Dopo due settimane di prove aperte al pubblico, i diciotto attori della 113esima edizione del Teatro della Comunità, progetto socio-artistico internazionale ideato e diretto da Marco Di Stefano e realizzato con il contributo e il patrocinio della Città di Civitanova Marche, debutta lunedì 31 agosto, alle ore 20:30, presso l’arena ricavata all’interno dei giardini pubblici “Tonino Trovellesi” di Fontespina in via James Cook.
Il Teatro della Comunità è una vera tradizione nata nelle Marche ed esportata in 20 nazioni.
Marco Di Stefano, attore e regista di teatro e cinema e Tanya Khabarova, danzatrice e coreografa internazionale, conducono da anni questa meravigliosa e particolare esperienza di teatro sociale e partecipato.
Dopo 14 sere, il gruppo di sconosciuti incontratosi attraverso la pratica teatrale diventano come una famiglia di persone che si sono scelte.
Lo spettacolo "Il Tempo del Ritorno" si avvale delle luci e del suono di Eliseo Mozzicafreddo, mentre le musiche sono a cura di Tanya Khabarova e Antonio Ferdinando Di Stefano.
“Civitanova Marche da molti anni ospita questo progetto di teatro antropologico, qui questa esperienza ha trovato casa e da qui si proietta verso molte altre città grandi e piccole interessate ad una forma di teatro che aiuta a socializzare a vincere ogni barriera culturale, religiosa, etnica e psicologica, proiettando una visione di società aperta e solidale così clamorosamente in contro tendenza con i venti di guerra e le paure che stanno attraversando la nostra società - sottolinea Marco Di Stefano. Ringraziamo l’Amministrazione comune e gli sponsor e invitiamo tutti a unirsi al momento conclusivo di questo splendido progetto”.
Il Trodica continua a prendere forma in vista del campionato di Eccellenza Marche 2026/2027 e guarda anche ai giovani per completare la rosa. La società ha ufficializzato l’arrivo di Nicola Mengani, centrocampista classe 2007 chiamato a dare freschezza e qualità al reparto centrale.
Un innesto in prospettiva, ma con alle spalle già un'importante esperienza nel massimo campionato regionale. Mengani, mediano-centrocampista di 176 centimetri, è un destro naturale e fa della corsa, del recupero palla e della capacità di inserirsi tra le proprie caratteristiche principali. Non manca inoltre una buona propensione alla conclusione, qualità che gli ha permesso di trovare la via del gol anche nel settore giovanile.
Il suo percorso è cresciuto nel calcio marchigiano. Nella stagione 2022/2023, con la Settempeda Allievi, ha realizzato sette reti, mettendosi subito in evidenza. L'anno successivo il passaggio alla SS Matelica Allievi Regionali, con cinque gol all'attivo.
Il salto nel calcio dei grandi è arrivato nella stagione 2024/2025, quando Mengani è stato aggregato alla prima squadra del Matelica, impegnata in Eccellenza. Un'esperienza proseguita anche nella stagione 2025/2026, che gli ha consentito di accumulare minuti, confrontarsi con giocatori più esperti e compiere un ulteriore passo nel proprio percorso di crescita.
A impreziosire il curriculum del giovane centrocampista c'è anche la convocazione nella Rappresentativa Marche U19, con la partecipazione al Torneo delle Regioni, competizione che gli ha permesso di misurarsi con alcuni dei migliori talenti giovanili a livello nazionale.
Ora per Mengani si apre una nuova sfida con il Trodica. Il club punta sulle sue caratteristiche per aggiungere dinamismo, fisicità e qualità alla mediana, affidandosi a un giocatore giovane ma già con una discreta esperienza nel campionato di Eccellenza.
L'operazione è stata seguita e conclusa dalla GC Sport Consultants.
Per il Trodica si tratta dunque di un investimento sul presente e soprattutto sul futuro: Mengani avrà l'opportunità di proseguire il proprio percorso di crescita in una squadra ambiziosa, mettendo a disposizione del nuovo club l'esperienza maturata nelle ultime due stagioni.
Il 29 agosto 1946 la più grande tragedia della marineria di Mar del Plata. Tra le vittime anche sette pescatori portorecanatesi del Pumarà. A 80 anni di distanza il loro ricordo vive ancora nelle due comunità
Ottant’anni sono trascorsi, ma il mare non ha cancellato quella tragedia. Il 29 agosto 1946, davanti alle coste argentine, una violenta tempesta trasformò una normale giornata di pesca in una delle più grandi tragedie della storia della marineria di Mar del Plata. Trentuno pescatori non fecero mai più ritorno in porto.
Tra loro c’erano anche sette uomini di Porto Recanati, imbarcati sul peschereccio Pumarà: Antonio Bugiolacchi, Luigi Caporaletti, Luigi Nocelli di Biagio, Luigi Nocelli di Giovanni, Emilio Scalabroni, Giovanni Scalabroni e Luigi Valentini.
Una tragedia lontana migliaia di chilometri, ma rimasta profondamente impressa nella memoria della comunità portorecanatese, legata da decenni a Mar del Plata da una storia di emigrazione, pesca e solidarietà.
La cosiddetta “Tormenta de Santa Rosa” è un fenomeno meteorologico che, con una certa frequenza, interessa la parte sud-orientale del Sud America alla fine di agosto. Il nome deriva dalla vicinanza con il 30 agosto, giorno dedicato a Santa Rosa da Lima, patrona d’America.
Quella del 1946, però, sarebbe passata alla storia per la sua eccezionale violenza.
La sera del 28 agosto, dopo diverse settimane di inattività dovute a uno sciopero, i pescherecci tornarono finalmente in mare. L’obiettivo era la pesca con i palangari dei banchi di squali, particolarmente redditizia in quel periodo anche per l’olio di fegato che veniva ricavato dagli animali.
Poche ore dopo, però, il mare cambiò volto.
Alle prime ore del 29 agosto, il vento da nord si calmò improvvisamente per poi girare con estrema violenza da sud. Le raffiche arrivarono a circa 150 chilometri orari, mentre le onde raggiunsero anche gli otto metri di altezza.
In mare si consumava la tragedia. A terra, nel porto di Mar del Plata, cresceva invece l’angoscia dei familiari e dell’intera comunità, che attendeva il ritorno delle imbarcazioni.
Quando il fortunale iniziò ad attenuarsi, il 30 agosto partirono le prime operazioni di soccorso. Alcune imbarcazioni riuscirono a rientrare nei giorni successivi, mentre di altre continuavano a non esserci notizie.
Il 31 agosto tornarono in porto Tranquilo, Fortunaestrella, San Pedro, Santa Monica, Nueva Margarita e Buzo Diver. Il giorno successivo arrivò anche la notizia che il Buenaventura era riuscito a raggiungere Montevideo.
Ma per diversi equipaggi non ci fu salvezza.
Il 2 settembre arrivò la conferma dell’affondamento dell’El Halcón. Nei giorni successivi le speranze si spensero definitivamente anche per le altre imbarcazioni disperse.
Il 5 settembre viene ricordato come il giorno che mise la parola fine alle ricerche e consegnò alla storia una delle pagine più dolorose della marineria di Mar del Plata.
A perdere la vita furono 31 pescatori: otto italiani, cinque spagnoli, un jugoslavo e 17 argentini.
Le vittime appartenevano agli equipaggi delle imbarcazioni El Halcón, Palma Madre, Happy Days, Quo Vadis, María Dolores e Pumarà, alcune delle quali non furono mai più ritrovate.
Sul Pumarà viaggiavano i sette pescatori originari di Porto Recanati.
Tra loro c’era Luigi Valentini, unico componente dell’equipaggio del Pumarà il cui corpo venne restituito dal mare. Fu riconosciuto grazie a una medaglietta rimasta incastonata nel petto.
Gli altri sei non tornarono mai alle loro famiglie.
La tragedia colpì uomini di età diverse. Il più anziano tra le vittime era lo spagnolo Miguel Fernández, 56 anni, imbarcato sul Palma Madre. Il più giovane era invece l’argentino Manuel Naldi, appena 19 anni, dell’Happy Days.
La tragedia del Pumarà ebbe un’eco profondissima anche a Porto Recanati.
Tra le vittime c’era Antonio Bugiolacchi. Nello stesso giorno in cui il mare lo inghiottì, il 29 agosto 1946, a Porto Recanati sua figlia celebrava la Prima Comunione. Un dettaglio che rende ancora più drammatico il racconto di una tragedia che separò per sempre intere famiglie.
Ottant’anni dopo, il ricordo di quei pescatori continua a vivere nelle due comunità. Da una parte Mar del Plata, che considera la “Tormenta de Santa Rosa” una delle pagine più drammatiche della propria storia marinara; dall’altra Porto Recanati, che custodisce la memoria dei suoi sette concittadini partiti per il mare e mai più tornati.
Nel giorno dell’ottantesimo anniversario, il sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, ha voluto unirsi al ricordo delle vittime e delle loro famiglie.
«Da sindaco, da cittadino di Porto Recanati e a nome dell’Amministrazione mi unisco con profonda commozione al dolore delle famiglie e delle comunità di Porto Recanati e Mar del Plata», ha sottolineato, ricordando i sette portorecanatesi dell’equipaggio del Pumarà.
«A loro e a tutte le vittime della tragedia va il nostro più sentito e commosso cordoglio. Il mare non restituì quei nostri uomini alle loro famiglie, ma non ha mai potuto cancellarne il ricordo».
Un ricordo che, a ottant’anni di distanza, resta vivo e continua a rappresentare un legame profondo tra le due città. «Porto Recanati ne custodisce ancora la memoria con orgoglio e commozione, nel segno di quel profondo legame umano e storico che unisce la nostra città a Mar del Plata. Il loro sacrificio appartiene per sempre alla storia e al cuore di entrambe le comunità».
Ottant’anni dopo, dunque, quei nomi tornano a essere pronunciati. Antonio Bugiolacchi, Luigi Caporaletti, Luigi Nocelli di Biagio, Luigi Nocelli di Giovanni, Emilio Scalabroni, Giovanni Scalabroni e Luigi Valentini non sono soltanto i nomi di sette pescatori scomparsi in una tempesta lontana. Sono parte della memoria di Porto Recanati e di una storia che il mare, nonostante tutto, non è riuscito a cancellare.
La crisi politica che da mesi attraversa la maggioranza di centrodestra torna a scuotere Palazzo Sforza. A Civitanova l’opposizione tenta nuovamente la carta della mozione di sfiducia contro il sindaco Fabrizio Ciarapica, con l’obiettivo di mettere fine anticipatamente alla consiliatura.
È il terzo tentativo promosso dalle forze di minoranza, che questa volta hanno sottoscritto il documento in nove: Francesco Micucci, Mirella Paglialunga, Letizia Murri, Elisabetta Giorgini, Lidia Iezzi, Piero Gismondi, Yuri Rosati, Silvia Squadroni e Giuseppe Lepretti.
Nel testo viene contestata duramente la gestione dell’Amministrazione. Secondo i firmatari, Civitanova sarebbe ormai «bloccata da mesi» dalle divisioni interne alla maggioranza, con un sindaco accusato di aver disatteso gli impegni elettorali e un centrodestra «spaccato» e condizionato da «lotte di potere personali».
Per l’opposizione, la situazione avrebbe raggiunto un punto tale da non poter essere ulteriormente trascinata. «Civitanova non merita questo degrado amministrativo e istituzionale», si legge nella mozione, mentre viene definito «irresponsabile» protrarre quella che i consiglieri di minoranza considerano una situazione di «agonia istituzionale e mera sopravvivenza politica».
Il primo ostacolo, però, è tutto politico e aritmetico. Le firme raccolte sono nove, mentre ne servono almeno dieci per poter portare la mozione in Consiglio comunale e discuterla.
Per raggiungere la quota necessaria, dunque, dovrebbe arrivare la firma di almeno un consigliere della maggioranza di centrodestra. È proprio a loro che l’opposizione rivolge il proprio appello, chiedendo di mettere gli interessi della città davanti a quelli di partito.
«Abbiate il coraggio di mettere il bene di Civitanova davanti agli interessi personali e di partito», è l’invito rivolto ai consiglieri di maggioranza, ai quali viene chiesto di firmare la mozione e sostenerla successivamente in aula.
Ma anche l’eventuale raggiungimento delle dieci firme non basterebbe a far cadere l’Amministrazione. In Consiglio servirebbero infatti 13 voti favorevoli per approvare la sfiducia e interrompere definitivamente la consiliatura.
È qui che si gioca la partita più difficile per l’opposizione. Finora i precedenti tentativi di mettere in discussione la permanenza di Ciarapica alla guida della città non hanno prodotto risultati, nonostante le tensioni e i malumori che continuano a emergere all’interno della maggioranza.
La risposta del centrodestra arriva da Piepaolo Turchi di Futuro Nazionale, che attacca innanzitutto la strategia scelta dalle opposizioni.
«Chi presenta una mozione di sfiducia deve avere la forza e la responsabilità per sostenerla. Se non si riescono nemmeno a raccogliere le firme necessarie, è difficile presentarsi alla città come alternativa credibile», sostiene Turchi.
Il consigliere considera inoltre singolare il fatto che l’opposizione chieda proprio alla maggioranza di fornire il numero di firme che le manca per portare avanti la propria iniziativa politica.
Per Turchi, la mozione di sfiducia è «uno strumento serio della vita democratica» e non dovrebbe trasformarsi in un appuntamento ricorrente utile soprattutto ad alimentare comunicati e polemiche.
«Se esiste una reale alternativa all’Amministrazionee esiste una reale alternativa all’Amministrazione in carica, l’opposizione la costruisca, la presenti ai cittadini e trovi al proprio interno i numeri per sostenerla. Noi continueremo invece a fare ciò per cui siamo stati eletti: lavorare in Consiglio comunale, sostenere l’azione amministrativa e affrontare i problemi concreti della città».
«Civitanova Marche non ha bisogno di una politica costruita sulla propaganda permanente. Ha bisogno di una maggioranza che governi e di un’opposizione capace, quando lo ritiene necessario, di contrapporsi con serietà, proposte e responsabilità». Il confronto politico è legittimo e necessario. La ricerca permanente del colpo di scena, senza avere nemmeno i numeri per sostenerlo, è un’altra cosa».
«La maggioranza continuerà a lavorare, senza farsi distrarre da iniziative prive dei requisiti necessari e lontane dalle reali esigenze dei cittadini».
Selezione pubblica per esami per un funzionario da destinare all’area Servizi alla persona. Domande entro il 25 settembre: richiesta una laurea in ambito giuridico, economico o politico-amministrativo
Un posto di lavoro a tempo pieno e indeterminato nel Comune di San Severino Marche. L’Amministrazione comunale, attraverso l’Unione Montana Potenza Esino Musone, ha indetto un concorso pubblico per esami finalizzato all’assunzione di un funzionario amministrativo da destinare all’area Servizi alla persona.
La figura professionale selezionata sarà chiamata a occuparsi della gestione e del coordinamento delle attività amministrative legate ai servizi sociali, scolastici, educativi e socio-educativi, oltre che dei rapporti con gli enti del Terzo settore.
Un ruolo che richiede una preparazione specifica nel quadro normativo degli enti locali e del sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali. Per partecipare al concorso sono richiesti i requisiti generali previsti per l’accesso al pubblico impiego, oltre al possesso della patente di guida di categoria B.
È inoltre necessario essere in possesso di un titolo universitario appartenente agli indirizzi giuridico, economico o politico-amministrativo, secondo quanto previsto dal bando.
La candidatura dovrà essere presentata esclusivamente online, attraverso il Portale del reclutamento della Pubblica amministrazione inPA. Per accedere alla procedura è necessario autenticarsi tramite Spid, Cie, Cns o eIDAS.
Il termine per la presentazione delle domande è fissato inderogabilmente alle 23.59 del 25 settembre 2026. Alla domanda dovrà essere allegata anche la ricevuta del pagamento della tassa di concorso di 10 euro, da effettuare attraverso il sistema PagoPA.
La selezione prevede una prova scritta a contenuto teorico-pratico, sulle materie indicate nel bando, e una successiva prova orale.
Durante il colloquio saranno verificate anche le competenze informatiche dei candidati e la conoscenza della lingua inglese.
Nel caso in cui il numero delle candidature ammissibili superi quota 30, l’Ente si riserva inoltre la possibilità di procedere con una prova preselettiva.
Il bando completo, con tutti i requisiti, le materie d’esame, i riferimenti normativi e le indicazioni per la presentazione della candidatura, è disponibile sul Portale inPA e nella sezione “Bandi di concorso” del sito dell’Unione Montana Potenza Esino Musone.
Per chi possiede i requisiti richiesti si tratta dunque di un’opportunità di inserimento stabile nella pubblica amministrazione: un posto da funzionario amministrativo, a tempo pieno e indeterminato, nell’area dei Servizi alla persona del Comune di San Severino Marche.
Sarà un inizio di settembre da ricordare per l’Istituto Comprensivo Sant’Agostino di Civitanova Marche, atteso in due importanti appuntamenti nazionali dedicati al mondo della scuola, della cultura e dell’innovazione. Nel primo fine settimana di settembre l’istituto marchigiano porterà infatti i propri progetti su due palcoscenici di particolare prestigio: Venezia, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, e Valdobbiadene, per il Festival dell’Innovazione.
Il primo appuntamento è fissato per il 4 settembre alla Match Point Arena di Venezia, dove l’Istituto Sant’Agostino sarà tra i vincitori dei ClasseViva EXTRA Awards, riconoscimento dedicato ai migliori progetti di media education realizzati dalle scuole italiane.
La premiazione si svolgerà nell’ambito dell’evento “Media Education: il potere trasformativo del cinema breve”, curato e coordinato da Spaggiari e WeShort. In questa occasione sarà presentato anche “Il posto più bello”, cortometraggio realizzato dagli studenti con il coordinamento del regista Gianluca Santoni.
Il progetto è il risultato di una collaborazione che ha coinvolto diverse realtà scolastiche del territorio. In particolare, hanno partecipato anche l’I.C. Via Regina Elena e l’I.C. Ugo Bassi di Civitanova Marche, l’I.C. Marco Polo di Morrovalle e l’I.C. Vincenzo Monti di Pollenza, coinvolti nel percorso del Premio Leopardi e il Paesaggio. Un lavoro di rete che ha trovato nel regista Santoni un coordinatore d’eccezione e che si è avvalso della collaborazione della Marche Film Commission e della Fondazione Marche Cultura.
Il gasolio agricolo arriva a 1,202 euro al litro al netto dell’Iva. Cia Marche: “È in gioco il destino dell’agricoltura nazionale”. In difficoltà anche la pesca, con il carburante marino arrivato a 1,25 euro al litro nel porto di San Benedetto.
Il caro carburante pesa sempre di più sui conti delle aziende agricole marchigiane, alle prese con costi di produzione che continuano a crescere e margini di redditività sempre più ridotti.
L’ultima rilevazione disponibile dei “Prezzi medi al consumo dei prodotti petroliferi nella Regione Marche”, effettuata dalla Camera di Commercio delle Marche, fotografa una situazione particolarmente preoccupante: per le forniture comprese tra 1.001 e 5.000 litri, il prezzo del gasolio agricolo ha raggiunto 1,202 euro al litro al netto dell’Iva.
Un livello che incide direttamente sui costi delle imprese agricole, soprattutto in un periodo dell’anno nel quale l’utilizzo di mezzi, macchinari e attrezzature continua a essere particolarmente intenso.
«Forse non è chiaro che qui è in gioco il destino dell’agricoltura nazionale, non solo marchigiana – dichiara il presidente di Cia Marche Alessandro Taddei –. La curva del costo del carburante, purtroppo, sta confermando le ipotesi più pessimistiche: siamo a 1,50 euro al litro Iva compresa e molti riflettono sul proprio futuro».
Il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno rende ancora più evidente la portata dell'aumento.
«In questo periodo, un anno fa, il gasolio agricolo si attestava intorno agli 80-90 centesimi Iva compresa», ricorda Taddei. Oggi, invece, il prezzo è arrivato a circa il doppio, con conseguenze pesanti sulla capacità delle aziende di produrre reddito.
«Non ci permette più di fare reddito, perché il costo del carburante si ripercuote poi su aumenti generalizzati su tutto. Se un anno fa un’impresa agricola lavorava praticamente “alla pari”, oggi quegli 80 centesimi in più li mette di tasca propria».
Secondo Cia Marche, i provvedimenti messi in campo a livello europeo e nazionale possono contribuire soltanto in parte ad attenuare gli effetti della crisi.
«Europa e Governo italiano cercano di mitigare le nostre difficoltà, ma sono palliativi», sottolinea Taddei, riportando l’attenzione su quello che considera uno dei problemi strutturali del settore: gli squilibri lungo le filiere agroalimentari.
L’aumento dei costi di gasolio, energia elettrica, concimi e sementi si scontra infatti con la difficoltà degli agricoltori di adeguare il prezzo della materia prima prodotta.
«Siamo gli unici che, nonostante gli aumenti di gasolio, elettricità, concimi, sementi, non possiamo permetterci di chiedere un aumento del prezzo della materia prima che produciamo», spiega il presidente di Cia Marche.
Il riferimento è anche al prezzo del grano e, più in generale, alla distribuzione del valore lungo la filiera.
«Viene spontaneo pensare al prezzo del grano: tutti in filiera possono adeguare i prezzi tranne gli agricoltori e, nonostante questo, non possiamo nemmeno dire di fare un sacrificio per i consumatori, perché i prezzi agli scaffali aumentano, anche se non a nostro vantaggio».
Una situazione che alimenta incertezza soprattutto in vista delle prossime campagne agricole.
Secondo Taddei, nelle Marche sono ormai pochissimi i comparti agricoli che riescono a garantire una redditività soddisfacente.
«I settori agricoli che vanno bene, nelle Marche, sono pochissimi e riceviamo decine di telefonate al giorno di associati che ci chiedono cosa potrebbero coltivare, in alternativa a quanto fanno, per risollevarsi».
A preoccupare è anche il rischio che una parte degli agricoltori scelga di non coltivare i propri terreni, aprendo la strada a possibili operazioni speculative.
«La nostra paura è che parecchi agricoltori quest’anno decidano di non lavorare i terreni, facendo partire le speculazioni da parte di quelle grosse compagnie che investono nei terreni per realizzare mega impianti fotovoltaici. Siamo disarmati».
La crescita dei prezzi del carburante non riguarda soltanto il comparto agricolo. A essere duramente colpita è anche la pesca, settore particolarmente esposto all’andamento del costo del carburante marino.
A fotografare la situazione è EUMOFA, l’Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura della Commissione europea, che monitora anche l’andamento dei prezzi del carburante marino nei principali Paesi europei.
Secondo i dati dell’Osservatorio, rispetto a marzo 2025, quando il gasolio marittimo veniva venduto a 0,64 euro al litro, nello stesso mese del 2026 il prezzo ha registrato un aumento di circa il 55%, raggiungendo 0,99 euro al litro.
A metà maggio, inoltre, EUMOFA ha rilevato nei Paesi europei monitorati prezzi compresi tra 0,97 e 1,14 euro al litro, con un incremento medio dell’83,8% rispetto a maggio 2025.
Un andamento che in pochi mesi ha inciso pesantemente sui costi sostenuti dalla flotta peschereccia italiana e, in particolare, dalle marinerie dell’Adriatico.
A confermare la pressione sui costi è Pietro Ricci, armatore sambenedettese.
«La tendenza all’aumento è evidente – dichiara Ricci – perché un mese fa il prezzo del carburante era di un euro, oggi siamo già a 1,25 euro al porto di San Benedetto, mentre a Chioggia siamo a 1,30 euro».
Un incremento del 25% in appena un mese che rende ancora più difficile la gestione economica delle imprese della pesca.
«È un dato preoccupante che, purtroppo, non ci sorprende – aggiunge Massimo Sandroni, direttore Cia Marche e della sezione PescAgri – perché si tratta dell’effetto congiunto di fattori interni ed esterni».
Secondo Sandroni, se gli operatori non possono intervenire direttamente sulle dinamiche internazionali che stanno contribuendo alla crescita dei costi, esiste però la possibilità di costruire risposte più solide sul piano nazionale ed europeo.
«Se non possiamo fare nulla sul fronte delle vicende internazionali che, indirettamente, stanno mettendo in ginocchio agricoltura e pesca, possiamo però organizzare strumenti economici e politici che non siano emergenziali ma strutturali».
Il caro carburante si conferma così uno dei principali fattori di pressione per due comparti strategici dell’economia marchigiana. Agricoltura e pesca si trovano a fronteggiare costi crescenti, mentre la possibilità di trasferire gli aumenti lungo la filiera resta fortemente limitata.
Una situazione che, secondo Cia Marche, rende sempre più urgente un intervento strutturale capace di sostenere la redditività delle imprese e garantire la continuità di attività che rappresentano una parte fondamentale del tessuto economico e produttivo delle Marche.
Cambio al vertice del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Macerata. Nella mattinata di giovedì 27 agosto 2026, alla presenza del Comandante Regionale Marche della Guardia di finanza, generale di brigata Nicola Altiero, si è svolta nella caserma “Livio Cicalè” di Viale Indipendenza la cerimonia di avvicendamento tra il colonnello Ferdinando Mazzacuva, comandante provinciale uscente, e il colonnello Pierfrancesco Bertini, che assume il nuovo incarico.
Alla cerimonia hanno partecipato tutti i comandanti dei Reparti della provincia di Macerata, insieme a numerosi Finanzieri in servizio e a una rappresentanza del personale in congedo delle sezioni A.N.F.I., l’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia, di Macerata e Civitanova Marche.
Dopo due anni alla guida delle Fiamme Gialle maceratesi, il colonnello Ferdinando Mazzacuva lascia il comando provinciale di Macerata per assumere un nuovo e altrettanto prestigioso incarico: sarà infatti il comandante Provinciale della Guardia di finanza di Novara.
Nel suo discorso di commiato, Mazzacuva ha espresso piena soddisfazione per l’esperienza vissuta a Macerata e per l’opportunità professionale offertagli dalla Guardia di finanza di ricoprire un incarico tanto prestigioso quanto delicato.
L’ufficiale ha rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno incrociato il suo percorso professionale, dai superiori ai colleghi e ai collaboratori, sottolineando il valore umano e professionale delle persone incontrate durante il periodo trascorso alla guida del comando provinciale.
Un ringraziamento particolare è stato indirizzato ai componenti del suo staff maceratese, agli Ufficiali comandanti dei Reparti dipendenti e a tutto il personale delle Fiamme Gialle operante sul territorio.
"Donne e uomini che, ha evidenziato Mazzacuva, attraverso umiltà, spirito di sacrificio, competenza e dedizione, hanno contribuito al raggiungimento di importanti risultati di servizio".
"Un’attività che ha garantito una costante presenza ispettiva e investigativa nei diversi settori che rientrano tra le prerogative della Guardia di finanza e nei compiti di polizia economica e finanziaria affidati alle Fiamme Gialle".
A raccogliere il testimone è il colonnello Pierfrancesco Bertini, originario della provincia di Macerata.
Nel corso della sua carriera il nuovo comandante provinciale ha ricoperto numerosi incarichi operativi, assumendo il comando di diversi Reparti della Guardia di finanza e maturando una significativa esperienza nei diversi ambiti di attività del Corpo.
Prima dell’assunzione del nuovo incarico a Macerata, Bertini ha ricoperto il ruolo di comandante provinciale di Crotone, incarico che ha rappresentato la tappa più recente del suo percorso professionale.
Ora il ritorno nella provincia d’origine, alla guida del comando provinciale della Guardia di finanza di Macerata, rappresenta un nuovo importante capitolo della sua carriera.
Un incarico di grande responsabilità, che lo vedrà coordinare l’attività dei Reparti presenti sul territorio provinciale nell’ambito delle funzioni di polizia economica e finanziaria e nelle attività di tutela della legalità.
A chiudere la cerimonia sono stati i saluti del Generale di Brigata Nicola Altiero, che ha rivolto un sentito ringraziamento al colonnello Mazzacuva per il lavoro svolto nei due anni trascorsi alla guida del Comando Provinciale di Macerata.
Il comandante Regionale Marche ha espresso all’Ufficiale uscente l’auspicio "di nuovi e sempre più lusinghieri traguardi professionali, accompagnati da altrettante soddisfazioni sul piano personale".
Al colonnello Bertini sono invece arrivati i più fervidi auguri di buon lavoro per il nuovo incarico, definito altrettanto prestigioso e delicato.
Con il passaggio di consegne alla caserma “Livio Cicalè” si apre dunque una nuova fase per il comando Provinciale della Guardia di finanza di Macerata. Un avvicendamento nel segno della continuità istituzionale, con il nuovo comandante chiamato a mettere a disposizione del territorio l’esperienza maturata nel corso della propria carriera e a proseguire l’attività quotidiana delle Fiamme Gialle a tutela della legalità economica e finanziaria.
C’è un filo rosso che unisce i grandi palcoscenici dello sport internazionale alle dolci colline e alla piazza ovale di San Severino Marche. È un filo fatto di talento, passione e soprattutto di radici. In questi giorni quel filo si è fatto ancora più forte, accompagnando l’orgoglio di un’intera comunità per le straordinarie imprese di due giovani protagonisti dello sport: Giovanni Emejuru e Filippo Pavoni.
Due storie differenti, due discipline lontane tra loro, due percorsi costruiti in luoghi diversi, ma accomunati da un elemento profondo: il legame con San Severino Marche. Un legame che oggi permette alla città di riconoscersi nei successi di due atleti capaci di portare il nome del territorio ben oltre i confini locali.
Da una parte c’è Emejuru, il gigante del basket nato proprio a San Severino e arrivato fino alla maglia della Nazionale italiana e ai grandi scenari della pallacanestro internazionale. Dall’altra c’è Pavoni, campione del nuoto pinnato cresciuto nella vicina Matelica, ma con solide radici familiari nel mondo settempedano.
La parabola sportiva di Giovanni Emejuru racconta un viaggio internazionale iniziato proprio nelle Marche.
Nato a San Severino Marche il 21 dicembre 2002, Emejuru ha trascorso in città gli anni fondamentali della sua infanzia. Figlio di genitori nigeriani, è nato nelle Marche insieme ad altre tre sorelle, mentre la maggiore della famiglia è nata a Roma. Giovanni ha vissuto a San Severino dai 5 agli 11 anni, prima di intraprendere un percorso che lo avrebbe portato lontano, prima in Inghilterra e poi negli Stati Uniti.
È oltreoceano che il suo talento cestistico ha trovato la definitiva consacrazione. Nel campionato universitario americano della NCAA, Emejuru ha vestito le maglie di importanti college come Sam Houston State, Siena Saints, George Mason e, infine, East Carolina Pirates, costruendo passo dopo passo una carriera sempre più prestigiosa.
La crescita è stata rapida e costante, fino alla recente e prestigiosa chiamata della Nazionale italiana. Il pivot classe 2002 ha infatti fatto il suo esordio con la Nazionale A azzurra guidata da Luca Banchi, aggiungendo così un altro traguardo di assoluto rilievo al proprio percorso.
Una scalata che ha attirato l’attenzione dell’intero movimento cestistico e che ha portato Emejuru anche a confrontarsi con l’ambiente Nba. In estate è arrivata la chiamata dei Denver Nuggets per la Summer League, un’occasione importante per mettersi alla prova su uno dei palcoscenici più prestigiosi del basket mondiale.
Successivamente il centro azzurro ha trovato una nuova opportunità professionale con l’ingaggio da parte della Roma SPQR, pronta a puntare sulle sue qualità e sulle sue prospettive di crescita.
In una recente intervista alla Gazzetta dello Sport, Emejuru ha ripercorso le tappe della propria carriera, soffermandosi anche sulla propria storia personale e sul cammino che lo ha portato ad affrontare alcuni dei più grandi protagonisti della pallacanestro internazionale.
Un viaggio che lo ha portato lontano, ma senza cancellare il ricordo delle proprie origini. San Severino Marche resta infatti il luogo in cui è nato e dove ha trascorso una parte fondamentale della propria infanzia, prima che la sua vita prendesse una dimensione sempre più internazionale.
Accanto all’impresa di Emejuru, San Severino Marche festeggia un altro risultato di grande prestigio: quello conquistato da Filippo Pavoni.
Il giovane atleta, pur vivendo da sempre nella vicina Matelica, porta infatti con sé un forte legame con la comunità settempedana attraverso le proprie origini materne. Il rapporto con San Severino passa dalla mamma Cristina Miconi e dalla nonna Daniela Bordo, appartenenti a famiglie storiche e particolarmente conosciute e apprezzate in città.
Pavoni ha scritto una pagina importante della propria carriera ai XX Giochi del Mediterraneo 2026, laureandosi campione nella specialità dei 100 metri bipinne di nuoto pinnato.
Una prestazione straordinaria, impreziosita dal nuovo record personale, che gli ha permesso di conquistare la medaglia d’oro e di regalare all’Italia e all’intero territorio maceratese una gioia sportiva di assoluto rilievo.
Il suo successo ha così aggiunto un’altra pagina importante a una giornata di festa per la comunità, che ha potuto celebrare contemporaneamente due giovani legati, in modi diversi, alla propria storia.
Basket e nuoto pinnato appartengono a due mondi sportivi differenti. Anche le strade percorse da Emejuru e Pavoni sono state diverse.
Il primo ha lasciato San Severino durante l’infanzia, costruendo la propria formazione tra Inghilterra e Stati Uniti e arrivando fino alla Nazionale italiana. Il secondo ha sviluppato la propria attività sportiva nella vicina Matelica, mantenendo però un legame familiare profondo con San Severino.
Eppure, oggi, le loro storie si incontrano proprio qui.
Per la comunità settempedana i loro successi rappresentano qualcosa che va oltre il semplice risultato sportivo. Sono motivo di orgoglio perché raccontano due giovani che, attraverso percorsi differenti, hanno raggiunto traguardi importanti e che mantengono un legame con il territorio.
È il valore delle radici: quelle di Emejuru, legate al luogo di nascita e agli anni dell’infanzia; quelle di Pavoni, legate alla famiglia e alla linea materna.
Due modi diversi di appartenere alla stessa comunità.
A raccogliere questo sentimento è il sindaco Rosa Piermattei, che sottolinea l’emozione con cui San Severino Marche sta vivendo i risultati dei due atleti.
«Accogliamo questi successi con profonda emozione, immenso orgoglio e una gioia incontenibile – sottolinea il sindaco –. Sapere che un giovane come Giovanni Emejuru stia scalando le vette della pallacanestro mondiale arrivando a vestire l’azzurro della Nazionale, e vedere contemporaneamente Filippo Pavoni salire sul gradino più alto dei Giochi del Mediterraneo ci riempie ovviamente di orgoglio, del puro orgoglio della comunità settempedana per quelli che considera suoi figli».
È un sentimento che va oltre le classifiche, i record e le medaglie. Perché quando un giovane raggiunge un grande traguardo, anche il territorio dal quale proviene sente di averne fatto parte.
E così San Severino Marche guarda con soddisfazione alla crescita di Giovanni Emejuru e festeggia l’oro conquistato da Filippo Pavoni. Due campioni, due storie diverse, due strade che hanno preso direzioni differenti, ma che oggi tornano idealmente a incontrarsi nella città che li considera, ciascuno a modo proprio, figli della stessa comunità.
Un’estate da incorniciare per l’entroterra maceratese. Pioraco, Sefro e Fiuminata chiudono la stagione 2026 con un bilancio estremamente positivo, confermandosi destinazioni capaci di attirare migliaia di turisti, villeggianti ed escursionisti provenienti dalle Marche e da fuori regione.
A fare la differenza è stata la combinazione tra eventi, tradizioni, cultura, enogastronomia e natura, in un territorio che durante le settimane più calde dell’estate ha offerto un’alternativa alle località costiere. Le vallate attraversate dal fiume Potenza e dal torrente Scarzito, grazie al clima più fresco e alla possibilità di vivere il territorio all’aria aperta, hanno rappresentato una meta particolarmente apprezzata da chi cercava refrigerio, tranquillità e svago.
A rendere ancora più significativo il risultato è stata la collaborazione tra le tre amministrazioni comunali, che hanno scelto di superare i confini dei singoli territori e di proporre un’offerta turistica integrata, capace di rivolgersi a un pubblico ampio: giovani, famiglie, adulti, sportivi e amanti della natura.
A Pioraco l’estate è stata scandita da musica, iniziative e appuntamenti dedicati alla socialità. Il Pioraco Summer Festival ha portato nel borgo giovani e visitatori, mentre i tradizionali mercatini del lunedì hanno continuato a rappresentare un appuntamento molto seguito da residenti e villeggianti.
«Abbiamo vissuto settimane entusiasmanti con una partecipazione che supera ogni aspettativa», sottolinea il sindaco Matteo Cicconi. «I mercatini e il festival dimostrano la vivacità del nostro borgo. La vera forza, tuttavia, risiede nell’alleanza strategica con Sefro e Fiuminata: uniti offriamo al turista un territorio completo, accogliente e dinamico».
A Fiuminata sono stati invece lo sport all’aria aperta e l’arte a richiamare numerosi visitatori. La Marcia dei 4 Ponti ha portato centinaia di podisti e camminatori lungo i percorsi immersi nel verde, offrendo l’opportunità di scoprire il territorio attraverso itinerari naturalistici di particolare suggestione. A fare da complemento alle iniziative sportive è stata la rassegna FiuminArte, che ha trasformato diversi angoli del paese in palcoscenici a cielo aperto, creando un connubio tra creatività, cultura e paesaggio.
«Vedere le nostre vie animate da sportivi e artisti ripaga ogni sforzo», commenta il sindaco Vincenzo Felicioli. «La risposta del pubblico certifica l’efficacia delle nostre scelte. Lavorare a stretto contatto con i colleghi Cicconi e Tapanelli consolida un modello territoriale vincente, basato sulla collaborazione e sulla capacità di promuovere insieme le peculiarità dei nostri comuni. È questa la strada da continuare a percorrere per rafforzare l’attrattività dell’intera vallata e offrire ai visitatori un’esperienza sempre più ricca e diversificata».
A Sefro, l’eccellenza enogastronomica e la musica hanno fatto da padrone. Il connubio Trota e Verdicchio e la celebre Sagra della Trota hanno esaltato i sapori identitari del borgo montano, mentre la tappa di RisorgiMarche ha regalato emozioni profonde. «Sefro ha mostrato il suo volto migliore, tra gusto, musica e paesaggi intatti», sottolinea il sindaco Pietro Tapanelli. «L’afflusso continuo di visitatori premia la nostra visione: la collaborazione tra le nostre tre realtà è la chiave per rendere l’intera vallata competitiva e attrattiva».
A chiudere il bilancio di questa estate da ricordare è il ringraziamento dei tre sindaci a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita delle iniziative. Un riconoscimento va alla Regione Marche, per il sostegno garantito, e agli sponsor privati che hanno scelto di investire nella valorizzazione culturale e turistica del territorio.
Un ruolo fondamentale è stato svolto dalle Pro Loco, dai comitati e dalle associazioni di volontariato di Pioraco, Sefro e Fiuminata, che con il loro impegno hanno reso possibile un calendario ricco e capillare di appuntamenti. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma decisivo per animare i borghi e accogliere residenti e visitatori.
Dagli eventi musicali alle manifestazioni sportive, dalle iniziative culturali alle sagre e alle tradizioni locali, ogni appuntamento ha contribuito a costruire un’offerta complessiva capace di valorizzare l’intera vallata. Un risultato che conferma come la collaborazione tra amministrazioni, associazioni e realtà economiche possa rappresentare una risorsa strategica per il futuro turistico dell’entroterra.
Dopo il successo della prima edizione, Celeste Fashion ripropone l'All You Can Shop per la chiusura dei saldi estivi. La formula, già sperimentata con ottimi riscontri al termine dei saldi invernali, torna nei punti vendita di Macerata e Montecassiano dal 28 agosto al 6 settembre, con l’obiettivo di offrire ai clienti un’ultima occasione per fare acquisti a prezzi particolarmente vantaggiosi.
Il meccanismo è semplice: tre diverse buste, con altrettanti prezzi a seconda della grandezza – 39 euro, 59 euro e 99 euro – da riempire fino alla linea indicata. Tutto ciò che si riesce a inserire nella busta scelta viene acquistato pagando esclusivamente il prezzo del formato. Più capi e accessori si riescono a far entrare, maggiore sarà la convenienza.
La grande novità di questa edizione riguarda però la possibilità di trovare, accanto ai prodotti della stagione estiva ancora disponibili, anche alcuni articoli della collezione autunno-inverno. Si tratta in particolare di ultimi tagli e fine serie, con proposte di abbigliamento uomo e donna, borse, accessori e altri articoli pensati per completare gli outfit.
L’iniziativa è stata ideata da Cinzia Tomassoni insieme alle collaboratrici di Celeste Fashion (Daniela, Veronica, Asia e Barbara) e nasce dalla volontà di trasformare la chiusura dei saldi in un vero e proprio appuntamento con lo shopping, riproponendo una formula che aveva già funzionato nella precedente occasione.
L'All You Can Shop sarà disponibile sia nel punto vendita di Macerata sia in quello di Montecassiano, per un totale di dieci giorni di iniziativa. A Macerata, inoltre, l’appuntamento si inserirà anche nel programma delle iniziative legate a San Giuliano, con la possibilità di fare shopping anche nelle ore serali di domenica 30 agosto e lunedì 31 agosto.
L’evento arriva in un anno speciale per l’azienda: il 2026 segna infatti i 25 anni di attività di Celeste Fashion, realtà ormai consolidata nel settore dell’abbigliamento giovane donna e uomo e presente sul territorio con i due punti vendita di Macerata (in Corso Giacomo Matteotti) e Montecassiano (all'interno del parco commerciale).
Per conoscere tutti i dettagli sull'All You Can Shop, sulle collezioni e sulle altre iniziative è possibile visitare il sito ufficiale www.celestefashion.it e seguire i canali social Instagram e Facebook di Celeste Fashion Boutique, dove saranno pubblicati aggiornamenti e novità.
MACERATA – Ci sono serate in cui il calcio diventa molto più di una partita. Serate in cui il risultato passa in secondo piano e il campo si trasforma in un luogo di memoria, affetto e solidarietà. È accaduto ieri a Macerata, dove il torneo dedicato a Daniele, Nicolas e Giorgio ha riportato il pallone a rotolare nel segno del ricordo e, soprattutto, della speranza.
Sugli spalti del “Tonino Seri” di Collevario e del “San Giuliano” si sono ritrovate centinaia di persone: circa 300 a Collevario e altre 200 al San Giuliano. Tifosi, amici, compagni di squadra e semplici cittadini hanno voluto esserci per stringersi idealmente attorno alle famiglie dei tre ragazzi e trasformare il dolore per la loro assenza in un messaggio di vicinanza e impegno.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento è stata la raccolta di adesioni e contributi a favore dell’associazione TriStar, nata con l’obiettivo di trasformare il ricordo dei ragazzi in iniziative concrete dedicate alla prevenzione, alla solidarietà e al sostegno delle persone più fragili.
Il calcio nel segno del ricordo
Sul terreno di gioco si sono affrontate Vigor Macerata, Atletico Macerata, San Claudio, Maceratese Juniores, Cluentina e Helvia Recina, suddivise in due gironi.
Nel girone disputato al “San Giuliano”, la Vigor Macerata ha conquistato l’accesso alla finale dopo aver superato il San Claudio per 2-0 e l’Atletico Macerata per 1-0. Nell’altra sfida l’Atletico aveva avuto la meglio sul San Claudio ai calci di rigore, 4-3.
Al “Tonino Seri”, invece, la Maceratese Juniores ha battuto l’Helvia Recina 1-0, con rete di Fiorani, mentre la Cluentina ha superato l’Helvia Recina ai rigori per 5-4. Nella sfida decisiva la Juniores della Maceratese ha battuto la Cluentina per 2-1, conquistando così la finale.
L’atto conclusivo tra Vigor Macerata e Maceratese Juniores è in programma mercoledì 2 settembre al San Giuliano.
Ma, al di là dei risultati, ieri sera il vero successo è stato un altro: riportare Daniele, Nicolas e Giorgio nel luogo che più amavano, quello dello sport e della condivisione.
«Daniele sarà sempre con noi»
A raccontare il significato della serata sono state anche le parole di chi ha condiviso con Daniele il campo e lo spogliatoio.
Marco Menghini, capitano della Cluentina, ha definito l’iniziativa «una bellissima iniziativa che unisce il ricordo di Daniele, Giorgio e Nicolas ad una serie di iniziative concrete volte alla prevenzione e all’attenzione». E la presenza del pubblico, ha aggiunto, «è l’ennesima testimonianza della città che è sempre rimasta profondamente unita al dolore delle famiglie». Poi una promessa: «Daniele sarà sempre con noi, dal primo all’ultimo minuto di ogni partita».
Dello stesso tenore le parole di Leandro Torresi, centrocampista e coetaneo di Daniele: «Non serviva certamente questo torneo per ricordarlo. La sua generosità, la sua disponibilità ad aiutare chiunque ne avesse bisogno, sia in campo che fuori, non si potrà mai dimenticare». Per Torresi la serata rappresenta «un dolore collettivo che deve trasformarsi in speranza».
Anche la Cluentina ha voluto essere in prima linea. Il presidente Massimiliano Marcolini ha ricordato come la società abbia accolto immediatamente la proposta del presidente della Vigor, Sandro Montenovo: «È la nostra piccola carezza alle famiglie di Daniele, Nicolas e Giorgio, un simbolo della nostra vicinanza al loro dolore che ha travolto anche noi. La Cluentina è casa loro, siamo pienamente a disposizione».
A Collevario erano presenti anche diverse autorità, tra cui la vicesindaca Francesca D’Alessandro e gli assessori Paolo Renna, Pierfrancesco Tasso e Riccardo Sacchi.
Al “San Giuliano”, la Vigor Macerata è scesa in campo con una maglietta celebrativa dedicata a Daniele, con la scritta “Resterai sempre con noi – 21 Cala”. Un messaggio semplice, ma capace di racchiudere il senso dell’intera serata.
A raccogliere l’abbraccio della città è stato anche Fabrizio Francalancia, papà di Daniele, che ha voluto ringraziare quanti hanno reso possibile il torneo: «Abbiamo ricevuto tante sottoscrizioni e numerose adesioni all’associazione TriStar, ne siamo felicissimi. Ringraziamo tutti, di vero cuore, perché, nonostante sia passato un po’ di tempo, l’attenzione e l’affetto restano ancora altissimi. Per me, in particolare, è commovente e gratificante al tempo stesso vedere lo striscione dedicato a Daniele appeso alla recinzione del campo sportivo».
ChatGPT ha detto:
I tabellini
Girone “San Giuliano”
Atletico Macerata – San Claudio 4-3 d.c.r.
Vigor Macerata – San Claudio 2-0
Vigor Macerata – Atletico Macerata 1-0
Vigor Macerata qualificata alla finale
Girone “Tonino Seri”
Maceratese Juniores – Helvia Recina 1-0 (Fiorani)
Cluentina – Helvia Recina 4-5 d.c.r.
Maceratese Juniores – Cluentina 2-1 (Cicconetti, Gironella, Gueye)
Maceratese Juniores qualificata alla finale
Finale: Vigor Macerata – Maceratese Juniores, mercoledì 2 settembre al San Giuliano.
Sono in fase avanzata i lavori di potenziamento dell’area camper, avviati il 13 luglio 2026 e la cui conclusione è prevista nella prima metà di ottobre. L’intervento, nato per garantire migliori e più tecnologici servizi, gode di un finanziamento di 75.600 euro del Ministero del Turismo e rappresenta un investimento importante per rafforzare l’accoglienza e le opportunità legate al turismo itinerante e all’aria aperta.
Il progetto prevede la delimitazione dell’area con siepi alternate a recinzione metallica, la messa a dimora di nuovi alberi e la realizzazione di un sistema automatico di irrigazione, collegato a una nuova vasca interrata per la raccolta delle acque piovane.
Saranno inoltre realizzati un varco pedonale controllato per pedoni e biciclette e un nuovo vano adiacente al blocco bagni, nel quale saranno installate lavatrice e asciugatrice a gettoni. Tutti interventi che ampliano in modo significativo i servizi a disposizione degli utenti.
L’area camper, inoltre, sarà dotata di sistema di lettura targhe e videosorveglianza, Infopoint a controllo remoto e colonnina per la ricarica delle e-bike.
La nuova segnaletica completa il progetto: otto segnali stradali saranno posizionati a partire dai confini comunali lungo i principali assi viari nelle direzioni di Camerino, San Severino Marche, Matelica e Pioraco, così da rendere l’area facilmente individuabile da chi raggiunge Castelraimondo.
«Stiamo portando verso la conclusione un intervento che migliora ulteriormente l’offerta turistica di Castelraimondo – dichiara il sindaco Patrizio Leonelli –. L’investimento ci permette di dotare l’area camper di nuovi servizi, più verde, maggiore sicurezza e soluzioni dedicate alla mobilità sostenibile. Vogliamo creare le condizioni affinché chi arriva in camper non trovi solo un luogo nel quale sostare, ma scelga di fermarsi, conoscere Castelraimondo e vivere il nostro territorio, in maniera da generare opportunità anche per il commercio, la ristorazione e le altre attività locali».
In vista del completamento dell’intervento, il Comune di Castelraimondo ha pubblicato anche la procedura aperta per l’affidamento in concessione del servizio di gestione dell’area attrezzata per la sosta camper.
L’amministrazione invita pertanto gli operatori interessati a prendere visione della procedura, con l’obiettivo di individuare un soggetto in grado di garantire una gestione efficace della struttura e di valorizzare appieno le nuove dotazioni e le potenzialità turistiche dell’area.
Il comandante della polizia locale di Macerata, Danilo Doria, ha chiarito la situazione sul cambiamento di viabilità e di sosta che interesserà il capoluogo in occasione della tradizionale celebrazione di San Giuliano nelle giornate del 30 e 31 agosto.
A partire dalla giornata del 30 agosto saranno attivi i primi divieti di sosta e dalle ore 11:00 della stessa giornata inizieranno le limitazioni alla circolazione, che rimarranno in vigore fino alle 3:00 del 1° settembre per permettere agli operatori di concludere le operazioni di pulizia.
I tratti interdetti alla circolazione, eccezione fatta per le categorie autorizzate, riguardano le vie principali che ospiteranno la fiera, vale a dire Piazza Garibaldi e l’area dei Giardini Diaz, corso Cavour, via Pannelli, via Caduti di Nassiriya, viale Trieste e viale Puccinotti.
Per quanto riguarda l’accesso al centro storico possibile da Via Zara, all’incrocio con via Armandoli, saranno previste fasce orarie in cui potranno transitare i veicoli della polizia e soccorso, taxi, persone con disabilità e residenti, oltre che gli addetti della Fiera e i veicoli autorizzati.
Relativamente ai cambi di marcia, essi saranno istituiti per facilitare la gestione dei flussi di traffico e la garanzia delle via di emergenza, e riguarderanno via Padre Matteo Ricci, Piaggia della Biblioteca, via Ciccarelli, piazza Mazzini, Porta Convitto e via Armaroli.
Sono stati individuati dei percorsi alternativi per la circolazione diretta verso la stazione ferroviaria, i quartieri Pace e Cairoli e l’ospedale. Per raggiungerli sarà possibile usufruire di via Trento, piazza della Vittoria, via Roma e via Issy Les Moulineaux, collegandosi inoltre a via Cioci, via Cadorna, via Mugnoz, Via Mameli, via Piave e viale Don Bosco.
La sosta sarà vietata, con conseguente rimozione forzata, a partire dalle ore 8:00 del 30 agosto fino alle 3:00 del 1° settembre. Le zone interessate dal divieto saranno quelle che ospiteranno la fiera, vale a dire piazza Mazzini, piazza Cesare Battisti, via Gramsci, corso Matteotti, via Tommaso Lauri, via Garibaldi, piazza Annessione, viale Trieste, piazza Nazario Sauro, corso Cavour, piazza Garibaldi, Giardini Diaz e via Morbiducci.
"Un’importante precisazione riguarda la chiusura della viabilità della zona Sferisterio a partire dalle ore 19:00 del 30 agosto in occasione del concerto di Fiorella Mannoia. Nelle ore antecedenti e nella giornata successiva, i punti perimetrali come quello dello Sferisterio sono invece quelli suggeriti per arrivare alla fiera".
Particolare premura è stata riservata ai residenti muniti di pass zona A e A+Park che, dalle ore 7:00 del 30 agosto alle ore 9:00 del 1° settembre potranno gratuitamente sostare nelle aree di sosta a pagamento gestite da APM e non interessate dai divieti temporanei "per ripagarli degli sforzi fatti per l'allargamento delle aree dedicate alla zona fieristica".
Quest’agevolazione comprende anche il tratto da Rampa Zara fino all’ultimo attraversamento pedonale in zona Cancelli.
Continua a operare sul mercato il Trodica. Altro doppio arrivo annunciato dai biancazzurri. Saranno della partita allo stadio San Francesco la prossima stagione Rogerio Obedi Maquiesse e Toumani Sidibè, due nuovi centrocampisti prelevati per rinforzare la rosa biancazzurra in vista della stagione sportiva 2026/2027.
Rogerio Obedi Maquiesse, classe 1998, è un centrocampista di origine angolana, con caratteristiche principalmente difensive e grande fisicità. Esperienze per lui nella Sangiustese, nella Fermana e una precedente e breve parentesi nel Trodica. Ultima squadra per lui il Folgore Delfino Curi Pescara, in Abruzzo.
Alla corte di mister Buratti si presenta anche Toumani Sidibè, classe 2005, giovane e duttile centrocampista che, come il collega sopracitato, arriva dall’Abruzzo. Nell’ultima stagione infatti ha vestito la maglia della Torrese, nel campionato di Eccellenza abruzzese. In precedenza si era messo in evidenza con il Sambuceto e l’Alba Adriatica.
Ultimo test intanto per i trodicensi positivo, dato che ieri hanno superato 3-1 tra le mura amiche il Casette d’Ete. Si è messo in luce proprio uno dei neo acquisti di questi giorni, Sebastian Salgado, autore di una doppietta. L’altra rete invece l’ha messa a segno Lorenzo Albanesi.
Filippo Pavoni conquista la medaglia d'oro ai XX Giochi del Mediterraneo 2026. Il giovane nuotatore di Matelica ha centrato un risultato straordinario nei 100 metri di nuoto pinnato bipinne, portando a casa il titolo internazionale.
Una vittoria che riempie d’orgoglio l’intera comunità matelicese e che premia talento, passione, sacrificio e determinazione dell’atleta, componente della rappresentativa italiana.
A congratularsi con Pavoni è stato anche il sindaco di Matelica Denis Cingolani: "A nome mio e di tutta la comunità di Matelica desidero rivolgere le più sincere congratulazioni a Filippo Pavoni, straordinario nuotatore matelicese, per la conquista della medaglia d’oro nei 100 metri nuoto pinnato bipinne ai Giochi del Mediterraneo 2026".
"Un risultato prestigioso che premia il talento, la passione, il sacrificio e la determinazione di un giovane atleta che porta con orgoglio il nome di Matelica sul palcoscenico internazionale. Filippo, questa medaglia è motivo di grande orgoglio per te e per tutta la nostra città", ha aggiunto il primo cittadino.
Alle parole del sindaco si sono unite quelle dell’assessore allo Sport Filippo Maria Conti, che ha sottolineato anche il miglioramento del proprio tempo personale da parte dell’atleta: "È con grande orgoglio e soddisfazione che accolgo la splendida notizia della medaglia d’oro conquistata dall’amico Filippo Pavoni nei 100 metri bipinne ai XX Giochi del Mediterraneo di Taranto. Filippo, grande atleta matelicese e componente della rappresentativa italiana, ha raggiunto un risultato straordinario, migliorando anche il proprio tempo personale".
L'assessore ha quindi evidenziato il contributo del pubblico presente alla competizione: "Il calore e l’entusiasmo del pubblico hanno certamente contribuito a dargli quella spinta in più per raggiungere questo prestigioso traguardo".
A nome dell’amministrazione comunale e dell’intera città, Conti ha infine rivolto a Pavoni le congratulazioni per una vittoria che rappresenta un motivo di orgoglio per tutta Matelica: "Grande risultato, grande atleta e grande orgoglio per Matelica! Complimenti, Filippo, e avanti così".
Una stagione estiva da record per Pieve Torina, che si conferma una valida alternativa alle località balneari per chi cerca frescura, tranquillità e benessere a contatto con la natura.
Durante i mesi estivi sono state migliaia le persone che hanno raggiunto il paese dell’entroterra maceratese, porta d’accesso al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, attratte dal percorso Kneipp, dal Sentiero delle Acque e dalla piscina benessere. Un’offerta che continua a conquistare visitatori e che sta contribuendo a rafforzare l’attrattività turistica del territorio.
«Siamo orgogliosi del lavoro sin qui realizzato e dell’apprezzamento che tanti turisti, che hanno scoperto o riscoperto il nostro territorio, hanno voluto manifestarci», commenta il sindaco Alessandro Gentilucci.
I risultati raggiunti, però, rappresentano soltanto un punto di partenza. L’amministrazione guarda già alla prossima fase di sviluppo turistico, puntando su una promozione più strutturata e coordinata del territorio.
«È solo l’inizio di un processo di valorizzazione complessiva delle aree interne – sottolinea Gentilucci – che passa inevitabilmente anche per una maggiore professionalizzazione nelle capacità di marketing territoriale. Tant’è che stiamo lavorando per la costituzione di una Dmo, che si occupi di gestire e promuovere il turismo in modo coordinato a livello più generale».
Nel frattempo prosegue il percorso di potenziamento dell’offerta legata alle acque. Sono infatti in corso i lavori per la realizzazione di una nuova vasca termale lungo il Sentiero delle Acque, un ulteriore tassello destinato ad ampliare l’esperienza proposta ai visitatori.
«Ogni anno aggiungiamo un tassello a quest’esperienza immersiva nel torrente Sant’Angelo – spiega il sindaco – e per la stagione invernale inaugureremo una piscina naturale con acque riscaldate, per consentire una fruizione ancor più completa del percorso Kneipp».
Proprio il percorso Kneipp continua a rappresentare uno dei principali richiami turistici di Pieve Torina, facendo registrare un costante afflusso di visitatori. A contribuire alla sua crescente notorietà sono anche gli interessamenti di influencer e testate giornalistiche regionali e nazionali, che hanno contribuito a far conoscere l’esperienza oltre i confini del territorio.
L’obiettivo è dunque trasformare il successo estivo in un progetto turistico strutturato, capace di valorizzare durante tutto l’anno le peculiarità naturalistiche e legate al benessere di Pieve Torina, rafforzando il ruolo del piccolo centro dell’entroterra maceratese nell’offerta turistica dei Sibillini.
L’A.P. Aurora Treia mette a segno un nuovo colpo di mercato in vista della stagione sportiva 2026-2027. Il club ha ufficializzato l’acquisizione delle prestazioni sportive di Maryan Hutsol, difensore centrale classe 1998 originario dell’Ucraina.
Un innesto di grande solidità per il reparto arretrato, grazie soprattutto alla struttura fisica e ai centimetri del giocatore, che può rappresentare una risorsa importante anche in fase offensiva.
Hutsol si è formato nel settore giovanile della Salernitana e nel corso della sua carriera ha maturato esperienza in diverse realtà del calcio italiano, disputando stagioni importanti con le maglie di Termoli, Agropoli, Gelbison, Angri, Real Aversa e Real Normanna. Con il Termoli ha ricoperto anche il ruolo di vicecapitano.
Il nuovo difensore biancorosso ha già espresso entusiasmo per l’inizio della nuova avventura: "Sono molto felice ed entusiasta di iniziare questa nuova avventura con l’Aurora. Fin dai primi giorni ho trovato un gruppo unito, uno staff preparato ed un ambiente con tanta voglia di far bene".
Alla base della sua scelta c’è soprattutto la convinzione di entrare a far parte di un progetto serio e ambizioso: “Ho scelto l’Aurora Treia perché qui c’è un progetto serio, fatto da persone ambiziose e con le idee chiare. In questi giorni di preparazione stiamo costruendo l’identità del gruppo: lavoriamo duro quotidianamente per farci trovare pronti e dimostrare il nostro valore sul campo”.
Hutsol ha quindi garantito il massimo impegno in vista della nuova stagione: "Da parte mia ci sarà sempre il massimo impegno per aiutare la squadra a raggiungere tutti gli obiettivi stagionali. Non vedo l’ora di cominciare".
Con l’arrivo del difensore ucraino, l’Aurora Treia aggiunge esperienza, fisicità e centimetri alla propria retroguardia, con l’obiettivo di presentarsi al meglio ai nastri di partenza della nuova stagione.
Dalle diverse città italiane a Macerata per conoscere da vicino l’Università e iniziare a orientarsi tra corsi, servizi e opportunità. Barletta, Campobasso, Teramo, Lecco, Forlì, Foggia e Chieti sono alcune delle città di provenienza dei partecipanti al secondo Open Day estivo dell’Università di Macerata, che ha animato oggi le sedi dell’Ateneo nel centro storico di Macerata. Il Polo Pantaleoni e la Loggia del Grano hanno accolto oltre 500 partecipanti, tra ragazze e ragazzi interessati a proseguire gli studi e famiglie, offrendo l’occasione di incontrare direttamente docenti, tutor e personale universitario.
Una giornata pensata per fornire informazioni concrete e permettere ai futuri studenti di entrare in contatto con la realtà universitaria, conoscere l’offerta formativa, approfondire le possibilità di sostegno economico e scoprire i servizi a disposizione della comunità studentesca.
A rivolgere il saluto ai partecipanti è stato il rettore John McCourt, che ha sottolineato il valore dell’università come spazio nel quale costruire, con consapevolezza e libertà, il proprio percorso.
Il rettore ha inoltre invitato i giovani a dialogare con i docenti e con tutta la comunità di UniMC, a porre domande e a sfruttare l’occasione per confrontarsi direttamente con chi potrà accompagnarli nel percorso universitario: “Qualcuno di voi avrà già in mente cosa fare nella vita, ma qualcun altro sarà qui oggi per trovare la chiave di accesso per i prossimi anni. L’università serve anche a questo: non a imporre una strada già scritta, ma a darvi gli strumenti, la fiducia e la libertà per trovarla. Questo percorso sarà una preparazione alla vita e al mondo complesso che andrete a incontrare. Il futuro non è qualcosa che semplicemente arriva, ma qualcosa che va immaginato e che voi dovete immaginare”.
L’Open Day ha rappresentato anche un momento di confronto per le famiglie, che hanno potuto raccogliere informazioni sugli aspetti organizzativi ed economici della vita universitaria.
“È stata una giornata ricca di colloqui, interazioni e informazioni su quello che sarà il nuovo anno accademico”, ha spiegato Rosita Deluigi, delegata del rettore per l’Orientamento. “È possibile incontrare docenti, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, conoscere tutti i servizi e le eccellenze dell’Ateneo, ma anche approfondire gli aspetti concreti della vita universitaria, dagli alloggi alle tasse. È un’occasione per farsi un’ultima idea prima di scegliere e decidere il proprio futuro”.
Il programma ha alternato momenti di presentazione e approfondimento. Al Polo Pantaleoni si sono svolti gli incontri dedicati ai corsi di laurea, mentre alla Loggia del Grano gli stand hanno permesso di conoscere più da vicino i servizi e le opportunità offerte dall’Ateneo.
Tra gli elementi che hanno suscitato maggiore interesse ci sono state anche le novità dell’offerta formativa per il prossimo anno accademico. Due i percorsi nuovi presentati: “Scienze motorie e sportive per l’inclusione”, dedicato al ruolo dello sport nei processi di partecipazione e integrazione sociale; “Progettazione, gestione e conservazione di archivi digitali”, rivolto alla formazione di figure specializzate nella tutela e valorizzazione del patrimonio documentale digitale. Le iscrizioni per entrambi i corsi sono aperte a partire da domani, 28 agosto 2026.
Non solo didattica: gli spazi della Loggia del Grano hanno offerto una panoramica sulla vita universitaria nel suo complesso, con la presenza degli stand dedicati ai servizi dell’Ateneo, al diritto allo studio, alle associazioni studentesche, al Centro universitario sportivo e a Radio Rum. Un’occasione per conoscere anche ciò che accade fuori dalle aule e avere un quadro più completo dell’esperienza che attende le future matricole.
A poche settimane dall’inaugurazione della nuova Casa della Comunità di Corridonia, sono sempre di più i servizi che si stanno attivando e che sono immediatamente fruibili dalla popolazione, rendendo così tangibile l’importanza della nuova struttura per tutto il territorio.
Dal 1° settembre sarà infatti operativo l’Ambulatorio per i Bisogni Sanitari Non Differibili (BND), che garantisce la valutazione clinica, la diagnosi e il trattamento di condizioni acute a bassa complessità assistenziale, non differibili ma non urgenti, che non richiedono l’accesso al Pronto Soccorso. L’Ambulatorio per i BND sarà operativo dal lunedì al venerdì, dalle ore 08:00 alle ore 20:00.
L’AST ha comunicato un elenco, esemplificativo e non esaustivo, di prestazioni che potranno essere erogate presso l’Ambulatorio. Elenco che potrà essere aggiornato in relazione all’evoluzione della normativa vigente, alle indicazioni regionali, alle competenze professionali presenti e alla dotazione tecnologica dell’Ambulatorio: visita medica, valutazione clinica del paziente, rilevazione e monitoraggio dei parametri vitali; medicazione semplice e complessa di ferite superficiali, abrasioni, contusioni e ustioni di lieve entità; rimozione di punti di sutura, clips e medicazioni chirurgiche programmate; trattamento di epistassi di lieve entità; valutazione e trattamento di punture di insetti e reazioni locali non complicate; gestione di patologie infettive acute non complicate; gestione di riacutizzazioni di patologie croniche in assenza di criteri di instabilità clinica; trattamento sintomatico di sindromi dolorose acute muscolo-scheletriche.
E ancora esecuzione di elettrocardiogramma/holter cardiaco/holter pressorio in modalità telerefertazione per la gestione della cronicità e prevenzione delle riacutizzazioni; test diagnostici rapidi; somministrazione di farmaci per via orale, intramuscolare o sottocutanea, ove clinicamente indicato e nel rispetto delle procedure aziendali e su prescrizione e in presenza del Medico; prescrizione di farmaci, accertamenti diagnostici, visite specialistiche e certificazioni (competenza del medico); attivazione di percorsi assistenziali territoriali e invio ai servizi specialistici competenti; invio al Pronto Soccorso, mediante attivazione del sistema di emergenza-urgenza qualora, nel corso della valutazione clinica, emergano condizioni incompatibili con la gestione ambulatoriale.
Sono esclusi dalla gestione dell’Ambulatorio BND prestazioni più complesse come, a titolo esemplificativo: dolore toracico suggestivo di sindrome coronarica acuta; dispnea severa o insufficienza respiratoria; deficit neurologici acuti o sospetto ictus; trauma maggiore o politrauma; emorragie importanti; addome acuto; shock o instabilità emodinamica; stato di coscienza alterato; convulsioni in atto; reazioni anafilattiche; ogni altra condizione classificabile come emergenza-urgenza. In presenza di tali condizioni il medico e/o l’infermiere in servizio provvederà all’immediata attivazione del sistema dell’emergenza-urgenza e all’invio del paziente al Pronto Soccorso.
Dalle parole del Sindaco Giuliana Giampaoli, si evince l’importanza dell’attivazione di questo servizio: «Fin dall’attesa riapertura dell’ex Ospedale cittadino poco più di un mese fa, l’auspicio di tutti è stato quello di vedere poi realizzato concretamente il modello di medicina di territorio studiato per le Case di Comunità.
L’attivazione del servizio BND, in aggiunta a quelli già presenti, costituisce un altro tassello importantissimo per la piena funzionalità di queste strutture, dedicate a necessità urgenti ma non gravi, in spazi dotati di adeguate strumentazioni, facilmente accessibili e con personale medico a disposizione nell’arco della giornata. Importante rivolgere un doveroso ringraziamento all’assessore regionale Calcinaro e ai dirigenti della Ast per il lavoro incessante svolto in questi anni, per l’attenzione specifica alla struttura di Corridonia, una città strategica per posizione territoriale e per bacino di utenza potenziale. Non ultimo un grazie ai medici e a tutto il personale che già opera o opererà in questa struttura».
L’istituzione dell’Ambulatorio per i Bisogni Sanitari Non Differibili (BND) presso la Casa della Comunità (CdC) si colloca nel processo di riorganizzazione dell’assistenza territoriale previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Missione 6 "Salute", Componente 1 "Reti di prossimità, strutture e telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale", finalizzato al potenziamento delle cure primarie e allo sviluppo di un modello assistenziale basato sulla prossimità, sull’integrazione multiprofessionale e sulla continuità della presa in carico.