È stato inaugurato il cantiere per il recupero della chiesa di San Leopardo, uno dei luoghi più rappresentativi della storia religiosa e culturale di Recanati, profondamente legato anche alla famiglia Leopardi. A benedire l'avvio dei lavori è stato il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, il sindaco Emanuele Pepa, la contessa Olimpia Leopardi e il soprintendente per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, Giovanni Issini.
L'intervento rientra nel programma della ricostruzione post-sisma del 2016 ed è finanziato con 935.858,81 euro grazie alle ordinanze commissariali 105/2020 e 132/2022 e al decreto n. 449 approvato lo scorso maggio dalla Struttura commissariale. Il soggetto attuatore sarà la Diocesi di Macerata, proprietaria dell'edificio.
«L'avvio del cantiere rappresenta un altro passo concreto nel percorso di ricostruzione e rinascita del territorio», ha sottolineato il commissario Guido Castelli, ricordando come la sicurezza dei luoghi di culto costituisca una priorità della ricostruzione. «San Leopardo porta ancora i segni del terremoto, ma oggi possiamo finalmente intervenire per restituire alla comunità un luogo che custodisce fede, storia, identità e bellezza».
Il commissario ha inoltre evidenziato il forte valore simbolico della chiesa, strettamente legata alla famiglia Leopardi e alla città natale di Giacomo Leopardi. «Ricostruire significa anche conservare la memoria e il patrimonio storico e artistico dei nostri territori, consegnandolo più sicuro alle future generazioni», ha aggiunto.
Soddisfazione è stata espressa anche dal vescovo Marconi, che ha definito San Leopardo «un luogo di culto particolarmente significativo per la storia religiosa e culturale del territorio». Il presule ha ricordato che la tradizione collega proprio al culto di San Leopardo l'origine del cognome della famiglia Leopardi, sottolineando come il recupero dell'edificio rappresenti non solo un intervento di ricostruzione, ma anche la restituzione alla comunità di una preziosa testimonianza di fede e identità.
Per il sindaco Emanuele Pepa il recupero della chiesa costituisce uno degli obiettivi più importanti dell'amministrazione comunale. «Questo luogo rappresenta un simbolo della fede dei recanatesi e custodisce le nostre radici storiche e culturali. Siamo grati alla Struttura commissariale, alla Diocesi e a tutti coloro che lavoreranno per riconsegnarlo quanto prima ai cittadini, ai fedeli e ai visitatori».
Nel dettaglio, i lavori prevedono la riparazione dei danni strutturali causati dal terremoto del 2016 e la messa in sicurezza degli apparati decorativi. Il progetto è stato redatto dall'architetto Paolo Canullo, affiancato da un team di professionisti specializzati per gli aspetti strutturali, impiantistici, geologici e della sicurezza, con il coordinamento dell'Ufficio Sisma della Diocesi di Macerata. L'esecuzione sarà affidata all'ATI composta da Impresa Edile Paolini, Systab e Boing. La conclusione dell'intervento è prevista per il 29 giugno 2028.
L'apertura del cantiere è avvenuta all'indomani del 228° anniversario della nascita di Giacomo Leopardi, una scelta dal forte valore simbolico che testimonia la volontà di restituire uno dei più significativi luoghi leopardiani.
«Sono molto felice che finalmente si metta mano alla ricostruzione di questa chiesa, così importante per la mia famiglia e per me, dove ho ricevuto anche la Prima Comunione», ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi. «Mi auguro che questo intervento possa rappresentare un impulso per il recupero di tutta questa parte di campagna tanto cara a Giacomo e spesso ricordata nelle sue opere».
La chiesa, nella configurazione attuale progettata dall'architetto Gaetano Koch, conserva nella cripta le sepolture della famiglia Leopardi. Al suo interno custodisce inoltre gli affreschi del catino absidale e della lunetta del portale realizzati agli inizi del Novecento da Biagio Biagetti, futuro direttore della Pinacoteca Vaticana.
A sottolineare il valore culturale dell'intervento è stato infine il soprintendente Giovanni Issini: «Il restauro della chiesa rappresenta un importante segnale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico e artistico di Recanati. Insieme alla vicina villa e al paesaggio rurale affacciato sul fiume Potenza, San Leopardo potrà entrare a pieno titolo nel percorso dei luoghi leopardiani, arricchendolo di nuovi contenuti e opportunità di conoscenza».
VISSO – Un nuovo passo avanti nel percorso di ricostruzione del centro storico di Visso. L'Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche ha disposto l'affidamento dei lavori di miglioramento sismico dell'aggregato pubblico-privato di Palazzo Priori, uno degli interventi più significativi previsti dalle Ordinanze Speciali dedicate alla rinascita del borgo.
L'appalto, del valore complessivo di 4,4 milioni di euro, riguarda il complesso che comprende Palazzo Priori, storica sede del Comune, insieme agli edifici privati ad esso collegati. Si tratta di uno degli interventi chiave del programma di recupero del centro storico, gravemente danneggiato dal sisma del 2016.
Il progetto
Le opere previste puntano ad aumentare il livello di sicurezza dell'intero aggregato attraverso un importante intervento di miglioramento sismico. In particolare saranno eseguiti il consolidamento delle murature in pietra, il rafforzamento di solai, volte e coperture e il recupero delle connessioni strutturali tra le diverse porzioni dell'edificio.
Particolare attenzione sarà dedicata alla tutela del valore storico e architettonico del complesso, un edificio di origine medievale che nel corso dei secoli ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento della vita amministrativa e sociale di Visso.
L'intervento comprende inoltre la struttura modulare metallica realizzata nei mesi scorsi per garantire la sicurezza della viabilità e consentire lo svolgimento delle attività di cantiere.
"L'affidamento dei lavori rappresenta un passaggio fondamentale verso l'avvio della fase operativa dell'intervento – sottolinea il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli –. L'obiettivo è restituire alla comunità un edificio di grande valore storico e istituzionale e contribuire al recupero del centro storico. È il risultato della collaborazione tra Comune, Ufficio Speciale per la Ricostruzione e Regione Marche".
Soddisfazione anche da parte del sindaco Rosella Sensi.
«Si tratta del primo intervento concreto che interessa la piazza di Visso e il cuore della nostra città. Un traguardo importante che segna l'inizio di una nuova fase della ricostruzione. Ringrazio il commissario Castelli, il presidente della Regione Francesco Acquaroli e l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione per il lavoro svolto».
SAN SEVERINO MARCHE – Piazza del Popolo si prepara a cambiare volto per diventare per tutto il mese di luglio un vero e proprio giardino a cielo aperto nel cuore della città. Sono iniziati i lavori di allestimento del progetto “Il verde itinerante”, iniziativa di riqualificazione temporanea e decoro urbano promossa dall’Amministrazione comunale.
L’intervento è stato affidato all’impresa locale Manfrica Service di Filippo Sfrappini, che sta curando la disposizione e la messa a dimora di una selezione di piante e alberature ornamentali.
L’obiettivo è trasformare uno dei luoghi simbolo di San Severino Marche, Piazza del Popolo, in una cornice verde capace di unire il valore storico e architettonico del centro cittadino con elementi naturali di pregio.
Tra le essenze scelte figurano olivo, melo, melograno, corbezzolo e lagerstroemia, piante che offriranno colori, fioriture e richiami simbolici alla tradizione mediterranea e al paesaggio rurale.
L’installazione non avrà solo una funzione estetica, ma sarà anche uno spazio scenografico destinato a valorizzare gli eventi del cartellone estivo “Summer Time”, trasformando l’ovale della piazza in un vero e proprio palcoscenico naturale.
«Piazza del Popolo è il salotto della nostra città e il biglietto da visita per chi arriva a San Severino – ha sottolineato il sindaco Rosa Piermattei –. Con questo progetto vogliamo donare freschezza, colore ed eleganza al cuore monumentale, creando una cornice verde capace di valorizzare l’estate settempedana e gli eventi in programma».
Il progetto resterà attivo per tutto il mese di luglio, offrendo a cittadini e visitatori un’inedita veste della piazza simbolo della città.
CIVITANOVA MARCHE – La dotazione di parcheggi pubblici della zona nord della città si amplia con circa 40 nuovi posti auto, entrati ufficialmente a far parte del patrimonio comunale grazie all'acquisizione delle opere di urbanizzazione della lottizzazione Belvedere.
Con il completamento dell'iter amministrativo, il parcheggio diventa a tutti gli effetti un servizio pubblico, destinato a migliorare l'offerta di sosta per residenti e visitatori in una delle aree più frequentate della città.
«Con questo passaggio acquisiamo un'infrastruttura che rafforza la dotazione di servizi della zona nord», sottolinea l'assessore all'Urbanistica e ai Parcheggi, Roberta Belletti. «Questi posti auto rappresentano una risposta concreta alle esigenze del quartiere e costituiscono un supporto importante anche per il lungomare nord, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza», aggiunge.
Il nuovo parcheggio contribuirà infatti ad aumentare l'accessibilità dell'area, offrendo maggiori possibilità di sosta e alleggerendo la pressione del traffico e dei parcheggi sulle vie circostanti, in particolare durante la stagione estiva.
L'acquisizione delle opere di urbanizzazione rappresenta inoltre un passaggio previsto dalla pianificazione urbanistica, che consente al Comune di mettere definitivamente a disposizione della collettività infrastrutture e servizi realizzati nell'ambito degli interventi edilizi.
«Si tratta di un patrimonio che entra definitivamente nella disponibilità del Comune e che contribuisce a rendere la città più funzionale e meglio attrezzata», conclude Belletti.
Il nuovo parcheggio entra così a far parte della rete dei servizi pubblici della zona nord, rafforzando l'offerta di sosta in un quartiere che registra un'elevata frequentazione durante tutto l'anno e, in particolare, nei mesi estivi.
Martedì pomeriggio, trentaquattro gradi. Una collega mi scrive su WhatsApp: “Non ce la faccio più, sto scoppiando dal caldo.” Le rispondo. Poi non risponde più. La richiamo dopo un’ora, pensando a qualcosa di urgente. “Scusa, mi ero addormentata sotto l’ombrellone con il telefono in mano.”Ecco, è iniziata l’estate.
Quella vera, quella fatta di caldo che ti spalma sul lettino, di serate in cui l’unica cosa sensata da fare è sedersi fuori e guardare il niente, di pranzi che durano tre ore non perché ci sia qualcosa di speciale da dire, ma perché nessuno ha voglia di alzarsi. E in tutta questa bellissima pigrizia collettiva, succede qualcosa che mesi di app per il benessere digitale, articoli sul detox dai social e guru della mindfulness non erano riusciti a ottenere: il telefono finisce in borsa e ci rimane.
Non è una scelta consapevole, non è una disciplina, non è il risultato di settimane di lavoro su se stessi. È il caldo. È l’afa che ti toglie anche solo la voglia di sollevare il braccio per prendere il telefono. È la luce del sole che rende illeggibile qualsiasi display. È quella sensazione fisica, concreta, quasi brutale, per cui quando sei al mare o in piscina o semplicemente seduta fuori in una sera di giugno, scrollare TikTok ti sembra la cosa più inutile del mondo, e non perché sei diventata improvvisamente saggia, ma perché c’è il tramonto davanti e fa troppo caldo per fare anche quello.
Per anni abbiamo inseguito la disconnessione come un obiettivo. Abbiamo comprato app per bloccare le app, abbiamo impostato limiti di tempo sullo schermo che puntualmente ignoravamo dopo tre giorni, abbiamo letto articoli sul digital detox, abbiamo provato il weekend senza telefono con risultati misti e molta ansia. E invece eccolo qui, il segreto che nessuno ci aveva detto: basta aspettare luglio. L’estate risolve tutto da sola, senza sforzo, senza disciplina, senza nemmeno accorgersene.
I dati lo confermano in modo quasi comico: nel 2026 il bisogno di rallentare è diventato un trend globale e il 79% di Millennials e Gen Z dichiara di cercare esperienze che uniscano stimoli intellettuali e manuali, ovvero leggere, cucinare, camminare, stare con le persone. Tutte cose che l’estate favorisce naturalmente, senza che nessuno abbia bisogno di dichiararlo trend o di farci un podcast.
Perché in estate succede qualcosa di molto semplice: la vita reale torna a essere più interessante di quella virtuale. La serata in piazza con gli amici non ha bisogno di filtri per essere bella. Il gelato non va fotografato, va mangiato, e in fretta, prima che si sciolga. La conversazione sotto le stelle non può essere messa in pausa per rispondere a una notifica, perché sarebbe uno spreco. E il mare, quel rumore costante e ipnotico, è l’unico feed che non stanca mai, quello che puoi guardare per ore senza sentire il bisogno di qualcosa di diverso.
Certo, non mancano le eccezioni. C’è chi anche sotto l’ombrellone riesce a fare call di lavoro, chi posta ogni tramonto con caption filosofica, chi non riesce a staccare nemmeno in vacanza perché “ormai sono così”. Ma anche loro, a un certo punto della stagione, si fermano. Magari è il terzo giorno al mare, magari è una sera in cui il telefono è rimasto in camera, magari è semplicemente quella stanchezza buona che viene dopo una giornata di sole e di acqua e di dolce far niente, quella stanchezza che ti fa dormire come non dormivi da mesi. E in quel momento, i social aspettano. E va benissimo così.
La verità è che questo periodo dell’anno ci restituisce qualcosa che durante i mesi invernali dimentichiamo di avere: il tempo presente. Non il tempo da ottimizzare, da riempire, da documentare. Il tempo da vivere, quello un po’ pigro e un po’ felice che sa di crema solare e di cene lunghe e di conversazioni che iniziano senza un argomento preciso e finiscono tardi. È il tempo che nessuna piattaforma riesce a catturare davvero, perché il bello di quei momenti sta esattamente nel fatto che non vengono registrati, non vengono condivisi, non lasciano traccia tranne che nella memoria di chi c’era.
Quindi godetevela, questa disconnessione involontaria. Godetevela voi che potete, voi che non siete condannati a restare svegli a programmare post anche con trentaquattro gradi. Perché chi fa questo lavoro lo sa bene: per i social media manager l’estate non esiste davvero. I contenuti vanno pianificati, i post programmati, i commenti monitorati anche da sotto l’ombrellone, anche con il telefono che scotta tra le mani, anche quando l’unica cosa sensata sarebbe tuffarsi e non tornare a galla fino a settembre.
Noi lavoriamo perché voi possiate disconnettervi. Ed è un lavoro che facciamo volentieri, anche se ogni tanto guardiamo il mare con un filo di invidia. Ma questa è un’altra storia.
L’assemblea dei comuni soci del Cosmari ha approvato a larga maggioranza, nel pomeriggio di ieri, il bilancio consuntivo 2025 e il bilancio preventivo 2026. All'incontro, che ha visto la partecipazione dei sindaci e dei delegati per una quota pari al 75,25% delle azioni societarie, i vertici dell'azienda - rappresentati dal presidente Paolo Gattafoni, dal direttore generale Brigitte Pellei e dal presidente del collegio sindacale Franco Errico - hanno illustrato l'andamento economico dell'ente.
Il consuntivo 2025, approvato con il 65,47% dei voti favorevoli (astenersi i comuni di Cingoli, Loro Piceno, Loreto e Montecosaro), ha fatto registrare un utile di 139.514 euro, in crescita rispetto ai 78.931 euro del 2024, come risultato delle politiche di efficientamento dei costi e nonostante le criticità finanziarie legate al disallineamento temporale nel recupero tariffario Arera. Sul fronte occupazionale, i dipendenti sono saliti a quota 602 (+15 rispetto all'anno precedente).
L'assemblea ha poi dato il via libera al preventivo 2026 con il 66,32% dei voti (contrario Montecosaro, astenuti Cingoli, Loro Piceno e Loreto) e ha espresso parere favorevole (71,83% di sì, con la sola astensione di Cingoli) per l'acquisizione dei terreni a Cingoli destinati all'ampliamento della discarica, mentre è stato rinviato il punto sull'area di Civitanova Marche per la trasferenza rifiuti.
Sotto il profilo delle scelte strategiche e impiantistiche, la governance ha ufficializzato alcune importanti variazioni: è stato confermato lo stop definitivo con archiviazione del progetto di biodigestione anaerobica ed è stata deliberata la rinuncia al progetto Pnrr per il recupero dei prodotti assorbenti, giudicato energeticamente non sostenibile. Proseguono invece gli iter per la terza vasca di Cingoli - il cui appalto integrato verrà pubblicato nei prossimi giorni dopo la certificazione del progetto - per il revamping del compostaggio e per il nuovo impianto Tmb.
In merito al piano delle tariffe si è registrato l'intervento del presidente Gattafoni, il quale ha evidenziato come l'ente abbia finora garantito la qualità dei servizi a prezzi competitivi su scala nazionale.
"Avevamo anticipato - ha ricordato il presidente del Cosmari - l'esigenza di dover inevitabilmente aumentare le tariffe applicate, stimando comunque come, pur con tali aumenti, saremmo rimasti ben al di sotto della media nazionale e sempre tra le più basse in Italia, visti i livelli di partenza delle tariffe degli altri ambiti e gli aumenti che avrebbero inevitabilmente interessato anche gli altri territori. A novembre 2025, l’aggiornamento annuale di 'Cittadinanzattiva – Osservatorio Prezzi&Tariffe' conferma totalmente tale stima: pur con i significativi aumenti degli anni 2024 e 2025, Macerata è il ventunesimo capoluogo di provincia più economico, su 110 in tutta Italia, ed il terzo del Centro-Sud. La Tari di una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri si attesta sui 261 euro nel nostro territorio, contro una media nazionale di 340 euro".
Gattafoni ha poi tracciato lo scenario per i prossimi anni: "Il periodo 2026-2030 continuerà ad essere caratterizzato da incrementi tariffari graduali, più contenuti rispetto agli ultimi due anni, resi necessari da fattori straordinari: inflazione cumulata del periodo successivo al 2021, incremento dei tassi di interesse, conferimento dei rifiuti indifferenziati presso impianti fuori ambito, outsourcing di parte della forsu durante il revamping dell'impianto di compostaggio e necessità di finanziare gli investimenti strategici programmati".
Per il futuro, in sinergia con l'Ata 3 guidata dal presidente Gentilucci, si prevede una rimodulazione della predisposizione tariffaria che potrebbe registrare una riduzione rispetto a quanto preventivato in passato.
Le associazioni LIPU – Sezione di Macerata e Civitanova Marche, LAV Macerata, WWF Ancona e Macerata, ENPA Macerata e OIPA Italia – Sezione di Macerata e Provincia esprimono forte perplessità per l'iniziativa che ha visto la partecipazione di rappresentanti della Federazione Italiana della Caccia (Federcaccia) nelle scuole primarie "Anna Frank", "Fratelli Cervi" e "Salvo D'Acquisto", dove sono stati installati nidi artificiali destinati all'avifauna selvatica.
Secondo le associazioni, l'educazione ambientale rappresenta uno strumento fondamentale per formare cittadini consapevoli e rispettosi della natura e, proprio per questo, le attività rivolte ai più giovani dovrebbero essere affidate prioritariamente a soggetti dotati di competenze naturalistiche, scientifiche e pedagogiche, capaci di trasmettere una conoscenza rigorosa della biodiversità e della sua conservazione.
Nel documento si sottolinea come la tutela dell'avifauna richieda conoscenze specifiche sull'ecologia delle specie, sulla gestione degli habitat e sulle minacce che gravano sugli ecosistemi. L'installazione di cassette-nido viene considerata un'iniziativa positiva soltanto se inserita all'interno di percorsi educativi strutturati e basati su criteri scientifici, evitando che possa diventare occasione per diffondere messaggi ritenuti non coerenti con la salvaguardia della biodiversità e del benessere animale.
Le associazioni ricordano inoltre che la costruzione e il posizionamento dei nidi artificiali non sono attività improvvisabili. Dimensioni, foro d'ingresso, esposizione e collocazione devono rispettare precisi criteri tecnici affinché possano risultare realmente efficaci. Un'apertura troppo ampia, spiegano, può favorire l'ingresso di predatori, mentre un posizionamento scorretto rende i nidi facilmente raggiungibili da animali come gatti e volpi.
Per questo motivo Lipu, Lav, Wwf, Enpa e Oipa ritengono che scuole, amministrazioni pubbliche e istituzioni scolastiche debbano privilegiare la collaborazione con associazioni impegnate nella ricerca scientifica, nella conservazione della biodiversità e nell'educazione ambientale, garantendo agli studenti un approccio fondato sul rispetto degli animali e degli equilibri naturali.
Le associazioni collegano inoltre la vicenda al dibattito nazionale sul DDL 1552 sulla caccia, sostenendo che, in una fase storica in cui la tutela della biodiversità dovrebbe rappresentare una priorità condivisa, sia ancora più importante promuovere una cultura ambientale fondata sulle evidenze scientifiche. A loro giudizio, programmi educativi che mettono in discussione anche il ruolo tecnico dell'ISPRA non rappresentano un valido strumento di divulgazione per i più giovani.
Infine, le cinque associazioni confermano l'impegno a proseguire le proprie attività di educazione ambientale e sensibilizzazione nelle scuole e sul territorio, con l'obiettivo di "diffondere tra le nuove generazioni una maggiore conoscenza della biodiversità, della conservazione della natura e del rispetto per tutte le forme di vita".
Compie un passo decisivo l’iter per la realizzazione del nuovo ponte dell’Intagliata, una delle infrastrutture viarie più strategiche e attese del territorio settempedano.
L’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche (Usr), attraverso la Direzione Appalti e Contratti, al termine della procedura telematica negoziata, ha aggiudicato ufficialmente l’appalto dei lavori all’impresa Francucci Srl di Treia. L’importo complessivo dell’intervento è pari a 1 milione e 900mila euro.
Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo ponte moderno a campata unica di circa 22 metri, costruito in acciaio con soletta in cemento armato e con una larghezza complessiva di circa 7,5 metri. L’opera sarà finanziata per 1 milione e 250mila euro dalla Struttura Commissariale attraverso l’Ordinanza Speciale n. 137, destinata al recupero del tessuto socio-economico delle aree colpite dal sisma, mentre i restanti 650mila euro provengono dalla Regione Marche, grazie a un finanziamento intercettato dal Comune nel dicembre dello scorso anno.
Non è prevista la demolizione del ponte storico, che sarà oggetto di un separato intervento di restauro a cura di Anas. Il manufatto, già danneggiato dagli eventi sismici del 2016, aveva subito ulteriori criticità nel marzo 2023 a seguito dell’impatto con un mezzo pesante, che aveva distrutto una delle balaustre di protezione.
“Con l’affidamento formale alla ditta Francucci Srl si apre ora la fase operativa per la costruzione del nuovo ponte e per restituire alla comunità un’opera moderna e sicura”, ha sottolineato il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, che ha inoltre espresso un ringraziamento al Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, senatore Guido Castelli, per lo stanziamento che consentirà l’apertura del cantiere in tempi brevi.
VISSO – Continua a creare disagi il malfunzionamento dell'unico distributore di carburante presente nel territorio comunale di Visso. Una situazione che si protrae ormai da mesi e che preoccupa ancora di più in questo periodo, caratterizzato dal forte afflusso di visitatori diretti a Castelluccio per assistere alla tradizionale fioritura.
L'impianto rappresenta infatti l'ultimo punto di rifornimento lungo l'itinerario verso Norcia e costituisce un servizio essenziale non solo per i residenti, ma anche per i numerosi turisti e per chi opera quotidianamente nell'area.
L'amministrazione comunale, pur non avendo competenze dirette sulla gestione dell'impianto, segue la vicenda da tempo e, già oltre un mese fa, aveva avviato un confronto con il gestore chiedendo un intervento risolutivo. Tra le criticità segnalate, i continui problemi al sistema di pagamento, che in molti casi consente il rifornimento esclusivamente tramite contanti, escludendo carte e altri strumenti elettronici.
Nel corso degli incontri era stata prospettata la sostituzione della colonnina interessata dai guasti, ma dopo l'ennesimo malfunzionamento registrato nei giorni scorsi è stato comunicato che l'intervento non potrà essere effettuato prima della prossima settimana. Una tempistica che rischia di aggravare i disagi proprio nei giorni di maggiore affluenza turistica.
Per questo motivo il Comune ha deciso di trasmettere una segnalazione formale al prefetto, chiedendo che vengano valutate tutte le iniziative utili per ripristinare il servizio nel più breve tempo possibile.
«Comprendiamo perfettamente il disagio di cittadini e visitatori – afferma il sindaco Rosella Sensi – e vogliamo ribadire che il Comune non è il soggetto responsabile della gestione dell'impianto. Nonostante questo ci siamo attivati fin dal primo momento, incontrando il gestore, sollecitando gli interventi necessari e cercando ogni possibile soluzione per evitare che il servizio venisse meno in una fase così importante per il territorio».
Il primo cittadino sottolinea inoltre come la carenza di servizi nelle aree del cratere renda ancora più delicata la situazione. «Siamo un Comune che ogni giorno combatte contro la progressiva riduzione dei servizi. Un distributore efficiente rappresenta un presidio fondamentale per i residenti e un elemento essenziale per l'accoglienza, la sicurezza e la mobilità di chi sceglie di visitare queste terre».
L'assenza di impianti alternativi nelle immediate vicinanze, evidenzia infine l'amministrazione, potrebbe creare difficoltà anche ai servizi essenziali, ai mezzi di emergenza e agli operatori impegnati nella ricostruzione.
«La fioritura di Castelluccio rappresenta una straordinaria opportunità per tutta l'area montana tra Marche e Umbria – conclude Sensi –. Per valorizzarla è indispensabile che istituzioni, gestori dei servizi e soggetti privati collaborino per garantire standard adeguati di accoglienza».
La giunta regionale delle Marche ha deciso di bandire dai centri storici i negozi etnici e i venditori di kebab. Si tratta di un provvedimento palesemente demenziale, da qualsiasi prospettiva noi lo guardiamo. In primo luogo, la giullaresca destra bluette neoliberale e filoatlantista, filoisraeliana e filoucraina che amministra la regione oltreché la nazione è cultrice indefessa del libero mercato, al quale poi contravviene quando si tratta di negarlo per chi sia portatore di identità differenti. Insomma un libero mercato su basi etniche, quanto di peggio si possa immaginare.
In secondo luogo, questi sedicenti numi tutelari dell'identità italica si accaniscono contro i venditori di kebab e mai una volta prendono posizione contro le multinazionali del World Food, le quali evidentemente non rappresentano per loro una minaccia all'identità nazionale. È il vecchio vizietto della destra Italica, da Almirante a Fratelli d'Italia, quella che ha tradito oltretutto anche il messaggio socialista di Mussolini, per farsi vestale del libero mercato e dell'atlantismo: proprio così, il neofascismo in Italia, da Almirante in poi, resta solo un tragicomico episodio di normalizzazione liberale e atlantista della patria.
Se la prendono coi venditori di kebab ma non con le multinazionali del cibo americanizzato, con i disperati che migrano e non con i padroni che sfruttano l'immigrazione o con le banche capitalistiche che vivono in maniera parassitaria sulla pelle dei ceti medi e delle classi lavoratrici.
Costoro andrebbero rispediti alla scuola elementare della saggezza, per dirla con Hegel: dovrebbero presto o tardi imparare che il nostro nemico non è chi ha un'identità diversa dalla nostra, ma chi, non avendo un'identità, si batte contro tutte le identità. Il barbaro non è chi viene da lontano ma chi, vicino o lontano che sia, si adopera per distruggere tutte le identità, la nostra come quella altrui.
Chi realmente abbia un'identità forte e la ami, per ciò stesso rispetta e ama anche le identità degli altri. Difendere chi siamo non vuol dire fare la guerra agli altri che non siamo, ma opporsi ai processi di sradicamento disidentificante turbocapitalistico; processi ai quali la destra come la sinistra, non solo nelle Marche, sono pienamente organici.
In accordo con la concezione non ideologica dell’universale, la verità coincide – parafrasando Hegel – con il processo mediante il quale l’umanità pensata come un solo Soggetto perviene alla piena consapevolezza di sé come Intero differenziato (identità dell’identità e della non-identità) e pone in essere forme obiettive socio-economiche che, in maniera comunitaria, rendano possibile l’eguale libertà di tutti e la tutela dell’identità di ognuno.
La Questura di Macerata accoglie un nuovo funzionario della Polizia di Stato. Nei giorni scorsi ha preso servizio il commissario Marco Angelo Martello, assegnato alla sede di Macerata dopo aver concluso con successo il 114° corso di formazione per Commissari della Polizia di Stato.
L’arrivo del nuovo dirigente è stato salutato dal questore della provincia di Macerata, Luigi Mangino, che ha dato il benvenuto al funzionario, il quale andrà ad affiancare i dirigenti e gli altri funzionari già in servizio in Questura.
Trentun anni, Martello è laureato in Giurisprudenza presso l’Università di Camerino e vanta una precedente esperienza nell’Arma dei Carabinieri, dove ha prestato servizio per undici anni prima di superare le selezioni per l’accesso al ruolo di commissario della Polizia di Stato.
Il questore ha rivolto al nuovo funzionario i migliori auguri di buon lavoro, anche a nome dei dirigenti e del personale della Questura di Macerata.
La ricostruzione post sisma nelle Marche conferma un quadro di forte avanzamento, sia sul versante privato sia su quello pubblico. Dai dati complessivi regionali del Rapporto sulla ricostruzione 2026 emergono 20.429 richieste di contributo presentate per la ricostruzione privata, di cui 14.844 approvate, con un importo richiesto pari a circa 11,79 miliardi di euro e un importo concesso che supera gli 8,76 miliardi di euro. Le somme già liquidate ammontano a oltre 5,72 miliardi di euro. Questo è quanto emerso durante la presentazione del Rapporto sisma, alla quale hanno partecipato anche il presidente della Regione Francesco Acquaroli e il sottosegretario al Mef Lucia Albano.
Il quadro dei cantieri restituisce la dimensione concreta del processo in corso: nelle Marche risultano 5.526 cantieri in corso e 8.644 cantieri chiusi, per un totale di oltre 14 mila interventi attivati o conclusi. Il tasso di approvazione delle richieste presentate si attesta intorno al 72,7%, mentre le somme liquidate rappresentano circa il 65,3% degli importi concessi.
Sul piano territoriale, la provincia di Macerata concentra la quota più significativa della ricostruzione privata, con 12.955 richieste presentate, 9.281 approvate, oltre 5,74 miliardi di euro concessi e più di 3,61 miliardi liquidati. Seguono Ascoli Piceno, con 4.734 richieste presentate, 3.610 approvate, quasi 2 miliardi concessi e oltre 1,44 miliardi liquidati; Fermo, con 1.908 richieste presentate e oltre 673 milioni concessi; Ancona, con più di 321 milioni concessi; e Pesaro e Urbino, con oltre 21 milioni concessi.
Rilevante anche il quadro della ricostruzione pubblica: nelle Marche risultano 1.872 interventi programmati, distribuiti in 157 comuni interessati, per un importo complessivo superiore a 2,51 miliardi di euro. Anche in questo caso la provincia di Macerata rappresenta la quota principale, con 1.048 interventi e oltre 1,46 miliardi di euro programmati. Seguono Ascoli Piceno, con 476 interventi e oltre 591 milioni, Fermo con 265 interventi e oltre 320 milioni, Ancona con 72 interventi e oltre 115 milioni, e Pesaro e Urbino con 8 interventi e oltre 18 milioni.
Tra i Comuni maggiormente interessati dalla ricostruzione privata figurano Tolentino, Camerino, San Severino Marche, Ussita, Arquata del Tronto, Pieve Torina, San Ginesio e Acquasanta Terme, territori nei quali si concentra una parte consistente delle risorse concesse e liquidate. Sul fronte delle opere pubbliche, tra i Comuni con gli importi programmati più elevati emergono Arquata del Tronto, Macerata, Ascoli Piceno, Camerino, Castelsantangelo sul Nera, Tolentino, Ussita e Visso.
“Questi numeri confermano l’intensità del lavoro in corso e la dimensione straordinaria della ricostruzione nelle Marche”, dichiara il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli. “La ricostruzione privata ha ormai assunto un ritmo importante, con migliaia di cantieri conclusi e altrettanti in corso, mentre sul fronte pubblico il volume degli interventi programmati testimonia la volontà di restituire ai territori non solo edifici, ma servizi, luoghi di comunità, scuole, infrastrutture e spazi di vita collettiva. Il nostro obiettivo resta quello di accompagnare questa fase con determinazione, semplificazione e responsabilità istituzionale”, prosegue Castelli.
“Le Marche rappresentano una parte fondamentale del cratere sisma 2016 e il lavoro con la Regione e il presidente Francesco Acquaroli, gli Uffici speciali, i Comuni, i tecnici e le imprese è decisivo per trasformare le risorse disponibili in cantieri, opere concluse e ritorno alla normalità. La ricostruzione non è solo riparazione del danno: è la condizione per garantire futuro, sicurezza e nuove opportunità all’Appennino centrale”.
Il dato complessivo conferma dunque l’avanzamento di una ricostruzione che, nelle Marche, coinvolge 180 comuni per la parte privata e 157 comuni per la parte pubblica, con risorse complessive tra importi concessi e programmati che superano gli 11,2 miliardi di euro.
Prendendo in considerazione il periodo compreso tra il 31 marzo 2025 e il 31 marzo 2026, le Marche restano la regione con il maggior numero di assistenze abitative ancora attive, ma registrano anche la riduzione più significativa in termini assoluti. Le dichiarazioni passano infatti da 6.150 a 5.368, con 782 posizioni in meno, pari a una contrazione del 12,7%.
Nello stesso periodo il numero dei beneficiari del CDA scende da 4.256 a 3.847, mentre le SAE passano da 1.411 a 1.147. Il calo più rilevante si registra in provincia di Macerata, la provincia più colpita dal sisma di tutto il cratere, con 53 comuni coinvolti, che passa da 4.298 a 3.770 assistenze (-528, pari al 12,3%), confermandosi comunque il territorio con il maggior numero di nuclei ancora assistiti.
Nella provincia di Ascoli Piceno le dichiarazioni scendono da 1.343 a 1.137 (-206, -15,3%), mentre in quella di Fermo passano da 337 a 284 (-53, -15,7%). La provincia di Ancona registra invece un lieve incremento, passando da 170 a 175 dichiarazioni (+2,9%): in questo caso si tratta di richieste legate a lavori di riparazione dell’abitazione lesionata ancora in corso, mentre la provincia di Pesaro e Urbino resta stabile con due sole posizioni attive.
A Macerata l’accesso al lavoro in edilizia passa obbligatoriamente attraverso un corso di formazione di 16 ore con verifica finale. Su 25 partecipanti, 20 erano di nazionalità straniera e 9 di questi hanno mostrato una comprensione insufficiente della lingua italiana, tale da rendere difficile l’apprendimento delle nozioni tecniche illustrate dal docente Paolo Bianconi.
Il quadro si inserisce nel nuovo Accordo Stato-Regioni, che ha introdotto l’obbligo del test di verifica dell’apprendimento per tutti i corsi sulla sicurezza sul lavoro. Per i lavoratori stranieri è inoltre prevista una verifica preliminare della conoscenza della lingua italiana, necessaria a garantire la comprensione dei contenuti e dei rischi connessi all’attività.
Per rispondere a queste criticità, Edilart Marche, scuola di formazione per le aziende iscritte alla C.ED.A.M. (Cassa Edile Artigiana delle Marche), ha sviluppato un sistema di traduzione simultanea scritta e orale pensato per supportare i lavoratori stranieri che si avvicinano al settore edilizio.
I partecipanti ai corsi vengono indicati direttamente dalle aziende attraverso una scheda di “fabbisogno formativo individuale”, che include anche la valutazione della conoscenza della lingua italiana.
“Nel corso di Macerata — spiega la presidente di Edilart Marche, Elisabetta Grilli — abbiamo messo a disposizione tablet per la traduzione simultanea in arabo, pashtun, urdu, albanese, rumeno, ucraino, francese e inglese, a seconda della scelta del lavoratore. Questo permette di seguire meglio le lezioni, partecipare attivamente, fare domande e superare il test finale, necessario per ottenere l’attestato di ‘primo ingresso in edilizia’. Allo stesso tempo, aiuta ad acquisire familiarità con la terminologia tecnica del settore”.
Per favorire ulteriormente l’apprendimento, Edilart ha attivato anche un portale online che consente ai partecipanti di rivedere e riascoltare i contenuti del corso nella propria lingua.
“Garantire strumenti di comprensione per tutti — aggiunge la vicepresidente Filomena Palumbo — è un investimento per la sicurezza e il futuro delle imprese. L’innovazione applicata alla formazione diventa un valore aggiunto per l’intero settore e uno strumento concreto di prevenzione degli infortuni sul lavoro”.
Edilart Marche ha già programmato ulteriori corsi con sistema di traduzione simultanea, previsti a luglio a Civitanova Marche e Ancona.
CIVITANOVA MARCHE – Mezzo secolo di scarpe, sfide globali e successi, celebrato in una notte dove la commozione ha sposato la grande musica italiana. Germano Ercoli ha festeggiato ieri sera i 50 anni di attività di Eurosuole (1976-2026), trasformando l'Eurosuole Forum in un palcoscenico di ricordi, gratitudine e spettacolo davanti a oltre 900 ospiti, tra familiari, amici e storici collaboratori.
La serata si è aperta con le immagini suggestive di un video firmato dal regista Paolo Doppieri, introducendo il momento più atteso: il discorso del fondatore. In venti minuti di intensa lucidità imprenditoriale, Ercoli ha ripercorso non solo la storia della sua azienda, ma anche i grandi scossoni geopolitici ed economici che hanno segnato l'ultimo cinquantennio.
Con la franchezza che lo contraddistingue, il patron ha analizzato i passaggi chiave della storia recente: dal terremoto politico di Tangentopoli al traumatico passaggio dalla Lira all'Euro, fino all'ingresso della Cina nel WTO – definito da Ercoli come una vera e propria «colonizzazione dell'Europa» priva di regole – passando per il crac di Lehman Brothers e la recente tempesta della pandemia. Sconvolgimenti globali a cui Eurosuole ha saputo resistere, confermando la sua solidità.
Ma la celebrazione è stata rivolta soprattutto al futuro e agli affetti più cari. Ercoli ha accennato alla prossima governance dell'azienda, ipotizzando il passaggio del testimone a un manager professionista o a una realtà strutturata in grado di guidare il Cda, garantendo continuità e prestigio al marchio.
Il momento più toccante è stato però il tributo alla moglie Maria Grazia: «Senza di lei tutto questo non sarebbe stato possibile», ha confessato l'imprenditore, ringraziando la compagna di una vita per la pazienza, la dedizione alle figlie e la condivisione di una quotidianità fatta di sacrifici e poche vacanze.
Sul fronte istituzionale, l'evento ha visto la partecipazione di figure di primo piano della politica marchigiana e nazionale, che hanno voluto testimoniare la propria vicinanza alla famiglia Ercoli. Sono intervenuti sul palco la deputata e segretaria regionale della Lega Giorgia Latini, l’assessore regionale Giacomo Bugaro, la sottosegretaria all’Economia Lucia Albano e, in chiusura, il Presidente delle Marche Francesco Acquaroli.
La conduzione della serata, affidata a Daniela Gurini, ha vissuto un momento di grande glamour con l'arrivo sul palco di Samanta Togni, celebre volto di La7 e storica vincitrice di “Ballando con le stelle”. Insieme hanno premiato il vero motore dell'azienda: i nove dipendenti che hanno superato i quarant'anni di servizio (Domenico Cattoglio, Mauro Faletra, Pietro Monteverde, Salvina Granata, Maria Cristina Morresi, Mario Pierluigi, Katia Renzi, Giorgio Ruffini e Romina Spargoli), seguiti dai riconoscimenti ai partner storici di Eurosuole, i calzaturifici Green Sport, Jumbo e Vibram. A completare il quadro familiare, il saluto sul palco dei quattro nipoti: Edoardo, Leonardo, Lucrezia e Maria Vittoria.
Dopo un elegante aperitivo e la cena allestita negli spazi esterni del Palasport, il ritmo della serata è decollato. Prima con le coreografie di Martina Miliddi, ballerina e presenza fissa nel cast di “Affari Tuoi” su Rai 1, e infine con il colpo di scena che ha infiammato il pubblico: un concerto a sorpresa dei Pooh. La band ha regalato una scaletta intramontabile, facendo cantare ed emozionare la platea fino a tarda notte e sigillando, a suon di hit, una storica pietra miliare del Made in Italy.
Si è svolta nella giornata di oggi una esercitazione regionale di protezione civile organizzata dalla Regione Marche e dal Dipartimento di Protezione Civile Marche, finalizzata a testare la capacità di risposta del sistema regionale di soccorso in scenari complessi legati all’attivazione del Piano di Emergenza della diga di Castreccioni.
All’attività hanno preso parte anche i Vigili del Fuoco, con il coinvolgimento di circa 100 soccorritori provenienti da tutti i comandi provinciali delle Marche.
Lo scenario principale ha simulato uno sciame sismico con danni diffusi a edifici e infrastrutture, evolutosi successivamente in una situazione di criticità legata al possibile collasso della diga e ai conseguenti rischi per i territori a valle. Nel corso dell’esercitazione sono state attivate le sale crisi dei comandi di Ancona e Macerata.
Particolare attenzione è stata dedicata alle attività di ricognizione e valutazione degli effetti sul territorio. Nei centri storici di Apiro e Filottrano sono state effettuate operazioni di quick triage, con l’individuazione delle aree interdette e la definizione delle zone rosse da comunicare alle autorità competenti.
Tra gli scenari operativi è stato simulato anche un incidente stradale complesso lungo il fiume Musone, nei pressi del ponte “Squartabue” nel comune di Recanati, con il coinvolgimento di un pulmino e un’autovettura e la ricerca di una persona dispersa in alveo. Per le operazioni sono stati impiegati i nuclei specializzati SAF (Speleo Alpino Fluviale), in collaborazione con il personale sanitario che ha allestito un Posto Medico Avanzato.
Un ulteriore scenario ha riguardato la ricerca di una persona dispersa in ambiente fluviale nei pressi della foce del Musone. In questo caso sono stati attivati il Posto di Comando Avanzato, i nuclei sommozzatori, SAPR (droni), cinofili, TAS e nautico, oltre alla Capitaneria di Porto per il coordinamento delle operazioni in area costiera.
Presso l’Interporto di Jesi è stato inoltre allestito un campo base da 120 posti, completo di tende pneumatiche e servizi logistici, con il supporto del nucleo TLC Marche e del servizio Co.Em. per le comunicazioni in emergenza.
Le attività sono state coordinate dalla sala operativa della Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco delle Marche. L’esercitazione ha permesso di verificare l’efficacia delle procedure operative, dei flussi informativi e del coordinamento tra le diverse componenti del sistema di emergenza, confermando la capacità di risposta a eventi complessi e di ampia estensione del sistema regionale di protezione civile.
Nasce “Passi di Vita”, la nuova rassegna promossa da Civitanova Cammina APS che accompagnerà la città attraverso incontri, testimonianze e momenti di riflessione dedicati al benessere della persona, alla salute e alle relazioni umane.
Dopo il successo delle iniziative avviate lo scorso anno, l’associazione torna a proporre un percorso di appuntamenti pensati per valorizzare il tema della cura, dell’ascolto e dei legami che danno significato al quotidiano.
Il primo incontro è in programma giovedì 2 luglio 2026 alle ore 21.00 presso lo Shada Beach Club di Civitanova Marche. Ospite della serata sarà Valentina Mastroianni, autrice e ideatrice della pagina social @la_storia_di_cesare.
L’appuntamento, dal titolo “Prendersi a cuore”, sarà un’occasione di riflessione sul significato della presenza, dell’amore e del sostegno nei momenti più complessi della vita. Una testimonianza definita intensa e autentica, capace di coinvolgere e commuovere migliaia di persone in tutta Italia.
A dialogare con l’autrice sarà Roberta Belletti, presidente di Civitanova Cammina APS.
«Con “Passi di Vita” vogliamo offrire alla città occasioni di incontro che lascino qualcosa dentro ciascuno di noi – spiega Belletti –. Camminare insieme significa condividere esperienze, ascoltare storie e costruire relazioni. La testimonianza di Valentina Mastroianni rappresenta pienamente lo spirito della rassegna: parlare di cura, amore e umanità attraverso la vita vissuta».
La partecipazione all’evento è gratuita con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. Al termine dell’incontro sarà possibile partecipare a un momento di confronto con l’autrice e al firmacopie.
La rassegna “Passi di Vita” si inserisce nel più ampio impegno di Civitanova Cammina APS nel promuovere iniziative dedicate al benessere e alla socialità sul territorio.
Considerare la nutrizione come un'equazione matematica in cui il cibo rappresenta il combustibile e il corpo il motore energetico è un modello scientificamente superato. Per decenni, l'approccio dietetico si è focalizzato quasi esclusivamente sul bilancio quantitativo: calorie in entrata contro calorie in uscita. Oggi, tuttavia, la biologia molecolare dimostra che gli alimenti non sono semplici fonti di energia, ma veri e propri flussi di informazioni biochimiche in grado di dialogare con le nostre cellule e di coordinare la risposta dell'organismo.
La reale efficacia del cibo si manifesta attraverso l'azione dei composti bioattivi, molecole che non assolvono a funzioni energetiche ma regolatorie. Un esempio emblematico è l'acido ellagico, un polifenolo presente in concentrazioni elevate in alimenti come noci, melograni e frutti di bosco. Una volta assimilati, i derivati di questo composto attivano nelle cellule processi che individuano e smaltiscono i mitocondri danneggiati o inefficienti. È un meccanismo di rigenerazione cellulare che non ha nulla a che fare con il conteggio calorico, ma che influisce direttamente sulla nostra vitalità quotidiana.
La parte più affascinante di questo dialogo tra cibo e corpo si spinge ancora più a fondo, toccando il cuore stesso di ciò che siamo: il nostro DNA. La nutrigenomica studia infatti come nutrienti e composti fitochimici siano in grado di modulare l'espressione genica, ovvero la capacità del corpo di "accendere" o "spegnere" determinati segmenti del DNA senza modificarne la struttura.
Per comprendere la portata di questo fenomeno, basti pensare agli studi sui gemelli omozigoti. Pur condividendo lo stesso patrimonio genetico, l'esposizione prolungata a modelli alimentari differenti può determinare profili di salute molto diversi. Una dieta ricca di composti bioattivi provenienti da vegetali integri invia segnali epigenetici capaci di ridurre l'attivazione delle vie associate all'infiammazione cronica e di favorire quelle coinvolte nelle difese antiossidanti.
Al contrario, un consumo abituale di alimenti ultra-processati e poveri di complessità nutrizionale può favorire pattern biologici associati allo stress cellulare e alla vulnerabilità metabolica. I geni non rappresentano quindi un destino immutabile, ma un copione biologico la cui interpretazione è influenzata quotidianamente anche da ciò che mangiamo.
Questo cambio di paradigma ridefinisce i criteri di scelta alimentare, dimostrando l'inadeguatezza del solo calcolo numerico. Cento calorie provenienti da uno snack industriale e cento calorie provenienti da una manciata di frutta a guscio hanno lo stesso valore energetico, ma un impatto biologico profondamente diverso.
Superare l'ossessione del conteggio calorico e concentrarsi sulla qualità molecolare del cibo non è una moda, ma una scelta supportata dalle più recenti evidenze scientifiche per favorire il corretto funzionamento dei nostri sistemi biologici.
Mercoledì mattina, la figlia di una mia cara amica, 18 anni, maturità il giorno dopo. La chiamo per sapere come sta.
"Sto studiando", mi dice. "Bene", rispondo io.
"Sì, sto guardando una diretta su TikTok con altri ragazzi che studiano."
Silenzio dalla mia parte.
"Una diretta su TikTok per studiare?"
"Sì Bà, si chiama Study with me. Siamo in duemila collegati in questo momento. Tutti in silenzio, ognuno alla propria scrivania. Mi aiuta a concentrarmi."
Ho dovuto fermarmi un momento a riflettere, perché questa cosa mi ha colpita davvero. Duemila ragazzi connessi in silenzio, ognuno sui propri libri, insieme ma ognuno nella propria stanza. Un'aula studio virtuale che non avremmo mai immaginato.
Il fenomeno Study with me è esploso in queste settimane su TikTok, YouTube e Twitch. Funziona in modo elementare: uno studente avvia una diretta puntando la telecamera sulla propria scrivania, quaderni e libri in vista, e studia in silenzio. Chi ha bisogno di una spinta per mettersi sui libri si collega e studia insieme, in quella compagnia silenziosa che allontana l'ansia e il senso di solitudine. E i numeri dicono che funziona davvero, perché migliaia di maturandi in tutta Italia stanno usando questo formato per ripassare, concentrarsi e sentirsi meno soli in uno dei momenti più carichi di aspettative della loro giovinezza.
Ma c'è un altro lato della storia, quello che fa sorridere e riflettere allo stesso tempo. Per mesi, su TikTok e su tutti i siti specializzati nelle cosiddette "toto tracce", si sono rincorsi pronostici, previsioni e anticipazioni sulle tracce della maturità 2026. Pirandello era dato per certo. D'Annunzio quasi sicuro. Grazia Deledda, a cent'anni dal Nobel, sembrava impossibile da ignorare. Creator con centinaia di migliaia di follower hanno costruito video su video spiegando ai maturandi su cosa concentrarsi, cosa studiare, cosa aspettarsi.
E poi le tracce sono uscite: l'oracolo di TikTok aveva sbagliato tutto.
E questo ci porta al cuore di una domanda che agita il dibattito da mesi: dobbiamo bloccare i social ai ragazzi più giovani, o dobbiamo insegnare loro a usarli meglio?
Nel frattempo Meta ha introdotto anche in Italia i profili "Teen" per gli under 18, con contenuti filtrati e interazioni limitate, come una sorta di zona protetta all'interno della piattaforma. Un passo nella direzione giusta, dicono alcuni. Un cerotto su una ferita che richiederebbe punti di sutura, dicono altri.
La verità è che i maturandi di quest'anno ci stanno dando una lezione. Non sono vittime passive dei social, come spesso li dipingiamo. Sono ragazzi che hanno imparato, in modo autonomo, a usare questi strumenti anche per fare cose serie. Studiano insieme in silenzio su TikTok, si interrogano su ChatGPT, si scambiano appunti su Instagram.
E poi sbagliano, come sempre hanno fatto i ragazzi di ogni generazione, fidandosi troppo dell'oracolo sbagliato, che una volta era il compagno di banco secchione e oggi è il creator con più follower.
Il punto non è vietare. Il punto è educare.
Insegnare ai ragazzi a distinguere il contenuto utile da quello inutile, la fonte affidabile dalla bufala costruita per fare visualizzazioni, la community che ti aiuta dalla distrazione che ti svuota. Ed è un lavoro che non possono fare i social da soli, né i genitori da soli, né la scuola da sola. Va fatto insieme.
Forse non è così semplice come sembra.
Da sabato 20 giugno tornerà nuovamente operativo l’ascensore che collega il parcheggio di via Filzi con la soprastante via Roma. Lo rende noto il Comune di Tolentino. Il servizio, molto utilizzato dai pedoni per agevolare gli spostamenti tra le due aree, era stato temporaneamente sospeso per consentire interventi di verifica e controllo.
Nella stessa giornata entrerà inoltre in funzione il nuovo ascensore che collega via delle Cartiere e la zona del Formaggino, in via Foro Boario, con via Nazionale, nei pressi del Torrione di San Catervo. Un’opera pensata per migliorare la mobilità pedonale e rendere più agevoli i collegamenti tra le diverse aree della città.
Secondo quanto comunicato dall’amministrazione comunale, le verifiche tecniche e i controlli di sicurezza "sono stati completati con esito positivo, consentendo così la riapertura e la messa in esercizio dei due impianti".
Da oggi saranno attivate corse “bis” alle 17:30 e alle 18:15 lungo la linea bus Civitanova Marche–Macerata, una tratta di oltre 40 chilometri molto utilizzata soprattutto nelle ore di rientro dal mare. La misura, secondo quanto comunicato dall’azienda Contram , arriva in risposta ad alcune segnalazioni relative al sovraffollamento dei mezzi.
Le nuove corse aggiuntive saranno pensate in particolare per garantire un rientro più sicuro e confortevole a studenti, lavoratori e anziani che quotidianamente utilizzano il collegamento, soprattutto nella fascia delle 18:15, con arrivo previsto a Macerata intorno alle 19:15. L’azienda ha inoltre annunciato che il servizio potrebbe essere potenziato anche nelle giornate di domenica.
Negli ultimi giorni, infatti, diversi utenti hanno denunciato condizioni di viaggio particolarmente difficili. “I mezzi viaggiano costantemente sovraffollati, con passeggeri stipati all’inverosimile e costretti a rimanere in piedi, schiacciati gli uni contro gli altri per l’intero tragitto”, ha raccontato una passeggera.
A preoccupare è anche il tema della sicurezza: secondo alcune testimonianze, nella giornata precedente un passeggero avrebbe accusato un malore a bordo, probabilmente a causa del caldo e della scarsa ventilazione.
L’introduzione delle corse bis rappresenta quindi un primo intervento per alleggerire il carico dei mezzi nelle ore di punta e migliorare le condizioni di viaggio su una delle linee più frequentate del territorio.