Cultura

Macerata, "Amici dello Sferisterio": saranno sette donne a portare avanti le attività

Macerata, "Amici dello Sferisterio": saranno sette donne a portare avanti le attività

Secondo appuntamento degli Amici dello Sferisterio e prima uscita del rinnovato consiglio direttivo dell’associazione. Nel pomeriggio di ieri la visita al Laboratorio di Scenotecnica dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, un vero tuffo negli spazi dove prendono forma e corpo le idee, l’aspetto visivo, teatrale, scenico delle opere. Ciceroni d’eccezione i professori Benito Leonori ed Enrico Pulsoni  in un incontro che ha entusiasmato i soci presenti che hanno aderito alla proposta dell’associazione. Per il prossimo triennio saranno sette donne a portare avanti le attività: Stefania Annini, Ana Bermejillo, Michela Mariucci,  Miriam Moretti, Serena Pagnanini, Lucia Rosa e Eleonora Sperandini. Il neoeletto consiglio ha confermato Lucia Rosa nella carica di presidente, Serenella Pagnanini, vicepresidente e Miriam Moretti assume la carica di segretario/tesoriere. “Si dice che l’opera è donna - scherza Lucia Rosa - Il nostro scopo è quello di continuare a crescere e seminare curiosità, a sviluppare la sensibilità in un contesto che ci fa rapportare con l’universalitá di un’espressione artistica capace di guardare aldilà di stereotipi e barriere di qualsiasi genere”. Gli Amici quest’anno hanno ampliato le loro collaborazioni: dalla FORM (Fondazione  Orchestra Regionale delle Marche) a UNIMC (Università di Macerata), l’Accademia di Belle Arti e CTR che anche quest’anno collaborerà per quanto riguarda il progetto scuole inserito nel programma Education che l’Associazione porta avanti dal 2017 insieme al MOF.  La serie di appuntamenti è iniziata lo scorso 9 gennaio con l’intervento del  prof. Marcello La Matina che ha approfondito il tema #biancocoraggio con un’analisi semiotica dei colori e degli stati d’animo: “L’anno scorso si sono collocate sotto la rubrica #rossodesiderio tre opere molto diverse fra loro: Macbeth, Carmen, Rigoletto. …. Il mettere le cose insieme produce delle ipotesi interpretative: talvolta si scopre quel che già c’era, altre volte si crea o si scopre qualcosa che non c’era o che non s’era scoperto prima. La coppia #biancocoraggio rientra tra le scoperte che andranno fatte e che forse riveleranno aspetti insospettabili. Il coraggio di iniziare ci rivela comunque una qualità del bianco che è quella qui importante: la disposizione a ricevere impressioni”. Prossimo appuntamento il 10 febbraio alle 18 presso la biblioteca della Società Filarmonico Drammatica con il Prof. Pierfrancesco Giannangeli (Professore di Storia dello Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Bologna), con un dibattito sulla regia: “Quale regia? Il teatro d’opera tra tradizione e innovazione”. Ingresso libero. Ma prima, il 28 di gennaio, il concerto della FORM, "Anima Russa" (musica di Sostakovic e Cajkovski), presso il teatro Lauro Rossi. Miriam Prandi, violoncello. Alessandro Bonato, direttore.  

21/01/2020 19:01
Porto Recanati, Parlare Futuro 2020: Franco Arminio ospite alla serata poetica "L'infinito senza farci caso"

Porto Recanati, Parlare Futuro 2020: Franco Arminio ospite alla serata poetica "L'infinito senza farci caso"

Parlare Futuro 2020, dopo la straordinaria apertura con Umberto Galimberti,e l'intervento luminoso di Marcello Veneziani, continua la sua corsa provocatrice alla ricerca di ciò che può definirsi Al di là del bene e del male. Friedrich Nietzsche, autore dell’omonimo saggio filosofico e provocatore per eccellenza nell’immaginario comune, è proprio colui che propone di fare filosofia col martello, di distruggere tutto ciò che costituisce la base culturale della nostra società perché non più rappresentativo dell’identità del singolo, in nome della necessità che “i pesi di tutte le cose devono essere ristabiliti di nuovo”? Ma è   qualcosa di cui tutti sono capaci, o un affare da superuomini/Übermenschen? E soprattutto quali saranno le conseguenze che, come dice lo stesso Nietzsche in Al di là del bene e del male, “ci prendono per i capelli, del tutto indifferenti al fatto che nel frattempo si sia migliorati”? Stavolta a dare una risposta a questa domanda sarà il poeta Franco Arminio che, il 23  Gennaio alle ore 21,15 a Porto Recanati presso il Castello Svevo, a piano terra, animerà una vivace serata poetica dall’emblematico titolo "L’infinito senza farci caso". Nato in Campania, a Bisaccia, nel 1960, dove tutt'ora vive, Franco Arminio é documentarista, giornalista, scrittore e soprattutto poeta, si definisce però “paesologo”, ovvero esperto delle realtà dei piccoli comuni italiani. Vocato al viaggio e alla lirica, collabora con testate come Il Manifesto e Il Mattino, con un blog dal titolo Comunità Provvisorie, e scrive raccolte di poesie dove racconta le realtà cittadine attraverso le quali viaggia, raccogliendo testimonianze anche dalle zone più disagiate, sulla vita, sulla morte, sull’amore. Dopo le intense raccolte Cartoline dai Morti e  Geografia commossa dell'Italia interna, dedicate ai paesi colpiti dal sisma negli anni, si dedica ora alla riflessione sull’amore, l’infinito, il bene, il male e tutto ciò che è al di la di essi con le raccolte Resteranno i canti, Cedi la strada agli alberi e ora L’infinito senza farci caso. In quest’ultima raccolta Arminio si scaglia contro la società che cerca l’amore senza però sapere cos’è, che vede e vuole ovunque il porno e il sesso e non si sorprende di fronte al revenge porn che porta all’omicidio/suicidio, ma poi si indigna davanti ad una parola potenzialmente a doppio senso sui social network, come ferita nel profondo dei suoi labili sentimenti, una società insomma che vorrebbe mostrarsi al di là del bene e del male sul tema amore, senza però avere davvero idea di cosa esso sia, men che meno i suoi estremi. Commenta Arminio: “L'amore per essere nuovamente vivo deve portare dentro l'infimo e l'immenso, non può stazionare nelle righe dell'uomo intermedio. Dobbiamo riprendere a oscillare verso gli estremi, l'amore è grande umiltà e grande arroganza”. L’amore come lo pensa Arminio è riscoperta e medicina, è martello che abbatte vecchie convinzioni di liberazione sessuale e di schiavitù del vuoto di sentimenti, è, con le sue parole, intimità provvisoria, che risveglia nel profondo l’umanità del singolo e la fa sprigionare con delicatezza e violenza, una dolcezza vera che fa male, e da all’essere la vera coscienza di cosa voglia dire amore “al di là del bene del male”. Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha così definito la scelta del suo ospite per la città di Porto Recanati, e il suo apporto ontologico e fattuale allo sviluppo del fil rouge della rassegna: "Franco Arminio è una promessa mantenuta. Dopo Cedi La strada agli alberi e Resteranno i Canti,  la nuova raccolta possiede la stessa forza e la stessa energia epifanica delle opere precedenti. Una poesia buona come il pane, chiara come l'acqua, vuota e piena come i paesi con il buco, gioiosa e dolorosa come la vita, quella vita che si sente nella gola. Pochi sanno parlare d'amore, di amori lievi e dolci o amori tempestosi e tempestati. Franco Armnio ne è capace. La poesia è una sorta di terapia all'amore, al dolore, alla vita. Franco Arminio sembra urlare che la scrittura salva ed aiuta ad uscire da se stessi per incontrare l'altro, uomo, donna, paese, melo, terra, vita. La poesia è anche rivoluzione, cambiamento, mutamento e sembra che finalmente le parole abbiano un peso specifico quelle nei confronti della piccola borghesia o quelle nei confronti dei giovani e della loro atarassia senza godimento, o desiderio, o passione. E' l'età evanescente di cui parla in cui , talvolta, sembra che la vita schiuda il mistero. E' la mistica del corpo come riassunto dell'universo, ma vorrei svelarvi un segreto, la poesia non si commenta , ma si legge e vi auguro di poterla amare di un amore feroce ed inaddomesticato come il mio."

20/01/2020 19:21
Recanati, decima edizione del concorso letterario "Raccontar...Scrivendo"

Recanati, decima edizione del concorso letterario "Raccontar...Scrivendo"

Presentata ufficialmente, al teatro Persiani di Recanati, la decima edizione di “Raccontar…Scrivendo”, presenti il Presidente de La Casetta degli Artisti- Recanati, Gabriele Magagnini, che ha ideato il concorso letterario nazionale e che ha trovato subito in alcune collaboratrici il sostegno per un progetto che si è rivelato vincente.   Con il Presidente sono intervenuti il sindaco Antonio Bravi e l’assessore alle culture e pubblica istruzione Rita Soccio visto che il Comune ha dall’inizio dato il  supporto all’iniziativa.  E poi Sandrino Bertini per la BCC di Recanati e Colmurano, Samuela Domenella per la Scuola D. Alighieri- Campus L’Infinito.   “Raccontar…Scrivendo” si è presentato con l 'idea alla base  di aprire "un dialogo" tra i giovani e il Poeta Giacomo Leopardi, considerandolo un ragazzo dei nostri tempi con il quale condividere e/o dibattere pensieri, desideri, aspirazioni. Ideato da una manciata di volontari che ogni anno dedica passione  e tanto tempo  a questa iniziativa, il Concorso è sostenuto  da tanti fantastici partner quali la Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano, Regione Marche  oltre che istituzioni private quali la Eli Edizioni e la Tecnostampa  e diverse  aziende della zona.   Un concorso sul web per dimostrare che la cultura non è oscurata dalla frenesia e dalle nuove tecnologie anzi, ha ancora un grande valore, gli scrittori esistono e hanno molto da trasmettere sia su carta che attraverso i nuovi media. Il bando è quindi, ancora una volta, rivolto agli studenti delle scuole primarie (classi terze, quarte e quinte), scuole secondarie di primo grado e scuole secondarie di secondo grado di ogni parte d’Italia.   La novità in assoluto di questa decima edizione, pensata da La Casetta degli Artisti unitamente alla Scuola di Lingua Italiana “D.Alighieri”-Campus l’Infinito diretta da Anna Poeti,  è data dall’inserimento di una nuova sezione “Estero” rivolta agli studenti delle scuole italiane all’estero, paritarie e non, che potranno confrontarsi sul tema proposto per gli italiani, con alcune tematiche tratte  dalla poesia “Il passero solitario”.   Partendo da alcuni  versi del poeta Giacomo Leopardi, accuratamente scelti per le tre sezioni, l’invito a tutti i ragazzi a scrivere riflessioni in merito. E per soddisfare le esigenze di tutti anche quest’anno la sezione speciale rivolta a persone dai 6 ai 100 anni e che comprenderà una sottosezione rivolta esclusivamente alle scuole dell’Infanzia. Un modo per offrire non solo agli  studenti, la possibilità di affrontare la tematica proposta.   Allora tutti a ripensare “Il passero solitario” sfruttando a pieno la creatività e spontaneità, partecipando ad un concorso che non prevede alcuna quota di iscrizione. In palio ci sono tantissimi premi  come soggiorni all’estero in una capitale europea a scelta, premi in danaro e pacchi di prodotti locali, senza dimenticare la pergamena che sarà realizzata per i vincitori dall’Antica Bottega Amanuense del Maestro Màlleus.

20/01/2020 19:04
Cingoli, scoperta fossa di fusione della campana di S. Eusperanzio

Cingoli, scoperta fossa di fusione della campana di S. Eusperanzio

A dare l’annuncio del ritrovamento della fossa di fusione della Campana Maggiore della Collegiata di Sant’Esuperanzio di Cingoli è  Sauro Rossi Corinaldi, titolare della ditta De Santis-Corinaldi, che presenterà a riguardo la pubblicazione “Note a margine – La riscoperta fossa di fusione e le campane di Sant’Esuperanzio”. Nel 1988, durante i lavori di restauro dei locali adiacenti la Collegiata, venne rinvenuto questo manufatto, interrato a circa due metri e mezzo sotto al pavimento del loggiato. Spiega Corinaldi: "Subito non si capì di cosa realmente si trattasse; si ipotizzò una fonte battesimale, o un forno per la fusione di statuine ex-voto, vista la presenza nelle vicinanze di frammenti di bronzo. Venne lasciato a vista grazie ad un vetro calpestabile. E’ rimasto lì per decenni, anonimo". "Alcuni anni fa – ha continuato – mostrai le foto di questo manufatto all’amico e stretto collaboratore Emanuele Allanconi, dell’omonima fonderia artistica di campane cremasca. Dopo confronti con reperti simili nel territorio italiano e con le dovute considerazioni del caso, siamo arrivati oggi a confermare ufficialmente che quel manufatto in realtà è ciò che rimane dello stampo dell’antica fusione del 1775 della campana grande ancora oggi funzionante sul campanile dell’Insigne Collegiata. Si tratta, per i più attenti, del rintocco che suona il mezzogiorno e l’Ave Maria della sera, oltre ad annunciare i deceduti ed ad unirsi a distesa alle altre quattro del campanile nelle feste". La campana grande fu fusa dai celebri fonditori Gianbattista Donati insieme al nipote Serafino nel 1775, il primo insegnò l’arte a molti giovani, tra cui i lauretani della Pontifica Fonderia Pasqualini. Tra le sue opere, si ricordano l’attuale campana dei quarti dell’orologio di Cingoli, il campanone di Gubbio, la ‘Viola’ del duomo di Fermo, la terza campana del duomo di Cingoli, e centinaia di altre campane. "Le misure – spiega ancora Rossi Corinaldi – coincidono e in più ne abbiamo anche la conferma nella pubblicazione 'Sacre Visite 1726-1858’ di Moroldo Maran (1979), in cui sono trascritte le visite pastorali dell’epoca: la campana prima, ‘fu questa fusa nel portico della Casa Canonicale nel 1775’. Il cordolo di argilla intorno al circolo dei mattoni è ciò che rimane della camicia in impasto di argilla, il terzo strato dello stampo. Osservando bene si può notare che quest’impasto, usato anche per legare i mattoni, è molto fibroso e in alcuni punti anche cotto". Il 24 gennaio prossimo, in occasione della festa del Patrono S. Esuperanzio, alle ore 12,30 sarà possibile visionare la riscoperta fossa e sarà presentata la pubblicazione “Note a margine – La riscoperta fossa di fusione e le campane di Sant’Esuperanzio” di Sauro Rossi Corinaldi, “ con la prefazione  di Luca Pernici e un’integrazione di Giovanni Sbergamo. 

19/01/2020 11:02
Civitanova, nuovo incontro con la scuola di poesia "Sibilla Aleramo"

Civitanova, nuovo incontro con la scuola di poesia "Sibilla Aleramo"

La Scuola di cultura e scrittura poetica "Sibilla Aleramo", patrocinata dal Comune di Civitanova Marche in collaborazione con la Biblioteca comunale "S. Zavatti", organizza un incontro con le poetesse Maria Borio e Alessandra Corbetta. L'appuntamento si terrà domenica 19 gennaio alle ore 17,00 presso la Biblioteca comunale di Civitanova (introdotto dal poeta Umberto Piersanti, direttore della Scuola) ed è aperto a tutti. Maria Borio ha pubblicato i libri di poesia «Trasparenza» ("Lyra giovani", Interlinea 2019), «L'altro limite» (pordenonelegge-lietocolle 2017) e la raccolta «Vite unite» nel XII Quaderno di poesia italiana contemporanea (Marcos y Marcos 2015). Ha partecipato a diversi festival internazionali, fra cui il FILL London, il Festival diffuso di poesia e scrittura di Madrid, il Festival Internazionale di Rosario. Sue poesie sono tradotte in inglese, francese, spagnolo, portoghese, rumeno, greco, cinese. È in corso una traduzione in spagnolo e in portoghese dei suoi libri e sta lavorando a un progetto bilingue italiano-tedesco. Ha vinto il premio Maconi, il premio Fiumicino Opera Prima, il premio Jacopone da Todi, è stata finalista, tra gli altri, al premio Cetonaverde, al premio Fogazzaro, ed è presente nelle menzioni speciali del premio Pagliarani. Ha scritto su Vittorio Sereni, Eugenio Montale e su vari poeti contemporanei, ha pubblicato i saggi «Satura. Da Montale alla lirica contemporanea» (Serra 2013) e «Poetiche e individui» (Marsilio 2018). Ha studiato lettere moderne all'Università di Siena, dove ha conseguito il dottorato di ricerca in letteratura italiana contemporanea; collabora con l'Università degli Studi di Perugia e ha fondato il progetto culturale e di ricerca “Umbròcultura”. Fa parte della redazione del sito “leparoleelecose”.  Cura la sezione poesia della rivista "Nuovi Argomenti". Alessandra Corbetta (www.alessandracorbetta.net) è nata a Erba (CO) il 4 dicembre 1988. È dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione e dei Media, ha conseguito un Master in Digital Communication e attualmente è iscritta a un secondo Master in Storytelling; è Teaching Assistant presso l’università LIUC – Carlo Cattaneo e lavora come formatrice aziendale in ambito di Comunicazione e Media. Ha scritto per la rivista culturale “Alfabeta2” e scrive periodicamente per “ClanDestino”. Ha pubblicato il romanzo «Oltre Enrico (Cronistoria di un Amore sul finale)» (Silele Edizioni 2016) e le raccolte poetiche «L’amore non ha via» (Flower-ed 2016), «Essere gli altri» (Lieto Colle 2017) e «Corpo della gioventù» (Puntoacapo Editrice), finalista al Premio Città di Como. Scrive per il giornale online “Gli Stati Generali e per il Progressoline”. Per il blog “Menti Sommerse” ha diretto la rubrica poetica “I Fiordalisi” e per il blog “Tanti Pensieri” cura lo spazio poetico “Il pensiero di Alex”.  Ha collaborato come Web e Social Media Director con “La Casa della Poesia” di Como, partecipando anche all’organizzazione di reading ed eventi poetici, tra cui il Festival Europa in Versi. Ha vinto e ricevuto segnalazioni di merito a diversi concorsi poetici, tra cui il premio speciale della giuria a “Ossi di seppia” e il secondo premio a “Inedito Torino”.    

17/01/2020 13:13
Recanati, prorogata la mostra "Paesaggio Italiano" di Vittorio Sgarbi

Recanati, prorogata la mostra "Paesaggio Italiano" di Vittorio Sgarbi

Prorogata fino all’8 marzo 2020 la mostra fotografica “Paesaggio Italiano – L’Infinito tra Incanto e Sfregio", a cura di Vittorio Sgarbi nel museo civico di Villa Colloredo Mels di Recanati. L’Incanto, lo Sfregio, il Paesaggio Umano, l’Utopia, il Paesaggio Interiore e la Città. Sono le sei sezioni in cui si articola la mostra. Il progetto, promosso dall’associazione culturale Lo Stato dell’Arte, organizzato in collaborazione con il Comune di Recanati e Sistema Museo, nasce da un’idea dei suoi storici collaboratori Sauro Moretti, manager, e Nino Ippolito, ufficio stampa. Nell’anno in cui si celebrano i duecento anni de L’Infinito di Giacomo Leopardi, una rassegna di fotografia contemporanea che racconta il rapporto tra uomo e natura, tema leopardiano e attualissimo. LA MOSTRA Il paesaggio italiano in mostra viene raccontato attraverso scatti che sono piccole e grandi storie, dalla bellezza al degrado, nelle immagini di 58 fotografi, tra professionisti ed amatori evoluti, i cui lavori sono stati selezionati da Sgarbi tra migliaia di autocandidature arrivate. Sono 90 le foto in mostra, e non è solo la bellezza ma sono soprattutto le storie dei luoghi e le gesta dei suoi abitanti a segnare il paesaggio italiano nelle sue contraddizioni, tra tran tran quotidiano e situazioni straordinarie, in un passato glorioso col futuro ancora da scrivere.

15/01/2020 10:13
Archeologia preistorica a Tolentino: al via un convegno al Castello della Rancia

Archeologia preistorica a Tolentino: al via un convegno al Castello della Rancia

Archeologia preistorica a Tolentino. Nuove acquisizioni per lo studio del Mesolitico nelle Marche e in Italia”. Questo il titolo del convegno che si terrà mercoledì 15 gennaio, alle ore 17, presso la sala conferenze “Roberto Massi Gentiloni Silverj”, adiacente al Museo archeologico “Silverj” nell'ala nord del Castello della Rancia. È infatti, notizia di questi giorni dei risultati delle indagini archeologiche preventive e che non ritardano minimamente la normale prosecuzione del cantiere svolte presso il sito del futuro Campus scolastico “Filelfo” che sorgerà in Contrada Pace a Tolentino. Gli scavi sono stati svolti sotto la direzione scientifica di Stefano Finocchi e Paola Mazzieri della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, operativamente lo scavo è diretto dalla Cooperativa ArcheoLab (Alessandra d’Ulizia) con il supporto indispensabile di personale specializzato dell’Università degli Studi di Ferrara, Università di Roma La Sapienza e Università di Firenze (Davide Visentin, Alessandro Potì, Arianna Cocilova). Il lavoro di sinergia tra la Soprintendenza,Marta Mazza, la Provincia di Macerata,Antonio Pettinari, e il Comune di Tolentino con il sindaco Giuseppe Pezzanesi, ha portato alla individuazione e alla salvaguardia di un insediamento tra i più importanti e significativi della preistoria non solo italiana, ma europea.  Le ricerche hanno permesso di portare alla luce i resti di un accampamento preistorico databile a circa 11-10.000 anni fa ossia alla fase antica del Mesolitico. Si tratta del periodo preistorico che segue il Paleolitico, l’epoca delle grandi glaciazioni, e precede il Neolitico, in cui avviene il passaggio ad un’economia basata su agricoltura e allevamento e la conseguente sedentarizzazione. Il Mesolitico rappresenta un momento particolarmente significativo della nostra storia più antica in quanto si caratterizza per il definitivo adattamento degli ultimi gruppi di cacciatori-raccoglitori europei alle condizioni climatiche e ambientali che si sono create al termine dell’Ultima Glaciazione, nonché per la presenza di importanti cambiamenti sia socio-economici che tecnologici.  L’eccellente stato di conservazione e la grande ricchezza del sito in termini di materiale recuperato (diverse migliaia di manufatti litici e scarti di lavorazione) ne fanno sicuramente uno dei ritrovamenti più importanti e significativi a livello italiano ed europeo per la ricostruzione dei modi di vita dei nostri antenati preistorici, oltre ad essere il primo sito mesolitico scavato in maniera estensiva nelle Marche.  Come detto, i risultati delle attività di scavo verranno illustrati nel corso del convegno “Archeologia preistorica a Tolentino. Nuove acquisizioni per lo studio del Mesolitico nelle Marche e in Italia”. che si terrà mercoledì 15 gennaio, alle ore 17, presso la sala conferenze “Roberto Massi Gentiloni Silverj”, adiacente al Museo archeologico “Silverj” nell'ala nord del Castello della Rancia. Questo importante momento di studio sarà aperto, alle ore 17 dai saluti del Sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, della Soprintendente SAPAB Marche Maria Mazza e del Presidente della Provincia di Macerata Antonio Pettinari. Questi gli interventi in programma: ore 17.15 S. Finocchi P. Mazzieri Funzionari SABAP Marche “Attività di tutela e di ricerca per il più antico popolamento del maceratese”; ore 17.30 M. Piersanti dell’Università degli Studi di Ferrara “Insediamenti Paleolitici nelle Marche”; ore 18.00 F. Fontana dell’Università degli Studi di Ferrara “Il Mesolitico: gli ultimi popoli cacciatori-raccoglitori della Preistoria”; ore 18.30 A. D’Ulizia, D. Visentin, A. poti, A. Cocilova Archeologi ArcheoLAB “L’accampamento mesolitico di contrada Pace a Tolentino. dall’archeologia preventiva allo scavo in estensione: risultati attesi e obiettivi degli studi”.  Va ricordato che il sito di contrada Pace a Tolentino è stato perfettamente conservato dai fanghi alluvionali deposti dal fiume Chienti. Grazie ad uno scavo attento e minuzioso è possibile riconoscere a distanza di diversi millenni la superficie su cui i cacciatori mesolitici camminavano, i focolari che hanno acceso e i punti in cui hanno svolto particolari attività quali la scheggiatura della selce per produrre strumenti da lavoro e armi da caccia, la macellazione delle prede e la lavorazione di materiali organici quali il legno e l’osso. Inoltre, è stato messo in luce un importante accumulo conchigliare formato da diverse centinaia di gusci di gasteropodi terresti eduli (Helix pomatia) in associazione ad abbondanti manufatti litici, frammenti ossei, carboni, concotti e ciottoletti di calcare. Tra questi particolarmente rilevanti sono i resti ossei, che presentano un grado di preservazione nettamente migliore rispetto agli altri settori di scavo. Il rapido seppellimento li ha infatti protetti dai normali fenomeni di weathering che caratterizzano il suolo. La presenza di elementi significativi quali denti e mandibole e in generale di frammenti ossei di grosse dimensioni consentirà, in fase di studio, un elevato tasso di determinazione e quindi la possibilità di ricostruire in dettaglio le strategie di caccia dei gruppi mesolitici che hanno occupato il sito. Esempi di “escargotières” datati tra il Pleistocene finale e l’Olocene sono noti da vari contesti archeologici dell’areale circummediterraneo, in particolar modo da siti del Nord Africa, della Penisola Iberica, dei Pirenei e del Vicino Oriente. Nonostante questo, evidenze simili non sono affatto comuni nel territorio italiano. Conseguentemente, lo strato conchigliare individuato rappresenta una scoperta di eccezionale rilievo.  

14/01/2020 14:27
"La sottile magia delle incisioni": vernissage per la mostra di Carlo Iacomucci

"La sottile magia delle incisioni": vernissage per la mostra di Carlo Iacomucci

"La sottile magia delle incisioni" del maestro Carlo Iacomucci sarà al centro del terzo evento curato dalla prof.ssa Amneris Ulderigi, in collaborazione con Caterina Garofoli, per mettere in luce l'Arte bella del maestro che vive e opera a Macerata. La mostra, compresa nel ciclo "Percorsi Arcobaleno", si terrà presso la casa vinicola "Garafoli" in via Carlo Marx 123, a Castelfidardo.  Il vernissage è previsto per sabato 18 gennaio 2020 alle ore 17:15, con presentazione a cura di Amneris Ulderigi e partecipazione delle "Persone libro- Associazione Culturale DONNEdiCARTA".  La mostra rimarrà aperta sino al 29 febbraio 2020 con il seguente orario di apertura: dal lun. al ven. 8,30-13,00 / 14,30-19.30      

13/01/2020 18:45
Potenza Picena, presentazione del libro fotografico su Buford in onore dei promotori del gemellaggio con l'Inghilterra

Potenza Picena, presentazione del libro fotografico su Buford in onore dei promotori del gemellaggio con l'Inghilterra

In occasione della presentazione del libro fotografico su Burford, svoltasi all’Auditorium Scarfiotti, dedicato ai coniugi Pina e George Dernowski promotori del gemellaggio con la cittadina inglese dell’Oxfordshire, il consigliere del Distretto del Cotswold Derek Cotteril ha avuto un incontro in Municipio con il Sindaco Noemi Tartabini, con il Presidente del Consiglio Comunale Mirco Braconi e con l’Assessore Luisa Isidori. Cotterill, insieme ad Enzo Romagnoli sono stati i promotori della pubblicazione donata, in prima edizione, al Comune di Potenza Picena. I progetti per rivitalizzare il gemellaggio, siglato nel 2001, è stato l’argomento sul quale Braconi e Cotterill hanno avuto modo di confrontarsi. “Da parte nostra  - ha sottolineato il Presidente del Consiglio potentino – c’è la volontà di rafforzare i rapporti tra le due cittadine, soprattutto sotto il profilo culturale e sportivo”. Lo stesso Cotterill ha convenuto in questo individuando due progetti su cui lavorare: uno incentrato sulla musica e sulla cultura coinvolgendo le scuole e l’altro su scambi sportivi, in particolare con l’Hockey su prato visto che entrambe le cittadine hanno una lunga tradizione relativa a questa disciplina. Progetti che verranno proposti al Consiglio Comunale di Burford il prossimo 20 gennaio mentre per il mese di aprile è prevista una visita nella cittadina inglese da parte di una delegazione del Comune di Potenza Picena.

13/01/2020 11:54
Macerata, "Declinazioni di donna": al via la mostra fotografica di Paolo Cudini a Palazzo Ricci

Macerata, "Declinazioni di donna": al via la mostra fotografica di Paolo Cudini a Palazzo Ricci

Palazzo Ricci, dal pomeriggio del 10 gennaio, data dell’inaugurazione, fino al 26 dello stesso mese, ospita la mostra fotografica “Declinazioni di Donna” di Paolo Cudini, promossa dall’Inner Wheel Club di Macerata in collaborazione con la Fondazione Carima, che mette a disposizione dell’evento la sua prestigiosa location. Immagini di donne immerse in momenti di vita quotidiana e contesti più diversi, colte ignare dallo scatto curioso di Paolo Cudini, apprezzato fotografo maceratese che vanta numerosi premi per mostre realizzate in Italia e anche all’estero. A far da cornice ad alcune delle foto più significative i versi della scrittrice Beatrice Monceri, di origine sarde ma maceratese di adozione, che guidano il visitatore a cogliere e partecipare agli stati d’animo del mondo declinato al femminile. L’Inner Wheel Club di Macerata, - spiega la Presidente Marina Leombruni – che ha voluto inaugurare la mostra proprio nel giorno in cui festeggia l’Inner Day, intende dare il proprio contributo alla diffusione di una maggiore consapevolezza del ruolo della donna nel contesto sociale economico e culturale dei nostri giorni. “Negli ultimi anni – afferma la Presidente della Fondazione Carima Rosaria Del Balzo Ruiti – è stato sicuramente fatto molto in termini di pari opportunità, ma la strada è ancora lunga se nel 2020 si parla ancora troppo spesso di donne come quote rosa. Ben vengano pertanto iniziative come questa, che contribuiscono a tenere viva l’attenzione sul ruolo della donna in una società estremamente complessa come quella in cui viviamo”. La mostra si sviluppa in quattro sale, con più di trenta immagini appese e altrettante stampate su carta fotografica posizionate a terra in ordine sparso. È inusuale il modo di disporre le foto in modo “palpabile” da chi le vede, ma si tratta della firma personale dell’artista fotografo. L’esposizione sarà aperta tutti i sabati e le domeniche fino al 26 gennaio, con orario 10.30-13 e 14.30-17.30.

11/01/2020 08:47
Macerata, la casa editrice Biblohaus partecipa al Salone della Cultura di Milano

Macerata, la casa editrice Biblohaus partecipa al Salone della Cultura di Milano

La casa editrice maceratese Biblohaus anche quest’anno parteciperà al “Salone della Cultura” di Milano i prossimi 18 e 19 gennaio . Com’è noto Biblohaus si occupa di bibliofilia, bibliografie, collezionismo, antiquariato librario e anastatiche di libri rari ormai dal 2008 e partecipa alle più qualificate fiere del settore: dopo la presenza a Milano infatti sarà a “C’era una volta il libro” a Cesena il 15 e 16 febbraio poi sarà presente a “il Filo di Arianna” il 17, 18 e 19 aprile nella prestigiosa cornice del Labirinto della Masone a Fontanellato di Parma, regno incontrastato del celeberrimo Franco Maria Ricci. In tutti questi appuntamenti Biblohaus esporrà tutta la produzione libraria dal 2008 ad oggi e presenterà le novità 2020. A cominciare dall’interessantissimo saggio “Il curioso caso del Sidereus Nuncius M-L” cioè la traduzione italiana del breve ma efficacissimo scritto di Owen Gingerich dove il famoso astronomo e scrittore certifica in maniera definitiva la falsificazione del famoso “Siderus Nuncius” di Galileo Galileo ad opera di Marino Massimo de Caro e controbatte alle affermazioni dello studioso tedesco Horst Bredekamp e della sua equipe che dopo studi lunghi e costosissimi studi avevano invece dichiarato l’assoluta veridicità della copia fatta invece dal de Caro.  Un’altra curiosa novità è il prototipo della prima riproduzione mondiale della famigerata Litolatta “Parole in Libertà” di Filippo Tommaso Marinetti, creatore del Futurismo la cui Litolatta è l’oggetto simbolo del Futurismo stesso. La Litolatta “Parole in Libertà” del 1932 è il primo libro di metallo concepito e realizzato nel mondo ad opera di Filippo Tommaso Marinetti con immagini di Tullio d’Albisola e realizzato da Vincenzo Cosenza nella sua fabbrica di Savona “Litolatta” (da qui il nome del libro). Il libro è fatto da 15 fogli di metallo stampati ed illustrati e rilegati all’interno di un cilindro anch’esso di metallo, il libro poi è inserito in un contenitore illustrato (di metallo) che però non sarà presente al Salone della Cultura di Milano. La realizzazione di questo affascinantissimo Volume ha richiesto mesi di lavoro e preparazione, decine di bozze e varie prove tecniche di realizzazione dal momento che la fabbrica, i macchinari e i disegni di produzione originali non esistono più.  Biblohaus ha naturalmente in catalogo anche altre novità cartacee sia in tiratura normale che limitata e, per chi non potesse essere presente a Milano o nelle altre fiere del libro, l’invito è di andare sul sito www.biblohaus.it o di andare direttamente nella sede della casa editrice a Macerata in via Trento 14 (tel. 0733.265384 ).   

10/01/2020 12:52
Civitanova, al via la terza edizione del premio Annibal Caro

Civitanova, al via la terza edizione del premio Annibal Caro

Riparte l’organizzazione del Premio Annibal Caro alla traduzione, giunto alla terza edizione, con la conferma della peculiarità partecipativa e il conseguente coinvolgimento degli appassionati di lettura per costituire la Giuria popolare. La scorsa edizione furono in 120 a iscriversi, con una sezione Under 24, e in ben 87 portarono a termine la lettura dei tre libri finalisti decretando il vincitore del premio, Luca Fusari, che quest’anno è entrato di diritto nel prestigioso Comitato Tecnico, formato da scrittori, traduttori, critici, linguisti. La nuova Giuria dei Lettori leggerà i tre libri scelti dal Comitato tecnico, tra le migliori traduzioni in italiano di narrativa pubblicate nel 2019, e sarà chiamata a votare per decretare il vincitore della terza edizione che sarà premiato il prossimo 6 giugno 2020, nel giorno in cui si ricorda la nascita di Annibal Caro. Il Premio nasce con l’intento di valorizzare in chiave contemporanea il grande lavoro di mediazione culturale svolto dal letterato civitanovese, dando il giusto riconoscimento alla figura e al ruolo del traduttore che ci permette oggi di conoscere autori e autrici di altri paesi e di aprirci ad altre culture. L’esperienza della scorsa edizione, che ha ricevuto il patrocinio della Regione Marche e del Comune di Civitanova, ha confermato quanto sia stimolante addentrarsi in altre letterature con autori e traduttori di altissimo livello, basti pensare che nel podio della classifica per le traduzioni che l’inserto del quotidiano Corriere della Sera stila per il 2019, ci sono Silvia Pareschi (primo posto) e Bruno Arpaia, finalisti del Premio Caro e Fabio Pedone ed Enrico Terrinoni, vincitori della prima edizione e componenti del Comitato Tecnico. Grazie anche ai libri di assoluto valore, scelti dal Comitato tecnico, la Giuria dei Lettori ha potuto “viaggiare” dall’Irlanda di Mike McCormack, ai Paesi Baschi di Fernando Aramburu, fino a oltrepassare l’oceano e approdare negli Stati Uniti di Denis Johnson e soprattutto lo ha fatto condividendo il viaggio con gli altri lettori-giurati. Il Comitato promotore del Premio Annibal Caro, formato da Maria Grazia Baiocco, Anna Maria Domenella, Rosetta Martellini, Lorella Quintabà e da quest’anno anche dalla traduttrice Federica Alessandri e con la collaborazione del giornalista Antonio Prenna, ha attivato delle proficue collaborazioni in particolare con il Liceo Da Vinci di Civitanova, che ha tra l’altro programmato diversi laboratori di traduzione rivolti ai suoi studenti, con le librerie della città, con il Festival letterario Macerata Racconta e con il Festival La parola che non muore di Civita di Bagnoregio al cui interno si svolge il Premio di Poesia dedicato ad Annibal Caro, gemellato con il Premio civitanovese. C’è tempo fino a metà gennaio per iscriversi inviando una mail a premiocaro@gmail.com  

08/01/2020 09:13
Torna la rassegna "Parlare Futuro": programma completo e ospiti della nona edizione

Torna la rassegna "Parlare Futuro": programma completo e ospiti della nona edizione

“Le conseguenze delle nostre azioni ci prendono per i capelli, del tutto indifferenti al fatto che nel frattempo si sia migliorati” tuona l’aforismo 179 di Al di là del bene e del male di Friedrich Nietzsche, opera ultima e capitale del filosofo tedesco del superuomo e del nichilismo, che provoca ancor oggi le coscienze e suscita discussione, ontologica e non, sulla nostra contemporaneità. Quali sono le conseguenze delle nostre azioni? Superando etica e morale, le antiquate concezioni di bene e male che il diciannovesimo secolo si teneva strette come coriacea armatura, si arriva alla libertà personale, filosofica e psicologica dal sistema culturale che il filosofo di Rücken agogna. Ma quali sono le sue conseguenze?  Se da una parte il sistema filosofico nietzschano nella Gaia Scienza invita a credere “che bisogna stabilire di nuovo il peso di tutte le cose”, e riconoscere i propri bisogni e ciò che per l’essere ha davvero valore, senza più guardare alle stantie definizioni di bene e male fin de siécle, dall’altra pone un interrogativo latente terribile, quali saranno le conseguenze di un sistema di valori non più condivisi e comuni per l’umanità? Cosa genererà l’anarchia dello spirito e delle azioni (basate su valori personali e non più comuni) in una comunità/umanità che però può sopravvivere solo che congiunta? Quali conseguenze ci tireranno per i capelli, implacabili, dopo aver fatto filosofia col martello?  A questi interrogativi irrinunciabili al giorno d’oggi risponderanno gli ospiti della rassegna Parlare Futuro 2020, che sceglie provocatoriamente come suo fil rouge proprio il titolo dell’opera ultima di Nietzsche, Al di là del bene e del male, e come ospiti filosofi di fine sensibilità, come Umberto Galimberti, Marcello Veneziani e Nicla Vassallo, e interessati intellettuali come il poeta Franco Arminio e la scrittrice e conduttrice televisiva Enrica Bonaccorti.  La rassegna viaggerà nel freddo inverno attraverso le Marche, e il suo viaggiare è esso stesso sintomo di irrequieta ricerca e volontà di dialogo con il grande pubblico.  Parlare Futuro 2020: il programma completo degli appuntamenti  Si partirà da Porto Sant’Elpidio, il 9 Gennaio alle 21:15 presso il Teatro delle Api con il filosofo Umberto Galimberti, e il suo intervento dall’emblematico titolo ‘Nietzsche. Come si filosofa con il martello’ che, citando il celeberrimo sottotitolo de’ Il crepuscolo degli idoli, si dirigerà verso l’analisi filosofica ed ontologica del nichilismo e verso il ritratto del suo irrequieto fondatore.  A seguire, il 16 gennaio alle 21,15, a Porto Recanati presso il Castello Svevo, sarà ospite della rassegna il poeta Franco Arminio, che analizzerà i riflessi dell’assenza di bene e male nella prospettiva dell’amore, e di come esso possa forse portare nuovi valori, forti e impetuosi come la passione, e condivisi dagli innamorati come pane e quotidiano. Il 18 gennaio alle 21,15 sarà ospite nella città di Sarnano, sotto le Logge di via Roma, il filosofo Marcello Veneziani, con un intervento dal titolo Dispera bene,  che si focalizza proprio su come affrontare la vita quando non ci sono più valori prestabiliti. Invece il 30 Gennaio, sempre alle 21,15, presso il Teatro delle Logge di Montecosaro, sarà la celebre filosofa Nicla Vassallo a raccontare al pubblico, dialogando, come la filosofia di Nietzsche possa essere una proposta de facto per il futuro, in un intervento intitolato Al di là del bene e del male. Gender. Chiuderà la rassegna con spirito e sagacia Enrica Bonaccorti, che, il 5 Febbraio alle 21,15 presso la Sala del Consiglio di Loreto, attraverso il personaggio del romanzo Il Condominio, Cico, racconterà attraverso la narrazione cosa vuol dire per un giovane uomo abbracciare la filosofia del martello, cercare la libertà dai vincoli societari in una perfetta solitudine ed equilibrio libertario, e trovarsi però sempre continuamente tirato e contemporaneamente attratto verso la comunità, personificata dal condominio, che lo cerca e avviluppa, che vuole con lui costruire nuovi rapporti e regole condivise.  La direttrice artistica della rassegna, Oriana Salvucci, ha così definito fil rouge e intento di Parlare Futuro 2020, e così commentato la scelta dei suoi geniali ospiti: "Mi fido dei filosofi perchè pongono domande alle nostre coscienze quiescenti, mi fido dei filosofi perchè incitano alla ribellione, mi fido dei filosofi perchè indicano le vie strette, quelle poco frequentate, mi fido dei filosofi perchè invitano a rifuggire il pensiero già pensato, il pensiero omologato, il non-pensiero. E' da questa premessa che nasce il fil rouge della nona edizione di Parlare Futuro, Al di là del bene e del male, una provocazione di chiara matrice nicciana. Un omaggio al Nietzsche demolitore, al Nietche che filosofa col martello, al Nietzche contrario all'ipostasi delle verità. E' sul solco della decostruzione-costruzione che si inseriscono gli interventi degli ospiti dell'edizione 2020, da Umberto Galimberti che traccerà la strada a Franco Arminio, da Marcello Veneziani a Nicla Vassallo, per finire con Enrica Bonaccorti e la sua narrazione. La nona edizione è un inno alla vita come divenire, alla necessità di pensare e porre interrogativi, al bisogno di confrontarsi con l'ignoto e con l'angoscia dell'imprevedibile per mettere in discussione le certezze a cui siamo abbarbicati e le più comode verità".  

04/01/2020 10:20
Civitanova, aperture straordinarie alla Pinacoteca "Moretti"

Civitanova, aperture straordinarie alla Pinacoteca "Moretti"

Continua il Grand Tour Cultura 2019-2020 “Passato Futuro. Musei, archivi e biblioteche da custodi delle tradizioni a centri di sviluppo per il territorio”. All’iniziativa aderisce anche la Pinacoteca civica “Marco Moretti” di Civitanova che propone anche nel 2020 le aperture straordinarie e precisamente il 4, 5 e 6 gennaio dalle ore 17,00 alle ore 20,00. Sabato 4 gennaio 2020 sarà possibile usufruire delle visite guidate con la dottoressa Enrica Bruni, direttore della Pinacoteca. L’ingresso, la visita guidata e le cartoline artistiche sono gratuiti. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Civitanova Marche, Regione Marche, Pinacoteca civica Marco Moretti, FMC.MAB Marche e Azienda Teatri di Civitanova.

30/12/2019 16:30
Intervista a Silvia Cempini, violoncellista e fondatrice del Phoenix Ensemble (FOTO)

Intervista a Silvia Cempini, violoncellista e fondatrice del Phoenix Ensemble (FOTO)

Silvia Cempini è una giovanissima, ma affermata violoncellista recanatese che oggi vive tra Rotterdam (in Olanda) e Monaco di Baviera (in Germania), dove si è affermata come musicista. È tra le fondatrici del progetto musicale del "Phoenix Ensemble", con il quale ha concerti programmati sino al 2021 nelle sale concerto italiane, tedesche e olandesi. Sin da piccola è stata contornata dalla musica visto che la mamma è uno dei primi violini all’Opera di Monaco di Baviera, mentre il padre è un contrabbassista marchigiano, fondatore ed ex-primo contrabbasso dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana che tuttora insegna al Conservatorio Rossini di Pesaro. Le abbiamo chiesto di raccontarci la sua passione e il suo legame con le Marche, regione nella quale è nata e vissuta sino ai 4 anni.  Quando e come nasce la decisione di approfondire lo studio del Violoncello? Cosa ti ha spinto a scegliere proprio questo strumento? Venendo da un ambiente di musicisti professionisti, la musica è sempre stata molto presente ed importante durante la mia infanzia (e naturalmente anche dopo). Per questo penso che sia stato naturale per me voler imparare uno strumento musicale abbastanza presto. All’età di 4 anni, subito dopo essermi trasferita a Monaco di Baviera, volli assolutamente imparare a suonare il contrabbasso, come mio papà, ma ai tempi non esistevano ancora contrabbassi per bambini, perciò i miei genitori decisero di farmi cominciare con uno strumento un pò più piccolo, il violoncello, pensando che avrei sempre potuto cambiare più tardi. Alla fine però m’innamorai dello strumento e al contrabbasso non ci pensai proprio più.  Avere due affermati musicisti come genitori quanto ha influito nello sviluppare la tua passione? Raccontaci di loro. Ti hanno indirizzata o lasciata libera di fare le tue scelte nel mondo della musica?  Mia mamma è una dei primi violini all’Opera di Monaco di Baviera, mio padre, contrabbassista marchigiano, è il fondatore ed ex-primo contrabbasso dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana e insegna tuttora al Conservatorio Rossini di Pesaro. Come già accennato, la musica è sempre stata molto presente nella mia vita quotidiana, anche i miei nonni e i miei zii sono musicisti professionisti in varie orchestre tedesche. Ho passato una gran parte della mia infanzia nel teatro dell’opera di Monaco (mentre mia mamma suonava), luogo che, ancora oggi mi dà un senso di “casa” appena ci metto piede. Ascoltare e parlare di musica, assistere a concerti, come suonare musica da camera insieme (anche con altri musicisti e colleghi del teatro), sono sempre state attività regolari di famiglia. Anche mia nonna è una violoncellista e, durante un periodo nella mia adolescenza, ricevetti lezioni di violoncello e di pianoforte da lei. Sinceramente, I miei genitori non mi hanno mai forzato nella scelta di intraprendere la carriera da musicista professionista, ho frequentato un liceo classico (non musicale) a Monaco e, accanto alle lezioni di violoncello, ho ricevuto anche una formazione di danza classica, fino ai 17 anni. La scelta di diventare comunque violoncellista professionista era semplicemente dovuta al fatto di sentire un grande amore e un forte senso di identificazione per lo strumento e per la musica in sé. Quando suono mi sento me stessa e “a casa”, e questi sentimenti prevalgono su tutte le altre opzioni e le difficoltà che questo mestiere comporta.  Sei nata a Recanati e hai vissuto nelle Marche fino ai 4 anni, prima del trasferimento a Monaco di Baviera. Sappiamo che sin da piccola hai assistito alle opere della stagione lirica di Macerata, che fascino hanno esercitato su di te?  Un gran fascino. Ascoltare un’opera in un posto come lo Sferisterio  è magico, per me è sempre stata ed è tuttora un’esperienza travolgente. Ricordo che durante certe recite il cielo era completamente stellato e sembrava completamente in simbiosi con il palco dello Sferisterio, in certi momenti sembrava che il tempo stesso si fosse fermato per ascoltare le storie di Mimì, Floria Tosca, Rigoletto... Ora vivi tra l'Olanda (Rotterdam) e la Germania (Monaco di Baviera) e sei riuscita ad affermarti come violoncellista. Ci racconti come è decollata la tua carriera da professionista?  In realtà è stato un processo abbastanza naturale. Verso la fine del mio Bachelor e l’inizio del Master cominciai a suonare sempre di più in giro per l’Europa in varie formazioni (cameristiche/solistiche ed orchestrali). Un concerto tirò dietro l’altro e gli impegni e le opportunità divennero sempre più numerose e frequenti. Ci spieghi meglio il progetto del Phoenix Ensemble che ti vede tra le protagoniste, e con il quale stai girando l'Italia e l'Europa in concerto?  Il Phoenix Ensemble è nato 2017 grazie all’amicizia tra me e la clarinettista bergamasca Letizia Elsa Maulà e il nostro amore per la musica da camera. L’idea era di creare un Ensemble con componenti fissi, con cui poter lavorare regolarmente ed esibirsi in varie formazioni, cosa che dà molte più possibilità e libertà riguardo la scelta del repertorio e delle venues. Al momento l’Ensemble è formato da vari musicisti  internazionali (che provengono, oltre che dalla Germania e l’Italia, anche dal Kazakistan e dagli Stati Uniti) e si esibisce regolarmente in sale da concerto olandesi, tedesche e italiane e ha concerti pianificati fino al 2021. Il nome Phoenix deriva dall’uccello leggendario che rinasce dalle proprie ceneri, è ispirato alla città di Rotterdam, dove ho conosciuto Letizia durante i miei studi, nella quale (insieme a Monaco di Baviera), sono tuttora residente, e alla quale siamo entrambe molto affezionate. La città,  dopo essere stata bombardata nel 1943, è stata ricostruita e reinventata completamente, diventando quello che è al giorno d’oggi. Qual è secondo te il modo migliore per riportare la musica classica tra i giovani?  Potrei immaginare vari modi. In generale credo sia essenziale trasmettere ai giovani l’importanza della cultura, non come un bene di lusso, ma come una parte importante della definizione della civilizzazione umana. Da parte dello Stato penso che questo voglia dire: continuare ad investire sulle orchestre, supportare giovani artisti e nuove idee e creare delle realtà di lavoro interessanti per le nuove e future generazioni di artisti. Individualmente penso che sia importante circondare la gioventù fin dall’infanzia con arte e musica, frequentare concerti e idealmente insegnare a suonare uno strumento musicale.  E sono convinta che anche noi artisti abbiamo un ruolo importante per riavvicinare i giovani all'ascolto della musica classica, creando per loro dei momenti speciali e formativi durante i nostri concerti e trasmettendogli il concetto che non si tratta di un’arte invecchiata o “morta”, ma di una forma d’arte piena di vita. C'è speranza di ammirarti in concerto anche nelle Marche? Torni spesso?  Probabilmente avrò delle opportunità concertistiche nelle Marche durante l’estate 2020. Date più vicine in Italia saranno a marzo a Bergamo e a Firenze in primavera.  

24/12/2019 12:02
San Severino, inaugurata la mostra "Scherza con i Fanti e lascia stare i Santi"

San Severino, inaugurata la mostra "Scherza con i Fanti e lascia stare i Santi"

Una mostra dedicata alle tante donne e ai tanti uomini, nei rispettivi ruoli della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’ordine, del volontariato, degli enti di tutela, degli operatori della comunicazione; che con sacrificio, fatica e dolore, animati da quella sorta di inspiegabile “sacro furore” che ci pervade nei momenti d’emergenza, hanno lavorato al recupero delle numerosissime testimonianze di devozione e d’arte nel territorio ferito dal sisma del centro Italia nel 2016. Con questo messaggio di benvenuto, a tre anni esatti dal terremoto, nella pinacoteca civica “Tacchi Venturi” di San Severino Marche il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, e l’architetto settempedano Luca Maria Cristini, hanno inaugurato la mostra “Scherza con i fanti e lascia stare i santi”. L’esposizione presenta una serie di fotografie scattate in piena emergenza che riprendono primi piani, piani americani e mezzi piani di statue distrutte o devastate dalle scosse, cadute sotto il peso della terra che tremava, spazzate via da crolli e rovine. “Una mostra per aiutare a non dimenticare, che ha un grande valore per quello che vuole rappresentare. È una cosa bella e non era giusto che lei la tenesse tutta per sé” - ha sottolineato il sindaco Piermattei, dopo aver inaugurato la mostra accompagnata in visita alla stessa dall’autore degli scatti. La breve ma intensa cerimonia è stata caratterizzata da un doppio taglio del nastro: un nastro tricolore, come avviene nelle manifestazioni ufficiali, e un nastro in pluriball, segno distintivo dell’allestimento dell’esposizione ma anche di tante operazioni di recupero del patrimonio devozionale che sarà raccontato con questo evento in pinacoteca fino al 20 gennaio 2020. L’ingresso è gratuito. All’inaugurazione erano presenti anche Alberto Pellegrino, sociologo e critico fotografico che ha seguito personalmente l’intero allestimento, il presidente del Consiglio comunale, Sandro Granata, l’assessore Tarcisio Antognozzi, il consigliere di minoranza Francesco Borioni, il presidente della Fondazione Claudi, Massimo Ciambotti. Venerdì prossimo (27 dicembre), alle ore 17,30, sarà presentato nelle sale espositive che accolgono le fotografie di Cristini, anche il catalogo che accompagna la mostra, edito dalla Hexagon Group nel corso di un incontro dal titolo: “Si può scherzare coi Santi?”. All’appuntamento è prevista la partecipazione della giornalista Maria Francesca Alfonsi e di Alberto Pellegrino, sociologo e critico fotografico.

23/12/2019 11:51
FORM, colonna sonora delle Marche, presenta la nuova stagione sinfonica di Macerata

FORM, colonna sonora delle Marche, presenta la nuova stagione sinfonica di Macerata

Sei concerti e un fuori abbonamento: si chiama Sound Experience - Beethoven 250 la nuova stagione sinfonica della FORM a Macerata, presentata dagli Amministatori locali e dal presidente e direttore artistico FORM Carlo Pesaresi e Fabio Tiberi. “Il 2019 è per noi un anno speciale perché abbiamo avviato un nuovo progetto di comunicazione che abbraccia musica e territorio e che la pone al centro dello sviluppo e della diffusione della cultura musicale nel territorio regionale, identificandola come la colonna sonora delle Marche - ha spiegato Pesaresi -. È speciale anche nel rapporto con la città di Macerata, sia con l’attività dello Sferisterio e della Rassegna Nuova Musica, sia con le realtà musicali cittadine”.  Come tradizione, il cartellone maceratese si apre con il Concerto per il Nuovo Anno, in programma giovedì 2 gennaio, diretto da David Crescenzi. Sul palco del Teatro Lauro Rossi insieme alla FORM, con musiche di Verdi, Bellini, Puccini, Brahms, Strauss, Offenbach, il soprano Maria Sardaryan. La stagione, illustrata da Tiberi, si inaugura con una vera chicca: venerdì 14 gennaio nel teatro cittadino riecheggiano le note di Beethoven Egmont, musiche di scena per la tragedia di Johann Wolfgang von Goethe. In questo ciclo di apertura si esibiscono la giovane direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, Saverio Marconi come voce recitante e il soprano Angela Nisi. Il 28 gennaio è la volta di due giovani interpreti per il programma Anima Russa: Čajkovskij - Šostakovich, ovvero la violoncellista Miriam Prandi e il direttore Alessandro Bonato, tra i più interessanti della nuovissima generazione, vincitore del 3° premio assoluto alla The Nicolai Malko Competition for young conductors 2018. Hubert Soudant, il 18 febbraio, dirige la sinfonia n.3 di Mendelssohn “Scozzese” con il violinista Jevgēnijs Čepoveckis, vincitore del premio Postacchini, che interpreta il Concerto per violino e orchestra di Bruch; mentre il 3 marzo torna il violinista serbo Stefan Milenkovich che si misura con il Concerto per violino e orchestra di Beethoven. Previsto nel pomeriggio, alle 18.30 al Teatro Lauro Rossi, anche un incontro con il pubblico. Si conclude il triennio che la FORM ha dedicato a Mahler: l’11 marzo Manlio Benzi è la bacchetta della Sinfonia n. 1 in re magg. “Il Titano” (trascrizione per orchestra da camera di Klaus Simon). Il 2 aprile concerto di chiusura con Musica per immagini - Da Fellini a Kubrick. Federico Mondelci, in veste di direttore e solista, affronta un interessante repertorio di musiche per il cinema – composte ad hoc o tratte da celebri capolavori classici e contemporanei – di Rota, Morricone, Händel, Ortolani (“Per un importante omaggio a questo musicista marchigiano, molto attento alla scrittura sinfonica - ha dichiarato Tiberi”) e Šostakovič. Tutti i concerti iniziano alle ore 21.    Tra le novità del 2020 c’è la campagna “Sostieni la FORM”. Per gli amanti della musica sinfonica c’è la possibilità di sostenere un progetto che, con la musica e attraverso la musica, intende promuovere identità, conoscenza e bellezza, con quote che variano da 30 a 250 euro (all’interno di Art Bonus) e che riconoscono differenti benefit.  La campagna abbonamenti alla stagione sinfonica 2020 parte il 20 dicembre. Gli abbonamenti saranno acquistabili presso il botteghino di piazza Mazzini (da martedì a sabato ore 10.00-13.00 / 16.30-19.30): il costo per 6 concerti è di 60 euro per l’intero e 18 euro per il ridotto riservato agli studenti di Istituti scolastici convenzionati, Accademia di Belle Arti, Università. I singoli concerti hanno tre fasce di prezzo: 18 euro per il biglietto intero; 15 euro per gli spettatori fino a 26 anni e oltre 65, per i possessori della Carta Giovani, per le Associazioni musicali, per i Club Services, per gli abbonati alla stagione teatrale AMAT; 4 euro per le scuole. Abbonamenti e biglietti possono essere acquistati con il bonus cultura 18app e carta del docente.

20/12/2019 12:42
San Severino, una mostra per ricordare il dramma del sisma attraverso le immagini di statue religiose

San Severino, una mostra per ricordare il dramma del sisma attraverso le immagini di statue religiose

Una mostra e un catalogo per ricordare le ferite del sisma e aiutare a non dimenticare. Si intitola “Scherza con i fanti e lascia stare i santi” la mostra di fotografie, scattate sui luoghi del sisma del 2016, che sarà inaugurata domani (sabato 21 dicembre), alle ore 11, nelle sale espositive della biblioteca comunale “Tacchi Venturi”. Le mostra, patrocinata dal Comune di San Severino Marche, presenta una serie di istantanee realizzate dall’architetto settempedano Luca Maria Cristini durante la sua attività professionale nell’area del cratere. All’inaugurazione dell’esposizione seguirà, venerdì 27 dicembre alle ore 17,30, anche un momento di incontro dal titolo: “Si può scherzare coi Santi?” durante il quale sarà presentato il catalogo che raccoglie la serie di fotografie. All’appuntamento è prevista la partecipazione della giornalista Maria Francesca Alfonsi e di Alberto Pellegrino, sociologo e critico fotografico. “La fretta di agire in situazioni di pericolo di crollo, con la minaccia di repliche sismiche anche significative, il costante sottofondo di quei sordi boati che si avvertono solo nelle zone vicine alle faglie, mi ha regalato istantanee talvolta sfocate, mosse o con entrambi i problemi; tuttavia ognuna di queste, che ho scelto con il fondamentale supporto di Alberto Pellegrino - spiega l’architetto Cristini presentando la mostra - sembra trasmetterci un sentimento vivo”. Alberto Pellegrino, sociologo e critico fotografico, nel saggio sul valore della religiosità popolare contenuto nel catalogo scrive: “Esse tuttavia, oltre una loro dignità formale, acquistano il sapore e il valore di una testimonianza riguardante un patrimonio di arte popolare sopravvissuto al dramma del sisma. Queste immagini riescono a trasmettere anche una serie di stati d’animo e di sentimenti che colgono l’osservatore posto di fronte a queste statue, le quali non sono più le protagoniste di un culto popolare, ma sono le testimoni mute di una tragedia che ha sconvolto intere comunità colpite non solo negli affetti familiari, nelle memorie e nelle loro dimore, ma nel loro patrimonio religioso contenuto”. Immagini sconvolgenti per certi versi, che trasmettono le paure, il dolore, la perplessità che possono provare dei semplici “fanti” in situazioni critiche come quelle vissute a causa del terremoto. Nell’introduzione al catalogo, la giornalista Rai Maria Francesca Alfonsi ha scritto: “Cristini, come suo carattere, sceglie la serietà ironica e sapiente di "Scherza coi fanti e lascia stare i Santi" anche in quelle immagini che sono lì a ricordarci, con quelli sguardi clementi, che abbiamo poco tempo ancora per non disperdere definitivamente la superba memoria: non solo la grande arte, ma anche la lunghissima pratica democratica, poiché su questi monti nacque anzitempo l’idea d’Europa. Poco tempo contro l'umana indifferenza. E si sa, senza la memoria non si costruisce il futuro”.  

20/12/2019 09:30
Recanati celebra Giuseppe Persiani nel 150° anniversario della morte

Recanati celebra Giuseppe Persiani nel 150° anniversario della morte

Ricorre quest'anno il doppio anniversario del musicista Giuseppe Persiani, nato a Recanati l'11 settembre del 1799 e morto a Neuilly-sur-Seine, presso Parigi il 13 agosto 1869. Per celebrarlo e conoscerlo meglio, l’Associazione Controvento e l’Associazione Beniamino Gigli, hanno organizzato due conferenze-concerto dedicate a lui e al periodo in cui è vissuto. Entrambi gli eventi sono dedicati al Centro Aiuto alla Vita di Recanati. La prima serata, che si terrà venerdì 20 dicembre alle ore 21.00, avrà come relatore Giuseppe Luppino, Bibliotecario dell’Università di Macerata. Il titolo del suo intervento è “Persiani e il suo tempo” e sarà un viaggio tra la musica a cavallo dei due secoli rapportato alla figura del Persiani e della sua famiglia. Durante la serata sarà scoperto il calco originale in gesso del busto di Giuseppe Persiani donato all’associazione dalla famiglia dello scultore Giuseppe Pirrone autore anche del busto di Beniamino Gigli che si trova al Teatro Persiani.La seconda serata, in programma per sabato 28 dicembre alle ore 21, avrà come protagonista il duo Belcanto Italiano composto dal soprano Astrea Amaduzzi e dal pianista Mattia Peli e il baritono Davide Bartolucci. L’introduzione al concerto sarà curata dal Prof. Paolo Santarelli, regista e ricercatore musicale e storico. Al termine della serata sarà inaugurato il nuovo spazio dell’Associazioine Beniamino Gigli e del Centro Internazionale di Studi per il Belcanto Italiano Beniamino e Rina Gigli.Gli eventi hanno il patrocinio della Regione Marche e dell’Ente Nazionale Associazioni Culturali, e sono stati realizzati in collaborazione con Iustissima Civitas, Stile ‘800, Duo BelcantoItaliano, Incontri d’Opera. L'ingresso è gratuito. 

14/12/2019 18:50
Civitanova, Premio di Poesia Sibilla Aleramo: otto i finalisti

Civitanova, Premio di Poesia Sibilla Aleramo: otto i finalisti

Domenica 15 dicembre, alle ore 17,00, alla Biblioteca comunale Silvio Zavatti di Civitanova Marche si svolgerà l’edizione 2019  del Premio di Poesia Sibilla Aleramo Città di Civitanova Marche. E proprio con un'introduzione su Sibilla Aleramo dell'assessore alla Cultura Maika Gabellieri si aprirà la cerimonia di premiazione. La Giuria tecnica, presieduta da Umberto Piersanti, ha individuato una rosa di otto finalisti che domenica prossima leggeranno le loro poesie per il pubblico e per i componenti della Giuria popolare. La Giuria popolare dopo avere ascoltato tutti, con voto segreto decreterà il  vincitore. Per la Sezione   giovani  è già stato assegnato il primo premio ad un unico vincitore. Il Premio di Poesia Aleramo Città di Civitanova Marche ha il patrocinio  del Comune di Civitanova Marche  ed è  indetto  dall’associazione  Culturale SibillA  che da sei anni  organizza  i corsi della Scuola di Poesia  diretta da Umberto Piersanti. Ospite d’onore della Cerimonia Guido Garufi. Sono in programma  riconoscimenti speciali per alcune personalità di spicco del territorio: Giuliano Forani, decano dei giornalisti civitanovesi, Carla Paniconi, funzionaria  del Comune  di Civitanova  Marche (Assessorato alla  Cultura e Turismo), Paolo Giannoni, Presidente della Biblioteca Zavatti,  E alla fine per tutti i vincitori, giurati popolari, autorità, e pubblico, un brindisi alla poesia e al Natale.

13/12/2019 14:40
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