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Omicidio di Meredith Kercher, dopo 15 anni parla l’unico condannato Rudy Guede: “Non l'ho uccisa io"

Omicidio di Meredith Kercher, dopo 15 anni parla l’unico condannato Rudy Guede: “Non l'ho uccisa io"

Un'intervista al Corriere della Sera torna a far parlare dell’omicido di Meredith Kercher commesso a Perugia la sera del 1 novembre 2007: la studentessa inglese, giunta all’università di Perugia con il progetto Erasmus, venne ritrovata nella casa che condivideva con altre studentesse priva di vita, nella propria camera da letto: dei 47 colpi sferrati con un piccolo coltello, quello alla gola risultò fatale.

A rilasciare le sue dichiarazioni è Rudy Guede, unico condannato in via definitva con rito abbreviato per l'omicidio, da un anno tornato in libertà; vent’enne all’epoca dei fatti, è tornato libero nel novembre del 2021 dopo avere scontato 16 anni di reclusione. Guede fece la sua comparsa nella vicenda 15 giorni dopo il delitto, quando tracce del suo Dna furono trovate sulla scena dell’omicidio.

L'ho detto quando credevano che mentissi per evitare la condanna, lo ripeto più che mai adesso che ho finito di pagare il mio conto alla Giustizia: io non ho ucciso Meredith”. 

"Io c'ero in quella casa, chi lo nega? C'erano le mie tracce sul luogo del delitto, certo. Mica stavo fermo in un angolo. Ero con Meredith, ci siamo scambiati effusioni, abbiamo avuto un approccio sessuale, sono andato al bagno, ho provato a fermare il sangue che le usciva dal collo. Ovvio che ci fossero le mie tracce in giro. La sostanza è che è stato trovato il mio Dna. Dna, non sperma. Come ho sempre detto, stavamo per avere un rapporto sessuale ma ci siamo fermati perché senza preservativi. Eravamo due adulti consenzienti".

Secondo la versione resa da Guede, il ragazzo si trovava in bagno al momento dell’omicidio, con le cuffiette ad ascoltare musica ad alto volume: "Ero uscito dal bagno dopo aver sentito un urlo potente malgrado avessi le cuffiette con la musica a palla, nella penombra avevo visto uno sconosciuto con un coltello in mano". Dice di aver trovato Meredith agonizzante, di averla soccorsa, di aver cercato di tamponare il sangue con gli asciugamani.

 "La paura ha preso il sopravvento e sono scappato come un vigliacco lasciando Mez forse ancora viva. Di questo non finirò mai di pentirmi. Ma avevo 20 anni e avevo davanti una ragazza agonizzante”.

Ricordiamo brevemente le tappe di uno dei processi più controversi della storia italiana: condannati, assolti, condannati e ancora assolti! Due ragazzi, Amanda Knox, coinquilina della vittima, e Raffaele Sollecito, legato da una relazione sentimentale alla Knox, furono sin da subito al centro delle indagini: su un coltello trovato nella cucina di Sollecito la polizia scientifica individuò Dna della Knox, sul manico, e Dna di Meredith Kercher sulla lama.

Sul gancio di un reggiseno della Kercher venne invece individuato il DNA di Sollecito. Interrogati nell’immediatezza del fatto, la stessa notte del delitto, molte furono le contraddizioni della Knox.

I due vennero arrestati, accusati dell’omicidio della studentessa inglese ed in primo grado nel 2009 condannati per averla uccisa "mediante strozzamento e dopo averla abusata sessualmente ed attinta da numerose coltellate": 26 anni di carcere ad Amanda Knox e 25 anni a Raffaele Sollecito, in concorso con Rudi Guede (la cui vicenda processuale si separò da quelle dei due ragazzi, poichè aveva optato per il giudizio abbreviato).

Gli imputati impugnarono in appello la sentenza di condanna, e nel 2011 vennero scarcerati ed assolti dalla Corte d'Assise d'Appello per non avere commesso il fatto. Nel corso del processo vennero richieste nuove perizie: "le indagini genetiche esperite nella rinnovata perizia portarono ad escludere, secondo i giudici d’Appello, la presenza del profilo genetico di Meredith Kercher sulla lama del coltello...i nuovi periti incaricati avevano chiaramente affermato la possibilità concreta di contaminazione del reperto; con ciò facendo venir meno l’unico elemento indiziario conclamante la riferibilità di quell’arma al delitto" (cit. Sent. di rinvio da Corte di Cassazione).

La nuova sentenza di assoluzione venne impugnata dal Procuratore Generale di Perugia e dalle parti civili davanti alla Corte di Cassazione: la Suprema Corte annullò con rinvio la sentenza, ordinando che si procedesse ad una nuova valutazione dei fatti da parte della Corte di Assise di Appello di Firenze.

Il 30 settembre 2013 prese così inizio il nuovo processo di appello davanti alla Corte di Assise di appello di Firenze. L’accusa chiese 30 anni per Amanda e 26 per Raffaele. I due ragazzi vennero nuovamente condannati per concorso nell’omicidio di Meredith: Amanda Knox a 28 anni e 6 mesi di carcere, Raffaele Sollecito a 25 anni. Per Amanda, che si trovava negli Stati Uniti, nessuna misura restrittiva; per Raffaele venne disposto il divieto di espatrio con ritiro del passaporto.

Gli imputati impugnarono la sentenza di condanna. Nel 2015 la Cassazione ha annullato, questa volta senza rinvio, le condanne a Raffaele Sollecito e Amanda Knox, assolvendoli  per non aver commesso il fatto. La Suprema Corte parlò di "clamorose défaillance o amnesie investigative e di colpevoli omissioni di attività di indagine" e affermando la mancanza di prove certe e la presenza di numerosi errori nelle indagini. Si è posta così la fine al caso giudiziario.

Rudi Guede ancora oggi si chiede, come molti si chiesero e continuano a chiedersi: "nelle mie sentenze c'è scritto: in concorso con Amanda Knox e Raffaele Sollecito, e nessuno dei giudici mi ritiene autore materiale del delitto. Poi loro due vengono assolti. Allora io chiedo: con chi ho concorso?" 

Ed ancora si sfoga: "Hanno respinto la revisione del mio processo ma è un controsenso logico. La giustizia italiana dice che ho compiuto un crimine con due persone specifiche ma non come autore materiale; loro escono di scena, quindi il carcere lo sconta una persona che non si capisce di cosa sia colpevole e con chi. Un condannato impossibile. O forse il condannato ideale: il negretto senza famiglia, senza spalle coperte, senza un soldo"

 

 

 

 

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