Una realtà già avviata, che aspettava solo di affacciarsi ufficialmente all’opinione pubblica: la Medical Assistance Italia (sede operativa a Civitanova) di Amedeo Di Giacomo ha annunciato oggi in conferenza stampa tutti i numeri e le peculiarità che, a fronte della grande domanda generale, la attestano come primo grande esempio in Italia di imprenditoria sanitaria.
Un compound di 22 medici, 24 infermieri, 26 istruttori, centri operativi stanziati nelle regioni Marche e Abruzzo, altri prossimi all’apertura in Emilia Romagna e Umbria. E ancora: un centro di formazione plurispecialistico attivo dal 1992, con corsi quotati e riconosciuti a livello nazionale - rivolti a medici, infermieri, laici, aziende, associazioni sportive – relativi a primo soccorso, decreto 81, Blsd, trauma e rianimazione pediatrici.
“Ho iniziato a formare i primi infermieri già all’età di 18 anni – racconta Di Giacomo – e dal ’92 sono circa 15mila i soccorritori certificati in tutta Italia grazie al lavoro del nostro centro. Dopo 30 anni di esperienza non era più tempo di rimanere all’Asur Marche come dipendente, e ho preso una decisione: il 30 aprile scorso mi sono dimesso (destando grande scalpore fra gli addetti ai lavori) e dal 1° luglio ho fatto partire in via ufficiale l’attività della Medical Assistance Itallia (ufficio assistenze e scorte sanitarie)”.
Un progetto quasi visionario, dunque, che giustifica il merito a Di Giacomo (a detta di molti soci e collaboratori) di essere il precursore della nuova imprenditoria sanitaria italiana: un concetto che in Europa ha già preso piede.
“Sul piano delle assistenze – prosegue il founder marchigiano – il nostro service sanitario ha preso subito piede: il comune di Civitanova ci ha affidato concerti, si è rivolto a noi l’ultimo Motor Days, saremo presto anche a Senigallia. Siamo primi in Italia a fornire sanitari formati ad hoc per pubblici e privati, dagli spettacoli alle manifestazioni. Per le cosiddette scorte sanitarie, invece, ho ragionato per affiliazione con le pubbliche assistenz, e in più ho voluto prendere in co-gestione due aeromabulanze per il trasferimento sanitario protetto e privato, con rianimatori e personale certificato”.
Un dato su tutti, a chiudere la conferenza: la Medical Assistance Italia è riuscita a formare in soli 35 giorni crica 685 persone appartenenti alla Guardia di Finanza della Regione Marche. Segnale tangibile delle collaborazioni fin qui costruite anche con le istituzioni locali.
L’Associazione Luca Coscioni ha inviato una lettera al Presidente della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e ai presidenti delle Regioni, con la richiesta che sia diffusa e approvata la proposta di legge regionale per la totale applicazione e osservanza della sentenza Cappato n.242/19 della Corte costituzionale.
Le Marche saranno la prima regione italiana a discutere tale proposta di legge riguardante le procedure e i tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi della sentenza n. 242/19 della Corte Costituzionale. Il gruppo assembleare del Partito Democratico delle Marche, infatti, ha accolto l’invito dell’Associazione e depositato, a prima firma del capogruppo Maurizio Mangialardi, la proposta di legge. Il testo verrà presentato in una conferenza stampa ad Ancona venerdì 22 luglio alle ore 12:00 nella Sala Ricci a Palazzo delle Marche, sede dell'Assemblea legislativa regionale, alla presenza di Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coasioni e di Mangialardi.
Tra gli obiettivi qualificanti, informa una nota, c'è la volontà di "garantire tempi certi di risposta del Servizio sanitario regionale nell'applicazione della sentenza 242/2019 affinché non si verifichi più quanto accaduto di recente con i casi di Federico Carboni, costretto a un calvario giudiziario di oltre 20 mesi, Fabio Ridolfi, che non ha retto l'estenuante attesa rinunciando all'iter per il suicidio assistito a favore della sospensione dei trattamenti di sostegno vitale previa attivazione di percorso palliativo con sedazione profonda e tempi diversi che in alcune ore lo hanno portato al decesso e 'Antonio', costretto a intraprendere un nuovo percorso giudiziario per aver ottenuto il via libera dal comitato etico senza però avere informazioni sul farmaco e sulle modalità di autosomministrazione".
Al via il concorso per 4.189 posti per carabinieri. Fino all’11 agosto è possibile presentare la domanda attraverso il portale www.carabinieri.it nell’area concorsi, seguendo l’iter indicato.
"Entrare a far parte dell’Arma significa sposare e condividere valori come la fedeltà, lo spirito di servizio, l’appartenenza ad una grande famiglia. Una uniforme simbolo di tradizione, di vicinanza alla comunità, di difesa e di legalità, che si indossa con il cuore" sottolinea il tenente colonnello Massimiliano Mengasini, comandante del reparto operativo del comando provinciale Carabinieri di Macerata.
I posti messi a concorso sono così ripartiti:
- 2.910 riservati, ai sensi dell’articolo 703 del decreto legislativo 15 marzo 2010, 66, ai volontari in ferma prefissata di un anno (VFP1) e ai volontari in ferma prefissata quadriennale (VFP4), in servizio;
- 1.247 riservati, ai sensi degli articoli 703, 706 e 707, del decreto legislativo 15 marzo 2010, di cui 66, ai cittadini italiani che non abbiano superato il ventiseiesimo anno di età (il limite massimo d’età è elevato a ventotto anni per coloro che abbiano già prestato servizio militare);
- 32 (di cui 22 tratti dai VFP e 10 tratti dai civili) riservati, ai sensi del decreto legislativo 21 gennaio 2011, di cui 11, ai candidati in possesso dell’attestato di bilinguismo di cui all’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752 e successive modificazioni. La domanda di partecipazione va inoltrata esclusivamente online tramite il sito www.carabinieri.it entro l’11 agosto 2022.
In occasione del lancio della campagna di AATO 3, "Non c'è acqua da perdere", il direttore dell'associazione Massimo Principi aveva mosso nei giorni scorsi alcune critiche al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, sottolineando come la risorsa idrica venisse puntualmente "sprecata" per rifornire aziende produttrici di energia elettrica e per gli allevamenti di trote.
"Spiace constatare che, proprio in occasione del lancio di una campagna informativa su un uso responsabile dell’acqua, l’AATO 3 Marche Centro – Macerata, nella persona del suo Direttore - si legge nella risposta diffusa dal Parco in nota stampa -, abbia voluto chiamare in causa il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, accusandolo di non voler consentire un ulteriore prelievo alla sorgente (di San Chiodo) di questa indispensabile risorsa, arrivando a ipotizzare, nel caso di un prossimo razionamento, una responsabilità diretta dell’Ente Parco".
"Va innanzitutto precisato che ogni concessione di captazione di acqua, per qualsiasi uso, viene rilasciata dalla Regione Marche ed il Parco interviene nelle procedure esprimendo il proprio parere - continua la nota -. Inoltre, è stato autorizzato, con provvedimento della Protezione Civile delle Marche, un ulteriore prelievo di circa 15 l/s per alimentare anche il Comune di Visso, a seguito della modifica del regime idrico della sorgente che alimentava l’acquedotto comunale, e le SAE di Valfornace".
"Peraltro, le portate di concessione vengono rilasciate a seguito di studi di impatto ambientale, la cui competenza è della Regione Marche, in modo tale che le portate prelevate non alterino il deflusso minimo vitale (DMV), ossia la portata minima in grado di garantire la conservazione dell’ecosistema di un dato corso d’acqua e in questo caso del fiume Nera. Tali valori del DMV da rispettare sono stabiliti dal Piano di Tutela delle Acque (PTA) della Regione Marche, per non alterare in modo irreversibile l’ecosistema dell’alto bacino del Nera. Appare del tutto improprio chiamare in causa le concessioni di acqua per gli allevamenti di trote e per gli impianti di energia elettrica, dal momento che l’acqua del fiume viene restituita, dopo gli impianti, al corso d’acqua stesso, senza considerare che si tratta di attività che hanno una rilevanza socioeconomica fondamentale per un intero territorio devastato dai recenti eventi sismici".
"Riteniamo - conclude la nota - che la tutela della risorsa idrica, quale bene primario necessario alla vita dei cittadini, nonché al buon funzionamento degli ecosistemi, costituisca una delle finalità prioritarie delle aree protette, in particolar modo di quelle che comprendono ambienti montani. La montagna, infatti, rappresenta il principale serbatoio naturale in cui si raccoglie e si conserva l’acqua qualitativamente migliore. Per questo, anche alla luce della situazione climatica generale, con i rischi di danni ambientali irreversibili agli ecosistemi acquatici del territorio, si evince la necessità di superare uno sterile approccio polemico alla questione e programmare invece un intervento complessivo che non può ipotizzare soltanto l’incremento del prelievo delle acque dalle montagne, bensì una diversificazione delle modalità di approvvigionamento, una razionalizzazione dei consumi e il risanamento della rete acquedottistica".
Sporcizia, acqua salmastra e rifiuti: molte le lamentele e segnalazioni giunte da parte dei cittadini di Macerata sullo stato in cui riversano i Giardini Diaz, in particolare la grande fontana centrale e il laghetto. Le immagini pervenute, mostrano infatti l’acqua di colore verde su cui galleggiano bottiglie di plastica e chiazze di mucillaggine (originatesi per il forte caldo).
Una visione poco piacevole per tutti i frequentatori dei Diaz: dagli sportivi che svolgono attività fisica alle famiglie che portano i bambini al parco giochi, ai giovani che organizzano pic-nic e partite a pallone fino, e soprattutto in questo periodo estivo, ai tanti turisti in visita presso la città dello Sferisterio e in cerca, nei momenti di pausa, di un po’ di ombra dove rilassarsi.
“I lavori di manutenzione non sono ancora terminati – ha spiegato Paolo Renna, assessore alla Sicurezza e al decoro – dobbiamo procedere svuotando i filtri; questo spiega il colore dell’acqua, ma ci stiamo lavorando. La plastica e i rifiuti? La causa è l'inciviltà delle persone.”
Al netto dell'inflazione in progressivo sviluppo in tutta Italia, piccole differenze di aumento dei prezzi al consumo sono state registrate dall’ISTAT anche all'interno delle Marche. I dati riferiti al periodo da maggio 2021 a maggio 2022 evidenziano come la situazione risulti in linea di massima meno grave rispetto ad altre regioni: se in Italia l'incremento è del 6,8%, nella provincia di Ancona il valore si è fermato al 5,6%, a Macerata è cresciuto del 5,9% mentre ad Ascoli è stato del 6,9%.
Tenendo fede ai numeri dei tre capoluoghi in esame (si escludono Pesaro e Fermo), dopo l’energia elettrica, gas e combustili (+60% in un anno), si vanno ad aggiungere oggi anche le spese di esercizio dei mezzi di trasporto (oltre il 12%). L’analisi del caro-vita mostra, dunque, come a livello generale l’aumento dell’inflazione sia sostanzialmente correlato alla componente energetica. In termini di percentuali, Ascoli registra un +64,4%, seguita dal +64,2% di Macerata e +63,8% di Ancona.
Contemporaneamente, però, ci sono prodotti o servizi il cui prezzo è diminuito. Ad esempio, nell'elettronica di consumo (computer, fotocamere, cellulari, apparecchi telefonici e telefax) viene di poco superato il 12%; discorso analogo per gli apparecchi audiovisivi, fotografici e informatici, circa il 9%. A Macerata uno dei dati più evidenti è rappresentato dal considerevole aumento dei servizi di alloggio (+11,3%), rispetto alle sorelle concorrenti Ancona (+2,8%) e Ascoli (invariato), dove però i costi di manutenzione arrivano - rispettivamente - al +1,9% e +9,6%.
Inoltre, la città dello Sferisterio è risultata la più conveniente nell'acquisto di cristalleria, stoviglie e utensili domestici: prezzi ridotti del 2,3%. Infine, per le spese di abbigliamento, Ancona è la città che ha subito meno il rincaro dei prezzi; la provincia maceratese segna invece un aumento più netto del 2,4%. Sui prodotti alimentari, i rincari salgono a +9,7% ad Ascoli, seguita dal +7% di Macerata e dal +6,8% di Ancona.
Nell'attuale situazione pastorale di graduale ripresa dopo la pandemia, per motivi legati all'età o alla salute (urgenti e non prevedibili) di alcuni sacerdoti e per la partenza in missione di altri sacerdoti diocesani del Cammino Neocatecumenale, si sono resi necessari degli avvicendamenti nella guida delle nostre parrocchie. Altre situazioni verranno affrontate in autunno, all’inizio del nuovo anno pastorale.Nella Parrocchia delle Vergini, per motivi di età e di salute don Gianni Cararo è stato sostituito da don Fabio Olano come nuovo parroco. Perciò nella UP di Montelupone - San Firmano, coordinata da don Giacomo Ippolito, don Fabio Olano, finora collaboratore, sarà sostituito a partire da Agosto da don Dario Tondello, di ritorno dalla missione a Marsiglia.Nella UP Treia - Passo di Treia don Manuel De Ornelas lascia l’incarico di collaboratore per partire in missione. Al suo posto don Francisco Parraga, tornato dalla missione, sarà nominato Parroco e collaborerà con don Giuseppe Verdenelli e don Alain Damana.Nella UP Montecassiano - Sambucheto - Villapotenza per motivi di salute il parroco di Sambucheto don Rafael ha lasciato l’incarico e sta vivendo un tempo di cura in Spagna presso la sua famiglia. Gli altri sacerdoti e diaconi della UP con l’aiuto di don Giovanni Li, stanno per il momento sostituendo don Rafael. Una soluzione stabile verrà decisa alla fine dell’estate.
In occasione di questi annunci il Vescovo Nazzareno ha detto: «Preghiamo per le vocazioni e per i nostri sacerdoti, che come tutti hanno vissuto e subito lo stress di un tempo complesso come quello che stiamo attraversando. Rafforziamo l’impegno a collaborare nel bene, ad aver cura delle famiglie, a camminare insieme tra parrocchie, gruppi ecclesiali e realtà sociali. Cerchiamo di evitare le polemiche sterili e i giudizi basati sulle chiacchiere e non sui fatti, che feriscono le persone deboli e non aiutano a risolvere i problemi. Ci attende un tempo complesso per le famiglie, per il lavoro, per la pace. Questo è il tempo di costruire insieme con le forze disponibili. Buona estate a tutti».
"Ogni Comune delle Marche dovrebbe avere una via o una piazza dedicata a Paolo Borsellino e Giovanni Falcone. Invito chi ancora non le ha a farlo. Dobbiamo avere in ogni città il loro nome perché sono eroi dei nostri tempi". Così l'assessore regionale alla Sicurezza Filippo Saltamartini è intervenuto oggi alla cerimonia di commemorazione per i 30 anni dalla strage di via D'Amelio.
Una cerimonia che si è tenuta nel piazzale Emanuela Loi di Palazzo Leopardi, a cui hanno partecipato autorità civili e militari. Presenti anche la presidente del Tribunale di Ancona Edi Ragaglia e il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli. Saltamartini ha ricordato Borsellino e i suoi valori, rivelando di averlo conosciuto nel 1988.
"Avevano appena approvato la nuova delega di procedura penale - ha detto l'assessore -, dicevamo addio al codice Rocco. Borsellino era con la figlia Fiammetta, avrà avuto 12/14 anni, era al ristorante e il capo della scorta gli disse 'si sposti dottore, perché alle spalle ha una finestra e può essere pericoloso'. Lui rispose 'quando vogliono mi possono ammazzare'. Quattro anni dopo non c'era più. Mi colpì quella frase detta davanti alla figlia. Noi dobbiamo ricordare anche il sacrificio delle loro famiglie e delle tante vittime".
Piazzale Emanuela Loi, antistante una delle sedi istituzionali della Regione che ospita, insieme a uffici della Giunta regionale anche l'Aula consiliare dell'Assemblea legislativa, è stata intitolata, il 5 ottobre 2019, proprio ad una delle vittime della strage. Il 19 luglio 1992, insieme a Borsellino, persero la vita gli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Un dipinto che raffigura Falcone e Borsellino è stato donato dagli studenti della prima B dell'istituto d'arte Mannucci di Ancona, rappresentato dal preside Francesco Maria Orsolini.
Un primo passo universale, proiettato verso una parità di genere a 360° gradi: su questo presupposto ha preso il via ufficialmente la nuova iniziativa a sostegno degli ‘uomini vittime di violenza’ all’interno del contesto famigliare (e non solo), fortemente voluta dal suo ideatore Mirko Salvatori (già consigliere per il Comune di Pollenza).
A presiedere la conferenza, tenutasi fra le mura di Palazzo al Corso, anche la consigliera di parità Deborah Pantana, la psicoterapeuta e specialista in criminologia Antonella Baiocchi, e il direttore responsabile editoriale di QCC Magazine Michele Cesari. Attraverso i dati recuperati dagli ultimi report di Censis (aprile 2022) e Caritas (2021), il tema della discriminazione ha segnato - secondo i relatori - "uno sviluppo significativo anche per quanto riguarda la platea maschile", sebbene risultino ancora poche le denunce catalogate sia sul piano nazionale, sia locale.
“Questo perché – ha spiegato Salvatori – molti uomini si vergognano, e allo stesso tempo non esiste una legislazione efficace, in grado di illustrare come si formula una denucia. Ma conosco padri di famigllia che, dopo la separazione, hanno subìto soprusi da parte delle loro mogli e si sono ritrovati costretti a vivere in macchina a causa delle forti ristrettezze economiche: al limite della sussistenza”.
“E’ importante sensibilizzare l’opinione pubblica nostrana a questo tema – ha aggiunto Pantana – poiché in pochi sanno che la Provincia di Macerata detiene in tutte le Marche il triste primato di suicidi fra gli uomini: la crisi del lavoro, il Covid e le pratiche di separazione mal gestite, sono tutti fattori che hanno contribuito negli ultimi anni ad accrescere un simile dato. In tal senso, è opportuno intervenire prima di tutto a livello culturale”.
Fra gli argomenti affrontati della consigliera di parità, è spiccata la necessità di una vera e propria educazione psicologica, riservando allo Stato italiano il dovere di fornire accesso gratuito per sostegno psicoterapico a uomini, donne, minori e, nel complesso, a tutti coloro che – rappresentando socialmente una minoranza – ne avvertono oggi l’esigenza.
“Siamo impantanati in una cultura della violenza – le parole di Baiocchi – figlia di quelle informazioni tossiche che, di base, alimentano una visione unidirezionale della faccenda, dove l’uomo è sempre un carnefice e la donna una vittima. Tale convinzione deriva da un equivoco: il cosiddetto ‘analfabetismo psicologico’, per cui la coppia tende a gestire le proprie divergenze in base a un background culturale molto spesso nocivo.
“Con questa iniziativa a sostegno degli uomini vittime di violenza – ha proseguito la psicoterapeuta ed ex assessore alle pari opportunità per San Benedetto del Tronto - intendiamo superare ogni genere di fondamentalismo, istituire centri di sostegno aperti a tutti i membri di un nucleo famiglliare, depennare aberrazioni come l’ultima 'Carta dei diritti delle bambine'. Il primo gesto, già in cantiere, sarà la realizzazione di una panchina 'inclusiva della violenza': la prima in Italia, riferita a uomini, donne e bambini vittime di abusi di natura fisica e/o psicologica”.
A chiudere questo primo tavolo di confronto, le parole di Cesari. “Come portatore di disabilità fisiche, conosco bene il problema culturale di fondo che affligge la nostra scoietà. Chi si sente diverso, di norma, tende a nascondersi: i vari 'salotti d'incontro' che intendiamo organizzare da oggi in poi puntano a trasmettere un messaggio chiaro, ovvero quello di imparare a valorizzare le persone non per quello che hanno in meno rispetto ad altre, ma piuttosto per ciò che possono offrire grazie alla propria unicità”.
Festa della Polizia locale oggi (18 luglio 2022) nella sala consiliare del Palazzo comunale in piazza della Libertà alla presenza del sindaco Sandro Parcaroli, della consigliera regionale Anna Menghi - in rappresentanza della Regione Marche -, dell’assessore alla Sicurezza Paolo Renna, del comandante Danilo Doria, del presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani, delle autorità civili cittadine, dei vari rappresentanti delle forze dell’ordine e della Giunta comunale.
“Professionalità e competenza sono le due caratteristiche, che più delle altre, contraddistinguono il Corpo della Polizia locale di Macerata ed è proprio per questi meriti che oggi gli agenti ricevono gli encomi”, hanno dichiarato Parcaroli e Renna. "Ogni giorno gli uomini e le donne della nostra Polizia locale svolgono un ottimo lavoro a presidio del territorio per garantire sicurezza e decoro in città rispondendo con passione alle direttive dell’Amministrazione comunale.”
Dopo i saluti istituzionali di rito, il comandante Doria, entrato a far parte dell’organico comunale il 1° luglio del 2019, ha tracciato il bilancio dell’attività svolta nel primo semestre del 2022 ricordando ai presenti i principali obiettivi. “Attività – ha affermato Doria - che ha visto crescere interventi legati al rafforzamento della cultura della legalità, alla vivibilità e all'affermazione di livelli di coesione sociale e convivenza civile. Il semestre ha visto gli agenti impegnati anche in corsi di formazione per la cosiddetta gestione situazionale, che ha fornito strumenti indispensabili per affrontare le circostanze che possono accadere quotidianamente nel corso della nostra attività lavorativa. Un ringraziamento, inoltre, va alle varie associazioni di protezione civile sempre disponibili e al nostro fianco soprattutto nella gestione di eventi e manifestazioni”.
Attività primo semestre 2022
Per quello che riguarda le principali attività svolte nei primi sei mesi di quest’anno gli incidenti stradali rilevati sono stati 139, le richieste di accesso agli atti per gli stessi 298. Le violazioni ai regolamenti comunali e alle ordinanze sono state 92, mentre 218 i verbali emessi per veicoli in sosta in aree riservate ai residenti; 172 per aree carico e scarico; 32 per passaggi pedonali; 72 aree per disabili; 75 per soste su marciapiedi; 173 le rimozioni di mezzi.
Per ciò che concerne la tutela ambientale le violazioni accertate in materia di rifiuti sono state 55 e i controlli edilizi effettuati 28 mentre le segnalazioni, varie tipologie, giunte al Comando sono state complessivamente 3.587.
Passando alle telecamere OCR i servizi effettuati sono stati 80 e le violazioni accertate 217, con telelaser, rispettivamente 9 e 21. L’organizzazione dei servizi ha visto in azione il vigile di quartiere con 18 report mensili, i controlli serali, compresi quelli messi in campo per la movida, 206, 5 per altri Corpi, 244 per l’ordine pubblico, 10 anti droga e 720 per il Covid. Inoltre - sempre in materia di Covid - le persone controllate sono state 57.520, quelle sanzionate 7 mentre gli esercizi controllati sono stati 14.388.
Encomi e riconoscimenti: ecco i nomi
Gli encomi sono andati al commissario Fiorenzo Fiorani, al sostituto commissario Walter Vallesi, all’ispettore Lorella Martinelli, agli assistenti Attilio Bonito, Claudia Partesani ed Emanuele Di Donato, agli agenti Samanta Tirocchi e Riccardo Martiri.
Inoltre, altri sono stati consegnati al dirigente superiore Danilo Doria, al commissario Fabrizio Calamita, al sostituto commissario Ilaria Ferranti, ai vice ispettori Fabrizio Cartuccia e Giovanna Coppari, al sovrintendente capo Luca Toso e alla Polizia Locale di Corridonia e Camerino.
E ancora, al commissario Alessandro Crescenzi, al sostituto commissario Maria Pia Marrocchella e all’ispettore Giuseppe Battista; lettera di riconoscimento a Catiuscia Graziosi e alla Polizia Locale di Civitanova Marche. Elogi sono stati espressi anche per i vice ispettori Riccardo Smorlesi e Rachele Acquaticci, nello svolgimento del servizio alla centrale operativa.
Oltre agli encomi è stato conferito formale riconoscimento per lodevole servizio agli operai che si occupano della segnaletica Carlo Ponzanesi, Michele Vigoni, Massimo Mercuri, al sovrintendente Laura Damen, agli agenti Riccardo Martiri, Riccardo Maroni e Samuele Pantanetti.
Al via dal prossimo 18 luglio la seconda fase dei lavori di rifacimento della conduttura idrica e fognaria in via Spalato da parte dell’Apm, che verranno eseguiti dalla ditta Dalmazi srl questa volta sul tratto di via Spalato compreso tra via Valadier e via Cassiano da Fabriano.
Il Comando della Polizia locale di Macerata ha quindi emesso un’ordinanza per regolamentare la viabilità nelle zone interessate dall’intervento che prevede da oggi, lunedì 18 luglio, a venerdì 22 luglio:
- in via Spalato (tratto compreso tra via Valadier e via Cassiano da Fabriano) divieto di sosta 0-24 con rimozione coatta;
- limite massimo di velocità di 30 km/h, nel tratto interessato dai lavori; dalle ore 7 alle ore 19 saranno attuati i seguenti provvedimenti senso unico a scendere verso via Roma;
- senso vietato, a salire dall’incrocio con via Cassiano da Fabriano e Via Contini, per i veicoli circolanti in via Spalato con direzione viale Carradori;
- direzioni consentite a destra verso via Contini e a sinistra verso via Cassiano da Fabriano;
- la direttrice di traffico a salire per via Spalato dall’incrocio con via Roma, sarà vietata per tutti i veicoli eccetto residenti, carico e scarico con autocarri massa max 7,5 t e mezzi di soccorso e polizia in emergenza.
Tutti le altre categorie di veicoli (autocarri con massa superiore a 7,5 tonnellate, autobus urbani ed extraurbani) saranno deviate a destra verso via Roma, corso Cavour, viale Martiri della Libertà per raggiungere il quartiere Colleverde, Pollenza, Treia e le vie limitrofi a monte dei lavori.
Durante la seconda fase dei lavori potranno essere attuati i seguenti provvedimenti in base alle oggettive esigenze operative: senso unico alternato con presenza di movieri, nel tratto interessato dai lavori; limite massimo di velocità di 30 km/h, nel tratto interessato dai lavori; eventuali direzioni o passaggi obbligatori in base alle effettive esigenze.
L’ufficio Servizi alla Persona del comune di San Severino Marche informa che è attiva, a far data dal 15 luglio, all’indirizzo internet https://appsem.invitalia.it la piattaforma telematica attraverso la quale i residenti dei Comuni del cratere sisma 2016 percettori dei benefici di assistenza (Cas - Sae – Mapre – sostituto Sae - invenduto), dovranno dichiarare il mantenimento dei requisiti per continuare ad usufruire degli stessi. La dichiarazione dovrà essere presentata entro e non oltre il 15 settembre (leggi qui).
I benefici dell’assistenza sono garantiti a coloro che hanno ancora la casa inagibile e che sono nei termini per presentare la richiesta di contributo per la ricostruzione.
La dichiarazione del mantenimento dei requisiti per beneficiare dell’assistenza o degli eventuali impedimenti oggettivi addotti per giustificare la mancata presentazione della richiesta di contributo per la ricostruzione deve essere presentata in modalità telematica da un qualsiasi membro del nucleo familiare percettore dei benefici, accedendo alla piattaforma online con le credenziali di identità digitale, Spid, Carta d’identità elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, ma può essere presentata anche da soggetti delegati o tramite operatore del Comune di pertinenza.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana “Chiedilo all'Avvocato. Questa settimana, le numerose mail arrivate, hanno interessato principalmente una tematica tipica della stagione estiva e relativa alla responsabilità da vacanza rovinata. Ecco la risposta del legale Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Porto Recanati che chiede: “A cosa va incontro chi mette un annuncio online per l’affitto estivo di una casa vacanza che poi si rivela inesistente?”
Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione estremamente attuale, sulla quale si è pronunciato recentemente il Tribunale di Avellino, con sentenza n. 1064/2018, nei confronti di un uomo che aveva raggirato una giovane coppia, fingendo di essere proprietario di una bellissima casa sul mare, posta in affitto per il periodo estivo su alcuni siti online, per poi sparire dopo aver ricevuto una consistente caparra, e condannandolo per il delitto di truffa cosiddetta contrattuale ex art. 640 c.p..
Difatti, il Giudice chiamato a pronunciarsi sulla questione, in attenta valutazione delle circostanze del caso di specie, aveva statuito che: “La condotta tenuta dall’imputato, ed in tali termini acclarata, lungi dall'esaurirsi in un mero inadempimento civilistico, finisce senz'altro con l'integrare il reato di truffa, ricorrente ogniqualvolta l'agente abbia posto in essere artifici e raggiri al momento della conclusione del negozio giuridico, traendo in inganno il soggetto passivo, indotto pertanto a prestare un consenso che altrimenti non sarebbe stato dato”.
A tal proposito, occorre osservare che, in aggiunta al danno economico sofferto dalla coppia, nell’irrogare l’adeguata sanzione penale, il Giudice di merito, in senso conforme alla più consolidata giurisprudenza di legittimità, operava un’attenta valutazione anche dell’entità danno non patrimoniale patito dalle parti offese, e relativo alla vacanza rovinata, intesa come pregiudizio al benessere psichico e materiale sofferto dai malcapitati per non aver potuto godere della vacanza quale occasione di piacere, svago e riposo; difatti, come pure sancito dalla Suprema Corte:
"Il danno non patrimoniale da vacanza rovinata, secondo quanto espressamente previsto in attuazione della Direttiva n. 90/314/CEE, costituisce uno dei "casi previsti dalla legge" nei quali, il pregiudizio non patrimoniale è risarcibile ai sensi dell'art. 2059 c.c., e si concreta in una tipologia di danno costituito da disagio e sofferenze per il presumibile stravolgimento delle aspettative con riguardo alla qualità e serenità della vacanza”(Cassazione civile; Sez. III, Sent. n. 17724 del 06/07/2018).
Pertanto, in risposta alla nostra lettrice e in linea con la più autorevole giurisprudenza sia di merito, sia di legittimità, si può affermare che:“Il soggetto che pone in essere una condotta fraudolenta con artifici e raggiri consistiti nel proporre in affitto un appartamento per le vacanze ed inducendo in errore le vittime sulla reale esistenza dello stesso, nonché procurandosi un ingiusto profitto, va condannato per il delitto di truffa ex art. 640 c.p., oltre al risarcimento di tutti i danni derivati dalla stessa condotta acclarata, la cui liquidazione non può prescindere dal danno emergente corrispondente all'importo inutilmente corrisposto in anticipo, oltreché al danno da vacanza rovinata subito dalle parti offese” (Tribunale sez. I , - Avellino, 04/06/2018, n. 1064 ). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana
Tentare un’immersione nell’entroterra delle Marche porta con sé il 'rischio' della meraviglia (per i suoi paesaggi), ma anche una buona dose di responsabilità. Quella un po’ tipica del viaggiatore, in cerca di storie da ascoltare e di cui diventare testimone: ma allo stesso tempo, anche quella di documentare determinati fatti e condizioni umane, riportandoli in un secondo momento all’attenzione di altri. Specie di chi potrebbe, ma non fa nulla per aiutare.
Nella provincia di Macerata tutto questo diventa possibile specie durante una stagione estiva come questa del 2022, che si divide fra la voglia di spensieratezza e, su altri fronti, quella di portare avanti la propria forma di resistenza. Quest’ultima, in particolare, di chi – dopo 6 anni – non riesce a (o non vuole) tracciare una distanza tangibile fra quella terra straniera che è il passato (citando L.P. Hartley) e contemporaneamente nutre il desiderio di un lascito dignitoso per i propri figli.
E’ il caso di Isabella (48 anni), cittadina da sempre di Pieve Torina, e residente in una delle SAE - preposte all’indomani dell’ultimo terremoto occorso il 26 ottobre 2016 - insieme al marito Ascanio (41anni ), la figlia Marta (9 anni), i genitori Tonino e Ivana (72 anni). Se le macerie ancora visibili per le vie del centro testimoniano un trascorso che non c’è più, sono senz’altro le persone oggi a farsi carico di una memoria da preservare e della quale servirsi per rivendicare proprio quel diritto alla resistenza (di cui sopra) e alla rinascita.
“Rimanere qui nonostante tutto è per me una scelta di cuore – afferma Isabella, mentre ci accoglie nella sua nuova 'casa' – perché in questa città sono nata e cresciuta. L’ultimo terremoto è un ricordo ancora vivo: la paura, i boati, la casa che sembrava sollevarsi. In pochi secondi abbiamo perso tutto, ci siamo sentiti strappare via la vita. La cosa più preziosa che ho voluto salvare, col rischio di finire sotto le macerie, è stata una scatola di ricordi di mia figlia appena nata”.
“Ora la mia casa in via Aldo Moro – prosegue la donna - è stata demolita: so che Pieve Torina non riuscirà mai a tornare come prima, ma la speranza è di poter restituire alla mia bambina una casa da abitare anche per quando sarà più grande. I lavori, purtroppo, procedono a rilento e ogni volta c’è un problema diverso: sembra quasi che non vogliano ricostruire, ma piuttosto che le persone se ne vadano da sole. Nessuno pensa che nel frattempo persone come me continuano a pagare tasse, assicurazioni e mutui per una casa che non hanno più”.
(Un ringraziamento all'amministrazione comunale di Pieve Torina, in particolare alla responsabile dell’Ufficio Tecnico, Arch. Annarita Luccio, e ai vari collaboratori, ndr).
Di seguito, il servizio:
Torna di nuovo a salire l'incidenza di casi Covid-19 nelle Marche dopo una sola giornata di calo: ieri il valore era sceso, per la prima volta dopo settimane di aumenti, da 1.354,99 a 1.349,37; oggi l'incidenza si porta invece a 1.360,37.
Nell'ultima giornata, comunica la Regione, i positivi rilevati sono stati 2.958 (20.460 il dato settimanale) sulla base di 7.332 tamponi. Tre ricoverati in più per Covid (ora il totale è 187) di cui sei in Terapia intensiva (invariato rispetto a ieri), 13 in Semintensiva (-7) e 168 in reparti non intensivi (-10); in osservazione nei pronto soccorso (non considerati tra i ricoverati) ci sono 31 persone.
Intanto il numero di persone in quarantena cresce ancora (31.620; +824). Nelle ultime 24ore si sono registrati altri tre decessi correlati alla pandemia e il totale regionale di vittime arriva a quota 3.966.
La chiusura del tratto della superstrada 77, in direzione Montecosaro-Civitanova Marche, aggrava il disagio espresso da tempo da residenti, automobilisti e ciclisti che percorrono la Strada Vicinale n.1 e 2 in Contrada Piane di Chienti, viste le condizioni di una mancata manutenzione da circa 30 anni e le numerose code e incidenti che spesso si verificano. Un comitato di cittadini ha, quindi, inviato una diffida al Comune di Civitanova Marche accusato di "negligenza".
Già la settimana scorsa i residenti avevano avvisato i sindaci di Civitanova Marche e di Montecosaro affinché il traffico venisse convogliato sulla provinciale, più grande e sicura. “È incauto, dicono i residenti, percorrere Contrada Piane di Chienti per accorciare il tragitto". Gli stessi hanno tenuto, quindi una sorta di diario di bordo su ciò che è avvenuto da lunedì 11 luglio ad oggi, con tanto di testimonianze e foto. La situazione che emerge è insostenibile fra traffico intenso e gomme delle auto spaccate a causa delle pessime condizioni dell’asfalto.
Per tali motiovazioni è partita una diffida, su incarico di residenti e promotori del Comitato Via Piane Chienti, che recita così: “In data 11 luglio è stato chiuso per lavori lo svincolo di Montecosaro in direzione Civitanova della superstrada Civitanova-Foligno per consentire all’Anas di svolgere i lavori di rifacimento della pavimentazione delle rampe in uscita ed entrata”.
“La chiusura dello svincolo per coloro che vengono dall’entroterra, infatti, ha determinato uno sbarramento, con salto di carreggiata e traffico ridotto a una corsia per senso di marcia, per tutto il chilometro precedente lo svincolo stesso, per cui di fatto si è andata a creare una strozzatura che non ha fatto che moltiplicare i rallentamenti e costringere molti a usare percorsi alternativi, che non fanno altro che allungare i tempi di percorrenza. I lavori dovrebbero andare avanti fino allo stop annunciato dall’Anas per il 5 agosto", scrivono .
“Tra i percorsi alternativi più utilizzati vi è quello di Via Piane di Chienti, che però è poco più di una strada di campagna, è molto stretta, gli argini sono consumati, la pavimentazione piena di buche, come risulta da una perizia tecnica effettuata e sicuramente non in grado di contenere un traffico veicolare sostenuto proveniente dalla Superstrada per tutta la giornata: si sono infatti prodotti in loco, nei giorni precedenti, numerose code e rallentamenti, come dimostrano le foto allegate, oltre a danneggiamenti dei recinti dei residenti e delle ruote di varie autovetture".
“Alla luce di ciò, si invita e diffida questa amministrazione a porre in essere in via di urgenza tutti gli interventi necessari affinché il traffico veicolare venga dirottato sulla Strada Provinciale attigua e presenza dei vigili all’imbocco, nelle ore di punta, o qualsiasi altro intervento che possa alleviare il disagio dei residenti della zona, e ciò al fine di scongiurare possibili eventi gravi come sinistri e/o alterchi tra automobilisti e residenti”.
Di seguito alcune foto che testimoniano le condizioni in cui versa il tratto stradale in questione:
Nelle Marche sono 8.918 le quarte dosi di vaccino anticovid prenotate da martedì 12 luglio, quando sono state aperte le prenotazioni per gli over 60 sulla piattaforma di Poste Italiane, al pomeriggio di oggi. A renderlo noto sono i dati diffusi dalla Regione.
Di queste, 2.945 riguardano la fascia di età 60-69 anni, 3.863 la fascia 70-79 anni. Secondo gli ultimi rilevamenti, inoltre, sono state 809 le somministrazioni effettuate nell'ultima giornata: 700 quarte dosi, 92 terze, 6 seconde, 11 prime. Prosegue, in questo senso, la nuova campagna vaccinale promossa per la stagione estiva, tesa a proteggere in particolar modo over 60 e soggetti fragili.
Contemporaneamente, risultano essere 2.964 i nuovi casi covid rilevati nelle Marche nelle ultime 24 ore (20.302 in una settimana): l'incidenza continua a salire, passando da 1.349,93 a 1.354,99 su 100mila abitanti. Un decesso è stato registrato nell'ultima giornata, facendo salire il totale a 3.963.
Si consolida invece il lieve calo dei ricoveri, scesi a 184, -1 su ieri: 6 in terapia intensiva, 20 in semi intensiva, 158 in reparti non intensivi. Ci sono poi 40 persone in osservazione nei pronto soccorso e nessun ospite nelle strutture territoriali di area post critica.
È attiva da oggi, 15 luglio, la piattaforma telematica (all’indirizzo internet https://appsem.invitalia.it) attraverso la quale i residenti dei comuni del cratere sisma 2016 percettori dei benefici di assistenza, come il Cas o le Sae, dovranno dichiarare il possesso dei requisiti per continuare ad usufruirne.
In base agli accordi tra il Commissario Straordinario per la ricostruzione sisma 2016, Giovanni Legnini, il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, le Regioni e i Comuni, la dichiarazione dovrà essere presentata entro il prossimo 15 settembre.
I benefici dell’assistenza sono garantiti ai residenti che hanno ancora la casa inagibile, e che sono comunque nei termini per presentare la richiesta di contributo per la ricostruzione. Tale termine è stato fissato al 15 ottobre 2022 per i residenti che beneficiano di Cas e Sae e che non abbiano impedimenti oggettivi alla presentazione della richiesta di contributo.
Oggi stesso il Commissario Straordinario ha pubblicato e trasmesso ai Comuni le note esplicative per l’attuazione dell’Ordinanza 123/2022, nelle quali si elencano, a titolo esemplificativo e non esaustivo, alcune delle cause di impedimento oggettivo che possono essere addotte per giustificare la mancata presentazione della richiesta di contributo.
L’esistenza di questi eventuali impedimenti oggettivi dovrà essere denunciata nella dichiarazione da effettuare entro il 15 settembre, compilando un apposito spazio nel modulo online. Sarà poi cura dei comuni, ai quali la struttura del Commissario Sisma fornirà adeguato supporto, verificare la reale sussistenza delle cause di impedimento.
Il termine per la presentazione della richiesta di contributo sisma, per tutti gli altri cittadini che posseggono immobili resi inagibili dal sisma, resta per il momento fissata al 31 dicembre 2022.
La mancata presentazione della richiesta del contributo di ricostruzione entro il 15 ottobre comporta, per i residenti che non hanno impedimenti oggettivi, la sospensione automatica del Cas, del rimborso dei canoni di locazione per chi si trova in immobili comunali o pubblici e la cessazione temporanea della gratuità di Sae, Mapre e strutture equivalenti, fino a che non venga presentata la domanda di ricostruzione.
Gli impedimenti oggettivi previsti dall’Ordinanza 123 ed esplicitati nelle Note esplicative, possono essere principalmente di quattro tipi. Il primo caso riguarda gli edifici che devono essere delocalizzati obbligatoriamente ma per i quali non sia stata ancora individuata l’area di delocalizzazione.
Il secondo caso riguarda situazioni che rendono impossibile elaborare il progetto per motivi legati a fattori geomorfologici (ad esempio se l’edificio insiste in un’area a rischio per la quale non sia stato ancora approvato un progetto per la sua mitigazione), a fattori amministrativi o giudiziari (è il caso degli aggregati o di edifici con procedure giudiziarie in atto che rendono impossibile disporre liberamente dell’edificio), e infine impedimenti legati a provvedimenti della pubblica amministrazione (come le zone rosse o il rischio esterno indotto da edifici collabenti vicini che rendono impossibile l’allestimento del cantiere).
In queste prime due ipotesi, la scadenza per presentare la richiesta di contributo è stabilita entro i 180 giorni da quando l’impedimento è stato superato. Ci sono poi altri due casi in cui si riconosce l’impossibilità oggettiva presentare il progetto entro la scadenza indicata, cioè quando l’edificio sia di proprietà mista pubblico-privata, con prevalenza di proprietà pubblica, per cui la procedura per affidare i lavori deve essere quella pubblica. E, infine, quando il beneficiario abbia comunicato telematicamente la rinuncia al contributo di ricostruzione per accedere al superbonus rafforzato.
La Dichiarazione del mantenimento dei requisiti per beneficiare dell’assistenza e delle eventuali cause impeditive alla presentazione della richiesta di contributo per la ricostruzione deve essere presentata per via telematica da un qualsiasi membro del nucleo familiare percettore dei benefici, accedendo alla piattaforma online con le credenziali di identità digitale, come Spid, Carta d’identità elettronica o Carta Nazionale dei Servizi, ma può essere presentata anche da soggetti delegati o dallo stesso Comune di residenza.
A Tolentino aumentano i casi positivi al Covid-19, che sfondano quota 400. Sono, per la precisione, 437 i contagiati nel comune. Un dato tanto alto da convincere il neo sindaco Mauro Sclavi, che ieri ha ufficializzato nel corso del primo Consiglio comunale del suo mandato le deleghe ai vari assessori (leggi qui), a diramare una comunicazione in merito.
"A seguito dell’aumento registrato in questi giorni di casi di soggetti positivi al covid 19 o comunque sottoposti a quarantena, raccomando di continuare a rispettare le disposizioni per evitare il propagarsi del Covid-19 - sottolinea il primo cittadino -. Bisogna sempre seguire le normative e non vanificare il lavoro fatto fino ad ora".
"Si invita tutti, pertanto, a indossare le mascherine, quando necessario al chiuso e anche all’aperto, a disinfettare le mani, evitando assembramenti e rispettando il distanziamento sociale. Con questi piccoli accorgimenti si possono evitare ulteriori contagi" conclude Sclavi.
“Grazie al cofinanziamento ministeriale e all’accelerazione nelle tempistiche per la realizzazione degli altri 11 punti di videoripresa, le arterie stradali principali e i flussi veicolari, in entrata ed in uscita, alla città, sono oggetto di costante monitoraggio e controllo”. “Oggi, il Comune di Treia – si legge in una nota delle giunta Capponi - è dotato in totale di 81 telecamere le cui registrazioni sono condivise con la centrale operativa della locale stazione dei Carabinieri. Settanta erano già operative, a cui si aggiungeranno le nuove undici telecamere installate di cui cinque di lettura targhe e sei per la videoripresa di contesto”.
“Le sei telecamere di contesto sono state installate per monitorare le aree verdi, i giardini, i parchi gioco e i luoghi di aggregazione giovanile al fine di contrastare quelle situazioni di degrado e di devianza sociale lesive dell’ordine e della quiete pubblica. Si è, inoltre, stilata una mappa di possibili punti sensibili per la sicurezza urbana, potenzialmente presidiabili mentre le telecamere vengono collocate nelle aree più esposte a fenomeni di microcriminalità, vandalismo e danneggiamenti”.
“La realizzazione del progetto, fortemente voluto e realizzato da questa Amministrazione in materia di sicurezza urbana, è il frutto di un qualificato lavoro delle forze dell'ordine operanti sul territorio, Polizia Locale e Carabinieri, ma anche dei sistemi di videoripresa, improntati su standard tecnici comuni, che consentono di interagire a livello territoriale con gli altri enti della Provincia di Macerata”.
Il sindaco di Treia sostiene che: “È bene sottolineare che il sistema di videosorveglianza di Treia, è stato approvato dalla Prefettura, atto indispensabile per poter accedere ai finanziamenti ministeriali. È perfettamente funzionante e quotidianamente consultato dalle Forze dell’ordine per le loro indagini. Ritengo che la tecnologia rappresenti un fondamentale ma non unico strumento per risolvere l’inciviltà, la noncuranza o nei casi peggiori il disprezzo per il patrimonio pubblico manifestato da talune persone".
"Su questo purtroppo non c’è telecamera che regga, continua il primo cittadino. Dobbiamo educare noi stessi e gli altri al rispetto del prossimo e del bene comune e, laddove necessario, a denunciare gli atti vandalici e in generale ogni forma di deviazione sociale e di inciviltà".
"Continueremo ad investire nella sicurezza, attuando sinergie tra le forze di polizia territoriali, è un tema che deve vederci tutti coinvolti, solo con la consapevolezza della condivisione saremo in grado di realizzare progetti realmente efficaci attuando un monitoraggio capillare del territorio”. La tecnologia risulta essere un valido supporto all'azione delle forze di polizia che vogliono dare una risposta concreta al bisogno di vivere liberamente e con tranquillità la propria quotidianità".