Dopo più di un anno, la signora Paola, residente a Villa Potenza non sa se deve pagare o no una multa al Comune.Era una fredda giornata di dicembre del 2014 e la signora Paola, come ogni giorno, aveva messo fuori dal suo portone il sacchetto della spazzatura, che gli addetti del Comune avrebbero raccolto poche ore dopo. Quella mattina, però, "sbadatamente, ho messo fuori dal mio portone il sacchetto della carta, anche se era mercoledi, - racconta Paola - e la carta doveva essere conferita il giorno dopo".Erano passate solo due settimane da quando il Comune aveva attivato il servizio di raccolta differenziata porta a porta e nonostante "il Comune avesse garantito un mese di tollerenza nei confronti dei cittadini per abituarsi a questo nuovo sistema", - racconta la cittadina di Villa Potenza - appena due settimane dopo mi arrivata la multa".A quel punto, la signora Paola non ci sta e fa ricorso al Comune, ottenendo un accoglimento del ricorso da parte dell'amministrazione. Tuttavia, a distanza di un anno ma la cittadina potentina aspetta ancora di sapere cosa deve farne di quella multa.E' vero il sistema di riciclo di Villa Potenza prevede che il lunedì e il venerdì si recicli tutto ciò che non è recuperabile o differenziabile, il martedì la plastica, lattine e barattolame metallico, mentre il giovedì la carta, cartoncini, giornali, riviste, tetrapak o simili.Tuttavia, se questa cittadina non ha compiuto, per sbaglio, il suo dovere, nemmeno il Comune è da meno.La signora Paola denuncia, infatti, un sistema di raccolta differenziata assolutamente inefficiente. Significativa è la sua disavventura all'isola ecologica di Villa Potenza."Ieri mi stavo recando all'isola ecologica, ma l'ho trovata chiusa. - racconta Paola - Sul sito del Comune non ho trovato nessuna informazione su qualche cambiamento di orario e nemmeno da parte del Comune era stato diffuso nessun avviso".Paola si era recata all'isola ecologica alle 12 e 07 di ieri, in tempo secondo gli orari di apertura che vanno dalle 8 alle 12 e 30. Così trovandola chiusa, Paola è tornata a casa con in mano i suoi rifiuti ancora con sè."Il risultato è stato un viaggio a vuoto - spiega - e in più la fatica di dover rimettere in macchina i sacchetti dell'immondizia che non erano proprio leggeri".
I primi cittadini dell’Unione montana delle Alte Valli del Potenza e dell’Esino di San Severino Marche, riuniti nel Comitato dei sindaci dell’Ambito Territoriale Sociale, hanno detto no alla riorganizzazione sanitaria imposta dalla Giunta Ceriscioli e, in particolare, alla chiusura del Punto nascita presso l’ospedale “Bartolomeo Eustachio”. Con la firma di un documento congiunto, con cui hanno chiuso un summit istituzionale andato avanti alcune ore, gli amministratori locali hanno dimostrato “unione e compattezza a difesa di un diritto, quello della salute, che è riconosciuto costituzionalmente. Non è possibile privare l’ospedale settempedano di un servizio di così vitale importanza né, tantomeno, tutto il territorio dell’entroterra marchigiano, dal pesarese fino al fermano, di un Punto nascite”. Considerazione cui è seguita, da parte di tutti i sindaci presenti alla riunione, la richiesta di un nuovo incontro con il governatore delle Marche, Luca Ceriscioli: “Siamo convinti che servano la discussione e il confronto e che non ci si possa affidare solo ai tecnici per certe scelte. Quella intrapresa continua ad essere una scelta politica che consideriamo completamente sbagliata e contro la quale ci opporremo in ogni sede. Nella discussione sulla riorganizzazione sanitaria pesano anche altre questioni come la risposta h24 alle emergenze e quella contro i tagli ai servizi sociali. La conseguenza di questi ultimi è che rischia di saltare tutto il discorso sulla prevenzione e l’assistenza territoriale. Senza soldi non si potrà dare seguito nemmeno alla attivazione dell’Unità operativa Socio Sanitario e del Punto unico d’accesso che sono i punti cardine della riforma in tema sociale. Stiamo parlando di tagli che si avvicinano al 35%. Nel prendere atto di alcune aperture da parte del presidente della Regione confermiamo la disponibilità ad avanzare proposte attraverso la Conferenza dei Sindaci dell’Area Vasta 3. Riteniamo quest’ultima il luogo istituzionalmente deputato al confronto e non solo al recepimento di decisioni assunte in altre sedi. Si è deciso, pertanto – concludono i primi cittadini dell’Ambito Territoriale - di chiedere al presidente di quest’ultima, il sindaco di Macerata, Romano Carancini, la convocazione di un’assemblea con Ceriscoli e i vertici della sanità regionale”.
I fatti risalgono al 18 giugno, quando Pietro Sarchiè, un commerciante di pesce di San Benedetto del Tronto, è stato ucciso e bruciato in una frazione di Camerino. Anche durante la mattina del suo ultimo giorno di vita, Pietro, dopo aver fatto colazione e aver salutato sua moglie, si è diretto nel mercato ittico di Porto San Giorgio per poi iniziare, con il suo furgone carico di pesce, il solito giro di vendite nei vari paesi e cittadine dell'entroterra maceratese. Mentre percorreva la strada provinciale di Sellano, una frazione di Camerino, una Y10 rossa, gli ha sbarrato la strada e Sarchiè è stato così costretto a fermarsi. Purtroppo, per il pescatore che non avrebbe mai fatto del male nemmeno ad una mosca, il suo destino si sarebbe compiuto nel giro di pochi minuti perchè in quella macchina erano presenti coloro intenti a togliergli la vita con una calibro 38, dalla quale sono partiti sei colpi di cui l'ultimo mortale alla testa. Dopo essere stato ucciso brutalmente, gli assassini, hanno trasportato il corpo di Pietro in una zona abbandonata, Valle dei Grilli, per poi dargli fuoco e hanno smontato il suo furgone pezzo per pezzo presso il capannone di un'azienda edile a Castelraimondo. Il corpo del povero Pietro è stato trovato il 5 luglio, 17 giorni dopo la scomparsa.Esposti striscioni e cartelli in cui si chiede giustizia fuori dal Tribunale di Macerata, dove oggi è attesa la sentenza per Giuseppe e Salvatore Farina, padre e figlio, entrambi accusati dell'omicidio di Sarchiè, i quali hanno trascorso queste ultime ore nel carcere di Camerino.
La Camera di Commercio di Macerata in questi ultimi anni ha rafforzato notevolmente la propria presenza in Europa attraverso la realizzazione di numerosi progetti finanziati da Programmi Europei. L’Ente può vantare una notevole esperienza, riconosciuta a livello nazionale ed internazionale (quale finalista del Premio Europeo per la Promozione d’Impresa - EEPA 2015), nella gestione di progetti di alternanza scuola-lavoro. Su questo tema ha realizzato numerose attività con gli Istituti Scolastici Superiori della provincia. In particolare, per tre annualità consecutive è riuscito ad accedere a fondi esterni per garantire esperienze di tirocinio all’estero ad oltre 400 studenti delle scuole superiori. L’Ente vuole continuare a perseguire questo percorso virtuoso ed intende presentare la propria candidatura al bando 2016 del Programma Europeo Erasmus+ (con scadenza il 2 febbraio 2016) con un progetto sulla “Mobilità individuale nel settore dell’istruzione e della formazione” a valere sull’Azione Chiave 1. Affinché la candidatura abbia buone opportunità di essere ammessa a finanziamento è necessario che la proposta progettuale abbia contenuti di elevata qualità e che il partenariato di progetto sia di profilo elevato e con competenze che permettano di raggiungere gli obiettivi del progetto e del Programma. E’ per questo che la Camera di Commercio ha pubblicato un avviso pubblico per la ricerca di un partner con il ruolo di “organizzazione intermediaria” per la partecipazione al bando suddetto. I soggetti interessati possono accedere all’avviso per la presentazione della manifestazione d’interesse sul sito web della Camera di Commercio di Macerata. La scadenza per la presentazione delle manifestazioni d’interesse è il 18/01/2016 alle ore 13
Il 10 febbraio si celebra la “Giornata del Ricordo”, in onore delle migliaia di italiani vittime delle foibe. A quasi un mese da quella data a Tolentino nasce l’Associazione Nazionale Dalmata, con sede in Piazza della Libertà, “per non dimenticare le migliaia di Italiani torturati e gettati a morire nelle foibe - scrive l’associazione in una nota - e delle centinaia di migliaia di nostri connazionali costretti ad abbandonare le loro case ed ogni avere per la pulizia etnica ordinata dal comunista Tito”.L’Associazione Dalmata sarà punto di riferimento per esuli, parenti e sostenitori di Tolentino e delle zone limitrofe, “non dimenticando - scrive la neonata associazione - che anche dalla nostra città partirono volontari per l’eroica impresa di Fiume organizzata da D’Annunzio”.Il Presidente dell’Associazione Dalmata, Guido Cace, e il Direttivo hanno nominato il concittadino Renato Pagliari quale referente locale dell’Associazione.
Il presidente Luca Ceriscioli ha incontrato consiglieri e segretari regionali di partito (Francesco Comi, Antonio Pettinari e Lorenzo Catraro) della maggioranza sul tema della sanità in merito alla delibera di trasformazione delle 13 case della salute, ridefinite ospedali di comunità, e della rete dei trasporti di emergenza territoriale. Delibera che non ha ancora concluso il suo iter e che dovrà tornare alla giunta una volta acquisito il parere della commissione consigliare regionale della Sanità."Gli ospedali di comunità" si legge in una nota "sono un punto importante per far partire concretamente la riorganizzazione della medicina del territorio favorendo l'implementazione di modelli associativi di medicina generale (rete, medicina gruppo ed equipe territoriali) ed è finalizzata all'erogazione dei servizi di assistenza primaria compresa la continuità dell'assistenza, organizzazione che garantisce la presenza di medici h24 in tutte queste tredici strutture, come prevede già la delibera. Un percorso che non prevede tagli ma investimenti e implemento di budget fino a tre milioni di euro complessivamente su tutto il territorio regionale. Un paradosso per chi parla di impoverimento delle aree interne".La maggioranza ha ribadito "la necessità di andare avanti con il percorso di riforma del sistema sanitario. Avanti dunque con l'obiettivo di trasformare le strutture in ospedali di comunità, soprattutto alla luce della cornice delle normative nazionali, accompagnando il percorso così come il presidente aveva ribadito ai dirigenti.Due i punti che verranno puntualizzati nella delibera.Tutte le strutture saranno a disposizione degli utenti h 24. Un sistema molto più strutturato del ppi, erroneamente definito pronto soccorso, che per legge è temporaneo. Ci sarà il medico di continuità assistenziale h24 e il 118 e, dove persiste la lungodegenza, il medico del reparto potrà intervenire in caso di emergenza.Inoltre nella delibera verrà specificato che la lungodegenza resterà in attesa di entrare a regime con le cure intermedie. Un passaggio che verrà sancito da una verifica".
Polemiche e proteste in piazza della Libertà a Macerata dove questo pomeriggio sono state elevate diverse multe per divieto di sosta ad auto che avevano parcheggiato negli spazi blu destinati alla sosta a pagamento.Il motivo? Un divieto spuntato attraverso della segnaletica mobile (sulla cui regolarità in tanti esprimono dei dubbi) per riservare gli ultimi (sembra) quattro posti alle auto della polizia e della questura in quanto all'interno del cortile del palazzo si stanno svolgendo dei lavori.In realtà, come si può evincere dalle foto, i posti sembrerebbero decisamente di più e i cittadini che non si sono accorti del segnale mobile sono incappati nella multa.Addirittura un automobilista nel primo pomeriggio è arrivato in piazza, ha parcheggiato e, mentre stava per scendere, gli è stato fatto notare che non poteva lasciare l'auto lì. E' risalito in auto, ma mentre faceva retromarcia per andarsene, è stato fermato e gli sono stati chiesti patente e libretto. Alla fine, si è beccato un multa da 28 euro e rotti, grazie allo sconto destinato a chi paga entro i primi cinque giorni. "Non ho visto il segnale" ammette l'uomo "ma me ne stavo andando veramente subito. Credo che in questi casi, oltre alle ordinanze, serva anche e soprattutto un po' di buon senso".
La cattura è stata effettuata a Civitanova Marche con la Tecnica della bolognese. Il Pesce è un'ombrina (umbrina cirrosa) dal peso di 4 kg esatti ed è uno degli esemplari più grandi di questa specie mai presi nelle Marche: un record. Il pescatore, è il maceratese Leonardo Renzi, classe 1992, che nel 2008 si è laureato campione d'Italia FIPSAS categoria Juniores nella specialità trota lago, questa volta ha dato prova delle proprie abilità in acqua salata. Non esiste la fortuna, ma esiste il momento in cui il talento incontra l'occasione.
Sono Ninfa Contigiani e Cristina Monachesi le nuove Presidente e Vice Presidente del Consiglio delle Donne di Macerata. Le due donne che da oggi presiederanno il consiglio rosa sono state votate, oggi pomeriggio a scrutinio segreto, dalle rappresentanti di diritto dell’assise femminile, consigliere e assessore comunali.Ninfa Contigiani, consigliera del Pd, membro della commissione consigliare servizi sociali e cultura, è Ricercatrice in Storia del diritto medievale e moderno, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata. Da sempre interessata a tematiche sociali e femminili, in particolare al tema della famiglia, sulla questione delle donne Contigiani ha detto di “essere una donna che ama prendere posizione, in maniera ragionata, ferma e determinata”.L’elezione di Contigiani rientra nella filosofia di scelta della presidenza avanzata dall’Assessora alle Pari Opportunità Federica Curzi che ha proposto di eleggere una “presidenza istituzionale, per essere maggiormente incisiva nelle decisioni dell’assise comunale, e una vicepresidenza incarnata da rappresentanti delle associazioni”.Le due anime del consiglio delle donne, quella istituzionale e quella associativa con donne rappresentanti degli organismi pubblici e privati, sono parte integrante del consiglio solo dal 2010, da quando consigliere e assessore si sono aperte alla società civile.Subito dopo la votazione, Ninfa Contigiani ha preso il posto del Presidente del Consiglio Comunale, Luciano Pantanetti, che aveva condotto la prima fase del consiglio di oggi.Contigiani è stata eletta quasi all’unanimità con 18 voti a favore e una sola scheda bianca, mentre più complicata è stata la scelta della Vice Presidente che ha creato non pochi malumori tra le donne, rischiando di trasformare l’elezione in “un pasticcetto”, come l’ha definito Orietta Maria Varnelli, imprenditrice dell’omonima distilleria che fa parte del consiglio come membro della società civile.Nonostante fosse già inserita nell’ordine del giorno e il regolamento stabilisca che “nella prima riunione i membri di diritto scelgono al loro interno, a scrutinio segreto, il Presidente e il Vice Presidente del Consiglio”, l’Assessora Curzi aveva proposto di posticipare alla prossima riunione l’elezione della Vice Presidente. Poiché per la Vice Presidenza si era deciso per una donna delle associazioni, Curzi aveva proposto che questa venisse scelta alla prossima riunione, quando sarebbero state presenti rappresentanti delle associazioni, che tuttavia non avrebbero potuto votare per la vicepresidenza, in quanto tale decisione spetta solo alle donne membri di diritto, consigliere e assessore.La proposta dell’Assessora ha ricevuto alcune critiche, in particolare dalla consigliera Deborah Pantana di Forza Italia che ha contestato la scelta di non rispettare il regolamento e di scegliere la Presidente attraverso due assemblee diverse, quella odierna e quella successiva che avrebbe riunito anche le associazioni.Categorica Pantana: “C’è un regolamento e va applicato così com’è: non prevede eccezioni. Non si può votare una Presidente con un consiglio ristretto e una Vice con un consiglio allargato all’associazionismo, altrimenti - ha avvertito la consigliera - io non partecipo più alle riunioni”.Le acque si sono calmate e la discussione è rientrata con la decisione dell’Assessora Curzi di ritirare la sua proposta e procedere all’elezione della Vice Presidente. Al centro Cristina Monachesi, Vice Presidente Consiglio DonneCosì dopo i malumori iniziali è stata eletta Cristina Monachesi, dentista odontoiatra e consigliera dell’Ordine dei Medici delle Marche con 7 voti a suo favore, 3 a Orietta Maria Varnelli e 10 schede bianche. Poiché nella votazione della vicepresidenza conta la maggioranza semplice, a differenza della presidenza in cui c’è bisogno della maggioranza qualificata dei 2/3, Monachesi è diventata la nuova Vice Presidente del Consiglio delle Donne di Macerata.Da sempre attenta alle tematiche femminili, in particolare a quelle legate alla salute delle donne, Monachesi ha detto di volersi impegnare nella “difesa della dignità delle donne, partendo dalla questione sanitaria che rimane uno dei problemi fondamentali del mondo femminile”.A conclusione della prima riunione sono state valutate e accolte tutte le 34 domande di partecipazione al Consiglio pervenute dalle associazioni. Tuttavia, per essere più inclusivi possibile l’assise ha espresso la disponibilità a mantenere aperte le porte del Consiglio delle Donne a tutte le altre realtà locali interessate, purché ne facciano formale richiesta, anche se il bando per parteciparvi è scaduto lo scorso 30 novembre.
Anche una delegazione di Tolentino e San Severino, sta partecipando alla manifestazione di protesta in corso di svolgimento ad Ancona, di fronte al palazzo del consiglio regionale, contro la riforma del sistema sanitario.Numerosi i cittadini che si sono dati appuntamento da tutte le Marche per chiedere che la riforma non venga applicata con cartelli e striscioni inneggianti perlopiù al diritto alla salute.
"Se la sposteranno ancora una volta sarò costretto a ricorrere all'autorità giudiziaria": queste sono le parole del sindaco di Cingoli, Filippo Saltamartini, dopo che per l'ennesima volta la manifestazione per la sicurezza di fronte alla Prefettura a Macerata è stata spostata.Stavolta era stata fissata per domenica 17 gennaio ed è stata anticipata a sabato 16 gennaio alle ore 15.30."Questa volta, il motivo per il quale l'hanno spostata, sarebbe la processione verso la Porta Santa del Giubileo" afferma il primo cittadino di Cingoli, aggiungendo "fino ad ora non è mai stato formalizzato il divieto di manifestare, ma è stato sempre chiesto in via bonaria ed io ho aderito. Di fronte alla prospettiva di un impedimento anche per sabato, ho chiesto che questa volta il provvedimento fosse formalizzato, riservandomi il ricorso all'Autorità Giudiziaria... comunque la manifestazione è programmata per sabato 16 gennaio alle ore 15,30 in piazza della Libertà a Macerata" conclude Saltamartini.
E' proprio il caso di dire che le previsioni non hanno sbagliato: le forti raffiche di vento preannunciate la settimana scorsa non si sono fatte attendere e stanno sferzando le Marche. L'avviso di condizioni meteo avverse per il vento resterà in vigore fino alle 12 di domani. Le elevate temperature, ben al di sopra delle medie stagionali, che si stanno percependo in questi giorni sono dovute proprio al garbino, che porterà con sè anche precipitazioni sparse.Dopo un avvio di settimana all'insegna della variabilità, da mercoledì è previsto l'arrivo del freddo invernale. La nuova perturbazione in arrivo dall'Atlantico, infatti, colpirà tutta la Penisola e,porterà con sè correnti fredde, comportando così un generale abbassamento termico. Nel corso del weekend di sabato 16 e domenica 17 gennaio, sull'Italia arriverà un'imponente irruzione di aria gelida dai comparti russo-siberiani. Sono previste inoltre nevicate fino a quote molto basse. Che si possa finalmente tornare a sciare sulle piste dell'Appennino maceratese?
Aumentano le adozioni al canile comunale di Macerata. Il 2015 si conclude con una presenza media ridotta di ben cinquanta cani rispetto all’anno precedente. Per la precisione, al 31 dicembre 2015 al canile “Gli amici del canile” erano presenti 212 cani, mentre un anno prima , i quattro-zampe erano 261. Si tratta di un risultato raggiunto grazie all'incessante impegno per la promozione delle adozioni da parte di Meridiana cooperativa sociale (gestore del canile) e dell'associazione Argo, ma anche della crescente sensibilità dei cittadini che adottano di più ed abbandonano di meno. Infatti, se nel 2014 gli ingressi sono stati oltre 129 durante gli ultimi dodici mesi gli abbandoni sono sensibilmente diminuiti e gli ingressi in generale sono scesi del 45% rispetto all'anno precedente.“Noi pensiamo che il canile sia solamente una struttura di passaggio – commenta il presidente di Meridiana, Giuseppe Spernanzoni – ovvero un luogo dove un cane deve restare il meno possibile. A volte ciò non accade, ma per anni abbiamo seminato molto cercando di promuovere il più possibile l'adozione dell'animale al posto dell'acquisto e l'adozione di cani adulti ed anziani così come è stato fatto con l'ultima campagna che abbiamo promosso intitolata ''Adotta un de-cano'; adesso stiamo raccogliendo i frutti del nostro impegno e siamo molto soddisfatti”.Un'occasione per diffondere ancora una volta il messaggio che da anni Meridiana ed Argo cercano di trasmettere ai maceratesi (e non solo) è stata la visita di Rai 3 ricevuta dal canile “Gli amici del canile” giovedì scorso. Le telecamere della redazione marchigiana della rete pubblica sono entrate fin dentro ai box dei cani ospitati per raccontare la quotidianità degli animali che vivono al rifugio ed il lavoro degli operatori. Inoltre, i giornalisti hanno intervistato Barbara Vittori, direttrice della Meridiana e Presidente dell’Associazione Argo, la responsabile del canile Mariella Di Piero ed Anna Casella, una delle operatrici che si prende cure dei cani ospitati, ognuna delle quali hanno raccontato la storia di uno dei quattro-zampe che attendono una famiglia che sia per sempre. Il servizio realizzato da Rai 3 verrà trasmesso in onda sabato 16 gennaio alle ore 12.25.Per adozioni ed ulteriori informazioni sul canile di Macerata è possibile chiamare il numero 392.7060232, visitare il sito internet www.meridiana.mc.it oppure seguire la pagina Facebook “Canile comunale – Meridiana cooperativa sociale”.Nella foto di gruppo: Giuseppe Spernanzoni, Barbara Vittori, Mariella Di Piero e due volontarie del canile insieme ai giornalisti di Rai 3; nella seconda foto la giornalista Rai Simonetta Ippoliti intervista la responsabile del canile Mariella Di Piero.
Romano Carancini è il sindaco italiano con la migliore performance della Governance Pool 2016, con una crescita di 7,5 punti percentuali rispetto al passato. Si tratta del balzo più rilevante di tutta la graduatoria relativa ai comuni capoluoghi di provincia. Con il 57,5 per cento dei consensi, infatti, Carancini si pone al 23° posto della classifica dei sindaci italiani più graditi pubblicata da Il Sole 24 ore e che misura, attraverso il sondaggio annuale realizzato da IPR Marketing, il gradimento degli amministratori italiani. Un dato che sottolinea il percorso di crescita del primo cittadino maceratese che, ad esempio, nella Governance Pool 2013 aveva ottenuto il 49% dei consensi ponendosi al 75° posto della classifica, un gradino in più rispetto a quella ancora precedente dove si era attestato al 76° posto. “E’ tutta la città a meritare questo riconoscimento nazionale – commenta la notizia il sindaco Carancini- . Il gradimento positivo verso me è la prova di una città in movimento, che sa crescere come ha dimostrato in questi anni imponendosi tra le città in cui si vive meglio in Italia. Il dato sottolinea anche il rafforzamento di un rapporto di fiducia tra istituzione e cittadini fondamentale per un buon clima di coesione sociale e per la comunità. Non nascondo la soddisfazione personale, ma attribuisco a questo risultato il valore di una tappa perché già oggi occorre pensare al futuro, alle nuove idee e ai progetti sui quali stiamo lavorando per migliorare ancora. Occorre continuare a salire – conclude Carancini – senza pensare alla vetta o scorciatoie, consapevole che solo il lavoro e una visione di città di tutti potrà ancora farci assaporare nuove soddisfazioni”.
Anche il parcheggio gratuito in via Leopoldo Armaroli a Macerata, da qualche tempo la sera è diventato a pagamento. Lasciare l'auto in quello che era un punto di appoggio per chi arrivava nel capoluogo dopocena per una passeggiata o per bere qualcosa nei locali del centro, da alcune settimane costa un euro a forfait, tra le 21 e le 2 di notte, indipendentemente dal tempo in cui ci si ferma.La segnalazione è arrivata da alcuni cittadini che hanno sottolineato la cosa, mettendola in relazione anche al fatto che la piazza è stata chiusa alle auto. "Noto con immenso piacere" scrive un cittadino "che il famoso "parcheggio gratuito" che tanto veniva osannato qualche tempo fa, dopo aver chiuso la piazza alle auto, è magicamente divenuto a pagamento! Tra l'altro con un cartello dalla dubbia regolarità".
“Il dividi et impera non passa, il latino lo abbiamo studiato anche noi. Se pensano che siamo analfabeti, solo perché nati in montagna, la nostra risposta non può che essere l’indifferenza”. Il presidente dell’Unione montana delle Alte Valli del Potenza e dell’Esino di San Severino Marche, Gian Luca Chiappa, torna ad intervenire sul dibattito che continua ad animare politica e società in tema di sanità e, in particolare, sulla questione della chiusura dei Punti nascita.“I sindaci del territorio sono più che mai uniti per la difesa del dipartimento materno infantile presso l'ospedale “Bartolomeo Eustachio” – sottolinea Chiappa, che aggiunge - Chi afferma il contrario o vive su un altro pianeta o recita una parte. Ci sono principi basilari, che sono riconosciuti e difesi dalla nostra Costituzione come diritti dei cittadini, su cui, nell’ambito della nostra Unione, abbiamo fatto documenti e riunioni su riunioni, dibattiti e interventi pubblici. Il mio riferimento è ad argomenti come l’emergenza sanitaria, la prossimità delle cure e la tempestività dei soccorsi. Il mio riferimento è ad argomenti come l’emergenza sanitaria, la prossimità delle cure e la tempestività dei soccorsi. Su questi stessi argomenti di cosa dobbiamo discutere? Non si può trattare su punti che devono essere fermi come la risposta alle emergenze sanitarie h24. Quanto alla riforma in atto personalmente ho sempre pensato che essa sia sbagliata e che la 735 fosse già obsoleta il giorno in cui se ne scriveva la sola premessa, figuriamoci il resto. Chi era chiamato a decidere si doveva prendere quattro o cinque mesi, doveva discutere con i territori e poi assumere le decisioni alla luce anche delle leggi nazionali. Questo doveva fare la Giunta regionale, questo doveva fare il governatore Luce Ceriscioli. Invece la politica ha abdicato e ha delegato tutto ai dirigenti. Non doveva farlo. Non dico questo – prosegue il presidente dell’Unione Montana delle Alte Valli del Potenza e dell’Esino - con l’atteggiamento di chi si piange addosso. Oggi le leggi, persino i bandi europei, differenziano gli interventi da mettere in atto prevedendo, apertamente, tutele per le aree interne. Il Consiglio regionale delle Marche non affronta la situazione, addirittura non ne parla. Non ne parla per la sanità, non ne parla per i trasporti, non ne parla per il sociale. E’ la politica, invece, che deve decidere per il mantenimento di certi tipi di servizi. L’apertura mentale verso certe rimodulazioni c’è sempre stata e il territorio lo ha sempre dimostrato. Non siamo fermi come dice qualcuno. E sbaglia pure chi afferma che è mancata una strategia condivisa. Il coinvolgimento di chi fa parte dell’Unione – conclude Chiappa - c’è già tanto che domani, martedì 12 gennaio, tornerà a riunirsi il Comitato dei sindaci per affrontare l’argomento sanità e gli scenari nuovi apertisi sul tema dei servizi sociali alla luce dei forti tagli imposti dalla Regione. A giugno il governo Ceriscioli ci diceva che avrebbe trovato tutte le risorse ma già allora era matematicamente impossibile. Noi lo abbiamo denunciato. Oggi, a sei mesi di distanza, ci dicono che manca il 30% delle risorse. Lo sapevamo e ci siamo cautelati. Questo è fare politica che è quello che non ha fatto la Regione Marche”.
Con qualche giorno di ritardo, a causa delle intemperie del 6 gennaio scorso, è arrivata la Befana anche a Macerata, questa volta con temperature piacevoli, nella tradizionale festa che ogni anno riunisce adulti e bambini. La festa delle Befane è stata curata dalla Pro Loco di Villa Potenza e Macerata ed è patrocinata dal Comune.La giornata di festa in onore della vecchietta “che vien di notte con le scarpe tutte rotte” è iniziata alle 15 e 30 con arrivo delle befane e, in particolare, di due vecchiette a cavallo, grazie alla collaborazione con Passione Equestre. Un cavallo nero e uno bianco hanno sfilato in Piazza della Libertà con in sella le due befane che hanno lanciato caramelle e dolciumi ai più piccoli.L’evento, che rientra nel ciclo di appuntamenti natalizi di “Macerata d’inverno, Città d’incanto”, oltre che profano è anche un omaggio al sacro maceratese, al suo santo patrono, San Giuliano.L’omaggio al santo si è trasformato nell’alzata della stella in piazza della Libertà per “San Giulià d’Inverno”, a cura del Centro Italiano femminile.Subito dopo una giuria di bambini ha scelto la Più Befana dell’anno 2016. Alle 17 le luci si sono accese sul palco di piazza della Libertà, dove Befane provenienti da tutto l’universo si sono sfidate per aggiudicarsi la fascia di Miss Befana 2016, nona edizione del concorso che elegge la più befana dell’anno.Tra odori di castagne e vino che hanno sommerso la piazza, un’altra Befana, invece, più atletica è scesa come ogni anno dal campanile lanciando dall’alto caramelle e ogni prelibatezza a bambini entusiasti che l’aspettavano sotto la torre cittadina.https://youtu.be/Wta4TZnqdH0(Foto Si.Sa.)
Con il nuovo anno tornano le polemiche sul riassetto sanitario della Regione Marche. Forza Italia si dice “assolutamente contraria alle decisioni che la giunta regionale delle Marche alla chetichella ha adottato a ridosso delle festività natalizie 2015 in materia di sanità”. Lo scrivono in una nota il Senatore Remigio Ceroni, Presidente del Comitato regionale Forza Italia, e la consigliera regionale e capogruppo di FI Jessica Marcozzi.In particolare, Forza Italia non condivide le scelte che riguardano gli Ospedali di Comunità “profondamente diverse - scrivono - dalle indicazioni fornite dal Piano Sanitario Regionale in vigore”.Per Forza Italia tutta la responsabilità “del ritardo con il quale la Giunta regionale interviene nella razionalizzazione della rete ospedaliera regionale e lo spreco di denaro pubblico che ciò ha determinato nel corso di tanti anni al partito democratico”.Uno dei punti del nuovo progetto di riforma riguarda il ruolo fondamentale dei Punti di Primo Intervento che devono essere funzionanti 24 ore su 24 e avere a disposizione personale medico, infermieristico necessario e attrezzature adeguate.Per Forza Italia “la rete di primo intervento non può essere smantellata ma deve essere adeguatamente potenziata rispetto ai livelli attuali. Oltre 2.8 miliardi di euro di risorse e 22.000 dipendenti - aggiungono - sono più che sufficienti per garantire un servizio sanitario efficiente ed efficace”.Una soluzione proposta dal partito di opposizione potrebbe essere “la riduzione di personale amministrativo: meno addetti stampa, meno inutili incarichi affidati per ragioni di partito e più medici e infermieri per le emergenze”.Posizione netta anche sui punti nascita, sui quali Forza Italia fa un distinguo: “quelli che effettuano un numero di parti considerevole e servono città o territori estesi sopratutto montani” saranno difesi.“La chiusura dei punti nascita al di sotto dei 500 parti - scrivono - è una scelta politica sbagliata, ingiustificata e pericolosa”. In caso contrario si creerebbero “disagi alle popolazioni dal punto di vista della sicurezza delle partorienti e dei nascituri - scrivono - che non devono percorrere decine e decine di km per accedere al servizio”.Forza Italia ritiene inoltre fondamentale il potenziamento “della prevenzione, dei servizi territoriali, delle prestazioni diagnostiche, della riabilitazione, della residenzialità e semiresidenzialità dell'assistenza domiciliare”.Infine, l’azione di risanamento sanitario per il gruppo di opposizione deve partire da “un intervento schock sulle liste di attesa riducendo drasticamente i tempi per accedere alle prestazioni che in alcuni così sono scandalosi”.
Ci sarà anche una delegazione del Partito dei Comunisti di Tolentino alla manifestazione regionale di domani, lunedì 11 gennaio, nel pomeriggio ad Ancona in piazza Cavour, contro il nuovo riordino degli Ospedali minori in Ospedali di Comunità. Iniziativa avverrà in concomitanza con la riunione della Commissione Sanità chiamata solo a esprimere un parere di merito sulla questione.Appuntamento alle ore 15,30 di domani nei pressi del parcheggio in via Pietro Nenni.
Non c'è niente da fare... Non si riesce proprio a fare a meno della macchina per arrivare in centro, malgrado i divieti apposti in bella evidenza. Così, anche oggi, malgrado i segnali che indicano chiaramente che in piazza della Libertà a Macerata c'è divieto di sosta per la concomitanza della festa della Befana, numerose auto sono state parcheggiate sulle strisce blu, costringendo i vigili urbani ad intervenire e a chiamare il carro attrezzi per la rimozione forzata.Chi ha fatto in tempo a spostarla se l'è cavata con una multa. Gli altri dovranno andarsi a riprendere la macchina al deposito.Se poi, ci aggiungiamo che fra le macchine in sosta c'era anche quella di un assessore comunale, bisogna dire che il buon esempio non arriva sicuramente dall'alto.