Politica

Elezioni Macerata, Noi Moderati si smarca: "Scenario politico confuso, andiamo avanti da soli"

Elezioni Macerata, Noi Moderati si smarca: "Scenario politico confuso, andiamo avanti da soli"

In vista delle prossime elezioni comunali di maggio, il segretario cittadino di Noi Moderati Macerata, Luigi Carelli, insieme al vicesegretario, il professor Guido Garufi, interviene nel dibattito politico locale per chiarire la posizione del partito e fare chiarezza nei confronti dei cittadini. Carelli ricorda che le liste elettorali devono essere presentate almeno trenta giorni prima del voto e che, a poche settimane dalla scadenza, non è ancora definito il quadro delle candidature a sindaco, né nel centrodestra né nel centrosinistra. Una situazione che viene definita oggettivamente imbarazzante e che rende necessaria, per autotutela politica, la conferma della scelta di autonomia del partito. «Noi Moderati ha dimostrato la propria consistenza elettorale – sottolinea Carelli – portando al centrodestra regionale 9.860 voti e mancando l’elezione di un consigliere per appena lo 0,3%. Un dato che certifica la serietà del nostro percorso politico». Un altro elemento che il partito ritiene doveroso evidenziare riguarda l’assenza di qualsiasi interlocuzione ufficiale: né il segretario cittadino né il partito, spiegano Carelli e Garufi, hanno mai ricevuto telefonate, messaggi o comunicazioni formali. Un fatto che, secondo Noi Moderati, solleva interrogativi sulle dinamiche politiche in atto. Il partito respinge con decisione le critiche rivolte alla scelta di autonomia, chiarendo che non si tratta di una manovra di convenienza, ma di una decisione dettata dalla volontà di garantire chiarezza e responsabilità nei confronti degli elettori. «Non vi è alcuna malafede – spiegano – ma l’esercizio di un diritto politico legittimo». Noi Moderati ritiene inoltre necessario ripensare e aggiornare l’attuale amministrazione comunale, aprendola a nuove generazioni e a indirizzi politici più aderenti ai cambiamenti della società. Al centro rimane una visione di democrazia partecipata, in cui il Consiglio comunale e il sindaco rappresentano l’espressione diretta della sovranità dei cittadini. «Siamo contrari a una politica ridotta a mera comunicazione e spot – affermano Carelli e Garufi – perché allontana i cittadini dalla partecipazione e svuota la democrazia della sua sostanza». Il partito annuncia infine che proseguirà con un proprio indirizzo politico e programmatico, da sottoporre alle forze disponibili in un’ottica di confronto trasparente e non di scambio di ruoli. Il riferimento ideale resta la tradizione del cattolicesimo democratico, richiamata nel proclama di Don Luigi Sturzo "Ai liberi e ai forti", come invito al coraggio politico e alla responsabilità.  

19/01/2026 17:18
"Sul mattatoio Parcaroli ha mentito: vogliamo la commissione d'inchiesta"

"Sul mattatoio Parcaroli ha mentito: vogliamo la commissione d'inchiesta"

Come era facile prevedere la faccenda del mattatoio sta diventando un macello. Sandro Parcaroli è accusato dal Pd di aver mentito al Consiglio comunale e alla città. Il principale gruppo di opposizione in Comune  chiederà una commissione d’inchiesta sull’affaire dell’asta per il complesso di Villa Potenza.  Nonostante la difesa d'ufficio di Pierfrancesco Castiglioni, capogruppo in Comune di Fratelli d'Italia, Sandro Parcaroli dovrà affrontare un Consiglio comunale particolarmente infuocato lunedì prossimo. Per tre ragioni: la prima è che è stato sostanzialmente confermato quanto anticipato da Picchio News e cioè che venerdì 9 gennaio pochi giorni prima della scadenza dell’asta per l’aggiudicazione di immobili e terreni del CoZoMa, a Villa Potenza, il sindaco si è chiuso nel suo ufficio con l'assessore al bilancio Oriana Piccioni, Ilario Marcolini - l'imprenditore che con il massimo ribasso di legge essendo l’unico concorrente si è aggiudicato l’intero lotto per poco più di 390 mila euro, cioè un decimo del valore stimato all'atto della liquidazione coatta del mattatoio - e il capo dell’ufficio tecnico del Comune ingegnere Tristano Luchetti che ha illustrato le potenzialità di sviluppo dell’area per discutere del mattatoio. Dopo questa riunione il sindaco ha deciso di non partecipare all’incanto. La seconda ragione - scoperta da Picchio News - è che non c’era alcun bisogno di avere a disposizione tutti i soldi prima dell’asta per parteciparvi come detto da Sandro Parcaroli. E’ vero che la base d'asta partiva da circa 520 mila euro, ma come si legge nel bando, e come peraltro è prassi di tutte le aste, era sufficiente corredare la partecipazione con il 20% della cifra offerta più il 10% per le spese. Cioè il Comune di Macerata, se voleva partecipare all’asta, bastava che disponesse di qualcosa meno di 150 mila euro. È scritto nero su bianco nell'avviso di gara del 23 ottobre 2025 firmato dalla dottoressa Valeria Rastelli in esecuzione dell’ordinanza emanata il 20-03-’22 dal Giudice delle Esecuzioni Immobiliari del Tribunale di Macerata dottor Enrico Pannaggi nella procedura esecutiva n° 235/15 R.G.E.I. E se il Comune di Macerata non ha 150 mila euro vuol dire che il bilancio sano e in equilibrio rappresentato da Oriana Piccioni fa acqua: vuol dire che il Comune non ha disponibilità di cassa. Ammetterlo sarebbe peggio che rispondere ai molti interrogativi sull’asta. Il terzo motivo - anche questo anticipato da Picchio News - è che il Sindaco ha deciso dopo aver incontrato Ilario Marcolini di lasciare all’imprenditore campo libero non dando seguito alla richiesta, peraltro accolta e non poteva essere altrimenti visto che la società è controllata al 99% dal Comune, all'Apm di mettere a disposizione la somma di 520 mila euro necessaria per l’aggiudicazione del mattatoio. Su questi elementi poggia la durissima accusa che i vertici del Pd di Macerata muovono al primo cittadino. Lo hanno fatto in una conferenza stampa – si è tenuta stamane poco dopo le 12 al bar Mercurio – in cui sono intervenuti la professoressa Ninfa Contigiani, segretario cittadino del partito, l’avvocato Narciso Ricotta capogruppo in Comune e il consigliere Pd avvocato Andrea Perticarari che subito ha interrogato il Sindaco, adombrando anche l’eventualità di un danno erariale emergente dalla condotta del Primo cittadino, sulla mancata partecipazione del Comune all’asta per il CoZoMa. Ninfa Contigiani ha messo in rilievo come questa sia l’ennesima volta che il sindaco "tratta la cosa pubblica come fosse una sua proprietà" e lascia dietro di sé "zone d’ombra che devono essere chiarite al più presto". Ninfa Contigiani ha anche duramente stigmatizzato la violazione della volontà democratica espressa dal Consiglio Comunale - ha votato all’unanimità l’adeguamento di bilancio necessario a consentire l’accensione di un mutuo per 520 mila euro finalizzato alla partecipazione all’asta - che il sindaco ha fatto non partecipando all’asta senza informare nessuno e poi ha confermato che ci sono "voci sull’incontro preventivo tra Parcaroli e Marcolini che devono essere chiarite". A questa affermazione si è rifatto Andrea Perticarari che ha testualmente affermato: "Non possiamo tacere di fronte alla menzogna detta dal Sindaco". La menzogna è sostanzialmente la somma dei tre dubbi sollevati di fronte alla mancata partecipazione all’asta da parte del Comune e che Picchio News aveva ampiamente anticipato. Ma la menzogna più grave - sostiene Perticarari - è quella propalata da Sandro Parcaroli secondo il quale "il Comune non ha partecipato all’asta perché non c’è stato il tempo tecnico per accendere il mutuo necessario". E’ falso, secondo gli esponenti Pd, perché "il 2 gennaio l’APM ha convocato, con delibera del suo consiglio di amministrazione, un’assemblea dei soci per il 12 gennaio con all'ordine del giorno: distribuzione del fondo di riserva". Significa - ha sottolineato Perticarari - "che il Comune aveva a disposizione la provvista di denaro necessaria per partecipare all’asta senza alcun bisogno di fare un mutuo, peraltro se i soci richiedono la distribuzione del fondo di riserva la società non può esimersi dal farlo".  Ma, ecco il colpo di scena, il 12 gennaio il Comune non si è presentato all’assemblea mandandola deserta. "Sappiamo - sottolinea Ninfa Contigiani - che alle 9 e 30 del 12 gennaio con una telefonata il Comune ha avvertito l'Apm che non sarebbe intervenuto all’assemblea e questo è accaduto dopo che il Sindaco aveva incontrato Marcolini".  Per queste ragioni - ha spiegato Perticarari - "lunedì chiederemo le comunicazioni urgenti del Sindaco sul caso del CoZoMa e subito dopo avanzeremo la richiesta che - come da Statuto - venga insediata una commissione d’inchiesta del Consiglio comunale su questi fatti visto che le diverse esternazioni del Sindaco sono contraddittorie e, a nostro giudizio, non veritiere". "Mi auguro - ha sottolineato Ninfa Contigiani - che i gruppi di maggioranza comprendano quanto è delicata la situazione e si associno alla nostra richiesta che è una richiesta di trasparenza". A domanda se vi siano possibili risvolti penali l’avvocato Perticarari risponde. "Non è nostra abitudine portare gli atti in Procura, però molto dipende da cosa emergerà o non emergerà dalla commissione d’inchiesta; non c’è dubbio che c’è un profilo molto delicato che ruota attorno alla liquidazione del CeMaCo". Ma le rivelazioni non si fermano qui. È toccato a Narciso Ricotta dare il colpo finale: "Abbiamo scoperto leggendo un verbale del novembre scorso che non è mai stato trasmesso in Comune, e dunque ci chiediamo che tipo di vigilanza questo Sindaco svolga sulla partecipata più importante, che l'Apm ha acceso un muto per trecento mila euro per poter pagare le tredicesime". "L'Apm che regala i parcheggi ai dirigenti - dunque a chi può invece pagarlo perché ha uno stipendio consistente - e scarica i costi sui cittadini non ha i soldi per pagare gli stipendi. Sono molto curioso e a seguito della richiesta di distribuzione della riserva fatta dal Sindaco - anche se poi non gli ha dato seguito ignorando il deliberato del Consiglio comunale, il che è gravissimo, perché non ha partecipato all’asta per il mattatoio – ho avuto contezza che il debito che l'Apm ha con il Comune per 3,5 milioni di euro è quasi tutto dovuto al mancato pagamento dei canoni per il servizio idrico - aggiunge Ricotta -. Dai conti di Apm si evince che non ci sono i soldi per fare le manutenzioni e questo mentre si sono spese centinaia di migliaia di euro in consulenze per non sciogliere il nodo del gestore idrico unico condizione imprescindibile per mantenere l‘acqua in mano pubblica. Viene il sospetto che si pensi di azzerare i debiti privatizzando il servizio". "Che del resto è ormai una prassi di questa amministrazione. Gli ascensori gestiti dall'Apm e che dovrebbe rinnovarli con i proventi dei parcheggi saranno invece ricomprati dal Comune con i soldi di tutti. A proposito degli ascensori abbiamo anche scoperto che la società che gestisce le manutenzioni e che per contratto qualora qualcuno resti intrappolato nella cabina deve soccorrerlo è di Pescara. Se non fosse tragico sarebbe comico, devono venire da Pescara a liberare la gente! Lo stesso vale per la gestione delle farmacie - prosegue Ricotta -. Io sono il primo a volerle pubbliche e mi batterò fino allo stremo perché restino Comunali, ma devono erogare più servizi e devono essere gestite meglio. È perfettamente nello stile di questo sindaco: creare problemi per regalare ai privati.  "Lui ha già cambiato due presidenti all'Apm e ora fa finta – di fronte al caso dei parcheggi gratis a chi comanda – di cadere dalle nuvole: sa benissimo che l'Apm, che potrebbe essere un gioiello, è malgestita, ma a lui in prospettiva va bene così. Anche su questo daremo battaglia", chiosa Ricotta. In conclusione, aspettando il Consiglio comunale di lunedì, pare di capire che il sindaco andò per fare il mattatoio, ma venne matato.    

19/01/2026 17:10
Caserma di Civitanova Alta a rischio, l'allarme di Borroni: "Presidio fondamentale, c'è preoccupazione"

Caserma di Civitanova Alta a rischio, l'allarme di Borroni: "Presidio fondamentale, c'è preoccupazione"

Il futuro della stazione dei carabinieri di Civitanova Alta finisce al centro del dibattito politico regionale dopo le indiscrezioni riguardanti una possibile chiusura del presidio. A sollevare il caso è il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, che interviene con decisione sulla paventata ipotesi di cessazione delle attività legata a problematiche di carattere strutturale - ma non di inagibilità - dell’edificio che ospita la caserma nella città alta. "Si tratta di una notizia che desta forte preoccupazione - sottolinea Borroni - perché, anche nell'ipotesi in cui i militari venissero temporaneamente trasferiti e aggregati alla stazione di Civitanova Porto, si verrebbe comunque a perdere un presidio fondamentale per il territorio".  La stazione di Civitanova Alta rappresenta infatti un punto di riferimento essenziale per la sicurezza dell’intera area: oltre al centro storico e alle vaste zone di campagna circostanti, essa garantisce la copertura di un quadrante particolarmente sensibile, dove insistono anche i principali centri commerciali della città. Il consigliere evidenzia come la funzione della caserma sia vitale per l'equilibrio della zona: "La presenza dei carabinieri nella città alta è strategica e la sua eventuale chiusura rischierebbe di creare un vuoto in termini di controllo e prevenzione. La sicurezza dei cittadini civitanovesi deve rimanere una priorità assoluta". Per evitare che questo scenario si concretizzi, l'esponente regionale ha deciso di muoversi ufficialmente per fare piena luce sulla vicenda: "Sarà mia premura approfondire la questione nelle opportune sedi istituzionali, compresa la presentazione di una interrogazione in seno al Consiglio Regionale delle Marche, affinché si possano individuare soluzioni rapide e adeguate a tutela della comunità locale e della sicurezza del territorio", conclude Borroni. 

19/01/2026 16:10
Macerata, dal Pd ad Avs, M5S e civiche: centrosinistra compatto verso le elezioni

Macerata, dal Pd ad Avs, M5S e civiche: centrosinistra compatto verso le elezioni

Alleanza Verdi Sinistra, Casa Riformista, L’Altra Macerata, Macerata Bene Comune, Macerata Insieme, Movimento 5 Stelle, Officina delle Idee, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano e Strada Comune hanno formalizzato un accordo politico che sancisce la nascita di una coalizione ampia e di centrosinistra in vista delle prossime elezioni comunali a Macerata. Il documento programmatico sottoscritto pone al centro l’obiettivo di rispondere ai cambiamenti della città e proporre una reale alternativa all’attuale amministrazione, definita senza progetto di futuro. Tutti i firmatari si impegnano a sostenere con unità il programma di governo e la figura che guiderà la coalizione, scegliendo il candidato o la candidata sindaco attraverso un percorso trasparente e condiviso basato sul confronto democratico. L’accordo riflette la volontà di innovazione e discontinuità: prevede apertura alle nuove generazioni, promozione di linguaggi e modalità di governo più moderni e l’ipotesi che la guida della coalizione sia una figura esterna ai partiti tradizionali, espressione della società civile, dotata di competenze tecniche e visione strategica per il futuro del territorio, affiancata da una squadra di sostegno in grado di valorizzare il progetto comune. «Questo accordo non è solo una sommatoria di sigle, ma un patto politico e programmatico solido», si legge nel documento. «Vogliamo costruire una proposta di governo locale fondata sulla partecipazione, sulla giustizia sociale, sulla sostenibilità e sull’innovazione, capace di rispondere ai nuovi bisogni dei maceratesi».   Con la firma dell’intesa, il centrosinistra avvia ufficialmente la propria sfida elettorale, aprendo una stagione di ascolto e coinvolgimento dei cittadini per definire i dettagli di un programma in grado di rilanciare il futuro della città.

19/01/2026 14:39
Ondata di furti a Tolentino, il sindaco scrive al prefetto: “Serve maggiore sicurezza per i cittadini”

Ondata di furti a Tolentino, il sindaco scrive al prefetto: “Serve maggiore sicurezza per i cittadini”

A seguito della recente ondata di furti nelle abitazioni che sta interessando Tolentino, il sindaco Mauro Sclavi ha scritto al prefetto di Macerata chiedendo la convocazione di una riunione urgente sul tema della sicurezza. «Abbiamo registrato una crescente preoccupazione tra i cittadini, generata dagli ultimi episodi di criminalità, nonostante l’impegno costante delle forze dell’ordine», ha dichiarato il sindaco Sclavi. «La nostra comunità, attualmente impegnata in una fase importante di ricostruzione, vive questa situazione con forte disagio». Il primo cittadino ha voluto anche esprimere un sincero ringraziamento alle forze dell’ordine per il loro quotidiano impegno a tutela dei cittadini. «Come Amministrazione comunale abbiamo già adottato diverse azioni concrete in collaborazione con la Compagnia e la Stazione dei Carabinieri di Tolentino», ha sottolineato. Tra queste, il potenziamento della videosorveglianza urbana, l’aumento dell’organico della Polizia Locale e l’attivazione di una banca dati per l’interscambio di informazioni con l’Anagrafe comunale, per migliorare monitoraggio e prevenzione. Nonostante questi interventi, il sindaco Sclavi ritiene necessario un ulteriore impegno coordinato: «Abbiamo lavorato costantemente sul tema della sicurezza sin dal nostro insediamento, convinti che prevenzione e controlli possano garantire il rispetto della legalità». Per questo motivo, il sindaco ha richiesto la convocazione del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con l’obiettivo di valutare l’attivazione di nuovi servizi di vigilanza e controllo sul territorio.

19/01/2026 14:26
Civitanova, Troiani smentisce: "Non ho interesse a ricandidarmi alla presidenza del Consiglio"

Civitanova, Troiani smentisce: "Non ho interesse a ricandidarmi alla presidenza del Consiglio"

Negli ultimi giorni circolava la notizia di un interesse da parte di Fausto Troiani, ex presidente del Consiglio comunale di Civitanova Marche, a ricandidarsi alla carica. Troiani ha ritenuto necessario chiarire la sua posizione, respingendo quanto circolato e sottolineando la volontà del suo gruppo, Vince Civitanova, di rispettare gli equilibri politici stabiliti all’inizio della legislatura. «Gli accordi post-elettorali prevedono che la presidenza del Consiglio comunale spetti al nostro gruppo – ha dichiarato Troiani –. Questo è un dato politico noto e mai smentito». L’ex presidente ha aggiunto che il gruppo non è interessato a incarichi per visibilità personale o vantaggi individuali, ma punta al rispetto delle intese che hanno permesso alla maggioranza di governare fino a oggi. Troiani ha precisato che il suo spirito non è quello di destabilizzare l’amministrazione né di spingere la città a elezioni anticipate. Tuttavia, ha ribadito la ferma posizione del gruppo riguardo alle eventuali forzature sugli accordi iniziali, sottolineando che la presidenza non può essere assegnata ad altre forze politiche senza alterare gli equilibri e tradire gli accordi di maggioranza. «Sul piano personale – ha aggiunto Troiani – non cerco poltrone né incarichi di rappresentanza. La mia politica non è fatta di visibilità o convenienze individuali. Resto a disposizione del centrodestra con la stessa lealtà di sempre, convinto che una coalizione funzioni quando ciascuno mette al primo posto gli impegni assunti e la responsabilità verso la città». Infine, Troiani ha avvertito che chi decidesse di non rispettare gli accordi dovrà assumersi le responsabilità di modificare radicalmente il quadro politico, con il rischio di vedere la presidenza assegnata all’opposizione o addirittura di interrompere anticipatamente la legislatura. «Sono scenari dannosi e che non abbiamo alcun interesse ad alimentare – ha concluso –. Per quanto ci riguarda, rimaniamo dove siamo sempre stati: seri, leali e coerenti».

19/01/2026 13:24
Sarnano, il Comune chiarisce sulla statale 78: “Lavori sollecitati da mesi"

Sarnano, il Comune chiarisce sulla statale 78: “Lavori sollecitati da mesi"

In merito alle notizie diffuse nei giorni scorsi sulla situazione della strada statale 78 in località Callarella, sollevate dal consigliere Andrea Merli, il Comune di Sarnano interviene per chiarire la propria posizione. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio Stampa del Comune,"l’amministrazione si è attivata tempestivamente già dall’estate scorsa, richiedendo formalmente l’intervento dell’Anas a seguito della caduta di massi sulla carreggiata". "Le sollecitazioni sono state ribadite più volte attraverso colloqui istituzionali e comunicazioni ufficiali, l’ultima delle quali inviata solo pochi giorni fa". Attualmente, i lavori sulla statale risultano fermi da mesi, con conseguente regolamentazione della viabilità tramite impianto semaforico e senso unico alternato. Una situazione che continua a generare disagi per automobilisti e residenti. “Al di là delle sterili polemiche, vogliamo sottolineare che l’ufficio tecnico comunale mantiene un costante dialogo con i responsabili dell’Anas per concordare e sollecitare l’avvio degli interventi nel più breve tempo possibile”, si legge nella nota del Comune. Il Comune evidenzia inoltre come la riapertura recente della strada provinciale 120, avvenuta a inizio dicembre con il congiungimento delle gallerie verso Sassotetto, abbia richiesto ulteriori coordinamenti istituzionali, "dimostrando l’impegno dell’amministrazione nel garantire la sicurezza e la viabilità sul territorio".

19/01/2026 12:10
Civitanova, il centrosinistra contro Troiani: no alla ricandidatura dopo la sfiducia in Consiglio

Civitanova, il centrosinistra contro Troiani: no alla ricandidatura dopo la sfiducia in Consiglio

Il coordinamento di centrosinistra interviene duramente nel dibattito politico di Civitanova Marche, prendendo posizione sulla possibile ricandidatura di Troiani alla Presidenza del Consiglio comunale dopo la sfiducia. “L’ipotesi surreale e sfrontata della eventuale ricandidatura di Troiani alla Presidenza del Consiglio comunale di Civitanova, dopo che il Consiglio stesso lo ha sfiduciato esprimendo il sentimento e la volontà di gran parte della cittadinanza, è la prova che la politica delle poltrone e del mantenimento del potere a tutti i costi si sta aggravando nell’ambito del centro-destra. Già il sindaco Ciarapica, confermando di non avere né la saggezza del buon amministratore né il senso del limite, aveva provato in una intervista a insistere su questa strada. Ma ora preoccupa che a ventilare questo sfregio alla volontà di Civitanova sia il Presidente del Consiglio Regionale, Gianluca Pasqui (Forza Italia), mostrando così di intendere il ruolo del governo nelle istituzioni non come servizio, ma come predominio senza riguardo per i cittadini, per l’autonomia dei Consigli Comunali e per i livelli minimi dell’etica pubblica”. Il coordinamento del centrosinistra mette l’accento sui temi centrali della vicenda politica di Civitanova Marche, dalla sfiducia a Troiani alla crisi del centro-destra, fino al ruolo delle istituzioni e al rispetto della volontà dei cittadini, richiamando la necessità di una Presidenza del Consiglio comunale credibile e imparziale.   “Pasqui si illude di risolvere tutto con una nuova votazione, con un centro-destra radicalmente diviso che per magia dovrebbe ricompattarsi. In tal modo, tra l’altro, si metterebbe in una luce ancora peggiore lo stesso Troiani, che dopo lo smacco subìto, dovrebbe ricomparire come se nulla fosse, dimostrando un attaccamento senza ritegno alla poltrona.Si conferma così che in questa parte dello schieramento politico prevale quella logica di potere che diventa prepotenza e che ha brillato soprattutto per il favore all'investimento selvaggio nell'urbanistica, senza nessun tipo di pianificazione. Il tutto a discapito della città e della maggioranza dei cittadini di ogni estrazione politica. Invece - e Pasqui se ne faccia una ragione - a Civitanova si è affermata la volontà trasversale agli schieramenti politici di avere finalmente una Presidenza del Consiglio comunale credibile, imparziale e adeguata a garantire democraticamente i lavori del Consiglio stesso”.

18/01/2026 15:20
Nasce la Commissione Unica Nazionale del grano duro: "Una vittoria per gli agricoltori marchigiani"

Nasce la Commissione Unica Nazionale del grano duro: "Una vittoria per gli agricoltori marchigiani"

"La nascita della Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro rappresenta un traguardo storico per il mondo agricolo italiano e in particolare per le Marche, dove la coltivazione cerealicola ha un peso rilevante". Lo sottolinea Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche: “La CUN è una vittoria che rivendichiamo, perché garantirà trasparenza nella formazione dei prezzi e tutelerà il reddito degli agricoltori”. La Commissione avrà il compito di definire un prezzo indicativo nazionale del grano duro, attraverso rilevazioni regolamentate e paritetiche tra produttori e industria, contrastando le manovre speculative che negli anni hanno destabilizzato il mercato cerealicolo. Nelle Marche, secondo i dati Istat, si contano 104mila ettari coltivati a cereali, di cui 79mila a grano duro, con una produzione superiore ai 4 milioni di quintali e un valore complessivo di circa 182 milioni di euro. Numeri importanti, ma oggi minacciati dall’emergenza economica che colpisce oltre 10mila aziende agricole regionali, messe a rischio da prezzi non più sostenibili. Coldiretti ricorda come la battaglia per una regolazione dei prezzi sia stata lunga: lo scorso settembre, oltre 40mila agricoltori hanno protestato a Bari contro il crollo delle quotazioni, tra cui centinaia di coltivatori provenienti dalle province marchigiane. “La CUN deve garantire la trasparenza dei prezzi – spiega Gardoni – e difendere il reddito degli agricoltori, minacciato da quotazioni troppo basse e dall’arrivo di prodotto estero spesso coltivato con pratiche non consentite in Italia”. Secondo Ismea, produrre un quintale di grano duro costa in media 31,8 euro al Sud e 30,3 euro al Centro-Nord, mentre negli ultimi quattro anni le quotazioni pagate agli agricoltori sono calate tra il 35% e il 40%. Oggi, mentre sugli scaffali la pasta può costare fino a 2 euro al chilo, al produttore restano appena 28 centesimi. Coldiretti chiede ora di rafforzare e difendere la CUN da possibili tentativi di boicottaggio, promuovere l’applicazione della legge contro le pratiche sleali e rilanciare i contratti di filiera. “La parola d’ordine resta vigilare – conclude Gardoni – perché dalla tenuta del grano dipende il futuro di migliaia di aziende marchigiane, ma anche la tutela del paesaggio agricolo e dell’economia delle aree interne”.

17/01/2026 12:31
Referendum giustizia, Sì o No? A Macerata arriva Serracchiani per il confronto con l'avvocato Giustozzi (FOTO e VIDEO)

Referendum giustizia, Sì o No? A Macerata arriva Serracchiani per il confronto con l'avvocato Giustozzi (FOTO e VIDEO)

Macerata è stata teatro di un momento di confronto pubblico sul referendum costituzionale sulla giustizia e, in particolare, sul tema della separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, una questione che continua a dividere il mondo giuridico, politico e l’opinione pubblica. Questo pomeriggio, presso il Ristorante Centrale in Piazza della Libertà, cittadini, operatori del diritto ed esperti si sono ritrovati per approfondire una riforma destinata a incidere in modo significativo sull’equilibrio tra poteri dello Stato. L’incontro, intitolato "Diritto e attualità – Referendum costituzionale sulla giustizia: Sì o No a confronto", si è distinto per il taglio dialogico e per la volontà di offrire strumenti di comprensione al di là delle contrapposizioni ideologiche. Ad aprire i lavori sono stati gli avvocati Bruno Mandrelli e Romano Carancini, che hanno inquadrato il contesto giuridico e istituzionale della riforma, sottolineando la centralità del tema per la vita democratica del Paese. Nel corso del dibattito sono intervenuti il professor Giovanni Di Cosimo, docente di Diritto Costituzionale all’Università di Macerata, l’avvocato Paolo Giustozzi e l’onorevole Debora Serracchiani, offrendo al pubblico punti di vista differenti sulle ricadute legali e pratiche del referendum e sul rapporto tra giustizia, politica e società civile. A sostenere le ragioni del Sì è stato Paolo Giustozzi, referente per il si della Camera Penale del Tribunale di Macerata. Giustozzi ha evidenziato come la separazione delle carriere rappresenti un principio di equilibrio e imparzialità del giudice: "Le ragioni per le quali dovremmo votare sì sono le ragioni per le quali questa riforma ancora non è stata varata da 25 anni, da quando l'Italia ha modificato la Costituzione prevedendo che le parti nel processo siano in condizioni di parità. Voglio dire che una difesa, un accusato vale quanto l'accusatore di fronte al giudice e soprattutto che il giudice sia equidistante, imparziale, cioè sia in una posizione di terzietà rispetto all'accusa come lo è rispetto alla difesa". Giustozzi ha poi aggiunto: "Sono condizioni, sono valutazioni talmente intuitive ed elementari che l'unica domanda è quella che ho fatto all'inizio, cioè come sia possibile che ancora non ci sia una separazione delle carriere come è prevista e attuata nella gran parte delle democrazie occidentali, nel mondo anche".  Di segno opposto la posizione dell’onorevole Debora Serracchiani, rappresentate nazionale PD per la Giustizia, che ha ribadito con forza le motivazioni del No: "Un no per difendere la Costituzione, un no per difendere la democrazia e un no perché siamo contro la legge del più forte. Questa riforma serve per la politica perché la politica abbia le mani libere, non vuole una magistratura che la controlli. Per questo motivo noi siamo contro e quindi votiamo no". Serracchiani ha, inoltre, posto l’accento sul rischio di indebolire i meccanismi democratici, affermando: "È anche una rinuncia all'esercizio della democrazia, bisogna scegliere e non bisogna lasciare decidere all'estrazione a sorte. Domani ci chiederanno di estrarre a sorte consiglieri comunali, parlamentari, gli amministratori di condominio o anche il medico che ci dovrà prendere in cura, quindi è assolutamente non accettabile l'estrazione a sorte dei magistrati".  

16/01/2026 18:48
Sarnano, Merli diffida l'Anas per il semaforo sulla SS 78: "Da mesi nessuna fa nulla, rischio per i soccorsi"

Sarnano, Merli diffida l'Anas per il semaforo sulla SS 78: "Da mesi nessuna fa nulla, rischio per i soccorsi"

La pazienza lungo la Statale 78 sembra essere arrivata al limite. Il nodo della discordia è il restringimento di carreggiata in località Callarella, nel territorio comunale di Sarnano, dove da mesi un semaforo regola il traffico a senso unico alternato a causa della caduta di alcuni massi da una parete adiacente. Una situazione di stallo che ha spinto Andrea Merli, consigliere comunale di minoranza della lista "Insieme per Sarnano", a passare dalle segnalazioni verbali ai fatti, inviando una formale diffida alla direzione dell’Anas. "Da mesi è presente un semaforo che riduce la viabilità a senso unico alternato perché da una parete sono caduti alcuni sassi, e da mesi nessuno ha mai fatto nulla", spiega Merli, sottolineando come il disagio stia colpendo duramente la comunità locale e chiunque si trovi a percorrere l'arteria che collega l'entroterra. Nella diffida inviata ai vertici della società che gestisce la rete stradale, il consigliere entra nel merito dei rischi legati alla sicurezza: "Lungo la SS 78, in località Callarella, persiste ormai da diversi mesi un restringimento di carreggiata regolato da impianto semaforico a senso unico alternato; tale limitazione della circolazione sta causando gravissimi disagi alla cittadinanza, ai pendolari e alle attività economiche locali, protraendosi ben oltre i tempi ragionevoli per un intervento di ripristino ordinario", scrive Merli nel documento. Il timore principale riguarda la gestione delle emergenze, poiché quel tratto di strada è vitale per il transito delle ambulanze e dei mezzi antincendio: "La presenza del semaforo rappresenta un concreto ed elevato rischio per la sicurezza pubblica: le code e l'attesa prolungata ostacolano sensibilmente il transito dei mezzi di soccorso (ambulanze, vigili del fuoco, forze dell'ordine), potendone compromettere la tempestività d'intervento sia in fase di arrivo nel Comune di Sarnano, sia nel trasporto d’urgenza verso i presidi ospedalieri", si legge nel testo della diffida. Merli punta il dito anche sulla mancanza di trasparenza riguardo al cantiere, che al momento apparirebbe fermo: "La durata della limitazione, in assenza di cantieri attivi o di una chiara tempistica di risoluzione, configura una potenziale omissione nella corretta manutenzione e gestione del sedime stradale". L'istanza presentata dal consigliere si conclude con una richiesta perentoria di risposte e un avvertimento sulle possibili conseguenze legali. "Si richiede di conoscere formalmente le motivazioni tecniche che hanno impedito finora la risoluzione del problema e il cronoprogramma definitivo dei lavori di messa in sicurezza”, conclude Merli, precisando che "in caso di danni a persone o cose derivanti direttamente o indirettamente dalla permanenza del suddetto impianto semaforico o da ritardi nei soccorsi causati dal blocco della viabilità, la responsabilità ricadrà interamente su codesta Società (Anas, ndr) e sui responsabili della gestione del tratto stradale in oggetto".

16/01/2026 15:20
Ex mattatoio, interviene Parcaroli: “Nessuna svista né danno erariale. Tempi troppo stretti per l'asta"

Ex mattatoio, interviene Parcaroli: “Nessuna svista né danno erariale. Tempi troppo stretti per l'asta"

Il sindaco Sandro Parcaroli interviene sulla vicenda dell’asta per l’ex mattatoio di Villa Potenza, rispondendo alle critiche avanzate dal consigliere comunale del Pd, Andrea Perticarari, riguardo alla mancata partecipazione del Comune all’incanto. Secondo il primo cittadino, l’obiettivo principale negli ultimi mesi è sempre stato quello di evitare la chiusura del mattatoio, considerata una struttura baricentrica per l’attività di molti produttori e piccoli imprenditori locali. «Sono contento – afferma Parcaroli – che un imprenditore del territorio abbia partecipato all’asta. A breve sarà mio interesse confrontarmi con lui, con il Cozoma e con le associazioni di categoria per valutare insieme il futuro del mattatoio, garantendo così la continuità dell’attività. Mi auguro che ci sarà massima collaborazione da parte di tutte le associazioni che hanno sempre dato il loro contributo per risolvere questa complessa situazione». Il sindaco smentisce, inoltre, qualsiasi ipotesi di danno erariale: «La decisione di partecipare all’asta pubblica per l’acquisto del complesso immobiliare è stata presa nella piena consapevolezza che i tempi entro il 14 gennaio – data entro cui versare il deposito per l’offerta – sarebbero stati troppo brevi per garantire la provvista finanziaria necessaria». Parcaroli spiega che il bilancio di previsione 2026/2028 era già stato licenziato dalla Giunta e trasmesso al Consiglio per l’approvazione, e che è stato presentato un emendamento al Bilancio e al DUP 2026 per consentire l’immediata operatività della spesa a partire dal 1° gennaio 2026. «Successivamente – aggiunge – abbiamo richiesto un rinvio dell’asta con nota del 17 dicembre 2025, proprio alla luce della mancanza dei tempi tecnici per contrarre il mutuo necessario alla partecipazione. Purtroppo la richiesta non è stata accolta e quindi non è stato possibile procedere».   In conclusione, Parcaroli sottolinea che non ci sono stati contrattempi tecnici, svista né alcun danno erariale, e ribadisce l’intenzione di collaborare con tutti i soggetti coinvolti per garantire la continuità del servizio del mattatoio di Villa Potenza.

16/01/2026 13:30
Macerata, sul mattatoio Parcaroli incontra Marcolini prima di ritirarsi dall’asta: ora rischia la sfiducia

Macerata, sul mattatoio Parcaroli incontra Marcolini prima di ritirarsi dall’asta: ora rischia la sfiducia

In Comune a Macerata sta per succedere un macello e, ironia della sorte, la causa è il mattatoio. Gli evviva per l’aggiudicazione all’asta ieri a Ilario Marcolini – unico partecipante – dell’immobile Cozoma e dell’area antistante (sono due ettari) si stanno trasformando nel giro di poche ore in un atto d’accusa al primo cittadino, al punto che la stagione di Sandro Parcaroli come sindaco di Macerata sembra giunta prematuramente al termine. Di certo vanno all’attacco le minoranze in Consiglio comunale, ma a quel che si sa l’imbarazzo in maggioranza è fortissimo. Si sta pensando di salvaguardare Parcaroli cercando di tacitare la tempesta con una mozione di sfiducia ad personam per l’assessora al bilancio Oriana Piccioni, ma questo aprirebbe una crisi dentro la Lega con immediate ripercussioni. Qualora si ritenesse di evitare le dimissioni o la sfiducia al sindaco, appare abbastanza certo che la prospettiva di una sua ricandidatura sia a questo punto tramontata. In queste ore ci sono febbrili consultazioni tra i partiti di maggioranza e l’imbarazzo dei tre capigruppo di Lega, Aldo Alessandrini, Fratelli d’Italia Pierfrancesco Castiglioni e di Forza Italia Barbara Antolini, si taglia col coltello. Filtra dai banchi della maggioranza anche l’indiscrezione di una possibile interpellanza con almeno le firme di 12 consiglieri da discutere nel Consiglio comunale di lunedì prossimo, in cui chiedere conto al sindaco del suo comportamento. Di certo una fortissima offensiva sta partendo dal Pd, con il consigliere Andrea Perticarari che da subito ha colto la gravità di quanto accaduto: in pratica il sindaco ha gettato alle ortiche una delibera di particolare importanza perché si è trattato di una variazione al bilancio di previsione adottata all’unanimità per consentire al Comune di partecipare all’asta per l’aggiudicazione dei locali e dei terreni dell’ex mattatoio. All’ultimo, il sindaco, senza avvertire nessuno se non l’unico concorrente all’asta, cioè Ilario Marcolini, ha deciso di non far partecipare il Comune all’incanto. La sola giustificazione che Sandro Parcaroli ha fornito è questa:“La notizia è l’avvenuta aggiudicazione all’asta. Il Comune non ha partecipato perché non è stato possibile attivarsi in tempo utile attivando il mutuo, a questo fine avevamo richiesto un rinvio: comunque l’importante è risolvere un problema e questo sta avvenendo grazie alla nostra sollecitazione e al coinvolgimento di un qualificato imprenditore del nostro territorio”. Il problema risolto secondo Parcaroli è il mantenimento in attività del mattatoio. Circostanza di fatto smentita dal titolare della Morica (è il più importante allevamento di razza marchigiana) che appena vinta l’asta, alla domanda se il mattatoio resterà in attività, ha risposto: “Vedremo, ora non lo so”. Il consigliere comunale del Pd, avvocato Andrea Perticarari, nelle sue prime dichiarazioni è stato decisissimo:“Quanto è accaduto è talmente grave da non consentire giri di parole: c’è stata una votazione che ha indicato una chiara volontà amministrativa e politica del Consiglio comunale, volontà che è stata clamorosamente disattesa”. Ma c’è dell’altro, anzi molto d’altro. Intanto va rilevato che essendo stato l’unico partecipante all’asta, Ilario Marcolini ha goduto di uno sconto del 25% sulla base d’asta, che era stata fissata a 525.600 euro. L’aggiudicazione nello studio della commercialista Valeria Rastelli è avvenuta a 394.200 euro, che è praticamente il 10% di quanto era stato stimato il valore dell’immobile, dei terreni e dell’attività del mattatoio nel 2015, che si aggirava sui 3,5 milioni di euro. All’atto del fallimento fu indetta una prima asta, ne sono seguite altre 8, tutte andate deserte perché ovviamente gli operatori avevano interesse a far abbassare la base d’asta. Fino a ieri, quando Marcolini si è aggiudicato l’intera posta – particolarmente appetibile per dichiarazione espressa di Sandro Parcaroli, dato che terreno e immobile sono collocati in una zona di nuova espansione di Villa Potenza – per la concomitante rinuncia del Comune. Una rinuncia del tutto inattesa visto che il 13 dicembre scorso il sindaco, annunciando di voler far partecipare il Comune all’asta, aveva fatto queste dichiarazioni:“L’interesse dell'Amministrazione è di salvaguardare l'attività di macellazione locale attualmente gestita da Co.zo.ma, considerando che la proprietà dell'immobile garantirebbe anche una regia pubblica degli interventi mirati a un’efficiente gestione della macellazione”. Il sindaco aveva aggiunto:“L’interesse pubblico strategico ad acquisire la proprietà dell’intero complesso immobiliare nella zona di Villa Potenza, frazione che è interessata da un importante piano di sviluppo strategico” è sorretto dalla “concorde intenzione nel voler salvaguardare un immobile fondamentale per la città di Macerata che garantisce il servizio di macellazione in loco e che consente, anche, di intercettare finanziamenti pubblici per l’efficientamento della struttura”. Da questa dichiarazione era scaturita la delibera assunta il 15 dicembre dal Consiglio comunale, illustrata dall’assessore al bilancio Oriana Piccioni, in cui si stabiliva “una variazione per 525.600 euro finalizzata a contrarre un mutuo necessario a partecipare all’asta per l’aggiudicazione dell’ex mattatoio”. Delibera votata all’unanimità. Cosa è successo dopo? Siamo in grado di rivelarlo e il quadro cambia un po’. Il sindaco ha fatto deliberare dal consiglio di amministrazione dell’Apm – ora al centro della polemica per i parcheggi gratis ai dirigenti – un’anticipazione per circa 520.000 euro sul debito da circa 3,5 milioni di euro che la partecipata ha col Comune. Questa anticipazione sul debito è stata giustificata con la necessità di fare provvista per partecipare all’asta per il mattatoio. Tutto questo fino a venerdì 9, quando nell’ufficio del sindaco si è svolta una riunione riservatissima. Vi hanno partecipato Sandro Parcaroli, l’assessore al bilancio Oriana Piccioni e Ilario Marcolini. A un certo punto è stato convocato il capo dei servizi tecnici del Comune, ingegner Tristano Luchetti, che ha squadernato nella riunione le planimetrie dell’area dell’ex mattatoio e dello sviluppo della frazione di Villa Potenza. Come si sa, attorno al Centro Fiere – non ancora inaugurato, ma fa parte delle infinite dilazioni sui lavori pubblici che caratterizzano l’amministrazione di centrodestra – è immaginata un’area di forte interesse commerciale e residenziale, al punto che la stessa area circostante il mattatoio (due ettari) sarebbe indicata a destinazioni molto appetibili. Peraltro, lo stesso presidente della Regione Francesco Acquaroli, che è particolarmente attento allo sviluppo della Val Potenza, ha sempre caldeggiato il Centro Fiere e le aree limitrofe come nuovo motore di sviluppo. In questo contesto s’inserisce la nuova viabilità della Val Potenza e anche la possibilità per il Comune, se avesse acquistato il mattatoio, di contare su un finanziamento di 200.000 euro regionale per riattivare l’attività di macellazione. Ebbene, al termine di quella ristrettissima riunione, il sindaco si è determinato ad abbandonare l’idea di partecipare all’asta, senza peraltro incassare nessun impegno sulla prosecuzione dell’attività di macellazione e dando così via libera a Ilario Marcolini per essere l’unico concorrente e, di conseguenza, poter beneficiare dello sconto da 130.000 e passa euro sull’asta. C’è anche da chiedersi se la volontà annunciata dal Comune di partecipare all’asta, per di più poggiando la decisione su un interesse pubblico, non abbia scoraggiato altri concorrenti a farsi avanti nel proporre offerte. Ad esempio, l’Associazione allevatori, così come le varie associazioni agricole, sentendosi garantite dall’impegno del Comune, avrebbero ben potuto considerare di non partecipare per poi attivare una collaborazione con il rinato mattatoio. C’è un altro aspetto da considerare. Se è vero, come pare sia vero, che l’Apm avrebbe garantito la somma necessaria al Comune per aggiudicarsi l’asta, non c’era bisogno di attivare alcun mutuo, e dunque non si capisce in cosa consista il ritardo nelle procedure addotto da Parcaroli come giustificazione alla mancata partecipazione all’asta. Comunque, il sindaco avrebbe dovuto comunicare al Consiglio comunale, prima che a Marcolini in quella riunione ristretta, l’intenzione di recedere. Anche perché – come fa notare Andrea Perticarari, consigliere del Pd –“aspetto di conoscere le opinioni della maggioranza: quando si è trattato della variazione di bilancio Castiglioni ha affermato ‘ben venga questa operazione, è importante mantenere a livello pubblico questa struttura’ e Alessandrini della Lega ‘bene l’acquisto della struttura in virtù dell’esigenza superiore che è quella di conservare la qualità e la sicurezza delle carni’; vorrei capire se per l’ennesima volta diranno che va tutto bene o se avranno un moto d’orgoglio”. Peraltro, Perticarari sostiene che se il Comune ha attivato le procedure per chiedere il mutuo in forza della delibera del Consiglio del 15 dicembre e poi non ha partecipato all’asta, si configura un “evidente danno erariale”. Per la verità, vista la cautela con cui la rinuncia del Comune a partecipare all’asta dopo la riunione Parcaroli-Piccioni-Marcolini è maneggiata dai molti avvocati che siedono in giunta e in consiglio, ci potrebbero essere altri aspetti legali, di certo non piacevoli, legati a questo repentino dietro-front del Comune, che ha oggettivamente favorito un singolo operatore economico, con cui il sindaco ha avuto in questi mesi più di un’interlocuzione. Ne parleremo nella prossima puntata. Come ci sarà modo di capire se le motivazioni addotte dal sindaco per la rinuncia all’asta stanno in piedi, atteso che di certo dalla minoranza arriverà più di una interpellanza e forse anche una mozione di sfiducia – non si sa se ancora diretta a Parcaroli o alla sola Oriana Piccioni. Per adesso non resta che attendere il Consiglio comunale di lunedì prossimo, mentre ci sono sotterranee e frenetiche consultazioni tra i partiti per conoscere il futuro di Sandro Parcaroli. Una cosa è certa: stavolta non se la caverà affermando “e che ne sapio io”?

16/01/2026 12:32
Civitanova, sfiducia a Troiani. L'ex presidente accusa: “La Lega trama da mesi con l’opposizione"

Civitanova, sfiducia a Troiani. L'ex presidente accusa: “La Lega trama da mesi con l’opposizione"

Civitanova Marche – Dopo la mozione di sfiducia discussa e votata nell’ultimo Consiglio comunale del 14 del mese, Fausto Troiani, ex presidente del Consiglio comunale, rompe il silenzio e affida a una dura analisi politica le proprie considerazioni sull’esito del voto e sugli equilibri della maggioranza di centrodestra. La mozione ha ottenuto 14 voti favorevoli e 11 contrari. «Ne prendo atto – dichiara Troiani – la maggioranza ha sempre ragione». Tuttavia, secondo l’ex presidente, il dato politico emerso dal voto va ben oltre il risultato numerico. Dall’analisi della votazione, infatti, Troiani evidenzia come i consiglieri comunali della Lega si siano ormai collocati al di fuori della maggioranza di centrodestra. «Prima non hanno votato il bilancio di previsione – spiega – poi hanno chiesto e votato la mia sfiducia. È un percorso politico chiaro». Troiani afferma inoltre di essere in possesso di prove documentali che dimostrerebbero come, da almeno sette-otto mesi, i consiglieri della Lega – pur lamentando di non essere rappresentati in Giunta – abbiano intrattenuto rapporti politici con gruppi di opposizione con l’obiettivo di far cadere il sindaco Fabrizio Ciarapica e la sua amministrazione. «Documenti che fornirò ai dirigenti del partito», precisa. Ma il passaggio che l’ex presidente definisce politicamente più grave riguarda la presenza, all’interno del centrodestra, di due “franchi tiratori”. «I nomi sono noti – afferma – e sono stati opportunamente istruiti». Un episodio che, secondo Troiani, apre interrogativi sulle reali dinamiche interne alla coalizione. «Vendetta post elezioni regionali, come molti sospettano? O semplice antipatia personale?», si chiede Troiani. «Qualunque sia la risposta, questi due consiglieri e soprattutto chi li manovra dimostrano di capire poco di politica». A suo avviso, infatti, il risultato ottenuto è stato quello di legittimare la “secessione” della Lega e di ampliare le fratture già esistenti all’interno della maggioranza. Una situazione che rischia di trasformare il centrodestra in una coalizione senza guida, dove «ognuno può agire in base ai propri umori, senza controllo alcuno». Nonostante il quadro critico, Troiani ribadisce la posizione della lista civica Vince Civitanova: «Resterà tranquillamente al proprio posto all’interno della maggioranza scaturita dalle urne, confermando la propria lealtà al centrodestra e a chi lo rappresenta». Allo stesso tempo, l’ex presidente sottolinea come ogni forza politica dovrà fare chiarezza al proprio interno per garantire stabilità amministrativa fino a fine mandato.   «Navigare a vista e, soprattutto, senza timoniere – conclude – comporta gravi rischi per tutta la coalizione, anche in vista delle prossime elezioni amministrative, che qualcuno, persino nella maggioranza, vorrebbe anticipare».

16/01/2026 12:00
"Civitanova città con l’infanzia", la Giunta rinnova gli sportelli sociali gratuiti: stanziati i fondi

"Civitanova città con l’infanzia", la Giunta rinnova gli sportelli sociali gratuiti: stanziati i fondi

L’Amministrazione Comunale di Civitanova Marche ha deciso di dare continuità alla rete di protezione sociale che negli ultimi anni ha rappresentato un punto di riferimento per molti cittadini. La Giunta ha infatti approvato martedì scorso gli indirizzi per la prosecuzione biennale di cinque sportelli istituzionali ad accesso gratuito, un’iniziativa che si inserisce nel più ampio quadro della progettualità trasversale denominata "Civitanova Città con l'Infanzia". Questi servizi, gestiti in stretta sinergia tra l’Assessorato alle Politiche Sociali, gli Enti Pubblici e le realtà del Terzo Settore, continueranno a offrire consulenza, orientamento e supporto psicologico a chiunque si trovi in condizioni di vulnerabilità. Il cuore di questa iniziativa risiede nella varietà degli interventi proposti, che spaziano dal sostegno alle nuove generazioni fino alla tutela dei diritti delle donne. Tra i servizi confermati spicca lo Sportello Adolescenza, dedicato ad affrontare le criticità tipiche dell'età evolutiva, e lo Sportello Hikikomori, specializzato nel contrasto all'isolamento sociale volontario dei giovani. Parallelamente, il Comune garantisce la continuità dello Sportello Amare, che affianca le famiglie colpite da diagnosi infauste in gravidanza, e dello Sportello Disabilità, volto a semplificare la vita quotidiana dei nuclei familiari con componenti fragili. Completa il quadro lo Sportello Informadonna e Pari Opportunità, una risorsa fondamentale per chi cerca assistenza su temi legati al lavoro, all'imprenditoria femminile, alla conciliazione dei tempi di vita e alla difesa contro le discriminazioni. L'assessore al Welfare Barbara Capponi ha sottolineato come la conferma del rinnovo biennale "rappresenti un atto di vicinanza concreta verso tutta la cittadinanza". Secondo l'assessore, "il progetto è nato per sviluppare riflessioni profonde e individuare politiche inclusive capaci di migliorare l'organizzazione delle risorse a supporto delle famiglie". "I dati confermano d'altronde l'efficacia di questi uffici, che dalla loro apertura hanno registrato un costante aumento degli accessi, riuscendo non solo a fornire una prima risposta immediata, ma anche a indirizzare gli utenti verso gruppi di mutuo aiuto o percorsi terapeutici di lungo termine". Per sostenere economicamente queste attività, l’Amministrazione ha definito stanziamenti specifici per il prossimo periodo. Nello specifico, sono stati assegnati 16.000 euro allo Sportello Adolescenza, 6.000 euro allo Sportello Informadonna e Pari Opportunità e 1.500 euro allo Sportello Amare. Questi fondi permetteranno di mantenere alta la qualità degli interventi, assicurando che la rete di solidarietà cittadina resti attiva e accessibile a tutti, consolidando l'immagine di Civitanova come comunità attenta ai bisogni di ogni fascia della popolazione.

16/01/2026 11:00
"Lunghe code alla cassa e niente posti auto gratuiti per persone fragili: quanti problemi all'ospedale di Macerata"

"Lunghe code alla cassa e niente posti auto gratuiti per persone fragili: quanti problemi all'ospedale di Macerata"

Migliorare l'accessibilità e la fruibilità dei parcheggi a servizio dell'ospedale di Macerata: è questo il tema dell'interrogazione presentata dalla consigliera comunale Sabrina De Padova, del Gruppo Misto, che afferma: "Mi faccio portavoce diretta delle istanze dei cittadini, raccogliendo segnalazioni e disagi provenienti dal territorio".  L’iniziativa ha trovato una risposta pronta e immediata da parte dell’amministrazione comunale. Il sindaco Sandro Parcaroli "si è attivato senza indugio - afferma De Padova -, contattando l’Azienda sanitaria territoriale di Macerata, che ha dimostrato disponibilità e spirito di collaborazione per individuare soluzioni condivise. Contestualmente, anche l’assessora Laviano si è subito attivata alla ricerca di risposte efficaci alle criticità segnalate". "L’Ospedale di Macerata è un presidio sanitario di primaria importanza per l’intera provincia, ma i parcheggi a esso collegati presentano problematiche che incidono pesantemente sulla qualità del servizio - afferma De Padova -. Tra queste, le lunghe code alla cassa del parcheggio coperto, dovute alla presenza di un unico punto di pagamento non automatizzato, la segnaletica interna poco chiara, la scarsa disponibilità e indicazione delle carrozzine, l’assenza di parcheggi 'rosa' e di un numero adeguato di posti auto agevolati o gratuiti per categorie fragili, persone ricoverate a lungo e donatori di sangue. A ciò si aggiunge, nel parcheggio esterno prospiciente l’ospedale, la carenza di stalli riservati ai pazienti dializzati, che necessitano di accessi frequenti e continuativi alla struttura". Attraverso l’interrogazione, la consigliera De Padova chiede se l'amministrazione sia "a conoscenza di tali criticità e se intenda avviare un confronto formale con il gestore del parcheggio privato per l’introduzione di casse automatiche e pagamenti elettronici, il potenziamento della segnaletica, l’installazione di una piantina del parcheggio, l’aumento delle carrozzine disponibili e l’attivazione di tariffe agevolate e parcheggi dedicati". Inoltre, viene sollecitato un impegno diretto del Comune nei confronti dell’AST per "incrementare i posti auto riservati a donatori di sangue e pazienti dializzati".  

15/01/2026 14:50
Pollenza, il consigliere comunale di minoranza Vincenzo Viviani aderisce a Civici Marche

Pollenza, il consigliere comunale di minoranza Vincenzo Viviani aderisce a Civici Marche

A poche settimane dall'ingresso del consigliere comunale di Macerata, Claudio Carbonari, Civici Marche continua a raccogliere adesioni in provincia di Macerata. L'ingresso di Vincenzo Viviani dimostra la vitalità del movimento civico che ha nel Vice Presidente del Consiglio regionale Giacomo Rossi il massimo esponente. "La mia decisione - dichiara Viviani - è la naturale conseguenza di un percorso che alle ultime elezioni regionali mi ha visto sostenitore dell'amica e collega Laura Sestili, candidata proprio per i Civici Marche nella circoscrizione maceratese. Aver visto da vicino l'approccio alla politica di questo movimento e la genuinità dei suoi aderenti, mi ha convinto a fare questa scelta che, essendo inserita in un contesto totalmente civico, mi consente di continuare a portare avanti con ancor maggior forza la mia attività politica per Pollenza". "La mia - conclude Viviani - È una scelta che guarda al futuro e che vuole dare luce alle problematiche del nostro territorio". "Con Vincenzo Viviani andiamo a rafforzare la nostra presenza a Pollenza, dove abbiamo già con noi la consigliera Sestili, e nel maceratese in generale. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: lavorare per il territorio, in mezzo alla gente, per dare risposte concrete", afferma con soddisfazione il Vice Presidente del Consiglio Regionale, Giacomo Rossi. "Crescono i Civici Marche in provincia di Macerata, con il fattivo contributo di quanti credono nei valori del nostro movimento - afferma il Presidente dei Civici Marche, Matteo Pompei -. Ringrazio il coordinatore provinciale Jacopo Orlandani e la consigliera comunale di Pollenza Laura Sestili per il lavoro svolto sul territorio e per le nuove adesioni: stiamo continuando a coinvolgere quanti credono in una politica concreta e non ideologica e desiderano mettere esperienza e competenza al servizio degli altri con spirito di generosità".

15/01/2026 14:40
Referendum giustizia, a Macerata il confronto tra "Sì" e "No": ci sarà Debora Serracchiani

Referendum giustizia, a Macerata il confronto tra "Sì" e "No": ci sarà Debora Serracchiani

Un tema che divide il mondo giuridico e politico e che chiama in causa direttamente i cittadini. Venerdì 16 gennaio, alle ore 17:45, la città di Macerata ospiterà un importante momento di approfondimento e confronto sul referendum costituzionale sulla giustizia, con particolare attenzione alla separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente. L’incontro, dal titolo "Diritto e attualità – Referendum costituzionale sulla giustizia: Sì o No a confronto", si terrà presso il Ristorante Centrale, in Piazza della Libertà 22, e si propone come uno spazio di dialogo aperto e leale tra esperti, operatori del diritto e cittadini interessati a comprendere le implicazioni della riforma. Ad aprire i lavori saranno gli avvocati Bruno Mandrelli e Romano Carancini, che introdurranno i contenuti e il contesto del dibattito, delineando i profili giuridici e istituzionali della questione. A seguire, sono previsti gli interventi di relatori di primo piano, tra cui il professor Giovanni Di Cosimo, docente di Diritto Costituzionale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Macerata, l’avvocato Paolo Giustozzi e l’onorevole Debora Serracchiani. Il confronto si concentrerà sulle sfide legali e sulle ricadute pratiche della riforma, in un momento storico in cui il rapporto tra giustizia, politica e società civile è al centro del dibattito pubblico. L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è offrire strumenti di comprensione e di valutazione consapevole, andando oltre le contrapposizioni ideologiche. Proprio l’avvocato Paolo Giustozzi, intervistato in anteprima, ha sottolineato il valore dell’incontro e la necessità di una riflessione collettiva: "Si tratta di una battaglia di libertà che interessa tutti noi; una riforma in grado di allineare il sistema giudiziario penale italiano a quello delle democrazie occidentali, dove la parità delle parti nel processo e l’equidistanza rispetto al giudice sono una tradizione consolidata". Giustozzi ha inoltre evidenziato come il referendum non rappresenti uno scontro con la magistratura: "È fondamentale che non solo gli addetti ai lavori, ma l’intera comunità comprendano che questa riforma non è una battaglia contro i giudici, ma l’esatto contrario. Il sistema del sorteggio, secondo l’opinione di moltissimi magistrati, può liberarli dal peso del correntismo, facendo sì che sia il merito a prevalere nelle progressioni di carriera".

15/01/2026 12:00
Centro per l’autismo Civitanova, il sindaco respinge la proposta della minoranza: “Strumentale e tardiva”

Centro per l’autismo Civitanova, il sindaco respinge la proposta della minoranza: “Strumentale e tardiva”

Il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, replica con fermezza alla proposta dei consiglieri di centrosinistra di istituire un tavolo tecnico-politico sul Centro per l’Autismo, definendola un’iniziativa “tardiva e strumentale” volta a recuperare terreno dopo la contrarietà sistematica dell’opposizione in commissione e in Consiglio comunale. Secondo il primo cittadino, la soluzione più rapida ed efficace per rispondere alle esigenze delle famiglie è rappresentata dall’area del Paolo Ricci. “Qualsiasi altra ipotesi, pur legittima, rischia di disperdere risorse, aumentare i costi e allungare i tempi di realizzazione”, sottolinea. Il progetto del Paolo Ricci, spiega Ciarapica, garantirebbe competenze specialistiche e rapidità nell’esecuzione, rispondendo alle indicazioni del Consiglio comunale del 6 novembre, che ha chiesto di concentrare l’intervento esclusivamente sulla realizzazione di un centro d’eccellenza per l’autismo e di ridurre la volumetria, accantonando temporaneamente altre progettualità come i moduli per l’Alzheimer. Il sindaco ha già avviato le procedure per ridurre la cubatura in base a parametri tecnici e standard sanitari, puntando al contempo a potenziare l’offerta dai 50 posti attuali a 80, con l’obiettivo di soddisfare le reali esigenze del territorio. Centrale resta anche il tema dell’accreditamento: “Lavoreremo con la Regione per ottenere l’accreditamento dei 30 posti aggiuntivi, fondamentale per garantire un servizio equo e tutelare le famiglie”. Per accelerare i tempi, l’Amministrazione sta valutando un percorso alternativo alla variante urbanistica tradizionale, attraverso un accordo di programma con la Provincia. “Mentre noi ci impegniamo a sbloccare un’opera fondamentale, la sinistra continua con la strumentalizzazione politica”, afferma Ciarapica, aggiungendo che il vero impegno è fornire risposte concrete, non partecipare a tavoli politici destinati solo a rallentare i lavori. Il sindaco conclude ricordando come l’opposizione abbia già mostrato contrarietà a iniziative simili, citando il voto contrario alla realizzazione di quattro nuovi asili nido finanziati con fondi Pnrr e la mancata partecipazione alla discussione del bilancio di previsione. “Le famiglie non hanno bisogno di tatticismi politici, ma di risposte concrete”, ribadisce Ciarapica.

14/01/2026 14:36
Mercosur, Lega Macerata: “Investimenti pubblici a rischio se arrivano prodotti sudamericani a basso costo”

Mercosur, Lega Macerata: “Investimenti pubblici a rischio se arrivano prodotti sudamericani a basso costo”

L’accordo commerciale tra Unione Europea e Paesi Mercosur continua a generare preoccupazioni nel settore agricolo italiano, anche a livello locale. La sezione di Macerata della Lega e il gruppo consiliare di Macerata, attraverso il segretario e capogruppo consiliare Aldo Alessandrini, hanno espresso piena solidarietà agli agricoltori del territorio, ribadendo la necessità di “difendere le eccellenze produttive locali e garantire condizioni di mercato realmente eque per l’intera filiera agroalimentare”. La critica principale riguarda l’ingresso sul mercato europeo di prodotti sudamericani, che secondo il gruppo consiliare della Lega sarebbero realizzati “con standard ambientali, sanitari e di tutela dei lavoratori meno rigorosi rispetto a quelli europei e sicuramente con costi di produzione totalmente diversi, solo che si pensi a quello della manodopera”. Secondo Alessandrini, tale situazione rischierebbe “di comprimere i prezzi, indebolire la competitività delle produzioni italiane e mettere in difficoltà migliaia di aziende, soprattutto piccole e medie imprese che rappresentano il cuore del Made in Italy agroalimentare”. Il malcontento del settore non si è limitato alle dichiarazioni politiche. Recentemente, migliaia di agricoltori europei hanno raggiunto Bruxelles con i loro trattori per protestare contro la riforma della Pac (Politica Agricola Comune) post 2027, mentre manifestazioni parallele si sono svolte anche nelle Marche, tra cui a Piediripa di Macerata. Alla protesta ha preso parte anche Enrico Rossi, vicepresidente della Regione Marche con delega all’agricoltura, che ha portato direttamente nel cuore delle istituzioni europee le preoccupazioni dei produttori marchigiani. In questo contesto, Macerata rappresenta un caso emblematico. Il centro agroalimentare/mercato ortofrutticolo della città è oggi al centro di un investimento pubblico strategico da oltre 8 milioni di euro, finanziato dal Pnrr, destinato alla completa riqualificazione della struttura. Il progetto prevede “la modernizzazione degli spazi, l’efficientamento energetico, nuove tecnologie per la tracciabilità, il potenziamento della logistica e la valorizzazione delle eccellenze marchigiane”, con l’obiettivo di rafforzare la competitività locale. Tuttavia, secondo Alessandrini, resta aperta la questione dell’impatto sul mercato locale: “Occorre domandarsi a questo punto se l’arrivo di prodotti agroalimentari sudamericani a prezzi più bassi possa però rischiare di indebolire l’intero ecosistema locale, proprio mentre il territorio e la città di Macerata stanno investendo per rafforzare la propria competitività”. La Lega di Macerata ha annunciato che continuerà a farsi promotrice delle preoccupazioni degli agricoltori: “La Lega di Macerata si farà promotore, all’interno del proprio movimento politico, delle legittime preoccupazioni degli agricoltori, senza sottrarsi all’ascolto ed impegnandosi a prestare ogni supporto utile affinché il settore primario del territorio venga tutelato e valorizzato”.

14/01/2026 11:30
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