Inchiesta sulla ricostruzione, Parcaroli: "Nessun appalto comunale a Crucianelli. I cantieri non si fermino"
MACERATA - «Il Comune non ha mai affidato appalti pubblici all’impresa Crucianelli, né risulta che questa sia subappaltatrice di lavori pubblici». Lo afferma il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli, intervenendo sull’inchiesta «Ricostruzione» condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Il primo cittadino ha messo in fila le priorità dell’amministrazione: far proseguire i cantieri, tutelare i lavoratori e dare risposte ai proprietari che hanno affidato alle ditte coinvolte la riparazione delle loro case.
Il tema avrebbe dovuto essere discusso ieri in Consiglio comunale, ma la seduta non è arrivata a trattarlo. Se ne tornerà a parlare il 9 novembre, data della prossima convocazione.
Nella sua nota Parcaroli rivendica un doppio binario: «piena fiducia nell’operato della magistratura» e «massimo rispetto del principio di non colpevolezza», due princìpi che a suo dire vanno tenuti insieme «con equilibrio e responsabilità». Il sindaco esprime solidarietà ai dipendenti delle imprese finite nell’indagine, ai fornitori che rischiano di non essere pagati e ai proprietari degli immobili, e mette in guardia dal rischio di strumentalizzazioni: il lavoro degli inquirenti, sostiene, «non deve essere oggetto di sciacallaggio politico contro amministratori che non sono stati coinvolti in alcun modo». Sarà la magistratura, aggiunge, a fare chiarezza e a stabilire le eventuali responsabilità.
I numeri in città. Dal 2016 a oggi, a Macerata sono state presentate 485 pratiche edilizie legate al sisma. Di queste 169 sono concluse, 41 sono state rigettate e 43 hanno visto la rinuncia dei richiedenti. Delle restanti, 54 sono in fase istruttoria, 132 hanno i lavori avviati e 46 attendono di partire.
Il sindaco ha anche descritto l’iter delle pratiche private, per chiarire dove si colloca l’ente locale. L’istanza viene presentata dal tecnico incaricato sulla piattaforma Gedisi, gestita dall’Ufficio speciale per la ricostruzione, che chiede al Comune un parere sugli aspetti edilizi e urbanistici. Lo sportello edilizia verifica eventuali difformità o sanatorie, acquisisce la documentazione integrativa e chiude l’istruttoria con il parere. Poi, durante tutta la fase dei lavori, il Comune non svolge alcuna attività tecnica o amministrativa. Solo a cantiere concluso, con l’agibilità asseverata, l’ente revoca l’ordinanza di inagibilità e completa l’erogazione del contributo di autonoma sistemazione.
Resta aperto il fronte dei cantieri privati toccati dall’inchiesta. Parcaroli assicura che l’amministrazione si sta già confrontando con la struttura commissariale per individuare «con la massima sollecitudine» una soluzione tecnica e amministrativa che consenta di proseguire i lavori. Un’urgenza che il sindaco lega al decennale del terremoto: a dieci anni dal sisma, ricorda, ci sono ancora famiglie che non sono rientrate nelle loro case.

cielo coperto (MC)
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