«Pensare a realizzare l'ospedale unico provinciale in giornate drammatiche come queste è una follia. Bene fanno i sindaci di Camerino e Civitanova a puntare il dito, contro questa scelta sciagurata del governatore regionale Luca Ceriscioli». A dirlo è Mario Chirielli, segretario del comitato per la difesa e la tutela dell'ospedale di San Severino.
«Abbiamo appreso del parere favorevole del Dipe (dipartimento della programmazione economica del consiglio dei ministri) - continua Chirielli - quindi l'iter per la realizzazione dell'ospedale unico alla Pieve di Macerata ha fatto un passo avanti, con soddisfazione della Regione. Da chi siamo amministrati? Questi non hanno rispetto per i cittadini in queste drammatiche giornate. Sono degli irresponsabili che offendono i morti e le loro famiglie. Possibile che non si rendano conto della drammatica stuazione del nostro sistema sanitario, dei danni alla nostra economia che avrà un crollo del Pil, del debito pubblico ormai insostenibile.
La sanità nella nostra Regione va rivista e programmata secondo le esigenze dei territori, come dicono i sindaci di Camerino Sandro Sborgia e di Civitanova Fabrizio Ciarapica, dopo la fine dell'emergenza Coronavirus». Conclude Chirielli: «Siamo totalmente contrari all'ospedale unico e speriamo che in futuro si ripensi questa scelta, mettendo da parte questa idea scellerata. Si dovrà valutare un'organizzazione diversa del sistema sanitario regionale, adeguata alle sfide del futuro, come la terribile crisi sanitaria ed economica che stiamo affrontando in questo periodo. Sono necessari senso di responsabilità e unità d’intenti con chi opera sul territorio, basta con le decisioni calate dall’alto! Mancano persino i soldi per comprare i tamponi: dove andiamo di questo passo? Fermiamo tutto, per rispetto se non altro, delle tante vittime da Coronavirus e di chi ogni giorno va in corsia a combattere in prima linea un nemico invisibile, con la speranza di salvare vite umane».
L’assessore alla Protezione Civile Angelo Sciapichetti ha accolto ieri a Pratica di Mare il volo arrivato dall’Ucraina con a bordo 30 medici e infermieri specializzati in rianimazione. Sciapichetti ha fatto parte della delegazione di accoglienza guidata dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio, con l’ambasciatore ucraino Yevhen Perelygin. Per le Marche era presente con Sciapichetti il dottor Gabriele Galli di ARES Marche con funzione di Liaison officer.
In seguito alle richieste presentate dalla Regione, alle Marche sono stati destinati 13 medici (7 anestesisti, un infettivologo, 5 internisti) e 7 infermieri (3 di terapia intensiva, 4 non intensiva). Questo contingente di professionisti sarà inviato nella provincia di Pesaro, a supporto degli ospedali di Marche Nord e di Urbino. Sciapichetti ha portato il ringraziamento del presidente Ceriscioli e di tutta la regione Marche al ministro degli Esteri Di Maio, all’Ucraina e alla delegazione arrivata in Italia questa mattina.
Attraverso una lettera indirizzata a tutti gli organi di stampa il dottor Marco Sigona, medico dell'ospedale di Macerata risultato positivo al Coronavirus lo scorso 6 marzo, ha comunicato la sua guarigione dopo ben 30 giorni di isolamento fiduciario obbligatorio.
Ecco le sue parole:
"Non so se sono il paziente 0 a Macerata ma sicuramente, in questo particolare momento , sono un paziente come tanti altri che si trovano nella mia stessa situazione in Italia…”
Cominciava così la lettera che inviavo il giorno 7 marzo agli Organi di Stampa dopo essere venuto a conoscenza di aver contratto il Virus Covid 19, lettera che, forse perché esprimeva in forma sincera la realtà di uno dei primi casi della nostra Provincia, in cui ancora poco si sapeva degli effetti di questo Coronavirus, ha scatenato nei giorni successivi un clamore giornalistico e televisivo di livello nazionale al quale ho voluto sottrarmi per poter vivere in forma privata la mia malattia e non come un fenomeno mediatico.
Oggi sono guarito. La conferma della negativà dei due tamponi naso-faringei ripetuti a distanza di 24 ore può finalmente farmi dire di esserne fuori.
Dopo circa 30 giorni d’isolamento fiduciario obbligatorio, ricordo che la mia vicenda è iniziata il 27 febbraio ed ho scoperto la mia positività il 6 marzo, posso dire di essere stato fortunato.
Il virus, come nel film Sliding Doors, probabilmente con me ha imboccato la porta sbagliata ma mi ha costretto a casa a due settimane di febbre ricorrente, raffreddore, una modesta tosse, un lieve affanno respiratorio che ho sempre monitorato attraverso l’utilizzo di un saturimetro ed in stretto contatto con i Colleghi della Pneumologia di Macerata.
A metà del percorso, non recedendo la febbre, si era prospettata l’ipotesi di farmi sottoporre ad una Tac toracica ed ad un eventuale ricovero presso l’Ospedale di Camerino. Ho avuto paura, prevedevo l’inizio di un calvario, ma ho tenuto duro, rispettato le indicazioni terapeutiche e questa ipotesi giorno dopo giorno si è allontanata sempre di più. Sentivo che clinicamente andava sempre meglio e il mio umore migliorava.
Dopo 14 giorni dal primo tampone sono stato sottoposto ad un nuovo accertamento che purtroppo risultava ancora positivo. Sono ricaduto nello sconforto più totale. Mi sentivo bene ma quel virus era ancora li dentro, non mi mollava, iniziava il mio calo psicologico che ho superato soltanto grazie alla vicinanza dei familiari e di tante e tante persone amiche e conoscenti che mi hanno sempre telefonato, inviato messaggi, scritto mail, fatto videochiamate e che voglio qui ringraziare perché in certi momenti si sente proprio il bisogno di essere uniti.
Le notizie che leggevo sui giornali ed ascoltavo in televisione di migliaia di contagiati, di morti tra cui tanti, troppi colleghi sanitari, dell’impegno che tutti stavano dando per lottare contro questo nemico che viveva ancora in me, mi spingevano ogni giorno a ripetermi mentalmente che ce l’avrei fatta e sarei tornato anche io nel mondo a combattere questa assurda guerra.
E si perché è una guerra assurda ma è la guerra che d’ora in poi ci dobbiamo aspettare perché i nemici non arrivano più con i carri armati e i mitragliatori, come ci insegnavano durante il servizio militare, ma arrivano in forma invisibile, ma anche prevedibile. E noi possiamo prepararci a riceverli con un sistema sanitario più forte, più organizzato, dove vengano investite più risorse, reclutati più soldati attraverso accessi più semplici alla professione, fatti piani di prevenzione perché abbiamo gli strumenti per farli, la prevenzione non è una spesa ma un investimento, non concerderci più il lusso di far scappare i nostri cervelli e i nostri ricercatori, dare la giusta importanza ai servizi territoriali, abbiamo visto quanto fondamentali in questo tipo di sanità.
Non siamo eroi ma facciamo solo il nostro mestiere cercando di farlo nella maniera migliore e per farlo vogliamo avere le armi giuste.
Questo virus ha colpito trasversalmente tutti, non ha risparmiato nessuno , dalla persona comune all’operatore sanitario, dal personaggio televisivo a quello dello sport, dall’amministratore pubblico al politico. Mi auguro che la lezione che ci lascerà faccia riflettere sul fatto che non potremmo più permetterci di tagliare in continuazione su certi servizi e che dovremmo riapprociarci di alcune priorità.
A breve avremo sicuramente bisogno di ritrovare quell’unità tra le persone che sono state costrette per troppo tempo a distanziarsi socialmente ed emotivamente e avremo bisogno ancora di tanta solidarietà per programmare già da subito il da farsi, non aspettando la fine dell’emergenza.
Oggi abbiamo bisogno di rispetto delle regole e di mantenere alto l’impegno fin qui messo, restando a casa e osservando le indicazioni che ci vengono date. Solo cosi ce la faremo come ce l’ho fatta io.
Non so se le cose torneranno mai come prima ma quello che so è che tutto ciò è solo in mano nostra.
Grazie di cuore a tutti coloro che mi sono stati affianco in questo cammino".
“Fermare le decisioni in campo sanitario nella nostra regione e avviare, dopo l’emergenza coronavirus, una riflessione seria e condivisa su come riordinare gli ospedali sul territorio”. Così il Sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, e il Sindaco di Camerino, Sandro Sborgia, intervengono sul passo avanti fatto ieri dal Dipe in merito alla realizzazione dell’Ospedale Unico alla Pieve.
”Stiamo assistendo all’impotenza totale del nostro sistema sanitario di fronte ad un’emergenza che ha messo in ginocchio ogni struttura ospedaliera da Nord a Sud - sottolineano i sindaci - . La sanità tutta e anche la nostra, è allo stremo e oramai si regge solo sul grande senso di responsabilità dei singoli operatori sanitari – medici, infermieri e oss - che sono in prima linea e che non dormono, non mangiano e non possono andare neppure in bagno (a causa dei complicati dispositivi di sicurezza che devono adottare) per salvare vite umane. Siamo alle corde e questo anche a causa dei tagli messi in atto in nome dell’austerità.
"Crediamo che questa emergenza sia l’occasione storica per riaprire un ragionamento sul modello di sanità che sia scevro da condizionamenti di partito - chiedono con forza Sborgia e Ciarapica - . La salute non è né di destra né di sinistra, non ci sono malati di serie A o di serie B, e oggi purtroppo lo abbiamo capito bene. In ballo ci sono le vite delle persone. Allora chiediamo ai decisori regionali uno stop, una pausa su quanto programmato sin qui".
"Ora appare necessario che ogni risorsa, sia economica sia progettuale, sia indirizzata a sconfiggere il grave problema attuale rappresentato dal Covid 19 - aggiungono i sindaci - . Solo dopo che si sia superata l’emergenza, si potrà pensare a una riprogrammazione di un modello sanitario adeguato alle nuove sfide che la società del nostro tempo ci pone dinanzi. Questo non è il momento di decisioni avventate dalle quali poi sarà difficile, se non impossibile tornare indietro. Questo è, piuttosto, il momento della responsabilità e dell’unità".
"Tutta la sanità, a nostro avviso, andrà ridisegnata con criteri diversi. L’assunzione di responsabilità che ha visto le comunità di Civitanova e Camerino coprire un’intera area dal mare alle montagne e rispondere alle esigenze gravi della pandemia che sta falcidiando la nostra popolazione deve fare’scuola’ e dare l’esempio a tutta la politica che questo non è più il tempo delle decisioni solitarie e frettolose. L’invito che rivolgiamo al governo regionale è di incentrare ora tutta l’attenzione possibile all’emergenza COVID 19. L’Ospedale Unico può attendere" concludono Sborgia e Ciarapica.
Saluto delle Forze dell’Ordine, questa mattina, anche a Villa Pini, così come in altri presidi sanitari della provincia, come disposto dal Questore Antonio Pignataro per rendere omaggio e ringraziare medici e personale sanitario per il lavoro che stanno svolgendo in questo periodo così complicato.
E, dopo l’Inno Nazionale con le forze dell’ordine schierate nel piazzale della clinica, sono scrosciati gli applausi del personale e dei pazienti affacciati dalle finestre e dai terrazzi.
“Una cerimonia sobria e intensa – dice l’AD di Kos Care e di Villa dei Pini, Enrico Brizioli – che tutti i presenti hanno molto apprezzato e che ha avuto senza dubbio anche un effetto in qualche modo gratificante per il nostro personale che sta svolgendo un compito encomiabile con abnegazione e motivazioni”.
D’altronde la Clinica Villa Pini è scesa in campo a pieno regime a supporto della sanità pubblica in questa fase emergenziale e, da 16 giorni, opera come struttura Covid con 70 posti letto acuti a pieno utilizzo, di cui 12 di sub-intensivi, con 6 Anestesisti in turno.
Da ieri, poi, sono iniziate le prime dimissioni di pazienti post-critici da Villa Pini verso la struttura Residenza Anni Azzurri Valdaso di Campofilone, attivata a seguito dell’accordo siglato ieri stesso con Asur e Regione Marche che impegnerà la struttura progressivamente fino a 100 posti letto.
“In questo modo – continua Brizioli - viene assicurato il necessario turn over per l’invio di nuovi pazienti da tutti gli ospedali marchigiani. Nel frattempo stiamo alzando il livello di protezione delle nostre strutture (in cui, fin dal primo momento dell’emergenza, abbiamo seguito le disposizioni e i protocolli di sicurezza e precauzionali dettati dagli organismi preposti, Oms, Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute e Regione Marche), anche alla luce della progressiva evoluzione delle linee guida e delle conoscenze su come mitigare l’epidemia. E, sempre in coerenza con la costante evoluzione del dibattito scientifico sui sistemi di prevenzione della diffusione del Covid19, abbiamo deciso di acquistare direttamente 15.000 test anticorpali IgM/IgG che dalla prossima settimana utilizzeremo per mappare tutti i nostri pazienti e i nostri dipendenti".
"E' auspicabile - conclude Brizioli - che in questa fase vengano adottate misure sempre più forti di utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, di igienizzazione e di controllo dei percorsi, di controllo delle dimissioni sul territorio solo a tampone negativo e di mappatura costante dei pazienti e degli operatori attraverso tamponi e test anticorpali”.
Macerata, Camerino, Muccia, Cingoli, ma anche Firenze, Massa, Pontedera, e anche le Case Famiglie Ronald della Fondazione Ronald McDonald, tanti sono i luoghi raggiunti in questi giorni dall’Andrea Bocelli Foundation che si è messa subito al servizio per offrire il proprio contributo in questa fase di emergenza Covid-19.
Dopo aver raggiunto in pochi giorni l’obiettivo dei primi 100.00 euro per aiutare il Covid Hospital di Camerino, nelle Marche, la Andrea Bocelli Foundation ha continuato a portare avanti la raccolta fondi con al suo fianco la voce e la forza del suo fondatore: “Sono fondamentali la “prudenza” e l’“audacia”. Il periodo della prudenza in Italia, e non solo, l’abbiamo vissuto e rispettato; adesso viene il momento dell’audacia, che significa essere in prima linea senza paura e con la voglia di fare. È per questo che la Fondazione che porta il mio nome vede tante persone impegnate concretamente, attivamente e con coraggio in quello che ora è importante fare” – ha dichiarato Andrea Bocelli.
L’invito a tutti a unire le forze, a stringersi intorno al Paese affinché presto si possa tornare ad abbracciarsi realmente, era partito dai canali social ufficiali, anche Chiara Ferragni e Fedez, Fabio Fazio, Mara Venier e tanti altri amici si sono attivati per dare voce alla raccolta fondi.
E tante, tante donazioni e messaggi di vicinanza e speranza arrivati dagli italiani, ma anche dall’estero “Saluti dalla Slovacchia”, “Vi siamo vicini i vostri fratelli Americani” si legge sulla pagina dedicata alla campagna.
E tanti i messaggi e le foto arrivate dai reparti, da coloro che tutti i giorni fronteggiano il virus e l’emergenza.
Da Camerino all’Italia, il passo è stato naturale. A Camerino la ABF aveva inaugurato a gennaio il terzo cantiere di ricostruzione post-sisma 2016, poi a marzo lo stop ai lavori ma non alla attività perché subito la scelta è stata quella di rimanere al fianco della comunità e dell’Ospedale nominato centro Covid. “Da sempre siamo convinti aver cura del nostro prossimo, della persona che ci è accanto, dell’attenzione e tempo dedicato anche ad un solo singolo possa fare la differenza per la vita di quella persona, ma anche della sua intera comunità. – dice il Direttore Generale Laura Biancalani - È per questo che lavoriamo ogni giorno per cercare di abbattere quelle barriere imposte da situazioni quali povertà, disagio sociale, o l’emergenza stessa che stiamo vivendo, con il fine di permettere ad ogni individuo di poter esprimere al meglio il proprio potenziale ristabilendo una condizione di dignità che passa attraverso l’accesso ad elementi basilari quali la salute, l’istruzione ad esempio”.
Fondamentale come sempre è stata la costruzione della rete e del dialogo con le istituzioni, dalla Regione con il Presidente Ceriscioli al Direttore dell’Area Vasta Maccioni.
“Tra l’otto marzo è il quindici marzo abbiamo riorganizzato due ospedali per poter salvare più vite possibili delle persone colpite da questo tremendo virus. Da subito abbiamo avuto l’incredibile sostegno della fondazione Bocelli che ci ha fatto dono di dispositivi per Camerino città da sempre nel cuore del grande Maestro Andrea Bocelli che tutto il mondo ci invidia. Questo ci ha fatto capire che stavamo percorrendo una strada piena di difficoltà ma che era l’unica percorribile”.– racconta Maccioni stesso – “Il 18 marzo purtroppo abbiamo dovuto dare il via ai lavori per in una struttura denominata “ex palazzina malattie infettive” situata all’interno del perimetro ospedaliero di Macerata per rendere disponibili ulteriori 45 posti letto di Medicina Covid-19. La struttura, sede di due importanti unità operative Hospice e Salute Mentale, che abbiamo dovuto dislocare in altre sedi, è stata oggetto di notevoli lavori soprattutto di adeguamento impiantistico. Anche in questo caso la Fondazione Bocelli, che ogni giorno mi contattava per chiedere quali necessità avesse la nostra Area Vasta, non ha esitato ancora una ad aiutarci provvedendo all’acquisto diretto di 30 letti di degenza. La donazione è stata fondamentale per poter aprire il reparto lunedì prossimo. Cosa dire? Solo un grande e sincero grazie al Maestro Bocelli e alla fondazione che porta il suo nome. Un’organizzazione efficiente e veloce nell’azione che fa la differenza quando si deve dare risposta ad una emergenza di queste dimensioni”.
Per contribuire basta andare su https://www.gofundme.com/f/wk67wc-abfxcamerino
ABF è vicina a Camerino poiché il 17 gennaio scorso, grazie a una raccolta fondi aperta nel 2019, ha avviato ha avviato i lavori di costruzione della nuova Accademia di Musica di Camerino, suggestivo borgo marchigiano tra i più colpiti dal terremoto del 2016. Questo è il terzo intervento di ricostruzione in cui ABF ha deciso di operare. L’inaugurazione dell’Accademia è prevista per questa estate a beneficio di 160 studenti, che dopo il terremoto sono stati costretti a fare lezioni in un container.
Il nuovo reparto Covid di Macerata
La palazzina che accoglieva l’Hospice “Il Glicine” – trasferito con la sua attività in una analoga struttura di accoglienza a Montecassiano - è stata destinata come area di degenza per pazienti COVID-19 positivi che necessitano di monitoraggio ed il personale dell’hospice è stato chiamato a sostenere le attività dell’emergenza pandemica. Obiettivo è di poter ospitare 50 pazienti degenti. Attualmente le stanze sono state allestite con le trenta postazioni donate e allestite in tempi brevissimi dalla Andrea Bocelli Foundation.
L'iniziativa parte all'interno del Corso Universitario "Business Angels & Crowdfunding": gli studenti hanno chiesto ed ottenuto di poter applicare immediatamente le competenze acquisite nel mondo della finanza alternativa, e i docenti hanno voluto "accettare" la sfida.
È iniziata una corsa contro il tempo per organizzare questa raccolta fondi che vede impegnati 49 “studenti intraprendenti” guidati dal docente, il professor Filippo Cossetti (fundraiser professionista).
L'obiettivo è di realizzare una raccolta fondi pronta a supportare CRI, ANPAS, Ordine dei Medici ed Ordine delle professioni infermieristiche... tutti insieme contro il Coronavirus.
Il crowdfunding è uno strumento di finanza alternativa che ricalca al meglio l’obiettivo del progetto e lo spirito dell’iniziativa (crowd=folla, funding=finanziamento). Uno strumento “democratico” che permette a chiunque di contribuire, anche con una quota minima.
Dalle ore 16.00 di oggi (3 Aprile) è possibile contribuire direttamente al progetto attraverso il seguente link:https://www.eppela.com/eroiinprimalinea
Eroi In Prima Linea è un’iniziativa che, attraverso il Crowdfunding, chiede a tutti il supporto per riuscire ad aiutare CRI, ANPAS, Ordine dei medici ed Ordine delle professioni infermieristiche che, in questo momento di grande difficoltà per tutti, ogni giorno e ogni notte sono impegnati fino allo stremo per combattere una delle peggiori crisi che l'Italia sta affrontando dal dopoguerra ad oggi. Il nostro esercito di medici, infermieri e volontari è composto di “persone come noi”: padri di famiglia, madri, ragazzi e ragazze, che rispondono "presente" 24 ore su 24.
La raccolta fondi ha l’obiettivo di potenziare l'azione dei nostri "eroi", dare loro l'opportunità di fare il massimo, continuando a stare accanto a chi ha più bisogno, in particolare alle persone più fragili.
Il modello utilizzato per raggiungere l’obiettivo minimo (15.000 euro) è quello del Reward Crowdfunding, ovvero, per ogni donazione c’è una ricompensa simbolica creata e voluta dai ragazzi promotori dell’iniziativa.
Il massimo supporto al team arriva dal prof. Filippo Cossetti, docente Accademico, esperto in ambito Crowdfunding e Fundraising e co-fondatore di una delle prime piattaforme di Equity Crowdfunding in Italia.
“L'iniziativa è partita all'interno del Corso Universitario "Business Angels & Crowdfunding" - spiega il professor Cossetti - . I miei studenti hanno voluto mettersi in gioco... e sono stato felice di rappresentarli in questa sfida, questa corsa contro il tempo per rispondere alla richiesta di aiuto di volontari, medici ed infermieri. Il crowdfunding è uno strumento democratico e meritocratico: chiunque può realizzare una propria iniziativa, tutti possiamo contribuire al successo di un’altra… anche con una piccolissima donazione. È questa la “forza” della folla (crowd)”.
“Il poter intraprendere una iniziativa concreta di aiuto e sostegno a chi è in prima linea nella battaglia contro il coronavirus mitiga il senso di impotenza che ci pervade in questi giorni - afferma Paola studentessa - . Conosciamo personalmente i beneficiari dell’iniziativa, abbiamo sentito i loro racconti e credo che ciò renda tutto più tangibile; il coraggio quanto il bisogno. In tempi di isolamento sociale, la condivisione di questa iniziativa, tra noi promotori, è una esperienza che ci fortifica” .
Arriverà domani in Italia un volo umanitario dall'Ucraina con a bordo 13 medici e 7 paramedici ucraini specializzati in terapia intensiva e rianimazione ed andranno ad operare negli ospedali della regione Marche. Per la nostra regione è un aiuto importantissimo e voglio ringraziare il ministro Di Maio per la sensibilità dimostrata verso la nostra comunità". Lo scrive sui social Alessia Morani (Pd), sottosegretaria al Ministero dello Sviluppo economico. "Intanto - ricorda - a Jesi è stato completato l'allestimento dell'ospedale da campo della Marina Militare, che assicura 40 posti letto di degenza e 4 di terapia intensiva. Un aiuto importante ottenuto grazie alla disponibilità del ministro della Difesa Lorenzo Guerini".
Dalla prossima settimana partirà uno screening sierologico per il Covid 19 a cominciare dalle Aziende ospedaliere di Torrette e Marche Nord. “La macchina organizzativa sanitaria si sta muovendo con tutte le forze in molteplici direzioni - afferma il presidente della Regione , Luca Ceriscioli - per consentire di velocizzare e aumentare le analisi di laboratorio per l’individuazione e l’isolamento del maggior numero possibile di casi positivi di Coronavirus, nonostante le difficoltà determinate dalla necessità dei reagenti.”
I due principali poli ospedalieri della regione dunque – Ospedali Riuniti di Torrette e Marche Nord - stanno approntando tutte le misure più idonee a far partire entro la prossima settimana i test sierologici, cioè quelli che rivelano se un individuo sano, senza sintomi, è stato contagiato dal virus SARS-CoV-2 e ha sviluppato gli anticorpi che lo difenderanno dall’infezione e parallelamente si procede all’effettuazione e monitoraggio di tamponi .
“La dimensione di questa epidemia è molto ampia – aggiunge Ceriscioli - e occorre adeguare molto, molto velocemente la risposta sanitaria all'evoluzione delle condizioni. Dobbiamo restare estremamente flessibili al mutare delle situazioni e cercare soluzioni e risposte rapide per fronteggiare un nemico invisibile. Accanto alle squadre di medici e infermieri che hanno proprio il compito di assistere a domicilio e di tenere sotto controllo le persone che non necessitano di essere ricoverate e, se necessario, di fare anche i tamponi , anche con la modalità del drive through , ora lo screening sierologico a tutto il personale sanitario , per strutturare man mano in tutta la regione un sistema di rilevazione sempre più attendibile".
Agli Ospedali Riuniti di Ancona lo screening partirà nei primi giorni della prossima settimana perché il macchinario specifico è già arrivato e sarà effettuato il test a tappeto su tutti i dipendenti permettendo, così, di individuare la presenza di anticorpi che segnalano il passaggio del virus e lo stadio di guarigione. "L’Azienda Ospedali Riuniti - spiega il Dg Michele Caporossi - è impegnata in questo screening anche ai fini della ricerca scientifica applicata, attraverso l’Università Politecnica, per assumere indicazioni scientifiche che saranno poi diffuse e trasmesse anche a livello internazionale e trasferite in protocolli per percorsi diagnostici e quindi terapeutici. Una raccolta dati che farà da apripista dunque, insieme all’Università di Modena e Bologna, per utilizzare, a fini di ricerca e condivisione di informazioni, i risultati ottenuti dall’interazione complessa delle varie discipline coinvolte“.
Partirà a brevissimo anche all’Azienda ospedaliera Marche Nord lo screening per la ricerca di anticorpi anti covid al personale dipendente . Sarà quindi attivata presso il laboratorio di analisi la diagnostica sierologica mediante test di chemiluminescenza per la ricerca di anticorpi Sars-COV-2. La diagnostica sierologica si affianca a quella molecolare già attivata da Marche Nord in questa settimana e permetterà di offrire la possibilità di effettuare uno screening diffuso a tutti i dipendenti
In questo momento di emergenza mondiale, in cui l'ospedale di Camerino ed il personale tutto sono impegnati in prima linea, nella lotta contro il Coronavirus, il Lions Club di Matelica ha voluto dare un contributo allo sforzo dei sanitari, con un piccolo gesto volto ad agevolare il loro lavoro. I soci del Lions Club Matelica, con un service frutto dell'impegno e della volontà di tutto il club, hanno donato all'ospedale di Camerino confezioni di gel disinfettante. La presidente e tutti i soci Lions Matelica, ringraziano il socio Lion Maurizio Dini, titolare della Midor di Fermignano, che ha messo a disposizione il materiale, consegnato ieri nelle mani dei sanitari che prestano servizio al Covid hospital di Camerino.
Il sodalizio matelicese sta seguendo anche le iniziative a livello nazionale, con i Lions italiani che doneranno nel giro di breve tempo ventilatori polmonari destinati alla cura dei contagiati da coronavirus, utilizzando un primo contributo di 350.000 dollari della Lions Clubs International Foundation. Le attrezzature saranno messe a disposizione degli ospedali delle aree maggiormente colpite dall'epidemia, seguendo le indicazioni delle autorità sanitarie nazionali.
“Con grande senso di responsabilità e con estrema rapidità abbiamo risposto alla richiesta ufficiale (pervenuta in mattinata presso i nostri uffici), da parte della Regione di trasformare la Fiera di Civitanova Marche in un ospedale temporaneo per la cura dei pazienti gravi affetti da coronavirus”. Così il Sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica in merito alla richiesta della Regione sull’utilizzo della Fiera.
“L’abbiamo fatto con una Giunta riunita in mezz’ora per poter deliberare in fretta e dare il via libera all’immediato utilizzo dei nostri spazi fieristici. Ancora una volta, Civitanova Marche mostra collaborazione per i bene di tutti i cittadini marchigiani in difficoltà. Non potevamo far finta di nulla e girarci dall’altra parte in questo momento.
Se i nostri spazi fieristici sono risultati idonei - dopo gli studi di fattibilità realizzati da parte dello staff del Commissario straordinario per l’emergenza Covid 19 della nostra Regione, Guido Bertolaso - per l’allestimento della struttura, noi ci siamo. Civitanova c’è”. Ha continuato Ciarapica.
“Questo, a mio avviso, è il tempo della collaborazione e del senso alto delle istituzioni che insieme, al di là degli schieramenti politici, devono agire per un unico obiettivo, la salute dei nostri corregionali. Le Marche, purtroppo, ad oggi risultano essere la seconda regione più colpita d’Italia in proporzione al numero di abitanti, dopo la Lombardia”.
“Ora ci auguriamo che non ci siano intralci e che la Regione possa procedere rapidamente alla realizzazione del polo ospedaliero. Polo, che ci tengo a sottolineare, non sarà indispensabile solo per l’emergenza di oggi, ma servirà anche nell’immediato futuro – quando l’emergenza speriamo andrà a diminuire – per raccogliere i malati Covid 19 e permettere alle altre strutture ospedaliere di riprendere velocemente il lavoro ordinario, che ricordo in questo momento è stato sospeso e posticipato. Ma sappiamo bene che ci sono malattie e gravi patologie che non possono aspettare di essere curate e che non possono attendere il diminuire della pandemia.
Questa tragica emergenza deve insegnare a tutti che non ci possono essere divisioni politiche, né campanilismi di sorta. Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte per salvare vite umane. Ora il compito dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale è di poter portare avanti il progetto in tutta celerità”.
“Certi – ha concluso il Sindaco - di avere fatto il nostro dovere fino in fondo ci auguriamo di aver contribuito fattivamente al superamento del grave momento sanitario”.
“È ufficiale: Ceriscioli ha scherzato sui 100 posti di intensiva alla Fiera di Civitanova e ne faranno le spese i malati gravi di Covid19. Dopo la Lega e i medici in prima linea, lo confermano, minacciando di ritirarsi dal progetto, anche gli imprenditori finanziatori e l’Ordine di Malta che raccoglie e gestisce le donazioni per conto della regione. In otto giorni nella Fiera hanno solo smontato un palco. Si vergogni: ha fatto spot sul web sproloquiando sulla sua preveggenza ed efficienza ed ora perde, per una delibera, quel tempo contro cui diceva di dover correre per salvare vite umane. La verità, cari Ceriscioli e assessore Sciapichetti che ci avete accusato di sciacallaggio politico, è che ci sono spese che dovreste sostenere voi o il comune e non riuscite a giustificare fondi pubblici da spendere in lavori a perdere: un problema che non avreste avuto con la palazzina dell’ospedale civitanovese visto che sarebbe stata riutilizzabile in ogni periodo e con ogni finalità.”.
Simone Merlini, responsabile provinciale della Lega di Macerata, non le manda a dire al presidente della regione e all’assessore Sciapichetti che, nei giorni scorsi avevano liquidato come sterili polemiche politiche il suggerimento della Lega che, con il consigliere civitanovese Beruschi, aveva suggerito di prendere in considerazione la palazzina nuova dell’ospedale.
“I tempi di realizzazione si stanno allungando quanto l’elenco di coloro che denunciano il pressappochismo della giunta regionale PD – continua Merlini - Perché a Bertolaso non è stato prospettato il potenziamento dell’ospedale che avrebbe garantito la filiera sanitaria (radiologia, laboratorio analisi, farmacia, ecc.) con le stesse protezioni della fiera? Persino i finanziatori privati e i collaboratori di Bertolaso oggi sono del parere che sarebbe stato funzionale e avrebbe rappresentato una continuità operativa nel malaugurato caso si ripresentasse l’epidemia come più di uno scienziato ipotizza”.
Per Merlini l’uso della fiera è giustificato a Milano e a Bergamo, città con molti ospedali pienamente operativi e stracolmi, ma andava ponderato a Civitanova dove l’ospedale, presidio di riferimento per un bacino d’utenza di 100 mila persone, è stato svuotato per essere riservato ai soli malati Covid-19.
“La Regione, che in questi anni ha sciaguratamente chiuso tanti ospedali che oggi sarebbero stati provvidenziali, sta facendo poco o nulla per garantire la continuità e la sicurezza delle cure fondamentali, in particolare quelle oncologiche. Si affida al senso di responsabilità di medici e personale che, peraltro, vengono lasciati con scarsi dispositivi di protezione individuale. Le istanze di quanti chiedono di non abbassare la guardia sulla gestione ordinaria delle patologie devono essere al più presto accolte”.
Un ulteriore importante gesto di generosità nei confronti degli ospedali del territorio e dei pazienti, che in questi giorni stanno lottando contro il Covid 19, viene dalla ditta EDIF S.p.a. presieduta dalla Sigora Umbertina Verdicchio. La Società, con sede a Corridonia, ha donato ad ogni Rianimazione degli ospedali di Macerata, Civitanova e Camerino un ventilatore polmonare prodotto dalla Vitalaire spa Mod. VEMO 150. Le attrezzature sono già state consegnate ai tre reparti ospedalieri per essere messe in funzione.
La direzione dell' Area Vasta 3 ha ringraziato la EDIF S.p.a. per la sensibilità dimostrata anche nei confronti degli operatori della Rianimazione che stanno affrontando in prima linea questa grave emergenza che tante criticità sta provocando al sistema sanitario nazionale. "Se in parte ciò si può risolvere aprendo nuovi reparti medici per i pazienti COVID, tuttavia, quando la situazione peggiora e si ha bisogno del trattamento intensivo, le attrezzature, come quelle ricevute in dotazione, diventano indispensabili", affermano.
“La riattivazione del Pronto Soccorso all’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino Marche è un imperativo categorico d’obbligo. E’ assurdo che ancora non si sia proceduto in tale direzione in piena emergenza pandemia visto che questo è, ormai, l’unico ospedale No-Covid19 di tutta la provincia di Macerata. Mi chiedo perché non l’abbiano già fatto. A me sembra scontato farlo, ne vale la vita di tutti”.
Il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, è tornata a scrivere ai vertici della sanità regionale ma anche al ministro della Salute, Roberto Speranza, e al capo della Protezione Civile nazionale, Angelo Borrelli, per chiedere un provvedimento urgente per la struttura ospedaliera cittadina.
“In questo particolare momento legato alla pandemia Covid-19, credo si debba pensare con la massima attenzione e celerità alla popolazione con un’attenzione dedicata anche alle altre emergenze, altrettanto gravi, che essa vive – scrive il primo cittadino settempedano, sottolineando nella sua missiva - Queste emergenze sono ancor più amplificate dall’assoluta mancanza di una viabilità adeguata, dalla presenza di persone molto anziane e spesso sole, colpite da malattie che richiedono un’alta ospedalizzazione. Tempo fa è stata presa per l’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino Marche, oggi unico presidio ospedaliero No-Covid dell’intera provincia di Macerata dove vengono trasferiti tutti i pazienti di diverse Unità Operative dai presidi di Camerino, Civitanova Marche e Macerata; l’assurda decisione di chiudere il Pronto Soccorso per trasformarlo in Punto di primo intervento. Quella che stiamo vivendo oggi, è una vera e propria emergenza nell’emergenza e richiede di rivedere questa organizzazione disponendo l’immediata riapertura del Pronto Soccorso con dotazione del personale necessario e di un’ambulanza medicalizzata H24. Una Unità Operativa – spiega ancora il sindaco nella sua richiesta - che sarebbe dedicata ai casi di emergenza e con spazi per la breve osservazione, con percorso “sporco” – “pulito”, dove verrebbero prestate le prime cure in tutti i casi di urgenza ed emergenza (traumi, infarti, ecc.) e dove si dovrebbe accedere in modalità di "ricovero urgente". L’ospedale “Bartolomeo Eustachio” - si chiude così la lettera appello del sindaco Piermattei - diventerebbe così un presidio No Covid-19 completo dove ricevere la necessaria assistenza”.
"In un momento in cui l'articolo 32 della nostra Costituzione, che tutela il diritto alla salute, è più che mai discusso, non si determina una visione obiettiva dell'insieme perché, spesso, l'interesse dei politici si stratifica delegittimando di conseguenza il futuro in sanità, di cui non esiste un progetto valido, perché non policentrico". Così Giovanna Capodarca-Agostinelli, presidente del Comitato Provinciale Pro-Ospedali Pubblici, interviene, in piena emergenza coronavirus, per rivendicare le mancanze della politica nella gestione della sanità regionale e provinciale.
"Siamo convinti che gli ospedali, oltre ad essere potenziati, debbano interagire in una sorta di patto etico – di rete, come si usa dire - tra la costa e la montagna, patto che escluda la competizione campanilistica. Infatti - sottolinea Capodarca-Agostinelli -, tutti i nosocomi sono strategici e importanti, per cui è necessario avere una visione d'insieme che non includa il profitto".
"Le cliniche private dovevano, a nostro avviso, essere (se necessario) precettate per ospitare i pazienti “covid19” anche se spesso non hanno reparti di terapia intensiva, al massimo, di semintensiva. Ci sono state grandi perplessità nei trasferimenti dei pazienti - aggiunge la presidente del Comitato Provinciale -, costretti a fare pericolosa transumanza da una struttura sanitaria ad un’altra: inoltre, anziché spendere risorse per realizzare il progetto dell'ospedale in fiera sarebbe stato assai più opportuno attivare le cure domiciliari e spendere denaro per effettuare dei tamponi, se necessario porta a porta".
"I tamponi devono essere effettuati, per primi, al personale sanitario deve avere però, in ogni caso, i mezzi per difendersi, cioè tutti i presidi sanitari adeguati - chiede Capodarca-Agostinelli -. Rivendichiamo la necessità di eseguire tamponi “a tappeto” e di conoscere se i posti letto – finita l’emergenza - saranno poi restituiti all’ospedale di Civitanova, nonchè di essere informati sulla fine che faranno i finanziamenti al privato se, malauguratamente, i previsti 100 posti non saranno realizzati".
"Intendo fare un doveroso ringraziamento a tutto il personale sanitario (medici, infermieri ,OSS, autisti) che - conclude Capodarca-Agostinelli -, con spirito di sacrificio ed abnegazione, fanno quotidianamente il proprio dovere pur correndo il rischio di contagiare i propri cari".
E 'arrivato al Carlo Urbani di Jesi il contingente della Marina Militare che ha cominciato a montare l'ospedale da campo che la Regione Marche ha richiesto e ottenuto dalla Protezione civile nazionale.
L'ospedale avrà 40 posti letto di degenza gestiti direttamente dal personale sanitario della Marina Militare per un totale di 70 unità, e 4 letti di terapia intensiva, seguiti da un pool di medici e rianimatori che il Dipartimento nazionale di Protezione civile ha riservato per la Regione Marche.
Ad accogliere il contingente era presente, per la Regione Marche, l'assessora Manuela Bora, insieme al responsabile del Gores Mario Caroli, il Dg di Asur Nadia Storti, il direttore di presidio ospedaliero Stefania Mancinelli , il comandante della Marina Militare Beltrame e il dirigente della Protezione Civile regionale David Piccinini. L’ospedale sarà operativo già dal pomeriggio di domani.
Si comunica che le condizioni cliniche del neonato SARS-CoV2 positivo, ad oggi ricoverato presso la Rianimazione Pediatrica dell’Ospedale Salesi, risultano stabili e in progressivo miglioramento.
Il piccolo paziente respira in aria ambiente senza necessità di supporto alla ventilazione e ha iniziato l’alimentazione per os. Considerati la stabilità dei parametri vitali e il buon compenso clinico, si predispone per oggi il trasferimento in reparto a minore intensità di cure per la prosecuzione del monitoraggio. Il neonato è stato ricoverato in Rianimazione pediatrica in seguito a un intervento chirurgico addominale e nei primi giorni successivi all’intervento ha manifestato lesioni polmonari, all’ecografia toracica, compatibili con l’infezione da SARS-CoV2 senza però significative alterazioni della funzione respiratoria; è stato sufficiente, infatti, assistere la respirazione spontanea con modesto supporto di pressione e ossigeno in occhialini nasali.
La gestione in sicurezza del piccolo paziente nella Rianimazione Pediatrica dell’Ospedale Salesi si è resa possibile grazie alla stanza di isolamento a pressione negativa, realizzata in tempi brevissimi dopo l’esplosione della pandemia, in seguito all’interessamento personale del Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona, Dottor Michele Caporossi.
Oggi il neonato viene trasferito in reparto a minore intensità di cure e questo rappresenta il secondo caso, nel nostro Paese, di storia a lieto fine per piccoli pazienti colpiti da SARS-CoV2.
Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha scelto di realizzare un video per rispondere a tutte le domande e le perplessità sollevate a seguito della decisione di costruire 100 posti nuovi letto di terapia intensiva alla Fiera di Civitanova Marche, per contrastare l'emergenza sanitaria in atto connessa al coronavirus.
La realizzazione della nuova struttura viene giustificata dal governatore tenendo presenti due punti. Il primo è connesso alle previsioni riguardanti le curve epidemiologiche della Regione: "Secondo i nostri esperti il picco avverrà entro la metà del mese di aprile - ha sottolineato Ceriscioli -. Registriamo un rallentamento nella crescita dei casi, non una diminuzione. I casi continuano a crescere e in terapia intensiva si sta a lungo, non solo pochi giorni. Quindi la richiesta sarà costantemente crescente".
"È la scelta che permette di gestire un numero più importante di pazienti con il minor numero di personale". Questo il secondo punto portato da Ceriscioli. "Riadattare ospedali dismessi o cliniche private comporterebbe un'esigenza di personale di molto superiore a quella della nuova struttura. Avere uno spazio libero su un unico piano, grande, da organizzare ex novo permette infatti di organizzare quelli che sono gli aspetti di gestione del personale."
"Proprio riguardo il reperimento del personale - prosegue il governatore -, già dai prossimi giorni arriverà nella nostra Regione un contingente di 22 medici aggiuntivi. Si tratta di una parte dei 70 che ci sono stati promessi".
Posizionare la struttura a Civitanova Marche, dopo la mancata idoneità tecnica delle soluzioni selezionate inizialmente ad Ancona, assolve - secondo Ceriscioli - all'esigenza di accogliere la richiesta proveniente dalle zone che "in questo momento stanno registrando la maggior crescita di casi: il territorio che va da Ancona a San Benedetto del Tronto. La scelta di Civitanova è baricentrica, anche perché vicina all'autostrada".
"La struttura verrà completata in 12 giorni, come quanto avvenuto a Milano. La realizzazione sarà rapida, speriamo di mantenere gli stessi tempi, proprio per questo abbiamo richiesto l'aiuto di Bertolaso - aggiunge Ceriscioli -. Il suo staff era già rodato e stava realizzando una struttura simile alla nostra"
Altra tematica affrontata è quella relativa all'utilizzo del conto corrente dei Cavalieri di Malta per le donazioni: "Le Onlus hanno una velocità completamente diversa rispetto all'intervento pubblico - spiega il presidente -. La scelta dei Cavalieri di Malta è stata fatta da Bertolaso. Non avrebbe potuto farla la Regione attraverso un bando, altrimenti ci avremmo messo 3 mesi soltanto per scegliere la Onlus. Una strada più veloce di questa non c'è".
"Il materiale che verrà utilizzato nella nuova struttura non verrà smantellato al termine dell'emergenza, ma servirà per rinnovare quello presente all'interno degli ospedali regionali" rassicura infine Ceriscioli.
Ecco il video integrale:
Continuano gli importanti gesti di generosità da parte di singoli cittadini, enti, imprese ed associazioni del territorio. Nella giornata di ieri Luciano Cartechini, presidente della Pro Loco di Macerata, ha consegnato al Direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni 1000 mascherine chirurgiche che sono state successivamente consegnate alla Farmacia Ospedaliera di Macerata.
"Che dire? Questi sono importanti segni di solidarietà e vicinanza che incoraggiano tutto il sistema ad andare avanti ed a compiere fino in fondo il nostro lavoro. Un grazie di cuore alla ProLoco di Macerata" ha sottolineato il direttore dell'Av3 Alessandro Maccioni.
“Apprendiamo dalla stampa - scrive il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei - che i pazienti dell’Hospice di Macerata saranno trasferiti da Montecassiano all’ospedale “Bartolomeo Eustachio” di San Severino Marche. (Leggi qui) Mi dispiace per gli ulteriori disagi che gli stessi dovranno subire in questo momento di grave emergenza anche se siamo sicuri che la struttura settempedana risulterà accogliente ed efficiente per loro e per le loro famiglie.
Ci chiediamo, però, se il trasferimento avverrà in sicurezza, per i pazienti stessi e per il personale medico e paramedico del nostro ospedale, memori di un’analoga operazione effettuata nelle scorse settimane dal nosocomio di Civitanova Marche e che ha già avuto, come conseguenza diretta, una serie di contagi. Cogliamo l’occasione per chiedere ai vertici dell’Asur, come ripetutamente già fatto in forma verbale e scritta in questi giorni, di conoscere l’esito dei tamponi che avrebbero dovuto essere stati fatti a tutti i medici, agli infermieri e agli operatori del nostro ospedale. Il “Bartolomeo Eustachio”, infatti, è l’unico ospedale no Covid-19 della provincia di Macerata e i cittadini dell’intera provincia dovrebbero poterne usufruire senza la paura di contrarre il contagio. Al suo interno sono perfettamente funzionanti la medicina, la lungodegenza, la week-surgery, la cardiologia, l’oncologia, l’oculistica, la radiologia, la dermatologia, il punto di primo intervento e tanti altri servizi”.