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Nidi nelle scuole, la replica di Federcaccia Macerata: "Da ambientalisti solo critiche ideologiche"

Nidi nelle scuole, la replica di Federcaccia Macerata: "Da ambientalisti solo critiche ideologiche"

La Federcaccia provinciale di Macerata interviene con una nota ufficiale in merito alle perplessità espresse dalle sigle ambientaliste ed animaliste (Lipu, Lav, Wwf, Enpa e Oipa) sull'installazione di nidi artificiali e sui percorsi di educazione ambientale avviati in alcune scuole primarie del territorio. Il direttivo venatorio risponde fermamente, sottolineando come «le critiche rivolte ai cacciatori dimostrano ancora una volta una visione ideologica, non un confronto sui fatti». Secondo l'associazione dei cacciatori maceratesi, sostenere che il mondo venatorio non possa occuparsi di divulgazione ambientale significa ignorare il percorso di formatione obbligatorio intrapreso dagli iscritti, che comprende lo studio approfondito della fauna, degli habitat, della normativa e della gestione territoriale, oltre alle collaborazioni scientifiche attive con università, istituti di ricerca come l'ispra ed enti pubblici in materia di censimenti, monitoraggi e ripristino ambientale. La nota evidenzia come l'azione nelle scuole debba essere valutata esclusivamente per la qualità dei contenuti e dei risultati effettivi, «non in base a un pregiudizio verso chi la svolge», aggiungendo che il mondo venatorio è dotato di tecnici formati che fondano il proprio operato su dati concreti e dimostrano con i fatti l'attuazione della gestione di habitat e fauna sul territorio con il proprio impegno e a proprie spese, come nel caso del mantenimento delle zone umide. Federcaccia risponde puntualmente anche ai rilievi tecnici avanzati sulle cassette-nido posizionate nei plessi scolastici: «Rimandiamo al mittente anche la critica rivolta alle caratteristiche delle cassette, ed invitiamo lo stesso ad appurare le caratteristiche stesse delle cassette installate negli istituti scolastici». Infine, l'associazione interviene sul dibattito legislativo relativo alla riforma della legge 157/92, precisando che il confronto istituzionale dovrebbe fondarsi sulla lettura oggettiva dei testi di legge e su argomentazioni tecniche e scientifiche, anziché alimentarsi di slogan propagandistici, in quanto «la tutela della biodiversità si costruisce con dati, monitoraggi e gestione concreta del territorio, non con etichette o contrapposizioni».

29/06/2026 16:00
Sciapichetti ricorda Adriano Ciaffi: “Con lui scompare la politica vera e popolare”

Sciapichetti ricorda Adriano Ciaffi: “Con lui scompare la politica vera e popolare”

    “È stato protagonista assoluto della crescita economica della nostra regione. Uomo intelligente e generoso, esempio di cattolico democratico e di bella politica. Per me scompare l’amico di sempre, il punto di riferimento assoluto per tante battaglie. Con lui scompare la politica vera, autentica, popolare, esempio per intere generazioni”. Con queste parole Angelo Sciapichetti ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Adriano Ciaffi. Nel suo messaggio, Sciapichetti ha voluto ricordare non solo la figura istituzionale, ma anche il valore umano e politico di Ciaffi, sottolineandone il ruolo centrale nella storia amministrativa e politica delle Marche e del Paese. Adriano Ciaffi, avvocato e dirigente politico, è stato esponente della Democrazia Cristiana, del Partito Popolare e della Margherita, fino a partecipare al percorso costituente del Partito Democratico. Eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1968, fu tra i promotori della riforma agraria che portò alla trasformazione della mezzadria. Tra il 1975 e il 1978 guidò la Regione Marche come Presidente, in una fase politica caratterizzata da un’esperienza di governo innovativa, con l’appoggio esterno del Partito Comunista. Successivamente ricoprì il ruolo di Assessore al Bilancio regionale dal 1978 al 1983, contribuendo all’avvio delle prime politiche strutturate della Regione, in particolare in ambito sanitario. Rieletto alla Camera nel 1983, fu Sottosegretario di Stato agli Interni nei governi Craxi I, Craxi II e Fanfani VI. Dal 1988 al 1992 ricoprì l’incarico di vicepresidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera, assumendone poi la presidenza nella legislatura successiva. Terminata l’esperienza parlamentare, tornò alla professione forense e continuò a impegnarsi nella vita pubblica locale come consigliere comunale, mantenendo un ruolo attivo nella sua comunità fino agli ultimi anni.        

28/06/2026 14:00
Emorroidi e stitichezza: quando è necessario rivolgersi al proctologo

Emorroidi e stitichezza: quando è necessario rivolgersi al proctologo

Oggi la nostra rubrica si occupa di proctologia, la branca specialistica della medicina e della chirurgia dedicata alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento delle patologie dell’ano, del retto e del colon. Si tratta di un ambito spesso poco affrontato nella comunicazione, complice un senso di pudore che porta a considerare questi disturbi come appartenenti esclusivamente alla sfera privata. Eppure, informare correttamente è fondamentale, perché le patologie proctologiche possono compromettere non solo il benessere quotidiano, ma anche il corretto funzionamento dell’intero organismo. A fare chiarezza è il dottor Antonio Capomagi, proctologo marchigiano, già ricercatore, chirurgo e docente, con una lunga esperienza maturata all’INRCA di Ancona e numerose collaborazioni in ambito nazionale e internazionale. Attualmente è consulente del gruppo medico Associati Fisiomed nel Maceratese. Abbiamo rivolto al dottor Capomagi alcune domande dedicate a una delle problematiche più diffuse, le emorroidi, con l’intenzione di approfondire nei prossimi appuntamenti anche altre patologie della sua specialità. Dottor Capomagi, perché chi soffre di stitichezza rischia maggiormente il prolasso delle emorroidi? "Perché la stitichezza costringe a fare sforzi intensi e prolungati sul water. La spinta continua schiaccia i vasi sanguigni dell'ano. Questo aumento di pressione gonfia le vene emorroidarie. I tessuti che tengono in sede le emorroidi si allungano e, alla fine, le emorroidi cedono e scivolano verso l'esterno". Le emorroidi prolassate possono impedire alle feci di uscire normalmente? "Sì, le emorroidi prolassate creano un vero e proprio ostacolo fisico. Quando scivolano verso il basso occupano spazio all'interno del canale anale, restringendo il passaggio e ostacolando il transito delle feci. Il paziente avverte una chiara sensazione di 'tappo' interno e si crea così un circolo vizioso che peggiora ulteriormente la stitichezza". Se non si risolve il problema della defecazione ostruita (STPSI), le emorroidi possono rientrare spontaneamente? "Dipende da quanto è grave e avanzato il prolasso. Se il problema è iniziale, eliminare lo sforzo consente alle emorroidi di sgonfiarsi e, nei primi stadi, i tessuti possono recuperare almeno in parte la loro elasticità. Se invece il prolasso è cronico, le emorroidi restano permanentemente all'esterno. In questi casi è necessario ricorrere all'intervento chirurgico e il proctologo rappresenta la figura di riferimento".

28/06/2026 12:00
Celebrazioni leopardiane, Recanati rende omaggio al poeta con Ossola e Malosti

Celebrazioni leopardiane, Recanati rende omaggio al poeta con Ossola e Malosti

Recanati si prepara a celebrare l'anniversario della nascita di Giacomo Leopardi con una giornata dedicata al poeta, nel segno della tradizione ma anche del rinnovamento culturale. L'appuntamento di lunedì 29 giugno è promosso dal Centro nazionale di studi leopardiani, presieduto da Fabio Corvatta, che continua a valorizzare il pensiero e l'opera del grande autore attraverso iniziative aperte al pubblico. Il programma prevede due eventi in altrettanti luoghi simbolo della città. Il primo appuntamento è fissato alle 17.30 nell'Aula magna del Comune di Recanati, spazio che conserva una targa dedicata all'inaugurazione con la lectio leopardiana di Giosuè Carducci. Qui il professor Carlo Ossola, filologo, critico e storico della letteratura italiana, terrà la conferenza dal titolo "Tre compleanni leopardiani". Nel corso dell'incontro gli sarà inoltre conferito il Premio Leopardi. Ossola è professore al Collège de France di Parigi e presidente dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, incarichi che ne fanno una delle personalità più autorevoli nel panorama culturale internazionale. La seconda iniziativa si svolgerà alle 21.30 nell'Orto sul Colle dell'Infinito, luogo simbolo della città e della poetica leopardiana. Andrà in scena "io qui vagando al limitare intorno", recital che vedrà protagonista l'attore Valter Malosti, impegnato nella lettura dei Canti di Leopardi. Lo spettacolo sarà arricchito dal progetto sonoro e live electronic di Gup Alcaro e dalle musiche originali e chitarre elettriche di Paolo Spaccamonti. L'ingresso sarà libero e senza prenotazione; l'accesso all'Orto sarà consentito dall'ex Convento di Santo Stefano. Le celebrazioni confermano una tradizione che il Centro nazionale di studi leopardiani porta avanti da decenni, con l'obiettivo di approfondire la conoscenza della poetica di Leopardi attraverso letture e interpretazioni capaci di mettere in luce i molteplici aspetti del suo pensiero. Un percorso che, come sottolinea il presidente Fabio Corvatta, punta a coniugare il rispetto della tradizione con la capacità di innovare, valorizzando il patrimonio culturale di Recanati e promuovendo il progetto di portare "Leopardi nel mondo", mantenendo al tempo stesso solide radici nella città natale del poeta. Le celebrazioni del 29 giugno sono organizzate dal Centro nazionale di studi leopardiani con il patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Macerata, del Comune di Recanati, dell'Università di Macerata, del FAI Orto sul Colle dell'Infinito e con la collaborazione del Centro mondiale della poesia e della cultura.

28/06/2026 11:20
Famiglie tossiche: quando la quotidianità diventa una danza sulle uova

Famiglie tossiche: quando la quotidianità diventa una danza sulle uova

Nelle famiglie funzionali, la convivenza è regolata da confini chiari e da scambi prevedibili. Esiste un patto implicito di valori condivisi che permette a ciascuno di sapere dove termina la propria libertà e dove inizia quella dell'altro. Nelle famiglie tossiche, invece, la quotidianità finisce spesso per essere dominata dagli stati d'animo di una sola persona. In questi sistemi familiari il nucleo ruota attorno all'umore instabile di un unico membro dominante. Gli altri componenti si adattano progressivamente, modificano i propri comportamenti e, in molti casi, arrivano ad annullare i propri bisogni. Si impara così, fin dall'infanzia, a vivere in uno stato di costante allerta, cercando di prevedere se la giornata sarà serena oppure segnata da tensioni e conflitti. Dal punto di vista psicologico, questo meccanismo è stato approfondito da John Bowlby, padre della Teoria dell'Attaccamento. I suoi studi hanno evidenziato come l'imprevedibilità della figura di riferimento, il cosiddetto caregiver, favorisca la costruzione di un attaccamento insicuro e ansioso. Per evitare conflitti o reazioni imprevedibili, il bambino può arrivare a reprimere la propria spontaneità e a mettere costantemente in secondo piano emozioni e bisogni. In questi contesti il controllo viene spesso esercitato attraverso il ricatto emotivo e forme di manipolazione sottile. La persona coinvolta finisce così per interpretare questo continuo stato di tensione come una forma di amore, convincendosi di dover conquistare senza sosta l'approvazione dell'altro e di dover sacrificare sé stessa pur di preservare un equilibrio fragile. Il prezzo di questo adattamento emerge spesso nell'età adulta. Chi è cresciuto in un ambiente caratterizzato da queste dinamiche tende infatti a ricercare relazioni che riproducono lo stesso schema, scegliendo partner che alimentano il bisogno di ridimensionarsi, di mettere a tacere la propria voce e di subordinare le proprie emozioni. Si entra così in un circolo vizioso fatto di continua ricerca di approvazione esterna, nel tentativo di sentirsi abbastanza, di meritare affetto e di trovare conferme del proprio valore. In questa prospettiva diventa difficile comprendere che il riconoscimento autentico non può essere ottenuto dagli altri né rappresenta qualcosa da conquistare. L'autostima è invece una dimensione interiore che deve essere costruita e riconosciuta da sé stessi. Quando questo processo non avviene, il rischio è quello di ritrovarsi accanto a persone che non riconoscono i bisogni profondi del partner, ma lo utilizzano come uno strumento attraverso cui alimentare il proprio ego e compensare le proprie fragilità. La possibilità di interrompere questo schema passa attraverso un percorso di consapevolezza. La guarigione inizia nel momento in cui si accetta una verità fondamentale: nessuno può donarci dall'esterno quella stabilità che siamo chiamati a costruire dentro di noi. È necessario smettere di cercare fuori ciò che può nascere soltanto da un lavoro personale. Nessuno può attribuirci un valore se siamo i primi a non riconoscerlo, così come nessuno può tracciare la nostra rotta se non siamo noi, per primi, a scegliere la direzione da seguire.

28/06/2026 11:00
Art Festival incanta Porto Recanati: migliaia di spettatori per la seconda tappa

Art Festival incanta Porto Recanati: migliaia di spettatori per la seconda tappa

La seconda tappa di Art Festival, andata in scena sabato 27 giugno, ha coinciso con il primo grande appuntamento estivo della stagione di Porto Recanati, già sold out fin dal mese di giugno grazie all'arrivo di numerosi turisti e di tantissimi spettatori richiamati proprio dalla manifestazione. La suggestiva cornice di Largo Porto Giulio ha ospitato tre spettacoli appartenenti a discipline diverse: comicità con evoluzioni alla ruota Cyr, sospensione capillare e spettacolo di fuoco. Sul palco si sono alternati artisti nazionali e internazionali, capaci di coinvolgere ed emozionare un pubblico particolarmente numeroso. Nel corso della serata il sindaco Andrea Michelini ha ricordato la crescita costante del Festival a Porto Recanati nel corso degli ultimi cinque anni. Una collaborazione consolidata quella tra l'amministrazione comunale e l'associazione organizzatrice Whats Art, accomunate dalla volontà di promuovere il fascino delle arti performative attraverso spettacoli a ingresso gratuito. L'obiettivo è quello di proporre un evento inclusivo, capace di avvicinare un pubblico sempre più ampio alle discipline dell'arte contemporanea. Molti turisti hanno accolto con entusiasmo la possibilità di assistere gratuitamente agli spettacoli nel cuore della città. Sempre più consolidata anche la tradizione del "cappello", il gesto con cui il pubblico ringrazia gli artisti con un'offerta libera al termine delle esibizioni, contribuendo concretamente a sostenere l'arte di strada e creando un rapporto diretto tra performer e spettatori. La serata ha regalato un susseguirsi di emozioni. Ad aprire il programma è stata la comicità di Torpeza Ritmika, una goffa factotum che nel corso dello spettacolo si trasforma in un'insolita performer, sorprendendo il pubblico con la sua abilità alla ruota Cyr. Successivamente è stato il turno del duo Les Birdies, protagonista di una suggestiva esibizione di sospensione capillare che ha catturato l'attenzione degli spettatori. Gran finale con i Pyrogavhi, coppia unita nella vita e nell'arte, che ha chiuso la serata con uno spettacolo di fuoco ricco di effetti scenici, regalando al pubblico un finale intenso e coinvolgente.

28/06/2026 10:40
Addio ad Adriano Ciaffi, protagonista della politica marchigiana per oltre mezzo secolo

Addio ad Adriano Ciaffi, protagonista della politica marchigiana per oltre mezzo secolo

Si è spento nella notte, alle 3, all'ospedale di Macerata, Adriano Ciaffi. Aveva 90 anni ed è stato uno dei protagonisti della politica marchigiana degli ultimi cinquant'anni, figura di riferimento soprattutto per la città di Macerata. Avvocato, titolare di uno storico studio in corso Cavour, Ciaffi ha continuato a seguire con attenzione la vita pubblica cittadina anche negli ultimi anni. Nonostante l'età, infatti, era spesso presente nei momenti più significativi della politica locale, mantenendo vivo il legame con il territorio che ha rappresentato per gran parte della sua carriera istituzionale. Il suo percorso nelle istituzioni è stato particolarmente ricco. È stato presidente della Regione Marche dal 1975 al 1978, sottosegretario di Stato al Ministero dell'Interno e presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati. Ha inoltre ricoperto il ruolo di parlamentare per cinque legislature, consolidando nel tempo il proprio peso politico a livello nazionale. Il nome di Adriano Ciaffi resta legato anche a due importanti riforme che hanno segnato la storia degli enti locali italiani. Il suo contributo è infatti associato alla legge 142 del 1990, che ha riformato l'ordinamento delle autonomie locali, e alla legge 81 del 1993, che ha introdotto l'elezione diretta del sindaco, cambiando profondamente il sistema amministrativo del Paese. Esponente dell'area popolare e del cattolicesimo democratico, Ciaffi aveva compiuto 90 anni lo scorso 14 maggio. Nato nel 1936, nella sua Macerata era conosciuto semplicemente come "l'onorevole" Ciaffi, appellativo che ne testimoniava il prestigio e il ruolo ricoperto nel panorama politico locale e nazionale. "Se ne va un protagonista della politica italiana del ‘900, uomo di governo e rappresentante delle Marche nelle istituzioni nazionali, già Presidente della Regione nel 1975 agli albori di un Ente nato appena cinque anni prima. Credeva nel rafforzamento dei governi locali, come dimostrano le due leggi che portano il suo nome: sulle autonomie locali e sull’elezione diretta del Sindaco e del presidente della provincia". Questo il ricordo dell'assessore regionale, Francesco Baldelli. "Uomo della teoria della ‘regione diffusa’, la comunità delle tante ‘città-regione’, anello di congiunzione tra la ricostruzione firmata da Enrico Mattei e il modello disegnato da Giorgio Fuà. Ciaffi ha svolto un ruolo di primo piano nel traghettare le Marche da una regione agricola ad una postindustriale. Già negli Anni ’60 aveva compreso la necessità di uno sviluppo equilibrato delle Marche, tra costa ed entroterra, proprio in un periodo in cui si accendeva il dibattito sulla Pedemontana. Il modello infrastrutturale che oggi stiamo realizzando, un modello che da una conformazione a ‘pettine’ passa ad una ‘a maglia’, è in parte debitore di quelle teorie di sviluppo e di uomini politici che avevano a cuore il riscatto economico e sociale di una regione storicamente arretrata proprio attraverso le infrastrutture", conclude Baldelli.

28/06/2026 10:20
Chiedilo all’avvocato: Installare uno spyware sul cellulare è reato?

Chiedilo all’avvocato: Installare uno spyware sul cellulare è reato?

Questa settimana, le numerose mail arrivate, hanno interessato principalmente la tematica relativa alla violazione della segretezza delle conversazioni telematiche altrui, attraverso l’utilizzo di strumenti informatici. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Morrovalle che chiede: “E’ penalmente sanzionabile chi installa un programma informatico per intercettare le comunicazioni telefoniche di un altro soggetto, anche se poi non sono stati utilizzati?”  Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione estremamente attuale, su cui ha avuto modo di pronunciarsi la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15071/2019, affermando la responsabilità penale di un marito, che aveva collegato il cellulare della moglie ad uno “Spy-Software” per monitorarle le chiamate, punendolo pertanto ex art. 617-bis c.p., il quale stabilisce espressamente: “Chiunque, fuori dei casi consentiti dalla legge installa apparati, strumenti, parti di apparati o di strumenti al fine di intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche tra altre persone è punito con la reclusione da uno a quattro anni”.  Difatti, nel caso in esame, la Suprema Corte ha valutato la punibilità dell’uomo, sulla base di un’autorevole interpretazione del diritto vivente, fornita proprio dalle Sezioni Unite, con sentenza n.26889/2016, la quale ha permesso di includere i programmi informatici denominati “Spy-Software”, nella categoria degli apparati indicati espressamente dalla norma del codice penale appena citata, chiarendo che “l’evoluzione tecnologica ha consentito di apportare strumenti informatici del tipo software, solitamente installati in modo occulto su un telefono cellulare, un tablet o un PC, che consentono di captare tutto il traffico dei dati in arrivo o in partenza dal dispositivo e, quindi, anche le conversazioni telefoniche”(Cass. Pen.; Sez. Un.; Sentenza n. 26889 del 28/04/2016), evidenziando a tal proposito, una categoria aperta e dinamica, suscettibile di essere implementata per effetto delle innovazioni tecnologiche che nel tempo, consentono di realizzare scopi vietati dalla legge.  Inoltre, secondo la ricostruzione operata dalla Corte di legittimità chiamata a pronunciarsi sull’obiezione sollevata dall’uomo, in relazione alla circostanza che la moglie fosse stata di fatto avvertita dal figlio, circa l’installazione di tale programma sul suo cellulare, senza però smettere mai di usarlo, si è rilevato che il riferimento alla norma penale di cui all’art. 617-bis c.p., ha lo scopo di anticipare la tutela alla riservatezza e libertà delle comunicazioni, attraverso la sanzione dei fatti prodromici all’effettiva lesione del bene, non essendo dunque necessaria alcuna condotta ulteriore.  Pertanto, in adesione a tale autorevole orientamento della Suprema Corte e in risposta alla domanda della nostra lettrice, è da intendersi che: “Ai fini della configurabilità del reato in esame deve aversi riguardo alla sola attività di installazione e non a quella successiva dell'intercettazione o impedimento delle altrui comunicazioni, che rileva solo come fine della condotta, con la conseguenza che il reato si consuma anche se gli apparecchi installati non abbiano funzionato o non siano stati attivati”(Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza del 05.04.2019, n. 1507).  Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

28/06/2026 10:00
A Villa Berta il calore delle Marche: dove l'impresa sposa il territorio

A Villa Berta il calore delle Marche: dove l'impresa sposa il territorio

San Severino Marche – Cogliere l'anima delle Marche richiede tempo, ma a volte basta un fine settimana nel posto giusto. È quanto accaduto a un gruppo di amici che, provenienti da realtà diverse, si sono ritrovati attorno alla stessa tavola a Villa Berta, a San Severino Marche. Da Monza sono arrivati Giusi Cavenaghi, da anni colonna portante della Fondazione Exodus di Don Mazzi, e Biagio Rubino, production manager nel mondo del cinema e della pubblicità. Con loro anche Don Felice Riva, dell'Opera Don Guanella e cappellano dell'Ospedale Oftalmico di Roma. Il motivo del viaggio? Un weekend all'insegna del relax, ospiti di Otello Moretti nella sua Villa Berta. Il giudizio degli ospiti è stato unanime: Villa Berta è un luogo capace di trasmettere un'atmosfera autentica e rigenerante. Un ambiente immerso nella tranquillità della campagna marchigiana, impreziosito da una proposta gastronomica di alto livello che valorizza sia i migliori tagli di carne sia le specialità di pesce. A colpire maggiormente, però, è stata soprattutto la cordialità e l'umanità con cui vengono accolti gli ospiti. Inaugurata nel settembre 2023, Villa Berta rappresenta l'ultima sfida imprenditoriale di Otello Moretti. Nata come rifugio dedicato a chi desidera allontanarsi dal ritmo frenetico della città per immergersi nella natura, la struttura è diventata in poco tempo un punto di riferimento per chi cerca un'esperienza autentica di ospitalità nelle Marche. L'impegno di Moretti nella valorizzazione del territorio, tuttavia, va ben oltre l'accoglienza. A pochi passi da San Severino Marche sorge infatti Puntoverde Food, azienda alimentare guidata insieme al figlio Enrico Vallesi, specializzata nella lavorazione di prodotti che raccontano la tradizione gastronomica marchigiana. L'azienda realizza sott'oli, sott'aceti, salse, sughi pronti e verdure grigliate, lavorando materie prime selezionate con particolare attenzione alla qualità e alla valorizzazione delle produzioni locali. Lo sguardo della famiglia Moretti si è spinto anche oltre i confini nazionali grazie al progetto "La Pizzeria", nato con l'obiettivo di portare nel mondo la tradizione della pizza italiana attraverso prodotti capaci di coniugare qualità, praticità e gusto autentico, contribuendo alla diffusione del Made in Italy sui mercati internazionali. Per chi desidera trascorrere qualche giorno all'insegna del relax, della buona cucina e dell'ospitalità marchigiana, Villa Berta rappresenta oggi una meta dove natura, impresa e tradizione si incontrano, offrendo un'esperienza che lascia il segno.

28/06/2026 09:40
Tolentino, lavori in viale G. Benadduci: modifiche alla viabilità dal 29 giugno

Tolentino, lavori in viale G. Benadduci: modifiche alla viabilità dal 29 giugno

Per consentire il proseguimento dei lavori di miglioramento stradale e di superamento delle barriere architettonichenel primo tratto di Viale della Repubblica e nel tratto di Viale G. Benadduci, nonché per garantire la pubblica incolumità, la sicurezza degli utenti della strada e degli operai impegnati nel cantiere, il Comando di Polizia Locale ha emesso un'ordinanza. Dal 29 giugno 2026 al 4 luglio 2026, e comunque fino al termine dei lavori, sarà istituito il divieto di transito e il divieto di sosta con rimozione forzata per tutti i veicoli in Viale G. Benadduci, nel tratto compreso tra l'intersezione con Viale della Repubblica e quella con Via Arnaldo Lucentini. Sarà consentito l'accesso ai residenti e al personale della scuola. Per raggiungere la segreteria della scuola Lucatelli sarà possibile utilizzare l'ingresso situato su Viale della Repubblica. Alla ditta esecutrice dei lavori spetta il compito di installare e mantenere in perfetta efficienza, per tutta la durata dell'intervento, la prescritta segnaletica stradale temporanea di cantiere e la segnaletica antinfortunistica prevista dalla normativa vigente, provvedendo alla delimitazione, alla protezione e alla messa in sicurezza delle aree interessate dagli interventi. La ditta dovrà inoltre adottare tutti gli accorgimenti necessari per garantire la sicurezza della circolazione veicolare e pedonale, oltre che delle maestranze impegnate nel cantiere. Sarà inoltre necessario apporre un'idonea segnaletica di preavviso della chiusura stradale almeno 48 ore primadell'entrata in vigore delle limitazioni, mediante apposita cartellonistica collocata nei tratti interessati dai lavori e nelle principali intersezioni di accesso all'area, indicando il periodo di validità del provvedimento e le eventuali modifiche alla viabilità. Al termine dei lavori, o quando verranno meno le esigenze che hanno determinato le limitazioni, la ditta dovrà rimuovere completamente la segnaletica temporanea di cantiere e ogni altra installazione provvisoria, ripristinando la normale segnaletica stradale e le consuete condizioni di sicurezza e transitabilità. La ditta esecutrice resta direttamente responsabile dell'osservanza delle prescrizioni contenute nell'ordinanza, della corretta installazione e manutenzione della segnaletica temporanea e di cantiere, nonché di eventuali danni a persone o cose derivanti da carenze, omissioni o difformità nella segnalazione dei lavori e nella gestione dell'area interessata dal cantiere. Infine, la stessa dovrà installare e mantenere in perfetta efficienza tutta la segnaletica temporanea prevista dal Codice della Strada, provvedendo anche alla delimitazione e alla messa in sicurezza dell'intera area di cantiere.    

27/06/2026 19:00
StraSanseverino 2026, nasce il gemellaggio con la StraCaldarola

StraSanseverino 2026, nasce il gemellaggio con la StraCaldarola

La sala degli Stemmi del Palazzo Comunale ha ospitato la presentazione ufficiale della seconda edizione della StraSanseverino, l’evento podistico conosciuto come “la notturna più bella delle Marche”, che quest’anno si arricchisce di un’importante novità: il gemellaggio sportivo con la StraCaldarola. All’incontro hanno preso parte il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il sindaco di Caldarola, Giuseppe Fabbroni, il presidente regionale della Fidal Marche, Fabio Romagnoli, il presidente dell’Asd Bike Zone, Gionata Ghergo, il presidente dell’Asd Monti Azzurri, Gino Persicorossi, e l’assessore comunale al Turismo, Michela Pezzanesi. Nel suo intervento, il sindaco Rosa Piermattei ha ricordato il successo riscosso dalla manifestazione fin dalla prima edizione, sottolineandone non solo il valore sportivo ma anche quello sociale. Il ricavato della passeggiata non competitiva collegata all’evento sarà infatti devoluto interamente alla Casa di Riposo “Lazzarelli”. "La StraSanseverino è un evento competitivo di livello ma anche una manifestazione che, grazie alla passeggiata non agonistica, farà incontrare famiglie e appassionati di sport e dello stare insieme. Sarà una serata che farà vivere la nostra piazza", ha dichiarato il primo cittadino. Il sindaco di Caldarola, Giuseppe Fabbroni, ha ricordato come la StraCaldarola rappresenti da anni uno degli appuntamenti più attesi dell’estate e ha evidenziato il valore di manifestazioni capaci di animare e promuovere i Comuni dell’entroterra. Il presidente regionale della Fidal Marche, Fabio Romagnoli, ha invece posto l’accento sulla crescita del movimento dell’atletica marchigiana, lodando il lavoro dei numerosi volontari e il gioco di squadra che sostiene eventi di questo livello. A presentare la principale novità della seconda edizione è stato Gionata Ghergo, presidente dell’Asd Bike Zone: "Questa grande occasione permetterà di promuovere lo sport e la condivisione nell’ottica comune della tutela e della valorizzazione del territorio". Ghergo ha inoltre lanciato una proposta destinata a far discutere: "Sarebbe bellissimo far nascere una vera e propria 'Coppa Mille Dollari' della podistica del nostro territorio". Nel corso della presentazione è stata annunciata la nascita della "combinata", una speciale classifica che sommerà i tempi ottenuti nella StraSanseverino e nella StraCaldarola, assegnando un trofeo ai migliori corridori. Le prospettive di crescita della manifestazione guardano anche al futuro: dal prossimo anno il percorso della StraSanseverino sarà infatti omologato, consentendo alla gara dei 10 chilometri di entrare ufficialmente nel circuito nazionale. Il gemellaggio tra le due manifestazioni si svilupperà in due venerdì consecutivi all’insegna dello sport e dell’aggregazione. Venerdì 3 luglio, con partenza alle ore 21 da piazza Del Popolo, si correrà la StraSanseverino su un tracciato completamente pianeggiante e illuminato, valido per il Grand Prix Corsa su Strada Master 2026. Il percorso di 10,1 chilometri sarà disponibile sia per la gara competitiva sia per quella non competitiva. Sono previsti premi per i primi tre classificati di ogni categoria maschile e femminile, un ricco pacco gara, medaglia finisher e pasta party finale. Sarà inoltre possibile partecipare a una passeggiata di 4 chilometri aperta a tutti, il cui ricavato sarà devoluto interamente alla Casa di Riposo "Lazzarelli". La StraCaldarola si svolgerà invece venerdì 10 luglio, con partenza alle ore 21.15 da viale Umberto I. Anche in questo caso la gara agonistica di 10,1 chilometri sarà valida per il Grand Prix Corsa su Strada Master 2026. Alla stessa ora prenderanno il via anche la combinata e il percorso cittadino di 5 chilometri. Per informazioni sulla StraSanseverino è possibile consultare il sito www.bike-zone.it oppure contattare Emanuele (366 3573516) o Gionata (338 8168729). Per la StraCaldarola sono disponibili il sito www.asdmontiazzurri.it oppure i contatti di Stefano (333 4782078) e Gino (338 3677434).

27/06/2026 18:40
Banco Marchigiano investe sui giovani: assunti 20 neolaureati in tre anni

Banco Marchigiano investe sui giovani: assunti 20 neolaureati in tre anni

In un panorama economico complesso, il Banco Marchigiano sceglie di investire sull’occupazione giovanile e sulla valorizzazione dei talenti locali, considerate sfide centrali per le Marche e per lo sviluppo del territorio. L’Istituto di credito, infatti, negli ultimi tre anni ha integrato la propria struttura con l’inserimento di circa 20 giovani neolaureati, portando competenze fresche, nuove motivazioni e contribuendo al rafforzamento della squadra. Il traguardo è stato condiviso e celebrato nella cornice dello Shada di Civitanova Marche, in occasione della tradizionale Cena d’Estate del Banco Marchigiano. Un momento d’incontro che ha riunito i vertici dell’istituto di credito e tutti i dipendenti, nato come occasione di condivisione interna e diventato anche un momento di riflessione sul ruolo della banca di credito cooperativo, reduce dalla recente approvazione di un bilancio da record, caratterizzato da un utile netto superiore ai 15 milioni di euro e da un CET1 ratio salito al 28,2%, dato che colloca l’istituto ai vertici della solidità patrimoniale nazionale. “Spesso, quando si parla di istituti di credito – ha detto il direttore generale Massimo Tombolini – l’attenzione si concentra legittimamente sui numeri, sui bilanci e sugli indici di solidità. Esiste tuttavia un patrimonio immateriale, ma di fondamentale importanza, che determina la reale salute di una banca di credito cooperativo: il fattore umano. Dietro i nostri numeri c’è il lavoro di una squadra straordinaria che, negli ultimi tre anni, è stata anche integrata con circa 20 giovani neolaureati, capaci di portare entusiasmo e nuove competenze che vanno ad affiancare il prezioso patrimonio di esperienza di tutti gli altri nostri professionisti”. Il direttore generale ha evidenziato anche il legame tra l’operato quotidiano dei dipendenti e la crescita delle comunità marchigiane: “A monte di ogni pratica deliberata, di ogni consulenza alle imprese e alle famiglie, ci sono donne e uomini che mettono quotidianamente in campo professionalità, ascolto ed empatia”. “In un contesto che richiede risposte sempre più tempestive e vicine alle reali esigenze delle comunità – conclude il presidente Sandro Palombini – ringrazio pubblicamente la squadra del Banco Marchigiano, i nostri uomini e donne. È grazie alla loro dedizione se possiamo continuare a essere un motore di crescita, fiducia e stabilità per la nostra regione”. La serata si è svolta in un clima di condivisione e partecipazione, confermando la volontà della banca di continuare a investire sulla valorizzazione dei propri talenti, sulla prossimità al territorio e sulla centralità del cliente.

27/06/2026 18:20
"Un prato di emozioni", al Santo Stefano di Porto Potenza la mostra dei pazienti

"Un prato di emozioni", al Santo Stefano di Porto Potenza la mostra dei pazienti

Da oggi, 26 giugno, fino al 5 luglio, l'Istituto Santo Stefano di Porto Potenza ospita la mostra di pittura "Un prato di emozioni", esposizione delle opere realizzate nell'ambito del laboratorio di arte come benessere dedicato ai pazienti dei reparti del Padiglione A, con il sostegno del Servizio Educativo e condotto dall'artista Stella Calvani. L'artista civitanovese, dopo aver conseguito la laurea presso l'Accademia di Belle Arti di Macerata, ha collaborato con gallerie d'arte di tutto il mondo ottenendo notevoli riconoscimenti. Parallelamente alla sua attività artistica, ha sviluppato il proprio percorso professionale come educatrice in strutture pubbliche e private dedicate alla disabilità, specializzandosi nell'arte come percorso di benessere. Le opere esposte sono nate nel silenzio, tra colori, materia e tempo dedicato a sé. Ogni lavoro racconta un percorso personale, fatto di emozioni che hanno trovato forma là dove le parole non riescono ad arrivare, trasformando la creatività in uno strumento di espressione e crescita. All'inaugurazione parteciperà come ospite anche l'artista Stefano Calisti, che prenderà parte all'evento dopo aver accolto nel proprio studio i ragazzi del Santo Stefano in occasione di una visita che ha rappresentato un significativo momento di incontro e condivisione artistica.

26/06/2026 17:50
Differenziata sotto l'ombrellone a Civitanova, Porto Recanati e Potenza Picena: le novità del Cosmari

Differenziata sotto l'ombrellone a Civitanova, Porto Recanati e Potenza Picena: le novità del Cosmari

La raccolta differenziata non va in vacanza e si prepara a traslocare direttamente sotto l’ombrellone per garantire alti standard di pulizia e sostenibilità sul litorale maceratese. Anche per questo 2026, come è ormai tradizione alle porte della stagione estiva, è stato ufficialmente avviato il progetto per la raccolta differenziata presso gli stabilimenti balneari dei comuni di Civitanova Marche, Porto Recanati e Potenza Picena. L'iniziativa, nata dal coinvolgimento diretto delle amministrazioni comunali e degli operatori balneari delle tre località insignite della prestigiosa Bandiera Blu, mira a tutelare l'ambiente marino attraverso una gestione capillare dei rifiuti. Il funzionamento della campagna è molto semplice: sulle spiagge degli chalet aderenti verranno installati i collaudati "Mini Ecopunti", composti da quattro bidoncini di diverso colore (verde per il vetro, grigio per la carta, blu per plastica e alluminio, giallo per l’indifferenziato) posizionati su un palo ben visibile grazie a una colorata bandiera e a una grafica rinnovata. I bagnanti potranno conferirvi i rifiuti che verranno poi prelevati dal personale degli chalet e stoccati nelle apposite isole ecologiche all'ingresso delle strutture. Per turisti e residenti saranno inoltre distribuiti depliant informativi con utili decaloghi per il corretto riciclo in spiaggia, a casa e nei campeggi. La vera novità dell'edizione 2026 è l'inserimento nei materiali di specifici QR code e link dedicati a Macerata Opera Festival e a tutti gli eventi estivi dei singoli comuni. Il progetto è stato presentato in conferenza stampa a Porto Recanati dal presidente del Cosmari Paolo Gattafoni, dal sindaco portorecanatese Andrea Michelini, dal consigliere delegato all’ambiente di Potenza Picena Nicolas Sampaolo e dal direttore generale del Cosmari Brigitte Pellei, alla presenza dell'assessore Sonia Alessandrini, del consigliere Gianluigi Serena e dei vertici dell'Associazione Balneari Diego Scalabroni e Francesca Brutti. L'obiettivo comune resta quello di stimolare un cambio di mentalità quotidiano per azzerare l'inquinamento sull'arenile, ricordando che tutto il materiale informativo è liberamente scaricabile dal sito ufficiale del Cosmari.

26/06/2026 15:10
Mogliano, una tavolata di 200 metri in centro storico: arriva la "Cena Lunga del Patrono"

Mogliano, una tavolata di 200 metri in centro storico: arriva la "Cena Lunga del Patrono"

Il borgo di Mogliano si sta preparando a vivere un'esperienza innovativa e particolare al tempo stesso, capace di coniugare la tradizione e la valorizzazione del territorio. Sabato 27 giugno, nell'ambito degli eventi per la festa del patrono San Giovanni Battista (ricorrenza festeggiata lo scorso 24 giugno), via Roma, cuore del centro storico del borgo maceratese, sarà protagonista di un evento inedito: la "Cena Lunga del Patrono", una serata interamente dedicata alla convivialità e al piacere di stare insieme, respirando il clima del centro cittadino con i suoi scorci particolari e i vicoli che si snodano ai lati della via principale. L'attrazione visiva e logistica della manifestazione sarà una spettacolare tavolata di circa 200 metri che si snoderà lungo tutta via Roma fino ad arrivare a piazza Garibaldi. A partire dalle ore 20:30 i partecipanti avranno l'occasione di accomodarsi per assaporare un gustoso menù tradizionale appositamente preparato per l'occasione. Una volta terminata la cena, l'intrattenimento si sposterà sul piano musicale con il via ufficiale al concerto in piazza del compaesano "Meco e il Clan", formazione molto nota e apprezzata a livello locale. Si tratta di un'iniziativa pensata per infondere nuova linfa al cuore urbano moglianese, riportando residenti e visitatori a vivere la piazza e i suggestivi punti di attrazione del paese, come il Viale e la Rocca. L'evento è interamente organizzato dalla Contrada San Nicolò e conta sul fondamentale patrocinio del Comune di Mogliano, con la supervisione per la sicurezza e la viabilità affidata come di consueto alla polizia locale e ai carabinieri della locale stazione per garantire il corretto svolgimento della manifestazione.

25/06/2026 11:40
Macerata, svolta digitale nei cantieri del sisma: consegnati i primi badge di cantiere per la sicurezza

Macerata, svolta digitale nei cantieri del sisma: consegnati i primi badge di cantiere per la sicurezza

Il percorso di digitalizzazione, trasparenza e sicurezza nel comparto delle costruzioni compie un passo fondamentale nella provincia di Macerata, dove ha preso ufficialmente il via il nuovo sistema dei badge di cantiere per i lavori legati alla ricostruzione post-sisma. La Cassa Edile di Macerata ha provveduto a consegnare il primo lotto di dispositivi digitali all'impresa Ecosystem Srl, prima realtà del territorio a ricevere i supporti destinati a tutte le maestranze inserite nei cantieri interessati dalle disposizioni introdotte dall'ordinanza n. 216 del 2024 del Commissario Straordinario alla Ricostruzione e dal successivo decreto attuativo n. 332 del 2026. Al momento della consegna simbolica erano presenti la direttrice della Cassa Edile Macerata, la dottoressa Stefania Domizioli, il legale rappresentante dell'azienda, Giorgio Ciurlanti, e la referente di cantiere Paola Llagami, quotidianamente impegnata nel coordinamento operativo e nell'applicazione dei protocolli di sicurezza. L'iniziativa introduce uno strumento concreto per il monitoraggio e il controllo elettronico delle presenze, finalizzato a contrastare il lavoro irregolare e a innalzare i livelli di tutela. "Si tratta di un importante passo avanti nel percorso di innovazione e digitalizzazione del settore - ha sottolineato la direttrice Stefania Domizioli -. Le nuove procedure consentiranno di migliorare l'efficienza dei controlli e di garantire maggiore tutela per le imprese che operano nel rispetto delle regole e per tutti i lavoratori impegnati nella ricostruzione". Un plauso al nuovo modello organizzativo è arrivato anche dallo stesso Giorgio Ciurlanti, il quale ha evidenziato come l’adozione di soluzioni tecnologiche sia un pilastro della strategia aziendale, ribadendo che "la tutela della sicurezza e del benessere dei lavoratori è un principio cardine per la nostra impresa. L’impiego di strumenti digitali ci consente di rendere più efficienti i processi e di innalzare costantemente gli standard qualitativi e di sicurezza nei nostri cantieri". La sinergia tra l'ente bilaterale e la Ecosystem Srl rappresenta un modello di cooperazione per la modernizzazione e la conformità normativa del settore; nel frattempo, la Cassa Edile di Macerata sta proseguendo speditamente con le attività di distribuzione dei badge alle altre imprese del territorio e con l'erogazione dei servizi di assistenza tecnica necessari all'utilizzo delle nuove piattaforme informatiche, sotto la costante supervisione degli organi di controllo e delle forze dell'ordine competenti per la vigilanza e la legalità all'interno delle aree di cantiere.

25/06/2026 10:40
Quasi 5mila laureati in fuga dalle Marche: la Regione corre ai ripari con bonus assunzioni per gli under 36

Quasi 5mila laureati in fuga dalle Marche: la Regione corre ai ripari con bonus assunzioni per gli under 36

Contrastare la perdita di competenze e offrire nuove opportunità professionali ai giovani laureati. È questo l'obiettivo della nuova misura con cui la Regione Marche intende intervenire su un fenomeno che negli ultimi anni ha visto quasi 5mila laureati lasciare il territorio regionale per trasferirsi in altre aree d'Italia o all'estero. Il progetto, denominato "Marche Giovani", è stato presentato dal presidente Francesco Acquaroli insieme all'assessore al Lavoro Tiziano Consoli e alla dirigente Roberta Maestri. Il provvedimento introduce incentivi economici destinati alle imprese che scelgono di investire in personale altamente qualificato, favorendo l'inserimento stabile di giovani under 36. La misura si distingue per il suo carattere mirato. Il bando, in pubblicazione nei prossimi giorni, non sarà infatti rivolto genericamente all'occupazione, ma concentrerà le risorse sul rafforzamento del capitale umano qualificato e sul collegamento tra le competenze più elevate e i fabbisogni delle imprese marchigiane. Lo stanziamento iniziale ammonta a 500mila euro. Una dotazione che, secondo quanto annunciato dal governatore, rappresenta soltanto un primo passo e che sarà successivamente rifinanziata nell'ambito di una strategia più ampia dedicata ai giovani. Le agevolazioni previste variano in base al ruolo professionale ricoperto. Per l'assunzione a tempo indeterminato e full time di dirigenti il contributo può arrivare fino a 50mila euro, mentre per i quadri è previsto un sostegno fino a 30mila euro. Per i profili ad elevata qualificazione l'incentivo raggiunge i 25mila euro. Il bando non guarda soltanto ai nuovi ingressi. Sono infatti previsti contributi anche per valorizzare il personale già presente nelle aziende attraverso percorsi di crescita professionale. In particolare, il passaggio da quadro a dirigente potrà beneficiare di un sostegno fino a 20mila euro, mentre la trasformazione di una figura ad elevata qualificazione in quadro sarà incentivata con un contributo fino a 15mila euro. La selezione dei progetti terrà conto soprattutto dell'elevato livello professionale dei candidati e della capacità di favorire il rientro delle competenze. Per questo saranno predisposte due graduatorie distinte: una dedicata alle nuove assunzioni e una riservata alle stabilizzazioni e alle progressioni di carriera. L'intervento dedicato all'occupazione qualificata si inserisce in un programma più articolato che la Regione ha costruito attorno alle politiche giovanili. Un primo ambito riguarda l'autoimprenditorialità, per la quale sono stati destinati 5 milioni di euro tra startup innovative, voucher per l'innovazione, sviluppo d'impresa e sostegno alla crescita delle attività guidate da giovani. Un secondo filone è quello delle esperienze professionali sul campo. Alle borse di ricerca rivolte ai giovani laureati vengono destinati 7,1 milioni di euro. Le risorse complessive dedicate a borse di ricerca e borse lavoro per l'inserimento e il reinserimento lavorativo raggiungono invece i 20 milioni di euro. A completare il quadro c'è infine uno stanziamento di 500mila euro per le borse nelle botteghe artigiane, misura pensata per favorire il ricambio generazionale e la trasmissione delle competenze nei mestieri tradizionali.

24/06/2026 18:40
Rivoluzione turismo nelle Marche: a Civitanova il piano per le nuove cabine di regia pubblico-private

Rivoluzione turismo nelle Marche: a Civitanova il piano per le nuove cabine di regia pubblico-private

Un nuovo modello di governance per il turismo marchigiano, capace di mettere in rete territori, imprese e comunità locali per trasformare le vocazioni turistiche in vere e proprie destinazioni organizzate e competitive. È questo il percorso avviato dalla Regione Marche con le nuove DMO (Destination Management Organizations), al centro dell’incontro che si è svolto ieri pomeriggio a Civitanova Marche al Teatro Cecchetti alla presenza di sindaci, amministratori, associazioni di categoria, operatori turistici e rappresentanti del terzo settore. Il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, insieme alla dirigente del settore Turismo Paola Marchegiani, ha illustrato e discusso con i partecipanti le Linee Guida per il riconoscimento delle DMO regionali, uno strumento previsto dal Piano Regionale del Turismo 2026-2028 per rafforzare la governance territoriale e superare la frammentazione che spesso caratterizza la promozione e la gestione dell’offerta turistica. "Le Marche – ha spiegato Acquaroli – stanno vivendo una crescita costante del turismo grazie agli investimenti realizzati sulla promozione, sulla valorizzazione dei borghi, della cultura, dell’enogastronomia e delle infrastrutture strategiche. Tra queste, un ruolo fondamentale è stato svolto dall’aeroporto regionale, sul quale abbiamo lavorato per incrementare collegamenti, attrattività e accessibilità della nostra regione, favorendo l’arrivo di nuovi flussi turistici dall’Italia e dall’estero. Continueremo a investire in questa direzione per rafforzare ulteriormente la capacità delle Marche di competere sui mercati nazionali e internazionali. Ora però serve un salto di qualità. Per essere più competitivi e attrattivi dobbiamo rafforzare l’organizzazione delle destinazioni turistiche attraverso le DMO, strumenti che hanno già dimostrato di generare più servizi, una migliore promozione e una maggiore capacità di destagionalizzare i flussi". "Per questo abbiamo voluto avviare un confronto aperto con i sindaci, gli amministratori locali e gli operatori del settore, portando una proposta concreta su cui discutere insieme, una progettualità che vogliamo condividere e costruire con i territori, ascoltando osservazioni, esigenze e contributi di tutti i soggetti coinvolti. Solo lavorando insieme – ha concluso Acquaroli –, Regione, Comuni e operatori, possiamo consolidare la crescita registrata finora, puntare a numeri ancora più importanti e aprire una nuova fase di sviluppo turistico per le Marche, fondata su una governance moderna, condivisa e capace di valorizzare ogni territorio". Le DMO saranno organizzazioni senza scopo di lucro costituite attraverso partenariati pubblico-privati e avranno il compito di coordinare e gestire l’offerta turistica delle destinazioni. Potranno essere costituite da aggregazioni territoriali omogenee e contigue, composte da almeno cinque Comuni, insieme alle associazioni di categoria che rappresentano le imprese del turismo e a soggetti del terzo settore impegnati nella promozione e valorizzazione del territorio. Potranno inoltre partecipare altri attori strategici come Università, Camere di Commercio, Fondazioni, GAL, Enti Parco, società pubbliche e soggetti gestori di attrattori turistici. Le future DMO dovranno dotarsi di una propria struttura organizzativa, di un Destination Manager responsabile della gestione e di un Piano di Destinazione triennale, contenente analisi del territorio, obiettivi strategici, azioni operative e strumenti di monitoraggio dei risultati. Tra le funzioni principali figurano la costruzione e la promozione di prodotti turistici integrati, la gestione dell’immagine della destinazione, il coordinamento dell’accoglienza e dell’informazione turistica, la formazione degli operatori e il monitoraggio dei flussi e delle performance del settore. Una volta riconosciute, le DMO potranno diventare interlocutori privilegiati della Regione come vere e proprie cabine di regia territoriali nella programmazione e nelle attività di promozione turistica, oltre a beneficiare di specifiche misure di sostegno economico destinate al potenziamento dell’accoglienza turistica e alla riqualificazione della rete degli uffici di informazione e accoglienza sul territorio.

24/06/2026 18:00
"Da Ancona si vola nel mondo": l'accordo DAT-ITA Airways apre a 73 destinazioni (VIDEO)

"Da Ancona si vola nel mondo": l'accordo DAT-ITA Airways apre a 73 destinazioni (VIDEO)

L’aeroporto delle Marche si collega al mondo. È stato presentato questa mattina al "Raffaello Sanzio" il nuovo accordo di interlinea tra ITA Airways e DAT A/S, la compagnia danese che opera i collegamenti in continuità territoriale tra Ancona, Roma Fiumicino e Milano Linate con il marchio Volidellemarche. L'intesa consentirà ai passeggeri in partenza da Ancona di acquistare un unico biglietto per viaggi che combinano i voli DAT con quelli di ITA Airways, usufruendo anche del trasferimento diretto del bagaglio fino alla destinazione finale. Attraverso gli hub di Roma Fiumicino e Milano Linate, lo scalo marchigiano potrà così contare su una rete di 73 destinazioni nazionali, internazionali e intercontinentali. «DAT ha fatto un lavoro straordinario in questi mesi – ha dichiarato l'amministratore delegato di Ancona International Airport, Giorgio Buffa –. È un partner strategico e un abilitatore della nostra strategia di sviluppo. La nostra visione non è basata soltanto sulla quantità, ma soprattutto sulla qualità del traffico. Grazie a questo accordo Ancona è come se fosse collegata direttamente a 73 destinazioni internazionali». Buffa ha sottolineato come il settore dell'aviazione stia ancora recuperando gli effetti della pandemia e delle tensioni geopolitiche internazionali. «La connettività globale è ancora inferiore del 9% rispetto ai livelli pre-Covid, nonostante il numero dei passeggeri sia aumentato del 2%. In questo contesto il nostro aeroporto continua a crescere: a maggio abbiamo registrato un incremento del 5,9%, mentre da inizio anno la crescita è del 2,9%, in linea con i principali hub europei». L'amministratore ha inoltre illustrato la strategia di sviluppo al 2030, fondata su tre pilastri: connettività, qualità del servizio e attenzione alle persone. Tra gli interventi annunciati figurano l'apertura di un nuovo duty free internazionale, la sostituzione di cento sedute nelle aree gate – il 30% delle quali dotate di prese di corrente –, nuovi chioschi automatici per i controlli di immigrazione, il rafforzamento delle attività dedicate alla customer experience, la formazione del personale e nuove assunzioni. Sul fronte della sostenibilità, l'aeroporto punta anche sull'impianto fotovoltaico e sull'adesione ai principi dello United Nations Global Compact. Particolarmente rilevante anche il tema dell'intermodalità. «Ancona è uno dei pochi aeroporti italiani a poter contare su una stazione ferroviaria dedicata – ha ricordato Buffa – e stiamo lavorando per garantire collegamenti ferroviari in tutte le fasce orarie, un aspetto importante anche per la decarbonizzazione dei trasporti». Soddisfatto anche Luigi Vallero, general manager Italia di DAT. «Quando veniamo ad Ancona ci sentiamo in famiglia. Avevamo promesso al territorio di garantire la connettività e oggi manteniamo quell'impegno. Con questa seconda fase apriamo le porte alle destinazioni nazionali, internazionali e intercontinentali attraverso l'hub di Roma». Secondo Vallero, i dati di traffico mostrano segnali incoraggianti. «I numeri crescono gradualmente. La rotta per Roma vive soprattutto di coincidenze e proprio per questo dal mese di luglio verranno modificati gli orari per migliorare le connessioni: il volo Roma-Ancona del mattino sarà posticipato, mentre quello Ancona-Roma del pomeriggio sarà anticipato». L'accordo di interlinea, ha spiegato il manager, permetterà ai passeggeri di beneficiare di tariffe combinate e di un'esperienza di viaggio più semplice. «Significa poter acquistare un'unica tariffa, spedire il bagaglio fino alla destinazione finale e contare su una collaborazione strutturata con ITA Airways. Abbiamo ripristinato la connettività dello scalo di Ancona e nei prossimi mesi ci aspettiamo una crescita ulteriore del numero di passeggeri». Per l'assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Francesco Baldelli, l'intesa rappresenta un passaggio fondamentale per l'accessibilità del territorio. «Finalmente da Ancona si vola davvero. Avere a disposizione altre 72 destinazioni significa consentire ai marchigiani di raggiungere il mondo e, allo stesso tempo, permettere al mondo di raggiungere le Marche». Baldelli ha ribadito l'impegno della Regione sul fronte dei collegamenti: «Stiamo lavorando per rendere sempre più efficiente il sistema dei trasporti verso l'aeroporto e per potenziare il collegamento ferroviario. Abbiamo previsto un investimento di 6 milioni di euro per realizzare un percorso protetto tra la stazione di Castelferretti e il terminal, rendendo lo scalo ancora più accessibile». Anche l'assessore allo Sviluppo economico, Giacomo Bugaro, ha evidenziato il ruolo strategico dell'aeroporto per il sistema produttivo regionale. «L'aeroporto è uno strumento al servizio della strategia economica delle Marche. Sempre più imprenditori utilizzano i collegamenti aerei e cresce il coinvolgimento delle associazioni di categoria. Lo scalo sta diventando un luogo di riferimento per il mondo economico e produttivo della regione». L'accordo tra DAT e ITA Airways rappresenta così un nuovo tassello nel percorso di rilancio dello scalo marchigiano, che punta a rafforzare la propria posizione come porta d'accesso alle Marche e nodo strategico per i collegamenti nazionali e internazionali.    

24/06/2026 17:00
Perché i trader italiani scelgono Tradit

Perché i trader italiani scelgono Tradit

Negli ultimi anni, il panorama economico nazionale ha subito una trasformazione radicale, spingendo sempre più risparmiatori a cercare alternative ai canali bancari tradizionali per far fruttare il proprio capitale. In questo contesto dinamico, Tradit Italia si sta affermando con decisione come uno dei punti di riferimento per chi desidera operare sui mercati finanziari in autonomia. Ma qual è il segreto di questa rapida ascesa? La risposta risiede in una combinazione di accessibilità, costi competitivi e una tecnologia all'avanguardia che abbatte le barriere d'ingresso storiche del settore. Tradit: la scelta moderna per gli investitori italiani Viviamo in un'era in cui la velocità e la connettività definiscono ogni aspetto della nostra vita quotidiana, e la gestione del risparmio non fa eccezione. Leggendo le numerose recensioni su Tradit che circolano sul web, emerge chiaramente come il pubblico apprezzi la natura prettamente tecnologica del broker. Non siamo più di fronte ai vecchi intermediari lenti e burocratici; siamo davanti a una piattaforma moderna che integra intelligenza artificiale e algoritmi avanzati per ottimizzare l'esperienza dell'utente. L'investitore italiano di oggi non si accontenta più di acquistare titoli e tenerli fermi per anni; cerca dinamismo, vuole poter operare da smartphone mentre è in viaggio o controllare i grafici dal tablet nel weekend. Tradit risponde a questa esigenza di mobilità con un'infrastruttura cloud potente che garantisce l'accesso al proprio portafoglio 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza latenze. Tradit è sicuro per i tuoi investimenti? Quando si parla di gestire il proprio denaro online, la prudenza non è mai troppa. La paura di frodi informatiche o di piattaforme poco serie è un freno legittimo per molti italiani. Tuttavia, la sicurezza di Tradit è stata costruita per essere uno dei pilastri fondamentali dell'intera offerta, andando ben oltre i requisiti minimi di legge. Il broker adotta protocolli di sicurezza di livello bancario, inclusa la crittografia SSL a 256 bit su tutte le transazioni, garantendo che ogni deposito e prelievo sia blindato contro accessi non autorizzati. L'affidabilità di un operatore finanziario si misura anche dalla sua conformità alle normative vigenti. Tradit opera nel pieno rispetto delle direttive europee, assicurando che i fondi dei clienti siano segregati, ovvero tenuti in conti separati rispetto al patrimonio della società. Questo significa che, in qualsiasi scenario aziendale, il capitale degli utenti rimane intoccabile e protetto. Inoltre, la protezione dei dati finanziari è gestita con estremo rigore. In un'epoca in cui il furto d'identità è un rischio concreto, Tradit implementa verifiche a due fattori e sistemi di monitoraggio continuo per prevenire attività sospette. Investire con serenità è possibile solo quando si ha la certezza che la piattaforma che ci ospita consideri la tutela del cliente come la sua massima priorità operativa. Come Tradit supporta i principianti in Italia Avvicinarsi ai mercati finanziari può essere intimidatorio per chi non ha mai acquistato un'azione o scambiato una valuta. Consapevole di questo ostacolo, il broker ha sviluppato un'intera sezione dedicata alla formazione finanziaria, pensata specificamente per colmare il divario di competenze. Non si tratta solo di fornire un servizio, ma di accompagnare l'utente in un percorso di crescita: video tutorial, webinar in italiano ed e-book gratuiti sono messi a disposizione per trasformare un neofita in un trader consapevole. Lo strumento più potente per chi inizia è senza dubbio il conto demo di Tradit. Questa funzionalità permette di operare sui mercati reali utilizzando denaro virtuale, simulando profitti e perdite senza rischiare nemmeno un euro del proprio capitale. È una palestra essenziale per testare strategie, comprendere la volatilità e prendere confidenza con la piattaforma prima di fare il grande passo. L'investimento per i principianti diventa così un traguardo raggiungibile e meno spaventoso. Grazie a un'interfaccia pulita che evita il sovraccarico cognitivo e a guide passo-passo, Tradit democratizza l'accesso alla finanza, dimostrando che non serve una laurea in economia per iniziare a costruire il proprio futuro economico, ma solo gli strumenti giusti e la volontà di imparare. Opinioni reali: cosa pensano i trader italiani di Tradit Per comprendere veramente il valore di un servizio, non c'è nulla di più efficace che ascoltare la voce di chi lo utilizza quotidianamente. Analizzando le opinioni su Tradit presenti sui principali forum di finanza e sui social network dedicati al trading, si nota un trend decisamente positivo. Gli utenti italiani lodano spesso la trasparenza delle commissioni e la velocità con cui vengono eseguiti gli ordini, due aspetti tecnici che fanno la differenza tra un'operazione in profitto e una in perdita. Le esperienze reali raccontate dai trader spaziano dalla soddisfazione per l'assistenza clienti, definita rapida e risolutiva, alla qualità degli strumenti di analisi tecnica. Molti utenti sottolineano come, dopo aver provato diverse piattaforme, abbiano trovato in Tradit un equilibrio perfetto tra funzionalità avanzate e semplicità d'uso. Non mancano le testimonianze di chi apprezza la vasta gamma di asset disponibili, che permette di diversificare il portafoglio senza dover aprire conti su più broker. Tutto questo contribuisce a consolidare la fiducia degli investitori. In un mercato dove la reputazione è tutto, il passaparola positivo generato da una base di utenti soddisfatta è il miglior biglietto da visita. Tradit sembra aver compreso che la fidelizzazione passa attraverso la qualità del servizio erogato giorno dopo giorno, costruendo una reputazione solida basata su fatti concreti e non su promesse di marketing. Strumenti avanzati per i professionisti italiani Sebbene l'accessibilità per i principianti sia un punto di forza, Tradit non trascura affatto la fetta di mercato composta dai trader esperti e dai professionisti. Per chi fa del trading un'attività seria o addirittura principale, sono necessari strumenti di alto profilo, capaci di supportare analisi complesse e strategie algoritmiche. La piattaforma offre grafici interattivi completamente personalizzabili, con decine di indicatori tecnici e oscillatori che permettono di studiare l'andamento dei prezzi nel minimo dettaglio. L'analisi di mercato è supportata da feed di notizie in tempo reale e calendari economici integrati, essenziali per chi opera basandosi sulla macroeconomia o sugli eventi geopolitici. I professionisti apprezzano la possibilità di impostare ordini condizionali avanzati, come stop loss dinamici e take profit parziali, che consentono una gestione del rischio chirurgica e automatizzata. Con Tradit Italia, i trader più esigenti trovano un ambiente che non pone limiti alla loro operatività. La bassa latenza nell'esecuzione degli ordini è cruciale per strategie come lo scalping, dove ogni millisecondo conta. Offrendo un set di funzionalità che solitamente si trovano solo su terminali istituzionali costosi, Tradit si candida come partner ideale anche per chi ha esigenze sofisticate e volumi di scambio elevati. Trasparenza e fiducia: lo standard di Tradit Uno dei problemi storici del mondo del trading online è stato l'opacità delle condizioni economiche, con spread nascosti e commissioni che erodono silenziosamente i profitti dei clienti. Tradit ha scelto di rompere con questo passato, facendo della trasparenza il suo marchio di fabbrica. Sul sito e all'interno della piattaforma, ogni costo è esplicitato in modo chiaro e inequivocabile prima che l'utente confermi l'operazione. Non ci sono sorprese sgradevoli o clausole scritte in piccolo. Questa politica di chiarezza è il fondamento su cui si costruisce la fiducia tra broker e investitore. Sapere esattamente quanto costa aprire una posizione, mantenerla aperta durante la notte (swap) o prelevare i propri fondi, permette ai trader di pianificare la propria strategia finanziaria con precisione matematica. Tradit pubblica regolarmente report e aggiornamenti sulle condizioni di trading, mantenendo un dialogo aperto con la sua utenza. La sicurezza finanziaria di Tradit passa anche attraverso questa onestà intellettuale e commerciale. Un operatore che non ha nulla da nascondere è un operatore che punta sul lungo periodo, investendo sulla lealtà dei propri clienti piuttosto che sul profitto immediato derivante da costi occulti. Questo standard elevato sta ridefinendo le aspettative degli utenti italiani, che ora pretendono lo stesso livello di chiarezza da tutti gli attori del mercato. Il ruolo di Tradit nella rivoluzione della finanza digitale in Italia L'Italia sta vivendo un momento di profonda accelerazione nel settore fintech e Tradit si inserisce perfettamente in questo scenario come attore protagonista. La finanza digitale in Italia sta passando da essere un settore di nicchia a un fenomeno di massa, grazie alla diffusione degli smartphone e a una maggiore consapevolezza economica. Tradit non si limita a cavalcare l'onda, ma spinge attivamente verso una digitalizzazione completa dei processi di investimento, eliminando la carta e le lungaggini burocratiche. L'innovazione di Tradit si manifesta nell'integrazione di tecnologie che semplificano la vita dell'investitore: dai sistemi di deposito istantaneo tramite wallet digitali all'uso dell'intelligenza artificiale per suggerire asset correlati al proprio profilo di rischio. Questo approccio tecnologico sta educando il pubblico italiano a una gestione del denaro più autonoma e consapevole, slegata dalle vecchie logiche degli sportelli bancari. Come Tradit connette i trader italiani ai mercati globali Fino a pochi anni fa, per un piccolo investitore italiano era difficile e costoso acquistare azioni di aziende americane o operare su valute esotiche. Oggi, grazie alla tecnologia, i confini geografici sono stati abbattuti. Tradit funge da ponte diretto verso i mercati globali, offrendo accesso immediato alle principali borse mondiali, dal NASDAQ di New York alla Borsa di Tokyo, passando per Londra e Francoforte. Questa apertura è fondamentale per una corretta diversificazione del portafoglio. Gli investimenti internazionali permettono di bilanciare il rischio paese e di cogliere le tendenze economiche ovunque esse si manifestino. Con un unico account, un utente può comprare materie prime, scambiare criptovalute e investire in ETF che coprono interi settori dell'economia globale, il tutto con la stessa facilità con cui acquisterebbe un titolo italiano. La community di Tradit: impara, fai trading e cresci insieme Il trading è spesso percepito come un'attività solitaria, dove l'individuo si trova da solo davanti ai monitor a sfidare il mercato. Tradit ha ribaltato questo paradigma investendo fortemente nell'aspetto sociale dell'investimento. La community di Tradit è un luogo vibrante dove trader di ogni livello si incontrano per scambiare idee, discutere strategie e condividere analisi. Attraverso forum dedicati e canali social integrati, gli utenti non sono mai soli nelle loro decisioni. Questo ambiente collaborativo favorisce un rapido apprendimento finanziario. I principianti possono osservare le mosse dei più esperti, porre domande e ricevere feedback immediati, accelerando notevolmente la propria curva di apprendimento. Non si tratta di copiare ciecamente, ma di comprendere le logiche che muovono i mercati attraverso il confronto costruttivo con chi ha più esperienza. La crescita degli investitori è l'obiettivo ultimo di questa condivisione. Quando la conoscenza circola liberamente, tutti ne traggono beneficio. Tradit organizza regolarmente eventi online e sfide di trading amichevoli per stimolare la partecipazione e creare un senso di appartenenza. Far parte di una community attiva aiuta a mantenere la disciplina, a gestire lo stress emotivo del trading e a rimanere sempre aggiornati sulle ultime novità di mercato, trasformando l'investimento in un percorso collettivo di successo. Il tocco umano: il team di supporto italiano di Tradit In un mondo sempre più automatizzato, dove spesso ci si scontra con chatbot incapaci di risolvere problemi complessi, il fattore umano diventa un differenziale competitivo enorme. Tradit ha compreso che, quando ci sono in gioco i risparmi delle persone, la freddezza di un algoritmo non basta. Per questo motivo, ha investito nella creazione di un supporto clienti di eccellenza, composto da professionisti reali e preparati. L'assistenza di Tradit si distingue per la sua disponibilità e competenza. Il team parla perfettamente italiano, eliminando le barriere linguistiche che spesso creano frustrazione con i broker internazionali. Essere ascoltati e capiti nella propria lingua madre, soprattutto in situazioni di dubbio tecnico o amministrativo, offre una tranquillità impagabile all'utente. Questo servizio italiano dedicato non si limita a risolvere ticket; offre una consulenza proattiva per aiutare i clienti a sfruttare al meglio la piattaforma. Che si tratti di configurare un grafico o di capire un estratto conto, il team è pronto a intervenire con cortesia ed empatia. Questo "tocco umano" trasforma la relazione tra broker e cliente da una semplice fornitura di servizi a una partnership basata sulla fiducia e sul supporto reciproco. Perché Tradit è un nome affidabile in Italia Giunti alla conclusione di questa analisi, è evidente come il successo di questa piattaforma non sia frutto del caso, ma di una strategia ben precisa volta alla qualità e alla sicurezza. L'affidabilità di Tradit non è solo uno slogan, ma una percezione diffusa confermata dai fatti: conformità normativa, protezione dei fondi, tecnologia stabile e supporto impeccabile. È un ecosistema costruito per durare e per accompagnare gli italiani nella gestione dei loro capitali. Le innumerevoli recensioni positive che continuano ad accumularsi sono la prova tangibile che la strada intrapresa è quella giusta. Gli utenti premiano chi mantiene le promesse, chi offre strumenti professionali accessibili a tutti e chi garantisce trasparenza sui costi. In un settore dove la reputazione si costruisce lentamente e si può perdere in un attimo, Tradit ha dimostrato solidità e coerenza. La sicurezza negli investimenti rimane il pilastro su cui poggia tutto il resto. Scegliere Tradit oggi significa affidarsi a un partner che ha messo la tutela del cliente al primo posto, offrendo al contempo l'innovazione necessaria per competere sui mercati moderni. Per l'investitore italiano che cerca serietà, competenza e strumenti all'avanguardia, Tradit rappresenta senza dubbio una delle scelte più solide e lungimiranti disponibili nel panorama attuale.  

24/06/2026 15:05
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