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Covid-19, la settimana "nera" delle Marche: l'andamento del virus nell'analisi dell'ingegner Petro

Covid-19, la settimana "nera" delle Marche: l'andamento del virus nell'analisi dell'ingegner Petro

Cari lettori, bentrovati al consueto appuntamento settimanale con il racconto dell'epidemia. Purtroppo la nostra regione questa settimana, dopo il Trentino, è stata in assoluto la peggiore con un pauroso aumento del 130% circa di contagi e ricoveri, numeri che ci iniziano a portare ben lontano dalla posizione di isola felice che avevamo ad agosto.




In compenso si inizia ad intravedere un piccolo rallentamento della corsa dei contagi a livello nazionale. Questo dato non è certo dovuto all'ultimo Dpcm, di cui vedremo i primi effetti solo la prossima settimana, ma probabilmente un misto fra le chiusure effettuate da De Luca e Fontana.




Nel grafico degli indici vediamo una lieve conferma che forse qualcosa stia cambiando. Abbiamo contagi e terapie intensive che stanno rallentando mentre i decessi hanno avuto un forte rialzo a seguito ovviamente di quello pauroso dei contagi della scorsa settimana.





Parliamo a questo punto di numeri, un famoso virologo ha affermato in tv che i sintomatici sono solo il 5%. Mi chiedo come questi signori possano fare il loro mestiere e come si permettano di andare sui media nazionali dicendo simili baggianate che tendono solo ad alimentare comportamenti scorretti e le bizzarre idee negazioniste.

Il 5% sono il numero di positivi ricoverati con sintomi, generalmente quindi in condizioni gravi che richiedono un'assistenza ospedaliera e di questi oltre il 10% è in terapia intensiva. Se guardiamo la nostra regione oltre il 25% dei ricoverati (dunque circa un 1.3% dei positivi) è in condizioni critiche, ovvero in terapia intensiva o sub intensiva.

Nei ricoveri rispetto ai positivi notiamo una leggera flessione mentre, in proporzione, aumentano i ricoveri gravi. Questo segnale è contraddittorio e le motivazioni possono essere due: la prima è che sono cominciate più dimissioni dagli ospedali, la seconda (e purtroppo ce lo fa sospettare il recente servizio della trasmissione Report) riguarda le strutture sanitarie che iniziano ad essere al collasso, con pazienti che vengono tenuti ore in isolamento nelle ambulanze.


La settimana nera della nostra regione ci fa precipitare in classifica al settimo posto ma con una grossa tendenza al peggioramento. Lo screening nizia a soffrire moltissimo con il 20% di positivi sulle nuove diagnosi, ma vediamo regioni come Liguria e Valle d’Aosta che sono al 40 - 50% (praticamente le stesse percentuali di marzo). Buffo come regioni dove i contagi sono parecchio elevati come il Trentino e la Valle d'Aosta siano quelle che spingano di più per ottenere deroghe e poter fare più aperture, potremo definirlo un simposio di incoscienza.

Signori la situazione non è grave. Le misure prese dal governo sono, da un lato tardive e dall'altro forse troppo leggere per la gravità della situazione e del trend che se continua così non lascia che 3 settimane prima di ricadere nella situazione di marzo.

Non sarei sorpreso se il governo entro questo fine settimana, o entro il prossimo, predisponga chiusure ancora più stringenti.

Chiudo con una nota di speranza: si sta osservando come uno dei vaccini in via di sperimentazione abbia una forte risposta immunitaria nei soggetti anziani, forse potrebbe essere la svolta e per Natale dovrebbero arrivare le prime 2 o 3 milioni di dosi, stando alle dichiarazioni che si possono raccogliere.

 

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