I consiglieri regionali Jessica Marcozzi (Fi), Piero Celani (Fi) e Mirco Carloni (Area Popolare) hanno scritto una lettera aperta al Presidente Luca Ceriscioli sulla questione della sanità. Questo il testo: “Caro Presidente Ceriscioli, sulla sanità, domani il tribunale si esprimerà sui ricorsi presentati da tre importanti Comuni delle Marche (Osimo, San Severino e Fabriano) per la difesa dei diritti alla salute dei propri cittadini contro le decisioni verticistiche della Giunta Regionale: qualunque cosa decideranno i giudici tu perderai comunque. Se i giudici daranno ragione alle comunità locali, come tutti speriamo, la sconfitta sarà palese, di natura politica ma anche giuridica: significherà che la Giunta regionale vuole calpestare i diritti alla salute delle comunità locali con arroganza, cercando di superare anche le regole amministrative della correttezza formale. Ma anche se domani la Giunta regionale vincerà giuridicamente, il Presidente e Assessore alla sanità Luca Ceriscioli perderà politicamente, perché significherà che non sarà riuscito ad condividere le proprie scelte con le comunità locali che si sono viste costrette ad arrivare ai tribunali per tutelare i propri servizi sanitari essenziali. Se i territori sono costretti a ricorrere alle carte bollate per difendere i propri diritti, qualunque sia l’esito di tali ricorsi, ciò significa che il Presidente e l’Assessore alla salute Luca Ceriscioli non è riuscito a svolgere il proprio ruolo, disattendendo i proclami di dialogo e concertazione con le comunità locali. Purtroppo, inoltre, il dialogo e la concertazione stanno saltando in tutti i settori della sanità: la riforma sanitaria è calata e imposta dall’alto; scioperano i sindacati ed i pensionati; i medici entrano in stato di agitazione; i sindaci si sentono abbandonati. Cos’è un documento di critica firmato da ben 55 sindaci della provincia di Pesaro-Urbino se non un atto di sfiducia? Su temi, tra l’altro, che ancora non hanno trovato risposte. Così come non è chiaro dove Ceriscioli abbia trovato i soldi per realizzare Marche Nord e cosa ne sarà della sanità nel Piceno e nel Fermano : anche qui c’è stato solo un annuncio, non seguito da atti concreti esigibili e verificabili. Caro Presidente e Assessore alla sanità Luca Ceriscioli, sulla sanità c’è bisogno di un progetto, di una strategia, di un dialogo reale con i territori: finora non c’è traccia di nessuno di questi elementi.”
La cellula di Ancona dell’associazione Luca Coscioni ha consegnato al Sindaco di Macerata Carancini la richiesta di istituire il registro dei testamenti biologici (detto anche dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario DAT)."Con l’istituzione del registro dei testamenti biologici" spiega Renato Biondini, segretario della cellula di Ancona dell'associazione Luca Coscioni "si darà la possibilità ai maceratesi di depositare le proprie volontà sul fine vita all’interno dell’istituzione comunale, uno strumento questo che, può significare per molti la possibilità di non vedersi costretti ad accettare decisioni altrui nel momento in cui non si è più in grado di autodeterminarsi, nella eventualità che ci si trovi in uno stato vegetativo permanente e di incoscienza.Come associazione Luca Coscioni, avevamo già inviato la stessa richiesta al comune di Macerata nel 2011 alla quale però non abbiamo ricevuto nessun riscontro, dopo le varie iniziative di sensibilizzazione portate avanti in questi anni come la proposta di legge d’iniziativa popolare depositata alla Camera dei Deputati il 13 settembre 2013, siamo riusciti a far calendarizzare in Parlamento la discussione delle varie proposte di legge sul tema del fine vita".Macerata sarebbe il terzo capoluogo di provincia delle Marche a istituire questo registro dei testamenti biologici, dopo che nel 2015 il Consiglio comunale di Ancona ha deliberato in tal senso, così come ha fatto il Consiglio comunale di Pesaro pochi giorni fa."Ci rivolgiamo a tutti i cittadini, le associazioni, i movimenti politici e in particolare agli amministratori della città di Macerata" aggiunge Biondini "affinché decidano di istituire questo registro delle dichiarazioni anticipate dei trattamenti sanitari.Molti penseranno che è un qualcosa che non è importante e che comunque può riguardare poche persone, ebbene intanto diciamo che purtroppo potrebbe riguardare tutti perché o per una grave malattia o per un incidente, ognuno potrebbe trovarsi in uno stato vegetativo permanente come è successo per esempio a Eluana Englaro. In questi casi secondo noi è importante avere la possibilità di decidere anticipatamente se in caso di morte celebrale, rimanere attaccati a delle macchine (quando si è in uno stato di incoscienza e quindi in uno stato vegetativo permanente) oppure chiedere che si stacchi la spina (nel vero senso della parola) e porre termine ad una “vita artificiale” che non è vita perché la persona non è cosciente e le funzioni vitali come la respirazione e la nutrizione sono garantite da delle apparecchiature elettromedicali.Certo sono rari i casi nei quali una persona rimane in uno stato vegetativo permanente, ma anche se questi casi sono pochi dobbiamo considerare che ci sono dei diritti come l’autoderminazione delle persone e il rispetto delle proprie volontà riguardo al proprio corpo, che devono essere garantite sempre e comunque e a maggior ragione in questi casi proprio perché la persona si trova nel momento più difficile del suo percorso di vita, più indifesa e debole, essendo in balia di decisioni altrui.Lo sappiamo, ci saranno quelli che diranno che la vita è un dono di Dio e non si può disporre della propria vita, bene, con l’istituzione del registro dei testamenti biologici non si impone niente a nessuno, si dà solo la libertà e la possibilità a chi lo desidera di scegliere. Chi è credente non farà questa scelta del testamento biologico, ma non si può imporre a tutti gli altri (agli atei, agli agnostici, a coloro che professano altre religioni e perché no ai credenti non praticanti, ecc.) dei comportamenti per dei convincimenti etici/religiosi di qualcuno. Tra l’altro per paradosso il testamento biologico può essere utile anche ai credenti perché possono dichiarare di voler restare in uno stato vegetativo permanente restando attaccati alle macchine elettromedicali, quando magari i familiari e/o i medici vorrebbero staccare la spina".
I quartieri e le frazioni al centro della campagna d’ascolto per la Macerata Che Sarà, il progetto cui sta lavorando il Comune, insieme agli esperti del gruppo InnoHit ed all’intera città. Domani venerdì 19 febbraio, alle ore 21, tutti sono invitati nella sala Castiglioni Biblioteca Mozzi- Borgetti per partecipare al dibattito sulle diverse visioni della città, nell’ambito del percorso di co-progettazione della Macerata del futuro da realizzare nell’ambito dei finanziamenti del bando regionale Investimenti territoriali integrati, cui la città di candida.Aprirà l’incontro il sindaco Romano Carancini, spiegando il perché della campagna d’ascolto che il Comune ha voluto attivare, seguirà la presentazione a cura di InnoThink con la relazione su “Il futuro in cerca di città”. Alle 21.45 la serata si aprirà alle diverse visioni della città, con i contributi dei presenti e la discussione, di cui faranno subito dopo un feedback i tecnici di InnoThink restituendo una mappa condivisa delle questioni emerse. Modererà i lavori Massimiliano Colombi (sociologo), coordinatore del progetto ITI e componente del team insieme a Marco Marcatili (economista), Emanuele Frontoni (esperto di tecnologia informatica) e Andrea Giaconi cui spetterà il compito di fare sintesi e concretizzare il lavoro tecnico e progettuale.Sabato 20 febbraio, alle ore 9.30, il percorso prosegue con i rappresentanti delle istituzioni del territorio, ultimo incontro prima della presentazione conclusiva delle "Visioni di città: Macerata che sarà…", che si terrà il 9 marzo, alle ore 21 al teatro Lauro Rossi.
Dall'architetto Franco Casadidio, già consigliere comunale e candidato a sindaco per la città di Tolentino, riceviamo:La buona notizia è che finalmente una struttura culturale storica di Tolentino, il Politeama Piceno, sta per essere restaurato,in questi giorni i lavori procedono spediti e sarà restituito alla pratica di varie Arti (musica, danza, teatro). Dopo anni di immobilità perpetuata da varie Amministrazioni comunali, un atto di mecenatismo da parte di un importante imprenditore locale, ha riavviato un processo di generosità individuale con finalità pubblica di cui oggi si avverte particolare necessità. Sin dall’epoca classica e poi nel Rinascimento, con le dovute differenze dell’assetto politico ed economico, il mecenate è colui che dotato sia di ottima educazione estetica ed etica sia di capacità di spendere tempo e soldi nelle Arti, pone queste sue virtù a servizio della Comunità e si rende a pieno titolo uomo “magnificente a vantaggio della Polis”. Nella storia della nostra Città, vi sono stati vari personaggi che hanno lasciato vere e proprie opere d’arte, non fini a se stesse ma di cui ancora oggi possiamo godere e vantarci con i visitatori di altre Regioni. A titolo d’esempio basti citare , il magnifico portale quattrocentesco che adorna l’ingresso principale della chiesa di San Nicola, fatto eseguire per volontà di Niccolò MAURUZI e della sua famiglia; va ricordato, per comprendere meglio tale gesto, il ruolo che questa Casata ebbe sia nel governo e nella difesa di Tolentino sia nella definitiva canonizzazione dell’agostiniano e nell’abbellimento, anche in anni successivi, della chiesa a lui dedicata. Questa forma particolare di mecenatismo si distingue per un profondo attaccamento alla Terra delle proprie origini, tanto che i membri di detta famiglia si identificarono ed erano più conosciuti nelle cronache dei contemporanei con il nome “ Tolentini”, nonostante avessero vissuto la maggior parte della propria vita a servizio militare dei Signori nelle principali corti di quell’epoca: Milano, Venezia, Firenze e Roma.Invece la notizia meno buona è quella inerente i lavori di ricostruzione del teatro Vaccaj dopo l’incendio del 2008, ancora immersi nel pantano burocratico-amministrativo del “difettoso”sistema normativo dei Lavori pubblici, adeguatamente concepito per soddisfare più gli appetiti speculativi che l’effettiva realizzazione dei lavori secondo la buona “regola d’arte” . A tal proposito il commento del Movimento Cinquestelle, mi ha colpito per le crudeli verità svelate in modo ironico che dovrebbero risvegliare le nostre coscienze troppo sopite e rassegnate alla perdita della dignitas di Cittadini amanti e custodi del Patrimonio storico e della Terra in cui vivono. Probabilmente per instaurare una relazione costruttiva e bilanciata con il proprio contesto territoriale di riferimento e con l’interlocutore pubblico, occorre educare e formare al mecenatismo sin dalla giovane età, al fine di far conoscere ad ogni abitante le opportunità che apre, che vanno dallo sviluppo della persona al miglioramento del proprio ambiente, senza dimenticare né stigmatizzare i vantaggi economici che ne derivano sia sul piano personale (vedi Art Bonus) sia per tutta la Comunità.
Dal Gruppo sostenitori del Movimento Cinque Stelle di Camerino riceviamo:Sotto la guida dell’azione dell’onorevole Andrea Cecconi, in assemblea pubblica congiunta l’intero Movimento 5 Stelle regionale ha deciso di proporre un referendum popolare riguardante la riforma sanitaria in atto. Un referendum che mira a restituire al Consiglio Regionale quei poteri decisionali sulla sanità che al momento sono in mano alla sola Giunta di Ceriscioli. Alla chiusura di importanti centri sanitari di riferimento, si affianca uno stato di disinformazione diffuso in tutto il territorio regionale, in cui i cittadini appaiono come semplici sudditi che subiscono inermi decisioni prese dall’alto, senza alcuna possibilità di consultazione. Sconcerto ed insicurezze colpiscono soprattutto nel nostro entroterra, nei comuni più lontani dai centri di primo soccorso, privi di rappresentanza politica e troppo spesso dimenticati. La stessa Camerino, al di là di mere rassicurazioni formali, non vede al momento alcun documento ufficiale che ne preservi con chiarezza e certezza la posizione “privilegiata” di centro ospedaliero. Il referendum è il solo strumento che può dare voce alla preoccupazione e l’indignazione di tutti i cittadini marchigiani. In un’ottica di collaborazione tra comuni, senza alcun campanilismo, si intende riaprire la discussione sulla chiusura dei punti nascita, sul depotenziamento delle strutture e sulla chiusura dei reparti, per arrivare ad una scelta condivisa da tutti i territori.Per far sì che la richiesta del referendum arrivi direttamente nelle mani del Consiglio Regionale per essere trattata, tale atto deve essere presentato da almeno 20 consigli comunali delle Marche. Il termine ultimo scade il 28 febbraio.Prima tramite email informale, poi tramite richiesta ufficiale, anche al Sindaco di Camerino Gianluca Pasqui ed al Consiglio tutto abbiamo chiesto di appoggiare la proposta, attraverso una seduta straordinaria di Consiglio comunale per la votazione in aula di 4 delibere, specificatamente atte allo scopo.Al di là della scadenza dei termini, si è anche chiesto di portare comunque l’accesa discussione nell’o.d.g. del prossimo consiglio utile. Ricordiamo che sia il Sig. Sindaco (sulla carta non esattamente allineato al PD di Ceriscioli), sia la minoranza con i suoi Consiglieri, si spendono costantemente in proclami di difesa della sanità e dei piccoli centri montani. Non solo attraverso programmi elettorali, anche ultimamente c’è chi non ha perso tempo a difendere tali interessi, almeno tramite stampa, almeno a parole.Ora che c’è la possibilità di agire fattivamente per il bene dei cittadini, ci auguriamo che ai proclami segua l’azione sul campo. Come già avvenuto in molti comuni della regione.Invitiamo a riflettere su questo: anche far cadere la questione senza discussione alcuna equivale ad una forte presa di posizione, politica e non. Attendiamo fiduciosi un riscontro.
Dal primo marzo anche anche l'ex sindaco di Macerata Giorgio Meschini potrà passare alla cassa per ritirare il vitalizio di oltre duemila euro che gli sarà corrisposto dalla Regione Marche per i cinque anni in cui è stato consigliere regionale.Lo prevede un decreto dirigenziale della Regione Marche emesso il 15 febbraio in cui, fra l'altro, il dirigente decreta "di prendere atto che l’ex Consigliere regionale Giorgio Meschini in data 08.01.2016 ha inoltrato richiesta di concessione di assegno vitalizio mensile; di dare atto che l’ex Consigliere regionale Giorgio Meschini ha espletato il mandato istituzionale dal 24.05.1995 all’8.05.2000, e che per tutto questo periodo sono stati mensilmente trattenuti dall’indennità di carica i contributi per il diritto all’assegno vitalizio; di determinare l’ammontare lordo dell’assegno vitalizio spettante all’ex Consigliere regionale Giorgio Meschini in € 2.020,57, avendo il medesimo i requisiti contributivi ed anagrafici previsti dalla L.R. 23 marzo 1995 n. 23 e ss.mm. ed integrazioni, come descritto nel documento istruttorio".
La lista Uniti per cambiare lancia quella che il presidente del Consiglio comunale Ivo Costamagna definisce “Operazione verità”. Il gruppo ha tenuto ieri mattina una conferenza stampa sulla sanità, “per fermare le menzogne che vengono sistematicamente usate da estrema destra, grillini e populisti di vario genere per capovolgere la verità dei fatti”. Hanno partecipato il sindaco Tommaso Claudio Corvatta, il presidente Ivo Costamagna, l'assessore Cristiana Cecchetti, Carlo Alberto Centioni, Francesco Mantella, Adriano Gaspari, Roberto Garofolo, Ivan Rosati, Giovanni Pierini.Costamagna invita tutto il centrosinistra a “tornare insieme tra la gente con incontri pubblici informativi, per parlare di ospedale e sanità, ma non solo. L'operazione verità deve interessare anche le grandi infrastrutture, come rotatoria e sottopasso, che grazie al viceministro Riccardo Nencini inizieranno entro l'anno a totale carico dello Stato. Ma dobbiamo parlare anche di abusivismo, rom, sicurezza ed impianto di cremazione, senza temere alcun argomento. Dobbiamo esporre il già fatto e ciò che si farà nei prossimi 16 mesi. Non è affatto l'inizio di una lunghissima campagna elettorale, ma un'azione per disintossicare il clima politico e per individuare chi lo sta avvelenando”. Tornando al tema sanità, oggetto della conferenza, Costamagna e gli altri esponenti di Uniti per cambiare rimarcano “l'insussistenza del rischio di chiusura del nostro ospedale. Si sta strumentalizzando una provocazione del governatore Luca Ceriscioli per diffondere allarmismo tra la popolazione. Una tecnica già ampiamente adottata dalle forze populiste durante la campagna elettorale del 2012. Il presidente della regione Marche presto verrà a Civitanova per fugare ogni dubbio e smentire chi sta raccogliendo firme sul nulla”. Parole rafforzate dal sindaco Corvatta: “Credo che la città sia stanza di chi usa continuamente menzogne per racimolare consensi. Il ragionamento sull'ospedale unico per la provincia di Macerata è un discorso da fare da qui a 20 anni, nel breve periodo invece il nostro presidio non solo non chiuderà, ma verrà completato per essere sempre di più un punto di riferimento, in particolare per le emergenze. Se un motivo di preoccupazione va cercato, lo vedrei nella realizzazione del nuovo ospedale di rete di Fermo”. Per concludere, la lista Uniti per cambiare annuncia l'intenzione di “federarsi con chi ha dato vita all'esperienza di Uniti per le Marche alle scorse elezioni regionali”. Quanto al futuro, si annunciano alcuni punti su cui lavorare in vista delle amministrative 2017: “Chiediamo al sindaco Corvatta di ricandidarsi - la proposta di Costamagna – che ha ben governato, pur attraversando il quinquennio più difficile per l'Italia dal dopoguerra ad oggi. Vogliamo costruire una unione dei democratici che metta insieme riformisti di sinistra e moderati, mettendo insieme esperienza e le migliori energie giovani. E' questa la migliore scommessa di speranza contro la paura e la demagogia populista e fascista, per costruire una Civitanova migliore”.
In merito alla recente delibera con cui l'amministrazione comunale di Tolentino ha messo in vendita un pezzo di piazza Martiri di Montalto, interviene il comitato cittadino di "Cittadini in Movimento"."L’amministrazione con la delibera n. 19/2016 ha deciso di vendere parte di un’area, situata all'incrocio tra via Albo Damiani e via Francesco Filelfo, della superficie di circa mq. 100. Ha provveduto alla sdemanializzazione, trasferendola al cosiddetto patrimonio disponibile, per dirla in gergo tecnico. In parole comprensibili a tutti" dicono i Cittadini in Movimento "significa che con una delibera, gli immobili che prima erano beni comuni, adesso diventano disponibili e l’Amministrazione se li può vendere. Tutto questo è possibile grazie ad una legge la 133/2008. Uno dei tanti souvenir del governo Berlusconi.La norma prevede che per procedere al riordino, gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare di Regioni, Province, Comuni e altri enti locali, con delibera dell'organo di governo individua, redigendo apposito elenco, …. i singoli beni immobili ricadenti nel territorio di competenza non strumentali all'esercizio delle proprie funzioni istituzionali… redigere e allegare al proprio bilancio ogni anno, un piano di alienazioni immobiliari.L’area dell’asilo Nicolas Green inserito nel piano, è strumentale per l’esercizio delle proprie funzioni?L’ultimo elenco completo quello del periodo 2016-2018 lo possiamo consultare nell’allegato alla delibera n. 4/2016. In questo elenco si ipotizzano, molto ottimisticamente entrate per vendita di immobili pari ad un importo di 6,2 milioni di euro.Le vendite reali rispetto ai piani sono state di circa 1Mln nel 2013, quasi 2Mln nel 2014 e 2,3 Mln previsti per il 2015.Questo pezzo di piazza Martiri di Montalto e tutti gli altri immobili, sono beni collettivi in uso comune a tutti i cittadini. Questi beni non appartengono all’Amministrazione ma a tutti i cittadini italiani. L’Amministrazione per ragioni contabili, ha perso di vista il bene comune, quel che gli interessa è fare cassa e tentare di far quadrare i conti. Diciamo tentare perché l’ultimo bilancio (2014) si è chiuso con un disavanzo di Amministrazione di 2,5 milioni.Nessuno ci ha mai spiegato cosa succederà quando non sarà rimasto più nulla da vendere. Nessuno ci assicura che nonostante le vendite il deficit non torni ad aumentare.Nessuno ci chiede cosa vorremmo fare con il ricavato delle vendite o almeno con una parte di esso. (Si chiama bilancio partecipativo.)Intanto si continua con le opere pubbliche non indispensabili, le spese a pioggia e l’indebitamento.I cittadini di Tolentino si ritrovano a fine 2014, con un debito cadauno, di € 1.433.Quanto ci è costata la recente rinegoziazione dei mutui di fine 2015? Nessuno, della maggioranza e opposizione, a parte qualche dichiarazione di circostanza, si è degnato di quantificare, con dati oggettivi, per informare i cittadini sulla convenienza o meno dell’operazione, di quanto fosse il maggior costo in termini di interessi e maggior debito lasciato a “chi verrà dopo”. Una manovrina finalizzata solo a poter spendere di più in questi 2 anni rimasti, fino alla fine del mandato.Operazione quest’ultima, utilizzata diffusamente da quei soggetti pubblici o privati che si trovano in gravi difficoltà finanziarie. Si allunga la scadenza e si diminuisce la rata, ovvero aumentano il debito e gli interessi. Il tutto aggravato dal fatto che non esiste nessun piano a medio lungo termine. Ogni scelta è condizionata e proiettata al massimo fino alla durata del mandato elettorale.E i diritti dei cittadini presenti e futuri? Le loro aspettative? Non contano.Continueranno a sdemanializzare? La stagione delle svendite è ancora aperta. La vendita del patrimonio su richiesta del privato, potrebbe rivelarsi molto redditizia: “chiedete e vi sarà dato… senza chiedere mai cosa ne pensano i legittimi proprietari.”
Da Jessica Marcozzi, capogruppo di Forza Italia in Regione, riceviamo:Si investa, a partire dai prossimi bandi, nelle fiere internazionali e si assumano tutte le iniziative utili a sgravare il lavoro delle nostre aziende e dei nostri artigiani sempre più impegnati in processi di apertura verso nuovi mercati esteri.Al riguardo presenterò una mozione consiliare. In un contesto globale in cui le partnership commerciali sono in costante mutamento e oscillazione, l'Amministrazione regionale fornisca agli artigiani e alle aziende marchigiane un concreto supporto per stabilizzare le costanti commerciali in ambito europeo e extraeuropeo e, al contempo, per intraprendere le fasi di approccio con mercati emergenti, perseguendo anche innovative forme di commercializzazione. Urge un tavolo di confronto a cadenza fissa tra le istituzioni regionali, sistema universitario compreso, e il mondo dell'artigianato e dell'impresa per monitorare e valutare la solidità reale o futuribile dei nuovi mercati internazionali. Impossibile non accorgersi, anche in virtù delle esperienze fieristiche in corso, su tutte TheMicam che sta registrando timidi ma incoraggianti segnali di crescita in termini di visite, come per i singoli mercati di esportazione vadano consolidati i rapporti con quelli russo e cinese che per specifici e vari motivi hanno presentato nell'ultimo periodo delle flessioni. Inoltre vanno presi in considerazione altri mercati strategici, primo fra tutti quello degli Stati Uniti d'America sia per le sue dimensioni sia per la sua continua crescita. Altri mercati come l'Iran potrebbe rappresentare, in un futuro prossimo, un importante sbocco commerciale per il nostro manifatturiero ma complessa situazione politica internazionale richiede la massima prudenza che non esclude anzi necessita da subito un approccio di studio e progettualità per essere pronti a sviluppare le nostre potenzialità commerciali. La politica fieristica deve tenere conto della distinzione tra le varie gamme di prodotti, dal Luxury alla media qualità, passando per l'alta qualità. All'Amministrazione regionale competono dunque azioni mirate, prima fra tutte il sostegno alle fiere internazionali, in primis mediante opportuni investimenti tesi a favorire il contatto tra le nostre aziende e i bacini commerciali, presenti e futuri. Si consenta, altresì, alle nostre aziende di essere sgravate dai fardelli fiscali, a partire dalla defiscalizzazione dei campionari, e quindi di essere sempre più competitive e libere di lavorare per l'alta qualità e l'eccellenza espresse dal Made in Italy e, in questo caso, per quanto ci riguarda, dal Made in Marche.
In risposta all’ondata di furti ed illegalità diffusa che interessa il nostro territorio, è stato promosso dalla Prefettura di Macerata ed avviato il progetto del “controllo del vicinato”.Questo progetto prevede una collaborazione da parte dei cittadini nel controllo del territorio, con il supporto delle amministrazioni comunali e delle Forze dell’ordine.Aumentano i Comuni che entrano a far parte del progetto, tutti con l’obiettivo di prevenire e reprimere gli episodi di criminalità, attraverso una stretta collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine.Ieri, 15 febbraio 2016, alle ore 18,30, presso la Sala Consiliare del Comune di Treia, si è tenuto un incontro di confronto e di condivisione di questo progetto: i cittadini saranno attori di una nuova politica improntata alla sicurezza sociale, saranno cittadini solidali e grazie a questa collaborazione con le Forze dell’ordine, sarà possibile autodifendersi.L’attivazione del progetto “controllo del vicinato” permetterà ai cittadini di presidiare il proprio ambiente naturale, continuando a vivere la quotidianità con una maggiore consapevolezza di quello che accade intorno a sé e con una percezione maggiore del senso di vicinanza. Basteranno piccoli accorgimenti per aumentare il controllo del vicinato, come guardare meglio cosa succede fuori casa, in modo particolare quando abbaiano i cani o quando qualcuno parla concitatamente sotto casa, avvertire il vicino che si sarà assenti per un certo periodo, in modo tale da poter considerare anomali eventuali rumori provenienti dalla propria abitazione …Sarà fondamentale impegnarsi a segnalare comportamenti e presenze sospette, questo sarà possibile utilizzando anche tecnologie informatiche e comunicative di messaggistica istantanea: l’applicazione “Whatsapp” è uno strumento idoneo a sperimentare lo scambio di informazioni.I cittadini che si accorgono di movimenti sospetti, di persone che si aggirano nel quartiere guardandosi troppo in giro, di auto o moto insolite nella zona … ora avranno modo di comunicare queste informazioni, di condividere foto e file audio. Tutti potranno dare informazioni al referente che a sua volta avrà un contatto con le Autorità locali di pubblica sicurezza.
Trasferire con urgenza il punto nascita dell'ospedale Salesi al sesto piano dell'ospedale di Torrette e rivedere parzialmente il progetto del nuovo materno-infantile per riorganizzare spazi, percorsi e funzioni, realizzando un ospedale pediatrico di alta specializzazione, collegato alla struttura dell'ospedale regionale, per una maggiore ottimizzazione dei servizi. È questo l'impegno chiesto Presidente della Giunta regionale con l'approvazione della mozione a firma del Presidente del Gruppo PD in Regione, Gianluca Busilacchi, del Presidente della Commissione Sanità, Fabrizio Volpini e del consigliere regionale Enzo Giancarli, approvata oggi nel corso della seduta dell'Assemblea legislativa delle Marche. "L'ospedale Salesi – ha ricordato Busilacchi – esiste da più di cento anni ed è un punto d'eccellenza del servizio sanitario regionale e anche a livello nazionale. Un punto di riferimento imprescindibile anche per il centro-sud, dove non ci sono strutture pediatriche così all'avanguardia. Possiamo contare su alcuni servizi di eccellenza internazionale per i bambini: uno su tutti, la cardiochirurgia pediatrica, che registra un tasso di mortalità dello 0%. Speriamo che l'investimento in queste strutture permetta di mantenere questo alto standard. L'attuale struttura del materno-infantile – ha messo in luce il Presidente del Gruppo PD – non è più all'altezza di fornire servizi adeguati alle aspettative, mentre merita di essere all'avanguardia. In questo senso, ritengo opportuno e doveroso sottolineare il merito di questa Giunta, in particolare del Presidente, non solo di aver capito l'urgenza del tema, ma di averlo sbloccato dal punto di vista politico, prevedendo piccole varianti al progetto definitivo che lo migliorano e consentiranno di produrre alcuni milioni di euro di risparmio e passare alla fase attuativa. C'è un finanziamento ministeriale di circa 22 milioni di euro che scade tra poco più di un mese – ha spiegato Busilacchi – e per chiederne una proroga bisogna produrre al Ministero la documentazione che attesti la volontà della Regione di andare avanti. Esiste già un progetto definitivo da cui ripartire approvato lo scorso marzo dalla Conferenza dei servizi e che situa il Salesi nell'area dell'ospedale di Torrette, con una palazzina autonoma rispetto alla struttura dell'ospedale regionale, con un collegamento ponte. Una scelta strategica che il PD marchigaino ha sempre condiviso. Finora, al contrario, non c'era certezza delle risorse per far partire la gara, si parlava di spostamento temporaneo e c'erano dei nodi legati ad alcuni aspetti del progetto. La Giunta ha sbloccato la situazione sciogliendo tutti questi nodi. La variazione del progetto già approvato è la scelta strategica migliore – ha sottolineato Busilacchi –. C'era chi proponeva di ripartire da zero, buttando così a mare molti anni oltre ad esporre la Regione al rischio di danno erariale. La separazione della struttura pediatrica da quella di ginecologia-ostetricia consente di potenziarle entrambe, con maggiori spazi a disposizione rispetto al progetto originario ed una migliore valorizzazione dei servizi, sia pediatrici che ginecologici. Questo atto di indirizzo del Consiglio è necessario proprio per far sì che la Giunta predisponga la delibera che chiede la variazione del progetto. Inoltre – ha concluso il capogruppo PD, – la chiusura del punto nascita di Osimo porterà nuovi parti sul territorio ed è ipotizzabile che molti saranno dirottati su Ancona, quindi questa soluzione per il Salesi va anche nel senso della riforma sanitaria". Busilacchi, a seguito dell'approvazione della mozione, ha quindi inviato la Giunta ad approvare al più presto la delibera per convocare la Conferenza dei servizi, già nelle prossime settimane, al fine procedere con l'ottenimento dei finanziamenti ministeriali. Sulla stessa linea del capogruppo anche l'intervento del Presidente della Commissione Sanità, Fabrizio Volpini, che ha rimarcato come il Salesi “necessita di una risposta adeguata ed appropriata ed il trasferimento a Torrette è la prospettiva migliore. Il Salesi è l'ospedale pediatrico di tutta la regione, non solo di Ancona e se riusciamo a rilanciarlo con attrezzature e professionalità nuove potrebbe competere con ospedali più blasonati come quello di Firenze e quello di Genova. Questa è la sfida che abbiamo di fronte”.
"La Regione Marche è e resta contraria all'inceneritore". Lo ha ribadito l'assessore all'Ambiente Angelo Sciapichetti rispondendo a due interrogazioni 'fuori sacco', una della Lega nord, l'altra del gruppo misto, in merito a una mozione, approvata all'unanimità dall'aula il primo dicembre 2015, che impegnava la Giunta "a esprimere parere negativo in sede di Conferenza Stato-Regioni alla realizzazione, nel territorio marchigiano, di qualsiasi inceneritore e di qualsiasi capacità che sia disposta o prevista in attuazione dell'art.35 del decreto legge n.133 del 2014 ("Sblocca Italia"), e nonché a orientare il sistema gestionale regionale dei rifiuti verso lo scenario 'recupero di materia'". Ma - secondo gli interroganti - questo pronunciamento "è stato disatteso nel corso della Conferenza Stato-Regioni e da parte delle Marche è stato formulato un parere opposto. Il 4 febbraio la stessa Conferenza ha fornito il via libera al decreto sugli impianti inceneritori con i soli parere negativi di Lombardia e Campania". (Ansa)
Il Consiglio comunale di San Severino nell’ultima seduta ha deciso di destinare il gettone di presenza dei partecipanti all’Assise a sostegno di una bella e importante iniziativa di solidarietà lanciata dal Consiglio Comunale dei Ragazzi.Si tratta di una raccolta fondi a sostegno di Aissatou Diallo, una giovane alunna frequentante la 1^C della scuola media. La ragazzina deve sottoporsi a Lione, in Francia, a una serie di interventi chirurgici per una gravissima forma di scoliosi. La sua famiglia non riesce, da sola, ad affrontare le notevoli spese che le cure richiedono. Chi intende contribuire alla giusta causa può rivolgersi direttamente alla dirigenza dell’Istituto comprensivo “Tacchi Venturi”. Intanto prosegue, è stata lanciata sempre dal Consiglio Comunale dei Ragazzi ed ha trovato pieno appoggio anche dalla Caritas vicariale, anche l’“Operazione Aylan”, una raccolta di abbigliamento, coperte, pannolini, alimenti per bambini, latte in polvere, materiale scolastico e giocattoli da inviare ai campi profughi fra Siria e Turchia, dove tanta gente in fuga dalla guerra si trova a vivere questo bruttissimo momento della propria vita. I materiali vengono raccolti a scuola e nella sede della Caritas. Chiunque può aderire, tenendo presente che viveri, vestiario e quant’altro saranno consegnati tramite l’organizzazione Onsur (www.onsur.it).
Il Movimento Cinque Stelle di Macerata presenterà nel prossimo consiglio comunale di lunedì 22 febbraio una mozione per istituire a Macerata il "baratto amministrativo", previsto tra l’altro dalla legge dello Stato n°164 del 2014, che all'art. 24comma 1 recita : "I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere. L'esenzione è concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attività individuate dai comuni, in ragione dell'esercizio sussidiario dell'attività posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute". "Crediamo fortemente che il Baratto Amministrativo, appositamente regolamentato" si legge in una nota del Movimento Cinque Stelle "possa avere un ruolo importantissimo sia per l’amministrazione che per i cittadini. L’Amministrazione, in un momento difficile per gestire il patrimonio pubblico, avrà un supporto pratico nella cura e l’abbellimento della città; i cittadini potranno rendersi utili in cambio di uno sconto sulle tasse comunali. Di fondamentale importanza per noi è però un terzo aspetto e cioè il probabile incremento del senso civico che il Baratto Amministrativo potrebbe innescare. Crediamo infatti che quei cittadini che in qualche modo vorranno rendersi utili alla città avranno una tale soddisfazione nel veder fruiti luoghi che cureranno, che l’aspetto economico passerà in secondo piano e continueranno in questa loro opera civica anche senza incentivi economici. Vari comuni italiani hanno regolamentato il Baratto Amministrativo e l’impostazione non è sempre la stessa. Alcuni comuni hanno pensato di agevolare solamente le persone in difficoltà col pagamento delle tasse locali, altri hanno pensato di premiare anche quei cittadini che presentino progetti interessanti di collaborazione, altri ancora hanno pensato di utilizzare il Baratto amministrativo anche per la cura e tutela delle persone più disagiate (accompagnare le persone anziane a fare la spesa, compagnia e aiuto in piccole faccende domestiche, ecc.). Nella speranza che la nostra mozione sia approvata all’unanimità crediamo che sapremo insieme trovare una sintesi tra le varie posizioni per far sì che i cittadini e l’amministrazione ne traggano vantaggio".
Filo diretto col territorio. Per un percorso di riforme condiviso e partecipato. È questo il cardine attorno cui si sviluppa il progetto della campagna informativa “Le strade delle riforme”, voluta dal Partito Democratico delle Marche e dal Gruppo consiliare PD in Regione e che prenderà il via questa settimana. L'iniziativa è stata presentata oggi ad Ancona con una conferenza stampa.“Due volte l'anno, per tutta la durata della legislatura – ha spiegato il segretario regionale del PD Marche, Francesco Comi –, insieme al nostro Gruppo in Consiglio regionale, saremo nei comuni marchigiani per una campagna informativa, rivolta agli amministratori e ai cittadini, sulle riforme che il governo regionale sta facendo e che intende fare. L'obiettivo è attraversare tutte le Marche, ogni provincia, ogni comune, giorno dopo giorno, non solo prima delle elezioni, iniziando in questa prima tornata, che prevede nove tappe, con i comuni nei quali abbiamo rilevato più bisogno di confronto. Il PD – ha aggiunto il segretario Comi –, non ha paura del confronto, non ha timore di misurarsi sui temi, anche difficili, che la riforme impongono e soprattutto vuole essere il motore del cambiamento, guidare da protagonista il percorso delle riforme, non subirlo. Sanità, acqua, rifiuti, trasporti, accorpamento di Comuni e Regioni, riordino delle Province, infrastrutture, ambiente... sono i temi che necessitano e meritano di essere approfonditi. E vogliamo farlo guardando negli occhi le persone della nostra comunità, amministratori locali in primis”.L'idea di andare sul territorio, con una propensione all'apertura e al coinvolgimento diretto, poggia sulla volontà di creare un canale comunicativo diretto tra il territorio, amministrato e la Regione, amministratore. Per questo il Gruppo consiliare del PD ha un ruolo di primo piano in questo progetto.“Questa campagna informativa – ha sottolineato il Presidente del Gruppo PD, Gianluca Busilacchi – è un'iniziativa congiunta del Gruppo e del partito, che andranno a braccetto per tutta la legislatura. Siamo l'unico partito rimasto e vogliamo valorizzare questo gioco di squadra Gruppo-partito, positivo per entrambi. Vogliamo costruire una chiara linea del PD in Regione, quindi le nostre iniziative, come Gruppo, non saranno la sommatoria delle iniziative dei singoli consiglieri, ma rientreranno in una linea politica, che costruiremo insieme al partito, agli iscritti e ai simpatizzanti. Una costruzione dal basso, dai territori, obiettivo di questa campagna informativa, che servirà anche per spiegare ai cittadini le azioni che il PD mette in campo a livello di governo regionale. Stare sui territori ci permetterà, poi, di far emergere con chiarezza le priorità da qui al 2020, cinque o sei idee chiave dentro cui inscrivere le iniziative e l'azione del PD. È giusto – ha concluso Busilacchi – che il sostegno alla Giunta regionale non sia un sostegno passivo, ma una collaborazione attiva, fattiva, frutto anche delle proposte di chiara impronta PD”.“Questa campagna – ha tenuto a marcare il vice segretario, Gianluca Fioretti, intervenuto in conferenza – evidenzia il ruolo attivo del PD nei confronti della Giunta e del Gruppo consiliare, un modo per seguirsi a vicenda e confrontarsi in un rapporto continuo, iniziato con la costruzione del programma di governo e che prosegue con questa campagna informativa. Una campagna che ci permetterà di realizzare un importante confronto tra il PD, gli amministratori locali e le loro Comunità. Il PD è l'unico partito strutturato delle Marche che affronta nel merito i temi più urgenti, ci prendiamo questa responsabilità”.“Tutti i livelli istituzionali del partito parteciperanno a questa campagna – ha rimarcato il Presidente del PD Marche, Stefano Stracci –. Il partito, infatti, non è solo il luogo dove si sceglie la classe dirigente, dove si fanno le primarie, ma è il luogo dove si condividono le politiche, per cui questa sarà una campagna corale, del partito insieme ai nostri esponenti in Consiglio regionale, per dare il senso del governare insieme la regione Marche”.Primo appuntamento della campagna informativa sarà il 17 febbraio, nel comune di Falconara Marittima, presso il Centro Cultura “Piero Pergoli”, in Piazza Mazzini, alle ore 21.00. Seguiranno poi Civitanova Marche (25/2), Urbino (01/03), Tolentino (03/03), Jesi (08/03), Fabriano (10/03), San Benedetto del Tronto (17/03), Fermo (23/03), Fano (06/04).
"Sulla sanità non si scherza. E fin quando avrò fiato denuncerò una situazione vergognosa": Anna Menghi ci va giù pesante e, insieme ai rappresentanti del comitato che porta il suo nome e ai rappresentanti della Lega Nord, punta il dito dritto contro il sindaco di Macerata, Romano Carancini.Oltre ad Anna Menghi, alla conferenza stampa indetta a Macerata erano presenti Gabriella Repupilli del comitato, Giordano Giampaoli (commissario della Lega Nord per la provincia di Macerata) e il consigliere regionale Luigi Zura Puntaroni."Ho presentato due interrogazioni e una mozione da discutere nel prossimo consiglio comunale" dice Anna Menghi "perchè la situazione della sanità è veramente una tragedia. E, soprattutto, il Sindaco del Comune capoluogo è mancato completamente. Qui dobbiamo ragionare in termini di territorio e Macerata ha il compito di essere un punto di riferimento in materia di sanità.Invece, si tira fuori la storia della costruzione del nuovo ospedale che altro non è se non un modo per distrarre la gente dai problemi reali. La questione del nuovo ospedale serve per distogliere l'attenzione dal comportamento di una Regione che con il suo comportamento schizofrenico sulla sanità sta distruggendo interi territori.La mia lista civica da quindici anni si è sempre occupata di sanità e anche stavolta non possiamo tacere su questo tentativo di distrarre l'opinione pubblica. Ci sono troppe cose che non vanno. Basti pensare alle camere operatorie al sesto piano dell'ospedale di Macerata che non hanno mai funzionato o alle liste d'attesa. Insomma, non possiamo tacere oltre. Gli stessi operatori sanitari sono costretti a lavorare in una situazione di grandissima difficoltà.Il sindaco di Macerata non può pensare che ci dice che si fa l'ospedale nuovo e chiude la questione. Sulla sanità non si scherza".
Da Marco Romagnoli, consigliere comunale del Pd a Tolentino, riceviamo:"E’ proprio vero che a volte la fantasia supera la realtà. Chi tra di noi, leggendo delle innumerevoli alienazioni di beni pubblici disposte dalla Giunta Pezzanesi per far quadrare lo sgangherato bilancio, non ha mai scherzosamente esclamato “tra un po’ questi venderanno il palazzo comunale o qualche piazza”? Ebbene, eccoci serviti. Con la delibera n.19 del 18/01/2016 l’amministrazione comunale ha deciso di sdemanializzare circa 100 metri quadrati di Piazza Martiri di Montalto per poi provvedere “all’inserimento di tale bene nel piano delle alienazioni e valorizzazione del patrimonio comunale”. Dopo la farmacia, l’asilo nido “Green”, il palazzo dei lavori pubblici, la ex centrale dell’Addolorata (e tanto altro ancora), finisce sul mercato, quindi, anche un pezzo di Piazza Martiri di Montalto. Si dice, in delibera, che questa porzione della piazza non ha più un uso pubblico diretto e che potrebbe avere valore commerciale, se venduta ad attività commerciali presenti nella zona. Ci permettiamo di dissentire. E’ una follia vendere un pezzo di una piazza storica come quella in questione. Se davvero si sarebbe voluto aiutare i commercianti che si affacciano su tale frustolo, vista la grande capacità imprenditoriale con la quale combattono quotidianamente la crisi dilagante, tale area si sarebbe dovuta concedere loro in comodato gratuito ponendo a carico degli stessi, semmai, l’onere della pulizia e della manutenzione. Quello spazio sarà poi delimitato da una recinzione e quindi non più fruibile liberamente dai cittadini? Senza recinzione, come difenderemo gli stessi commercianti che si vogliono aiutare dalla quotidiana sosta selvaggia di auto, visto che la Polizia Locale non potrà intervenire in uno spazio privato? L’operazione non ha senso. Non risulta, tra l’altro, che da questa ulteriore vendita possano derivare così tanti soldi da essere impiegati, magari, nel recupero del centro storico. E’ per questo che, da cittadino, voglio che Piazza Martiri di Montalto resti per la sua interezza di proprietà dei tolentinati. Se questo è il modo di aiutare il commercio nel centro storico mi si permetta di considerarlo un po’ bizzarro. Se mi si consente la battuta si è vicini alle capacità di immobiliarista del mitico Totò. Vigiliamo sulle nostre fontane!"
Campagna d’ascolto Macerata che sarà atto secondo. Questa mattina, in un’affollata sala Giunta, dopo i rappresentanti delle associazioni cittadine, i protagonisti del nuovo incontro per costruire insieme la Macerata del futuro sono stati gli ordini professionali, i sindacati e le associazioni di categoria.Ad introdurre il momento di confronto e di partecipazione è stato il sindaco Romano Carancini: “Ci piacerebbe andare oltre questo tempo - ha detto il,primo cittadino - e gli obiettivi specifici dell’Amministrazione comunale e fare un discorso sulla città fruttuosa, fuori dalle appartenenze politiche e dalla campagna elettorale ormai alle spalle. Vogliamo ascoltare quello che potrebbe essere per voi il pensiero di città del futuro, idee, spot, parole chiave orientate verso il domani. Questa è una fase di svolta per Macerata, decisiva per cogliere il rilancio che sembra profilarsi all’orizzonte. In questo percorso c’è una buona opportunità che è rappresentata da un bando regionale a respiro europeo che dà un’occasione alle città marchigiane, e Macerata vuole competere per questo, di misurarsi su un progetto di vivibilità e sostenibilità attraverso i finanziamenti ITI (Investimenti Territoriali Integrati). La partecipazione a questo progetto non finisce qui, non è una fase cristallizzata, ma ha un dopo e una sua dinamicità”.Presenti all’incontro Andrea Cirilli per l’Ordine dei commercialisti, Renzo Tarutuferi per quello degli avvocati, Americo Sbriccoli per i medici, Silvano Iommi e Mario Sensini per gli architetti, Paola Passeri e Roberto Crucianelli per il Collegio dei geometri, Daniel Taddei e Antonio Marcucci per la Cgil, Piergiorgio Gualtieri, Massimo Corvatta e Silvia Spinaci per la Cisl, Manuel Broglia per la Uil, Gianni Niccolò per Confindustria, Letizia Carducci per la Confcommercio, Federica Carosi per la Cna e Michele Spagnuolo per PlayMarche srl.Dopo l’introduzione e l’illustrazione delle linee guida da parte dello staff della InnoThink incaricata di seguire l’intero progetto Macerata che sarà, composto da Massimiliano Colombi, Marco Mercatili, Emanuele Frontoni e Andrea Giaconi, professionisti in campo sociologo, tecnologico, economico e progettuale, si è aperta la fase propositiva dell’incontro.Coro unanime di apprezzamento da parte di tutti i presenti per le modalità partecipative messe in campo dall’Amministrazione con la campagna d’ascolto e tantissime le idee per la Macerata del futuro. Proposte che parlano innanzitutto di Macerata nel suo ruolo di capoluogo, come punto attorno al quale riorganizzare il territorio, come capofila di un laboratorio a cielo aperto.E’ stato detto che le tante sensibilità accentrate sulla cultura dovrebbero riguardare anche il campo economico, che occorre porre attenzione al futuro dei giovani, puntare sulla diversità che Macerata rappresenta rispetto ad altre realtà e riuscire a vendere meglio le nostre eccellenze e l’immagine identitaria della città, guadare di più alle imprese, coniugare artigianato tradizionale e tecnologia per fare passi in avanti, esigenza di formazione. E ancora proposte sul fatto che a Macerata occorre investire in beni relazionali, sulla rigenerazione urbana, sulla sostenibilità, che per allontanare il rischio di frantumazione dei soggetti e di interessi bisogna innescare la simbiosi con il territorio. E ancora viabilità adeguata per scongiurare l’isolamento, per il turismo migliorare l’ospitalità e l’accoglienza anche attraverso specifiche regolamentazioni, partenariato pubblico – privato, internazionalizzazione e capacità sinergica di lavorare insieme.La campagna d’ascolto proseguirà nei prossimi giorni con incontri già calendarizzati e che vedranno al centro gli organi di informazione, i consiglieri comunali e le circoscrizioni, per arrivare al 9 marzo quando, al Teatro Lauro Rossi, verrà organizzata un’occasione pubblica.
"Dopo appena 3 mesi di lavoro contiamo già molti iscritti. Abbiamo tutte le carte in regola per puntare in alto. Perche fermarsi?" Con queste parole hanno aperto la conferenza stampa Simone Livi, segretario politico del neonato movimento politico "Azione in movimento", e il presidente Eraldo Mosconi, il quale afferma, inoltre, che il loro progetto è un movimento politico-culturale in quanto, proprio la politica e la cultura sono alla base della vita di ogni cittadino.Sono state già fissate alcune date in cui, il direttivo del movimento, terrà dei meeting informativi sui vari traguardi che il gruppo vuole raggiungere. La prima data è il 26 febbraio, venerdì, location ancora da decidere. Il tema di questo primo incontro sarà l'immigrazione, "problema molto serio e più vasto di ciò che si pensa".Il congresso si svolgerà il 9 aprile, sabato, in cui tutti coloro che hanno aderito al movimento potranno intervenire per dare idee e commentarne l'operato. Poi ci saranno altre date a maggio e giugno. Quello di maggio sarà un incontro dedicato alla sicurezza e all'abbattimento della microcriminalità, in cui il presidente Eraldo Mosconi chiederà, tramite una lettera aperta, pene certe per chiunque non rispetta le leggi, più risorse economiche e maggiori mezzi per le forze dell'ordine, più fondi per la videosorveglianza; quello di giugno, invece, sarà un meeting che vedrà come tema cardine la salute dell'ambiente e l'inquinamento del mar Adriatico."Ci si aspetta maggiore senso civico.- dice Simone Livi - I giovani devono capire e fare il passaggio da senso civico a impegno civico, solo così si può arrivare ad avere una grande città".
Dopo aver tolto dalle pastoie burocratiche le pratiche che dal 2009 impedivano la realizzazione del nuovo sottopasso ciclo-pedonale del Lungomare Nord, l'Ufficio tecnico del Comune di Civitanova ha finalmente dato il nulla osta per l'avvio dei lavori del tunnel, opera di fondamentale importanza per l'accesso al litorale IV Novembre.Questa mattina, in Comune, l'assessore ai Lavori Pubblici Marco Poeta, l'ing. Stefano Stefoni (dirigente), Roberto Guarnieri, Simone Salvatelli e Marco Schiavoni hanno mostrato ai giornalisti le planimetrie e il progetto cui la ditta Pro.ge.co di Muccia, che ha vinto la gara di appalto, si atterrà per arrivare al completamento dell'opera entro sei mesi.Lo stesso assessore Poeta ha fornito un excursus per ripercorrere il lungo e complicato iter a cui l'Ente comunale, proprietario del sottopasso, ha dovuto metter mano. “Non c'era il nulla osta delle Ferrovie – ha detto – le procedure di esproprio erano assenti, c'era in atto un contenzioso, quindi possiamo dire che quello del 2009 era più che altro uno spot elettorale. Siamo stati costretti a proporre un nuovo progetto per adempiere a tutte le prescrizioni e questo ci è costato circa 300 mila euro in più rispetto ai 850 mila iniziali (è già stato acceso un mutuo), ma ci siamo assunti il rischio di iniziare i lavori perché sarebbe stato un ulteriore costo rimandarli a settembre. Con la famiglia Sgariglia inoltre abbiamo raggiunto un accordo per usufruire della corte del condominio in modo da ridurre in maniera minima i disagi legati all'afflusso di persone verso la spiaggia durante la stagiona estiva”.Il sottovia ferroviario sarà aperto all'altezza degli stabilimenti balneari San Marco e Golden Beach e al km 245+487 della linea Ancona-Pescara e sarà realizzato nel rispetto della normativa vigente sulle barriere architettoniche.