Il procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio attende gli esiti definitivi delle consulenze medico-legale e informatica per l'omicidio di Rosina Carsetti, uccisa in casa la sera della vigilia di Natale, per cui sono stati arrestati la figlia Arianna Orazi e il figlio di lei Enea Simonetti, di 20 anni. Ma riferisce ad Ansa che "il materiale probatorio raccolto a fondamento della tesi accusatoria possa giustificare adeguatamente la celebrazione del dibattimento, a prescindere da eventuali confessioni o da ammissioni di responsabilità, che, al più, rientrano nelle autonome scelte difensive".
L'intendimento della Procura, spiega, "è quello di investire della vicenda quanto prima i competenti giudici della Corte di Assise affinché i medesimi, con sentenza, possano affermare quella che dovrà essere la verità che conta, ossia quella giudiziaria su quanto accaduto".
Tra gli elementi raccolti, le intercettazioni delle conversazioni tra madre e figlio che avevano raccontato ai carabinieri che la morte di Rosina era avvenuta durante una rapina in casa. E' indagato a piede libero Enrico Orazi, 79 anni, marito di Rosina e padre di Arianna.
Per lui il procuratore Giorgio precisa che "è stata proposta impugnazione dinanzi al Tribunale per il Riesame di Ancona in relazione al rigetto della richiesta di adozione della misura cautelare degli arresti domiciliari, a suo tempo avanzata. Il giudice per le indagini preliminari ha adottato il suo motivato provvedimento di rigetto, sulla base di un orientamento giurisprudenziale, rispetto a cui ve n'è uno contrario, al quale ho fatto riferimento nell'atto di appello. Sarà quindi il Tribunale per il riesame di Ancona a decidere in proposito".
Scontro frontale tra due auto: due feriti trasportati a Torrette.
È quanto avvenuto attorno alle ore 6.45 di questa mattina lungo via dei Velini a Macerata, nei pressi dello stadio "Helvia Recina".
Per cause in corso di accertamento, una Panda 4x4 (di colore giallo) guidata da una coppia (al volante c'era una ragazza di 31 anni, residente a Castelfidardo), si è scontrata frontalmente contro un Opel Zafira (di colore nero) che stava percorrendo la direzione opposta con a bordo due persone.
Violento l'impatto tant'è che i mezzi coinvolti sono risultati completamente distrutti nelle rispettive parti anteriori.
Lanciato l'allarme sono accorsi prontamente sul luogo del sinistro gli operatori sanitari del 118 con automedica e tre ambulanze che, constatati i gravi traumi riportati dai due occupanti a bordo della Panda,a seguito del forte impatto, hanno richiesto l'intervento dell'elisoccorso.
Sul posto sono giunti due elicotteri dell'emergenza che, dopo essere atterrati sul prato dello stadio 'Helvia Recina", hanno provveduto a trasferire i feriti al nosocomio dorico di Torrette in codice rosso. Per l'altra coppia alla guida della Zafira, che ha riportato lesioni di lieve entità, è stato invece disposto il trasporto al Pronto Soccorso dell'Ospedale di Macerata per ulteriori accertamenti.
Presenti sul posto anche gli uomini dei Vigili del Fuoco di Macerata che dopo aver liberato dalle lamiere gli occupanti delle autovetture hanno provveduto a mettere in sicurezza l'intera zona e a liberare la strada dai resti delle auto che erano presenti sulla sede stradale.
Il tratto interessato dallo schianto frontale è stato chiuso per circa un’ora al traffico dalla Polizia Locale che congiuntamente agli agenti dei Carabinieri stanno effettuando i rilievi di rito per ricostruire la dinamica di quanto accaduto.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati 17 decessi correlati al Covid-19.
Due le vittime registrate nel Maceratese: si tratta di una 79enne di Recanati e una 82enne di Fermo spirate all'ospedale di Camerino
Tre i decessi segnalati al nosocomio di Jesi: sono una 86enne di Maiolati Spontini insieme ad un 88enne ed una 78enne entrambi jesini mentre nel presidio sanitario di Senigallia ha perso la vita una 83enne di Montemarciano.
Sono cinque le vittime nelle strutture ospedaliere di Ancona: una 85enne di Falconara Marittima e un 92enne di Osimo sono deceduti all'Inrca, mentre un 75enne di Agugliano , un 81enne di Castelfidardo e un 83enne di Osimo hanno trovato la morte a Torrette.
Tre, invece, le persone che hanno perso la vita all'ospedale di San Benedetto del Tronto: un 85enne di Cupra Marittima, una 80enne di Ascoli Piceno e un 81enne di Spinetoli.
Una 89enne originaria di Morrovalle si è spenta presso la Residenza Valdaso mentre altre due vittime si sono registrate al "A.Murri' di Fermo dove sono deceduti un 79enne di Monte San Pietrangeli e un 86enne di Porto Sant'Elpidio.
Dall'inizio della pandemia, nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 2169 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (836), mentre sono 363 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 96,1% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 82 anni.
Di seguito i dati resi noti dal Servizio di Sanità regionale:
Una triste notizia ha sconvolto la scorsa notte l'intera comunità di Macerata. Si è spento, all'età di 74 anni a causa di un malore, presso l'Ospedale Civile del Capoluogo di Provincia, Silvano Ferri.
Storico fondatore insieme alla moglie Teresa, scomparsa alcuni anni fa, del ristorante 'Da Silvano' in Piaggia delle Torre, oggi gestito dai suoi figli Alice e Francesco.
Tutta la redazione di Picchio News si stringe attorno al loro dolore che ha colpito la famiglia Ferri.
Sequestrati di oltre 250 tonnellate di rifiuti speciali derivanti da materiale plastico di recupero: 5 le persone indagate
È quanto emerge dalle indagini, coordinate dalle Procure della Repubblica di Ancona e dell’Aquila, hanno permesso ai militari del reparto operativo aeronavale di Pescara di accertare l’attività illecita all’interno di un’area in uso a una azienda nella zona industriale di Civitanova Marche.
La puntuale ricostruzione delle movimentazioni dei rifiuti sul territorio nazionale e dei flussi di natura economica, operata dai militari della sezione aerea di Pescara ha determinato l’individuazione di 152 imballaggi contenenti rifiuti speciali derivanti dal trattamento di apparecchiature elettriche ed elettroniche in disuso, illecitamente avviate alle operazioni di recupero.
Al termine delle attività ispettive svoltesi alla fine del mese di dicembre 2020, è stata posta in essere la misura cautelare del sequestro circa 77.000 Kg di rifiuti speciali, che si aggiungono ai 174.000 Kg individuati durante lo scorso ottobre in provincia di Ancona. Parallelamente, all’esito della complessa indagine, cinque soggetti sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria per i reati previsti dal Testo Unico Ambientale.
Nella giornata di ieri, 17 febbraio, il Ministero dell’Interno per il tramite del Servizio Polizia Stradale e del Compartimento Polizia Stradale Marche di Ancona ha attuato, sull’intero territorio nazionale - nell’ambito della generale attività di prevenzione disposta dalla Questura di Macerata - un’attività specifica finalizzata allo screening massivo dei veicoli circolanti.
In particolare è stato sottoposto a sequestro amministrativo un mezzo commerciale svizzero perché condotto da persona residente in Italia; è stato sottoposto a fermo amministrativo un analogo mezzo commerciale svizzero che svolgeva cabotaggio (l’attività effettuata da autotrasportatori in uno Stato membro UE diverso da quello in cui risiedono); è stato inoltre sottoposto a fermo amministrativo un autocarro straniero a seguito di violazione delle leggi specifiche sul trasporto internazionale di merci.
Le violazioni nei confronti dei vettori stranieri hanno comportato sanzioni amministrative per un totale di 5.618 euro.
Nel corso del servizio è stato, altresì, individuato un autocarro che trasportava prodotti lattiero/caseari privi della documentazione attestante la tracciabilità, tanto da far intervenire gli ispettori del Dipartimento di Prevenzione - Servizio Igiene alimenti origine animale dell’Asur Area di Macerata, i quali hanno proceduto al sequestro dei generi alimentari.
È stato, inoltre, garantito il controllo delle restanti categorie di veicoli con il fine, mediante verifica incrociata degli elementi identificativi, di contrastare il fenomeno del riciclaggio. È stata, poi, posta un’attenzione particolare relativa alle modalità di spostamento della popolazione.
L'attività svolta nella giornata di ieri fa seguito al protocollo operativo attuato dalla Sezione Polizia Stradale di Macerata diretta dal Dirigente Dott. Tommaso Vecchio, sul tracciato autostradale dell’A/14, compreso tra il casello di Porto Recanati/Loreto ed il casello di Civitanova Marche, realizzato con il supporto di 5 autopattuglie.
L’attività si è svolta utilizzando tutti i supporti tecnologici in dotazione tra cui i tablet, i Police Control (controllo dei cronotachigrafi digitali) e gli Street Control (controllo delle coperture assicurative e delle revisioni).
Al complesso ed articolato servizio ha preso parte anche la relativa Squadra di polizia giudiziaria della Sezione Polizia Stradale di Macerata.
Al termine del posto di controllo sono stati conseguiti i seguenti risultati: 203 veicoli controllati, di cui 58 stranieri; 216 persone controllate, 79 violazioni contestate di cui 31 relative al trasporto merci; 5 violazioni legate alla Normativa anti-covid, un sequestro mezzo per guida di veicolo estero da parte di una persona residente in Italia.
Scoperta maxi frode fiscale nel settore della lavorazione delle calzature, disposto il sequestro di beni per oltre due milioni e settecentomila euro: 7 le persone denunciate.
Si è conclusa con un sequestro di beni per il valore complessivo di 2.600.000 euro, un’articolata indagine di Polizia economico finanziaria e di Polizia giudiziaria svolta dalle Fiamme Gialle di Macerata e coordinata dal procuratore Giovanni Giorgio e dal Sostituto Procuratore Margherita Brunelli, nei confronti di un gruppo di imprese operanti nella provincia di Macerata nel settore della lavorazione delle calzature. I dettagli dell'operazione, - denominta 'Matrioska' - sono stati esposti nel corso di una conferenza stamapa dal capitano Emilio Fuscellaro, Comandante della Guardia di Finanza del capoluogo, dal Procuratore Giovanni Giorgio e il colonnello e Comandante provinciale delle Fiamme Gialle Ferdinando Falco.
Le indagini hanno permesso di smascherare un sistema fraudolento di evasione fiscale posto in essere da 7 persone. L’articolata frode fiscale ha visto il coinvolgimento di 9 società,operanti nella provincia maceratese (2 a Corridonia, una a Camerino e una a Macerata), di cui 5 con sede a Torino, sempre riconducibili agli stessi soggetti.
Alcune di esse svolgevano prestazioni di servizio connesse alla lavorazione delle tomaie in evasione d’imposta, sottraendosi agli obblighi dichiarativi, attraverso la contabilizzazione di fatture false ed omessi contributi fiscali e contributivi e ad altre (committenti) la possibilità di sgravarsi dei relativi obblighi fiscali e contributivi.
Con questo sistema fraudolento, le imprese committenti hanno aggirato i vincoli imposti dalla vigente normativa sul lavoro e, sgravandosi dei costi del personale, hanno generato consistenti economie in materia contributiva e previdenziale. Le stesse hanno altresì ottenuto indebiti risparmi di imposta, in quanto hanno beneficiato di costi completamente deducibili e della totale detraibilità dell’IVA addebitata per rivalsa, sebbene poi non versata, traslando il debito sulle imprese esecutrici della lavorazione.
Ciò, ha altresì consentito ad esse di porsi sul mercato in regime di “concorrenza sleale”, ovvero in una posizione di vantaggio rispetto alle altre aziende che operano osservando le regole, potendo praticare prezzi altamente competitivi.
“Si tratta di un’attività svolta a contrasto delle frodi fiscali, che sono uno degli obiettivi prioritari della Guardia Finanza – ha esordito il Colonnello Ferdinando Falco - l’operazione ‘Matrioska, portata a termine dalla Compagni di Macerata, è stata avvita nel novembre del 2019 e si è conclusa in questi giorni con la constatazione di un frode per circa 8 milioni di euro posto in essere nel settore delle fabbricazione di tomaie per calzature – illustra – sono risultate coinvolte 9 società operanti nel maceratese, 5 delle quali fittiziamente locate nell’area torinese, e 7 soggetti che con diversi ruoli hanno architettato questo piano fraudolento focalizzato sull’emissione di fatture false per creare quindi crediti IVA insistenti e venendo meno agli obblighi previdenziali previsti nella gestione della forza lavoro”.
“All’esito di questa attività di indagine il Procuratore ha richiesto un provvedimento di sequestro per l’equivalente del profitto derivante dall’imposta evase – ha concluso il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza – a tal proposito il GIP presso il Tribunale di Macerata ha disposto un sequestro di beni pari a 2,6 milioni di euro”.
Sono anni che la Guardia di Finanza di Macerata lavora al meglio nel settore del contrasto agli illeciti fiscali ma negli ultimi anni sono stati anche attivi nella lotta allo spaccio di stanze stupefacenti che sono una delle forme di criminalità più diffuse in provincia– ha dichiarato il Procuratore Giovanni Giorgio – sappiamo inoltre che un altro settore importante è appunto quello relativo allo smercio di capi di abbigliamento con marchi contraffatti – ha aggiunto - questo è stato il punto di partenza dell’Operazione ‘Matrioska’ e nel corso degli anni, tali attività di controllo, hanno portato a significativi sequestri che si sono tramutati molto spesso in provvedimenti di confisca”.
“Il contrasto dei reati tributari avviene sul nostro territorio attraverso un accordo che abbiamo stipulato nel marzo 2015 tra Procura, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate in modo tale che vi fosse uno scambio di informazioni finalizzato ad un pronto intervento a livello penale – ha spiegato Giorgio - da quanto è nato questo protocollo il mio ufficio, su richiesta della Guardia di Finanza, ha ottenuto dai giudici decreti di sequestro per l’equivalente 286 milioni di euro, che non comprendono solo somme di danaro ma anche immobili e autovetture”.
“Abbiamo concluso importante operazione di polizia tributaria e finanziaria che ha visto coinvolte 9 società di capitali di cui 5, con sede legale fittiziamente dichiarata, in provincia di Torino e 4 con sede effettiva in provincia di Macerata – ha annunciato il Comandante della Guardia di Finanza del capoluogo Emilio Fuscellaro - tali imprese erano amministrate da 7 soggetti, tutti di nazionalità italiana, di cui 3 residenti nel torinese e 4 nella provincia di Macerata”.
“Queste 9 società le abbiamo classificate in base a quello che era il loro compito all’interno del sodalizio criminoso ipotizzato – ha precisato - le aziende sono una la prosecuzione di un'altra che ricordano le imprese ‘apri a chiudi’ data la breve vita aziendale e la completa assenza dell’adempimento agli obblighi di natura fiscale – ha chiarato il Capitano Fuscellaro - Alcuni soggetti che amministravano le società erano gravati da numerosi precedenti penali mentre gli altri erano personaggi compiacenti che avevano denotato un scarsa competenza tecnico-professionale per gestire al meglio un azienda”.
Finisce con l'auto in un dirupo: donna a Torrette in eliambulanza.
L'incidente si è verificato, intorno alle 8: 30 della mattinata odierna, ad Appignano lungo la Provinciale 57 in località Verdefiore.
Per cause in corso di accertamento, una donna, alla guida della propria auto, ha perso il controllo del mezzo che è poi finito una scarpata ai bordi della carreggiata. La vettura ha quindi finito la sua corsa in un dirupo profondo circa 3 metri, fermata dagli alberi.
Lanciato l’allarme sono accorsi sul posto i mezzi di soccorso del 118 e dei Vigili del Fuoco. I pompieri hanno estratto la conducente dalle lamiere dell'auto. La donna è stata successivamente trasferita a Torrette, in eliambulanza, per le cure del caso.
Sul luogo dell'incidente presenti anche i carabinieri.
Specializzati nello svaligiare le abitazioni.
I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Osimo hanno arrestato una banda di 4 albanesi che avrebbe compiuto una trentina di furti in un mese, a novembre, con più colpi al giorno tra le province di Ancona e Macerata, a Loreto, Polverigi, Ancona, Castelfidardo, Camerano, Offagna, Recanati e Potenza Picena, ai danni di persone per lo più anziane, derubate di monili d'oro.
Una banda del foro visto che agiva con la tecnica di forare gli infissi per entrare in casa, anche ai piani alti. I 4 sono finiti in manette in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Ancona, Carlo Masini, su richiesta del sostituto procuratore Rosario Lioniello.
Sono accusati di 30 furti aggravati di cui 4 tentati: 23 in provincia di Ancona e 7 in provincia di Macerata. La banda, che agiva sempre tra le 17 e le 20, faceva base ad Ancona.
(Fonte Ansa)
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati 15 decessi correlati al Covid-19.
Una vittima registrata all'ospedale di Macerata: si tratta di una 74enne di Pollenza. Tre i decessi segnalati al nosocomio di Jesi: sono un 62enne di Montefano, un 69enne di Fabriano e una 60enne di Chiaravalle.
Sono cinque le vittime nelle strutture ospedaliere di Ancona: una 76enne di Loreto, un centenario di Osimo e una 98enne del capoluogo sono deceduti all'Inrca, mentre un 59enne di Camerano e un 71enne di Falconara Marittima hanno perso la vita a Torrette. Altri due decessi registrati al nosocomio di San Benedetto del Tronto, dove hanno perso la vita: un 68enne di Colli del Tronto e un 84enne di Cossignano. Una vittima anche all'ospedale di Ascoli Piceno, dove è spirato un 83enne del luogo. Un decesso segnalato al "Murri" di Fermo, dove ha trovato la morte un 82enne di Porto San Giorgio. Una vittima registrata all'ospedale di Pesaro, dove ha perso la vita un 89enne di Fano. Infine un 94enne di Montecosaro è spirato alla Rsa Galantara (Pesaro).
Dall'inizio della pandemia, nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 2135 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (831), mentre sono 358 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 96,1% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 82 anni.
Di seguito, nel dettaglio, il report rilasciato dal Servizio sanitario regionale.
Alle prime ore del mattino di sabato scorso, al culmine di un’articolata e complessa attività di indagine coordinata dal Procuratore Giovanni Giorgio, i poliziotti della Squadra Mobile, guidati dal Commissario Capo Matteo Luconi, hanno portato a termine 13 misure di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP presso il Tribunale di Macerata, dottor Bonifazi nei confronti di altrettanti cittadini extracomunitari, tutti di nazionalità nigeriana, responsabili del delitto di spaccio di eroina ceduta nel periodo compreso tra gennaio 2017 e ottobre 2020.
L’individuazione di tutti i singoli episodi di spaccio delle sostanze stupefacenti, ha permesso di ricostruire una definita reta di illegalità nella città di Macerata: svariate cessioni di eroina fatte da 18 cittadini nigeriani, di cui 13 destinatari delle misure di custodia cautelare in carcere e 5 denunciati all’Autarità Giudiziaria in stato di libertà.
L’indagine condotta dai poliziotti della Squadra Mobilee si è sviluppata anche attraverso l’effettuazione di molteplici servizi di appostamento e di pedinamento, che hanno consentito di ricostruire il modus operandi degli spacciatori. Ognuno, dislocato autonomamente sul territorio, riforniva più tossicodipendenti. I pusher venivano immediatamente rimpiazzati, dopo un determinato periodo di spaccio, con connazionali provenienti da altre province, al fine di eludere i controlli e le indagini delle Forze dell’Ordine.
Nel corso dell’operazione, sono state eseguite mirate perquisizioni domiciliari, col supporto di operatori dei reparti Prevenzione Crimine e dell’Unità Cinofili della Questura di Ancona.
Tra gli spacciatori già catturati sabato scorso, tutti senza fissa dimora, in esecuzione del provvedimento del GIP,c’è anche il cittadino nigerino arrestato in flagranza di reato il giorno prima per resistenza a Pubblico Ufficiale e detenzione ai fini di spaccio, dopo un rocambolesco inseguimento in auto avvenuto a Morrovalle.
Il soggetto – una volta notato il personale della Questura ha ingoiato 14 ovuli di eroina, avendone spacciato uno- in precedenza - ad un tossicodipente.
I particolari sull'operazione sono stati illustrati questa mattina in conferenza stampa, presso la caserma "P.Paola" di via dei Velini, alla presenza del Procuratore Capo della Repubblica Giovanni Giorgio, del Questore della provincia di Macerata Vincenzo Trombadore e del Commissario Capo Squadra Mobile Macerata, Matteo Luconi.
“Le 13 ordinanze adottate dal GIP attestano il persistente impegno del personale della squadra mobile della Questura di Macerata nel contrasto alla criminalità extracomunitaria – ha esordito il Procuratore Giorgio - in questo caso specifico parliamo di quella nigeriana, una comunità presente a Macerata che avuto il suo momento di triste fama nell’omicidio di Pamela Mastropietro, e che oggi prosegue con la sua attività illecita ma portata avanti con modalità diverse rispetto al passato”.
“Prima avevamo delle zone fisse in cui si svolgeva il mercato della droga mentre ora, a seguito delle attività di controllo, gli spacciatori arrivano da fuori Macerata attuando quella tecnica che in gergo viene chiamata 'mordi e fuggi' – spiega il Procuratore Capo della Repubblica - ovvero si dirigono in determinati luoghi dove effettuano la compravendita e poi ,dopo aver riscosso l’incasso, tornano nei paesi vicini in cui risiedono. La particolarità di questi soggetti è data dal fatto che quando si accorgono che sono sotto osservazione dalla polizia giudiziaria, o si disfano delle dosi in loro possesso oppure le ingeriscono con evidente rischio per la loro incolumità - sottolinea – I consumatori di sostanze stupefacenti in questa provincia sono presenti in un numero significativo quindi parallelamente la domanda è elevata”.
“Il nostro compito è quello di svolgere un’azione repressiva – conclude Giovanni Giorgio - più forze di polizia sono presenti sul territorio, compresa la Locale, maggiore sarà l’effetto deterrente in quanto quando un soggetto che vuole spacciare si accorge che è un attività difficile da realizzarsi per via dei controlli a qual punto la situazione generale potrà solo migliorare”.
“L’attività di indagine è nata a fine 2019 e ha messo in luce un duplice dato – ha illustrato Matteo Luconi Commissario Capo Squadra Mobile Macerata- il primo denota la professionalità dei soggetti destinatari delle misure cautelari e il secondo riguarda la mobilità degli stessi”.
“Tutti questi soggetti smerciavano in maniera capillare le sostanze stupefacenti negli ambiti cittadini del capoluogo – ha precisato - è stato accertato che l’eroina veniva trasportata in ovuli messi in bocca e questo risalta la scaltrezza ma anche la loro pericolosità sociale. Dopo un periodo determinato di spaccio i soggetti venivano strategicamente rimpiazzati per rendere più difficile la loro identificazione da parte delle forze di Polizia”.
“I nostri controlli hanno ricostruito una rete di spaccio in ambito cittadino che abbraccia un periodo che va dal 2017 al 2020 – ha chiarito il Commissario Luconi - è stato inoltre accertato che le singole cessioni hanno assicurato un notevole profitto e ogni dose di sostanza stupefacente, corrispondente a 0,5 grammi, veniva pagata circa 25-30 euro”.
L’avvocato Riccardo Callea è il nuovo amministratore unico di Assem Spa e l’ingegner Ermanno Frontaloni è il nuovo amministratore unico di Assem Patrimonio Srl.
La nomina è stata ufficializzata dal sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, dinnanzi ai vertici delle due società, dimessisi il 25 gennaio scorso, e al direttore generale, Pavio Migliozzi, durante l’ultima assemblea ordinaria dei soci.
“Auguro ai nuovi vertici societari buon lavoro e li ringrazio per aver accettato questo prestigioso incarico” ha sottolineato il primo cittadino settempedano subito dopo aver rinnovato i vertici delle due società municipalizzate.
L’azienda Assem nasce come azienda Elettrica Municipale nel 1913 per la distribuzione dell’energia elettrica. In questo settore, oggi come allora, l’azienda cura e gestisce anche il servizio di pubblica illuminazione e delle lampade votive cimiteriali occupandosi della manutenzione e della costruzione di nuovi impianti.
Dal 1994 l’Assem da azienda municipalizzata è stata trasformata in azienda speciale, acquisendo personalità giuridica e assumendo la caratteristica di ente pubblico economico.
Dal 1996 sono stati affidati all’azienda anche i servizi acquedotto e depurazione delle acque reflue e, quindi, la gestione integrata dell’intero ciclo idrico mentre dal 2000 Assem si occupa pure del servizio di distribuzione e vendita del gas metano. Successivamente, dal 2002, la vendita è stata conferita a Prometeo e Assem ha mantenuto la distribuzione insieme a quella dell’energia elettrica. Oggi la società continua ad occuparsi del ciclo idrico integrato, della pubblica illuminazione e delle lampade votive cimiteriali.
Come avevano fatto già in precedenza davanti agli inquirenti, hanno scelto ancora di non rispondere alle domande, questa volta del gip di Macerata Giovanni Maria Manzoni, Arianna Orazi, 49 anni, e il figlio Enea Simonetti, 20 anni.
Entrambi sono stati arrestati il 12 febbraio scorso con l'accusa di aver concorso nell'omicidio premeditato pluriaggravato (minorata difesa) di Rosina Carsetti, 78enni, madre di Arianna e nonna delle 20enne, in concorso con il marito di lei Enrico Orazi, 79 anni, indagato in libertà.
L'anziana era stata strozzata in casa tra le 17 e le 17.20 della scorsa vigilia di Natale.
I familiari avevano raccontato di una rapina finita in tragedia commessa da un rapinatore solitario, poi scappato; l'accusa non ha mai creduto a questa versione dei fatti e, tra ammissioni parziali del giovane, intercettazioni e altri accertamenti tecnici, ha chiesto e ottenuto le misure cautelari per due dei tre indagati accusati anche di simulazione di reato, maltrattamenti e di estorsione.
Dietro l'omicidio, sostiene l'accusa, una difficile convivenza tra Rosina, che il 19 dicembre aveva anche chiesto aiuto a un centro anti-violenza, e gli altri familiari, rapporti deteriorati anche per motivi economici.
Per l'interrogatorio di garanzia, la Orazi, ora in carcere a Villa Fastiggi di Pesaro, è stata portata in Tribunale a Macerata. Assistita dai propri legali, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Stessa scelta da parte del figlio che, in videocollegamento dal carcere di Montacuto (Ancona), è rimasto anche lui in silenzio.
Enrico Orazi, non sottoposto a misure cautelari, si trova invece in un albergo. La villetta di via Pertini, luogo del delitto, è ancora sotto sequestro.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati 4 decessi correlati al Covid-19.
Due le vittime registrate nelle strutture ospedaliere del Maceratese: si tratta di un 73enne originario di Corinaldo che si è spento al Covid Hospital di Civitanova Marche e di una 97enne di Montegranaro spirata all'ospedale di Camerino.
Un decesso all'INRCA di Ancona dove ha perso la vita un 99enne dorico, mentre all'ospedale di Fossombrone se n'è andato un 88enne di Vallefoglia.
Dall'inizio della pandemia, nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 2120 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (830), mentre sono 355 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 96,1% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 82 anni.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati 12 decessi correlati al Covid-19.
Una vittima è stata registrata nelle strutture ospedaliere del Maceratese: si tratta di una 85enne originaria di Porto Recanati che si è spenta al Covid Hospital di Civitanova Marche.
Cinque decessi si sono verificati all'INRCA di Ancona dove hanno perso la vita una 91enne di Osimo, un 91enne di Loreto insieme ad una 98enne, una 91enne e una 93enne originarie del Capoluogo di Regione. Un decesso è stato inoltre segnalato al nosocomio di Jesi dove è spirata una 97enne jesina mentre nel presidio medico di Ascoli Piceno ha trovato la morte un 83enne ascolano.
Due vittime anche all'ospedale di Pesaro: si tratta di una 80enne di Fano e 89enne di Vallefoglia così come al 'A.Murri' di Fermo dove si sono spenti un 76enne di Porto Sant'Elpidio e una 96enne fermana.
Dall'inizio della pandemia, nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 2116 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (829), mentre sono 355 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 96,1% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 82 anni.
Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio sanitario regionale:
Dopo la conferenza stampa di venerdì mattina, non sembrano esserci dubbi sulla triste sorte della povera Rosina e su cosa sia potuto accadere quel 24 dicembre tra le 17.00 e le 17.30.
A questo punto, la considerazione, che angosciosamente e tristemente ci resta dentro è: da quanto tempo stava soffrendo e quanto ha sofferto Rosina nei suoi ultimi minuti di vita!
Oggi, i maltrattamenti che Rosina subiva dai propri familiari, non sono più “malevoli supposizioni” come da alcuni sostenuto, ma certezze: sono certezze confermate dalle attività svolte nel corso delle indagini, e dalle considerazioni fatte dagli stessi inquirenti oltre che da chi, con un minimo di sensibilità, ha osservato con un certo sospetto il contegno dei familiari subito dopo il delitto, anche nel corso delle interviste rilasciate.
Nessun dolore, nessuna emozione fatta trasparire. Solo un preciso resoconto dell’accaduto, una fredda ricostruzione di quella che sarebbe stata la dinamica omicidiaria, senza tener nel minimo conto del decesso di Rosina.
Molti si interrogano sul “movente” del delitto forse per rispondere all’umana necessità di chidersi il “perchè” l’animo umano possa essere capace di tanta crudeltà verso un altro essere umano. Tanto più quando “l’altro essere umano” è un familiare, un congiunto.
Ciò che caratterizza il comportamento criminale tra le pareti domestiche può dirsi spesso imputabile alla frantumazione dei legami familiari accompagnata da un’ assenza del codice etico di comportamento. Un soggetto privo di riferimenti etici, entrando in conflitto con il nucleo familiare, quando premedita un omicidio nei confronti di un congiunto, spesso pone le ragioni economiche alla base del crimine, ma non si tratta solo di questo.
Alla base si tratta di personalità alla ricerca dell’ immediata realizzazione della propria utilità, spesso cresciute con tali dis-valori, che vivono proiettando la loro istintualità ed istintività verso la soddisfazione di quel “tutto e subito” che, in ambito criminale, diventa un agire con inaudita violenza per realizzare il beneficio ritenuto primario per il proprio ego; e già questa violenza è di per se stessa soddisfazione del proprio bisogno.
Queste dinamiche, nel delitto intra familiare, si riversano nella famiglia, ma in realtà proprio da certe famiglie traggono origine, perchè l’accesa conflittualià interna e la mancanza di un codice etico impediscono qualsiasi tipo di comunicazione che è alla base del vivere insieme e della coesione familiare.
Il rispetto tra le mura domestiche resta un termine vuoto per mancata adesione a quei valori che ne insegnano il più profondo significato.
I soggetti cui mancano tali valori fondamentali, spesso non mancano di intelligenza, possono essere astuti ma mancano spesso di sincerità , di rimorso, e non provano sensi di colpa. Sono soggetti incapaci di amare, con tratti fortemente narcisistici, molte volte inclini alla violenza e che ritengono spesso gli altri responsabili dei propri problemi.
Torna l'appuntamento con la rubrica settimanale "La Strada delle Vittime", nella quale si affronta l'analisi della casistica criminale con approccio vittimologico.
Ilenia, 46 anni, madre, è stata sgozzata a Faenza, in casa sua. Sono in corso le indagini per cercare il colpevole, si pensa ad un delitto su commissione. L’ex marito è stato indagato. Sembrerebbe sia stata aggredita di mattina presto mentre era ancora in camera. Un’amica della figlia che si era fermata a dormire in casa testimonia di aver visto un’ ombra rincorrere Ilenia per le scale. Ilenia è stata finita in cucina con un profondo taglio alla gola.
Luljeta, 47 anni, madre, uccisa con 5 coltellate dal compagno a San Giuliano Milanese. L’uomo fermato dalla polizia non ha confessato l’ omicidio ammettendo comunque che la coppia spesso litigava per motivi di gelosia. Questo il movente secondo gli inquirenti.
Piera, 32 anni, uccisa dal marito per gelosia con 10 coltellate nella sua casa a Palermo, mentre i 3 figli dormivano. Un mese fa la donna aveva già chiamato la polizia per chiedere aiuto, ma alla fine non aveva voluto sporgere denuncia. Secondo il magistrato, l’uomo avrebbe dimostrato una “particolare aggressività e una allarmante determinazione nelle sue azioni ...non facendosi neppure il minimo scrupolo di tentare di salvare la vita della moglie.” Delitto premeditato per il GIP, che non crede alla versione del raptus sostenuta dall’indagato .
Sonia, 29 anni assassinata dall’ ex fidanzato reo confesso in provincia di Lecce “perchè se l’ è cercata, non doveva rifarsi una vita”. L’ex continuava a tormentarla, la minacciava, non si rassegnava alla fine della loro relazione; l’ha uccisa mentre la ragazza andava a fare la spesa con il nuovo fidanzato, in modo violento e crudele: 22 coltellate al volto e al collo con un coltello da sub, appuntito e tagliente, che non lascia scampo. “Punita” perchè “colpevole di tradimento”. Le parole dell’uomo dopo l’omicidio : “dovevo ammazzare anche lui”
Nel giorno di San Valentino, la realtà quotidiana che stiamo attraversando ci porta a riflettere su cosa NON E’ AMORE.
Amore non è controllo, non è possesso: emozioni, queste, esercitate oggettivizzando la vittima come fosse un bene attraverso il quale soddisfare i propri desideri egoici.
Un uomo con la brama di possesso, che non sa rassegnarsi alla fine di un rapporto è un uomo che mal tollera il rifiuto, reagendo con rabbia e violenza, in un disregolamento emotivo che già gli apparteneva prima di incontrare la partner attuale.
Dobbiamo imparare a cogliere i segnali di vittimizzazione che spesso emergono ben prima di arrivare all’omicidio: gli abusi, fisici, psicologici, emotivi o economici sono atti INTENZIONALI, non “incidenti” dovuti allo stress, all’alcool, nè tantomeno “provocati” dalla vittima; scuse queste spesso accampate per disimpegnarsi moralmente da un comportamento che si riconosce essere riprovevole. L’isolamento e l’allontanamento dalle relazioni pregresse, ricatti emotivi, accuse di infedeltà infondate, non sono spie di un “troppo amore”, di quel “ti amo troppo” che fa presa sulla vittima, solitamente persona particolarmente sensibile e molto empatica.
Sono piuttosto segnali di dinamiche relazionali e intrapsichiche disfunzionali che non possono essere “curate” con l’amore e la dedizione della vittima, ma con la richiesta di aiuto, l’allontanamento e la denuncia: ciò solo potrà salvare la propria vita e quella dei figli che, assistendo a tali forme di violenza, rischieranno di riproporle a loro volta da adulti.
Il Servizio Sanità della Regione Marche ha comunicato che purtroppo nelle ultime 24 ore si sono verificati 8 decessi correlati al Covid-19.
Due vittime sono state registrate nelle strutture ospedaliere del Maceratese: si tratta di un 83enne di Macerata all'Ospedale Civile del Capoluogo e un 79enne di Treia al Covid Hospital di Civitanova Marche.
Altri due decessi si sono verificati all'INRCA di Ancona, dove hanno perso la vita una 82enne di Loreto e un 94enne anconetano mentre un 89enne di Polverigi si è spento nel presidio dorico di Torrette. Una vittima segnalata anche al nosocomio di Jesi: si tratta di un 85enne jesino.
All'Ospedale di San Benedetto del Tronto invece ha trovato la morte una 75enne di Monteprandone così come alla Residenza Valdaso dove è spirato un 77enne originario di Civitanova Marche.
Dall'inizio della pandemia, nelle Marche hanno perso la vita a causa del Covid-19 2104 persone. Pesaro-Urbino è la provincia che paga il prezzo più alto in termini di vite spezzate (827), mentre sono 354 quelle totali nella provincia di Macerata.
Secondo i dati complessivi, nel 96,1% dei casi le vittime presentavano patologie pregresse e la loro età media è di 82 anni.
Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Servizio sanitario regionale:
Personale e mezzi del Comando dei Vigili del Fuoco, sono stati impegnati per fronteggiare le molte richieste giunte presso la Sala Operativa, interventi dovuti ad alberi caduti, autovetture finite fuori strada e persone in pericolo a causa della copiosa neve caduta nel Maceratese.
In particolare i Vigili del Fuoco sono intervenuti a Macerata in Via Dante Alighieri per un grosso ramo che spezzatosi e finito sopra ad una autovettura parcheggiata, e a Tolentino in Contrada San Martino dove una quercia e rovinata sopra ad una privata abitazione sfondando il tetto. Non si sono registrati feriti.
Nel complesso I Vigili del Fuoco in Provincia, tra la nottata trascorsa e la mattinata odierna, hanno compiuto circa 40 interventi.
A causa di un albero caduto sulla sede stradale dopo la nevicata delle scorse ore, e che ha finito per ingombrare l’intera carreggiata, la Polizia locale del Comune di San Severino Marche ha chiuso un tratto di via Bramante, nei pressi della pista di pattinaggio. I disagi per gli automobilisti sono stati limitati giusto il tempo necessario per la rimozione del pericolo.
Rami spezzati, sempre a causa della nevicata, sulla strada di collegamento con la frazione di Marciano. Diversi gli interventi che hanno tenuti impegnati gli agenti della Polizia locale e gli operai dell’ufficio Manutenzioni del Comune vista la vastità del territorio settempedano ma tutti fortunatamente risolti nel giro di poco tempo.