Cinesophia è il primo e unico festival italiano interamente dedicato alla “Filosofia del Cinema”, organizzato dall’amministrazione comunale di Ascoli Piceno e dall’associazione culturale Popsophia in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale e l’Ordine degli Avvocati di Ascoli. Il festival si svolgerà dall’11 al 13 novembre 2016 ad Ascoli Piceno e animerà il bellissimo complesso intorno all’ex chiesa di Sant’Andrea dal pomeriggio a notte inoltrata con conferenze, proiezioni, interviste, performance, degustazioni e musica dal vivo.“Non sarà l’ennesimo dibattito da cineforum. Cinesophia si confronta con la complessità dell’arte cinematografica del nuovo millennio - afferma Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di Popsophia - Partiremo proprio dai film per arrivare alla filosofia, il contrario dell’approccio classico. Con la pop filosofia entreremo nel crocevia tra grandi cineasti, nuove tecnologie e serialità televisiva”.Tantissimi, infatti, saranno gli appuntamenti e gli ospiti che attireranno non solo appassionati di cinema, ma anche amanti delle serie tv e della pop filosofia.Dal venerdì alla domenica, alle 16.30, i pomeriggi di CINESOPHIA inizieranno con un workshop sugli aspetti più importanti della realizzazione di un film con la sceneggiatrice Valentina Capecci, il regista Alessandro Valori e il critico d’arte Stefano Papetti. Seguirà la rassegna Pop Crime, un appuntamento su crimine e giustizia nel cinema con avvocati e giornalisti come Angela Azzaro, Massimo Bordin, Guido Castelli, Mauro Gionni, Salvatore Patriarca che si confronteranno sugli attualissimi temi dei legal drama. Alle 18.30 le Lectio Pop, video-conferenze che alternano una selezione inedita di frammenti cinematografici agli interventi dei maggiori filosofi del cinema italiani come Umberto Curi, Massimo Donà e Roberto Mordacci.Alle 21.30 tre nuovi Philoshow, spettacoli filosofico-musicali inediti, ideati dalla direttrice artistica Lucrezia Ercoli ed eseguiti dalla band Factory, dove la riflessione filosofica sul cinema si contamina con proiezioni video, performance teatrali e musica dal vivo, da Michelangelo Antonioni a Vasco Rossi, da Federico Fellini a Adele, da Francis Ford Coppola a David Bowie.CINESOPHIA si svolge anche grazie alla collaborazione di studenti e insegnanti della provincia ascolana e con l’Ordine degli Avvocati di Ascoli Piceno, per questo ha valore formativo e di aggiornamento per il mondo scolastico e il riconoscimento ai fini della formazione forense.Tutti gli appuntamenti di Cinesophia sono ad ingresso libero. Maggiori informazioni sul sito www.popsophia.it.
In occasione dello svolgimento del Mercatino regionale francese in programma dal 29 ottobre al 1° novembre in piazza Vittorio Veneto il Comando di Polizia municipale ha emesso un’ordinanza che cambia temporaneamente la regolamentazione del traffico nella zona interessata dall’iniziativa.Il provvedimento prevede:- divieto di sosta con rimozione forzata eccetto veicoli dell’organizzazione in piazza Vittorio Veneto, valido dalle ore 16 del 28 ottobre alle ore 24 al 1° novembre, in via D. Ricci dalle ore 16 alle ore 24 del 28 ottobre, in corso della Repubblica (tratto compreso tra il civico n° 61 e piazza V. veneto dalle 16 del 28 ottobre alle ore 24 del 1° novembre; - divieto di transito dalle ore 18 del 28 ottobre alle ore 24 del 1° novembre e comunque fino a cessateesigenze in piazza Vittorio Veneto eccetto i residenti in via Crescimbeni e per accesso ad areeprivate, con transennamento e deviazione del traffico proveniente da via santa Maria della Porta in via Padre Matteo Ricci; in via D.Ricci, con obbligo di proseguire diritto per i veicoli circolanti in via XXSettembre, via santa Maria della Porta, all’intersezione con via Basily, eccetto residenti e carico e scarico, valido per i veicoli diretti verso piazza Vittorio Veneto
Per il terzo anno consecutivo, l’Istituto comprensivo “G. Lucatelli” ha aderito e promosso “Libriamoci” il progetto lettura che coinvolge gli alunni delle scuole e la Biblioteca Filelfica.Ospite speciale l’autore di libri Massimo De Nardo che ha parlato del suo ultimo romanzo Maffin, dove racconta di un quattordicenne mingherlino, garbato e coraggioso che per una serie di strane circostanze si ritrova a fare qualcosa che nessuno alla sua età normalmente farebbe. Gli è stato affidato un compito difficile e pericoloso: consegnare un orologio speciale, che non deve mai andare né avanti né indietro, altrimenti il tempo si scombussola, un ricordo diventa un fatto che stai vivendo e forse quello che stai vivendo lo vedi come fosse ciò che dovrà accadere.A presentare il progetto “Libriamoci”, curato dalla maestra Maria Cristina Miluch, la dirigente scolastica Mara Amico che ha anche letto ai bambini presenti un brano tratto dal “Piccolo principe”. Anche il Vicesindaco Emanuele Della Ceca e l’Assessore Giovanni Gabrielli si sono improvvisati lettori di libri, presentando brevi brani di novelle e romanzi, tra cui Maffin.Partner importantissimo nel progetto “Libriamoci” è certamente la Biblioteca Filelfica e la direttrice Laura Mocchegiani che ha anche consegnato due voluminosi pacchi con all’interno oltre cento nuovi libri che andranno ad arricchire la biblioteca delle scuole dell’Istituto Lucatelli e frutto della vittoria ottenuta con il progetto “Giunti al Punto”, una raccolta di libri, dal titolo “Aiutaci a Crescere. Regalaci un Libro!” promossa con l’intento di arricchire o creare nuove biblioteche scolastiche delle scuole d’infanzia e primaria. La Biblioteca Filelfica di Tolentino è da diversi anni partner della libreria Giunti Al Punto di Macerata per la raccolta di libri per le scuole dell'infanzia e primaria della provincia di Macerata. I libri donati vengono consegnati alle scuole del territorio. La Direttrice Mocchegiani ha annunciato che il progetto della Biblioteca Filelfica è risultato essere vincitore per il terzo anno consecutivo.L’incontro si è tenuto nell’aula magna della scuola Lucatelli e ha visto la partecipazione degli alunni delle classi 4^A – 4^B – 4^C – 4^D - 4^E e delle loro insegnanti.Nell’ultima settimana di ottobre dirigenti scolastici e insegnanti sono invitati ad organizzare una o più iniziative dedicate alla lettura ad alta voce, in forme svincolate dal programma di studio.Allo scopo di "catturare" sempre nuovi lettori l’intento di dare ai nostri studenti la possibilità di godere di una bella lettura ad alta voce, per aprirsi all’immaginazione e senza sforzo aggiungere una tappa al proprio personale cammino di alfabetizzazione.Gli insegnanti hanno organizzato iniziative in maniera autonoma per trovare lettori volontari d’eccezione che si renderanno disponibili a recarsi nelle scuole per leggere agli studenti.L’iniziativa è promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) – attraverso il Centro per il libro e la lettura - e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) –Direzione generale per lo studente.
Sono due studiosi dell’Università di Macerata i protagonisti della prossima pellicola di Cecchetti d’essai. Giorgio Cingolani e Claudio Gaetani sono i registi di Homeward Bound - Sulla strada di casa, film in cui raccontano da vicino la vita e le vicende degli adolescenti che vivono nel grattacielo situato nella periferia di Porto Recanati: l’Hotel House. L’appuntamento è domani 26 ottobre al cinema Cecchetti alle 21.30, ingresso unico a 4 euro.Nato come residenza estiva negli anni sessanta, l’Hotel House è composto da 480 appartamenti distribuiti in 16 piani, e accoglie più di 2000 persone di 40 etnie differenti. È una struttura che non trova eguali nel panorama europeo a livello di criticità e peculiarità sociali e culturali.Una multiculturalità intensa e allo stesso tempo marginale alla nostra vita sociale. Una problematica che in Italia è legata alle politiche di inserimento sociale e di accoglienza che hanno privilegiato di fatto la separazione e la marginalizzazione dei migranti, visto come fenomeno temporaneo e transitorio.Il film documentario, recentemente selezionato tra i tre finalisti del Sila Festival 2016, festival cinematografico e musicale calabrese, è sostenuto da Amnesty International. Il lungometraggio è stato pensato come opportunità per costruire un prodotto da lanciare sul mercato e dare un'occasione ai ragazzi di proporsi e raccontarsi in una forma artistica loro congeniale. Si tratta di un progetto di volontariato dove tutti hanno lavorato gratuitamente per circa un anno.La rassegna Cecchetti d’essai è ideata da Michele Fofi e dalla Fango&Assami con Giuseppe Barbera, e viene realizzata dai Teatri di Civitanova insieme all’assessorato alla Cultura del Comune di Civitanova Marche.
“Aiutateci ad aiutarli” è questo lo slogan per la cena di beneficienza organizzata dalla Angel’s Onlus che si terrà venerdì 28 ottobre presso il ristorante Zia Emilia di Porto Recanati.A testimoniare quanto questa organizzazione faccia in Kenya nella casa famiglia per i bambini sarà presente alla serata Laura Efrikian.La cena a base di pesce e musica sarà alle ore 20. Info e prenotazioni Piero Capitanelli 3395748201 Alberto Manoni 3336143179Si ringrazia per il supporto: il comune di Porto Recanati, i Carnevalera, Hotel Mondial Mario Storani, Zia Emilia Piero Capitanelli, Rolando Gioielleria, D'Andrea Giovanni, Tecno Calor, Jet Residence, Nair Valéria Cunha, Immobiliare67 di Francesco Maroni, La Strana Fattoria di Riccardo Scagnoli.
Inaugurata sabato pomeriggio la mostra “Amare un'ombra, omaggio a Montale poeta e pittore”, che propone disegni inediti del poeta premio Nobel, insieme alla riproposizione degli Xenia 1, stampati in assoluto per la prima volta a San Severino Marche, dalla tipolitografia Bellabarba, il 20 ottobre del 1966, a tre anni dalla morte di Drusilla Tanzi, moglie di Montale, a cui la raccolta poetica è dedicata.L'intenso pomeriggio è partito dalla cerimonia inaugurale al teatro Feronia. “Oggi riparte la stagione dei teatri di San Severino - ha detto il Direttore artistico dei teatri Francesco Rapaccioni - è la festa dello spettacolo dal vivo, grazie all'amministrazione comunale è stato restituito a tempo di record alla città il cinema teatro Italia, partiamo anche con questo grande progetto, che getta un ponte tra San Severino e Stoccolma, grazie anche all'amicizia tra Montale ed il grande Giorgio Zampa”.Per una fortuita coincidenza la stampa dei poemi montaliani è avvenuta a San Severino. Montale si rivolse all'amico di San Severino Giorgio Zampa, chiedendogli la stampa del volumetto, in tempi brevi e a costi contenuti. Non lontano dalla casa del settempedano c'era la tipolitografia Bellabarba.Il professor Roberto Cresti, dell'università di Macerata, curatore della mostra ha spiegato la scelta del nome: “Le linee della mano sono il tempo della quotidianità, sono doni per regalare il momento che il disegno trasmette, la sua spontaneità, è una mostra che si legge da sola”.Il professor Pietro Gibellini, dell'università Ca Foscari di Venezia, ha raccontato la storia degli Xenia stampati a San Severino: “Questi poemi sono la registrazione di una sorta di diario delle emozioni, con vocazione diaristica. Gli Xenia sono un percorso che trasforma i ricordi della moglie di Montale, ormai morta, in una riflessione sul senso della vita. Xenia come un rosario di laiche preghiere per la morta, vicino alla devozione assoluta”.La mostra settempedana in primavera traslocherà a Stoccolma, presso la biblioteca, il cui saluto è stato portato dalla direttrice Elisabet Bergstrom: “Cinque anni fa siamo venuti qui a San Severino per trovare ispirazione, c'è un ponte tra San Severino e Stoccolma, grazie all'amicizia tra Giorgio Zampa ed Eugenio Montale, Giovanna Zampa ha lavorato benissimo con noi, oggi grazie a questa mostra possiamo realizzare il sogno di un gemellaggio con San Severino. A primavera faremo un'operazione culturale che avvicinerà la Svezia e l'Italia, con approfondimenti, seminari, letture di Montale, che ha Stoccolma prese il Nobel per la letteratura”.Retroscena inediti dell'amicizia tra l'allora giovane studente settempedano 24enne Giorgio Zampa ed il 49enne Montale, a Firenze, sono stati raccontati dal professor Giuseppe Benelli, dell'università di Genova, che ha letto dei passi dei diari di Zampa.“Questa mostra - ha sottolineato commossa Donatella Bellabarba - è l'ultimo dono di Giorgio Zampa e Folco Bellabarba a San Severino, questo territorio raccoglie un notevole patrimonio storico e culturale, abbiamo voluto questa mostra per raccontare un legame inedito, culturale, artistico ed umano, di Montale con le Marche”. La mostra resterà aperta nella biblioteca civica a San Severino, fino al prossimo 31 gennaio.
Serata dedicata all’informazione, o meglio ancora alla disinformazione, quella di ieri sera svoltasi all’Hotel Claudiani di Macerata organizzata dal circolo Aldo Moro all’interno del ciclo “Incontri d’autunno”.A parlare di “Informazione e propaganda” Toni Capuozzo, giornalista, vice direttore del Tg5 e inviato di guerra. Capuozzo ha parlato della sua esperienza, testimone oculare di molti eventi della cronaca nera e analista della vicenda dei Marò, dui cui ha recentemente scritto un libro. Proprio su questa pagina di storia contemporanea l’ospite d’onore ha voluto soffermare la sua attenzione, raccontando di come in questa storia tante siano le incongruenze portate avanti dagli indiani e dai mass media.La sala gremita ha seguito la ricostruzione di Capuozzo e in molti hanno fatto domande per comprendere cosa sia realmente accaduto e su cosa sia realmente l’informazione.Seduti al tavolo accanto al giornalista i suoi amici: Andrea Angeli funzionario dell’ONU e peacekeeper e Guido Picchio fotografo maceratese che ha immortalato con il suo obiettivo alcune tra le guerre che hanno segnato la nostra epoca: il Kossovo e l’Afghanistan.A moderare l’incontro Alessia Scoccianti, presente anche l’assessore regionale Angelo Sciapichetti.(Foto Marco Santolini)
Il tour marchigiano di Veronica Pivetti per il primo film da regista “Né Giulietta né Romeo” tocca Civitanova Marche. Giovedì 3 novembre, l’artista milanese sarà al cinema Cecchetti per la proiezione della sua pellicola.Patrocinata da Amnesty International Italia, la pellicola è stata scelta dall’A.GE.D.O. (Associazione di Genitori di persone Omosessuali, bisessuali e transgenere) per discutere delle relazioni familiari intergenerazionali quando si palesa l’omosessualità di un figlio o di una figlia.“Il progetto cinematografico, a conferma della sua validità, - sottolinea la presidente Martellini - ha ricevuto recentemente il Patrocinio dell’Ombudsman regionale, il Garante dei Diritti dell’Adulto e del Bambino della Regione Marche. La proiezione si va ad aggiungere al percorso cinematografico che affrontiamo, in particolar modo con Cecchetti d’essai, e si inserisce nella settimana di pausa della rassegna”.La commedia affronta in modo brillante le reazioni familiari e amicali seguìte all’innamoramento verso un nuovo compagno di scuola da parte di un adolescente romano, figlio di una famiglia “progressista”, che alla prova dei fatti si rivelerà molto meno tale del previsto. “Ci ha colpito subito il fatto che si tratta di una storia divertente, ironica - afferma Luca Perilli - dove abbiamo ritrovato perfettamente rispecchiata la realtà, un linguaggio realistico e aderente alla quotidianità degli adolescenti e delle loro famiglie”.Insieme ad A.GE.D.O. Marche e ad Amnesty International, ci sono anche l’ANPI, l’Osservatorio di Genere di Macerata e le due reti di Associazioni “Diritto&Rovescio” di Osimo e “Chegender” di Civitanova Marche.“La proiezione del film rientra perfettamente nell’operato della nostra Amministrazione - dichiara l’assessore Cecchetti - che guarda con attenzione la situazione femminile di questo Paese e le relazioni di genere, per portare la città a una riflessione serena su tematiche come queste. Mi piacerebbe che ci sia una prosecuzione dell’attività anche verso gli istituti scolastici”.Veronica Pivetti sarà accompagnata a Civitanova dalla sua inseparabile socia e sceneggiatrice Giovanna Gra e dall’attrice Pia Engleberth, che nel film interpreta il ruolo della nonna fascistissima decisamente sopra le righe. “Abbiamo scelto di promuovere questo progetto - sostiene Silvia Casilio - perché affronta il tema della differenza, visto come valore aggiunto”. A conclusione del film, le tre artiste saranno a disposizione del pubblico per eventuali domande.La proiezione, promossa dall’Azienda dei Teatri e dall’Assessorato alle Pari Oppurtunità e alla Cultura del Comune di Civitanova, ha inizio alle 21, ingresso a prezzo simbolico di 2 euro.
La Biblioteca "Zavatti" ha aderito al progetto “Leggere Facile, Leggere Tutti”, proposto dalla Biblioteca Italiana Ipovedenti al fine di facilitare la lettura, mediante i libri a grandi caratteri, a persone ipovedenti e, in generale, a coloro che hanno la vista indebolita.I libri sono realizzati secondo criteri e parametri che rendono più agevole la leggibilità dei testi e non affaticano la vista. Si tratta di pubblicazioni speciali, realizzate con caratteristiche di impaginazione specifiche: il tipo e le dimensioni del carattere, spazi maggiorati fra le singole parole e fra le singole lettere, elevato contrasto dell'inchiostro sulla pagina, l'interlinea, i margini, la grammatura e il grado di opacità della carta (stampa su carta avoriata per ridurre fastidiosi riflessi), sono studiati appositamente per rilassare la vista e rendere la lettura più piacevole. ”La Biblioteca Italiana Ipovedenti – ha fatto sapere il presidente della Zavatti Marco Pipponzi - ha fatto dono alla nostra Biblioteca di un primo nucleo di 22 libri a cui farà seguito un’altra donazione”.
Nemesis Planetarium in collaborazione con il Comune di Montecosaro presenta CosmoCosaro: sette incontri di divulgazione astronomica per adulti e bambini.Questo il calendario completo:venerdì 28 ottobre Dalla Terra all'Universo: introduzione alle strutturesabato 29 ottobre Giornata Nazionale contro l'inquinamento luminoso venerdì 11 novembre La via Lattea: ai confini del noto venerdì 18 novembre La Stazione Spaziale Internazionale: cos'è e gli obiettivi venerdì 25 novembre Ritorno alla Luna: l'evoluzione dell'esplorazione spaziale venerdì 2 dicembre Storia dell'Osservazione Astronomica: da Galileo ai Grandi Telescopi venerdì 9 dicembre Universo Esplosivo: le strutture si rigenerano venerdì 16 dicembre Raggi x e Raggi Gamma: osservare sfruttando le alte energie Spazio: Palazzo Comunale via Gatti, 3 Montecosaro (MC)Orari repliche: ore 21.30 – ore 23Biglietto (quota associativa): adulti euro 4,00; bambini under 10 euro 3,00Bambini ammessi solo se accompagnatiInfo e prenotazioni: tel. 347 9609032www.nemesisplanetarium.orgwww.facebook.com/NemesiPlanetariumDescrizione iniziativa e Nemesis Planetarium:Il Comune di Montecosaro si è reso disponibile ad ospitare presso i locali del Municipio, in un contesto suggestivo, un planetario gonfiabile all’interno del quale verranno proiettati filmati immersivi a 360° dedicati all’Astronomia e alla navigazione spaziale. Prima e durante la proiezione la voce di un astronomo accompagnerà gli spettatori in un viaggio realistico nel profondo cielo alla scoperta di oggetti spettacolari ma nascosti normalmente alla nostra vista.Il progetto Nemesis Planetarium è una novità per il territorio marchigiano che si propone l’obiettivo di avvicinare i ragazzi e i loro genitori alle scienze fisiche e astronomiche utilizzando uno strumento di comunicazione come la realtà immerisiva.“La realtà immersiva nel planetario è una proiezione su una semisfera a 360 di filmati appositamente creati da enti spaziali internazionali quali ESA (European Space Agency) e NASA, in quali, con una grafica 3D, sono in grado di catturare completamente l’attenzione dello spettatore e accompagnarlo in un viaggio fantastico, senza dimenticare la realtà del cosmo che ci circonda” dice l’astronoma Molisella Lattanzi, ideatrice e fondatrice del progetto “Oggi attraverso Nemesis Planetarium stiamo promuovendo iniziative di divulgazione nei licei con corsi di astrofisica (si veda il progetto IL CIELO COME LABORATORIO in collaborazione con l’Università di Padova) e incontri dedicati al pubblico con diverse amministrazione locali, cercando di coprire tutto il territorio marchigiano e accompagnare i ragazzi e anche adulti, nella passione per le scienze e la ricerca. Senza dimenticare di sottolineare alcuni prestigiosi risultati tutti italiani raggiungi grazie allo splendido lavoro dell’ASI Agenzia Spaziale Italiana.Nemesis Planetarium è un planetario gonfiabile e trasportabile. Al suo interno un proiettore riproduce sulla cupola la volta celeste con nebulose, galassie, supernovae, comete, esopianeti.Nemesis Planetarium è un progetto di divulgazione scientifica per adulti e bambini che combina astronomia e teatro, fiabe e poesia.Il progetto nasce da una idea di Molisella Lattanzi (Civitanova Marche, 1975) dottoressa in Astronomia all'Università Alma Mater Studiorum di Bologna con all'attivo esperienza di redattrice della rivista specializzata Coelum Astronomia.
Il 31 ottobre inizieranno le lezioni del 34° anno di corso della Scuola di Dizione Lettura e Recitazione, le iscrizione dei neo allievi si ricevono ancora per una settimana nella sede del Minimo Teatro in borgo Sforzacosta 275, tel. 0733 201370 – 347 1054651.Coloro che si iscrivono spesso arrivano al Minimo semplicemente mossi dal desiderio di saper pronunciare bene le parole o di apprendere le dinamiche del linguaggio teatrale, in realtà si scopriranno protagonisti di un percorso conoscitivo affascinante per unicità metodologica e visione estetica capace di ribaltare la percezione anche di chi fosse assuefatto alle forme della mediocrità.La scuola del Minimo, al di là della sua tranquillizzante etichetta, conduce gli allievi alla pratica delle ricerche più ardite nell’ambito del linguaggio teatrale, tanto da sconfinare in altri ambiti culturali e scientifici.Alcune domande al direttore Maurizio Boldrini. Quali sono le novità per il 34° anno di corso?Direi nessuna novità, nel senso che è nella normalità del viaggio saper leggere le carte e conoscere le metodologie di viaggio, tale maestria consente di scoprire quotidianamente ciò che il giorno prima non si sapeva, la novità quindi è all’ordine del giorno, ma il giorno prima non la sappiamo. Le novità, quindi, saranno quelle che gli allievi sapranno realizzare.Allora quali sono state le novità appena passate?Per brevità, una ad esempio. Lo scorso anno, studiando le dinamiche di Carmelo Bene, al di la delle aspettative, ci siamo ritrovati alla sorgente acustica delle parole. Siamo stati in grado di fissare un vocabolario tonale che potrà essere di riferimento, oltre che per noi, per quanti desiderassero apprendere il tono primo di singole parole.La dizione, le lettura, la recitazione diventano quindi espedienti di elaborazione altamente specialistica.Non vorrei dare l’impressione di chissà quali capacità intellettive siano necessarie per partecipare alle lezioni. I nostri allievi sono normalissime persone che stanno al gioco e lo rilanciano, la scuola del Minimo può apparire all’esterno una scuola molto particolare, se così è, ciò deriva dal fatto che le scuole “normali” si sono dimenticate, appunto, di essere “normali”, cioè di aprire alla conoscenza. In sostanza il Minimo è speciale perché testimone di una “normalità”ormai perduta.Qual è l’attenzione della città per questa scuola “normale”?Se intende l’attenzione dei Maceratesi direi che è come quella di altre cittadine e dei paesi limitrofi, i nostri allievi provengono da tutto il territorio. Se intende dell’Amministrazione, solo un dato, saranno ormai una decina d’anni che il Minimo Teatro è l’unica realtà teatrale cittadina a non riceve nemmeno un euro di contributo, nemmeno la promozione di un nostro spettacolo, un record, che rimarrà negli annali comunali.
La Società Filarmonico-Drammatica di Macerata presenta il programma autunnale delle iniziative culturali, realizzato in collaborazione con l'Accademia dei Catenati, il Fai, l'Associazione Le Casette e l'Accademia italiana della cucina.Si comincia mercoledì 26 ottobre alle 17 presso la sede storica in via Gramsci con "Vedere l'invisibile. La rilevazione delle onde gravitazionali": della scoperta fondamentale non solo per il mondo scientifico parla Fabio Marchesoni, professore ordinario di fisica all'Università di Camerino, con l'introduzione di Enrico Ruffini, presidente della Filarmonica, Angiola Maria Napolioni, principe dell'Accademia dei Catenati, e Pierluigi Pianesi, presidente dell'Ass. Le Casette.Sabato 12 novembre alle 17 Mario Pianesi approfondisce il tema della cura dell'ambiente, della sicurezza agroalimentare e della dietoterapia sostenibile pianesiana. Carlo Cingolani e Ugo Bellesi moderano questo secondo appuntamento, realizzato in collaborazione con l'Accademia italiana della cucina e l'Associazione Le Casette.A novembre prende il via un ciclo di conferenze dal titolo "Medio Oriente e dintorni. Quattordici secoli di incontri e scontri con l'Occidente". Stefano Cosimi, già Generale dell'Aeronautica e profondo conoscitore del mondo orientale, affronta in tre incontri - il 10, il 17 e il 24 novembre, sempre alle 17 - oltre mille e quattrocento anni di storia e indaga l'evoluzione dei rapporti tra le due culture a partire dall'espansione araba del Settecento sino alla complessa situazione attuale.Proseguono, poi, gli incontri del gruppo di lettura coordinato da Ivana Schiaffi, Donatella Donati e Marina Pallotto: venerdì 25 novembre alle 17 con Angela Montironi il confronto su Edward Hopper, venerdì 16 dicembre Renato Pasqualetti riflette sulla beat generation, fra romanzo e poesia."Per la prima volta", spiega Enrico Ruffini, presidente della Filarmonica, "separiamo l'attività ludico-ricreativa da quella culturale e presentiamo un programma di attività aperte al pubblico col preciso intento di interagire con la realtà cittadina. In questa direzione, vanno le collaborazioni con alcune delle principali associazioni del nostro territorio che, come noi, condividono l'obiettivo di recuperare e mantenere vivo il patrimonio culturale: il Fai delegazione di Macerata, l'Accademia dei Catenati, l'Accademia italiana della cucina e l'Associazione Le Casette".
Nella tiepida domenica di ottobre si è svolta al Lago delle Grazie nello spaziale antistante la bocciofila" La castagnata" .Il nuovo gruppo organizzatore "Le Grazie", dopo il grande successo della festa di giugno, ha voluto proporre una domenica di divertimento e intrattenimento dedicata alle famiglie incentrata, visto il periodo, sulla castagna ma arricchita come sempre da dolci, panini caldi, ottimo vino e musica.Nel piazzale è stato allestito un mercatino, grazie al coinvolgimento di tante piccole aziende che hanno presentato i loro prodotti tipici e di artigianato locale. Tante le dimostrazioni di affetto e gradimento da parte dei partecipanti che si sono intrattenuti fino a sera e che ha visto anche un attestato di stima per l'ottimo lavoro e il grande impegno degli organizzatori del posto anche da parte del Sindaco Giuseppe Pezzanesi che si è congratulato con tutti concludendo con una foto di gruppo.La serata si è conclusa con un brindisi con tutti gli organizzatori e l'annuncio da parte di Fernando Del Bello di prossime sorprese.
Folate di vento che scuotono le cime degli alberi come mani che accarezzano una chioma, onde minacciose che avanzano imperterrite verso gli scogli con l’irruenza di cavalli in corsa, nuvole mosse dalle correnti che sembrano dar vita al mondo intero. Sono questi alcuni dei soggetti raffigurati da Iole Morlupi, in Santarelli, un’artista nata a Colmurano, un paesino antico immerso nelle colline maceratesi, scomparsa lo scorso Agosto a Civitanova Marche.Figlia di Antonietta Del Balzo Ruiti e Gian Battista Morlupi, Iole Morlupi, la primogenita di tre fratelli, Nicola e Flora, nasce il 1 Febbraio del 1924 in una famiglia dalle profonde tradizioni artistiche. Fin dalla tenera età dimostra presto inclinazione per l’arte che verrà incoraggiata e fatta sviluppare dalla zia materna, Ines Del Balzo Ruiti, detta Nisetta, che, a sua volta, aveva dedicato parte della sua vita dipingendo.Iole Morlupi, divenuta insegnante alle scuole elementari, eseguiva, nel suo tempo libero, opere sia in pirografia che ad olio, dove sapeva dare il meglio di sé con l’utilizzo della spatola. Nonostante la corporatura esile e minuta, riusciva ad esprimere con la sua arte, attraverso la natura, passione, forza ed energia. E così il mare era trasfigurato, quasi umanizzato con i suoi bronci e turbamenti. Distese di girasoli sorridevano felici e davano gioia. Eserciti di papaveri spuntavano prepotentemente dai campi di frumento, regali ed altezzosi.Raffigurava frequentemente la ginestra, il suo fiore preferito. “Amo la ginestra – spiegava – perché è forte, sa sopportare le intemperie, il caldo, il freddo e l’umidità, per me è il simbolo della resistenza”. La sua ginestra era rappresentata, in cespugli su rupi scoscese, decisa, con l’aria di sfida, mai sofferente. E una di queste ginestre è ora appesa alle pareti della casa di Umberto Bossi a Varese.Iole Morlupi sapeva trasferire nel mare, nei cieli e nelle piante il pathos e i sentimenti degli uomini. Ecco che l’acqua non era mai banalmente azzurra, aveva mille sfumature, in base all’umore del mare. Poteva tingersi di tonalità verdi, di viola, di grigio o di marrone. Niente era statico. Anche i pescatori, apparentemente immobili, in attesa delle loro prede, sembravano dinamici, grazie al luccichio e alla luminosità dell’acqua circostante o alla vivacità dei cieli.Iole Morlupi trasmetteva quel carisma che solo i veri artisti posseggono, quell’estro che le permetteva di creare idee nuove, uniche, niente era ovvio, scontato. Spesso dava vita a viali alberati che andavano avanti fino all’infinito, nel mistero. Dipingeva un cancello, in cima a una collina, che dava nel vuoto, da togliere il fiato. Veniva da chiedersi: “dove ti porterà?”. Qualcuno poteva obiettare che non era tanto logico, un cancello deve per forza condurre da qualche parte. Ma era proprio in questo che stava la sua genialità.In vita sua, ha partecipato a molte mostre di pittura, pur continuando ad esercitare la professione di maestra.Ma, vediamo cosa scriveva l’autorevole Virgì Bonifazi, (giornalista, ordinario di disegno e storia dell’Arte, pittore, scultore, critico d’arte, componente del Gruppo Futurista maceratese ‘Boccioni’), sul Resto del Carlino, il 5 Novembre del 1980, commentando una sua collettiva a San Severino Marche, alla Bottega d’Arte:” Iole Santarelli, (nome da sposata, ndr), è pittrice d’istinto, per vocazione naturale e come tale opera con spontaneità e immediatezza, pronta sempre a cogliere gli elementi emotivi più salienti in ogni paesaggio che rappresenta, sia esso una campagna, un corso di un fiume, una marina o una natura morta. Grazie al buon uso della spatola, le sue opere appaiono fresche e piene di vitalità, doti che ben si accordano anche ad una certa poesia cromatica che Iole Santarelli sa infondere alle sue palpitanti creazioni”.Iole Morlupi è scomparsa da poco e, negli ultimi tempi, era a volte triste perché la vista non le permetteva più di dipingere, privandola di uno degli scopi della sua vita, benché fosse contenta di trascorrere le sue giornate in un appartamento proprio di fronte all’amato mare, che ammirava dal terrazzino, a Civitanova Marche.Attualmente, i suoi quadri fanno bella mostra alla Camera dei Deputati, a Roma, sono stati ripresi dalla CNN e, uno in particolar modo, pubblicato dal settimanale Panorama.Da Settembre, una sua opera, La Ginestra, fa parte della collezione della Pinacoteca-Museo del Centro Nazionale Studi Leopardiani di Recanati, assieme ad altri pittori di fama nazionale.Nonostante ciò, Iole Morlupi colpiva per la sua modestia, umiltà e soprattutto per la semplicità. Ma, proprio come scriveva Giacomo Leopardi (Pensieri CX):” E’ curioso a vedere che quasi tutti gli uomini che valgono molto, hanno le maniere semplici; e che quasi sempre le maniere semplici sono prese per indizio di poco valore”.A Iole Morlupi il valore era stato riconosciuto da tutti però, da sempre. All’unanimità.
Il prefetto di Macerata, Roberta Preziotti, e il sindaco di Serrapetrona, Silvia Pinzi, hanno inaugurato oggi pomeriggio (sabato 22 ottobre) a Palazzo Claudi la mostra “2006-2016: dieci anni dalla morte di Vittorio Claudi. La poesia delle invenzioni e il riserbo misterioso della bellezza”. Al loro fianco c'era il professor Massimo Ciambotti, presidente della Fondazione Claudi, che ha promosso l'evento con il patrocinio del Comune e della Regione. La mostra di Serrapetrona mette in luce la figura di Vittorio Claudi, ideatore della Fondazione Claudi, a dieci anni dalla scomparsa (20 settembre 2006). E lo fa attraverso un percorso espositivo in cui vengono ripercorse tutte le tappe della sua vita e il contesto familiare in cui è cresciuto. Una storia di amore per il prossimo, di generoso impegno umanitario come medico chirurgo, di geniali invenzioni nel campo delle apparecchiature sanitarie e di spiccato spirito imprenditoriale. Tutto ciò viene raccontato anche nel libro d’arte biografico che accompagna la mostra. Lo hanno scritto e curato il regista Luciano Gregoretti e sua moglie Maria Teresa Copelli: s'intitola “Vittorio Claudi. Vivere con semplicità, pensare con grandezza”. Gli autori erano presenti all'inaugurazione assieme al co-curatore della mostra, il dottorando di ricerca Gabriele Codoni, e a numerose autorità civili e militari: dal presidente del Centro studi Marche (Cesma), Franco Moschini, al nuovo comandante della Compagnia dei carabinieri di Tolentino, il capitano Giacomo De Carlini, fino all'assessore comunale alla Cultura di San Severino, Vanna Bianconi. Sono sempre stati molto stretti, infatti, i legami tra la città settempedana e la famiglia Claudi: il papà di Vittorio, Adolfo, era titolare della farmacia nella centralissima Piazza del Popolo. Tantissime persone hanno partecipato alla cerimonia d'apertura, fra cui cugini e nipoti di Vittorio, nonché una nutrita delegazione di dipendenti degli stabilimenti di Pomezia (“Iniziative industriali Spa”) che lavorarono al suo fianco nella realizzazione di attrezzature mediche all'avanguardia, come ad esempio sale operatorie mobili o veri e propri ospedali da campo. Un blocco di questi, ad esempio, è tuttora pienamente funzionante in Africa nell’ospedale di Zongo (Repubblica Democratica del Congo) a seguito di una donazione che la Fondazione Claudi ha fatto dopo la morte di Vittorio. La mostra resterà aperta a Palazzo Claudi di Serrapetrona dal 22 ottobre all’8 gennaio 2017, tutti i fine settimana (sabato e domenica) con orario 16-19.
Arte, giornalismo e testimonianza raccontano due personaggi chiave della nostra storia: Enrico Mattei, morto il 27 ottobre 1962, in un "incidente" aereo; Pier Paolo Pasolini, ucciso a Ostia il 2 novembre 1975, prima che potesse portare a termine un romanzo che richiamava la morte stessa di Mattei, quello che oggi viene considerato il più complesso e tuttora indecifrato documento di letteratura e denuncia del ventesimo secolo: Petrolio.“Il Petroliere e il Corsaro” è un itinerario critico e artistico che si snoda nella settimana che cambiò l'Italia. Nato da un’idea di Maurizio Verdenelli, il progetto ha coinvolto diverse associazioni cittadine e numerosi studenti universitari.Il calendario, in origine delimitato dalle date dei due anniversari, si è poi esteso fino a coprire quasi un intero mese, con sedici tra eventi e incontri, più due in allestimento. Il programma si è sviluppato infatti come un laboratorio o un cantiere aperto, costantemente work in progress, e ha raccolto le proposte di chi le iniziative culturali spesso le vive da spettatore.L’idea alla base è anche quella di abbattere le barriere gerarchiche ed “egemoniche” – come le avrebbe gramscianamente deplorate Pasolini – che ostacolano il fluire dello scambio culturale. Con lo stesso spirito, ci si è proposti di concentrare l’attenzione su un unico tema, potenzialmente inesauribile, e di scandagliarlo da diversi punti di vista, al fine di restituirne la complessità e la vitalità. Letture, performance artistiche, spettacoli teatrali ma anche conferenze con ospiti di chiara fama e ancora forum di discussione e di condivisione.All’interno di questo contenitore trovano spazio artisti e operatori culturali del territorio, nonché diverse imprese locali che hanno dimostrato una spiccata sensibilità per la vocazione e l’oggetto dell’iniziativa. Palcoscenici privilegiati Macerata e Montecosaro: scuole, università, biblioteche, teatri, ma anche locali e punti di ritrovo dei giovani, quelli che di recente si sono maggiormente distinti per l'intraprendenza culturale, dal DUMA di Macerata a B-Nario di Montecosaro Scalo.Un percorso a tappe che può essere esplorato in lungo e in largo o solo incrociato. Un viaggio alla scoperta di una rivoluzione mancata - quella di Mattei o quella di Pasolini - di un’Italia possibile, un’Italia diversa il cui sogno è stato precocemente spezzato.
Torna l’iniziativa nazionale #ioleggoperché, il progetto dell’associazione italiana Editori per favorire la lettura e anche Macerata aderisce con entusiasmo."La bottega del libro" di corso della Repubblica partecipa infatti alla brillante iniziativa dedicata alla lettura. Semplicissime le modalità di adesione. Basta infatti recarsi in libreria (dal 22 al 30 ottobre) e acquistare un libro da donare a una scuola.Ma non finisce qua: gli editori raddoppieranno la mole dei volumi acquistata. Per ogni libro che sarà acquistato, infatti, un altro sarà regalato dagli editori con l'obiettivo di popolare di migliaia di testi le biblioteche degli istituti scolastici che avranno aderito al progetto e ne avranno fatto richiesta.
Ieri sera, venerdì 21 ottobre, si è aperta la stagione concertistica maceratese organizzata dall’ormai nota associazione musicale “Appassionata”.Gli undici appuntamenti previsti, distribuiti nel periodo ottobre 2016 - aprile 2017, non prevedono nomi altisonanti come in passato (Lupu, Leonskaja, Brunello, Sokolov, Zimerman, Aškenazy) ma, come ha precisato la presidentessa Daniela Gasparrini in apertura di concerto, costituiscono un cartellone volto a dar spazio e valorizzazione ai giovani.E giovani sono i componenti del Colibrì Ensemble, l’orchestra da camera pescarese, capitanata dal Maestro Alessandro Moccia, che si è esibito sul palcoscenico del Lauro Rossi di Macerata.Molto meno (ma non nello spirito!) coloro che hanno assistito, devo dire attentamente, all’esibizione. Purtroppo non è stato fatto il tutto esaurito come gli anni precedenti: platea quasi piena, sparute persone sui palchi di prima e seconda fila.Peccato! Si sa… la serata umida e fredda scoraggia il maceratese che, cogliendo al volo l’occasione, evita di uscire nonostante il programma preveda, nella seconda parte, la sinfonia n. 7 Op. 92 di L. v. Beethoven, vero capolavoro che dalle nostre parti non è dato spesso di sentire.Pochi i giovani; pensare che una convenzione, con sconti per gli studenti universitari, tra Appassionata all’Ateneo cittadino abbia proprio lo scopo di avvicinare i ragazzi alla musica classica.La prima parte della serata prevede il concerto n.1 per violino e orchestra di Joseph Haydn e la sinfonia n. 34 in do maggiore K338 di Mozart.Il Colibrì Ensemble è una compagine che suona spesso senza direttore collaborando con importanti solisti. I suoi elementi, davvero talentuosi, hanno un bel suono, musicalità e notevole affiatamento.Ci sono altri esempi di gruppi che suonano senza la figura del direttore, penso alla Spira Mirabilis, orchestra nata nel 2007 nella città di Formigine in provincia di Modena, che suona anche in Europa. In realtà il Colibrì si pone in una situazione intermedia. Si non c’è il direttore ma siamo alla presenza di un solista che, in realtà, traina il gruppo suonando egli stesso.Fino a tutto il Settecento era lo stesso compositore a dirigere l'esecuzione di solito sedendo al clavicembalo e suonando la parte del basso continuo. A volte compositori come Haydn o Mozart scrivevano concerti solistici per i bravi strumentisti che avevano a disposizione.Diciamo pure che il mantenimento di un certo contradditorio presente tra compositore ed esecutore (del tutto normale visto la musica eseguita era sempre composta ex novo) porta nell’Ottocento, quando si propongono musiche del passato e le compagini orchestrali aumentano i loro organici, alla nascita della figura del direttore d’orchestra il quale studiando la partitura da tutte le indicazioni (interpretative, dinamiche, agogiche etc.) al gruppo e alla presenza di un solista ha comunque una visione del pezzo che non è mai del tutto univoca con quella di quest’ultimo.Il Maestro Moccia da esperto qual è, ricopre il ruolo di primo violino (la cosiddetta spalla) nell’Orchestre des Champs Elysées di Parigi ha letteralmente trascinato i musicisti del Colobrì con veemenza e brillantezza.Come di consueto si è posto, nel concerto di Haydn, al centro del gruppo, dando un’interpretazione anche fin troppo energica con spunti più vicini al tecnicismo di Paganini che non al bel suono che caratterizza lo stile classico haydiano.Poi nelle due sinfonie si è messo con una sedia sul podio spostato a fianco del primo violino così da essere ben visto anche dai fiati e dagli ottoni. Confesso di non aver mai assistito a una cosa del genere.I due brani sinfonici, caratterizzati da una forte impronta ritmica, agevolano l’assenza del direttore. La sinfonia beethoveniana è un vero cavallo vincente tanto riesce a entusiasmare qualsiasi pubblico.Tuttavia piccole precisazioni devono essere fatte.Nel passaggio tra il Poco Sostenuto e il Vivace del primo movimento, la presenza del direttore si rende necessaria tant’è che, nonostante i validi elementi, si è verificato un po’ d’incertezza ritmica. Abilmente debellata, non ha portato nessuna conseguenza.Alla presenza di ritmi serrati e ripetuti in maniera ostinata l’orchestra, quasi in modo fisiologico, tende inevitabilmente a rallentare. Beethoven con l’utilizzo spasmodico di tali materiali mette a dura prova soprattutto le compagini che suonano senza direzione. Con maestria e mestiere il M° Moggia, alla ripetizione di episodi già sentiti, ha sempre ripreso il tempo tuttavia, non si è potuto evitare il procedere un poco a “singhiozzo”. Anche in questo caso la presenza di un bravo direttore avrebbe reso, sfruttando le differenze agogiche, il passaggio da un episodio all’altro molto naturale ed indolore. Anche la qualità del suono ne avrebbe beneficiato. Diciamo che poco si sono sfruttati i “piano” e i “pianissimo” pur presenti in partitura e che magari avrebbero fatto la differenza confermando quello che Richard Wagner, grande estimatore della Sinfonia, ha elogiato con “l’apoteosi stessa della danza, la danza nell’essenza più sublime”.Ho un debole per le orchestre per cui ben vengano serate del genere che possono solo arricchire lo spirito dei partecipanti. Non c’è cosa migliore che fare musica insieme e l’orchestra è lo strumento più ampio e con più materiale umano che possiamo avere a disposizione.Per chi volesse risentire il concerto questa sera, sabato 22 ottobre ore 21, il Colibrì Ensemble inaugura la sua stagione sinfonica all’Auditorio Flaiano a Pescara con lo stesso programma.
Non capita tutti i giorni di poter cantare in luoghi di grande importanza e di profonda spiritualità e quando accade si tratta di esperienze indimenticabili. Una di quelle che domenica 30 ottobre vivrà la corale Santa Cecilia di Montecosaro, che si recherà in trasferta a Roma per animare una celebrazione liturgica nella basilica di San Pietro.Trattandosi di una delle basiliche più grandi del mondo, si è reso necessario un rafforzamento dell’organico ed a questo si sono gentilmente prestati alcuni elementi della corale Sant’Anna di Porto Potenza Picena. A disposizione del direttore Giorgio Quattrini, quindi, complessivamente circa 35 cantori che, a pochi giorni dal termine del Giubileo della Misericordia, avranno il privilegio e l’onore di cantare nella Basilica più importante del mondo, eseguendo brani liturgici della polifonia classica e moderna.Molti altri impegni la corale Santa Cecilia dovrà affrontare in questo fine 2016, fra cui un concerto di gala a Civitanova Marche organizzato dall’Associazione Nazionale Carabinieri, una rassegna corale a Castelraimondo e un concerto di Natale insieme ad un quartetto d’archi, ma a lasciare un segno profondo e indelebile nel cuore dei coristi montecosaresi non potrà che essere lo straordinario evento del 30 ottobre.
Le Marche conquistano trentadue "5 Grappoli" della Guida Bibenda 2017, di cui 24 assegnati alle aziende aderenti all’Istituto Marchigiano di Tutela Vini (IMT). In testa il vino principe della regione, il Verdicchio, con quattordici "5 Grappoli", due in più dello scorso anno. A ricevere il massimo riconoscimento della guida anche l’Igt Marche (4 premi), in versione bianca e rossa, il Rosso Conero Riserva (3), la Lacrima di Morro d’Alba e il Serrapetrona.Per Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto Marchigiano di Tutela Vini: “Questi riconoscimenti premiano l’importante lavoro delle nostre aziende sulla qualità totale e l’impegno dei produttori per rendere sempre più identitari i nostri vini. Se da una parte ci inorgoglisce il successo del Verdicchio, che continua a fare incetta di premi, dall’altra siamo contenti di constatare che anche altre denominazioni come Rosso Conero, Lacrima di Morro d’Alba e Serrapetrona stanno crescendo. Occorre continuare su questa strada: identità e qualità sono asset fondamentali per la promozione del vino marchigiano sul mercato nazionale ed estero”.Di seguito la lista delle aziende premiate: Castelli di Jesi Verdicchio Classico Il Cantico della Figura Riserva 2010 | Andrea Felici Verdicchio di Matelica Cambrugiano Riserva 2013 | Belisario Verdicchio di Matelica Vigneto Fogliano 2013 | Bisci Akronte 2012 | Boccadigabbia Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore San Michele 2014 | Bonci Castelli di Jesi Verdicchio Classico Villa Bucci Riserva 2014 | Bucci Serrapetrona Moro’ 2013 | Cantine Fontezoppa Cimaio 2013 | Casalfarneto Verdicchio dei Castelli di Jesi Brut Metodo Classico Ubaldo Rosi Ris. 2009 | Colonnara Lacrima di Morro d’Alba Superiore Compagnia della Rosa 2013 | Conti di Buscareto Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Il Bacco 2015 | Fattoria Coroncino Verdicchio di Matelica Mirum Riserva 2014 | Fattoria La Monacesca Conero Sassi Neri Riserva 2012 | Fattoria Le Terrazze Arkezia Muffo di San Sisto 2013 | Fazi Battaglia Marche Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Podium 2014 | Garofoli Castelli di Jesi Verdicchio Classico Salmariano Riserva 2013 | Marotti Campi Castelli di Jesi Verdicchio Vigna Novali Riserva 2013 | Moncaro Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Sup. Pallio di San Floriano 2015 | Monte Schiavo Conero Dorico Riserva 2011 | Moroder Conero Gianco Riserva 2011 | Polenta Il Mossone 2013 | Santa Barbara Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Balciana 2014 | Sartarelli Terre dei Goti 2011 | Stefano Mancinelli Castelli di Jesi Verdicchio Classico Plenio Riserva 2013 | Umani Ronchi