzate dall'ultimo Cdm. Io ho firmato il Dpcm, all'una di notte circa, solo quando siamo stati sicuri che queste risorse c'erano", ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi. I ristori a fondo perduto "arriveranno sul conto con bonfico dell'agenzia delle entrate, è il modo più efficace, confidiamo che a metà novembre chi ha aderito alla prima edizione potrà riceverlo, subito dopo anche gli altri".
"Se rispettiamo queste misure abbiamo buone possibilità di affrontare dicembre con una certa serenità, senza un sistema sanitario sotto stress. In caso contrario ci troveremo di fronte alla necessità di un lockdown, dobbiamo scongiurarlo", ha aggiunto il premier. "Le nostre scelte possono essere legittimamente criticate, siamo in democrazia. Ma voglio dire che non abbiamo compiuto scelte indiscriminate. Per evitare che la curva ci sfugga è indispensabile ridurre le principali occasioni di socialità. Solo in questo modo possiamo decongestionare i mezzi pubblici, evitare gli assembramenti, alleggerire il sistema dei tracciamenti". "Stiamo incontrando le categorie, ne sta venendo fuori un dialogo aperto e un approccio costruttivo. Non ci sfuggono i sacrifici e le difficoltà che sono chiamate ancora una volta a sostenere". "Se rispetteremo le misure abbiamo buone speranze di affrontare dicembre con una buona serenità". "Non abbiamo chiuso attività che ritenevamo meno importanti di altre, non ci sono attività di serie A e di serie B".
Se escludo il lockdown? "Io ho detto che stiamo lavorando per evitarlo. Per farlo dobbiamo operare adesso, senza ulteriore indugio, delle scelte che sono dolorose". "Abbiamo cercato di costruire in modo chirurgico una serie di misure con la consapevolezza che avrebbero avuto un impatto negativo", sottolinea. "Il decreto ristori ha misure per oltre 5 miliardi, fatto con una corsa contro il tempo pazzesca, può essere criticato ma denota la responsabilità del governo". "Abbiamo fatto un dpcm che li rende possibili", ha risposto Conte alla eventualità di lockdown locali.
"Il nostro sforzo di tutte le misure che mettiamo in piedi è di non introdurre nuove tasse, stiamo facendo uno sforzo incredibile per non introdurre nuove tasse, già questo è un grande risultato. Vogliamo la pace sociale", ha ancora detto il presidente del Consiglio rispondendo a una domanda siulla possibilità di introdurre una patrimoniale.
lL Dl Ristori "è contrassegnato da rapidità, semplifica ed efficacia" e "il contributo a fondo perduto sarà erogato automaticamente a oltre 300.000 aziende che già lo hanno già avuto, e quindi contiamo per metà novembre di avere tutti bonifici effettuati da parte dell'Agenzia delle entrate", ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Ci sono le risorse per "consentire la somministrazione di 2 milioni di tamponi nei mesi di novembre e dicembre". Il dl Ristori "mobilita una massa consistente d risorse, 5,4 miliardi in termini di indebitamento netto, 6,2 miliardi in termini di saldo netto da finanziare", ha spiegato Gualtieri.
Il decreto ristori stanzia "2,4 miliardi per 460 mila soggetti", ha spiegato il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli in conferenza stampa dopo il varo del provvedimento. "Per i settori chiusi completamente come palestre, piscine, teatri, cinema, l'importo viene raddoppiato", ha aggiunto a proposito dei contributi a fondo perduto introdotti con il decreto ristori. "Molti ristoranti - ha detto - sono aperti solo la sera, perdono molto più di metà del loro introito, anche per questi dopo il confronto con le categorie abbiamo deciso di applicare il coefficiente del 200%. Il 150% andrà a bar pasticcerie, gelaterie".
(Fonte: Ansa)
Sono stati numerosi gli aggiornamenti forniti nelle ultime 24 ore dalle amministrazioni comunali in merito all'evoluzione del contagio da coronavirus in provincia di Macerata.
"Il numero dei contagi a Matelica continua ad aumentare" - fa sapere il sindaco Massimo Baldini - .
"L’autorità Sanitaria ha comunicato questa mattina che sono 18 le persone residenti risultate positive al COVID 19. Si continuano ad eseguire i tamponi a tutti coloro che sono entrati in contatto con i contagiati".
Salgono invece a 9 i positivi a Petriolo, dove rimangono 4 persone in isolamento. Il dato sui positivi è in aumento di due unità rispetto alla giornata precedente, quando i casi registrati erano 7.
A Treia il Comune rende noto che si registra un solo contagio in più rispetto alle ultime 24 ore (42 i positivi totali).
Il sindaco di Corridonia fa sapere che sono 27 i positivi e 47 le persone in isolamento fiduciario (erano 23 i contagiati il 25 ottobre).
Si registra, invece, un leggero calo sia dei positivi che delle persone in isolamento domiciliare a Tolentino.
Questi sono i dati ufficiali resi noti dal Comune: 53 positivi e 69 persone che sono in isolamento domiciliare (lunedì 26 ottobre i positivi erano 57 e 71 persone in quarantena).
Dati confortanti a Camporotondo di Fiastrone dove non si registrano contagi.
Da oggi il Comune di Macerata, per volontà del sindaco Sandro Parcaroli e della Giunta, fornirà i dati sulla situazione dei contagi da Coronavirus in città. I dati saranno disponibili nel sito del Comune www.comune.macerata.it .
“Nessun allarme – interviene il sindaco Parcaroli – ma bisogna tenere alta la guardia. Da oggi forniremo puntualmente ogni giorno i dati sul contagio, un modo per far riflettere tutti sull’importanza di rispettare le regole per difendere noi e gli altri e in questo senso il mio pensiero va alle persone più fragili, agli anziani. Ne approfitto per ringraziare tutti, dai cittadini agli operatori del commercio che, a fronte di grandi sacrifici e rinunce, rispettano comunque le norme a vantaggio di tutta la comunità.”
Dall’estrazione dei dati effettuata sulla piattaforma cohesion della Regione Marche nella sezione COVID-COM COVID-19 COMUNI è emersa la seguente situazione:
ISOLAMENTO DOMICILIARE
I residenti a Macerata in isolamento domiciliare sono 315 di cui 168 Positivi, in osservazione da parte dell’ufficio di igiene e sanità pubblica secondo i protocolli vigenti dell’ISS e del Ministero della Salute, quindi 147 persone in isolamento fiduciario.
SITUAZIONE SCUOLE
Si sono verificati alcuni casi nelle singole classi ma nessuna scuola è stata chiusa.
Pochissimi i casi registrati nelle scuole primarie, quelli più frequenti si sono manifestati negli istituti superiori di II grado con la positività 12 studenti. Due invece quelli delle scuole medie in isolamento domiciliare.
Il Convitto è stato chiuso per riscontro di un caso di positività e di conseguenza tutti i convittori presenti sono stati posti in isolamento domiciliare fino al 30 ottobre.
SITUAZIONE OSPEDALE
Dai dati forniti dal referente, incaricato dal Sindaco di curare i rapporti con i vertici amministrativi e sanitari dell’ASUR Marche e dell’Area Vasta 3, dottor Giordano Ripa medico presso l’Ospedale di Macerata e consigliere comunale di maggioranza, la situazione dell’ospedale di Macerata è la seguente:
17 sono le persone ricoverate nella palazzina ex malattie infettive che non necessitano di terapia intensiva/semintensiva. Di queste 3 sono residenti a Macerata, 12 in provincia e 2 fuori provincia. Nell’area della medicina d’urgenza, percorso COVID del pronto soccorso di Macerata, sono attualmente presenti 11 pazienti COVID POSITIVI di cui 3 residenti a Macerata in attesa di ricovero presso la palazzina ex malattie infettive o presso il COVID center di Civitanova Marche a seconda dell’evoluzione clinica.
SITUAZIONE IRCR
Inoltre il dott. Ripa ha contattato il direttore dell’IRCR Macerata dott. Francesco Prioglio che ha comunicato che nella struttura ad oggi ci sono 50 casi positivi fra gli ospiti, la maggior parte asintomatici e alcuni con sintomi lievi e inoltre sono risultati positivi 10 operatori sanitari e 4 infermieri.
Oggi l’ASUR Marche ha dotato la sede IRCR di Macerata di due unità mediche USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) con l’intento di monitorare l’evoluzione clinica degli ospiti e operare tutti i protocolli previsti in caso di peggioramento clinico.
La Cisl Fp di Macerata, tramite il Responsabile Alessandro Moretti, ha formalmente richiesto agli enti locali del Maceratese di presentare istanza alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per indicare le unità di personale da assumere a tempo indeterminato, al fine di dar corso alla stabilizzazione dei precari.
Tale opportunità consentirebbe di porre fine al precariato del sisma che vede coinvolte diverse tipologie professionali quali ad esempio Ingegneri, Architetti, Geologi, Geometri, Amministrativi contabili e Agenti di Polizia Locale, oltre che iniziare un percorso di ripristino delle adeguate dotazioni organiche degli Enti oramai in difficoltà operativa non solo a causa delle cessazioni "quota 100" ma anche da 15 anni di blocchi Legislativi ai turn over.
Tutto ciò in virtù delle disposizioni contenute nel D.L. n. 104/2020 convertito con legge n. 126 del 13 ottobre 2020 che all’art 57 prevede l’istituzione di un fondo presso il Ministero dell’economia e delle finanze con dotazione pari a 5 milioni di euro per l’anno 2020 e a 30 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2021, finalizzato al concorso agli oneri derivanti dalle assunzioni a tempo indeterminato. Il riparto delle risorse è effettuato fra gli enti che entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto presentano istanza alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica, comunicando le unità di personale da assumere a tempo indeterminato e il relativo costo, in proporzione agli oneri delle rispettive assunzioni.
Le norme in oggetto sono state di recente al centro di un webinar con la partecipazione in qualità di docente della Dottoressa Roberta Bisello.