Il 2020 è un anno speciale per il Cine-Teatro ‘Don Bosco’ di Tolentino, che festeggia i 30 anni di un'attività socio-culturale, iniziata nel 1990 grazie alla volontà di Don Serafino Stramucci che ha raccolto con entusiasmo e dedizione l’eredità lasciata dai Salesiani.
Infatti nel pieno spirito di Don Bosco,Don Serafino aveva realizzato questa sala per ‘animare’ i giovani della città attraverso il cinema ed il teatro. Una gestione che nei primi anni di questo millennio ha permesso a Tolentino di essere tra le 100 città per il cinema di qualità, premiato dall’AGIS in un periodo in cui le sale cinematografiche avevano chiuso, fondando anche un circolo culturale CGS.
Tante sono state, in questo trentennio le occasioni, a cui hanno preso parte più di 1.500.000 spettatori, che hanno permesso alla città di salire alla cronaca culturale nazionale grazie all’attività svolta dal cine-teatro. Oggi il ‘Don Bosco’ ha aperto la sala per proporre alla città una formula teatrale dedicata ai giovani, rendendoli così ancora una volta protagonisti attraverso il sostegno ad alcune produzioni, che riscoprono le radici del vernacolo locale. Dopo alcuni anni di sperimentazione di ‘Cabaret Buffet’, che ha ospitato alcuni artisti saliti ora alla ribalta nazionale grazie alla volontà di Diego di Modugno, ed alla collaborazione della UILT (Unione Italiana Libero Teatro) che ha dato vita, con successo di pubblico, alla rassegna di opere teatrali dialettali, ‘Gran Galà del Dialetto’, dove si valorizzano gli autori e le compagnie del territorio maceratese, sostenendo in alcuni casi la loro produzione.
Tale rassegna continuerà anche in questo nuovo anno con alcuni ‘capolavori’ del teatro amatoriale. Infatti la stagione teatrale (prevendita mercoledì e venerdì dalle ore 18 alle ore 20) riprenderà sabato 15 febbraio ore 21.30 con un evergreen di tutti i tempi, sotto la regia di Roberto Cetriolo, ‘Patre pe’ procura’, capolavoro di don Amedeo Gubinelli che ha spiegato così le ragioni che lo hanno spinto a comporre quest'opera: “Ho voluto mostrare la vita quotidiana in un prete, i suoi problemi, le sue difficoltà, il piccolo mondo che circonda la parrocchia”.
Ma un’altra sorpresa è in serbo al teatro ‘Don Bosco’, infatti sabato 29 febbraio ore 21.30, Pippo Franco ritornerà sul palco, dopo il successo precedente, con lo spettacolo, scritto e diretto da lui, ‘Non ci resta che ridere’, divertente rappresentazione autobiografica in cui l’attore pone allo spettatore la ‘scelta’ tra la vita ‘dell'anima o quella della materia’.
Lunedì 10 febbraio alle ore 18, presso la Sala Biblioteca della Società Filarmonico-Drammatica in Via Gramsci, si terrà il terzo incontro degli Amici dello Sferisterio dedicato alla regia nell’opera lirica “Quale regia? Il teatro d’opera tra tradizione e innovazione”. Se ne parlerà con Pierfrancesco Giannangeli, professore di Storia dello Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Bologna, critico teatrale e giornalista, nonché docente alla Scuola dell’Opera della Fondazione Teatro Comunale di Bologna.
Il dibattito sulla regia - innovativa o tradizionale? – è sicuramente uno dei più caldi che animano il mondo del teatro musicale di questi ultimi decenni e il palcoscenico dello Sferisterio nel tempo ha ospitato regie innovative che hanno fatto discutere e diviso pubblico, critici e melomani.
In occasione dell’incontro, l’Associazione presenterà la campagna per la raccolta del 5xmille a sostegno delle proprie iniziative. “Amare, condividere e diffondere” è lo slogan con il quale l’Associazione descrive le proprie attività. “Il lavoro che svolgiamo quotidianamente si basa su questi tre aspetti: amare lo Sferisterio, la città, il Festival e la musica, condividere questa nostra passione non solo attraverso gli incontri, ma con una serie di attività che possano coinvolgere il maggior numero di persone possibile e far conoscere la ricchezza di quello che abbiamo”, afferma la presidente Lucia Rosa. “Raggiungere grandi risultati, basti pensare alla nomination agli International Opera Awards, non è scontato, ed è frutto di un lavoro di squadra che ci coinvolge tutti. Diffondere quindi, partendo dai più piccoli, l’amore e l’orgoglio di avere la possibilità di godere di tante cose insieme: arte, musica, canto e storia affinché tutto questo non venga disperso. Devolvere il 5xmille è un gesto simbolico ma importante attraverso il quale tutti possono aiutarci a proseguire in questo nostro percorso”.
L'evento di lunedì 1 febbraio è a ingresso libero, organizzato con FORM e CTR, e ha il patrocinio del Comune di Macerata, del Macerata Opera Festival, dell’Università di Macerata e dell’Accademia delle Belle Arti di Macerata.
Tre giorni in compagnia della grande arte. Da lunedì 10 febbraio a mercoledì 12 al cinema Cecchetti di Civitanova Marche c’è il film diretto da Daniele Pini: "Impressionisti segreti".
Il documentario racconta la rivoluzione artistica del movimento impressionista attraverso cinquanta tesori nascosti, esposti per la prima volta a Roma a Palazzo Bonaparte, in occasione della mostra curata da Claire Durand-Ruel e da Marianne Mathieu.
Impressionisti segreti è un viaggio all’interno dell’intimità degli impressionisti e dei loro quadri - da Manet a Caillebotte, passando per Monet, Berthe Morisot, Cézanne, Sisley, Signac - e offre una visita “privilegiata” per stimolare la curiosità del pubblico, regalando una prospettiva sulle opere complementare all’esperienza dal vivo e permettendo di immergersi nei dipinti e coglierne dettagli inediti. Saranno evocati anche i caratteri più riservati e meno noti degli impressionisti, grazie agli interventi di esperti come gli storici dell’arte Alain Tapié e Sergio Gaddi, la scrittrice e saggista Melania Mazzucco, il fotografo e regista Fabio Lovino, l’artista Giuliano Giuman e il collezionista Scott Black.
Orari: 18.30 e 21. Biglietto unico ridotto a 8 euro.
Continuano le iniziative di "Metamorfosi" degli Amici del Liceo Galilei di Macerata.
Nella suggestiva cornice degli Antichi Forni, ieri sera, il Prof. Angeletti, docente d fisica al Liceo Scientifico G.Galilei, ha illustrato l’escalation del nucleare, dalla prima bomba atomica fino agli usi civili per la produzione di energia ed all’istituzione del CERN di Ginevra in “Dalla scissione dell’atomo ai mattoni dell’universo - Trent’anni tra ricerca bellica e ricerca fondamentale".
Oggi alle ore 17:00, affascinante conferenza di Paolo Verdarelli (Storico della fotografia) su “Sebastião Salgado: Inferno e rinascita dell’uomo” .
Paolo Verdarelli ha insegnato Sociologia della Comunicazione presso l'Università di Camerino. Attualmente si sta dedicando agli studi storici sulla fotografia. Promuove inoltre alcuni incontri sull'opera dei grandi Maestri della fotografia. E' autore di numerose mostre fotografiche, tra le quali:
- Gente di un'antica città, Camerino 2020
- Figli di un Dio minore, Cagli 2010
- Piccole storie di strada, Ancona 2018
L'uomo, il genere umano, è al centro della poetica di Sebastião Salgado. A partire dagli anni '80 le sue immagini si interrogano sulla condizione e il destino degli esclusi della terra, di quanti sono costretti ogni giorno a misurarsi con la morte. In questo senso Salgado è considerato il testimone più consapevole di un viaggio nell'inferno dell'umanità. Una vicenda privata lo porterà successivamente a cercare nella natura un possibile riscatto per il genere umano.
Sono tanti gli artisti ospitati da TAM, Tutta un'Altra Musica (anche all’interno del festival RisorgiMarche) che, in questi anni, hanno calcato il palco del Teatro Ariston di Sanremo in occasione del Festival della Canzone Italiana. Tra questi, soltanto per ricordare l'edizione numero 70 in corso di svolgimento, ci sono Irene Grandi, Piero Pelù, Morgan, Levante (che incantò il pubblico di Monte Urano nel 2015) e Tosca, che ha conquistato il pubblico con la sua canzone “Ho amato tutto”. E proprio quest’ultima porterà il suo tour “Morabeza” al Teatro delle Api di Porto Sant'Elpidio, il prossimo 15 maggio.
“TAM ha sempre puntato su nuove produzioni e progetti sperimentali, così come sui migliori musicisti del panorama nazionale ed internazionale - commenta Giambattista Tofoni - Un binomio, questo, imprescindibile per noi e che ci ha permesso di realizzare cartelloni e rassegne di altissimo livello. E una tappa fondamentale nella carriera di alcuni di questi artisti non poteva che essere la kermesse televisiva del Festival di Sanremo. Siamo orgogliosi di poter condividere con Tosca una serata veramente speciale, durante la quale avremo modo di apprezzare il suo ultimo lavoro in studio”.
“Morabeza”, infatti, è uscito nell’ottobre 2019 e ha concluso un lungo viaggio attraverso i paesi del mondo, partito con “Il suono della voce” (2014) e “Appunti Musicali dal Mondo" (2017). L’album, prodotto e arrangiato da Joe Barbieri, contiene canzoni originali, rivisitazioni in chiave attuale di classici della musica dal mondo, cantate in quattro lingue con grandi artisti che Tosca ha incontrato in questo viaggio: Ivan Lins, Arnaldo Antunes, Cyrille Aimée, Luisa Sobral, Lenine, Awa Ly, Vincent Ségal, Lofti Bouchnak, Cèzar Mendes.
Negli ultimi tre anni ha girato il mondo con il suo spettacolo (Algeria, Tunisia, Brasile, Francia e Portogallo). Questa tournée mondiale è stata lo spunto del documentario “Il suono della voce” (prodotto da Leave Music e Rai Cinema), per la regia di Emanuela Giordano, presentato in anteprima assoluta nella sezione Alice nella Città, all’interno della Festa del Cinema di Roma 2019.
I prossimi concerti:
Venerdì 7 Febbraio - ore 21:15
Macerata - Teatro Lauro Rossi
Avishai Cohen 4tet “Cross My Palm With Silver”
Avishai Cohen (tromba) - Gadi Lehavi (pianoforte) - Rabak Mori (contrabbasso)
Ziv Ravitz (batteria)
Intero € 20,00 - Ridotto € 15,00 (Studenti UNIMC e UNICAM, Marche Jazz Card)
Mercoledì 19 Febbraio 2020 - ore 21:15
Porto San Giorgio FM - Teatro Comunale
NOA “Letters to Bach”
Noa (voce e percussioni) - Gil Dor (chitarra) - Or Lubianiker (basso elettrico)
Intero € 23 - Ridotto € 21 (under 25 - over 65)
Domenica 23 Febbraio 2020 - ore 17:15
Montegranaro - Teatro La Perla
Anna Tifu Tango Quartet
Anna Tifu (violino) - Fabio Furia (bandoneon) - Romeo Scaccia (pianoforte) - Giovanni Chiaramonte (contrabbasso)
Musiche di: P. De Sarasate, F. Furia, G. Puccini, A.Piazzolla
Intero € 10 - Ridotto (over 65) € 7,00 - Ridotto (under 18) € 1,00
Lunedì 24 Febbraio ore 21:15
Macerata - Teatro Lauro Rossi
Paolo Fresu Trio “Tempo di Chet”
Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti ) - Dino Rubino (pianoforte, tromba) -
Marco Bardoscia (contrabbasso)
Intero € 20,00 - Ridotto € 15,00 (Studenti UNICAM, Marche Jazz Card, studenti scuole superiori ) - Ridotto € 10,00 (Studenti UNIMC)
Giovedì 27 Febbraio 2020 - ore 21:30
Porto Sant’Elpidio - Teatro delle Api
Calibro 35 “Momentum Tour”
Enrico Gabrielli (fiati e organi) - Massimo Martellotta (chitarre e lap steel) - Fabio Rondanini (batteria e percussioni) - Luca Cavina (basso) - Tommaso Colliva (produzione)
Ingresso € 15,00
Sabato 14 Marzo ore 21:15
Macerata - Teatro Lauro Rossi
Daniele di Bonaventura Band’Union “Garofani Rossi”
Daniele di Bonaventura (bandoneon) - Marcello Peghin (chitarra 10 corde) - Felice Del Gaudio (contrabbasso) - Alfredo Laviano (percussioni)
Intero € 20,00 - Ridotto € 15,00 (Studenti UNICAM, Marche Jazz Card, studenti scuole superiori ) - Ridotto € 10,00 (Studenti UNIMC)
Domenica 15 Marzo - ore 17:15
Montegranaro - Teatro La Perla
Fabrizio Meloni & Quartetto Adorno
Fabrizio Meloni (clarinetto) - Quartetto d’Archi
Musiche di: L.V. Beethoven, W.A. Mozart
Intero € 10 - Ridotto (over 65) € 7,00 - Ridotto (under 18) € 1,00
Domenica 5 Aprile - ore 17:15
Montegranaro - Teatro La Perla
Francesco Di Rosa/Orchestra di Fiati di Ancona/Mirco Barani
Francesco Di Rosa (oboe) - Orchestra di Fiati di Ancona - Mirco Barani (direttore)
Musiche di: G. Aquilanti, Feliciani, Whitacre, Marquez
Intero € 10 - Ridotto (over 65) € 7,00 - Ridotto (under 18) € 1,00
Domenica 5 Aprile ore 17:30
Macerata - Teatro Lauro Rossi
Sergio Cammariere “Piano Solo”
Sergio Cammariere (pianoforte e voce)
Intero € 20,00 - Ridotto € 15,00 (Studenti UNICAM, Marche Jazz Card, studenti scuole superiori ) - Ridotto € 10,00 (Studenti UNIMC)
Venerdì 7 febbraio alle ore 18:00 verrà inaugurata, presso la sala consiliare del Municipio di Corridonia, la mostra “Angoli di cielo” dell’artista Riccardo Garbuglia in omaggio alle vittime delle foibe, a cura di Umberto Piersanti, Antonio Mercuri, Claudio Nalli, Alvaro Valentini e allestita da Mario Montalboddi, in collaborazione con l'Associazione Luigi Lanzi.
Il dramma delle foibe, celebrato a livello nazionale il 10 febbraio, viene espresso e rievocato dall’artista con una serie di 25 opere che sono specchio della tragedia e delle tematiche più influenti del’900 in clima avanguardista, fruibili fino al 16 febbraio.
I molti cicli pittorici di Garbuglia, tra cui anche quello realizzato nel 2019 a Recanati per le celebrazioni dell’Infinito di Leopardi, hanno tutti un intento etico e vogliono spingere lo spettatore non soltanto ad osservare ma bensì a prendere una vera e propria posizione nei confronti dei temi trattati.
Lo stile di Garbuglia si inserisce nella tecnica dell’action painting che trova le sue radici nella poetica del grande Pollock e si riallaccia ad un universo psicologico introspettivo declamato con l’uso del dripping, una maniera che prevede la stesura del colore tramite un gesto o un’ azione, ossia il lasciarlo sgocciolare liberamente sulla tela.
L’esposizione presso il Palazzo Comunale vuole esplicare il grande tormento dell’uomo di fronte ai fatti storici più tragici e di fronte al futuro, i dipinti possono infatti essere individuati come inquieti “paesaggi dell’anima” che ricordano la tormentata emotività delle vittime delle foibe.
Allo stesso tempo il dolore, nelle opere di Garbuglia, appare come un fatto universale e condiviso, derivato dalla volontà di sopraffazione e di violenza di alcuni nei confronti di altri, questi ultimi ridotti ad oggetti e privati della dignità umana.
Walter Benjamin scriveva: “Il passato reca con sé un indice temporale che lo rimanda alla redenzione. C’è un’intesa segreta tra le generazioni passate e la nostra. Noi siamo stati attesi sulla Terra. A noi, come ad ogni generazione che ci ha preceduto, è stata data in dote una debole forza messianica su cui il passato esercita un diritto. E’ gravoso rispondere a questa richiesta”.
Proprio da questo riparte Garbuglia: dal peso della Storia con le sue tragedie ed i suoi drammi per lanciare un messaggio di speranza e consapevolezza degli errori del passato.
L’artista si racconta: “Ho vissuto a Trieste dal '72 all’82, ero particolarmente vicino a questa tematica prima che divenisse di carattere nazionale. Era importante in quegli anni di guerra fredda in Italia mantenere rapporti pacifici con la Jugoslavia, una volta caduta l’Unione Sovietica ciò è divenuto argomento di risonanza nazionale”.
Continua Garbuglia: “Mio padre era di Corridonia, poi andò in marina militare e conobbe mia madre in Liguria dove io sono nato, in seguito dopo alcuni anni in cui ci spostammo per il nuovo lavoro di mio padre in un cantiere navale, ci trasferimmo a Trieste. Nell’80' mi sono laureato in architettura e ho deciso di tornare a Corridonia dove c’era la casa del mio bisnonno. Qui ho iniziato la mia attività di pittore: sin dalle scuole medie ho trovato un grande sfogo in questa passione. Tutte le mie opere sono state suddivise in 4 cataloghi con titoli semantici, ad esempio “acqua, aria, terra, fuoco” ispirato agli elementi naturali in cui ogni quadro è associato alle teorie dei filosofi greci".
"Da un lato la mia attività era un esercizio di libertà - spiega il pittore - dall’altro quest’iniziativa di classificazione mi ha dato grande rigore e ha contribuito ad una maggiore organizzazione del mio lavoro dal 2016".
“Ora sto lavorando ad un accompagnamento artistico di Moby Dick - conclude Garbuglia -, lasciando alcuni estratti del romanzo che si assoceranno alle opere in lingua originale mentre nel catalogo ci sarà invece la traduzione, questa serie avrà all’incirca di 100 pezzi.”
L’inaugurazione della mostra si terra il 7 febbraio alle ore 18, seguirà nella giornata dell’8 l’intervento del Prof. Angelo Ventrone dell’Università degli Studi di Macerata alle 10: “Perché la violenza?La faccia oscura della modernità” e alle 17 con “Il nemico assoluto. Una patologia del Novecento”.
Il Sindaco Cartechini rivela infine: "Stiamo pensando di spostare la scuola Media in un'altra struttura, così da occupare lo spazio scolastico vuoto con gli uffici comunali ed adibire il Municipio a Museo permanente di arte contemporanea per ospitare inoltre le opere della pinacoteca, ma per ora resta un'idea".
Per il sesto anno consecutivo sabato 8 febbraio 2020, alle ore 21, il Teatro Lauro Rossi ospiterà la Rassegna nazionale Città in danza con la direzione artistica di Chiara Bisio, evento organizzato dalla Uisp di Macerata e patrocinato dal Comune di Macerata che rientra in un circuito di rassegne nazionali che si svolgono durante l’anno accademico in tutta Italia.
L’ideazione e il regolamento sono affidati al Coordinamento Nazionale Danza Uisp e la manifestazione è aperta sia a scuole di danza affiliate alla Uisp che a quelle aderenti ad altri enti di promozione sportiva o associazioni culturali. Le varie scuole partecipanti possono proporre i diversi stili di danza: classica, moderna, jazz, hip-hop, danza etniche, musical, inoltre c’è una suddivisione delle categorie in base alle fasce di età: bambini fino a 9 anni di età, ragazzi 10-15 anni, under 25 16-24 anni e adulti dai 25 anni.
La giuria della manifestazione è affidata a tre nomi d'eccezione del mondo della danza i maestri Bernard Shehu, Fabrizio Federici e Daniele Baldi che assegneranno il premio “Città di Macerata” e sceglieranno un ballerino per ogni categoria a cui regalare la lezione con loro che svolgeranno il giorno successivo presso il Teatro di Villa Potenza.
Occasione unica per studiare con dei coreografi di così alto livello. Inoltre verranno selezionate le migliori coreografie da presentare al Galà finale del circuito "Città in danza" che si svolgerà la prima settimana di luglio in un luogo ancora da definire.
Anche quest’anno saranno assegnate ulteriori borse di studio messe a disposizione da Carmine Landi e dal suo famoso evento estivo Salerno danza d’amare. Info: Uisp Comitato territoriale di Macerata 0733.239444 – 347.6787079.
Nella accogliente cornice del Ristorante “Sette 5 Sette” di Recanati, il Rotary Club “Giacomo Leopardi” ha presentato il volume “Viaggio nella Bellezza”, lo sguardo del fotografo incontra i luoghi della Via Lauretana.
Come ha spiegato il presidente della Commissione Progetti, Paolo Pagnanelli, il libro fotografico racconta la bellezza del panorama marchigiano e la spiritualità che si nasconde tra i colli e le valli ancora oggi attraversate dai pellegrini che vanno da Roma a Loreto sulla Via Lauretana.
La pubblicazione è nata dalla collaborazione tra la libera Università Lauretana per la terza età, Lulte, ideatrice, e il Rotary Club di Loreto, che in veste di capofila, ha coinvolto i Rotary Club delle Marche lungo il tracciato della Via Lauretana: Camerino, Tolentino,Macerata, Macerata Matteo Ricci e Recanati.
Il Rotary Club Recanati ha partecipato al volume proponendo le splendide foto scattate dai soci del Circolo Fotografico Obiettivo per Tutti, parte del CCSR (Centro Culturale Sportivo Ricreativo) della Parrocchia di Santa Maria della Pietà di Recanati. I fotografi recanatesi,professionisti e semiprofessionisti,hanno raccolto la sfida delle foto a tema e si sono avventurati nelle campagne maceratesi per cogliere la bellezza delle molte costruzioni segnalate dagli ideatori del volume (chiese,santuari,conventi ed edicole) che punteggiano la Via Lauretana. Nel libro sono state pubblicate circa 30 foto,ma nel corso della serata è stato possibile ammirare anche le foto che non sono state scelte, e i fotografi presenti: Cesare Cecchi,Carlo Bertini, Franco Ciminari e Fabio Mariani,hanno raccontato i luoghi immortalati,spiegando in alcuni casi le tecniche utilizzate per ottenere gli scatti. Fabio Mariani ha ringraziato il Rotary Club donando un volume fotografico realizzato nel 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, con la collaborazione di fotografi sparsi per tutta la nazione che hanno documentato la vita in un giorno speciale.
Sempre nel corso della serata, il presidente del Rotary Club “Giacomo Leopardi”, Quirino Massimo Ricci, ha voluto ringraziare ufficialmente e pubblicamente i dottori Gabriele Brandoni e Marco Simonacci, che hanno collaborato alla realizzazione del service Rotary in Salus svolto a Novembre 2019 nei comuni di Recanati e Porto Recanati, donando loro una targa commemorativa, il volume fotografico “Viaggio nella Bellezza”, e il catalogo della mostra sul pittore Peruzzi realizzata dal Rotary Club “Giacomo Leopardi”. Da segnalare la gradita presenza come ospite del Presidente Brasiliano Jair Josè Menin Rotary Club Ponta Grossa Sabarà. La serata si è conclusa in dolcezza con i cannoli siciliani proposti dallo chef del “ Sette 5 Sette” che hanno conquistato i partecipanti.
Mercoledì 5 febbraio alle 17 l’economista Paolo Sestito presenterà il suo ultimo libro sulla parabola dell’Italia dal dopo guerra a oggi.
“Molto rumore per nulla. La parabola dell’Italia, tra riforme abortite e ristagno economico” è l’ultimo libro di Sestito e Roberto Torrini, che verrà presentato mercoledì nella sede delle eum – edizioni Università di Macerata.
Interverranno il presidente della casa editrice di Ateneo Luca De Benedictis e uno degli autori, Paolo Sestito, attualmente responsabile del servizio Struttura Economica della Banca d’Italia, dove ha condotto attività di ricerca per più di 30 anni. Sestito ha ricoperto incarichi all’Ocse e alla Commissione Europea e, in Italia, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e all’Invalsi, pubblicando estensivamente su temi attinenti la dinamica inflazionistica e il ciclo economico, il mercato del lavoro e le politiche sociali, gli aspetti territoriali dello sviluppo economico, il capitale umano e il sistema educativo. L’incontro si inserisce nelle attività seminariali della Scuola di Studi Superiori ‘Giacomo Leopardi’ sul tema dello sviluppo locale, economie urbane e crescita aggregata.
Il Pil dell’Italia è oggi ancora sotto i livelli del 2007. La crisi finanziaria, in origine divampata negli Stati Uniti, in Italia è durata più a lungo e con effetti più intensi, amplificata dalla crisi di fiducia sul debito pubblico. Ma i problemi dell’Italia non sono iniziati e non sono circoscritti all’ultimo decennio. Già prima della crisi la sua velocità di crociera era ridotta ai minimi storici. Laddove il cinquantennio post bellico aveva visto l’Italia avvicinarsi ai livelli di benessere sociale dei paesi più ricchi, l’ultimo quarto di secolo ha sancito un’inversione di tendenza. La stagnazione italiana si era già avviata in concomitanza con una fase di forte sviluppo dell’economia mondiale, in cui numerosi paesi, la Cina ne è il caso più emblematico e rilevante, emergevano da una condizione di ritardo e le nuove tecnologie si imponevano a livello globale.
Quali le ragioni di tale arretramento? Vi sono legami tra quanto avvenuto nel decennio della lunga crisi e il periodo precedente? Che ruolo hanno giocato i vincoli discesi dal mutato contesto - l’ingresso nell’euro, l’emergere di nuovi e importanti competitori, l’avvento delle nuove tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, la finanziarizzazione dell’economia - e quanto hanno pesato invece i tradizionali tratti strutturali della società italiana? Il libro “Molto rumore per nulla. La parabola dell’Italia, tra riforme abortite e ristagno economico” risponde a questi quesiti e si interroga sul “che fare” per ridare forza alla speranza di una ripresa della crescita e del benessere nel nostro Paese.
Una rassegna dedicata alle più belle opere del Novecento, interpretate quest’anno da grandi nomi del panorama cinematografico e teatrale italiano. Dopo Luca Ward, Michele Placido, Roberto Alpi, Daniela Scarlatti è la volta di Pino Ammendola. Giovedì 6 febbraio alle ore 21,15 al Politeama di Tolentino, darà voce a Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, celebre romanzo di R. L. Stevenson. Ad accompagnarlo nel racconto Cinzia Pennesi al pianoforte.
Pino Ammendola è attore di cinema, teatro e doppiatore. Ha lavorato con registi come Dino Risi, Tinto Brass e Giuseppe Tornatore. Si è avvicinato al mondo dello spettacolo nel 1963, debuttando poi nel cinema con un piccolo ruolo accanto a Nino Manfredi, in Operazione San Gennaro di Dino Risi. Ha lavorato molto in teatro dove ha cominciato con Achille Millo che è stato il suo maestro, poi ha recitato con Arnaldo Ninchi, Tino Buazzelli, Salvo Randone, Mario Landi, Attilio Corsini, Edmo Fenoglio e Gabriele Lavia. In televisione è stato diretto da Anton Giulio Majano, Sandro Bolchi, Enzo Trapani, Nanni Loy, Marcello Aliprandi, Pino Passalacqua, Franco Giraldi, Cinzia TH Torrini, Franco Amurri e tanti altri. Nel doppiaggio ha esordito, con la direzione di Pier Paolo Pasolini, ne Il Decameron, continuando poi a lavorare per Federico Fellini, Ettore Scola, Mario Monicelli e Stanley Kubrick. Ha prestato la voce a molti attori stranieri, fra cui Jerry Lewis, Henry Gibson, David Carradine, Brad Davis, Prince, Murray Abraham, Antonio Banderas, Dana Carvey, Stanley Tucci, Jacques Villeret, Roman Polański e a personaggi dei cartoon come Gatto Silvestro. Per quanto riguarda la televisione è stato diretto da Anton Giulio Majano, Sandro Bolchi, Enzo Trapani, Nanni Loy, Marcello Aliprandi, Pino Passalacqua, Franco Giraldi, Cinzia TH Torrini, Franco Amurri e tanti altri. Lo ricordiamo in Don Matteo e Provaci ancora Prof!
Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde è uno dei più celebri romanzi di R.L. Stevenson. La storia narra di un avvocato londinese G.J. Utterson che investiga i singolari episodi tra il suo vecchio amico, il Dr. Jekyll e il malvagio Mr. Hyde. L’impatto della storia è stato universale, facendo entrare la definizione Jekyll e Hyde nel linguaggio comune a significare una persona con due distinte personalità. Ma è soprattutto metafora dell’ambivalenza del comportamento umano nonché dilemma di una mente scissa tra l’Io e le sue pulsioni irrazionali.
Partenza col botto per il primo incontro della seconda edizione di Versus, la rassegna di confronti poetici organizzata dall’Associazione Lo Specchio in collaborazione con il Circolo di lettura e conversazione di Recanati, con la direzione artistica di Piergiorgio Viti.
Il festival, che vede il patrocinio del Comune di Recanati, del Centro Nazionale di Studi Leopardiani e del Centro Mondiale di Poesia, ha visto protagonista Renata Morresi, poetessa e traduttrice maceratese, recentemente uscita in stampa con “Terzo Paesaggio”. La Morresi, con il tappeto sonoro di Dj Rudi in sottofondo, ha incantato i presenti attraverso la lettura dei suoi testi, focalizzati su due temi fondamentali: il sisma, non a caso una sezione della silloge si intitola “Poesie antisismiche”, e la Costituzione italiana, solida, nei suoi principi fondamentali, a fare quasi da beffardo contraltare alla precarietà di molte vite.
Non si è risparmiata, la Morresi, aprendosi al confronto con Viti e con i numerosi presenti, sollecitata ad interloquire sui temi portanti della contemporaneità e in particolare sull’esperienza del sisma, esperienza che la Morresi ha vissuto, vive in prima persona, lavorando come professoressa di inglese nel cuore del “cratere”. Dopo aver fatto centro, a testimonianza che la poesia può essere veicolata anche al di fuori “degli addetti ai lavori”, Versus prosegue ancora il 23 febbraio con un’altra poetessa locale, ma voce consolidata nel panorama poetico nazionale, Dorinda Di Prossimo, per poi ampliare i suoi confini, l’8 marzo con il cesenate Stefano Simoncelli.
A seguire, sempre nel mese di marzo, il veneto Franzin, Rodriguez Nunez e Jean Portante, poeti cubano il primo e lussemburghese il secondo, di fama mondiale, in chiusura di rassegna.
La mostra, organizzata dall'associazione "Amici del Liceo Galilei", vuole evidenziare i cambiamenti che si sono verificati nel trentennio dal dopoguerra fino alla metà degli anni '70 utilizzando non solo il materiale fotografico messo a disposizione dagli archivi della Biblioteca Comunale Mozzi Borgetti e dalla Biblioteca Statale di Macerata, ma anche e soprattutto le fotografie messe a disposizione dai soci della nostra Associazione, dai loro amici e dai loro parenti.
Ciò che la mostra vuole descrivere è soprattutto la trasformazione dei costumi, dei mezzi di locomozione, del modo di rapportarsi delle persone, dell'abbigliamento, del modo di frequentare la scuola, di lavorare, di partecipare alla vita cittadina. Finalità La mostra si propone di rivalutare il materiale fotografico posseduto dalle famiglie dando nuova vita alle foto spesso dimenticate negli album e nei cassetti delle nostre case e soffitte. Si propone anche di portare a conoscenza dei giovani di oggi quegli anni -dal dopoguerra agli anni 70- che loro non hanno conosciuto e che sono stati di primaria importanza per la formazione della società attuale. Il quadro che ne risulta è un'attenta descrizione non solo della città di Macerata e della sua gente, ma anche della provincia maceratese e, in parte, anche dell'Italia stessa.
La mostra si svolgerà a Macerata nei locali della Galleria degli Antichi Forni, locali che sono stati prenotati già dallo scorso anno ed accordati da "Istituzione Macerata Cultura - Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi". L'intera esposizione consta di circa 400 fotografie. Data di svolgimento La mostra si svolgerà dal 6 al 16 Febbraio 2020, con orario pomeridiano dalle 17 alle 20. Al mattino la mostra sarà a disposizione delle scuole previo appuntamento da parte dei docenti interessati all'indirizzo email: amici.liceogalileimc@gmail.com
L'esposizione si rivolge innanzitutto alla cittadinanza, ma anche agli abitanti del territorio e della provincia maceratese, non sottovalutando l'interesse che può avere anche per eventuali turisti di passaggio per la città. Particolare attenzione sarà posta nel pubblicizzare la mostra nelle scuole, per sensibilizzare i ragazzi non solo sulla conoscenza del periodo del dopoguerra, ma anche sull'uso del mezzo fotografico e sulla valenza della fotografia come reperto storico.
Partners dell'evento il Comune di Macerata, dell'Università degli Studi di Macerata e del Liceo Scientifico "G. Galilei". La mostra si avvale inoltre del contributo fotografico messo a disposizione dalla Biblioteca Statale e della Biblioteca Comunale "Mozzi Borgetti". Anche il Club Alpino Italiano, sezione di Macerata, ha voluto fornire il proprio patrocinio alla manifestazione per ricordare come, in quel periodo dal dopoguerra agli anni '70, furono valorizzati i monti Sibillini da parte di molti alpinisti marchigiani, e maceratesi in particolare.
L'esposizione sarà pubblicizzata con comunicati stampa sui giornali locali, sia cartacei che on-line, ed anche con appositi manifesti da affiggere nel periodo immediatamente precedente all'inaugurazione della mostra stessa. Sarà realizzato anche il Catalogo della Mostra. Relatori Nell'ambito della mostra sono previste, nell'apposito spazio della galleria degli Antichi Forni, alcune conferenze tenute da docenti universitari, da docenti del Liceo Galilei, da personalità del mondo della cultura e delle professioni. Gli argomenti che saranno trattati riguarderanno: l'utilizzo del mezzo fotografico, i cambiamenti sociali e politici di quel trentennio, il fervore culturale del periodo, l'affermarsi di nuove conoscenze in campo scientifico, l'evoluzione dei mezzi di trasporto, i risultati in campo socio-sanitario, le conquiste nel settore alpinistico ed esplorativo. Ingresso L'ingresso alla mostra sarà libero. Il numero dei partecipanti è variabile, nell'ordine di varie decine al giorno, con i massimali previsti dalla capienza della struttura.
Programma dettagliato delle conferenze:
• Venerdì 7 ore 17,30 – Angelo Angeletti (Docente Liceo Scientifico Galilei) “Dalla scissione dell’atomo ai mattoni dell’universo” - Trent’anni tra ricerca bellica e ricerca fondamentale
• Sabato 8 ore 17,30 – Paolo Verdarelli (Storico della fotografia) “Sebastião Salgado: Inferno e rinascita dell’uomo”
• Lunedì 10 ore 17,30 – Conferenza a due voci: Ninfa Contigiani (Docente UniMC) e Claudio Gaetani (Docente UniMC) “Tracce di donne in città tra fotografia e spazi vissuti”
• Martedì 11 ore 17,30 - Lucio Bugli (Presidente Registro Aprilia) “Evoluzione dell’automobile dal dopoguerra agli anni ’70”
• Mercoledì 12 ore 17,30 – Romano Ruffini (Storico) con Francesca Violoni (Docente Liceo Scientifico Galilei) “Metamorfosi dell’Ospedale Psichiatrico nel dopoguerra” con lettura di poesie
Sono innumerevoli le bellezze custudite nel nostro territorio fra le quali troviamo le opere di Carlo Crivelli, grandissimo artista originario di Venezia il quale giunse nelle Marche nel 1468 e vi impose un linguaggio del tutto personale unendo insieme motivi rinascimentali e tardogotici.
L’iconografia della Madonna col Bambino è un tema frequente nei dipinti del Crivelli, ne costituiscono una testimonianza le opere conservate rispettivamente nella parrocchia dei SS.Pietro Paolo e Donato a Corridonia “Madonna che allatta il Bambino” e la “Madonna col Bambino” presso il Palazzo Buonaccorsi di Macerata.
La prima è una tempera su tavola di 127x63 cm realizzata intorno al 1430-1500 e attualmente esposta nella mostra “La fede dipinta e tramandata” all’interno della chiesa di S.Pietro, allestita con la concessione del parroco Don Fabio e curata dall’architetto Mario Montalboddi e dalla museologa Giuliana Pascucci.
L’opera fu attribuita al Crivelli dai critici Cavalcaselle e Morelli, questa riveste un ruolo di primaria importanza nella produzione di questo artista. Per la prima volta ne viene fatta menzione in un inventario del 1727 appartenente alla distrutta chiesa di S. Maria del Gesù di Corridonia: “Il quadro di questo, quale è dipinto in tavola, rappresenta la Madonna Santissima in atto di azzinnare il Bambino Gesù, con due angioli, uno di qua , et uno di là”, inoltre viene menzionata l’iscrizione intorno alle figure: “Ego immaculata et caput maum plenum est rore” che si riferisce al passo biblico del vello bagnato di rugiada di Gedeone , il quale simboleggia la Verginità di Maria.
La Madonna indossa un ricco e prezioso mantello, al quale si aggrappa l’infante che si volge teneramente a guardare lo spettatore mentre la madre lo cinge. Lo scorcio “fotografico” della scena costituisce un’inquadratura molto moderna così come lo è la dimensione umana e meno iconica rispetto alla tradizione, la psicologia dei personaggi è indagata a fondo e restituisce la loro umanità in maniera davvero realistica.
Don Fabio, parroco di Corridonia afferma: “Quando ti trovi a dover preservare questo patrimonio devi preoccuparti di renderlo fruibile alla cittadinanza, con la situazione post sismica era impossibile poter esporre queste opere, ma in occasione delle Olimpiadi Mondiali di Paraciclismo abbiamo pensato di contribuire con questa iniziativa alla bellezza di questo evento. Volevamo di nuovo godere di queste opere e la Soprintendenza ci ha incoraggiati”.
Prosegue il parroco: “Rimettere al culto questi dipinti è stato un rinnovare la loro funzione originaria. In pochi metri, la mostra, racchiude uno scrigno di arte e fede, visitabile e disponibile a tutte le ore senza pagare nulla”.
Mario Montalboddi, architetto e curatore dell’allestimento presso S.Pietro aggiunge: ”Nasce da Don Fabio l’idea di creare questo allestimento all’interno della cappellina della Madonna di Lourdes nella chiesa di S. Pietro a Corridonia, e questo è importante perché rivela il vero significato della mostra: rimettere al culto le opere con la concessione della diocesi di Fermo e riportarle quindi nel loro luogo di appartenenza, non in un museo. Opere della sorella arte ma anche della fede”.
Conclude Montalboddi: “I dipinti presentano intorno una sorta di passepartout che li isola dal contesto valorizzandoli e non influenzando le pareti allo stesso tempo. L’illuminazione cambia completamente durante la giornata, quella artificiale che abbiamo proposto accentua anche i dettagli dorati ed i colori che appaiono davvero suggestivi e sicuramente sottolineano la dimensione spirituale dei quadri e l’aspetto emotivo per il fedele”.
La raccolta d'arte antica dei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi custodisce allo stesso modo un’altra Madonna col Bambino, sempre del Crivelli: un dipinto a tempera e oro su tavola trasportata su tela di 59x41 cm databile al 1470 circa.
Il dipinto reca nel retro, su un frammento di tela ritagliata, la seguente iscrizione "KAROLUS CRIVELLUS VENETUS PINXIT 1470 FERMIS". L’opera costituisce l’elemento restante di una composizione di maggiori dimensioni destinata all’antica chiesa maceratese di Santa Maria della Pietà, fondata da San Giacomo della Marca nel 1426 per i Minori Osservanti, ma ricordata alla fine del Settecento nella chiesa di Santa Croce.
Danneggiata nell’incendio che devastò l’edificio nel corso del 1799, ma non completamente distrutta, la tavola di Crivelli venne parzialmente recuperata e ne furono tratti in salvo due frammenti.
Il maggiore, quello con la Madonna col Bambino, venne ricoverato nel Palazzo Comunale e, dopo un provvidenziale restauro, alla fine dell’800 presso la Biblioteca Comunale; l’altro raffigurante la Pietà entrò a far parte della collezione Caccialupi e quindi di quella romana di Nevin, per poi giungere al Fogg Art Museum di Cambridge.
La preziosità di queste due opere e la tenerezza che racchiudono invitano ad essere apprezzate doppiamente: dal punto di vista artistico per il loro immenso valore patrimoniale ma anche come immagini di culto storiche ed affettive per il fedele.
Febbraio è già arrivato e i musei civici di Recanati hanno in programma tanti appuntamenti tra arte, la musica e gastronomia. Non mancheranno appuntamenti con le proiezioni di alcune pellicole e un evento per festeggiare San Valentino, festa degli innamorati, all’insegna della cultura. La programmazione culturale nei musei civici è organizzata dal Comune della città leopardiana e da Sistema Museo che gestisce il circuito dei musei civici.
La mostra paesaggio italiano. Continua, fino all’8 marzo, la mostra a cura di Vittorio Sgarbi “Paesaggio Italiano – L’infinito tra incanto e sfregio”. L’italia in mostra viene raccontato attraverso scatti che sono piccole e grandi storie, dalla bellezza al degrado, nelle immagini di 58 fotografi, tra professionisti ed amatori evoluti, i cui lavori sono stati selezionati da Sgarbi tra migliaia di autocandidature arrivate. Sono 90 le foto in mostra, e non è solo la bellezza ma sono soprattutto le storie dei luoghi e le gesta dei suoi abitanti a segnare il paesaggio italiano nelle sue contraddizioni, tra tran tran quotidiano e situazioni straordinarie, in un passato glorioso col futuro ancora da scrivere.
Arte musica. Due gli appuntamenti di febbraio con l’arte del Rinascimento, musica live di artisti internazionali e la gastronomia. Si parte domenica 2 febbraio, alle 17, a tema Francia con una lezione d’arte sulle opere di Antoine Caron, seguita da una visita ai capolavori di Lorenzo Lotto che si trovano a Villa Colloredo Mels, la musica dei Bonnie Li e un aperitivo a base di ricette francesi.
Appuntamento speciale dalle 19 per San Valentino con una lezione “Love&Art: l’amore al tempo del rinascimento” e degustazioni di prodotti marchigiani con la musica dei Cap’n Hector’s Crew (Egitto e Romania).
Oggi Lotto. Appuntamenti dedicati a Lorenzo Lotto in collaborazione con l’associazione di promozione sociale Whats Art. “Oggi Lotto” è una rassegna di teatro, danza e musica nella sala del Granaio del museo di Villa Colloredo Mels. L’evento sarà l’occasione anche per scoprire, grazie ad una visita guidata, i capolavori dell’artista rinascimentale conservati nel museo civico di Recanati.
Sabato 8 febbraio, dalle 20, andrà in scena Mad Jam, un evento live in cui, attraverso la modalità della jam session, musicisti e danzatori daranno vita ad un vero spettacolo in cui nulla è stato scritto o provato prima. L’unica regola in scena per gli artisti sarà quella di afferrare e interpretare la partitura musicale così come quella corporea per arrivare a fonderle; inaspettati e mutevoli; comporranno lo spettacolo per un evento in cui la protagonista principale sarà la creatività.
Costo: 5 euro, ingresso gratuito con Recanati Card. Prenotazione obbligatori per posti limitati. Inizio visita guidata ore 20, spettacoli ore 21.30. Per info 071 7570410 recanati@sistemamuseo.it italytolive.it/ www.infinitorecanati.it
Lotto di domenica. Un'immersione nella vita e nell'opera del genio ribelle del Rinascimento. Si parte domenica 23 febbraio alle 10 con la proiezione del documentario “Lorenzo Lotto. Il richiamo delle Marche” e si prosegue con la visita ai capolavori di Lorenzo Lotto presenti nella pinacoteca del museo di Villa Colloredo Mels e al San Vincenzo Ferrer custodito nella cattedrale di San Flaviano. Costo 7 euro adulti, bambini/ragazzi fino a 19 anni gratis.
Cinema In Villa. Il meglio delle pellicole da vedere al museo? A Recanati è possibile! Sabato 1 febbraio, alle 17, visioneramo insieme “Il cittadino illustre” di Gastòn Duprat e Mariano Cohn (2016), domenica 9 “Storie pazzesche” di Damiàn Szifròn (2014) e domenica 16 febbraio “Il segreto dei suoi occhi” di Juan José Campanella (2009). Inizio spettacolo ore 17, costo 3 euro.
Musicultura, il Festival della canzone Popolare e d’Autore giunto alla sua 31° edizione, apre il sipario e rende noti i nomi selezionati nell’edizione 2020.
Sono 53 gli artisti, selezionati su 760 proposte, che accedono alle audizioni dal vivo del concorso: tutti, solisti e band, sono anche autori delle canzoni che interpretano. L’ascolto e la valutazione delle 1520 canzoni, inizialmente iscritte al concorso, hanno richiesto quasi tre mesi di lavoro. Agli esclusi è stata inviata un’articolata scheda di commento.
Musicultura offre ora, ai 53 giovani artisti selezionati, la chance di vivere una cavalcata artistica e professionale stimolante, cadenzata da eventi live e mediatici, che culminerà il prossimo mese di giugno sul palco dell’Arena Sferisterio di Macerata, dove approderanno gli otto vincitori del concorso.
"Mi sento di assicurare che tra i problemi italiani non c’è quello della scarsa vitalità delle canzoni – ha dichiarato Ezio Nannipieri, alla direzione artistica di Musicultura dopo la scomparsa del patron Piero Cesanelli -, lo testimoniano la generosità di idee e la sincerità di intenzioni delle proposte che abbiamo ricevuto. Stilisticamente parlando il mondo delle canzoni è oggi in rapido e rigoglioso movimento, ma in questa giostra c’è il rischio che mode e velleità oscurino gli slanci che profumano davvero di buono. Questo profumo lo ritroviamo nelle parole, nei suoni e nelle voci dei giovani artisti che il pubblico delle audizioni di Musicultura sta per scoprire al Teatro Lauro Rossi di Macerata”.
A rappresentare le Marche nell’edizione 20202 sarà "Il Diavolo & l’Acqua Santa", la band di Urbino composta da Thomas "Brillantina" Reggiani, Diego "Master" Brancaccio, Manuel "Missi" Benedetti, Lorenzo "Denver" Cecchini.
Le 53 proposte selezionate saranno attese - tra febbraio e marzo - da una serie di audizioni rigorosamente dal vivo, al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Si trattterà di un'emozionante viaggio tra le diverse realtà musicali del nostro paese, in un percorso che si snoderà in tre lunghi week: 20, 21, 22 e 23 febbraio; 27, 28, 29 febbraio e 1 marzo; 5, 6 e 7 marzo.
Al termine delle audizioni, la giuria di Musicultura selezionerà la rosa dei sedici finalisti, protagonisti di un concerto al Teatro Persiani di Recanati nel prossimo mese di aprile e le cui canzoni comporranno il CD compilation della XXXI edizione. Parallelamente i loro brani godranno di un’ampia diffusione radiofonica e un’apposita App Facebook consentirà di votare le canzoni per designare due degli otto vincitori.
Gli otto vincitori saranno protagonisti nel prossimo mese di giugno, con i prestigiosi ospiti italiani ed internazionali, delle tre serate di spettacolo conclusive del festival, all’Arena Sferisterio di Macerata. Lì sarà il voto del pubblico ad eleggere il vincitore assoluto del concorso, al quale andranno in premio 20.000 euro.
Da febbraio fino alla fine delle Audizioni live, sarà possibile acquistare i biglietti delle serate finali del Festival allo Sferisterio a prezzi ridotti con la promozione Val di Chienti all'info point del centro commerciale e al botteghino dei Teatri di Macerata.
L'ELENCO COMPLETO DEGLI ARTISTI IN CONCORSO A MUSICULTURA 2020
Leonardo Angelucci (Roma), Marco Arati (Reggio Emilia), Beatrice Arnera (Alessandria), Berlino84 (Avellino), Blindur (Napoli), Matteo Carmignani (Venezia), Cobalto (Biella), Cogito (Venezia), Costanza (Livorno), Fabio Curto (Cosenza), Alberto De Luca (Sondrio), Disarmo (Asti), Domo Emigrantes (Lodi), Ernest Lo (Pescara), Frey (Piacenza), Fabrizio Gatti (Roma), Jacopo Genovese (Messina), Giannicaro (Vicenza), Carmine Granato (Napoli), Guastavoce (Caserta), Hanami (Napoli), H.E.R. (Foggia), Il Diavolo & l’Acqua Santa (Urbino), I miei migliori complimenti (Sondrio), Insonia Rosa (Bergamo), Lamine (Trapani), La Zero (Napoli), Lemuri (Bari), Giacomo Leonardi (Rimini), Magma (Caltanissetta), Metalli (Napoli), Miele (Caltanissetta), Olden (Perugia), Luna Palumbo (Salerno), PeppOh (Napoli), Picciotto (Palermo), Alex Ricci (Roma), Paolo Rig8 (Torino), Rebi Rivale (Treviso), Rossella (Verona), Salba (Ragusa), Senna (Roma), Sergio (Varese), Setak (Pescara), Skerna & Aperkat (Campobasso), SofSof (Reggio Calabria), Spacca il silenzio! (Napoli), The Flyers (Reggio Calabria), The Vito Movement (Palermo), Toto Toralbo (Napoli), Ulula & LaForesta (Verona), Stefano Vergani (Milano), Vhelade (Milano).
Ad aprire, domenica 2 febbraio, la seconda edizione di Vesus, la rassegna di confronti poetici organizzata dall’Associazione Lo Specchio in collaborazione con IL Circolo Di Lettura e Conversazione di Recanati, sarà Renata Morresi.
La poetessa maceratese, recentemente uscita nelle librerie con la raccolta “Terzo Paesaggio” (Nino Aragno editore), si esibirà in un reading emozionante animato con incursioni musicali del dj producer Rudi, nella sede del Circolo di Conversazione e Lettura, in via Battisti, 26, a Recanati, il 2 febbraio alle ore 17.
Il titolo del primo appuntamento di Versus è “Poesie antisismiche”, un reading-omaggio alle terre terremotate, che prende spunto proprio da una sezione del libro della Morresi. Con “Terzo Paesaggio” infatti, Gilles Clément intende tutti i "luoghi abbandonati dall’uomo": spazi interstiziali, frammentari, in cui vige una forma di vita improntata al bricolage. Tra questi luoghi, quelli appenninici devastati dal sisma, raccontati con un’antiretorica straniante, uno sbriciolamento linguistico che hanno fatto della Morresi una delle autrici più interessanti del panorama nazionale.
La rassegna è, come sempre, a ingresso gratuito.
la locandina dell'evento in foto, sotto.
Una scia di colori attraverso le vie del centro storico. Ritmo di tamburi, draghi e leoni danzanti, dame e guerrieri: Macerata ha festeggiato la festa di primavera, l’inizio del nuovo anno cinese con l’Istituto Confucio dell’Università di Macerata.
“Proseguiamo sulle tracce di Padre Matteo Ricci per mantenere ponti e connessioni con la Cina. Un impegno che acquista ancora maggior importanza in questo momento di timore”, ha commentato il rettore Francesco Adornato riferendosi al senso di allarme - ingiustificato in Italia secondo gli stessi virologi - innescato dalle notizie sul virus di Wuhan. Con lui anche il presidente dell’Istituto Confucio Luigi Lacchè, il direttore Giorgio Trentin e il nuovo direttore cinese Jia Xinqi.
Questo è l’anno del topo, il primo dei dodici animali dello zodiaco cinese, che subentra al maiale e lascerà il posto al bue.
Il pubblico ha risposto con entusiasmo. In oltre seicento sono accorsi ad assistere agli spettacoli che si sono svolti quest’anno all’interno dell’Orto dei pensatori, il cortile delle ex carceri in via Garibaldi restaurato dall’Ateneo e trasformato per l’occasione in un angolo suggestivo del Celeste impero. Stand di calligrafia, laboratori per realizzare le tipiche lanterne o dipingere maschere tradizionali, truccabimbi e degustazione di tè, ravioli cinesi e involtini primavera hanno accolto i visitatori grandi e piccini. Presente, come sempre, anche il Liceo classico linguistico Giacomo Leopardi.
Sul palco si sono alternate le esibizioni di arti marziali, danze e canti sempre ricchi di fascino e suggestione a cura dei giovanissimi allievi dell’Accademia di lingua cinese delle Marche, degli atleti dell’Accademia arti marziali Giuseppe Giosuè, delle insegnanti stesse di cinese e di studenti Unimc come Denise Marletta, che ha cantato una canzone tipica, o Alex La Porta, che ha introdotto i vari momenti.
Dalla calligrafia all’arte spada, entrambe nascono dall’armonia della forza del polso e del cuore. Entusiasmo per le danze dei leoni, il cui destarsi dal sonno rappresenta l’inizio della primavera, e del dragone, simbolo benefico di forza, possanza e protezione. Il capodanno cinese dell’Istituto Confucio Unimc non è solo spettacolo, ma anche un’occasione per conoscere alcuni degli aspetti più caratteristici di un paese lontano e vicino allo stesso tempo.
E’ così che nei corridoi della contigua sede di filosofia è stata allestita una mostra fotografica con i migliori scatti dei giovani universitari partecipanti al concorso internazionale Looking China.
“Guo nian hao”, buon anno, è stato l’augurio finale, con l’invito a proseguire la serata nei locali del centro storico, che hanno preparato aperitivi e cene a tema.
La mostra della 30ma Biennale Internazionale dell'Umorismo nell'Arte di Tolentino, allestita al primo piano di Palazzo Sangallo, all’interno della Sala mari del Museo dell’Umorismo, è stata prorogata fino al prossimo16 febbraio.
Da questo fine settimana e fino al termine della mostra a ciascun visitatore sarà donato un omaggio "sorridente", una piccola sorpresa riservata a chi vorrà recarsi ad ammirare i vincitori e le migliori opere del concorso internazionale che da più di 60 anni catalizza l’attenzione mondiale intorno all’umorismo nell’arte e alla satira.
Il Comune di Tolentino ricorda che il MIUMOR - Museo Internazionale dell'Umorismo nell'Arte, in piazza della Libertà, è aperto al pubblico il giovedi e il venerdi dalle 15 alle 18, il sabato e la domenica anche dalle 10 alle 13.
Un “pizzico e piccolo assaggio” di arte umoristica si potrà trovare anche al Politeama, nel nome del grande Federico Fellini, in occasione della Rassegna di suoi film "Fellini 100" organizzata dalla Associazione Officine Mattoli e patrocinata dal Comune di Tolentino. Anche in questo caso, non sveliamo di che si tratta. Un'altra sorpresa da non perdere.
Quindi non resta che recarsi al MIUMOR e al Politeama per scoprirle entrambe le proposte fatte nel nome del divertimento culturale e trascorrere del tempo con l'intelligente compagnia dell'umorismo, del grande cinema e dell'arte.
Del resto la Biennale è stata tra i primi a celebrare i cento anni dalla nascita di Federico Fellini, con la presentazione di alcuni dei ritratti umoristici a lui dedicati e che da oggi potranno essere ritrovati al Museo. Lo stesso Fellini, insieme a Giulietta Masina, è stato tra i prestigiosi ospiti della Biennale nel 1991 in occasione della sedicesima edizione.
La Rassegna artistica e culturale “Lo Scrigno della Memoria”, alla sua prima edizione e nata dalla collaborazione dell’Università di Macerata con altre realtà associative culturali del territorio marchigiano (l’Associazione Controvento-APS e la Rivista “Nuova Ciminiera”), intende unire sotto il segno della Memoria, da cui il nome dell’iniziativa, tre eventi culturali e artistici relazionati in particolare a due importanti ricorrenze commemorative, il Giorno della Memoria (GdM) e il Giorno del Ricordo (GdR), tra le cui date è organizzata anche una Giornata del Patrimonio Artistico e Culturale Ebraico (GdPACE).L’iniziativa si colloca nello stesso filone di ricerca e di formazione animato, sin dal 2012, dalla Rete Universitaria per il Giorno della Memoria con l’organizzazione di corsi e seminari istituiti nelle Università italiane aderenti al progetto della Rete. L’Università di Macerata, sotto la responsabilità scientifica e organizzativa della prof.ssa Clara Ferranti, si è resa promotrice di dette iniziative dal 2013, realizzando sino al gennaio 2019 ‒ tra corsi, seminari, celebrazioni del Giorno della Memoria, presentazione di volumi e mostre ‒ tredici eventi che hanno avuto il sostegno e il patrocinio oneroso di enti regionali (Giunta Regionale e Assemblea Legislativa delle Marche), nonché quello di enti come l’UCEI, l’Ambasciata d’Israele e la Comunità Ebraica di Ancona.La finalità rimane quella di trasmettere al mondo della scuola e dell’università la conoscenza del più efferato crimine contro l’umanità del XX secolo, commesso dal nazifascismo, e di offrire gli strumenti didattici adeguati all’insegnamento della Shoah, puntando fra l’altro sulla loro diversificazione in base all’età degli allievi.
A questa finalità si aggiunge ora, grazie all’idea della Rassegna artistica e culturale, quella di dare rilievo, con lo stesso spirito di trasmissione e di formazione, sia alla tragica storia del massacro delle Foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, per mano dei partigiani jugoslavi di Tito, sia all’Holodomor, l’altro grande sterminio che ha funestato la storia europea del XX secolo a partire dal disegno criminale di Stalin della “dekulakizzazione” dei contadini ucraini.
Pur trattandosi di eventi storici diversi, essi sono legati dal filo rosso della violenza e della malvagità estreme di cui l’essere umano può essere capace e da cui occorre difendere le generazioni presenti e future con la conoscenza di tali vicende, anche in un’ottica comparativa, e del fenomeno totalitario in tutte le sue possibili forme, manifeste e celate, passate e in atto. Se infatti i totalitarismi nazifascista e comunista del XX secolo appartengono alla storia, la minaccia di anche nuove configurazioni totalitarie è sempre presente e per poterle annientare è necessario innanzitutto saperle riconoscere.
Tra le due giornate commemorative si intende dare risalto, con una giornata a questo dedicata, alla ricchezza del patrimonio artistico e culturale ebraico, nella convinzione che l’approfondimento e la riflessione sull’evento più disumano legato alla storia del popolo ebraico non esaurisce la conoscenza del mondo ebraico e anzi rischia di “ghettizzarlo” culturalmente, identificando erroneamente la storia contemporanea degli ebrei solamente con la storia della Shoah.L’obiettivo della Rassegna è dunque quello di diffondere e di promuovere negli atenei, nelle scuole e nei cittadini sia le “buone pratiche” nella lotta contro ogni forma di razzismo, xenofobia e antisemitismo, sia la conoscenza di culture diverse tra loro, in vista della costruzione nelle generazioni più giovani di un sentimento di cittadinanza europea condivisa e di una cultura volta al pluralismo, alla responsabilità e alla tutela dei diritti umani e civili.
Giacomo Papi e il suo “Censimento dei radical chic” inaugurano il festival “I giorni della merla”.
Con la presentazione del nuovo romanzo di Giacomo Papi “Il censimento dei radical chic” venerdì 24 gennaio, alle 17.30, al Teatro della Filarmonica si alza il sipario sulla quinta edizione de “I giorni della merla” , il festival dedicato ai libri che scaldano l’inverno e alle grandi storie del freddo, pendant invernale di Macerata Racconta che vede il patrocinio dell’assessorato alla Cultura del Comune di Macerata.
Ospite del primo dei tre originali e suggestivi appuntamenti curati da Lucia Tancredi e Loredana Lipperini, “I Castelli assediati”, sarà con l’editor e docente di scrittura Giacomo Papi che presenterà la sua ultima fatica letteraria, un feroce, esilarante romanzo-pamphlet che non risparmia niente e nessuno, se non l’intelligenza di chi legge, e che con un crescendo paradossale e grottesco costringe a vedere il nostro presente pronto a scoppiare.
In un’Italia ribaltata eppure estremamente familiare, le complicazioni del pensiero e della parola sono diventate segno di corruzione e malafede, un trucco delle élite per ingannare il popolo, il quale, in mancanza di qualcosa in cui sperare, si dà a scoppi di rabbia e applausi liberatori, insulti via web e bastonate, in un’ininterrotta caccia alle streghe: i clandestini per cominciare, poi i rom, quindi i raccomandati e gli omosessuali. Adesso tocca agli intellettuali. Il primo a cadere, linciato sul pianerottolo di casa, è il professor Prospero, colpevole di aver citato Spinoza in un talk show, peraltro subito rimbrottato dal conduttore: “Questo è uno show per famiglie, e chi di giorno si spacca la schiena ha il diritto di rilassarsi e di non sentirsi inferiore”.
Cogliendo l’occasione dell’omicidio dell’accademico, il ministro degli Interni istituisce il Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical Chic per censire coloro che «si ostinano a credersi più intelligenti degli altri». La scusa è proteggerli, ma molti non ci cascano e, per non essere schedati, si affrettano a svuotare le librerie e far sparire dagli armadi i prediletti maglioni di cachemire…
I prossimi due incontri de I giorni della merla, quest’anno dedicato al tema “Castello d’inverno” sono in programma sabato 25 gennaio con Stefania Auci e “I leoni di Sicilia” e domenica 26 gennaio con Marcello Fois e il suo ultimo romanzo “Pietro e Paolo”.
I tre appuntamenti saranno impreziositi dalla partecipazione della pianista e direttrice d'orchestra Cinzia Pennesi, che interverrà con sue composizioni originali. La affiancheranno come voci narranti: Lucia De Luca, Laura Silvetti, Claudio Porzi, Giuseppe Riccardo Festa.
Info: www.igiornidellamerla.it , www.comune.macerata.it o sulla pagine facebook di Macerata Racconta e Comune di Macerata.