Muccia, la protesta di Rifondazione Comunista: "Acquaroli e Castelli si dimettano, le mani dei Casalesi nei nostri territori"
"Parlare di tutto, tranne che dell'essenziale". È la critica di Rifondazione Comunista Marche al Consiglio regionale aperto che si è svolto a Muccia, al Centro polifunzionale "Prof. Cesare Lami Angelucci", in occasione dei dieci anni dal terremoto del 2016. All'esterno della struttura il partito ha organizzato un presidio di protesta, esponendo uno striscione con la scritta "Acquaroli + Castelli = dimissioni".
Secondo Rifondazione, "quella che avrebbe dovuto essere una occasione per fare chiarezza sulle responsabilità politiche connesse alle vicende giudiziarie che hanno portato agli arresti, tra gli altri, dell'ex capo gabinetto del presidente Acquaroli e del presidente provinciale dell'Ance nonché titolare di una delle aziende più importanti della ricostruzione e figlio dello storico esponente del MSI maceratese Crucianelli, si è risolta in una inutile passerella degli esponenti della destra regionale". Ad affermarlo, in una nota, è Gabriele Marcozzi, segretario regionale del 'Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea', che contesta l'impostazione della seduta, ritenuta un'occasione mancata per affrontare le responsabilità politiche legate all'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma.
Nel mirino del partito ci sono anche gli spazi riservati agli interventi durante la seduta. "Non è stato concesso uno spazio per le comunità locali, nessuna parola data agli studenti del cratere o alle attività produttive, solo un'inutile passerella mediatica", sostiene Marcozzi.
"Ribadiamo l'urgenza delle dimissioni del presidente della regione, reo politicamente di 'aver udito voci strane' riguardo il suo ex braccio destro, ma anche del commissario straordinario per la ricostruzione Castelli che, da bravo avvocato, ha lasciato intendere che i cantieri oggetto degli interessi malavitosi erano per lo più privati, pertanto la responsabilità tende a ricadere guarda caso sui terremotati", ribadisce Marcozzi.
"Siamo consapevoli che così facendo la declamata 'filiera di governo'', che tanto consenso ha portato a FdI ed alla destra regionale, si spezzerà, ma il fatto che le mani dei Casalesi siano giunte nei nostri territori, impone un senso di responsabilità che, purtroppo sappiamo, non abita nel governo regionale", conclude Marcozzi.

cielo coperto (MC)
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