L’Associazione Musicale “N. Gabrielli” Città di Tolentino ha aperto le iscrizioni ai corsi per l’anno scolastico 2016-2017.A partire dal mese di ottobre, saranno attivati corsi individuali per tutti gli strumenti a fiato e a percussioni, pianoforte, chitarra elettrica, basso elettrico, violino, teoria musicale e canto, e corsi collettivi di educazione musicale per bambini, propedeutica musicale, body percussion, avvio al flauto dolce, musica d’insieme e laboratori jazz, pop e rock.Per informazioni ed iscrizioni è possibile rivolgersi presso i locali rinnovati della storica sede della banda musicale in Borgo Cartiere, 15 (il “Formaggino”) il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle ore 18.00 alle 19.30, oppure telefonare al 349-1425965 o al 348-5480000.Da segnalare che per i nuovi iscritti l’Associazione mette gratuitamente a disposizione gli strumenti a fiato per tutta la durata del primo anno scolastico. “E’ un’iniziativa per incoraggiare i giovani allievi a sperimentare e ad iniziare il loro percorso musicale facendo conoscenza fin da subito con gli strumenti tipici della banda musicale” dichiara il presidente Stefano Carlini Gentili.“All’inizio è difficile per i bambini e per le loro famiglie scegliere quale strumento cominciare a studiare. Inoltre gli strumenti a fiato non sono sufficientemente conosciuti, quindi procedere all’acquisto spesso costituisce per i genitori una grossa preoccupazione: la paura che lo strumento scelto alla lunga possa non piacere e l’entità della spesa da affrontare fanno desistere molti dal tentare.Quindi ci è sembrato opportuno mettere a disposizione dei nuovi allievi il parco strumenti dell’Associazione, affinché i piccoli musicisti possano iniziare in tutta tranquillità, senza impegnare ulteriormente le famiglie con la spesa dell’acquisto dello strumento.Ci auguriamo che questo sia un modo per avvicinare alla musica e agli strumenti a fiato il maggior numero possibile di allievi e confidiamo nei nostri bravissimi insegnanti per aiutarci a far crescere la prossima generazione della banda di Tolentino, e non solo!”.(foto di repertorio)
Terminati a Tolentino i lavori di sistemazione di via Accoramboni, una piccola strada ubicata all'interno del centro storico che collega via Pacifico Massi con via Laura Zampeschi e che aveva il manto stradale in pessimo stato di conservazione, disomogeneo, con tratti di asfalto ammalorato e che conservava solo con alcune parti con l'originale pavimentazione in pietra probabilmente risalente al secolo scorso.L’amministrazione comunale ha di fatto provveduto all'intero rifacimento della pavimentazione stradale.Il progetto dell’intervento, redatto dall’Ufficio Tecnico comunale prevedeva interventi e modalità necessari per il completo rifacimento della pavimentazione di via Accaramboni, oltre alla realizzazione dei sottoservizi, allo scopo di raggiungere i seguenti obiettivi di riqualificazione:ricostruire il piano viabile con caratteristiche consone all'abitato storico e secondo le tipologie caratteristiche in uso nel Comune di Tolentino; garantire la formazione di un piano carrabile stabile nel tempo ed in grado di resistere alle sollecitazioni derivanti dai carichi del traffico veicolare che interessano la Via; conseguire, per quanto possibile, la completa eliminazione delle barriere architettoniche, rendendo percorribile con facilità la Via anche dalle persone diversamente abili; ricostituire le caratteristiche storiche e tipologiche della via; rifacimento ex-novo dei sottoservizi lungo l'intero tratto, da realizzare per il tramite della locale Assm in qualità di gestore del Servizio Idrico Integrato. La spesa per l'esecuzione del massetto sarà a carico del Comune, mentre la realizzazione in corso d'opera per esigenze logistiche e di cantiere verrà affidata alla stessa Assm. L'impianto di illuminazione non è stato modificato perché realizzato recentemente. Con l’intervento risanata anche una parte di via Laura Zampeschi nella parte confinante con via Accoramboni. In totale sono stati spesi circa 40mila euro.
Una delegazione composta da due volontari attivisti di Secours Populaire, Rose Marie France e Mario Papi, residenti a Marsiglia, accompagnata dal presidente regionale dell’Arci, Massimiliano Sport Bianchini, è stata ricevuta questa mattina dal sindaco Carancini e dalla Giunta. Secours Populaire è un'organizzazione molto attiva su tutto il territorio francese con una struttura organizzata in comitati territoriali, commissioni tematiche e una direzione nazionale che lavora sia nel paese che all'estero. La “missione” italiana dei due rappresentanti di SP è finalizzata a una presa di contatto diretta sul campo con soggetti istituzionali e associativi per programmare attività, in particolare in ambito culturale e ricreativo, da sostenere finanziariamente a favore delle popolazioni terremotate della nostra regione, soprattutto nel momento in cui si spegneranno i riflettori e la popolazione avrà più bisogno di attenzione. All'indomani del terremoto che ha colpito il centro Italia, SP si è mobilitata per poter sostenere la popolazione italiana vittima di questa tragedia e in Francia, dove già il recente terremoto non fa più notizia, come ha riferito Papi, SP ha raccolto 50.000 euro da destinare ai terremotati. ”Vi ringrazio - ha detto il sindaco Carancini - per la vostra azione perché non è così scontato che un’organizzazione di un altro Paese si interessi ai problemi di un'altra nazione, di altre città. La vostra è un’iniziativa che stimola l’internazionalizzazione della solidarietà”. All'epoca del terremoto a L'Aquila Secours Populaire supportò finanziariamente varie attività realizzate dal comitato locale dell'Arci in campo culturale e ricreativo. In quell'occasione in particolare fu il comitato SP di Lione a lavorare con il comitato Arci dell'Aquila. Rose Marie France e Mario Papi, che hanno trovato Macerata “formidabile”, prima di essere ricevuti in Comune hanno visitato vari luoghi e immobili della città dove sono visibili le lesioni procurate dal sisma e nel pomeriggio incontreranno la presidente dell’ARCS, ong dell’Arci, per decidere dove convogliare la donazione e a cosa destinarla.
Tutti a Visso sabato 24 settembre per ascoltare e vedere i cervi in bramito. I cervi sono dei grandi erbivori che si erano estinti nelle Marche. Il Parco dei Sibillini li ha rilasciati a partire dal 2005 in Provincia di Macerata, ne ha lasciati circa 60 e ora dopo 11 anni sono circa 3-400.In questo periodo i maschi (gli unici che hanno le corna chiamate palchi) vanno in amore e per cerca di catturare più cerve possibili fanno degli urli simili ai ruggiti dei leoni, i bramiti, e quando questo non basta lottano con le loro grandi corna (palchi) così in primavera avranno un sacco di cerbiatti e di discenza, per vederli bisogna stare in silenzio e fermi, coperti dietro la vegetazione.Il Camoscio dei Sibillini - Escursioni e Trekking organizza una escursione per partecipare al censimento al bramito dei Cervi nei Sibillini. L'appuntamento è per sabato 24 settembre a Visso, ore 15 di fronte alle Poste di Visso. Per info e prenotazione (obbligatoria) contattare info@camosciosibillini.it o 3282864307.
Domenica 25 settembre e sabato 1 ottobre, a Macerata, si terranno due intere mattinate a porte aperte per conoscere le tecniche della Bioenergetica e dello YogaIl programma prevede:domenica 25 settembre, presso il CENTRO SPORTIVO CASTEL LORNANO, C.da Lornano Macerata Dalle 10 alle 11 lezione libera di Bioenergetica Dalle 11,30 alle 12.30 lezione libera di Ananda Yoga.sabato 1 ottobre, presso il CENTRO YOGA MARCHE, via Tano, 54 Sforzacosta Dalle 9 alle 10 lezione libera di Bioenergetica Dalle 10,45 alle 11,45 lezione libera di Ananda Yoga. La Bioenergetica, sviluppata negli anni ’40 negli USA da Alexander Lowen, si basa sul principio che il Corpo e la Mente sono funzionalmente identici: ciò che avviene nella mente riflette quello che succede nel corpo. Le tensioni muscolari dovute allo stress, limitano la mobilità, impediscono la respirazione e rendono difficile la manifestazione spontanea dei sentimenti, riducendo la vitalità della persona e il piacere alla vita. La Bioenergetica è una tecnica psicocorporea che aiuta l’individuo a tornare a vivere con il proprio corpo. Le attività, centrate sul corpo, portano ad aumentare la percezione corporea, sciogliere le tensioni muscolari, rendere la respirazione più profonda. Inoltre la Bioenergetica facilita l’autoespressione, favorisce il contatto con le proprie emozioni e aumenta il radicamento nella realtà esterna per raggiungere il giusto equilibrio tra mente, corpo ed emozioni.L'Ananda Yoga è uno stile classico di Hatha Yoga per risvegliare, sperimentare e controllare le proprie energie; per armonizzare corpo, mente ed emozioni. La pratica dell'Ananda Yoga prevede le classiche Asana statiche dell Hatha Yoga ma anche la pratica fluida dello Yoga dinamico (vinyasa). Ananda Yoga conduce ad un maggiore benessere fisico, sviluppa atteggiamenti positivi, chiarezza mentale e una consapevolezza più elevata.La manifestazione “Porte Aperte” ha l’obiettivo di far conoscere queste pratiche, sempre più richieste da persone di ogni età, e sarà condotta da SIBILLA LEANZA, Counselor a mediazione corporea e Naturopata RIZA; insegnante di Yoga diplomata presso Ananda Yoga Accademy of Europe, riconosciuta da European Yoga Alliance e European Yoga Federation.Si potrà partecipare a lezioni complete, del tutto gratuite e aperte a tutti, senza limiti di età. Non c’è bisogno di iscrizioni o prenotazioni, è sufficiente presentarsi direttamente presso il Centro Castel Lornano o il Centro Yoga Marche il giorno dell’evento, indossando abbigliamento adatto al movimento e, possibilmente, con un tappetino.Per maggiori informazioni info@sibillaleanza.it
“Per la prima volta intervengo per esporre la posizione dell’Amministrazione comunale in merito la questione della scuola dell’infanzia e primaria “Alessandro Luzio”. Fino ad oggi mi sono limitata ai documenti ufficiali e alle ordinanze che ho firmato. L’ultima di queste, la n. 153 del 20 settembre 2016, conferma che l’attività didattica avrà inizio lunedì prossimo, 26 settembre. Con la stessa, inoltre, viene disposta la temporanea evacuazione del terzo piano dell’edificio per permettere l’esecuzione dei lavori di ripristino relativi ad alcune criticità e altri interventi migliorativi. Sette classi passeranno dalla “Luzio” al plesso “Tacchi Venturi” mentre altre due classi saranno trasferite al primo piano. Il Comune provvederà a rendere perfettamente fruibili le aule e gli spazi per gli alunni, ma anche per i docenti e il personale tutto, con trasloco di mobilio, arredi e attrezzature e con l’approntamento di tutti i necessari servizi di supporto, compresi il trasporto con gli scuolabus e la mensa. L’ordinanza prevede, inoltre, di isolare palestra e mensa fino a quando non saranno eliminate le criticità presenti. Per quanto riguarda la mensa le eventuali sezioni dell’Infanzia presenti, temporaneamente sosteranno in aula così da permettere alle undici classi della scuola primaria di utilizzare la sala mensa dell’infanzia stessa”.Così il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, a nome dell’intera Giunta, spiega, in una nota, i passaggi fondamentali che, nelle prossime ore, segneranno il ritorno in classe. “Si tratta di una decisione assunta dopo aver ascoltato tutti e dopo aver riflettuto molto sul da farsi. La decisione ricalca quanto già annunciato il 12 settembre 2016 nel corso della seduta del Consiglio comunale dedicata alla discussione in aula sulla sicurezza nei vari plessi scolastici. A San Severino Marche, ce lo hanno detto e scritto diversi tecnici, le scuole comunali sono tutte sicure e perfettamente agibili.Per la Luzio, però, ci siamo presi alcuni giorni in più proprio per essere strasicuri perché la premessa a una delibera, scritta ad aprile ma pubblicata ad agosto, da un funzionario ha fornito una esasperata interpretazione di ben due perizie redatte, in tempi diversi, da tre tecnici incaricati a più riprese dalla precedente Amministrazione. La stessa delibera, ancor prima delle scosse di terremoto del 24 agosto scorso, aveva fatto scattare un allarme anche nella nuova Giunta che aveva subito chiesto aiuto, stiamo parlando di fine giugno, alla Protezione Civile regionale e al dirigente della stessa, l’ing. Cesare Spuri. Una successiva perizia ha confermato dati che non sono mai stati obiettivamente preoccupanti. I sopralluoghi dei tecnici del Comune, della Regione, dei Vigili del Fuoco, del Provveditorato alle Opere Pubbliche e, soprattutto, la sequenza di piccole e medie scosse, ci hanno rassicurato non solo sull’agibilità della Luzio, mai messa in discussione, ma proprio sulla sicurezza. Purtuttavia abbiamo voluto fare di più per stare tranquilli noi e per tranquillizzare le famiglie degli alunni. Io posso solo dire – sottolinea il sindaco Piermattei - che abbiamo lavorato molto e abbiamo preferito fare questo piuttosto che rilasciare dichiarazioni. Le abbiamo provate tutte elaborando un piano A, un piano B e un piano C. Abbiamo fatto tutti i controlli arrivando a un livello di conoscenza LC3 che è molto superiore rispetto al passato. Questo livello ci ha permesso di individuare, però, alcuni punti critici su cui ci siamo già messi a lavorare. Siamo partiti dal torrino della scala principale, che non è stato considerato un punto critico ma è una importante via di fuga. Con il riavvio delle lezioni questo sarà già a posto. Abbiamo chiuso mensa e palestra e presto avvieremo i lavori al terzo piano con opere di miglioramento e con la sistemazione di un bagno. Quest’ultima parte dell’edificio resterà chiusa il tempo che servirà per fare le riparazioni. Ma la prima vera indicazione che mi sento di dare, e che dovrebbe tranquillizzare tutti comprese le opposizioni che hanno chiesto un confronto ma poi hanno deciso di intraprendere una strada diversa cogliendo occasione per la ricerca di consenso elettorale fra la paura, è che stiamo cercando come principale soluzione all’argomento Luzio la via per giungere in tempi rapidi alla costruzione di una nuova scuola. Abbiamo trovato validissimi professionisti che si sono messi a disposizione per farci avere, gratuitamente, delle ipotesi di progetto. Il nuovo edificio dovrà essere sicuro e più consono ad ospitare una scuola perché, è ovvio, la moderna didattica non si può sposare con una struttura su tre piani come quella esistente. Da ultimo – conclude il sindaco Piermattei – vorrei chiudere con una considerazione che ho fatto a livello personale: i nostri studenti sono tutti miei figli, vista la responsabilità che ho nei loro confronti, e la sola idea che i bambini possano subire anche le sole paure degli adulti mi fa stare male. Per questo continuerò a lavorare, come ho sempre fatto, pensando anzitutto a loro”.
Ormai è una situazione che si verifica ciclicamente a Civitanova: un automobilista è entrato con la sua auto, una Y10, sulla spiaggia libera (zona stadio) ed è rimasto impanato a pochissimi metri dal bagnasciuga.E' finita così una maldestra "passeggiata" con una utilitaria che, a un certo punto, è sprofondata con le ruote nella sabbia bagnata al punto che la persona al volante non è più riuscita a tirare fuori la macchina.Sul posto è intervenuta la polizia municipale di Civitanova.
Gli spot che avete ascoltato in questi giorni lo avevano preannunciato. Ora siamo pronti. Nasce una nuova sinergia, una collaborazione fra due realtà del territorio, una storica e l'altra giovane ma già affermata.Da domani, l'informazione su Multiradio sarà curata da Picchio News: aggiornamenti in tempo reale, costanti, cercando di poter garantire agli utenti quella libertà di espressione di cui troppo spesso si parla ma della quale, in realtà, si sente fortemente il bisogno. Inoltre, in un periodo oggettivamente difficile come quello che un po' tutti stanno vivendo, unire le forze diventa quasi indispensabile se si vuole continuare a far bene e a garantire standard di qualità alti.L'incontro fra queste due realtà è stato quasi fisiologico: da un lato un editore come Oriana Forconi, sempre particolarmente attenta all'informazione sulla quale non ha mai mancato di investire risorse importanti; dall'altra la figura di Guido Picchio e quella del direttore Roberto Scorcella che, proprio insieme a Oriana Forconi, aveva dato vita a un'altra realtà editoriale importante come quella di Multiradio Press News che l'anno prossimo festeggerà i dieci anni di vita. Una sorta di ritorno alle origini, quindi, che ci auguriamo possa essere apprezzato dagli ascoltatori di Multiradio e dai lettori di Picchio News i quali, nei prossimi giorni, troveranno in home page un player dal quale ascoltare direttamente on line le frequenze di Multiradio.Gli appuntamenti con l'informazione saranno quattro, dal lunedì al venerdì: 10.30, 12.30, 15.30 e 19.30, tutti curati dalla redazione di Picchio News. La finestra del venerdì alle 15.30 sarà, invece, dedicata al punto del nostro opinionista Fabrizio Cambriani.I motori sono accesi, l'entusiasmo è tanto, la voglia di far bene pure: domani mattina si comincia. Vi aspettiamo.
Ci sono quattro uffici del Maceratese tra i migliori uffici postali del centro nord. Poste Italiane ha infatti premiato gli uffici postali che hanno raggiunto risultati di eccellenza nell’offerta alla clientela della vasta gamma di servizi e prodotti postali, finanziari e di comunicazione.Nella classifica assoluta per i risultati raggiunti, le migliori performance hanno riguardato gli uffici postali di Tolentino, Macerata centro, Civitanova Marche e Recanati. Il riconoscimento è arrivato nel corso del Meeting di Poste Italiane e Cassa Depostiti e Prestiti tenutosi a Bologna, al quale hanno partecipato 15 direttori di Filiale, le strutture di staff e commerciali, oltre 400 direttori in rappresentanza dei 1300 uffici postali di Emilia Romagna e Marche.Il successo riportato dagli uffici del maceratese è stato determinato dallo spirito di squadra che ha permesso di raggiungere risultati e obiettivi. Proprio sull’importanza del ruolo che rivestono il direttore e ogni singolo operatore all’interno dell’ufficio si è soffermato il responsabile dell’Area Centro Nord Gino Frastalli: “Importante il lavoro di squadra per gestire al meglio tutto il team dell’Ufficio postale, convergendo insieme sugli obiettivi aziendali di crescita e sviluppo in tutti i comparti: Libretti postali, Buoni fruttiferi e Polizze assicurative. Poste Italiane è un riferimento per le persone e per le aziende - continua il responsabile territoriale - e questa consapevolezza ci impone l’obbiettivo di migliorarci per fornire risposte sempre più qualificate in grado di ripagare la fiducia. Siamo presenti nelle grandi città e nelle migliaia di piccole realtà del territorio che spesso, come è avvenuto poche settimane fa in seguito al sisma che ha colpito diverse località marchigiane, ci vedono impegnati in prima linea con i servizi che eroghiamo, con la nostra vicinanza e il nostro senso di appartenenza al tessuto territoriale”.
L'Avis Comunale di Tolentino spegne, quest'anno, la sua sessantatreesima candelina e, in occasione del suo compleanno, ha organizzato, domenica 25 settembre in piazza della Libertà a Tolentino, alla 63^ festa del donatore: in questa occasione ben 186 fra donatrici e donatori riceverano il riconoscimento dovuto per il loro contributo di sangue e plasma donati.In occasione di questo importante traguardo alcuni dati sembrano rassicurare sull'entusiasmo, anche giovanile, che si è venuto a creare intorno all'associazione. L'età media deegli associati si è infatti molto abbassata negli ultimi anni grazie alle numerose adesione di giovani che, in tanti, hanno bussato alla porta dell'Avis appena compiuto il 18°anno di età. Anche l'età media del consiglio direttivo si è abbassata grazie, anche in questo caso, alla fattiva partecipazione di giovani consigliere e consiglieri.L'associazione, nonostante questi importanti segnali di crescita, lancia un convinto appello sul fatto che bisogna fare di più, non solo in termini di donazioni individuali ma, soprattutto cogliendo ogni occasione per parlare e convincere ad avvicinarsi alla donazione.Di seguito riportiamo il programma della 63^ festa del donatore:Ore 8.30 Raduno dei donatori e ristoro rappresentanti delle associazioni consorelle nella sede Avis Piazza della Libertà; Ore 9.30 Celebrazione S. Messa all’aperto in piazza officiata dal donatore Rev.do Don Sergio Fraticelli; Ore 10.15 Corteo per le vie cittadine con la banda musicale dell’associazione N. Gabrielli – Città di Tolentino e deposizione corone di alloro al monumento Avis in via della Pace e alla Lapide “Ai caduti di tutte le guerre” in piazza della Libertà; Ore 11.00 Cerimonia di premiazione dei donatori benemeriti presso la biblioteca Filelfica e saluto del Presidente e Autorità presenti; Ore 13.00 Pranzo sociale assembleare presso il Ristorante “Bellini” in C.da Bura Tolentino
Macerata città amica delle persone con demenza per intervenire in profondità sulle dinamiche di una collettività, per renderla capace di accogliere con generosità e intelligente apertura e di farsi carico delle difficoltà di chi è coinvolto in questa patologia.L’iniziativa è stata presentata questa mattina – domani 21 settembre è la giornata celebrativa dell’Alzheimer istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI) - nel corso di una conferenza stampa alla presenza del sindaco Romano Carancini, dell’assessore alle Politiche sociali, Marika Marcolini, Marco Trabucchi presidente dell’Associazione Italiana Psicogeriatria, Manuela Berardinelli presidente Alzheimer Uniti Italia onlus, Eugenio Pucci neurologia Asur Marche Area Vasta 3 Macerata, Michele Farina giornalista del Corriere della Sera, autore del libro “Quando andiamo a casa?”, e Susanna Cipollari neuropsicologa coordinatrice del Centro diurno “Tempo alle famiglie”.“Un ringraziamento a Manuela Berardinelli – ha detto il sindaco Carancini - perché ha voluto che Macerata fosse il punto di partenza di un progetto importante che vede la nostra città come un luogo dove sperimentare e costruire. E’ con senso di responsabilità e voglia di misurarci con questa sfida che abbiamo accolto la proposta. Pensiamo che sia un modo originale di farsi carico della malattia, dell’altro, insieme a una comunità, la testimonianza di una città che prova ad alzare il livello del proprio impegno”.Si tratta di un modello di intervento sociale che ha già visto alcune realizzazioni in altri paesi europei, per ridurre le difficoltà e le crisi cui vanno incontro le persone affette da demenza e le loro famiglie.Nelle Marche, come ha riferito il dottor Eugenio Pucci, le persone affette dalle varie forme di demenza sono 30.000, in Italia un milione e calcolando che ognuna di queste ha rapporti stretti con un altro milione di cittadini e, meno stretti, ma fortemente coinvolgenti, con altri due milioni, si può affermare che la demenza rappresenta un problema vitale per oltre 4 milioni di italiani. Lo scenario delle risposte dei servizi è caratterizzato da una situazione a pelle di leopardo; in alcune zone essi coprono completamente il bisogno, in altre sono gravemente deficitari. Il Piano Nazionale Demenze, varato nel 2015 dal Ministero della Salute in coordinamento con le Regioni, non è ancora arrivato a creare, come auspicato, una rete di servizi omogenea ed efficiente.La risposta è quindi spesso affidata alla sola famiglia, come ha affermato Manuela Berardinelli, in alcuni casi affiancata dalle cosiddette "badanti", tutte persone che devono affrontare in condizioni precarie l'impegno di un'assistenza che dura 24 ore al giorno e per lunghi anni. In questa situazione, la persona responsabile dell'assistenza va spesso in crisi, anche perché le difficoltà psicologiche e sociali hanno portato all'interno del nucleo familiare a una riduzione del numero delle persone disponibili per un servizio così gravoso.“L’isolamento - ha detto la Berardinelli - non è dato dalla malattia, ma da noi e sta proprio a noi dare alle persone affette da demenza la normalità della vita, che non deve essere concessa. Cuore e dottrina, un connubio di mentalità, devono essere, non senza fatica, gli strumenti per il cambiamento”.Sulla base di queste ed altre motivazioni è nata l'idea di allargare ad un'intera comunità la responsabilità di aiutare famiglie e ammalati per raggiungere una decente qualità della vita, attraverso il modello di una "città amica". Per questo si agisce, in generale, sulle conoscenze dei cittadini, perché cancellino lo stigma che spesso circonda la vita degli ammalati, rendendosi conto che la demenza è una patologia come molte altre e su tutte le realtà che nella vita di ogni giorno entrano in contatto con malati e famigliari, perché le relazioni siano naturalmente caratterizzate da un atteggiamento di aiuto. Per questo scopo il progetto mira a formare le varie realtà sociali attive in una comunità, da chi lavora nei negozi e nei bar, alle forze dell'ordine, ai sacerdoti, a chi ha responsabilità educativa nelle scuole, a chi gestisce le proprietà e il denaro, a chi lavora nei servizi socio-sanitari e così via.Alla fine di un percorso che è necessariamente lento, perché non si modificano con facilità atteggiamenti e convincimenti di lunga durata, la "città amica" saprà leggere e comprendere il bisogno nelle strade e nelle case, diventare accogliente, combattere la solitudine, essere comprensiva di atteggiamenti che in altre circostanze potevano sembrare inaccettabili, offrire supporto nelle difficoltà, prevenendo crisi all'interno delle famiglie che talvolta portano alla rottura del sistema delle cure, con gravissimo danno per l'ammalato. Il progetto che parte a Macerata andrà avanti per step, iniziando da un incontro pubblico aperto a tutta la cittadinanza seguito da quello con tutte le categorie a cui verrà proposto un questionario sulla conoscenza della malattia. Saranno poi le università marchigiane a controllare la correttezza degli interventi e a misurare i risultati ottenuti. Dopo di che si partirà con la formazione.Infatti, anche se non sempre facile, la rilevazione dell'efficacia di un intervento è indispensabile perché il modello possa diffondersi, ma soprattutto perché chi è coinvolto, cittadino o operatore di ogni livello, possa rendersi conto che l'impegno non sempre facile a favore di chi è colpito dalla demenza e della sua famiglia ha indotto un significativo miglioramento della qualità della vita. AFAM Alzheimer Uniti Marche si è assunta la responsabilità gestionale del progetto, perché ritiene che sia compito istituzionale di un'associazione di famigliari la sperimentazione delle modalità per migliorare la qualità della vita delle persone colpite da demenza. Il Comune di Macerata ha fatto proprio il modello di "città amica", perché una comunità dove i forti sostengono i più deboli è un luogo dove tutti vivono meglio, in un'atmosfera di reciproca comprensione, e dove la solitudine di ogni cittadino può essere compresa e messa al centro di un'attenzione diffusa.
Settantadue video documentano la quarta edizione di Futura. Si arricchisce ulteriolmente la produzione multimediale del Festival civitanovese, diretto da Gino Troli. Settantadue appuntamenti dell’estate 2016, a partire dall’anteprima del 9 luglio con Massimo Cacciari fino al concerto finale della Med Free Orchestra del 31 luglio, passando per grandi ospiti come Fernando Savater, Nanni Moretti, Giacomo Rizzolatti, sono online sul sito www.futurafestival.it.Chi ha perso un incontro o vuole rivederlo, può collegarsi al web e rivivere quei momenti: inoltre nell’archivio video si possono trovare gli appuntamenti delle precedenti edizioni, fin dal 2013.“Una scelta lungimirante e consapevole - afferma la presidente TDC Rosetta Martellini - che ora a distanza di 4 anni evidenzia il grande lavoro che Futura ha fatto per accompagnare non solo il suo pubblico, ma anche quanti non hanno avuto la possibilità di seguire direttamente la miriade di incontri, tra conferenze e dibattiti. Un patrimonio che pochi Festival in Italia possono vantare. Organico, multidisciplinare, accessibile. Stiamo ragionando insieme al direttore artistico Gino Troli su come valorizzarlo e aumentarne ancor di più la diffusione”.Futura si è distinta, fin dalla prima edizione, per l’utilizzo della multimedialità: questo archivio media segue di fatto la programmazione in streaming effettuata durante il Festival, anche su Facebook.
Alla ricerca della papera rapita... È questo quanto accaduto ieri al molo di Civitanova. Protagonista della bizzarra vicenda una papera che, ovviamente ignara di quanto stesse succedendo, è salita agli onori della cronaca cittadina per essere stata "rapita" da quella che era la sua casa.Una donna di origini rom, ieri pomeriggio, ha rubato la paperella dal molo della città e si è allontana con l'animale sottobraccio. Il gesto non è però passato inosservato e un giovane testimone dell'accaduto ha deciso di agire. Con lo scooter ha seguito la donna fino al centro della città dove è riuscito a sottrarle l'animale che è stato così restituito al suo habitat.Su facebook il ragazzo (Luca Verdinelli ndr.) è stato osannato come un vero "eroe" da chi si dice stufo delle azioni già note della rom (e di quello che si pensa sia il marito, meglio noto come "Stampella").
È un nemico spesso subdolo che si presenta in punta di piedi ma che, dati alla mano, rappresenta ad oggi la neoplasia più frequente nella popolazione femminile italiana. Circa 1 donna su 9, nell’arco della propria vita, si ritrova a dover combattere conto il tumore al seno. Il totale riferito al nostro Paese è di quasi 48mila nuovi casi all’anno; ciò vuol dire che per ogni donna la possibilità di ammalarsi di tumore al seno è del 10/12%. Una patologia molto presente tra la popolazione femminile ma che, fortunatamente, lascia ad oggi margini di speranza più che buoni in quanto alla possibilità di sopravvivenza: la mortalità per tumore al seno è infatti costantemente in calo. Ogni anno scende circa dell’1,5%. I principali alleati in questa battaglia sono la diagnosi precoce, come spesso accade per tutti i tumori, e, nello specifico del tumore al seno, l’autopalpazione. Che può essere fondamentale per stanare in tempo il male e intraprendere le relative cure. A questo si aggiungono le nuove terapie che stanno iniziando a dare risultati positivi, anche oltre ogni previsione. Dai farmaci che nascono dalla genetica passando per diverse cure sperimentali o per il controllo del dolore: come nel caso della cannabis medica. Il ricorso a semi di CBD per la produzione di marijuana da utilizzare in ambito terapeutico è una realtà sperimentata da tempo con notevoli risultati anche nei casi di tumori di vario genere, visto l’effetto lenitivo del dolore che riesce ad avere sui pazienti oncologici. E proprio parlando di tumore al seno, il prossimo 23 settembre a Macerata si svolgerà un incontro importantissimo finalizzato alla prevenzione di questa patologia. Ad organizzarlo, il Coordinamento Donne delle Acli maceratesi, ovvero le associazioni cristiane di lavoratori italiani da sempre attive nell’ambito del sociale. L’evento si terrà presso il Circolo Santa Maria delle Vergini di Macerata a partire dalla ore 21, per fare il punto su questo tema parlando di prevenzione, diagnosi e cura. All’incontro del 23 parteciperà anche il centro medico privato Associati Fisiomed di Sforzacosta, la struttura diagnostica e riabilitativa nata nel 1996 a Borgo Sforzacosta, a pochi chilometri da Macerata. E saranno proprio due medici di questo centro, ovvero il dottor Giuseppe Luchetti e la dottoressa Cesarina Giustozzi, a portare avanti il dibattito rispondendo alle domande di chi vorrà presenziare. Un’occasione per i cittadini di Macerata di parlare di un male molto diffuso, ma contro il quale si può oggi fare molto.
"Quelli del 1946" di Montelupone , come si erano ripromessi due anni fa, si sono incontrati per festeggiare i loro settant’anni con tanto di santa messa nella sala parrocchiale (le tre chiese sono inagibili per il terremoto), foto di gruppo e ricco pranzo al ristorante con allegre libagioni.Nei decenni scorsi la terza età iniziava ufficialmente a sessant’anni, poi a sessantacinque, ora gli Inglesi dicono che inizia a settanta - forse per gratificare la gente e convincerla che la pensione può aspettare . . . – ma, in verità, “quelli del 1946” di Montelupone mostrano tutti di essere in piena forma, come si deduce dalla foto di gruppo, e non sembra proprio che siano già agli esordi della poco simpatica terza età.I “nostri” si sono dunque riuniti domenica 18 settembre, tutti eleganti e sorridenti, e dopo la messa sono scesi al ristorante Moretti per il convivio che li ha impegnati per qualche ora: ricordi comuni, racconti e resoconti, risate spontanee, antiche amicizie riconfermate, una bella festa che rinfranca e tinge il mondo di sano ottimismo.Si sono ritrovati Anna Battistelli, Bruno Bonfiglio, Giovanni Carancini, Pietro Cimini, Valerio Colotto, Emilio Corsalini, Pierina Doria, Luisa Donnini, Teresa Foglia, Marcello Gattari, Giovanni Germondari, Luigi Giretti, Alfiero Gironella, Giorgio Linardelli, Fulvio Moroni, Giancarlo Nardi, Giuseppe Pantanetti, Attilio Polverini, Rosella Re, Giuliano Riccobelli, Maria Canale Romagnoli, Sergio Rotelli, Gianna Stefoni, Renzo Stortoni.A tutti loro, auguri belli.
Poltrona Frau è stata scelta per arredare la nuova imbarcazione a vela del cantiere finlandese Nautor’s Swan, ClubSwan 50, disegnata da Juan Kouyoumdjian, una barca con un concept di nuova generazione che vuole coniugare comfort e sportività, leggerezza e qualità dei materiali, eleganza e praticità, artigianalità e tecnologia. Una commessa prestigiosa che rappresenta un importante riconoscimento del know-how di 104 anni di vita dell’azienda e di più di 30 anni di esperienza nel settore nautico.La barca è stata studiata, negli interni e negli esterni, sia per offrire comfort ed eleganza durante brevi crociere sia per garantire prestazioni elevatissime durante le competizioni sportive. Gli interni sono stati progettati e sviluppati con l’obiettivo di minimizzare e ottimizzare i pesi senza rinunciare a funzionalità ed estetica. Gli arredi sono rimovibili e ripieghevoli in tempi brevissimi per garantire una conversione veloce dalla modalità di crociera a quella di regata e fare spazio per le vele o per cuccette addizionali per l’equipaggio. Colori sobri e naturali per tutti gli elementi di arredo. In quattro combinazioni diverse, a scelta dell’armatore.Tela canvas ecru e cuoio Frau®. Alcantara® bianco caldo per i cielini. Paratie e murate sono in legno dogato laccato bianco. Sulle murate, inoltre, sono posizionati pratici e capienti tasconi sempre in tela canvas con dettagli in cuoio Frau® per riporre oggetti e strumenti utili per la navigazione. La cabina armatoriale è caratterizzata da raffinati dettagli in cuoio che catturano lo sguardo e creano un ambiente gradevole e accogliente. La testata del letto dal design lineare è in carbonio rivestita in cuoio Frau®, così come il giroletto. I bauli porta abiti inclusi quelli delle cabine di poppa, sono realizzati in tela canvas e cuoio e, grazie alla particolare struttura interna sostenuta da bacchette di carbonio posizionate negli angoli, possono essere facilmente ripiegati e rimossi durante le regate. La dinette offre ampio spazio e dettagli ricercati. I divani posti a “elle” sono rivestiti in tela canvas e gli schienali possono essere messi in posizione orizzontale per diventare comode cuccette sospese con cinghie di cuoio. Cuoio anche per il piano rettangolare del tavolo da pranzo. “Siamo molto orgogliosi di essere stati scelti da Nautor’s Swan, cantiere di grande tradizione e reputazione, per realizzare queste imbarcazioni.Un progetto molto importante che ci ha consentito di valorizzare il nostro savoir-faire - dichiara Kurt Wallner, direttore della divisione Interiors i Kurt Wallner direttore della divisione Interiors in Motion n Motion di Poltrona Frau-. E’ una conferma dell’autorevolezza dell’azienda nella progettazione di interni “in motion” per i quali l’ottimizzazione dello spazio e l’utilizzo di materiali innovativi sono fattori cruciali. Il segmento della nautica di alta gamma presenta oggi molte opportunità di business che possiamo cogliere grazie alla nostra esperienza nella progettazione e alla capacità artigianale che ci consente di realizzare progetti totalmente bespoke”. ClubSwan 50 è raffinata, versatile, filante. Ma anche innovativa e altamente performante. Insomma, una fuoriclasse. [video width="640" height="360" mp4="http://picchionews.it/wp-content/uploads/2016/09/Poltrona-Frau-Icons-in-Motion.mp4"][/video]
La situazione all'ospedale di Tolentino è seria. Forse anche più di quanto appaia in questo momento. La conferma arriva dal fatto che, innanzitutto ieri sono arrivati i tecnici del Di.Coma.C. e lo stesso direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni per vedere personalmente il quadro dei danni. In secondo luogo, anche la politica si sta interessando in prima persona dell'ospedale, tanto che stamattina, molto presto, il segretario regionale del Pd, il tolentinate Francesco Comi, è andato a vedere come stanno le cose e si sta tenendo costantemente in contatto con il sindaco di Tolentino. La sensazione è che presto potrebbero esserci ulteriori novità. E il problema arriva anche in regione con una interrogazione del consigliere del gruppo misto Sandro Bisonni. Quali siano i tempi e gli investimenti previsti per la realizzazione dell'Ospedale Unico di area vasta? Quali le soluzioni individuate finalizzate a garantire la sicurezza, la fruibilità e il mantenimento dei servizi sanitari agli abitanti di Tolentino e a tutti i pazienti che utilizzavano le strutture dichiarate inagibili? Questi i quesiti che Bisonni rivolge al Presidente, nonché assessore alla Sanità, Luca Ceriscioli, con una interrogazione presentata oggi in Consiglio regionale. “Dopo il disastroso sisma del 24 agosto – afferma Bisonni – svolti i necessari sopralluoghi all’ospedale di Tolentino si è potuta accertare l’inagibilità di una parte della struttura che ha portato alla chiusura di un’ala del presidio e allo spostamento di numerosi pazienti ricoverati, di diversi ambulatori, della locale sezione Avis, di alcuni uffici e del laboratorio analisi presso altra ala. Questo fa sì che l’Ospedale, nonostante la buona volontà di medici e paramedici va comunque a soffrire una situazione di disagio che, per essere risolta, deve poter contare sull’immediato impegno della Regione Marche. Considero fondamentale garantire non solo la sicurezza ma anche la fruibilità della struttura di Tolentino e il mantenimento dei suoi servizi. Questo anche alla luce del fatto che la realizzazione dell’Ospedale Unico di Area vasta si stima ancora lontana dalla sua esecuzione". Da qui la necessità di avere da Ceriscioli chiarezza e garanzie sul futuro dell’ospedale.
Si è svolto oggi il Cda della Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro.Un momento importante per fotografare l’attuale stato di salute dell’Istituto di Credito, con i dati della semestrale, ma anche per fare il punto su due temi di grande attualità e di grande interesse: la proposta di acquisto della Carilo e il processo di riforma del Credito Cooperativo.Semestrale“La semestrale al 30 giugno 2016 – dice il Presidente Sandro Palombini - si è chiusa molto bene. Il 2016 sarà un anno molto importante, non tanto perché registrerà un altro risultato positivo della nostra Bcc, quanto perché dovrà consentire alla nostra Banca di strutturarsi e riorganizzarsi adeguatamente per affrontare correttamente le sfide del difficile nuovo contesto di mercato e, quindi, assicurare risultati positivi anche negli anni a venire”.“Abbiamo chiuso il semestre – dice il DG Giampiero Colacito - con un utile netto di euro 2,3 milioni che ci consente di superare quota 76 milioni di euro di patrimonio netto e di registrare indicatori patrimoniali fra i più alti del sistema bancario nazionale: CET1 e TCR pari al 21,7%.I crediti verso la clientela della Banca si sono attestati a circa euro 285 mln, con una crescita dello 0,7% rispetto al 31/12/2015. Nel semestre in osservazione le esposizioni deteriorate, nonostante il perdurare della congiuntura negativa e l’elevata incertezza sulle prospettive di ripresa, sono risultate in calo dell’1,3%; esse rappresentano il 16,5% dell’ammontare complessivo dei crediti con la clientela e presentano un grado di copertura di oltre il 46%, perfettamente in linea col dato nazionale pubblicato da Banca d’Italia. L’operatività della Banca ha comunque sempre posto una particolare attenzione al territorio non solo sotto il profilo economico, ma anche sotto quello sociale, attraverso la valutazione dei bisogni primari della collettività, nello spirito tipico di una banca di credito cooperativo.Proposta di acquisto di Carilo SpAA fine luglio la Bcc di Civitanova Marche e Montecosaro ha inviato una manifestazione di interesse per l’acquisto delle partecipazioni Carilo SpA. Qual è lo stato delle trattative in corso?“Certamente a causa del periodo feriale appena concluso – dice Palombini - non abbiamo ancora ricevuto alcun riscontro dai due soci di Carilo SpA, Nuova Banca delle Marche e Fondazione Carilo. Tuttavia, vista l’importanza che riveste tale operazione per la nostra banca e per il nostro territorio, sarà premura della banca stessa sollecitare una risposta agli organi competenti qualora non vi fossero riscontri nel breve termine”.“L’eventuale operazione di acquisizione – dice Colacito - oltre ad avere risvolti positivi per i nostri territori, renderebbe più celere il processo di ristrutturazione che la banca sta portando avanti per adeguarsi ai mutati scenari economici e bancari, coerentemente alle esigenze dell’intero sistema bancario ed indipendentemente da quello che sarà il processo di attuazione della nuova legge di riforma”. Riforma del Credito Cooperativo.Federcasse fa pressing su Cassa Centrale Banca (CCB) per evitare due gruppi; Bcc Civitanova auspica invece la costituzione del secondo gruppo guidato proprio da CCB“Il processo di riforma del credito cooperativo – dice l’AD ai rapporti con il credito cooperativo Marco Bindelli - sta vivendo una fase molto importante e delicata. Il 13 settembre scorso è scaduto il termine per inviare osservazioni e proposte di modifica alla normativa secondaria posta in consultazione dalla banca d’Italia ed entro fine mese l’Organo di Vigilanza dovrebbe pubblicare la versione definitiva delle disposizioni attuative: dal quel momento decorreranno i 18 mesi di tempo per la costituzione del gruppo o dei gruppi bancari cooperativi.Nel frattempo, circa 80 BCC, tra le quali anche quella di Civitanova, dopo vari incontri con Cassa Centrale Banca (CCB), hanno ricevuto la bozza del progetto di costituzione del gruppo alternativo ad Iccrea.Dopo aver esaminato e particolarmente apprezzato il progetto di CCB, proprio mentre le 80 BCC stavano per inviare la pre-adesione al costituendo gruppo CCB, è intervenuta Federcasse, l’associazione nazionale delle BCC, con una proposta di lettera di intenti inviata alle due banche di secondo livello (Iccrea e CCB). La lettera, senza contenere alcun concreto progetto industriale e bancario di gruppo unico, in un’ottica meramente politica, mira a scoraggiare la costituzione del gruppo alternativo, offrendo a CCB maggiore spazio (poltrone) nella governance dell’eventuale gruppo unico che farebbe capo ad Iccrea e la concessione a CCB di fornire alcuni servizi per l’intero gruppo.Conseguentemente, non poteva mancare l’intervento di via Nazionale che, difatti, ha chiesto un incontro per mercoledì 21 settembre p.v., proprio in Banca d’Italia, con gli esponenti di CCB, di Iccrea e Federcasse.A questo punto, nonostante CCB stia proseguendo speditamente con il proprio progetto di costituzione del gruppo nazionale, la BCC di Civitanova Marche e Montecosaro auspica che l’Organo di Vigilanza si faccia garante della corretta attuazione della legge di riforma che prevede la costituzione di più gruppi con un patrimonio minimo di 1 mld di patrimonio, impedendo il tentativo del versante associativo di trasferire il “potere” delle federazioni all’interno del gruppo unico che vorrebbero costituire e dando seguito al monito fornito dal Governatore Ignazio Visco nelle Considerazioni finali della relazione annuale in cui affermò chiaramente che occorre seguire logiche strettamente industriali e che “La componente associativa può mantenere un ruolo di rappresentanza a livello nazionale e territoriale, senza indebite interferenze sulla pianificazione strategica, sulla gestione operativa e sulle funzioni di controllo del gruppo.”.Se dall’incontro di mercoledì in Via Nazionale dovesse emergere una non corretta applicazione del processo di riforma in atto, credo che sarebbero in tante le BCC che potrebbero fare appello all’Organo di Vigilanza.Il quadro normativo è oramai chiaro e il sistema bancario italiano, e quello cooperativo in particolare, non può più permettersi logiche diverse da quelle industriali ed aziendali!”.
Buon compleanno a Sergio Cappelletti, che per i suoi 50 anni di attività della Sepa Arredamenti, si regala il concerto di Giusy Ferreri, che a sua volta lo ringrazia carinamente sul palco, con gli applausi degli amici, dei dipendenti e delle tante famiglie con al seguito i loro figli, nella graziosa cittadina di Porto Potenza Picena sulla statale SS Adriatrica. Un fiume di persone arrivate da diverse regioni d’italia e addirittura dalla Croazia, per la serata presentata da conduttore di Numeri Uno su Rai 2 Angelo Martini, per l’organizzazione del manager Gianluca Iommi della Fashion Event Moda. Giusy Ferreri grande padronanza di palco, voce possente infiamma il pubblico con i suoi successi: Novembre, Piccoli Dettagli, in “Noi brave ragazze”, una ballad popolare, Giusy esordisce con un megafono, il ricordo del grande Rino Gaetano con Il cielo è sempre più blu, Ti porto a cena con me, dal festival di Sanremo, e il suo tormentone Roma Bangkok con la ola di tutti.Una giornata piena di emozioni quella di Sergio Cappelletti con l'incontro sul palco del suo amico maestro l’imprenditore Luciano Sileoni l'inventore delle cucine Lube, una sorta di carramba, ricordando l'importanza della leale amicizia tra imprenditori Marchigiani , che fanno grande il nostro paese. L’evento ha preso il via già nel pomeriggio, con la visita dell’apertura del nuovo Show Room con l’accoglienza di Michele e Marco Cappelletti per le visite guidate di tutto lo staff capitanato da Sara Cappelletti, davanti ad un grandissimo buffet offerto a tutti i presenti. “ Sono molto orgoglioso di aver contribuito alla realizzazione della mia azienda Sepa - dichiara emozionato Sergio Cappelletti - vedere tantissima gente che mi stima e ricevere un premio dai miei dipendenti e clienti, mi danno la forza di continuare in questo lavoro che mi ha dato tanto”.
“Grazie, grazie Ceriscioli!”. C'è tanto amaro in bocca nelle parole dei lavoratori del cementificio ex Sacci di Castelraimondo, che questa mattina hanno protestato contro l'imminente chiusura dello stabilimento. Si sono ritrovati di fronte al piazzale che fino ad oltre un anno fa raggiungevano per andare a lavorare ma invece sono partiti, a piedi, fino a raggiungere il centro abitato di Castelraimondo, dove si è tenuta una conferenza stampa. Hanno rivolto il loro tristemente sarcastico ringraziamento al governatore Luca Ceriscioli, che come hanno affermato i sindacalisti ed i rappresentanti dei lavoratori, non ha mai preso in mano la situazione e per un anno ha evitato di incontrarli e di incontrare, come più volte chiesto, i vertici della nuova proprietà dello stabilimento, la società CementirSacci, che fa capo al gruppo Caltagirone.“La Regione Marche non ha voluto prendersi la sua responsabilità politica – hanno detto in conferenza stampa – stentiamo a credere alla totale disattenzione con la quale politici e funzionari hanno gestito la situazione fin dall'inizio, perché sarebbe gravissimo pensare che è così che trattano i problemi della Regione che sono pagati per amministrare. La Regione in questa vertenza aveva tutte le possibilità per poter sovvertire le sorti del cementificio di Castelraimondo ma ci ha praticamente ignorato, lasciandoci al nostro destino”. L'incontro con la nuova proprietà, dopo mesi di attesa, era fissato per venerdì scorso, il 16 settembre.Ma Ceriscioli lo ha rimandato di un'altra settimana in quanto impegnato a Rieti con il commissario Errani. “Non c'è più tempo – continuano i sindacalisti – come tutti sanno la cassa integrazione scade il 30 settembre e dal primo ottobre saremo tutti licenziati. In tutti questi mesi la Regione dov'è stata? Forse ha altri piani in mente? Qui non si parla solo del futuro di 70 dipendenti, ma di un indotto di oltre 150 persone, dell'economia intera di un territorio che è già stato martoriato dalla crisi. E mentre la posizione di Cementir è sempre stata chiara, tanto da dichiarare di aver comprato al netto della forza lavoro, la Regione poteva fare la differenza, e anche se mancano ancora soltanto 10 giorni, può farla ancora. Quindi oggi facciamo un appello accorato a non lasciare che fra dieci giorni 70 persone stiano a casa senza lavoro sperando che questa volta la Regione faccia ciò che è chiamata a fare”. Hanno partecipato alla protesta insieme ai lavoratori dell'impianto di Castelraimondo anche le OO.SS. Fillea Cgil, Filca Cisl, Feneal Uil. Un duro attacco alla Regione è venuto anche da parte dei sindaci di Castelraimondo e Gagliole Renzo Marinelli e Mauro Riccioni. “La Regione ci ha portato in giro per tutto questo tempo – hanno affermato – ci siamo fidati, come è giusto che sia, e abbiamo sopportato ogni rinvio, ogni silenzio ingiustificato, ma evidentemente ad oggi possiamo dire che sbagliavamo. Siamo preoccupati per il nostro futuro”.Nei prossimi giorni i sindacalisti incontreranno il Prefetto per tentare ancora una volta di mobilitare i vertici regionali ma il 30 settembre, come hanno più volte ripetuto, è dietro l'angolo.