Anche il tuo profilo può andare in vacanza (ma non lasciare la reception vuota)
Inizio agosto, mi scrive un cliente: "Barbara, sospendiamo tutto fino a settembre? Tanto non c'è nessuno." Lo stesso giorno, un altro cliente fa esattamente il contrario, e mi ritrovo il suo profilo aziendale invaso di foto di spiagge, tramonti e piedi nella sabbia che non c'entrano niente con quello che fa, pubblicate una dietro l'altra solo per non sparire. E guardando questi due estremi opposti ho pensato che raccontano perfettamente il grande dilemma di ogni agosto, quello che vivono tutti i profili professionali quando arriva il caldo e la voglia di staccare.
Perché ad agosto ci si divide sempre in due categorie sbagliate. Da una parte c'è chi sparisce completamente, chiude bottega, non pubblica più niente per tre settimane e riappare a settembre come se niente fosse, sperando che gli algoritmi e le persone si ricordino ancora di lui. Dall'altra c'è chi invece si fa prendere dall'ansia di dover esserci a tutti i costi, e allora pubblica qualunque cosa, riempie il feed di contenuti a caso, di frasi motivazionali sull'estate, di foto personali senza contesto, pur di non lasciare il profilo fermo. E il risultato, in entrambi i casi, è che la presenza online ne esce indebolita, perché sparire ti fa dimenticare e strafare ti fa sembrare confuso.
La verità è che esiste una terza via, molto più elegante e molto più intelligente, ed è quella che consiglio sempre ai miei clienti. Il tuo profilo può andare in vacanza, ci mancherebbe, hai tutto il diritto di rallentare e di goderti l'estate come tutti. Ma andare in vacanza non vuol dire abbandonare la reception dell'albergo. Pensa a un bell'hotel a Ferragosto: rallenta i ritmi, magari il ristorante fa orari ridotti, il personale è meno numeroso, ma alla reception c'è sempre qualcuno, e se arrivi trovi chi ti accoglie, ti sorride e ti dà una risposta. Il tuo profilo dovrebbe funzionare esattamente così, con una comunicazione più leggera, non più trascurata.
E la differenza tra leggero e trascurato è tutta lì, in pochi accorgimenti semplici. Leggero significa ridurre la frequenza, pubblicare meno ma con senso, usare format più semplici che non ti rubano ore, magari recuperare qualche contenuto evergreen che funziona sempre, mostrare qualche dettaglio estivo ma coerente con quello che fai, e soprattutto continuare a rispondere a chi ti scrive un messaggio o ti lascia un commento, perché quella è la vera reception, quella è la porta che deve restare aperta. Trascurato invece è tutto il resto, è sparire senza dire niente, è rispondere dopo dieci giorni, è lasciare le persone davanti a un profilo muto.
Il trucco pratico, quello che ti fa dormire sereno anche sotto l'ombrellone, è preparare in anticipo giusto tre contenuti essenziali e non pensarci più. Il primo è un post di servizio, semplice e chiaro, in cui dici come funzionano le cose ad agosto, se sei operativo, quando rispondi, quando riapri a pieno ritmo. Il secondo è un contenuto leggero ma coerente con il tuo mondo, qualcosa che sappia di estate senza tradire chi sei. E il terzo è un contenuto utile, di quelli che la gente salva per rileggerlo con calma, magari proprio a settembre quando riprende in mano le cose. Tre contenuti, e sei a posto per tutto il mese.
Quello che invece ti sconsiglio con tutto il cuore sono le cadute di stile classiche di agosto, quelle che vedo ogni anno e che fanno più danni del silenzio. Le foto personali buttate a caso su un profilo aziendale senza una parola di spiegazione, i messaggi automatici freddi che sembrano scritti da un robot annoiato, i post pieni di cliché estivi tutti uguali, e soprattutto il grande classico, il "anche noi ci prendiamo una pausa".
Alla fine la vera classe, online come nella vita, non è esserci sempre a tutti i costi né sparire senza salutare. È saper rallentare con grazia, anche a Ferragosto, anche con i piedi nella sabbia.

cielo sereno (MC)
Stampa
PDF
