Dal senatore Remigio Ceroni (Forza Italia) riceviamo:Il resoconto delle comunicazioni del Presidente Ceriscioli al Consiglio Regionale di ieri, fa venire da piangere.Più volte abbiamo chiesto al Presidente Ceriscioli di passare la mano e affidare la delega dell'assessorato alla sanità a persone più competenti e con disponibilità di tempo adeguata.Pur ammettendo che la sanità gli impedisce ad esempio di attivare il SUAM, la stazione unica appaltante per gestire oltre 3000 appalti, e che garantirebbe di risparmiare soldi pubblici e maggiore trasparenza per ora nessun passaggio di consegne, anzi maggiore controllo attraverso il segretario generale della regione Costa.Ci resta difficile capire il perché, tuttavia ci sono altre cose che stupiscono di più.Il governatore ha detto "è giusto tenere un atteggiamento di grande cautela che non vuol dire una condanna preventiva delle persone coinvolte".Ma questo vale solo per il PD e per sè.Infatti i dirigenti della sanità marchigiana indagati sono stati messi fuori gioco.Ha poi chiarito che l'eventuale illecito finanziamento durante la sua campagna elettorale, riguarda il PD.I fatti comunque lasciano un alone di dubbi, di incertezze e delle domande ci vengono spontanee: Il Presidente Ceriscioli ha ricevuto dei finanziamenti per la sua campagna elettorale, regolarmente dichiarati, da aziende che intrattengono rapporti economici per forniture e servizi con il servizio sanitario regionale. Tali aziende non risulta abbiano finanziato altri partiti e altri candidati. Perché? Baldantoni ha organizzato la campagna elettorale solo per il PD o anche per il candidato presidente Ceriscioli? I finanzieri hanno preso un abbaglio essendo il contributo in questione regolarmente registrato nel rendiconto delle spese elettorali?
Il Movimento 5 Stelle Tolentino organizza, per venerdì 29 aprile, presso l’auditorium della Biblioteca Filefica, in Largo Fidi 11, un incontro con la cittadinanza sul tema del piano parcheggi. La concessione della sala per l'incontro è stata confermata."Mostreremo, dati alla mano, come l’Amministrazione" si legge in una nota "perseveri nel suo vizio di raccontare le cose a modo suo. Parleremo degli aspetti “oscuri” della vicenda, di quali saranno realmente, al netto della propaganda del Sindaco, i benefici per i cittadini e quali, per contro, gli svantaggi. Cercheremo di spiegare le alternative possibili. Cogliamo l’occasione per rinnovare l’invito ad aderire alla raccolta firme contro il piano parcheggi promossa dai commercianti della città per dire “no” all’ennesima operazione scellerata che rischia di impoverire la città".
Da Andrea Caprodossi, segretario del Pd di Camerino, riceviamoLa questione che oggi poniamo all’attenzione del Sig. Sindaco e di tutta la cittadinanza riguarda la musica come attività culturale del nostro Comune. In particolare, l’attività dell’Accademia del Clarinetto, beneficiaria in poco tempo di ingenti risorse economiche e materiali, che l’attuale amministrazione comunale ha voluto prendere a paradigma di tutta la musica a Camerino, come dimostrano anche i ripetuti (e spesso stucchevoli) comunicati che occupano la stampa locale.La questione è duplice: economica e culturale.Appare innanzitutto sproporzionata la cifra concessa dall’amministrazione comunale all’Accademia del Clarinetto, vale a dire 105.000€ più spese teatrali e annessi in due anni, rispetto a quanto percepiscono le altre associazioni culturali camerti, musicali e non.Riguardo al secondo aspetto, strettamente legato al primo, l’attività dell’Accademia consiste, di fatto, nella realizzazione di concerti di clarinetto. A partire dal gennaio 2015 c’è stata a Camerino una raffica di concerti dedicati a questo strumento, mentre non si è sentito più parlare dei corsi pre-accademici: che fine hanno fatto questi ultimi ? Come vengono utilizzati gli ampi ambienti del Palazzo della Musica, scuola di musica “N. Biondi” a parte, originariamente destinati a questo scopo ? Molte associazioni camerti non hanno nemmeno la sede in violazione dell'art. 6 comma 2 dello Statuto comunale, che obbliga il Comune a garantire a tutte le associazioni pari opportunità!Inoltre, queste pur rispettabili iniziative, hanno contestualmente causato la perdita di un evento consolidato a livello internazionale (il festival internazionale di musica e teatro da camera), snaturato e fagocitato dai clarinetti.I comunicati stampa parlano di attività didattiche. I corsi di clarinetto, programmati nell’estate 2015, secondo le previsioni dei promotori avrebbero dovuto portare a Camerino 1.500 studenti (poi il tiro fu aggiustato nei successivi comunicati). Invece, ci risulta che non ci sia stata un’apprezzabile ricaduta a livello commerciale, vera motivazione di questa operazione, che proprio per questo aspetto aveva incontrato all’inizio il favore di molti. Sarebbe andato bene anche un evento legato a qualunque strumento (persino l’ottavino!), per intenderci, se ciò fosse stato utile a ridare ossigeno alle casse degli operatori economici camerti.E allora, viste le ingenti risorse messe in campo, non sarebbe stato opportuno investire su una tematica più legata alla cultura e alla storia della città? Scegliere la natura dell’investimento in maniera condivisa, ad esempio in sede di Consiglio piuttosto che di Giunta comunale? Pensiamo ad esempio, per rimanere in campo musicale, all’immenso patrimonio organario delle nostre terre che andrebbe valorizzato con concerti conferenze convegni e rassegne, oppure ad eventi collegati alla rievocazione della Corsa alla Spada (che quest’anno godrà di finanziamenti di gran lunga inferiori a quelli sopra citati), al premio Betti (che dopo anni di silenzio avrà fondi ridotti) o a manifestazioni a carattere nazionale da organizzare in collaborazione con Unicam: in ogni parte d’Italia si sprecano i festival di letteratura, scienza, filosofia, della mente… che richiamano tantissima gente, dagli interessi più vari, e che hanno risalto sulla stampa nazionale.Con tutto il rispetto per il clarinetto, si poteva ragionare su un’offerta culturale di livello superiore.
Il Partito Democratico rende noto che i propri consiglieri comunali, dando seguito al proprio intendimento preannunciato nel corso della seduta consiliare dello scorso 11 aprile, hanno inviato al Dott. Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, un esposto "contro la concessione per la gara e dei beni oggetto di realizzazione funzionali esclusivamente all’aumento dei parcheggi a pagamento ed alla durata della concessione come deliberato dall’amministrazione Pezzanesi nella citata seduta consiliare". "L’esposto" si legge in una nota "è stato formulato previa consulenza di un esperto in materia di appalti che ha valutato fondate le motivazioni dei consiglieri del PD e quindi tecnicamente e palesemente ineccepibile quanto ivi contenuto puntualizzando, tra l’altro in particolare: - la sottostima del valore di concessione da 400 mila ad oltre 800 mila euro l’anno di ricavi; - l’inserimento del parcheggio di San Catervo di proprietà del Seminario vescovile con pagamento del canone per 25 anni da parte del Concessionario al Seminario stesso; - l’eccessiva durata della concessione in rapporto al numero degli stalli di sosta a pagamento rispetto all’ammontare delle opere ed al canone annuo ai fini della determinazione “”dell'ordinario”” e non speculativo “”utile di impresa””: un equo compenso al massimo per i lavori richiesti (comunque da realizzare per l’incremento dei parcheggi a pagamento) può essere determinato in un periodo massimo di 10 anni. L'auspicio è che l'azione politica, se sbagliata come nel caso di specie, venga arrestata da un sano e doveroso ripensamento a prescidendere da pronunciamenti delle varie Autorità. L’operazione parcheggi è una rapina a danno dei cittadini di Tolentino. Faremo, comunque, di tutto affinchè questa operazione non si concretizzi!".
"Porto Recanati città mia" è lo slogan usato dalla coalizione PD Porto Recanati, Alternativa Civica e Paese Vero a sostegno di Giovanni Giri, preside dell'ITIS "E. Mattei" di Recanati e candidato sindaco per le prossime elezioni del 5 giugno.Presso la gelateria "Giorgio" di Porto Recanati é lo stesso Giri a spiegare il simbolo e quali saranno le linee guida del programma.Inizia citando De Gaspari: "Politica vuol dire realizzare ed è questa la filosofia che guiderà il progetto per i prossimi 5 anni se saremo eletti".Continua spiegando l'accostamento di "città mia" a Porto Recanati, "città" intesa come quello che potrà essere e diventare Porto Recanati e "mia" per rimarcare il senso di appartenenza alla città non solo da parte di chi sarà eletto ma anche da parte di tutti i cittadini.Nel simbolo sono inoltre presenti diversi monumenti o simboli portorecanatesi come il Castello Svevo, le scuole Diaz, il capannone Nervi, solo per citarne alcuni, simboli che vanno rivisti per rilanciare il paese. Parola d'ordine sarà "qualità", qualità di vita, rispetto per l'ambiente, più cultura, più lavoro e una maggiore sicurezza. Giri si propone, insieme alla sua coalizione, di essere un'alternativa dopo un quindicennio che ha portato il blocco delle crescita di Porto Recanati, punta molto sul dialogo e sull'ascolto che sono i mezzi per rinnovare. Riguardo alla squadra che lo aiuterà, ha affermato che ci saranno diversi giovani e che sarà per loro un educatore insegnando a loro i principi di lavoro, sacrificio, condivisione e ascolto.
Continua ad essere ancora molto fitta la nebbia che sta ricoprendo San Severino in questa fase pre elettorale. Nuovi nomi e nuove smentite si susseguono giorno dopo giorno, creando sempre più confusione negli elettori che si trovano sommersi in un surreale silenzio generale. L'unica fonte di notizie sul tema elezioni finora è la pagina Facebook "Comunali- San Severino Marche 2016" di Gianluca Gelsomino. Tante le liste che dovrebbero presentarsi, poche ancora le certezze. “Questa è una situazione anomala - ci ha confessato Massimo Panicari, candidato sindaco della lista "Città e Borghi"- a dimostrazione che negli ultimi dieci anni la politica non è riuscita a dare risposte concrete alle istanze del paese. Che ci siano così tante liste sicuramente denota un bel risveglio di coscienze, ma allo stesso tempo porterà chiunque andrà a governare a rappresentare solo una piccola parte dei cittadini, creando magari qualche problema in più“. Nella nebbia, però, si comincia a sentire il rombo di qualche motore: la lista "Città e Borghi" è quasi completa, “stiamo lavorando per trovare altri due o tre soggetti che la completino - ha aggiunto Panicari - e il 5 maggio la presenteremo ufficialmente“.Nel frattempo dallo staff di Beppe Grillo è arrivata la certificazione per il simbolo del Movimento 5 stelle per la lista "La città bella", candidato sindaco Mauro Bompadre.La manager Rosa Piermattei presenterà la propria lista sabato 7 maggio alle 18 al Teatro Italia, ed entro la stessa data verrà presentata anche la lista civica orientata a centro sinistra "Per San Severino" capitanata da Francesco Borioni il quale afferma“: “La lista non è ancora completa, ci stiamo ancora lavorando ma siamo decisamente a buon punto“. Non si conosce ancora il nome del candidato per il centro sinistra , aleggiano solamente tante voci che vedrebbero ancora come candidato più probabile Pietro Cruciani. Dal PD fanno sapere che ci sono delle novità che verranno fuori presto. Altro punto interrogativo è la possibile lista civica guidata da Valter Bianchi di Forza Nuova. I vari candidati hanno ormai pochi giorni a disposizione per completare tessera dopo tessera i vari puzzle che sono le loro liste, non ci resta che vedere quanti colpi di scena ci riserveranno le ultime settimane prima delle presentazioni ufficiali. Mauro Bompadre, candidato sindaco della lista "La città bella" Francesco Borioni, candidato sindaco lista "Per San Severino"
Da Gian Mario Mercorelli, capogruppo del Movimento Cinque Stelle di Tolentino, riceviamo:L’Amministrazione Pezzanesi ha deciso di dire la sua sulla vicenda parcheggi tramite un manifesto che campeggia nelle vie cittadine. Ma come al solito racconta le cose a modo suo, pensando forse che i cittadini non siano in grado di verificare le informazioni.L’attacco a chi ha consentito la creazione dei centri commerciali che hanno impoverito il centro storico è sacrosanto, ma il Sindaco avrebbe dovuto aggiungere che il “piano Pace” che ha permesso la realizzazione del secondo centro commerciale cittadino ha avuto anche il suo voto favorevole quando era Consigliere Comunale di opposizione. Lo “spot” dell’Amministrazione continua con alcune perle degne di nota: si vanta la spesa (a carico della ditta che gestirà i parcheggi) di più di 800.000 euro per la ristrutturazione dei parcheggi coperti Filzi, Matteotti e Foro Boario. Ma nel bando di gara è nominato solo l’ampliamento del parcheggio Filzi per una spesa di 868.000 euro. E il resto?Le spese che il nuovo gestore affronterà negli altri parcheggi sono esclusivamente quelle per l’installazione delle sbarre e dei sistemi di riscossione automatici. A chi servono queste attrezzature? Ai cittadini o a chi gestisce i parcheggi? Tra l’altro, nel manifesto si riferisce che il parcheggio Filzi verrà innalzato di due piani e che la capienza aumenterà di circa 150 posti. Peccato che il progetto allegato al bando preveda l’innalzamento di un solo piano e un aumento di capienza pari a 79 posti. E’ possibile fidarsi di un’Amministrazione che non conosce nemmeno i numeri dei progetti che vota e adotta? Ma l’arrampicarsi sugli specchi dell’Amministrazione non finisce qui: si cerca di convincere i cittadini che verranno investiti più di 2.000.000 di euro per il rifacimento di strade e piazze quando in realtà, di quella cifra, almeno 1.200.000 euro serviranno per i parcheggi Filzi e San Catervo. Investimenti che fanno comodo, anche in questo caso, al gestore del servizio, di sicuro non ai Tolentinati.Ma la vera “chicca” è contenuta nella parte finale di quello che si legge nel manifesto: “l’Amministrazione Pezzanesi ce la sta mettendo tutta perché quella classe politica che ha distrutto la città e la sua municipalizzata non si riappropri con arroganza di ciò che appartiene solo ed esclusivamente ai cittadini”. E che cosa ha partorito l’ingegno del Sindaco per impedire che questo accada? Dare in gestione direttamente a un privato per 25 anni proprio ciò che appartiene solo ed esclusivamente ai cittadini! Così la “classe politica” è fregata. Ma i cittadini… di più! Pertanto invitiamo tutti a presenziare all’incontro sul tema che il MoVimento 5 Stelle ha organizzato per venerdì 29 aprile, alle ore 21.30, presso la Biblioteca Filelfica (sede in attesa di conferma) e, soprattutto, ad aderire alla raccolta firme contro il piano parcheggi promossa dai commercianti della città per dire “no” all’ennesimo gioco di prestigio fatto sulla nostra pelle.
I commercianti si ribellano e dicono "no" al piano parcheggi lanciando una raccolta di firme. Il Partito Democratico li appoggia. "Preso atto delle diffuse protese che il nuovo piano parcheggi, ideato e voluto dall'attuale maggioranza, ha creato tra la cittadinanza e che diversi operatori commerciali hanno inteso organizzare una petizione cittadina per far ritornare sui propri passi l'amministrazione" si legge in una nota "il direttivo del locale Partito Democratico di Tolentino ritiene utile non dar seguito alla già organizzata iniziativa di raccogliere firme contro l'attuazione del piano stesso. Si ritiene, infatti, che dar corso contemporaneamente a due iniziative identiche, per modalità ed obiettivo, sia contropruducente e creerebbe confusione tra i tolentinati. Per questo motivo siamo ben lieti di sospendere la nostra iniziativa per aderire con entusiasmo alla raccolta di firme organizzata da "semplici" cittadini, ovvero dai commercianti del centro storico. Dopo aver fatto questo doveroso passo indietro, ci permettiamo di invitare tutti (semplici cittadini, associazioni, movimenti politici e partiti), a prescindere dalla propria appartenenenza ideologica e partitica, a sostenere l'iniziativa dei commercianti del centro storico per dire NO ad un piano parcheggi folle che costerà molti soldi ai tolentinati e li vincolerà ad un privato forestiero sino al 2041. Questa non è soltanto la battaglia dei commercianti e dei residenti del centro storico o dell'opposizione contro la maggioranza. Le collocazioni poliitiche di ognuno passano in secondo piano. C'è da fermare un'idea insana per il bene di tutta la città".
E’ troppo presto per trarre qualsiasi conclusione sulle indagini relativa alla sanità regionale. Non è il momento e soprattutto non è mia intenzione entrare nella girandola di dichiarazioni affidate a questo o quell’altro avvocato. D’altra parte, in circostanze come queste, è giusto che ciascuno faccia bene il suo lavoro e che l’oggettività venga al più presto a galla per il bene di tutti. Se spetterà ai giudici a stabilire quale sia la verità, noi sin da adesso una riflessione seria e spietata la possiamo fare tranquillamente. Sia pure con un groppo in gola.Ieri scrivevamo la terribile notizia che proveniva dall’entroterra sull’ennesimo sfortunato che, a causa della crisi, dopo aver perso il lavoro ed il suo unico reddito, si è tolto la vita. Un dramma umano incomparabile che si è consumato sotto gli occhi di una piccola comunità inerme. Una fetta di società lontana dai riflettori che contano e per questo sicuramente impreparata a percepire ed affrontare un disagio così grande. Eppure, sempre ieri, nell’ambito delle prime indiscrezioni sull’inchiesta nella sanità abbiamo appreso che forse un altissimo dirigente sanitario andava, assieme alla sua famiglia, in vacanza a Ponza gratis. A spese cioè – stando alle ricostruzioni dell’accusa – di una società che avrebbe beneficiato dei favori di questi manager pubblici indagati.C’è un abisso profondo. Un pozzo buio e nero che ci risucchia e ci toglie il fiato mentre precipitiamo dentro di esso, quando il nostro pensiero si ferma davanti a questi due fotogrammi: il povero e disperato che si toglie la vita, ed il manager strapagato che va in vacanza a scrocco in una località esclusiva.In mezzo, tra questi due mondi distantissimi ed incomunicabili, c’è la politica. Quella che, in teoria, dovrebbe annullare le differenze e, in nome dei sacri principi costituzionali, accorciare anche le distanze sociali. Quella che dovrebbe aiutare i deboli, i drop-out, chiedendo, per questo, uno sforzo in più agli abbienti ed ai fortunati.La politica: quella che in cinque minuti e con una semplice delibera, nomina i manager. Ma che al tempo stesso, nonostante i millanta convegni e le ridondanti parole autocelebrative, non è capace di salvare nemmeno la dignità della persona umana.Ieri, mentre nel capoluogo la politica maceratese si autocelebrava, assieme alla politica regionale, dai palchi lucidi e splendenti dell’ennesimo circo mediatico, abbiamo dovuto registrare queste amare circostanze e comunicare a voi questa malinconiche riflessioni.
Da Deborah Pantana, consigliere comunale di Macerata, riceviamoLa riunione dei residenti di Corneto ha evidenziato, semmai ce ne fosse stato bisogno, che il tema immigrazione sta diventando un serio problema per la nostra comunità tutta, in generale. Nessuno ha fomentato l’istigazione all’odio o si è espresso con un linguaggio che potesse riprendere temi legati al razzismo, ma ormai è chiara che la situazione dei profughi a Macerata è fuori controllo. Come consigliere comunale più volte ho chiesto alla nostra amministrazione più chiarezza e trasparenza nei confronti dei dati riferiti alla presenza di extracomunitari a Macerata.Infatti, i pochi dati che mi sono stati forniti sono molto discordanti gli uni dagli altri: la Prefettura conta 246 presenze di profughi, mentre il Comune e più precisamente il settore dei servizi sociali ne evidenzia 340; dislocati in vari appartamenti nei diversi quartieri della città.Per questo ho deciso di scrivere alla Procura e alla Prefettura per avere più chiarezza e più trasparenza, in quanto ritengo che se vi è un dato deve essere certo sia per le amministrazioni coinvolte e sia per le associazioni che lavorano all’accoglienza di questi extracomunitari.Resta un fatto: Macerata in termini di accoglienza sta dando troppo, ci sono troppe presenze di persone che arrivano senza essere accompagnate da nessuno e che pretendono di essere inserite in strutture volte di certo ad altre progettualità. Questo fenomeno che apparentemente si tende a far passare sotto traccia è divenuto ormai una costante per gli uffici deputati a fare il riconoscimento di questi extracomunitari, i quali non sanno più dove portarli.Ora appare necessario chiarire due aspetti, per quanto mi riguarda molto importanti: 1) come mai arrivano tanti pakistani a Macerata e senza problema alcuno; 2) come mai la nostra città è diventata il centro regionale di riferimento dei progetti sui rifugiati politici.Inoltre a Macerata operano diverse associazioni che hanno contrattualizzato con la Prefettura di Macerata per l’ospitalità di questi profughi:gus, acsim, perigeo, centro di ascolto e volontariato.Quindi per risolvere il problema di Corneto della presenza dell’Acsim, è necessario chiarire con le nostre istituzioni locali prima di tutto quanti profughi possiamo ospitare a Macerata, dislocarli in modo tale che possano davvero inserirsi e quindi essere ospitati dignitosamente e poi dire basta!Poi vi è un’altra questione da affrontare : queste persone non possiamo lasciarle tutto il giorno senza fare niente a girare la città; l’amministrazione comunale di Macerata, come succede già in altre realtà, deve trovargli qualche lavoro socialmente utile da fare: come pulire le vie, tagliare l’erba, e tanti lavoretti per rendere la nostra città più decente.Per quanto riguarda la questione delle Casermette e della voce che lì sarebbe sorto un grande centro di accoglienza per i profughi, da un interpellanza Parlamentare, sembra scongiurata tale questione, con l’auspicio che presto in questa zona ci si possa adoperare per un vero piano di riqualificazione.
E' guerra totale al piano parcheggi che l'amministrazione comunale di Tolentino si appresta ad attuare.Il Partito Democratico di Tolentino ha indetto una raccolta firme "per fermare la folle idea dell’Amministrazione comunale di triplicare i parcheggi a pagamento e aumentare le tariffe".Il Pd spiega le sue ragioni (condivise fra l'altro da numerosi cittadini di diversa estrazione politica) in un lungo comunicato. Questo il testo:"Lunedì 11 aprile il Consiglio comunale ha approvato il Nuovo Piano dei Parcheggi della città, proposto dall’Amministrazione Pezzanesi. Un Piano che definire pazzesco è poco! Le cose assurde, strane, incomprensibili, per non dire di peggio, sono molte. Partiamo dai fatti.L’AUMENTO DEI POSTI AUTO A PAGAMENTO ed anche l’AUMENTO DELLE RELATIVE TARIFFE ORARIE. Diventeranno a pagamento i parcheggi pubblici di cintura (Via Filzi, Viale Matteotti e Viale Foro Boario), che diverranno A PAGAMENTO 24 ORE SU 24. Diventerà a pagamento il parcheggio che si trova nel cortile della Parrocchia San Catervo. Il Comune è arrivato addirittura a prendere in affitto dalla curia il cortile per farci realizzare un parcheggio a pagamento da parte del privato. L’INTERO CENTRO STORICO diventerà a pagamento dalle 8 alle 20 (prima almeno non si pagava dalle 12 alle 14). Non sarà più possibile parcheggiare (né gratis, né a pagamento) sia in Piazza Mazzini (vicino al parcheggio dell’ex consorzio) sia in Piazza Strambi (di fronte all’ex Politeama). Le seguenti vie o piazze diventeranno INTERAMENTE A PAGAMENTO: - Viale Matteotti; - Piazzale Marconi (avanti Stazione); - Via Ciarapica; - Via Gramsci; - Borgo Foro Boario; - Via Cappuccini; - Via XXX Giugno; - Via Filzi; - Area Porta del Ponte (parcheggio ex pesa pubblica); - Via G. Murat; - Via Flaminia; - Via delle Cartiere. Le tariffe aumenteranno così: Zona VERDE da gratuito a 0.50 €/ora Zona ROSSA da 0.40 €/ora a 0.70 €/ora (+75%) Zona BLU da 1.00 €/ora a 1.20 €/ora (+20%).Andare in centro un paio di volte alla settimana costerà all’incirca 150/200 euro all’anno. Il Sindaco dice una menzogna quando afferma che si tratta di opere a favore della città. Il bando prevederà dei lavori a carico del concessionario per complessivi 2 milioni di euro. Circa la metà sono investimenti a favore del concessionario stesso. In realtà si tratta di un investimento che il concessionario metterà in essere al fine di poter disporre di più spazi a pagamento. I 2 milioni verranno infatti spesi per: - raddoppio del parcheggio Filzi (TUTTO A PAGAMENTO ANCHE DI NOTTE); - sistemazione del cortile di San Catervo (TUTTO A PAGAMENTO ANCHE DI NOTTE); - sistemazione del parcheggio Matteotti (TUTTO A PAGAMENTO ANCHE DI NOTTE); - sistemazione di viale Matteotti (TUTTO A PAGAMENTO DALLE 8 ALLE 20); - sistemazione di via Filelfo e piazza Mauruzi con la sistemazione dei parcheggi di Via Roma e Corso Garibaldi (TUTTI A PAGAMENTO DALLE 8 ALLE 20). Un’altra cosa pazzesca è che tutto questo graverà sulla nostra città per ben 25 anni. La maggioranza consiliare, infatti, ha affidato la gestione di tutti i parcheggi ad un PRIVATO dal quale sarà praticamente impossibile separarsi fino al 2041!!! IL NUOVO GESTORE “PRIVATO” DEI PARCHEGGI GUADAGNERA’ 800.000 EURO OGNI ANNO, PER 25 ANNI … … ed alla città non resterà NIENTE.Se per la Giunta Pezzanesi è giusto ampliare il numero dei parcheggi a pagamento, istituendo di fatto un’altra TASSA a carico dei cittadini - cosa a cui SIAMO FORTEMENTE CONTRARI - quanto meno la gestione degli stessi doveva restare a Tolentino. Gli utili provenienti dalla gestione del nuovo folle piano parcheggi doveva almeno rimanere in favore dei tolentinati. Per questo ritenevamo che l’ASSM sarebbe potuta essere la gestrice “naturale” di un simile progetto. Ma ancora una volta i vertici ASSM non dicono niente, anzi, peggio. Si prestano al gioco del Sindaco sostenendo di non avere le capacità di investimento necessarie. Gli stessi amministratori non hanno però avuto difficoltà a spendere 1.850.000 euro per acquistare due strutture comunali (Palazzo dei Lavori Pubblici e Piscina) e tappare il buco di Bilancio di 2.500.000 di euro della Giunta Pezzanesi. ASSM ha speso 1.850.000 euro per beni immobili improduttivi. Oggi, la stessa ASSM, dichiara di non riuscire a trovare 2.000.000 di euro per fare un investimento che potrebbe oltre 500.000 euro l’anno per 25 anni. La verità è che SI VUOLE IL GESTORE PRIVATO !!! A buon intenditor …….Preso atto del contenuto degli atti finalizzati all’indizione del BANDO DI GARA, oltre ad avere la conferma dell’insensatezza del piano parcheggi voluto da Pezzanesi e dalla sua maggioranza, aumentano i timori per il futuro. Ci domandiamo, innanzitutto, perché il futuro gestore debba essere per forza un forestiero con comprovata esperienza nel settore. Visto che per far pagare i parcheggi non occorre una “laurea speciale” si sarebbe potuto consentire anche che giovani tolentinati potessero costituire una società. A fronte di questo bagno di sangue a carico dei cittadini, i proventi andranno tutti al gestore esterno. Al Comune finirà la miseria di 23.000 euro/anno per i primi 15 anni e di 5.000 euro/anno per restanti 10. Anche TUTTI i proventi derivanti dalle penali emesse dagli ausiliari del traffico (i cd “avvisi bonari”) finiranno in tasca al privato. Immaginabile lo “zelo” con il quale verranno puniti coloro i quali non riusciranno ad aggiornare in tempo il ticket. Eppure ben si poteva prevedere una percentuale più alta a beneficio del Comune, magari vincolandola al sostegno dell’associazionismo sociale, culturale e sportivo che tanto ne hanno bisogno. Quel che aggiunge terrore, poi, è il fatto che le strisce blu potrebbero estendersi un domani anche ad altre vie (pensiamo per esempio a Viale Benadduci e Viale Vittorio Veneto) essendo tale facoltà scritta nera su bianco nel capitolato. E come se ciò non bastasse “il Comune si riserva la POSSIBILITÀ DI MODIFICARE GLI ORARI IN CUI LA SOSTA È SOGGETTA A PAGAMENTO. Il Comune può concordare con il concessionario di mettere a pagamento la sosta anche oltre le ore 20 in occasione di eventi o manifestazioni: in tal caso verrà concordato anche il riconoscimento al Comune di una quota del provento”. In parole povere: in occasione della Notte Bianca o per la festa del Perdono di San Nicola tutti i parcheggi potrebbero essere messi a pagamento ventiquattro ore su ventiquattro. Ci opporremo in ogni modo possibile ad una scelta politica folle e ad un Bando di gara “ANOMALO” Nei prossimi giorni scriveremo al Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) Raffaele CANTONE. Vogliamo fargli sapere che a Tolentino l’11 aprile u.s. è stato convocato un CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO (anticipando la data programmata per fine aprile) al solo scopo di EVITARE IL NUOVO CODICE DEGLI APPALTI (che garantisce più trasparenza, più concorrenza, minori infiltrazioni mafiose, ecc) approvato poi dal Governo il 18 aprile".
“L'ospedale di San Severino Marche ha finalmente una sua identità precisa, rimane un ospedale dell'Area Vasta 3 con tutti i suoi servizi di eccellenza”: così il sindaco Cesare Martini riguardo l'accordo che ha firmato il 18 aprile in prima persona, sottoscritto anche dal direttore dell'Area Vasta Marini e dal Presidente della Regione Ceriscioli.Chirurgia e Oculistica saranno i due punti di riferimento, mantenendo lo standard di qualità dei reparti di oncologia, hospice, medicina e del punto di primo intervento.Il Punto nascita ed il reparto di ostetricia, però, erano anche loro un'eccellenza del nostro nosocomio... “La chiusura del punto nascita poteva essere condotta meglio, ne sono convinto. Non c'è stata una gestione politica attenta, è una ferita aperta proprio per l'importanza che questo reparto aveva in tutto il territorio provinciale e non solo. L'accordo raggiunto non rimargina questa ferita, ma ci mette una benda. Ceriscioli finalmente ha dato un'identità all'ospedale, nel quale anche il servizio di week- surgery è fondamentale. Basti pensare che anche da Torrette ci sono richieste per venire a fare attività nell'ospedale San Severino”.Rimane aperto invece il discorso per quanto riguarda l'attività ambulatoriale di pediatria: sono garantite 3 ore al giorno per 6 giorni a settimana, da monitorare e possibilmente aumentare nel tempo, secondo la necessità di utilizzo.“So bene che il dottor Maccioni e la dottoressa Faccenda avevano concordato un numero maggiore di ore con le mamme a sostegno di pediatria e ne abbiamo discusso molto. Per ora anche Marini ha ritenuto più opportuno garantire queste 18 ore settimanali da poter aumentare, invece di dover fare il contrario nel caso in cui le ore risultassero troppe rispetto alla richiesta effettiva, ma il discorso resta assolutamente aperto.”Proprio per salvare l'ospedale il 30 aprile è stata organizzata una manifestazione popolare.“Sì ne sono a conoscenza e la trovo una manifestazione legittima. La sanità incide sulla vita dei cittadini, quindi è giusto che gli stessi usino un mezzo come questo per sensibilizzare chi deve prendere una decisione su come la deve prendere. Il Comitato per la salvaguardia dell'ospedale ha fatto un ottimo lavoro e lo spirito della manifestazione è totalmente condivisibile, spero solo che, visto il periodo caldo, questa manifestazione nata da un nobile intento non venga strumentalizzata per qualche propaganda per le prossime votazioni”. Una campagna elettorale caratterizzata, secondo il sindaco uscente, da molto tatticismo, caratteristico del periodo pre-elettorale, ma anche da molta voglia di fare e di mettersi in gioco.Sono diversi i nomi della sua amministrazione venuti fuori come possibili candidati sindaco, Vittorini, Felicioli, Muzio, ma c'è sempre anche il nodo Cruciani... “Per quanto riguarda l'amministrazione uscente meriterebbero tutti di riproporsi: hanno amministrato per 5 anni il che dà loro la giusta esperienza. Per quanto riguarda Cruciani sono convinto che potrebbe dare il suo contributo se si allarga la coalizione. Il mio rammarico resta quello di non aver fatto le primarie, sia per l'individuazione del candidato sindaco, ma più che altro per poter parlare con la gente e rappresentare l'operato dell'amministrazione. Quello che è sicuro è che l'amministrazione che verrà troverà un buon bilancio grazie allo sblocco del Patto di Stabilità che permetterà di avere dei fondi a disposizione per dei lavori per la comunità, come quelli che si stanno facendo ora e che, tengo a precisare, sono stati programmati in precedenza e non vengono attuati per campagna elettorale.”
Un grande successo ha registrato lo scorso fine settimana il Congresso nazionale del Psi tenutosi nella splendida ed accogliente cornice di Salerno ed intitolato allo slogan "Il futuro è adesso". Oltre a riconfermare il segretario nazionale Sen. Riccardo Nencini, il congresso ha unanimemente riaffermato e ribadito la linea politica orientata a creare, sulla base di una ritrovata unità ed identità socialista un rassemblemant radicale, civico e ambientalista che ridia una casa politica all’Italia laica, dei diritti civili e sociali, propri di una vera sinistra riformista. Una grande partecipazione di ospiti italiani e internazionali che ha dato la spinta per chiedere subito la convocazione di un congresso straordinario del PSE per rivedere l’accordo sui migranti e ridiscutere Maastricht, nonché per rivolgere al capo dello Stato l’invito a considerare la candidatura di Marco Pannella a senatore a vita.Le priorità di governo sono state individuate nel superamento graduale della Legge Fornero con accesso alla flessibilità pensionistica, nel piano casa da 50.000 alloggi e nel sostegno a studenti meritevoli e bisognosi che studiano lontano dalla loro residenza.Riconosciuto, inoltre, ed apprezzato il “prototipo” anticipatore creato con “Uniti per le Marche” ed in particolare il lavoro svolto dalla Federazione socialista di Macerata che ha eletto ben 4 componenti del Consiglio nazionale: Dario Conti, Ivo Costamagna, Francesco Mantella e Giovanni Pierini.Un particolare ringraziamento è stato poi rivolto all’Assessore regionale Moreno Pieroni e a Dario Conti, quest’ultimo rivolto personalmente alla numerosissima platea dalla portavoce nazionale del PSI Maria Cristina Pisani che, con un lungo intervento condito di immagini suggestive, ne ha rimarcato la lodevole ed apprezzata iniziativa sulla proposta di legge sul “fine vita”.
Oltre 120 persone hanno partecipato ieri sera (martedì 19) all’incontro di campagna di ascolto organizzato a Morrovalle dal candidato sindaco Francesco Acquaroli.I lavori dell’Intagliata e il rilancio del centro storico sono stati gli argomenti chiave della serata che hanno offerto lo spunto anche per avviare un confronto con i cittadini sulle proposte e i bisogni della comunità morrovollese. Ad aprire l’incontro è stata Debora Stizza, una delle cinque candidate under 30, che ha sottolineato come il centro storico sia da considerare “patrimonio collettivo” e non solo per chi ci abita. “Serve un piano strategico partecipato di sviluppo e rilancio del centro storico - ha precisato Acquaroli -. Non si possono fare progetti da qui a due o tre mesi”.Il candidato sindaco di centrosinistra ha espresso la volontà di costituire un comitato che elabori un piano sperimentale di promozione e valorizzazione del centro storico grazie anche al contributo di consulenti che sappiano individuare le strade da percorrere. “Per i soldi – ha poi aggiunto Acquaroli –, non basta dire che non ci sono, bisogna cercarli. Corridonia e Petriolo hanno partecipato a bandi specifici ottenendo oltre un milione di euro di contributi, Morrovalle non ha neanche presentato la proposta. Non ci si può chiudere a riccio, bisogna aprire tavoli di confronto con Regione e Ministero per intercettare i fondi, e questo è quello che intendiamo fare”. Il consigliere comunale Luca Cabascia ha invece ripercorso l’iter dei lavori dell’Intagliata. “Il progetto preliminare predisposto dalla passata amministrazione – ha spiegato – aveva ottenuto 2.043.000 euro a fondo perduto per quattro progetti. Nel 2014, con una serie di delibere, l’attuale amministrazione ha deciso di utilizzare quei finanziamenti per realizzare i parcheggi lungo l’Intagliata. In oltre un anno e mezzo sono stati realizzati 21 parcheggi con una spesa di 763.891 euro”.Poi sono stati gli stessi cittadini presenti a sollevare i problemi ritenuti più gravi: dalla situazione del laboratorio analisi, ritenuta una vera “spina nel fianco”, dove la gente aspetta fuori, alla presenza di numerose barriere architettoniche, al Pincio. Non sono mancate neppure le proposte, come la possibilità di utilizzare i locali comunali per il rilancio di attività economiche, l’agevolazione delle nuove coppie nell’acquisto di casa e, nell’ambito della sicurezza dei cittadini, l’installazione di telecamere in punti strategici insieme ad un’illuminazione più adeguata.La serata ospitata alla pizzeria Sorriso si è conclusa con l’invito a partecipare al prossimo incontro in programma giovedì prossimo (28 aprile) alle 21.15 all’hotel San Crispino a cui parteciperà anche l’assessore regionale con delega alle politiche comunitarie, internazionalizzazione e commercio, Manuela Bora.
Solo qualche giorno fa un celebre quotidiano locale impegnava la bellezza di mezza pagina e ben sei colonne per informare i propri lettori sulla solitudine politica del segretario regionale del Partito Democratico, Francesco Comi. Ivi si narrava che contrariamente a Ceriscioli e tutte le sue truppe allocate in Regione, Comi aveva sposato la tesi di Renzi, cioè l’astensione. Questa divergenza di opinioni meritava un titolo a tutta pagina con l’indicazione sicura e perentoria che dava per certo ed irreversibile l’isolamento di Comi dal partito che egli stesso guida.Ad urne chiuse il risultato vero è che la giunta regionale, che ha promosso e sponsorizzato il sì al referendum, ha fatto uno dei fiaschi più grossi dal dopoguerra in poi e Comi standosene comodamente seduto a casa, si è intestato una vittoria che di suo non ha niente. Anzi, spernacchiati da Renzi stesso, sono stati proprio i vertici delle regioni promotrici (quindi anche le Marche) ed in più accusati di dilapidare soldi pubblici inutilmente. La risposta della giunta no triv marchigiana, al premier, deve ancora arrivare. La attendiamo non proprio fiduciosi, ma la attendiamo. Anzi, casomai qualcuno di loro avesse un sussulto di orgoglio e dignità, gli suggerisco di far notare a Renzi che è stato lui e non le regioni a non voler accorpare il referendum con le amministrative. Quindi a sprecare inutilmente soldi pubblici.Mentre Comi sotto, sotto se la ride di gusto, per il presidentissimo Ceriscioli si sta avvicinando il traguardo del primo anno di governo, e in quella occasione dovrebbe redigere le pagelle ai suoi assessori. In attesa del giudizio sui suoi colleghi, io personalmente gli attribuisco un 3 meno. Finora non ha combinato granché e le poche cose fatte le ha solo pasticciate. La riforma sanitaria, nel merito è solo un gran casino senza capo né coda. Nella forma non è stato capace di spiegarla nemmeno ai suoi e, qualche volta è dovuto tornare sui suoi passi, nonostante avesse affermato il contrario. Se venti consigli comunali avessero proposto il referendum sulla sanità, Ceriscioli sarebbe stato battuto direttamente dai cittadini marchigiani. Un gran peccato non averlo fatto. Di questi tempi, non tira buona aria non solo per lui, ma per l’intero clan dei pesaresi. La notizia bomba è che il clan dei pesaresi è stato trivellato a casa sua con dei referendum molto più piccoli e meno importanti. Un notissimo esponente di questo Clan è Matteo Ricci, attuale sindaco di Pesaro e principale sponsor di Ceriscioli. Di solito lo potete trovare nei talkshow, in TV a discettare di tutto. Dai flussi migratori, alle crisi bancarie ha sempre una soluzione in tasca per ogni cosa. Ogni volta che sento le sue intelligenti e dottissime spiegazioni mi batto la mano in fronte ed esclamo: “ma certo, è proprio così, ma come ho fatto a non pensarci prima??” Al diavolo le ideologie del Novecento, si sono detti i due compari. Quando si tratta di avere soldi da gestire hanno idee chiare e concordanti e soprattutto non guardano in faccia nessuno. Sia che si tratti di privatizzare la sanità, sia che si tratti di incorporare comuni a distanza di venti chilometri uno dall’altro. Unioni innaturali? Ma chissenefrega, deve essere stata la risposta, qui ci danno un sacco di soldoni. Qualche elemosina la faremo al comunello appena acquistato, mentre il grosso del bottino ce lo teniamo noi. Sembrava tutto fatto senonché i cittadini dei due comunelli (Mombaroccio e Tavoleto) si sono messi di traverso e, con il referendum consultivo hanno bocciato la fusione. E con essa, almeno per adesso, i sogni del Clan. Il punto dove voglio arrivare è questo: quando qualcuno, in un solo giorno, prende due gran palate sulla bocca in meno di mezzora – una proprio dentro casa e l’altra appena sul cortile - dovrebbe mettersi da una parte per un po' e riflettere su dove e come abbia sbagliato. Una volta, ma nemmeno troppi anni fa, un partito serio ed autorevole si comportava così. Ci si riuniva, si analizzavano i fatti, si riscontravano i numeri e poi si prendevano decisioni anche dolorose per qualcuno, ma utili per lo stesso partito e per l’intera collettività. Questi qui, invece, non solo a consuntivo perdono su tutti i fronti, ma hanno anche la faccia tosta di intimidire, tramite la stampa, chi non si allinea a loro.Cacciateli via, prima che sia troppo tardi….
Non solo trivelle. Domenica scorsa, infatti, nelle Marche quattro Comuni hanno anche votato un referendum nel quale agli elettori veniva chiesto il parere sulla fusione del loro Comune con un altro. E il risultato è stato un secco no alle fusioni.A rimarcare questo dato sono i Giovani Democratici di Tolentino, città dove si è proposta la fusione con Camporotondo di Fiastrone."Il 17 aprile, oltre al referendum sulle trivelle, in quattro comuni del pesarese si sono svolti altri due referendum; uno riguardante la fusione per incorporazione del comune di Mombaroccio in quello di Pesaro, l'altro per quella del comune di Tavoleto nel comune di Urbino.Nei comuni di Tavoleto e di Mombaroccio che, con l'incorporazione nei comuni più grandi, avrebbero perso la loro identità e la loro storia" dicono i Giovani Democratici "più del 70% dei cittadini ha dato parere negativo al piano presentato e sostenuto dai loro amministratori, i quali a seguito della sconfitta hanno presentato le loro dimissioni.I cittadini hanno fatto la loro scelta e i due progetti di fusione per incorporazione si fermeranno!Siamo convinti che, anche la proposta di incorporazione del comune di Camporotondo di Fiastrone in quello di Tolentino, presentata e sostenuta tenacemente da entrambi i sindaci, non andrà a buon fine e come nei casi del pesarese, tutto si concluderà con un nulla di fatto e si riprenderà a parlare della fusione dei 5 comuni (Belforte del Chienti, Caldarola, Serrapetrona, Camporotondo di Fiastrone e Cessapalombo), progetto che ha una storia trentennale alle spalle e che il Partito Democratico sostiene".
Approvata con 22 voti favorevoli, 4 contrari e tre astensioni la pdl che elimina il finanziamento per i gruppi consiliari regionali delle Marche, presentata da Pd, Popolari Marche-Udc, Uniti per le Marche. Parere favorevole all'unanimità anche per un ordine del giorno, a firma Busilacchi, Urbinati (Pd), Marconi (Popolari Marche-Udc), Rapa (Uniti per le Marche) e Carloni (Ap) che destina fondi, frutto del risparmio, per il triennio 2016-20018, al sociale, in particolare per le disabilità e la riabilitazione."In un momento così difficile - ha detto l'assessore Cesetti, concludendo il lungo dibattito - credo che noi dobbiamo dare l'esempio. Togliamo finanziamenti ai gruppi e sosteniamo le famiglie in difficoltà. E' un fatto di giustizia". L'aula si è espressa con il voto per appello nominale.È stata invece bocciata dal Consiglio regionale a grande maggioranza (5 voti favorevoli e 25 contrari) la pdl a iniziativa di M5s, ma sottoscritta anche dal gruppo misto, sulla riduzione del trattamento indennitario per i singoli consiglieri con un taglio della parte fissa dei rimborsi di indennità di funzione da 2.700 euro a 1.500 euro al mese. L'atto, respinto anche in Commissione (un solo voto favorevole), è stato riproposto in aula, con lo stesso esito.(Ansa)
Svolta sulla scena politica portorecanatese. L'ex sindaco Sabrina Montali, attraverso un lungo post su facebook annuncia la sua rinuncia alla candidatura. Tra i motivi principali "il distacco crescente tra la gente ed il ceto politico, sempre meno attento al bene comune." Secondo le parole della Montali il contesto politico portorecanatese risulta ai cittadini confusionario facendo sì che questi diano un giudizio negativo a tutti i candidati, colpevoli di ambire alla poltrona piuttosto che a fare il bene della città. Parla inoltre della sua esperienza di sindaco, esperienza che non vuole ripetere visti gli attacchi subiti, volti solamente a minare la sua dignità. Il suo non è un abbandono. Con l'associazione "Libertà e Giustizia" parteciperà ugualmente al confronto politico . Queste le sue parole:"Ho deciso, con molto rammarico, di non presentare la mia candidatura alle prossime elezioni comunali di Porto Recanati. Poiché, però, credo nel mio progetto per la città e ci credono ancora molti cittadini, voglio spiegare perché sono costretta a rinunciare, abbandonando una prospettiva politica che ritengo necessaria per fermarne il declino della mia città. E’ mia precisa convinzione che ognuno di noi, vivendo in una comunità organizzata ad ogni livello, abbia il diritto ed il dovere di partecipare alla vita pubblica portandovi il proprio impegno personale e le proprie idee. Sono altrettanto convinta che una ampia partecipazione possa consentire il necessario confronto delle opinioni politiche e che possa assicurare un rapporto corretto tra amministratori ed amministrati. Purtroppo, però, come è sotto gli occhi di tutti, viviamo tempi difficili sotto questo profilo e registriamo da tempo un distacco crescente tra la gente ed il ceto politico; che appare ormai sempre meno attento al bene comune e sempre più interessato alla propria carriera politica ed ai benefici che ne derivano. Un ceto, quindi, sensibile all’intreccio perverso tra politica ed affari, perché il potere economico punta a realizzare i propri guadagni contando su amministratori che li favoriscano per perpetuare la propria carriera ed, in certi casi addirittura, per arricchirsi. Porto Recanati è un esempio di questa situazione, direi, quasi emblematico ed io ne ho portato sulle spalle il peso intollerabile per un anno, armata solo di coerenza, trasparenza, onestà e determinazione, contro cui è stato aizzato e scatenato tutto ciò che di prezzolato c’è in una comunità. Anche oggi che il Consiglio di Stato ha certificato le mie scelte, restituendo alla città il suo territorio libero da cementificazioni pregiudizievoli. Pertanto la mia rinuncia dipende dal fatto che, in questo momento ed in questo contesto, non c’è spazio per la buona politica. I porto recanatesi sono frastornati e si trovano a dover capire chi, nel brulicare di liste e di candidati sindaci, può lavorare per il bene della città; finendo per mettere insieme, in un giudizio negativo, tutti coloro che si propongono o, addirittura, per votare chi promette di più. Io mi rifiuto di essere coinvolta in un giudizio complessivo che considera tutti i candidati assetati di potere ed in cerca della poltrona. Dipende, poi, anche dal fatto che, pur ritenendo che la politica è un servizio per i cittadini e quindi un sacrificio per chi la pratica onestamente e disinteressatamente, non ritengo che possa diventare – come dimostra la mia esperienza di un anno da sindaco – una vita d’inferno dove si rischia la propria dignità, attaccata da chi innesca il discredito mediante notizie tendenziose o manipolate che, però, quando arrivano sulla stampa svolgono il proprio effetto perverso. Si tratta di una condizione nella quale ci si domanda, di fronte a soggetti per i quali “l’affare” da concludere è questione di vita o di morte, se non sia a rischio anche l’incolumità fisica. Ho preso la decisione della rinuncia anche per non dover imporre rischi di questo genere a chi avrebbe partecipato al percorso della candidatura. Concludo dicendo che, però, la mia partecipazione alla vita sociale e politica non cesserà e che attraverso l’Associazione “Libertà e Giustizia” sarò presente nel confronto cittadino poiché, come dice il manifesto di L.& G., vogliamo essere il collegamento tra i migliori fermenti della società e lo spazio ufficiale della politica. Farò quindi da spina nel fianco nei confronti del malaffare e dei metodi mafiosi, che vanno banditi da Porto Recanati. Avv. Sabrina Montali"Nei commenti al post, diversi i commenti di stima e delusione di chi, invece, l'avrebbe voluta di nuovo candidata sindaco.
di Nicola VorzilloDomenica 5 giugno anche Porto Recanati sarà chiamata alle urne per le amministrative 2016, sono circa 8300 i portorecanatesi che dovranno scegliere il nuovo sindaco.Le elezioni del 2014 avevano visto vincere l’avvocatessa Sabrina Montali che con la lista Noi per Porto Recanati aveva ottenuto 2802 preferenze, poi il 19 maggio 2015 ha dovuto lasciare Palazzo Volpini dopo le dimissioni di 9 dei 16 consiglieri della Giunta Comunale. Il Commissario Mauro Passerotti ha preso il suo posto e terminerà il suo mandato di un anno alla vigilia delle nuove elezioni.A oggi sembra complessa la situazione politica di Porto Recanati, nel 2014 erano solo 3 le liste che si erano presentate mentre a oggi sono ben 5 i candidati sindaco pronti a darsi battaglia, senza tener conto di sorprese dell’ultimo minuto. Ecco al momento i nomi dei candidati sindaco con i rispettivi partiti che lo supportano:Sauro Pigini, ingegnere, candidato per il Movimento 5 Stelle.Loredana Zoppi, ex assessore al Bilancio e Servizi Sociali è stata scelta per rappresentare Uniti per Porto Recanati e vedrà anche l’appoggio di SEL.Giovanni Giri, preside dell’ITIS E. Mattei di Recanati è il candidato sindaco per PD, Paese Vero e Alternativa Civica.Roberto Mozzicafreddo, ingegnere, correrà alle elezioni per UDC, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord.Alesandro Rovazzani è il volto scelto dalla lista Porto Recanati a Cuore.Come detto non si escludono altre candidature, la più probabile è quella dell’ex sindaco Montali desiderosa di riprendersi quel posto perso un anno fa. Si prospetta dunque una lotta fino all’ultimo voto e le varie liste proveranno fino alla fine ad accaparrarsi i voti degli indecisi per governare per i prossimi 5 anni.
Il presidente Luca Ceriscioli ha firmato con i dirigenti dell'Asur e il sindaco di San Severino Marche Cesare Martini un documento che definisce il nuovo assetto dell'ospedale di San Severino, nell'ambito della riorganizzazione del sistema sanitario regionale.Il percorso è già stato avviato in seguito alla chiusura del punto nascita, avvenuta il 14 marzo, che ha materialmente liberato gli spazi per le nuove attività. La struttura settempedana resterà un ospedale, inserito nella rete clinica con un potenziamento della week surgery multispecialistica (oculistica, dermatologia, chirurgia) di presidio unico di Area Vasta, il mantenimento dell'attività di ginecologia, nonché della presa in carico delle donne con gravidanza fisiologica e di tutte le cronicità. (Ansa)