I Carabinieri della Stazione di Recanati, al termine di mirati accertamenti, hanno denunciato all’autorità giudiziaria un 19enne del posto per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Il giovane è stato fermato durante un servizio di controllo del territorio mentre si trovava a bordo di un’autovettura in sosta in un parcheggio della zona, insieme a un coetaneo, anch’egli residente a Recanati.
Nel corso della perquisizione personale e domiciliare, i militari hanno rinvenuto nella disponibilità del 19enne 52,44 grammi di hashish e 2,92 grammi di marijuana, occultati all’interno di un pacchetto di sigarette. Sequestrato anche materiale ritenuto idoneo al confezionamento della sostanza.
La droga è stata posta sotto sequestro e il giovane è stato denunciato in stato di libertà. Proseguono ulteriori accertamenti da parte dei Carabinieri per verificare eventuali responsabilità aggiuntive.
Momenti di grande tensione questa mattina a Recanati, dove un uomo di circa 40 anni, padre di famiglia, ha minacciato di suicidarsi salendo sul tetto di una palazzina. Secondo le prime informazioni, l’uomo aveva avvisato gli amici delle sue intenzioni a seguito di un diverbio avvenuto al bar.
Sul posto sono immediatamente intervenuti Carabinieri, Polizia Locale e Vigili del Fuoco di Macerata, dando vita a un’operazione coordinata per mettere in sicurezza l’uomo.
I militari dell’Arma hanno stabilito subito un contatto con lui, parlando senza mai lasciarlo solo e cercando di fargli ragionare, mostrandosi partecipi delle sue preoccupazioni. Nonostante vari tentativi, l’uomo, in evidente stato confusionale, tentava più volte di lanciarsi nel vuoto, prendendo la rincorsa ad ogni avvicinamento e arrivando persino a inciampare, facendo cadere il telefono con cui era stato contattato inizialmente.
I Vigili del Fuoco, giunti da Macerata, hanno posizionato l’autoscala in modo da avvicinarsi all’uomo con il cestello. Successivamente, la moglie dell’uomo, imbragata per la sicurezza, è salita insieme a due vigili esperti. Piano piano hanno raggiunto l’uomo, e il vigile più anziano, insieme alla moglie, è riuscito a instaurare un contatto umano. Dopo qualche esitazione, la situazione si è risolta con un lungo abbraccio, mettendo finalmente l’uomo in sicurezza.
Una volta a terra, illeso, l’uomo è stato accompagnato nella propria abitazione dai Carabinieri insieme al personale medico del 118 e alla moglie, per tutti i controlli del caso.
Dopo il polverone nazionale e le accuse di "propaganda filo-russa", arriva la ferma replica del Liceo "Giacomo Leopardi" di Recanati. Attraverso una nota ufficiale firmata dalla presidente del Consiglio d’Istituto, Rita Sisti, la scuola chiarisce i fatti a seguito della seduta del 10 febbraio, smentendo le ricostruzioni che hanno portato il caso fino in Parlamento.
La presidente chiarisce la natura dell'evento: "Il corso in questione rientrava tra i 60 corsi organizzati dagli studenti del liceo nell’ambito delle giornate culturali che si svolgono ogni anno e rientrano nel diritto di assemblea degli studenti, i quali gestiscono le suddette giornate in autonomia".
Sulla genesi dell'incontro, la Sisti aggiunge: "Il corso vedeva come relatore e organizzatore uno studente del nostro liceo molto appassionato di storia e ad esso ha partecipato un numero ridotto di alunni, su base del tutto volontaria".
Riguardo a quanto accaduto durante i collegamenti con i reporter nel Donbass, la Presidente riporta l'esito del confronto con i ragazzi: "Risulta che non si siano verificati attacchi alle istituzioni o diffuse narrazioni di parte o propagande partitiche di alcun tipo anche durante i collegamenti on-line con alcuni giornalisti".
Il Consiglio d'Istituto rivendica con forza il proprio operato: "La nostra scuola garantisce il pluralismo e la libertà di espressione finalizzati alla formazione di un pensiero critico, ma sempre nel rispetto dei limiti fissati dal nostro ordinamento, ed ha ben a mente le finalità educative e civiche proprie della istruzione pubblica".
In chiusura, la nota esprime una netta presa di distanza dalle polemiche politiche: "Ci si dissocia da qualsiasi forma di strumentalizzazione politica della nostra scuola, che non ha mai legittimato narrazioni propagandistiche o unilaterali, facendo sempre riferimento nel suo operato ai valori della nostra Costituzione".
Il liceo classico “Giacomo Leopardi” di Recanati finisce al centro di un acceso dibattito nazionale. Al centro della contesa, un incontro online sulla guerra in Ucraina organizzato dagli studenti durante le giornate culturali autogestite, che ha visto la partecipazione dei giornalisti Vincenzo Lorusso e Andrea Lucidi. L'iniziativa ha scatenato dure reazioni politiche, culminate in un’interrogazione parlamentare della deputata di Azione, Federica Onori, rivolta al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per verificare il valore didattico dell'evento.
Sulla vicenda intervengono con forza i vertici regionali e provinciali di Democrazia Sovrana e Popolare (DSP). Il movimento, guidato nelle Marche da Maurizio Castellani, bolla l'attività ispettiva come un tentativo di censura: «Si tratta di un’ingerenza che confligge con l’autonomia dell’istituto recanatese — dichiarano i rappresentanti del partito di Marco Rizzo e Francesco Toscano — volta a silenziare posizioni ritenute sgradite».
Dura la presa di posizione di Laura Cardarelli, coordinatrice provinciale di DSP Macerata, che punta il dito contro quello che definisce un clima di intimidazione verso docenti e dirigenti. «La scuola non deve essere un recinto in cui è ammessa solo la narrazione dominante, ma un luogo dove gli studenti possano confrontarsi con fonti diverse e testimonianze anche scomode», afferma Cardarelli. «Per capire la guerra non si può ripetere pappagallescamente la versione ufficiale; siamo per la libertà d’insegnamento e contro l'indottrinamento di chi non tollera il dissenso».
DSP denuncia quello che definisce un "pensiero unico bellicista" e rinnova il sostegno alla dirigenza scolastica del liceo. «Esprimiamo piena solidarietà al preside Ermanno Bracalente, ai docenti e agli studenti che hanno promosso l’incontro — conclude la coordinatrice provinciale — e chiediamo che cessino immediatamente gli attacchi politici e mediatici contro l’istituto. L'autonomia scolastica va rispettata».
Il consigliere comunale Stefano Petrella del gruppo civico "Recanati Insieme" annuncia le dimissioni dalla carica di consigliere comunale per ragioni strettamente personali. "Per ragioni di carattere strettamente personale che non mi consentono di esercitare al meglio la carica di Consigliere comunale ho deciso, con grandissimo dispiacere, di rassegnare le mie dimissioni".
Nel ripercorrere l’esperienza in consiglio comunale, Petrella richiama l’impegno portato avanti nel periodo di mandato: "Durante questo periodo ho cercato di portare la mia visione e la mia esperienza derivata da una militanza continua. La decisione di lasciare la carica è stata sofferta, discussa e condivisa con tutta l'assemblea di Recanati Insieme, che ringrazio sentitamente per aver dimostrato grande comprensione rispetto alla delicatezza del momento personale che sto vivendo".
Pur lasciando la carica istituzionale, Petrella conferma la volontà di proseguire il percorso nell’assemblea: "Rimarrò tuttavia un membro dell'Assemblea di Recanati Insieme, sia per l'affetto che ci lega, sia per poter continuare - per quanto possibile - a mettere al servizio della lista l’esperienza maturata sul campo quale consigliere di opposizione. Mi preme ringraziare tutte e tutti coloro che hanno sostenuto, nel giugno 2024, la mia candidatura; ho cercato di portare avanti progetti ed ideali sempre con la finalità di migliorare la nostra splendida città".
“Auguro un grande in bocca al lupo - conclude Petrella - alla nostra coordinatrice e portavoce Roberta Sforza, che prenderà il mio posto in consiglio comunale”.
Sarà Recanati ad accogliere la scrittrice e musicista Lucia Tancredi, candidata al Premio Strega 2026 con il romanzo Ersilia e le altre. L’appuntamento è fissato per giovedì 12 febbraio alle ore 18 all’Hotel La Ginestra, dove l’autrice dialogherà con Simone Giaconi per presentare al pubblico la sua ultima opera.
Al centro del libro, una storia potente e luminosa che affonda le radici nella seconda metà dell’Ottocento, alle origini del femminismo italiano. La vicenda si apre nel 1859, sotto il cielo incendiato dalla più grande tempesta solare mai registrata: è in quel momento simbolico che nasce Ersilia, “figlia dell’incandescenza”, destinata a trasformare la propria fragilità in forza collettiva.
Cresciuta orfana di madre nella Milano di fine secolo, tra povertà e fermenti di modernità, Ersilia osserva il destino delle “piscinine”, le bambine lavoratrici che popolano le strade come randagie: apprendiste modiste, piccole sarte, adolescenti private dell’infanzia e di ogni tutela. È proprio in quel contesto che matura la sua vocazione: proteggere, educare, emancipare.
Sposa Luigi Majno, avvocato socialista e femminista ante litteram, e si unisce all’opera instancabile di figure pionieristiche come Laura Solera Mantegazza e Alessandrina Ravizza. Dall’incontro con Anna Kuliscioff apprende un principio che diventerà guida della sua azione: “o tutte o nessuna”. Nel 1899 fonda con altre compagne l’Unione Femminile, prima organizzazione italiana per l’emancipazione delle donne, punto di riferimento per personalità come Ada Negri, Maria Montessori, Eleonora Duse e Sibilla Aleramo. Poco dopo nasce l’Asilo Mariuccia, laico e gratuito, rifugio per bambine vittime di violenza e abbandono.
Con finezza narrativa e sensibilità storica, Tancredi restituisce il ritratto intenso di una sorellanza capace di immaginare e costruire un mondo diverso. Ersilia e le altre è un romanzo che intreccia biografia e racconto corale, memoria e impegno civile, riportando al centro del dibattito culturale italiano una narrativa attenta alla qualità e alla profondità storica.
Lucia Tancredi, autrice di romanzi come Io, Monica, Côté Bach, Ildegarda, L’otto, Jacopa dei Settesoli e Ogni cosa è per Giulia, è nota per le sue biografie romanzate dedicate a figure femminili straordinarie, da Monica di Tagaste a Ildegarda di Bingen. Co-fondatrice e co-direttrice della casa editrice ev, con la candidatura al Premio Strega 2026 conferma il suo ruolo di voce autorevole e sensibile nel panorama letterario contemporaneo.
L’incontro di Recanati sarà un’occasione per approfondire un romanzo che parla di passato, ma interroga con forza il presente.
Una posizione simbolica, con lo sguardo rivolto verso l’Adriatico e idealmente verso quelle terre di Istria, Dalmazia e Venezia-Giulia abbandonate dagli esuli. Il Comune di Recanati ha celebrato oggi, 10 febbraio, il Giorno del Ricordo con un gesto solenne: la scoperta di una lapide commemorativa presso la piazzetta Belvedere, adiacente alla scuola ‘San Vito’.
La cerimonia ha segnato un rafforzamento delle celebrazioni cittadine, affiancandosi alla già esistente via Martiri delle Foibe. La nuova lapide è dedicata a chi fu “italiano due volte: prima per nascita e poi per scelta”, ricordando il sacrificio di migliaia di connazionali che, dopo il trattato di Parigi del 1947, scelsero l’esodo verso la Penisola piuttosto che l'assimilazione al regime titino.
Alla manifestazione hanno partecipato il vicesindaco Roberto Bartomeoli, gli assessori Ettore Pelati (Cultura) ed Emanuela Pergolesi (Scuola), insieme ai colleghi Paoletti e Bertini, al presidente del Consiglio comunale Benito Mariani e al consigliere Pierluca Trucchia. Dopo la benedizione di don Roberto Zorzolo, è stata deposta una corona d’alloro sulle note del "Silenzio".
Particolarmente significativa la presenza degli studenti dell’Istituto Comprensivo Badaloni, accompagnati dalla dirigente Annamaria De Siena. Coinvolgere le nuove generazioni è, infatti, l'obiettivo dichiarato della Giunta: “L’Amministrazione ha deciso di dare agli esuli un degno riconoscimento delle sofferenze patite, con iniziative pensate per avvicinare la cittadinanza a quel terribile momento storico”.
L'evento è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Marche sud). Hanno sfilato anche le rappresentanze dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, degli Alpini e della Protezione Civile, a testimonianza di una memoria condivisa da tutta la comunità.
L’apposizione della lapide è solo il fulcro di un programma più ampio. Dopo la presentazione del libro di Cristina Di Giorgi avvenuta ieri, le celebrazioni proseguono nel pomeriggio di oggi presso il Cinema Sala Gigli. In programma la proiezione del docu-film “Esodo – La Memoria tradita e l’Italia dimenticata” di Nicolò Bongiorno, arricchito dalla preziosa testimonianza diretta di Livilla Sivocci, esule di Pola.
Attraverso questo nuovo sito commemorativo, Recanati rende omaggio a chi, di fronte alla scelta tra la propria terra e la propria identità, scelse di restare fedele alle proprie radici italiane, pagando il prezzo di un esilio doloroso.
Un esemplare di lupo è stato catturato nella giornata di ieri a Recanati, in pieno contesto urbano, dagli uomini del servizio di igiene veterinaria. L'animale, apparso immediatamente ferito e bisognoso di cure, è stato messo in sicurezza e trasportato presso il centro specializzato di Matelica, dove i veterinari sottoporranno l'esemplare a tutti gli accertamenti e alle medicazioni necessarie.
La notizia del ritrovamento è stata resa nota dal tenente colonnello Simone Cecchini, dei Carabinieri Forestali di Ancona, durante la presentazione del bilancio regionale relativo all'attività del 2025. Le circostanze che hanno portato al ferimento del predatore restano ancora da chiarire e saranno oggetto di indagine una volta ottenuto il referto medico definitivo.
Il caso di Recanati riaccende i riflettori sulla gestione dei lupi nelle Marche, un tema delicato normato dall'articolo 19 della legge 157 del 1992. Il tenente colonnello Cecchini ha voluto fare chiarezza sulle procedure di controllo sottolineando che "ora è la Regione che gestisce tutto vincolato al parere dell'Ispra" e aggiungendo che "la Regione può gestire gli abbattimenti ma occorre un piano, non si abbattono a caso i lupi, vanno prima censiti e individuati quelli problematici. L'abbattimento del lupo è l'ultima ratio".
L'obiettivo principale dei Carabinieri Forestali resta quello di scoraggiare la presenza dei lupi negli ambienti urbani attraverso un progetto specifico che prevede azioni graduate, suddivise in tre categorie identificate da colori. Nella fascia verde rientrano le attività di monitoraggio, l'informazione alla cittadinanza, una gestione rigorosa dei rifiuti e la corretta custodia degli animali da compagnia. Si passa poi alla fascia gialla, che prevede l'uso di dissuasori, la cattura e lo spostamento dell'animale in altre aree, fino ad arrivare alla fascia rossa, che rappresenta l'estrema misura della soppressione.
Per gestire i cosiddetti "lupi confidenti", ovvero quegli esemplari che non mostrano più timore verso l'uomo, è stata introdotta una nuova figura tecnica a supporto del territorio. "A livello nazionale sono stati formati 40 forestali autorizzati a sparare proiettili di gomma come dissuasori per far allontanare i lupi troppo confidenti e le Marche ne hanno uno", ha rivelato Cecchini.
(Foto di repertorio)
Le squadre marchigiane non si fermano e nelle ultime ore del mercato di gennaio si registrano due colpi importanti in Serie D. La Maceratese ufficializza il suo nuovo attaccante. Si tratta di Jonathan Ciabuschi, classe 1997, mentre la Recanatese completa la rosa con l’esperto esterno destro Alessandro Eleuteri.
Ciabuschi, cresciuto nel vivaio dell’Ascoli, Ciabuschi arriva in biancorosso dopo l’esperienza al Grosseto. In carriera ha totalizzato 10 presenze e 1 rete in Serie C e 86 presenze con 20 gol tra Atletico Ascoli e Monticelli in Serie D. Centravanti fisicamente strutturato, porterà alla Maceratese presenza in area, forza fisica e spirito di sacrificio.
Alessandro Eleuteri, 27 anni, ha invece già quasi 200 presenze in Serie C con Ravenna, Fermana, Renate e Carpi. L’esterno di destra, che si allenava da alcuni giorni con il gruppo di mister Pagliari, sarà disponibile già per la trasferta di domani a Cattolica contro il San Marino, portando esperienza e qualità sulle fasce della Recanatese.
I Carabinieri della Stazione di Recanati hanno denunciato un uomo di 72 anni, residente in provincia di Vicenza e già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di truffa ai danni di un cittadino recanatese.
Le indagini, avviate a seguito della denuncia della vittima, hanno permesso di ricostruire i fatti avvenuti nell’ottobre 2025. L’uomo avrebbe messo in vendita un camioncino su una nota piattaforma di e-commerce, proponendolo al prezzo di 3.600 euro. A rispondere all’annuncio è stato un 66enne residente a Recanati, che, convinto dell’affidabilità del venditore, ha versato una caparra di 500 euro.
Dopo aver incassato la somma, il presunto venditore si è però reso irreperibile, interrompendo ogni contatto e senza mai procedere alla consegna del veicolo né alla restituzione del denaro.
Grazie alle attività investigative svolte dai militari dell’Arma, è stato possibile risalire all’identità dell’uomo, che è stato deferito all’autorità giudiziaria competente.
L’Arma dei Carabinieri coglie l’occasione per rinnovare l’invito ai cittadini a "prestare la massima attenzione nelle compravendite online, verificando l’affidabilità dei venditori e segnalando tempestivamente alle forze dell’ordine qualsiasi situazione sospetta".
Sarà il prestigioso Auditorium del Centro Mondiale della Poesia “Giacomo Leopardi” di Recanati a ospitare, sabato 31 gennaio alle ore 17, la presentazione del libro Figlie dell’Infinito, una raccolta di memorie che dà voce a 17 donne emigrate, accomunate da un’esperienza formativa decisiva: gli anni di studio trascorsi nel collegio femminile che sorgeva sul Colle dell’Infinito.
Il volume raccoglie racconti intensi e personali che riportano a un tempo non lontano, quando erano le famiglie italiane a lasciare il Paese per cercare lavoro e fortuna all’estero. Storie di partenze, sacrifici e speranze, viste attraverso lo sguardo di ragazze che hanno vissuto lontano dai propri affetti, ma che proprio a Recanati hanno costruito legami destinati a durare nel tempo.
Nonostante la distanza geografica, le ex allieve del collegio hanno mantenuto un rapporto vivo con la città che le ha accompagnate nella crescita. Il libro nasce anche con questo intento: custodire e rinnovare un patrimonio di relazioni, affetti e memoria condivisa, trasformando il ricordo in narrazione collettiva.
Tra le testimonianze più significative spicca quella di Cosima Santoro, oggi residente in Germania. La sua storia è già stata presentata a Colonia, nell’ambito di una mostra organizzata dall’associazione di emigrate italiane Makkaroni Settanta, in occasione dell’anniversario dell’accordo italo-tedesco del 1955 che regolava l’espatrio temporaneo dei lavoratori italiani.
Figlie dell’Infinito non è solo un libro di memorie, ma un ponte tra generazioni e Paesi, un racconto corale che intreccia identità, migrazione e appartenenza, restituendo dignità e voce a un capitolo fondamentale della storia sociale italiana.
Il Comune di Recanati ha celebrato oggi, 29 gennaio, la memoria degli Internati Militari Italiani (IMI) nei campi di prigionia tedeschi durante la Seconda guerra mondiale con una cerimonia solenne e la scopertura di una lapide commemorativa.
Le celebrazioni si sono svolte nella sala Giunta del Palazzo Comunale, alla presenza del vicesindaco Roberto Bartomeoli, dell’assessore alla Cultura Ettore Pelati, degli assessori Sabrina Bertini e Maurizio Paoletti e dei consiglieri Michele Brizi, Enrico Gelosi Enrici, Nicoletta Marzioli e Pierluca Trucchia.
Particolarmente sentita la prima parte dell’evento, con la prolusione della professoressa Amneris Ulderigi, promotrice dell’affissione della lapide. La docente ha ripercorso gli eventi che, a partire dall’Armistizio dell’8 settembre 1943, portarono alla cattura dei soldati italiani da parte dell’esercito tedesco e delle SS, per poi essere deportati nei campi di lavoro forzato in Germania, utilizzati come manodopera coatta in condizioni di fatto di schiavitù.
Successivamente, nel loggiato del Palazzo, è stata scoperta la lapide commemorativa a ricordo dei cittadini recanatesi deportati nei campi di lavoro e di prigionia, molti dei quali non fecero mai più ritorno a casa. La lapide è stata benedetta da don Roberto Zorzolo e una corona d’alloro è stata deposta dall’Amministrazione comunale, al suono del silenzio e alla presenza delle associazioni combattentistiche.
Con questa cerimonia, l’Amministrazione comunale, tra le prime nella Regione Marche, ha voluto omaggiare la “resistenza passiva” che gli IMI opposero alle violenze, agli abusi fisici e psicologici perpetrati durante la prigionia in territorio tedesco, con l’obiettivo di ricordare le vicende di chi pagò con la propria vita la lealtà all’Italia.
L’Amministrazione è inoltre impegnata in un’attività di ricostruzione genealogica, condotta da Claudio Anconetani dell’Istituto Nastro Azzurro, con il supporto del consigliere Brizi e dell’Ufficio Anagrafe, per risalire ai familiari in vita dei 329 internati recanatesi e consegnare loro la Medaglia d’Onore conferita agli Internati Militari.
Nel 2025 sono state attribuite diciotto medaglie ad altrettanti ex internati recanatesi, mentre nel corso del 2026 sono previsti cinquanta nuovi conferimenti.
Incidente stradale nella serata di oggi a Recanati. Poco prima delle 20, in contrada Addolorata, si è verificato uno scontro tra un’auto e uno scooter, per cause che sono ancora in corso di accertamento.
Ad avere la peggio è stato il giovane che si trovava alla guida del mezzo a due ruote. Dopo l’impatto, le sue condizioni hanno reso necessario l’intervento dei soccorsi: il ragazzo è stato stabilizzato sul posto e successivamente trasportato in ambulanza all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, per ulteriori accertamenti e cure.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri, che hanno provveduto a effettuare i rilievi di rito e a gestire la viabilità, oltre ad avviare gli accertamenti necessari per ricostruire l’esatta dinamica dello scontro.
Questa mattina a Recanati, intorno alle 8:30, un uomo di 64 anni si è ferito accidentalmente con un coltello in casa, riportando una lesione all’addome.
Subito allertati, i soccorsi della Croce Gialla di Recanati sono intervenuti prontamente. Vista la gravità della ferita, è stato richiesto l’intervento dell’eliambulanza, che ha trasportato il paziente all’ospedale regionale di Torrette di Ancona in codice rosso.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti anche i carabinieri, incaricati di effettuare i rilievi e ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Al momento, non risultano altre persone coinvolte.
“Sono un medico di medicina generale, un medico del territorio: un territorio dove vivo, dove ho cresciuto i miei figli”. Inizia così la lettera aperta che Daniele Massaccesi, medico di famiglia a Recanati, ha inviato al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, all’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, al direttore generale dell’Ast 3 di Macerata Alessandro Marini, al sindaco di Recanati Emanuele Pepa e all’assessore comunale alla Sanità Maurizio Paoletti, per richiamare l’attenzione sulle crescenti difficoltà del Servizio sanitario nazionale, in particolare sul fronte della medicina territoriale.
Una riflessione che nasce da un’esperienza lunga decenni: “Dopo decenni di attività professionale, sento il bisogno di condividere una riflessione su ciò che è diventato oggi il Servizio sanitario nazionale e sulle difficoltà sempre più evidenti che esso sta affrontando”. Difficoltà che, sottolinea il medico, non sono più episodiche: “Le criticità che i cittadini incontrano nell’accesso alle cure e alle prestazioni sanitarie pubbliche sono ormai sotto gli occhi di tutti”.
Tra i fattori che mettono maggiormente sotto pressione il sistema c’è l’invecchiamento della popolazione. “La vita media si è allungata grazie ai progressi della medicina, ma proprio per questo aumenta la richiesta di assistenza sanitaria”, osserva Massaccesi, evidenziando come i servizi disponibili “faticano a stare al passo con le necessità crescenti”.
Uno dei nodi più critici riguarda i Pronto Soccorso, descritti come “costantemente affollati”. “I colleghi che vi lavorano affrontano turni estenuanti e un sovraccarico continuo – scrive – tanto che molti, dopo anni di resistenza, rinunciano all’incarico”. Una situazione che, secondo il medico, è aggravata dal progressivo ridimensionamento del ruolo del medico di medicina generale.
“Fino a qualche anno fa la medicina generale poteva fornire un supporto più diretto – ricorda – era possibile accedere rapidamente agli specialisti ed effettuare esami urgenti come elettrocardiogrammi, ecografie, Tac o risonanze magnetiche. Oggi tutto questo è diventato estremamente difficile”. Anche le richieste contrassegnate come urgenti comportano spesso tempi incompatibili con una diagnosi tempestiva: “Tre giorni, per un elettrocardiogramma o un’ecografia urgente, possono essere un tempo troppo lungo”.
Massaccesi evidenzia come il medico di famiglia non possa più “ricoverare direttamente i pazienti”, dovendo far transitare ogni percorso attraverso il Pronto Soccorso. “Dopo quarant’anni di professione credo che l’esperienza clinica mi consenta almeno di formulare un’ipotesi diagnostica – scrive – ma senza la possibilità di accedere rapidamente agli esami necessari sono costretto a inviare il paziente in un Pronto Soccorso già sovraccarico. Questo non sempre è a vantaggio del paziente”.
Il medico respinge anche l’idea che i medici di base abusino delle richieste urgenti: “L’urgenza è una responsabilità professionale precisa: il medico risponde personalmente delle proprie decisioni”. E aggiunge: “Se vi sono abusi, esistono strumenti per controllarli. Ma l’urgenza, quando è reale, deve essere riconosciuta come tale”.
Nella lettera viene richiamata anche la progressiva riduzione dei servizi sul territorio, con “attività specialistiche limitate” e una radiologia che può contare su “un solo medico e per mezza giornata”, mentre nei festivi la copertura è affidata alla telemedicina. Da qui la domanda diretta: “È davvero impossibile migliorare questa situazione?”.
Tra le proposte avanzate, la rivalutazione del medico di medicina generale come medico di primo intervento territoriale. “Una richiesta di ricovero del medico di famiglia dovrebbe avere lo stesso valore di quella proveniente da un punto di primo intervento ospedaliero”, sottolinea Massaccesi, precisando che “non si tratterebbe di costi aggiuntivi significativi, ma di riconoscere pienamente il ruolo del medico di famiglia”.
Ampio spazio è dedicato anche all’assistenza domiciliare, che a Recanati “funziona ed è una risorsa preziosa”, ma che andrebbe potenziata. “La vera emergenza non nasce solo in Pronto Soccorso: nasce anche nelle case delle persone”, scrive il medico, ricordando come “la stessa malattia abbia un peso diverso se colpisce un giovane o un anziano fragile che vive solo”.
“Ogni volta che ho dovuto proporre un ricovero, non ho mai incontrato un paziente felice di essere ospedalizzato”, conclude Massaccesi. “Tutti chiedono, se possibile, di restare nella propria casa”. Da qui l’appello finale: rafforzare la medicina territoriale e l’integrazione tra ospedale e medico di famiglia significa “investire davvero nella sanità del futuro”.
Doveva essere un breve periodo di libertà vigilata, ma si è trasformato in una fuga. I carabinieri della stazione di Recanati hanno denunciato a piede libero un 41enne italiano con l'accusa di evasione.
L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, stava scontando una pena in regime di arresti domiciliari presso la propria residenza nel comune leopardiano. Secondo quanto ricostruito dai militari, il 41enne aveva ottenuto dall'autorità giudiziaria un regolare permesso giornaliero che gli consentiva di allontanarsi temporaneamente da casa per determinate esigenze.
Il problema è sorto al momento del controllo. I carabinieri, impegnati nei quotidiani servizi di pattugliamento del territorio e di verifica del rispetto delle misure restrittive, si sono recati presso l'abitazione dell'uomo nell'orario in cui sarebbe dovuto essere già rientrato. Tuttavia, del 41enne non c'era traccia.
Constatata l'assenza ingiustificata e il superamento dei limiti orari imposti dal giudice, i militari hanno fatto scattare immediatamente le procedure previste per il reato di evasione.
Nonostante le ricerche avviate tempestivamente in tutta la zona e nei luoghi abitualmente frequentati dal soggetto, l'uomo non è stato ancora rintracciato. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti e la denuncia per evasione comporterà quasi certamente un aggravamento della misura cautelare a cui era sottoposto.
Si è svolto ieri mattina, presso il Palasport Cingolani – Arena BCC di Recanati, l’incontro formativo sul tema "Dipendenze, social e scelte di vita: quello che nessuno ti spiega". L’iniziativa, promossa dalla BCC di Recanati e Colmurano insieme a Infinito Vita e al gruppo Giovani Soci Infinito Lab della Banca, con il patrocinio del Comune di Recanati, ha registrato una partecipazione straordinaria di oltre 700 studenti. Le classi quarte e quinte degli istituti superiori del territorio – IIS Enrico Mattei, Liceo Giacomo Leopardi e IIS Bonifazi-Corridoni – hanno animato l’incontro, trasformandolo in un’occasione di ascolto e riflessione rivolta alle nuove generazioni.
L’incontro ha affrontato con linguaggio diretto e accessibile alcuni dei temi più complessi e attuali che attraversano la vita quotidiana dei giovani: le dipendenze tradizionali e digitali, l’uso consapevole dei social network e delle tecnologie, le fragilità psicologiche, i disturbi del comportamento alimentare che condizionano le scelte di vita.
Dopo i saluti istituzionali dell’Amministrazione Comunale di Recanati con la presenza dell’Assessore alle politiche giovanili Emanuela Pergolesi, del Presidente della BCC Recanati e Colmurano Gerardo Pizzirusso e del Presidente di Infinito Vita Gabriele Brandoni, i lavori sono entrati nel vivo con una serie di interventi di elevato spessore scientifico.
La dott.ssa Silvia Agnani, sociologa del SERT di Macerata, ha offerto una lettura dei fenomeni legati alle dipendenze, supportata da dati, ricerche e strumenti comunicativi innovativi, mentre il dott. Gianni Giuli, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’AST di Macerata, ha accompagnato i ragazzi in un vero e proprio viaggio tra desiderio e dipendenza, spiegando come i meccanismi della gratificazione e dell’attesa del piacere agiscano sui circuiti cerebrali e possano trasformarsi, nel tempo, in comportamenti di dipendenza, spesso causati dall’uso di stupefacenti.
Il dott. Stefano Nassini, direttore della Psichiatria di Macerata, ha posto con forza l’attenzione sull’emergenza della salute mentale giovanile, sottolineando l’importanza della prevenzione e dell’ascolto. Coinvolgente e apprezzato anche l’intervento del prof. Saverio Cinti, direttore scientifico del Centro per l’Obesità dell’Università Politecnica delle Marche, che attraverso esempi e slide ha illustrato il concetto di organo adiposo come vero e proprio organo complesso, spiegando in modo semplice la differenza tra tessuto adiposo bianco e bruno e il loro ruolo nei meccanismi che legano obesità e diabete, sottolineando come stili di vita, attività fisica e comportamenti quotidiani possano incidere in maniera determinante sulla salute dei giovani.
Il confronto, moderato da Luca Eboli, è stato arricchito da un dialogo particolarmente efficace con i giovani: gli studenti, in forma del tutto anonima, hanno potuto porre domande e condividere riflessioni, dimostrando un elevato livello di partecipazione e consapevolezza. A chiudere i lavori è stato il Direttore Generale della BCC di Recanati e Colmurano Davide Celani, che ha ringraziato i numerosi studenti presenti, sottolineando l’ottima riuscita della mattinata formativa.
Con questo incontro, la BCC di Recanati e Colmurano conferma con forza il proprio ruolo di banca del territorio, capace di creare momenti e spazi di ascolto autentici, vicini ai giovani. Un impegno che affonda le radici nella tradizione cooperativa dell’istituto, ma che guarda con decisione al futuro, accompagnando le nuove generazioni non solo nel loro percorso professionale, ma anche nelle scelte di vita e nei comportamenti quotidiani.
Sessantacinque sanzioni in appena novanta minuti. È il bilancio, decisamente preoccupante, dell’ultimo controllo della velocità effettuato dalla polizia locale di Recanati in Contrada Addolorata. Un numero che fotografa una realtà difficile: nonostante i pericoli evidenti e i recenti fatti di cronaca, il piede sull'acceleratore resta troppo pesante lungo le strade cittadine.
L'operazione nasce da una precisa strategia di prevenzione messa in atto dall'amministrazione comunale, spinta anche dalle numerose segnalazioni dei residenti, ormai allarmati dalla pericolosità dei tratti che costeggiano le proprie abitazioni. La scelta di Contrada Addolorata non è stata casuale, essendo una zona già teatro di tragici sinistri mortali che hanno segnato profondamente la comunità locale.
I dati emersi dal monitoraggio, con quasi un'infrazione accertata ogni minuto e mezzo, confermano che la velocità eccessiva continua a essere una delle principali minacce alla sicurezza pubblica.
Ma il piano straordinario di sorveglianza non si fermerà qui. Sulla scorta di questi risultati, il comando della polizia locale ha già annunciato un’intensificazione dei controlli in altre aree critiche del territorio recanatese. Sotto la lente d’ingrandimento finiranno presto le zone di Villa Musone, Montefiore, Villa Gigli, Chiarino e Santa Lucia, tutti punti caratterizzati da elevate criticità e segnalati dai cittadini per la condotta spregiudicata di molti automobilisti.
L'obiettivo dichiarato non è solo quello sanzionatorio, ma soprattutto educativo. L'amministrazione ricorda, infatti, che le conseguenze per chi viola il Codice della Strada sono severe: oltre alle pesanti sanzioni pecuniarie, in caso di recidiva nel biennio per il superamento dei limiti in centro abitato, scatta l'immediata sospensione della patente di guida.
Recanati – Dramma nella serata di ieri a Recanati, dove un uomo di 53 anni è stato trovato morto all’interno di uno stabile di sua proprietà in via Aldo Moro.
A fare la drammatica scoperta è stata la moglie, che, non vedendolo rientrare per l’ora di cena, si è recata sul posto preoccupata. Giunta nello stabile, ha notato l’auto del marito parcheggiata nel piazzale ed è entrata, trovandolo senza vita.
Sul luogo sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno potuto soltanto constatare il decesso, e i Carabinieri per gli accertamenti di rito. Al momento, dalle prime ricostruzioni, non sembrano esserci dubbi sul fatto che si sia trattato di un gesto volontario, anche se le motivazioni restano ignote.
Un momento di confronto e ascolto dedicato alle nuove generazioni, per affrontare in modo chiaro e concreto i temi delle dipendenze e delle scelte di vita. È questo l’obiettivo dell’incontro formativo "Dipendenze, social e scelte di vita: quello che nessuno ti spiega", in programma domani alle ore 10.00 presso il Palasport Cingolani - Arena BCC di Recanati.
L’incontro è organizzato dalla BCC di Recanati e Colmurano, in collaborazione con Infinito Vita e Infinito Lab, il gruppo dei Giovani Soci della banca, e coinvolge gli istituti superiori di secondo grado dell’ IIS Enrico Mattei, del Liceo Giacomo Leopardi e dell’ IIS Bonifazi-Corridoni.
L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Recanati, è rivolta alle classi quarte e quinte delle scuole superiori recanatesi e nasce dall’esigenza di offrire ai giovani strumenti di comprensione e consapevolezza su fenomeni sempre più diffusi e complessi. Al centro dell’incontro ci saranno le dipendenze tradizionali e digitali, l’uso consapevole dei social network e delle tecnologie, i disturbi del comportamento alimentare e le fragilità psicologiche, temi che incidono in modo significativo sul benessere personale e sulle dinamiche relazionali degli adolescenti.
L’iniziativa sarà caratterizzata da un approccio diretto e interattivo, pensato per favorire il coinvolgimento degli studenti, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente i ragazzi e stimolare il confronto su situazioni concrete della vita quotidiana, favorendo una riflessione sulle proprie abitudini, sulle pressioni sociali e sulle scelte legate al percorso di crescita.
Interverranno qualificati professionisti del mondo sanitario e universitario: Saverio Cinti, direttore scientifico del Centro per l’Obesità dell’Università Politecnica delle Marche,Silvia Agnani, sociologa del SERT di Macerata, Gianni Giuli, direttore del SERT di Macerata e Stefano Nassini, direttore della Psichiatria di Macerata. Il confronto sarà moderato da Luca Eboli.