Dopo il grande successo del primo appuntamento con protagonista Renata Morresi, domenica prossima, 23 marzo alle ore 17, torna Versus. Stavolta Piergiorgio Viti, poeta e direttore artistico della rassegna organizzata dall’Associazione Lo Specchio, incontra Dorinda Di Prossimo, per un Versus dal titolo “I millimetri del tempo”.
Poetessa appartata, ma non dalla voce autentica e raffinata, Dorinda Di Prossimo, marchigiana, ha partecipato con successo a diversi concorsi nazionali. Già presente su numerosi siti internet e antologie, ha al suo attivo quattro raccolte poetiche, di cui l’ultima, “La notte la casa l’assenza”, è uscita per Forme Libere nel 2015.
Dorinda Di Prossimo vanta anche esperienze teatrali, in cui ha portato in scena opere di scrittura collettiva. Con Viti, nell’unico festival dove due poeti si confrontano tra loro in modo conviviale ma da punti di vista opposti, la Di Prossimo dialogherà in particolare sul tempo e sullo spazio, perni fondamentali del suo mondo poetico, un mondo poetico intimo che si apre però ad una dilatazione universale.
Il secondo appuntamento del festival si terrà come di consueto al Circolo di Lettura e Conversazione di Recanati con inizio alle ore 17.
L’ingresso è libero.
“I lupi nel Sanseverinate” è il titolo del nuovo saggio che lo storico settempedano Raoul Paciaroni ha dato alle stampe per una collana, a cura del Comune di San Severino Marche, che conta già ben trentasette titoli.
La pubblicazione è una vera e propria indagine sulla presenza storica del lupo in un territorio che ha un’estensione di quasi 20mila ettari e che è il più ampio della provincia di Macerata e il quarto, dopo Cagli, Urbino e Fabriano, di tutta la regione Marche.
La ricerca è stata condotta in due direzioni: lo spoglio bibliografico della letteratura locale e la consultazione delle fonti d’archivio. I risultati raccolti consentono di portare un contributo non trascurabile alla storia di una specie animale che vanta un legame molto forte col genere umano alimentando spesso paure, a volte irrazionali e a volte no.
“La curiosità ha portato Raoul Paciaroni - sottolinea nella presentazione al saggio il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei - a spulciare manoscritti e documenti. In questa pubblicazione l’autore espone i risultati di uno studio che schiude inediti scorci di vita riproponendo l’importanza degli archivi come fonte primaria di conoscenza del nostro passato”.
Nel vasto e variegato territorio Sanseverinate la presenza dei lupi ha lasciato diverse tracce nei documenti degli archivi, delle biblioteche e, specialmente, nei nomi di luoghi. E non poteva essere altrimenti vista la naturale e generale diffusione di questi e di altri animali selvatici, soprattutto nella parte più montuosa delle campagne dove i lupi vennero cacciati dall’uomo fin dalle epoche più remote.
In località Pitino, nel lontano 1972, venne ritrovata forse la più antica raffigurazione di lupi che si conosca nelle Marche: un grande disco di lamina bronzea decorata a sbalzo, forse coperchio di un lebete, con al centro una singolarissima impugnatura formata da un elemento tronco conico desinente a testa umana tra quattro protomi oblique di lupo. I quattro guerrieri sembrano eseguire una danza rituale intorno al totem con teste di lupo e tutta la decorazione ha un grande significato culturale.
La nuova ricerca di Paciaroni, l’ennesima dedicata a un territorio che l’autore conosce più di chiunque altro, interessa i secoli che vanno dal XIV al XX. Un’appendice a parte è poi dedicata alla toponomastica. Quella locale settempedana ci ha tramandato precisi e chiari riferimenti proprio ai lupi: Acqua Lupina, Bocca di Lupo, Caccialupo, Campo del Lupo, Colle Lupo, Fonte dei Lupi, Fonte Lupara, Fossa del Lupo, Lopara o Lopaia, Luparello, Lupi Grossi, Petto di Lupo, Pian dei Lupi, Sasso del Lupo, Servetta del Lupo, Valle Lopara, Vallupa, Val Lupone e tanti altri.
Nel 1929 il geografo Ettore Ricci così scriveva in un volume dedicato alle Marche: “Il lupo è scomparso dal territorio montano di San Severino, così boscoso e selvaggio, da oltre quarant’anni”. In realtà il lupo non era e non è mai scomparso.
Si è aperta sabato pomeriggio, nella sala Ciarrocchi della Pinacoteca comunale, la mostra d’arte documentaria “Annibal Caro. Il rammemorar m’è dolce in piccola Terra” alla presenza di autorità civili e tanti ospiti cultori del Bello. La direttrice Enrica Bruni, nel saluto iniziale, ha voluto ricordare il professor Scrivano da poco scomparso, componente dell’Osservatorio Annibal Caro.
Presenti al taglio del nastro l’assessore alla Cultura Maika Gabellieri, il presidente del Consiglio comunale Claudio Morresi, la dott.ssa Mara Pecorari, la presidente Anai Marche Galeazzi, i professori Marcello Verdenelli e Pierlugi Cavalieri, la presidente Unitre Civitanova Marisa Castagna. Per la Soprintendenza Archivistica Marche c’erano la dott.ssa Guerra e il dott.Zen. Ad allietare le relazioni degli esperti, le performance canore del Maestro Luigi Gnocchini e del suo coro Ensemble Cinque ottave.
L’iniziativa presenta una ricognizione dei beni artistici, librari e documentali che hanno per soggetto Annibal Caro e le sue opere: ritratti, il bozzetto del monumento firmato Romeo Pazzini, le carte d’archivio e i libri antichi di maggior pregio conservati nell’Archivio Storico di Civitanova Marche.
L’esposizione è corredata da una cartella storico-artistica-documentaria, con interventi critici dei professori Verdenelli e Cavalieri, con uno scritto della dott.ssa Pecorari e uno del direttore della Pinacoteca Civica Enrica Bruni. A corredo, pannelli esplicativi che illustrano la vita del letterato del Cinquecento, le opere letterarie, i documenti d’archivio e un excursus sulla ritrattistica cariana.
La mostra sarà aperta al pubblico la mattina e anche nei pomeriggi del mese di febbraio (sabato e domenica) 22, 23, 29 e domenica 1 marzo, dalle ore17,00 alle ore 20,00 con apertura anche nel pomeriggio per il periodo pasquale.
La Pinacoteca e la mostra parteciperanno alle aperture straordinarie in occasione della Settimana della Cultura e in occasione di tutti gli appuntamenti MIBACT. Come sempre sono previste lectio e visite guidate.
La mostra gode del patrocinio dell’Associazione Nazionale Archivi Italiani ed è realizzata in collaborazione con l’UNITRE Civitanova.
Per informazioni e per prenotare le visite guidate scrivere a info@pinacotecamoretti.it oppure chiamare in orario ufficio la Direzione della Pinacoteca al numero 0733-891019.
Giulio Rapetti, in arte Mogol, paroliere, produttore discografico e scrittore italiano, ha partecipato oggi a Camerino alla presentazione del nuovo bando di formazione "Musica per il lavoro" della Regione Marche, la cui prima edizione era andata al suo Cet.
Presenti il Sindaco di Camerino Sandro Sborgia, l'assessore regionale Angelo Sciapichetti, il Vescovo Francesco Massara, il rettore Unicam Claudio Pettinari e l'assessore regionale Istruzione, Formazione e lavoro Loretta Bravi.
"La musica attuale - osserva Mogol - propone cose buone e altre meno, il rap ha tolto la melodia, ma il trap l'ha in parte rimessa, però le canzoni di oggi non hanno più un successo capace di durare negli anni".
Parlando dell'ultimo festival di Sanremo, Mogol confessa di non "essere riuscito a seguirlo fino a tarda sera, ma ho avuto modo di ascoltare dei brani interessanti, anche se mi pare che questa edizione sia stata più ricca nel varierà".
Tra gli artisti musicali che oggi preferisce cita Simone Cristicchi, mentre 'Anche per te' è uno dei suoi testi a cui dice di essere più legato.
Sono aperte le iscrizioni al Corso di Cinefilosofia (II edizione), che prenderà il via il prossimo 24 febbraio 2020 presso la Biblioteca Zavatti di Civitanova Marche.
Il ciclo consta di tre incontri e sarà tenuto dal Professore Marco Apolloni, docente di Filosofia e Storia. L'iniziativa avrà cadenza settimanale e si svolgerà dalle ore 18 alle 20.
Partendo dal saggio “Filosofi da Oscar”, il docente stuzzicherà la curiosità dei presenti, siano essi cultori della disciplina o meno, verso la filosofia. Come suggerisce il titolo, il libro propone un accostamento tra la filosofia e il cinema e, attraverso la presentazione di pellicole famose, Apolloni proporrà alcune “riflessioni filosofiche” su temi universali e sempre attuali.
Marco Apolloni è Professore di Filosofia e Storia presso l’Istituto di Istruzione Superiore Liceo Scientifico Galileo Galilei di Ancona. È autore dei saggi "Filosofi da Oscar" (Giaconi Editore), “La religione in Jean-Jacques Rousseau” (Petite Plaisance) e “Rousseau e la filosofia dell’originario” (Petite Plaisance). In passato ha collaborato con Bompiani, occupandosi di una curatela per la collana "Il Pensiero Occidentale".
È anche autore di romanzi; il suo ultimo libro, pubblicato con Fanucci Editore, è un thriller-hard boiled ambientato nelle Marche, intitolato “Senza moscioli né pistole”
Per info/prenotazioni: 333.3495829 - marcoapolloni83@gmail.com.
“Si sono svolte ieri pomeriggio agli Antichi Forni le ultime due conferenze collegate alla mostra fotografica Metamorfosi organizzata dagli “Amici del Liceo Galilei”.
La prima ha visto come relatore Giorgio Guidelli, giornalista del Quotidiano Nazionale, che ha ricordato la figura di Giuliano Mainini, molto conosciuto a Macerata per aver partecipato a numerose imprese alpinistiche. Guidelli è stato presentato al pubblico dalla professoressa Giuseppina Capodaglio, docente del Liceo Scientifico di Macerata. Le parole fluenti di Guidelli hanno sottolineato il meraviglioso carattere, l’umanità, la gioia di vivere che comunicava Mainini a chiunque lo conoscesse.
Tra il pubblico erano presenti anche vari soci del CAI di Macerata, che ha concesso il patrocinio alla manifestazione.
La seconda conferenza è stata tenuta da Massimo Nocelli, presidente del Circolo Fotografico della Provincia di Macerata, che ha parlato di Robert Capa, della sua fotografia bellica e dell’uso magistrale del mezzo fotografico.
Ad entrambi i conferenzieri il presidente degli Amici del Liceo Galilei, Stefano Perugini, ha consegnato il Catalogo della mostra fotografica Metamorfosi.
Le conferenze sono terminate, ma non la mostra che resterà aperta fino alle ore 20 di domenica 16 febbraio.
Dopo il lavoro di restauro eseguito dalla società “Restauro e dipinti di Maria Pia Topa e C” il dipinto raffigurante Padre Matteo Ricci è ritornato a splendere nei Musei civici di Palazzo Buonaccorsi.
L’intervento di restauro del prezioso dipinto - che verrà riposizionato nella Sala del Trono del piano nobile del settecentesco immobile – è stato sostenuto dal contributo del Rotary Club Matteo Ricci attualmente presieduto presieduto da Andrea Cirilli.
Ieri sera, il ritorno dell’opera in mostra, è stato suggellato con un’iniziativa organizzata dal Comune di Macerata, Macerata Musei e il Rotary che ha visto il professor Filippo Mignini, docente dell’Università di Macerata nonché studioso ed esperto dell’illustre gesuita maceratese, in una lectio durante la quale ha descritto minuziosamente i vari ritratti esistenti di Padre Matteo Ricci sottolineandone caratteristiche e diversità fino ad arrivare alla descrizione minuziosa del dipinto appena ritornato alla luce.
Nell’intervento introduttivo il sindaco Romano Carancini dopo aver ringraziato il Rotary Club Matteo Ricci “per la preziosa collaborazione che in questi anni ha caratterizzato il rapporto con l’Amministrazione comunale e che ha portato, tra le altre iniziative, alla nuova illuminazione del Monumento ai caduti”, ha posto l’accento sulla grandezza di Padre Matteo Ricci e di quello che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi: “Assistiamo - ha concluso - alla restituzione di una figura centrale per la nostra città e non solo di un dipinto”.
Annunciata invece dal vicesindaco e assessore alla Cultura Stefania Monteverde per i prossimi mesi la realizzazione di un percorso ricciano che da palazzo Buonaccorsi si snoderà fino alla Biblioteca comunale Mozzi Borgetti.
A concludere la serata le parole del presidente del Rotary Club Matteo Ricci Andrea Cirilli che ha ricordato la felice cooperazione tra il Club e il Comune di Macerata che portato, come in questo caso e grazie ad un piccolo contributo, al compimento di un progetto culturale importante per la città.
L’opera di restayling, come ha illustrato la restauratrice Maria Pia Topa che l’ha eseguita, ha permesso il recupero estetico del dipinto evidenziandone la lucentezza della cromia, compromessa dal tempo, e permettendo l’omogeneità di lettura dell’opera che rappresenta Matteo Ricci a figura intera, con la veste lunga dei letterati confuciani, mentre con la destra tiene un ventaglio e con la sinistra sorregge il monogramma dell'ordine, simboli dell’importante azione interculturale per il rispetto reciproco. L’opera fa parte delle collezioni civiche dedicate ai concittadini illustri e costituisce una rara e preziosa testimonianza della memoria del grande gesuita maceratese che è conosciuto in Cina come Li Madou, missionario, fondatore della moderna sinologia oltre che raffinato studioso di discipline scientifiche e letterarie.
Si apre il sipario del Teatro Lauro Rossi di Macerata sulle audizioni live della 31° edizione di Musicultura. Dal 20 febbraio al 7 marzo un’onda di artigiani della musica (alcune centinaia tra artisti in gara, musicisti e addetti ai lavori al seguito) sta per riversarsi da tutta Italia nella città di Macerata.
In programma undici serate di spettacolo live, dove il pubblico potrà accedere gratuitamente e conoscere le canzoni dei 53 artisti, tra band e solisti, selezionati sui 760 iscritti al Concorso.
Un viaggio tra le diverse realtà musicali del nostro paese che si snoderà in tre lunghi week: 20, 21, 22 e 23 febbraio; 27, 28, 29 febbraio e 1 marzo; 5, 6 e 7 marzo.
Sul palco del Teatro Lauro Rossi porteranno le loro testimonianze anche alcuni ospiti d’eccezione, ad aprire la serata inaugurale giovedì 20 febbraio sarà La Rappresentante di Lista, venerdì 21 febbraio Lucio Corsi, giovedì 27 febbraio Cristina Donà e giovedì 5 marzo Beatrice Antolini.
Il programma delle audizioni live è stato presentato in una conferenza stampa al Teatro Lauro Rossi dal Direttore Artistico di Musicultura Ezio Nannipieri alla presenza di Paola Promisqui, il Rettore dell’Università di Camerino Claudio Pettinari, il Professor Marcello La Matina dell’Università di Macerata e la Direttrice dell’Accademia delle Belle Arti di Macerata Rossella Ghezzi.
In apertura di conferenza stampa immancabile il ricordo a Piero Cesanelli, fondatore e amato direttore artistico di Musicultura, la moglie Paola Promisqui ha presentato un nuovo progetto in sua memoria, per diffondere la conoscenza della sua articolata personalità, delle sua opera di artista e delle sue grandi attività nel mondo della cultura.
L’iniziativa prevede la raccolta di documentazione e testimonianze artistiche da tutti coloro che avranno il piacere di contribuire tramite l’email caropiero@musicultura.it e i punti di raccolta che verranno messi a disposizione durante il Festival.
“Nel cammino annuale di Musicultura questa delle audizioni è la fase che mi intriga di più. Ogni sera può venirti a scuotere l’emozione di riconoscere sul nascere l’unicità del guizzo di un talento ancora sconosciuto” ha detto il direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri “sono le prime audizioni senza Piero, senza colui che le ha inventate; a maggior ragione gli artisti che ci hanno affidato le loro canzoni troveranno qui il rispetto e l’appassionata attenzione di sempre”.
Le proposte artistiche selezionate per le audizioni, a partire dagli oltre 1.500 brani inizialmente iscritti al concorso, sono 53. Al ritmo di 4/5 per sera i convocati presenteranno il proprio progetto artistico davanti alla giuria di Musicultura, a quella degli studenti dell’Università di Macerata e dell’Università di Camerino e di fronte al pubblico.
Eseguiranno, rigorosamente dal vivo, tre brani del proprio repertorio, per poi dialogare con i membri delle giurie medesime. Ogni serata vedrà l’assegnazione di due importanti riconoscimenti: il “Premio Medstore”, che andrà alla performance ritenuta più interessante dalla giuria di Musicultura, ed il “Premio Val di Chienti”, destinato invece all’artista preferito dagli spettatori in teatro. Gli show serali saranno disponibili anche in streaming sul profilo Facebook di Musicultura.
Al termine delle audizioni la giuria di Musicultura individuerà 15 dei 16 finalisti; un finalista sarà designato dalla giuria studentesca.
Nel prossimo mese di aprile gli artisti finalisti saranno protagonisti di un concerto al Teatro Persiani di Recanati, le loro canzoni andranno inoltre a comporre il CD compilation della XXXI edizione con etichetta CNI. Parallelamente i brani in questione godranno di un’ampia diffusione radiofonica nazionale, mentre un’apposita App Facebook consentirà di votare per designare due degli otto vincitori. I restanti sei vincitori saranno espressi dalle scelte insindacabili del prestigioso Comitato Artistico di Garanzia di Musicultura, che nell’edizione in corso è composto da Brunori Sas, Vasco Rossi, Sandro Veronesi, Claudio Baglioni, Francesca Archibugi, Giorgia, Enzo Avitabile, Enrico Ruggeri, Luca Carboni, Guido Catalano, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Frankie hi-nrg mc, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Ron, Andrea Purgatori, Alessandro Carrera, Ennio Cavalli, Tosca, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Willie Peyote.
Gli otto vincitori saranno protagonisti, insieme a prestigiosi ospiti italiani ed internazionali, delle tre serate di spettacolo conclusive del festival (18, 19 e 20 giugno), all’Arena Sferisterio di Macerata.
Lì sarà il voto del pubblico ad eleggere il vincitore assoluto del concorso, al quale andranno in premio 20.000 euro.
Inaugurata ieri nelle Sale Antiche della Biblioteca Comunale “Mozzi-Borgetti” la mostra “L’Infinito. Un racconto per immagini e documenti” dove sono esposti libri, documenti e ventisette traduzioni riguardanti la celebre poesia di Giacomo Leopardi, accompagnati dalle foto di Fernando Palmieri. L’esposizione - visitabile fino al 16 aprile - è stata allestita dalla Cattedra Leopardi dell’Università di Macerata a cura di Manuela Martellini in collaborazione con il Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, l’Associazione Italia Nostra - sezione di Macerata e la Biblioteca comunale “Mozzi-Borgetti”, con il patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazioni del Bicentenario de “L’infinito” e del Comune di Macerata.
Il taglio del nastro è stato preceduto da una giornata di studi dedicata al componimento leopardiano e alle sue traduzioni coordinata dalla direttrice della Cattedra Laura Melosi.
“Le traduzioni di Leopardi – spiega la professoressa Melosi - datano dall’indomani della morte. Fin dalle metà dell’Ottocento, quindi, si è cominciato ad avere un grosso lavoro a livello europeo, soprattutto dei Canti, che rappresentavano l’opera più conosciuta. Questo interesse si è molto intensificato nel Novecento”.
Grazie a una borsa di studio del Lions Club di Macerata, la Cattedra Leopardi ha avviato una ricerca per redigere una bibliografia di tutte le traduzioni attualmente disponibili. In questo modo si disporrà di una base di conoscenza per capire bene come le opere leopardiane siano state recepite da parte delle principali culture europee nonché il loro “stato di salute” attuale.
“Abbiamo trovato pubblicazioni in aramaico e gaelico. Poco si sapeva di traduzioni in albanese, che invece datano alla metà del Novecento. Per non parlare di Cina e Giappone, dove gli studi sono già più avanzati, testimonianza di un interesse vicino, ma anche lontano”. E ora si aggiunge ache la traduzione in Emonjitaliano a cura della comunictà web italiana coordinata da Francesca Chiusaroli.
Domenica 16 febbraio, alle 17.00, la commemorazione del filosofo Giordano Bruno al Palazzo Buonaccorsi.
Anche quest’anno infatti Macerata vuole rendere omaggio al filosofo Giordano Bruno nella ricorrenza della sua morte, avvenuta il 17 febbraio 1600 sul rogo di Campo de’ Fiori a Roma. In onore anche della lapide che alcuni studenti e cittadini maceratesi hanno posto il 1° luglio 1888 in una delle colonne esterne del Palazzo municipale di piazza della Libertà, si svolgerà nella suggestiva location del Palazzo Buonaccorsi un evento simbolico dedicato proprio alla commemorazione del pensatore.
Sulla scia degli incontri degli scorsi anni, ospite dell’evento sarà il Prof. Filippo Mignini, uno dei massimi conoscitori di Giordano Bruno, che terrà una lectio magistralis sull’importante filosofo divenuto simbolo del libero pensiero.
L’incontro, organizzato dalla Scuola Popolare di filosofia di Macerata, in collaborazione con il Comune di Macerata e Macerata Musei, è libero e aperto a tutti.
Dal 21 marzo 2020, a Casa Leopardi verranno aperti al pubblico per la prima volta parte del piano nobile e gli appartamenti dove Giacomo Leopardi abitò assieme ai suoi fratelli. Un accurato restauro, eseguito sotto l’attenta e preziosa supervisione della Soprintendenza alle Belle Arti, ha riportato questi spazi all’antico splendore.
Ove Abitai Fanciullo, il nuovo itinerario di visita, consentirà l’accesso ai saloni di rappresentanza del palazzo, alla galleria con le sue collezioni d’arte, al giardino che ispirò gli immortali versi de Le Ricordanze, al salottino dove i fratelli Leopardi si intrattenevano e alle camere private di Giacomo Leopardi, escluse dall’uso domestico per più di due secoli. Questi sono i luoghi dei ricordi più intimi, dei suoi primi amori e della sua quotidianità.
Il percorso conduce a quelle che in casa sono sempre state chiamate “Brecce”. Monaldo fece costruire queste camere fra i due giardini, quello di ponente e quello di levante, per lasciare ai suoi figli ormai adolescenti indipendenza e intimità. L’infilata delle tre stanze è stata completamente restaurata, permettendo così di riscoprire gli originali decori pittorici. Dalla sua camera il Poeta osservava l’amata luna, le vaghe stelle dell’Orsa e ascoltava il canto di Nerina.
“Questo progetto di restauro e di successiva apertura al pubblico degli spazi di Giacomo è stato fortemente voluto da mio padre e sono fiera di essere riuscita a portarlo a termine” ha dichiarato la contessa Olimpia Leopardi, discendente del Poeta “Per la nostra famiglia è un momento importante e, mi auguro, possa esserlo anche per tutti coloro che hanno Giacomo nel cuore. Un sogno che si avvera per i tanti che, negli anni, si sono emozionati visitando la Biblioteca e che, da oggi, potranno finalmente vivere in prima persona le suggestioni che toccarono l’animo del giovane Leopardi”.
Ove abitai fanciullo giunge a coronare un progetto ventennale mirato ad ampliare l’accesso ai luoghi del Poeta. Casa Leopardi, divenuta un vero e proprio complesso museale, oltre alla celebre Biblioteca propone: il rinnovato Museo Leopardi, che ripercorre la vita di Giacomo attraverso i suoi oggetti, Io nel pensier mi fingo, un viaggio virtuale nel suo immaginario poetico e Con gli occhi di Silvia, gli spazi abitati da Teresa Fattorini, musa del celebre canto.
La mostra d'arte documentaria per celebrare Annibal Caro dal nome "Il rammemorar m'è dolce in piccola terra", sarà inaugurata sabato 15 febbraio, presso la Pinacoteca comunale di Civitanova Alta, alle ore 17,00. “Un bellissimo lavoro”, come lo ha definito l’assessore alla Cultura Maika Gabellieri, “scaturito dalla collaborazione di un gruppo di esperti e studiosi del nostro illustre concittadino. Quello che sveleremo nell’allestimento curato dalla dottoressa Bruni con la consulenza archivistica-libraria della dottoressa Mara Pecorari, rappresenta un momento molto importante per la città, che racconta la storia di Caro, la sua formazione, le opere e i documenti riguardanti la sua vita, che la sua Culla madre gelosamente conserva. Un appuntamento imperdibile, che vede il coinvolgimento delle scuole cittadine, che dà il via a future iniziative già in cantiere per il grande letterato nato a Civitanova, fulcro intorno a cui ruota la nostra identità culturale”. Il titolo volutamente ricorda una frase che si legge nella lettera 51[163] del 1541 che il Caro invia da Serra San Quirico al letterato senese Marcantonio Piccolomini, ma anche Giacomo Leopardi quando scrive di Annibal Caro, “Marchegiano e di piccola terra” sottolineando che le sue Lettere sono “di squisita e quasi inimitabile eleganza”.
L’esposizione è corredata da una cartella storico-artistica-documentaria, che riporta in copertina il medaglione bronzeo realizzato da Romeo Pazzini, con interventi critici dei professori Marcello Verdenelli e Pier Luigi Cavalieri, con uno scritto della dott.ssa Mara Pecorari e uno del direttore della Pinacoteca Civica Marco Moretti, dott.ssa Enrica Bruni. A corredo, pannelli esplicativi che illustrano la vita del letterato del Cinquecento, le opere letterarie, i documenti d’archivio e un excursus sulla ritrattistica cariana.
Questa mostra è anche l’occasione per ricordare l’Osservatorio Annibal Caro, istituito dal Comune di Civitanova nel giugno 2019, che ha tra le sue finalità quella di educare, di promuovere la ricerca, di valorizzare il nostro patrimonio materiale e immateriale e tutto quello che si è prodotto su e per Annibal Caro. L’Osservatorio Annibal Caro è composto da personalità scientifiche e intellettuali di prima grandezza, tra cui il professor Riccardo Scrivano deceduto proprio l’8 febbraio. “Una grave perdita per la Cultura – come ha ricordato la dott.ssa Bruni - allievo e assistente di Walter Binni, Scrivano era conosciuto nel mondo culturale italiano per la sua ricerca sul Cinquecento letterario. Critico della letteratura italiana, insigne specialista del Rinascimento e del Manierismo, studioso di Annibal Caro, ordinario di letteratura italiana all'Università di Roma Tor Vergata, dove è stato tra i fondatori della Fascolta di Lettere, in precedenza aveva insegnato nelle Università di Firenze, Padova e Roma La Sapienza. La Pinacoteca civica Marco Moretti ebbe l’onore di collaborare con lui in occasione delle celebrazioni cariane nel 2007 e nel 2009, poi in seguito fino alla fondazione dell’Osservatorio Annibal Caro dove il professor Riccardo Scrivano era membro ad honorem”.
ORARI: La mostra sarà aperta al pubblico la mattina e anche nei pomeriggi del mese di febbraio (sabato e domenica) 15, 16, 22, 23, 29 e domenica 1 marzo, dalle ore17,00 alle ore 20,00, con apertura anche nel pomeriggio per il periodo pasquale. La Pinacoteca e la mostra parteciperanno alle aperture straordinarie in occasione della Settimana della Cultura e in occasione di tutti gli appuntamenti MIBACT. Come sempre sono previste lectio e visite guidate.
Ingresso gratuito in omaggio il folder e le cartoline.
Per informazioni e per prenotare le visite guidate: scrivete a info@pinacotecamoretti.it oppure chiamate in orario ufficio la Direzione della Pinacoteca al numero 0733-891019.
Innamorati dell'arte? Non c'è cosa più bella che festeggiare San Valentino nei musei civici di Recanati.
Per chi è in coppia, ma anche per chi ancora non è stato colpito dalle frecce di Cupido, il Sistema Museo organizza una insolita serata: Love&Art. Dalle 19 di venerdì 14 febbraio l’appuntamento è a Villa Colloredo Mels, per scoprire l’amore al tempo del Rinascimento, ammirando alcune dei capolavori di Lorenzo Lotto che si trovano nel museo, degustare i prodotti tipici del territorio e ballare con la musica dei Cap’n Hector’s Crew.
Il costo è di 15 euro (ingresso al Museo, lezione, visita guidata alla Pinacoteca, concerto e aperitivo)
Posti limitati, prenotazione obbligatoria allo 0717570410
Ieri pomeriggio si è svolta agli Antichi Forni, nell’ambito della mostra fotografica "Metamorfosi" organizzata dagli “Amici del Liceo Galilei”, la conferenza a due voci di Romano Ruffini, storico ed ex operatore sanitario, e di Francesca Violoni, docente di Lettere presso il Liceo Scientifico Galilei di Macerata.
La prima parte della conferenza ha visto come protagonista la Violoni che ha letto con raffinata maestria poesie di Giovanni Antonelli, più volte ospite di manicomi sparsi sul territorio nazionale, spesso ricoverato proprio a Macerata.
Nella seconda parte Romano Ruffini ha tracciato, con dovizia di particolari, la storia della trasformazione (metamorfosi, appunto) dell’Ospedale Psichiatrico di Macerata fino alla sua chiusura in ottemperanza alla legge Basaglia.
Un folto ed attento pubblico ha partecipato con emozione alla dotta ed interessante conferenza.
Le prossime conferenze:
Giovedì 13 ore 17,30 – Fabrizio Gentili (Docente Liceo Scientifico Galilei) , coadiuvato da Jonathan Costantini e Diego Ciccarelli, alunni del Liceo Galilei, presenta “Visione, percezione e fotografia” Osserviamo la realtà o la nostra interpretazione della realtà?
Il prof. Gentili è un docente di fisica del Liceo Scientifico "G. Galilei" di Macerata ben conosciuto dal pubblico maceratese per le sue "conferenze-spettacolo" sui temi della Fisica. In questa sua nuova esperienza divulgativa è coadiuvato da due studenti del Liceo Scientifico: Jonathan Costantini e Diego Ciccarelli
Come funziona il nostro occhio? Come funzionano gli occhi degli altri animali? Osserviamo la realtà o la nostra interpretazione della realtà? Cosa è il punto cieco della retina? Cosa sono i miraggi e le illusioni ottiche? Esiste l’invisibilità? Quando scattiamo una fotografia spesso abbiamo delle brutte sorprese... Abbiamo scattato male o …?
Questo e tanto altro per concludere che quello che vediamo è... “il migliore dei mondi possibili”!
Venerdì 14 ore 15,00 – Giorgio Guidelli (Giornalista)
“Giuliano Mainini e l’invenzione del Sibillinismo”
Giorgio Guidelli lavora per i quotidiani della Poligrafici Editoriale, Qn-Resto del Carlino, Nazione e Giorno sin da giovanissimo. Ha guidato come capo anche diverse redazioni tra cui Macerata (tra il 2009 e il 2010), dopo un 'tour' italiano tra tutte le redazioni del Quotidiano. Ha contribuito alla nascita di uno dei primi quotidiani online d'Italia, quotidiano.net (che fa capo al gruppo editoriale) dagli inizi del 2000. La sua specialità è la cronaca nera e giudiziaria. Sugli anni di piombo in Italia e nelle Marche ha scritto sei saggi tra cui quello (L'auto insabbiata, la bara di Aldo Moro ritrovata dopo 30 anni) dove narra la sua riscoperta nel 2007 della R4 in cui fu trovato lo statista DC. Per il giornale ha seguito vari eventi legati ai viaggi dei papi oltre ovviamente alle imprese di montagna e dell'alpinismo, cui ha dedicato decine e decine di speciali e articoli.
Allo scialpinismo, all'alpinismo e all'arrampicata dedica il suo tempo libero con il CAI e racconta sul suo giornale novità e personaggi legati a questo mondo.
Come Giuliano Mainini e i suoi compagni di cordata maceratesi e ascolani nobilitarono i Sibillini. E come le nostre montagne divennero alpinistiche, conservando magia e tradizione. L'opera dei pionieri e divulgatori del nostro Appennino
Venerdì 14 ore 17,30 – Massimo Nocelli (Presidente Circolo Fotografico Provincia di Macerata)
“Robert Capa: Se la foto non è buona.. non eri abbastanza vicino”
Massimo Nocelli è il presidente del Circolo Fotografico della Provincia di Macerata. Appassionato fotografo e studioso della materia tiene spesso corsi di tecnica fotografica e monografie su grandi fotografi.
Robert Capa, icona della fotografia e del reportage bellico, viene esaminato storicamente ma anche, e soprattutto, dal punto di vista della tecnica fotografica e dello studio dell'inquadratura.
Intanto continua, con notevole afflusso di pubblico, la mostra fotografica “Metamorfosi – 1945-1975 Trent’anni di evoluzione della società attraverso le nostra fotografie”, della quale è disponibile il catalogo con tutte le fotografie esposte.
Una storia senza tempo, uno spettacolo verace e vivace, una storica commedia del 1887 che dopo 133 anni ancora riesce a far ridere le persone, si tratta di quella dal titolo "Miseria e Nobiltà" messa in scena ieri sera al teatro Rossini di Civitanova Marche con la straordinaria partecipazione del grande comico del cabaret partenopeo Lello Arena e dei suoi attori della compagnia teatrale di Napoli.
Uno spettacolo rispettoso dell'opera originale di Eduardo Scarpetta che con la regia di Luciano Melchionna recupera il messaggio universale dell'autore della storica commedia che al cinema ha avuto la più profonda interpretazione con Totò e Sofia Loren.
Lello Arena a teatro favorisce di certo il lato comico. D'altronde quale luogo migliore del teatro dove poter ridere su di un tema così toccante come quello del divario tra ciò che è misero e che dunque non è nobile?
Si è riso dunque, ieri sera al Rossini ma il pubblico alla fine della serata ne è uscito di certo non a digiuno di riflessioni e di echi che rimandono all' attualità.
"Miseria e Nobiltà" un contrasto fortissimo e dopo quasi un secolo e mezzo l'umanità non ha superato il problema delle disuguaglianze economiche e sociali ma soprattutto culturali.
Si può affermare che semmai, il divario si è decisamente acuito nel tempo.
È una lotta quotidiana in fondo , che da sempre compie l'umanità che da una parte alena ad una nobiltà che appare irraggiungibile e per pochi eletti, lottando tra le tante mediocrità e miserie umane, tra cui quella materiale ne rappresenta alla fine, forse, il male minore.
Ogni personaggio della commedia ha fame di qualcosa e dietro ad ognuno di esso c' è una disperazione e un gran bisogno di riscatto. Dietro ognuno c'é la dignità di chi è costretto a sopportare la tragedia della miseria ma al tempo stesso per denaro e per bisogno é pronto a diventare qualcosa che non è, e che è distante dalla propria natura. Dunque , molta miseria e poca nobiltà.
Lello Arena è invece la famosa maschera di Felice Sciosciammocca un personaggio sognatore, romantico , che crede nell'uso delle parole attraverso le quali vorrebbe abbattere l'ignoranza e la pochezza che lo circonda.
A Felice Sciosciammocca chiede aiuto il giovane Eugenio , innamorato di Gemma il cui padre marchese ostacola le nozze con una ragazza figlia di Geatano di estrazione sociale inferiore. Felice allora insieme a Pasquale e alle rispettive famiglie si fingeranno parenti nobili di Eugenio, agli occhi del futuro suocero.
E forte risulta il segnale politico lanciato durante tutta la rappresentazione teatrale. La nobiltà che non esiste se non attraverso un'architettura maestosa di un palazzo dagli archi e dalle volte signorili poggia le fondamenta sopra la miseria, la discarica, quel posto di degrado ma tolto quel cassetto il rischio forte è che crolli tutta l'impalcatura.
Grazie allora al familiare volto amico di Lello Arena che prova con la sua straordinaria bravura artistica a farci ridere e a farci riflettere su un tema vicino a tutti noi, e che almeno a teatro riusciamo a non sentire troppo avvilente. Un tema antico ma attuale che da sempre accompagna l'uomo nel suo percorso esistenziale: quello di ricchi che sono sempre più ricchi e di poveri che sono sempre più poveri.
Ma la speranza che ognuno si è portato a casa è di resistere e di sfuggire alle tante mediocri miserie umane, alle sopraffazioni Ognuno si porta dentro un po' di Felice Sciosciammocca che prova a lottare contro le tante miserie attraverso l'unica vera ricchezza, la vera nobiltà: quella della bellezza di cui il mondo oggi più che mai ne ha un grande bisogno.
Articolo di Antonella Sglavo
Ieri pomeriggio si è svolta agli Antichi Forni, nell’ambito della mostra fotografica Metamorfosi organizzata dagli “Amici del Liceo Galilei”, la conferenza di Lucio Bugli dal titolo “Evoluzione dell’automobile dal dopoguerra agli anni ’70”.
Bugli, Presidente del Registro Aprilia, ha presentato un excursus dal 1945 al 1975 dell'evoluzione delle auto con particolare riguardo alle differenze tra la produzione europea e quella americana sottolineando le grandi innovazioni tecnologiche verificatesi in tale periodo.
Nel pomeriggio di mercoledì 12 febbraio nuovo appuntamento, alle ore 17:30, con lo storico Romano Ruffini e con Francesca Violoni (Docente Liceo Scientifico Galilei) per “Metamorfosi dell’Ospedale Psichiatrico nel dopoguerra”. Durante la conferenza la prof.ssa Violoni leggerà delle poesie scritte da alcuni pazienti dell'ex manicomio provinciale di Macerata.
Resta aperta anche la mostra fotografica “Metamorfosi – 1945-1975 Trent’anni di evoluzione della società attraverso le nostra fotografie”, della quale è disponibile il catalogo con tutte le fotografie esposte, e che continua a far registrare ottimi numeri.
Il seicentesco ritratto di padre Matteo Ricci custodito nei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi torna a splendere grazie a un intervento di restauro con un progetto che vede insieme Comune di Macerata, Macerata Musei e Rotary Club "Matteo Ricci" di Macerata, che ha sostenuto il restauro per un importo di 1.800 euro. In occasione del ritorno in mostra dell’opera, il 14 febbraio, alle 17.30, a Palazzo Buonaccorsi si terrà un’iniziativa, cui è invitata tutta la cittadinanza, con una lectio del professor Filippo Mignini, studioso del gesuita cui si deve la pubblicazione e la traduzione di molte opere inedite ed un’attività di studio e diffusione della conoscenza dell’illustre gesuita maceratese.
Andrea Cirilli, attuale Presidente del Rotary Macerata “Matteo Ricci” sottolinea con viva soddisfazione la felice collaborazione tra il Rotary ed il Comune di Macerata: “La collaborazione è cresciuta grazie a tante iniziative fatte insieme come il rifacimento dell’illuminazione del Monumento ai Caduti. Il restauro del ritratto di Padre Matteo Ricci è solamente l’ultima di una felice attività di servizio alla città portata avanti dal Club."
Il restauro, eseguito da un’impresa del territorio "Restauri e dipinti S.a.s. di Mapia Pia Topa e C.", ha permesso il recupero estetico del dipinto evidenziandone la lucentezza della cromia, compromessa dal tempo, e permettendo l’omogeneità di lettura dell’opera che rappresenta Matteo Ricci a figura intera, con la veste lunga dei letterati confuciani, mentre con la destra tiene un ventaglio e con la sinistra sorregge il monogramma dell'ordine, simboli dell’importante azione interculturale per il rispetto reciproco. L’opera fa parte delle collezioni civiche dedicate ai concittadini illustri e costituisce una rara e preziosa testimonianza della memoria del grande gesuita maceratese che è conosciuto in Cina come Li Madou, missionario, fondatore della moderna sinologia oltre che raffinato studioso di discipline scientifiche e letterarie.
Ieri pomeriggio si è svolta agli Antichi Forni, nell’ambito della mostra fotografica "Metamorfosi" organizzata dagli “Amici del Liceo Galilei”, una conferenza a due voci: Ninfa Contigiani (Docente UniMC) e Claudio Gaetani (Docente UniMC) hanno parlato di “Tracce di donne in città. Tra fotografia e spazi vissuti”.
La conferenza si è sviluppata soprattutto intorno ad una ventina di fotografie che i due oratori avevano selezionato tra le 400 foto in mostra. Il pubblico ha seguito con molto interesse le analisi critiche di Gaetani ed i riferimenti storico-sociologici dell’emancipazione femminile di quel periodo (1945-1975) illustrati dalla Contigiani.
Intanto continua, con notevole afflusso di pubblico, la mostra fotografica “Metamorfosi – 1945-1975 Trent’anni di evoluzione della società attraverso le nostra fotografie”, della quale è disponibile il catalogo con tutte le fotografie esposte.
Le prossime conferenze:
Martedì 11 ore 17,30 - Lucio Bugli (Presidente del Registro Aprilia)
“Evoluzione dell’automobile dal dopoguerra agli anni ’70”
Lucio Bugli: da sempre appassionato di motori, negli anni settanta si è avvicinato al motorismo storico tanto da entrare a far parte dell'Automotoclub Storico Italiano. Dell'ASI è stato consigliere federale per due legislazioni a cavallo fra gli anni 80 e 90 per poi diventare Presidente della Commissione Club dell'ASI stesso.
Da quattro anni ricopre la carica di Presidente del Registro Aprilia, club che riunisce gli appassionati del famoso modello di casa Lancia.
L'argomento della conferenza è un excursus dal 1945 al 1975 dell'evoluzione delle auto con particolare riguardo alle differenze tra la produzione europea e quella americana sottolineando le grandi innovazioni tecnologiche in tale periodo verificatesi.
Mercoledì 12 ore 17,30 – Romano Ruffini (Storico) con Francesca Violoni (Docente Liceo Scientifico Galilei)
“Metamorfosi dell’Ospedale Psichiatrico nel dopoguerra” con lettura di poesie
Romano Ruffini: storico ed ex operatore psichiatrico presso il manicomio Santa Croce di Macerata. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni. Tra queste alcune riguardano biografie di personaggi maceratesi, altre sono relative alla storia della medicina, in particolare della psichiatria: Istituzione degli ospizi per malati di mente nella Marca, «Studi maceratesi», vol. 27, Macerata, 1993; Alcune emergenze sanitarie a Macerata nel primo Novecento, «Studi maceratesi», vol. 37, Macerata, 2003; Provvedimenti per i malati di mente nel maceratese tra seconda occupazione napoleonica e Restaurazione, «Studi Maceratesi», vol. 38, Macerata, 2004, La Croce Verde nella storia di Macerata, Quaderni del Consiglio Regionale, Ancona, 2017, Le “officine” delle anomalie dell’intelletto nel territorio maceratese, in Intorno ad un tavolo, Ancona, 2018.
Francesca Violoni: docente di lettere presso il Liceo Scientifico "G. Galilei" di Macerata.
La conferenza: Niente come la psichiatria e le istituzioni psichiatriche hanno avuto continue metamorfosi. Dalle prime strutture per malati di mente del primo ottocento, caratterizzate dalla “terapia morale”, al manicomio di S. Croce centrato sulla ergoterapia e visto come “città alternativa”, all’organicismo della genesi delle malattie mentali e all’ipertrofia manicomiale, che toccò il suo apice durante l’ultima guerra mondiale. Dopo il conflitto, con l’avvento degli psicofarmaci, si apre una nuova fase della cura delle malattie mentali, ma rimane la problematica di una istituzione che produce “dementi asilari”. La critica all’istituzione fa nascere un movimento antiistituzionale con esperienze che dimostrano che questa istituzione si può superare. Questo avviene con la legge 180, che decreta la sua fine. Inizia la psichiatria senza manicomio e dal volto più umano: la metamorfosi continua ancora.
Durante la conferenza la professoressa Violoni leggerà delle poesie scritte da alcuni pazienti dell'ex manicomio provinciale di Macerata
Un altro tutto esaurito per la quinta rassegna de Il Gusto del Teatro, a Caldarola. Il Teatro dei Dioscuri, guidato da Antonio Caponigro ha portato in scena "Uomo e galantuomo" di Eduardo De Filippo: un testo classico, un autore eterno, un soggetto molto interessante. Decisamente coinvolgente la regia dello spettacolo, con azzeccate scenografie e sapiente utilizzo delle luci per un insieme che è riuscito ad emozionare e a conquistare l’attenzione della platea, deliziata prima dai prodotti enogastronomici locali, sapientemente curati e messi a tavola dall’amministrazione comunale, per mano dei tanti volontari del territorio, frazioni incluse.
Sabato prossimo, alle ore 21.30, il gran finale della rassegna con OH DIO MIO! opera di Anata Gov, autrice israeliana per la regia di Diego Ciarloni.
Dalle note di regia: "Dal 2010, anno dell’ultimo debutto della compagnia, ho cercato a lungo un testo che mi colpisse e che motivasse la “gioiosa fatica “di una nuova produzione. Quando ho "incontrato" questo testo, ho capito di avere finalmente tra le mani quello che stavo cercando, perché questo testo aveva saputo divertirmi ed insieme emozionarmi come nessun altro prima. Nel raccontare questa storia tragicomica da “teatro dell’assurdo”, ho pensato che l’apparente normalità del personaggio Dio, da me interpretato, lontano da ogni canone recitativo, fosse una caratteristica fondamentale per dare alla divinità una dimensione terrena, per coinvolgere e toccare lo spettatore e perché risultasse più credibile e realistico il rapporto che si crea strada facendo con il personaggio di Ella, la psicoanalista, interpretata da Ilaria Verdini, e per un breve momento con Lia, la figlia autistica di Ella, interpretata da Noemi Boncompagni e da Simona Paolella. La scena che ho voluto rappresenta un interno qualunque, semplice, ma funzionale alla peculiarità del testo, con arredi semplici, espressione della bellezza ed al tempo stesso della fragilità dell’esistenza umana".
La compagnia Teatro CLAET di Ancona ha rappresentato in molti teatri questa brillante commedia, ottenendo ovunque eccellenti riscontri di gradimento.
Moltissime le aziende che hanno aderito a questa quinta rassegna: Oro della Terra, Cantine Belisario, BCC Banca dei Sibillini, Rhütten, Valbeton, Marco Imperatori Movimento Terra, Impresa Bozzi Paolo, Porzi Ezio Impianti elettrici, Alimentari Ferranti Pa’ e Salato, Azienda Vinicola Colleluce, Coroncina, Rocchi Paris, Biscottificio Annavini, Maurizi Luigino, Antico Biscottificio Carducci, Caseificio Di Pietrantonio, Pizzeria Mariella, Azienda agricola Fabrizi Paolo, Azienda agricola Angeletti, Azienda agricola Alesiani, Nuova Simonelli, Bernys, Forno De Luca & Petetta, Hotel Il Tesoro, Pizza in Piazza, Systematica, Varnelli, Crucianelli Rest Edile, Super Coal Vitellitaly, Azienda Agricola Podere sul lago, Azienda Carlini Graziella, Tecniconsul Energia, Pucciarelli Agricoltura, Il Picciolo di Rame.
Hanno collaborato anche il Nuovo Oratorio Cristo Re e la Pro Loco.
La rassegna è organizzata dall’amministrazione comunale di Caldarola e dalla Compagnia Teatrale Valenti, con la collaborazione artistica di Francesco Facciolli.
I biglietti saranno in vendita il giorno dello spettacolo, a partire dalle 19 e costeranno 13 €; abbonamenti e biglietti danno diritto all’apericena che sarà servito, alle 20, nella tensostruttura Luna, ex mensa.
Per info e prenotazioni si può telefonare al seguente numero: 335/7681738 dalle ore 17 alle 20 di tutti i giorni.
Il prossimo giovedì 13 febbraio, alle ore 17,30, avrà luogo presso la Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, il quarto appuntamento degli "Incontri sull'arte e dintorni", organizzato dagli Amici di Palazzo Buonaccorsi. Il professor Roberto Cresti parlerà di Marguerite Yourcenar e le Arti Visive
Tra le varie declinazioni della donna nell’arte, occupa un posto particolare Marguerite Yourcenar che allestisce in straordinari scenari narrativi gli indissolubili legami che sottendono letteratura e arte figurativa, linguaggio verbale e figurativo.
La sintonia di Marguerite Yourcenar con la storia dell'arte è così profonda da produrre sia nella sua opera di narratrice che di saggista una spontanea contemporaneità di immagini e forme fra presente e passato. Dall'archeologia del mondo antico, splendidamente rivissuta nelle "Memorie di Adriano", alla pittura del secondo rinascimento, che fa da sfondo a "L'opera al nero", alle suggestioni simboliste ed esistenziali di "Alexis", alle stampe giapponesi nei "Racconti orientali" e a tanti altri casi analoghi a questi, la Yourcenar mostra il valore di un paradigma culturale ellenistico che si rivela l'embrione di ogni tipo di modernità e di laicità nell'arte e in tutte le espressioni della vita.
Roberto Cresti insegna Storia dell'arte contemporanea e Storia delle arti del Novecento presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Macerata. Storico, teorico e critico d’arte è traduttore e autore di numerose pubblicazioni.