Provincia Macerata

Una Halley a due facce cade a Termoli nel rush finale

Una Halley a due facce cade a Termoli nel rush finale

Una partenza illusoria, le difficoltà, la risalita poi il ko al rush finale: una partita sulle montagne russe quella della Halley Matelica, priva sia del lungodegente Mariani che di capitan Mentonelli e con Mazzotti a scartamento ridotto per i postumi di una brutta influenza, sul campo della Italiangas Termoli, a sua volta senza Pierucci e Diarra. La Vigor dissipa presto i 16 punti di vantaggio accumulati nel primo quarto capitolando dopo una partita in cui, tolti appunto i primi 5’, i biancorossi hanno fatto una tremenda fatica a trovare il canestro. Proprio quello scatto dai blocchi da centometrista aveva lasciato pensare a ben altra serata al PalaSabetta. Coach Trullo sceglie Dell’Anna in quintetto per completare il reparto esterni col duo Panzini-Marrucci ed è il play anconetano, con quattro triple in un amen, ad alimentare il parzialone di 6-22 con il quale i biancorossi aprono la gara nei primi 5’. Naturalmente la Halley non può continuare su quei ritmi realizzativi, ma i biancorossi fanno molto peggio che calare, bloccandosi completamente e incassando un controbreak di 19-3, buono per i padroni di casa per chiudere il gap già in apertura di secondo periodo (25-25 al 12’). La Halley tampona le perdite, ma Termoli è in fiducia e con una tripla di Sow chiude il primo tempo addirittura a +5 (44-39), impensabile solo qualche decina di minuti prima. Ormai l’inerzia è totalmente cambiata e l’Italiangas continua col vento in poppa anche all’avvio del terzo quarto. I biancoblu salgono a +8 (55-47 al 28’ firmato Cassano) e sciupano più di un’occasione per scappare via per davvero contro una Vigor quadrata in difesa ma zavorrata da errori su errori in attacco, incapace di ritrovare la vena realizzativa dell’avvio di gara. Sembra l’inizio della fine e invece la Halley si ritrova all’improvviso a cavallo tra terzo e quarto periodo, mettendo a segno un parziale di 2-15, chiuso da un 3/3 in lunetta di Dell’Anna, che ricaccia indietro i molisani (57-62 a 6’ dalla sirena). Cambiato il vento? Neanche per sogno. La Halley ricade nell’abulia dei due quarti centrali, Termoli ritrova la bussola coi canestri di Rupil e Pianegonda e pur lasciando giù qualche tiro libero di troppo gira nuovamente il match, presentandosi all’ultimo minuto avanti di 5 (70-65 a 59” dalla sirena dopo l’1/2 a cronometro fermo dell’ala argentina). Marrucci firma da sotto il nuovo -3 a 40” dal gong (70-67), Pianegonda respinge l’assalto vigorino con due liberi (72-67 con 31” da giocare), poi nuovamente Marrucci cerca la tripla veloce fallendola e di fatto con quell’errore si spengono le ultime speranze della squadra di coach Trullo.  La Halley resta al terzo posto in classifica, dove però viene agganciata da Senigallia: e domenica alla Palestra della Libertà arriverà una Gevi Vasto in piena lotta per un posto nei playoff. Così coach Trullo a fine partita: "Siamo partiti benissimo, per 7-8 minuti siamo stati praticamente perfetti, facendo canestro e difendendo forte. Poi abbiamo iniziato a fare confusione, sbagliando un marea di canestri da sotto, e a difendere meno bene, ritrovandoci da quest’ultimo punto di vista nel secondo tempo. I problemi sono stati in attacco, abbiamo mosso poco la palla, sbagliato rimesse e canestri facili ma nonostante tutto, mischiando le difese, eravamo tornati a +5 con pochi minuti da giocare. Abbiamo fatto troppa confusione nei momenti chiave, ci sono mancate tante piccole cose che poi in una partita che si risolve sul filo di lana pesano". ITALIANGAS TERMOLI-HALLEY MATELICA 74-70 TERMOLI: Rupil 16, Odigie 6, Pierucci ne, Sow 12, Diarra ne, Grimaldi 10, Pianegonda 13, Magugliani 12, Cassano 5. All.: Marinelli. MATELICA: Marrucci 6, Pacini ne, Panzini 15, Mentonelli ne, Fea 1, Davico 8, Dell’Anna 17, Eliantonio ne, Mazzotti, Mattarelli 3, Mozzi 20. All.: Trullo. ARBITRI: Flocco, Racsan. PARZIALI: 21-25, 23-14, 11-10, 19-21.  

09/03/2026 09:50
Pioggia di medaglie per la Sef Macerata ai Campionati Italiani Indoor Master: 14 podi ad Ancona

Pioggia di medaglie per la Sef Macerata ai Campionati Italiani Indoor Master: 14 podi ad Ancona

È stato un bottino ricco di soddisfazioni quello conquistato dagli atleti della SEF Macerata ai Campionati Italiani Indoor Master di atletica leggera, disputati dal 5 all’8 marzo al PalaCasali di Ancona. Alla rassegna tricolore hanno preso parte quasi 1800 atleti provenienti da tutta Italia e tra loro non poteva mancare la rappresentanza maceratese. La SEF Macerata si è presentata con una squadra numerosa: 32 atleti impegnati complessivamente in 52 gare individuali e tre staffette. Una partecipazione significativa che si è tradotta anche in risultati di grande qualità: il bilancio finale parla infatti di 14 podi complessivi, con 5 medaglie d’oro, 4 d’argento e 5 di bronzo. Grande protagonista della spedizione maceratese è stato Livio Bugiardini, autentico mattatore nella categoria MM75, capace di conquistare tre titoli italiani imponendosi nelle gare dei 60, 200 e 400 metri. Un risultato di assoluto prestigio che ha contribuito in modo decisivo al medagliere della società. Medaglia d’oro anche per Vincenzo Cappella, che si è imposto nel lancio del martello con maniglia corta nella categoria MM80, mentre il quarto titolo tricolore è arrivato grazie a Patrizia Nardi, vincitrice nel salto in alto nella categoria MF75. Prestazioni di grande livello anche per Andrea Paoli, lanciatore della categoria MM60, autore di tre podi: argento nel getto del peso e nel martello, oltre al bronzo nel martello con maniglia corta. Due medaglie di bronzo sono invece arrivate grazie alla saltatrice Barbara Ottaviani (MM55), terza classificata sia nel salto in lungo che nel salto in alto. A completare il quadro delle medaglie individuali sono stati l’argento conquistato da Federica Zampa nel lancio del giavellotto (MF45) e il bronzo ottenuto da Chiara Sperandio nel salto in lungo (MF45). Dopo i risultati ottenuti nelle gare di corsa, salto e lancio, sono arrivate soddisfazioni anche dalle staffette, a testimonianza della compattezza del gruppo. La formazione femminile MF65 composta da Fabrizia Fabiani, Emanuela Stacchietti, Raffaela Rambozzi e Sandra Copponi ha conquistato la medaglia di bronzo nella 4x200. Argento invece per la staffetta maschile MM65, formata da Luca Salvatori, Livio Bugiardini, Roberto Mandolesi e Alessandro Tifi. Tutti questi risultati hanno contribuito a un eccellente piazzamento nelle classifiche a squadre: la formazione femminile ha chiuso al dodicesimo posto, mentre la squadra maschile e la classifica combinata uomini-donne hanno centrato un prestigioso settimo posto.   Grande la soddisfazione per tutto lo staff della Sef Macerata, che guarda ora con fiducia alla stagione all’aperto ormai alle porte, con l’obiettivo di confermare e magari migliorare gli ottimi risultati ottenuti nella rassegna tricolore indoor.

09/03/2026 09:47
La Banca Macerata Fisiomed domina Taranto e sale al settimo posto

La Banca Macerata Fisiomed domina Taranto e sale al settimo posto

In una delle partite più belle e convincenti di tutta la propria stagione, tra le mura amiche la Banca Macerata Fisiomed fa sua la nona giornata di ritorno della Serie A2 Credem Banca battendo per 3-0 (25-12; 25-20; 25-14) la Prisma La Cascina Taranto. Solidissima prova dei biancorossi che non lasciano scampo agli ospiti con una prestazione monstre in tutte le fasi di gioco: Taranto tenta di giocarsela, ma non può nulla contro la forza di Fall e compagni. Salto in classifica con Macerata ora settima a 30 punti:  salvezza ora a qualche match point di distanza, si può guardare più serenamente verso l’alto per le posizioni playoff. Unica nota stonata del match è l’infortunio alla caviglia di Pedron in una delle ultime azioni della partita. Il top scorer è Denis Karyagin, 18 punti per il laterale biancorosso.  La partita Coach Giannini conferma in toto il suo sestetto dopo la vittoria esterna di Siena. Pedron in regia con Novello come opposto, solidità in 4 con Zhelev e Karyagin, Fall e Diaferia a centro rete, Gabbanelli-Dolcini in seconda linea. Gli ospiti di Taranto si presentano a Macerata con Maia-Hopt in diagonale principale, Pierotti-Cianciotta come laterali, Sanfilippo-Zanotti al centro, Gollini-Luzzi i liberi.  Primo set. Il primo break lo trova a muro Taranto proprio con l’ex Sanfilippo (3-5), ma forse serviva questo ai biancorossi che accelerano subito dopo e iniziano comandare con grande qualità e ordine (8-5). Continua il buon momento biancorosso con Pedron molto ispirato anche dai nove metri, la sua apertura spettacolare invece vale il +5 (13-8). Ancora “sul velluto” la Banca Macerata Fisiomed che si dimostra superiore in tutti i fondamentali rispetto a una Prisma in confusione (17% in attacco nel parziale): l’ace di Fall vale il 17-9. Il pallonetto di Karyagin chiude l’azione del 22-11 e anche moralmente il primo set: che energia lato Macerata! 1-0 con Novello, 25-12. Secondo set. Lusetti in campo per Maia, ma è ancora il capitano a sbarrare la strada all’opposto salentino (7-4). La partita prosegue con le bocche di fuoco biancorosse ancora molto efficienti, Karyagin fissa il 12-9 con tre cambi palla consecutivi. Si torna in equilibrio con il buon turno in battuta del regista ospite, ma è Zhelev a riportare subito i suoi sul +2, che diventa +3 grazie all’ace di un sempre vivo Pedron (16-13). L’ace di Fall ormai è consuetudine: scappa Macerata e obbliga Lorizio al timeout sul 20-15. Il resto assomiglia a una semplice gestione che porta le squadre sul 2-0 nel conto dei set con un errore tarantino (25-21). Terzo set. Resta in campo l’opposto Gavenda nel sestetto ospite. Torna l’equilibrio a inizio del terzo parziale, aspettando che qualche singolo trovi qualche giocata per sparigliare le carte: il muro di Zhelev confonde il successivo tocco di Maia (9-6). È molto attento il sestetto maceratese, il muro di Novello e Fall vale il +6 (14-8). Il punto del 16-11 potrebbe essere l’unica nota stonata della serata: infortunio alla caviglia per Pedron, entra Becchio. È proprio il regista a ipotecare dai nove metri set e risultato. Chiude Zhelev, 25-14. BANCA MACERATA FISIOMED – PRISMA LA CASCINA TARANTO 3-0 (25-12; 25-20; 25-14) Macerata: Novello 6, Pedron 5, Fall 8, Diaferia 5, Zhelev 12, Karyagin 18, Talevi, Becchio 1, Gabbanelli (L1), Dolcini (L2). NE: Fabi, Garello, Pesciaioli, Maccarone. All: Giannini, Ass: Leoni. Taranto: Lusetti 1, Cianciotta 7, Sanfilippo 3, Hopt 2, Pierotti 4, Bossi 1, Maia, Gavenda 8, Zanotti 4, Gollini (L1), Luzzi (L2). NE: Antonov, Galiano, Lorusso. All: Lorizio, Ass: Giosa. Durata set: 22’, 31’, 26’ per un’ora e 19 minuti. Note: Battute punto Macerata 8 con 11 errori, Taranto 2 con 9 errori. Muri punto Macerata 15, Taranto 4, Attacco punto Macerata 43%, Taranto 29%, Ricezione positiva Macerata 56% (21% perfetta), Taranto 54% (33% perfetta). Photo credits: Mauro Pianesi  

08/03/2026 20:15
La Lube firma il blitz a Trento e si prende Gara 1 dei quarti di finale

La Lube firma il blitz a Trento e si prende Gara 1 dei quarti di finale

L’avventura numero 29 dei biancorossi nei Play Off Scudetto Credem Banca si apre con un successo esterno in uno dei campi più insidiosi della SuperLega. La Cucine Lube Civitanova espugna la BTS Arena in Gara 1 nei Quarti di Finale sconfiggendo in quattro set (21-25, 25-27, 25-23, 17-25) l’Itas Trentino campione d’Italia. La serie al meglio delle cinque partite è solo all’inizio, ma il blitz dei cucinieri sposta l’inerzia in favore de marchigiani, visto che domenica 15 marzo, alle 18, le due squadre si ritroveranno all’Eurosuole Forum di Civitanova per il secondo atto con la Lube avanti 1-0 nella serie. Primi tre set combattuti e decisi dalle fiammate finali delle due squadre, con Trento capace di tenere vivo l’incontro ai vantaggi del terzo parziale. Senza storia il quarto set, dominato a muro (8 i vincenti) da Civitanova. Civitanova chiude con il 52% in attacco, 8 ace e 12 muri totali. Il top scorer Nikolov, premiato MVP, fa il grosso del lavoro in attacco mettendo a referto 26 punti, tra cui 1 ace e 3 muri. Prolifici anche Bisotto (16 sigilli, con 1 ace e 4 muri), Loeppky (14 punti, con 2 ace e 1 muro). Essenziale pure Gargiulo (10 con 3 muri). Tra i padroni di casa l’unico in doppia cifra è Faure (15 punti). La gara Lube in campo con Boninfante al palleggio, i tre schiacciatori Loeppky, Nikolov e Bottolo ad attaccare, i centrali Gargiulo e D’heer, capitan Balaso libero. Itas schierata con Sbertoli in cabina di regia e Faure bocca da fuoco, Lavia e Ramon laterali, Torwie e Flavio al centro, Laurenzano libero. Avvio di gara punto a punto in un set che vede Nikolov attaccare con il 57% (9 punti di cui 1 a muro), mentre sul fronte opposto Faure infila un 6 su 7 nelle offensive. Essenziali i 3 ace civitanovesi. La Lube trova il break con il primo tempo di Gargiulo (5-7), ma l’Itas annulla sul mani out di Faure (7-7) e mette il naso avanti con l’ace di Flavio (11-10) per poi trovare il +2 sull’errore cuciniero (15-13). Civitanova impatta con Bottolo (15-15) e centra il sorpasso con l’ace di Boninfante (15-16). Serie proficua del palleggiatore al servizio, che vale il +3 dopo la stoccata di Nikolov (15-18). Nel rush finale l’attacco di Bottolo e i due ace di D’heer consegnano il parziale ai marchigiani (21-25). Nel secondo set Nikolov continua a macinare gioco (8 punti), ma in un finale tiratissimo è provvidenziale la battuta di Bottolo. I biancorossi partono più scarichi (7-4), ma restano in scia (8-7) e approfittano di un errore gialloblù (10-10) per poi trovare il vantaggio a muro (10-11). Dopo un lungo punto a punto Trento torna avanti per l’errore di Nikolov ravvisato dal Video Check (15-14) e allunga con l’ace di Sbertoli (17-15). Sull’ace di Ramon Trento prende quota (19-16). Nikolov guida la rimonta in attacco, Loeppky centra il pari con un ace (20-20), ma il sorpasso è del bulgaro (20-21). Proprio nel finale arriva il sorpasso trentino (24-23). Nikolov annulla una prima palla set (24-24), Bottolo lo emula con un mani out (25-25) e trova l’ace del ribaltone (25-26) per poi sfornare un altro servizio dinamitardo che l’Itas non riesce a gestire (25-27). Nel terzo atto la Lube attacca con il 65% e Nikolov sigla “solo” 6 punti. Anche a muro è più efficiente la formazione cuciniera con 2 vincenti, ma la differenza, oltre al buon impatto di Bartha, la fanno i 4 ace trentini. Civitanova parte con l’ace di Nikolov (3-6). Trento si riavvicina grazie all’ace di Ramon, poi, nel giro di pochi scambi, ristabilisce l’equilibrio con il muro di Sbertoli (10-10) e trova il triplo vantaggio con 2 ace di Faure e un attacco di Lavia (13-10). La tenacia civitanovese viene premiata con la prodezza di Bottolo in attacco a l’ace di Boninfante (17-17). Come nel parziale precedente si arriva sul 23-23. Faure porta i gialloblù sul 24-23, ma Ramon non finalizza (24-24). Il servizio out della Lube e l’ace del nuovo entrato Gabi Garcia riaprono il match (25-23). Nel quarto set i cucinieri partono forte al servizio (3-6) e a muro (6-10). L’Itas fa fatica in attacco (8-12). Ancora un block, targato Bottolo, vale il +6 (10-16). Lo schiacciatore si ripete nell’azione del + 7 (11-18). Mendez si gioca la carta Gabi Garcia, ma è il servizio di Bartha a rianimare i dolomitici, che poi incassano un altro muro (13-20). Nel parziale delle barricate arriva anche il muro di Gargiulo per il +8 (14-22). Nell’azione più lunga è Civitanova a spuntarla…a muro con Nikolov (16-23). Sul diagonale di Loeppky le numerose palle match lasciano poche speranze a Trento, che capitola subito sull’errore di Lavia (17-25). Itas Trentino - Cucine Lube Civitanova 1-3 (21-25, 25-27, 25-23, 17-25) TRENTO: Sbertoli 2, Ramon 9, Resende Gualberto 9, Faure 15, Bartha 7, Pesaresi, Garcia Fernandez 1, Laurenzano (L), Lavia 9, Acquarone, Bristot, Boschini (L) ne, Sandu ne, Torwie 2. All. Mendez. CIVITANOVA: Boninfante 4, Bottolo 16, D'Heer 6, Loeppky 14, Nikolov 26, Gargiulo 10, Orduna, Bisotto (L) ne, Balaso (L), Hfaiedh ne, Kukartsev, Duflos-Rossi ne, Tenorio ne, Podrascanin ne. All. Medei Arbitri: Lot (TV) e Gardini (VR). Note: durata set 25’, 30’, 26’, 24’. Totale 1h 45’. Itas: errori al servizio 15, ace 9, muri 4, attacco 41%, ricezione 34% (13%). Lube: errori al servizio 29, ace 8, muri 12, attacco 52%, ricezione 41% (15%). Spettatori: 3.463. MVP: Nikolov LE INTERVISTE GIAMPAOLO MEDEI (allenatore): “Le cose positive di oggi sono state soprattutto il muro-difesa e anche la gestione del nostro attacco, un fondamentale in cui siamo stati veramente bravi, con particolare riferimento al punto a punto del primo e del secondo set, nei quali abbiamo sfoderato un ottimo atteggiamento. La battuta è invece il fondamentale su cui dovremo lavorare di più, perché oggi abbiamo commesso troppi errori. Soprattutto nel terzo parziale in cui gli sbagli dalla linea dei nove metri sono stati ben 11. Ce ne torniamo a casa con una vittoria importante, ma i Play Off sono una storia a sé, in ogni partita tutto si azzera e si riparte, quindi nelle prossime sfide cercheremo di fare molto meglio perché sono convinto che sarà una serie lunga e complicata”. ALEX NIKOLOV: “Siamo contentissimi di questa vittoria, che rappresenta un’ottima partenza in questo percorso dei Play Off Scudetto. Non è mai facile vincere in casa di Trento, se non sbaglio è soltanto la seconda volta che mi capita da quando gioco in Italia. Adesso però guai a cullarsi sugli allori. La strada è ancora lunga, l’obiettivo in Gara 2 non può che essere quello di sfruttare al meglio il fattore campo per portarci sul 2-0 nella serie”. MATTIA BONINFANTE: “Per la prima volta nella mia vita riesco a vincere qui a Trento, nonostante ci abbia giocato spesso, con diverse maglie. Penso che oggi la Lube abbia quindi fatto qualcosa di grande, ma è solo l’inizio, per passare il turno ci servono altre due vittorie. Dunque piedi per terra e concentrazione in vista delle prossime sfide”. GIOVANNI GARGIULO: “Siamo riusciti a esprimere la nostra migliore pallavolo dal primo all’ultimo pallone. Farlo contro una squadra forte come Trento non è certamente facile, quindi sono molto contento di come oggi la Lube ha iniziato il suo percorso nei Play Off. Stasera festeggiamo, ma da domani pensiamo già a Gara 2”.

08/03/2026 19:35
L’Aurora Treia pareggia con il Camerino e resta in vetta

L’Aurora Treia pareggia con il Camerino e resta in vetta

Cucinieri che devono fare a meno dell’assente Palladini schierano una formazione a trazione offensiva. Mister Ricci manda in campo contemporaneamente dal primo minuto Mazzoni, Cirrottola, Borrelli e Melchiorri. Sul versante ducale, Iori viene schierato al centro dell’attacco coadiuvato da Marchionni e Recchioni. PRIMO TEMPO La gara si apre con ritmi piuttosto bassi, con entrambe le squadre impegnate in una fase iniziale di studio.  La prima vera occasione arriva al 16’: Mazzoni si mette in moto e calcia verso la porta, ma la conclusione termina fuori di pochissimo dopo una palla invitante che andava solo spinta in rete. L’Aurora prova a fare la partita ma il Camerino si difende con ordine, chiudendo bene gli spazi e rendendo complicata la manovra offensiva dei cucinieri.  Al 28’ i padroni di casa sfiorano il vantaggio: Borrelli pennella un cross per Cirrottola che, da due passi, non riesce a dare forza al colpo di testa e Spitoni blocca senza difficoltà. Un minuto più tardi arriva però la doccia fredda per i treiesi. Marchionni approfitta di una caduta di Bartolini, si sistema il pallone sul destro e calcia trovando una deviazione che mette fuori causa l’incolpevole Testa. Il pallone si insacca e il Camerino passa in vantaggio. L’Aurora reagisce subito e impegna Spitoni con un tiro centrale di Melchiorri. Sempre nel finale di primo tempo è ancora Melchiorri a provarci con una conclusione a giro che lambisce il palo.  Si va così al riposo con il Camerino avanti 1-0. SECONDO TEMPO: Nella ripresa la prima grande occasione è ancora per gli ospiti: Cicci serve Iori che calcia con potenza verso la porta, ma trova un magistrale intervento di Testa che devia in calcio d’angolo. Da quel momento inizia il vero e proprio assedio dell’Aurora Treia. Al 52’ Guzzini, appena entrato, tenta un sinistro che termina di poco a lato.  Cinque minuti più tardi Borrelli inventa una palla geniale per Melchiorri, che però spedisce sopra la traversa da buona posizione.I biancorossi insistono e provano a sfruttare anche i calci piazzati: sugli sviluppi di un corner è Chornopyshchuk a impensierire di testa Spitoni, bravo a respingere. Gli sforzi dell’Aurora vengono premiati al 78’. Borrelli si incarica di un calcio di punizione dal limite e con una traiettoria perfetta aggira la barriera infilando il pallone in fondo al sacco nonostante il tentativo di intervento di Spitoni. Una vera prodezza del capocannoniere del Girone B che vale il meritato pareggio per i biancorossi. Sulle ali dell’entusiasmo l’Aurora continua a spingere e all’87’ trova anche il gol del possibile sorpasso con Chornopyshchuk, ma la rete viene annullata dal direttore di gara per posizione di fuorigioco. Nel finale i padroni di casa tentano il tutto per tutto, ma la difesa del Camerino resiste all’assalto. Dopo cinque minuti di recupero arriva il triplice fischio che sancisce l’1-1 finale. Un pareggio che consente all’Aurora Treia di allungare a ventisei la propria serie di risultati utili consecutivi e di restare in vetta alla classifica con tre punti di vantaggio sull’Azzurra Colli.  Per il Camerino, invece, un punto prezioso che ridà morale dopo alcune partite opache. AURORA TREIA: Testa, Calamita (65’ Chornopyshchuk), Bartolini, Alla, Orlietti, Ballanti, Mazzoni (89’ Dominino), Gabrielli (68’ Giuliodori), Melchiorri, Borrelli, Cirrottola (51’ Guzzini). A disposizione: Giachetta, Tavoni, Guglielmo, Seye. Allenatore: Simone Ricci. CAMERINO: Spitoni, Barilaro, Corazzi, Scotini, Di Luca, Ferretti, Frinconi, Cicci (74’ Gubinelli), Iori (89’ Raponi), Recchioni, Marchionni (61’ Staffolani).  A disposizione: Bartoloni, Carnevali, Rosi, Ucciero, Maccioni, Martellucci.  Allenatore: Francesco Ruggeri. MARCATORI: Marchionni 29’, Borrelli 78’. ARBITRO: Mattia Gasparoni – Sezione di Jesi. ASSISTENTI: Leonardo Salvatori – Sezione di Macerata; Alessandro Meo – Sezione di Macerata. NOTE: ammoniti Orlietti, Guzzini, Corazzi, Scotini, Ferretti e Frinconi; angoli 13-2, recuperi 1’-5’, presenti oltre 250 spettatori al “Leonardo Capponi” di Treia.  

08/03/2026 19:10
Macerata, arte contemporanea, poesia e scultura: a Sforzacosta torna “Sfumature d’arte”

Macerata, arte contemporanea, poesia e scultura: a Sforzacosta torna “Sfumature d’arte”

Nel fine settimana del 14 e 15 marzo, la frazione maceratese di Sforzacosta ospiterà la settima edizione della collettiva d’arte contemporanea di pittura, scultura e poesia dal titolo “Sfumature d’arte attraverso immagini, colori e messaggi poetici”, promossa in occasione della prossima festività di San Giuseppe. L’inaugurazione della mostra è in programma sabato 14 marzo 2026, alle 16.30, negli spazi della scuola primaria dell’ABF Hub Educativo di Sforzacosta, in via G. Natali, alla presenza delle autorità locali. I curatori dell’iniziativa sono gli artisti Tina De Marco e Giovanni Colucci, in coordinamento con il Comitato festeggiamenti della parrocchia locale di San Giuseppe e in collaborazione con la Andrea Bocelli Foundation Ente Filantropico. Gli artisti partecipanti, tra cui anche scultori e poeti, sempre più numerosi ed entusiasti di contribuire con il loro talento a una manifestazione che riscuote consensi sempre maggiori, presenteranno opere realizzate con varie tecniche e dai contenuti particolarmente significativi, capaci di raccontare la vita e la cultura marchigiana con un riferimento anche all’attuale festività. L’iniziativa, promossa nell’ambito delle celebrazioni in onore del patrono San Giuseppe di Sforzacosta, che si festeggia domenica 15 marzo 2026, si propone di incentivare sempre di più l’arte, rendendola più vicina alla popolazione e agli stessi appassionati del settore. Un linguaggio che, insieme alla musica e al digitale, rappresenta uno degli strumenti promossi dai progetti educativi della Fondazione Andrea Bocelli, con l’obiettivo di favorire l’emersione di competenze trasversali come la creatività e l’espressione del pieno potenziale delle persone e delle comunità.

08/03/2026 18:40
Matelica accarezza l’impresa al “Carotti”, ma la Jesina agguanta il pari nel recupero

Matelica accarezza l’impresa al “Carotti”, ma la Jesina agguanta il pari nel recupero

Il Matelica esce dal “Carotti” con un punto prezioso ma anche con tanti rimpianti. I biancorossi, infatti, hanno accarezzato a lungo il colpaccio sul campo della Jesina, salvo poi vedersi raggiungere in pieno recupero, al 93’, dalla rete di Stefoni che ha fissato il risultato sull’1-1. Una beffa amara per la squadra di Santoni, squalificato e sostituito in panchina dal figlio Riccardo, al termine di una gara segnata anche da episodi arbitrali destinati a far discutere. Il Matelica era riuscito a mettere la partita sui binari giusti dopo poco più di mezz’ora, trovando il vantaggio con Touray al culmine di un’azione insistita. Da lì in poi i biancorossi hanno provato a gestire il risultato con ordine e sacrificio, nonostante una ripresa complicata da alcune decisioni contestate. Su tutte pesa l’espulsione di Montella al 72’ per un fallo a centrocampo giudicato eccessivamente severo, anche perché arrivata al primo vero provvedimento disciplinare della partita. Eppure, nonostante l’inferiorità numerica e la pressione crescente della Jesina, il Matelica aveva trovato in capitan Ginestra il proprio baluardo. Il portiere biancorosso, infatti, al 79’ ha neutralizzato il calcio di rigore battuto da Minnozzi, tenendo in piedi i suoi e alimentando il sogno dei tre punti. Un episodio che sembrava poter indirizzare definitivamente la sfida, almeno fino al terzo minuto dei sei di recupero, quando Stefoni da due passi ha trovato la zampata del pareggio dopo una serie di respinte. Nel primo tempo era stato soprattutto il Matelica a rendersi pericoloso. Già nei minuti iniziali Minnozzi aveva impegnato Ginestra su punizione, mentre poco dopo Angeletti aveva controllato con la mano prima di concludere, con l’arbitro che aveva lasciato correre. I biancorossi si erano poi affacciati ancora in avanti con Montella, Touray e Filippo Massei, costruendo diverse situazioni interessanti. Il vantaggio ospite è maturato al 32’. Montella ha sfondato sulla destra creando scompiglio nell’area jesina, poi dopo un batti e ribatti Touray ha trovato il guizzo decisivo per lo 0-1. Un gol meritato, arrivato dopo una fase in cui il Matelica aveva mostrato maggiore vivacità e intraprendenza. Prima dell’intervallo la squadra ospite ha avuto anche l’occasione per colpire ancora, ma Touray, lanciato verso la porta, si è allungato troppo il pallone permettendo a Santarelli di intervenire. Nella ripresa il Matelica è ripartito con buon atteggiamento, provando subito a colpire con Antonioni, D’Errico e Montella. La Jesina ha risposto con Ceccarelli e Angeletti, senza però riuscire a trovare precisione sotto porta. La partita si è così incanalata su binari più nervosi e combattuti, fino agli episodi che ne hanno cambiato il volto nell’ultimo quarto d’ora. Il primo è stato il rosso diretto a Montella, una decisione apparsa severa e che ha costretto il Matelica a una lunga resistenza finale. Poco dopo è arrivato anche il rigore per la Jesina, assegnato per un tocco di mano in barriera su punizione di Minnozzi: dal dischetto lo stesso attaccante si è fatto ipnotizzare da Ginestra, autore di un intervento determinante. I biancorossi hanno stretto i denti fino al recupero, quando però non sono riusciti a evitare la rete di Stefoni, bravo a risolvere da distanza ravvicinata una mischia nata sugli sviluppi di una punizione. Resta comunque un punto importante per il Matelica, che muove la classifica e allunga sulla zona play-out, portandosi a +4. I biancorossi salgono infatti al decimo posto con 31 punti, anche se il finale lascia inevitabilmente l’amaro in bocca per una vittoria sfumata proprio a un passo dal traguardo. Nel prossimo turno la formazione di Santoni sarà attesa dalla sfida casalinga contro la Fermana capolista.   RETE – 32’ Touray (M), 93’ Stefoni (J) JESINA – Santarelli, Manna, Paglialunga (75’ Paglialunga), Massei A., Stefoni, Nacciarriti (76’ Romizi), Massei F. (67’ Gioacchini), Ceccarelli (56’ Grillo), Angeletti, Minnozzi, Giovannini. All. Puddu – A disp. Gasparoni, De Maio, D’Angelo, Broglia, Gagliardini. MATELICA – Ginestra, Montella, Merli, Bucari, Bianchi, Lapi, Mengani N. (80’ Bartilotta Y:)), Tomas Caleir, Touray (84’ Sfasciabasti), D’Errico (77’ Mengani E., 95’ Tittarelli), Antonioni. All. Santoni G. (squalificato, in panchina Santoni R.) – A disp. Falzetti, Pecci, Bartilotta Y., Rovazzani, Bonvin, Carsetti. ARBITRO – Sergio Cavalieri di Treviglio (assistenti Lorenzo Vallesi di Macerata, Andrea Narcisi di San Benedetto del Tronto) NOTE – recupero: 2’ + 6’; ammonito: Stefoni (J); espulso al 72’ Montella (M) per gioco pericoloso; angoli: 3-5; al 79’ Ginestra para un rigore a Minnozzi (J)

08/03/2026 18:25
Macerata, guasto a una condotta in via Verga: disagi per i residenti di Collevario

Macerata, guasto a una condotta in via Verga: disagi per i residenti di Collevario

Momenti di apprensione e diversi disagi nella zona di Collevario, a Macerata, a causa della rottura di una tubazione in via Verga. L’episodio si è verificato nelle prime ore del pomeriggio e ha richiesto un immediato intervento delle forze dell’ordine, dei soccorritori e dei tecnici per mettere in sicurezza l’area e ripristinare la normalità. La rottura della condotta ha provocato criticità per i residenti della zona, alcuni dei quali, per un certo periodo di tempo, non hanno potuto lasciare le proprie abitazioni. La situazione ha reso necessario un rapido coordinamento tra i vari enti intervenuti sul posto. In via Verga sono arrivati prontamente i Carabinieri, i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale e i tecnici dell’Apm, che si sono occupati dell’intervento di riparazione della tubazione danneggiata. I lavori sono stati portati avanti in sicurezza, con la zona monitorata dalle forze intervenute e il traffico disciplinato a senso alternato.

08/03/2026 18:10
Tolentino, Silvia Gatti in mostra con dodici opere dedicate alla forza simbolica della donna

Tolentino, Silvia Gatti in mostra con dodici opere dedicate alla forza simbolica della donna

La pittrice recanatese Silvia Gatti ha partecipato il 7 marzo all' inaugurazione della  mostra collettiva "Basta Modestia" ospitata nelle Gallerie Sangallo di Tolentino, organizzata in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Per l’evento l’artista ha presentato una serie di dodici opere dedicate alla figura femminile, ai suoi mondi interiori e alla sua forza simbolica. I dipinti, caratterizzati da una raffinata ricerca cromatica e da un linguaggio visivo che intreccia poesia, archetipi e contemporaneità, hanno suscitato grande interesse tra i visitatori. Tra gli interventi critici, particolarmente significativo quello dello scrittore Marco Rotunno, che nella sua recensione ha evidenziato come “le donne di Silvia Gatti, delicate, riflessive e analitiche, vagano per mondi elegantemente variopinti e variegati”, sottolineando la capacità dell’artista di creare scenari solo apparentemente rassicuranti, attraversati invece da un messaggio profondo sul rispetto, sulla libertà e sulla dignità femminile. Le opere esposte – figure alate, portatrici di frutti, donne‑astronauta e protagoniste provenienti da culture diverse – compongono un viaggio simbolico che unisce forza, fragilità, memoria e rinascita.   Tra queste, la figura della nativa americana illuminata da un sole‑mandala, interpretata da Rotunno come simbolo di consapevolezza e rigenerazione, ha colpito in modo particolare il pubblico. La partecipazione di Silvia Gatti alla collettiva conferma un percorso artistico in continua evoluzione, capace di coniugare tecnica, immaginazione e un forte impegno nel raccontare l’universo femminile attraverso linguaggi visivi intensi e profondamente emotivi. La mostra sarà aperta dal 7 al 15 marzo 2026

08/03/2026 17:10
Eccellenza, il Tolentino non digerisce le trasferte pesaresi: la Fermignanese fa festa con Iacovoni

Eccellenza, il Tolentino non digerisce le trasferte pesaresi: la Fermignanese fa festa con Iacovoni

Il Tolentino proprio non digerisce le trasferte in terra pesarese. I cremisi - dopo Urbino e Urbania - cadono anche a Fermignano per 1-0, nella sfida valevole come decima giornata di ritorno del campionato di Eccellenza Marche. A siglare il gol vittoria, arrivato nel secondo tempo, è Iacovoni. Una sconfitta che mantiene in ogni caso i ragazzi di Passarini in zona playoff, ma ora il calendario propone due incroci da brividi: prima la capolista K Sport in casa, poi la Fermana in trasferta.  LA CRONACA - Inizio di partita effervescente e che, sin dai primi istanti, suggerisce quello che sarà il copione del match. A tenere le redini del possesso palla sono gli ospiti, mentre i biancocelesti si affidano alle ripartenze. La loro abilità in transizione traspare in maniera evidente al 6' con una percussione sulla sinistra che porta al tiro Iacovoni da ottima posizione: Roberto risponde presente e devia la sfera in angolo.  Gli alti ritmi inaugurali non vengono confermati con il passare dei minuti. La partita si trasforma e diventa più frammentata, con diversi contrasti in mezzo al campo. Al 37' ci pensa Cordella, con un'azione personale straripante, a saltare avversari in serie e colpire il palo. Sulla ribattuta del legno un suo compagno non riesce ad eludere l'ottima copertura della porta del portiere tolentinate. È l'ultima, nonché unica, emozione del primo tempo.  SECONDO TEMPO - Al rientro dagli spogliatoi la Fermignanese preme sull'acceleratore. Al 47' Iacovoni sfiora la rete, con un destro che termina a lato. L'appuntamento con il gol è soltanto rimandato di pochi minuti. Al 52' sempre Iacovoni conclude in maniera notevole dal punto di vista balistico e deposita la sfera sotto la traversa, in maniera imparabile per Roberto.  Il Tolentino, dopo aver subito il colpo, prova a organizzare il forcing alla ricerca del pareggio ma manca della concretezza necessaria ad abbattere il fortino di casa. Mister Passarini si gioca anche la carta Lovotti, acciaccato dal punto di vista fisico, nel finale di partita, ma nulla cambia. Doccia gelata in casa cremisi, sebbene il quinto posto in classifica permanga vista la concomitanza favorevole degli altri risultati di giornata. 

08/03/2026 17:00
Applausi a Macerata per "Strike": il film che racconta le dipendenze e la fragilità dei giovani

Applausi a Macerata per "Strike": il film che racconta le dipendenze e la fragilità dei giovani

Un lunghissimo applauso ha suggellato il successo dell'anteprima maceratese di "Strike – Figli di un'era sbagliata", proiettato al Multiplex 2000 di Piediripa alla presenza dei registi e attori protagonisti Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico. Il film, che uscirà ufficialmente nelle sale il 26 marzo, affronta con il tono della commedia all'italiana temi complessi come le dipendenze patologiche e l'amicizia, ambientando gran parte della storia all'interno di un Ser.D. La serata è stata introdotta da un talk moderato da Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura, con la partecipazione del vicesindaco di Macerata Francesca D'Alessandro e del sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini. Proprio l'Istituto Comprensivo Giacomo Leopardi di Potenza Picena è stato il set principale della pellicola: per quattro settimane la scuola è stata trasformata in un vero e proprio villaggio cinematografico per ospitare le riprese degli interni, diventando la sede della struttura sanitaria dove si incrociano i destini dei tre protagonisti. Il cast vanta nomi di rilievo come Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Caterina Guzzanti e Pilar Fogliati. I registi hanno spiegato come il progetto sia nato da cinque anni di ricerca sul campo e dalla volontà di onorare la memoria di amici scomparsi, come il cantante Cranio Randagio, le cui canzoni sono state inserite nella colonna sonora. "Chi assume una sostanza spesso non lo fa per alterarsi, ma per 'stare' con qualcuno", hanno dichiarato gli autori, sottolineando l'obiettivo di eliminare il giudizio sociale verso chi soffre. Il film, co-finanziato dalla Regione Marche e supportato dalla Marche Film Commission, utilizza una regia dinamica con frequente ricorso alla camera a mano per restituire l'instabilità emotiva dei personaggi. Attraverso la storia di Dante, Pietro e Tiziano, l'opera si rivolge non solo ai giovani ma anche agli adulti, offrendo uno sguardo senza filtri sulle fragilità delle nuove generazioni e sulla forza terapeutica del sostegno reciproco. Dopo il consenso della critica al Torino Film Festival, la pellicola si prepara ora all'incontro con il grande pubblico nazionale.

08/03/2026 13:10
L'EDITORIALE DI FUSARO - Iran: il nuovo "capolavoro dell'imperialismo assassino di USraele"

L'EDITORIALE DI FUSARO - Iran: il nuovo "capolavoro dell'imperialismo assassino di USraele"

L’imperialismo assassino e criminale di USraele ha aggredito l’Iran e, nel farlo, ha tra l’altro colpito una scuola femminile, causando più di 100 morti: verosimilmente si tratta di donne morte, essendo, come ricordavo, una scuola femminile. Abbiamo in tal maniera una plastica raffigurazione della sempre celebrata liberazione occidentale delle donne persiane dal velo islamico. Abbiamo, ancora, l’ennesima prova del modus operandi dell’imperialismo dell’Occidente, anzi dell’uccidente sotto cupola atlantista e del suo agire con missili umanitari, bombe intelligenti e cannoni democratici. Parafrasando il vecchio Tacito, fanno il deserto e lo chiamano pace. Lo schema, del resto, rimane sempre il medesimo e stupisce vedere tanti capita insanabilia che non lo capiscono e continuano a celebrare l’aggressione occidentale come emancipativa e liberatoria: si presenta lo stato che si è deciso di aggredire come se fosse totalitario, si ostenta mediaticamente il popolo come unito nella volontà di liberarsi dal dittatore e poi, dulcis in fundo, interviene l’imperialismo etico occidentale con bombardamenti umanitari e missili intelligenti. Come è possibile che tanti stolti ancora non lo capiscano e celebrino l’interventismo assassino di USraele resta un mistero della storia. D’altro canto, è noto che è più facile ingannare le persone che mostrare loro che sono state ingannate. I tanti stolti continuano a bersi la sciagurata narrazione dell’imperialismo etico volto a liberare i popoli. Molti capita insanabilia hanno ripetuto per mesi che Donald Trump non soltanto era il salvatore del mondo, ma che era il solo presidente americano in grado di opporsi a ogni tipo di guerra. Si trattava, con tutta evidenza, di una narrazione del tutto mendace degna delle anime belle che ancora non hanno capito che la contraddizione principale è rappresentata da Washington, poco cambia se sulla plancia di comando vi siano Biden o Obama, Bush o Trump. E adesso infatti Donald Trump ha definitivamente gettato la maschera, rivelandosi in perfetta continuità con i precedenti presidenti imperialisti della civiltà del dollaro. Dall’inizio di questo tumultuoso 2026, il codino biondo che fa impazzire il mondo ha già di fatto prodotto due guerre, aggredendo vigliaccamente il Venezuela di Maduro e, più recentemente, compiendo una altrettanto vile aggressione dell’Iran. In entrambi i casi, abbiamo a che fare con stati ricchi di petrolio e, per di più, fieramente resistenti alla globalizzazione imperialistica di Washington. Vi è una novitas nel modus operandi di Trump, che segna, per così dire, una svolta nella prassi imperialistica della civiltà dell’hamburger. Con Trump, infatti, si registra ora un inedito imperialismo gangsteristico, che interviene rapendo i presidenti, come nel caso di Maduro, o direttamente giustiziziandoli, come nel caso di Khamenei. Ancora una volta, il diritto internazionale è saltato gambe all’aria e si è tornati allo ius sive potentia, secondo una figura concettuale che non può non richiamare alla memoria le parole di Trasimaco nel primo libro della Repubblica di Platone: "il giusto non è altro se non l’utile del più forte". Come se non bastasse, viene ancora una volta rovesciato il ritornello con cui per anni hanno condannato la Russia, quello secondo cui l’ha aggredito ha sempre ragione e l’aggressore sempre torto: quando l’aggressore coincide con la civiltà del dollaro, allora esso ha per definizione sempre ragione, dacché il suo è un imperialismo etico con bombe umanitarie e missili intelligenti. Che cosa diranno ora i capita insanabilia della celebrazione agiografica di Trump? Avranno ancora il coraggio di asserire che egli contrasta le guerre e che segna una svolta nelle politiche statunitensi? L’abbiamo ripetuto infinite volte: la salvezza, se vogliamo scomodare una categoria teologica, potrà arrivare solo dagli Stati disallineati e resistenti rispetto alla globalizzazione imperialistica di Washington. Come infinite volte Abbiamo ripetuto che il nemico principale resta Washington e che gli europei dovrebbero una volta tanto avere il coraggio di mettere in discussione la loro sciagurata subalternità rispetto all’imperialismo della civiltà del dollaro.

08/03/2026 12:10
La solitudine come patologia sociale: l'amicizia è l'antidoto per corpo e mente

La solitudine come patologia sociale: l'amicizia è l'antidoto per corpo e mente

Ci sono delle riflessioni, dei pensieri che sorgono spontanei quando si analizzano le problematiche della nostra salute e della qualità della nostra vita. Sono quasi degli ammortizzatori che tendono ad armonizzare principi scientifici, cause di malattia e rimedi terapeutici. Non hanno una valenza specifica, ma se poi ci si ragiona, si capisce che comunque interferiscono nella nostra vita quotidiana e sono collaterali alla ricerca di una buona salute e di uno stato di benessere. La solitudine e l’amicizia sono delle categorie su cui ragionare e fare riferimento in questo ambito speculativo. La solitudine è uno stato d’animo, una condizione anzitutto interiore, piuttosto che corporale, che presuppone tristezza, malinconia, fragilità. La solitudine può essere vissuta anche in mezzo ad una folta folla quando non si riesce a comunicare, a rapportarsi con gli altri, a sentire empatia e magari complicità. Può anche essere ricercata quando si ha la necessità di guardarsi dentro senza interferenze esterne, quando si cerca il silenzio per la contemplazione e la speculazione. In questo caso essere soli è una scelta. L’ascetismo degli eremiti è frutto della solitudine anche se spesso coniugato con la sofferenza e la privazione per espiare i limiti del corpo e liberare uno spirito puro. La solitudine come la si rigiri è angoscia e se togliamo il piccolo spicchio dei pensatori e degli asceti, è per tutti gli altri uno stato negativo che assomiglia tanto ad una malattia, con sintomi importanti nel corpo e nella mente. In una società come la nostra dove l’individualismo e l’egoismo la fanno da padroni in una scalata della gloria e del benessere quotidiano, sempre e comunque, tante persone restano indietro, restano sole per limiti intellettuali, per limiti di convivenza sociale, persino perché invecchiano e non hanno più energie. Nelle grandi città, ma anche nei paesi sono moltissime le persone sole; è una popolazione invisibile e sofferente, spesso rassegnata ad una esistenza vegetativa e che preferisce nascondere la propria situazione piuttosto che ricercarne i rimedi. La solitudine è una malattia che si cronicizza con sintomi sempre più opprimenti che attanagliano corpo e mente. L’antidoto più efficace, che anzitutto previene e può anche curare, è l’amicizia. Essa è quella categoria delle relazioni umane che ci fa aprire verso gli altri, che ci mette in contatto con i pensieri ed i sentimenti degli altri, che genera generosità e tolleranza verso l’altro fino a creare condivisione e complicità. L’amicizia quando è ricambiata, o anche solo apprezzata, combatte e sconfigge la solitudine nostra e di chi è oggetto del nostro sentimento. Può essere profonda ed esclusiva, ma esistono anche gli atti di amicizia che sono ugualmente efficaci. Durante tutto l’anno, andare a trovare gli anziani soli, i malati invalidi, fare un piccolo regalo a chi è o si sente scartato ed emarginato può essere fondamentale per accendere una fiammella di speranza, per riesumare momenti di serenità e di gioia, per trasmettere un po’ della soddisfazione che noi proviamo quando passiamo del tempo con i nostri amici. Se la solitudine perde e l’amicizia vince il mondo sarà migliore e più vivibile per tutti.

08/03/2026 11:40
La Cura di Battiato: una canzone d’amore?

La Cura di Battiato: una canzone d’amore?

Nel 1996 Franco Battiato pubblicò “La cura” all’interno dell’album “L’imboscata”. Il testo, scritto con il filosofo Manlio Sgalambro, è da sempre associato a un canto d’amore delicato, capace di evocare una relazione di coppia o un legame genitoriale. Nell’ascolto, ci immedesimiamo facilmente in chi offre sostegno o in chi lo riceve. Ma siamo certi che questa fosse l’intenzione profonda dell’autore? Interpretare un’opera d’arte non è mai semplice: ogni ascoltatore ne rivela sfaccettature multiple. Proviamo allora una lettura diversa, immaginando che le parole descrivano un dialogo interiore all’interno della stessa persona. Il genitore interiore che parla al bambino vulnerabile Basandoci sull’analisi transazionale – teoria psicologica secondo la quale all’interno di ognuno di noi convivono tre stati dell’Io (Genitore, Adulto, Bambino) – possiamo vedere il genitore accudente che, aiutato dall’adulto razionale, guida il bambino interiore nel cammino dell’esistenza. “Ti proteggerò dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua vita... dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai”. Con queste parole c’è l’intento di contenere ed equilibrare le emozioni incontrollate del bambino, spiegandogli come dare senso alle esperienze negative, necessarie per crescere. Un invito a superare i limiti, ricordandogli di essere un “essere speciale”, degno d’amore oltre ogni azione. Ed infine l’esortazione a coltivare la pazienza ed il silenzio nel fermarsi per conoscersi e amarsi. “Conosco le leggi del mondo e te ne farò dono”: un invito a studiare, ad andare oltre il noto, ad approfondire la scienza. L’anima che eleva la materia Una seconda interpretazione sposta il dialogo interiore su un piano spirituale: l’anima parla all’essere umano nella sua dimensione terrena e fisica. L’uomo combatte paure, ingiustizie, turbamenti, dolori e malattie, ma l’anima – estranea a queste dinamiche – lo eleva per condurlo a sé, ad una dimensione di silenzio e pace, lontano dalle distrazioni, per aiutarlo ad ascoltare la propria essenza. “Le vie che portano all’essenza” tracciano appunto un percorso di consapevolezza, accessibile solo all’uomo illuminato attraverso pazienza e meditazione. È sempre amore, ma ultraterreno e universale: un’energia che unisce tutto nell’Uno . “Conosco le leggi del mondo e te ne farò dono. Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare”. In queste chiavi di lettura, La cura trascende il romanticismo quotidiano per diventare un inno all’amore per se stessi e alla trascendenza. Battiato, maestro di sincretismi tra Oriente e Occidente, ci regala un’opera eterna: non solo una poesia, ma un balsamo per l’anima in cerca di sé.

08/03/2026 11:17
Decreto sicurezza 2026: cosa rischiano il minore e la sua famiglia se il ragazzo partecipa a una rissa?

Decreto sicurezza 2026: cosa rischiano il minore e la sua famiglia se il ragazzo partecipa a una rissa?

Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa alla violenza giovanile e nello specifico le possibili sanzioni con il nuovo Decreto sicurezza 2026. Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da una lettrice di Cingoli che chiede: “A quali conseguenze vanno incontro un minore e la sua famiglia se il ragazzo partecipa ad una rissa?". Il caso di specie ci offre la possibilità di far chiarezza su una questione molto delicata, riguardante la violenza giovanile sempre più diffusa tanto da aver spinto il legislatore a rafforzare gli strumenti di prevenzione. In questa direzione si colloca il recente decreto sicurezza, D.L. n. 23/2026, che va a rafforzare le misure già introdotte dal "Decreto Caivano", convertito con la legge del 13 novembre 2023, n. 159. A tal proposito, tale normativa prevede che, quando un minore con più di 14 anni commette nei confronti di altri minori reati come percosse (art. 581 c.p.), lesioni (art. 582 c.p.), violenza privata (art. 610 c.p.), minaccia (art. 612 c.p.) o danneggiamento (art. 635 c.p.), e non sia ancora stata presentata querela o denuncia, è possibile l’applicazione della procedura amministrativa dell’ammonimento da parte del questore con finalità preventive e dissuasive; in tal caso, il minore viene convocato insieme a un genitore o a chi esercita la responsabilità genitoriale e dell’incontro il questore redige apposito processo verbale che viene rilasciato copia agli interessati. L’articolo 2 del d.l. n. 23/2026 (nuovo decreto sicurezza) introduce ulteriori modifiche alla disciplina dell’ammonimento nei confronti dei minori, rafforzando in particolare il sistema sanzionatorio che coinvolge i genitori: in caso di recidiva delle condotte da parte di un minore ultraquattordicenne già ammonito dal questore, la nuova norma prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro nei confronti del soggetto che esercita la responsabilità genitoriale, con possibilità di pagamento in misura ridotta pari a 333 euro. A differenza di quanto previsto in altri casi, non è prevista l’esimente della dimostrazione di non aver potuto impedire il fatto. Il decreto amplia inoltre i casi in cui l’ammonimento può essere applicato ai minori tra i 12 e i 14 anni, includendo alcuni reati considerati “spia” quando commessi con l’uso di armi o di strumenti atti a offendere portati senza giustificato motivo; viene poi stabilito che l’irrogazione delle sanzioni amministrative nei confronti degli esercenti la responsabilità genitoriale, sia per i minori infraquattordicenni sia per quelli ultraquattordicenni, spetta al Prefetto secondo la procedura prevista dalla l. n. 689/1981. Davanti a episodi di violenza tra minorenni, la risposta dell’ordinamento non si limita più al comportamento del singolo, ma mira a coinvolgere direttamente anche i genitori nel percorso educativo dei figli, nella prospettiva di intervenire tempestivamente su fenomeni che, se trascurati, rischiano di degenerare in forme più gravi di criminalità giovanile. Pertanto, in questo quadro normativo ed in risposta alla nostra lettrice, le novità introdotte dal decreto sicurezza incidono direttamente anche sulla posizione dei genitori, riprendendo l’esempio del ragazzo coinvolto in una rissa e successivamente destinatario dell’ammonimento del questore, le conseguenze non riguardano più soltanto il minore: se, dopo il primo richiamo formale, il giovane dovesse reiterare condotte analoghe o altre ipotesi di reato, come minacce, diffamazioni o altri comportamenti riconducibili al fenomeno del bullismo scatterebbe la responsabilità amministrativa degli esercenti la responsabilità genitoriale. Il messaggio del legislatore appare dunque chiaro: la prevenzione dei fenomeni di violenza tra giovani, non può essere demandata esclusivamente alle istituzioni, ma richiede un coinvolgimento diretto delle famiglie. Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.

08/03/2026 11:00
Ilario Altobelli e Galileo: a Treia si rivive il legame tra il grande astronomo e il padre della scienza

Ilario Altobelli e Galileo: a Treia si rivive il legame tra il grande astronomo e il padre della scienza

Aula multimediale gremita con oltre 120 presenze per l'evento che, lo scorso venerdì 6 marzo, ha riportato sotto i riflettori la figura di Ilario Altobelli, frate minore conventuale treiese che fu eminente astronomo e matematico. L'incontro, organizzato dal Centro Studi Storici Maceratesi in collaborazione con il Comune di Treia e il patrocinio dell'Accademia Georgica, di Artemisia Lab e di Auser, ha esplorato il profondo rapporto scientifico tra Altobelli e Galileo Galilei durante gli anni cruciali della rivoluzione scientifica. Ad aprire i lavori è stato il vicesindaco di Treia, David Buschittari, seguito dal messaggio del vescovo di Macerata trasmesso da Ivano Palmucci. Il cuore del convegno è stato affidato al professor Alessandro Giostra e al professor Alberto Meriggi, presidente del Centro Studi. Proprio Meriggi ha ricordato come le ricerche siano nate dalle copie delle lettere di Altobelli a Galilei custodite nell’archivio dell’Accademia Georgica. Il legame tra i due scienziati ebbe inizio nel 1604, quando Altobelli osservò una supernova da Verona, avviando uno scambio epistolare su questioni di fede e scienza che coinvolse anche il cardinale Conti, vescovo di Ancona. La serata è stata anche l'occasione per celebrare l'ottavo centenario della morte di San Francesco, offrendo una rievocazione storica del francescanesimo nel territorio treiese. Il professor Meriggi ha illustrato figure e luoghi spesso dimenticati, come il Beato Pietro o le sedi dei "fraticelli", esponenti del movimento pauperistico. È emerso inoltre un legame fisico con il luogo dell'incontro: l'aula stessa sorge nell'area dell'antico convento di San Francesco dove Altobelli risiedette a lungo e contribuì all'abbellimento della chiesa, prima di morirvi nel 1637. I lavori sono stati conclusi da Padre Ferdinando Campana, rettore del Convento del SS. Crocifisso di Treia, che ha tracciato la storia dell'ordine sul territorio attraverso documenti d'archivio. La serata si è chiusa con il plauso dei carabinieri e delle autorità locali per l'ordine pubblico e la soddisfazione del direttivo del Centro Studi per la straordinaria risposta della cittadinanza e degli appassionati di storia, che hanno confermato l'eccellenza della manifestazione.

08/03/2026 10:42
Non fiori ma fatti: l’8 marzo delle scuole marchigiane nel segno della parità

Non fiori ma fatti: l’8 marzo delle scuole marchigiane nel segno della parità

L’8 marzo nelle Marche non è stato solo una ricorrenza celebrativa, ma il momento della concretezza e del riconoscimento per centinaia di studenti. L’Osservatorio di Genere ha infatti scelto la Giornata Internazionale della Donna per proclamare i vincitori della IX edizione del concorso didattico regionale “Le Marche sulle vie della parità”. Una scelta simbolica forte, volta a trasformare questa data in uno spazio di impegno civile dove la memoria femminile diventa cittadinanza attiva attraverso il lavoro svolto nelle classi durante tutto l’anno scolastico. Il concorso, che promuove una cultura della parità nelle scuole di ogni ordine e grado, ha visto quest'anno una partecipazione significativa nonostante il dibattito spesso acceso sui temi dell'educazione affettiva. La commissione ha premiato i progetti capaci di dare visibilità alle donne nella storia, nelle istituzioni e nel lavoro. Nella Sezione A, dedicata alla memoria di Michela Murgia, il primo premio è andato all'istituto “Luigi Donati” di Fossombrone con un progetto focalizzato sui diritti delle donne partendo da una ricerca storica locale. Per quanto riguarda la Sezione B, incentrata sul lavoro, il gradino più alto del podio è stato conquistato dall'IIS Garibaldi Bramante Pannaggi di Macerata con un approfondimento sulla figura di Vandana Shiva. Molto partecipata anche la sezione dedicata alle istituzioni e alle carriere, dove la My School - Scuola Internazionale Paritaria Bilingue ha ottenuto il primo posto e una menzione speciale per l'originalità con il lavoro "Maestre. Senza Voto". In questa categoria sono stati premiati anche l'IC Paladini di Treia (secondo posto) e il Liceo Caro-Preziotti Licini (terzo posto) con un percorso dedicato ad Ada Natali. La cerimonia di premiazione ufficiale si terrà il prossimo 16 aprile 2026 presso l’Università di Camerino. In quell'occasione, gli istituti vincitori riceveranno contributi per l'acquisto di materiale scolastico, volumi della casa editrice Settenove e opere d’arte realizzate appositamente per questa edizione. L’iniziativa, che gode del patrocinio dell'Ufficio Scolastico Regionale, si conferma un presidio fondamentale per la costruzione di una cultura del rispetto, dimostrando come la scuola marchigiana sappia essere luogo di pensiero critico e avanguardia sociale.

08/03/2026 10:30
Civitanova, ruba capi d’abbigliamento al Cuore Adriatico: denunciata una 20enne

Civitanova, ruba capi d’abbigliamento al Cuore Adriatico: denunciata una 20enne

L’attività di contrasto all'illegalità condotta dai carabinieri di Civitanova Marche ha portato, nelle ultime ore, all’individuazione della presunta responsabile di un furto aggravato all'interno del polo commerciale della città. Protagonista della vicenda è una 20enne originaria di Marino (provincia di Roma), ma domiciliata sulla costa, già nota alle forze dell’ordine per precedenti specifici. Secondo la ricostruzione dei carabinieri della stazione di Civitanova Alta, la giovane avrebbe colpito all'interno di un noto esercizio commerciale del centro "Cuore Adriatico", riuscendo a sottrarre diversi capi d’abbigliamento dopo aver eluso con destrezza i sistemi di vigilanza. Grazie a rapidi accertamenti e alla visione delle immagini di sicurezza, i militari sono riusciti a identificarla e a deferirla alla Procura della Repubblica di Macerata per i reati di cui agli articoli 624 e 625 del codice penale. L’operazione sulla costa non si è limitata al contrasto dei reati contro il patrimonio. I carabinieri della stazione di Civitanova Marche hanno infatti rintracciato e tratto in arresto un 35enne di origini romene, residente in provincia di Chieti, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Bologna. L’uomo deve scontare una pena residua di 1 anno, 2 mesi e 24 giorni di reclusione per violazioni al codice della strada, specificamente per guida sotto l’influenza di alcol, commesse nel capoluogo emiliano nel 2020. Al termine delle formalità burocratiche, l’arrestato è stato trasferito presso la casa circondariale di Fermo, dove rimane a disposizione dell’autorità giudiziaria.  

08/03/2026 10:20
Promette la patente in cambio di soldi sul bus: 57enne denunciato per truffa a Tolentino

Promette la patente in cambio di soldi sul bus: 57enne denunciato per truffa a Tolentino

La Compagnia dei carabinieri di Tolentino ha intensificato nelle ultime ore il presidio del territorio, coordinando una serie di interventi mirati che hanno coinvolto l'Aliquota Radiomobile e le stazioni locali. L'operazione, volta a contrastare l'illegalità in diverse forme, ha portato a un arresto significativo a San Severino Marche. I militari della locale stazione hanno infatti rintracciato un 81enne del luogo, destinatario di un'ordinanza di detenzione domiciliare emessa dall'Ufficio Esecuzioni Penali della Procura di Macerata. L'uomo deve scontare una pena definitiva di 5 anni per fatti risalenti al periodo tra il 2010 e il 2018 quando, abusando della sua funzione di amministratore di sostegno, si era appropriato indebitamente di ingenti somme di denaro appartenenti alla persona che avrebbe dovuto tutelare. Dopo le formalità di rito, l'anziano è stato trasferito presso la propria abitazione a disposizione dell'autorità giudiziaria. L'attività dei carabinieri si è spostata poi nel centro abitato di Belforte del Chienti, a seguito di una segnalazione giunta al numero unico di emergenza 112. I militari dell'Aliquota Radiomobile sono intervenuti per fermare un 67enne che si stava esercitando con un arco professionale scagliando frecce verso un bersaglio fisso in una zona che metteva a rischio l'incolumità dei passanti e degli utenti della strada. L'uomo è stato immediatamente bloccato e denunciato a piede libero per i reati di porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere e getto pericoloso di cose. Un altro episodio rilevante è avvenuto a bordo di un autobus del trasporto pubblico a Tolentino, dove i carabinieri della stazione locale hanno fatto luce su un odioso raggiro ai danni di due cittadini stranieri. Un 57enne residente nel Fermano, già noto alle forze dell'ordine, era riuscito a conquistare la fiducia di due uomini di origini senegalesi di 55 e 53 anni, promettendo loro facilitazioni per l'ottenimento della patente di guida italiana. Attraverso raggiri ben orchestrati, il truffatore aveva convinto le vittime a versare 800 euro su una carta Postepay come presunto compenso per le pratiche. Grazie alla denuncia sporta dai due malcapitati, i militari sono riusciti a risalire all'identità del titolare della carta, denunciando il 57enne per il reato di truffa.

08/03/2026 10:00
Caldarola, il Ristorante Tesoro parla di una storia al femminile: da Sonia alla scelta controcorrente di Asia

Caldarola, il Ristorante Tesoro parla di una storia al femminile: da Sonia alla scelta controcorrente di Asia

C’è un modo di abitare i luoghi che non passa per le grandi dichiarazioni, ma per la costanza dei gesti quotidiani. A Caldarola, dove il profilo del paesaggio porta ancora i segni profondi del sisma, l’Hotel Ristorante Tesoro rappresenta oggi un punto fermo, l’unico presidio della ristorazione in un centro che gradualmente sta dando segnali di ripresa. Lo si nota varcando la soglia a metà giornata: la sala è animata dal viavai quotidiano degli operai e dei tecnici impegnati nei numerosi cantieri della ricostruzione che punteggiano il Comune, una clientela che qui trova il ristoro necessario dopo ore di lavoro. La storia di questo ristorante è una storia di donne. Una genealogia di competenza che ha trovato la sua espressione più sorprendente in Asia, la figlia di Sonia. Nel 2020, mentre il mondo si fermava a causa della pandemia e Asia aveva appena vent’anni, la scelta di assumere la gestione dell’attività avrebbe potuto sembrare una sfida azzardata. In un’età in cui spesso si cerca altrove la propria strada, lei ha scelto di raccogliere quella tracciata dalla sua famiglia, portando con sé una dedizione silenziosa e una maturità rara. Oggi, Asia lavora fianco a fianco con la madre Sonia, coordinando una squadra composta interamente da personale femminile; una scelta che conferisce al locale un’impronta distintiva di cura e precisione. Chi entra al ristorante percepisce immediatamente questa sintonia: non è un’enfasi ostentata, ma una passione che trapela dall'ordine dei tavoli, dall'accoglienza mai distratta e dalla capacità di far sentire ogni ospite a "casa". È un’energia che il pubblico sembra ricambiare con puntualità: il locale è costantemente pieno, sia a pranzo che a cena, scandendo il ritmo di una comunità che qui ritrova i piatti della tradizione e i sapori di un tempo. Una scelta controcorrente, quella di chiudere nel weekend, che ribadisce un’identità chiara e una gestione consapevole dei tempi del lavoro e della vita. A proposito di attenzione verso l’universo femminile e l'accoglienza, domenica 8 marzo, l'Hotel Ristorante Tesoro accoglierà- a cena- la conclusione di una giornata che si aprirà al Teatro di Caldarola con il concerto della Opus One Big Band, un evento solidale dedicato a una famiglia afghana giunta in Italia grazie ai corridoi umanitari e accolta dall'associazione La Goccia ODV di Macerata. Sarà un’occasione per riflettere, attraverso testimonianze dirette, sulla condizione delle donne in Afghanistan, proprio nel giorno dedicato ai loro diritti. L'Hotel Ristorante Tesoro è la dimostrazione che, in un territorio che deve ricostruire anche i propri spazi di incontro, la costanza di una famiglia e la cura della gestione possono ancora fare la differenza, offrendo un luogo dove il buon cibo torna a essere un momento di condivisione e di speranza.  

08/03/2026 09:00
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