"Apprendo con piacere dalla stampa della ferma volontà del Sindaco Pasqui di procedere rapidamente al prosieguo dell'iter relativo alla costruzione del nuovo carcere a Camerino, approfittando anche delle disposizioni di recente inserite nella legge di bilancio per il 2018". Con queste parole l'on. Irene Manzi commenta le dichiarazioni odierne del Sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui, circa il rinvio della riunione da lui promossa per martedì 9 gennaio a cui erano invitati, tra gli altri, anche il Commissario straordinario per il sisma ed il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando.
"Avevo ricevuto la convocazione lo scorso 20 dicembre e proprio questa mattina ho scritto personalmente al Sindaco per chiedere conferma della riunione da lui convocata poche settimane fa, con l'intento ovviamente di prendervi parte, come ho avuto modo di confermare anche alla sua segreteria che mi ha avvisato del rinvio, evidenziando nuovamente - prosegue la Manzi- la mia piena disponibilità e volontà di lavorare insieme, comunicando, altresì, il testo delle disposizioni della legge di bilancio di cui la struttura carceraria camerte potrebbe beneficiare. Chi mi conosce sa bene che la politica degli annunci non mi appartiene e che ritengo il lavoro istituzionale comune uno dei fondamenti della buona politica. Con questo intento e su sollecitazione dello stesso sottosegretario Ferri, che ha seguito da vicino l'intera vicenda del carcere e che lo stesso Sindaco ha incontrato pochi mesi fa, ho presentato l'emendamento poi approvato in legge di bilancio, con l'intesa anche del Commissario per il sisma, Paola de Micheli, per consentire anche agli istituti penitenziari delle aree del sisma di beneficiare delle risorse del Fondo specificamente stanziato dal Ministero della Giustizia. Penso che, vista anche la disponibilità manifestata dal Ministero, abbiamo una opportunità che richiede il massimo impegno da parte di tutte le istituzioni coinvolte e dovremmo impegnarci per questo. Evitiamo polemiche e continuiamo a lavorare per il nostro territorio".
“Il nuovo carcere, per ora, rimane un proclama su Facebook - ha dichiarato il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui - Subito dopo l’annuncio dato dall’onorevole Irene Manzi, nelle scorse settimane, avevo convocato una riunione che consentisse di passare prima possibile ad una fase operativa. Per evitare che il periodo elettorale consentisse facili strumentalizzazioni di un argomento che invece ci sta molto a cuore e da cui dipende una buona fetta di futuro del tessuto economico della nostra città e del nostro territorio”.
“Purtroppo - ha continuato Pasqui - dei tanti soggetti a cui avevo inviato quella lettera, solo uno ha risposto: il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dottor Santi Consolo, che ringrazio per la considerazione, che suggerisce un rinvio della riunione prevista per domani. Nella nota ricevuta veniamo informati che “il comitato paritetico interministeriale per l’edilizia penitenziaria ha concordato sulla proposta di realizzazione di un istituto penitenziario di cento posti nell’area individuata dall’ex piano carceri. L’iter relativo alla gestione dell’appalto di tale nuovo istituto è gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche della Lombardia ed Emilia Romagna. Relativamente ai finanziamenti, necessitando una somma di circa 15/20 milioni di Euro, la questione dovrà essere affrontata in sede di Comitato Paritetico. Nelle more del reperimento dei fondi, questo Dipartimento sta lavorando sulla predisposizione dello schema di istituto ad alta valenza socio-riabilitativa e a contestuale basso impatto ambientale secondo i modelli proposti dagli Stati generali sull’esecuzione penale. Tale studio di fattibilità dovrebbe essere pronto entro la fine del mese corrente e quindi potrà essere trasmesso al MIT. Ciò premesso, un incontro in tempi così ravvicinati come quelli proposti appare prematuro e, in ragione della citata competenza in capo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, potrebbe essere più opportuno tenerlo in una sede centrale”.
“Preso atto di questa nota - conclude il primo cittadino camerate - e del fatto che nessuno degli altri soggetti convocati ha risposto al mio invito, ho ritenuto doveroso rinviare la riunione prevista per la giornata di domani al mese prossimo, con data da definirsi e, accogliendo il suggerimento del capo del DAP, da tenersi a Roma”.
Da anni, la mia e altre amministrazioni prima di me, ci adoperiamo per realizzare il nuovo carcere a Camerino. Anche subito dopo il sisma avevamo avuto una riunione a Roma con il sottosegretario del Ministero della Giustizia, oltre a incontri per illustrare progetti e prospettive. Credevamo, dopo l’annuncio delle scorse settimane (dato anche tramite social network da esponenti di partiti di governo) di aver aggiunto un altro importante tassello verso la realizzazione di un’opera strategica al futuro della nostra economia. E vogliamo crederci ancora! Convinti, quindi, che non sia questo il caso, vogliamo tuttavia far presente che non permetteremo temporeggiamenti che rischiano di sembrare strumentali. Soprattutto in considerazione del fatto che siamo in piena campagna elettorale".
Da Pietro Tapanelli, consigliere comunale di Camerino, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota stampa in merito alla festa del Torrone
Oggi rischio grosso. Coscientemente e scientemente voglio criticare le iniziative turistiche che, dal sisma a questa parte, stanno continuando a Camerino, nella normalità più assoluta, come se non fosse successo alcunché. Lo so, qualcuno mi dirà che sono pazzo e che, politicamente, dovrei tacere evitando il rischio di inimicarmi i valorosi volontari che, eroicamente, mettono impegno e soldi, ad esempio, nella Festa del Torrone.
Ieri, proprio durante i festeggiamenti del dolciume tipico natalizio che si sono tenuti al City Park di Camerino, ho avuto come l’impressione di trovarmi sul Titanic. La città cola a picco e tutti, governance cittadina compresa, sembrano ancora far affidamento sulla inaffondabilità del transatlantico ducale. Credo ci voglia onestà e franchezza, nonché responsabilità politica, nel dire che la realtà, a Camerino, è totalmente cambiata a causa del terremoto. Bisogna trovare il coraggio di dire, e capire, che non si può più continuare a concepire, ed organizzare, eventi per i pochi camerinesi ancora residenti. Già questo modo di lavorare non lo condividevo prima, ma oggi sta assumendo i tratti di una condotta dolosa.
In uno degli ultimi consigli comunali ho suggerito al Sindaco di puntare su due o tre eventi. Corsa alla Spada, Camerino Festival e, perché no, Festa del Torrone, ma finanziando seriamente la loro attività, con piani di comunicazione seri e professionali e che, quindi, siano in grado di evitare che queste feste diventino sempre di più innocue dosi di morfina per il paziente in fin di vita. In questa fase, drammatica, occorrono decisioni nette che, purtroppo, qualcuno sconterà. Non per dispetto verso alcuni, ma per il bene della città. Poche cose, ma fatte bene e investendo denari pubblici. Non è più tempo di accontentare tutti pensando solo alla prossima tornata elettorale.
La mia è una ricetta vincente? Non lo so, ma è doveroso provare. Continuando così, il naufragio è cosa certa e la Banda Città di Camerino, che spesso accompagna con i suoi concerti tali manifestazioni, verrà ricordata alla pari dell’orchestra del Titanic, continuando a suonare e facendo credere che tutto stia andando bene.
Se non ci sono i soldi, come qualcuno obietterà, è dovere dell’amministrazione adottare proteste politiche ed istituzionali esemplari e ferme. Se, ad esempio, gli organi sovracomunali non si adoperano per realizzare neanche un passaggio pedonale, occorre dimettersi, per protesta, e consegnare le chiavi della città al commissario per la ricostruzione. Mi dispiace dirlo, ma il tirare a campare non deve più essere tollerato.
Sicuramente riceverò pernacchie per questo mio pensiero, anche se Eduardo De Filippo insegnava che c’è pernacchio e pernacchio, anzi il vero pernacchio non esiste più e quello di oggi è solo volgare e brutto, e nulla verrà preso in considerazione, ma come consigliere comunale mi sento in dovere di dire certe cose, anche se impopolari.
Aggiungo la proposta di riserva, anche alla luce dell’impossibilità, tutta camerte, di fare un benedetto passaggio pedonale nella zona della New Town di Camerino. Diamo l’incarico al maestro pasticcere Attili, artefice del torrone più lungo del mondo. Lui, in questo marasma, è l’unico che riesce a fare qualcosa. Il ponte, per far attraversare i poveri pedoni, lo possiamo fare con albume, zucchero e mandorle. Chissà che non venga fuori il torrone con passaggio pedonale più lungo del mondo. Ad maiora!
La Befana, rigorosamente a bordo della sua scopa rispettando così anche la ztl, è giunta questa mattina sia in piazza Leopardi che davanti a quello che rimane dell’ospedale cittadino con un bel sacco di carbone "per tutti quelli amministratori comunali e regionali che non si sono impegnati a sufficienza a difendere e migliorare la sanità del territorio".
L’iniziativa, organizzata dal Comitato Cittadino “Salviamo il punto di primo Intervento”, ha, ancora una volta, l’obiettivo di tenere alta e viva fra la cittadinanza la volontà di portare avanti il progetto, contenuto nella petizione popolare sottoscritta da circa 4000 cittadini e più volte manifestata nelle numerose iniziative pubbliche che si sono svolte in questo ultimo anno, di salvare non solo il servizio di emergenza dell’ospedale Santa Luciama anche di far riacquistare al nosocomio cittadino almeno alcuni posti letto di tipo ospedaliero, oggi sostituiti dalle cure intermedie, che potrebbero servire ad alleviare il disagio di migliaia di utenti del territorio in attesa che entrino in funzioni le nuove strutture.
La Befana con il suo sacco pieno di carbone, è andata a piedi dall’ospedale Santa Lucia sino in piazza Leopardi dove era in corso il mercato settimanale. Il suo passaggio è stato salutato calorosamente da molti cittadini che hanno condiviso l’iniziativa del Comitato mentre i più piccoli si sono avvicinati alla vecchiarella facendosi fotografare dai loro genitori.
Alla fine della mattinata un sacco di carbone è stato lasciato sotto la Torre del Borgo e davanti l’ingresso dell’ospedale di comunità Santa Lucia.
"Ma come è possibile? Come è possibile che un mezzo meccanico utilizzi la pista ciclabile del Lungomare Sud di Civitanova Marche? Era un mezzo per la manutenzione della zona... Che cosa ha provocato questo disastro? Se lo chiedevano quanti questa mattina frequentavano il lungomare". Così inizia la nota stampa a firma di Cittaverde inviata questa mattina.
"Eppure solo un mezzo a motore - prosegue la nota - poteva percorrendo la pista ciclabile perdere olio e continuare la sua marcia per circa 500 metri. E che dire sul fatto che successivamente è stato spalmato su quella scia d’olio un po' di brecciolino probabilmente per assorbirlo ma non si è stata chiusa. Perchè non mettere in sicurezza la pista ciclabile chiudendola temporaneamente per evitare che i ciclisti (come dimostrano le foto) potessero incautamente percorrerla e pulirla".
"Questo incidente - conclude - segnala come il Lungomare Sud sia una zona marginale, priva di controlli. Tanto che l'illuminotecnica, i recinti in legno delle aree verdi e le pavimentazioni in legno sono da qualche anno prive di manutenzione e lasciate al degrado. C'è da chiedersi perchè nel Lungomare Sud non vi sia il telecontrollo".
Dal consigliere del PD di Civitanova Marche Giulio Silenzi riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa in risposta alle dichiarazioni del sindaco Fabrizio Ciarapica (leggi qui).
Come spesso gli capita, Ciarapica liquida le questioni imbarazzanti con un atteggiamento da Ponzio Pilato. La Giulietti ha criticato il Papa perché a suo dire nell'omelia di Natale non ha citato i terremotati solo perché sono italiani mentre ha parlato solo degli stranieri. Questa la sostanza di una critica assurda.
Su questo il Sindaco era chiamato a dire se era d’accordo o no e non sulla libertà di critica. La Giulietti di fatto è il capo della sua segreteria e, come scritto nella delibera che ne definisce l’ambito professionale, è alle sue dirette dipendenze, pertanto non un comune cittadino e lui non può, ancora una volta, scansare da sé l’ennesima gaffe parlando di libertà di espressione e di censura che nessuno ha messo in discussione e citando la Costituzione, a cui pare attingere solo quando gli fa comodo.
Il Papa nella sua omelia di Natale parla al mondo, interpreta il Vangelo, si rivolge ai credenti e ai non credenti mentre le interpretazioni della Giulietti, che riduce il tutto ad una questione di razza - l'essere italiano o meno -, hanno un sapore esclusivamente elettorale, essendo lei presidente della lista di destra a cui appartiene anche il sindaco. Ciarapica è stato semplicemente chiamato a dire se è d’accordo o no su quelle gravi affermazioni e non su richiesta dell’opposizione, ma di un gruppo consiliare della sua maggioranza (Liberamente) che nella sua replica Ciarapica nemmeno cita, perché lo considera evidentemente del tutto irrilevante e subalterno.
La parlamentare del PD, Irene Manzi, risponde alle dichiarazioni del senatore Lega Nord Paolo Arrigoni (leggi qui) sul tema del pagamento del bollo sulle perizie immobili nelle aree terremotate.“In merito a quanto dichiarato dal senatore della Lega Nord Paolo Arrigoni e da alcuni amministratori locali, è destituita di fondamento la notizia secondo cui dal primo gennaio 2018 non sia più in vigore l’esenzione dell’imposta di bollo sulle schede Aedes necessarie per verificare il grado di agibilità degli immobili nelle aree del terremoto del centro Italia”. Con queste parole Irene Manzi,smentisce la notizia, circolata in queste ore, circa il venir meno dell’esenzione dell’importanza di bollo sulle perizie Aedes.
L’esenzione dell’imposta, infatti, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2018 (come previsto dall’articolo 43, comma 1, lettera a bis del decreto legge 50/2017, convertito con modificazioni nella legge 96/2017). “Spiace - prosegue la Manzi - che ancora una volta per mere finalità di consenso elettorale, si debba speculare sulla fiducia e la buona fede dei cittadini. È importante dunque rimarcare che fino al 31 dicembre 2018 non si dovrà pagare alcun bollo sulle perizie giurate.”
Da Cittaverde, Civitasvolta e Civitanoi, riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa riguardante il subentro del Cosmari nello spazzamento della città di Civitanova Marche.
Dopo aver annunciato il passaggio al Cosmari del servizio di spazzamento della città quando con precisione avverrà? e quando verrà ritirato al SUA il maxi appalto? Passare il servizio al Cosmari è un fatto positivo.In questo caso nella sostanza non si “esternalizza” e si esce dalla competizione al ribasso che troppe volte significa meno qualità e si rafforza un Consorzio di soli Comuni dentro il quale il nostro Comune è il socio più grande.
Poi ci poniamo alcune domande:
1) Quando verrà ritirato/annullato il maxi appalto deciso dalla precedente giunta di fatto fermo in provincia presso la stazione unica appaltante?
2) La gestione dello spazzamento da parte del Cosmari prevede anche l'assorbimento dei dipendenti comunali del servizio di nettezza urbana. Quanti saranno?
3) Speriamo siano tutti, ma se così non fosse sarà prevista la possibilità per alcuni di optare per altre soluzioni come fu per la costituzione delle partecipate?
4) In una città nella quale la Raccolta Differenziata è da tempo ferma al 72,5%, che ruolo negativo ha giocato il fatto che non è mai stato approvato nè un Regolamento sul Servizio della Nettezza Urbana nè la Carta dei Servizi Atti che potevano essere scritti prima (da qualche decennio) considerato che sono atti a costo zero. In particolare non aver mai adottato la Carta dei Servizi ha significato tagliare fuori i cittadini e di fatto abbandonare il servizio a se stesso?
5) Aumenteranno o no con questo passaggio al Cosmari i costi del servizio? E' legge che comunque i costi debbono essere coperti al 100% dalla tariffa e sarebbe buona cosa iniziare a fare passi concreti verso la tariffa puntuale, l'istituzione dell'Osservatorio sui Rifiuti. La Carta dei Servizi è uno strumento che permette al cittadino di verificare il servizio che paga, la sua qualità e i riferimenti certi. Di quanto aumenteranno i costi dopo l'affidamento. Civitanoi ,civitasvolta e Cittaverde si appellano ai sindacati perché vigilino su tutti i passaggi del servizio spazzamento che deve essere trasparente nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini. Le nostre sono delle domande che puntano a far si che vi sia chiarezza, trasparenza e un servizio di qualità che la città attende da tempo.
Intanto basta con le proroghe!
Dal Commissario Nazionale Lega Nord Marche, il senatore Paolo Arrigoni, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa in merito al bollo sulle perizie degli immobili nel cratere.
“ Il Governo Gentiloni non ha prorogato l'esenzione dal bollo delle perizie giurate. Questo significa che dal 1 gennaio i terremotati dovranno pagare anche per le schede AEDES necessarie per la verifica del grado di agibilità degli immobili colpiti dal terremoto. Questo affronto rischia di portare a pesanti conseguenze. Questa è una nuova tassa per chi ha avuto la casa danneggiata, pesante in perizie particolarmente complesse con importi che potrebbero arrivare facilmente ad alcune centinaia di euro. C'è poi il rischio che i tecnici che già erano sottopagati a forfait per questa prestazione, che fa assumere loro enormi responsabilità, saranno portati a fare perizie meno accurate, con conseguenze negative come la probabile contestazione delle schede da parte della Regione e la necessità di fare verifiche integrative con ulteriori perdite di tempo sulla ricostruzione”.
Così Paolo Arrigoni, senatore leghista, componente della commissione ambiente del Senato e commissario della Lega nelle Marche. “Dobbiamo denunciare che dopo i vergognosi ritardi nella consegna delle casette SAE, profumatamente pagate ma spesso con problemi, e nella rimozione delle macerie, i terremotati ricevono un'altra conferma di come questa gestione del terremoto si stia dimostrando - conclude Arrigoni - distante e sorda alle esigenze di chi ha perso tutto”.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma del Consigliere Regionale Popolari Marche - Unione di Centro, Luca Marconi.
Rinvio tecnico, nell’ultima seduta dell’anno del Consiglio regionale, per la modifica del regolamento delle sale del commiato per la quale ci sono diverse proposte agli atti tra cui quella a firma del capogruppo in Regione per i Popolari Marche UDC, Luca Marconi, e dell’assessore Angelo Sciapichetti. L’impegno, comunque, è di approvare il nuovo regolamento nella prima o seconda seduta del Consiglio Regionale di gennaio.
Il principio da far salvo, proprio sulla base della nuova proposta di legge, quella della Giunta, è che non ci sia coabitazione nello stesso edificio fra case del commiato e civili abitazioni. La soluzione più semplice da adottare è quella di autorizzare le case di commiato in edifici singoli e isolati che non contengano unità immobiliari e residenziali così come proposto con l’emendamento presentato dal consigliere Luca Marconi (UdC), dall’assessore Angelo Sciapichetti (PD) e dal vice presidente del Consiglio Piero Celani (FI).
“C’è ancora chi crede - commenta Marconi - e sono la maggioranza, che la morte sia una cosa seria che merita rispetto, riservatezza e silenzio e che il dolore di una perdita del proprio caro mal si concilia con la naturale vivacità di un centro abitato; siamo dell’idea, insomma, che una camera mortuaria privata fra una discoteca e un negozio di abbigliamento non sia corrispondente alla nostra cultura e sensibilità.
Ci auguriamo solo, conclude quindi Marconi, che in questo periodo, in attesa dell’ulteriore modifica del regolamento, non ci sia chi approfitti della vecchia normativa e si precipiti a richiedere l’apertura di nuovi servizi: vigileremo perché ciò non accada.”
Dal Segretario Politico Azione in Movimento di Macerata Simone Livi riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa riguardante il centro storico.
"C’era una volta Macerata. Salendo verso il centro da Corso Cavour/Via Garibaldi o da Corso Cairoli/Piazza Mazzini/Le “Scalette” o da Porta San Giuliano, si possono ammirare in ogni angolo delle veree proprie opere d’arte e scorci architettonici che ti fanno trattenere il fiato. Un’apoteosi di vicoli suggestivi e palazzi storici. Insomma una città straordinaria, capoluogo di provincia, che sapeva attrarre migliaia di persone da ogni dove e che soprattutto offriva molte opportunità ai propri cittadini.
Fino a qualche anno fa le sue vie, soprattutto nei giorni festivi e prefestivi, sembravano il centro del mondo per come erano popolate da fiumi di gente che le percorreva. Ora niente di tutto ciò. Questo periodo Natalizio ha solo acuito i problemi che persistono ormai da troppo tempo, generando un danno economico per quelle attività commerciali (sempre meno aimè) che ancora hanno laforza ed il coraggio di sacrificarsi e pagare fior di euro di tasse.
Queste festività purtroppo sono state caratterizzate in maniera desolante da una mancanza quasi totale di persone, situazione che oltretutto ha creato anche un danno d’immagine alla città. La mancanza di lungimiranza nelle scelte amministrative, tipo la pedonalizzazione del centro storico fatta in modo scriteriato, certamente hanno contribuito a questo status negativo e la cosa peggiore è che la maggioranza di sinistra pare sia sorda a qualsiasi tipo di dialogo costruttivo o suggerimento.
Azione In Movimento si schiera senza se e senza ma con tutti gli esercizi commerciali che chiedono a gran voce al Sindaco di rivedere alcune scelte e chiede allo stesso ed alle forze politiche che losostengono di mettere in atto qualsivoglia provvedimento utile a ridare slancio alla città. Noi stiamo già studiando da tempo alcune possibili soluzioni e cercheremo di farci trovare pronti nel 2020, anno in cui crediamo che Macerata potrà essere liberata da un’egemonia politica che dura da troppi anni e che si sta dimostrando fallimentare. C’era una volta Macerata, città capoluogo di provincia. Noi vogliamo che torni".
Dal Commissario Nazionale Lega Nord Marche, il senatore Paolo Arrigoni, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa in merito alla questione dei sacchetti in plastica biodegradabile.
“Ho fortissimi dubbi sulla reale sostenibilità delle attuali bioplastiche, ma ho la certezza che non risolvano problemi come la dispersione dei rifiuti in terra e nei mari (littering), e che questo sia un bel business fatto sulla pelle dei consumatori, per la gioia della Novamont cara al PD e al parolaio Renzi”. Così interviene il senatore della Lega Paolo Arrigoni, membro della Commissione parlamentare Ambiente e Territorio, sulla norma che dall’1 gennaio ha imposto ai consumatori italiani che acquistano frutta e verdura di confezionarle in sacchettini di plastica biodegradabile rigorosamente usa e getta e a pagamento.
“La direttiva comunitaria, recepita con un emendamento al Dl Mezzogiorno, consentiva di esonerare dall'obbligo di compostabilità gli involucri destinati agli alimentari, ma in Italia per volere del Governo Gentiloni dal primo gennaio è scattato nei supermercati l’obbligo per legge all’uso di costosissimi sacchetti “naturali” per l’acquisto di frutta e verdura; peraltro preceduto dall’introduzione nelle mense di molte scuole (come quelle di Milano) dello stop all’uso di piatti e bicchieri in plastica tradizionale a favore di quelli realizzati in materiali compostabili, con significativi aumenti dei costi (solo per le scuole di Milano sono stati stimati almeno 300 mila euro in più all’anno…)”.
“Il risultato? – fa notare ironicamente il Senatore - Nonostante in Italia la plastica grazie alla raccolta differenziata abbia ormai raggiunto percentuali elevate di recupero e riciclo, si spinge ora sempre più per sostituirla con plastica biodegradabile, molto più costosa, di precaria funzionalità e che crea problemi di funzionamento a numerosi impianti di compostaggio!”.
Il Capogruppo FI, Jessica Marcozzi ha presentato un'interrogazione consiliare Sostegno per tutti gli anziani presenti in strutture di assistenza della nostra regione. Questo chiedo con un'interrogazione consiliare all'Amministrazione regionale. Ad oggi infatti, quasi tremila anziani nelle Marche non godono del sostegno finanziario regionale e dunque ricadono, in termini di spese, sulle famiglie o sulle strutture. Il comitato Enti Gestori Marche-Strutture Assistenziali Anziani si è riunito nelle scorse settimane per discutere dello stato dei rapporti con la Sanità regionale in merito alla convenzione delle strutture e all'adeguamento delle rette a carico della Regione Marche. E sono emerse non poche lacune.
Non dimentichiamoci infatti che le tariffe della Regione non sono ancora state adeguate e l'Atto di Fabbisogno non è ancora operativo. Perché denuncio tutto ciò? Perché nella nostra Regione circa 7 mila anziani sono ospiti di Strutture di Assistenza. Circa 2 mila sono nelle Case di Riposo e circa 5 mila nelle Residenze protette. In quasi tutte le regioni italiane le persone non autosufficienti gravi inserite nelle Residenze Protette sono finanziate per la quota sanitaria dalla Sanità regionale, con quote giornaliere che oscillano dai 40 ai 55 euro.
Nelle Marche si corrispondono, invece, quote giornaliere pari a circa 33 euro. Stando ai finanziamenti elargiti dalla Regione, risulta oltretutto che circa 1.200 anziani dei 5mila nelle Residenze Protette, sono a totale carico delle famiglie. E non è tutto. Attualmente gli ospiti delle Case di Riposo, per circa l'80% non sono più autosufficienti. Dunque ai 1.200 non convenzionati si devono giocoforza aggiungere almeno altri 1.500 anziani. Morale della favola quasi 3 mila anziani sono estromessi dal sostegno finanziario con al contempo, strutture pubbliche trascurate e strutture di Assistenza allostremo. Ecco perché non si può più attendere: la Regione deve arrivare alla copertura degli oneri legati al sostegno degli anziani non autosufficienti. E deve anche provvedere al più presto all'aumento delle rette tutelando le strutture di assistenza anziani storiche delle Marche.
Dal sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa in merito alla dichiarazione di Claudia Giulietti.
Mi trovo di nuovo a dover rispondere su temi irrilevanti per l’intera cittadinanza, ma tanto cari a chi invece non ha argomenti politici ma sa fare solo ostruzionismo. In merito alle esternazioni di Claudia Giulietti su Papa Francesco, specifico quanto segue.
La notizia che è circolata in questi giorni non è corretta, nel senso che la Giulietti fa parte dello staff del Sindaco ma non è portavoce. E lo dico una volta per tutte: sono io che parlo a mio nome. Qualora sceglierò un portavoce ne sarete informati. Ritengo che ogni cittadino sia libero di esprimere in maniera educata e civile la propria opinione, anche sul Papa. Come ho già detto, fatto e dimostrato altre volte io rispetto le opinioni altrui quando queste non vanno contro il bene comune e non ledono gli altri. Per tanto, non sono io a dover censurare opinioni personali, politiche o culturali, per questo c’è l’Autorità competente.
Le affermazioni della Giulietti non erano né offensive né diffamatorie o anticlericali, anche alla luce del fatto che l’omelia di Papa Francesco ha suscitato un dibattito a livello internazionale. Se teologi e politici si interrogano di fronte alle parole del Papa, non mi spiego perché non possano farlo anche i cittadini. Ancora una volta è la sinistra che cerca di censurare una libera cittadina nel suo pensiero personale.
Credo che questo fatto sia decisamente sconveniente. Non accettare mai l’opinione altrui, quando diversa dalla propria, di sicuro, non risponde ad alcun principio né della nostra Democrazia né dellanostra Costituzione che all’art. 21 recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.Così come l’Articolo 32 della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo: “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.
Anche stavolta è stata persa l’occasione per fare davvero l’interesse dei cittadini.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma dei portavoce dell'associazione "Cittadini in Cammino", Monica Martarelli e Gabriele Maolo.
Si fa un gran parlare in questi giorni sulla stampa, sulle TV, sulla rete, da parte di comitati e di alcuni Sindaci delle zone terremotate, delle disfunzioni delle SAE: rubinetti che perdono, caldaie che si bloccano.. Indubbiamente vi sono disfunzioni, ritardi e lacune nella fase esecutiva ma crediamo che da chi detiene responsabilità pubbliche anche locali sia lecito attendersi uno spirito di piena collaborazione per la soluzione dei problemi. Gli amministratori locali sono chiamati a dare risposte più che a fare denunce. In alcune situazioni recenti si è dovuto constatare come si sia andati sopra le righe e non vorremmo che l'avvicinarsi del periodo elettorale rappresenti un fattore che favorisca il prevalere delle ambizioni personali e delle polemiche strumentali sull'impegno richiesto a chi riveste incarichi pubblici nell'opera di ricostruzione.
Ancor più grave e irresponsabile appare il comportamento di comitati o sedicenti tali, spesso guidati da personaggi ambigui, il cui unico fine sembra la demolizione dei poteri pubblici piuttosto che la tutela degli interessi dei cittadini. L'utilizzo di foto che rappresentano situazioni diverse da quelle della realtà attuale, le immagini non veritiere, le notizie prive di fondamento create ad arte per esasperare gli animi: tutto ciò sulla pelle dei cittadini che già vivono situazioni complicate e difficili, ai quali andrebbero date notizie serie, certe e concrete e che dovrebbero essere più rassicurati che spinti a reazioni rabbiose.
Fa piacere constatare come le comunità locali, salvo casi veramente isolati, non si prestino a queste vergognose speculazioni e forniscano esempi di serietà, correttezza e anche di paziente attesa.
Vista l'ingente disponibilità di risorse messe a disposizione dal governo centrale, noi riteniamo che l'impegno prioritario sia oggi per le amministrazioni pubbliche, le forze economiche e sociali quello di concepire e poi realizzare un nuovo progetto di sviluppo e di rinascita dei territori colpiti. Poiché prima del sisma queste aree erano contrassegnate da un grave declino fatto di spopolamento, perdita di servizi e marginalità del tessuto economico, il tema non è certo quello di ripristinare tal quale ciò che esisteva prima del sisma ma di immaginare un percorso nuovo capace di valorizzare in un nuovo contesto peculiarità e qualità del nostro entroterra. Ciò richiede capacità di elaborazione e di innovazione, coraggio di mettere in campo scelte diverse dal passato, ripensare la stessa dimensione amministrativa, la dislocazione e l'organizzazione dei servizi. Questa è la sfida difficile alla quale tutti siamo chiamati. Perdere tempo in polemiche sterili e strumentali non ci aiuterà a perseguire questo obiettivo.
CivitaNoi e CivitaSvolta chiedono formalmente ai rappresentanti del Movimento 5 stelle di Civitanova e delle Marche di organizzare un incontro pubblico sulla questione dei vitalizi dei parlamentari.
Occorre sempre informare correttamente la cittadinanza sui temi scottanti dell'attualità in vista delle prossime elezioni politiche.
All'incontro sarebbe opportuno che partecipassero Di Maio, Di Battista e Fico. Qualora accettassero, CivitaSvolta e CivitaNoi porteranno un loro rappresentante per il confronto sul tema.
I due gruppi sarebbero inoltre interessati ad avere risposte dagli esponenti del Movimento 5 stelle in merito a se tutti gli eletti del Movimento stesso hanno presentato la denuncia dei redditi e affermano di attendere una risposta anche attraverso le varie testate giornalistiche.
Rceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere comunale Andrea Caprodossi in risposta al sindaco di Camerino Gianluca Pasqui
"Il sottoscritto Consigliere Comunale Andrea Caprodossi con la presente segnala l’estremo pericolo creato dalla mancanza di un percorso pedonale lungo la SP256 (strada provinciale 256 muccese). Inoltre sarebbe auspicabile la creazione di due attraversamenti pedonali..".
Così iniziava la comunicazione inviata sia al Sindaco di Camerino che al Presidente della Provincia di Macerata, una lettera di segnalazione, appunto, di un reale pericolo.
Il Presidente Pettinari ha risposto in modo impeccabilmente tecnico, dicendo che la cosa non rientra nelle competenze provinciali, ciò non toglie che in presenza di un così evidente potenziale pericolo, stante anche le condizioni che si sono venute a creare nella zona di interesse in seguito al sisma, ci si sarebbe potuti aspettare un suo interessamento ed intervento verso gli Enti direttamente responsabili della strada.
Grave invece è da ritenersi l'atteggiamento del Sindaco Pasqui che, come sempre, anziché cogliere il suggerimento ha in primo luogo attaccato con insulti gratuiti la mia persona, e poi fornito risposte poco congruenti con quanto segnalato, risulta infatti evidente che progetti di realizzazione di tunnel o sovrappassi richiedono tempi lunghi, per quanto, stando a ciò che il Sindaco scrive, essendo partiti "prima del sisma" non si capisce come non ne sia venuta fuori neanche una piccola soluzione come la realizzazione di passaggi pedonali, magari forniti di appositi semafori a richiesta!
E' vero che le competenze sono dell'ANAS, ma possibile che un Sindaco non sia in grado di ottenere la realizzazione almeno delle strisce pedonali?
Come mai tutti questi grandi sforzi e pressioni da parte del Sindaco non ottengono risposte?
Certo che se, dopo aver sentito i tanto evocati tecnici, si chiedono interventi sulla "Varanese", ovvero la strada nelle vicinanze della frazione di San Luca che porta alla Sfercia, quando servono sulla "Muccese" è difficile che qualcuno intervenga.
La verità è che ogni volta che si pone una domanda o si rivolge una critica al Sindaco o all'Amministrazione di Camerino, anziché ricevere risposte serie, credibili e circostanziate, si viene attaccati, sia personalmente che come minoranza, come accaduto più volte per la questione delle aree destinate alla realizzazione delle SAE, l'iter è identico per tutti, ma Camerino è anni luce indietro! Camerino ha bisogno di altro, ha necessità di un Sindaco capace, che pensi alla città e alla popolazione e non alla propria carriera politica, un primo cittadino che non abbia paura di nulla e che sia sempre in prima linea, come il Sindaco di Pieve Torina Gentilucci o come la Sindaca di San Severino Marche Rosa Piermattei. Pasqui la butta sempre sullo scontro politico, ma le mie critiche, come quelle della minoranza, non sono attacchi politici, ma manifestazione di preoccupazione e di interesse per la città e per i problemi che la assediano, e che dal sisma si sono fatti sempre più gravosi.
E' ora di finirla con l'atteggiamento di superiorità (e da coda di paglia) del Sindaco, ci vuole rispetto per la popolazione e serietà. A Camerino a distanza di più di un anno non si riesce nemmeno a fare un passaggio pedonale, non è stata consegnata nemmeno una casetta, non si vede l’ombra di una demolizione, per non parlare del centro commerciale, mentre a San Severino e Pieve Torina, come in tanti altri Comuni, si corre, anzi si galoppa, si demolisce, si costruisce e si consegna. Ai cittadini non interessano le carte, hanno bisogno di fatti e di vedere un minimo di ripartenza, oltre che di unità".
"Positivo ed importante, da parte del Ministero dei Beni culturali e del Turismo, il riconoscimento del Distretto turistico della Marca Maceratese, opportunità concreta e significativa di rilancio per il territorio maceratese colpito dal terremoto". Con queste parole la parlamentare del Pd, Irene Manzi, commenta il riconoscimento, lo scorso 29 dicembre, da parte del Mibact, del distretto turistico della Marca Maceratese che, insieme ad altri 7 distretti riconosciuti a livello nazionale, ha potuto beneficiare della proroga al 31 dicembre 2017, concessa dal decreto Milleproroghe, per il riconoscimento ufficiale dei distretti turistici, destinati, in base al decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, a riqualificare e rilanciare l'offerta turistica a livello nazionale ed internazionale ed accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori in essi ricompresi.
"La provincia di Macerata era l'unica, tra le altre province marchigiane, a mancare di un distretto turistico riconosciuto a livello ministeriale. Il riconoscimento operato lo scorso 29 dicembre colma un grave vuoto e - prosegue la Manzi- consente di mettere in campo, d'intesa con la Regione Marche, chiamata dalla legge a delimitare il territorio dei distretti, una strategia di insieme che, partendo dall'esperienza positiva messa in campo in quest'anno dai Comuni della Marca Maceratese, può allargare il proprio campo coinvolgendo ulteriori Comuni e, soprattutto, operatori privati. Da un'esperienza fondata sulla cultura ed emersa in occasione dell'emergenza post terremoto, può aprirsi una positiva opportunità di promozione e rilancio turistico dei territori dell'entroterra maceratese".
“Tocca la palma, ma la sicurezza è stata garantita?”. Con una richiesta di accesso agli atti Giulio Silenzi, consigliere del Pd, chiede la certificazione sul rispetto delle norme di sicurezza relative all’impianto di illuminazione (dichiarazione di conformità e corretto montaggio.
Deve essere attestato che l’impianto è stato fatto rispettando le vigenti norme a regola d’arte e che fili che portano tensione nominale di 220volts non stanno ad una altezza inferiore si mt 2,5 ) predisposto ai giardini ed al Lido Cluana in relazione all'organizzazione del contest 'Tocca la palma'.
Considerando che l'evento si svolge il 31 dicembre, Silenzi chiede verifiche celeri al Comune. "Sulla base - premette - della normativa vigente in relazione al diritto dei consiglieri di ottenere dagli uffici del Comune, dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso utili all'espletamento del mandato, dopo tre giorni dalla richiesta e vista la normativa vigente in merito alla facoltà di accesso agli atti da parte dei Consiglieri Comunali, chiedo che venga trasmessa la certificazione sulle norme di sicurezza degli impianti di illuminazione predisposta che garantisce la sicurezza di tutti i cittadini e se nel caso non vi fosse, chiedo un intervento tempestivo per garantire la sicurezza considerando il fatto che i cittadini vengono invitati a toccare le palme che hanno i fili elettrici”.
Trova applicazione da parte della giunta regionale il “pacchetto famiglia" proposto dal capogruppo UdC Luca Marconi e approvato all’unanimità dal Consiglio regionale nel settembre scorso. Anzi rispetto al passato ci sono 155 mila euro in più a disposizione per il sostegno alla famiglia, in modo particolare di quella più bisognosa.
“Viene pienamente accolto da parte della Giunta regionale - commenta Marconi - quanto proposto dalla Consulta per la famiglia e dalla IV Commissione Consiliare. Ringrazio l’assessore Bravi e il presidente Ceriscioli che hanno condiviso con noi la necessità che siano messe in campo sempre più politiche familiari adeguate per sostenere la famiglia quale nucleo umano fondamentale per tenere in piedi la società civile”.
A favore delle donne in stato di gravidanza e padri e madri entro il 6° mese di vita del bambino in situazione di difficoltà economiche i Comuni potranno disporre di 450.000 euro, mentre ben 400 mila potranno essere utilizzati per contribuire ai costi che le famiglie sostengono per il trasporto scolastico dei figli, anche con disabilità, frequentanti le scuole secondarie di primo e secondo grado.
“Il piano di riparto predisposto - spiega Marconi - stanzia finanziamenti anche per continuare l’esperienza della Scuola per Genitori e dei Centri per la Famiglia, iniziative entrambe avviate quando io ero assessore alla Famiglia, che sono state particolarmente apprezzate in tutta la regione con un fiorire di iniziative aggreganti e di sensibilizzazione. Per la prima ci sono a disposizione 100.000 euro mentre per garantire la continuità dei Centri i fondi stanziati sono 175 mila euro. Mi piace sottolineare anche - conclude Marconi, che non nasconde la soddisfazione per l’importante scelta adottata dalla Giunta - che è stato stanziato per la prima volta un fondo di 100 mila euro da utilizzare per la formazione delle coppie adottanti: un gesto generoso che ha bisogno di tutta la nostra attenzione per la preparazione sia di chi ha già scelto di mettersi a disposizione sia di chi ha intenzione di farlo.”
La giunta, infine, ha stanziato una somma di 5.000 euro a disposizione dell’Amministrazione Comunale che organizzerà la Festa Regionale della Famiglia, un evento previsto dalla legge 30/98 riformata recentemente su proposta di Marconi e approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale.