"L'amministrazione regionale delle Marche rifiuta di effettuare i tamponi agli studenti ma decide di applicare la didattica a distanza per le scuole superiori al 100% per la prima settimana di marzo. Una scelta irragionevole e irresponsabile con cui la giunta di destra colpisce i nostri ragazzi". A denunciarlo è Alessia Morani, deputata del Pd, che già nei giorni scorsi aveva chiesto conto del perché non venisse effettuato uno screening generalizzato nelle scuole.
"Nel tavolo regionale di confronto di oggi - spiega Morani - l'assessore Saltamartini ha comunicato che 'a causa del diffondersi di varianti e in preparazione della vaccinazione del personale scolastico la Regione Marche pubblicherà un'ordinanza per cui da sabato 27 febbraio le scuole secondarie di secondo grado di tutta la regione e quelle di primo grado solo nella provincia di Ancona applicheranno la DAD al 100% per la prima settimana di marzo. A seguito anche del numeroso aumento dei contagi nella provincia di Ancona in cui sono già state disposte chiusure limitrofe, per arginare la situazione si disporrà la chiusura anche per le province adiacenti'. Insomma, a scontare l'incapacità dell'amministrazione di far fronte all'emergenza sono i nostri giovani, a cui viene negata la possibilità di frequentare la scuola in presenza, con tutte le conseguenze negative sul piano della didattica e della socializzazione".
"Tra l'altro - sottolinea Morani - questo comporta anche un grande spreco di denaro pubblico, dato che la Regione ha già acquistato migliaia di kit per tamponi rapidi. La situazione dei contagi nella nostra regione consiglierebbe proprio un monitoraggio costante degli studenti a tutela della loro salute, degli insegnanti, del personale ATA e delle loro famiglie. Perché la giunta Acquaroli non lo fa? Purtroppo nessuno ci ha risposto".
La Giunta del Comune di Macerata ha deliberato un atto di indirizzo comprensivo del piano di azione per l’armonizzazione delle risorse finanziarie e per la ricerca di nuovi stanziamenti.
"Nell’ottica di dare all’Amministrazione la possibilità di dare piena esecuzione al mandato elettorale è necessario che il bilancio di previsione approvato lo scorso 23 dicembre sia declinato secondo le linee programmatiche – ha detto l’assessore al Bilancio Oriana Piccioni -, in accordo con tutti gli assessori, abbiamo convenuto di revisionare ogni voce del bilancio con riguardo agli impegni discrezionali. Inoltre, il particolare momento che viviamo in relazione all’emergenza sanitaria ci ha portato a rilevare nuove criticità e a prestare maggiore attenzione a determinati settori e ambiti".
Dato che, in relazione agli stanziamenti del bilancio di previsione approvato, è stata programmata una variazione a carattere politico che attui le scelte derivanti dal nuovo programma di mandato, l’Amministrazione Comunale ha stabilito che è necessario reperire nuove risorse, procedere a diverse allocazioni di fondi e individuare possibili risparmi.
Ogni assessorato, ciascuno per la propria materia di competenza, è impegnato in una rendicontazione puntuale delle risorse in entrata e in uscita e gli assessori hanno condiviso di operare secondo tre concreti ambiti di intervento.
Nel primo caso, in specifiche riunioni tra assessori e dirigenti, vengono esaminati i singoli capitoli di bilancio con la finalità di individuare spese non obbligatorie, potenziali risparmi ed eventuali riallocazioni di spesa che non comportino variazioni alla qualità del servizio che viene dato ai cittadini con l’obiettivo di quantificare un budget consistente di “risorse libere”.
Nel secondo caso, visto che la Legge di bilancio per il 2021 ha previsto molti fondi per specifiche materie che di norma necessitano di Dpcm attuativi per la quantificazione e l’assegnazione, ogni assessore e dirigente competente individuerà canali di finanziamento previsti dalla finanziaria. A questo si aggiungono la presentazione di progetti su bandi europei e regionali e le entrate da partecipate.
Infine le azioni virtuose all’interno dell’ente che riguardano vari ambiti di intervento.
La scadenza (che sarà mensile) per una prima riunione collegiale di monitoraggio dell’attività avviata e svolta e dei relativi risultati è fissata a fine marzo. È stato anche confermato l’obiettivo di concretizzare entro marzo/aprile una prima variazione di bilancio.
"In conclusione ci tengo a ringraziare i nostri cittadini che sono stati molto virtuosi nel pagamento della seconda rata dell’Imu – ha concluso l’assessore Piccioni -. Infatti disponiamo di un cospicuo saldo di Tesoreria che ci consente di risparmiare interessi (e quindi spese) per anticipazioni di cassa. L’atto di indirizzo del piano di azione contabile è stato volutamente redatto sotto forma di delibera per far sì che i cittadini siano a conoscenza e quindi partecipi di ciò che concretamente sta facendo l’Amministrazione Comunale in merito all’armonizzazione delle risorse finanziarie per garantire alla città tutti i servizi necessari".
Depositata oggi dalla Lega la Proposta di Legge per modificare la normativa regionale che disciplina l’assegnazione e la gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Lo annunciano il commissario regionale Riccardo Marchetti, il consigliere regionale Andrea Maria Antonini, primo firmatario e presidente della 3a Commissione Ambiente e il presidente del gruppo in consiliare regionale Renzo Marinelli.
“Modificare la normativa regionale che regola l’assegnazione delle case popolari era tra i principali obiettivi programmatici e nel titolo della PdL è insita la finalità dell’azione Lega: dare risposte improntate ad una visione di prospettiva che non solo all’esistente. - dichiarano il parlamentare Riccardo Augusto Marchetti, commissario regionale della Lega, e i consiglieri proponenti - Per questo tra i requisiti per entrare nelle graduatorie di assegnazione abbiamo inserito per il richiedente quello di residenza da almeno due anni nel comune che emana il bando e da cinque anni nelle Marche. Vogliamo sostenere progetti di vita difronte al disagio economico-sociale che incombe più pesante all’orizzonte post-pandemia, riqualificare centri storici e periferie in un’ottica di ricostituzione di quelle relazioni di comunità che si traducono in tessuto sociale fertile per la crescita armonica degli individui. A questo proposito teniamo particolarmente sottolineare – evidenziano Marchetti, Antonini e Marinelli – che tra le cause di decadenza dell’assegnazione prevediamo la condanna, anche in via non definitiva, per reati consumati o tentati in materia di violenza familiare”.
La PdL, muovendo dalla volontà di rispondere alle mutate esigenze sociali, prevede una quota pari all’8% degli alloggi disponibili riservata ai nuclei familiari composti da soggetti che non abbiano compiuto il 35mo anno di età alla data di pubblicazione del bando e una medesima quota ai nuclei familiari monoparentali, con uno o più figli a carico. Innalzata dal 25 al 30% la percentuale per l’eventuale riserva annuale di alloggi da assegnare a categorie speciali.
“Non manca l’attenzione alla legalità fatta di tutela, presidio e supporto alle famiglie di chi li esercita – concludono il commissario Marchetti ed i consiglieri leghisti – Il 10% degli alloggi disponibili sarà riservato agli appartenenti alle Forze dell’Ordine, al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che prestano servizio in regione. Inoltre, chiunque faccia richiesta di accedere agli alloggi non dovrà aver riportato, negli ultimi dieci anni, una condanna per delitti non colposi per i quali la legge prevede una pena detentiva non inferiore nel massimo edittale a due anni”.
"Siamo stanchi di essere presi in giro, di assistere al gioco delle tre carte da parte dell’amministrazione comunale solo per gettare fumo negli occhi. I cittadini matelicesi meritano rispetto". È quanto afferma, in una nota stampa il gruppo consiliare di minoranza "Per Matelica", nel contestare duramente i fondi aggiuntivi (leggi qui) che la giunta Baldini ha dedicato alle attività commerciali e artigianali a seguito dell'emergenza Covid.
Una misura che i membri dell'opposizione definiscono come una "perdita di tempo sulle spalle di famiglie e commercianti".
"Nello scorso consiglio comunale abbiamo assistito ad un colpo di scena - aggiungono dall'opposizione -, durante l’approvazione del bilancio di previsione l’assessore al bilancio Ciccardini presenta un emendamento alla sua stessa proposta, istituendo un fondo di emergenza Covid per le attività produttive. Una mossa da equilibristi, un asso nella manica tirato fuori il giorno dopo che il nostro gruppo aveva depositato in comune una proposta organica e strutturata, con possibili azioni da intraprendere al fine di dare un respiro alle tante attività matelicesi, dando loro un piccolo spiraglio di supporto in un periodo davvero difficoltoso".
"Parliamo di attività, ma dietro a quelle realtà ci sono famiglie e giovani che da un anno stanno sentendo sulle loro spalle il peso di una crisi sanitaria, ma purtroppo anche economica senza un valido supporto da parte del comune - l'affondo di "Per Matelica" -. I ristori governativi sono insufficienti, avremmo voluto aiuti immediati, contributi una tantum per dare un po’ di liquidità e di respiro per fronteggiare le continue spese, che spesso gli incassi non riescono a coprire. Abbiamo trovato una totale indifferenza, un menefreghismo politico e amministrativo al tema in questione, e far uscire sulla stampa online e nei social un articolo in merito al fondo previsto sul fil di lana, il giorno stesso del consiglio comunale richiesto dal nostro gruppo per discutere la nostra mozione sul tema è alquanto discutibile".
"Pensavamo di poter discutere questo tema con serietà, invece il consiglio comunale di martedì ci ha messo davanti all’ennesima conferma dell’assenza di progettualità e di iniziative da parte di questa Giunta - evidenziano dall'opposizione -. Tutta la maggioranza ha preferito "nascondere la testa nella sabbia", non ha voluto discutere nel merito ma ha affrontato il tema solo superficialmente, affossando la nostra proposta in toto, ci saremmo aspettati delle modifiche ed eravamo assolutamente disponibili al confronto, da parte loro nessuna proposta, nessun progetto e nessuna alternativa".
"Hanno votato contro senza offrire nulla in cambio, possiamo constatare solamente che abbiamo di nuovo rinviato un problema, hanno girato le spalle alle nostre richieste, a quelle di tanti cittadini - aggiungono dalla minoranza -. Siamo indignati perché perderemo altro tempo, passeranno settimane e forse mesi e nel frattempo chi ha difficoltà ne accumulerà di nuove e ancora una volta la politica non darà risposte".
"Ci dispiace inoltre far notare che temiamo che questo fondo di 50 mila euro possa essere l’ennesimo “specchietto per allodole” visto quello che è successo con lo stesso fondo previsto nel 2020: dei 24 mila euro previsti sono riusciti a spenderne solo 5 mila e non crediamo per mancanza di richieste di necessità, piuttosto per mancanza di progettualità. Siamo consapevoli di una cosa, non ci fermeremo e continueremo a batterci affinché questa amministrazione prima o poi apra gli occhi e decida di affrontare seriamente tutti i problemi legati alla pandemia" concludono i membri dell'opposizione.
"ll 27 Febbraio in tutta Italia chi vive del proprio lavoro scenderà in piazza per gridare forte il proprio No al governo Draghi, espressione diretta delle banche, della finanza e delle multinazionali". Così il Partito Comunista presenta la manifestazione che si terrà in molte piazza italiane il prossimo sabato 27 febbraio, alle ore 15:00, di cui è primo promotore.
L'appuntamento marchigiano sarà quello di Piazza Roma, ad Ancona.
La manifestazione viene presentata dagli organizzatori come "dal forte spirito unitario, vede aderire diverse organizzazioni, ma anche tanti singoli lavoratori, artisti e sportivi. La recente crisi sanitaria ha messo a nudo l'inefficienza e la brutalità del sistema capitalista, che prima ha distrutto la sanità pubblica e poi ha dimostrato che il profitto e gli interessi delle classi dominanti sono sempre più importanti della sicurezza delle masse popolari, che sono state abbandonate a loro stesse".
"Operai e lavoratori costretti a rischiare la salute per non fermare la produzione, licenziamenti, cassa integrazione non pagata, chiusure di decine di migliaia di piccoli esercizi commerciali e artigianali: una massa enorme di situazioni di povertà assoluta o di grande difficoltà. E la politica del Governo, supino ai monopoli capitalistici italiani e stranieri, è quella di far pagare i costi della crisi del sistema capitalistico globalizzato ai lavoratori e ai ceti popolari" sottolineano ancora dal Partito Comunista.
"La Repubblica italiana è fondata sul lavoro, vogliamo combattere questa ulteriore aggressione contro i diritti dei lavoratori, salariati o autonomi, che vogliamo rendere protagonisti – spiega il segretario generale del Partito Comunista Marco Rizzo - Chi produce la ricchezza del Paese deve essere al centro delle decisioni. Serve il cambio del modello di società e occorre rompere al più presto la gabbia europea. Il Partito Comunista rilancia l'unità di tutti i lavoratori e ribadisce l’alleanza strategica sociale, l’unica necessaria, chiamando nelle piazze di ogni regione i militanti, i simpatizzanti e tutti coloro che, sono contro il governo Draghi e che hanno bisogno di gridare che questo modello di società ha fallito".
Verranno probabilmente abbinate in un unico testo le proposte di legge in materia di cure oncologiche che sono pervenute all’esame della Commissione Sanità.
Una prima proposta di legge, a firma del gruppo della Lega, è titolata “Provvidenze a sostegno dei pazienti oncologici”, la seconda, ad iniziativa dei consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia, ha come titolo “Rimborso delle spese a supporto delle cure oncologiche”.
Relatori sono stati nominati i consiglieri Giorgio Cancellieri (Lega) e Simona Lupini (M5S), sulla prima, e Elena Leonardi (FdI) e Simona Lupini (M5S), sulla seconda.
Entrambe le pdl sono sostanzialmente finalizzate a erogare contributi a pazienti oncologici e loro familiari che, per le cure e il trattamento terapeutico, devono recarsi fuori regione o comunque spostarsi all’interno del territorio regionale, ma fuori dal proprio domicilio, per propria scelta nella logica della migliore risposta alla rispettiva necessità.
Le proposte di legge individuano nelle spese di viaggio, per il vitto e per l’alloggio (debitamente documentate, limitatamente al tempo di cura e per percentuali definite) quelle riconoscibili per ottenere il contributo.
“Con la proposta di legge di cui sono prima firmataria ho voluto recuperare un impegno preso già nella scorsa legislatura – ha sottolineato la Presidente della Commissione, Elena Leonardi - quando fu abrogata la legge in favore dei soggetti in trattamento radioterapico, sostituendola in via amministrativa con un contributo di solidarietà”.
“Un dovere nei confronti dei malati oncologici – ha poi aggiunto – confermato da un impegno di spesa nel Bilancio di previsione di 2 milioni di euro per il 2021 e 2 milioni 450 mila euro per ogni annualità 2022 e 2023”.
Per Giorgio Cancellieri “si va nella direzione richiesta dagli stessi malati oncologici che spesso, per curarsi, devono andare in strutture ubicate al di fuori dell’Area vasta di riferimento o addirittura fuori regione. In particolare, poi, la pdl di cui sono primo firmatario, prevede rimborsi anche per l’accompagnatore e nel caso della prima visita e le successive di controllo”.
Per la Vicepresidente Simona Lupini, relatrice di minoranza su entrambe le proposte, si tratta di “provvedimenti importanti che hanno trovato d’accordo tutte le forze politiche. Un impegno doveroso quello di ripristinare i fondi a favore dei pazienti oncologici, da portare a compimento in breve tempo e da attuare in modo trasparente ed equo”.
“I genitori di una famiglia naturale hanno compiti espliciti: il padre deve dare le regole, la madre accudire. Senza una di queste due figure i bambini rischiano di zoppicare andando avanti nella vita. Queste cose si studiano in psicoanalisi”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia all’interno del consiglio regionale delle Marche, Carlo Ciccioli, è tornato a prendersi la scena parlando di “famiglia naturale” e di “ruoli genitoriali. “La famiglia naturale, composta da padre, madre e figli è l’unica forma valida da proporre in società. I bambini hanno il pieno diritto ad avere una famiglia composta in questo modo”, ha rincarato la dose Ciccioli. È bufera sulle sue esternazioni
Durissima, a tal proposito, la presa di posizione delle consigliere regionali del Partito Democratico.
“Le parole di Ciccioli ci inorridiscono – afferma la vice capogruppo Anna Casini – anche perché provengono da un esponente di un partito presieduto da una donna, il cui compagno, e non marito, ha più volte dichiarato di essere un “mammo felice”. Anche se i suoi colleghi, con evidente imbarazzo e in maniera surreale, continuano a dichiarare che le sue esternazioni, malgrado sia il capogruppo, sono opinioni personali, concetto ribadito anche ieri in aula dal consigliere Putzu, ci aspettiamo che il presidente Acquaroli assuma una posizione chiara e netta in merito a dichiarazioni che stanno offrendo all’Italia intera un’immagine retrograda delle Marche, snaturando la cultura di una terra di persone rispettose dei bisogni e delle idee di tutti, che certo non si aspettavano una deriva del genere e che non merita di essere ridicolizzata dalle parole dei suoi rappresentanti. Per questo voglio fare un appello a tutti i riformisti: non restiamo indifferenti, serve sin da subito costruire un'alternativa politica e culturale a questo sfacelo”.
“Ciccioli – sottolinea con forza la consigliera Manuela Bora - non è un consigliere qualsiasi, è il capogruppo, ovvero è il consigliere al quale è demandata l’elaborazione della linea politica di tutto il gruppo, e proprio per questo motivo ha la prerogativa di esprimere le dichiarazioni di voto nel dibattito assembleare. Non è possibile e non è affatto credibile che egli esponga un giorno sì e l’altro pure posizioni personali che non rappresentano l’opinione condivisa del gruppo che guida. Si tratta di una palese presa in giro: Ciccioli, in realtà, pensa e dice apertamente quello che tutti i componenti del suo gruppo pensano ma non dicono per ragioni di opportunismo. Le sue parole introducono un elemento di fortissima demarcazione ideologica tra la destra maschilista e la nostra prospettiva che è invece paritaria e solidaristica. Il Partito Democratico, infatti, non crede che debba esistere un principio gerarchico all’interno dei nuclei familiari, dove qualcuno comanda, il padre, e altri obbediscono, la madre. Alla cultura arcaica del padre padrone noi contrapponiamo una visione nata da decenni di coraggiose lotte femministe e che si proietta oggi in un futuro, condiviso da tutti i Paesi europei, di suddivisione equa dei carichi tra i componenti delle famiglie”.
“Quella del consigliere Ciccioli – sottolinea la consigliera Micaela Vitri - è un’idea della famiglia che fa rabbrividire e ci riporta agli anni più bui della nostra storia. Le sue affermazioni sono gravissime, figlie di una cultura politica superata e oscurantista, che vuole la donna sottomessa alla figura maschile. Nel 2021 non possiamo accettare queste prese di posizione, che calpestano anni e anni di battaglie sui diritti garantiti dalla nostra Costituzione. La riforma del diritto di famiglia del 1975 riconosce parità giuridica ai coniugi. Anche l’ordine psicologhe e psicologi prende le distanze dalle esternazioni inaccettabili del consigliere Ciccioli. Personalmente sono allibita e mi aspetto come minimo la richiesta di dimissioni da capogruppo di Ciccioli da parte di Giorgia Meloni”.
Sulla questione interviene anche il capogruppo Maurizio Mangialardi, evidenziando gli obiettivi che si celano dietro lo stillicidio di dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia: “Ciccioli, nonostante sia ormai giunto al termine di una carriera che lo ha visto ricoprire prestigiosi ruoli istituzionali, non è mai uscito dal proprio personaggio e continua a essere prigioniero dell’ideologia che ha sposato fin dai cupi anni settanta. È lampante come la sua pesante retorica contro le donne e gli immigrati rappresenti una sorta di testamento politico rivolto ai giovani estremisti di destra che pullulano nel suo partito e anche in consiglio regionale. Ciò non fa di lui una figura patetica, come forse alcuni potrebbero pensare, ma un personaggio assolutamente pericoloso per la democrazia. E temo che vedremo presto gli effetti di questa deriva se, come si vocifera, su sua ispirazione presto il consiglio regionale andrà alla revisione del regolamento dell’Assemblea legislativa per imbavagliare l’attività dell’opposizione, desiderio peraltro più volte espresso durante i lavori in aula”.
Sull’argomento, la posizione delle consigliere del Movimento 5 Stelle Marche è altrattanto netta: “La famiglia ha assunto molte forme negli ultimi decenni e la Regione deve essere rappresentativa di tutte e tutti, senza esprimere giudizi, fossero anche personali: Ciccioli ogni settimana alza l’asticella con dichiarazioni sempre più assurde. Il problema è che trova sempre un palcoscenico.” dichiara Marta Ruggeri, capogruppo 5 Stelle.
Sottolinea Simona Lupini, che oltre a essere consigliera regionale è psicanalista specializzata in infanzia adolescenza e genitorialità: “Tutti gli studi indicano che quello che conta, per lo sviluppo bio-psico-sociale del bambino, è il clima che respira in famiglia e le funzioni che i caregiver svolgono, concetti molto complessi, che vanno declinati in ambito clinico, non usati per fare propaganda” sottolinea Simona Lupini - “Se la legge sull’aborto è del 1978, la riforma del diritto di famiglia è del 1975 e la legge sul divorzio è del 1970: ormai sono decenni che il termine famiglia va declinato al plurale.”
La chiusura è netta: “ Di sicuro, all’educazione dei bambini, non serve un modello padronale uscito dritto dall’800: che si tratti di famiglie tradizionali, divorziati e separati, famiglie LGBTQ, ovunque c’è un focolare di affetti c’è una famiglia, che merita il sostegno delle istituzioni”.
Sospese le attività didattiche in presenza da domani, 25 febbraio, fino al 6 marzo in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nei centri educativi per l’infanzia e nei centri ricreativi dislocati nel territorio comunale di Cingoli. Le lezioni, salvo successive e diverse disposizioni, riprenderanno il prossimo lunedì 8 marzo.
È quanto previsto, tramite un'ordinanza del sindaco Michele Vittori al fine di evitare ogni ulteriore aggravamento dell’attuale situazione epidemiologica vista la crescita esponenziale del numero dei contagi e delle quarantene verificatasi in questi ultimi giorni: a Cingoli si registrano 55 casi positivi e 114 soggetti in isolamento domiciliare.
A ciò si aggiunge la sospensione delle attività didattiche già prevista in diverse classi e la vicinanza con i territori dei comuni di Jesi, Filottrano e Staffolo che, a causa dell’andamento della pandemia - con Ordinanza della Regione Marche n. 5 del 22 febbraio (leggi qui) - sono stati destinatari delle rafforzate misure di contenimento.
Zone dalle quali proviene anche un cospicuo numero di insegnanti, operatori scolastici e studenti, soprattutto iscritti negli istituti superiori.
"Sono perfettamente consapevole dei disagi che tale decisione comporta per i ragazzi e per le rispettive famiglie ma a distanza di un anno ormai dovremmo aver tutti chiaro il concetto della prevenzione" sottolinea il primo cittadino Michele Vittori a seguito della firma dell'ordinanza odierna.
Lunedì 22 febbraio si è svolta in tutta Italia l'iniziativa “Facciamo luce sul teatro”, una mobilitazione nazionale promossa dall’Associazione U.n.i.t.a. con l'intento di tenere alta l'attenzione sul mondo teatrale e sullo spettacolo dal vivo.
Teatri simbolicamente aperti, facciate e foyer illuminati in attesa che si torni a far vivere nuovamente questi luoghi, motori della vita della comunità, e a programmare in sicurezza la riapertura.
Tantissime le adesioni da ogni parte d'Italia, dalla Scala di Milano al Petruzzelli di Bari, dal Carlo Felice di Genova all'Argentina di Roma, dal Massimo di Palermo alla Pergola di Firenze, dalle Muse di Ancona al Goldoni di Venezia, dal San Carlo di Napoli al Regio di Torino, dall’Arena del Sole di Bologna al Lirico di Cagliari. Dai più grandi ai più piccoli.
Anche nelle Marche l’adesione è stata massiccia, tutti i Comuni sedi di teatri storici da Pesaro a Fano da Ancona a Jesi, da Ascoli a San Benedetto. Solo Civitanova è stata assente. Nella nostra provincia le luci hanno illuminato il Lauro Rossi di Macerata, il Persiani di Recanati, il Piermarini di Matelica, il Feronia di San Severino. Non ha aderito all’iniziativa il Comune di Civitanova Marche e sulla questione è intervenuto il capogruppo del Pd Giulio Silenzi
"Civitanova al contrario, i suoi 3 teatri pubblici li ha tenuti al buio, coerentemente con lo stesso buio che domina l’attività culturale civitanovese ormai da tempo" - ha affermato Silenzi - . "Senza assessore alla cultura, dopo la sfiducia della scorsa estate a Gabellieri il Sindaco ha avocato a sé la delega; senza presidente dell'Azienda Teatri, non c'è due senza tre e dopo Centioni e Squadroni anche Santori ha da pochi giorni rimesso l'incarico - ufficialmente per motivi personali ma ufficiosamente per incomprensioni con le scelte del Sindaco-; senza direttore, ruolo affidato pro tempore a un dirigente comunale, in attesa dell'annunciato concorso con cui si dovrebbe individuare la figura preposta, dopo il pensionamento di 4 anni fa di Alfredo Di Lupidio".
"Un buio che è la limpida rappresentazione di un dramma, la conferma dell'assenza di una visione futura, di un'idea che qualifichi la città (a parte i palazzotti in riva al mare). In 4 anni non si è costruito un progetto culturale, al contrario si sono smantellati quelli esistenti", ha concluso il capogruppo Pd in Consiglio comunale.
Approvate dal Consiglio regionale tre mozioni riguardanti le città sedi di santuario, le aree del cratere sismico e i consultori.
Via libera a maggioranza per quella sul “Contributo a fondo perduto per i Comuni ospitanti Santuari meta di pellegrinaggi di rilevanza nazionale ed internazionale. Con l’atto, firmatari i consiglieri Giacomo Rossi (Civitas - Civici), Jessica Marcozzi (Forza Italia), Renzo Marinelli (Lega), Carlo Ciccioli (Fratelli d’Italia), Dino Latini (Udc – Popolari Marche), si chiede di sollecitare Governo e ministeri competenti affinché “il contributo a fondo perduto per i centri storici venga integrato con risorse sufficienti per tutte le attività ricadenti nei comuni sedi di santuari” e siano incluse anche tutte quelle non ubicate nel centro storico.
Nella mozione si evidenziano i numerosi decreti emanati dal Governo per contrastare il diffondersi della pandemia e nello stesso tempo aiutare persone, famiglie, imprese in difficoltà.
L’attenzione è in particolare rivolta alle città che ospitano santuari, come Loreto, dove è particolarmente sentito il calo nelle vendite di oggetti e prodotti artistici legati al tema religioso, e le conseguenti notevoli difficoltà registrate dal vasto indotto di piccole, medie aziende e botteghe artigiane.
In questo senso l’atto chiede anche di sollecitare il Governo affinché predisponga, quanto prima, “un nuovo contributo a fondo perduto rivolto ai soggetti esercenti attività di impresa di produzione di beni religiosi esclusi dai decreti Ristori”.
Approvata nel corso della seduta dell’Assemblea anche un’altra mozione riguardante la “Definizione dei termini e dei tempi di pagamento delle utenze acqua, energia elettrica e gas nei comuni del cratere sisma 2016” . Licenziata all’unanimità e proposta dal gruppo della Lega (primo firmatario Andrea Maria Antonini), impegna il Presidente della Giunta regionale ad attivarsi presso Governo, Arera e tutte le altre sedi opportune, affinché, ciascuno per le proprie competenze, nel primo provvedimento legislativo e regolamentare utile, preveda la proroga di alcune agevolazioni riguardanti le aree del cratere sismico.
In primo piano, tra l’altro, la disalimentazione gratuita per acqua, luce e gas degli immobili inagibili per tutto il 2021; nuovi allacci gratis delle utenze fino alla conclusione dei lavori sugli immobili, concedendo agli utenti un congruo termine per le comunicazioni opportune; l’esenzione totale del canone Rai per gli utenti, dagli eventi del sisma fino al 31 dicembre 2021.
Ultima mozione che ha ottenuto il via libera a maggioranza quella sottoscritta dai consiglieri M5s Simona Lupini e Marta Ruggeri, riguardante i consultori. L’invito è a intraprendere tutte le iniziative necessarie volte “ad avviare l’iter per la discussione, la redazione e l’approvazione della normativa regionale che fissi criteri per la programmazione, il funzionamento, la gestione e il controllo del servizio dei consultori familiari”.
"Se la campagna vaccinale non interesserà presto il settore agroalimentare, questo rischia seriamente di fermarsi; e ciò non sarebbe accettabile, non possiamo permettercelo. Abbiamo il dovere di ascoltare il grido dei tanti imprenditori e farlo nostro, la Regione deve comprendere che si tratta di una questione vitale: occorre vaccinare gli addetti alla filiera per poterne garantire la continuità e rispondere alle richieste del mercato".
È quanto afferma il tolentinate Stefano Gobbi, responsabile regionale sanità di Forza Italia Marche.
"Nelle Marche ci sono tremila imprese che si occupano di agroalimentare in cui gravitano circa quindicimila addetti ai lavori. Benchè il settore stia resistendo discretamente alla crisi economica e sanitaria, non è di certo immune alla pandemia, soprattutto in questo secondo anno" conclude Gobbi.
Le Marche avviano il percorso, tecnico e amministrativo, di aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti.
L’obiettivo è migliorare la gestione dell’intero settore, rispettando i nuovi obiettivi indicati dalla legislazione nazionale e dalla normativa europea. La strada da intraprendere è quella del potenziamento infrastrutturale, nel rispetto della salvaguardia ambientale e del contenimento dei livelli tariffari. Su proposta dell’assessore all’Ambiente Stefano Aguzzi, la Giunta regionale ha individuato gli scenari della pianificazione e le modalità operative per adeguare il Piano.
Inizia così il percorso che porterà alla definizione del nuovo Prgr: “Si partirà dall’analisi della situazione attuale, che vede non attuati gli obiettivi previsti dal precedente Piano regionale, approvato nel 2015, che ha sì raggiunto il 70% di raccolta differenziata, ma non è stato in grado di realizzare l’adeguata impiantistica per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti nella nostra regione – spiega l’assessore Aguzzi - Effettuata tale ricognizione, si proseguirà interpretando, attraverso le indicazioni delle nuove direttive comunitarie sul pacchetto di economia circolare, i sistemi più moderni e innovativi, per raggiungere obiettivi sempre più performanti per il ciclo dei rifiuti urbani.
Quello più sfidante è il raggiungimento, entro il 2035, di un limite massimo di conferimento in discarica non superiore al 10 per cento dei rifiuti prodotti. Un traguardo non conseguibile con le previsioni del vecchio Piano del 2015 che ha mostrato notevoli difficoltà nella pianificazione di dettaglio locale. È necessario definire, perciò, una nuova governance che consenta di programmare e gestire un moderno ciclo dei rifiuti”. Gli obiettivi indicati dalla Giunta regionale puntano a innalzare e ottimizzare il target di riciclo, limitare il conferimento in discarica, estendere gli obblighi di raccolta differenziata, ma anche individuare le buone prassi per la minor produzione, a monte, del rifiuto e incentivare l’immediato riutilizzo anche attraverso i Centri del riuso.
Polemica via social tra il sindaco di Sarnano Luca Piergentili e l’ex candidato sindaco, nonché consigliere di minoranza Giacomo Piergentili sull’affluenza domenicale dei turisti nel territorio comunale. Il consigliere di minoranza ha provato a polemizzare il poco flusso di gente attraverso delle foto, prontamente smentite via social dallo stesso primo cittadino di Sarnano.
“Stamattina – scrive il sindaco nel post - il consigliere di minoranza Piergentili Giacomino pubblica le foto del piazzale di Sassotetto fornitegli dal suo fido scudiero Censori Nazzareno per dimostrare che ieri c'era poca gente. Peccato che le foto sono di sabato e non di ieri. Sarà sicuramente un errore dovuto alla sua costante volontà di denigrare il paese che rappresenta in consiglio comunale.
Per giusta informazione le foto di ieri le pubblico io, che sono stato a controllare in mattinata la situazione riscontrando la soddisfazione dei turisti e dei gestori delle strutture nonostante la chiusura degli impianti di risalita. Mi dispiace per lui ma Sarnano è una meta apprezzata da tantissime persone ed ha moltissimo da offrire. Se ne faccia una ragione una volta per tutte”.
(Foto postate dal primo cittadino Luca Piergentili)
“La polemica sull'uso della videosorveglianza è ormai da mesi tema di confronto politico sia tra opposizione e Amministrazione, sia all'interno degli stessi gruppi di maggioranza. In particolare, la scelta di non installare telecamere a Fonti San Lorenzo è stata duramente contestata, ritenendo che sia preferibile incrementare la sicurezza anche dei quartieri più sicuri, piuttosto che lasciare delle 'zone d'ombra' per attività losche”. Così il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Simone Simonacci, che torna a parlare del tema sicurezza invocando telecamere di videosorveglianza.
“Ci è stato risposto che per Fonti San Lorenzo non c'era bisogno di telecamere poiché si trattava di un 'quartiere educante' - continua Simonacci - grazie alla presenza del centro sociale che svolge una funzione - peraltro da noi mai contestata - di educazione civica”.
“Pochi giorni dopo la risposta dell'Assessore Nicolini – prosegue il consigliere di minoranza - è arrivato un furto con scasso proprio a Fonti San Lorenzo, segno che la criminalità, purtroppo, non conosce quartieri più o meno educanti. I giornali in questi giorni parlano invece di una rissa, che avrebbe rischiato di degenerare a giudicare dalle vistose tracce di sangue lasciate, nel quartiere di Villa Teresa, nei pressi del Parco del Concilio. Un luogo frequentato da bambini e famiglie, oltre che da questi personaggi, di cui già nel settembre dello scorso denunciavamo in Consiglio comunale, con apposita interrogazione, la condizione di degrado. Nel sito vi sono le telecamere, ma evidentemente non sono sufficienti o non sono state posizionate adeguatamente, se una simile rissa non lascia traccia. Fatto grave se si considera che spesso siamo stati accusati di "allarmismo" parlando di sicurezza in Città”.
“L'Amministrazione forse vuole dire che Villa Teresa è un quartiere 'non-educante', considerando risse e ripetuti atti di vandalismo nel piazzale antistanti la scuola materna? Le telecamere sono indispensabili, non si usino i coni d'ombra come scusa; piuttosto la Giunta, invece di permanere in questo assurdo immobilismo, lavori per garantire sempre maggior sicurezza ai cittadini, senza distinzioni in quartieri di Serie A e quartieri di Serie B".
Con l’intento di restituire voce e visibilità alle donne che hanno contribuito a migliorare la società, la Presidente del Consiglio Comunale di Recanati con delega alle Pari Opportunità Tania Paoltroni presenterà una mozione in Consiglio con i gruppi consiglieri di maggioranza per intitolare nuove vie, piazze e spazi a donne che si sono distinte nella loro professione, in discipline e in azioni e contributi dati alla comunità.
“Le intitolazioni delle strade e delle piazze, ma anche di aree verdi e spazi pubblici, riflettono una cultura e una dimensione sociale e storico-culturale ancora molto misogine – ha affermato Tania Paoltroni - lo sbilanciamento in favore dei personaggi maschili è l’espressione del potere degli uomini che hanno scritto la storia e che continuano a perpetuarla nei percorsi di vita urbana. Riteniamo sia fondamentale per la formazione e l’educazione delle generazioni più giovani intitolare un numero sempre maggiore di vie alle figure femminili. Un modo per dare un forte segnale alle bambine, alle ragazze e alle donne recanatesi del valore della loro presenza anche nella vita pubblica".
Ad oggi, nella toponomastica di Recanati, secondo il censimento di Barbara Belotti, su un totale di 294 strade vie e contrade, 141 sono intitolate a uomini, 3 sono intitolate a Madonne: Addolorata (contrada), Cupa Madonna Di Varano (via) e Le Grazie (via) e 4 sono le vie intitolate a figure femminili: due donne di lettere e una donna del bel canto e un personaggio letterario, vediamo chi sono:
Paolina Leopardi (Recanati, 5 ottobre 1800 – Pisa, 13 marzo 1869) sorella e compagna di studi di Giacomo Leopardi, intellettuale, scrittrice e traduttrice fu autrice di diverse traduzioni dal francese e di una biografia di Mozart.
Alinda Bonacci Brunamonti (Perugia, 21 agosto 1841 – Perugia, 3 febbraio 1903) poetessa e saggista visse a Recanati e si dedicò giovanissima alla composizione di versi di carattere religioso pubblicati nel 1856 e dedicati a papa Pio IX. Durante il periodo a Recanati, scrisse i Canti nazionali, di ispirazione risorgimentale e antipontificia, editi nel 1860. In quest’anno Alinda Bonacci fu l’unica donna ammessa eccezionalmente a votare per il plebiscito di conferma dell’annessione delle marche e dell’Umbria al Piemonte. Ad Alinda Bonacci Brunamonti è intitolata anche la Biblioteca Comunale di Recanati.
Francesca Felicita (Fanny) Tacchinardi (Roma, 4 ottobre 1812 – Parigi, 3 maggio 1867) soprano interprete di opere di Donizetti, Rossini, Bellini e il primo Verdi.
Nerina, una delle figure femminili cantate da Leopardi, a lei è dedicata una scalinata di Recanati.
Anche nel resto d’Italia è necessario restituire la visibilità alle donne che hanno contribuito a migliorare la società, dal censimento toponomastico nazionale risulta infatti che la media di strade intitolate a donne va dal 3 al 5% in prevalenza madonne e sante, mentre quella delle strade dedicate agli uomini si aggira sul 40%.
"Il presidente Acquaroli è stato eletto per prendere decisioni, non per aspettare che altri lo facciano per lui". Lo afferma Alessia Morani, deputata marchigiana del Pd, a proposito della situazione del Covid nelle Marche.
"Nelle Marche - sottolinea Morani - la pandemia sta correndo veloce, in Provincia di Ancona la situazione è molto grave e anche in altre zone sta peggiorando. Ancona è al quinto posto in Italia per frequenza di nuovi casi (297 ogni 100.000 abitanti), Macerata è a 154, Pesaro a 124. Anche i ricoveri in terapia intensiva sono aumentati, con una percentuale di occupazione al 34%".
"In questa situazione cosa decide Acquaroli? In pratica di non decidere. Il governatore chiude la provincia di Ancona in entrata e uscita e aspetta indicazioni da Roma. Sarebbe questo il regionalismo? La responsabilità degli amministratori locali? Acquaroli la smetta di nascondersi dietro "Roma" quando gli fa comodo. Mentre mette in scena questo teatrino il virus corre: se sono necessarie decisioni drastiche e impopolari le prenda e lo dica ai cittadini", conclude Morani.
"Provo vergogna per questo "erudito professore universitario" che trova normale, forse anche con una punta di malcelata arroganza, insultare una donna, una madre, un'esponente politico unica leader donna italiana presidente di un partito nazionale e di quello Europeo dei Conservatori".
Così la consigliera regionale di Fratelli d'Italia Elena Leonardi esprime la propria vicinanza alla leader nazionale del proprio partito, Giorgio Meloni, definita durante un'intervista radiofonica "rana dalla bocca larga", "scrofa" e "vacca" dal docente universitario Giovanni Gozzini, ordinario di Storia contemporanea all'Università di Siena.
"Credo che l'Università per cui lavora tal Giovanni Gozzini debba come minimo sospendere chi ha dimostrato tanta volgare bassezza in totale antitesi con quei principi di rispetto verso l'altro che sono certa ogni Ateneo vuole trasmettere ai propri studenti. Significativa la solidarietà espressa a Giorgia Meloni dal Presidente Mattarella, mi chiedo se riusciremo a sentire forte la condanna delle femministe, di quella sinistra che ogni 25 novembre s'indigna e si mette in prima fila per denunciare e condannare la violenza contro le donne" aggiunge Leonardi.
"Pensate se quegli stessi insulti fossero stati rivolti ad una donna e una politica della sinistra italiana, ad esempio una Boldrini o una Bellanova, quante voci oggi griderebbero parole di condanna verso l'inaccettabile violenza verbale di quest' "uomo" (ammetto una certa difficoltà morale a definirlo tale). Fatela sentire quando serve la vostra voce, a difesa di ogni donna! Solidarietà a Giorgia Meloni!" conclude nella sua nota Elena Leonardi.
“Con la Lega di nuovo al governo i terremotati tornano ad avere l’attenzione che meritano. Grazie agli emendamenti Lega recepiti nel decreto Milleproroghe vinta la battaglia sulle maxi bollette che saranno rateizzate in 120 mesi. Sugli immobili inagibili non si pagheranno anche per tutto il 2021. Ottenuta anche l’esenzione per le SAE. Finalmente esclusi dal computo ISEE gli immobili inagibili”.
Lo comunica l’onorevole leghista Tullio Patassini, primo firmatario di emendamenti sottoscritti con il collega Riccardo Augusto Marchetti commissario regionale della Lega a partire dal DL Liquidità di inizio 2020.
"Grazie all’intensa e costante attività legislativa portata avanti dalla Lega in parlamento e dal neoministro al turismo Massimo Garavaglia in commissione Bilancio, i terremotati di Marche e centro Italia a fine dicembre avevano ottenuto la sospensione dell’Imu e dei mutui sugli immobili inagibili - aggiunge Patassini -. Ora il quadro si completa anche con impignorabilità fino al 2023 dei contributi per la ricostruzione, esenzione dalle imposte di bollo e registro e dall'imposta per le insegne commerciali e della tassa di occupazione di suolo pubblico per le attività commerciali e di ristorazione".
“L’impegno della Lega per la rinascita delle Marche e dell’Appennino terremotati non finisce qui – concludono Patassini e Marchetti –. In sintonia con il Governo e, in particolare, il ministro dello sviluppo economico Giorgetti, ci siamo già attivati per colmare l’assurdo divario tra le regioni creato dal governo Conte 2 che ha previsto per il solo Abruzzo l’area di decontribuzione fiscale indispensabile per una spinta realmente propulsiva all’economia del territorio”.
Non possiamo voltarci dall’altra parte di fronte al malcontento esternato dai nostri concittadini” così il Gruppo consiliare di opposizione Montefano Domani, interviene rilevando “con rammarico, come il confronto con l’attuale amministrazione comunale continui ad essere difficile, anche su questioni di primaria importanza che toccano da vicino le famiglie del paese”.
Prima fra tutte le Casa di riposo. “I familiari degli ospiti, nei mesi della pandemia, hanno più volte richiamato l’attenzione del Sindaco per avere risposte in merito alla possibilità di incontrare i loro cari in modo sicuro. La risposta, dopo quasi un anno, è arrivata attraverso l’utilizzo dei fondi, raccolti in favore della casa di riposo, di una campagna promossa dal Gruppo Ultras del Montefano Calcio.
Verrà previsto uno spazio dove un semplice vetro dividerà gli ospiti dai loro cari, impedendo ogni forma di contatto fisico. Molte strutture, anche gestite dall’IRCR (come la casa di riposo di Montefano) si sono ormai da tempo organizzate con il classico telone che permette di inserire le braccia favorendo quell’abbraccio che tanto ci manca, tra i familiari. Perché non dare spazio anche a Montefano a questo tipo di incontro?”.
Poi la questione cucina della scuola elementare. “La nostra casa di riposo, dotata di ottime cuoche, ha una cucina obsoleta. L’amministrazione ha ritenuto più opportuno spendere, o meglio sperperare, 105 mila euro per costituire un’ulteriore cucina, destinata al servizio scolastico, con l’installazione di attrezzature che potrebbero servire con tranquillità più di 300 pasti. I numeri reali, già da tempo noti, dato il tasso di natalità in costante decrescita, sono però ben altri! Neanche 50 pasti quotidiani. Anche qui le esigenze di alcune famiglie sono rimaste totalmente inascoltate: il prossimo anno in molti si vedranno costretti a portare i propri bambini in scuole fuori comune per non dover scegliere il tempo pieno, reso obbligatorio al fine di non mandare in malore la cucina così profumatamente finanziata.
Finanziata come? Dalle tasse dei cittadini e dagli autovelox piazzati quotidianamente”. Poi la riflessione finale: “I tavoli di lavoro permanenti tanto decantati dall’attuale Amministrazione si sono rivelate false promesse elettorali. L’ascolto attraverso un dialogo costruttivo, il rispondere alle esigenze di ognuno con tutti i mezzi possibili e il rispetto del cittadino è un dovere di chi amministra la cosa pubblica, dovere che prescinde dall’appartenenza politica”.
Si è tenuta nella mattinata odierna la manifestazione organizzata dai vertici regionali di Fratelli d'Italia sulle piste da sci di Bolognola per criticare la scelta del ministro alla Salute Roberto Speranza di chiudere sino al 5 marzo gli impianti, a poche ore dalla prevista ripartenza. I rappresentanti del partito hanno srotolato e mostrato uno striscione di protesta con suscritto "La montagna merita rispetto, non Speranza".
Presenti all'iniziativa anche il sindaco di Bolognola Cristina Gentili assieme a tutti i vertici locali di Fdl: i consiglieri regionali Elena Leonardi, Pierpaolo Borroni, Andrea Putzu e Nicola Baiocchi; i coordinatori provinciali di Macerata, Massimo Belvederesi, di Fermo, Andrea Balestrieri, di Ascoli Piceno, Antonio Vagnoni, l’assessore al Comune di Macerata, Paolo Renna, il presidente di Gioventù Nazionale Marche, Maicol Pizzicotti Busilacchi.
"Avremo preferito che il Governo facesse una scelta diversa e portasse a compimento il discorso aperto con i gestori degli impianti. Imprenditori che hanno speso risorse ed energie per poter essere attrezzati in sicurezza e andare avanti con attività che, per loro, sono vitali - ha affermato Elena Leonardi -. Siamo voluti venire a loro sostegno, visto che si trovano anche ad operare in terre che sono state fortemente colpite dal terremoto e che sono ancora in attesa di una ripartenza. Noi siamo e resteremo sempre al loro fianco".
Anche la leader nazionale di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ha appoggiato l'iniziativa attraverso una nota stampa apparsa sulla pagina provinciale del partito: "Chi sostiene che lo sci è un’attività sacrificabile ignora che il turismo invernale è un asset economico insostituibile e non si rende conto che per tanti territori è l’unica fonte di ricchezza e occupazione. Chi vive e lavora in montagna merita rispetto, va sostenuto nell’accesso ai servizi e chiede che lo Stato sia un alleato per favorire residenzialità, combattere lo spopolamento e rilanciare l’imprenditorialità".
"I commenti approssimativi, i pregiudizi e l’ironia che sto leggendo in queste ore per giustificare la folle scelta di Draghi e Speranza di rinviare, peraltro con poche ore di preavviso, la stagione sciistica amatoriale sono un affronto per tantissimi nostri connazionali. Fratelli d’Italia è l’unico partito ad aver celebrato più volte gli Stati Generali della Montagna e ad aver difeso in Parlamento le istanze di tutti quei cittadini che chiedono di poter continuare a vivere e lavorare dove sono nati e cresciuti: lo dimostra la mozione approvata alla Camera ormai un anno fa, rimasta lettera morta per colpa della sinistra e della maggioranza. La montagna è un pezzo dell’identità italiana e non può essere umiliata in questo modo" ha concluso Meloni.