Novant'anni e una vita intera consegnata alla musica italiana. Mogol, al secolo Giulio Rapetti, festeggia oggi un traguardo importante. E tra le tante tappe della sua lunghissima carriera ce n'è una che, a Macerata, ha lasciato un ricordo particolare: quella del 2023, quando fu ospite d'onore della 34ª edizione di Musicultura.
Un ritorno che aveva portato il grande autore nel cuore della città, tra gli appuntamenti de La Controra e le serate finali allo Sferisterio. Un passaggio che Musicultura volle dedicare a una delle figure che più hanno segnato la storia della canzone italiana.
Ma prima delle luci dello Sferisterio, Mogol incontrò il pubblico di Musicultura attraverso la redazione Sciuscià, il progetto editoriale del Festival curato dai giovani giornalisti. A intervistarlo fu proprio una ragazza della redazione, in un confronto che mise in luce la grande umanità e semplicità dell'autore.
Mogol ripercorse alcuni momenti della sua carriera, dal legame con Lucio Battisti a quello con Mario Lavezzi, raccontando ricordi e riflessioni sul suo lungo percorso artistico.
Poi arrivò il momento dello Sferisterio. Durante la serata conclusiva di Musicultura 2023, Mogol fu accolto da una standing ovation. Sul palco parlò anche del suo modo di intendere la creatività e la nascita delle canzoni, prima di essere raggiunto da Gianmarco Carroccia, interprete del repertorio di Mogol e Battisti. Insieme riportarono sul palco alcuni brani simbolo di quel sodalizio: Emozioni, I giardini di marzo e Il mio canto libero.
Ma quella sera non fu soltanto musica. Arrivò anche il riconoscimento che Musicultura aveva scelto di dedicargli: la Targa per Alti Meriti Artistici, conferita dalle Università di Macerata e Camerino.
Un premio per una carriera che, all'epoca, superava già i sessant'anni e che ha attraversato la scrittura musicale, l'editoria, la tutela del diritto d'autore e la formazione. La motivazione parlava di una storia capace di diventare leggenda e di parole trasformatesi in patrimonio condiviso da più generazioni.
Così, quel giugno del 2023, Mogol visse Musicultura da entrambe le parti: prima il confronto diretto, quasi informale, con una giovane voce della redazione Sciuscià; poi il grande palco dello Sferisterio, davanti a migliaia di persone, per ricevere un riconoscimento alla carriera.
Due momenti molto diversi, ma forse accomunati dalla stessa caratteristica: la disponibilità di un grande autore a raccontarsi senza mettersi su un piedistallo.
Ed è anche per questo che, a distanza di tre anni, il passaggio di Mogol a Musicultura resta una delle immagini più significative da ricordare oggi, nel giorno dei suoi 90 anni: un maestro della canzone italiana seduto davanti a una giovane intervistatrice, pronto a raccontare la propria storia, e poche ore dopo sotto le luci dello Sferisterio, circondato dagli applausi e dalla musica che quella storia ha contribuito a costruire.

poche nuvole (MC)
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