Nuova allerta meteo nelle Marche. Per oggi e per tutta la giornata di domani, lunedì 26 settembre, è stato esteso l'allertamento meteo per criticità idrogeologica, idraulica e temporali con un codice giallo, che interessa tutto il territorio regionale.
A Senigallia la pioggia è cominciata nel primo pomeriggio di sabato. Dopo una riunione con la Prefettura di Ancona e la Regione Marche, il Comune ha invitato a mantenere una "vigile allerta". Alla cittadinanza residente in zona rossa è stato suggerito, in via precauzionale, di "evitare i locali seminterrati e piano strada e di trascorrere la notte ai piani alti, muovendosi solo per effettive e improrogabili necessità".
La Protezione Civile Regionale ha pubblicato il rapporto di evento relativo alla alluvione che ha colpito le Marche tra il 15 e il 16 settembre. Sono descritti i fenomeni meteorologici avvenuti, che evidenziano l'eccezionalità delle caratteristiche di un evento atmosferico di tale portata, che ha una probabilità di accadimento una volta oltre 1000 anni.
“I tempi di ritorno delle cumulate di pioggia negli intervalli di tempo 3 ore e 6 ore hanno raggiunto valori che potremmo definire “fuori scala” rispetto alle metodologie utilizzate, sicuramente superiori a 1000 anni”, si legge nella nota di sintesi del rapporto .
“Tale fatto è confermato dall’estensione delle aree alluvionate dal fiume che hanno occupato anche terreni deposti come minimo in epoca medioevale”. “A livello puntuale la stazione pluviometrica di Colle situata tra Montecarotto e Serra de Conti ha superato negli intervalli 3 e 6 ore con 162,4 mm e 186,4 mm i record storici di precipitazione di tutta la serie registrata nelle Marche a partire dal 1929.”
“A questo si aggiunga che è noto che le precipitazioni registrate ai pluviometri, essendo puntuali, potrebbero sottostimare i quantitativi areali. Gli idrometri della rete di monitoraggio installati nei bacini di Misa e Nevola per seguire l’andamento dei livelli idrici, eccettuato quello di Bettolelle, situato a valle della confluenza tra i due fiumi, sono stati danneggiati o spazzati via da una improvvisa ondata di piena che ha sormontato i sensori senza dargli neanche il tempo di segnalare l’aumento dei livelli registrati”.
“Questo ha reso impossibile il monitoraggio strumentale di quanto si stava verificando. In un intervallo di un’ora all’incirca tra le 20,30 e le 21,30 si è in pratica passati da una situazione misurata di pochi centimetri di acqua in alveo, ad una situazione di assenza del dato”.
Assodato che la regione Marche - con la sua storia e le sue tradizioni - sia da tempo sempre più legata a doppio filo con il mondo dell’imprenditoria, non stupisce la mole di ripercussioni che la galoppante crisi energetica insieme al caro vita stanno avendo sull’intera filiera dell’industria. Ragion per cui, quindi, non stupisce nemmeno il forte richiamo alla soluzione ‘risparmio’ che molte famiglie stanno già adottando: a cominciare dal carrello della spesa.
Fra le cause maggiormente imputabili, c’è la progessiva inclinazione al 'consumo dei pasti fuori', e quindi anche quella a ‘sprecare’ meno in casa (complice l’aumento del costo delle bollette). Non solo: secondo l’ultimo studio di Coldiretti, le famiglie italiane stanno sistematicamente tagliando la quantità di cibo nel carrello e ricorrendo sempre più spesso alla spesa presso i discount.
A conferma di ciò, Codacons e Istat avevano già segnalato a fine agosto un significativo rincaro del prezzo dei generi alimentari primari, fra cui: del pane pari al 13,6%; della pasta, +25,8%; dell'olio di semi +62,2%; della farina e del sale in media del +23%. In breve, se consideriamo la spesa annua delle famiglie (nucleo di 4 persone), nel 2022 prodotti come pane e cereali sono costati ben 175 euro in più rispetto allo scorso anno, proprio a causa dei pesanti incrementi dei listini al dettaglio.
“Nell'ultimo anno l'acquisto della pasta è sceso del 3,5% - spiega Federico Maccari, amministratore delegato e direttore commerciale di Pasta di Camerino e Entroterra spa -, il che aiuta a comprendere ulteriormente come la generale tendenza al risparmio stia incidendo anche sui beni di prima necessità. La nostra azienda si accompagna da sempre a una tradizione di famiglia importante, e in virtù del momento storico che stiamo vivendo ha già messo in campo delle soluzioni, attingendo dai propri risparmi. In questo modo, andremo a pagare la differenza su tutte le vendite mancate e manterremo (per ora) un certo equilibrio tra domanda e offerta, senza andare troppo in perdita”.
“Il grande problema delle Marche - continua il Ceo - non è solo una politica instabile e priva di visione lungimirante, ma anche la sostanziale propensione al campanilismo di molti imprenditori. Penso che per un decisivo cambio di rotta si debba forgiare un nuovo senso di comunità, che già sta funzionando in altre regioni come l’Emillia Romagna o il Lazio. Le misure da adottare nell’immediato sono importanti, ma lo è ancor di più l’attuazione di un piano strategico a medio e lungo termine che consenta alla piccola e media imprenditoria di rimanere in piedi senza ricorrere a drastiche soluzioni, come la riduzione di personale o il blocco della macchina produttiva”.
Di seguito, il servizio:
Alluvione, il comune di Montecassiano scrive alla regione Marche. I danni causati dagli eccezionali eventi meteorologici del 15, 16 e 17 settembre scorsi ammontano a circa 150mila euro. "Siamo anche in attesa – spiega il sindaco Leonardo Catena – di indicazioni riguardo la possibilità di raccogliere le segnalazioni provenienti da privati e aziende che hanno subito danni dagli eventi alluvionali".
In tutto il territorio comunale, è stato registrato un numero significativo di fenomeni franosi, smottamenti e colamenti di terra con dispersione di materiale fangoso in gran parte del piano viabile, profondi solchi sul piano viabile delle strade a macadam (un particolare tipo di copertura stradale) e rendendo estremamente pericoloso (in alcuni casi impossibile) il passaggio di mezzi e persone verso le proprie attività ed abitazioni.
A questo si sono aggiunte ostruzioni ai corsi d’acqua, fossi di scolo e fossi di guardia delle strade causate dai movimenti franosi degli argini e delle scarpate e trasporto di grandi quantità di detriti, tronchi, ramaglie; inoltre si sono verificate esondazioni per rottura di argini od ostruzioni con conseguente allagamento di strade, piazzali ed immobili.
Le frane e i crolli che hanno interessato le scarpate delle strade hanno in alcuni casi interessato il corpo stradale fino alla banchina e oltre, con scivolamento della scarpata e rottura della pavimentazione stradale in carreggiata. A causa del forte vento molti rami si sono spezzati e alcuni alberi sono stati abbattuti, uno dei quali ha divelto un palo dell’illuminazione pubblica.
L’evento piovoso, tanto intenso quanto improvviso ed imprevisto (il messaggio di allertamento della Soup della Regione Marche del 14 settembre individuava la zona 4, nella quale ricade il comune di Montecassiano, come zona verde) che si è verificato a partire dal pomeriggio del 15 e fino alla notte del 16 settembre, ha determinato la necessità di attivare il centro operativo comunale a seguito dei danni constatati sin dalla notte tra il 15 e il 16 settembre, viste le gravi ripercussioni sul territorio comunale, a proprietà pubbliche e private.
La pioggia e il forte vento di sabato scorso hanno provocato ulteriori e conseguenti danni al patrimonio pubblico e privato. Oggi l’amministrazione ha approvato la perizia di stima dei lavori il cui importo complessivo ammonta a 150mila euro. "Rivolgo il mio sentito ringraziamento – ha concluso il primo cittadino - ai dipendenti comunali e ai volontari della protezione civile di Montecassiano che hanno fatto un lavoro straordinario supportati anche da alcune ditte esterne che stanno collaborando per le situazioni più serie dove servono mezzi adeguati".
Sarà un weekend all'insegna del maltempo nelle Marche. A prevederlo è il bollettino meteo della Protezione Civile che, in vista di sabato 24 settembre, ha diramato un'allerta meteo di livello giallo valida sull'intero territorio regionale, ad eccezione della fascia sud, compresa tra le province di Ascoli Piceno e Fermo.
"Un'avvezione dal Mar Tirreno di aria mite e umida determinerà sul medio versante adriatico un graduale peggioramento delle condizioni meteo a partire dal pomeriggio di sabato", si legge nella nota previsionale rilasciata dalla Protezione Civile.
Proprio durante la seconda parte della giornata sono attese precipitazioni sparse sui settori settentrionali della regione e più deboli e locali sui settori centrali; i fenomeni potranno assumere carattere di rovescio o temporale. Le temperature saranno in aumento nei valori massimi, mentre le minime resteranno stazionarie. Piogge sono previste anche nella giornata di domenica 25 settembre.
Imbrattata la sede della Regione Marche ad Ancona con il fango dell'alluvione. È la protesta per la gestione dell'ondata di maltempo che ha provocato 11 vittime e ingenti danni e soprattutto la fase della mancata allerta, scaturita durante una manifestazione di Fridays For Future.
Circa 300 i giovani, gli studenti e gli attivisti che sono arrivati sotto Palazzo Raffaello, sede della Giunta regionale. L'edificio è stato sporcato con il fango portato da Senigallia per protestare contro le politiche ambientali della Regione.
L'iniziativa rientra nell'ambito dello sciopero globale per il clima promosso da Fridays for Future, dai movimenti ambientalisti regionali a cui hanno partecipato anche decine di attivisti dei centro sociali delle Marche per chiedere alla classe politica "una forte trasformazione dei modelli economici e sociali" con l'obiettivo di contrastare gli effetti del cambiamento climatico . Secondo alcuni manifestanti, il fango è il risultato del cambiamento climatico, "contro il quale la politica non sta facendo nulla”.
“Noi sporchi di fango, voi sporchi di sangue”, le manifestanti e gli attivisti scesi in piazza oggi ad Ancona nella giornata di sciopero globale per il clima hanno voluto indicare i responsabili istituzionali, colpevoli del ritardo nei soccorsi e negli aiuti post alluvione, del mancato intervento contro il dissesto idrologico, di scelte politiche che approfondiscono la crisi climatica e ambientale.
(Foto tratte dal profilo Facebook Csa Sisma)
Si intensificano le ricerche dei due dispersi - Mattia Luconi, 8 anni e Brunella Chiù, 56 anni – da parte dei sommozzatori, parallelamente a quelle a terra intorno agli argini e nei campi adiacenti, sia verso la foce del fiume Misa a Senigallia sia nella parte più a monte, sul fiume Nevola, già battuta, tra Castelleone di Suasa e Barbara.
I sub di vigili del fuoco (5 unità anche dalla Toscana), guardia di finanza e carabinieri, sono divisi in due squadre da dieci: una da Bettolelle di Senigallia forse arriverà già oggi alla foce del Misa; l'altra tornerà a ispezionare la zona dov'era stata trovata la Mercedes Classe A bianca di Silvia Mereu – la mamma di Mattia che è riuscita a salvarsi ed è stata dimessa ieri dall’ospedale - .
Dopo il briefing all'unità di comando locale a Barbara, sono state assegnate le zone di ricerca. I sommozzatori vogliono approfondire anche più a monte, approfittando della discesa del livello dell'acqua, considerata una nuova perturbazione che è prevista per la giornata di domenica.
Nel frattempo vigili del fuoco, soccorso alpino, protezione civile stanno proseguendo i controlli a pettine interno agli argine del fiume in una vasta zona tra Castelleone, Barbara e Corinaldo, in particolare vicino all'azienda agraria Patti Vanocci a Castelleone dov'erano state trovate Silvia e la sua auto. Tra loro anche cinofili, da Jesi e Ancona. Gianluca, del Conero Rescue Dogs di Ancona, cercherà con la sua cagnetta Nina.
"Per lei è come un gioco – racconta Gianluca, coccolando Nina - è un pastore belga Malinois di 6 anni, aspetta sempre con entusiasmo le giornate di addestramento, nel fine settimana. Oggi ci hanno assegnato una zona vicino a un vigneto: siamo in una squadre di dieci persone con i vigili del fuoco e il supporto dei droni. L'area è vasta".
Sono arrivate alla confluenza tra il fiume Nevola e il Misa, in frazione Bettolelle di Senigallia le ricerche in acqua di Mattia Luconi, 8 anni, e Brunella Chiù, 56 anni, dispersi dalla sera del 15 settembre, travolti dall'esondazione del Nevola che ha portato devastazione e 11 vittime accertate.
I sommozzatori di carabinieri, guardia di finanza e vigili del fuoco stanno continuando a scandagliare i fiumi ed, entro 2-3 giorni, potrebbero arrivare alla foce del Misa. Le ricerche per ora non hanno dato esiti e proseguono parallelamente a quelli a terra, a pettine, lungo il greto e gli argini del Nevola.
Queste ultime si concentrano in particolare nella zona del Ponte Burello, a Corinaldo, e Trecastelli. Oggi non c'erano i cani molecolari, svizzeri e di San Marino, per la necessità di alternare ore di ricerche ad altrettante di riposo per gli animali appositamente addestrati.
I quindici sub (alcuni dei Vigili del fuoco da Firenze e Livorno e carabinieri da Pescara) hanno controllato un tratto di Nevola lungo circa 7 km tra il ponte di Passo Ripe e il ponte di Bettolelle di Senigallia, zona dove si tuffa nel Misa.
Si tratta di un percorso impervio, pieno di vegetazione e tronchi, che ha messo a dura prova i soccorritori. In alcuni punti l'acqua si è abbassata molto, e il fiume è un rigagnolo, in molte parti l'alveo è quasi un canneto, con cumuli di legname o vegetazione depositata, in mezzo al quale i sommozzatori hanno cercato senza successo i due dispersi. Le ricerche in acqua continueranno domani.
Nella giornata di oggi il comandante regionale Marche della Guardia di Finanza, generale di brigata Alessandro Barbera, si è recato in visita presso il Comando provinciale di Macerata.
L’alto ufficiale è giunto presso la caserma “Livio Cicalè” di Macerata, dove, dopo essere stato accolto con gli onori di rito dal comandante provinciale Ferdinando Falco, ha incontrato una rappresentanza del personale in servizio presso i reparti del Corpo della provincia, unitamente ad alcuni membri dell’associazione nazionale finanzieri d’Italia in congedo della sezione di Macerata.
Nel corso della mattinata, il comandante regionale ha incontrato il prefetto di Macerata Flavio Ferdani, il presidente della provincia e sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, il rettore dell’Università di Macerata, Francesco Adornato, il presidente del Tribunale di Macerata Paolo Giuseppe Sabino Vadalà e il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, Claudio Rastrelli, con i quali si è confrontato su tematiche di rilievo istituzionale e operativo.
Nel pomeriggio, il generale di brigata, Alessandro Barbera, si è recato presso la Compagnia di Civitanova Marche dove ha incontrato una rappresentanza del personale in servizio ed alcuni membri dell’associazione nazionale finanzieri d’Italia in congedo.
Il generale Barbera si è complimentato per l’attività svolta dalle Fiamme Gialle maceratesi a contrasto dei fenomeni di evasione e frode fiscale, degli illeciti nel settore della spesa pubblica e nella lotta ad ogni forma di criminalità e ha espresso il proprio apprezzamento per le numerose iniziative intraprese per assolvere i molteplici compiti istituzionali demandati al corpo quale polizia economico-finanziaria.
Infine ha partecipato loro il ringraziamento ricevuto da tutte le Autorità incontrate che si sono congratulate per il prezioso contributo fornito quotidianamente dal Corpo.
Nel pomeriggio il generale di brigata Fabiano Salticchioli, comandante della legione carabinieri “Marche”, ha visitato il comando provinciale di Macerata per il saluto di commiato. L’ufficiale generale, infatti, il prossimo 29 settembre, lascerà il comando della legione Marche per assumere un nuovo prestigioso incarico a Roma.
Al suo arrivo, in via XX Settembre, è stato ricevuto dal colonnello Nicola Candido, comandante provinciale di Macerata, e ha incontrato tutti gli ufficiali e una rappresentanza dei militari dell’arma maceratese, comprese le compagnie di Camerino, di Tolentino e di Civitanova Marche.
Il colonnello Candido, a nome di tutti i carabinieri del comando provinciale di macerata, ha espresso parole di profonda gratitudine al generale Salticchioli per essere stato “un comandante costantemente presente, con passione e competenza, in tutti i settori, dal personale al logistico, dall’addestramento all’attività operativa”.
Salticchioli, nel porgere il proprio saluto, ha rivolto ai militari presenti il proprio plauso per i risultati conseguiti nei due anni di permanenza nelle Marche, esprimendo stima e gratitudine profonde per il loro operato e, in particolare, "per l’impegno e la professionalità dimostrata a sostegno della popolazione nel corso dell’emergenza pandemica", complimentandosi "per le elevate capacità umane e professionali, l’intuito investigativo, l’alto senso del dovere e l’altruismo".
Il comandante della legione ha evidenziato anche l’importanza della funzione sociale quotidianamente assolta dal personale delle stazioni carabinieri, “baluardo imprescindibile della presenza rassicurante dello Stato, autentica espressione di prossimità dell’istituzione al cittadino, manifestata attraverso la costante azione di sostegno e vicinanza alla collettività e soprattutto nelle piccole comunità”.
Ha sottolineato, inoltre, "l’importanza di proseguire, con determinazione, la proficua azione di contrasto a tutte le forme di criminalità e di continuare ad assicurare al territorio e a tutti i cittadini della provincia di Macerata la massima disponibilità e vicinanza".
La Regione Marche istituirà "una Commissione tecnica" per svolgere un'indagine finalizzata all'accertamento della regolarità e dell'appropriatezza delle procedure adottate e dei comportamenti assunti da parte delle competenti strutture organizzative della Protezione civile regionali" per l'alluvione del 15 settembre. Lo annuncia il presidente Francesco Acquaroli via Facebook.
La commissione dovrà evidenziare "eventuali disfunzioni e responsabilità". Il governatore ha chiesto al segretario generale dell'ente di istituire l'organismo. "È un atto necessario a garanzia di tutti", conclude.
Non si è fatta attendere la replica da parte dell'esponente PD Romano Carancini, comparsa sul proprio profilo facebook e rivolta direttamente al presidente della regione e alla sua giunta. "Prima delle Commissioni tecniche, prima delle inchieste della magistratura, prima di ogni indagine ci sono le responsabilità politiche, caro presidente Francesco Acquaroli. Avrebbe dovuto sentire il dovere dell’autocritica pubblica, esplicita, semplice, senza se e senza ma, perché è stato evidente fin da subito che qualcosa non ha funzionato".
"Invece di fare lo 'scaricabarile' - continua il post - dando in pasto ai cittadini il messaggio che le responsabilità non sono le sue e dei suoi dipendenti, Acquaroli avrebbe dovuto avere il coraggio e la personalità di chiedere al proprio assessore Stefano Aguzzi (dopo le dichiarazioni di quest'ultimo) di fare immediatamente un passo indietro perché, sopra ogni altra cosa, non è accettabile leggere che lo stesso assessore, per esercitare le proprie importanti responsabilità di protezione civile, nella consapevolezza dei minuti drammatici in cui si stavano decidendo le vite delle persone, dal dibattito elettorale a Senigallia prima è tornato a Fano per indossare il giaccone della protezione civile e solo dopo è andato nella sala operativa di Ancona".
"Francesco Acquaroli è un Governatore che non è capo - conclude Carancini - che scappa dalle responsabilità, che non riconosce l’onere e l’onore di governare tutta la struttura regionale e quando un’Istituzione, quella che lui stesso incarna, prende le distanze dai propri dipendenti, non è un’Istituzione. Questo è solo l'ultima storia, la più drammatica, di un governo regionale che da quasi 2 anni ha imposto questa filosofia. Il modello delle destre nelle Marche è questo".
Due nuovi ufficiali dei carabinieri entrano in servizio in provincia di Macerata. A presentarli alla stampa, nel corso di una conferenza, è stato il colonnello Nicola Candido, comandante provinciale dei carabinieri.
Il maggiore Giorgio Picchiotti, 49 anni, è il nuovo comandante della compagnia dei carabinieri di Macerata. Proviene dalla compagnia di Castelnuovo di Garfagnana, in provincia di Lucca: "Sono arrivato a Macerata per una progressione di carriera - sottolinea -. Quando mi è stata prospettata questa possibilità ho accettato volentieri. Mi sono, infatti, riavvicinato ai miei affetti e alla mia famiglia, essendo di origini abruzzesi e residente a Rimini".
"A Macerata si vive abbastanza bene - aggiunge -. È un capoluogo di provincia, ma con non molti abitanti. C'è, quindi, la possibilità di instaurare rapporti con i cittadini, le autorità locali e le altre istituzioni. Nella mia precedente esperienza toscana, ho imparato cosa significhi essere un carabiniere di prossimità, considerato che a Castelnuovo di Garfagnana l'Arma è l'unica forza di polizia presente".
Il sottotenente Cristian Mucci, 38 anni e originario della provincia di Teramo, è arrivato lo scorso 30 agosto in sostituzione del sottotenente Alfredo Russo, al comando del nucleo operativo e radiomobile di Civitanova Marche: "Si tratta di una bellissima realtà e di una città che d'estate accoglie moltissime persone, in cui c'è un tessuto sociale florido, anche dal punto di vista economico - dice -. Sarà la mia prima esperienza al comando da ufficiale".
Il sindaco della Città di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha firmato la revoca dell’Ordinanza con la quale, a seguito delle scosse di terremoto dell’ottobre 2016, aveva dichiarato non utilizzabile un immobile sito in via Enrico Mattei.
L’edificio, composto da due abitazioni e da un’attività commerciale, è stato interessato da lavori di riparazione del danno con miglioramento e adeguamento sismico grazie a un contributo di 844mila euro concesso dall’Ufficio speciale per la Ricostruzione della Regione Marche.
“Il Governo Draghi ha dato il colpo di grazia a un Paese che già faticava a reggere i colpi della crisi economica”, si legge in una nota stampa diffusa oggi dal movimento di Casapound a seguito di un blitz nel centro storico di Macerata. Un gruppo di militanti, infatti, hanno affisso alcuni cartelli la scorsa notte sulle vetrine di alcuni locali situati in via Tommaso Lauri: il messaggio riportato - “Grazie all’Agenda Draghi” - lancia una chiara accusa contro l’ultimo governo tecnico, ritenuto incapace di contrastare la crisi di imprese e famiglie a seguito degli effetti della pandemia (caro vita ed energia).
“L'incapacità e la miopia di questa classe politica - prosegue la nota - compresi i partiti che hanno colpevolmente sostenuto il governo, sono la causa di quello che si preannuncia essere un disastro economico e sociale senza precedenti. Mentre ci si interroga su falsi problemi, compreso il reddito di cittadinanza, nessuno interviene su quello che veramente sta affossando il paese: la mancanza di reali sostegni alla piccola e media impresa, e di un piano energetico ed economico di ampio respiro.
“I risultati li abbiamo sotto gli occhi ogni giorno”, conclude il comunicato. “Aziende che chiudono, mancanza di posti di lavoro, famiglie sul lastrico. La politica italiana, invece di occuparsi di falsi problemi, inizi a parlare delle reali priorità del Paese: siamo sull'orlo di un disastro, non possiamo più attendere”
Anpas avvia una raccolta fondi destinata a far fronte alle prime urgenze dei cittadini e delle imprese duramente colpiti dal maltempo dei giorni scorsi. "Le nostre numerose associazioni si sono prodigate da subito, mettendo a disposizione volontari, sedi associative e mezzi, per prestare i primi soccorsi e per dare assistenza alla popolazione – ha dichiarato il presidente Anpas Marche Andrea Sbaffo -. Il nostro impegno continua, anche grazie a UniCredit, con questa raccolta fondi a favore delle comunità colpite affinché possano tornare quanto prima alla normalità".
Per partecipare alla raccolta fondi di solidarietà è possibile effettuare un bonifico sull'Iban del conto corrente aperto presso UniCredit: IT 43 U 02008 02626 000106528797 intestato a Anpas Comitato Regionale Marche Odv.
"Volontarie e i volontari Anpas, altamente specializzati e provenienti da tutta Italia, stanno lavorando nella Marche per portare assistenza e supporto psicologico" ha affermato Fabrizio Pregliasco, Presidente Anpas "chiediamo un aiuto a tutti e a tutte per sostenere la popolazione colpita".
"Aderiamo alla raccolta fondi di Anpas - ha sottolineato Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord UniCredit - come ulteriore segno di attenzione e vicinanza da parte del nostro gruppo nei confronti dei cittadini e degli imprenditori marchigiani".
L’iniziativa si aggiunge, infatti, agli interventi di sostegno attivati tempestivamente da UniCredit a favore della comunità marchigiana, come la moratoria di 12 mesi sulle rate dei mutui ipotecari e chirografari per le imprese con sede legale/operativa nelle zone interessate dal maltempo e per tutti i clienti privati intestatari di mutui ipotecari residenti nei territori colpiti dall’evento atmosferico.
A ciò si aggiunge la possibilità di accedere a un prestito con tasso agevolato per i clienti privati residenti nei comuni che hanno subìto danni a causa del maltempo e il "Pacchetto nuovo credito alle imprese", con linea di finanziamenti chirografari/ipotecari a condizioni agevolate, in favore di clienti imprese con sede legale/operativa nei Comuni colpiti dall'evento.
Taglio obbligatorio fino al 10% sul consumo di elettricità per ridurre la domanda, tassazione sugli extra-profitti per le multinazionali, contributi di solidarietà da parte delle società che lavorano i combustibili fossili: sono le direttive principali dettate dal pacchetto energetico tuttora in fase di elaborazione presso i piani alti di Palazzo Berlaymont a Bruxelles.
Misure tappabuchi, le ennesime, attraverso le quali l’Ue - e quindi l’Italia - sperano di poter fronteggiare la stagione fredda dei rincari energetici esplosi con la pandemia e ancora influenzati dalla guerra russo-ucraina. Ma per il nostro paese, la ‘logica delle pezze’ è prassi tradizionale da almeno 20 anni, complici l’instabilità politica e un iter amministrativo-procedurale troppo complesso per riuscire a mettere sul campo interventi decisivi in tempo utile. Si pensi all’attuale caro vita, al rincaro di energia e materie prime, ma anche a tutte quelle circostanze più pratiche in cui determinati ritardi hanno comportato una serie conseguenze sul piano sociale e civile: fra i più rilevanti, il sisma 2016 per il centro Italia e, non ultimo, i dissesti idrogeologici emersi nell’Anconetano con l’ultima alluvione del 15-16 settembre.
“La situazione si prospetta drammatica sotto vari aspetti: quello delle bollette è un tema gravoso e sicuramente lo Stato dovrà mettere a disposizione tutti i sussidi e gli indennizzi possibili per alleviarne l’impatto”, esordisce nell’intervista che segue il direttore di Confindustria Macerata, Gianni Niccolò.
Sale l’inflazione, e i consumatori consumano sempre meno. Quali soluzioni occorre mettere subito in campo? Le aziende sono molto preoccupate. Bisogna puntare sul tetto al prezzo del gas e al disaccoppiamento energetico: sarebbe un segnale di coesione e coerenza anche da parte dellla Comunità europea. La riflessione, però, è anche di carattere strategico. Nelle Marche, per esempio, dovremmo spostare l’attenzione sul concetto di autosufficienza, di indipendenza, essenziali anche in termini di competitività. I mancati interventi nel corso degli ultimi 10 anni hanno avuto conseguenze non solo sul piano energetico, ma anche sulle questioni piu pratiche, come la ricostruzione post sisma.
Il PAI del 2016 è stato un esempio di programmaticità, ma per lo più rimasto sulla carta. Abbiamo l’abitudine in Italia di guardare al fatto patologico del momento e trarre subito delle conclusioni. Penso invece che si debba migliorare sul piano amministrativo, essere più flessibili in termini legislativi in modo da intervenire più rapidamente e con strumenti adeguati.
Serve anche una stabilità politica, o no? E’ un problema di invarianti: la sicurezza del cittadino è un tema fondamentale sul quale non si può non convergere politicamente. Accorciare l’iter burocratico - che passa già per bandi, gare di appalto, distribuzione degli incarichi, individuazione delle aziende ecc. - è utile per riconferire valore anche al meccanismo della deroga e dell’urgenza in virtù di interventi immediati laddove occorrono. Dovremmo, inotre, essere più vigili nell’affidarci a figure professionali competenti: nelle Marche paghiamo lo scotto di una struttura amministrativa insufficiente.
A tal proposito, per lei quanto è significativo che quattro assessori su sei alla Regione stiano cercando di accaparrarsi una poltrona in Parlamento piuttosto che rimanere qui a fare il loro dovere? Come cittadino ho fatto le mie valutazioni e ho le mie idee, ma in quanto rappresentante di Confindustria mi interessa solamente il metodo con cui andiamo a selezionare la classe dirigente adeguata. Quest'ultima, poi, dovrebbe restituire valore e tutelare tutte quelle che sono le tipicità e le vocazioni del nostro territorio, come il settore manifatturiero. Così si garantiscono occupazione e produttività, oltre alla possibilità di puntare su una maggiore indipendenza economica.
Non aver saputo valorizzare le proprie eccellenze è stata una mancanza del tutto marchigiana o anche di livello nazionale? Temo che questo paese non abbia avuto finora una vera politica industriale e strategica, colpa del retaggio culturale che ci portiamo appresso (contrapposizioni varie, instabilità politica). In Regione si guarda molto ai fondi comunitari e ad altri canali di finanziamento, ma occorre fare di più: le aziende, alla fine, chiedono un minimo di sostegno, non contributi a pioggia in maniera indiscriminata.
La progressione del caro vita porterà alla perdita di quasi 600 mila posti di lavoro. Cosa si sente dire alle famiglie degli operai in vista dell’inverno nero? Questo territorio ha sempre dato segnali di coesione e compattezza nei momenti di crisi: l’imprenditore non ha mai lasciato soli i propri collaboratori. Confindustria ha un rapporto strutturale con tutte le realtà aziendali e sociali: sicuramente si dovranno fare delle scelte sofferte, ricorrere nuovamente alla cassa integrazione come fu durante il covid. Ma il problema rimane di natura strategica. Gli imprenditori stanno gia cercando soluzioni alternative, anche se i primi bandi del PNRR riguardano il settore pubblico. Il tempo, purtroppo, non è una variabile gestibile: la rapidità e l’impegno lungimirante saranno decisivi nei prossimi mesi, anche per quanto riguarda il sostegno alle fasce sociali più deboli. E dire che già ad ottobre 2021 avevamo avvisato chi di dovere sulle varie criticità e sulla necessità di intervenire.
Perché secondo lei non siete stati ascolati? Le priorità di governo spesso non tengono conto degli asset principali, e le dinamiche inseguono logiche di consenso a breve termine piuttosto che di programmazione a lunga scadenza. Una caratteristica ormai tipica della nostra politica.
A Pianello di Ostra c’è stato l’ultimo saluto a quattro delle undici vittime dell'alluvione. La cerimonia funebre per Andrea e Giuseppe Tisba, padre e figlio, Diego Chiappetti e Ferdinando Olivi, si è svolta nel pomeriggio sul manto verde del campo sportivo della piccola frazione dell'Anconetano.
Tanta la gente accorsa, la tribuna e il campo sportivo si sono gremiti di parenti e amici delle vittime. I feretri sono stati accolti con compostezza. Tra le numerose autorità istituzionali, presente il governatore delle Marche Francesco Acquaroli.
"Ti ho fatto attendere tante volte, ma adesso sono io ad aspettare te e non dovrai avere fretta, perché io ti aspetterò per sempre": sono state le parole di Emma, la fidanzata di Andrea Tisba, il 25enne morto insieme al padre Giuseppe, di 65 anni, nell'alluvione.
Emma si è rivolta ai presenti e ha parlato di Andrea con il tempo del presente, come se quel ragazzo di cui era ed è profondamente innamorata, fosse ancora accanto a lei. La ragazza ha raccontato piccoli aneddoti della loro vita insieme. E se all'inizio del suo discorso ha detto di aver "conosciuto l'amore" grazie a questo ragazzo, ha concluso ringraziandolo per averle dato il loro "piccolo infinito".
(Foto Ansa)
“Abbiamo deciso di utilizzare i camper che vaccinavano la popolazione nei picchi pandemici come ambulatori itineranti di supporto psicologico e sociale nelle zone alluvionate”. Lo comunica l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini, rilevata la necessità dei cittadini dei comuni del pesarese e dell’Anconetano più colpiti dall’alluvione del 15 e 16 settembre. “Ci sono persone che hanno perso familiari e amici – prosegue – ma anche che hanno visto gravemente danneggiate abitazioni, aziende: il tutto in pochi minuti, temendo per la loro stessa vita”.
Il servizio di supporto psicologico è stato attivato da subito in postazioni fisse, ma per raggiungere le località più piccole la soluzione dei camper è sembrata la più adeguata. I mezzi utilizzati per le vaccinazioni da Asur erano tornati nella disponibilità della Protezione Civile Regionale, che li ha messi a disposizione in comodato d’uso gratuito”.
Sui pulmini saranno disponibili un assistente sociale e uno psicologo, dotati di opuscoli informativi differenziati per bambini, anziani, adulti, soccorritori. In campo ci saranno una cinquantina di operatori tra volontari delle associazioni di riferimento (Ares, Sipem, Anpas, Cisom, Cri, Asproc ) e personale Asur a fare anche da coordinamento, ai quali si aggiungono psicologi arrivati da fuori regione.
Il programma verrà deciso in accordo coi sindaci del territorio, a conoscenza delle situazioni più specifiche, e verrà comunicato in anticipo ai cittadini che potranno così decidere di usufruire di questo importante servizio di ascolto e sostegno.
“Si tratta di una idea condivisa con il dottor Massimo Mari, Responsabile del reparto ssichiatrico di diagnosi e cura Spdc dell'ospedale Principe di Piemonte di Senigallia” – ha detto la direttrice generale Asur Nadia Storti – i camper che utilizzavamo per le vaccinazioni covid oggi sono certamente il mezzo più efficace per raggiungere le località più piccole devastate dall’alluvione. Intanto oggi le attività del distretto di Senigallia sono tornate totalmente fruibili dopo l’allagamento di venerdì scorso che aveva danneggiato anche ascensori e sistema informatico”.
Il 21 settembre viene celebrata la Giornata Mondiale Alzheimer. Istituita nel 1994, dall'Organizzazione mondiale della sanità e dall'Alzheimer's Disease International, ha come obiettivo accrescere la sensibilità e la consapevolezza su una patologia che rappresenta circa il 60-70% dei casi di demenza.
Il viola è il colore scelto dalla Federazione Alzheimer Italia perché è il colore del fiore “Non ti scordar di me”. A Tolentino, nella mattinata di mercoledì 21 settembre, un gruppo di cittadini ha colorato, appunto di viola, i giardini John Lennon affiggendo palloncini colorati e una cartellonistica esplicativa.
L’iniziativa testimonia la crescita di un movimento internazionale che vuole creare una coscienza pubblica sugli enormi problemi provocati da questa malattia. E ogni anno riunisce in tutto il mondo malati, familiari e associazioni Alzheimer. L’evento vuole anche sensibilizzare l’opinione pubblica a “non dimenticare chi dimentica”
I malati di Alzheimer e di altre demenze sono oggi stimati 36 milioni nel mondo, un milione nel nostro Paese, numeri destinati ad aumentare drammaticamente nel giro di pochi anni. Il morbo è la forma più comune di demenza senile, caratterizzata da un progressivo declino della memoria e di altre funzioni cognitive, uno stato provocato da una alterazione delle funzioni cerebrali che implica serie difficoltà per il paziente nel condurre le normali attività quotidiane.
Riguardo a questa particolare patologia, a Tolentino, l’assessorato ai Servizi Sociali ha predisposto un servizio di trasporto a Macerata che consente ai soggetti malati di partecipare ad attività laboratoriali organizzate dall’Afam. Inoltre è stato praticato, nei mesi scorsi, uno screening sulla popolazione a rischio.
Alla casa di riposo Porcelli è attivo un Centro diurno Alzheimer con spazi riservati, appositamente allestiti e progettati, per accogliere le persone malate dando ausilio alle famiglie per tutta la giornata.
L’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Tolentino Elena Lucaroni informa “che si sta lavorando per offrire sempre più servizi alle famiglie in collaborazione con l’Afam di Macerata. Inoltre la Giunta sta seguendo l’esperienza del Caffè Alzheimer, una sperimentazione che vorrebbe replicare anche a Tolentino”.
“Il disastro del Misa non è imputabile a un’alluvione di entità eccezionale come quella occorsa nella notte tra il 15 e il 16 settembre, ma ai 40 anni di interventi mancati - in primis, la cassa di espansione per il fiume”. E’ questa la principale spiegazione ad oggi formulata da organi di stampa e addetti ai lavori, senza prendere troppo in considerazione i 400 millimetri di pioggia caduti in appena sei ore nell’Anconetano (quella di tre mesi tutti insieme, per capirci) : altrimenti si dovrebbe tirare in causa anche la questione legata più strettamente all’emergenza climatica.
Passata la tempesta, però, rimangono il dramma di chi ha perso tutto e, soprattutto, la paura che simili fenomeni possano a ripetersi. Un allarmismo che in poco tempo si è riverberato anche sulla provincia di Macerata, in virtù della presenza dei fiumi più importanti quali il Chienti e il Potenza (rispettivamente, 91 e 95 km di lunghezza) e dei loro affluenti (circa 20). “L’evento dello scorso weekend - spiega il geologo e professore presso UniCam, Marco Materazzi - rientra nella cosiddetta configurazione barica: l’estate particolarmente secca di quest’anno ha determinato l’insorgere di perturbazioni e precipitazioni la cui entità, purtoppo, non è prevedibile né tantomeno registrabile dai modelli metereologici correnti in maniera localizzata”.
(fiume Potenza)
A giustificare l’esondazione del Misa, dunque, concorrono altri fattori critici di diversa natura: il bacino più piccolo rispetto a quello di altri fiumi marchigiani, l’alveo fluviale più stretto, la mancanza di interventi strutturati anche presso l’affluente Nevola. “Come è stato per il Burano che ha rigettato fango su Cantiano e Pietralunga (PU) - continua il geologo - il problema parte dalle ostruzioni che i corsi d’acqua possono incontrare, solitamente dovuti a manutenzione incompleta o del tutto assente: questo comporta l’accumulo di melma e vegetazione per lo più morta che di conseguenza va a incidere sugli argini, agevolando il rischio di piena”.
Nel Maceratese, il Potenza ha già avuto in passato i suoi problemi: è del 2013 l’ultima esondazione davvero significativa che rischiava di avere ripercussioni gravi soprattutto sulla comunità di San Severino Marche e Sambucheto. Nello stesso anno, anche il Chienti si rivelò minaccioso per le zone di Montecosaro, Morrovalle e Civitanova, con acqua, fango e detriti che invasero persino la superstrada.
(fiume Chienti)
“Dopo quanto è accaduto nell'Anconetano - continua Materazzi - il rischio di alluvioni e straripamenti rimane alto anche nei territori di Macerata e provincia. Il genio civile, a suo tempo, è intervenuto nei punti principali del Chienti e del Potenza, ma è senz’altro opportuno riprendere i lavori in maniera selettiva presso gli altri reticoli idrografici: ripulire i fossi, rimuovere la vegetazione morta, preservare quella sulle sponde per impedire che crollino gli argini. In questo senso, le criticità sono ancora molto sensibili, e persino eventi atmosferici di minore entità possono determinare serie conseguenze per i centri abitati e la comunità maceratese”.
Di seguito, il servizio: