L'Università di Camerino inaugura il suo 691° anno accademico guardando all’Europa e al ruolo della conoscenza nella costruzione di una comunità sempre più integrata. "Essere Università, costruire Europa" è il tema scelto per la cerimonia in programma mercoledì 28 ottobre, alle ore 10, all’Auditorium Benedetto XIII di Camerino, appuntamento che quest'anno si intreccia con la dimensione internazionale dell'Ateneo.
L’inaugurazione si svolgerà nell’ambito della KreativEU Week, la settimana dedicata alle attività dell'Alleanza europea di cui Unicam è l'unico partner italiano, in programma dal 26 al 31 ottobre. Un’occasione per valorizzare il legame tra la storia dell’università camerte e il suo impegno nella cooperazione internazionale, mettendo al centro il contributo degli atenei alla costruzione dell’Europa attraverso formazione, ricerca e partecipazione.
La cerimonia si aprirà con i saluti istituzionali del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli. Seguiranno gli interventi di Edoardo Pettinari, presidente del Consiglio degli studenti e delle studentesse, di Subeide Mari, rappresentante del personale tecnico e amministrativo, e del direttore generale Andrea Braschi.
Spazio poi alla dimensione europea con João Freitas Coroado, presidente dell’Alleanza KreativEU, che interverrà sul tema “KreativEU: una visione europea per l’università”. Il rettore Graziano Leoni terrà quindi la relazione inaugurale dal titolo “Essere Università, costruire Europa”.
A completare gli interventi sarà Giulia D'Agnone, rappresentante del personale docente e ricercatore e docente di Diritto dell’Unione europea della Scuola di Giurisprudenza di Unicam, con una riflessione dedicata a "Università e integrazione europea: conoscenza, partecipazione, futuro".
La mattinata proseguirà con il KreativEU Day, durante il quale saranno allestite postazioni dedicate alle università dell’Alleanza. Studenti, docenti e partecipanti potranno così conoscere più da vicino gli atenei coinvolti e le opportunità offerte dalla collaborazione internazionale.
KreativEU, undici università per un progetto europeo
Avviata nel gennaio 2025 e cofinanziata dalla Commissione europea attraverso l’azione “European Universities” del programma Erasmus+, KreativEU riunisce undici università di altrettanti Paesi, con l’obiettivo di costruire un’Università Europea fondata sulla cultura, sulla creatività e sul patrimonio condiviso.
Oltre all’Italia, partecipano al progetto atenei di Portogallo, Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Romania, Slovacchia, Svezia e Turchia. L’iniziativa proseguirà fino al 2028 e dispone di un finanziamento complessivo di 14,4 milioni di euro, di cui oltre 1,5 milioni destinati all'Università di Camerino. Il coordinamento del progetto per Unicam è affidato al professor Renato De Leone.
L’Alleanza punta a rafforzare la cooperazione tra gli atenei nei campi della didattica, della ricerca e della mobilità internazionale, riconoscendo nel patrimonio culturale europeo una risorsa per promuovere innovazione, inclusione e sviluppo sostenibile.
In questo contesto, Unicam guida le attività dedicate alla creazione del Campus Universitario Europeo KreativEU, contribuendo allo sviluppo di spazi e strumenti condivisi a disposizione di studenti, docenti, ricercatori e personale delle università partner.
L’inaugurazione del nuovo anno accademico diventa così anche un momento per ribadire la vocazione internazionale dell’Ateneo camerte e il ruolo della formazione universitaria nella costruzione di relazioni, competenze e opportunità oltre i confini nazionali.
Migliaia di persone hanno raggiunto Rocca Varano nel primo fine settimana di apertura al pubblico dopo i lavori di riqualificazione promossi dal Comune di Camerino. Un’affluenza significativa, con visitatori arrivati da diverse zone d’Italia e una presenza particolarmente consistente dalla Toscana, che ha segnato il ritorno alla fruizione di uno dei luoghi più rappresentativi della storia camerte.
A curare questa prima apertura è stata la Pro Loco di Camerino, con la presidente Delfina Benedetti e i volontari impegnati nell’accoglienza dei visitatori. A riscuotere apprezzamenti sono stati il nuovo allestimento e il percorso di visita, pensati per rendere il complesso storico più accessibile e valorizzarne il patrimonio. Tra i presenti anche numerose famiglie, che hanno scelto la rocca per un’occasione di scoperta e condivisione.
L’obiettivo è ora dare continuità alle aperture e consolidare il ruolo di Rocca Varano come destinazione culturale e turistica per Camerino e per l’intero territorio. Sono già stati fissati due nuovi appuntamenti, con il coinvolgimento di realtà locali e delle giovani generazioni.
La prossima apertura è in programma sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre, in collaborazione con l’Archeoclub d’Italia, sezione Marca di Camerino. Sabato sarà possibile visitare la rocca dalle 15 alle 17.30, mentre domenica l’orario sarà dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.30.
Il calendario proseguirà sabato 14 e domenica 15 novembre, quando saranno gli studenti dell’IIS “Varano-Antinori” di Camerino a curare un percorso guidato. Un’iniziativa che punta a coinvolgere direttamente i ragazzi nella conoscenza e nella divulgazione della storia del complesso.
Anche durante i prossimi fine settimana sarà attivo un servizio navetta dal parcheggio dell’Area Sae, in località Varano, fino alla rocca. In caso di maltempo, la struttura resterà chiusa. Per informazioni è possibile contattare la Pro Loco di Camerino al numero 345 8855294.
“La grande partecipazione registrata in questo primo fine settimana è un segnale importante e promettente – dichiara l’assessore al Turismo, Silvia Piscini – che conferma il valore di Rocca Varano come patrimonio prezioso non solo per Camerino, ma per l’intero territorio”.
“Restituire questo luogo alla comunità e ai visitatori, dopo il percorso di riqualificazione, significa investire sulla nostra identità e valorizzare la storia anche come opportunità di attrazione turistica”, aggiunge Piscini, ringraziando la Pro Loco, l’Archeoclub e l’IIS Varano-Antinori per la collaborazione. L’assessore sottolinea, infine, l'importanza della partecipazione delle associazioni e del coinvolgimento dei giovani per dare continuità al percorso di valorizzazione e mantenere vivo il legame con le radici storiche del territorio.
Controlli sulle strade e verifiche contro la diffusione delle sostanze stupefacenti: è il bilancio del servizio straordinario a largo raggio condotto dai carabinieri della Compagnia di Camerino, impegnati nella prevenzione e nel contrasto dei reati sul territorio. Tre gli episodi emersi durante le attività, che hanno portato a una denuncia per guida in stato di ebbrezza, una segnalazione per possesso di droga per uso personale e una denuncia per la manomissione di una carta d’identità elettronica.
Nel primo caso, un 34enne nato in Polonia e residente a Camerino è stato denunciato in stato di libertà dopo essere stato sottoposto a un controllo mentre si trovava alla guida della propria auto. Il test alcolemico ha rilevato un tasso superiore ai limiti consentiti dalla legge. Per l’uomo è scattato il ritiro immediato della patente, in vista del successivo provvedimento di sospensione.
Un secondo intervento ha riguardato un 18enne originario della provincia di Chieti e residente a Pescara, fermato durante un normale posto di controllo mentre si trovava a bordo della propria autovettura. I militari lo hanno trovato in possesso di circa cinque grammi di hashish, che sono stati sequestrati. Per il giovane è scattata la segnalazione alla Prefettura per uso personale di sostanze stupefacenti.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla sicurezza documentale. I carabinieri della stazione di Ussita hanno infatti individuato un 32enne residente nella provincia di Pescara che aveva rimosso il microchip dalla propria carta d’identità elettronica.
Il dispositivo contiene in modo sicuro i dati personali e biometrici del titolare, tra cui fotografia e impronte digitali, oltre alle informazioni necessarie per l’identificazione online. La rimozione del chip costituisce una manomissione del documento e, per questo motivo, l’uomo è stato denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria per falsità materiale commessa dal privato.
È ancora in continua crescita il numero di ricercatori e ricercatrici Unicam presenti nella classifica “World’s Top 2% Scientists 2026”, l’elenco che riporta gli scienziati più citati al mondo, in base all'impatto scientifico delle loro ricerche nel corso del 2025, elaborato dalla Stanford University in collaborazione con Elsevier e con il database per la ricerca scientifica mondiale Scopus.
Nell’ultima rilevazione pubblicata lo scorso agosto, sono saliti a 30 i ricercatori e le ricercatrici inseriti tra i 100mila migliori al mondo individuati tra oltre 8 milioni e mezzo di ricercatori provenienti da università e centri di ricerca di tutto il mondo, in 20 campi scientifici e 174 sottocampi. Oltre alle citazioni, sono considerati altri indicatori tra cui l’h-index, la coautorialità e la posizione degli autori nelle pubblicazioni.
I ricercatori e ricercatrici presenti sono Francesco Amenta, Michele Bellesi, Giulia Bonacucina, Laura Bonfili, Alessandro Bravetti, Giovanni Caprioli, Roberta Censi, Marco Cespi, Maria Letizia Corradini, Andrea Dall’Asta, Alessandro Di Cerbo, Andrea Di Cicco, Giacomo Rossi, Orlando Luongo, Filippo Maggi, Stefano Mancini, Fabio Marchetti, Andrea Mari, Gabriella Marucci, Laura Menchetti, Giulio Nittari, Diego Romano Perinelli, Marino Petrini, Claudio Pettinari, Giovanna Ricci, Getu Gamo Sagaro, Carlo Santini, Carlo Santulli, Giancarlo Calvanese Strinati, David Vitali.
Analoga classifica basata sugli stessi indicatori è disponibile anche per l’intera carriera. Anche qui è significativo il numero degli appartenenti ad Unicam con 22 presenze tra gli scienziati mondiali più citati.
“Si tratta di una importante conferma – ha sottolineato con soddisfazione il rettore Unicam Graziano Leoni – per tutto il nostro Ateneo, un successo che consolida l’eccellenza della qualità della ricerca scientifica Unicam, riconosciuta dall’intera comunità scientifica internazionale e che conferma la passione e l’impegno profuso nelle loro attività dalle nostre ricercatrici e dai nostri ricercatori”.
La presenza del Nunzio Apostolico per l’Italia e per la Repubblica di San Marino, Monsignor Edgar Peña Parra, ha segnato la giornata di commemorazione del decimo anniversario del sisma del 2016, promossa a Camerino dall’Arcivescovo Francesco Massara.
Un appuntamento di alto valore civile, religioso e simbolico, che ha riunito i Vescovi della Conferenza Episcopale Marchigiana, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il Commissario Straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, la sottosegretaria al MEF Lucia Albano, numerosi sindaci del cratere maceratese e i rappresentanti della Soprintendenza e della Caritas, tra cui don Marco Pagniello, Direttore di Caritas Italiana.
Momento centrale delle celebrazioni è stata la solenne Concelebrazione Eucaristica nella Basilica di San Venanzio a Camerino, presieduta dal Nunzio Apostolico Monsignor Edgar Peña Parra. Un’occasione per ricordare le sofferenze delle comunità colpite e il cammino di ricostruzione intrapreso in questi dieci anni.
Il Nunzio Apostolico ha portato la vicinanza spirituale di Papa Leone XIV, ricordando le vittime e le ferite della sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016, con le successive scosse del 26 e 30 ottobre: migliaia di famiglie fuori casa e centinaia di chiese danneggiate o distrutte.
Ha richiamato il lavoro comune dello Stato, delle istituzioni, della Chiesa e della società civile, auspicando che i paesi tornino a essere pienamente abitati e che i giovani possano trovare il proprio futuro nelle aree interne, contrastandone lo spopolamento.
La giornata si è aperta con una visita al centro storico di Camerino e al Museo Diocesano “Monsignor Giacomo Boccanera”, autentico scrigno d’arte e bellezza ospitato nel Palazzo Arcivescovile, restituito alla città un anno fa dopo gli interventi di recupero dai danni del sisma, con un affaccio ritrovato sulla centrale Piazza Cavour. Dalla riapertura, avvenuta un anno fa, a oggi, il Museo Diocesano di Camerino ha registrato oltre 11.700 visitatori. Un’affluenza che testimonia la capacità attrattiva del patrimonio artistico e religioso custodito nel museo, con presenze provenienti da tutta Italia e da numerosi Paesi esteri.
Intanto, prosegue la ricostruzione degli altri grandi edifici monumentali della città, tra cui il Duomo, i cui lavori dovrebbero concludersi entro un anno, segnando un ulteriore passo nel percorso di rinascita del centro storico.
La ricostruzione del patrimonio religioso rappresenta uno dei capitoli più significativi del percorso di rinascita dell’Appennino. Nel territorio dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche sono 231 gli interventi sugli edifici di culto inseriti nelle programmazioni commissariali, per un importo complessivo di oltre 149 milioni di euro. Un programma articolato, che interessa numerosi Comuni dell’entroterra maceratese e punta a restituire alle comunità luoghi che custodiscono secoli di storia, arte e spiritualità.
A Camerino, dopo la restituzione della Basilica di San Venanzio nel 2019, grazie al contributo della Fondazione Arvedi-Buschini di Cremona, e la conclusione dei lavori per la chiesa di Santa Maria delle Grazie alle Mosse, è stata riaperta alcuni mesi fa, dopo gli interventi di recupero, la chiesa di San Venanzio Piccolo, detta anche Oratorio di San Venanzetto. Altro simbolo della città è la chiesa di Santa Maria in Via, il cui campanile crollò proprio durante le scosse della serata del 26 ottobre 2016. In questo caso è in corso la progettazione di un intervento complesso, che prevede il consolidamento e la messa in sicurezza esterna.
"La presenza del Nunzio Apostolico a Camerino conferisce a questa giornata un significato particolarmente profondo e testimonia la vicinanza della Santa Sede alle popolazioni dell’Appennino centrale" – ha dichiarato il Commissario Straordinario Guido Castelli –. "A dieci anni dal terremoto, il nostro primo dovere resta quello della memoria, ma abbiamo anche la responsabilità di guardare avanti e dare continuità al percorso di rinascita. Camerino è uno dei luoghi che più profondamente hanno vissuto le conseguenze del sisma. Dopo anni di immobilità, oggi il centro storico brulica di cantieri e tornano progressivamente a vivere edifici e luoghi che custodiscono l’identità della comunità".
"La visita del Nunzio Apostolico è un segno di grande attenzione e vicinanza verso una terra che ha conosciuto il dolore della distruzione, ma che non ha mai smesso di coltivare la speranza – ha sottolineato l’Arcivescovo Francesco Massara –. "In questi dieci anni la Chiesa ha accompagnato le nostre comunità, condividendone le difficoltà e sostenendo il desiderio di ricominciare. Il recupero delle chiese e degli edifici religiosi significa restituire alle persone luoghi nei quali riconoscersi, ritrovarsi e custodire la propria storia".
Il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli ha dichiarato: "La ricostruzione del patrimonio religioso è una delle priorità del nostro impegno, perché le chiese, soprattutto nei borghi dell’entroterra, sono luoghi di fede, ma anche custodi della storia, dell’arte e dell’identità delle nostre comunità. La riapertura del Palazzo Arcivescovile e del Museo Diocesano, così come l’avanzamento dei lavori del Duomo, testimoniano i risultati di un percorso che stiamo portando avanti con determinazione, grazie alla collaborazione tra Regione Marche, Struttura commissariale, Arcidiocesi e istituzioni locali. Il nostro obiettivo è restituire pienamente questi luoghi alle comunità, nella consapevolezza che la rinascita dell’Appennino passa anche attraverso la tutela delle sue radici e la capacità di costruire nuove prospettive per le generazioni future".
Le parole del sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli si concentrano sui concreti passi avanti della ricostruzione: "Camerino sta ritrovando, pezzo dopo pezzo, i suoi luoghi e la sua identità, grazie a un grande lavoro di squadra che vede impegnati il Comune, l’Università, l’Arcidiocesi e la Struttura commissariale. Oggi compiamo un altro passo concreto con la riapertura del parcheggio di viale Emilio Betti, un’infrastruttura strategica per il centro storico. Nel giro di qualche mese tornerà in funzione anche la parte meccanizzata, che consentirà di raggiungere il cuore della città in maniera più agevole".
Nel pomeriggio, al Complesso D’Avack, il convegno promosso dalla Caritas regionale ha offerto un momento di approfondimento sulla situazione del territorio a dieci anni dal sisma e sul percorso di ricostruzione sociale e comunitaria. Un’occasione per riflettere sulle conseguenze di lungo periodo del terremoto, sui bisogni ancora presenti e sull’importanza di accompagnare la ricostruzione fisica con il rafforzamento delle relazioni e della coesione sociale.
Da Anna Valle e Gianmarco Saurino ad Alessandro Preziosi, passando per Paolo Calabresi, Rocío Muñoz Morales e Federico Buffa: il 2 novembre prende il via la nuova stagione teatrale di Camerino, con sei spettacoli di prosa in abbonamento e quattro appuntamenti della rassegna "La città in scena". Il palcoscenico sarà quello dell'Auditorium Benedetto XIII, che anche per il 2026-2027 ospiterà un cartellone tra grandi interpreti, drammaturgia contemporanea e proposte delle realtà artistiche locali.
La stagione è realizzata dal Comune di Camerino e dall'Amat, con il contributo della Regione Marche e del Ministero della Cultura e il patrocinio dell'Università di Camerino. Al centro della programmazione ci sono temi attuali, testi di poeti e scrittori e copioni originali, con l'obiettivo di coniugare intrattenimento e riflessione.
"La nuova stagione di prosa conferma la volontà dell'amministrazione comunale di investire con convinzione nella cultura, considerata un pilastro fondamentale per la crescita, la socialità e la qualità della vita della comunità", afferma il sindaco Roberto Lucarelli, sottolineando la collaborazione con Amat e la presenza di interpreti e produzioni di rilievo nazionale.
Ad aprire il cartellone, lunedì 2 novembre, saranno Anna Valle e Gianmarco Saurino con Scandalo, commedia brillante firmata da Ivan Cotroneo. Lo spettacolo affronta il tema dei pregiudizi e dei tabù sociali, soffermandosi sulle differenze tra ciò che viene considerato accettabile per gli uomini e ciò che, ancora oggi, viene spesso giudicato diversamente quando riguarda le donne.
Domenica 15 novembre sarà la volta di Alessandro Preziosi con La ferita, la letizia. Faccia a faccia con San Francesco, monologo del poeta Davide Rondoni accompagnato dalle musiche dal vivo di Giacomo Vezzani. Attraverso una conversazione immaginaria con il santo di Assisi, lo spettacolo affronta questioni di grande attualità, dal rapporto tra amore e possesso alla tutela dell'ambiente e alla pace.
Il 15 dicembre Paolo Calabresi porterà sul palco Tutti gli uomini che non sono. Storia vera di una falsa identità, spettacolo nato dalle sue esperienze personali, nelle quali l'attore si è finto persone realmente esistenti in situazioni autentiche, spesso senza che gli altri ne fossero consapevoli. Da queste vicende prende forma una riflessione sull'identità, sul mestiere dell'attore e sul confine tra realtà e finzione.
Domenica 21 febbraio l'Auditorium ospiterà Rocío Muñoz Morales, Giorgio Lupano e Gabriele Pignotta con Contrazioni pericolose, commedia scritta e diretta dallo stesso Pignotta. Al centro c'è una storia di amicizia tra un uomo e una donna, nella giornata del parto di lei, che diventa occasione per mettere a nudo fragilità e insicurezze.
Mercoledì 10 marzo Federico Buffa sarà protagonista, insieme a Cesare Pomarici, dello spettacolo Il futuro è tra mezz'ora. Le ultime 48 ore di Lucio Dalla. Con Alessandro Nidi al pianoforte ed Emanuele Nidi alla chitarra e alla voce, il racconto ripercorre le canzoni dell'ultimo concerto del cantautore bolognese, intrecciando ricostruzione storica e aneddoti per restituirne un ritratto inedito.
A chiudere la stagione in abbonamento, giovedì 1 aprile, sarà Antonio Ornano con Il bar sotto il mare, uno dei libri più amati di Stefano Benni, portato in scena con la regia di Giorgio Gallione. Il testo è un mosaico di racconti in cui si mescolano satira, poesia, comicità surreale e momenti di riflessione sull'umanità.
Da gennaio spazio anche a "La città in scena", la rassegna che valorizza le compagnie e le risorse artistiche locali. Il primo appuntamento è fissato per domenica 10 gennaio con l'operetta Il paese dei campanelli, proposta dal Gruppo Filarmonico Gabrielli-Campagnoli 1930 per la regia di Franco Bury.
Domenica 14 marzo sarà la volta del Gruppo Teatro in Bilico con Scommetto che mi ami, commedia musicale scritta e diretta da Giulia Giontella. Sabato 17 aprile salirà sul palco la compagnia Dieci Donne Mamme Matte con Torno subito, commedia brillante in due atti di Italo Conti.
La rassegna si concluderà venerdì 28 maggio con Antigoni. La legge del cuore, proposto dal Gruppo Teatro Classico ITS Varano-Antinori per la regia di Francesco Facciolli, spettacolo che rappresenta l'esito del laboratorio invernale.
Dopo dieci anni di attesa e l'inaugurazione dei giorni scorsi, Rocca Varano torna ad accogliere il pubblico con due giornate di visite gratuite. Il complesso storico di Camerino sarà aperto sabato 17 e domenica 18 ottobre, offrendo a cittadini e turisti l’occasione di riscoprire uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio storico e culturale della città.
Le visite saranno possibili sabato dalle 15 alle 17:30, mentre domenica la Rocca sarà accessibile sia al mattino, dalle 10 alle 12:30, sia nel pomeriggio, dalle 15 alle 17:30. L’ingresso sarà libero e non è indicata la necessità di prenotazione.
Per agevolare gli spostamenti sarà inoltre disponibile un servizio navetta gratuito dall’Area Sae di località Varano fino a Rocca Varano, attivo durante gli orari di apertura. Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ufficio Pro Loco di Camerino al numero 345/8855294.
La riapertura arriva al termine dell’intervento realizzato dall'amministrazione comunale e restituisce alla comunità un luogo profondamente legato alla storia del territorio. La Rocca rappresenta da secoli una delle porte d’ingresso alla città e costituisce una testimonianza del passato camerte, oltre che un punto di interesse per chi desidera conoscere le tradizioni locali.
"La riapertura rappresenta un’importante occasione per tornare a vivere un luogo profondamente legato alla storia e all’identità di Camerino, restituendo alla comunità e ai visitatori uno dei suoi simboli più significativi - dichiara l’assessore al Turismo Silvia Piscini -. Rocca Varano è un patrimonio storico e culturale che merita di essere conosciuto, valorizzato e riscoperto, anche per il ruolo che ha avuto nel corso dei secoli nella storia del nostro territorio".
Dopo dieci anni di chiusura a causa dei danni provocati dal terremoto, Rocca Varano torna ad accogliere cittadini e visitatori a Camerino. Il monumento, uno dei simboli identitari della città e porta d’ingresso al territorio per chi percorre la vallata del Chienti, è stato ufficialmente riaperto quest'oggi, al termine di un intervento di recupero che ha richiesto un investimento complessivo di 853mila euro, di cui 750mila finanziati dalla Regione Marche.
La cerimonia ha segnato un nuovo passaggio nel percorso di ricostruzione e valorizzazione del patrimonio storico dell’entroterra maceratese. Presenti il sindaco Roberto Lucarelli, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma Guido Castelli, il presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli, l’arcivescovo Francesco Massara, il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci e il rettore dell’Università di Camerino Graziano Leoni.
L’intervento, fortemente voluto dall’amministrazione comunale, è stato reso possibile grazie a un finanziamento regionale destinato alla riqualificazione degli spazi pubblici nei territori interni, attraverso progetti di promozione e accoglienza turistica e culturale. La parte principale dei lavori, progettata dagli architetti Giovanni e Leo Marucci, ha riguardato il consolidamento strutturale e il miglioramento sismico della Rocca, restituendo sicurezza al complesso e rendendone nuovamente possibile la fruizione
La riapertura non si limita al recupero dell’edificio storico. Il progetto ha infatti introdotto un nuovo percorso storico-turistico per accompagnare i visitatori alla scoperta della Rocca e del suo passato attraverso strumenti contemporanei. Pannelli informativi, QR code, contenuti in realtà aumentata e arredi ricostruttivi dell’epoca permetteranno di approfondire la storia del monumento e il contesto in cui si è sviluppato.
Al progetto hanno collaborato anche l’Archeoclub, sezione Marca di Camerino, per la stesura dei testi, e l’associazione Corsa alla Spada e Palio, che ha contribuito alla realizzazione e all’allestimento della sala espositiva.
Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità, con interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, pannelli in braille per le persone non vedenti e l’installazione di un montascale. L’obiettivo è rendere il patrimonio culturale sempre più inclusivo e fruibile da un pubblico ampio.
"Oggi restituiamo a Camerino un pezzo della sua anima", ha dichiarato il sindaco Roberto Lucarelli durante la cerimonia. Il primo cittadino ha sottolineato il valore della riapertura per la comunità, ricordando il sostegno della Regione Marche e definendo il recupero un altro traguardo del mandato amministrativo. "Non è solo ricostruzione di muri, ma di una comunità, del suo orgoglio e della sua identità", ha aggiunto, collegando l’intervento al momento di rilancio del centro storico, dove sono in corso numerosi cantieri per il recupero di abitazioni, scuole, chiese e palazzi storici.
Per il presidente della Regione Francesco Acquaroli, il ritorno alla fruizione pubblica della Rocca si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione delle eccellenze marchigiane e di rilancio dei borghi. Il recupero del patrimonio storico e culturale, ha evidenziato, rappresenta uno strumento per contrastare lo spopolamento e sostenere lo sviluppo delle aree interne, mettendo in rete le risorse del territorio.
Anche il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli ha rimarcato il significato simbolico dell’intervento, a quasi dieci anni dalle scosse che hanno segnato profondamente Camerino e il suo centro storico. "Ritrovare un simbolo così radicato nella nostra storia significa riconoscersi ancora nel proprio paesaggio e tornare a immaginare il futuro", ha affermato, ringraziando la Regione, il Comune e tutti coloro che hanno contribuito al recupero.
Sulla stessa linea l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli, che ha ricordato gli investimenti destinati alla valorizzazione dei luoghi identitari delle Marche. Secondo Baldelli, la Rocca rappresenta un "simbolo riconoscibile anche per chi attraversa la superstrada 77 Civitanova-Foligno, lungo l’asse della Quadrilatero", e può diventare un "punto di riferimento per la promozione dell’entroterra".
Il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci ha invece richiamato l’importanza di mettere in rete le eccellenze locali, superando i confini amministrativi per costruire una proposta turistica integrata. Il rettore di Unicam Graziano Leoni ha infine inserito la riapertura nel più ampio percorso di recupero del patrimonio storico e culturale di Camerino, ricordando il legame tra la Rocca, il Palazzo Ducale e la lunga tradizione universitaria della città.
Situata in posizione strategica, nei pressi dell’uscita della SS77, Rocca Varano punta ora a diventare un punto di riferimento per il turismo culturale, offrendo a chi raggiunge Camerino un primo incontro con la storia e l'identità del territorio. La sua riapertura rappresenta così non soltanto il recupero di un monumento ferito dal terremoto, ma anche un nuovo tassello nel percorso con cui la città cerca di ricostruire e rilanciare il proprio patrimonio.
Un nuovo ecografo di ultima generazione entra in dotazione alla Cardiologia dell’ospedale di Camerino, diretta dalla dottoressa Josephine Staine. Un’importante acquisizione per la struttura sanitaria dell’entroterra maceratese, resa possibile dalla donazione dell’associazione IoNonCrollo Odv, grazie alla generosità dell’imprenditore Nicola Rossi, titolare di un’azienda di troticoltura a Sefro.
L’apparecchiatura consentirà di effettuare esami cardiologici più rapidi e accurati, migliorando la capacità di individuare anomalie e patologie cardiovascolari. La donazione assume inoltre un significato particolare perché è dedicata alla memoria di Silvia, figlia dell’imprenditore, scomparsa prematuramente. Era stata proprio lei a esprimere il desiderio di sostenere l’ospedale di Camerino, contribuendo a migliorare i servizi sanitari offerti alla comunità.
In suo ricordo, sulla porta dell’ambulatorio che ospita il nuovo ecografo è stata collocata una targa commemorativa. Un gesto che lega il progresso tecnologico alla memoria personale e alla volontà di trasformare il dolore in un aiuto concreto per gli altri.
Il nuovo ecografo è dotato di tecnologia tridimensionale e sistemi di intelligenza artificiale, strumenti che permettono di visualizzare il cuore in movimento con immagini di elevata qualità e di valutare con maggiore precisione le sue strutture e il suo funzionamento.
L’apparecchiatura potrà supportare la diagnosi precoce di diverse patologie cardiovascolari, comprese le anomalie strutturali e valvolari, i segni di scompenso cardiaco e le alterazioni individuabili attraverso l’eco-color Doppler. La maggiore accuratezza degli esami contribuirà inoltre a seguire nel tempo l’evoluzione delle condizioni cliniche dei pazienti.
L’intelligenza artificiale consentirà di ottimizzare i tempi delle procedure, rendere più uniformi le misurazioni e supportare il lavoro dei professionisti sanitari, con benefici per le attività diagnostiche e di controllo.
«Il dispositivo è dotato di tecnologia 3D e di intelligenza artificiale e permette di visualizzare il cuore in movimento con estrema chiarezza, migliorando la capacità di identificare patologie strutturali, valvolari e funzionali», ha spiegato la dottoressa Josephine Staine, responsabile della Cardiologia dell’ospedale di Camerino.
Soddisfazione anche da parte del direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini, che ha ringraziato Nicola Rossi e l’associazione IoNonCrollo per il contributo. «Rappresenta un investimento sulla prevenzione e sulla qualità delle cure per l’intera comunità, consentendo di affrontare in modo più efficace la malattia cardiovascolare», ha dichiarato.
Alla cerimonia di consegna hanno partecipato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini, il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il presidente dell’associazione IoNonCrollo Riccardo Pennesi e numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali, insieme al personale sanitario.
Acquaroli ha sottolineato il valore dell’iniziativa per il sistema sanitario regionale, evidenziando l’importanza di continuare a investire nelle strutture dell’entroterra, territori segnati anche dalle conseguenze del terremoto.
«Per noi non esistono periferie quando si parla di salute, diritti e sviluppo», ha affermato il presidente della Regione, ringraziando la famiglia Rossi per la generosità dimostrata. Acquaroli ha inoltre richiamato il percorso di valorizzazione delle strutture sanitarie locali avviato dalla Regione, ribadendo la necessità di garantire servizi vicini ai cittadini e ai professionisti.
L’assessore Calcinaro ha invece posto l’accento sul ruolo della collaborazione tra pubblico e privato. «Questo ecografo è un’importante valorizzazione per il reparto di Camerino, un ulteriore, significativo passo avanti per tutto il territorio», ha dichiarato, richiamando il valore della sussidiarietà e della partecipazione delle realtà economiche e associative al miglioramento dei servizi.
Alla cerimonia erano presenti anche l’arcivescovo della diocesi di Camerino-San Severino Marche-Matelica, monsignor Francesco Massara, la deputata Giorgia Latini, il commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli, il consigliere regionale Renzo Marinelli, la sottosegretaria alla presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi e il rettore dell’Università di Camerino Graziano Leoni.
La nuova apparecchiatura rappresenta dunque un potenziamento delle dotazioni diagnostiche della Cardiologia e un ulteriore contributo alla qualità dell’assistenza sanitaria nell’entroterra. Ma è soprattutto il segno concreto di una solidarietà che, nel ricordo di Silvia, si traduce in uno strumento destinato a migliorare la prevenzione e la cura delle malattie cardiache.
Valorizzare il patrimonio ambientale, storico e culturale del territorio, sostenendo le iniziative che permettono di riscoprirne le bellezze. È questo l’obiettivo del progetto di Contram, protagonista in questi giorni di ottobre di una serie di collegamenti dedicati ad alcuni luoghi simbolo del Maceratese.
Nel fine settimana, sabato e domenica, l’attenzione si è concentrata su Renacavata, a Camerino, e sul suo convento dei frati Cappuccini, considerato il primo insediamento al mondo dell’Ordine francescano dei Cappuccini. Un luogo di grande valore storico e spirituale, che rappresenta una testimonianza importante delle radici religiose e culturali del territorio.
L’iniziativa si è svolta grazie all’organizzazione dell’amministrazione comunale di Camerino e del Fai, impegnati nella promozione e nella valorizzazione delle ricchezze locali. Il collegamento di Contram si inserisce così in un percorso volto a dare visibilità a luoghi che custodiscono una parte significativa della storia del territorio e che meritano di essere conosciuti da un pubblico sempre più ampio.
Lunedì tappa a Rocca Varano
Il programma prosegue lunedì 12 ottobre, nella tarda mattinata, con un nuovo collegamento dedicato a Rocca Varano, suggestiva fortezza che domina la valle del Chienti.
Arroccata in posizione panoramica, la struttura si staglia sul paesaggio circostante come una sentinella di pietra, a testimonianza del passato storico e strategico di questa parte dell’entroterra maceratese.
Anche in questo caso, l’obiettivo è accendere i riflettori su un bene che unisce valore storico, architettonico e paesaggistico, contribuendo a promuovere la conoscenza di un patrimonio diffuso che rappresenta una risorsa per le comunità locali e per il turismo.
Importante riconoscimento per la Scuola di Architettura e Design “Eduardo Vittoria” dell’Università di Camerino: tre lavori sviluppati nell’ambito delle attività di ricerca e formazione della Scuola sono stati selezionati dall’Osservatorio Permanente del Design e inseriti nell’ADI Design Index 2026, la pubblicazione annuale che raccoglie il meglio del design italiano.
I lavori selezionati sono il volume “Design for Survival. Proposte responsabili per un futuro oltre la crisi”, a cura di Lucia Pietroni e Davide Turrini, pubblicato da Giunti nel 2026, che raccoglie i contributi di oltre cento ricercatrici e ricercatori universitari di design; il volume di Carlo Vinti e Stefano Faoro, “Electa editore. Dal 1945 ottant’anni di grafica e cultura visiva”, pubblicato da Electa nel 2026, frutto di una ricerca inedita sulla storia di una delle principali case editrici italiane dedicate all’arte, all’architettura e al design.
E la tesi di Laurea Magistrale di Asia Stanchieri, “Rescuepaw – Sistema di supporto per unità cinofile in ricerca e soccorso su macerie”, sviluppata nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Design per l’innovazione digitale, con relatrice la prof.ssa Lucia Pietroni, nell’anno accademico 2025/2026.
L’ADI Design Index rappresenta uno dei più autorevoli strumenti di selezione e valorizzazione del design italiano contemporaneo. I progetti inseriti nell’edizione 2026 entrano infatti nel percorso di selezione che condurrà al Premio Compasso d’Oro ADI 2028, tra i più prestigiosi riconoscimenti internazionali nel settore del design. Il volume ADI Design Index 2026 è stato presentato nei giorni scorsi presso l’ADI Design Museum di Milano.
“La presenza di ben tre lavori della nostra Scuola di Architettura e Design nell’ADI Design Index 2026 - sottolinea il Rettore dell’Università di Camerino, Graziano Leoni - è motivo di grande soddisfazione. È un riconoscimento che premia la qualità della ricerca, della progettazione e della formazione sviluppate in Unicam e, soprattutto, la capacità di coniugare competenze scientifiche, creatività e attenzione alle grandi sfide della contemporaneità".
"Particolarmente significativo è inoltre che, accanto ai risultati della ricerca dei nostri docenti, venga valorizzato anche il lavoro di una nostra laureata: una conferma concreta della qualità del percorso formativo e della capacità delle nostre studentesse e dei nostri studenti di confrontarsi con i più alti livelli del design italiano - aggiunge Leoni -. Mi complimento con tutti i colleghi e le colleghe della Scuola di Architettura e Design UNICAM che con questo risultato vede confermata la capacità delle attività di ricerca, sperimentazione progettuale e formazione sviluppate al suo interno di ottenere attenzione e riconoscimento nel panorama nazionale e internazionale del design”.
Da segnalare inoltre un secondo importante riconoscimento per “Design for Survival”: il volume è stato selezionato tra le 50 migliori opere di divulgazione scientifica del 2026 candidate al Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica “Giancarlo Dosi”, promosso dall’Associazione Italiana del Libro. Il volume è stato selezionato nell’area “Scienze dell’Ingegneria e dell’Architettura” e accede ora alla fase di valutazione del Comitato Scientifico del Premio, che individuerà le opere finaliste, che si contenderanno la vittoria nel corso dell’evento di premiazione previsto nel mese di dicembre.
Sport, formazione universitaria e passione per il triathlon si sono incontrati a San Benedetto del Tronto, dove una bella giornata di gare si è conclusa sul lungomare, con le premiazioni ospitate al Circolo Tennis Maggioni. Protagonisti anche l’Università di Camerino, il Cus Camerino e gli atleti dell’Olimpia Triathlon Camerino, partner della Flipper Triathlon nell’organizzazione delle competizioni che, nei mesi scorsi, avevano fatto tappa anche a Tolentino.
A conquistare la vittoria è stata Agnese Marucci, neo laureata Unicam in Biological Sciences e portacolori dell’Olimpia Triathlon Camerino, protagonista di una prestazione che ha dato ulteriore lustro alla squadra camerte. Positiva anche la prova di Andrea Palmieri e degli altri atleti dell’Olimpia, che hanno confermato la vivacità del movimento sportivo legato al triathlon nel territorio.
La manifestazione è stata anche l’occasione per valorizzare il legame tra sport e università attraverso il circuito Trileague Unicam. Nel corso della cerimonia conclusiva, i primi due classificati per genere, Carlotta Verde e Alessandro Vignaroli, hanno ricevuto i voucher per l’iscrizione al nuovo corso di laurea in Scienze delle attività motorie e sportive, già avviato con successo nel corrente anno accademico.
A consegnare i riconoscimenti sono stati il professor Khosrow Tayebati, direttore del corso di laurea, e il professor Pietro Picerno, coordinatore del corso. Un’iniziativa che sottolinea l’impegno dell’Ateneo nel promuovere percorsi capaci di integrare attività sportiva, formazione e opportunità di crescita personale e professionale.
Alla premiazione erano presenti anche Stefano Belardinelli, presidente del Cus Camerino, e Agnese Capecci, assessore allo Sport del Comune di San Benedetto del Tronto, a testimonianza della collaborazione tra realtà universitarie, associazioni sportive e istituzioni locali.
La giornata sambenedettese rappresenta un ulteriore momento positivo per la collaborazione tra Flipper Triathlon, Università di Camerino e Cus Camerino, impegnati nella promozione della disciplina e nella diffusione della cultura sportiva.
Il successo di Agnese Marucci e le buone prestazioni degli atleti dell’Olimpia Triathlon Camerino si affiancano così al valore formativo del circuito Trileague Unicam, che attraverso lo sport crea occasioni di incontro e valorizza il legame tra università e territorio.
Una sinergia che guarda alla crescita dei giovani, alla promozione di stili di vita attivi e alla diffusione del triathlon, confermando come la collaborazione tra istituzioni accademiche e associazioni sportive possa tradursi in opportunità concrete per atlteti e studenti.
Migliaia di visitatori hanno raggiunto il Convento dei Frati Minori Cappuccini di Renacavata nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno 2026. Un fine settimana all’insegna della cultura, della memoria e della spiritualità, che ha permesso a numerose persone di scoprire uno dei luoghi più significativi del patrimonio storico e religioso di Camerino.
Il successo dell’iniziativa è stato il risultato di un’importante collaborazione tra l’Amministrazione comunale, il FAI, i Frati Minori Cappuccini e l’IIS “Varano-Antinori”, realtà che hanno lavorato insieme per valorizzare un complesso di straordinario interesse, profondamente legato alla storia della città e alle origini dell’Ordine cappuccino.
Nel corso delle due giornate, il convento ha accolto un flusso continuo di visitatori, che hanno potuto esplorarne gli ambienti e conoscerne più da vicino la storia. Il percorso ha interessato la chiesa, il refettorio, il museo storico dell’arte cappuccina, con la sua significativa collezione di tabernacoli lignei marchigiani, e gli spazi verdi che circondano il complesso.
Un’occasione preziosa per riscoprire un patrimonio che custodisce non soltanto testimonianze artistiche e architettoniche, ma anche una tradizione spirituale ancora viva, legata agli insegnamenti di San Francesco e ai valori della semplicità, dell’accoglienza e del rispetto per il prossimo e per il creato.
Tra gli aspetti più apprezzati dell’iniziativa c’è stato il contributo degli apprendisti Ciceroni dell’IIS “Varano-Antinori”. Gli studenti hanno accompagnato i gruppi lungo il percorso di visita, illustrando con competenza ed entusiasmo la storia di Renacavata e le peculiarità del complesso conventuale.
Un’esperienza formativa che ha permesso ai ragazzi di mettere in pratica le conoscenze acquisite a scuola e di diventare ambasciatori del patrimonio culturale della propria città. La preparazione e la passione dimostrate hanno riscosso il favore dei visitatori, confermando il valore educativo di progetti capaci di avvicinare le nuove generazioni alla storia e all’identità del territorio.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al dirigente scolastico Francesco Rosati, ai docenti e a tutti gli alunni e le alunne che hanno preso parte all’iniziativa, contribuendo alla riuscita delle giornate con impegno e dedizione.
Positivo anche il riscontro sull’organizzazione logistica. Le navette gratuite messe a disposizione da Contram hanno consentito di raggiungere agevolmente il convento, facilitando gli spostamenti e contribuendo a gestire l’afflusso dei numerosi partecipanti.
Le Giornate Fai d’Autunno hanno assunto quest’anno un significato ancora più importante alla luce della candidatura di Renacavata al censimento nazionale “I Luoghi del Cuore” promosso dal Fai. Il convento si trova attualmente al secondo posto della classifica, un risultato che testimonia l’attenzione e l’affetto riservati a questo luogo dalla comunità locale e da tanti cittadini in tutta Italia.
Un traguardo che l’Amministrazione comunale invita a sostenere continuando a votare fino alla scadenza del censimento, affinché Renacavata possa consolidare la propria posizione e ottenere un riconoscimento ancora più significativo.
Soddisfazione per il risultato delle due giornate è stata espressa dal sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli, che ha sottolineato il valore della partecipazione e il significato profondo del convento per la comunità.
«Le Giornate Fai d’Autunno a Renacavata sono state un successo straordinario per Camerino, con tantissimi visitatori che in questi due giorni hanno raggiunto il Convento. È il segno tangibile di quanto questo luogo sia radicato nel cuore della nostra comunità e di quanto sia grande l’attenzione che tutto il Paese riserva alla culla dell’Ordine dei Cappuccini».
Il primo cittadino ha poi evidenziato il valore spirituale del complesso: «Renacavata non è solo un monumento: è un luogo dello spirito. Qui si respira ancora l’insegnamento di San Francesco, il valore della semplicità, dell’accoglienza, del rispetto per l’altro e per il creato. Valori di cui oggi abbiamo più che mai bisogno e che i Frati continuano a testimoniare ogni giorno».
Un pensiero speciale è stato dedicato agli studenti, veri protagonisti delle visite: «Il merito più grande di queste giornate va ai nostri ragazzi dell’IIS Varano-Antinori. I nostri Apprendisti Ciceroni sono stati impeccabili: preparati, competenti, con una passione e un entusiasmo che hanno commosso tutti i visitatori. Vederli raccontare la storia del loro territorio con così tanto orgoglio è stata l’emozione più bella. Sono loro i migliori ambasciatori della nostra città».
Lucarelli ha quindi ringraziato il dirigente scolastico, i docenti, i Frati Minori Cappuccini per aver aperto le porte del convento e il FAI per aver rinnovato la propria attenzione nei confronti di Camerino.
Infine, l’appello a sostenere la candidatura nel censimento nazionale: «Renacavata è oggi al secondo posto ne “I Luoghi del Cuore” FAI: invito tutta la cittadinanza a continuare a votare, ogni giorno, fino all’ultimo giorno utile. Ogni voto è decisivo per far vincere il nostro luogo dell’anima».
Due persone denunciate e sanzioni per oltre 32mila euro: è il bilancio dei controlli effettuati dai carabinieri della Compagnia di Camerino, con il supporto del Nucleo ispettorato del lavoro di Macerata, nei cantieri edili impegnati nella ricostruzione post-sisma del 2016.
L’attività ispettiva, finalizzata a verificare il rispetto delle norme sulla sicurezza e a tutelare la salute dei lavoratori, ha fatto emergere diverse irregolarità nei cantieri sottoposti a controllo, sia nell’ambito della ricostruzione pubblica sia in quella privata.
A finire nei guai sono stati un ingegnere residente in provincia di Macerata e un imprenditore edile di 30 anni, nato in Egitto e residente nel Viterbese. Entrambi sono stati denunciati in stato di libertà alla competente autorità giudiziaria per presunte violazioni della normativa sulla prevenzione degli infortuni e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, prevista dal decreto legislativo 81 del 2008.
Nel dettaglio, al professionista, che ricopriva il ruolo di coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione dei lavori, viene contestata l'omissione delle attività di controllo e di adeguamento delle condizioni di sicurezza del cantiere.
L'imprenditore, socio e preposto di un'impresa edile con sede legale nella provincia di Viterbo, è invece stato denunciato per presunte carenze nelle misure ambientali e procedurali necessarie a prevenire i rischi di caduta dall'alto, oltre che per questioni relative all'idoneità delle opere provvisionali e delle impalcature.
Il bilancio economico dei controlli ammonta complessivamente a oltre 32mila euro tra ammende e sanzioni. Nel dettaglio, sono state elevate ammende per 26mila euro per violazioni di natura penale in materia di sicurezza sul lavoro e sanzioni amministrative per 6.300 euro per irregolarità relative alla normativa lavoristica.
(Foto di repertorio)
Ottantuno persone furono uccise tra il 21 e il 24 giugno 1944 nelle campagne e nelle frazioni di Camerino. Una delle pagine più dolorose della storia del territorio è stata al centro del secondo appuntamento tra storia e natura promosso dallo SPI CGIL – Lega di Matelica, con la collaborazione dello storico Matteo Petracci, che ha accompagnato un gruppo di appassionati alla scoperta dei luoghi simbolo della Resistenza camerte.
Il percorso è partito da Morro di Camerino, frazione che porta ancora i segni della devastazione provocata dal sisma del 2016. Da un punto panoramico, Petracci ha illustrato l'importanza strategica di un territorio caratterizzato da valli impervie e rilievi montuosi, condizioni che favorirono la nascita delle prime formazioni partigiane nelle Marche.
La visita è proseguita verso Valpovera, luogo significativo per la Resistenza locale. Proprio tra queste alture l'attività partigiana mosse i primi passi, individuando un punto di riferimento per gli incontri e la prima riorganizzazione delle forze antifasciste.
Il movimento partigiano nel territorio camerte si sviluppò soprattutto nelle aree rurali, anche grazie al sostegno della popolazione contadina. Numerose famiglie misero a rischio la propria vita per offrire rifugio e protezione ai militari sbandati dopo l'8 settembre 1943, ai prigionieri alleati fuggiti dai campi di prigionia e ai combattenti antifascisti.
Al rientro a Morro, Petracci ha ricostruito i drammatici avvenimenti che portarono agli eccidi perpetrati nella zona dalle truppe tedesche in ritirata verso la Linea Gotica, con la complicità dei fascisti locali. Tra il 21 e il 24 giugno 1944, nelle campagne e nelle frazioni di Camerino, furono trucidate 81 persone, tra civili e partigiani, giovani e anziani. Una ferita ancora presente nella memoria della comunità, che richiama al dovere di ricordare e alla responsabilità di trasmettere la storia alle nuove generazioni.
L'iniziativa è stata molto più di un'escursione tra paesaggio e storia: un'occasione di conoscenza e riflessione collettiva, per approfondire le vicende della Resistenza e riaffermare il valore della memoria come patrimonio comune.
«Per il Sindacato Pensionati della CGIL – dichiara Orietta Minnucci, della Lega SPI CGIL di Matelica – la memoria non è un semplice esercizio di nostalgia né una celebrazione del passato, ma uno strumento fondamentale per comprendere e interpretare il presente».
Ripercorrere i luoghi della Resistenza, ha aggiunto Minnucci, significa riscoprire le radici della democrazia e riaffermare i valori di libertà, giustizia sociale e solidarietà. La memoria della lotta antifascista, ha sottolineato, offre ancora oggi strumenti ideali e morali per contrastare ingiustizie, disuguaglianze e nuove forme di sfruttamento. «Perché ricordare non significa soltanto guardare al passato, ma assumersi la responsabilità di costruire un futuro più giusto per tutte e tutti».
Dall’intelligenza artificiale applicata alla ricerca farmaceutica al recupero dei materiali difficili da riciclare, fino alla trasformazione degli scarti agricoli in ingredienti per la cosmetica. Sono le idee alla base dei tre progetti vincitori di Start Cup Marche 2026, la competizione dedicata alle nuove iniziative imprenditoriali innovative, che ha premiato oggi a Camerino i gruppi di ricerca e i giovani aspiranti imprenditori.
Ad aggiudicarsi il primo posto è stato DYN4MICA, progetto che sfrutta intelligenza artificiale, simulazioni molecolari e strumenti di bioinformatica per accelerare la ricerca farmaceutica. L’obiettivo è favorire lo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche e individuare ulteriori applicazioni per farmaci già esistenti.
Al secondo posto si è classificato Novosap, che propone una tecnologia per recuperare e riutilizzare i polimeri superassorbenti contenuti in prodotti igienici come pannolini e assorbenti. Il progetto punta a trasformare materiali difficili da riciclare in nuove risorse, riducendo la produzione di rifiuti e promuovendo modelli produttivi più sostenibili.
Terzo posto per Amarea Cosmetics, iniziativa che valorizza gli scarti agricoli del territorio marchigiano, trasformandoli in ingredienti attivi destinati a prodotti per la cura della pelle.
I progetti DYN4MICA e Amarea Cosmetics sono stati presentati da gruppi dell’Università Politecnica delle Marche, mentre Novosap è stato sviluppato da un team dell’Università di Camerino.
La cerimonia di premiazione si è svolta questa mattina nella Sala Convegni della Scuola di Studi Superiori "C. Urbani" dell’Università di Camerino. Ai tre progetti classificati sul podio sono stati assegnati contributi per l’innovazione rispettivamente di 6.000, 4.500 e 3.000 euro, da utilizzare esclusivamente per realizzare le iniziative imprenditoriali presentate.
Nel corso della competizione sono state assegnate anche quattro menzioni speciali. Il progetto AgroKER ha ottenuto sia il riconoscimento "Green and Blue", dedicato alle idee capaci di integrare innovazione e valorizzazione delle risorse naturali, sia quello per l’"Imprenditoria Femminile", riservato ai gruppi a maggioranza femminile. La menzione "Social Innovation" è andata ad AdHeraCare, mentre Novosap ha ricevuto il riconoscimento "Intellectual Property", assegnato da Rubino&Partners.
L’edizione 2026 di Start Cup Marche è stata promossa e organizzata congiuntamente dalle quattro università della regione: Università di Camerino, Università Politecnica delle Marche, Università di Macerata e Università di Urbino. L’iniziativa è rivolta a studentesse e studenti, laureate e laureati, ricercatrici e ricercatori con idee imprenditoriali innovative, anche nell’ambito degli spin-off universitari.
Ad aprire i lavori sono stati il rettore di Unicam, Graziano Leoni, e Andrea Polini, delegato dell’Ateneo ai rapporti con le imprese e direttore della Start Cup Marche. Presenti anche Serena Gabrielli, delegata del rettore a spin-off, brevetti e proprietà intellettuale, e le rappresentanti degli atenei promotori Deborah Pacetti per l’Università Politecnica delle Marche, Annalisa Sentuti per l’Università di Urbino e Laura Marchegiani per l’Università di Macerata.
Tra gli interventi della giornata quelli di Elisa Zambito Marsala, responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, e Alfonso Nardi di Invitalia. Alla presentazione dei progetti finalisti hanno partecipato anche i rappresentanti dei soggetti che sostengono l’iniziativa.
"È una grande soddisfazione premiare oggi i vincitori di questa nuova edizione di Start Cup Marche", ha sottolineato il rettore di Unicam, Graziano Leoni, evidenziando l’impegno dell’Università nel sostenere il talento e le idee di studenti, laureati e ricercatori. L’obiettivo, ha aggiunto, è favorire nuove opportunità di occupazione giovanile e valorizzare creatività e innovazione, anche attraverso la collaborazione con gli altri atenei marchigiani e i partner dell’iniziativa.
La competizione è realizzata con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Studio Rubino&Partners e Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Macerata e Camerino. Per Intesa Sanpaolo, il progetto rientra nelle attività a supporto dell’ecosistema dell’innovazione e della nascita di nuove imprese, attraverso iniziative rivolte a startup e realtà imprenditoriali innovative.
Per i tre gruppi vincitori il percorso non si ferma alla premiazione di Camerino. Start Cup Marche è infatti l’unica competizione regionale accreditata al Premio Nazionale dell’Innovazione, promosso dall’associazione PNI-Cube. DYN4MICA, Novosap e Amarea Cosmetics accederanno quindi di diritto all’edizione 2026 del premio nazionale, in programma a Bari il 3 e 4 dicembre, dove si confronteranno con i progetti vincitori delle altre competizioni universitarie italiane.
Due edifici storici restituiti alla città e all'Università di Camerino, con nuove funzioni didattiche e abitative. È stato un giorno importante per Unicam e per l'intera comunità camerte, che ha inaugurato Palazzo Ribechi e il complesso di Santa Caterina, a pochi giorni dal decennale del terremoto che nel 2016 sconvolse il centro storico e la vita dell'ateneo.
I due immobili, completamente riqualificati, entrano ora a far parte del Polo Didattico Sant'Agostino, dedicato alla chimica e alle scienze del farmaco, ampliandone gli spazi e le funzioni. Alla cerimonia hanno partecipato autorità, docenti, studenti e cittadini.
A fare gli onori di casa il rettore di Unicam Graziano Leoni, che ha sottolineato il significato della giornata.
«È una bella giornata, un momento in cui la città e l'università si riappropriano di spazi che la rendono funzionale», ha detto il rettore, evidenziando come l'ateneo stia progressivamente uscendo dalle difficoltà legate alla fase post terremoto. «Inaugurare lo spazio di Santa Caterina significa restituirlo con una funzione potenziata e arricchire il polo di Sant'Agostino con nuove sedi e funzioni, spazi che entreranno nella vita quotidiana dell'ateneo».
Il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli ha ricordato invece la particolare coincidenza con il decennale del sisma.
«Tra poco sarà il 26 ottobre, di cui ricorderemo la scossa che ci ha cambiato in pochi attimi la vita», ha sottolineato. Per il primo cittadino, la restituzione di Palazzo Ribechi e Santa Caterina rappresenta un segnale importante per il centro storico e per il futuro della città.
«Oggi mettiamo a tavola un lavoro di squadra. Il taglio del nastro è un passo importante per far riacquistare il futuro ai ragazzi, la forza di questa città», ha aggiunto Lucarelli, ringraziando quanti hanno lavorato alla riqualificazione dei due immobili.
Alla cerimonia era presente anche la sottosegretaria alla presidenza della Regione Marche Silvia Luconi, che ha definito i due edifici «un presidio culturale e sociale fondamentale».
Luconi ha ricordato quei giorni del 2016 e l'impatto del terremoto sulla popolazione: «Ricordo nitidamente quella sera, la nebbia, e l'unico colore era rappresentato dai trolley dei cittadini che uscivano da Camerino».
Da qui la riflessione sul valore simbolico della restituzione degli edifici: «Il dovere delle autorità è ridare quegli edifici che ci sono stati tolti, ma bisogna lavorare affinché vi siano presidi. È vero che il terremoto ci ha tolto, ma dobbiamo ripartire da qui e ricostruire la nostra regione».
È intervenuto da remoto anche il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che ha espresso il proprio ringraziamento a Unicam e sottolineato il ruolo di Camerino come simbolo del percorso di ricostruzione.
«Camerino è il simbolo di una ricostruzione», ha affermato Castelli, ricordando il lavoro svolto da progettisti, tecnici e imprese. «Grazie a tutti coloro che sono stati coinvolti nei lavori, da chi ha diretto, progettato ed eseguito i lavori, riportando Camerino ad uno splendore che deve essere aggiornato al futuro».
Nel corso dell'inaugurazione sono intervenuti anche i docenti Carlo Cifani, Michele Loreti e Loredana Cappellacci, insieme al presidente della SIFO Arturo Cavaliere.
La cerimonia si è conclusa con il tradizionale taglio del nastro, suggellando la restituzione di due edifici storici al patrimonio universitario e cittadino.
Dopo dieci anni di attesa, Rocca Varano riapre le sue porte. Uno dei luoghi simbolo di Camerino tornerà ufficialmente accessibile lunedì 12 ottobre, con la cerimonia di inaugurazione in programma alle 11:30. Un momento atteso dalla comunità camerte, che segna la restituzione alla città di uno dei complessi fortificati più significativi del territorio.
La riapertura arriva al termine di un importante intervento di ristrutturazione e valorizzazione, che ha consentito di mettere in sicurezza la Rocca e procedere al recupero conservativo della struttura. I lavori hanno inoltre permesso di realizzare un nuovo percorso turistico pensato per accompagnare cittadini e visitatori alla scoperta della storia e delle caratteristiche del complesso.
Rocca Varano torna così a essere non soltanto un luogo della memoria, ma anche uno spazio destinato a svolgere un ruolo nella promozione turistica e culturale di Camerino, con nuove opportunità per la didattica e per la conoscenza del patrimonio storico del territorio.
"La riapertura di Rocca Varano è un giorno che aspettavamo da tempo - dichiara il sindaco -. Non è solo la restituzione di un monumento, è la restituzione di un pezzo della nostra identità". "Dopo dieci anni, riconsegnare questo simbolo alla Città, grazie ad un finanziamento ottenuto attraverso un bando della Regione Marche, significa guardare avanti con orgoglio e con la consapevolezza del valore di ciò che siamo", aggiunge il primo cittadino.
La cerimonia di inaugurazione si terrà lunedì 12 ottobre alle 11:30 a Rocca Varano. L'amministrazione comunale invita la cittadinanza a partecipare all'appuntamento, che rappresenta il momento ufficiale della riapertura di uno dei luoghi più rappresentativi della storia di Camerino.
Il professor Massimiliano Fazzini, climatologo e docente dell'Università di Camerino, è stato chiamato a rappresentare l'Italia al WMO TECO-2026 di Amsterdam. Fazzini partecipa alla conferenza internazionale in qualità di delegato italiano e rapporteur di un tavolo tecnico dedicato alla qualità dei dati meteorologici satellitari e alla loro integrazione con le misurazioni effettuate al suolo.
L'appuntamento è in programma dal 5 all'8 ottobre al RAI Amsterdam Convention Centre, nell'ambito della WMO Technical Conference on Instruments and Methods of Observation, in concomitanza con la Meteorological Technology World Expo 2026.
Fazzini, docente dell'Università di Camerino e referente del Team Rischio Climatico della Società Italiana di Geologia Ambientale, prenderà parte ai lavori dedicati allo sviluppo e al miglioramento dei sistemi di osservazione meteorologica e ambientale.
Al centro del tavolo tecnico al quale parteciperà il docente ci saranno in particolare la qualità e l'affidabilità dei dati meteorologici, con attenzione al confronto tra le informazioni raccolte attraverso i satelliti e quelle provenienti dalle misurazioni effettuate direttamente al suolo, secondo gli standard definiti dalla World Meteorological Organization.
La TECO-2026 riunisce ad Amsterdam esperti, ricercatori, rappresentanti dei servizi meteorologici nazionali, istituzioni e imprese provenienti da diversi Paesi, chiamati a confrontarsi sulle più recenti tecnologie e metodologie per l'osservazione del sistema atmosferico e dell'ambiente.
Tra i temi affrontati nel corso della conferenza figurano anche la standardizzazione delle misure, la loro tracciabilità e la qualità dei dati, oltre alla possibilità di integrare sistemi di osservazione differenti per ottenere informazioni sempre più affidabili.
Aveva denunciato ai Carabinieri il furto della propria Audi A3, ma secondo quanto ricostruito dagli investigatori l'auto non era stata rubata. La donna, infatti, avrebbe consegnato autonomamente il veicolo a un giovane, nonostante la vettura fosse già sottoposta a sequestro amministrativo e affidata alla sua custodia.
Per questo una donna residente a Camerino, classe 1978 e originaria di San Severino Marche, è stata denunciata in stato di libertà dai Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile della Compagnia di Camerino con l'ipotesi di simulazione di reato.
La vicenda è iniziata alla fine di settembre, quando la donna si è presentata negli uffici dell'Arma sostenendo che la propria Audi A3 fosse stata rubata da ignoti.
Il racconto avrebbe però presentato alcune incongruenze, che hanno spinto i militari ad approfondire gli accertamenti.
Dalle verifiche è emerso che l'auto era già stata sottoposta a sequestro amministrativo dalla Polizia Stradale di Camerino e affidata in custodia giudiziale alla stessa proprietaria.
Le indagini avrebbero permesso di ricostruire una dinamica completamente diversa da quella denunciata. Secondo quanto accertato dai Carabinieri, la donna avrebbe consegnato l'Audi a un giovane di Macerata, classe 1995, già noto alle forze dell'ordine.
Proprio alla guida di quella vettura, il giovane era stato successivamente arrestato dai Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile del N.O.R.M. della Compagnia di Tolentino per una serie di condotte pericolose.
L'episodio si era verificato nel territorio di Tolentino. Il conducente, secondo la ricostruzione dei militari, non si era fermato all'alt intimato dai Carabinieri e aveva iniziato una fuga, mettendo in pericolo l'incolumità degli operatori e degli altri utenti della strada.
Ne era nato un lungo inseguimento, che aveva attraversato i territori di Tolentino, Pollenza e Macerata.
La fuga si era conclusa in contrada Palombarette, nel territorio di Pollenza, dove l'Audi era finita fuori strada. Il conducente era stato quindi raggiunto e bloccato dai militari, che avevano proceduto al suo arresto.
Gli accertamenti successivi hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire anche la vicenda relativa alla presunta sottrazione dell'auto, portando alla denuncia della proprietaria per simulazione di reato.