Servirà ancora qualche giorno al Cosmari per completare l’impianto temporaneo per il trattamento meccanico – biologico (Tmb) dei rifiuti indifferenziati (sacchetto giallo) in sostituzione dell’impianto andato distrutto a seguito dell’incendio del 15 aprile scorso.
Per tale motivo, per non creare un’interruzione nel servizio di smaltimento dei rifiuti, la Provincia si è attivata per prorogare fino al 6 agosto l’ordinanza urgente che consente di abbancare provvisoriamente 500 tonnellate settimanali nella discarica di Fosso Mabiglia, a Cingoli.
"Altre 300 tonnellate, invece, continueranno a essere indirizzate all’impianto di Corinaldo che ha confermato la possibilità di poter trattare per ulteriori due settimane i rifiuti maceratesi. “Si tratta di una proroga temporanea per permettere al Cosmari di ultimare i lavori al suo impianto" – spiega il presidente della Provincia, Sandro Parcaroli dopo aver firmato l’ordinanza -.
"Grazie all’impegno dei Comuni di Cingoli e Corinaldo che hanno accettato di abbancare ancora per qualche giorno i rifiuti, riusciremo a dare continuità al servizio di raccolta. Poi non appena l’impianto Tmb sarà terminato, il Cosmari provvederà a trattare i rifiuti al suo interno, come avveniva fino a quando l’incendio del 15 aprile scorso non ha distrutto parte del vecchio macchinario”.
Subito dopo l’incendio, infatti, il Cosmari ha avuto il via libera dalla Provincia per l’installazione di un impianto provvisorio che prevede, però, dei lavori piuttosto lunghi. Per non interrompere il servizio di raccolta, quindi, ad aprile si era reso necessario sottoscrivere due accordi interprovinciali per lo smaltimento di 800 tonnellate di rifiuti settimanali, di cui 300 indirizzate all’impianto di Corinaldo e 500 a quello di Fermo. Accordi scaduti il 30 giugno scorso.
Da qui una prima ordinanza della Provincia per prevedere l’abbancamento, fino al 22 luglio scorso, per 500 tonnellate settimanali, nella discarica di Cingoli e per altre 300 tonnellate a Corinaldo. Considerato, però, che il Cosmari ha necessità di ancora qualche giorno per completare l’impianto, la Provincia ha prorogato l’ordinanza per altre due settimane.
All’alba del 23 luglio scorso due uomini a volto coperto e armati di pistola hanno fatto irruzione all’interno di un autogrill posto in superstrada a Tolentino e, dopo aver minacciato la commessa, l’hanno costretta a consegnare l’incasso della serata, stecche di sigarette e gratta e vinci. Riempito un borsone, si sono dati alla fuga a bordo di uno scooter (leggi qui), in direzione Macerata. Sul posto sono immediatamente intervenuti gli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, guidati dal tenente Pellegrini.
Nonostante la supervisione dei primi girati della sorveglianza, l’identificazione dei due soggetti è risultata particolarmente difficile poiché l’uno portava una parrucca da pagliaccio e una calza sul volto, mentre l’altro un casco con visiera; entrambi inoltre indossavano magliette a manica lunga e abiti senza particolari segni distintivi, oltre a guanti di lana per non lasciare impronte digitali.
Nell’uscire dal locale, però, l’uomo armato di pistola si è voltato verso la barista e ha puntato il dito indice verso il basso con aria intimidatoria, facendole cenno di rimanere ferma. Ciononostante, la barista è comunque riuscita a dare l’allarme e a richiedere l’intervento.
LE INDAGINI E L’ARRESTO
A dispetto dei pochi elementi investigativi a disposizione, i militari hanno continuato incessantemente le indagini, mediante sommarie informazioni testimoniali e chiedendo il supporto informativo e la visione ed estrapolazione di immagini di impianti di videosorveglianza alle stazioni carabinieri di tutto il Comando Provinciale con il supporto delle polizie locali.
Proprio grazie alle telecamere del comune di Corridonia e Tolentino – e al supporto della polizia locale - è stato possibile acquisire i primi riscontri concreti. Infatti, è emerso che lo scooter utilizzato per il colpo (T-Max Yamaha) risultava provento di un furto denunciato dal proprietario qualche giorno prima (il 12 luglio) a Porto Sant’Elpidio. Nel video, lo stesso motociclo veniva seguito a breve distanza da un’autovettura Ford Focus di colore nero, il cui conducente, al cenno del complice, accostava presso una piazzola.
Le successive investigazioni, hanno consentito di far convergere i sospetti su un uomo residente a Corridonia, che spesso utilizzava quell’autovettura - risultata a noleggio – transitando all’interno del Comune di Tolentino.
Grazie alla videosorveglianza è stato possibile altresì ripercorrere il tragitto dei rapinatori. Tra la serata stessa del 23 e nel corso della notte, i militari operanti – Nor e Stazioni Carabinieri di Tolentino, San Severino Marche e Corridonia - sono riusciti, mediante attività tecnica e servizi di osservazione, a rintracciare il sospettato nel comune di Corridonia, all’interno di un casale parzialmente diroccato.
Nella prima mattinata di domenica 24 luglio i militari hanno fatto dunque irruzione e hanno trovato entrambi gli uomini. All’interno dell’abitazione venivano recuperati e sottoposti a sequestro parte dei contanti provento della rapina, pacchetti di sigarette, contenitori in carta contenenti monete, una pistola a gas, il documento di circolazione dello scooter rubato, tutti gli indumenti utilizzati da uno dei rapinatori nel corso dell’evento delittuoso e le scarpe utilizzate dall’altro nello stesso contesto.
Inoltre, presso la residenza di uno dei due sono stati invece rintracciati altri indumenti e la pistola a tamburo 38 special con sei colpi (anch’essa risultata provento di furto), oltre allo scooter utilizzato per la commissione della rapina. Le operazioni di perquisizione personale e domiciliare hanno consentito di sottoporre a sequestro anche due involucri di eroina, materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione.
All’esito dell'intervento, eseguito sotto la direzione del Sostituto procuratore dottor Enrico Barbieri, entrambi i soggetti sono stati sottoposti al fermo di polizia giudiziaria e tradotti al carcere di Ancona, con l’accusa di rapina a mano armata, ricettazione, detenzione illegale di arma da sparo. Si tratta di un italiano con numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio – furto aggravato, simulazione di reato, truffa – e uno straniero non in regola con il permesso di soggiorno e con pregiudizi in materia di stupefacenti.
Nel corso della giornata di venerdì scorso (22 luglio), gli agenti della Squadra Mobile di Macerata hanno arrestato un 53enne e condotto presso il carcere di Fermo. Le ragioni: un litigio verbale avvenuto mercoledì 20 luglio fra l’uomo e la compagna, la quale – riuscendo a chiamare il numero unico per le emergenze 112 - ha poi chiesto alla pattuglia intervenuta sul posto di essere portata al pronto soccorso.
Sulle prime, il maceratese - che si trovava in casa della donna per scontare una pena residua secondo la formula dei servizi sociali - avrebbe minimizzato la faccenda parlando alla polizia di “normale discussione”: successivamente, però, si sarebbe messo in contatto telefonico con la donna (terrorizzata a seguito di minacce e schiaffi), intimandole di “fare attenzione a cosa raccontare agli agenti”.
Chiarita la vicenda, il magistrato Enrica Olivieri dall’Ufficio di Sorveglianza di Ancona ha ritenuto opportuno revocare all’uomo la misura cautelativa di cui sopra – onde evitare evoluzioni negative ulteriori a scapito della compagna – e dispondendone, quindi, il trasferimento in carcere.
Il maceratese doveva scontare un residuo di pena definitiva per truffa, ottenendo a fine 2019 dal magistrato di Sorveglianza di poter estinguere la pena con una misura alternativa al carcere: in regime di affidamento in prova ai servizi sociali. La misura ha consentito all’uomo di svolgere negli ultimi anni il proprio impiego di muratore senza problemi, fino al “diverbio verbale” di mercoledì scorso.
(fonte Corriere Adriatico)
Numeri tutti in calo per i covid nelle Marche con 1.980 nuovi casi in 24 ore (ieri 2.203) e l'incidenza che continua a scendere, arrivando a 1.099,27 (ieri 1.131,65) su 100mila abitanti, secondo i dati diffusi dalla Regione . Non ci sono stati ulteriori decessi nell'ultima giornata, e il totale resta fermo a 3.988.In calo anche i ricoverati: 202 ricoveri (-5 su ieri), di cui 6 in terapia intensiva, 13 in semi intensiva, 183 in reparti non intensivi. In aumento solo il numero delle persone in osservazione nei pronto soccorso: sono 61, +5 rispetto a ieri. Infine diminuiscono anche le persone in quarantena o isolamento domiciliare: sono 29.568 (ieri 30.521), di cui solo 154 con sintomi.
"La crisi di governo non credo che abbia effetti negativi sulla ricostruzione post sisma". Ad affermarlo è l'assessore regionale delle Marche, con delega al terremoto, Guido Castelli, che nella giornata di ieri ha partecipato al 'Primo forum sulla montagna' a Castelsantangelo sul Nera."Con il commissario straordinario Giovanni Legnini - ha proseguito Castelli - abbiamo messo in campo un sistema rodato e quindi non credo che le questioni di governo possano interrompere il corso delle procedure"."Temo, invece, molto di più le grandi questioni rappresentate dal caro prezzi e dalla guerra tra Russia e Ucraina", ha aggiunto ancora l'assessore. "Questioni che rappresentano un offuscamento di quel paesaggio che deve essere quanto più possibile certo e concreto per consentire a tecnici e imprese di fare il loro lavoro. Temo più questo che le elezioni, che rientrano nel grande gioco democratico che può essere spesso complesso, ma che rimane sempre un perno della nostra società".
L’estate richiama il desiderio di viaggiare e tanti sono gli italiani che, in questo periodo, lasciano le proprie case per dirigersi verso mete turistiche. La Polizia di Stato, durante il periodo estivo, è impegnata a garantire la sicurezza dei cittadini non solo attraverso il costante monitoraggio del territorio ma anche con l’intensificazione dei servizi di prevenzione dei reati predatori.
Occorre anche da parte del cittadino adottare alcuni semplici accorgimenti utili a prevenire possibili intrusioni. Ecco alcuni consigli: assicurarsi, prima di lasciare l’abitazione, che tutti gli infissi siano chiusi bene e la porta d’ingresso sia stata chiusa con tutte le mandate.
Evitare di far sapere che si sta partendo e di pubblicare sui social network foto, storie, commenti e programmi di viaggio, nonché le mete e le date di rientro ed ogni altra notizia che possa fornire ad eventuali malintenzionati elementi utili per individuare il momento più opportuno per introdursi in casa.
Avvisare della partenza i vicini di casa affinchè facciano attenzione a rumori sospetti o eventuali persone sconosciute che si aggirano nella zona. A volte piccoli oggetti possono essere lasciati sulla porta d’ingresso e controllati i giorni successivi da potenziali per essere sicuri che nessuno li abbia spostati o rimossi.
È utile anche chiedere ad un vicino di prelevare con frequenza la propria corrispondenza dalla cassetta delle lettere al fine di evitare l’accumularsi di posta che essere segnale di casa disabitata. Evitare di lasciare all’interno delle abitazioni grosse somme di denaro, gioielli, oggetti di valore.
Ad ogni modo si consiglia di fotografare ogni bene che potrebbe esser oggetto di furto in modo da poter consegnare, al momento di un’eventuale denuncia, l’immagine dei beni rubati da inserire nella “Bacheca online”, istituto creato appositamente per rendere più agevole ai legittimi proprietari la ricerca tra i beni che eventualmente sequestrati a seguito di indagini per ottenerne la riconsegna. Considerare l’installazione di porte blindate, sistemi di videosorveglianza e antifurto.
Si raccomanda, infine, al rientro dalle vacanze, di non entrare in casa e di richiamare immediatamente il NUE 112, nel caso in cui dovesse trovare la porta aperta, socchiusa, ovvero chiusa dall’interno. L’ingresso istintivo nell’abitazione potrebbe, infatti, causare una reazione violenta del ladro che di trovasse ancora all’interno.
Nel caso in cui, invece, rientrando a casa, il cittadino dovesse trovare la casa a soqquadro, si consiglia, per garantire buon esito delle indagini, di non toccare nulla di contattare la Polizia, al fine di non compromettere eventuali fonti di prova.
E’ allarme per il caldo torrido ormai da giorni in tutta la regione ma l’afa è da bollino rosso nella Città di San Severino Marche. Nella giornata di sabato 23 luglio, secondo i dati delle stazioni termometriche della rete meteo idro pluviometrica Mir della Protezione Civile della Regione, qui si è registrata la temperatura massima più alta di tutte le Marche: 41,7 gradi che è stata anche la temperatura più alta del 2022 e degli ultimi anni.
Il giorno prima la temperatura si era fermata, si fa per dire, a 39,8 gradi, rimanendo comunque sotto i 40. Un caldo mai registrato prima con la Città di San Severino Marche in cima alla lista di altre 12 località marchigiane: Genga, Acqualagna, San Michele al Fiume, Moie di Maiolati Spontini, Sassocorvaro, Montecarotto, Pergola, Gallo a Petriano, Fossombrone e Appignano.
Il sindaco, Rosa Piermattei, viste anche le temperature odierne e il rischio effettivo per la salute di molte persone, invita a seguire alcune semplici regole:
- non uscire nelle ore più calde ed evitare l’esposizione diretta al sole tra le 11 e le 18,
- schermare porte e finestre che si affacciano sull’esterno della casa con tende, oscuranti, persiane e altri sistemi che blocchino il passaggio della luce ma non quello dell’aria. Evitare di regolare la temperatura dell’aria condizionata a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. Impiegare con cautela anche i ventilatori meccanici senza puntare il flusso dell’aria direttamente verso il proprio corpo,
- bere molti liquidi, soprattutto molta acqua, e mangiare frutta. Per gli anziani, in particolare, è necessario bere anche se non si sente lo stimolo della sete,
- moderare l’assunzione di bevande contenenti caffeina, evitare bevande alcoliche,
- fare pasti leggeri,
- vestire comodi e leggeri,
- all’aperto indossare cappelli leggeri. Prestare particolare attenzione ai bambini,
- se ci si deve mettere in viaggio, evitare le ore più calde della giornata e tenere sempre in macchia una scorta d’acqua,
- evitare l’esercizio fisico nelle ore più calde della giornata,
- offrire assistenza a persone a maggiore rischio, come gli anziani che vivono da soli, e segnalare eventuali situazioni che necessitano di un intervento,
- dare molta acqua fresca agli animali domestici e lasciarla in una zona ombreggiata.
Dalla piazza nuova – e ancora senza nome – di Visso, la desolazione e il silenzio estivi sembrano quasi compensarsi da soli grazie allo spettacolo mozzafiato offerto dai Monti Sibillini, lì a fare da cornice. Un contrasto che si riverbera ulteriormente se ci si addentra nella zona rossa del centro storico, dove la scena cambia ancora: una città colpita al cuore, testimoni le macerie di case ed edifici (alcuni letteralmente sventrati dal sisma al pari di un bombardamento), le chiese ormai inaccesibili di Sant’Agostino e San Francesco, la piazza e i vicoli fantasma, le attività commerciali che hanno smesso di esistere dopo il terremoto del 26 ottobre 2016.
Il comune di Visso, stretto nell’abbraccio dei fiumi Nera e Ussita, conta oggi a malapena un migliaio di abitanti, la maggior parte della terza età: molti giovani, o almeno quelli che hanno potuto, hanno ormai lasciato la città, in cerca di una prospettiva di vita migliore. Lo sa Giancarlo Carioli (classe 1946), consigliere durante l’amministrazione Pazzaglini e oggi in quella di Gian Luigi Spiganti Maurizi. Con lui abbiamo prima visitato le SAE nella frazione del Fosso delle Rote, dove risiedono circa 70 famiglie; in un secondo momento – dopo aver salutato la moglie Anna e il figlio Giacomo (35 anni) - ci siamo spinti proprio all’interno del centro storico della città marchigiana, dilaniato dal terremoto.
“Quella notte è successo il finimondo – racconta Carioli riferendosi al 2016 – e per più di un anno siamo stati costretti a vivere lontano dalla nostra città. Quando alla fine erano pronte, ci siamo stabiliti in una delle SAE: non è certo casa nostra (dove qualche volta tentiamo di rientrare per salvare i nostri affetti), ma la voglia di appartenenza a Visso supera il confine delle quattro mura. Anzi, tutto sommato a noialtri è andata bene: c’è stato anche chi, avendo perso tutto, non ha resistito alla disperazione e si è tolto la vita”.
“Adesso qui non c’è più niente” – aggiunge Anna Lana. “Si tenta di ricominciare, ma è davvero difficile: la piazza centrale dove ti incontravi con amici e conoscenti, mentre andavi a fare la spesa, è ormai un lontano ricordo. Oggi le persone nemmeno si parlano più: si è perso il senso di comunità di un tempo. La vita e le abitudini di tutti sono cambiate: il Covid poi ci ha dato il colpo finale”.
Giancarlo e Anna non rinunciano ad essere ottimisti, sebbene nelle loro parole aleggi un velo di scetticismo circa i tempi della ricostruzione. “Non abbiamo idea di quanto ci vorrà ancora: sicuramente a noi non basterà quello per rivedere la nostra casa di nuovo in piedi. Forse davvero i nostri governanti hanno fatto tutto il possibile, ma non è dato saperlo per certo. Siamo ancora fermi all’anno zero: i nostri giovani si ritroveranno a fare i conti con un’eredità molto gravosa”.
(Un ringraziamento all’amministrazione Spiganti Maurizi, e in particolare alla consigliera Sara Rizzi, ndr)
Di seguito, il servizio:
A partire da martedì 26 luglio prossimo, allo scopo di massimizzare la differenziazione dei rifiuti ed eliminare ogni possibile "alibi" all'abbandono selvaggio, l'Amministrazione comunale, in accordo con il Comitato di quartiere di riferimento, aprirà una mini isola ecologica a Scossicci, nello specifico all'angolo fra via Amundsen e Via Marco Polo. Il centro rimarrrà aperto dal martedì alla domenica, dalle ore 8 alle ore 11.
L'area sarà recintata, presidiata e video-sorvegliata, al fine di poter garantire il corretto conferimento e scongiurare gli accumuli di rifiuti fuori orario. Nella predetta isola si potranno conferire Carta - Multimateriale-RSU - Piccoli Sfalci.
Sarà invece assolutamente vietato portare rifiuti ingombranti di qualsiasi tipo e Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), per i quali ci si potrà recare al centro di raccolta di S.M in Potenza (dietro il Campo Sportivo) nei seguenti giorni/orari: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9 alle 12, martedì e sabato dalle 15 alle 18.
L'Amministrazione comunale, confidando nel senso civico degli abitanti del quartiere e dei graditi ospiti della nostra città, auspica che, in seguito all’adozione di questa misura, possa finalmente migliorare la procedura del conferimento dei vari rifiuti e vengano conseguentemente meno comportamenti poco edificanti.
Il numero di pratiche di ricostruzione privata giunte a conclusione a Sarnao continua ad aumentare e i numeri confermano delle performances davvero invidiabili: in base ai dati ufficiali, al 21 luglio 2022, sono state presentate 362 pratiche e di tutte è stata verificata l’ammissibilità. Delle 362 pratiche presentate, per 300 è già stata completata l’istruttoria, 28 sono in fase istruttoria e 14 risultato sospese per sanatoria o richieste integrazioni.
Sono stati emessi 270 decreti di concessione contributo per un totale di 57 milioni 720.510,77 euro di finanziamenti concessi. Trenta decreti di concessione contributo sono in fase istruttoria presso l’Usr. In merito ai 270 decreti di contributo emessi, sono ben 165 le pratiche già concluse, mentre 105 sono attualmente in corso d’opera. “Si tratta di risultati importanti – commenta il Sindaco Luca Piergentili (foto) – che si consolidano nonostante la fase delicata che stiamo vivendo, tra la difficoltà di reperire le materie prime e il caro prezzi che incidono sull’operatività dei cantieri. L’ordinanza sul prezziario vedrà infatti i suoi frutti da qui a breve. Voglio sottolineare, ancora una volta, oltre allo straordinario lavoro dell’Usr, quello degli uffici comunali, dove a oggi sono in lavorazione pochissime pratiche, con il sostanziale smaltimento delle domande in tempo reale”.
Intanto, va ricordato che sono cambiate le modalità per la presentazione della documentazione con cui i beneficiari di Cas e Sae devono dichiarare il possesso dei requisiti per continuare a usufruire della relativa forma di assistenza: così come comunicato dalla struttura commissariale.
A partire dal 15 luglio è attiva un’apposita piattaforma telematica, sulla piattaforma di Invitalia – si apprende dal portale web ufficiale. it, alla quale i beneficiari dovranno collegarsi per inviare, entro il termine del 15 settembre, la relativa dichiarazione – si legge nella nota ufficiale pubblicata online sul sito web istituzionale. Dichiarazione che dovrà essere presentata telematicamente anche da chi aveva già provveduto a inoltrarla in forma cartacea –.
Si precisa che a conservare il diritto al beneficio del Cas o del Sae sono quei residenti in edifici pubblici o pviati che hanno ancora la casa inagibile e che hanno presentato, ovvero sono ancora nei termini per presentarla, la richiesta di contributi per la ricostruzione. La dichiarazione del mantenimento dei requisiti per beneficiare dell’assistenza e delle eventuali cause ostative alla presentazione della richiesta di contributo per la ricostruzione dovrà essere inviata esclusivamente per via telematica e da un qualsiasi membro del nucleo familiare percettore dei benefici, accedendo alla piattaforma online con le credenziali di identità digitale, come Spid, Carta d’identità elettronica o Carta Nazionale dei Servizi; la dichiarazione potrà essere presentata anche da soggetti delegati o dallo stesso Comune di residenza.
Con la crisi di governo le comunità colpite dai terremoti del 2016 temono ulteriori rallentamenti nel recupero dei borghi distrutti, ma il commissario straordinario, Giovanni Legnini, rassicura: "La governance della ricostruzione è pienamente legittimata e non c'è alcun motivo di preoccupazione".
L'ha detto stamani a margine del primo Forum sulla montagna, organizzato dal Comune di Castelsantangelo sul Nera, nei pressi del santuario della Madonna della Cona in occasione del 500/o anniversario della battaglia del Pian Perduto.
Legnini, dopo aver ricordato le misure adottate per arginare "gli ostacoli di questa stagione, rappresentati ad esempio dall'esplosione dei prezzi e del caro energia", ha ribadito l'appello ai professionisti di "venire qui a investire energie, perché oggi la ricostruzione, grazie anche all'attenzione che il governo e il presidente Draghi hanno avuto per questi territori, è ancora più attrattiva".
Proseguono i lavori di potenziamento infrastrutturale e tecnologico sulla linea Civitanova-Albacina, a cura di Rete Ferroviaria Italiana. Gli interventi interesseranno Macerata, Tolentino, Urbisaglia, Matelica, Montecosaro e Morrovalle nel periodo dall’1 al 27 agosto.
"Si tratta di lavori finalizzati alla realizzazione dei nuovi apparati centrali computerizzati nelle stazioni di Macerata e Tolentino, al miglioramento dell’accessibilità delle località di Matelica e Urbisaglia con realizzazione di marciapiedi ad altezza di 55 centimetri, del sottopasso e delle opere propedeutiche all’elettrificazione, con relativo adeguamento della sede ferroviaria, alla velocizzazione della linea e all’eliminazione dei passaggi a livello" spiega Rfi in una nota stampa.
Per consentire la piena operatività dei cantieri, la circolazione ferroviaria sarà sospesa nella sola tratta fra Macerata e Albacina dall’1 al 27 agosto, mentre fra Macerata e Civitanova si svolgerà regolarmente. La mobilità alternativa sarà garantita con autobus sostitutivi.
"Nell’ultimo trimestre del 2022, in due fine settimana distinti, ci saranno lievi modifiche all’offerta commerciale per consentire lavori di miglioramento dell’accessibilità delle località di Montecosaro e Morrovalle" aggiunge nella nota Rfi. L’investimento economico per i lavori previsti nel 2022 è di circa 5 milioni di euro.
Con l'approvazione da parte della Giunta Regionale delle Linee di indirizzo relative agli Avvisi su Politiche attive e Formazione, si dà l'avvio anche nella Regione Marche al Programma GOL (Garanzia Occupabilità dei Lavoratori), che nell'ambito del Pnrr, costituisce il perno dell’azione di riforma delle politiche attive del lavoro. Un piano che conta come potenziali beneficiari un bacino di oltre 14 mila lavoratori marchigiani, molti dei quali in condizione di vulnerabilità.
«Il programma nazionale – dichiarano Rossella Marinucci, Cristiana Ilari e Renzo Perticaroli delle segreterie regionali di CGIL, CISL e UIL- mette a disposizione opportunità e risorse molto rilevanti legate ad obiettivi che non possono essere mancati dalla nostra regione dove negli ultimi anni le vulnerabilità sociali e lavorative sono aumentate esponenzialmente a fronte di un mercato del lavoro poco inclusivo e spesso stagnante e a una debolezza strutturale delle politiche attive che hanno invece lo scopo di orientare, accompagnare e sostenere le persone nelle transizioni».
Cgil Cisl e Uil hanno espresso all’Assessore Aguzzi e a tutta la Commissione Regionale Lavoro le proprie preoccupazioni riguardo alcuni nodi strutturali che potrebbero rendere meno efficaci le azioni del Programma. Non risulta al momento adeguatamente definito e programmato un percorso di valida integrazione e cooperazione tra pubblico e privato.
Risulta carente, a detta dei sindacati, la rilevazione dei fabbisogni e delle opportunità lavorative nel territorio come prerequisito fondamentale per l’incrocio domanda/offerta e per la programmazione degli interventi di politica attiva e di formazione, slegata da politiche regionali di sviluppo, così come appare poco valorizzato l’orientamento al lavoro, ambito che necessita di alte professionalità e competenze e di un profondo radicamento territoriale con il sistema produttivo e con il sistema di istruzione e formazione.
Mancherebbe, inoltre, un coordinamento completo tra politiche attive e formazione, declinata in upskilling e reskilling, per produrre azioni sinergiche e coerenti di presa in carico della persona, in grado di portare a compimento l’inclusione lavorativa del soggetto vulnerabile.
«Le risorse del PNRR – proseguono Cgil Cisl Uil Marche - possono consentire anche alla nostra regione di attuare un programma di politiche attive efficaci che realizzi e metta in pratica una visione di sviluppo del nostro territorio capace di diminuire il numero di disoccupati e inattivi nel territorio, in gran parte giovani e donne. L’obiettivo, che non possiamo che auspicare essere ampiamente condiviso, deve essere quello di rafforzare le competenze di coloro che oggi sono ai margini del mercato del lavoro regionale e di creare lavoro stabile e di qualità per superare una inaccettabile precarizzazione del lavoro e delle vite delle persone».
Il comune di Macerata prosegue l’attività relativa al contenimento della proliferazione dei piccioni nel tessuto urbano. Dopo aver svolto una mappatura della distribuzione dei volatili nel centro storico, il Comune ha individuato cinque punti (piazza della Libertà, piazza San Vincenzo Maria Strambi, piazza Mazzini, piazza Vittorio Veneto e via Garibaldi) presso i quali distribuisce da diversi anni mangime antifecondativo, con lo scopo di diminuire la proliferazione dei volatili.
Visti i risultati incoraggianti fino a oggi ottenuti, avendo riscontrato una diminuzione vicina al 50% della popolazione di colombi, dalla scorsa primavera sono stati localizzati ulteriori nove punti di distribuzione al di fuori del centro storico (piazza Garibaldi, piazza della Vittoria - Monumento ai Caduti, via Spadoni, via Verga, piazza XXV Aprile, viale Piave, via Aleandri, via Pace, Villa Cozza). I luoghi prescelti corrispondono ai criteri propri dell'habitat di alimentazione del piccione che, spesso, differisce notevolmente dal luogo del riposo.
"Le problematiche conseguenti alla presenza dei piccioni in ambito urbano possono essere affrontate in modo efficace solo tenendo presente i principi elementari dell'ecologia, intesa come scienza che studia le dinamiche attraverso le quali si creano equilibri tra un determinato territorio e le specie animali che lo abitano; intervenire in modo sporadico e non coordinato porta ad ottenere risultati frustranti, spesso con oneri non trascurabili" ha detto l’assessore all’Ambiente Laura Laviano.
"Un elevato numero di piccioni che ha colonizzato un luogo specifico dimostra che è stato individuato un habitat particolarmente favorevole all'insediamento e alla proliferazione di quei volatili, probabilmente per assenza di predatori o altre specie antagoniste, disponibilità di cibo, presenza di luoghi favorevoli per la formazione del nido e la cova delle uova e calore artificiale che contrasta le basse temperature durante il periodo invernale. Si tratta quindi di mettere in atto, da parte della pubblica amministrazione e da parte di tutti i cittadini, alcuni comportamenti in grado di alterare questo equilibrio", aggiunge Laviano.
Secondo quanto previsto nel Regolamento in materia, di cui si è dotato il comune di Macerata in tempi recenti, è indispensabile evitare di lasciare fonti di acqua e cibo disponibili ai piccioni, sbarrare gli accessi attraverso i quali i volatili possano penetrare all'interno di case abbandonate, solai, soffitte e intervenire sugli immobili colonizzati applicando, a seconda del caso, opportuni dissuasori ad aghi, filo ballerino, scivoli, reti e ripulire i luoghi nei quali si accumula guano.
Sono vietate inoltre, da parte dei cittadini, la somministrazione di alimenti avvelenati, le catture e le uccisioni dei colombi liberi urbani e/o torraioli presenti stabilmente o temporaneamente nel territorio comunale, salvo i casi contemplati nella disciplina dell’attività venatoria. È infine vietato liberare i colombi allevati in cattività. La violazione del regolamento comporta l’applicazione della sanzione amministrativa di cui all’articolo 7 bis del Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267, da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro.
I dati quantitativi sulla consistenza della popolazione dei piccioni in città saranno oggetto di aggiornamenti periodici, in base ai rilievi che, di regola, saranno effettuati durante il periodo invernale. Alla pagina web https://www.comune.macerata.it/ambiente-e-territorio/tutela-e-benessere-animali/piccioni/ sono disponibili informazioni aggiuntive sul tema.
“Il prossimo 25 settembre andremo a votare per il rinnovo della Camera dei deputati e del Senato, con il recente taglio del numero dei parlamentari che porterà ad una grossa novità: nella rideterminazione dei collegi, le Marche eleggeranno 15 parlamentari (dieci deputati e cinque senatori) e non più 24”. E’ quanto si legge in una nota stampa diffusa direttamente dal presidente Territoriale Enzo Mengoni e il segretario generale Giorgio Menichelli di Confcommercio Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo.
“Questa riforma ci pone subito di fronte ad una sentita riflessione, perché i territori avranno una minore rappresentanza (almeno da un punto di vista numerico) nell’ordinamento della Repubblica. Non è nostra intenzione entrare nel merito di un provvedimento oltretutto già varato, ma da rappresentanti di categoria è nostro dovere esternare la preoccupazione del tessuto produttivo circa eventuali controindicazioni di questa legge costituzionale, perché c’è il rischio che il minor numero di deputati e senatori, emanazione della volontà dei marchigiani, si traduca anche in un minore peso ‘politico’ dei nostri territori.”
“Visto che già nel mese di agosto verranno sciolti i nodi per le candidature – prosegue il comunicato - vogliamo con un appello esortare tutte le forze politiche, affinché pongano ancora più attenzione al bene delle comunità. Il nostro augurio è infatti quello che vengano selezionati candidati deputati e senatori che conoscano concretamente e realmente il territorio del proprio collegio di provenienza e che quindi possano contribuire nell’immediato e in sinergia con tutti i soggetti in campo a risolvere anche le più urgenti questioni locali”.
“Non servono in questo momento 'nomi' calati dall’alto, anche perché nei prossimi mesi avremo bisogno di gestire le grandi opportunità che il PNRR concretizzerà nelle nostre province. Una scarsa conoscenza dei meccanismi territoriali rischierebbe di diventare solo un freno all’azione dei fondi stessi. Conoscenza delle Marche (il legame con l’elettorato è fondamentale), ma anche alto profilo. La politica deve ritornare ad essere autorevole e il costante crollo dei votanti in ogni elezione in Italia deve metterci in allarme sul disincanto che stiamo vivendo: meno cittadini alle urne e più schede bianche è il segno che gli italiani non si sentono più rappresentati”.
“Quindi – conclude la nota - un minor numero di deputati e senatori marchigiani deve portare la politica a scelte 'scientifiche' e mirate, con candidature forti e candidati preparati, che riescano cioè a parlare delle problematiche del territorio e avere contezza delle necessità socioeconomiche locali. Tenendo ben presenti tutte le tematiche ancora aperte come la ricostruzione, la questione dell’Area di Crisi Industriale Complessa, fino a tutte le mancanze infrastrutturali della nostra regione, che vanno colmate”.
"I diritti non sono concetti astratti, i diritti cambiano la vita delle persone". Lo ha spiegato nel suo intervento ieri sera a Potenza Picena Alessandro Zan, descrivendo la propria storia, personale prima, di attivista LGBT e di politico poi (nonché fautore del decreto legge che porta il suo nome e ancora in fase di stallo). Temi ribaditi attraverso alcuni interventi rivolti direttamente alla platea: sogni, paure, pregiudizi, silenzi, verità. Percorsi pieni di ostacoli, in cui la negazione forzata di sé toglie energie vitali, altera il proprio rapporto con la società, ingabbia gli individui limitandone le potenzialità.
In una Piazza Stazione propositiva rispetto anche le ultime polemiche montate dalla destra locale è andata in scena una discussione profonda e articolata su come una società fondata sui diritti sia più dinamica, più forte, più coesa. A moderare il dibattito Elena Tambini di Tgcom24, nel corso di una serata che ha evidenziato come il suddetto tema dei diritti sia centrale per la costruzione di una società in grado di liberare le energie positive delle persone e di pretendere anche il rispetto dei doveri che è alla base della convivenza civile.
“Con l'imminente campagna elettorale – hanno sottolineato gli addetti ai lavori in una nota stampa - diventerà cruciale e dirimente distinguere tra chi pensa che i diritti non siano mai abbastanza in una società moderna e progredita, e chi pensa soltanto a negarli a interi settori della società per alimentare l'odio e le divisioni”.
Taglio del nastro nel pomeriggio di mercoledì (20 luglio) per la nuova biblioteca comunale di Castelraimondo in piazzale Della Vittoria. La città del Cassero torna a godere di nuovi spazi e di centinaia di libri che potranno essere presi in prestito da chiunque vorrà usufruirne.
A gestire le attività della biblioteca saranno due ragazzi, Pierluca Lupo e Jacopo Boldrini, che hanno partecipato con felicità all’inaugurazione di mercoledì insieme al sindaco Patrizio Leonelli, ad alcuni membri dell’amministrazione comunale e alle autorità militari, civili e religiose. Dopo aver scoperto la targa e tagliato il nastro, don Mariano ha provveduto alla benedizione dei locali che ora sono a disposizione della cittadinanza dal lunedì al venerdì con i seguenti orari: lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8 alle 13, martedì e giovedì dalle ore 14 alle 19.
«Riaprendo la biblioteca abbiamo mantenuto fede a quanto promesso in campagna elettorale – spiega l’assessore alla Cultura Elisabetta Torregiani, presente al taglio del nastro -. Ora facciamo una nuova promessa alla cittadinanza, ovvero quella di ampliare in breve tempo l’archivio dei libri, in quanto ce ne sono molti ancora da catalogare che andranno aggiunti a quelli presenti. Un altro step, a breve, sarà la messa in rete della nostra biblioteca con le altre della provincia, in modo che anche chi è distante potrà sapere quali libri sono disponibili a Castelraimondo».
Semaforo verde della giunta dell'Unione Montana Potenza Esino Musone al progetto esecutivo per gli interventi selvicolturali di gestione forestale attiva sostenibile finanziati con fondi per le compensazioni ambientali per l’ampliamento della terza corsia dell’autostrada A14 da Rimini nord a Porto Sant'Elpidio.
L’ente comunitario, il primo di tutta la regione Marche ad aver presentato i necessari elaborati tecnici, avrà a disposizione un “tesoretto” di 1 milione e 103 mila euro che potrà spendere, grazie a una convenzione con la società Autostrade per l’Italia e la Regione Marche, per una serie di interventi mitigatori destinati al contrasto dei cambiamenti climatici e per altre finalità legate sempre all’ambiente.
In particolare il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, nell’esprimere parere favorevole circa la compatibilità ambientale del progetto di realizzazione della terza corsia dell’A14, ha prescritto che, a titolo di compensazione, sia predisposto un “Piano finalizzato alla riforestazione di territori, con piante autoctone, nell’ambito della Regione Marche per l’assorbimento di carbonio in linea con gli obiettivi del Piano nazionale di riduzione di gas serra in adempimento al protocollo di Kyoto”.
Il ruolo dell’Unione Montana Potenza Esino Musone sarà un ruolo strategico in questo contesto visto che gli enti locali che hanno messo a disposizione i terreni, oltre ad essere in grado di realizzare le opere nel rispetto di tutte le leggi e regolamenti vigenti, possono favorire, proprio in virtù del ruolo che svolgono e della loro presenza radicata sul territorio, l’accesso agli appalti e all’esecuzione dei lavori a piccole e medie imprese locali presenti nell’Albo regionale delle imprese agricolo-forestali.
"Gli interventi in questione – spiega il presidente dell’ente comunitario, Matteo Cicconi – non solo innescheranno una serie di azioni sul territorio a favore dell’ambiente ma avranno anche la caratteristica di attivare la cosiddetta economica circolare. La convenzione, infatti, prevede che possano essere realizzati interventi di diradamento selettivo in boschi di origine artificiale o boschi di latifoglie un tempo governati a ceduo e poi abbandonati, appartenenti al demanio forestale regionale, in grado di aumentare la capacità di assorbire anidride carbonica e, al tempo stesso, accentuare gli aspetti di rinnovazione, stabilità e resilienza favorendo sia la rinnovazione naturale sia l’incremento diametrico delle piante arboree residue".
Grande caldo sulle Marche, e che nei prossimi giorni interesserà sempre di più le zone interne pianeggianti e le vallate: sono attese, infatti, temperature che supereranno i 37 gradi, come nel caso di Macerata e Ascoli Piceno. Una tendenza che viene illustrata dalle previsioni meteo del Centro Multirischi della Regione.
L'aumento delle temperature sarà più sensibile già a partire da domani, giovedì 21 luglio, e si confermerà anche per la giornata di venerdì e per tutto il fine settimana. Nelle zone più a ridosso del mare, diversamente, la colonnina di mercurio si attesterà attorno ai 30-33 gradi; in montagna scenderà sotto i 30, in base anche alla quota di altezza in cui viene rilevata.
Salgono i ricoverati legati al Covid nelle Marche nelle ultime 24 ore: sono 216, + 7 i rispetto a ieri, secondo i dati diffusi dalla Regione Marche. In terapia intensiva risultano 7 i pazienti seguiti, 14 in semi intensiva, 195 nei reparti non intensivi. Sono 52 quelli in osservazione nei pronto soccorso.
I nuovi positivi registrati arrivano a 2.520 (erano 3.723 quelli di ieri), mentre continua a scendere il tasso di incidenza che arriva a 1.273,94 su 100mila abitanti (ieri 1.318,75). Non sono stati rilevati nuovi decessi nell'ultima giornata, e il totale delle vittime resta fermo a 3.972. Le persone in quarantena o in isolamento domiciliare sono 31.835, di cui però solo 215 con sintomi.